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La patente a livelli riduce gli incidenti: le regole USA-Italia a confronto

di Donato D'Ambrosi

L’esperienza al volante è – con le dovute approssimazioni – ciò che caratterizza un guidatore che ha conseguito la patente molto prima di un adolescente neopatentato. E’ su questo principio che nel 1987 è stata introdotta la patente a livelli in Nuova Zelanda prima e nel 1996 la Florida per prima negli USA. Secondo le statistiche al di sotto dei 20 anni il rischio di provocare un incidente è 4 volte maggiore. Ecco perché in molti Paesi, prendere la patente a meno di 18 anni impone dei livelli intermedi e precisi divieti. Un principio molto diverso in Italia dove la potenza del veicolo è ritenuta la maggiore criticità da inibire con un neopatentato alla guida. Vediamo cosa cambia tra USA e Italia e perché altrove la patente a livelli è più efficace.

LA PATENTE A LIVELLI NEGLI USA

Negli USA l’età media per iniziare a guidare un’auto è 16 anni, con eccezioni per alcuni Stati, ma prima di poter guidare “senza limitazioni” bisogna aver superato 70 ore di pratica supervisionata. Fino alla fase intermedia della patente a livelli USA  – scatta a 17 anni – c’è il divieto di guida notturna (in media tra le ore 22 e le 5) e di trasporto di altri passeggeri. Fanno eccezione solo la Florida – Mississipi – Iowa – Dakota (niente regole sui passeggeri) e Sud Carolina (2 passeggeri max, tranne che per andare a scuola). Mentre negli altri stati la media è 1 solo passeggero o nessuno oltre al guidatore. Per avere la piena facoltà di guidare un’auto senza supervisore bisogna aver compiuto 18 anni. E’ scontato astenersi dal bere alcolici prescindere dall’età. Questi divieti provengono da approfonditi studi statistici che negli USA vedono gli adolescenti neopatentati protagonisti di incidenti spesso fatali nelle ore notturne, con o senza passeggeri a bordo.

LE STATISTICHE SUGLI INCIDENTI E LA PATENTE NEGLI USA

Tra il 1996 (entrata in vigore della GDL – Graduated Driver Licensing Systems) e il 2017, i decessi per incidente con un adolescente (meno di 20 anni) al volante sono diminuiti del 53% da 5.819 a 2.734. Secondo uno studio del  National Household Travel Survey del 2017 , il tasso di incidentalità per miglio guidato fino a 16 anni è 1,5 volte più alto dei conducenti a 18-19 anni. Tra i principali errori commessi da un giovane conducente che hanno portato a un incidente mortale ci sono l’alta velocità, l’inesperienza e la presenza di adolescenti in auto. La guida notturna comporta il rischio di incidente fatale 3 volte maggiore sotto i 18 anni rispetto ai conducenti tra 30 e 59 anni. Diversi studi USA confermano anche che il rischio di incidente aumenta in presenza di altri adolescenti se il guidatore ha meno di 18 anni e diminuisce dai 30 anni in poi.

I LIMITI PER 3 ANNI IN ITALIA

In Italia abbiamo parlato più volte della patente a livelli, ma non tanto per i neopatentati, quanto per i conducenti che si improvvisano piloti su strada pubblica al volante di auto sportive (quasi sempre noleggiate). La potenza dell’auto secondo il Codice della Strada italiano è un limite che vige solo per i neopatentati. Dal conseguimento della patente B (18 anni è il requisito minimo) si possono guidare solo veicoli che hanno un rapporto tra peso e potenza di 55 kW/t e massimo 70 kW, solo dopo il 9 febbraio 2011. Ma basta un contrassegno per invalidi, regolarmente detenuto da un familiare per aggirare questo limite. Fino a 21 anni anche in Italia per i neopatentati c’è la tolleranza zero sugli alcolici e i limiti di velocità sono più bassi. Ma forse la patente a livelli per tutti sarebbe più efficace di quella a punti che ormai non preoccupa più con la possibilità di poterli riacquisire con facilità.

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Esame Patente negli USA: il 52% degli automobilisti dice che è inutile

di Antonio Elia Migliozzi

La sicurezza al volante non è solo questione di tecnologia. Una ricerca condotta da Volvo negli Usa svela che ci sono gravi carenze per quanto riguarda la preparazione degli automobilisti. L’origine del problema andrebbe rintracciata nell’efficacia dei programmi e degli esami previsti per la scuola guida. Il 52% degli americani è convinto che negli Usa si continuino ad utilizzare metodi antiquati. Se si guarda bene in ben 16 Stati si riesce a ottenere la patente avendo alle spalle meno di 40 ore di esperienza al volante. Ecco allora che il 66% del campione punta il dito contro i giovani patentati accusati di essere una vera e propria minaccia su strada. Dalla ricerca Volvo emerge che 1 giovane su quattro, tra quelli patentati e nati tra il 1995 e il 2010, ammette che non supererebbe di nuovo l’esame della patente. Insomma dimenticanze e lacune organizzative incombono sulle strade degli Usa. I dettagli.

POCA FORMAZIONE

Un sondaggio Volvo mette nero su bianco l’antipatia degli americani per il test della patente. Volvo ha esaminato gli automobilisti Usa scoprendo che la formazione rimane un punto debole. Nei fatti le differenti generazioni di automobilisti finiscono per accusarsi a vicenda di essere impreparati al volante. Per comprendere meglio l’efficacia dei programmi di scuole guida, Volvo ha cercato di capire in che modo gli americani di tutte le età hanno imparato a guidare. I risultati completi sono stati pubblicati sotto il titolo “Volvo Reports: The State of Driver Education“. Volvo Car USA e The Harris Poll hanno indagato da vicino il rapporto tra gli americani e la loro auto. Negli anni ’70 il 95% degli studenti ha svolto specifici corsi di educazione pubblica legati alla sicurezza al volante. Ad oggi solo 10 stati Usa organizzano programmi di educazione pubblica nonostante 9 americani su 10 li ritengano necessari.

TEST ANTIQUATO

Più della metà (52%) degli americani ritiene che materiali e metodi di educazione siano obsoleti. Nei fatti il 60% del campione intervistato ritiene che l’attuale sistema non vada a testare veramente le proprie capacità di guida. Ecco allora che 1 patentato su 3 ha trascorso meno di 20 ore al volante prima del test di guida (28%). Al contrario il 41% dei patentati vuole che la legge preveda un minimo di 50 ore di esperienza al volante. Negli Usa i requisiti variano a livello statale ma impongono una media di 46 ore al volante. Eppure in 16 Stati ne bastano meno di 40. Con una riduzione dei programmi di istruzione pubblica per gli aspiranti patentati, i genitori assumono un ruolo sempre più importante. Il doppio degli intervistati riferisce di fare affidamento sui consigli dei propri genitori e non su quelli di un istruttore di scuola guida.

GENERAZIONI A CONFRONTO

Esperti e neopatentati si accusano a vicenda di essere un pericolo al volante. Due terzi (66%) degli americani di tutte le età credono che i ragazzi siano i guidatori più pericolosi, ma i più giovani non sono d’accordo. Per loro i maggiori rischi alla sicurezza vengono dai driver esperti (58%). Tra i giovani patentati in viaggio sulle strade Usa c’è anche chi si pone delle domande sulla propria preparazione. Dai numeri 1 neopatentato su 4, il 24%, non è certo di superare un eventuale nuovo test di guida. Il problema non è solo di apprendimento ma anche di perseveranza nelle buone pratiche al volante. Più della metà (55%) dei giovani patentati negli Usa afferma di ricordare la metà o meno di ciò che ha appreso alla scuola guida. Al contrario i driver più anziani dicono di ricordare la maggior parte o tutto ciò che hanno imparato (56%).

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