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Lego annuncia il set 76896 – Nissan GT-R Nismo realizzato in collaborazione con Nissan

di Mabelle Sasso
Lego ha annunciato il nuovo set della linea Speed Champions, si tratterà della riproduzione della Nissan GT-R Nismo. Il set avrà come numero di serie 76896 e, come è facile intuire, sarà intitolato semplicemente Nissan GT-R Nismo. Il set 76896 – Nissan GT-R Nismo sarà realizzato in collaborazione con la casa automobilistica giapponese e omaggerà […]

Nissan IMk, il concept futuristico al Salone di Tokyo

di Valentina Acri
Nissan IMk è il nuovo concept dell’azienda giapponese presentato in occasione del Salone di Tokyo 2019. Un concept urbano ed elettrico con il quale Nissan anticipa l’idea dei suoi veicoli del futuro mostrando un nuovo flusso di progettazione. Il prototipo combina la forma compatta ad un design sofisticato ed elegante, includendo le ultime tecnologie a […]

L’AEB difettoso può frenare senza motivo: i falsi positivi sulle Nissan X-Trail

di Donato D'Ambrosi

La frenata automatica AEB permette di evitare un incidente o limitare le conseguenze di una collisione. Negli USA dal 2020 tutte le auto nuove avranno l’AEB di serie. E proprio questa novità sta generando preoccupazioni dopo i casi di attivazioni spontanee senza motivo sulle Nissan X-Trail. Un’indagine dell’NHTSA conferma che l’AEB può avere dei falsi positivi e nel caso Nissan-Infiniti avrebbe già causato incidenti per frenate improvvise senza ostacoli. Quando un sistema di frenata automatica fallisce? Vediamo nel dettaglio i motivi per cui l’AEB può frenare senza motivo l’auto.

L’AEB DIFETTOSO FRENA SENZA MOTIVO

L’indagine sull’AEB difettoso aperta dalla NHTSA (l’agenzia per la sicurezza dei trasporti USA) parte da una segnalazione dell’ente Center for Auto Safety. L’NHTSA sostiene di aver ricevuto 128 denunce e alcune testimonianze di incidenti provocati da falsi positivi della frenata automatica. I dubbi sul funzionamento dell’AEB sono nati dopo un richiamo di oltre 75 mila Nissan X-Trail (negli USA e Canada si chiama Vogue) per un aggiornamento al software dell’AEB.

I FALSI POSITIVI DELL’AEB NISSAN

Il problema dei falsi positivi dell’AEB (l’auto frena anche se davanti non c’è nessun ostacolo) è stata la principale preoccupazione dei Costruttori che non hanno voluto adottarlo fin da subito. E a quanto pare esiste una casistica presumibilmente legata a una falla nella taratura degli ADAS in fabbrica. Nissan avrebbe affermato che le segnalazioni legate a malfunzionamento dell’AEB sono 750 con 12 incidenti. I problemi riscontrati nelle Nissan X-Trail americane richiamate si verificano quando l’auto passa davanti a un passaggio a livello o un cartello metallico sospeso.

RICALIBRARE GLI ADAS PER EVITARE FALSI POSITIVI

I falsi positivi per i quali Nissan ha dovuto richiamare le X-Trail si possono spiegare facilmente con un difetto del software o comunque con un’errata taratura del sistema AEB. E’ per questo motivo che gli interventi di manutenzione dovrebbero essere sempre svolti da personale tecnico addestrato ed equipaggiato. In tutti i casi in cui una riparazione può alterare la posizione della telecamera sul parabrezza o le riprese (es, se si cambiano gli ammortizzatori potrebbe variare l’altezza da terra) è fondamentale fare la taratura degli ADAS. E’ un’operazione che serve proprio ad evitare che lo spostamento impercettibile della telecamera in officina mandi in tilt gli ADAS generando appunto falsi positivi e situazioni di pericolo.

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Nuova NISSAN JUKE 2019 anteprima

di Andrea Galeazzi
Ma lo sapevate che la “vecchia” Nissan Juke era in listino da quasi 10 anni?! Longevità rarissima nel mondo dell’auto. Merito del design sicuramente di rottura. Personalmente mi è sempre piaciuta, simpatica, sportiva, fumettosa aveva dei limiti di abitabilità interna […]

Nissan perde il 90% dei profitti e si prepara a massicci licenziamenti

di Donato D'Ambrosi

Nissan affronterà un periodo di rinnovamento che per 10 mila dipendenti nel mondo significherà cambiare mansione o anche lavoro. Dopo l’uscita dell’ex CEO Ghosn, Nissan fa i conti con un calo di profitti e scarse vendite soprattutto negli USA. Così dopo il piano di tagli annunciato a maggio Nissan si avvia verso una fase di rinnovamento dei modelli e di ridimensionamento degli stabilimenti che lavorano meno.

NISSAN E LA POLITICA USA DEGLI SCONTI

L’uscita di scena di Carlos Ghosn, che ora ha avviato anche un’azione legale contro Nissan, ha portato a un calo delle vendite soprattutto negli USA. L’ex CEO infatti era noto per la sua proverbiale capacità di risollevare le finanze con politiche apprezzate e discusse. Dopo Ghosn, Nissan si trova nel primo trimestre con il peggior bilancio che abbia mai registrato negli ultimi 10 anni, riporta Reuters. “Le performance in calpo negli Stati Uniti è un grosso problema che stiamo affrontando“, ha spiegato Motoo Nagai, presidente del comitato di revisione Nissan. “Per molto tempo ci siamo preoccupati di inseguire i numeri. Ora è il momento di migliorare il marchio

10 MILA POSTI IN MENO NELLE FABBRICHE LENTE

Non ci sarebbero info ufficiali sul nuovo piano di tagli mentre è confermato il calo di profitti del 90% nel primo trimestre. Un calo di vendite che negli USA, il secondo mercato di riferimento per Nissan, ha riguardato soprattutto la Altima. I tagli annunciati a maggio di 4800 dipendenti sarebbero diventati 10 mila e riguarderebbero tutti gli stabilimenti esteri che hanno meno operatività. La notizia riportata da AutoNews non è stata commentata ufficialmente da Nissan, che deve fare i conti anche con la causa legale dell’ex CEO Ghosn contro l’azienda che l’ha messo alla porta.

GHOSN CONTRO NISSAN E MITSUBISHI

Carlos Ghosn ha fatto causa a Nissan chiedendo un risarcimento di 17 milioni di dollari perché, secondo i suoi legali, sarebbe stato licenziato senza una giusta causa. Il manager argentino a capo dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi intanto è imputato anche nel procedimento legale in corso in Giappone. Ghosn si sarebbe avvalso di una legge che impone nei Paesi Bassi, dove è stata depositata la denuncia contro Nissan e Mitsubishi, di comunicare la causa al dipendente del licenziamento. Mitsubishi e Nissan invece sostengono che il manager abbia ottenuto in modo improprio 9 milioni di dollari di risarcimenti. Solo il tribunale olandese stabilirà se la richiesta è lecita, ma per ora non è ancora stata fissata la data del processo.

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Taxi Drift all’Autoshow Elaborare Day a Modena

di redazione

Il 22 settembre all’Autodromo di Modena si svolgerà il Taxi Drift! Sarà la Gallo Drifting School, che è partner dell’Autoshow di Elaborare, a occuparsi della gestione del Taxi Drift. A disposizione del pubblico ci saranno due BMW M3 e due Nissan (Silvia e 350Z), appositamente preparate per le esibizioni in pista con traversi e fumate.

Chi vorrà provare l’ebbrezza del drifting potrà prenotarsi via mail – corsidrift@gmail.com – oppure direttamente al Box della scuola. Il costo è di 30 Euro (2 giri di pista) – 40 Euro (tre giri) e 50 Euro (4 giri). Sono necessari il casco e lo scarico di responsabilità.

Il 22 settembre tutti all’Autodromo di Modena dove si svolgerà l’AutoShow di Elaborare! Oltre alla consueta attività di TrackDay in pista e alle numerose aziende del settore presenti, all’Autoshow di Elaborare si svolgeranno numerose iniziative per una full immersion totale nel mondo del motorsport. L’ingresso è gratuito per auto e visitatori!
www.elaborare.comwww.auto-show.it/

NON PRENDERE IMPEGNI VIENI A MODENA IL 22 SETTEMBRE!
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Autodromo di Modena
Autodrmo di Modena AUTOSHOW



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Renault, Nissan e Mitsubishi: via ai test con Waymo in Francia e Giappone 

di Antonio Elia Migliozzi

Prosegue il lavoro di Renault e Nissan per arrivare alla guida autonoma. I due costruttori hanno stretto una alleanza strategica con Waymo. Dopo FCA e Jaguar anche Renault e Nissan entrano in contatto con l’azienda americana. Il progetto prevede lo sviluppo congiunto di nuovi servizi di mobilità a guida autonoma. Presto vedremo le auto della flotta Waymo attive anche in Francia e in Giappone. I costruttori si sono accordati con Waymo per operare nel campo dei servizi di mobilità autonoma per le persone e le merci. La notizia della partnership con Waymo arriva a pochi giorni da quella dell’apertura di un nuovo centro di ricerca di Renault in Israele. L’azienda francese e i suoi alleati proseguono quindi verso la realizzazione dei loro obiettivi strategici.

ALLEANZE AUTONOME

Il Gruppo Renault e Nissan Motor hanno un nuovo alleato. I due costruttori hanno appena firmato una partnership con Waymo. L’accordo esclusivo prevede una prima fase esplorativa, che riguarda tutti gli aspetti relativi ai servizi di mobilità a guida autonoma per il trasporto delle persone e la consegna di merci. Questo significa che Renault e Nissan forniranno il loro sostegno per portare sulle strade di Francia e Giappone la tecnologia sviluppata da Waymo. Si tratta di un passaggio importante a cui ne potrebbero seguire di altri. Alla luce dell’accordo i brand lavoreranno per unire le forze e ampliare le loro competenze tramite la valutazione delle opportunità di mercato. Questo prevederà, non solo la probabile fornitura di una flotta dedicata, ma un lavoro di ricerca sulle questioni commerciali, giuridiche e normative riguardo l’auto driveless.

LEADERSHIP MONDIALE

L’alleanza tra Renault, Nissan e Waymo punta sulla dimensione internazionale e sull’ampio raggio d’azione. Il piano abbraccia tutti i segmenti dai veicoli commerciali alle autovetture. Per arrivare alla guida autonoma l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi ha scelto di puntare su un leader mondiale come Waymo. L’azienda americana è specializzata nelle tecnologie a guida autonoma ed ha accumulato oltre 16 milioni di chilometri nei suoi test su strada. La partnership segna una prima tappa nello sviluppo di servizi di mobilità autonoma a lungo termine. Il lavoro tra Francia e Giappone, non esclude un ulteriore allargamento degli orizzonti. In un secondo momento potranno essere considerati altri mercati ma la Cina viene fin da ora esclusa. Il Gruppo Renault e Nissan fanno sapere che si tratta di una “alleanza esplorativa” ma dai toni trapela un certo ottimismo.

LA PROSPETTIVA

Da parte sua John Krafcik, Ceo di Waymo, ha detto: “Grazie alla portata internazionale dell’alleanza, il nostro Waymo Driver può fornire soluzioni di mobilità differenziate in Francia, Giappone”. La notizia dell’accordo tra Renault, Nissan e Waymo arriva a pochi giorni da un’altro importante evento. La scorsa settimana Renault ha inaugurato un nuovo centro di ricerca sulla guida autonoma in Israele. La collaborazione con le migliori start-up israeliane permetterà a Renault di concentrarsi sulle tecnologie per il futuro dell’auto. Il nuovo centro di ricerca in Israele si aggiunge agli altri Innovation Lab dell’Alleanza Renault Nissan. Quelli già attivi si trovano, rispettivamente, nella Silicon Valley e a Shanghai. Insomma la prospettiva è quella di accelerare la ricerca sulla guida autonoma grazie a partnership importanti con leader del settore tecnologico.

 

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Il 52% dei genitori si distrae al volante per controllare i bambini

di Antonio Elia Migliozzi

La sicurezza in auto non è uno scherzo soprattutto quando ci sono in ballo le vite dei più piccoli. Ecco allora che Nissan ha condotto uno studio per capire come i dispositivi di sicurezza attiva stiano trasformando i viaggi in auto. Secondo il 43% dei driver italiani la loro prossima auto dovrà essere dotata di sistemi di assistenza alla guida. Dispositivi come il cruise control adattivo o l’avviso di abbandono involontario della corsia di marcia possono fare davvero la differenza. Come specifica Nissan non si tratta solo sicurezza ma anche di comfort di viaggio. In questa direzione il brand giapponese ha sviluppato il pacchetto ProPILOT che assiste il driver in fase di sterzata, accelerazione e frenata. Sebbene si tratti di strumenti che non escludono la responsabilità del driver conviene davvero approfondirne la conoscenza.

SICUREZZA

Nissan ha condotto uno studio per capire quanto i sistemi di assistenza alla guida possano fare la differenza al volante. Si tratta di strumenti sempre più necessari soprattutto per i genitori con figli piccoli. Per capire come stiano cambiando le abitudini dei driver Nissan ha messo sotto la lente di ingrandimento un campione di 1.000 driver. Ormai è chiaro che nella scelta di un nuovo veicolo la sicurezza gioca un ruolo centrale. Dai numeri oltre 1 un acquirente su 3 (il 43%) ha dichiarato che la sua prossima auto dovrà avere la frenata automatica d’emergenza, l’avviso cambio di corsia involontario o il cruise control adattivo. La presenza di bimbi a bordo porta oltre 5 genitori italiani su 10, il 52% del totale, a confessare che è faticoso concentrarsi al volante quando i piccoli passeggeri si agitano.
GLI STRATAGEMMI
Dalla ricerca Nissan emerge la preoccupazione dei genitori. Quasi 3 genitori su 10, il 27% del campione, sono consapevoli che proprio l’inquietudine dei bimbi può rappresentare una distrazione alla guida. Tra le principali minacce alla guida il podio è occupato da litigi (75%), capricci (61%) e calci al sedile del conducente (51%). Tutte situazioni molto pericolose se consideriamo che i genitori trascorrono in media circa 4 ore a settimana in auto con i figli. Tra le strategie per tenere i bimbi occupati in testa ci sono tablet e smartphone (35%), giocattoli (39%), canzoni (59%) e caramelle (16%). Va detto che nonostante le nuove tecnologie ogni conducente è l’unico responsabile del veicolo e niente e nessuno può sostituirlo. E’ giusto sapere che l’auto è dotata di tecnologie in grado di prevedere e prevenire situazioni di rischio e può trasmettere maggiore tranquillità al guidatore.
NEL DETTAGLIO
Nissan ha messo a punto il suo pacchetto ProPILOT che sintetizza la sua tecnologia di assistenza alla guida. Il pacchetto tecnologico prevede che il driver mantenga sempre le mani sul volante e gli occhi sulla strada seguendo le fasi di sterzata, accelerazione e frenata. Nissan ProPILOT è pensato per dare il massimo in autostrada e ottimizzato per l’impiego nel traffico. Il pacchetto Nissan include il cruise control adattivo, il lane assist per mantenere la corsia e il Traffic Jam Pilot. Quest’anno permette di seguire la vettura che precede alla distanza stabilita e, se necessario, rallenta o arresta l’auto. Non mancano telecamera a 360° e frenata d’emergenza. Ad oggi il Nissan ProPILOT è disponibile sull’elettrica LEAF e a bordo dei SUV Qashqai e X-Trail.

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Fusione FCA-Renault: il governo francese detta le condizioni

di Redazione

Risale a lunedì scorso la proposta avanzata da FCA di una “fusione tra eguali”, un 50-50, con il gruppo Renault. Oggi la discussione entra nel vivo, con il ministro dell’Economia francese Le Maire che detta le sue condizioni per una possibile fusione dei due colossi.

LE GARANZIE RICHIESTE DAL GOVERNO FRANCESE

Lo Stato transalpino è il maggiore azionista di Renault. Detiene il 15% delle quote e proprio per questo motivo il progetto non può prescindere dall’approvazione del governo francese. Il Ministro Le Maire ha avanzato numerose richieste. La sede operativa del gruppo dovrà essere a Parigi. Il governo francese dovrà avere un posto riservato nel Cda del futuro colosso. E gli azionisti di Renault avranno un dividendo straordinario assicurato. Oltre a queste condizioni, Parigi esige quattro garanzie. Il rispetto della collaborazione Renault-Nissan. La tutela dei posti di lavoro e degli stabilimenti. Una governance equilibrata e la partecipazione del futuro gruppo al progetto europeo sulle batterie elettriche.

L’INCOGNITA NISSAN

La possibile fusione ha già messo in stato di allerta i partner nipponici della casa francese, Nissan e Mitsubishi. Il Ceo di Nissan Hiroto Saikawa ha dichiarato che il progetto, se andasse in porto, «altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Ciò richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault». Questo analizzando i rapporti contrattuali esistenti per proteggere gli interessi della Casa giapponese. Sempre Saikawa ha però aggiunto che la fusione rappresenterebbe una grande opportunità di crescita per entrambe le entità dell’alleanza franco-giapponese. «Credo che la potenziale aggiunta di FCA come nuovo membro dell’Alleanza potrebbe ampliare il campo di gioco per la collaborazione. Oltre a creare nuove opportunità per ulteriori sinergie».

I DUBBI DEGLI ESPERTI

Molti sono i dubbi sollevati da analisti ed esperti riguardo al progetto. C’è chi sostiene che il gruppo italo-americano trarrebbe troppi vantaggi da una fusione a queste condizioni. Per esempio, FCA avrebbe accesso al know-how acquisito da Renault nel campo delle auto elettriche. Un fiore all’occhiello del gruppo d’Oltralpe. Altri ritengono che la fusione creerebbe problemi di governance, come già è successo per Essilor-Luxottica. Altri ancora, sindacati in primis, si preoccupano per i possibili tagli al personale e chiusure di stabilimenti. Anche se sia Renault che FCA hanno garantito che in caso di fusione non ci saranno conseguenze per i dipendenti. Nonostante le perplessità, FCA ha già reso noto che l’offerta è “prendere o lasciare”: 50-50. A John Elkann la presidenza del futuro gruppo e Jean Dominique Senard (n°1 di Renault) come capo esecutivo. La proposta sarà discussa da Renault durante il Cda convocato per martedì prossimo.

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Nissan Leaf vs Nissan Pulsar: quanto costa la manutenzione?

di Redazione

Quanto costa la manutenzione di un’auto elettrica? E’ vero che non andrà mai in officina? L’indagine Manutenzione Auto elettrica e ibrida confronta i piani di manutenzione ordinaria, e i costi da sostenere durante i primi 6 anni, di 40 auto tra Elettriche (EV), Ibride (HEV) e “tradizionali” (ICE). In questa pagina parliamo dei costi reali di manutenzione della Nissan Leaf 40 kWh a confronto con la Nissan Pulsar 1.5  diesel 110 cv. Quale delle due richiede meno ore di manodopera? Quali sono i tagliandi più costosi e quali ricambi si sostituiscono nei primi 6 anni sulle auto elettriche e a combustione interna? Ecco le differenze più eclatanti emerse dai piani di manutenzione ufficiali delle Nissan Leaf e Pulsar raffigurati anche nell’infografica in basso. Qui invece puoi consultare i costi di tutte le altre auto elettriche e ibride rispetto ai modelli equivalenti tradizionali. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

I ricambi da sostituire

I tagliandi della Nissan Leaf prevedono oltre a una serie di controlli la frequente sostituzione del filtro antipolline e liquido freni. Solo ad un tagliando è necessario cambiare anche il liquido di raffreddamento della batteria, il che dimostra come rispetto alla Pulsar abbia una funzione ancora più importante. Nei primi 6 anni di manutenzione della Pulsar al solito cambio di olio e filtri si aggiunge anche il kit distribuzione e cinghie. Un intervento che dimenticheremo sicuramente.

Quante ore in officina

Nissan Leaf e Pulsar richiedono quasi le stesse ore di manodopera in 6 anni (9,5 ore la Pulsar e 8,5 la Leaf) con costi più che raddoppiati per l’auto diesel a causa dei componenti usurabili. La manutenzione ordinaria più costosa della Nissan Pulsar 1.5 DCI si fa al 5^ anno per via della sostituzione del kit distribuzione. Il tagliando più caro della Pulsar (570 euro) richiede ben 2,4 ore di manodopera. Mentre la Nissan Leaf necessita solo della sostituzione del liquido di raffreddamento batteria al 4^ anno come intervento ulteriore. Il tagliando in questo caso però richiede 1,7 ore di manodopera e anche il costo – il più alto nei 6 anni – si ferma a 186 euro IVA e manodopera incluse. Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

Sintesi

Nissan Leaf 40kWh (EV)
– Ore MDP totali: 8,7 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 804 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 134 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Nissan Pulsar 1.5 DCI 110 (ICE)
– Ore MDP totali: 9,5 ore
– Costo totale 6 tagliandi: 1920 euro
– Costo medio annuale tagliandi: 320 euro
– Frequenza tagliando: 1 anno
– Intervallo km tagliando: 30 mila km

Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

 

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Nissan ProPilot 2.0: guida autonoma senza mani sul volante dall’autunno

di Redazione

Arriva dal Giappone il primo sistema di pilota automatico per automobili che non richiederà al conducente di tenere le mani sul volante. Nissan si prepara a lanciare, per il momento solo nel paese del Sol Levante, il suo nuovo ProPilot 2.0, una versione migliorata dell’attuale assistente, che permetterà di alle vetture di guidare autonomamente in autostrada.

LA VERSIONE 2.0 DEL PROPILOT

Nissan aveva promesso di lanciare un’auto con un sistema di guida completamente autonoma entro la fine della decade e pare manterrà la sua promessa. Il nuovo ProPilot 2.0 presenta svariate migliorie rispetto alla versione precedente, già venduta in 350.000 veicoli in tutto il mondo. Questa tecnologia permetterà ai veicoli di condurre i passeggeri dall’imbocco all’uscita dell’autostrada. Le vetture sapranno cambiare corsia, sorpassare e prendere l’uscita desiderata in maniera autonoma, senza il bisogno dell’intervento del conducente o che questo tenga le mani fisse sul volante. A differenza del vecchio sistema quindi, si potrà impostare una destinazione di arrivo e aspettare che l’auto guidi i passeggeri fino al luogo desiderato.

SI BASA SU SENSORI E NAVIGATORE 3D

Tetsuya Iijima, general manager del dipartimento di sviluppo del pilota automatico della casa giapponese, ha dichiarato che questo sistema porterà Nissan ad essere leader mondiale nel settore. “Tutte le funzioni sono del livello più alto al mondo – ha aggiunto – Abbiamo integrato le tecnologie più avanzate”. Il ProPilot 2.0 si compone in effetti di 7 telecamere, 5 sensori radar e 12 sonar per scandagliare la strada e la sua versione full-optional offre anche un sistema di navigazione 3D. La casa nipponica non sembra però intenzionata ad usare la tecnologia Lidar per la guida automatica, scegliendo quindi, come ha già fatto Tesla, un sistema diverso sviluppato autonomamente. Sempre Iijima però assicura che, nel complesso, il ProPilot 2.0 nulla ha da invidiare all’altro sistema in via di sviluppo.

NON SIAMO ANCORA PRONTI PER IL LIVELLO 5

Il nuovo assistente di guida presenta tuttavia qualche limitazione. Non siamo ancora al Livello 5. In primo luogo, la legge giapponese permette una guida completamente automatica solo nel caso in cui il veicolo non cambi corsia. Quindi per sorpassare sarà necessario che il conducente mantenga la presa sul volante, come misura di sicurezza. Secondo, il sistema funziona solo nelle autostrade che già sono state mappate in 3D in alta definizione. Questo punto è fondamentale per il corretto funzionamento del ProPilot 2.0: solo così il sistema riesce a posizionare l’auto sulla carreggiata con un margine di errore di pochi centimetri. In ultimo, il conducente non potrà comunque smettere di prestare attenzione a ciò che succede per strada. L’assistente usa infatti un sistema di monitoraggio per capire se il guidatore sia pronto a prendere il controllo del veicolo in ogni momento.

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Nissan progetta la città del futuro: sarà connessa e sicura

di Redazione

Sono ufficialmente iniziate le attività operative del progetto Elis Open Connected City, che si propone di riprogettare e sviluppare servizi per la mobilità nell’ambito delle smart city. Le città  del futuro che per promuovere la diffusione delle vetture a guida autonoma punta sulla connessione tra vetture e ambiente circostante. Il progetto si realizzerà grazie alla collaborazione tra Nissan, Elis e altre sette grandi aziende. Senza contare il coinvolgimento di 12 studenti del Politecnico di Milano.

CONCLUSE LE OPERAZIONI PRELIMINARI

La prima fase di progettazione del programma si è conclusa. Prevedeva la definizione dei casi d’uso e la scelta delle tecnologie di riferimento da usare in fase di test. Quest’operazione di selezione è stata portata a termine da Nissan grazie alla collaborazione con numerose aziende partner. Sono Anas, Bridgestone, Cellnex, Huawei, Open Fiber, Sas e Tim. Il team di lavoro si è quindi dotato delle tecnologie necessarie per realizzare concretamente il progetto Open Connected City, che vedrà la luce in una sorta di versione demo all’interno del Campus Elis.

LA PRIMA “CITTÀ DEL FUTURO”

Il programma entra dunque nella sua fase operativa. Il gruppo di lavoro prevede di procedere alla prototipazione e alla realizzazione dei primi test entro giugno. La sperimentazione avverrà interamente all’interno del Campus, che diventerà un esempio di smart city del futuro. Il team di sviluppo ha già anche previsto quale sarà l’auto utilizzata per mettere alla prova le tecnologie introdotte. Si tratta della Nissan Leaf, vettura elettrica più venduta della storia, ideale perché già dotata dalla Casa giapponese di numerosi strumenti utili alla sua integrazione all’interno di una smart city.

TRE CASI D’USO ALLA PROVA

Gli sviluppatori hanno individuato i tre casi d’uso da sperimentare in queste prime fasi. Innanzitutto verrà realizzato, con il sostegno di Tim, Sas e Huawei, un sistema di riconoscimento dei veicoli in tempo reale. Consentirà di inviare notifiche riguardanti scadenza bollo, assicurazione e patente del guidatore. Il secondo caso approvato riguarda la guida al parcheggio libero. È possibile per mezzo di sensori e riconoscimento immagine. Questo sistema, sviluppato con il supporto di Cellnex, Sas e Huawei, potrà essere potenziato con il coinvolgimento di alcune start-up, che offriranno servizi come il lavaggio e la ricarica dell’autovettura direttamente al posteggio. Infine, Nissan e Bridgestone si occuperanno della realizzazione di un sistema di check-up delle vetture, che sarà possibile grazie all’accesso al computer di bordo. Ci si propone quindi di identificare gli stili di guida dei conducenti, per prevedere l’usura di alcuni componenti e quando si renda necessaria la loro sostituzione.

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Nuova Nissan Micra 2019: per l’Italia arriva la versione GPL

di Redazione

La gamma della nuova Nissan Micra si è allargata in questo inizio d’anno con due novità interessanti. Si tratta della versione N-Sport, che con i suoi 117 CV si piazza al top della gamma, e dell’interessante variante IG-T a GPL. Quest’ultima, realizzata appositamente per il mercato italiano, proprio da noi troverà ampi consensi per la capacità di coniugare benefici fiscali a ridotti costi d’esercizio.

LA SECONDA VITA DEL TRE CILINDRI

La Nissan Micra GPL è spinta dal tre cilindri con cilindrata di 0,9 litri. Il motore, abbinato di serie al cambio manuale a sei marce, è l’unico in gamma a non appartenere alla nuova famiglia di propulsori 1.0 a benzina che spingono le altre versioni dell’utilitaria nipponica ma in questo secondo impiego dimostra prestazioni adeguate al tipo di auto, con una coppia di 140 Nm e un accelerazione sullo 0-100 di 12”.

GPL FIRMATO BRC

La versione a GPL della Nissan Micra monta un impianto a gas realizzato da BRC e messo a punto in collaborazione con la filiale italiana di Nissan. Fornito come primo equipaggiamento, ha un serbatoio con una capienza effettiva di 33,6 litri. Alloggiato nel bagagliaio, al posto della ruota di scorta, non ruba spazio al vano posteriore. Con questa riserva sommata a quella del serbatoio della benzina, la Nissan Micra IG-T vanta quasi 1.000 km di autonomia.

TRE ALLESTIMENTI

La Nissan Micra GPL è disponibile in tre livelli di allestimento. La versione Start ha un prezzo d’attacco di 16.450 euro e include nel prezzo vetri elettrici anteriori, sedile di guida regolabile in altezza, climatizzatore manuale, assistenza alla partenza in salita, accensione automatica dei fari, limitatore di velocità e radio Bluetooth. Gli altri livelli sono Plus, a 17.550 euro, o Max, a 18.800 euro. Il primo offre, tra le altre cose, il sistema infotainment con touchscreen da 7” e compatibilità Apple CarPlay e Android Auto. Con il secondo arrivano invece cerchi in lega da 16” e retrocamera di manovra con sensori di parcheggio.

PACCHETTO SICUREZZA

Per quanto riguarda la dotazione di sicurezza, sulla Nissan Micra è disponibile un Safety Pack: comprende frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni, abbaglianti automatici, lettura segnaletica verticale e allerta superamento involontario delle linee di carreggiata.

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Daimler: il taglio di 6 miliardi e il futuro senza Nissan-Renault

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz costretta ad una massiccia ristrutturazione. Secondo i media il colosso dell’auto tedesco si prepara ad una stretta alle voci di spesa. Allo studio tagli per circa 6 miliardi di euro dopo dopo il calo dei profitti dovuto ai dazi e alle spese per gli investimenti in elettrificazione e guida autonoma. Anche la divisione Daimler Trucks sarebbe interessata dalle misure di austerity che puntano a recuperare 2 miliardi di euro. Il nuovo Ceo Ola Kaellenius si prepara anche a misure straordinarie nei confronti dei dipendenti, con i più informati che parlano di 10.000 posti a rischio. Entro la fine dell’anno Mercedes-Benz dovrebbe anche annunciare l’addio alla alleanza commerciale con il gruppo Renault-Nissan. Tutti i dettagli.

AUSTERITY IN VISTA

Daimler sta cercando di recuperare circa 6 miliardi di euro all’interno del suo bilancio. Entro il 2021 l’azienda starebbe lavorando ad un programma di austerity per risparmiare sui costi e aumentare i guadagni. Come precisano da Manager Magazine l’azienda non ha commentano l’indiscrezione ma è molto probabile che queste decisioni sarrano annunciate a maggio. Per quella data entrerà in carica il nuovo Ceo di Daimler Ola Kaellenius al posto dell’attuale Dieter Zetsche. Lo scorso febbraio Daimler aveva affermato che avrebbe messo in campo tagli ai costi dopo che il profitto operativo era calato del 22% a fine 2018. A pesare la guerra commerciale con gli Usa di Trump e soprattutto l’aumento dei costi per lo sviluppo delle auto elettriche. Daimler prevede inoltre di azzerare le sue emissioni entro il 2040. Si tratta di un obiettivo difficile e costoso perché coinvolge la catena di produzione e tutti i fornitori.

CAMBIARE ROTTA

Altre grane per Mercedes-Benz arrivano dagli Usa. Circa 30.000 auto prodotte nello stabilimento di Tuscaloosa hanno problemi di elettronica che stanno richiedendo tempo e soldi. Secondo alcune stime il ritardo nella produzione a Tuscaloosa ha creato nei bilanci un buco da circa 2 miliardi di euro. Questo potrebbe comprimere i guadagni del primo trimestre del 2019 pesando fino a 500 milioni di euro. Si tratta di cifre non certe perché Daimler dovrebbe rilasciare il prossimo 26 aprile i dati ufficiali relativi al primo trimestre. Si parla anche di tagli in arrivo sul fronte dipendenti. Daimler sarebbe pronta a ridurre il suo organico di 10.000 unità. In questo caso possiamo pensare ad una operazione simile a quelle che hanno in programma altri brand. Con le auto elettriche che richiedono meno forza lavoro le case spingono su pensionamenti e uscite volontarie.

ALTRE MISURE

Per intervenire sulle spese correnti il nuovo Ceo Kaellenius metterà anche mano al capitolo alleanze. E’ probabile che non rinnoverà i progetti in piedi con l’alleanza Renaul-Nissan. Attualmente ci sono molti punti che rimangono poco chiari ma è probabile che Daimler non continuerà ad investire nei progetti comuni. Attualmente tra i prodotti più significativi nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra le aziende troviamo il pick-up Mercedes-Benz X-Class derivato dalla Nissan Navara. C’è anche la piccola Smart For Four che è prodotta nella stessa linea che assembla la citycar Renault Twingo. A ben guardare è di pochi giorni fa la notizia secondo cui Mercedes-Benz starebbe per spostare la produzione della Smart in Cina.

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Nissan produrrà il 15% di auto in meno: l’effetto Ghosn e le azioni in calo

di Redazione

Non sembra essere un bel momento, per Nissan. La Casa nipponica, dopo l’uscita di scena del numero uno Carlos Ghosn, taglierà la produzione del 15% per quest’anno fiscale, che per le aziende giapponesi va da marzo 2019 a marzo 2020. L’operazione, annunciata dal Nikkei, il più importante giornale finanziario del Giappone, rappresenta la più significativa riduzione a livello produttivo dell’ultimo decennio per la Casa. E arriva proprio in un momento in cui cerca di riguadagnare quote di mercato su mercati strategici, come quello statunitense, in cui è in sofferenza.

LE AZIONI TENGONO IL VALORE

Rispetto allo scorso anno, le azioni Nissan quotate alla borsa di Tokyo hanno subito un consistente calo, perdendo oltre il 15%. Da gennaio 2019, però, il titolo tiene e, anzi, mostra deboli segni di ripresa. Pari andamento hanno registrato anche a Wall Street. Proprio quando lo shock dell’arresto di Ghosn, che a fine gennaio si è dimesso da tutte le cariche, arriva questa nuova doccia fredda.

4,6 MILIONI DI AUTO IN UN ANNO

A quanto riportato dal Nikkei, che è il più importante quotidiano economico giapponese, Nissan avrebbe comunicato ai propri fornitori che per l’anno fiscale appena iniziato avrebbe previsto di produrre soltanto 4,6 milioni di auto. Questa mossa, se confermata, avrebbe due conseguenze negative. Potrebbe indebolire l’alleanza con Renault e limerebbe ulteriormente i guadagni che, secondo le previsioni, dovrebbero attestarsi intorno ai 3,58 miliardi di euro: il 22% in meno. Si tratterebbe del peggior risultato economico dal 2013.

IN ATTESA DI CONFERME

Al momento da parte di Nissan non arrivano dichiarazioni ufficiali. Unico commento alle dichiarazioni del Nikkei è arrivato via mail. Nella comunicazione la Casa si è limitata a chiarire che le notizie riportate dal quotidiano finanziario non si basano su annunci o informazioni diramati da Nissan. Ma altri chiarimenti al riguardo non sono stati resi noti. Di certo, per il nuovo consiglio dell’Alleanza, che sarà nominato a breve da Jean-Dominique Senard, Presidente di Renault, Hiroto Saikawa, nuovo CEO di Nissan, Thierry Bolloré, CEO di Renault e Osamu Masuko, CEO di Mitsubishi Motors, ci sarà molto da lavorare. La strada per superare l’era Ghosn, che per quanto sia stato criticato in tempi recenti anche per gli enormi compensi ha fatto crescere la Casa con continuità, non sarà in discesa.

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Nissan Skyline GT Turbo R34 elaborata 562 CV con preparazione Franco Alosa e guida a sinistra

di redazione

La Nissan Skyline GT Turbo R34 con 562 CV elaborata da Franco Alosa, è una preparazione con guida a sinistra e regolarmente omologata.

Nissan Skyline GT Turbo R34 elaborata

La base di partenza di questo folle progetto è una Nissan Skyline GT Turbo R34. E’ bene precisare che la GT Turbo R34 è la versione a trazione posteriore, mentre la GTR R34 è quella dotata di trazione integrale e motore 2,6 litri. Lo stesso Franco Alosa era convinto che il propulsore della GT fosse lo stesso 2600 della GTR, RB26DETT biturbo, ma quando mise il naso nei cilindri del 2,5 RB25DET NEO capì immediatamente che in comune avevano soltanto il fatto di essere dei 6 cilindri in linea.

Nissan Skyline GT Turbo R34 modificata

Il lavoro più importante sulla Nissan Skyline GT Turbo R34 modificata ha riguardato lo spostamento della guida a sinistra, con la difficoltà di non poter sfruttare le parti originali essendo stata prodotta esclusivamente con guida a destra. Alosa ha dovuto davvero fare i salti mortali, anche perché il proprietario desiderava omologarla per l’uso stradale. Si è trattato di un intervento lungo e complesso, che ha richiesto la creazione di numerosi particolari non esistenti e la costruzione ex novo di un cruscotto completo, splendidamente rivestito in alcantara in esatta copia dell’originale.

Nissan Skyline GT Turbo R34 tuning

La conversione di un’auto guida a destra in sinistra non è un’operazione semplice, soprattutto se si desidera effettuare un lavoro pulito e rifinito su una vettura per la quale non esiste una versione LHD in commercio a cui attingere per componenti e ricambi originali. La Nissan Skyline è stata prodotta soltanto con guida a destra; quindi Franco Alosa ha incontrato una miriade di difficoltà nel dover adeguare, modificare e creare nuovi particolari per questo lavoro, tanto più che l’obiettivo finale era ottenere l’omologazione per la circolazione stradale. Pensate a quanti accessori secondari sono collocati in un lato piuttosto che in un altro del vano motore, a seconda di dove è posizionato il volante.

Scheda tuning Nissan Skyline GT Turbo R34
Preparazione motore stroker € 16.000
Frizione bidisco in carbonio ATS € 2.750
Differenziale autobloccante € 1.200  
Kit Öhlins € 8.000 
Kit bracci Cusco con powerflex € 850  
Freni carboceramici € 14.000
Freno a mano idraulico € 450
Cerchi Vossen da 20” € 2.900
Elettronica completa di cablaggio €6.500
Sedili Recaro con staffe €2.500
Tappezzeria in pelle alcantara €3.400
Verniciatura da nera a blu €4.000

Costo totale intervento tuning € 62.550 

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Guida autonoma: il test del ProPilot su Nissan Leaf

di Donato D'Ambrosi

Quanto ci si può fidare realmente della guida semi autonoma e dei sistemi di assistenza sulle auto in commercio? Euro NCAP sottopone a i test di guida autonoma le auto più recenti per verificare proprio qual è il rischi di sopravvalutare la tecnologia. Dopo aver visto come si comportano Ford Focus, DS7 Crossback, BMW Serie 5, Hyundai Nexo e Mercedes Classe C, Euro NCAP si concentra sulla Nissan Leaf. Ecco nel video qui sotto cosa succede in una situazione di emergenza quando il guidatore si affida totalmente al sistema ProPilot della Nissan Leaf.

DIFFICILE CONFONDERLO MA FACILE DA ILLUDERE

Una delle valutazioni più importanti di Euro NCAP, oltre all’efficacia del sistema, riguarda anche come è percepito il sistema dal guidatore. Il manuale è adeguatamente chiaro nell’evidenziare che il sistema ProPilot è di ausilio alla guida, ma il nome potrebbe indurre a pensare diversamente. L’obbligo di tenere le mani sul volante infatti è costantemente segnalato anche al guidatore. Ma basta i tecnici Euro NCAP hanno verificato che basta una leggera sterzata per illudere il sistema di aver impugnato lo sterzo. Se il conducente ignora totalmente l’allarme, il sistema ProPilot è pensato per fermare l’auto e portarla in uan situazione di sicurezza controllata.

PIU’ EFFICACE SE L’AUTO SI MUOVE LENTAMENTE

Dopo questa premessa, è chiaro che la curiosità passa tutta sulla reale efficacia del sistema di assistenza alla guida Nissan. Come si vede nel video qui sotto, il ProPilot sembra più efficace quando incontra davanti un’auto lenta. Mentre negli altri test è richiesto un maggiore controllo del conducente. Nella prova di frenata di emergenza con Adaptive Cruise Control impostato a 50 km/h, l’AEB frena correttamente appena il ProPilot rileva l’auto ferma. Se la velocità aumenta a 80 km/h parte solo l’avviso di collisione mentre a 130 km/h il conducente non riceve neppure quello.

NEL TRAFFICO URBANO SI RISCHIA IL TAMPONAMENTO

A velocità elevate (100 km/h) il ProPilot è più efficace se l’auto procede lentamente (a 20 km/h) poiché l’AEB si porta alla giusta distanza di sicurezza frenando. Lo stesso succede se la differenza di velocità è 130-60 km/h e 55-50 km/h. Nelle prove di Cut-in e Cut-out invece si rischia l’incidente se il guidatore non interviene dopo il warning. Queste due prove simulano la possibilità che un’auto possa illudere i sensori della Nissan Leaf nascondendo un ostacolo improvviso o tagliando la traiettoria. Nel Cut-in con la Nissan Leaf a 50 km/h, il ProPilot avverte solamente della potenziale collisione con un’altra auto lenta che si inserisce a 10 km/h. Stessa limitazione nel Cut-out, quando la lepre che precede a 50 km/h la Nissan Leaf cambia carreggiata rivelando l’ostacolo fermo. In questo caso il ProPilot può fare poco nonostante la velocità non troppo alta (70 km/h) e il guidatore deve intervenire per evitare la collisione.

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Elaborare Aprile n° 248 2019

di redazione

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Nissan apre il primo City Hub a Parigi e punta alle vendite auto online

di Antonio Elia Migliozzi

Nissan ripensa la concessionaria e presenta il suo nuovo modello di store. Il brand giapponese lancia a Parigi una idea nuova di dealer. La scelta dell’auto nuova arriva in un vivace centro commerciale. L’idea è superare il concetto di vendita tradizionale arrivando alla concessionaria 2.0. In questo modo il brand mira a stringere un legame ancora più forte con il cliente al quale viene proposta un’esperienza di acquisto su misura. Secondo uno studio il 50% degli acquisti inizia online e il 60% dei consumatori ha deciso il marchio, il modello e il prezzo prima di entrare in concessionaria. Ecco allora che Nissan sceglie di cambiare rotta e, perché no, in un certo senso segue la strada tracciata dalla Tesla di Musk. Vediamo i dettagli.

CONCESSIONARIA 2.0

Nissan ha presentato il suo primo City Hub. Si tratta di un nuovo approccio che propone la convergenza di e-commerce e concept store. L’automotive viaggia sempre più su internet come dimostra la piattaforma Amazon B2B per i ricambi.  La concessionaria si trova all’interno di un centro commerciale per intercettare un pubblico più ampio e nuovo. “Nissan City Hub metterà le persone al centro della nostra visione per il retail di domani, mentre stanno andando in giro per i loro normali acquisti”, ha dichiarato Leon Dorssers, vice presidente di Nissan e responsabile per le vendite e il retail. “La presentazione segna un nuovo passo avanti nella nostra strategia commerciale globale, utilizzando l’e-commerce e nuove tecnologie di mobilità per migliorare l’esperienza del cliente sia online che offline.”

RIPENSARE IL DEALER

La concessionaria 2.0 pensata da Nissan si basa sui risultati di uno studio. Secondo una ricerca Bain & Company del 2017, il 50% degli acquisti di auto inizia online e il 60% dei consumatori ha deciso il marchio, il modello e il prezzo prima di entrare in una concessionaria. Lo sviluppo della futura strategia di distribuzione al dettaglio Nissan è ancorato a un nuovo modello integrato senza soluzione di continuità. Questo unisce i punti di forza dei concessionari con le nuove opportunità create dal digitale. Il Nissan City Hub sarà anche l’occasione per i consumatori di avvicinarsi alla mobilità elettrificata. Nissan ha recentemente presentato e-Power la sua idea di ibrido a benzina. Oltre a scoprire la gamma EV del brand potranno conoscere xStorage Home, una soluzione innovativa di stoccaggio dell’energia. Questa utilizza batterie Nissan EV, nuove e usate, per alimentare la prima rete di ricarica rapida per veicoli elettrici in Francia.

ESPERIENZA SU MISURA

Il City Hub reinventa la catena di distribuzione e mira a fornire al cliente un’esperienza leader nel settore. Un nuovo ecosistema basato sulle tecnologie, che offrono al consumatore il pieno controllo e supporto nel corso del processo di acquisto. Il progetto è stato possibile grazie alla concessionaria Altaïr che vede nell’idea del marchio giapponese la naturale evoluzione del dealer. Nissan City Hub è uno spazio digitale e connesso di 88 m2 che ospita le vetture di prova nel garage del centro commerciale. I clienti possono decidere se ricevere la nuova auto presso l’Hub, in un’altra concessionaria del Gruppo Altaïr, o anche a casa. Il City Hub sarà un pilastro della futura strategia di vendita al dettaglio di Nissan. Pronta l’espansione in altre grandi città di tutto il mondo a partire da Berlino, Tokyo e Shanghai.

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Nissan e-Power: come funziona la tecnologia elettrica a benzina

di Valerio Boni

Con la Leaf, Nissan ha conquistato il mercato mondiale di auto elettriche e per il futuro la Casa giapponese non ha assolutamente intenzione di cedere il passo. Per questo motivo entro il 2022 l’offerta sul mercato europeo sarà rinforzata con il lancio di modelli con tecnologia e-Power.

IL SUCCESSO IN GIAPPONE

Con questo nome si identifica una soluzione che può essere sintetizzata in “elettrico a benzina”, una tecnologia che in Giappone è già disponibile sulle Note e sulle Serena, con ottimi risultati commerciali. In due anni, infatti, le e-Power hanno scalato le classifiche interne fino rappresentare rispettivamente il 70 e il 50 per cento delle immatricolazioni nei confronti degli stessi veicoli con motorizzazioni convenzionali. In sostanza si tratta di una delle diverse applicazioni ibride attualmente disponibili, che si basa su un concetto diverso da quello sposato, per esempio da Toyota. Le Prius, e naturalmente anche altri modelli, sfruttano il motore elettrico per aumentare l’efficienza complessiva dell’auto (leggi qui quanto consumano davvero le elettriche) e fornire un aiuto al propulsore a scoppio in fase di accelerazione o quando si affrontano cambi di pendenza, con l’obiettivo di contenere consumi ed emissioni. Mentre con il sistema Nissan e-Power il discorso cambia.

LE DUE TECNOLOGIE IBRIDE

Il sistema e-Power, invece, impiega un motore elettrico che trasmette la coppia motrice alle ruote, esattamente come avviene su una vettura elettrica al 100 per cento. In questo caso il motore a benzina non è collegato alle ruote, perché la sua funzione è semplicemente quella di caricare la batteria. Ciò significa che, a differenza di un veicolo totalmente elettrico, l’energia proviene anche dal motore a combustione e non solo dalla batteria. Quando le batterie sono cariche si viaggia a emissioni zero, ma quando l’energia scende sotto un certo livello il motore a scoppio di cilindrata contenuta inizia a funzionare a regime costante svolgendo una funzione di generatore elettrico. Tecnicamente si parla di due differenti tipi di ibrido: il primo, quello più noto e ampiamente diffuso, è definito ibrido parallelo, visto che i due motori lavorano in modo combinato, mentre Nissan punta sull’ibrido in serie. Una soluzione che in genere è impiegata per incrementare l’autonomia delle auto elettriche, che hanno la possibilità di circolare con l’energia immagazzinata in fase di ricarica sulle brevi distanze, per poi ricorrere all’aiuto del motore a benzina in occasione di viaggi più lunghi.

ANSIA DA AUTONOMIA ADDIO

Non si tratta di una soluzione del tutto nuova, poiché già in passato sono stati realizzati veicoli che utilizzano questo sistema, dalle “gemelle” Opel Ampera e Chevrolet Volt, alle BMW i3 nella versione con range extender. E la stessa applicazione sarà presto trasferita anche sui mezzi a due ruote, poiché è in arrivo una variante ibrida del nuovissimo scooter Vespa elettrica.
I vantaggi della tecnologia e-Power sono evidenti, e il più importante è rappresentato dall’eliminazione della tipica ansia da autonomia associata ai veicoli elettrici. La possibilità di rifornire il veicolo di benzina per produrre l’energia sufficiente per ricaricare gli accumulatori semplifica la vita, mantenendo inalterate le caratteristiche dell’auto elettrica, che avrà soltanto consumi leggermente superiori rispetto a un modello EV al 100%. Il peso aumenta a causa della massa aggiuntiva del piccolo motore a scoppio e del carburante necessario per alimentarlo. Per quanto riguarda invece le emissioni, ci si aspetta che siano molto contenute, visto che il generatore è di cilindrata bassa, paragonabile a quella di un maxiscooter, e gira a regime costante, senza quelle variazioni che, soprattutto in partenza, fanno crescere i consumi. Non si sa ancora con quali modelli della gamma e-Power Nissan si presenterà sul mercato europeo. Si può prevedere non saranno le Note e le Serena apprezzate sul mercato interno giapponese, ma poco diffuse sul nostro continente. Appare invece più probabile che l’attenzione sarà concentrata sull’elettrificazione di best seller come la piccola Micra o le crossover Juke e Quashqai.

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