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Come ritrovare l’auto parcheggiata: app e strumenti

di Raffaele Dambra

Come ritrovare l'auto parcheggiata

Si tratta di una ‘disavventura’ capitata probabilmente a tutti gli automobilisti: dimenticare la posizione dell’auto parcheggiata. Sia in un parcheggio pubblico delimitato, come può essere quello di un centro commerciale, che lungo le strade di una città. In questi casi ritrovare la macchina non è affatto semplice, e noi stessi conosciamo alcuni soggetti che ci hanno messo delle ore per individuare la propria vettura lasciata chissà dove. Per fortuna oggi il fenomeno si è attenuato rispetto a un tempo, perché la tecnologia offre numerosi strumenti, sotto forma di app e altri sistemi elettronici, per ritrovare l’auto parcheggiata. Proviamo a scoprirne alcuni.

RITROVARE L’AUTO PARCHEGGIATA CON GOOGLE ASSISTANT

Questa soluzione è probabilmente la più semplice e immediata perché alla portata di tutti, o quasi. E per tutti intendiamo coloro che sono in possesso di uno smartphone con sistema operativo Android o iOs. Su questi dispositivi (a parte forse quelli meno recenti) è installata infatti di default l’applicazione Google Assistant, l’assistente virtuale di Big G che può eseguire conversazioni vocali con l’utente. Per ritrovare l’auto parcheggiata con l’assistente di Google è necessario attivare la geolocalizzazione (ammesso che non lo fosse già) e, nel momento in cui si scende dall’auto, comunicare all’app la propria posizione pronunciando una frase del tipo “Ok Google, ho parcheggiato qui”, così da trasmettergli le coordinate tramite il GPS. In questo modo, quando sarà giunto il tempo di recuperare la vettura, basterà aprire di nuovo Google Assistant e chiedere “Google dov’è la mia auto?” per avviare sul display una mappa con la posizione del veicolo.

COME RITROVARE L’AUTO: UTILIZZARE GOOGLE MAPS

Google può aiutarci nella ricerca dell’auto anche con la ben più conosciuta app di navigazione satellitare Google Maps. La soluzione è però un po’ meno immediata perché con Maps l’automobilista deve segnare manualmente sulla mappa il posto in cui ha lasciato l’auto, così da poterla recuperare facilmente al ritorno (il posto viene contrassegnato sulla mappa da un puntino blu). Diciamo che si tratta di uno sistema adatto a chi non ha molta confidenza con i comandi vocali di Google.

CARPLAY E SIRI: COME RITROVARE L’AUTO PARCHEGGIATA CON L’IPHONE

Le app di Google, nonostante siano pensate soprattutto per gli smartphone Android, girano benissimo anche su iPhone. I dispositivi targati Apple dispongono però di altre applicazioni esclusive che sono anch’esse molto utili nel recupero di automobili ‘disperse’. Per esempio tutti i possessori di iPhone e iPad possono usare Siri al posto di Google Assistant, anzi la procedura è persino più immediata perché con Siri non c’è neppure bisogno di aprire l’applicazione, è sufficiente soltanto attivarla nelle impostazioni e richiamarla con la propria voce (o in alternativa con il pulsante sullo schermo). Mediante i dispositivi della mela si può usare pure il sistema CarPlay, che permette l’interazione tra gli iPhone, iPad e le vetture compatibili con l’app (bisogna solo spuntare l’opzione ‘Mostra posizione parcheggio’ nelle impostazioni).

RITROVARE L’AUTO PARCHEGGIATA GRAZIE ALLA SCATOLA NERA

Avete presente la scatola nera auto che molti fanno installare sulla propria vettura per accedere a robusti sconti sulla tariffa RC auto? Ebbene questo dispositivo, che funziona mediante geolocalizzazione satellitare, è in grado di tracciare ogni movimento di un’automobile, non a caso è utile pure in caso di furto oltre che a determinare l’esatta dinamica di un sinistro. E, ovviamente, anche a ritrovare un’auto parcheggiata e… dimenticata.

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Strisce 3D per parcheggi disabili: il test nelle concessionarie USA

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si soffre di una disabilità motoria o sia accudisce una persona che ne è affetta, anche le piccole routine quotidiane diventano difficili. A complicare le cose il comportamento sciocco e prepotente di quanti parcheggiano la propria auto negli spazi riservati ai disabili anche se non sono in possesso dei permessi necessari. Quello della sosta selvaggia è un problema non solo europeo ma che tocca anche gli Usa. BraunAbility, azienda americana attiva nelle soluzioni di mobilità per disabili, ha lanciato un progetto pilota che sfrutta la segnaletica orizzontale in 3D. I posti riservati ai soggetti a mobilità limitata saranno evidenziati con l’uso di una particolare grafica che permetterà di evitare abusi. La sperimentazione parte negli Usa in 19 aree di sosta private ma non è esclusa, in caso di un impatto positivo, l’applicazione sulle strade pubbliche. Vediamo da vicino tutti i dettagli di questa soluzione smart.

POSTI LIBERI

BraunAbility è una azienda americana impegnata ad aumentare la mobilità di quanti, per ragioni di età o malattia, si trovano costretti sulla sedia a rotelle. Visto il dilagare del fenomeno della sosta selvaggia la società ha sviluppato una segnaletica orizzontale in 3D. Il progetto partirà nei posti auto di molte aziende che vendono prodotti per la mobilità. L’iniziativa arriva in occasione del 29° anniversario dell’American with Disabilities Act (ADA), una legge federale che dal 1990 mira a facilitare l’inserimento sociale dei disabili. L’obiettivo dei parcheggi accessibili con grafica in 3D è quello di evitare ostruzioni alle rampe di accesso ai veicoli che trasportano persone costrette in sedia a rotelle. La sosta selvaggia è un problema serio negli Stati Uniti. Recenti sondaggi condotti oltre oceano confermano che il 74% del campione ha assistito ad abusi nei parcheggi per disabili. Le strisce 3D rientrano nel programma “Drive for Inclusion” di BraunAbility.

IL PROGETTO

Drive for Inclusion è un’iniziativa unica nel suo genere che vuole raccogliere e unire le voci delle persone unite della disabilità. Insomma la mobilità è il primo passo per una piena inclusione sociale. Il primo parcheggio con segnaletica in 3D è stato inaugurato lo scorso 1° maggio ma l’interesse per l’idea cresce di giorno in giorno. Staci Kroon, Ceo di BraunAbility: “L’anniversario dell’ADA è un momento importante per riflettere su come offrire mobilità alla comunità delle persone disabili. Attraverso Drive for Inclusion, stiamo creando una community per ascoltare tutte le voci”. Le nuove strisce 3D per i posti auto sono anche un modo per riportare l’attenzione su di un tema spesso ritenuto di secondo piano. Rispettare i posteggi riservati ai disabili diventa quindi un modo per avvicinare le comunità a quanti si sentono spesso soli e in balia della propria malattia.

OLTRE LA DISABILITA’

Le persone affette da disabilità motoria costituiscono la minoranza più grande al mondo. Secondo le Nazioni Unite, i problemi di deambulazione colpiscono un adulto su otto negli Stati Uniti. Eppure le anche cose che dovrebbero essere semplici, come trovare un parcheggio, diventano una sfida. Del resto un sondaggio recentemente svolto da BraunAbility ha confermato che per l’84% dei votanti è importante mettere in campo azioni volte a prevenire l’occupazione abusiva dei posti auto accessibili. Conclude Staci Kroon, Ceo di BraunAbility: “Le persone con problemi di mobilità meritano di vivere in una società inclusiva, eppure oggi più di 1 persona su 3 mostra un pregiudizio inconscio nei confronti dei disabili”. A preoccupare è soprattutto il fatto che questo dato: “È superiore ai numeri registrati dal pregiudizio nei confronti delle differenze di genere e di razza.”

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Parcheggiare in aeroporto: 5 consigli per risparmiare soldi e tempo

di Donato D'Ambrosi

Parcheggiare l’auto in aeroporto è per molti viaggiatori una necessità inevitabile che in caso di parcheggio per più giorni impone quantomeno la ricerca di un servizio economico. Non sempre chi va in aeroporto può conciliare ad esempio l’orario del volo con la disponibilità dei mezzi pubblici. Così come non è sempre conveniente farsi accompagnare da un taxi piuttosto che andare con la propria auto e parcheggiare in aeroporto. A differenza di quanto si crede il parcheggio economico agli aeroporti non è un mito, basta solo saperlo cercare e seguire pochi e semplici consigli per poter risparmiare soldi.

1.PROGRAMMARE LA SOSTA

Salvo dover partire all’istante per un incontro di lavoro dell’ultimo minuto, i voli sono nella maggior parte dei casi programmati. Si sa quando si parte e quando si arriva, con la dovuta approssimazione legata a possibili ritardi. Ecco, se sapete questo avete già nelle mani una grande possibilità di risparmiare soldi: basta prenotare un parcheggio all’aeroporto.

2.IL PREVENTIVO ONLINE

Se sapete già di volervi spostare in auto, prendetevi del tempo qualche giorno prima della partenza alla ricerca del parcheggio più economico in zona aeroporto, ma valutate con attenzione quanto è distante dal Terminal. Cercate le recensioni di altri automobilisti che di recente hanno parcheggiato nello stesso posto. La possibilità di calcolare un preventivo online inserendo l’orario e il giorno di arrivo e ripartenza in auto, vi permette di pianificare senza stress il viaggio.

3.COPERTO O SCOPERTO, MEGLIO VIDEO SORVEGLIATO

Il parcheggio negli aeroporti che sono attaccati al Terminal, coperti e sorvegliati sono in media quelli più costosi. Se pensate di poter fare a meno di un tetto sull’auto avrete già più margine di risparmio, ma non lesinate sulla sicurezza del posto. Se le recensioni non ispirano fiducia e il posto è abbastanza isolato meglio cercare qualche altro parcheggio.

4.LA NAVETTA GRATIS HA I SUOI ORARI

La navetta è un servizio sempre più diffuso soprattutto nei parcheggi più distanti rispetto all’aeroporto che hanno tariffe molto vantaggiose. Ma dovete mettere in conto che quando il servizio è gratuito potrebbe non combaciare con i vostri orari di volo e atterraggio. Meglio chiedere chiarimenti telefonando direttamente alla direzione del parcheggio dell’aeroporto.

5.PRENOTARE ONLINE

Trovato il parcheggio che soddisfa le vostre esigenze di viaggio non aspettate il giorno stesso per presentarvi all’ingresso a mani vuote: prenotate in anticipo. Prenotare in anticipo un parcheggio all’aeroporto, vicino o lontano che sia, permette sempre di risparmiare. Rispetto al pagamento in contanti alla cassa lo sconto diventa importante soprattutto se la sosta dura più giorni. La cosa fondamentale da ricordare è portarsi dietro il PIN per accedere al parcheggio secondo le modalità fornite in fase di prenotazione. Oltre allo sconto, pagare in anticipo fa risparmiare anche la fila che si forma alle casse automatiche all’atterraggio dei voli più frequenti.

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In Germania apre il primo parcheggio autonomo di livello SAE4

di Donato D'Ambrosi

Il parcheggio autonomo senza conducente è stato fino ad oggi solo una realtà dei test, ma oggi arriva l’approvazione per rendere operativo il primo parcheggio autonomo di livello SAE4. La classificazione è la stessa delle auto a guida autonoma in cui l’intervento dell’uomo è marginale. L’ok dal Ministero dei Trasporti e dalle autorità amministrative tedesche permetterà l’apertura del parcheggio autonomo a Stoccarda. Ecco come funziona e a cosa assisterà chi va al Museo storico Mercedes-Benz.

LA PRIMA AUTORIZZAZIONE A STOCCARDA

Parcheggiare e riprendere l’auto, soprattutto nelle mega strutture come quelle aeroportuali sarà più veloce e comodo. Il parcheggio autonomo di livello SAE4 funziona tramite un’app dedicata mentre il resto del lavoro lo fa l’auto a guida autonoma connessa alla struttura.  L’esclusività dell’evento, spiega Daimler, è che ad oggi non esiste un processo di approvazione ufficiale per le funzioni di guida autonoma senza conducente. Per questo, l’autorità̀ amministrativa regionale di Stoccarda e il Ministero dei trasporti statale del Baden-Württemberg, hanno supervisionato il progetto fin dall’inizio, insieme agli esperti dell’ente di certificazione tedesco TÜV Rheinland. Quello delle norme è infatti una delle criticità della guida autonoma svelate da Continental.

COME FUNZIONA IL PARCHEGGIO AUTONOMO

Alla base dell’approvazione ci sono severi criteri di rilevazione dei pedoni e delle altre auto da parte del veicolo a guida autonoma. Si è deciso in pratica come e cosa deve fare in modo sicuro quando l’auto incontra un ostacolo, partendo dallo standard 3134 emesso di recente dalla SAE (Society of Automotive Engineers). I guidatori possono lasciare l’auto all’ingresso del parcheggio e attraverso lo smartphone chiedergli di parcheggiarsi da sola. Il veicolo si muoverà autonomamente dal punto in cui è stato lasciato fino allo spazio che gli viene assegnato dal garage. Al ritorno il proprietario richiama l’auto tramite l’App, che torna autonomamente nel punto in cui era stata lasciata.

4 ANNI DI TEST DEL PARCHEGGIO AUTONOMO

Daimler ha iniziato a sviluppare il sistema di parcheggio completamente autonomo nel 2015 e, nell’estate del 2017, ha iniziato il progetto pilota presso il garage del Museo Mercedes- Benz di Stoccarda. L’Automated valet parking in condizioni reali con e senza conducenti al volante è stato presentato al pubblico per la prima volta in quell’occasione. All’anteprima mondiale è seguita un’intensa fase di test e avviamento e poi la possibilità per i visitatori di provarlo. Dal 2018 i visitatori del museo hanno potuto sperimentare in prima persona il servizio di parcheggio, accompagnati da personale di sicurezza e condividere la loro esperienza. Nel progetto pilota del parcheggio autonomo Daimler impiega anche la tecnologia luminosa che parla ai pedoni. La luce turchese indica se un veicolo è in modalità̀ “guida autonoma” e informa tutti gli utenti della strada che il veicolo non ha conducente a bordo.

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Parcheggio selvaggio: quando è tollerato

di Raffaele Dambra

Parcheggio selvaggio

Quasi tutte le città italiane, soprattutto quelle medio-grandi, fanno i conti con il fenomeno del ‘parcheggio selvaggio’. Ovvero la (pessima) abitudine di lasciare in sosta una vettura dove non è consentito, arrecando un danno alla circolazione dei pedoni e degli altri veicoli. Eppure ci sono casi in cui la sosta selvaggia è tollerata se non addirittura permessa. Ovviamente si tratta di situazioni molto particolari che verificheremo a breve.

LA SOSTA DELLE VETTURE NEL CODICE DELLA STRADA

La sosta delle vetture è regolamentata dagli articoli 157 (Arresto, fermata e sosta dei veicoli) e 158 (Divieto di fermata e di sosta dei veicoli) del Codice della Strada. In particolare il primo, dopo aver precisato la differenza tra arresto, fermata e sosta, spiega quali sono le corrette modalità di posteggio dentro e fuori i centri abitati; mentre il secondo elenca tutte le situazioni in cui la fermata e la sosta non sono permesse e le relative sanzioni per i trasgressori. Che, a seconda della violazione, variano da 24 a 335 euro con possibilità di rimozione forzata. Tra le altre cose è vietato sostare sui marciapiedi (salvo diversa segnalazione), allo sbocco dei passi carrabili, in seconda fila (salvo che si tratti di due veicoli a due ruote), negli spazi riservati alla fermata di autobus e tram, negli spazi riservati ai veicoli per persone invalide, davanti ai cassonetti dei rifiuti o contenitori analoghi e così via.

EFFETTI DEL PARCHEGGIO SELVAGGIO

Il ‘parcheggio selvaggio’ costituisce quindi un illecito: non rispettare le norme sulla sosta dei veicoli previste dal Codice della Strada significa commettere un’infrazione sanzionabile con pene pecuniarie e accessorie. Ma non solo: ci sono situazioni, con tanto di sentenze della Cassazione, in cui la sosta vietata può sfociare addirittura nel penale, prefigurando il reato di violenza privata (quando un automobilista, parcheggiando in doppia fila o in altra posizione non ortodossa, blocca la manovra alle altre vetture regolarmente parcheggiate o impedisce l’accesso o l’uscita ad altri autoveicoli) o di interruzione di pubblico servizio o di pubblica necessità (quando un’auto parcheggiata in modo irregolare ostacola o blocca il passaggio di un bus di linea o, peggio ancora, di un’ambulanza).

PARCHEGGIO SELVAGGIO: QUANDO È LECITO

Insomma, roba non da poco: chi parcheggia in un posto non consentito o in maniera poco ortodossa rischia perfino il carcere. Eppure, come spiegavamo all’inizio, in alcune circostanze il ‘parcheggio selvaggio’ è consentito. Anche in questa occasione, come in altre, entra infatti in ballo la giustificazione dello ‘stato di necessità’. L’art. 54 del Codice Penale dispone infatti che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”. Ciò significa che di fronte a determinate situazioni di emergenza si può posteggiare la macchina dove non si potrebbe senza incorrere in sanzioni.

ESEMPI DI PARCHEGGIO SELVAGGIO TOLLERATO

Per esempio la sosta selvaggia è tollerata se un conducente che ha a bordo una persona con urgente bisogno di cure, si ferma in doppia fila per recarsi presso la guardia medica per chiamare un dottore. Un altro esempio è quello di chi abbandona la propria auto in un posto non adibito al parcheggio per soccorrere una persona che ha avuto un malore o che è stata aggredita; stessa cosa per chi lascia la vettura nel bel mezzo del traffico perché in quel momento si è verificato un terremoto o un altro evento naturale di particolare gravità. O perché in macchina è entrato un malintenzionato che vorrebbe rapinarlo. Gli esempi possono essere tanti, l’importante è che sussistano soprattutto due elementi. Il ‘pericolo attuale di un danno grave alla persona’ e l’inevitabilità, nel senso che il conducente non deve avere alternative lecite alla sua condotta. Se ci sono entrambi la sosta selvaggia non è sanzionabile (bisogna però dimostrarlo).

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A Dubai è vietato parcheggiare l’auto sporca in strada

di Donato D'Ambrosi

Dubai è per molti il paradiso delle supercar, ce n’è una ad ogni angolo, e per il turismo sono considerate una vera attrazione. Anche per questo la Municipalità della capitale degli Emirati Arabi Uniti ha imposto il divieto di parcheggiare auto sporche. Il motivo è molto semplice: il decoro della città non può essere minato da veicoli trascurati e impolverati. Chi viene sorpreso paga una multa ben più alta di quanto sarebbe costato lavare l’auto.

PERCHE’ DUBAI CE L’HA CON LE AUTO SPORCHE

In una città dove anche la polizia pattuglia in Lamborghini, Bentley, Ferrari e AMG i limiti si sfumano facilmente e anche il buonsenso si presta ad ampie interpretazioni. E il divieto che a Dubai impone di parcheggiare in strade pubbliche solo auto pulite può esserne una prova. Un’autentica sfida se si considera che equivale a chiedere a un fornaio di non sporcarsi di farina. La morfologia di Dubai, con le sue dune sabbiose e le non rare tempeste di sabbia fa la fortuna degli autolavaggi nella capitale.

NON LAVARE L’AUTO PUO’ COSTARE 120 EURO

Lavare l’auto in Italia, in base alle dimensioni, alla tecnica e alla città può variare da 15 ai 50 euro e chi ha spazio a casa non rinuncia a lavare l’auto in fai da te. Chiaramente chi possiede una supercar a Dubai non si sogna neppure di guidarla tutta impolverata, ma la città è popolata anche da auto più democratiche: i fuoristrada. Sembrerebbe indirizzata proprio a questa categoria di utenti l’obbligo di lavare l’auto. Chi infrange la prescrizione rischia una multa da 500 Dirham, che equivalgono a circa 120 euro.

LA MULTA A DUBAI E LA CONFISCA DELL’AUTO

Per spiegare meglio come viene applicato l’obbligo di parcheggiare in strada un’auto in buone condizioni, bisogna dire che gli ispettori trattano allo stresso modo polvere e importanti danni alle auto. Se viene individuata un’auto fortemente danneggiata o sporca che fa pensare a un possibile abbandono del veicolo viene attaccato sul parabrezza un adesivo. Se il proprietario non provvede a pulire o spostare l’auto entro alcuni giorni l’auto viene rimossa e per riaverla bisogna pagare una multa di rimozione. Se il proprietario non si presenta l’auto viene messa all’asta. Una pratica piuttosto comune negli Emirati Arabi, dove centinaia di supercar aspettano il loro destino dopo essere abbandonate da evasori fiscali in fuga.

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Amsterdam elimina i parcheggi auto: più spazio a pedoni e bici

di Donato D'Ambrosi

Oltre 1 cittadino su 2 ad Amsterdam si muove in bici e parcheggiarla è diventato un vero problema, al punto che le autorità hanno preso una decisione drastica. Dal 1 luglio i parcheggi per le auto dovranno fare spazio a pedoni e ciclisti.

PIU’ SPAZIO PER BICI, ALBERI E PEDONI AD AMSTERDAM

Saranno oltre 10 mila i posti auto cui Amsterdam dovrà rinunciare per dare più spazio al verde in centro ma soprattutto al buon nome che si è costruita da anni: la città per eccellenza delle biciclette. Il problema è arginare un fenomeno sfociato nel parcheggio indiscriminato soprattutto in centro. E’ qui infatti che i posteggi per le auto saranno eliminati e si costruiranno stalli per bicilette. Il 65% dei cittadini olandesi infatti si sposta in bicicletta ad Amsterdam e per fare loro spazio il numero dei permessi per le auto diminuirà, alzando anche il costo orario della sosta.

IL PIANO VERDE 2019-2015

Il piano di rivalutazione delle aree verdi e pedonali non sarà imminente, ma a partire dal 1 luglio 2019 vedrà la sostituzione progressiva di 1.500 posti auto l’anno. Il tutto dovrebbe concludersi entro il 2025 con circa 10.500 posti auto in meno. Proporzionalmente anche al numero di permessi auto per parcheggiare che saranno ridotti all’osso. Una situazione molto simile al Giappone dove la densità del parco circolante viene controllata assegnando targhe solo a chi può dimostrare anche di avere un posto auto dove custodirla.

IL COSTO DEL PARCHEGGIO AUMENTA DEL 50%

La notizia che farà ancora meno piacere ai pochi automobilisti è il costo del parcheggio. Si prevede infatti che il prezzo della sosta oraria aumenterà del 50% a 7,5 euro/ora ad Amsterdam. E’ chiaro che in una città dove i marciapiedi si estendono accanto alle piste ciclabili, preoccupa meno il fatto che Amsterdam è seconda solo a Londra come costo del parcheggio. Probabilmente un annuncio del genere farebbe saltare dalla sedia gli italiani, vedi le regioni più virtuose sulle piste ciclabili. Ma chi è stato almeno una volta all’estero, si rende conto quanto gli spazi verdi e per pedoni siano un valore insostituibile nelle grandi città.

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Find&Park attivo a Milano: il parcheggio più facile via app

di Antonio Elia Migliozzi

Arriva a Milano il servizio Find&Park di Easy Park. Si tratta di una soluzione integrata che aiuta gli automobilisti a trovare un posto per l’auto tagliando le emissioni di CO2. La ricerca del posto auto in città diventa un incubo e spesso si trascorrono ore intere. Secondo uno degli ultimi studi il 30% del traffico in città è dovuto alle auto in cerca di un posto. Secondo Easy Park i clienti della sua app, tramite la nuova funzione Find&Park, risparmiano in media 200 gr di CO2 a parcheggio. Taglio anche per il tempo della ricerca che in genere porta a un risparmio di 4 minuti. Find&Park è già attivo in 25 città europee, tra cui Roma, Verona, Torino, Stoccolma, Copenaghen, Berlino e Barcellona. Vediamo come funziona l’app EasyPark.

SOSTA SMART

A Milano sarà più facile trovare parcheggio, parola dell’app EasyPark. Operativa in città dall’aprile 2015 l’app si arricchisce della nuova funzione: Find & Park. Si tratta di una new entry interessane perché questa tecnologia calcola la disponibilità di parcheggi liberi sulle strisce blu. Studi recenti ci dicono che il 30% del traffico nelle città è legato alle auto che cercano posteggio. Questo causa anche conseguenze pesanti in termini di produzione di CO2 e di inquinanti. Insomma mobilità e parcheggio restano due grandi sfide a cui le grandi città europee devono rispondere. EasyPark usa un algoritmo per aggregare i dati sulle soste. Find&Park guida allora gli automobilisti verso la loro destinazione, lungo le strade dove è più probabile trovare parcheggio. L’app usa dei colori per stimare la presenza di posti liberi; verde, giallo, arancione e grigio scuro.

PACCHETTO COMPLETO

Il servizio bilancia il tempo in auto con la distanza da fare a piedi per raggiungere la meta una volta parcheggiata l’auto. Con la funzione Find & Park, EasyPark vuole migliorare la parking experience degli automobilisti. La sosta su strisce blu diventa semplice e a portata di mano. Giuliano Caldo di EasyPark Italia: “La nuova funzione Find & Park all’interno dell’app EasyPark è un servizio gratuito in più per gli automobilisti”. Ecco allora che l’auto si integra meglio nell’ecosistema urbano. Precisa Caldo: “Chi va in centro e non ha la possibilità di servirsi dei mezzi pubblici, ora può utilizzare Find & Park, ridurre il tempo di ricerca del parcheggio e contribuire a diminuire il traffico”. Insomma taglio delle polveri sottili provenienti dagli scarichi ma anche ridotta usura delle gomme e dei freni. Del resto la Pianura Padana e Milano sono tra l zone più inquinate in Europa.

TAGLIO CO2

Nel dettaglio al funzione Find & Park permette un taglio medio di 200 gr di CO2 a parcheggio e un risparmio di circa 4 minuti di tempo. Easy Park permette quindi di sapere in anticipo quella che è la situazione del parcheggio in una determinata zona della città. La presenza dell’indicatore della distanza a piedi ci permette di sapere a quanta distanza si trova la meta finale rispetto a dove abbiamo trovato posto. Find & Park è già attiva in 25 città europee, tra cui Roma, Verona, Torino, Stoccolma, Copenaghen, Berlino e Barcellona. La nuova funzione si trova all’interno dell’app gratuita EasyPark e disponibile per iOS e Android. Ecco allora che per iniziare la navigazione, basta cliccare sull’icona della funzione “Find”, che si trova nella parte inferiore sinistra della schermata e seguire le istruzioni.

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Strade scolastiche e stalli rosa: le altre novità del Codice della Strada

di Redazione

Strade scolastiche stalli rosa Codice della Strada

Dell’annunciata riforma del Codice della Strada finora si è parlato soprattutto in relazione all’inasprimento delle sanzioni per chi usa lo smartphone alla guida, e alla possibilità per i ciclomotori 125 cc di circolare in autostrada. Ma in realtà il testo base del nuovo Codice contiene tante altre piccole e grandi novità che i conducenti farebbero bene a conoscere, come le strade scolastiche e gli stalli rosa. Per l’entrata in vigore del provvedimento bisognerà comunque attendere il doppio passaggio parlamentare, che peraltro potrebbe portare a modifiche e cancellazioni.

IL CODICE DELLA STRADA 2019 È ANCORA PASSABILE DI MODIFICHE

Il testo della riforma del Codice della Strada, sul quale si possono presentare emendamenti fino al prossimo 3 giugno, è composto da 9 articoli. Detto della lotta senza quartiere alla guida con il cellulare (modifica dell’articolo 173 del CdS) e del via libera su autostrade e tangenziali a scooter e moto 125 guidate da maggiorenni (modifica dell’art. 175), vediamo nei successivi paragrafi quali sono gli altri cambiamenti che saranno presto al vaglio di Camera e Senato.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: CIRCOLAZIONE E SICUREZZA

La proposta di riforma del Codice della Strada ha cancellato l’obbligo di uso diurno delle luci di posizione e degli anabbaglianti. E ha poi introdotto in prossimità delle scuole una nuova tipologia di strada denominata ‘strada scolastica’. Pensata per tutelare scolari e studenti, sarà soggetta a limitazioni della circolazione, per lo meno negli orari di entrata e di uscita, con limiti di velocità a 30 km/h ed eventuale delimitazione di ulteriori zone a traffico limitato nei paraggi. In tema di sicurezza i pedoni avranno maggiori garanzie. In particolare, le auto dovranno dargli la precedenza non più quando hanno iniziato l’attraversamento, come avviene oggi, ma quando si accingono ad attraversare la strada. Inoltre i pedoni avranno sempre la precedenza quando il traffico non è regolato da vigili o semafori. È stata infine regolarizzata la circolazione di pattini, monopattini e skate su itinerari ciclopedonali, aree pedonali e spazi riservati ai pedoni.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: PARCHEGGI E PEDAGGI

Le ambulanze e i veicoli della protezione civile e delle organizzazioni di volontariato saranno esentati dal pagamento del pedaggio autostradale. È un’altra novità prevista nel testo base della riforma del Codice della Strada, alla pari della possibilità per le ambulanze di trasportare un accompagnatore e dell’introduzione di una linea rossa per le aree di sosta dei mezzi di soccorso. Saranno inoltre legittimati i cosiddetti ‘stalli rosa’ per la sosta delle vetture condotte da donne in gravidanza o con bambino fino a 2 anni. Stalli che alcuni comuni comunque già prevedono. Sono state poi introdotte sanzioni più severe per la sosta abusiva sui parcheggi per disabili, sui marciapiedi e sugli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici. E a proposito di mobilità ecosostenibile, i comuni, nel delimitare le Ztl a scopi esclusivamente ambientali, potranno consentirvi il libero accesso alle auto 100% elettriche.

NOVITÀ CODICE DELLA STRADA: NORME PER I CICLISTI

I ciclisti saranno maggiormente tutelati dal Codice della Strada 2019 grazie all’introduzione della linea di arresto agli incroci o ‘casa avanzata’. La linea verrà realizzata almeno tre metri davanti allo stop, tenendo i ciclisti lontani dai gas di scarico. Inserite, inoltre, alcune specifiche sul sorpasso di una bicicletta da parte delle auto. In soldoni, sarà garantita una maggiore distanza laterale di sicurezza che fuori dai centri urbani è quantificata in 1,5 metri.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: ACCERTAMENTO DELLE CONDIZIONI PSICOFISICHE DEI CONDUCENTI

Prevista la modifica dell’art. 115 del Codice della Strada con l’aggiunta della seguente disposizione: “l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope può essere dimostrato attraverso accertamenti sulla saliva effettuati, nel rispetto dell’integrità fisica, presso laboratori accreditati, fissi o mobili, che forniscano risultati atti a provarne la presenza nell’organismo”. Leggermente modificato anche l’articolo 187 sulla guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. Ricordiamo per finire che la durata del foglio rosa passerà da sei a dodici mesi.

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Sosta in doppia fila: è anche reato penale, ma a volte è ammessa

di Redazione

Sosta in doppia fila

A processo per una sosta in doppia fila? Assolutamente sì: alcuni giudici hanno stabilito che la pessima abitudine del parcheggio selvaggio non comporta soltanto la violazione del Codice della Strada, ma in certi casi può diventare reato penale. Insomma, chi parcheggia in doppia fila (o tripla) rischia non solo una severa sanzione pecuniaria ma persino il carcere. Tuttavia in certe situazioni di urgenza o pericolo può essere ammessa.

SOSTA IN DOPPIA FILA E CODICE PENALE

Recentemente l’argomento sosta in doppia fila è tornato alla ribalta dopo la decisione della Procura di Roma di contestare ai trasgressori il reato di “Interruzione di un servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”, previsto dall’art. 340 del Codice Penale e punito con la reclusione fino a un anno. Questo perché molto spesso le auto in doppia fila bloccano il passaggio di autobus e tram, interrompendo di fatto un servizio pubblico, e più pericolosamente anche quello delle ambulanze. Ovviamente disagi del genere non capitano solo nella Capitale ma si verificano in tutte le grandi città, e anche in quelle un po’ meno grandi. Compresa Milano, dove gli avvisi dell’azienda del trasporto pubblico locale, riguardo l’interruzione di corse a causa di vetture in sosta vietata, sono ormai all’ordine del giorno. Ecco un esempio freschissimo:

CASI IN CUI IL PARCHEGGIO IN DOPPIA FILA PUÒ CONDURRE IN CARCERE

In realtà l’azione della Procura di Roma non è del tutto inedita. Già in passato, infatti, alcune sentenze avevano ravvisato nel parcheggio in sosta vietata gli estremi di un reato penale punibile con il carcere. Reati anche gravi come violenza privata (art. 610 del C.P.), che può sussistere se un automobilista lascia intenzionalmente la propria vettura in doppia fila o comunque in divieto di sosta bloccando la libertà di movimento di uno o più soggetti. O peggio ancora omicidio colposo (art. 589 del C.P.) o lesioni personali colpose (art. 590) se lasciando l’auto in doppia fila si provoca un incidente stradale grave. Chi parcheggia in doppia fila è quindi un conducente non soltanto indisciplinato ma potenzialmente pericoloso. Ed è giusto che sia punito in maniera proporzionale alle proprie colpe.

MULTE E SANZIONI PER LA SOSTA IN DOPPIA FILA

Dal punto di vista amministrativo la sosta selvaggia è disciplinata dal Codice della Strada. L’articolo 158, comma 2, lettera c) dispone che la sosta di un veicolo è vietata “in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli”. Il comma 6 stabilisce inoltre che “chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 24 a euro 97 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da euro 41 a euro 168 per i restanti veicoli”, precisando nel comma 7 che “le sanzioni si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione”. In più l’articolo 159 del CdS sancisce la rimozione forzata del veicolo qualora la sosta vietata “costituisca pericolo o grave intralcio alla circolazione”.

SOSTA IN DOPPIA FILA: QUANDO È AMMESSA?

Ci sono però particolarissimi casi in cui la sosta in doppia fila può essere ammessa. Non c’è un articolo di qualche codice che ne parli esplicitamente, ma in occasione di alcuni ricorsi i giudici si sono rifatti all’art. 54 del Codice Penale riguardante lo “Stato di necessità”. Tale articolo dispone infatti che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”. Ciò significa che si può giustificare un parcheggio in doppia fila solo in situazioni di evidente pericolo, urgenza o gravità per sé o per gli altri. Per esempio un conducente che si ferma per soccorrere una persona che sta male o perché lui stesso non è più nelle condizioni psico-fisiche di guidare.

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Emissioni auto: i sensori per il parcheggio riducono traffico e smog?

di Antonio Elia Migliozzi

Bosch procede il lavoro di sviluppo sul fronte della mobilità urbana. Per aumentare la sicurezza in città il brand lancia una soluzione smart per agevolare la vita dei conducenti di auto elettriche. Il nuovo strumento permette di controllare dal proprio smartphone quali sono gli stalli di ricarica liberi e consente, allo stesso tempo, di effettuare il pagamento del pieno green direttamente dall’interno dell’auto. Si tratta soltanto di una delle funzioni del nuovo Parking Lot Sensor che promette anche di ridurre del 35% i tempi di ricerca di un nuovo posto auto libero. Insomma mentre cresce la capillarità dei dispositivi di sicurezza a bordo delle auto, anche compatte, gli ausili “infrastrutturali” promettono di coprire l’ultimo miglio per la sicurezza globale.

TECNOLOGIA GREEN

Mediamente un guidatore impiega circa 20 minuti per cercare parcheggio. Ciò, oltre allo stress di rito, comporta anche un conseguente rallentamento del traffico. Del resto capita anche che gli automobilisti alla guida di veicoli elettrici abbiano difficoltà a ricaricare l’auto perché gli stalli sono spesso occupati dalle altre auto. Il nuovo Parking Lot Sensor (PLS) di Bosch potrebbe rivelarsi fondamentale per risolvere questi ed altri problemi. Il sensore, infatti, è in grado di individuare e segnalare gli spazi disponibili all’interno di un parcheggio, permettendo all’utente di conoscere, attraverso l’utilizzo di un’app dedicata, il tempo necessario per raggiungerlo. Quanto alle auto elettriche in futuro sarà possibile effettuare il pagamento del pieno green direttamente dallo smartphone. La soluzione Bosch è “retrofit” e può essere facilmente installata non solo nei parcheggi, ma anche sulle colonnine di ricarica elettrica per segnalarne la disponibilità.

CITTA’ SMART

Conti alla mano grazie al Parking Lot Sensor, il tempo impiegato per la ricerca del parcheggio si ridurrà del 35%. Si tratta di un beneficio interessante per la qualità dell’aria viste le conseguenti minori emissioni di CO2. Vantaggi anche per i taxi, i veicoli commerciali, gli autobus e tutti i veicoli impegnati in soste brevi (Leggi Bosch sperimenta il diesel pulito). Le città diventano smart grazie all’incontro virtuoso tra hardware, software e sensori che si combinano per offrire una connettività intelligente tra veicoli, edifici e dispositivi. Le soluzioni e i servizi offerti da Bosch vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di costruire le città del futuro aumentando la qualità della vita dei cittadini. Insomma mentre le auto diventano sempre più sicure tocca alle infrastrutture coprire l’ultimo miglio verso la sicurezza totale.

RETE DI SICUREZZA

Secondo una recente ricerca condotta da Bosch il 55% delle nuove auto di piccola e media taglia immatricolate in Germania sono dotate di serie di almeno un sistema di assistenza alla guida. Si tratta di un risultato storico perché sulle auto premium sono presenti solo nel 25% dei casi. Nel complesso il 45% delle nuove auto immatricolate hanno almeno un sistema di parcheggio assistito di serie. Se solo nel 2016 la frenata automatica di emergenza equipaggiava il 38% delle auto nuove, nel 2017 l’AEB è di serie sul 54% dei modelli venduti. Ecco allora che se non esiste il rischio zero i sistemi di sicurezza, attiva e passiva, di bordo e le infrastrutture urbane possono davvero fare la differenza. L’ecosistema urbano sicuro prende sempre più forma (Leggi cresce la diffusione dei sistemi di sicurezza anche tra le auto piccole).

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Retrocamera e sensori parcheggio by SD Distribuzione

di redazione

Per un parcheggio superfacilitato, SD Distribuzione propone la retrocamera e i sensori by Gotham. La retrocamera universale da incasso o con fissaggio a bullone è dotata di 8 led a infrarossi che garantiscono un’ottima visione notturna, ed è progettata con linea colorata di assistenza al parcheggio per prevenire incidenti durante la retromarcia.
La retrocamera Gotham è impermeabile IP67, compatibile con la maggior parte dei monitor universali e facile da installare. Grazie al sensore CMOS, non mancano l’alta definizione (720×576) e una visione con angolo ampio (170°). L’illuminazione è pari a 0,01 lux, mentre il sistema video è PAL/NTSC. Si alimenta con corrente DC11/13V. Per i più smart è disponibile anche il modello con collegamento Wi-Fi che trasmette direttamente sullo smartphone o tablet. Funziona con tutti i dispositivi iOS/Android.
La compressione video è di tipo h264 e il voltaggio richiesto è pari a 9-24 V, mentre la distanza di trasmissione è di circa 30-50 m. Se preferite montare un monitor fisso, potete scegliere il modello universale da 4,2″ Full TFT-LCD a colori, compatibile con la maggior parte dei sistemi di retrocamera e con sistema video PAL/NTSC. Ha una “visiera” antiriflesso per migliorare la visibilità sotto la luce diretta del sole e s’installa facilmente in pochi minuti. La risoluzione è 480×272 in formato 16:9.
L’ingresso video è 2 AV, l’alimentazione è a 12 V e consuma 1,3 W. Infine è possibile scegliere anche il portatarga con due sensori parcheggio e segnalatore acustico buzzer per rilevare gli ostacoli. Resistente all’acqua e a tutte le condizioni meteo, si monta facilmente in pochi minuti. La rilevazione della distanza va da 0,35 m-2,0 m. Tensione di funzionamento: 11-13 V. Misura portatarga: 54×15 cm. Tutti gli articoli sono disponibili presso il distributore esclusivo SD Distribuzione, on line su www.speedup.it oppure presso i Megastores Bep’s, ora anche online www.beps.it.

Info: www.speedup.it – www.beps.it

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Navigatore Nav+ by Coyote

di redazione

Il nuovo navigatore Coyote Nav+ ha uno schermo Full HD da 5.5” e soprattutto una migliore connettività e una cartografia tridimensionale fornita da Here.
Questo dispositivo si aggiunge già a quelli presenti sul mercato, ovvero Coyote Mini e Coyote S, ma è più potente grazie al nuovo processore da 1,45 GHz e ad una RAM da 1 GB. Lo schermo è 0,5” più grande rispetto alla generazione precedente.

Navigatore NAV+ by Coyote

Inoltre Navigatore Nav+ by Coyote aggiorna le proprie mappe velocemente senza bisogno di essere collegato via filo ad un PC; le esegue infatti autonomamente mediante il collegamento alla rete internet con una connessione 4G inclusa, oppure tramite Wi-Fi. Un’altra utile caratteristica è il solo pulsante con sensore capacitivo, per segnalare o confermare gli allarmi.
Le mappe Here sono un altro punto di forza del Navigatore Nav+ by Coyote, dato che sono fra le più precise in circolazione. Si può contare anche su nuovi servizi, come l’alert anti-sonnolenza, la vigilanza predittiva e i comandi vocali per impostare un itinerario e la geolocalizzazione in tempo reale dei parcheggi. Il navigatore Nav+ by Coyote costa 350 Euro e chi decide di acquistarlo paga anche l’abbonamento ai servizi (12 Euro al mese, 144 Euro l’anno o 240 Euro per due anni).
Info: Coyote Tel. 02/82951476 – www.mycoyote.net

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