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Ieri — 20 Agosto 2019RSS feeds

Bmw: Zipse invita i dipendenti a fare meglio di Mercedes

di Francesco Giorgi

Essere i primi per ricucire il gap; o, almeno, risultare migliori della concorrenza nella filiera automotive: è il messaggio del nuovo CEO ai dipendenti.

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Uber, incidenti nei test ogni 15 mila miglia: ex dipendente vuota il sacco

di Antonio Elia Migliozzi

Come sappiamo la guida autonoma è la prossima frontiera della mobilità. In questo senso aziende automotive, tech e fornitori di servizi si muovono rapidamente per fare progressi prima degli altri. In una lunga intervista rilasciata ad AutomotiveNews un ex dipendente di Uber racconta delle sue preoccupazioni sul fronte sicurezza. Robbie Miller era parte della struttura al lavoro per lo sviluppo della piattaforma driveless del colosso del ridesharing ed aveva più volte espresso perplessità all’azienda. Nello specifico aveva avvisato i funzionari di Uber della presenza di problemi di sicurezza nel programma di guida autonoma usato dalla flotta del brand. Il tutto avveniva pochi giorni prima che si verificasse un incidente mortale. Vediamo come le auto senza conducente starebbero causando più sinistri rispetto ai conducenti umani e mettendo in pericolo automobilisti e pedoni.

GUIDA AUTONOMA E SICUREZZA

Robbie Miller è un ex dipendete di Uber impegnato nello sviluppo della piattaforma a guida autonoma del colosso. In una intervista conferma che necessario un radicale ripensamento degli standard di sicurezza ad oggi legati all’auto senza conducente. “Voglio rendere la strada più sicura, ha affermato Miller “È difficile per le aziende con flotte da centinaia di veicoli riportare indietro ogni singolo mezzo e possibilmente fermarsi per settimane. Ma devi essere in grado di prendere quel tipo di decisione.” Insomma una accusa chiara che arriva in attesa che il Congresso americano adotti il mese prossimo una legislazione aperta alla diffusione diffusa di veicoli a guida autonoma. Va detto che al momento non esiste un accordo tra Governo ed industria sui prossimi standard di sicurezza. Per Miller le aziende si stanno concentrando sul numero di miglia autonome percorse e non sulla sicurezza dei sistemi.

LA CORSA AI TEST

L’esperto ammonisce c’è poco valore tecnico nei test che effettuano un alto volume di chilometri. Miller è l’ultimo di una nutrita lista di esperti a mettere in discussione gli attuali protocolli utilizzati per validare l’auto a guida autonoma. Lo scorso mese i dirigenti di Aurora Innovation e Volvo Cars avevano sollevato preoccupazioni simili nel corso di una riunione di settore avvenuta negli Usa tra funzionari governativi e ricercatori accademici. La cautela di Miller deriva dall’esperienza personale. Nel 2018 era allarmato dal fatto che le auto di prova usate da Uber fossero spesso coinvolte in incidenti anche con danni rilevanti. In particolare aveva notato che le collisioni si verificavano ogni 15.000 miglia. Ecco allora che con una e-mail a diversi dirigenti di Uber aveva delineato le sue preoccupazioni e sollecitato una revisione del programma dedicato alla guida autonoma. Un monito profetico visto che l’e-mail è datata 13 marzo 2018.

LE LACUNE

Tre giorni dopo aver inoltrato la missiva Miller ha lasciato Uber. Cinque giorni un veicolo di prova Uber ha colpito e ucciso Elaine Herzberg a Tempe, in Arizona. Miller è rimasto comunque attivo nel settore ed ha esaminato i dati del Naturalistic Driving Study, un’iniziativa di ricerca federale attivata per fare il punto sugli incidenti avvenuti in California. La sua analisi suggerisce che i veicoli a guida autonoma sono coinvolti in più incidenti rispetto a quelli affidati a conducenti umani. Conclude Miller: “L’etica di base ti dice che se stai mettendo le persone a rischio in questo modo, devi fermarti. Ciò che ritengo manchi in questo settore è fondamentalmente una leadership che sia disposta ad ascoltare e le opinioni degli altri.” Insomma la posizione di questo ingegnere è chiara, occorre rimettere in discussione il lavoro fatto per evitare che tragici incidenti come quello di Tampa possano tornare a verificarsi.

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Magicbooster Pocket 6K: il riduttore di focale per BPCC 6K

Magicbooster Pocket 6K è un nuovo riduttore di focale per la videocamera Blackmagic Pocket Cinema Camera 6K che consente di passare da un crop di 1,5x fino a 1,1x con ottiche full-frame recuperando anche 1 stop.

Crisi di Governo: 5 impegni su auto e sicurezza stradale a rischio

di Raffaele Dambra

Crisi di Governo

La crisi di Governo che ha portato alle dimissioni del premier Conte e a un futuro tutto da decifrare, potrebbe avere notevoli conseguenze anche sul mondo dell’auto e della sicurezza stradale. Nei prossimi mesi, infatti, Governo e Parlamento si sarebbero dovuti pronunciare in via definitiva su alcuni temi caldi come il pacchetto di riforme al Codice della Strada, l’introduzione dei dispositivi anti-abbandono per i bambini in auto e gli sconti obbligatori sulle tariffe RC auto in caso di installazione della scatola nera, per cui mancano ancora i decreti attuativi. Ma anche sull’eventualità di estendere ecotassa ed ecobonus e sulla possibile revoca delle concessioni ad Autostrade SpA dopo i fatti del Ponte Morandi. Adesso però l’impasse politico rischia di far saltare tutto o di rinviare a chissà quanto (con possibili modifiche o stravolgimenti) questi ed altri importantissimi cambiamenti. Facciamo il punto della situazione.

CRISI DI GOVERNO: CHE FINE FARANNO LE MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA?

Ad oggi il corposo pacchetto di modifiche al Codice della Strada è già stato approvato in prima lettura in Commissione Trasporti alla Camera, ma deve ancora transitare in Aula (è richiesta l’approvazione sia della Camera che del Senato). In caso di esito favorevole sarebbe diventato legge entro la fine del 2019, ma adesso che fine farà? Ricordiamo che parliamo di modifiche su cui si è discusso molto come l’inasprimento delle sanzioni per chi guida maneggiando il cellulare (con sospensione della patente fin dalla prima violazione); la circolazione di scooter 125 cc in autostrada, purché guidati da maggiorenni; l’aumento dei fondi destinati alla sicurezza stradale derivanti dalle multe (e obbligo di rendicontarne l’uso); l’introduzione delle strade scolastiche e degli stalli rosa; la proposta del doppio senso ciclabile o senso unico eccetto bici; lo snellimento dell’iter per presentare ricorso al prefetto, e molto altro ancora. Cambiamenti anche epocali che rischiano seriamente di andare in fumo…

CRISI DI GOVERNO: CHE SUCCEDERÀ CON I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO PER I BAMBINI?

L’obbligo di utilizzare sulle auto i dispositivi di allarme volti a prevenire l’abbandono dei bambini sarebbe dovuto scattare già lo scorso 1° luglio 2019. Ma a causa delle solite lungaggini burocratiche la stesura del decreto attuativo, necessario per mettere in pratica quanto previsto dalla nuova legge, sta richiedendo molto più tempo del previsto e al momento non è stata ancora ultimata. Prima della crisi di Governo si sperava di completare il tutto entro novembre (ricordiamo che serve pure il parere positivo del Consiglio di Stato, seguito dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale). Ma adesso il futuro è assai più nebuloso e non sono affatto esclusi ulteriori rinvii. Poveri bambini…

CRISI DI GOVERNO: A QUANDO I DECRETI ATTUATIVI PER GLI SCONTI OBBLIGATORI DELLA SCATOLA NERA?

Questa vicenda va incredibilmente avanti da ben due anni e quindi le dimissioni del Governo Conte c’entrano fino a un certo punto. Ma sicuramente non aiutano a raggiungere celermente l’obiettivo. Facciamo un rapido recap: nell’estate 2017 fu annunciato che l’installazione della scatola nera auto avrebbe generato significativi sconti obbligatori sull’assicurazione RCA. Oggi però gli sconti sono ancora quelli facoltativi che applicano le compagnie assicurative. Di obbligatorio invece non c’è ancora nulla, poiché anche in questo caso mancano i necessari decreti attuativi del Ministero dei Trasporti e del Ministero dello Sviluppo Economico. Lo stallo pare sia dovuto ad alcune criticità relative alla privacy e alla piena attendibilità del dispositivo che di fatto stanno bloccando l’approvazione dei decreti. Stallo che in caso di caduta del Governo e a maggior ragione dell’intera Legislatura rischia di prolungarsi chissà per quanto…

CRISI DI GOVERNO: ECOTASSA ED ECOBONUS SARANNO CONFERMATI?

Le due misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 per penalizzare chi acquista veicoli inquinanti e premiare chi sceglie una mobilità più sostenibile, dovrebbero restare in vigore fino al 31 dicembre 2021 (ma per i ciclomotori solo fino al 31/12/2019) e superare quindi indenni la crisi di Governo. Nulla però vieta che una nuova maggioranza in Parlamento, costituita magari da forze contrarie a questo genere di politiche (o semplicemente per smistare i fondi altrove), cancelli con un colpo di spugna sia l’ecotassa che l’ecobonus. Non ci resta che attendere.

CRISI DI GOVERNO: CONTINUERÀ LA BATTAGLIA DEL M5S CONTRO LA SOCIETÀ AUTOSTRADE?

La revoca della concessione delle tratte autostradali ad Autostrade per l’Italia SpA, società che fa parte del gruppo Atlantia che ha come principale azionista la famiglia Benetton, è una delle (non facili) battaglie che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti fin dal giorno dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova (mentre Salvini e la Lega si sono sempre mostrati più prudenti). Ovviamente tale battaglia risulterebbe seriamente compromessa se il M5S uscisse dalla compagine governativa.

CRISI DI GOVERNO: BOLLO AUTO, ACCISE SUI CARBURANTI E AUMENTO DELL’IVA, QUANTI DUBBI

Elencati i 5 impegni su auto e sicurezza stradale che la caduta del Governo metterebbe maggiormente a serio rischio, non possiamo non accennare sommariamente ad altre questioni che la crisi parlamentare di certo non contribuirebbe a risolvere, anzi. Pensiamo per esempio all’odiato bollo auto, che tanti vorrebbero eliminare o quanto meno ridurre ma nessuno ci riesce. Oppure alle tanto discusse accise sui carburanti, la cui cancellazione, uno degli storici cavalli di battaglia di Matteo Salvini, non è stata mai concretamente affrontata e di questo passo non lo sarà. E infine il temutissimo aumento dell’IVA, ipotesi più che possibile in caso di crisi di Governo. E che andrebbe a incidere anche sul mondo dell’auto con l’immediato sbalzo verso l’alto di listini, benzina e quant’altro.

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Disintegration è il nuovo shooter dal co-creatore di Halo

In Disintegration i giocatori viaggeranno verso il prossimo futuro, quando l'umanità è sull'orlo dell'estinzione e la tecnologia è l’unica speranza per sopravvivere. Il progetto è guidato da Marcus Lehto, ex direttore creativo di Bungie

Per una breve pausa dal lavoro è meglio non usare lo smartphone: ecco lo studio

di Roberto F.
Problemi agli occhi smartphone

Un nuovo studio ci dice che per prendersi una breve pausa da un lavoro particolarmente stressante è meglio non dedicarsi all'utilizzo dello smartphone

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Apple Music si integra con Amazon Alexa e lancia Shazam Discovery Top 50

di Vincenzo

Apple Music si integra con tutti i dispositivi Amazon Alexa anche in Italia e guadagna la nuova playlist Shazam Discovery Top 50.

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Le 10 cose più pericolose che si fanno al volante, anche inconsciamente

di Antonio Elia Migliozzi

Una ricerca americana smaschera le cattive abitudini degli automobilisti. Il 90% degli intervistati ammette di aver tenuto comportamenti pericolosi alla guida nel corso dell’ultimo anno. Finiscono all’indice i soliti vizi come usare lo smartphone o cambiare la stazione radio, ma la vetta della classifica spetta al cibo in auto. Il 67% del campione confessa infatti di essersi distratto al volante perché impegnato a mangiare. Restano fuori dal podio altri atteggiamenti imprudenti come viaggiare ad alta velocità, inviare messaggini o non tenere le cinture allacciate. Lo studio conferma i rischi legati agli altri occupanti dell’auto che spingono il conducente a staccare gli occhi dalla strada. In questo senso si parla delle attenzioni ad animali e bimbi. Diamo uno sguardo da vicino ai numeri considerando che certi vizi, nonostante l’impegno della polizia e delle autorità locali, sono davvero duri a morire.

SICUREZZA A RISCHIO

Un portale americano ha svolto un sondaggio sui vizi degli automobilisti negli Usa. Lo studio ha rivelato che quasi tutti i conducenti, cioè il 90%, ammette di aver tenuto comportamenti di guida pericolosi nel corso dell’ultimo anno. E se alcuni di questi gesti, come mangiare, parlare al telefono o cambiare musica, possono sembrare innocui i dati parlano chiaro. Negli Stati Uniti il 94% degli incidenti stradali è causato da errori umani e da stili di guida pericolosi. Ancora più preoccupante il fatto che molti conducenti distratti continuano a comportarsi in modo scorretto perché impuniti. Più di un terzo dei patentati ha dichiarato di non essere mai stato fermato per una violazione nonostante la scarsa attenzione sul fronte sicurezza. L’uso del telefono al volante resta la prima minaccia. Nel dettaglio il 58%, il 27% e il 24% dei conducenti dichiara rispettivamente di parlare al telefono, leggere inviare messaggi di testo.

CATTIVE ABITUDINI

Lo smartphone resta pericoloso nonostante 20 Stati degli Usa abbiano imposto specifici divieti sull’uso. Altri comportamenti rischiosi al volante includono mangiare (67%), cambiare la musica (55%) e guidare ad alta velocità (41%). Alla domanda su quale sia l’attività più pericolosa da fare mentre si guida i conducenti contattati citano l’invio di SMS. Insomma sembrerebbe una certa consapevolezza inizi a farsi largo, tra le condotte più rischiose al secondo posto si piazza l’uso di alcolici. Tuttavia emerge una chiara contraddizione. Il numero di conducenti che ha riferito di inviare un messaggio durante la guida è di 6 volte superiore rispetto a quelli che hanno dichiarato di aver bevuto alcolici. Nel dettaglio il 24% continua a messaggiare allegramente al volante mentre il 4% dichiara di aver bevuto troppo prima di sedersi al posto di guida. Sul fronte sanzioni arrivano conferme interessanti con le donne che sono più attente alle regole.

UOMINI AL VOLANTE

Lo studio conferma che i conducenti maschi hanno maggiori probabilità di finire sotto l’occhio della legge; il 94% degli uomini ha confermato di essere stato fermato dalla polizia almeno una volta nel corso dell’ultimo anno rispetto all’89% delle donne. Gli uomini hanno anche maggiori probabilità di essere multati, sono il 65% , rispetto al 46% delle donne. Queste cattive abitudini contribuiscono agli alti costi assicurativi, in particolare i giovani conducenti maschi che pagano il 23% in più rispetto alle giovani donne. Con una media di otto comportamenti di guida pericolosi nell’ultimo anno i driver del nordest degli Usa si aggiudicano il primato. In questo caso sono seguiti dal midwest con sei, dall’ovest con cinque e dal sud degli Usa con due. È interessante notare nel sud degli States si hanno più probabilità di essere stati fermati per guida pericolosa (67%), rispetto al nord (60%).

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Come attivare i Gruppi di prodotto (Collections) sul nuovo Microsoft Edge

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