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Multa con Autovelox: annullabile se l’apparecchio è solo approvato ma non omologato

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

C’è una possibilità in più per chi prende una multa con l’autovelox. La sanzione può essere annullata se si appura che l’apparecchio è solo ‘approvato’ ma non ‘omologato’. Una differenza sottile ma a quanto pare essenziale che ha spinto un giudice di pace di Milano a cancellare l’infrazione comminata a un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato da un autovelox in via Fulvio Testi. Una strada urbana di scorrimento del capoluogo lombardo con limite a 50 km/h.

ECCESSO DI VELOCITÀ: CONFUSIONE TRA AUTOVELOX APPROVATI E OMOLOGATI

Il conducente ha fatto ricorso al giudice di pace per una serie di motivi. Tra cui, il più importante, l’assenza di omologazione da parte del MISE dell’autovelox in questione, modello T-Expeed V 2.0. Che invece ha ricevuto soltanto un’approvazione del MIT mediante due determine dirigenziali. Ricordiamo a questo proposito che l’articolo 142 comma 6 del Codice della Strada dispone che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. Quindi omologate, non semplicemente approvate. Tuttavia il Comune di Milano, controparte nel ricorso presentato dall’automobilista, ha ribattuto che i due termini ‘omologazione’ e ‘approvazione’ vengono spesso utilizzati dal legislatore quali sinonimi. Rivendicando quindi l’assoluta legittimità dell’autovelox posizionato in via Fulvio Testi.

MULTA CON AUTOVELOX: DIFFERENZA TRA OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE

Il giudice di pace ha però fatto presente che in realtà il legislatore solo apparentemente utilizza le due terminologie in maniera promiscua. Trattandosi invece di due procedure (omologazione e approvazione) completamente diverse e con differenti finalità. Per esempio il già citato art. 142 CdS quando cita come fonti di prova (per determinare la velocità di una vettura) le risultanze di “apparecchiature debitamente omologate”, si riferisce ad apparecchiature che devono presentare caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni come da regolamento del CdS stesso. In mancanza delle quali potrebbero essere comunque approvate, ma non utilizzate per la misurazione della velocità. Il legislatore, per i casi in cui è prevista l’omologazione, ha previsto infatti vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni. Distinguendo piuttosto chiaramente l’omologazione dalla semplice approvazione. Su queste basi il giudice ha quindi accolto il ricorso del conducente multato annullandogli la sanzione. Perché i risultati dell’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi, approvato ma non omologato, non possono essere utilizzati.

AUTOVELOX SOLO APPROVATI NON POSSONO EMETTERE SANZIONI

Del resto alle stesse conclusioni era già giunto il consulente tecnico investigativo Giorgio Marcon, che affianca spesso in qualità di perito di parte chi impugna le sanzioni irrogate sulla base di autovelox e altri dispositivi, secondo cui le apparecchiature solamente approvate non possono emettere sanzioni, non essendo risultanze da apparecchiatura debitamente omologata ai sensi dell’art. 142 comma 6 CdS. Siamo adesso curiosi, alla luce del precedente fornito dalla recente sentenza del giudice di pace (che si può leggere integralmente cliccando in basso sul tasto rosso Scarica PDF), se molti automobilisti multati dal medesimo dispositivo ne approfitteranno per presentare ricorso. Tra l’altro l’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi è uno dei più temuti di Milano. Con un’incredibile media di 1.200 verbali e 109.000 euro di incasso al giorno (dati 2018 del Comune di Milano).

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Dispositivi antiabbandono e omologazione: come stanno le cose?

di Donato D'Ambrosi

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

L’allarme seggiolini auto è obbligatorio dal 7 novembre, quindi per il timore di prendere una multa è partita la corsa all’acquisto di un dispositivo antiabbandono. Una partenza non priva di intoppi visto che i produttori di allarmi per seggiolini lavorano a pieno regime per poter rispondere alle richieste dei consumatori. Al punto che almeno il rischio di multe fino al 1 marzo 2020 sarà scongiurato da un emendamento che dovrà comunque essere approvato. Ma in tutto questo caos non si è ancora capito se montando un allarme antiabbandono universale si perde l’omologazione del seggiolino? Sembrerebbe di si secondo Altroconsumo. Abbiamo contatto i principali produttori di seggiolini e di dispositivi antiabbandono in commercio per fare chiarezza sull’omologazione del seggiolino e la compatibilità con i sistemi antiabbandono universali. E’ sufficiente la sola Certificazione di conformità? Ecco come stanno le cose.

I DISPOSITIVI ANTIABBANDONO MODIFICANO I SEGGIOLINI?

I genitori più informati sull’obbligo dell’allarme seggiolini si sono precipitati ad acquistare un dispositivo per essere in regola con la legge. Ma basta fare qualche ricerca sul web per accorgersi che per molti prodotti non c’è disponibilità a causa dell’elevata domanda. Inoltre la produzione ha dovuto adeguarsi alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal Ministero (vedi allegato in “Scarica PDF”). Una situazione che restringe la scelta dei dispositivi antiabbadnono per seggiolini. A lanciare l’allarme sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino montando un dispositivo antiabbandono non a norma è Altroconsumo. Secondo l’associazione dei consumatori circolano poche informazioni e non precise che potrebbero costringere gli automobilisti a un acquisto frettoloso. Un rischio che il Ministero dei Trasporti ha congelato rinviando le multe al 1 marzo 2020. Ma chi oggi acquista un dispositivo antiabbandono certificato quali rischi corre? In caso d’incidente l’allarme seggiolino può essere pericoloso per il bambino? Ecco cosa hanno risposto i principali produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono universali che abbiamo interpellato.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI A RISCHIO? IL PARERE DI REMMY SRL

Se monto un dispositivo antiabbandono su un seggiolino omologato, perdo l’omologazione? E’ la domanda che si farebbe qualsiasi genitore. Ma Michele Servalli, ideatore del dispositivo Remmy stempera i timori. “Oltre alla certificazione di Conformità, Remmy è stato sottoposto a test e validato anche dal CSI, il laboratorio dove sono stati effettuati i crash test con i seggiolini più diffusi”, spiega il CEO di Remmy SRL. Altroconsumo dal canto suo sostiene che “non è possibile provare con un crash test (facoltativi e con costi esorbitanti per le aziende, ndr) la compatibilità assoluta con tutti i seggiolini”. Motivo per cui sarebbe  consigliabile rivolgersi preferibilmente ai produttori di seggiolini in grado di garantire la perfetta compatibilità con gli allarmi della stessa marca.

I CRASH TEST FACOLTATIVI CON DISPOSITIVI ANTIABBANDONO

La stessa domanda l’abbiamo fatta all’azienda Digicom che dal 2017 commercializza l’allarme antiabbandono Tippy Smart Pad. Un sistema che viene fornito anche ad alcuni dei principali produttori di seggiolini omologati. Riguardo ai crash test effettuati nuovamente presso il laboratorio CSI, la Digicom SRL ci spiega che: “Tippy è stato sottoposto a crash test su circa 20 seggiolini del Gruppo 0-1-2 (fino ai 4 anni di età imposti dal DM, ndr)”. “I test sono stati ripetuti finché l’esito delle prove ha dimostrato che con o senza dispositivo la curva dinamica (che misura le sollecitazioni in caso di impatto) era al di sotto di quanto prevedono le norme ECE R44 ed ECE R129”. Una quantità di prove sufficiente, secondo l’azienda, da poter garantire la sicurezza del dispositivo abbinato ai seggiolini più diffusi in commercio.

L’INCERTEZZA SULLA COMPATIBILITA’ DEI SEGGIOLINI PIU’ VECCHI

D’altro canto la stessa azienda ammette che “sarebbe impossibile testare i circa 3 milioni di seggiolini diversi in commercio”. Tuttavia chiedere che un dispositivo di allarme sia compatibile con tutti i seggiolini in circolazione è forse una condizione estrema. “E’ improbabile che le aziende produttrici di seggiolini che vendono anche dispositivi antiabbandono, li abbiano testati su prodotti della stessa azienda in commercio 15 anni fa e ormai non più in vendita”. Spiega il reparto tecnico della Digicom “questi prodotti sono in circolazione non avendo una scadenza, ma sarebbe impensabile sottoporre a test anche dei seggiolini così vecchi”. Bisogna considerare infatti che i crashtest effettuati sui dispositivi antiabbandono universali non sono imposti (come invece lo sono per le aziende sui nuovi seggiolini) e i costi sono a carico dei produttori.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI CON ALLARME: COSA DICONO I PRODUTTORI

Ci sono molti produttori di seggiolini che commercializzano dispositivi antiabbandono ad uso esclusivo come il  tappetino Inglesina Ally PadChicco, invece, garantisce la compatibilità con tutti i seggiolini in commercio del dispositivo Chicco Bebécare EasyTech “oggetto di valutazione anche da parte del laboratorio CSI, che ha certificato il prodotto sulla conformità”. Ma sui suoi seggiolini Chicco sconsiglia di usare dispositivi di altre marche se non approvati, perché “i seggiolini in quanto omologati non possono subire modifiche non preventivamente approvate dall’ente che ha omologato il prodotto”Cybex, ad esempio commercializza alcuni seggiolini con allarme SensorSafe integrato e a breve sarà disponibile un kit retrofit per i seggiolini che ne sono sprovvisti. Se però si volesse montare un dispositivo universale diverso su un seggiolino Cybex, Sandro Pietrogrande, Country Manager Cybex Italia ci ha spiegato che è presto per stabilire se si perde l’omologazione. “Il tempo (di entrata in vigore dell’obbligo, ndr) è risultato insufficiente ad effettuare test e controlli adeguati su dispositivi esterni abbinati ai nostri seggiolini” dice Pietrogrande.

SEGGIOLINI CON ALLARME ANTIABBANDONO PERICOLOSI? RISPONDE ALTROCONSUMO

Sembrerebbe infatti che i produttori di dispositivi antiabbandono che abbiamo interpellato non abbiano tralasciato la sicurezza dei dispositivi in caso di incidente. Abbiamo quindi chiesto ulteriori chiarimenti ad Altroconsumo sulla sua posizione, giungendo a una conclusione più rassicurante per i genitori che hanno già fatto l’acquisto.“Dalla discussione che Altroconsumo ha avuto con diversi laboratori che certificano seggiolini e prodotti, siamo convinti che i prodotti “indipendenti” non alterino la protezione offerta dal seggiolino”, ha chiarito Altroconsumo. Tuttavia il decreto lascia insoluti alcuni dubbi sull’interpretabilità dell’uso del Bluetooth e la validità delle norme ECE R44 ed ECE R129. Secondo le norme di omologazione dei seggiolini infatti non dovrebbero esserci cuscini ausiliari ad alterarne le caratteristiche. Una osservazione che sicuramente richiederà un ulteriore chiarimento del Ministero dei Trasporti.

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Autovelox illegali se il prototipo non supera omologazione e approvazione

di Donato D'Ambrosi

Come si ha la certezza se un autovelox utilizzato per comminare una multa è realmente attendibile? Le tesi sull’(in)affidabilità di Autovelox, Photored, Etilometri e altre apparecchiature usate dalla Polizia sono esplicitate nella relazione tecnica di Giorgio Marcon, Consulente Tecnico specializzato, che ipotizza una grossa falla nell’utilizzo di apparecchiature non omologate e approvate. I rischi, come riporta Marcon, oltre alla caccia alle streghe in nome della sicurezza stradale, se l’ipotesi venisse confermata, riguardano anche corruzione e truffa ai danni della Pubblica Amministrazione. Vediamo perché ogni automobilista multato con apparecchiatura di rilevamento della velocità o alcol rischia di essere vittima di questa falla normativa.

PRESCRIZIONI NORMATIVE SULLE APPARECCHIATURE DI MISURAZIONE

Sull’omologazione e approvazione delle apparecchiature per l’accertamento della velocità bisogna considerare le disposizioni normative:

Art.192 comma1-2-3 Reg. CDS sull’omologazione del prototipo, stabilisce che: “l’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del Ministero dei lavori pubblici accerta, anche mediante prove, e avvalendosi, quando ritenuto necessario, del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, la rispondenza e la efficacia dell’oggetto di cui si richiede l’omologazione alle prescrizioni stabilite dal regolamento, e ne omologa il prototipo quando gli accertamenti abbiano dato esito favorevole…
Art. 345 comma 2 Reg. CDS, sull’approvazione del modello stabilisce che: “Le singole apparecchiature devono essere approvate dal Ministero dei lavori pubblici.
Art.142 comma 6 CDS stabilisce che: “Per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. “Per apparecchiature debitamente omologate – spiega Marcon – si intende quindi tutte le apparecchiature e non solo il prototipo omologato”.

OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE, COSA CAMBIA

Secondo la Cassazione: “L’approvazione va riferita ad ogni singola apparecchiatura, dopo che è stato approvato il suo prototipo con riferimento alle apparecchiature che debbono essere solo approvate ma non omologate”. Si fa riferimento in particolare a rilevatore del flusso del traffico e tutte le apparecchiature che non fanno sanzioni. “Vuol dire tutte le apparecchiature e non solo il suo “prototipo” omologato.” Sottolinea Marcon. Diversamente, il legislatore avrebbe affermato che solo il prototipo deve essere omologato, come avviene per l’etilometro (art. 379 comma 6 – “La Direzione generale della M.C.T.C. provvede all’omologazione del tipo degli etilometri che, sulla base delle verifiche e prove effettuate dal Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicoli e Dispositivi (CSRPAD), rispondono ai requisiti prescritti!)”. “Sicché, ogni strumento utilizzato, autovelox/Photored ecc. deve essere omologato.” Afferma il Tecnico.

PERCHÉ GLI AUTOVELOX SONO FUORILEGGE

Per risalire al bandolo della matassa, Marcon fa un esempio semplice: se il prototipo di un autovelox è omologato ai sensi dell’articolo 192, e la singola apparecchiatura è approvata ai sensi dell’art. 345 comma 2, la rilevazione effettuata dall’apparecchiatura solamente approvata, non corrisponde più al dettato dell’art. 142 comma 6. Sarebbe un rilievo effettuato con apparecchiatura solamente approvata ai sensi del 345 comma 2 e non omologata come per il cronotachigrafo. In riferimento al cronotachigrafo Marcon ricorda che: “l’omologazione del cronotachigrafo è accompagnata da 21 pagine per il software e ben 27 pagine per lo strumento, con tutte le prescrizioni necessarie, verifiche e tarature periodiche.” Mentre per le apparecchiature circolanti in Italia utilizzate per il rilevamento delle velocità “il MIT liquida con una o due al massimo tre paginette una determina dirigenziale, spacciandola per Decreto di Approvazione, quando per l’Omologa del Cronotachigrafo ci sono ben 48 pagine”.

LE MULTE COMMINATE CON STRUMENTI POCO PRECISI

Secondo la relazione tecnica di Marcon le apparecchiature circolanti ed utilizzate in Italia sono prive della debita omologazione a cura dell’Ente Ministeriale MISE. “La sicurezza è importante, ma il sacrificio dei diritti non può avvenire solo sulla base di rilevazioni soggettive delle Forze dell’Ordine, o per mezzo di apparecchi poco efficienti. Se non siamo in grado di fornire agli agenti autovelox/etilometri correttamente funzionanti secondo i parametri legali, del pari controllati ed in grado di produrre in concreto risultati attendibili, allora la sicurezza stradale è un lusso che non ci possiamo permettere. Ovvero e meglio, non appare legittimo attribuire rilevanza amministrativa/penale alle sanzioni che siano conseguenza di misurazioni ed accertamenti di fatto erronei.

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Consumi auto elettriche: quanti km con l’energia di un litro di benzina?

di Nicodemo Angì

consumi-auto-elettriche

Il fenomeno delle automobili elettriche sta scuotendo l’automotive: si tratta di veicoli con componenti, modi d’uso e modelli di business piuttosto nuovi. Anche l’automobilista vedrà cambiamenti, ad esempio nel rifornimento: la lentezza è superabile con le colonnine rapide ma non ci sono liquidi, soltanto silenziose cariche elettriche. Ma se si volessero confrontare i consumi di un’auto elettrica e quelli di un’auto tradizionale, come si fa? L‘EPA ha definito un criterio di equivalenza tra l’energia di un gallone di benzina e quella che può immagazzinare la batteria di un’auto elettrica.

PARLIAMO DI ENERGIA

Un modo sensato di confrontare, sul versante dei consumi, le automobili elettriche/ibride con quelle azionate dagli ICE (Internal Combustion Engine) prevede la comparazione dell’energia bruciata. Per avere dati omogenei occorre quindi esprimere le diverse energie nella stessa unità di misura, ad esempio il kWh. La parola “energie” evidenzia le diverse forme di questo concetto: nei carburanti c’è energia chimica mentre un motore eroga energia meccanica. Una centrale idroelettrica sfrutta l’energia potenziale dell’acqua che, cadendo da una certa quota, acquista energia cinetica, che è quella che aziona il generatore. Tornando alle automobili, la comparazione comporta l’espressione dell’energia di un certo volume di carburante, ad esempio in kWh al litro o al gallone.

LE MIGLIA DIVENTANO ELETTRICHE

L’Environmental Protection Agency degli Stati Uniti lo ha fatto, assegnando ad un gallone di benzina (3,785 litri) l’energia di 33,7 kWh. EPA misura i consumi dei veicoli in Miles Per Gallon (MPG) e quindi l’MPGe è il consumo delle elettriche in miglia/gallone equivalenti. È ora facile comparare i consumi: un’elettrica che per fare 100 miglia consuma 33,7 kWh è come se avesse consumato un gallone di benzina. Inciso: la grande densità energetica della benzina (il gasolio fa meglio) appare subito: bastano 3 galloni per immagazzinare 100 kWh di energia. 12 litri di benzina, che pesano meno di 10 kg, hanno la stessa energia delle grandi e pesanti batterie di una Tesla Model S. Si spera nelle batterie a flusso, ideali anche per stoccare le energie rinnovabili, e in quelle allo stato solido, ma ad oggi il confronto è improponibile.

CONSUMI AUTO ELETTRICHE: BASSISSIMI

La rivincita arriva però dai rendimenti, che fanno crollare i consumi delle elettriche e delle ibride (quando viaggiano a batteria). Lo scettro dell’EPA va alla Hyundai Ioniq Electric: nel ciclo combinato percorre 136 MPGe, in città 150 e in autostrada “scende” a 122 MPGe. Il consumo per 100 miglia (161 km) è di 25 kWh, ovvero l’energia di 2,81 litri di benzina (o,74 galloni): si parla quindi di circa 57 km/litro! La più efficiente fra le Tesla Model 3, la Standard Range Plus, è data per 133, 140 e 124 MPGe rispettivamente. La piccola Fiat 500e si ferma a 112 MPGe combinate; fanno meglio e-Golf e Chevrolet Bolt (119) mentre la Audi e-tron si ferma a 74.

IBRIDE PLUG-IN SUGLI ALLORI

Torniamo ai carburanti tradizionali: per l’EPA la diesel più efficiente è la Chevrolet Cruze, con 37/31/48 MPG mentre la BMW Serie 3 2.0 segna 36/31/43. Si parla quindi di circa 18 km/litro ma le elettriche sono su un altro pianeta. Le auto a benzina si difendono: la piccola Chevrolet Spark segna 33 MPG combinate, la Fiat 124 30 e la Volvo V90 fa 27. Le ibride plug in sono comunque vantaggiose: la Prius Prime segna 133 MPGe combinate in elettrico e 54 MPG nell’uso a benzina. Del resto il sito fueleconomy.gov riporta che il rendimento dal serbatoio alle ruote per le auto a benzina varia fra il 17 e il 21%. Le elettriche sfoggiano un 59 – 62% “dopo” la rete, ossia mettendo nel calcolo batteria, inverter, motore e trasmissione.

VOGLIAMO PIÙ DATI

I dati dell’EPA, anche se le procedure test sono diverse da quelle europee, sono molto completi e utili per valutare le diverse automobili. I siti USA dei costruttori li mettono in grande evidenza ma purtroppo non si può dire lo stesso per il nostro Paese. Non sembra esistere un sito ufficiale per i dati di consumo delle automobili e i Costruttori non li evidenziano molto. Sappiamo che il consumo delle elettriche è espresso in kWh per 100 km, misurati con il ciclo WLTP, ma trovare questo dato non è facile. L’inchiesta di SicurAUTO.it ha chiarito quanto costa la manutenzione delle auto elettriche e ibride e vorremmo trovare altrettanto facilmente i dati dei consumi. Quest ritrosia non ci esalta e desidereremmo vederli “tradotti” in litri/100 km : perché ragionare in galloni e miglia?

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Semaforo rosso: multa con T-Red valida anche senza omologazione

di Redazione

Semaforo rosso multa T-Red

In caso di passaggio con semaforo rosso, la multa con il T-Red è valida anche se l’omologazione dell’apparecchio non è indicata. Lo ha ribadito di recente la Corte di Cassazione, spegnendo sul nascere le speranze di un automobilista veneto. Costui, infatti, aveva fatto ricorso al Giudice di Pace nella speranza di vedersi annullare una sanzione di 153,90 euro e la decurtazione di 6 punti sulla patente per aver ignorato un rosso a un incrocio.

LA PRECISAZIONE DEGLI “ERMELLINI”

Tra le motivazioni del ricorso l’automobilista aveva inserito proprio la mancata indicazione dell’omologazione del T-Red. Ma la Cassazione ha chiarito che il verbale dell’infrazione è valido anche senza quel riferimento. I giudici della Suprema Corte hanno spiegato infatti che gli apparecchi T-Red non sono soggetti all’obbligo di taratura in quanto non costituiscono strumenti di misurazione della velocità, contrariamente agli autovelox. Di conseguenza non è necessario che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso. E soprattutto che tale controllo sia specificato nel verbale d’accertamento dell’infrazione.

SE IL T-RED INDIVIDUA L’INFRAZIONE, LA MULTA RIMANE

Ricapitolando,“se il rosso viene ignorato dall’automobilista e la violazione viene testimoniata dalla telecamera presente sull’impianto semaforico, la validità della multa non può essere messa in discussione”. Può esserci eccezione solo in caso di malfunzionamento dell’apparecchio o di suo difetto di costruzione o installazione. Queste circostanze, però, devono risultare nel caso concreto, sulla base di evidenze debitamente provate e allegate da chi presenta ricorso. La nuova pronuncia della Cassazione è stata riportata dall’Ansa, che ha citato il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it.

I PRECEDENTI DEL 2016

Ricordiamo che nel 2016 la Corte di Cassazione aveva già precisato che la multa per passaggio con il semaforo rosso segnalata da un T-Red (o Photored) è valida anche in assenza della contestazione immediata da parte delle Forze dell’ordine, essendo sufficiente la fotografia scattata dal dispositivo elettronico di accertamento. Sempre tre anni fa la Suprema Corte era intervenuta pure per confermare un altro aspetto. Ovvero che la validità delle sanzioni non può essere inficiata dalla mancata segnalazione dell’apparecchio T-Red. Questo perché le norme che impongono di segnalare la presenza degli autovelox non possono essere estese ai dispositivi che ‘vigilano’ sui semafori. Quindi chi ha ricevuto una multa per passaggio con il semaforo rosso accertata con T-Red deve cercare altri vizi formali o procedurali su cui fondare l’eventuale ricorso.

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Cerchi in lega vintage 17″ Escort e Sierra Cosworth OZ

di Paolo Turco

Cerchi in lega per Cosworth: arrivano gli OZ con nuove misure omologate per Ford Escort Cosworth  e Ford Sierra Cosworth. Sono i “Rally Racing” e “SuperturismoLM”

Dopo le bellissime ruote per la Delta Integrale arriva sempre dalla OZ una proposta interessante per i possessori Cosworth: sono i cerchi in lega Rally Racing, look vintage, simbolo dei Rally mondiali anni ’80 e ’90, e i cerchi Superturismo LM ora omologati NAD in 17” rispettivamente per Ford Escort Cosworth ed Sierra Cosworth.

Cerchi Rally Racing omologati per Ford Escorth Cosworth OZ

Arriva un nuovo gruppo ruota omologato NAD con una misura omologata sui cerchi Rally Racing per Ford Escort Cosworth della misura 8×17” 4×108 ET 35 con possibilità di installare un pneumatico associato 235/40R17, grazie alla omologazione NAD 

Cerchi SuperturismoLM omologati per Ford Sierra Cosworth

Un nuova misura di cerchio arriva anche per la Sierra Cosworth con i cerchi Superturismo LM che con l’omologazione NAD è possibile installare nella misura 7,5×17” 4×108 ET 40 con un pneumatico associato 225/35 R17.
La meccanica della Sierra Cosworth garantiva adrenalina, prestazioni e guida di traverso, mentre l’estetica era caratterizzata dall’alettone a coda di balena che la fece soprannominare “pinnone”. Solo qualche anno più tardi, la Ford Escort Cosworth ne ha seguito le orme: bassa, larga, passaruota muscolosi e ancora una volta un mega alettone sul posteriore.

Queste ruote sono disponibili presso la rete vendita di OZ Racing.
OZ Racing – Tel. 049/9423001 – www.ozracing.com

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Cerchi Rally Racing per Lancia Delta Evoluzione

di Marco Savo

FOTO Cerchi Rally Racing Lancia Delta Evoluzione

CERCHI RALLY LANCIA DELTA OZ Racing propone per la Lancia Delta storica dei bellissimi cerchi in lega bianchi, personalizzati con la scritta rossa OZ Racing. Si tratta infatti del famoso modello da rally che ha caratterizzato la Deltona nel loro periodo d’oro alla fine degli anni ’80 ed agli inizi dei 90.

Cerchi Rally Racing OMOLOGATI Lancia Delta Evoluzione

Oggi dunque questi mitici cerchi sono omologati per le storiche Lancia Delta Evoluzione, la misura omologata è 8×17 5×98 oppure 5×100 entrambe con ET 35 e pneumatico associato 225/35R17.

La Lancia Delta Integrale è un’auto che fa battere il cuore, che fece la sua prima comparsa sul mercato alla fine degli anni ’80, e sulla scena dei Rally Mondiali dominando con il campionissimo Miki Biasion. Nel 1988 e 1989 il binomio Lancia-Biasion vinse il campionato del Mondo Rally.Cerchi Rally Racing Lancia Delta Evoluzione

Lancia Delta Evoluzione RADUNO Nazionale

Il mito della Delta è sempre presente nei cuori degli appassionati delle auto sportive, in Italia ci sono molti possessori affiliati a Club che organizzano dei raduni per condividerne la passione e tenerne sempre vivo il mito. Il 7 e 8 aprile ad esempio il Delta Club Italia al Lido di Jesolo (VE), si svolge il raduno nazionale presso la Pista Azzurra.

In occasione di quest’evento sarà presente anche OZ Racing per incontrare tutti gli appassionati e presentare al mercato questa omologazione tanto attesa.

Da oggi infatti tutti i possessori di questa auto, vero mito della storia, possono equipaggiarla con Rally Racing, i famosi cerchi bianchi di OZ con la scritta rossa che hanno percorso vittoriosi le strade dei principali Rally mondiali di fine anni ’80 e anni ’90, e riportarla così ai grandi fasti di quegli anni.Cerchi Rally Racing Lancia Delta Evoluzione

Info: OZ Racing www. ozracing.com

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Omologazioni Accessori 4×4 4Technique

di Giovanni Mancini

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Novità sul fronte omologazioni dei fuoristrada (Suv e fuoristrada più seri) arrivano da Modena dove 4Technique, nota azienda specializzata nella produzione e vendita di accessori per la preparazione dei fuoristrada, è stata abilitata alla produzione in piccola serie di veicoli (costruttori di seconda fase) con riconoscimento dal CUNA (Commissione Tecnica di Unificazione dell’Autoveicolo). 4Technique, in stretta collaborazione con CETOC (Centro Tecnico Omologazioni e Consulenze), ha intrapreso così la strada della omologazione di accessori per fuoristrada, SUV e veicoli speciali. In questo modo chi possiede un SUV potrà leggermente “agilizzarlo” con la sostituzione di un assetto, l’applicazione di un piccolo verricello, un portapacchi rendendolo così più off-road. Chi possiede un fuoristrada vero potrà, entro certi limiti, renderlo completamente omologato nonostante abbia un grosso verricello o delle gomme maggiorate piuttosto che dei paraurti rinforzati. Gli specialisti di 4Technique, sono in grado di fornire sempre più garanzie sulla qualità dei prodotti venduti aggiungendo anche la massima legalità. Sulla rivista Elaborare4x4, specializzata nella preparazione dei fuoristrada, seguirà un approfondimento di questa importante novità. Info e Contatti 4Technique Via Germania, 19 -  41122 Modena (MO) Telefono: 059 451702 - email: info@4technique.it
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