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Patenti, CQC e Foglio Rosa: mini-guida sulla proroga per Coronavirus

di Raffaele Dambra

patenti cqc foglio rosa proroga

Cosa succede in periodo di Coronavirus per la scadenza di patenti, CQC e foglio rosa? Ecco la mini-guida sulla proroga per ciascuno di questi documenti

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Proroga Esami Patente per Coronavirus: i termini per sostenere le prove

di Donato D'Ambrosi

Il Ministero ha emanato il Decreto di proroga esami Patente per Coronavirus: ecco le indicazioni e i termini per sostenere le prove e la scadenza del foglio rosa

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Quali documenti occorre portare con se in auto quando si guida?

di Donato D'Ambrosi

Cosa serve e cosa no in auto? Facciamo chiarezza sui documenti da tenere in auto e da esibire ai controlli su strada

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Comprare un’auto senza avere la patente: è possibile?

di Raffaele Dambra

Comprare un'auto senza avere la patente

Si può comprare un'auto senza avere la patente di guida? E si può sottoscrivere la necessaria assicurazione auto? Ecco cosa prevede la normativa in vigore

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Patente di guida: 39 milioni di conducenti nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Negli ultimi 10 anni, la patente in Italia è cresciuta dell’11%: il 2019 ha segnato un picco di 39 milioni di conducenti di veicoli

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Coronavirus: esami di guida sospesi in 14 Motorizzazioni

di Raffaele Dambra

Nuovi effetti del Coronavirus: esami di guida sospesi nelle Motorizzazioni delle 14 province italiane più a rischio. Di conseguenza è stata prorogata la durata del foglio rosa

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Guida con occhiali: i consigli per farlo in sicurezza

di Redazione

Uno degli aspetti che spesso viene trattato marginalmente quando si parla di sicurezza stradale è quello della vista del guidatore e della guida con occhiali. Si stima infatti che fino 6 incidenti su 10 possono verificarsi proprio da difetti di vista non corretti o trascurati. Scopriamo quali sono i consigli da seguire per guidare in sicurezza e vederci bene con occhiali da sole o lenti obbligatorie al volante!

1.OCCHIALI AL VOLANTE E RISCHIO INCIDENTI

La sicurezza stradale è una delle mission prioritarie della redazione di SicurAUTO.it e trattiamo oggi un argomento che riteniamo di grande rilevanza per i nostri lettori -automobilisti. Parliamo infatti del binomio vista e guida sicura, aspetto spesso trascurato dagli stessi conducenti con difetti di vista; prendendo sottogamba il proprio deficit possono commettere errori, aumentando drasticamente la percentuale di rischio di causare incidenti stradali. Come abbiamo accennato in apertura gli incidenti legati alla vista possono raggiungere il 60% del totale, lo confermano gli studi condotti dall’Automobile Club d’Italia e ricerche condotte dall’Università Bicocca di Milano. A mettere a nudo gli automobilisti poco sensibili al problema ha provveduto uno studio commissionato da Grand Vision e condotto dall’Istituto EDRA; il dato che emerge è inaspettato, scopriamolo di seguito.

2.IL 25% DEGLI ITALIANI NON INDOSSA GLI OCCHIALI ALLA GUIDA

Analizzando un campione di 1.500 automobilisti italiani gli intervistatori hanno redatto la ricerca Vista e Guida Sicura 2017; agli intervistati è stato chiesto di “fotografare” il proprio comportamento in auto a partire dai gesti immediatamente successi all’accesso al veicolo. Tra i controlli che vengono effettuati rapidamente dai conducenti per sentirsi più sicuri al primo posto si trova il check della cintura di sicurezza (47%), seguito da quello sull’assetto della vettura (27%) e solo all’ultimo posto la verifica di essere nelle condizioni migliori per vederci bene (23%) essere cioè in possesso di occhiali correttivi o occhiali da sole e gocce idratanti per chi porta le lenti a contatto. Il 77% del campione sembra non considerare vederci bene una priorità quando viaggia in auto e il 26% dei conducenti intervistati ammette di non effettuare un controllo della vista da almeno 2 anni (Sai che nella patente europea  è indicato il tipo di lente per chi è obbligato a guidare con gli occhiali?).

3.VEDERE E FARSI VEDERE ALLA GUIDA

Tra le difficoltà riscontrate al volante, ammesse dagli intervistati, troviamo in cima quelle relative all’abbagliamento e all’adattamento luce-buio. Al primo posto infatti è stato posto l’abbagliamento causato dai fari delle alte vetture (53%), seguito dalla visuale limitata (51%) e dall’accecamento temporaneo causato dal sole forte (35%). Troviamo infine le difficoltà visive causate dalla pioggia battente (31%) e quelle causate dalla guida al buio (29%). Riguardo la frequenza dei controlli oculistici la ricerca ha evidenziato come i guidatori più giovani siano i meno attenti, il 33% degli under 35 non effettua un controllo della vista da oltre 2 anni. Vediamo di seguito quali sono i consigli da seguire per non patire fastidi alla guida causati da problemi alla vista, si tratta di suggerimenti forniti dal Dr. Andrea Giani, specialista in oftalmologia e ricercatore presso l’Università di Milano.

4.OCCHIALI ALLA GUIDA PER PROTEGGERSI DALL’ABBAGLIAMENTO

Spesso per strada capita di essere abbagliati dai riflessi del sole su superfici lucide, asfalto compreso. Il consiglio, anche per chi non ha problemi di vista, è quello di indossare occhiali da sole di buona qualità, possibilmente con lenti polarizzate; la polarizzazione delle lenti riduce al massimo i riflessi del sole e migliora sensibilmente il contrasto, offrendo così una migliore nitidezza e affaticando meno gli occhi sia del conducente che dei passeggeri che li indossano (leggi qui quanto la stanchezza influisce sugli incidenti stradali). Per chi deve al tempo stesso proteggersi dall’abbagliamento e correggere un difetto di vista il consiglio è quello di utilizzare occhiali da sole con lenti graduate, magari sfumate verso il basso così da vedere chiaramente il cruscotto. I colori consigliati sono il grigio o il marrone, aumentano il contrasto e la qualità visiva senza compromettere la percezione dei colori.

5.DALLA LUCE AL BUIO E VICEVERSA, COME RISOLVERE CON GLI OCCHIALI ALLA GUIDA

Uno dei problemi spesso riscontrati anche da chi non ha deficit visivi è quello dell’adattamento dalla luce al buio e viceversa. L’esempio classico è l’ingresso o l’uscita da una galleria in pieno giorno, i tempi di adattamento dell’occhio umano potrebbero provocare attimi nei quali la visibilità è estremamente ridotta. Il consiglio è quello di utilizzare lenti fotocromatiche, capaci quindi di adattarsi in base alla quantità di luce presente e garantendo sempre una visione ottimale.

6.GUIDARE CON LE LENTI A CONTATTO, COME COMPORTARSI

Le lenti a contatto sono ormai un indispensabile accessorio per chi, avendo difetti visivi da correggere, non vuole indossare occhiali da vista. Si tratta di un dispositivo medico estremamente pratico ma che necessita di particolari accorgimenti, soprattutto quando si è in auto. Bisogna avere sempre con sé gocce idratanti e un eventuale paio di occhiali di scorta se una lente a contatto dovesse staccarsi o da utilizzare all’insorgere di fastidi o irritazioni.

7.VADEMECUM PER CHI GUIDA CON GLI OCCHIALI

Di seguito una serie di suggerimenti per guidare sempre in condizioni ottimali per quanto riguarda la vista. Le lenti degli occhiali, anche quelli da sole, devono essere sempre ben pulite per garantire sempre la massima nitidezza e la giusta correzione nel caso di lenti graduate. Controllare periodicamente i naselli degli occhiali e stringere le eventuali viti allentate. Non lasciare mai per un tempo prolungato gli occhiali sul cruscotto esposti alla luce diretta del sole o nelle giornate particolarmente calde, il rischio è quello di deteriorare alla lunga i trattamenti delle lenti. Scegliere modelli di occhiali che favoriscano la visuale laterale e realizzate con materiali leggeri. Infine eseguire controlli e visite oculistiche con regolarità così da poter correggere eventuali variazioni del visus.

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Patente digitale: in Polonia i documenti in auto non serviranno più

di Donato D'Ambrosi

La patente digitale come la dematerializzazione dei documenti da tenere in auto è uno dei programmi di cui si parla da tempo anche in Italia. La Polonia però è tra i Paesi che stanno attivamente approvando i controlli su strada della Polizia tramite lo smartphone che conterrà la Patente digitale e altri documenti di identità. Ecco cosa cambierà con la patente digitale e in che modo la Polonia si è preparata alla Patente digitale.

LA PATENTE DIGITALE COME ALTRI DOCUMENTI DI IDENTITA’ E DELL’AUTO

In Polonia la patente digitale attende solo l’approvazione del Governo e poi potrà essere ufficialmente  dematerializzata come avviene già per la carta d’identità e il libretto di circolazione dell’auto. In caso di controlli infatti la Polizia può accedere al database per risalire ai dati dell’auto e del proprietario. Nulla di tecnologicamente più evoluto di quanto sarebbe già nelle disponibilità anche delle forze dell’ordine in Italia. Quello che invece è tecnologicamente legato alla patente digitale in Polonia, è l’applicazione ufficiale del Governo “mObywatel”. Lo smartphone potrà memorizzare la patente di guida e tramite lo stesso si potrà mostrare il documento in caso di richiesta di un pubblico ufficiale.  

I DOCUMENTI AUTO OBBLIGATORI IN ITALIA

Quante volte vi è successo di dimenticare a casa la patente o i documenti da tenere in auto? Ad oggi l’unica innovazione ai documenti dell’auto da esibire riguarda solo l’esposizione del tagliando dell’assicurazione. Una situazione che ha generato non poco caos, ed è per questo che tanti automobilisti continuano ad esibirlo sul parabrezza. In realtà le forze dell’ordine sono già in grado di controllare nel database se l’assicurazione è attiva oppure no. Ma resta valido l’obbligo di mostrare il Certificato di assicurazione, il Libretto dell’auto e la Patente di guida (o equivalente/integrativa licenza a condurre il veicolo).

DIMENTICARE LA PATENTE A CASA: MULTA E OBBLIGO DI VISIONE

Dimenticare a casa la patente o il libretto di circolazione dell’auto, secondo l’art.180 del CdS, può costare una multa da 42 a 173 euro, con l’obbligo di esibire comunque i documenti presso gli uffici di polizia. Se ci si dimentica di portare i documenti auto in caserma per mostrane l’effettiva validità, la multa cresce fino a un importo da  431 a 1.734 euro. Un rischio che se la patente e il libretto dell’auto fossero digitali o non obbligatori in auto semplificherebbe non poco la vita degli automobilisti. Intanto che la legge si adegui alla tecnologia, Google ha annunciato che entro la fine del 2020 il nuovo sistema operativo Android avrà una funzionalità di Identity Credential. Lo smartphone potrà memorizzare la patente digitale, la carta d’identità e i documenti dell’auto, ma prima occorre una legge che ne approvi la dematerializzazione.

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Brexit: assicurazione e documenti per guidare e viaggiare in UK dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Autoscuole sciopero

Con la Brexit non sono solo sparite le bandiere dell’Unione europea dai palazzi del potere nel Regno Unito, si apre una nuova fase in cui viaggiare in Inghilterra e guidare in UK sarà diverso. Ecco come cambierà e quali documenti saranno necessari nel Regno Unito per viaggiatori e automobilisti con patente europea.

LA PATENTE PER GUIDARE L’AUTO IN UK DOPO LA BREXIT

Gli inglesi aspettavano questo momento da un pezzo, la Brexit però richiederà una fase di transizione in cui i grandi cambiamenti seguiranno agli accordi che il Regno Unito stringerà con i vari Paesi. Chi si trova a guidare l’auto in Inghilterra dal 1 febbraio 2020 quali documenti deve avere con se? Rispetto ai documenti necessari per guidare l’auto all’estero cambia poco e niente. Chiunque sia in possesso di una patente europea potrà guidare nel Regno Unito senza la necessità di avere una licenza di guida internazionale. Come ricorda Facile.it, solo dal 2021 potranno essere introdotte delle restrizioni frammentate in base ai rapporti con la Gran Bretagna.

L’ASSICURAZIONE AUTO OBBLIGATORIA IN UK DOPO LA BREXIT

Cosa cambia per l’assicurazione auto se si guida nel territorio inglese? E’ forse la domanda che la maggior parte degli automobilisti si farà. Dopo la Brexit, è sufficiente che l’auto sia coperta da RC auto obbligatoria e poterlo dimostrare in caso di controlli. E’ fondamentale portare con se la Carta Verde (o Carta Internazionale di assicurazione). E’ quel documento che accompagna il Contratto di assicurazione in cui sono riportati i dati dell’auto, del contraente e il periodo di validità. La Carta Verde riporta anche i Paesi in cui è valida la copertura assicurativa ed eventuali esclusioni.

DOCUMENTI E ASSICURAZIONE SANITARIA, COSA CAMBIA CON LA BREXIT

E se invece viaggio come passeggero in auto o con altro mezzo nel Regno Unito è necessario il passaporto dopo la Brexit? Secondo le autorità britanniche non ci saranno variazioni sui documenti necessari per entrare in UK entro il 2020. Chi possiede una carta di identità in corso di validità (sia cartacea che in formato tessera elettronica) o un passaporto. La sola carta d’identità potrebbe non essere più valida dal 2021, ma per ora non è ancora stata presa in esame questa eventualità dal governo inglese. Con la Brexit, diventerà argomento di trattative anche l’assistenza sanitaria per i viaggiatori che si spostano all’interno degli Stati dell’Unione Europea, di cui chiaramente il Regno Unito non fa più parte. Almeno per il 2020, i cittadini italiani in viaggio in Gran Bretagna che dovessero necessitare di cure mediche possono esibire la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).

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Rinnovo patente anziani: la tecnologia in auto “supera” i test medici

di Donato D'Ambrosi

Il rinnovo patente oltre una certa età non è sempre scontato per i conducenti anziani. In caso di particolari deficit, si può rinnovare la patente solo in commissione medica e spesso la revisione della patente non viene superata. Un’indagine inglese ha dimostrato che i sistemi di assistenza alla guida possono garantire maggiore sicurezza delle visite mediche al rinnovo della patente.

IL RINNOVO DELLA PATENTE E I REQUISITI PSICO-FISICI

Lo studio diffuso dalla Fondazione RAC, ha messo in risalto l’energia, la capacità di coordinamento e l’attenzione che serve alla guida di un’auto. Tutte caratteristiche che evidentemente si riducono con l’età, fino al punto che nei conducenti anziani il rinnovo della patente oltre i 70 anni, richiede procedure specifiche. “la maggior parte dei guidatori più anziani ha un record di sicurezza invidiabile” ha spiegato la dott.ssa Julie Gandolfi di Driving Research Ltd. Gli anziani, secondo l’indagine condotta in UK, sono molto abili in media ad autoregolarsi alla guida. “Uno dei problemi maggiori è che è impossibile definire il momento in cui le persone diventano ‘guidatore anziani’ perché invecchiamo a ritmi diversi”.

I TEST PER IL RINNOVO DELLA PATENTE IN GIAPPONE

Il resoconto dell’indagine sulla sicurezza degli anziani al volante sottolinea che per quanto approfonditi, non esistono test per il rinnovo della patente che possano garantire al 100% la sicurezza degli anziani alla guida. Al contrario – sostiene la RAC – le prove internazionali mostrano che è estremamente difficile escogitare un sistema di test di massa che possa portare ampi miglioramenti alla sicurezza stradale. In Giappone ad esempio, il rinnovo patente oltre i 70 anni avviene solo con il superamento di:
– Una lettura
– Test attitudinali che coinvolgono la guida del simulatore, controlli del campo visivo e capacità di vista notturna
– Un colloquio
– Un esame di guida su strada.

Ma nonostante questo non sono dimostrabili miglioramenti nella sicurezza di guida degli anziani legati al numero degli incidenti in cui sono coinvolti.

L’ ASSISTENZA ALLA GUIDA HA EFFETTI SULLA SICUREZZA DEGLI ANZIANI

Mai prima d’ora i conducenti più anziani avevano accesso a tanta tecnologia per l’assistenza alla guida in auto. Spiega Julie Gandolfi – Sebbene le prime preoccupazioni degli anziani sono la mancanza di familiarità tecnologica”. Un rapporto del 2016 della Task Force Older Drivers dice che una persona di 80 anni al volante rischia la vita 10 volte di più rispetto una tra i 40 e i 49 anni. “Solo un’adeguata formazione di guida (come i corsi di guida sicura per anziani o semplificazioni della tecnologia da parte dei Costruttori, ndr) può offrire significativi vantaggi in termini di sicurezza e contribuire a prolungare la guida sicura verso l’età avanzata.”

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Omicidio stradale: la revoca della patente non è automatica

di Raffaele Dambra

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Se in un procedimento giudiziario viene riscontrato il reato di omicidio stradale, non c’è in automatico la sanzione accessoria della revoca della patente. Infatti, se non ricorrono circostanze aggravanti, il giudice penale può disporre, in alternativa, la ‘semplice’ sospensione del documento di guida fino a quattro anni, ai sensi dell’articolo 222 del Codice della Strada, comma 2, secondo e terzo periodo, che recita appunto: “Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è fino a quattro anni”.

OMICIDIO STRADALE E REVOCA DELLA PATENTE: L’ULTIMA SENTENZA

Della questione se n’è occupato di recente il Gup del Tribunale di La Spezia. Chiamato ad esprimersi sul caso di un uomo accusato di omicidio stradale per aver causato la morte di un altro conducente dopo una violenta collisione avvenuta in orario notturno. L’imputato, in sosta con il suo furgone dopo aver fatto rifornimento di carburante, finiva colpito da un’autovettura che non si era accorta della sua presenza. Ne faceva maggiormente le spese proprio il guidatore dell’auto, deceduto per le gravi lesioni riportate. A carico di quest’ultimo il giudice riscontrava comunque delle colpe, in particolare quella di aver superato, seppur di poco, i limiti di velocità consentiti, e di non aver correttamente allacciato la cintura di sicurezza. Ma le maggiori responsabilità sono gravate sull’autista del furgone in sosta. In particolare per non aver provveduto a collocare il segnale di emergenza a 100 metri di distanza, soprattutto viste le condizioni di tempo e di luogo che non rendevano visibile il suo mezzo. Alla luce dell’istruttoria svolta, il giudice ha quindi ritenuto di dover affermare la responsabilità penale dell’imputato, al di là di ogni ragionevole dubbio. Condannandolo alla pena di otto mesi di reclusione e alla sospensione della patente per due anni.

OMICIDIO STRADALE: REVOCA DELLA PATENTE NON AUTOMATICA, LA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Nel redigere la sentenza il Gup di la Spezia si è rifatto alla recente ordinanza (n. 88/2019) della Corte Costituzionale, che lo scorso aprile ha dichiarato illegittimo l’art. 222 CdS relativamente al quarto periodo del comma 2. Nella parte in cui non prevedeva che in caso di applicazione della pena per i reati di cui agli articoli 589-bis (omicidio stradale) e 590-bis (lesioni personali stradali gravi o gravissime) del Codice Penale, il giudice potesse disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa. Qualora, ovviamente, non ricorressero circostanze aggravanti, ai sensi del secondo e terzo periodo del comma 2 art. 222 CdS. Inoltre, nel quantificare in due anni (anche se la normativa ne prevede quattro) la durata della sospensione della patente per il conducente condannato, si è basato sulla norma secondo cui, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole (concorso di colpa), la pena è diminuita fino alla metà.

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Conversione patente estera conseguita prima dei 18 anni: ok dal MIT

di Raffaele Dambra

Conversione patente estera

La conversione di una patente estera prevede la sostituzione del documento di guida con uno italiano. La procedura è destinata ai conducenti che ottengono la residenza nel nostro Paese provenienti dall’UE, dagli altri paesi SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e dalle nazioni extra-UE che hanno sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia. Si tratta di disposizioni note già da tempo, la novità degli ultimi giorni riguarda invece una circolare del MIT che ha chiarito la problematica relativa alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: LA PROBLEMATICA

Il quesito che si stavano ponendo numerosi uffici della Motorizzazione Civile adibiti alla conversione della patente estera in Italia era infatti il seguente: un documento di guida, poniamo per esempio una patente B per condurre le automobili, conseguito in un Paese estero in età inferiore a quella richiesta dalle nostre leggi (come nel Regno Unito e in Irlanda, dove si può prendere la patente B già a 17 anni), si può convertire in una patente italiana, dove invece l’età minima parte dai 18 anni? In altri termini, un conducente regolarmente patentato a 17 anni perché la normativa del suo Paese lo permette, può ottenere l’equivalente documento di una nazione che al contrario ne richiede 18?

PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: È VALIDA IN ITALIA A CERTE CONDIZIONI

A questo interessante quesito ha risposto il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con la circolare 34454 del 7/11/2019, precisando che “non sussiste alcun impedimento alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana”, a prescindere dalla provenienza (UE, SEE ed extra-UE). Tuttavia è necessario che “alla data di presentazione della domanda, il richiedente abbia compiuto l’età minima richiesta in Italia per l’emissione della specifica categoria di patente da rilasciare e che, ovviamente, non esistano altri motivi ostativi”. In pratica un cittadino irlandese che ha conseguito la patente B nel suo Paese a 17 anni, una volta trasferitosi in Italia può tranquillamente sostituire il documento di guida con uno italiano ma solo dopo aver compiuto 18 anni, l’età minima prevista da noi.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA IN ITALIA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: ALTRE INDICAZIONI

La circolare del MIT ha stabilito inoltre che la data di ‘primo rilascio’ da riportare sul documento di guida italiano resta comunque quella del conseguimento del documento all’estero, anche se a suo tempo il conducente non aveva ancora compiuto l’età minima richiesta in Italia. E che la data di primo rilascio dev’essere ritrascritta sulla patente a ogni sostituzione o cambio. Il Ministero ha comunque puntualizzato che quanto stabilito con la nuova circolare non può automaticamente applicarsi ai casi palesemente incongruenti, ad esempio per richieste di conversione di patente B estera conseguita all’età di 14 o 15 anni. Nell’ipotesi, si dovranno effettuare specifici approfondimenti presso le competenti autorità.

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Patente a 18 anni: i problemi più frequenti di chi inizia a guidare l’auto

di Donato D'Ambrosi

La patente a 18 anni è da sempre il trampolino verso l’indipendenza e tradizionalmente un percorso ad ostacoli con i problemi classici da neopatentati. L’ostacolo maggiore non è prendere la patente, ma tutto ciò che viene dopo, quando ci si mette al volante. Un’indagine italiana infatti rivela che il 71% dei candidati riesce a prendere la licenza di guida entro i 21 anni. A prescindere dall’età, tutti si ritrovano ad affrontare paure e difficoltà da neopatentati. Ecco quelle più diffuse per chi ha preso la patente da poco.

LA PATENTE AUTO SUBITO, MA PER SVAGO

Un’indagine di Autoscout24 ha sondato tra i giovani automobilisti qual è il loro rapporto con l’auto e la patente di guida. Per il 71% degli intervistati superare l’esame di guida non è un problema, l’8% rimanda per una questione di costi e il 6% invece è stato bocciato almeno una volta. Il motivo per cui si prende la patente è ben lontano da necessità di lavoro: una conquista personale (46%), servizi o commissioni (42%) e la possibilità di viaggiare (41%).

IL PARCHEGGIO SPAVENTA I NEOPATENTATI PIU’ DEGLI INCIDENTI

Oltre la metà dei giovani neopatentati intervistati (58%) si dichiara molto sicuro di sé. Una buona parte invece soffre di attacchi d’ansia o ha dovuto affrontare preoccupazioni al volante (30%). Al primo posto delle fobie più frequenti c’è la paura di non riuscire a parcheggiare (28%), poi il traffico (22%) e la paura di investire i pedoni e causare incidenti (19%).

LA PATENTE AUTO SUBITO NON DA’ ABBASTANZA SICUREZZA

Guidare da soli in auto disturba il 17% dei neopatentati, quasi quanto trasportare altri passeggeri e metterli in condizione di pericolo (15%) e guidare in autostrada (14%). Chi ha preso da poco la patente ha anche la paura di perdersi (8%) e di guidare in condizioni climatiche avverse (7%). Non riconoscere la segnaletica ed essere multati spaventa il 6% dei giovani, cosa abbastanza grave dopo aver superato l’esame teorico e pratico.  Per il 5% guidare di giorno sarebbe meglio, visto che le condizioni visive e di illuminazione possono influenzare la tranquillità nella guida.

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IVA autoscuole: la Commissione UE salva le scuole guida?

di Donato D'Ambrosi

Autoscuole sciopero

L’IVA autoscuole al 22% sulle patenti è un rischio già smentito dal Ministero dell’Economia: sono salve le patenti già conseguite fino al 2019. Mentre il legislatore lavora a una norma ad hoc per fare chiarezza sul pagamento dell’IVA arretrata sulla patente, il parere Commissario uscente agli Affari economici supporta le fila delle autoscuole. Così l’UNASCA replica sul possibile aumento del costo patente e il pagamento dell’IVA arretrata.

IVA ARRETRATA, AUTOSCUOLE SALVE?

La Commissione europea è a conoscenza del problema IVA patenti in Italia, ha una sua proposta di riforma delle norme in materia di IVA che non include le lezioni di scuola guida tra i beni soggetti ad aliquota IVA, riconosce la piena libertà per gli Stati membri di organizzare la formazione alla guida. Sono questi i tre capisaldi della risposta che mercoledì 9 ottobre il Commissario uscente agli Affari economici Pierre Moscovici ha dato a un’interpellanza dall’europarlamentare Mara Bizzotto (Lega) in tema di IVA sulle patenti.

SULL’IVA PATENTE DECIDE LO STATO MEMBRO

Questi elementi – dichiara Emilio Patella, Segretario nazionale Autoscuole UNASCA – aprono la strada a una profonda revisione della Risoluzione 79/E dell’Agenzia delle Entrate del 2 settembre scorso, con la quale si è introdotta l’aliquota l’IVA al 22% sulle prestazioni didattiche delle autoscuole. Questo perché le parole di Moscovici confermano quanto espresso e rappresentato dalle associazioni di categoria ai ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli, e a tutte le forze politiche, nelle scorse settimane. L’organizzazione della formazione e l’assoggettabilità all’IVA dipendono da decisioni nazionali, e il Legislatore italiano ha da molti anni attribuito alle autoscuole un ruolo professionale specifico nel percorso formativo alla guida, nella diffusione dell’educazione stradale e della sicurezza stradale”.

REPLICA UNASCA SULL’IVA ARRETRATA

Auspichiamo – conclude il Segretario nazionale delle Autoscuole UNASCA Emilio Patella – che questo pronunciamento che Moscovici fa a nome della Commissione europea rappresenti un definitivo impulso perché il Legislatore italiano dia una risposta immediata e cancelli l’IVA arretrata, confermi la specialità didattica delle prestazioni rese dalle autoscuole italiane che ne ha sin qui determinato la legittima esenzione dall’imposta. La battaglia non è finita, quello che è certo è che la Commissione ci dà motivi per continuare a opporci all’Agenzia delle Entrate e sollecitare la politica per una soluzione duratura”.

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Patente revocata a vita per incidente con omicidio stradale

di Donato D'Ambrosi

La patente revocata è una conseguenza di una violazione molto grave del codice della strada o della mancanza dei requisiti psico-fisici del titolare. Se stai cercando informazioni sulla patente revocata per omicidio stradale, l’incidente stradale provocato da un’auto dei Carabinieri è costato la revoca della patente a vita al conducente dell’auto. Si tratta di una sentenza (in udienza preliminare) destinata cambiare la giurisprudenza sulla revoca della patente, che normalmente si può riprendere dopo alcuni anni. Mentre con questa sentenza il colpevole dell’incidente non potrà più guidare un’auto.

L’INCIDENTE STRADALE E LA PATENTE REVOCATA A VITA

Il fatto che l’incidente stradale tra una moto e un’auto abbia coinvolto una volante dei Carabinieri non ha comportato attenuanti. Anche perché in questo caso la manovra pericolosa del militare è avvenuta in una strada a senso unico. Una serie di concause che hanno spinto i giudici a condannare il militare per omicidio stradale con revoca della patente a vita. Una sentenza senza precedenti che riguarda un militare responsabile di guida pericolosa in servizio.

L’OMICIDIO STRADALE E LA REVOCA PERMANENTE DELLA PATENTE

Mentre era al volante dell’auto di servizio, l’auto dei Carabinieri avrebbe fatto una svolta a sinistra senza dare la precedenza di fronte. Inoltre, la manovra pericolosa, definita così dai giudici, è avvenuta in una strada dove l’auto poteva procedere solo dritto. Nell’incidente provocato dall’auto dei Carabinieri, il motociclista che proveniva dal senso opposto ha perso il controllo frenando ed è finito a terra. Le conseguenze dell’incidente non hanno lasciato scampo al motociclista che è morto dopo qualche giorno dal ricovero. Elementi che i giudici hanno usato per pronunciare la condanna a 18 mesi di reclusione per omicidio stradale con patente revocata a vita.

PATENTE REVOCATA PER 2 ANNI O A VITA

I casi comuni in un cui può avvenire la revoca della patente (art. 219 CdS), con la cancellazione della patente sono vari:

– Assenza di requisiti psico-fisici;
– Inidoneità alla guida;
– Guida con patente sospesa;
– Contromano su strade extraurbane o autostrade;
– Guida in stato di ebbrezza o alterato su mezzi superiori a 3,5t;
– Recidivo alla guida di un’auto a 60 km/h oltre il limite;
– Recidivo alla guida in stato di ebbrezza (oltre 1,5 g/l) o alterato per stupefacenti

In tutti questi casi può essere revocata la patente, tuttavia il titolare può ottenere una nuova patente dopo 2 o 3 anni in base al tipo di violazione. Un caso senza precedenti è invece quello della revoca della patente permanente per omicidio stradale in cui non c’era né sospensione e ne guida in stato psico-fisico alterato.

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IVA Patente 2020: chi dovrà pagare la tassa

di Donato D'Ambrosi

Pagare l’IVA sulla patente è il timore acceso dalla recente sentenza della Corte di giustizia europea. Una richiesta che ha mandato in tilt il programma di esami, saltati per protesta delle autoscuole coinvolte. In ballo ci sono circa 500 mila euro di tasse non dovute dal 2014 per ogni autoscuola, che l’Unione europea impone all’Italia. Chi dovrà realmente pagare l’IVA retroattiva sulle patenti? Cosa succederà se l’Italia si rifiuta di rispettare la sentenza della Corte europea? Intanto il Ministero dell’economia sta imbastendo un provvedimento “anti-IVA” e chiarisce chi dovrà pagare l’IVA sulla patente.

PATENTE NON PIU’ ESENTATA DAL PAGAMENTO IVA

Il pesce grande mangia il pesce piccolo, quello dell’IVA sulle patenti sembrerebbe un copione all’italiana con l’Europa alla regia. Ma il fatto è scottante e rischia di diventare un pericoloso boomerang per l’Italia, come annuncia Maurizio Caprino de Il Sole 24 Ore su Twitter (sotto). Se è vero che il viceministro dell’Economia Misiani ha rassicurato chi ha già conseguito la patente senza pagare l’IVA, bisognerà vedere come la prenderà l’UE alla notizia che l’Italia passerà sopra la sentenza.

LE IPOTESI SUL PAGAMENTO IVA PATENTE DAL 2020

Come è stato anticipato, infatti, l’esenzione al pagamento dell’IVA retroattiva sulle patenti potrebbe essere inserito nella Manovra economica 2020. E’ prevedibile che chi ha conseguito la patente entro il 2020 non dovrà pagare alcuna imposta non dovuta. Ma c’è anche l’ipotesi che una legge ad hoc sia promulgata entro la fine dell’anno. Quindi, come prassi, l’eventuale pagamento dell’IVA sulla patente sarà considerato dall’entrata in vigore della legge. Una cosa certa è che, se gli Stati membri non storceranno il naso davanti all’inosservanza italiana sul pagamento IVA patente, non dovrebbero nascere contenziosi con i contribuenti. Chi invece conseguirà la patente dal 2020 in poi potrebbe dover pagare l’IVA, probabilmente anche maggiorata rispetto all’aliquota attuale, si vedrà nella prossima legge di bilancio.

CHI DOVRA’ PAGARE L’IVA PATENTE SECONDO IL MINISTERO

La situazione paradossale che si è creata sulle scuole guida deriva da una sentenza di marzo 2019 della Corte di giustizia UE, – ha dichiarato Misianiche ha stabilito che questi servizi non possono essere IVA esenti. Sul futuro vale la sentenza comunitaria. Sul passato vogliamo evitare che le scuole guida debbano chiedere ai clienti degli ultimi 5 anni di versare un’imposta (IVA) che all’epoca non era dovuta.” Ma c’è sempre il rischio di infrazione UE ed è anche bello grosso. Per capire quanto, basta pensare che “il conto” della risoluzione della Corte europea ammonta a 110 mila euro per ogni anno. Secondo UNASCA (Unione nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica) su ogni autoscuola sarebbe un buco di oltre 500 mila euro complessivi.

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Autoscuole: sciopero contro l’aumento dell’Iva al 22% sulle patenti

di Raffaele Dambra

Autoscuole sciopero

Mercoledì 18 settembre 2019 si preannuncia una giornata difficile per chi deve sostenere l’esame di guida. Unasca e Confarca, due associazioni di categoria a cui aderiscono buona parte delle autoscuole, hanno infatti indetto uno sciopero per protestare contro l’annunciata introduzione dell’Iva al 22% sulle patenti. Introduzione stabilita dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 79 dello scorso 2 settembre (scaricabile in fondo all’articolo), per adeguarsi alla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea. Secondo cui le lezioni di scuola guida, che finora non erano soggette al pagamento dell’Iva in quanto equiparate all’insegnamento scolastico e universitario (che sono appunto Iva esenti), non potranno più godere di questo privilegio con effetto retroattivo di 5 anni (fino al 2014).

SCIOPERO AUTOSCUOLE 18 SETTEMBRE 2019: I NUMERI DELLA PROTESTA

Lo sciopero del 18 settembre 2019 coinvolgerà 3.500 autoscuole di tutta Italia aderenti a Unasca e Confarca, con rinvio sia delle lezioni che, cosa più importante, di eventuali esami di guida teorici e pratici già fissati. Viceversa le altre 3.500 autoscuole non associate saranno probabilmente aperte. “L’esenzione Iva per le scuole guida era in vigore fin dal 1972”, hanno dichiarato i rappresentanti delle due associazioni. “Ma adesso il cambio di regime fiscale sulle attività formative, deciso dall’Agenzia delle Entrate dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo 2019 che nega che l’insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università, ha introdotto l’imposta sul valore aggiunto anche sulle lezioni per la patente. Con l’ulteriore pretesa di chiedere l’integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte”.

AUTOSCUOLE: RECUPERO DELL’IVA RETROATTIVO FINO A 5 ANNI

In effetti l’aspetto più grottesco della vicenda è proprio questo. Non si tratta di un aumento da sancire ‘d’ora in poi’, ma, come detto, retroattivo fino a 5 anni fa. Significa che chi ha conseguito la patente di guida dal 2014 in poi sarà chiamato a pagare il 22% in più rispetto al prezzo già saldato (per una patente B che costa in media 700 euro, significa sborsare altri 154 euro). “Ma sarà difficile, se non impossibile, recuperare l’aliquota Iva sugli ex allievi che hanno pagato quanto pattuito secondo i listini degli anni scorsi quando vigeva per legge l’esenzione”, lamentano però Unasca e Confarca. “E poi temiamo le conseguenze sulla sicurezza stradale, con il calo drastico delle ore di guida degli allievi nel rapporto tra budget previsto e aumento delle tariffe delle autoscuole”. Insomma, un altro bel rompicapo come se non ne avessimo abbastanza…

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Patente bici e casco obbligatorio: nuove regole per ciclisti a New York

di Donato D'Ambrosi

Patente e casco obbligatorio per chi va in bici, sono le nuove regole annunciate da sindaco di New York per contrastare gli incidenti stradali. Due delle proposte che fanno già discutere, parte del più ampio piano da 58 milioni di dollari per la sicurezza dei ciclisti proclamato da Bill de Blasio. “Diciassette ciclisti sono morti a New York dall’inizio dell’anno. – Ha dichiarato de Blasio – Abbiamo deciso di stanziare 58 milioni di dollari per rafforzare la sicurezza dei ciclisti”. Per fortuna tra le idee di de Blasio non si parla di assicurazione sulle bici. Ma è così difficile accettare l’obbligo del casco in bici? A quanto pare si.

IL CASCO OBBLIGATORIO IN BICI PER COMBATTERE GLI INCIDENTI

Il piano per la sicurezza dei ciclisti a New York si basa fondamentalmente sulla realizzazione di piste ciclabili protette. Ma l’annuncio del sindaco di New York sull’obbligo del casco in bisi ha eclissato totalmente la rilevanza infrastrutturale del progetto. Al centro delle nuove regole annunciate da De Blasio c’è la distinzione delle corsie per bici e quelle per altri veicoli. Si partirà da Brooklyn, epicentro degli incidenti in cui sono morti più ciclisti.

LE PISTE CICLABILI PROTETTE A NEW YORK

La prima fase prevede la realizzazione di 30 miglia (circa 48 km) di piste ciclabili protette da barriere, evitando così i rischi delle piste ciclabili “aperte”.  Il piano per la sicurezza dei ciclisti prevede che entro il 2021 siano realizzate 90 miglia di piste. La parte del piano che ha ricevuto meno consensi è relativa al casco obbligatorio, spauracchio delle società di bike sharing. Secondo una portavoce di Citi Bike, tra i più grandi progetti di sharing, il nuovo obbligo non migliorerà la sicurezza dei ciclisti. I timori sono tutti nell’effetto disincentivante del casco e su come questo si rifletta sugli affari delle fiorenti società di bike sharing.

LE REGOLE IN BICI NON BASTANO, SERVE LA PATENTE

Alle critiche, il sindaco ha risposto che “dobbiamo pensare a ciò che è sicuro per le persone”. All’obbligo del casco in realtà si aggiunge anche la patente per bici. Un’idea che spesso è finita in disegni di legge mai approvati, ma non è mai andata oltre le regole che esistono già. Bisogna ricordare che anche le bici come altri mezzi di trasporto senza motore devono sottostare a un regolamento di circolazione ben preciso, vedi i monopattini elettrici a Milano. Peccato che spesso si arriva in sella alla ricerca di spensieratezza e con un approccio più ludico, friendly e non di rado “sregolato”.

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Costo patente aumenta con IVA: chi e quanto deve pagare d’imposta

di Redazione

La sentenza della Corte di giustizia europea del 14 marzo 2019 (nella causa C-449/17) fa aumentare i costi della patente. Infatti, per adeguarsi alla decisione dei giudici, l’Agenzia delle entrate ha emanato una risoluzione (la numero 79 del 2 settembre 2019) che fa lievitare la spesa per prendere la patente: le lezioni in autoscuola diventano più care. Si deve aggiungere l’IVA del 22%.

CHI PAGA? 

A pagare, sin da ora, devono essere le autoscuole e le agenzie. È però chiaro, come sempre, che le stesse scuole guida molto probabilmente faranno crescere del 22% i prezzi: caricano sul cliente la maggiorazione, su tutti quelli che intendono conseguire la licenza di guida. In più, le scuole guida contatteranno i vecchi allievi che, negli ultimi 5 anni, hanno preso la patente: questi patentati dovranno versare l’IVA del 22%, perché la risoluzione è retroattiva. Se invece le autoscuole non pagheranno l’IVA, saranno possibili accertamenti al fine di regolarizzare le operazioni in esenzione mediante dichiarazione integrativa.

PREZZI LIBERI

In regime di libero mercato, comunque, ogni autoscuola era e resta libera di praticare i prezzi che crede: il costo della patente varia a seconda della scuola guida. In una stessa zona della medesima città, possono esserci differenze notevoli. Indicativamente, tutto incluso, siamo attorno ai 700 euro per la patente B delle auto. Chiaramente, se il numero di lezioni di guida pratica aumenta, allora cresce anche la spesa complessiva. Idem nel caso in cui l’allievo venga bocciato una o più volte ai test teorici o alla prova pratica.

PATENTE CON IVA: LA LOGICA EUROPEA

Ma perché la sentenza dei giudici europei fa aumentare i costi della patente? Perché non c’è IVA per l’insegnamento scolastico o universitario. Niente IVA quindi in un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze avente a oggetto un insieme ampio e diversificato di materie. Nessuna imposta se c’è approfondimento e sviluppo di queste conoscenze e competenze da parte degli allievi e degli studenti. Le lezioni di scuola guida sono un insegnamento specialistico diverso da quello scolastico o universitario: pertanto, si paga l’IVA.

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Anziani al volante: 5 errori più frequenti che causano incidenti

di Donato D'Ambrosi

Gli anziani possono guidare un’auto? Fino a che età una persona può guidare in sicurezza senza commettere errori e causare incidenti? A queste domande è difficile dare una risposta univoca, tant’è che più passano gli anni e più si avvicinano gli intervalli per il rinnovo della patente. Perché dopo i 70 anni bisogna rinnovare la patente ogni 3 anni e per gli over80 il termine scatta ogni 2 anni? Un’indagine dell’IIHS ha trovato una correlazione tra l’età avanzata dei conducenti e le cause più frequenti di incidenti stradali.

LE PATOLOGIE CHE AUMENTANO IL RISCHIO DI INCIDENTE

I riflessi rallentano, i sensi si indeboliscono e l’assunzione di particolari medicine non facilita la vita agli anziani al volante. Secondo l’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) in un sondaggio su 2500 intervistati, da 65 anni in poi decresce la capacità di guida per varie cause. Il diabete, l’artrite, una ridotta capacità visiva o impedimenti alla mobilità influenzano l’autonomia nei lunghi viaggi. Ma tra gli over65 più sinceri, l’età influenza anche la sicurezza di guidare di notte o sulla neve. Nel 2017, il 59% delle persone uccise in incidenti coinvolgono conducenti di età pari o superiore a 70 anni o passeggeri più anziani (13 %). Ma quali sono gli errori più frequenti degli anziani al volante e le situazioni di guida più rischiose legate alla ridotta capacità di condurre un veicolo?

DISTANZE E PRECEDENZE LE CAUSE PRINCIPALI

Gli incroci e i sorpassi sono statisticamente le situazioni di guida più rischiose per gli anziani al volante. Secondo l’IIHS, nel 2017 il 40% degli incidenti con più veicoli agli incroci coinvolgeva conducenti da 80 anni in su. Il doppio rispetto alla fascia d’età tra 16 e 59 anni. La mancata precedenza sembra l’errore più frequente commesso dagli anziani secondo i rapporti sugli incidenti. Ma non è solo questione di rispetto delle regole, quanto anche di difficoltà a percepire correttamente le distanze. Secondo uno studio nazionale, negli USA i conducenti over70 hanno più probabilità degli over50 di valutare erroneamente distanze e velocità delle altre auto.

LE DOTAZIONI DI SICUREZZA CHE AIUTANO GLI ANZIANI AL VOLANTE

Poi ci cono le menomazioni funzionali che limitano la mobilità degli arti inferiori o superiori. In questi casi gli impedimenti influiscono sulla probabilità di provocare incidenti nelle le situazioni di guida stressanti. Guidare a una certa età nel traffico per molto tempo, o svoltare a sinistra, fare un sorpasso o cambiare corsia, risultano azioni meno immediate per un anziano al volante. Ma oltre ad autoregolamentarsi, come possono proteggersi in auto gli anziani al volante? Le cinture di sicurezza con pretensionatore in caso di incidente sono molto più sicure rispetto a quelle classiche con arrotolatore. Secondo l’IIHS gli airbag laterali testa-torace riducono del 45% gli infortuni agli occupanti anteriori over70 negli impatti laterali (30% per i passeggeri da 13 a 49 anni). Un’auto dotata di ADAS e ausili alle manovre è una considerazione da non sottovalutare, a prescindere dall’età, mettendo magari da parte l’orgoglio e guardando di più alla sicurezza di guida.

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