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Huawei sta reclutando beta tester per EMUI 9 su P20 Lite e Y9 in India

di Gerardo Orlandin

Huawei e Honor sono intenzionate a portare EMUI 9 su numerosi loro dispositivi nelle varie regioni, tra i quali Huawei P20 Lite e Huawei Y9 in India. In quest'ottica Huawei India ha pubblicato un tweet per invitare i possessori di questi due dispositivi a scaricare la beta di EMUI 9 dal suo sito web e partecipare al programma di test.

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Huawei P20 Pro in offerta a 400 euro con l’Happy Carnevale di Vodafone

di Pietro Paolucci

Per carnevale Vodafone lancia una promozione che offre fino a 350 euro di sconto sull'acquisto di uno smartphone Huawei. Si chiama Happy Carnevale e riguarda Huawei P20 Pro (in vendita a un prezzaccio) oltre a Mate 20 Lite e P20 Lite.

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P30 Pro: Huawei conferma indirettamente le quattro fotocamere?

di Lucia Massaro
L’anno scorso Huawei ha presentato P20 Pro dotato di un sistema di tripla fotocamera posteriore e diventato un riferimento assoluto in ambito fotografico nel settore smartphone. Il colosso di Shenzhen potrebbe alzare l’asticella e presentare il successore P30 Pro con ben quattro sensori. Si tratta di un’indiscrezione che gira da molto tempo come abbiamo avuto […]

Xiaomi Mi 9 come Huawei P20 Pro: ecco la tripla fotocamera posteriore

di Lucia Massaro
A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del top di gamma Mi 9 di Xiaomi, ecco comparire i primi render ufficiali. A pubblicarli è lo stesso CEO Lei Jun tramite il suo profilo Weibo. Le immagini confermano il design, mentre le parole del co-fondatore raccontano come è stata realizzata la scocca posteriore. Andiamo per ordine. Il […]

Huawei Mate 20 e P20 Pro regalano un rimborso da 100 euro per San Valentino

di Paolo Giorgetti

In occasione di San Valentino, Huawei lancia una promozione dedicata a Huawei Mate 20 e Huawei P20 Pro, che consente di ottenere un rimborso del valore di 100 euro acquistando uno dei due prodotti nei punti vendita aderenti. Ecco come fare.

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Huawei Mate 20 e P20 Pro: al via la promozione per San Valentino

di Nico Petilli

Huawei, in occasione della festa di San Valentino, lancia una promozione esclusiva dedicata agli smartphone Mate 20 e P20 Pro.

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© nicopetilli for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Huawei P20 brand TIM ottiene Android 9 Pie e HONOR 10 riceve le patch di sicurezza di gennaio

di Gerardo Orlandin

Gli utenti italiani di Huawei P20 a marchio TIM stanno iniziando a ricevere l’aggiornamento con EMUI 9.0.0.168 e il nuovo sistema operativo Android 9 Pie, come promesso dall'operatore telefonico nel corso di questo mese. HONOR 10 riceve l'aggiornamento EMUI 9.0.0.162 con le patch di sicurezza di Gennaio 2019 che migliorano la sicurezza del sistema. Il nuovo firmware ha dimensioni pari a 439 MB.

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Huawei, ogni 28 secondi viene prodotto un P20: vi raccontiamo dove e come

di Saverio Alloggio

Un’area che ospita 20.000 dipendenti, in grado di “sfornare” uno smartphone ogni 28 secondi, anzi 28,5 per l’esattezza. Sono i numeri di uno dei tanti centri di produzione di Huawei sparsi in Cina, in questo caso posizionato a Songshan Lake, a Doungguan, poco distante dal nuovo Campus dell’azienda cinese, di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo.

Abbiamo avuto modo di visitare una delle linee di produzione di Songshan Lake, quella in cui si realizza il Huawei P20, smartphone di fascia alta immesso sul mercato nel secondo trimestre del 2018. Divieto assoluto di scattare fotografie e registrare filmati, le immagini che vedete provengono direttamente dall’azienda. Del resto, al di là del processo in senso stretto, molti dei macchinari sono stati realizzati ad hoc, per soddisfare specifiche esigenze. Veri e propri segreti industriali insomma.

Esternamente la struttura è essenziale. Pochi fronzoli, praticamente nulla che richiami la tecnologia. Accedendo al vano scale che porta direttamente all’ingresso della linea di produzione, ci si imbatte in pareti costellate da immagini dei dipendenti più “meritevoli”, quelli che hanno raggiunto determinati obbiettivi nel corso del mese grazie alla loro efficienza, oppure quanti hanno portato un beneficio concreto nella catena produttiva, magari con una propria idea che poi è stata concretamente implementata. Approfondiremo questo secondo aspetto più in là.

Giunti all’ingresso della linea di produzione, è necessario indossare un camice bianco, un cappello e dei veri e propri sandali. Il motivo è presto detto: si vuole impedire che un qualsiasi elemento esterno non essenziale possa contaminare la catena di produzione. Viene inoltre richiesto di lasciare in apposite cassette di sicurezza tutti gli oggetti metallici, inclusi i propri smartphone.

Fatte queste operazioni preliminari, si passa attraverso dei metal detector e si è finalmente pronti a visitare la linea di produzione. Si tratta di due flussi di assemblaggio che lavorano in parallelo, per cui ogni operazione viene replicata in maniera identica una seconda volta. Parliamo di 2.400 smartphone prodotti ogni giorno, per un totale dunque di 4.800 dall’intera linea, al netto ovviamente degli orari di lavoro.

L’intero processo, dall’elaborazione delle materie prime ai test, al confezionamento e all’assemblaggio finale, è altamente automatizzato (siamo oltre il 70%). Ci sono alcune fasi però, come vedremo, che ancora necessitano dell’intervento umano. Il primo passo della linea di produzione consiste nel stampare un codice QR univoco sulla base della scheda logica. Questo codice è il numero ID che consente a Huawei di tracciare tutte le fasi del processo e mantenere dunque un certo standard di controllo: ad esempio, mostra esattamente quando e dove è stata creata la scheda, da quale fornitore e con quale lotto di materiali.

Fatta questa operazione, si passa all’assemblaggio della scheda logica, svolto ovviamente da un macchinario automatizzato realizzato direttamente da Huawei. Le piccole componenti (oltre 1.000) vengono fissate sulla base da un braccio meccanico, servendosi della tecnologia denominata SMT (Surface Mount Technology), e da questa fase ne scaturisce una sorta di “rettangolo” di chip che viene successivamente tagliato in due. Le parti derivanti sono dunque due schede logiche che rappresenteranno il cuore pulsante di altrettanti P20.

Successivamente, la scheda logica passa attraverso una procedura chiamata ispezione ottica automatica 3D, in cui una speciale fotocamera cattura l’immagine di ciascun componente per verificarne il corretto posizionamento o l’eventuale mancanza. Superato il test, il board può andare avanti. Ecco dunque che la scheda logica viene posizionata, sempre da un apposito macchinario, in quella che diventerà la back cover del Huawei P20, con tanto di applicazione automatica di colla e adesivi.

A questo punto entra in gioco la “parte umana” di questa sorta di catena di montaggio. Ci sono infatti alcune componenti, come il modulo fotografico, che devono necessariamente essere inserite nella scocca manualmente, in quanto necessitano di una flessione. Huawei ci ha spiegato che, fino a due anni fa, c’erano 6 persone che si occupavano di questa fase, mentre adesso sono 4. L’obiettivo per i prossimi anni sarà automatizzare completamente anche questo passaggio.

Ci ha immediatamente colpiti un aspetto in questa fase. Una sorta di carrucola con delle corde trasporta le back cover con le schede logiche fissate attraverso dei binari in pendenza. Si tratta di un’idea avuta da uno degli operai, che non necessità di corrente elettrica e che ha garantito un premio di produzione all’autore. Ascoltare i suggerimenti dei dipendenti è la filosofia alla base del successo di Huawei.

L’intervento umano non finisce qui. Vengono infatti testate componenti come vibrazione, chip Wi-Fi, jack audio in apposite cabine in cui è posizionato un’operaio addetto a questo step. Superati i controlli, prosegue l’assemblaggio dello smartphone attraverso i macchinari, con l’applicazione dello schermo, della restante parte della cover e di tutte le rifiniture. Ma non è ancora finita.

A questo punto infatti, sempre attraverso l’intervento umano, viene testata la reattività del display, la parte audio dello smartphone e il corretto funzionamento del touch-screen. Dopo di che ogni singola unità viene tenuta per 10 ore in uno speciale macchinario che, oltre a consentire il corretto asciugamento della colla e degli adesivi, è anche in grado di individuare via software un qualsiasi problema alle componenti hardware. Passate queste 10 ore, si passa al packaging.

Qui abbiamo verificato di persona un particolare interessante. Dopo che gli smartphone vengono inseriti in confezione completa di accessori, questa viene pesata. Il peso finale non è sempre uguale, c’è una tolleranza di 6 grammi in eccesso e in difetto, data essenzialmente dal differente peso di ogni singolo dispositivo: ad esempio, una quantità leggermente inferiore o superiore di colla inciderà sul dato finale.

Eccoci dunque giunti alla fine della catena produttiva. Se si considera il percorso di un singolo smartphone, per realizzarlo fino al packaging finale occorrono 28 ore. La mole di unità gestite però è talmente grande che, posizionandosi all’ultimo step (dove c’è un operaio che materialmente inserisce nei cartoni per le spedizioni un tot di confezioni contenenti il P20), ecco spuntare un dispositivo ogni 28,5 secondi.

Visitare questo centro è senza dubbio affascinante. Decisamente particolare anche il rapporto dell’azienda con i dipendenti, con aeree relax in cui vengono premiati con confezioni di caffè e shampoo nel caso in cui abbiano garantito performance particolarmente elevate nella catena produttiva (ogni 2 ore hanno diritto a una pausa di 10 minuti). Dinamiche e culture profondamente differenti dalla nostra.

Ciò che appare evidente però è quanto Huawei investa in ricerca e sviluppo, che poi si traduce in tecnologia concretamente implementata, non solo sul prodotto finale. Pensate, abbiamo anche visitato un laboratorio in cui si testa la resistenza degli smartphone in svariate condizioni, dal famoso bend test alle cadute di ogni genere, sempre con l’ausilio di macchinari costruiti solo e proprio per quella particolare funzione. 15 miliardi di dollari l’anno sono tanti e in questo percorso si intuisce come sono stati spesi, fino all’ultimo centesimo.

Il Huawei P20 è attualmente in offerta su Amazon con oltre 150 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

Huawei Mate 20 Pro conquista la vetta nella classifica di DxOMark

di Lucia Massaro

Il Mate 20 Pro continua a essere oggetto di test. Questa volta è stato analizzato da DxOMark – il portale di benchmark che valuta la qualità fotografica dei dispositivi – ottenendo una media di 109 punti. Un risultato che lo porta sul gradino più alto della classifica insieme al fratello P20 Pro.

Nello specifico, il punteggio totale rappresenta una media tra i punti ottenuti per gli scatti (114) e quelli raggiunti per i video (97). Una qualità che abbiamo avuto modo di provare con mano e che ci ha portato – nella nostra recensione – a definire il Mate 20 Pro come il miglior smartphone in ambito fotografico, soprattutto in notturna.

Il comparto fotografico di Mate 20 Pro è composto da una tripla fotocamera posteriore con sensore principale da 40 MP coadiuvato da uno grandangolare da 20 MP e da un teleobiettivo da 8MP che supporto lo zoom ottico 5X. Frontalmente, una fotocamera da 24MP.

Il portale esalta in particolar modo l’esposizione, la resa cromatica, la messa a fuoco automatica e la riduzione del rumore durante la registrazione video.Un po’ meno precisi sono stati invece gli scatti con effetto bokeh che seppur di buon livello sembrano essere leggermente inferiori rispetto al già citato P20 Pro. Infatti, la modalità ritratto è l’elemento che ha ottenuto il punteggio più basso (60).

In ogni caso, Huawei ha fatto centro sul comparto fotografico. La prova è la presenza dei due top di gamma della casa cinese che occupano il primo posto in classifica. Le cose potrebbero ulteriormente migliorare con l’arrivo del P30 Pro – che dovrebbe avere ben 4 fotocamere con zoom ottico 10X.

Huawei Mate 20 Pro è disponibile all’acquisto attraverso Amazon con una cover in omaggio. Lo trovate a questo link.

Huawei Mate 20 Pro e P20 Pro ricevono il supporto a Widevine L1, via libera ai contenuti HDR

di Irven Zanolla

Huawei rilascia un aggiornamento che permette a Mate 20 Pro e P20 Pro di supportare in contenuti HDR, inclusa la visione HD di Netflix.

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Quale smartphone comprare con 550 Euro? Ecco un video confronto tra le tre scelte top

di Matteo Virgilio

Ecco un confronto tra i tre smartphone migliori sui 550 Euro, Samsung Galaxy S9 Plus, Huawei P20 Pro e OnePlus 6T, tutti ottimi ma con importanti differenze.

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