Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Pedoni e sicurezza stradale: le bici preoccupano più delle auto in Germania

di Donato D'Ambrosi

La sicurezza dei pedoni in Germania è minacciata più dalle bici che dalle auto: ecco cosa rivela un sondaggio sui pedoni e la sicurezza stradale

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Precedenza pedoni: sulle strisce le auto costose si fermano meno

di Donato D'Ambrosi

Investimento sulle strisce

Uno studio USA sulla precedenza dei pedoni ha dimostrato come cambia il comportamento degli automobilisti sulle strisce in base al sesso dei pedoni e al costo auto

The post Precedenza pedoni: sulle strisce le auto costose si fermano meno appeared first on SicurAUTO.it.

Zero incidenti mortali con pedoni ad Helsinki nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Il 2019 segna un traguardo importante per la sicurezza dei pedoni ad Helsinki: nessun pedone è stato ucciso in un incidente stradale. Un risultato mai raggiunto secondo i registri sugli incidenti in Finlandia dal 1960. Risultati che incoraggiano le autorità finlandesi a fare meglio anche sulle statistiche meno positive degli incidenti stradali. Vediamo come sono riusciti a raggiungere questo eccellente risultato.

ZERO PEDONI MORTI AD HELSINKI, MAI IN 60 ANNI

Il numero di incidenti mortali ad Helsinki è diminuito costantemente negli ultimi decenni, grazie alle misure adottate per migliorare la sicurezza sulle strade Finlandesi. Da una media di 20-30 vittime per incidenti stradali l’anno tra il 1980-90 si è passati a circa 7 morti in media l’anno nel 2010. “Il miglioramento della sicurezza del traffico è la somma di diversi fattori”, spiega Jussi Yli-Seppälä, Ingegnere Responsabile del Traffico a Helsinki.  La sicurezza del traffico è aumentata grazie al miglioramento dell’ambiente stradale, all’aumento del controllo del traffico, allo sviluppo di misure e tecnologie per la sicurezza dei veicoli e allo sviluppo di servizi di soccorso. Anche la riduzione dei limiti di velocità è stata un fattore chiave”.

COME E’ CAMBIATA LA SICUREZZA STRADALE AD HELSINKI

Tra il 2018 e il 2019 Helsinki ha abbassato a 30 km/h il limite di velocità nelle aree residenziali, 40 km/h nel centro città e 50 km/h fuori dai centri abitati. Sulla base degli incidenti stradali rilevati dalla Polizia finlandese, per la prima volta dal 1960 non ci sono state vittime ad Helsinki tra i pedoni. Per questo alcuni esperti hanno spinto a ricordare che, se si abbassano i limiti di velocità, il numero di pedoni uccisi di abbassa drasticamente. Se però si guardano le diverse categorie di utenti della strada, i bilanci continuano a sporcarsi di sangue. Nel 2019, tre persone sono morte ad Helsinki a causa di incidenti stradali: un automobilista e due motociclisti. Secondo le statistiche è il miglior bilancio negli incidenti stradali (se si esclude il 2016).

I PEDONI CHE RESTANO FERITI NEGLI INCIDENTI NON REGISTRATI

Nel 2019 oltre 400 persone sono rimaste ferite in incidenti stradali non mortali e di questi, 80 erano pedoni. Va considerato poi che le statistiche della Polizia finlandese potrebbero essere alterate dalle rilevazioni dei soli incidenti stradali che coinvolgono pedoni e veicoli. Il più delle volte se un pedone scivola non viene registrato come un incidente stradale. Anche per questo nei piani delle autorità locali è prevista l’installazione di 70 nuove telecamere per il controllo del traffico e modifiche agli attraversamenti pedonali nei punti della città ritenuti più pericolosi.

The post Zero incidenti mortali con pedoni ad Helsinki nel 2019 appeared first on SicurAUTO.it.

46 pedoni investiti in un mese: quasi la metà per alcol o droga al volante

di Donato D'Ambrosi

Pedoni regole per attraversare la strada

Sono 46 i pedoni investiti in Italia dall’inizio dell’anno secondo i dati del nuovo osservatorio sulla sicurezza dei pedoni annunciato dall’ASAPS. Le persone investite nel 2020 sono vittime quasi in un caso su due di conducenti sotto effetto di alcol o droga o pirati della strada. Ecco tutti i numeri sulla sicurezza di chi attraversa sulle strisce o cammina a piedi in strada nell’iniziativa che punta a sensibilizzare la sicurezza dei pedoni investiti in Italia.

PEDONI INVESTITI E VITTIME DELLA STRADA

L’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale) ha annunciato il nuovo “Osservatorio Pedoni” che riporta tutti gli incidenti stradali con pedoni e i numeri dei pedoni investiti in Italia. Basato sui rilievi delle Forze di Polizia e delle Polizie locali, l’Osservatorio Pedoni fa il primo bilancio sulle persone investite e uccise in Italia. “Con il nuovo Osservatorio vogliamo rilanciare il tema della tutela dei pedoni sulle strade.  Afferma Giordano Biserni Presidente ASAPS “Serve una maggiore consapevolezza di quello che accade e comunicarlo mensilmente può portare l’opinione pubblica a riflettere e a modificare i propri comportamenti.

QUANTI PEDONI SONO STATI UCCISI IN ITALIA A GENNAIO 2020

I primi numeri del 2020 sui pedoni investiti in Italia nel 2020 non sono ottimistici, sebbene inferiori, almeno per ora, rispetto ai dati del 2018. Come riporta l’ASAPS, almeno una ventina di persone investite a gennaio sarebbero in prognosi riservata e ricoverate in codice rosso. I dati certi invece riguardano 46 pedoni uccisi in strada dal 1 gennaio al 31 gennaio 2020, 26 uomini e 20 donne di cui 32 cittadini italiani e 14 pedoni di nazionalità straniera. La necessità di maggiore sicurezza dei pedoni e per i pedoni non fa distinzione di età: tra le vittime più giovani e quelle più anziane ci passano 68 anni. I pedoni più giovani investiti a gennaio 2020 sono due tedeschi di 21 anni, tra le 7 vittime dell’incidente stradale provocato in provincia di Bolzano da un conducente ubriaco.

PEDONI INVESTITI IN ITALIA, I DETTAGLI SU VEICOLI E REGIONI

I dettagli statistici sui pedoni investiti in Italia a gennaio 2020 vedono sempre più frequente l’alterazione psico-fisica del conducente. 11 pedoni sarebbero stati uccisi da conducenti in stato di “ebbrezza alcolica”, 2 pedoni vittime di conducenti sotto effetto di droghe. In 6 incidenti l’investitore è fuggito e in 1 caso l’investitore era un neo-patentato. Le auto si confermano il tipo di veicolo più coinvolto negli incidenti con pedoni (39 investimenti), seguito da autocarri (2 pedoni investiti) e 1 pedone ucciso da un autobus urbano. La stima non tiene conto dei casi di pirateria in cui non è stato possibile risalire al veicolo guidato dall’investitore. Tra le regioni invece il Lazio è terreno di gioco più svantaggioso per la sicurezza dei pedoni: 10 persone investite e uccise in 1 mese. La provincia autonoma di Bolzano conta 7 morti; 3 pedoni morti in Veneto e in Emilia Romagna; 2 pedoni vittime in Sardegna, Piemonte, Puglia e Molise; 1 vittima in Lombardia, Liguria, Calabria, Umbria, Sicilia, Basilicata, Campania.

The post 46 pedoni investiti in un mese: quasi la metà per alcol o droga al volante appeared first on SicurAUTO.it.

Incidenti stradali: nell’UE il 29% delle vittime sono pedoni e ciclisti

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali

Se in Norvegia e in particolare a Oslo hanno raggiunto risultati straordinari in tema di sicurezza dei ciclisti e dei pedoni, nei paesi dell’Unione Europea le cose vanno meno bene e, cosa peggiore, negli ultimi anni non si sono neppure registrati particolari progressi. Infatti, in base al rapporto dell’ETSC – European Transport Safety Council (il Consiglio Europeo della Sicurezza dei Trasporti), nel 2018 le vittime di incidenti stradali nell’UE sono risultati per il 29% proprio pedoni e ciclisti, gli utenti deboli della strada. Percentuale che in Italia scende al 25%, magra consolazione. In totale, tra il 2010 e il 2018, sulle strade europee sono morti 51.300 pedoni e 19.450 ciclisti. I decessi tra i ciclisti hanno subito una riduzione annua di appena lo 0,4%, ben otto volte inferiore rispetto a quella degli occupanti di veicoli a motore (-3,1%).

INCIDENTI STRADALI NELL’UE: MOLTE VITTIME TRA PEDONI E CICLISTI

Quel che è peggio è che, secondo l’ETSC, si tratta di dati molto probabilmente persino sottostimati. Non sempre, infatti, decessi e lesioni gravi di ciclisti e pedoni vengono registrati nelle statistiche in maniera corretta. Il rapporto ha constatato come la metà delle vittime tra gli utenti vulnerabili aveva più di 65 anni, e che la maggior parte degli investimenti dei pedoni avviene dopo le ore 18, momento in cui la visibilità, per alcuni mesi dell’anno, è inferiore.

PEDONI E CICLISTI VITTIME DI INCIDENTI STRADALI: IN ITALIA NON VA MOLTO MEGLIO

Sempre secondo i dati dell’ European Transport Safety Council, in Italia nel 2018 hanno perso la vita a causa di sinistri stradali ben 612 pedoni (-1,4%, ma in aumento negli ultimi 2 anni) e 219 ciclisti (-17,3%, a fronte di una diminuzione media pari a -19%). Si sono quindi avuti dei leggeri miglioramenti, ma nello stesso periodo le morti a bordo di autovetture sono diminuite maggiormente, del 21,9%. Nel nostro Paese, ancora nel 2018, i pedoni over 65 deceduti in incidenti stradali sono stati 364 (59,5% del totale), quelli in bicicletta 112 (51,1% del totale).

INCIDENTI STRADALI: PIÙ PISTE CICLABILI, MEZZI PUBBLICI E ZONE 30 PER SALVAGUARDARE I CICLISTI

È evidente, leggendo questi numeri, che il crescente uso della bicicletta nei centri urbani imponga a governi, autorità locali e produttori di autoveicoli di investire di più nelle misure di protezione di ciclisti e pedoni. Il rapporto ETSC suggerisce inoltre che la pianificazione urbana, soprattutto nei centri medio-piccoli, privilegi la possibilità di muoversi a piedi, in bici e con mezzi di trasporto pubblico invece che con auto private. E consiglia pure l’istituzione di zone 30 nelle aree altamente frequentate da pedoni e ciclisti.

The post Incidenti stradali: nell’UE il 29% delle vittime sono pedoni e ciclisti appeared first on SicurAUTO.it.

Siamo tutti pedoni 2019: le relazioni al centro della sicurezza in città

di Donato D'Ambrosi

Torna la campagna per la sicurezza stradale Siamo tutti pedoni 2019, l’iniziativa del Centro Antartide che SicurAUTO.it contribuisce a divulgare da diversi anni. Quest’anno il tema dell’abitabilità delle città diventa centrale: accogliere i pedoni per fare delle città luoghi in cui i pedoni possano avere uno spazio di sicurezza. Un numero sempre maggiore di auto e meno spazi pubblici per le relazioni umane restringono il cerchio di sopravvivenza delle persone. Ecco i fattori più importanti da cui dipende la coesistenza di tanti utenti diversi in un luogo grande, ma non abbastanza sicuro, come la città.

SPAZIO E SICUREZZA DEI PEDONI IN CITTA’

Siamo tutti pedoni è la campagna che da 10 anni è impegnata a sensibilizzare le città sulla sicurezza pedonale e l’uso dei trasporti alternativi all’auto. Una mission che passa anche per l’analisi della sicurezza reale che le città offrono ai pedoni. Il 42% delle vittime della strada in città è un pedone o un ciclista, secondo i dati del Centro Antartide 1/3 muore sulle strisce pedonali. Secondo i numeri del The World’s Cities, entro il 2030 circo il 60% delle persone vivrà negli agglomerati urbani. DI questi 1/3 vivrà nelle città da oltre 500 mila abitanti. Uno scenario che porterà a un ulteriore peggioramento della situazione attuale se non si corre ai ripari.

CITTA’ ABBASTANZA GRANDI DA ESSERE PIU’ SICURE ANCHE PER I PEDONI

La campagna siamo tutti pedoni 2019, porta l’attenzione sulle città fatte di relazioni. Lo fa analizzando quali sono i fattori che rendono grande un luogo pubblico. Esistono i fattori misurabili, gli elementi tangibili e le caratteristiche chiave. “Non si tratta di dimensioni” spiega il Centro Antartide ma di svolgere fino in fondo le funzioni di luogo, cioè di entità socio-culturale”. “L’attenzione deve essere rivolta alla ricchezza e varietà di usi ed attività. E’ chiaro che questi sono i fattori su cui lavorare per migliorare la qualità della vita ed esprimere pienamente il potenziale di grandezza di quel luogo”.

CIRCA 13 PEDONI PER OGNI AUTO IN CITTA’

Il miglioramento della qualità delle città e della sicurezza dei pedoni, dovrebbe passare quindi per la ri-conversione delle strade da infrastrutture a luoghi di incontro e di socializzazione. Basti pensare che un tempo le strade assicuravano ad ogni pedone da 1 a 2 metri quadrati. Poi si è attuato un percorso evolutivo dei trasporti fino a rendere centrale l’automobile che richiede in città da 13 a 37 metri quadrati (da ferma) e circa 139 metri quadrati quando si muove (fonte Victoria Transport Policy Institute). “Le strade e i marciapiedi costituiscono i più importanti luoghi pubblici di una città e i suoi organi più vitali”. Ha dichiarato l’antropologa Jane Jacobs – Quando si pensa a una città la prima cosa che si pensa sono le sue strade: secondo che esse appaiono interessanti o insignificanti, anche la città appare tale”.

The post Siamo tutti pedoni 2019: le relazioni al centro della sicurezza in città appeared first on SicurAUTO.it.

Vittime della strada: nel 2018, 612 pedoni uccisi

di Donato D'Ambrosi

L’obiettivo 2020 è molto lontano e dai numeri dell’ISTAT sui pedoni investiti in Italia nel 2018 si capisce perché non diminuiscono i morti rispetto al minore numero di incidenti stradali. In Italia vengono investite oltre 20 mila persone in strada, di questi nel 2018 oltre 600 sono vittime della strada e del mancato rispetto delle regole.

GLI INCIDENTI STRADALI E LE VITTIME IN ITALIA NEL 2018

In Italia risultano in calo gli incidenti stradali nel 2018 di -1,6% ma l’ISTAT disegna uno scenario tutt’altro che positivo se si stringe il focus sui pedoni (+1,6% di vittime). Nel 2018 il numero di vittime della strada tra i pedoni è aumentato a 612. Un numero secondo per gravità solo a quello dei centauri morti nel 2018 (685) ugualmente in aumento. Un numero sconcertante se si guarda alle 21 mila persone investite ogni anno e all’ambito traguardo europeo 2020. Entro il 2020 i Paesi aderenti si sono impegnati a ridurre del 50% la mortalità rispetto al 2010. L’Italia (55) è al di sopra della media europea (49,1) di morti per milione di abitanti. Le vittime della strada più esposte in Italia sono i ragazzi tra 15 e 24 anni (12,4% del totale) e gli anziani tra 70 e 74 anni (6,7% del totale). Se da un lato diminuisce il numero di morti totali in incidente stradale nel 2018, dall’altro aumentano gli scooteristi investiti (+17,4%).

LE CITTA’ CON PIU’ VITTIME A PIEDI

Tra le persone investite da altri utenti della strada i pedoni sono la componente maggiore (oltre 21 mila), ma in media gli incidenti 665 feriti al giorno. In Italia è Roma la città con il primato negativo (57 pedoni investiti nel 2018), seguita da Milano (24 vittime) e Torino (12 pedoni uccisi). La causa principale deriva dal mancato rispetto delle regole e da infrastrutture poco manutenute: parcheggi in doppia fila, attraversamenti poco illuminati e segnalati, strisce scolorite. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

LE CAUSE MAGGIORI DI INCIDENTI CHE FANNO PIU’ VITTIME

Secondo le rilevazioni dell’ISTAT il totale degli incidenti stradali produce un costo sociale di 17,1 miliardi di euro. In media le statistiche individuano tra le cause maggiori di tutti gli incidenti stradali in Italia (secondo le rilevazioni delle fdo) la distrazione (16,4%), mancata precedenza (14,2%) e velocità (10,2%). La dimostrazione che combattere la velocità con i tutor sulle autostrade non migliorerà la sicurezza delle strade. Urge rendere più solido il meccanismo di contestazione di quelle infrazioni pericolose, come la guida con lo smartphone e senza cintura allacciata.

The post Vittime della strada: nel 2018, 612 pedoni uccisi appeared first on SicurAUTO.it.

Le auto con AEB più sicure per pedoni del 2019

di Donato D'Ambrosi

La sicurezza delle auto con AEB verso i pedoni di 16 modelli finisce nuovamente sotto la lente dell’IIHS che ha decretato quali sono le auto più sicure con la frenata automatica. Il test arriva volutamente a cavallo della ricorrenza più pericolosa negli USA. Ad Halloween infatti schizza in alto il numero di incidenti tra auto e pedoni. L’Insurance Institute for Highway Safety ha messo alla prova le auto con AEB in diversi test con pedoni che replicano le situazioni più diffuse e pericolose in strada. Tra tutti i modelli del Test AEB 2019, Ford, Hyundai e Kia sono risultati i meno sicuri nelle diverse prove con pedoni. Ecco le auto con AEB più sicure con i pedoni del 2019 nel video qui sotto.

LE AUTO CON AEB NEL TEST PEDONI 2019

L’IIHS ha messo alla prova 16 modelli di auto con AEB di cui il 70% con riconoscimento pedoni di serie: 6 su 10 auto anche di Brand non premium. Le auto che hanno l’Autonomous Emergency Braking con Pedestrian Detection di serie sono la Subasu Outback (dal 2020), Nissan Maxima (dal 2020), Toyota Camry, Mazda 6, Ford Fusion e Honda Accord. Mentre per le altre auto impegnate nel test AEB 2019 con pedoni, il segmento luxury impone quasi una dotazione di sicurezza al top. I modelli premium testati con i pedoni distratti sono le BMW Serie 3, Audi A4, Mercedes Classe C, Volvo S60, Lexus ES350 e Tesla Model 3. A queste poi si aggiungono anche i modelli di auto con rilevamento pedoni optional: Chevrolet Malibu (camera optional), Hyundai Sonata e Kia Optima.

 

IL TEST AEB 2019: SU ASCIUTTO E DI GIORNO

Bisogna anche dire che le caratteristiche e la dotazione degli ADAS cambiano notevolmente tra i vari modelli, come anche la tecnologia usata per rilevare i pedoni. Per tutte le auto l’IIHS ha effettuato il test AEB 2019 in condizioni di luce diurna e su strada asciutta. E’ risaputo infatti che i sistemi ADAS potrebbero non essere efficaci di notte come lo sono di giorno. La maggior parte dei sistemi AEB testati utilizza una o due telecamere sul parabrezza abbinati o a un radar nel paraurti. Tanta tecnologia che però non sempre ha permesso di evitare il pedone frenando automaticamente l’auto. Come si vede nel video del test AEB 2019 qui sotto.

LE AUTO CON AEB PIU’ SICURE E QUELLE MENO

Come si vede nel video del test AEB 2019, le prestazioni delle auto più sicure con i pedoni variano in modo evidente da un modello all’altro. Tra i modelli testati Audi A4, BMW Serie 3, Mercedes Classe C, Nissan Maxima, Subaru Outback e Volvo S60 hanno evitato le collisioni coni pedoni o rallentato l’auto.  Ford Fusion, Hyundai Sonata e Kia Optima non hanno ottenuto invece un punteggio soddisfacente nel test. Tutti gli altri modelli testati hanno performance che dipendono dalla dotazione AEB di serie o avanzata: Più è sofisticato il sistema AEB meglio riconosce ed evita i pedioni in strada. Quindi se guidate spesso in città non sottovalutate l’importanza dell’AEB avanzato. Negli USA ad esempio, i sistemi AEB hanno ridotto del 35% il costo dell’assicurazione sulle auto che ne erano dotate.

The post Le auto con AEB più sicure per pedoni del 2019 appeared first on SicurAUTO.it.

Distrazioni alla guida e in strada: i graffiti a terra che possono salvarti la vita

di Donato D'Ambrosi

Le distrazioni al volante sono la principale causa di incidenti stradali, ma anche chi si distrae con il cellulare mentre attraversa corre enormi rischi. Riprendendo il claim “Non fare #LaCosaPiùStupida”, già protagonista di una campagna di video online con i The Jackal, Linear torna a sensibilizzare gli automobilisti sul tema della distrazione alla guida. Tramite graffiti ecologici, messaggi d’impatto contro la distrazione al volante sono stati posizionati sui marciapiedi di Milano e Torino.

COSA SIGNIFICANO I GRAFFITI A MILANO E TORINO

I graffiti sono nelle vicinanze di ostacoli urbani come alberi, muretti e lampioni, nei quali un passante, se distratto dal proprio dispositivo mobile, potrebbe urtare. I messaggi invitano alla prudenza e colpiscono l’attenzione grazie all’utilizzo di font spezzati come se avessero subìto un incidente.

MENO DISTRAZIONI AL VOLANTE = SCONTI AMAZON

La compagnia di assicurazioni propone l’app Linear BestDriver, gratuita per clienti e non clienti (su Android e iOS). L’app premia – con Buoni Regalo Amazon.it – il comportamento virtuoso dei guidatori, per abituarli a mantenerlo nel tempo e a diventare dei “BestDriver”, cioè automobilisti più attenti e consapevoli. Il meccanismo dell’app è molto semplice: resta attiva in background e durante i viaggi in auto, rileva come distrazione i tap sullo schermo e le chiamate senza vivavoce o bluetooth.

UTENTI TROPPO DISTRATTI DENTRO E FUORI DALLE AUTO

Creare consapevolezza sui rischi della distrazione alla guida: questo è l’impegno sociale di Linear che mette a disposizione le tecnologie per combattere il rischiosissimo e diffuso fenomeno che causa oltre 35.000 incidenti ogni anno. Tenere gli occhi sulla strada è un obbligo anche per i pedoni distratti dal cellulare. Una delle regole basilari quando si attraversa la strada è infatti mantenere il contatto visivo con i conducenti delle auto, non con gli amici in chat.

The post Distrazioni alla guida e in strada: i graffiti a terra che possono salvarti la vita appeared first on SicurAUTO.it.

12 Paesi UE si accordano per la sicurezza stradale, l’Italia non c’è

di Donato D'Ambrosi

Troppe differenze nei progressi della sicurezza stradale in Europa hanno spinto 12 Paesi ad unire le forze per un piano comune che riguarda infrastrutture, pedoni e limiti di velocità. Il collettivo dei Paesi europei che condivideranno il know how sulla sicurezza stradale dei rispettivi Stati è coordinato dall’ETSC (European Transport Safety Council). Ma per quanto anche l’Italia dia spesso segnali di interesse al miglioramento della sicurezza stradale, non figura tra i Paesi che hanno siglato l’accordo.

SICUREZZA STRADALE IN EUROPA: BENE, MA LENTA

Nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione europea 12 Paesi si sono accordati per condividere le migliori pratiche che hanno portato al miglioramento della sicurezza stradale. Da un lato – secondo l’ETSC – le strade europee sono tra le più sicure al mondo e ci sono stati notevoli progressi nella sicurezza stradale degli ultimi 10 anni. Dall’altro però il numero di decessi nel 2018 per incidenti stradali in Europa è diminuito solo dell’1% rispetto al 2017. Poi c’è la variabilità con cui hanno effetto i provvedimenti dei singoli Stati europei sulla sicurezza stradale: “Vi sono importanti differenze tra diversi Stati membri dell’UE” spiega l’ETSC in una nota.

IL PROGETTO EUROPEO PER LA SICUREZZA NEI 12 PAESI

L’accordo tra i 12 Paesi dell’Unione europea mira proprio a colmare questa variabilità, uniformando strategie e provvedimenti nella direzione di quelli più efficaci. Il progetto coinvolge Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. Per i prossimi 3 anni gli esperti di ogni Paese metteranno sullo stesso tavolo le idee su limiti di velocità, costruzione di infrastrutture sicure e miglioramento della sicurezza di pedoni e ciclisti in città.

L’EUROPA CHE FA RETE PER LA SICUREZZA STRADALE

Il progetto tra i 12 Paesi europei che hanno unito le forze per migliorare la sicurezza stradale si fonda sull’obiettivo comunitario di riduzione del 50% degli incidenti mortali sulle strade tra il 2020 e il 2030. “Questo progetto mira a dimostrare l’efficacia delle politiche di sicurezza stradale nel mondo reale, ha dichiarato Antonio Avenoso, Direttore esecutivo ETSC. Riuniremo gli esperti in modo che possano aiutarsi a vicenda per capire come ottenere risultati simili nei propri Paesi”.

The post 12 Paesi UE si accordano per la sicurezza stradale, l’Italia non c’è appeared first on SicurAUTO.it.

L’AEB non “vede” sempre i pedoni: 5 situazioni più pericolose in strada

di Donato D'Ambrosi

Sempre più auto sono dotate di serie o come optional della frenata autonoma AEB: un sistema che negli ultimi anni è stato migliorato per riconoscere anche i pedoni. Cosa succede se un pedone sbuca all’improvviso davanti a un’auto moderna? Uno studio USA ha messo a confronto 4 auto diverse nelle situazioni più pericolose in strada per i pedoni. Ecco cosa succede realmente.

COME FUNZIONA L’AEB IN CONDIZIONI REALI

Lo studio sull’efficacia dell’AEB nei confronti dei pedoni è stato condotto dalla Fondazione per la sicurezza dei Trasporti AAA con diversi Automobil Club. Secondo i dati citati dall’AAA il 75% degli incidenti con pedoni avviene dopo il tramonto. Bisogna poi considerare che non sempre auto e pedoni si trovano nelle posizioni ideali con cui vengono fatte le dimostrazioni e i test AEB dai Costruttori. Da questi spunti sono state riprodotte le 5 situazioni più pericolose in strada per testare l’AEB con i pedoni in condizioni reali.

IL TEST DELL’AEB CON RICONOSCIMENTO PEDONI

L’AAA ha confrontato 4 berline di medie dimensioni con AEB e rilevamento dei pedoni tutte del 2019: Chevrolet Malibu, Honda Accord, Tesla Model 3 e Toyota Camry. Per testare l’efficacia dei sistemi di frenata autonoma AEB sono stati utilizzati due manichini dinamici a simulare un adulto e un bambino. I sistemi AEB con rilevamento pedone sono stati ripetuti in queste condizioni:

– attraversamento di un pedone adulto con auto a velocità di 32 km/h e 48 km/h di giorno e 40 km/h di notte;
– attraversamento di un bambino nascosto dietro due auto parcheggiate, con auto alla velocità di 32 km/h e 48 km/h di giorno;
– svolta dell’auto a destra mentre incrocia un adulto che attraversa;
– due adulti fermi sul marciapiede con le spalle al traffico mentre l’auto transita alla velocità di 32 km/h e 48 km/h.

LE 5 SITUAZIONI PIU’ PERICOLOSE CON L’AEB

L’esito del test AEB nelle situazioni più pericolose si è rivelato positivo nel 40% dei casi, il punteggio maggiore con adulto che attraversa di giorno. A patto però che l’auto transita a una velocità di 32 km/h (20 mph). Man mano che cresce la velocità, si riduce la luminosità o si complica lo scenario stradale, i sistemi AEB testati diventano meno affidabili. Le 5 situazioni più critiche per i pedoni, investiti dalle auto con AEB sono:

– bambino che, nascosto da un’auto parcheggiata si lancia in strada: l’AEB non fa in tempo a riconoscerlo;
– quando l’auto svolta a destra colpisce sempre il pedone che attraversa;
– due adulti che si avvicinano al ciglio della strada non provocano nessuna reazione dell’AEB nell’80% dei casi;
a 48 km /h nessuno dei sistemi AEB testati ha visto il pedone;
di notte nessuno dei sistemi AEB testati ha riconosciuto o evitato il pedone adulto.

CONDIZIONI LIMITE DELL’AEB E AVVERTENZE DEL COSTRUTTORE

Quindi sappiate che anche se la vostra auto è equipaggiata di AEB con riconoscimento pedoni, ci sono situazioni reali in cui l’affidabilità del sistema diminuisce. Il più delle volte queste situazioni sono descritte nei manuali di istruzioni, quindi visto che di mezzo c’è la vita di altre persone, è bene leggerli ma soprattutto non distrarsi alla guida.

The post L’AEB non “vede” sempre i pedoni: 5 situazioni più pericolose in strada appeared first on SicurAUTO.it.

Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

È di poche ore fa la notizia di un finto pedone investito a Verona. Il trucco consiste nell’attraversare la strada, urtare di proposito il fianco dell’auto, stramazzare al suolo. Di solito, l’automobilista nel mirino è un utente debole: una signora anziana, un vecchietto dalla guida incerta, una donna con bambini. Soggetti che si possono spaventare più facilmente. Il finto pedone investito racconta la propria versione all’automobilista: non ti sei accorto di me, mi hai toccato, son caduto. La “prova” sarebbe il rumore che il guidatore ha sentito: la manata che il finto pedone ha rifilato.

FINTO INVESTIMENTO: LA TRUFFA DEL PEDONE

Il finto pedone, ossia la finta vittima, può contrattare con l’automobilista, che è la vera vittima ma passa per il colpevole unico. Dalla trattativa, il finto pedone ottiene subito denaro: una cinquantina di euro per chiudere immediatamente la questione. Il guidatore teme una causa in tribunale o il peggioramento di due classi di merito della Rc auto con un aumento fortissimo al rinnovo. O teme conseguenze di profilo penale, come il reato di omicidio e lesioni stradali. E quindi cede, dando il denaro che ha in tasca nel portafogli.

PEDONE FARLOCCO: DIFENDERSI DALLA FRODE IN 5 MODI

L’automobilista che viene accusato da un pedone di un investimento, può difendersi. Anche perché non sa se il pedone dica il vero o il falso

– Tornare immediatamente sul posto del presunto investimento. L’obiettivo è evitare l’accusa di omissione di soccorso: il guidatore non è un pirata della strada.
– Con lo smartphone, chiamare le forze dell’ordine. Se si è in città, sono i Vigili.
– Controllare se in zona ci sono telecamere o testimoni: servono occhi elettronici o occhi veri per capire come sono andate le cose.
– Subito, contattare un legale. Può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, o patrocinatore stragiudiziale che vi aiuti fuori dai tribunali. Da chiamare immediatamente, e non a causa in corso. Col legale, valutate la parcella.
– Allertare il proprio assicuratore. Che vi dovrebbe aiutare.

COME VA A FINIRE LA TRUFFA DEL FINTO PEDONE

Con l’aiuto delle Forze dell’ordine, verrà ricostruito l’accaduto. Con testimoni o telecamere, tanto meglio. Grazie a un legale, chi è dalla parte della ragione dovrebbe spuntarla. Nella peggiore delle ipotesi, se il guidatore perde, l’assicurazione paga i danni al pedone. E il cliente viene penalizzato di due classi di merito, con un rincaro fortissimo. Nella migliore delle ipotesi, l’automobilista vince: emerge la truffa. A questo punto, può fare causa al truffatore: si entra nel penale. Se i giudici lo condannano, il finto pedone dovrà indennizzare l’automobilista. Qui possono nascere altri problemi: se il truffatore non ha reddito, non lavora, difficilmente il guidatore otterrà un rimborso. In generale, attenzione: si tratta di frodi che rischiano di essere sempre più numerose sulle nostre strade. Con la crisi economica sempre più profonda, molti disoccupati si trasformano in finti pedoni o finti tamponati per ottenere un risarcimento immediato da parte del guidatore. O per riscuotere denaro tramite indennizzo assicurativo.

The post Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa appeared first on SicurAUTO.it.

5 consigli per andare a scuola a piedi o in bus, anche per i genitori

di Donato D'Ambrosi

Tra pochi giorni riprenderanno le lezioni per il nuovo anno scolastico e molti studenti con lo zaino in spalla sono pronti a muoversi in autonomia a bordo di scuolabus o a piedi. Ma siamo sicuri che oltre a cartella, penne, quaderni e tutto ciò che serve per iniziare l’anno scolastico non dimentichiamo nulla? Stiamo parlando chiaramente dei consigli che ogni giorno le mamme premurose ripetono ad oltranza ai figli che vanno a scuola. Ma quali sono le regole più importanti da ricordare quando si va a scuola in autobus?

1LE STRISCE PEDONALI E IL CONTATTO VISIVO

Il rispetto delle regole stradali è il presupposto fondamentale da ricordare ai bambini che vanno a scuola ogni giorno. Prima di tutto attraversare sempre sulle strisce pedonali dopo aver guardato più volte a destra e sinistra se sopraggiungono altri veicoli. Se è presente un semaforo pedonale, i ragazzi andrebbero abituati ad usarlo e ad attendere il verde: in questo l’esempio dei genitori è cruciale. E’ fondamentale che i pedoni abbiano sempre il contatto visivo con altri conducenti: se chi è in auto ti sta guardando vuol dire che si è accorto di te e che puoi attraversare. Ne abbiamo parlato anche in questa video-inchiesta a Salerno.

2LA PAURA DI PERDERE IL BUS

Per evitare di perdere l’autobus è bene far abituare i ragazzi a raggiungere la fermata abituale almeno 5 minuti prima dell’orario previsto. Si eviteranno situazioni di pericolo in cui temendo di perdere il bus per la scuola, si possa prestare poca attenzione quando si attraversa o in generale alle altre auto.

3COME COMPORTARSI SULLO SCUOLABUS

Aspettando lo scuolabus, il treno a qualsiasi altro mezzo siano distanti dal bordo del marciapiede e dalla zona di arrivo del bus. Solo quando l’autobus sarà fermo e il conducente lo segnalerà si potrà salire a bordo. E’ consigliabile prendere posto, togliendo la cartella dalle spalle e allacciare la cintura di sicurezza sull’autobus (accertatevi che sul bus vostro figlio sia adeguatamente assistito da un’assistente del guidatore o dal conducente stesso). Una volta a bordo è preferibile tenere il volto rivolto in avanti poiché una frenata improvvisa o peggio un incidente potrebbero creare torcicollo o lesioni più serie.

4SCENDERE DAL BUS E ATTRAVERSARE, DAVANTI O DIETRO?

Prima di alzarsi dal posto, per evitare cadute bisogna attendere che il bus sia fermo e abbia aperto le porte in un punto sicuro e al riparo da scooter. E se tuo figlio ti chiede “meglio attraversare davanti o dietro lo scuolabus?” hai il consiglio giusto? Tra le regole da ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è anche questo. Mai attraversare davanti, appena scesi dal bus. Meglio attendere sul marciapiede che riparta per avere anche la visuale libera delle auto in transito, o al massimo dalla parte posteriore e a una certa distanza, sempre sulle strisce pedonali.

5SE NON C’E’ IL MARCIAPIEDE

Tutto qui? Non proprio, perché i ragazzi sono abili osservatori con la propensione ad emulare il comportamento dei genitori. Ecco perché tra i consigli da dare e ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è quello di camminare a piedi nel modo più sicuro in strada. Se sono presenti dei marciapiedi vanno sempre utilizzati. In caso non fossero disponibili è consigliabile camminare procedendo nel senso contrario al flusso delle auto (se a doppio senso) e senza occupare la carreggiata. Questo è importante soprattutto perché le fibbie dello zaino potrebbero agganciarsi a un veicolo in transito.

The post 5 consigli per andare a scuola a piedi o in bus, anche per i genitori appeared first on SicurAUTO.it.

Autostop legale o illegale? Cosa dice la legge italiana

di Raffaele Dambra

Autostop legale o illegale

Domanda a bruciapelo: fare l’autostop è legale o illegale? Probabilmente sono pochi coloro che saprebbero rispondere senza alcun tentennamento. Anche perché la stessa normativa italiana non è sufficientemente chiara e lascia spazio a qualche dubbio interpretativo, per lo meno su alcuni aspetti. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza a beneficio sia di chi chiede passaggi in auto che di chi li concede.

AUTOSTOP ILLEGALE IN ITALIA: SU QUALI STRADE?

Diciamo subito che l’autostop è illegale in Italia soltanto in autostrada e sulle strade extraurbane principali. In particolare il comma 7 capo B dell’art. 175 del Codice della Strada dispone che “sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale è vietato richiedere o concedere passaggi”. Chiunque viola la disposizione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. La norma sembrerebbe lasciare pochi dubbi se non fosse che lo stesso CdS non provvede a stabilire con esattezza cosa debba intendersi per ‘pertinenza autostradale’. E se quindi nel divieto di autostop vadano compresi anche il casello, la rotatoria in uscita e altri elementi non espressamente citati, e per questo solitamente tollerati. Il consiglio, quindi, per chi deve cercare un passaggio in autostop per un viaggio in autostrada e non vuole incorrere in sanzioni, è quello di posizionarsi appena fuori dal casello. Dove tra l’altro le vetture rallentano in attesa di superare il varco.

AUTOSTOP LEGALE: DOVE È PERMESSO IN ITALIA?

Naturalmente se per la legge italiana l’autostop è vietato solo in autostrada, per esclusione si deduce che sia lecito chiedere (e dare) passaggi su qualsiasi altro tipo di strada, fino a prova contraria. E, un po’ sorpresa, pare che l’autostop sia legale anche sulle tangenziali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10462/1991, ha precisato infatti che le tangenziali non possono essere equiparate alle autostrade in riferimento al divieto di transito perdonale. E dunque sono da considerarsi strade normali su cui è consentito fare autostop.

AUTOSTOP SÌ, MA SENZA INTRALCIARE LA CIRCOLAZIONE

Inutile comunque ricordare che su qualunque strada vige sempre la regola non scritta del ‘buon senso’. E quindi un autostoppista, anche sulle arterie dov’è lecito chiedere passaggi, non deve mai col suo comportamento mettere a rischio la sicurezza stradale o intralciare la circolazione. Posizionandosi per esempio al centro della carreggiata oppure in prossimità di una curva, di un dosso o di un altro punto stradale con visibilità ridotta. A parte che difficilmente troverebbe il passaggio che desidera, mettendo pure a rischio la sua di sicurezza, potrebbe pure incorrere in una sanzione per violazione dell’art. 190 del Codice della Strada che regola le norme di condotta dei pedoni.

AUTOSTOP ALL’ESTERO

Arrivati fin qui abbiamo più o meno capito come funziona l’autostop in Italia. Ma all’estero, invece? In teoria le norme possono variare da Paese a Paese, in pratica l’autostop è regolato quasi sempre alla stessa maniera: tollerato sulle strade urbane ed extraurbane secondarie, vietato in autostrada e sulle arterie extraurbane principali. Ma ci sono eccezioni: in Romania, per esempio, l’autostop è illegale dappertutto. Stessa cosa in alcuni stati degli USA come Idaho, Nevada e Utah. Il miglior consiglio è quindi quello di informarsi bene, prima della partenza, sulle leggi vigenti nel Paese che si sta per visitare.

The post Autostop legale o illegale? Cosa dice la legge italiana appeared first on SicurAUTO.it.

UK: i pedoni in strada valgono solo 17 sterline l’ora

di Donato D'Ambrosi

Negli ultimi anni si sta attuando un’autentica crociata alle emissioni delle auto, ancora di più se diesel, eppure nel Regno Unito il Governo continua ad investire in progetti che prediligono le auto. Lo rivela un rapporto del Parlamento britannico che si basa sulle stime del valore economico di un’auto e di un pedone in strada.

FINO A 2 MIGLIA IL 60% SI SPOSTA IN AUTO

Il rapporto della Commissione per i trasporti del parlamento britannico pubblicato il 23 luglio, sostiene che il Governo è istituzionalmente legato all’uso dell’auto. Il report di denuncia, riportato da Forbes, sollecita il Dipartimento per i trasporti (DfT) a definire un nuovo algoritmo di finanziamento delle infrastrutture. Oggi infatti sembra che il Governo attribuisca più valore economico agli spostamenti di lungo raggio che all’uso della bici e a muoversi a piedi. Il problema è che il 60% degli spostamenti a corto raggio (entro 1-2 miglia) avvengono in auto. Guidare l’auto è molto più facile e comodo anche per i tragitti brevi perché “il semplice miglioramento delle infrastrutture pedonali e ciclabili non è sufficiente per incoraggiare il trasferimento modale” dice il rapporto.

PERCHE’ L’AUTO VALE PIU’ DELLA BICI

Le linee guida utilizzate dal Dft per definire il rapporto tra costi-benefici dei progetti finanziabili attribuisce maggiore valore agli automobilisti che si spostano su lunghe distanze. Agli automobilisti viene assegnato un valore orario di 22 sterline, mentre il tempo di pedoni e ciclisti è valutato 17 sterline l’ora. Secondo il rapporto parlamentare, l’algoritmo attribuisce alle percorrenze in auto più lunghe la riduzione della mortalità, dell’inquinamento e della qualità di vita. Secondo il Gruppo di parlamentari che hanno presentato il rapporto però non considera l’aumento dei costi sanitari per l’assenza di una mobilità attiva senza auto.

IN 50 ANNI IL DOPPIO DELLE AUTO IN UK

Sembrerebbe che il budget annuale del Governo britannico per gli spostamenti “attivi” sia solo l’1,5% della spesa pubblica per i trasporti, cioè 400 milioni di sterline solo in Inghilterra. Nel 2017-18 il governo ha stanziato 26 miliardi di sterline per il trasporto in Inghilterra. “Nel 1970 avevamo 15 milioni di veicoli a motore sulle strade britanniche, ora ne abbiamo 37 milioni. – Spiega Joe Irvin, CEO di Living Streets – I tempi in cui pensavamo che avremmo semplicemente costruito più autostrade urbane per adattarla sono passati. Questo sicuramente non funzionerà. Con una quantità limitata di spazio, dobbiamo avere meno traffico”.

The post UK: i pedoni in strada valgono solo 17 sterline l’ora appeared first on SicurAUTO.it.

Pedoni investiti: quando sono corresponsabili del sinistro

di Redazione

Pedoni investiti corresponsabilità

Spesso si tende a credere che nel caso di pedoni investiti da un’auto la responsabilità ricada sempre sul conducente della vettura. Del resto tra un mezzo a motore e un pedone è quest’ultimo la parte debole, quindi è normale che sia più tutelato. E anche la legge, attraverso l’art. 2054 del Codice Civile, ricorda che “il conducente di un veicolo è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo stesso, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno”.

PEDONI INVESTITI: CONCORSO DI COLPA E COLPA ESCLUSIVA

Eppure il pedone non ha sempre ragione. Ne ha parlato un articolo del Sole 24 Ore a firma di Marisa Marraffino, spiegando che l’orientamento più recente della giurisprudenza (lo dimostrano numerose sentenze) è quello di una maggiore severità verso i pedoni che con il loro comportamento anomalo o imprevedibile concorrono, in tutto o in parte, a determinare l’impatto con la vettura. Magari perché distratti dall’uso dello smartphone e perché hanno attraversato la strada lontani dalle strisce pedonali.

PEDONI INVESTITI: SENTENZE A LORO SFAVORE

Se n’è accorta per esempio una donna di Trieste che era stata investita da un’auto e pretendeva il risarcimento per il danno subito. Ma il Tribunale della città giuliana ha ribaltato il tavolo (sentenza n. 380 del 7/6/2019) attribuendo alla donna l’80% della responsabilità del sinistro. Questo perché al momento della collisione stava attraversando la strada senza guardare in quanto intenta a parlare al cellulare, in totale disprezzo delle normali regole di prudenza. Ed è andata male anche a due pedoni investiti nelle vicinanze di un’area di servizio presso Ferrara. La Corte d’appello di Milano (sentenza n. 2547 dell’11/6/2019) gli addebitato addirittura la responsabilità esclusiva dell’impatto, essendo stati colpiti mentre attraversavano la strada di notte, sotto la pioggia, con abiti scuri e in evidente stato di ubriachezza, sottostimando completamente il rischio dell’attraversamento.

ALTRI CASI DI PEDONI INVESTITI RESPONSABILI DELLA COLLISIONE

Altri casi di pedoni investiti che sono ritenuti corresponsabili, o totalmente responsabili, del sinistro si verificano quando il pedone sopraggiunge all’improvviso e fuori dalle strisce. O, peggio ancora, quando attraversa l’incrocio di corsa con il semaforo rosso. In quest’ultimo caso, infatti, i giudici del Tribunale di Ravenna (sentenza n. 464 dell’11/5/2017) hanno riconosciuto l’impossibilità dell’automobilista di evitare l’impatto. E, curiosamente, c’è responsabilità del pedone pure se viene investito dopo essersi lanciato in mezzo alla carreggiata per inseguire il proprio cane sfuggito al guinzaglio, come da sentenza del Tribunale di Roma n. 18.769 del 3/10/2018 che ha scagionato l’uomo che l’ha investito.

IL CODICE DELLA STRADA SUL COMPORTAMENTO DEI PEDONI

Ricordiamo infine che il comportamento dei pedoni è regolato dall’art. 190 del Codice della Strada. In particolare il comma 2 specifica che “i pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri”. E il comma 10 avverte che “chiunque viola le disposizioni del presente articolo (190, ndr) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99”.

The post Pedoni investiti: quando sono corresponsabili del sinistro appeared first on SicurAUTO.it.

A 50 km/h un pedone investito ha il 15% di probabilità di sopravvivere

di Donato D'Ambrosi

Pedoni distratti dallo smartphone

Se tutti gli utenti della strada, inclusi i pedoni seguissero le regole e il buonsenso sicuramente ci sarebbero meno incidenti, feriti e morti. Ma così non è e in molte zone, soprattutto nei pressi dei centri e delle scuole, i limiti di velocità a 30 km/h sono uno standard. Perché proprio 30 km/h e non 50 km/h? Uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che lega la velocità di impatto all’investimento di un pedone dice che oltre questa velocità la probabilità di morte aumenta esponenzialmente. Ecco quanto rischia un pedone quando non si rispettano i limiti e quali sono le regole per i pedoni da ricordare per muoversi senza correre inutili rischi.

30 KM/H POSSONO SALVARE LA VITA

Da 60 km/h in poi un pedone investito da un’auto ha mediamente pochissime probabilità di sopravvivere. E’ chiaro che tutto dipende da una smisurata serie di fattori, ma i più importanti individuati in un test non recente della World Health Organization sono la velocità dell’auto, la velocità di reazione del conducente e la distanza tra l’auto e il pedone nel momento in cui il conducente inizia a frenare. Guidare a 30 km/h spesso può sembrare snervante soprattutto a chi ha fretta. Ma secondo lo studio un conducente che guida a 30 km/h e si accorge di un pedone, percorre 21 metri mentre agisce e 9 metri mentre frena. Basta fare un’addizione banale per capire che mediamente servono 30 metri circa per riuscire a fermarsi senza investire un pedone. Il che si traduce in una probabilità del 90% di sopravvivenza per il pedone.

A 70 KM /H SI MUORE PIU’ FACILMENTE

Dall’infografica è curioso, ma non nuovo, ricordare come al crescere della velocità non aumenta solo la distanza di arresto dell’auto. Anche la distanza che percorre l’auto mentre il conducente realizza cosa fare si mantiene sempre più alta della distanza di frenata. A un certo punto (da 70 km/h) serve meno spazio per reagire che quello per fermare l’auto davanti a un pedone. Peccato però che a 70 km/h se non si riesce ad evitare il pedone, le sue probabilità di sopravvivenza sono dello 0%. Una velocità chiaramente illegale in città, ma un limite molto frequente nelle zone extraurbane dove i pedoni sono più a rischio.

LE REGOLE PER I PEDONI PER NON FARSI INVESTIRE

Piuttosto che stare a discutere sull’efficacia e la legittimità di un limite di velocità a 30 km/h, vogliamo soffermarci sulle regole che soprattutto i pedoni molto spesso sottovalutano esponendosi a inutili rischi. E’ quanto l’articolo 190 del CdS prescrive assimilando le disposizioni dell’art.20 nella Convenzione di Vienna del 1968 sulla circolazione stradale. Ecco le regole per i pedoni da ricordare:

– Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

– Quando non ci sono attraversamenti pedonali, o sono oltre 100 metri, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

– È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali

– È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata

– I pedoni che si accingono ad attraversare in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

– È vietato ai pedoni attraversare passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

– Inoltre è sempre buona norma, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o quando piove indossare abiti chiari o se si pratica jogging casacche ad alta visibilità evitando di isolarsi dai veicoli in strada con entrambe le cuffiette nelle orecchie.

The post A 50 km/h un pedone investito ha il 15% di probabilità di sopravvivere appeared first on SicurAUTO.it.

-1% di morti sulle strade USA, pedoni e ciclisti principali vittime del 2017

di Donato D'Ambrosi

Pedoni distratti dallo smartphone

Le vittime da incidenti stradali sono in diminuzione anche negli USA, un traguardo di cui però non si può andare fieri è l’aumento di morti tra pedoni e ciclisti. Lo rivela il rapporto dell’NHTSA che punta il dito contro la distrazione, nonostante non sia facile fare una statistica. Rispetto agli incidenti stradali tradizionali, spesso il colpevole non ammette di essersi distratto. Ecco tutti i numeri sulla sicurezza stradale USA e gli incidenti nel 2017.

LE VITTIME NEGLI USA SCENDONO A 36.750

Il numero di morti totali nel 2017 registrati dall’NHTSA (National Highway Safety Administration) è sceso dell’1% a 36.750 vittime. Meno dell’anno precedente ma con una crescita relativa a pedoni (+4%), ciclisti (+10%) e motociclisti. Il tasso complessivo di mortalità da traffico è sceso a 1,14 morti per 100 milioni di miglia percorse con decessi a 36.750, il tasso più basso dal 2014. L’NHTSA chiarisce meglio che i decessi per pedoni rappresentavano nel 2017 il 16% di tutte le vittime da incidenti stradali, in aumento già rispetto al 12% del 2009. Tradotto in numeri si parla di 599 persone rimaste uccise all’esterno di veicoli nel 2017.

6 MILA VITTIME TRA GLI UTENTI PIU’ ESPOSTI

Il tasso di mortalità e il numero di morti negli USA sono diminuiti drasticamente dal 2007 da 41.259 persone con una media di 1,36 morti per 100 milioni di miglia. Il problema più grande negli USA come in Europa sono gli incidenti cittadini in ambito urbano. A New York i pedoni che hanno perso la vita in strada sono il 46% del totale delle vittime nel 2017 (207 decessi). A San Francisco invece il numero scende ma la percentuale è eclatante: il 60% dei morti (15 in totale) erano pedoni. Complessivamente, le vittime nelle aree urbane sono aumentate del +17% dal 2008 e sono diminuite del -18% nelle aree rurali, in modo del tutto analogo a quello che accade in Europa.

LE CAUSE DEDUCIBILI

Il record storico negativo negli USA risale al 1996, quando le vittime da incidenti stradali all’interno dei veicoli erano l’80%. Da allora sono scese al 67% nel 2017 ma con una quota importante di pedoni e ciclisti e motociclisti (37%). L’NHTSA ha indagato a lungo sul numero (si considera una vittima legata all’incidente se la morte sopraggiunge entro 30 giorni dall’evento) e sulle cause, giungendo alla conclusione che spesso le statistiche non sono affidabili. L’agenzia governativa ha indagato sul ruolo dei conducenti distratti e sulla responsabilità per le vittime stradali negli Stati Uniti, ma ha riscontrato delle difficoltà nell’ottenere un quadro accurato.  Tra tutti gli incidenti provocati dalla distrazione molte persone tendevano a non ammettere all’autorità che erano distratte prima dell’incidente. E bisogna ricordare che negli USA i cellulari vengono sequestrati e analizzati dopo gli incidenti per aiutare gli investigatori a chiarire le dinamiche degli incidenti più gravi.

The post -1% di morti sulle strade USA, pedoni e ciclisti principali vittime del 2017 appeared first on SicurAUTO.it.

Pedoni distratti dallo smartphone: proposta di legge per multarli

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

Avete presente quelle persone che camminano per strada con lo sguardo perennemente fisso verso lo schermo del telefonino, quasi come in preda a un ipnosi? Ebbene, si prevedono per loro tempi duri se tutto il mondo copierà la proposta di legge dello stato di New York per multare i pedoni distratti dallo smartphone e da altri dispositivi elettronici.

MULTE PER I PEDONI DISTRATTI DALLO SMARTPHONE?

Qui da noi, come probabilmente avrete letto, la riforma del Codice della Strada ha introdotto sanzioni più pesanti per chi utilizza il cellulare alla guida. Ma nella Grande Mela potrebbero andare decisamente oltre, multando anche i pedoni. La proposta, portata avanti già l’anno scorso dal deputato democratico Felix Ortiz, è stata ripresa quest’anno da un suo collega di partito, il senatore John Liu, che vorrebbe farla approvare prima della fine della legislatura. “Molti genitori, preoccupati per l’incolumità dei propri ragazzi, stanno appoggiando la mia iniziativa”, ha spiegato Liu al sito Gothamist.com. “E del resto non ci vedo nulla di strano, è solo buon senso”.

A NEW YORK MOLTI SINISTRI PER LA DISATTENZIONE DEI PEDONI

Il senatore ha snocciolato i dati degli incidenti stradali verificatisi a New York City da gennaio 2018 ad aprile 2019, spiegando che su 58.117 sinistri, ben 17.933 sono stati causati dalla distrazione dei conducenti delle auto. E 1.447, un numero più esiguo ma comunque importante, dalla disattenzione di ciclisti e pedoni. “Nel 2019 le vittime di incidenti stradali sono in aumento rispetto allo stesso periodo del 2018, bisogna quindi intervenire. Ovviamente nessuno nega che gli automobilisti abbiano maggiori responsabilità, ma anche i pedoni devono disciplinarsi. Le persone che scrivono sui loro telefonini mentre attraversano la strada sono un pericolo per se stessi e per gli altri”.

LE SANZIONI SOLO PER I CASI DI POTENZIALE PERICOLO

La proposta di legge per sanzionare i pedoni distratti dallo smartphone o da qualsiasi altro dispositivo elettronico portatile contempla una multa da 25 a 50 dollari per la prima infrazione; fino a 100 per la seconda; e fino a 250 dollari per la terza violazione se commessa entro 18 mesi dalla prima. Ovviamente la sanzione è prevista soltanto per le situazioni di potenziale pericolo, come quando si attraversa la strada guardando il display o digitando sulla tastiera; nessuna ammenda invece per chi cammina parlando al telefono, perché un’azione simile non distoglie l’attenzione.

LA SCELTA CURIOSA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO

Insomma, lo stato di New York potrebbe adottare presto la linea dura verso i pedoni che camminano con la testa prona sul cellulare. Tutto il contrario della provincia di Bolzano, che qualche mese fa ha montato dei cuscinetti morbidi sui cartelli stradali e sui pali della luce per proteggere dal violento impatto i pedoni distratti dallo smartphone

L'articolo Pedoni distratti dallo smartphone: proposta di legge per multarli proviene da SicurAUTO.it.

❌