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Porsche Emory 356 RSR top car elaborazione 400 CV

di redazione

La top car Porsche Emory 356 RSR con elaborazione 400 CV by Emory Motorsport è una vettura da sogno! Immaginate di dotarla di un potente motore, strettamente imparentato con l’originale, e di un comparto telaio/sospensioni moderno ed efficiente. Alla Emory Motorsport sono andati ben oltre la semplice immaginazione!

Il fenomeno del resto-mod, ovvero il restauro di auto storiche con l’utilizzo di componenti aliene al modello di vettura su cui si sta lavorando, o addirittura alla marca stessa, è in continua ascesa. Una delle Case più amate dai costruttori di resto-mod è la Porsche.

Porsche Emory 356 RSR elaborata

Sulla Porsche Emory 356 RSR il propulsore Emory-Rothsport Outlaw-4 è sviluppato e costruito direttamente dalla Casa californiana, in collaborazione con la Rothsport Racing, con sede in Oregon, che produce da oltre trent’anni motori e pezzi di ricambio speciali per Porsche stradali e da corsa. Il motore si basa sul 6 cilindri boxer da 3.600 cm³ che equipaggiava la serie 964. Si può scegliere l’alimentazione a carburatori con accensione a spinterogeno oppure l’iniezione elettronica con accensione elettronica a bobine. Le cilindrate vanno da 2,4 a 2,6 litri e, a richiesta, si può avere la sovralimentazione con turbocompressori.

Porsche Emory 356 RSR top car elaborazione 400 CV

Porsche Emory 356 RSR modificata

La Porsche Emory 356 RSR è una 356 B con il telaio di una 964 e adotta il 4 cilindri piatto Emory da 2,4 litri, “vitaminizzato” da una coppia di turbocompressori Garrett forniti di supporti degli alberini realizzati con cuscinetti a sfere. I cilindri sono dotati di alimentazione singola, quindi con 4 corpi farfallati; i parametri del motore sono gestiti da una centralina Motec appositamente programmata. L’aria pompata dai compressori è raffreddata da due intercooler da circa 40×20 cm, inseriti con rara maestria nei due parafanghi posteriori. La potenza sviluppata dal propulsore varia dai 325 ai 400 CV, a seconda della pressione di sovralimentazione.

Porsche Emory 356 RSR tuning

Nell’abitacolo della Porsche Emory 356 RSR una serie di particolari Momo danno un po’ di sfarzo all’ambiente spartano. Davanti alla classica strumentazione Porsche troviamo un volante Momo Prototipo con bordo in pelle invecchiata, montato su un mozzo Momo a sgancio rapido. Più in basso e spostato a destra, Emory ha installato una leva del cambio Rothsport con un pomello del cambio Targa della linea Momo Heritage, che offre un controllo più diretto della trasmissione a cinque velocità G50 serie 03. Completano “l’arredamento” un manometro del turbo in stile Porsche 935, sedili in stoffa rossa antifiamma ispirati ai modelli da competizione 908 e 917 e pedali Momo in alluminio aeronautico.

Porsche Emory 356 RSR top car elaborazione 400 CV

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Porsche Emory 356 RSR è su Elaborare 250.

Porsche Emory 356 RSR top car elaborazione 400 CV

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Tesla Model S vs Porsche Panamera: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? È vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Tesla Model S a confronto con la vs Porsche Panamera 3.0 V6 da 330cv. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Tesla Model S e Porsche Panamera benzina raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

I ricambi da sostituire

Guardando i piani di manutenzione della Tesla Model S ci si stupisce della quantità di ricambi da sostituire a fronte del costo dei singoli tagliandi. Bisogna anche dire che da pochi mesi Tesla non obbliga i clienti a fare i tagliandi ordinari, ma li consiglia per garantire l’efficienza dell’auto nel tempo. Qualora i clienti dovessero decidere di fare i tagliandi annuali, i costi sarebbero esattamente quelli riportati nell’infografica, che si applicano anche alla Model S D100, l’unica oggi attualmente a listino (la nostra indagine aveva preso in considerazione le auto in vendita sino a dicembre 2018). Ai tagliandi dispari, oltre a una serie di controlli e aggiornamenti, vengono cambiate solo le batterie nei telecomandi e le spazzole tergicristalli. Nei tagliandi pari invece si sostituiscono anche filtro clima, cartuccia disidratatore clima e liquido freni. La Porsche Panamera, nonostante la caratura premium, limita la manutenzione ordinaria a olio e filtri, concedendosi un cambio candele ogni 2 anni e nuovo olio PDK ogni 6 anni.

Quante ore in officina

La Tesla Model S 75D è l’elettrica più costosa da manutenere e più onerosa in MDP: è suo il tagliando più lungo di tutte le elettriche, ben 4 ore a 2, 4 e 6 anni. In 6 anni trascorre almeno 15 ore in officina, più di tutte le altre auto elettriche dell’indagine. Per quanto più costosa (da acquistare) e potente, la Porsche Panamera 330cv a trazione posteriore passa meno ore totali in officina: circa 9 ore divise in soli 3 tagliandi in 6 anni. I tagliandi biennali costano infatti in media ogni anno quasi il 30% in meno rispetto alla Tesla Model S. La Porsche Panamera si concede pochi capricci: il cambio candele al 2^ tagliando (costo 1003 euro) e il cambio olio PDK al 6^ tagliando (costo 1107 euro). La Tesla Model S invece non fa sconti, pur essendo elettrica: i tagliandi pari costano 525 euro, quelli dispari 800 euro. E’ curioso notare come la sostituzione del liquido refrigerante prevista al 4^ Tagliando non contribuisce ad aumentare il costo del service, come invece accade per le altre EV. La Model S è l’unica tra le auto elettriche dello studio meno conveniente nella manutenzione ordinaria, anche rispetto alla diretta rivale con motore a combustione interna. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Tesla Model S 75D (EV)
– Ore MDP totali: 15 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 3975 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 662 euro
– Frequenza tagliando: annuale
– Intervallo km tagliando: 20 mila km

Porsche Panamera 3.0 330cv (ICE)
– Ore MDP totali: 9.1 ore
– Costo totale 3 tagliandi: 2767 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 461 euro
– Frequenza tagliando: biennale
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

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Arriva la Porsche Cayenne S Coupé con 440 CV

di Valentina Acri
É da poco possibile ordinare la Porsche Cayenne S Coupé da 440 CV con motore V6 biturbo 2.9, lo stesso motore delle Audi RS4, RS5 e Porsche Panamera S. La nuova versione S, ha un costo meno consistente e impegnativo della Cayenne Coupé Turbo da 550 CV, ma offre prestazioni migliori rispetto alla Cayenne Coupé da […]

Il Porsche Cayenne Coupe potrebbe avere un motore Lamborghini

di Simone Lelli
Se i rumor fossero reali, parleremmo davvero di un’auto dalle altissime performance. L’azienda Porsche ha intenzione di produrre una Cayenne Coupe, con l’obiettivo di coprire un preciso target di riferimento: i ricercatori di auto dalle performance davvero elevate. Se ci pensate bene, la Cayenne Turbo (e la sua versione Coupe) riescono a raggiungere i 507 […]

Futuro VW articolato su tre piattaforme EV, arriva nuovo marchio?

di Emanuela Acri
Che il gigantesco Gruppo Volkswagen ha in serbo un’offensiva sostanziale di veicoli elettrici, in attesa dietro le quinte, non è una novità. Ma le versioni di produzione dei numerosi concetti di ID e e-tron hanno comunque molta importanza. Secondo quanto riportato su Automobile Magazine, il Gruppo Volkswagen è concentrato ad espandere la sua lista di EV a 70 veicoli entro il 2028, contro l’biettivo […]

Porsche acquista azioni di Cetitec: specialista di software automotive

di Redazione

Software ed elettronica stanno diventando sempre più importanti quando si parla di automobili. Le centraline gestiscono powertrain sempre più complessi. Schemi in cui sempre più spesso motori termici devono dialogare con unità elettriche di varia natura. E poi c’è l’infotainment, con connessioni di varia natura. Senza dimenticare la questione sicurezza e la guida autonoma. Con auto che ormai presentano anche decine di strumenti di rilevazione tra telecamere, infrarossi, radar e sensori di vario tipo. L’elettronica, insomma, è una componente chiave. In quest’ottica Porsche non sta certo a guardare. Oggi annuncia di aver acquistato un consistente pacchetto azionario della Cetitec. Si tratta di una società tedesca che proprio di software in campo automotive si occupa da quasi dieci anni.

LA NUOVA STRATEGIA CON VOLKSWAGEN

Con questa operazione Porsche si dice sicura di poter affrontare in modo corretto le sfide presenti e future in questo settore dell’industria automobilistica. E di poter dare il proprio apporto costruttivo alla costruzione di una nuova architettura elettronica end-to-end. Questa, a sua volta, si inserirà nel più grande progetto “E3” del Gruppo Volkswagen e che vedrà le prime applicazioni sulle auto a partire dal 2022. Quelle che proseguiranno sulla strada della rivoluzione elettrica che sarà aperta dalla Porsche Taycan. Il nuovo progetto mira a prendere il controllo di tutto il processo di progettazione dei nuovi software che saranno presenti sulle auto. Gestirà direttamente la realizzazione di diverse applicazioni, la gestione del dialogo tra esse, i processi di verifica e di diagnostica.

UNA COLLABORAZIONE DI LUNGA DURATA

Porsche e Cetitec collaborano in realtà da lungo tempo. Ma la nuova partnership, con l’ingresso di Porsche nella società, serve a stabilire un rapporto più stretto. Sarà la chiave per lo sviluppo di soluzioni specifiche in tempi più brevi, e con maggiore possibilità di personalizzazione. Anche da qui, secondo i vertici della Casa di Stoccarda, si costruisce un modello aziendale sempre più competitivo nei confronti di un mercato in forte evoluzione.

LA SPINTA VERSO L’INNOVAZIONE

Dello stesso avviso è anche Thomas Keicher, figura di vertice della Cetitec, che ha detto che “con Porsche come azionista si riuscirà a capire meglio i bisogni della Casa in termini di software, con il vantaggio di sviluppare prodotti sempre migliori e sempre più innovativi. Abbiamo di fronte una grande opportunità di crescita e siamo certi che il lavoro con Porsche ci permetterà di realizzare in tempi brevi software che daranno un contributo fondamentale sia in termini di user experience sia, soprattutto, di sicurezza”.

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Multa da 600 milioni a Porsche per le emissioni sui diesel in Germania

di Donato D'Ambrosi

Porsche è stata condannata a pagare una multa da quasi 600 milioni di dollari dal tribunale tedesco per l’effetto dell’ombra dieselgate. I giudici della corte di Braunschweig avevano già sanzionato Volkswagen e Audi per le emissioni dei motori diesel. Ora la multa a Porsche rincara il conto salato che ha superato 30 miliardi di dollari in multe e compensazioni, come riporta Reuters.

MULTA SENZA RICORSO

Porsche avrebbe dovuto vigilare sui test dei motori diesel per impedire che finissero sul mercato auto con valori di emissioni non conformi ai limiti. I Pubblici ministeri del tribunale tedesco hanno imposto un’ammenda da 598 milioni di dollari (535 milioni di euro) che si sentiva nell’aria. D’altronde già Audi precedentemente aveva accettato di pagare una multa da 800 milioni di euro per buttarsi tutto alle spalle. Lo stesso per Volkswagen, che controlla interamente Porsche, cui è stata comminata una multa da 1 milione di euro in Germania.

CHIUDERE UN OCCHIO HA PENALIZZATO ANCHE PORSCHE

Secondo i procuratori del distretto di Stoccarda, il dipartimento di sviluppo Porsche ha trascurato i suoi obblighi legali nella supervisione dei test sulle emissioni. Gli ingegneri e i dirigenti responsabili della supervisione accusati di negligenza sono già stati perseguiti in Germania e USA. Infatti ha destato scalpore l’ordine del Quartier generale Volkswagen ai manager di restare al di fuori dei confini USA per qualche tempo.

LA PRIMA ELETTRICA ID. E’ GIA ORDINABILE

Mentre Volkswagen cerca di costruire un futuro a zero emissioni a partire dall’elettrica ID già ordinabile, si aggiorna anche il bilancio dei costi del dieselgate. Con la multa a Porsche Volkswagen ha superato la soglia dei 30 miliardi di dollari in sanzioni, buona parte di queste compensazioni incassate da enti statali e governativi. L’assenza di un ricorso, ad oggi, dimostra tutta la volontà di allontanarsi quanto prima dal ricordo del dieselgate.

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Porsche GT Street RS top car elaborazione 770 CV by Techart

di redazione

Questa elaborazione top car della Porsche GT Street RS del noto tuner tedesco Techart è l’ultima fatica ed è stata presentata allo scorso Salone di Ginevra e verrà realizzata in soli 10 esemplari al costo di circa 150.000 Euro. Non stiamo parlando della vettura intera, ma della sola elaborazione. Ecco come nasce questa “Hyper 911”.

Porsche GT Street RS top car elaborata

Gli appassionati meno attenti potrebbero scambiare la Porsche GT Street RS top car elaborata con quella allestita da Techart nel 2016 a causa della livrea esterna simile, ma non è così. La GT Street RS infatti ne è l’evoluzione estrema e definitiva poiché la 911 serie 991 di derivazione è stata appena sostituita dalla nuova 992. Ciò non toglie che l’aerokit in carbonio della GT Street RS sia somigliante a quello della versione R e ne costituisca un affinamento generale. Il kit presenta all’anteriore prese d’aria maggiorate, splitter inferiore attivo, flap convogliatori alle estremità e un nuovo cofano finestrato. Di lato vanta invece archi passaruota aggiuntivi raccordati ad inedite minigonne, nonché prese e sfoghi aria specifici.

Porsche GT Street RS top car elaborazione 770 CV by Techart

Porsche GT Street RS top car modificata

La Porsche GT Street RS top car modificata vanta un power kit denominato TA 091/T3.1 che prevede nuove turbine maggiorate a geometria variabile, centralina aggiuntiva, sistema di aspirazione ad alte prestazioni e nuovo scarico in titanio dotato di elettrovalvola. Il risultato lascia senza parole con addirittura 770 CV di potenza e ben 920 Nm di coppia, che consentono all’auto di sfondare il muro dei 340 km/h autolimitati! Anche l’assetto che, sebbene sia regolabile a controllo elettronico già sulla vettura di derivazione, è stato ulteriormente affinato in senso pistaiolo e dotato di un indispensabile noselift, ovvero della possibilità di alzare il muso di 6 cm per salvaguardare il sottoscocca.

Porsche GT Street RS top car elaborazione 770 CV by Techart

I numeri della Techart – GT Street RS
2019 – Anno di presentazione
770 – Potenza max CV
920 – Coppia max Nm
340+ – Velocità max km/h
2,5 – Secondi 0-100 km/h
8,1 – Secondi 0-200 km/h
20 – Pollici diametro ruote

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della top car Porsche GT Street RS by Techart è su Elaborare 248.

Porsche GT Street RS top car elaborazione 770 CV by Techart

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Ecco in Cina la EMUI 9.1 beta per la linea Huawei Mate 20 top di gamma

di Giuseppe Biondo

È partito dalla Cina il "treno" di Huawei che consegnerà la nuova EMUI 9.1 ai top di gamma lanciati prima dei recentissimi Huawei P30 su cui ha esordito

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Porsche Macan, il futuro del SUV di Stoccarda è elettrico

di Vittorio Pipia
Porsche ha annunciato che a partire dal nuovo decennio, il SUV Macan sarà disponibile anche in versione totalmente elettrica. Scelta che, secondo Olivier Blume, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Porsche AG, porterà a investimenti di circa 6 miliardi di euro e che contribuirà a rendere il 50% dei veicoli Porsche di nuova produzione, disponibili […]

Porsche regala un premio di quasi 10.000 euro ai suoi dipendenti

di Simone Lelli
Esatto, avete letto bene: l’azienda tedesca ha deciso di dare un bonus ai suoi dipendenti di circa 10.000 euro. Il premio in questione è stato elargito per i bonus di condivisione degli utili di due anni fa, per i contributi previdenziali speciali e per festeggiare i 70 anni dell’azienda. Andando nel dettaglio, il bonus comprende […]

Capote in tela: tecnologia e sicurezza dietro un tetto in tessuto

di Redazione

Si fa presto a dire spider. Prima, in effetti, su una cabriolet si aggiungeva una semplicissima copertura in tessuto impermeabile e, in caso di pioggia, il riparo era servito. Oggi le cose sono completamente diverse. Anche su un’auto che nasce per essere guidata aperta, la capote in tela deve soddisfare numerosi requisiti di comfort, isolamento acustico, sicurezza, aerodinamica, durata e, non ultimo, design.

TUTTI I PROBLEMI DELLA MANCANZA DI UN TETTO

Bella, la macchina aperta. Ma per i progettisti una spider presenta sempre una serie di problemi in più da risolvere. Prima di tutto, una spider ha minor rigidità torsionale. Perché la scocca non si chiude nella parte alta e tende a flettersi. Per ovviare a questo problema, che compromette in maniera rilevante handling e piacere di guida, si tende a inserire rinforzi strutturali nella zona dietro ai sedili. Ma questo comporta un aumento del peso. E il peso, si sa, è nemico delle prestazioni.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL TETTO RIGIDO

In un passato recente, proprio per ovviare almeno in parte alla questione della rigidità torsionale, le Case hanno proposto una serie di cabrio con tetto rigido a scomparsa. Dalla Mercedes SLK in avanti, sono stati parecchi i modelli con questa tecnologia. Chiudendo in maniera più indeformabile la struttura della vettura tra parabrezza e montanti posteriori, il tetto rigido garantisce una maggiore resistenza alla torsione. A questo, con la capote rigida si aggiunge un maggior comfort acustico, perché si riducono turbolenze e fruscii e si aumenta l’insonorizzazione. Allo stesso tempo, però, si aumentano gli ingombri al posteriore quando si vuole viaggiare aperti.

IL RITORNO DELLA TELA

Le ultime tendenze, spinte forse anche da logiche di marketing, hanno visto un ritorno delle capote in tela. Che intanto, in questi anni, hanno compiuto numerosi progressi. Quelli più evidenti riguardano il materiale con cui sono realizzate. Ultimamente si vedono capote multistrato che sovrappongono vari tessuti e vari materiali per unire in un solo elemento diverse qualità. Lo strato esterno, ad esempio, tende ad essere più robusto e rigido, in modo da garantire una forma più regolare a tutto vantaggio della penetrazione aerodinamica e della riduzione dei fruscii. Al di sotto di questo, scendendo verso l’abitacolo, si trovano invece tessuti fonoassorbenti che lavorano sull’attenuazione del rumore grazie all’adozione di strutture “a spugna”. Questa combinazione permette di viaggiare a capote chiusa con valori di comfort acustico molto vicini a quelli di una versione “chiusa” dello stesso modello.

UNA SICUREZZA CON IL BOTTO

La presenza della tela sopra la testa degli occupanti impone poi numerosi accorgimenti per non compromettere la sicurezza dell’auto, soprattutto in caso di ribaltamento. Le due soluzioni più diffuse riguardano il rinforzo dei montanti anteriori, quelli ai lati del parabrezza, e la presenza di roll bar posteriori. I primi sono semplicemente più resistenti e non flettono neanche se, a contatto con il terreno, sono schiacciati dal peso della stessa auto. I secondi, che sono spesso affogati all’interno del corpo vettura, fuoriescono grazie all’esplosione di piccole cariche pirotecniche nel momento in cui i sensori dedicati rilevano un sollevamento e un inizio di rotazione della vettura. Così gli occupanti hanno una protezione integrale che permette loro di non entrare a contatto con il terreno. Per valutare quanto questi rinforzi sono realmente efficaci, l’ADAC svolge dei crash test dedicati alle cabrio nelle prove di cappottamento.

L’INNOVATIVA CAPOTE DELLA NUOVA 911

Tra le capote più innovative sul mercato, c’è quella della recentissima Porsche 911 Cabrio, che in un certo senso può essere definita una copertura ibrida. Il tetto della 911 Cabrio è a tutti gli effetti in tela, ma sotto il tessuto presenta quattro sezioni rigide in magnesio che, quando la capote è chiusa, si dispongono una attaccata all’altra. Questa struttura permette all’auto di combinare la bellezza retrò della tela con una sagoma del tetto molto simile a quella di una copertura rigida e quasi indeformabile. Con tutti i vantaggi in termini di aerodinamica (la curva del tetto è molto simile a quella della coupé, con cui la Cabrio condivide anche il Cx di 0,29). Questa tecnica ha permesso di dotare la nuova 911 anche di un lunotto rigido in vetro, a tutto vantaggio della visibilità posteriore, e, allo stesso tempo, di ridurre gli ingombri della capote, che una volta ripiegata è alta 23 centimetri e lunga 55 (grazie anche al fatto che il tessuto non è fissato ai pannelli sottostanti).

IL ROLL BAR SALVA GLI OCCUPANTI E IRRIGIDISCE LA SCOCCA

Al di sotto della capote della nuova 911 Cabrio, che grazie al peso contenuto può essere ripiegata a scomparsa all’interno dell’apposito vano in soli 12”, anche in movimento, a velocità inferiori ai 50 km/h, l’auto presenta due roll bar a molla che vengono liberati da una piccola carica esplosiva quando si avverte il rischio di ribaltamento. Se al momento dell’estrusione degli stessi la capote è chiusa, delle punte metalliche in tungsteno si allungano verso il lunotto per evitare che questo contrasti la fuoriuscita delle protezioni. Intelligentemente, questi roll bar sono studiati in modo da incrementare la rigidità torsionale della scocca quando normalmente alloggiati all’interno del corpo vettura.

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Porsche Taycan elettrica: 20 mila ordini in poche ore. Come prenotarla

di Redazione

Che la Taycan, prima full-electric di Casa Porsche sarebbe stata un successo immediato è apparso chiaro da subito: basta vedere con quale entusiasmo è stata accolta nel 2015 la concept Mission-E e ancor di più la conferma, arrivata nel 2016, della sua messa in produzione a cui ha fatto seguito lo scorso gennaio la notizia del raddoppio della capacità produttiva, dalle 20.000 previste inizialmente a 40.000 unità.

PUBBLICO PAGANTE A riprova di ciò, Porsche conferma di aver già raccolto ben 20.000 pre-ordini tramite i form di prenotazione predisposti su tutti i siti nazionali (qui quello italiano). Non semplici iscrizioni visto che la conferma del proprio interesse si richiede il versamento di una cauzione di 2.500 euro che possono essere restituiti qualora si decida di non procedere all’acquisto ma che per ora a quando dice la Casa sono stati pagati da tutti gli interessati.

REVEAL A SETTEMBRE L’aspetto interessante è che per ora, Taycan è ancora un prodotto “a scatola chiusa” anche se l’aspetto pare ormai definito occorrerà aspettare la presentazione ufficiale che è fissata per il prossimo settembre, mentre sono note soltanto a grandi linee le caratteristiche tecniche. La berlina sportiva, una sorta di Panamera elettrica (la concept ha una fisionomia a quattro porte ed è lunga 4,85 metri) è destinata a competere con Tesla Model S e tutti i modelli alto di gamma di prestazioni elevate che arriveranno prossimamente.

I NUMERI DELLA TAYCAN Taycan, in produzione dal 2020, annuncia due motori elettrici, uno per asse, con potenza complessiva di circa 600 CV, alimentati da una batteria al litio da 90 kWh.  Così equipaggiata, raggiunge secondo i dati dichairati una velocità massima di oltre 250 km/h accelerando da 0 a 100 km/h in meno di 3”5 e da 0 a 200 km/h in meno di 12”. Forse però la “prestazione” più interessante tra quelle annunciate è la velocità del sistema di ricarica messo a punto da Porsche insieme ai suoi partner, che consentirebbe di accumulare abbastanza energia per percorrere 100 km (Un quinto dell’autonomia totale dichiarata, che è di 500 km con il vecchio ciclo NEDC) in soli 4 minuti.

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La Porsche Macan sarà solo elettrica

di Filippo Vendrame

Porsche fa davvero sul serio nel settore delle mobilità elettrica ed ha annunciato che la futura Porsche Macan sarà completamente elettrica. La Macan, si ricorda, è attualmente l’auto più venduta di Porsche. La volontà di convertirla in un modello completamente elettrico è il chiaro indicatore di come il costruttore tedesco stia investendo nell’elettrificazione delle sue autovetture. La Porsche Macan non arriverà subito ma entrerà in produzione all’inizio del prossimo decennio.

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Tesla Model 3 sorprende Porsche e Audi

di Filippo Vendrame

Le Tesla Model 3 hanno sorpreso Porsche e Audi. Le nuove “piccole” auto elettriche dell’azienda americana sono ufficialmente sbarcate in Europa. Lo stesso Elon Musk si è recato in Europa per sovrintendere il loro debutto ufficiale. L’arrivo delle Model 3 ha generato anche un certo nervosismo tra le aziende automobilistiche europee che hanno iniziato ad investire nel settore elettrico. In particolare, Porsche e Audi sarebbe rimaste molto impressionate dal costo delle auto americane in rapporto alla tecnologia applicata.

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Gunther Werks 400R top car elaborazione 431 CV

di redazione

La elaborazione della top car Gunther Werks 400R con 431 CV è stata effettuata negli USA dal tuner Gunther Werks che ha voluto mettere le mani sulla Porsche 993, ottenendo risultati davvero notevoli come dimostra la 400R modificata.

Gunther Werks 400R elaborata

Che sia un restomod o un top-tuning, una cosa è certa: per realizzare simili trasformazioni su una Porsche 911 di 30 o 40 anni fa è necessario disporre di una vettura donatrice dalla quale iniziare. Ciononostante appare ben più larga di un esemplare stock grazie all’impiego di un kit estetico widebody realizzato da Vorsteiner, specialista del settore anch’esso situato in California. L’allestimento comprende parafanghi anteriori e posteriori allargati, minigonne sottoporta, tetto, cofano anteriore, coperchio motore con alettone integrato, nonché nuovi paraurti anteriore e posteriore. Tali componenti sono tutti realizzati in carbonio mediante cottura sottovuoto in autoclave per aumentarne la robustezza.

Topcar Gunther Werks 400R

Gunther Werks 400R modificata

Per realizzare questa top car Gunther Werks 400R modificata il progetto è stato quello di trasformare la venticinquenne Porsche 993 in una supersportiva attuale e non c’è dubbio che l’operazione appaia riuscita ad iniziare dal motore. Nel caso specifico, infatti, il 3.6 litri “flat six” aspirato che equipaggiava la 993 è stato maggiorato fino a 4 litri mediante nuovi pistoni completi di bielle specifiche, un’inedita gestione elettronica dell’alimentazione, un impianto di scarico “rubato” alla sportivissima Porsche 996 GT3 e altre modifiche di completamento tra le quali l’irrobustimento del cambio manuale esamarce Getrag e della frizione, nonché il montaggio di un differenziale autobloccante meccanico al 40% fornito solo in opzione sulla 993 di fabbrica. Il tutto ha innalzato la cavalleria fino ad oltre 400 CV con una coppia massima attestata a quasi 450 Nm.

Topcar Gunther Werks 400R Motore

I numeri della Gunther Werks 400R

2017 – Anno di presentazione
993 – Sigla Porsche 911 di derivazione
25 – Esemplari previsti
431 – CV potenza max (317 kW)
447 – Nm coppia max (45,5 kgm)
1215 – Kg peso autovettura
2,80 – Rapp. peso/potenza (Kg/CV)

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Gunther Werks 400R elaborata dal tuner americano è su Elaborare 245.

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Porsche 911 DLS elaborazione 500 CV

di redazione

La Porsche 911 DLS by Singer, derivata da una Porsche 911/964, pesa appena un migliaio di chili ed ha un eccitante look rétro, flat-six air cooled da 500 CV, nonché prestazioni da supersportiva odierna. È di trent’anni fa. Infatti c’è un’Azienda che nel giro di pochi anni è diventata un riferimento assoluto del genere: la californiana Singer. Dal 2009, infatti, questa tuning-factory si dedica al Restomod delle 911 prima maniera con particolare riguardo alla citata serie 964 che, curiosamente, viene ammodernata dal punto di vista meccanico e nel contempo retrodatata da quello estetico con risultati davvero stupefacenti. In pratica, Singer trasforma la 911/964 mantenendo rigorosamente il motore “flat-six” raffreddato ad aria, dotandola dei più moderni aggiornamenti tecnici e mutandone il look alla maniera delle 911 ante 1974 (quelle prive di “bumpers” USA), considerate esteticamente le più genuine, con particolare riferimento alla Carrera RS provvista di “ducktail”, il caratteristico spoiler posteriore a coda d’anatra.

Carrozzeria e interni – È una vera Porsche o no? Domanda legittima ma, visto che la scocca portante in acciaio resta quella di fabbrica – seppur irrobustita con opportune saldature di rinforzo – e il propulsore conserva alcune parti di nascita, l’auto è ritenuta originale dalla Casa madre tedesca. Alcune perplessità potrebbero sorgere per le numerose modifiche effettuate su altre parti ma, evidentemente, esse non compromettono l’effettiva originalità del mezzo rispettando le normative vigenti. In pratica, per realizzare la Porsche 911 DLS è stata smontata totalmente una 911/964 del 1990 per poi ricostruirla in una nuova veste, mantenendo i numeri di serie di telaio e motore.

Meccanica – Se l’obiettivo del committente era quello di creare una 911 al passo con le più prestazionali supersportive attuali, Singer può ben dire di esserci riuscito anche dal punto di vista meccanico ad iniziare dal motore. Il 3.6 litri 6 clindri boxer da 250 CV della 964 del 1990, infatti, è stato maggiorato fino a 4 litri e dotato di testate a doppio albero a camme in luogo di quelle originali con singolo albero a camme e bilancieri.

I numeri della Porsche Singer 911 DLS
2017 – Anno di presentazione
964 – Sigla Porsche 911 di derivazione
75 – Esemplari previsti
500 – CV potenza max
990 – Kg peso a secco
1,98 – Rapp. Kg/CV (a secco)

Info: Singer SVD www.singervehicledesign.com

L’articolo completo con tutti i dettagli, il test e i segreti della Porsche Singer 911 DLS è su Elaborare 234.

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Porsche 930 preparazione 413 CV

di redazione

La Porsche 930 preparata da Buratto Racing e Al.Mar. Sport ha sotto il cofano 413 CV di potenza e 577 Nm di coppia, rivelandosi un vero gioiello per la pista curato in ogni particolare, che è un piacere “tattile” da guidare e una gioia per gli occhi, data la cura anche estetica. Tutto è iniziato cinque anni fa da un annuncio trovato sul web, riguardante la Porsche 930 in questione. La vettura si trovava nel vercellese, nelle mani di un ex campione di sci da sempre innamorato anche delle corse d’auto, Miki Heidenreich, che aveva recuperato in due momenti differenti la scocca e il motore 3.3 boxer, i quali “dormivano” in Sardegna, smontati da un carrozziere.

Motore e trasmissione – Di base è il 930/60, 6 cilindri boxer 3.299 cc con 300 CV. Quando il proprietario ha acquistato la Porsche dall’ex sciatore professionista Miki Heidenreich, è venuto a sapere che era stato smontato dalla vettura, con tutta la trasmissione, e recuperato in Sardegna presso un carrozziere che per fortuna possedeva ancora nel suo deposito sia la scocca della 930 sia lo stesso motore!

Telaio e sospensioni – Il lavoro su telaio e sospensioni è stato portato avanti dallo specialista Porsche Alberto Martini e dalla sua azienda, l’Al.Mar. Sport. Si è trattato di un’operazione meticolosa, iniziata subito dopo la riverniciatura totale della scocca.

Freni e ruote – Per quanto riguarda il sistema frenante, viste le sollecitazioni che può subire in un weekend di pista, il proprietario ha deciso d’installare un sistema idraulico a due pompe AP Racing con tanto di ripartitore di frenata. I tubi in treccia sono stati una scelta pressoché obbligatoria, così come i dischi anteriori da 304 mm con pinze a due pistoncini e posteriori da 309 mm sempre con pinze a doppio pistone. Anche il freno a mano è idraulico con pompa dedicata.

Carrozzeria e abitacolo – Il primo passo della preparazione di questa Porsche 930  ha riguardato la carrozzeria, sverniciata ad acqua; poi l’intera scocca è stata messa in Dima e, dopo il trattamento al telaio, è venuto il momento della verniciatura. Il colore scelto è il nero opaco, mentre le strisce arancioni riprendono i colori dell’Al.Mar. Sport, che ha seguito la preparazione dello stesso telaio.

Scheda tuning Porsche 930
Meccanica
Turbina tipo Garrett K26 (rivista da Buratto Racing)
Intercooler maggiorato artigianale
Albero a camme; radiatore olio maggiorato
Impianto di iniezione Bosch K-Jetronic; impianto alimentazione carburante con pompa primaria di mandata al buriolo e sistema a doppia pompa in cascata

Trasmissione
Cambio Tipo 930/34 meccanico 4 marce
Differenziale autobloccante ZF modificato Buratto Racing

Sospensioni
Anteriori Sistema Mc Pherson dotato di doppie sospensioni a molle Eibach e barre di torsione. Ammortizzatori telescopici Bilstein PSS10
Posteriori sistema a bracci longitudinali oscillanti, trailing arms dotato di doppie sospensioni a molle Eibach e barre di torsione. Ammortizzatori telescopici Bilstein PSS10
Barre stabilizzatrici maggiorate e regolabili all’anteriore e al posteriore
Barre antirollio maggiorate
Leveraggi su uniball

Sistema frenante
Idraulico a due pompe AP Racing con ripartitore di frenata meccanico
Dischi freni anteriori da 304 mm a due pistoni
Dischi freni posteriori da 309 mm a due pistoni
Freno a mano comandato da una terza pompa AP Racing in serie al circuito idraulico posteriore
Pastiglie freni anteriori e posteriori Pagid nere

Cerchi ROIN
Anteriore 9Jx15”
Posteriore 11Jx15”

Pneumatici
Anteriore: Pirelli P7 Corsa Classic 235/45 R15
Posteriore: Pirelli P7 Corsa Classic 305/35 R15

Carrozzeria
Telaio rinforzato in acciaio in più punti
Carrozzeria interamente sverniciata ad acqua e riverniciata nera opaca

Abitacolo
Finestrini e lunotto in lexan
Parabrezza in vetro con sbrinatore
Sedili racing OMP
Cinture Sabelt a sei punti
Volante Al.Mar. Sport a tre razze
Roll-bar OMP Racing conforme alle norme FIA
Quadro strumenti con contagiri Stack
Pedaliera racing
Serbatoio con tappo racing, senza condotto standard, con recupero vapori

Costo totale intervento tuning circa 100.000 Euro

Porsche 930

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