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Porsche regala un premio di quasi 10.000 euro ai suoi dipendenti

di Simone Lelli
Esatto, avete letto bene: l’azienda tedesca ha deciso di dare un bonus ai suoi dipendenti di circa 10.000 euro. Il premio in questione è stato elargito per i bonus di condivisione degli utili di due anni fa, per i contributi previdenziali speciali e per festeggiare i 70 anni dell’azienda. Andando nel dettaglio, il bonus comprende […]

Capote in tela: tecnologia e sicurezza dietro un tetto in tessuto

di Redazione

Si fa presto a dire spider. Prima, in effetti, su una cabriolet si aggiungeva una semplicissima copertura in tessuto impermeabile e, in caso di pioggia, il riparo era servito. Oggi le cose sono completamente diverse. Anche su un’auto che nasce per essere guidata aperta, la capote in tela deve soddisfare numerosi requisiti di comfort, isolamento acustico, sicurezza, aerodinamica, durata e, non ultimo, design.

TUTTI I PROBLEMI DELLA MANCANZA DI UN TETTO

Bella, la macchina aperta. Ma per i progettisti una spider presenta sempre una serie di problemi in più da risolvere. Prima di tutto, una spider ha minor rigidità torsionale. Perché la scocca non si chiude nella parte alta e tende a flettersi. Per ovviare a questo problema, che compromette in maniera rilevante handling e piacere di guida, si tende a inserire rinforzi strutturali nella zona dietro ai sedili. Ma questo comporta un aumento del peso. E il peso, si sa, è nemico delle prestazioni.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL TETTO RIGIDO

In un passato recente, proprio per ovviare almeno in parte alla questione della rigidità torsionale, le Case hanno proposto una serie di cabrio con tetto rigido a scomparsa. Dalla Mercedes SLK in avanti, sono stati parecchi i modelli con questa tecnologia. Chiudendo in maniera più indeformabile la struttura della vettura tra parabrezza e montanti posteriori, il tetto rigido garantisce una maggiore resistenza alla torsione. A questo, con la capote rigida si aggiunge un maggior comfort acustico, perché si riducono turbolenze e fruscii e si aumenta l’insonorizzazione. Allo stesso tempo, però, si aumentano gli ingombri al posteriore quando si vuole viaggiare aperti.

IL RITORNO DELLA TELA

Le ultime tendenze, spinte forse anche da logiche di marketing, hanno visto un ritorno delle capote in tela. Che intanto, in questi anni, hanno compiuto numerosi progressi. Quelli più evidenti riguardano il materiale con cui sono realizzate. Ultimamente si vedono capote multistrato che sovrappongono vari tessuti e vari materiali per unire in un solo elemento diverse qualità. Lo strato esterno, ad esempio, tende ad essere più robusto e rigido, in modo da garantire una forma più regolare a tutto vantaggio della penetrazione aerodinamica e della riduzione dei fruscii. Al di sotto di questo, scendendo verso l’abitacolo, si trovano invece tessuti fonoassorbenti che lavorano sull’attenuazione del rumore grazie all’adozione di strutture “a spugna”. Questa combinazione permette di viaggiare a capote chiusa con valori di comfort acustico molto vicini a quelli di una versione “chiusa” dello stesso modello.

UNA SICUREZZA CON IL BOTTO

La presenza della tela sopra la testa degli occupanti impone poi numerosi accorgimenti per non compromettere la sicurezza dell’auto, soprattutto in caso di ribaltamento. Le due soluzioni più diffuse riguardano il rinforzo dei montanti anteriori, quelli ai lati del parabrezza, e la presenza di roll bar posteriori. I primi sono semplicemente più resistenti e non flettono neanche se, a contatto con il terreno, sono schiacciati dal peso della stessa auto. I secondi, che sono spesso affogati all’interno del corpo vettura, fuoriescono grazie all’esplosione di piccole cariche pirotecniche nel momento in cui i sensori dedicati rilevano un sollevamento e un inizio di rotazione della vettura. Così gli occupanti hanno una protezione integrale che permette loro di non entrare a contatto con il terreno. Per valutare quanto questi rinforzi sono realmente efficaci, l’ADAC svolge dei crash test dedicati alle cabrio nelle prove di cappottamento.

L’INNOVATIVA CAPOTE DELLA NUOVA 911

Tra le capote più innovative sul mercato, c’è quella della recentissima Porsche 911 Cabrio, che in un certo senso può essere definita una copertura ibrida. Il tetto della 911 Cabrio è a tutti gli effetti in tela, ma sotto il tessuto presenta quattro sezioni rigide in magnesio che, quando la capote è chiusa, si dispongono una attaccata all’altra. Questa struttura permette all’auto di combinare la bellezza retrò della tela con una sagoma del tetto molto simile a quella di una copertura rigida e quasi indeformabile. Con tutti i vantaggi in termini di aerodinamica (la curva del tetto è molto simile a quella della coupé, con cui la Cabrio condivide anche il Cx di 0,29). Questa tecnica ha permesso di dotare la nuova 911 anche di un lunotto rigido in vetro, a tutto vantaggio della visibilità posteriore, e, allo stesso tempo, di ridurre gli ingombri della capote, che una volta ripiegata è alta 23 centimetri e lunga 55 (grazie anche al fatto che il tessuto non è fissato ai pannelli sottostanti).

IL ROLL BAR SALVA GLI OCCUPANTI E IRRIGIDISCE LA SCOCCA

Al di sotto della capote della nuova 911 Cabrio, che grazie al peso contenuto può essere ripiegata a scomparsa all’interno dell’apposito vano in soli 12”, anche in movimento, a velocità inferiori ai 50 km/h, l’auto presenta due roll bar a molla che vengono liberati da una piccola carica esplosiva quando si avverte il rischio di ribaltamento. Se al momento dell’estrusione degli stessi la capote è chiusa, delle punte metalliche in tungsteno si allungano verso il lunotto per evitare che questo contrasti la fuoriuscita delle protezioni. Intelligentemente, questi roll bar sono studiati in modo da incrementare la rigidità torsionale della scocca quando normalmente alloggiati all’interno del corpo vettura.

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Porsche Taycan elettrica: 20 mila ordini in poche ore. Come prenotarla

di Redazione

Che la Taycan, prima full-electric di Casa Porsche sarebbe stata un successo immediato è apparso chiaro da subito: basta vedere con quale entusiasmo è stata accolta nel 2015 la concept Mission-E e ancor di più la conferma, arrivata nel 2016, della sua messa in produzione a cui ha fatto seguito lo scorso gennaio la notizia del raddoppio della capacità produttiva, dalle 20.000 previste inizialmente a 40.000 unità.

PUBBLICO PAGANTE A riprova di ciò, Porsche conferma di aver già raccolto ben 20.000 pre-ordini tramite i form di prenotazione predisposti su tutti i siti nazionali (qui quello italiano). Non semplici iscrizioni visto che la conferma del proprio interesse si richiede il versamento di una cauzione di 2.500 euro che possono essere restituiti qualora si decida di non procedere all’acquisto ma che per ora a quando dice la Casa sono stati pagati da tutti gli interessati.

REVEAL A SETTEMBRE L’aspetto interessante è che per ora, Taycan è ancora un prodotto “a scatola chiusa” anche se l’aspetto pare ormai definito occorrerà aspettare la presentazione ufficiale che è fissata per il prossimo settembre, mentre sono note soltanto a grandi linee le caratteristiche tecniche. La berlina sportiva, una sorta di Panamera elettrica (la concept ha una fisionomia a quattro porte ed è lunga 4,85 metri) è destinata a competere con Tesla Model S e tutti i modelli alto di gamma di prestazioni elevate che arriveranno prossimamente.

I NUMERI DELLA TAYCAN Taycan, in produzione dal 2020, annuncia due motori elettrici, uno per asse, con potenza complessiva di circa 600 CV, alimentati da una batteria al litio da 90 kWh.  Così equipaggiata, raggiunge secondo i dati dichairati una velocità massima di oltre 250 km/h accelerando da 0 a 100 km/h in meno di 3”5 e da 0 a 200 km/h in meno di 12”. Forse però la “prestazione” più interessante tra quelle annunciate è la velocità del sistema di ricarica messo a punto da Porsche insieme ai suoi partner, che consentirebbe di accumulare abbastanza energia per percorrere 100 km (Un quinto dell’autonomia totale dichiarata, che è di 500 km con il vecchio ciclo NEDC) in soli 4 minuti.

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La Porsche Macan sarà solo elettrica

di Filippo Vendrame

Porsche fa davvero sul serio nel settore delle mobilità elettrica ed ha annunciato che la futura Porsche Macan sarà completamente elettrica. La Macan, si ricorda, è attualmente l’auto più venduta di Porsche. La volontà di convertirla in un modello completamente elettrico è il chiaro indicatore di come il costruttore tedesco stia investendo nell’elettrificazione delle sue autovetture. La Porsche Macan non arriverà subito ma entrerà in produzione all’inizio del prossimo decennio.

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Porsche Taycan: per l’elettrica di Stoccarda tre anni di ricariche gratis

di Nicolò Guccione
Porsche ha rivelato alcune delle novità inerenti al primo modello full electric, i clienti infatti potranno accedere gratuitamente alle colonnine della rete “Electrify America” del gruppo Volkswagen per 30 minuti. Il programma di incentivazione, per ora limitato agli Stati Uniti, non prevede alcun limite di accesso nei 3 anni previsti. In ogni caso non si esclude […]

Huawei rilascia un sistema di riconoscimento multi-facciale per alcuni smartphone

di Roberto F.

Su Huawei Mate 20 Pro e Huawei Mate 20 RS Porsche Design cinesi sbarca una feature di riconoscimento multi-facciale. Ecco tutti i dettagli

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Tesla Model 3 sorprende Porsche e Audi

di Filippo Vendrame

Le Tesla Model 3 hanno sorpreso Porsche e Audi. Le nuove “piccole” auto elettriche dell’azienda americana sono ufficialmente sbarcate in Europa. Lo stesso Elon Musk si è recato in Europa per sovrintendere il loro debutto ufficiale. L’arrivo delle Model 3 ha generato anche un certo nervosismo tra le aziende automobilistiche europee che hanno iniziato ad investire nel settore elettrico. In particolare, Porsche e Audi sarebbe rimaste molto impressionate dal costo delle auto americane in rapporto alla tecnologia applicata.

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Porsche, la sua prima elettrica farà 100 km con soli 4 minuti di ricarica

di Alessandro Crea

La tecnologia Supercharge di Tesla, in grado di ricaricare le proprie auto dell’80% in 30 minuti, presto sarà roba vecchia. Porsche infatti qualche giorno fa ha annunciato che la Taycan, la sua prima auto completamente elettrica, potrà percorrere circa 100 km (60 miglia) dopo appena 4 minuti di ricarica. Meno di quanto si impiega normalmente a una stazione di sosta per bere un caffè e fare benzina.

Il risultato sarà reso possibile grazie a postazioni in grado di erogare ben 350 kilowatt, installate presso 120 dei 191 rivenditori autorizzati Porsche presenti negli Stati Uniti, oltre che in tutte le stazioni di ricarica di Electrify America. Attualmente invece le postazioni Tesla sono in grado di erogare fino a 145 kilowatt, anche se poi le auto hanno un limitatore che non consente di ricevere più di 120 kilowatt. Lo scorso novembre Elon Musk ha annunciato che entro i primi mesi di quest’anno le stazioni Supercharge potranno ricaricare le Tesla molto più velocemente, ma non ha specificato quanto di più.

L’annuncio di Porsche conferma i grandi passi avanti in tema di velocità di ricarica che i produttori tradizionali stanno compiendo. Del resto si tratta di un elemento cruciale per il settore, in grado da solo o quasi di spingere significativamente le vendite, attenuando la cosiddetta “ansia da autonomia” dei potenziali utenti, ancora bloccati dalla paura di “restare a piedi” sul più bello, magari nel mezzo del nulla, lontani da qualsiasi fonte di ricarica.

Quella annunciata da Porsche è dunque un’evoluzione assai importante se si pensa che ‎le attuali stazioni di ricarica destinate ai veicoli elettrici di oggi sono molto più lente rispetto alle controparti che erogano carburanti tradizionali. Una postazione di ricarica di livello 1 infatti non può fornire più di 7 o 8 km di autonomia per ogni ora di ricarica, mentre quelle di livello 2 possono raggiungere non più di 25-40 km l’ora.

Secondo i piani del produttore tedesco, la Porsche Taycan dovrebbe essere commercializzata entro la fine di quest’anno. L’auto utilizzerà batterie da 800 volt in grado di garantire un’autonomia superiore ai 500 km e potrà raggiungere una velocità massima di 250 Km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi. Il prezzo partirà da circa 80mila euro per il modello base.

Avvistato Cayman 718 GT4 senza veli

di Nicolò Guccione

Un look sportivo

Una 718 Cayman GT4 è stata vista senza camuffamento. Il futuro Cayman GT4 si distingue sempre per lo spoiler fisso, inoltre si nota che i cerchi hanno un design esclusivo. La 718 Cayman GT4 avrà nuovi disegni dei fanali anteriori e posteriori. Inoltre la parte posteriore ospiterà una banda nera che collega le due luci, come le 718 normali.

Flat-6 di 400 cavalli?

Se seguiamo la logica di Porsche, sarebbe stato logico trovare un 4 cilindri boxer sotto il cofano della Cayman GT4 718. Ma l’azienda di Stoccarda ha capito l’interesse e l’appeal delle versioni GT3 e GT4, che attirano un pubblico appassionato e “attaccato” alla tradizione sportiva. Proprio per loro, Porsche, avrebbe scelto adottare il “flat 6” anche sulla Cayman GT4.

La Cayman GT4 offrirà un cambio manuale a sei rapporti per i puristi e un PDK a doppia frizione per chi è in cerca della velocità. Ci aspettiamo che la GT4 registri un tempo di 0-100 km / h di circa 4,0 secondi, poiché Porsche non permetterebbe mai che si avvicini troppo alla GT3.

Gunther Werks 400R top car elaborazione 431 CV

di redazione

La elaborazione della top car Gunther Werks 400R con 431 CV è stata effettuata negli USA dal tuner Gunther Werks che ha voluto mettere le mani sulla Porsche 993, ottenendo risultati davvero notevoli come dimostra la 400R modificata.

Gunther Werks 400R elaborata

Che sia un restomod o un top-tuning, una cosa è certa: per realizzare simili trasformazioni su una Porsche 911 di 30 o 40 anni fa è necessario disporre di una vettura donatrice dalla quale iniziare. Ciononostante appare ben più larga di un esemplare stock grazie all’impiego di un kit estetico widebody realizzato da Vorsteiner, specialista del settore anch’esso situato in California. L’allestimento comprende parafanghi anteriori e posteriori allargati, minigonne sottoporta, tetto, cofano anteriore, coperchio motore con alettone integrato, nonché nuovi paraurti anteriore e posteriore. Tali componenti sono tutti realizzati in carbonio mediante cottura sottovuoto in autoclave per aumentarne la robustezza.

Topcar Gunther Werks 400R

Gunther Werks 400R modificata

Per realizzare questa top car Gunther Werks 400R modificata il progetto è stato quello di trasformare la venticinquenne Porsche 993 in una supersportiva attuale e non c’è dubbio che l’operazione appaia riuscita ad iniziare dal motore. Nel caso specifico, infatti, il 3.6 litri “flat six” aspirato che equipaggiava la 993 è stato maggiorato fino a 4 litri mediante nuovi pistoni completi di bielle specifiche, un’inedita gestione elettronica dell’alimentazione, un impianto di scarico “rubato” alla sportivissima Porsche 996 GT3 e altre modifiche di completamento tra le quali l’irrobustimento del cambio manuale esamarce Getrag e della frizione, nonché il montaggio di un differenziale autobloccante meccanico al 40% fornito solo in opzione sulla 993 di fabbrica. Il tutto ha innalzato la cavalleria fino ad oltre 400 CV con una coppia massima attestata a quasi 450 Nm.

Topcar Gunther Werks 400R Motore

I numeri della Gunther Werks 400R

2017 – Anno di presentazione
993 – Sigla Porsche 911 di derivazione
25 – Esemplari previsti
431 – CV potenza max (317 kW)
447 – Nm coppia max (45,5 kgm)
1215 – Kg peso autovettura
2,80 – Rapp. peso/potenza (Kg/CV)

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Gunther Werks 400R elaborata dal tuner americano è su Elaborare 245.

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Porsche 911 DLS elaborazione 500 CV

di redazione

La Porsche 911 DLS by Singer, derivata da una Porsche 911/964, pesa appena un migliaio di chili ed ha un eccitante look rétro, flat-six air cooled da 500 CV, nonché prestazioni da supersportiva odierna. È di trent’anni fa. Infatti c’è un’Azienda che nel giro di pochi anni è diventata un riferimento assoluto del genere: la californiana Singer. Dal 2009, infatti, questa tuning-factory si dedica al Restomod delle 911 prima maniera con particolare riguardo alla citata serie 964 che, curiosamente, viene ammodernata dal punto di vista meccanico e nel contempo retrodatata da quello estetico con risultati davvero stupefacenti. In pratica, Singer trasforma la 911/964 mantenendo rigorosamente il motore “flat-six” raffreddato ad aria, dotandola dei più moderni aggiornamenti tecnici e mutandone il look alla maniera delle 911 ante 1974 (quelle prive di “bumpers” USA), considerate esteticamente le più genuine, con particolare riferimento alla Carrera RS provvista di “ducktail”, il caratteristico spoiler posteriore a coda d’anatra.

Carrozzeria e interni – È una vera Porsche o no? Domanda legittima ma, visto che la scocca portante in acciaio resta quella di fabbrica – seppur irrobustita con opportune saldature di rinforzo – e il propulsore conserva alcune parti di nascita, l’auto è ritenuta originale dalla Casa madre tedesca. Alcune perplessità potrebbero sorgere per le numerose modifiche effettuate su altre parti ma, evidentemente, esse non compromettono l’effettiva originalità del mezzo rispettando le normative vigenti. In pratica, per realizzare la Porsche 911 DLS è stata smontata totalmente una 911/964 del 1990 per poi ricostruirla in una nuova veste, mantenendo i numeri di serie di telaio e motore.

Meccanica – Se l’obiettivo del committente era quello di creare una 911 al passo con le più prestazionali supersportive attuali, Singer può ben dire di esserci riuscito anche dal punto di vista meccanico ad iniziare dal motore. Il 3.6 litri 6 clindri boxer da 250 CV della 964 del 1990, infatti, è stato maggiorato fino a 4 litri e dotato di testate a doppio albero a camme in luogo di quelle originali con singolo albero a camme e bilancieri.

I numeri della Porsche Singer 911 DLS
2017 – Anno di presentazione
964 – Sigla Porsche 911 di derivazione
75 – Esemplari previsti
500 – CV potenza max
990 – Kg peso a secco
1,98 – Rapp. Kg/CV (a secco)

Info: Singer SVD www.singervehicledesign.com

L’articolo completo con tutti i dettagli, il test e i segreti della Porsche Singer 911 DLS è su Elaborare 234.

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Porsche 930 preparazione 413 CV

di redazione

La Porsche 930 preparata da Buratto Racing e Al.Mar. Sport ha sotto il cofano 413 CV di potenza e 577 Nm di coppia, rivelandosi un vero gioiello per la pista curato in ogni particolare, che è un piacere “tattile” da guidare e una gioia per gli occhi, data la cura anche estetica. Tutto è iniziato cinque anni fa da un annuncio trovato sul web, riguardante la Porsche 930 in questione. La vettura si trovava nel vercellese, nelle mani di un ex campione di sci da sempre innamorato anche delle corse d’auto, Miki Heidenreich, che aveva recuperato in due momenti differenti la scocca e il motore 3.3 boxer, i quali “dormivano” in Sardegna, smontati da un carrozziere.

Motore e trasmissione – Di base è il 930/60, 6 cilindri boxer 3.299 cc con 300 CV. Quando il proprietario ha acquistato la Porsche dall’ex sciatore professionista Miki Heidenreich, è venuto a sapere che era stato smontato dalla vettura, con tutta la trasmissione, e recuperato in Sardegna presso un carrozziere che per fortuna possedeva ancora nel suo deposito sia la scocca della 930 sia lo stesso motore!

Telaio e sospensioni – Il lavoro su telaio e sospensioni è stato portato avanti dallo specialista Porsche Alberto Martini e dalla sua azienda, l’Al.Mar. Sport. Si è trattato di un’operazione meticolosa, iniziata subito dopo la riverniciatura totale della scocca.

Freni e ruote – Per quanto riguarda il sistema frenante, viste le sollecitazioni che può subire in un weekend di pista, il proprietario ha deciso d’installare un sistema idraulico a due pompe AP Racing con tanto di ripartitore di frenata. I tubi in treccia sono stati una scelta pressoché obbligatoria, così come i dischi anteriori da 304 mm con pinze a due pistoncini e posteriori da 309 mm sempre con pinze a doppio pistone. Anche il freno a mano è idraulico con pompa dedicata.

Carrozzeria e abitacolo – Il primo passo della preparazione di questa Porsche 930  ha riguardato la carrozzeria, sverniciata ad acqua; poi l’intera scocca è stata messa in Dima e, dopo il trattamento al telaio, è venuto il momento della verniciatura. Il colore scelto è il nero opaco, mentre le strisce arancioni riprendono i colori dell’Al.Mar. Sport, che ha seguito la preparazione dello stesso telaio.

Scheda tuning Porsche 930
Meccanica
Turbina tipo Garrett K26 (rivista da Buratto Racing)
Intercooler maggiorato artigianale
Albero a camme; radiatore olio maggiorato
Impianto di iniezione Bosch K-Jetronic; impianto alimentazione carburante con pompa primaria di mandata al buriolo e sistema a doppia pompa in cascata

Trasmissione
Cambio Tipo 930/34 meccanico 4 marce
Differenziale autobloccante ZF modificato Buratto Racing

Sospensioni
Anteriori Sistema Mc Pherson dotato di doppie sospensioni a molle Eibach e barre di torsione. Ammortizzatori telescopici Bilstein PSS10
Posteriori sistema a bracci longitudinali oscillanti, trailing arms dotato di doppie sospensioni a molle Eibach e barre di torsione. Ammortizzatori telescopici Bilstein PSS10
Barre stabilizzatrici maggiorate e regolabili all’anteriore e al posteriore
Barre antirollio maggiorate
Leveraggi su uniball

Sistema frenante
Idraulico a due pompe AP Racing con ripartitore di frenata meccanico
Dischi freni anteriori da 304 mm a due pistoni
Dischi freni posteriori da 309 mm a due pistoni
Freno a mano comandato da una terza pompa AP Racing in serie al circuito idraulico posteriore
Pastiglie freni anteriori e posteriori Pagid nere

Cerchi ROIN
Anteriore 9Jx15”
Posteriore 11Jx15”

Pneumatici
Anteriore: Pirelli P7 Corsa Classic 235/45 R15
Posteriore: Pirelli P7 Corsa Classic 305/35 R15

Carrozzeria
Telaio rinforzato in acciaio in più punti
Carrozzeria interamente sverniciata ad acqua e riverniciata nera opaca

Abitacolo
Finestrini e lunotto in lexan
Parabrezza in vetro con sbrinatore
Sedili racing OMP
Cinture Sabelt a sei punti
Volante Al.Mar. Sport a tre razze
Roll-bar OMP Racing conforme alle norme FIA
Quadro strumenti con contagiri Stack
Pedaliera racing
Serbatoio con tappo racing, senza condotto standard, con recupero vapori

Costo totale intervento tuning circa 100.000 Euro

Porsche 930

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IMPIANTO DI SCARICO AKRAPOVIČ PER PORSCHE 911

di Marco Paternostro

La casa slovena AKRAPOVIČ ha realizzato per le Porsche 911 Carrera S/4/4S/GTS (991.2) uno scarico “Slip-on” in titanio, corredato con un kit di collettori opzionali in acciaio inox completi di catalizzatori sportivi e uno splendido diffusore in fibra di carbonio.
Con un peso ridotto di oltre 4 kg e con performance migliorate grazie a un maggior flusso d’aria per i gas, lo scarico è compatibile con il sistema di regolazione del suono (di serie sul veicolo), tramite il quale si può impostare il “timbro” dello scarico.
Distribuito da Motorquality – Tel 02/249511 – www.mqauto.it

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Porsche 911 elaborazione 478 CV

di redazione

Porsche-911-by-Franco-Alosa

La Porsche 911 elaborata da Franco Alosa conta ora su ben 478 CV! E'infatti una preparazione aspirata di qualità per l’ultima Porsche 911 quella curata dal tuner toscano. Il motore è stato maggiorato a 3,9 litri e dotato del volano leggero della GT3 RS, mentre i collettori di aspirazione arrivano direttamente dalla GT3 RSR. L’impianto di scarico in acciaio è realizzato artigianalmente dal preparatore fiorentino. Completano l’elaborazione il filtro aria K&N e la mappatura al banco prova frenato, che ha permesso di ottenere un picco di potenza di 478 CV a 8.150 g/m e una coppia massima di 453 Nm a 5.130 g/m. Un ottimo risultato per un aspirato con una potenza specifica di oltre 120 CV/litro!

Porsche GT Street R preparazione 640 CV

di redazione

Porsche-GT-Street-R-640-CV-

Con un look scenografico e 640 CV di potenza la preparazione della Porsche GT Street R del tuner tedesco Techart è davvero eclatante! Il top di gamma dell'ultima serie -nata nel 2012 e definita 991- è rappresentato dalla versione Turbo S da 580 CV, che il qualificato tuner tedesco Techart ha elaborato con risultati a dir poco spettacolari sia dal punto di vista estetico, sia meccanico. La vettura si chiama GT Street R e, a nostro avviso, merita di essere approfondita nei dettagli. Carrozzeria e interni - Se lo squillante verde chiaro della livrea potrebbe non essere gradito ad alcuni perché troppo vistoso, è bene chiarire che non è affatto obbligatorio e sono disponibili anche colorazioni più discrete. Tuttavia, in entrambi i casi, è il sensazionale aerokit in carbonio realizzato dallo stesso tuner a fare davvero la differenza rispetto a una normale (si fa per dire!) Turbo S di fabbrica. Meccanica - Premesso che Techart offre la possibilità di elaborare il motore anche sulla 911 Turbo da 540 CV, ovviamente è sulla Turbo S da 580 CV che raggiunge il massimo delle prestazioni. Tale scopo è stato raggiunto tramite l'installazione di una centralina elettronica aggiuntiva (TechTronic), capace di elevare la cavalleria fino a 640 CV e la coppia fino a 880 Nm. Malgrado ciò, il tuner ha annunciato che è in arrivo un ulteriore potenziamento del 3.8 flat-six biturbo fino a ben 720 CV, benché con 640 CV la GT Street R sia già in grado di sfiorare i 340 km/h con uno zerocento di soli 2,7 secondi. Porsche GT Street R 640 CV (2) I numeri della Techart - GT Street R 2016 – Anno di presentazione 640 – Potenza max CV 880 – Coppia max Nm 338 – Velocità max km/h 2,7 – Secondi 0-100 km/h 21 – Pollici diametro ruote Porsche GT Street R 640 CV Scheda tuning Porsche GT Street R by Techart Stesse caratteristiche della Porsche 911 (991) Turbo S con le seguenti modifiche: Motore: centralina elettronica aggiuntiva TechTronic, impianto di scarico sportivo con valvola regolazione sound, potenza max 640 CV (471 Kw), coppia max 880 Nm (89,7 kgm) Ruote: Techart “Formula IV” in alluminio forgiato, fissaggio monodado centrale, ant. 9,5Jx21”, post. 11,0Jx21”, pneumatici ant. 265/30 ZR21, post. 325/25 ZR21 Corpo vettura esterno: aerokit in carbonio, livrea personalizzabile. Interno: allestimento Luxury o Clubsport per guida in pista Sospensioni: assetto regolabile VarioPlus a controllo elettronico Prestazioni: velocità max 338 km/h, accelerazione 0-100 km/h 2,7 s Prezzo N.D. L'articolo completo con tutti i segreti della Porsche GT Street R by Techart è su Elaborare 225.Porsche GT Street 640 CV by Techart ACQUISTA ELABORARE n° 225 marzo 2017 QUI  ABBONATI alla rivista mensile ELABORARE QUI (diverse opzioni 3/6/11 numeri) ACQUISTA VERSIONE DIGITALE a 2,99 € PC, iOS, Android unico accesso QUI ABBONAMENTO DIGITALE ANNUALE a solo 22,99€  Cover Elaborare 225

Porsche Boxster 3.2S elaborazione estetica e meccanica

di redazione

Porsche Boxster 3.2S by Torino Racing

La Porsche Boxster 3.2S è stata elaborata in estetica e meccanica dal tuner Torino Racing, officina pontina specializzata in elaborazioni, che torna alla ribalta con una preparazione molto interessante. La base di partenza è una Porsche Boxster 3.2S che, in collaborazione con la ABBA Car Wrapping, è stata restaurata nella carrozzeria e pellicolata in colore bianco perlato. A livello di meccanica, invece, si è provveduto al montaggio di un impianto di scarico sportivo con catalizzatori metallici, filtro aria sportivo BMC e, ovviamente, alla riprogrammazione della centralina elettronica. È stata montata anche una nuova frizione rinforzata. Completano l’intervento i cerchi della Porsche Carrera 4S. Info: Tel. 0773/50348

Porsche 911 GT3 elaborazione motore 1200 CV

di redazione

Porsche 911 GT3 by 9FF

Per la Porsche 911 GT3, ad esempio, la factory tedesca 9FF, un tuner considerato il top in termini di preparazioni su base Porsche, è in grado di offrire diversi step di elaborazione per motore e cambio, oltre che per assetto, freni e aerodinamica. La GT turbo, infatti, è una GT3 sovralimentata in grado di erogare fino a 1.200 CV, dotata di cambio sequenziale 6 marce Holinger e caratterizzata da un peso di soli 1.210 kg, per un rapporto peso/potenza di 1 kg/CV. Info: www.9ff.com

Porsche 911 Cabrio test in pista Isam

di redazione

Porsche 911 Cabrio

Sulla pista del'Isam la Porsche 911 Cabrio 3.2 elaborata da Scuderia Tricolore vanta ora una potenza di 250 CV (dichiarata). "Perché le Porsche non si rompono mai!” . Quante volte vi avranno urlato questa frase nelle orecchie, mentre rimettevate insieme i cocci del vostro motore? A me è successo spesso. Ma non sempre le ciambelle riescono col buco e infatti questa storia inizia proprio con la rottura dell’indistruttibile, o quasi, 6 cilindri boxer di una 911! Ezio Campoli mise mano su questa Porsche, potenziandone il motore e lavorando sull’assetto per renderla più divertente e piacevole da guidare. Certo, niente di trascendentale essendo una Cabrio, una vettura nata per godersi la passeggiata piuttosto che per andare forte in pista. Però, con una buona manciata di cavalli in più e un assetto più specialistico, la 911 è una “nonnetta” temibile, divertente e di nuovo affidabile come un tempo. Anche perché, da quel fatidico giorno, non ha più pensato di pulirla con l’acquasanta o compiere altri atti sacrileghi sull’altare del Dio della Velocità! Porsche 911 Cabrio Il tuning - L’idea di base con la quale Ezio Campoli ha iniziato il lavoro di revisione del motore di questa 911 Cabrio del 1984 era quella di renderlo più pronto in accelerazione, più potente e pieno in termini di erogazione per esaltare il piacere di guida. Ovviamente anche l’assetto avrebbe dovuto essere rivisto: lo scopo era quello di ridurre drasticamente il sottosterzo di un’auto, che ha fatto di questa peculiarità una sorta di spiacevole biglietto da visita. I detrattori del Marchio, infatti, chiamano la 911 “il fuoribordo”, data la posizione del propulsore che non assicura un bilanciamento ottimale della vettura e tende a favorire questo comportamento a causa di un'eccessiva leggerezza dell’avantreno. (...) Porsche 911 CabrioPorsche 911 CabrioScheda tuning Porsche 911 Cabrio Motore Bilanciatura bielle Lavorazione teste (condotti, sedi, guide) Valvole al Nimonic con stelo da 8 mm Molle valvola Porsche 911 RS Incremento rapporto di compressione Messa in fase alberi a camme di serie Complessivo frizione alleggerito Impianto di scarico su disegno Campoli Assetto Intervento su barre di torsione per abbassamento avantreno 35 mm Ammortizzatori Koni rossi regolabili Spesa complessiva intervento tuning 9.000 Euro Porsche 911 Cabrio L'articolo completo della Porsche 911 Cabrio con rilevamenti, scheda tuning e prova in pista  è su Elaborare 217. ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI Cover Elaborare 217
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