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42Guns: la recensione del gioco di ruolo

di Silvio Colombini
42Guns è la riedizione, riveduta e ampliata, di 21Guns (opera prima di Iacopo Frigerio) ed edito da SpaceOrange42 (ex GGStudio) in collaborazione con Panopticon: uno screen-gdr presentato al mondo durante la fiera di Essen commercializzato in in Italia durante l’ultima edizione di Lucca Comics & Games: un powered by the apocalypse riletto in chiave diceless. […]

Schermo nero Windows 10: come risolvere

di Alessio Salome
Dopo aver effettuato un aggiornamento al vostro PC, avete riscontrato un problema che non vi permette di continuare ad utilizzare come prima il sistema operativo di Microsoft. In particolare, compare uno schermo nero su Windows leggi di più...

General Motors fa causa ad FCA: Marchionne al centro delle accuse

di Donato D'Ambrosi

FCA accusata da General Motors di aver addolcito i rapporti con i sindacati USA e favorire la sua posizione nel rinnovo del contratto di lavoro. E’ l’accusa pesante che General Motors ha mosso nei confronti di Fiat – Chrysler. Al centro delle presunte tangenti ci sarebbe proprio l’ex AD Sergio Marchionne, scomparso nel 2018. Ecco come stanno le cose e l’effetto delle accuse di General Motors sull’avviata trattativa di fusione tra FCA e PSA.

IL PRESUNTO PIANO DOPO LA PROPOSTA DI FUSIONE RIFIUTATA

General Motors non ha risparmiato colpi, accusando FCA di aver pagato tangenti nell’ambito delle trattative tra l’UAW (United Auto Workers). La principale organizzazione sindacale americana dei metalmeccanici sta trattando nuove condizioni contrattuali proprio con Ford, GM ed FCA. La causa intentata da General Motors si fonderebbe su una serie di elementi maturati in seguito al rifiuto di General Motors a fondersi con FCA nel 2015. General Motors infatti sostiene che alcuni ex dirigenti FCA (dichiaratisi colpevoli in un’indagine UAW) avrebbero pagato tangenti ai sindacati per indebolire GM. L’accusa di Genral Motors non ha solo fatto il giuro del mondo, ma ha anche avuto un effetto in borsa (-3,9% a Piazza Affari).

GLI AIUTI A FCA DALL’UAW SECONDO GENERAL MOTORS

I vantaggi che FCA avrebbe ottenuto corrompendo funzionari dell’UAW sarebbero – secondo General Motors, una precisa strategia pilotata dall’ex AD Marchionne. L’UAW avrebbe infatti appoggiato FCA nell’adozione di contratti a tempo determinato e lavoratori di secondo livello, meno retribuiti rispetto a General Motors. Il supporto dell’UAW secondo le accuse avrebbe anche permesso a Fiat-Chrysler di risollevare le sorti dello stabilimento a Toledo dove si produce la Jeep Wrangler. Questi vantaggi concessi a FCA avrebbero creato dei costi del lavoro maggiorati di miliardi di dollari a General Motors.

COSA RISCHIA FCA NELLA CAUSA DI GENERAL MOTORS

Nonostante tutto però General Motors sarebbe intenzionata a restituire il maltolto solo ad FCA, escludendo dalla causa legale l’UAW. Dal canto suo FCA si è dichiarata estranea alle accuse ma soprattutto sorpresa dalle tempistiche di un’accusa così grave. “FCA è convinta che le accuse mosse da General Motors non siano altro che un tentativo senza basi di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società. (…) Ciò comprende il suo piano di fondersi con PSA, che per parte sua ha completato con successo il risanamento delle attività europee che ha recentemente acquistato dalla General Motors.”. Come riporta Auto Reuters, secondo la legge anticorruzione Federal Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, FCA rischia di dover pagare il triplo dei danni economici eventualmente accertati oltre a spese legali, interessi e altre sanzioni.

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Android, un bug consente di accedere a fotocamera e microfono all’insaputa dell’utente

di Alessandro Crea
Un bug piuttosto grave nel codice di Android è stato scoperto da alcuni ricercatori di Checkmax. La falla consentirebbe a qualsiasi applicazione di terze parti di assumere il controllo di fotocamera e microfono dello smartphone, senza alcun bisogno di permessi da parte dell’utente, che sarebbe quindi inconsapevole, anche con il dispositivo in standby e persino […]

Grave falla su Android: la fotocamera potrebbe essere usata per spiarvi

di Paolo Giorgetti

Una vulnerabilità delle app fotocamera a bordo di alcuni smartphone Android consentirebbe ai malintenzionati di scattare foto, registrare video e audio e conoscerne la posizione. Il problema è stato risolto da Google e Samsung, ma gli altri produttori?

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Scoperta una vulnerabilità nei chipset Qualcomm, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi

di Giovanni Pardo

Una falla di sicurezza nella Qualcomm Trusted Execution Envirorment ha rischiato di mettere a nudo i dati di centinaia di milioni di utenti Android, ma fortunatamente la maggior parte dei produttori ha già aggiornato i propri modelli con un fix integrato nelle patch di sicurezza.

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Engage! Tornano Sir Patrick Stewart ed il Captain Jean Luc Picard

di Anna Benedetto
“Telesina semplice, niente jolly, e il cielo come limite”. Era l’ultima battuta della settima stagione della serie Star Trek The Next Generation, quella conclusiva. Quella con cui l’amatissimo capitano Jean Luc Picard salutava i fan di quegli anni Novanta per sempre. Anche se poi sarebbero venuti i film, certo. Ma non sarebbe stata la stessa […]

Battlefield 5 e Generation Zero sono giocabili gratuitamente per tutto il weekend

di Giacomo Todeschini
Ottime notizie in vista: questo fine settimana sono infatti ben due i titoli che si possono giocare gratuitamente e in entrambi i casi si tratta di FPS, sebbene tra loro radicalmente diversi per gameplay e tipo di produzione. Il primo, nonché molto probabilmente il più celebre tra i due, è Battlefield 5 mentre il secondo […]

Patrick Stewart a Lucca Comics 2019. Da Shakespeare alle stelle

di Alessandro Crea
In occasione dell’edizione 2019 del Lucca Comics sarà ospite della kermesse Patrick Stewart. Venerdì 1 novembre alle ore 11 al Teatro del Giglio, infatti, il grande attore inglese salirà sul palco insieme ad alcuni colleghi per annunciare ai fan Star Trek: Picard, la nuova serie TV di Amazon Prime Video che a gennaio 2020 vedrà […]

Hummer, nel 2021 un nuovo SUV elettrico?

di Emanuela Acri
Con l’espansione del mercato dell’elettrico il numero di auto e di modelli di questa categoria è destinato ad aumentare a dismisura. Infatti sono veramente molte le case automobilistiche che hanno optato per la progettazione di nuovi modelli o la conversione di vetture preesistenti. Non è stato da meno il marchio Hummer il quale sembrerebbe essere tornato […]

Amazon Prime Video, un novembre scoppiettante per il palinsesto!

di Francesco Caputo
In queste ultime ore, Amazon Prime Video ha presentato ufficialmente le prossime uscite del proprio palinsesto. Tra le novità, figurano grosse serie televisive del calibro di Jack Ryan, The Man in the High Castle e Scatola Nera. Amazon Prime Video, precisamente il primo novembre, apre le danze con Jack Ryan. “Nella seconda stagione, dopo aver […]

Star Trek: Picard, Patrick Stewart ha collaborato alla sceneggiatura

di Mariagrazia Veccaro
Sir Patrick Stewart, il volto attoriale di Jean-Luc Picard, ha avuto un ruolo indispensabile nella stesura della sceneggiatura di Star Trek: Picard. Lo showrunner Michel Chabon ha voluto assicurarsi sin da subito della presenza di Stewart anche nella prima fase del processo creativo per espandere la tradizione del personaggio che la sua interpretazione ha reso iconico. Chabon […]

Android zero-day trovato in Pixel, Samsung Huawei e Xiaomi

di Alessandro Matthia Celli

Google ha rivelato di aver trovato prove di una vulnerabilità Android utilizzata dagli hackers e malintenzionati negli attacchi nel mondo reale, un cosiddetto “zero-day“.(...)
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General Motors sceglie Android per il suo infotainment

di Alessandro Matthia Celli

General Motors ha annunciato che Android di Google supporterà il sistema di infotainment delle sue auto ad iniziare dai modelli del 2024.

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Migliori stampanti con cartucce e toner compatibili

di Manuel Baldassarre
Le stampanti sono un comodissimo strumento che la moderna tecnica ha messo nelle nostre case ed uffici. E’ oramai considerato da molti difficile immaginare il proprio lavoro, o la propria attività senza una stampante. E’ leggi di più...

Whatsapp, scoperta una vulnerabilità che permette di manipolare le conversazioni

di Niccolò Proietti Savina

Verso la fine del 2018 la società di cybersecurity Checkpoint Software è riuscita nella decodifica del codice sorgente di Whatsapp e del traffico da essa generato.

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Guida autonoma: slittano i piani di General Motors per motivi di sicurezza

di Antonio Elia Migliozzi

General Motors decide di continuare lo sviluppo della sua guida autonoma prima di lanciare il servizio aperto al pubblico. La divisione Cruise che si occupa del lavoro sull’auto driveless sceglie di prendere tempo perché non può permettersi errori. In una lunga nota il Ceo di Cruise Dan Ammann motiva la sua scelta di posticipare il servizio di robotaxi la cui partenza era prevista entro i prossimi mesi. GM è sotto pressione perché i rivali di Waymo e Lyft hanno già messo in circolazione, sulle strade di Phoenix in Arizona, la prima flotta di van senza conducente. Cruise ha raccolto finanziamenti per oltre 7 miliardi di dollari ed è comprensibile una simile attenzione e attesa di natura non soltanto mediatica. Dall’azienda precisano che stanno lavorando per tenere testa alla valutazione da ben 19 miliardi di $. Vediamo tutti i dettagli sull’annuncio a sorpresa.

GM PRENDE TEMPO

La guida autonoma di General Motors dovrà aspettare. La divisione Cruise ha fatto sapere che i taxi autonomi attesi entro la fine di quest’anno non saranno pronti prima del 2020. Automotive News a giugno aveva riferito che Cruise stava affrontando ostacoli normativi e tecnici nel raggiungere l’obiettivo di lanciare la sua flotta di taxi driveless. L’azienda non sarà quindi in grado di concludere le operazioni di validazione sul fronte entro l’anno. A dare l’annuncio lo stesso amministratore delegato Dan Ammann in un’intervista e in un post sul blog di Cruise. GM aveva parlato della del 2019 come obiettivo di sviluppo un anno e mezzo fa quando Ammann era presidente della casa automobilistica. Insomma potranno ancora “cambiare il mondo” come avevano detto all’epoca ma avranno bisogno di più tempo. Cruise però non è l’unica azienda al lavoro sulla guida autonoma e, a questo punto, rischia di perdere terreno sull’agguerrita concorrenza.

COMPETIZIONE SERRATA

Waymo, controllata dal colosso tech Google, ha avviato da quest’anno un test della sua tecnologia autonoma coinvolgendo circa 400 famiglie alla periferia di Phoenix. Ma nella corsa a questa nuova frontiera della mobilità Cruise non è la sola ad aver incontrato problemi. I rivali di Uber, dopo l’uccisione di un pedone sulle strade dell’Arizona a marzo 2018, ha da poco ripreso i test su strada. Il Ceo di Cruise ci tiene però a rassicurare il mercato. L’obiettivo è ora quello di lanciare le loro auto a guida autonoma nell’area di San Francisco a partire dall’anno prossimo. Per farcela, Cruise sta lavorando duramente in città per costruire la sua infrastruttura di ricarica per auto elettriche. Sappiamo che la tecnologia di GM Cruise arriverà sulla Chevrolet Bolt elettrica. In futuro ci sarà un nuovo modello dedicato a cui gli ingegneri di GM, Cruise e Honda collaborano per unire tecnologia elettrica e autonoma.

MEGLIO ASPETTARE

Il Ceo di Cruise Ammann ha chiarito che l’attenzione alla sicurezza è davvero molto alta e la tecnologia di Cruise non può deludere le attese del pubblico. Quando si lavora all’implementazione su larga scala di sistemi tanto nuovi la fretta può portare al disastro. Chiarisce infatti Ammann. “Con una posta in gioco così alta, rilasceremo la nostra flotta solo quando potremo dimostrare che avremo un impatto positivo sulla sicurezza delle nostre strade.” GM Cruise ha raccolto finanziamenti per 7,25 miliardi di dollari con gli analisti che parlano di una valutazione in costante ascesa e che avrebbe raggiunto i 19 miliardi. Anche Vision Fund e Honda hanno investito nell’azienda e si aspettano molto dai suoi circa 1.500 dipendenti. Cruise garantisce di lavorare per fare le cose in grande e che la stazione di ricarica rapida di San Francisco sarà la più grande degli Stati Uniti.

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Scatola nera: per gli sconti obbligatori mancano da due anni i decreti attuativi

di Raffaele Dambra

Scatola nera sconti obbligatori

Correva l’estate 2017 quando fu annunciato in pompa magna che l’installazione della scatola nera avrebbe generato sconti obbligatori sull’assicurazione RCA. Ebbene, a distanza di due anni gli sconti sono arrivati, ma solo per merito delle compagnie assicurative che hanno deciso di applicarli facoltativamente (molte già lo facevano), come politica aziendale per accaparrarsi il maggior numero di clienti. Di obbligatorio invece non c’è ancora nulla, visto che mancano i decreti attuativi senza i quali gli sconti per tutti restano, e resteranno chissà per quanto, lettera morta.

COSA PREVEDE LA LEGGE SULLA SCATOLA NERA E GLI SCONTI OBBLIGATORI

La Legge sulla Concorrenza n. 124/2017 prevedeva l’applicazione di sconti obbligatori sul prezzo della RC auto nel caso in cui, su proposta della compagnia assicurativa, l’automobilista avesse accettato di farsi installare la scatola nera, o altro dispositivo equivalente, sul proprio veicolo. E prevedeva anche che l’IVASS avrebbe giocato un ruolo chiave nel determinare le tariffe e gli sconti, che dovevano essere ‘significativi’. Mentre ai Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico sarebbe toccata la stesura di due decreti attuativi sulle caratteristiche che una scatola nera auto deve avere per dare diritto ai benefici.

SCONTI RC AUTO PER CHI MONTA LA SCATOLA NERA: L’ATTUALE SITUAZIONE

Dopo due anni, come spiega un recente articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, l’Istituto di Vigilanza ha fatto ampiamente il suo dovere, pubblicando fin dal 27 marzo 2018 il Regolamento n. 37 su “criteri e modalità per gli sconti obbligatori RC auto da parte delle imprese di assicurazione”. Dai ministeri invece fanno sapere che le bozze dei decreti attuativi sono ferme in pubblica consultazione da circa un anno e che da allora nessun nuovo passo è stato fatto. Una situazione paradossale, oseremmo dire “all’italiana” se non si offende nessuno.

SCATOLA NERA E SCONTI OBBLIGATORI: PROBLEMI LEGATI ALLA PRIVACY

In realtà pare che qualcosa si stia muovendo perché nelle scorse settimane i deputati Ruocco (M5S) e Centemero (Lega) hanno presentato un’interrogazione alla Camera per chiedere lumi su questi benedetti decreti attuativi. Ed è emerso che al momento ci sono soprattutto due criticità che ne bloccano l’approvazione, impedendo di fatto l’applicazione degli sconti obbligatori per chi fa installare la scatola nera. La prima riguarda un particolare aspetto della privacy, ovvero come utilizzare ai fini tariffari i dati registrati dal dispositivo. Attraverso la scatola nera, infatti, le compagnie possono valutare lo stile di guida di ciascun assicurato e vorrebbero approfittare di questo elemento per definire meglio il premio RCA, attribuendo per esempio tariffe più care a chi guida in maniera imprudente. Tuttavia c’è chi ritiene che si dovrebbe vietare per legge l’uso dei dati sullo stile di guida per determinare le tariffe, almeno quando la scatola nera non rileva sinistri.

SCATOLA NERA E SCONTI RC AUTO: IL PROBLEMA DELL’ATTENDIBILITÀ

La seconda criticità che sta bloccando i decreti attuativi riguarda invece un problema di attendibilità della scatola nera nell’uso per il quale è nata: attribuire le responsabilità dei sinistri stradali. È vero che la Legge Concorrenza stabilisce che il dispositivo fa piena prova a questi fini (e molti giudici la stanno già adoperando anche in sede civile e penale); eppure la stessa bozza del decreto riconosce alla scatola nera un margine di tolleranza di 10 metri sulla determinazione della posizione del veicolo. Una tolleranza forse troppo significativa per definire con assoluta certezza la dinamica di un incidente.

Due impasse mica da niente, e intanto il tempo passa.

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Michelin senza aria dal 2024: la verità sulle gomme che non si forano

di Donato D'Ambrosi

Negli ultimi tempi le gomme senza aria hanno fatto bella mostra in occasione delle kermesse internazionali, ma Michelin e General Motors hanno rotto gli indugi annunciandola produzione in serie. Si chiama Michelin Uptis, lo pneumatico tutto in uno che non si fora mai e sarà montato sulle auto GM tra qualche anno. Vediamo perché si dovrebbe montare una gomma che non utilizza l’aria al posto di uno pneumatico tradizionale.

SULLE AUTO DAL 2024

La ruota-pneumatico Uptis pronta alla produzione in serie (Unique Puncture Proof Tire System) è stata rivelata al Movin’On di Montreal in collaborazione con General Motors e deriva dal prototipo di qui vi abbiamo parlato qui. In questo progetto Michelin e General Motors hanno messo a punto la gomma senza aria come equipaggiamento per la Chevrolet Bolt, (venduta fuori dall’Italia anche in EU). La Chevy Bolt infatti è l’auto su cui General Motors dovrebbe effettuare i test su strada in Michigan prima della produzione in serie. Il Costruttore americano ha infatti fatto sapere che dal 2024 la gomma senza aria Michelin sarà equipaggiata su diversi modelli. Ecco l’anteprima video delle Michelin Uptis qui sotto.

MENO MANUTENZIONE FREQUENTE E PIU’ SICUREZZA

Il vantaggio di avere uno pneumatico senza aria è chiaramente la sua teorica indistruttibilità. Di sicuro le forature non rientreranno più tra le cause di panne considerando che non è più l’aria in pressione a sostenere il peso dell’auto, come spiega il video qui sotto. Oltretutto non servirà più effettuare il controllo frequente della pressione di gonfiaggio: aspetto molto più importante che semplifica la vita degli automobilisti privati ma aumenta anche la produttività di flotte e auto aziendali.

SI POTRA’ RIUTILIZZARE FINO A 6 VOLTE

Dal punto di vista energetico invece le Michelin Uptis permettono di limare i consumi di carburante in eccesso dovuti alla guida con pneumatici sgonfi. Ma ci si aspetta anche un abbassamento notevole della quantità di PFU (Pneuamtici Fuori Uso) destinati al riciclo e smaltimento poiché la carcassa si potrà utilizzare fino al doppio delle volte rispetto a una carcassa normale.

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GM: entro il 2023 il nuovo software con aggiornamenti in remoto su tutta la gamma

di Redazione

L’intera flotta in commercio General Motors disporrà entro il 2023 di un nuovo software. Sarà capace di ricevere aggiornamenti da remoto. Questa la promessa della Casa statunitense, che in questo modo annuncia l’arrivo di veicoli capaci di scaricare software da internet e trattare moltissimi dati in sicurezza. È un’ulteriore mossa verso la mobilità del futuro e segue il recente investimento in Wejo.

IL SISTEMA DI AGGIORNAMENTO

GM non ha ancora specificato quali saranno tutte le funzionalità del sistema di aggiornamento, né su cosa interverranno gli aggiornamenti scaricati. Il marchio si è limitato ad assicurare che il nuovo software permetterà di supportare tutti gli aggiornamenti necessari nel corso dell’intera vita dei veicoli. Le vetture potranno infatti processare una quantità enorme di dati, fino a 4.5 terabyte ogni ora, cinque volte l’attuale capacità di calcolo dei veicoli General Motors. Il primo modello a montare questo nuovo sistema sarà la nuova Cadillac CT5 Sedan, che sarà prodotta a partire dalla fine di quest’anno.

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

Uno dei problemi principali che gli ingegneri di GM hanno dovuto affrontare è stato proprio la sicurezza del nuovo sistema. Creandolo più aperto e connesso per ricevere aggiornamenti in remoto diventa più vulnerabile a possibili attacchi da virus e hacker. I dirigenti del gruppo ci hanno tenuto a specificare che tutti questi inconvenienti sono stati risolti. Le nuove vetture monteranno un software sicuro e inattaccabile. Inoltre, come si apprende da precedenti dichiarazioni di Mark Reuss ai tempi della sua guida del settore sviluppo dell’azienda (ora ne è invece il presidente), gli aggiornamenti e il sistema informatico non avranno influenza alcuna sulle componenti più importanti per la sicurezza a bordo, come ad esempio i freni.

LA RINCORSA AI CONCORRENTI

Il nuovo software di GM non è certo una novità nel mondo dell’automotive. Al contrario, il marchio ha avuto molte difficoltà nello stare al passo coi tempi di altri produttori. Basti pensare a Tesla, che da anni usa aggiornamenti da remoto per i suoi veicoli, cambiando anche radicalmente alcune funzionalità dall’oggi al domani. Questo mese, per esempio, la Casa di Elon Musk ha inviato e installato su tutti i suoi veicoli un nuovo software per la gestione della batteria. Questo per ovviare a una serie di problemi che pare causassero l’incendio di alcuni modelli.

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