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Ieri — 23 Agosto 2019RSS feeds

Tariffe taxi da e per gli aeroporti: quanto si paga in Italia

di Raffaele Dambra

Tariffe taxi da e per gli aeroporti

Quali sono le tariffe di una corsa in taxi da o per gli aeroporti italiani, per lo meno quelli più importanti? Cerchiamo di scoprirlo a beneficio dei nostri lettori che viaggiano spesso in aereo e sono soliti raggiungere gli scali aeroportuali a bordo delle autovetture che effettuano il servizio di trasporto passeggeri a pagamento. La ricerca è circoscritta ai taxi pubblici.

TARIFFE TAXI AEROPORTI MILANO

Gli aeroporti presenti nella zona di Milano sono tre: Linate, quello più vicino al centro cittadino, Malpensa (Varese) e Orio al Serio (Bergamo). Generalmente le tariffe sono fisse, a parte il tragitto dall’aeroporto di Linate a Milano città che segue il normale tariffario urbano e varia a seconda del tempo di percorrenza. Ecco le tariffe fisse all-inclusive:

– Linate – Fiera di Rho e viceversa: 55 euro;
– Linate – Malpensa e viceversa: 110 euro;
– Malpensa – Milano città e viceversa: 95 euro;
– Malpensa – Fiera di Rho e viceversa: 80 euro;
– da Malpensa a Varese città e viceversa: 70 euro.
– Orio al Serio – Milano città e viceversa: 120 euro.

TARIFFE TAXI AEROPORTI ROMA

A Roma gli aeroporti sono due, Fiumicino e Ciampino, e le relative tariffe dei taxi, comprensive di ogni costo, sono quasi tutte predeterminate. Ecco quelle attualmente in vigore:

– Fiumicino – Roma centro (all’interno delle Mura Aureliane) e viceversa: 48 euro;
– Fiumicino – Castello della Magliana / Parco dei Medici e viceversa: 30 euro;
– da Fiumicino a Nuova Fiera di Roma e viceversa: 25 euro;
– Fiumicino – Ciampino e viceversa: 50 euro;
– Fiumicino – Stazione Tiburtina e viceversa: 55 euro;
– da Fiumicino a Stazione Ostiense e viceversa: 45 euro;
– Fiumicino – Porto di Civitavecchia e viceversa: 120 euro;
– Ciampino – Roma centro (all’interno delle Mura Aureliane) e viceversa: 30 euro;
– Ciampino – Stazione Ostiense e viceversa: 30 euro;
– da Ciampino a Stazione Tiburtina e viceversa: 35 euro;

In tutti gli altri casi le corse in taxi dall’aeroporto di Fiumicino all’interno del Grande Raccordo Anulare, e viceversa, non possono mai superare l’importo di 70 euro. Il tragitto dall’aeroporto a Fiumicino città è soggetto a tariffazione secondo tassametro.

TARIFFE TAXI AEROPORTO TORINO

Il tempo di percorrenza con il taxi a Torino dall’aeroporto di Caselle al centro città del capoluogo piemontese è di circa 30 minuti, con un costo approssimativo di 30 euro.

TARIFFE TAXI AEROPORTO NAPOLI

All’aeroporto Capodichino di Napoli sono in vigore tariffe predeterminate su percorsi prestabiliti, sia urbani che extraurbani, comprensive di ogni supplemento extra.

– Capodichino – Napoli città: da 18 a 27 euro a seconda della destinazione;
– Capodichino – Solfatara di Pozzuoli e viceversa: 50 euro;
– da Capodichino a Cuma e viceversa: 70 euro;
– Capodichino – Ercolano e viceversa: 90 euro;
– Capodichino – Pompei e viceversa: 100 euro;
– da Capodichino a Vesuvio e viceversa: 100 euro;
– Capodichino – Caserta e viceversa: 110 euro;
– Capodichino – Sorrento e viceversa: 110 euro;
– da Capodichino a Positano e viceversa: 130 euro;
– Capodichino – Amalfi e viceversa: 140 euro;
– Capodichino – Ravello e viceversa: 145 euro.

TARIFFE TAXI AEROPORTO PALERMO

Il servizio taxi da e per l’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo prevede tre tariffe prestabilite:

– da Aeroporto a Viale Michelangelo / Viale Lazio e viceversa: 35 euro;
– Aeroporto – Corso Calatafimi / Corso Vittorio Emanuele e viceversa: 40 euro;
– Aeroporto – Stazione Centrale / Brancaccio e viceversa: 45 euro.

Similmente la Cooperativa Radio Taxi Trinacria e la Cooperativa Autoradio offrono il servizio di taxi sharing, con tariffa di 8 euro a persona applicata solo al raggiungimento di un minimo di quattro passeggeri.

TARIFFE TAXI AEROPORTO VENEZIA

Il servizio taxi presso l’Aeroporto Marco Polo di Venezia prevede corse in auto o in vaporetto. Le prime sono fornite dalla Cooperativa Artigiana Radiotaxi con le seguenti tariffe predeterminate:

– da Aeroporto a Piazzale Roma (stazione ferroviaria) e viceversa: 40 euro
– Aeroporto – Terminal Crociere e viceversa: 45 euro;
– Aeroporto – Mestre centro e viceversa: 35 euro.

Le corse via mare con collegamenti per Venezia e le principali isole (Murano, Burano, Lido) sono fornite invece dalla società Alilaguna. Sono disponibili tre linee (blu, arancio, rossa) che toccano tutti i punti strategici della città lagunare. Ecco le tariffe:

– Aeroporto – Lido di Venezia / Terminal Crociere e viceversa: 15 euro (27 euro A/R);
– Aeroporto – Murano e viceversa: 8 euro (15 euro A/R).

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Tutor autostrade 2019: mappa dispositivi da riattivare o già attivi

di Raffaele Dambra

Tutor autostrade 2019

La settimana scorsa Autostrade per l’Italia ha comunicato di aver avviato la procedura di riattivazione dei tutor in autostrada dopo la sentenza favorevole della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto del tutto infondati i motivi per cui la Corte di Appello aveva ritenuto, ad aprile 2018, che il sistema di controllo della velocità media (SICVe) violasse un brevetto della società CRAFT Srl. In realtà la vicenda è tutt’altro che chiusa, visto che la sentenza della Cassazione prevede altresì il rinvio della stessa alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, per verificare una volta per tutte se ci sia stata effettivamente contraffazione del brevetto. In attesa di ciò la società Autostrade si sta portando avanti nel lavoro riaccendendo gradualmente i tutor, nonostante la lettera di diffida di CRAFT che chiede di attendere la pronuncia definitiva. Secondo noi ne vedremo ancora delle belle, ma intanto scopriamo la mappa dei tutor sulle autostrade nel 2019 con i dispositivi SICVe da riattivare e quelli già attivi con l’altro sistema SICVe-PM.

TUTOR AUTOSTRADE: DIFFERENZA TRA SISTEMA SICVe E SICVe-PM

In effetti, nonostante la sentenza contraria del 2018 che l’ha costretta a spegnere i tutor, Autostrade per l’Italia ha ripreso dopo pochi mesi a ‘monitorare’ i tratti autostradali (anche se in misura minore) utilizzando un altro sistema denominato SICVe-PM. Ma che differenze ci sono tra un dispositivo e l’altro?

– Il sistema originario SICVe, oggetto del lungo contenzioso con l’azienda toscana CRAFT, rileva la velocità dei veicoli in un determinato tratto, calcolata da un elaboratore centrale in base ai dati trasmessi da due postazioni, collocate a diversi km di distanza l’una dall’altra. In corrispondenza di ogni postazione dentro l’asfalto sono installati dei sensori, chiamati spire induttive, che riconoscono il passaggio di un veicolo inviando un segnale di attivazione alle telecamere poste sotto il grande pannello luminoso. Le telecamere registrano la targa di tutti i veicoli in transito e il momento esatto del loro passaggio, inviando questi dati all’elaboratore centrale. Dopo un certo numero di km (da 10 a 25) c’è un altro sistema analogo, che esegue la stessa rilevazione. Basandosi sul confronto tra la velocità rilevata all’ingresso e all’uscita da ciascuna postazione, l’elaboratore centrale calcola la velocità media di ogni veicolo e, se risulta superiore ai limiti stabiliti per quel tratto, invia i dati alla centrale operativa della Polstrada che provvede a emettere la contravvenzione.

– Il sistema SICVe-PM (Plate Matching) svolge le stesse funzioni del modello precedente, ovvero rilevare la velocità media in un determinato tratto autostradale, riuscendo tuttavia a garantire una scansione più dettagliata e un’efficienza maggiore nel rilevamento e nella velocità della trasmissione dei dati. Infatti prima ci si affidava soltanto alla lettura automatica del numero di targa, mentre ora alla registrazione dell’intera immagine del veicolo, che consente quindi di identificarlo senza (quasi) possibilità di errore. I nuovi tutor SICVe-PM permettono di rilevare anche dettagli come la pubblicità sul retro dei veicoli, gli adesivi delle aziende e la forma delle luci posteriori, tutti elementi che concorrono alla corretta individuazione del veicolo.

TUTOR AUTOSTRADE 2019: DOVE SONO ATTIVI I TUTOR SICVe-PM

Attualmente (l’ultimo aggiornamento sul sito della Polstrada è dello scorso 17 luglio) sono controllati con il nuovo SICVe-PM (entrato progressivamente in funzione dal mese di luglio del 2018) 46 tratti di autostrada per complessivi 420 km circa. I tratti in questione sono i seguenti:

– A1 direzione Nord
SAN VITTORE – CASSINO;
CASSINO – PONTECORVO;
COLLEFERRO – VALMONTONE;
ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 – PONZANO ROMANO;
PONZANO ROMANO – MAGLIANO SABINA;
MAGLIANO SABINA – ORTE;
FIRENZUOLA – BADIA;
REGGIO EMILIA – CAMPEGINE;
CAMPEGINE – PARMA.

– A1 direzione Sud
MODENA SUD DIR. NORD – MODENA NORD DIR. NORD;
BADIA – FIRENZUOLA;
ALL. A1 PER ROMA SUD – COLLEFFERRO;
SAN VITTORE – CAIANELLO;
MODENA SUD DIR. SUD – ALL. A14 A1 N DIR. SUD.

– A4 direzione Ovest
DALMINE DIR. OVEST – CAPRIATE DIR. OVEST;
CAPRIATE DIR. OVEST – CAVENAGO DIR. OVEST.

– A5 direzione Francia
TRAFORO MONTEBIANCO SUD – TRAFORO MONTEBIANCO NORD.

– A5 direzione Italia
TRAFORO MONTEBIANCO NORD – TRAFORO MONTEBIANCO SUD.

– A7 direzione Nord
BUSALLA – RONCO SCRIVIA;
RONCO SCRIVIA – ISOLA DEL CANTONE.

– A8 direzione Nord
CASTELLANZA DIR. NORD – BUSTO ARSIZIO DIR. NORD.

– A10 direzione Ovest
CELLE LIGURE – ALBISOLA DIR. OVEST.

– A10 direzione Est
ALBISOLA – CELLE LIGURE DIR. EST.

– A13 direzione Nord
BOLOGNA INTERPORTO – ALTEDO;
ALTEDO – FERRARA SUD.

– A13 direzione Sud
FERRARA NORD – FERRARA SUD DIR. SUD;
FERRARA SUD DIR. SUD – ALTEDO DIR. SUD.

– A14 direzione Nord
FORLÌ – FAENZA;
FAENZA – ALL. RAVENNA SUD;
BARI NORD DIR. NORD – BITONTO DIR. NORD;
VALLE DEL RUBICONE – CESENA.

– A14 direzione Sud
FAENZA – FORLÌ;
CASTEL SAN PIETRO DIR. SUD – IMOLA DIR. SUD;
CESENA – VALLE DEL RUBICONE;
VALLE DEL RUBICONE – RIMINI.

– A16 direzione Ovest
MONTEFORTE – BAIANO.

– A16 direzione Est
MONTEFORTE – AVELLINO OVEST.

– A26 direzione Nord
MASONE – BROGLIO.

– A26 direzione Sud
MASONE – MASSIMORISSO.

– A30 direzione Nord
SARNO – PALMA CAMPANIA.

– A30 direzione Sud
ALLACCIAMENTO A1 PER A30 – NOLA;
SARNO – NOCERA PAGANI-

– A56 direzione Ovest
CAMALDOLI DIR. OVEST – VOMERO DIR. OVEST;
FUORIGROTTA DIR. OVEST – AGNANO DIR. OVEST.

– A56 direzione Est
AGNANO DIR. EST – FUORIGROTTA DIR. EST;
ARENELLA DIR. EST – CAPODIMONTE DIR. EST.

TUTOR AUTOSTRADE 2019: DOVE SARANNO RIATTIVATI I TUTOR SICVe

Dunque, dopo la sentenza favorevole del 14 agosto 2019 da parte della Cassazione (e in attesa di ulteriori sviluppi), Autostrade per l’Italia ha comunicato che l’originario sistema Tutor SICVe, il quale copriva ben 2500 km di autostrada, verrà riacceso in tempi brevi. Non è dato sapere con precisione quali tratte saranno riattivate per prime, vi consigliamo quindi di procedere entro i limiti di velocità ogni qualvolta vedete l’avviso. Secondo il quotidiano Il Messaggero, però,  i vecchi tutor che torneranno a funzionare entro fine mese (in concomitanza con l’ultimo contro-esodo estivo) sono questi, poi, alla spicciolata toccherà a tutti gli altri:

– autostrada A1 Milano-Napoli, in particolare tra Reggio Emilia e Bologna (una postazione) e tra Roma e Napoli (quattro);
– nel tratto della A13 tra Bologna e Rovigo (tre postazioni);
– A14 tra Bologna e Castel San Pietro (tre postazioni) e tra Foggia e Bari (quattro postazioni);
– lungo l’A4 tra Milano e Bergamo (quattro postazioni);
– A7 tra Genova e Serravalle (due postazioni(;
– A26 tra Masone e Alessandria (quattro postazioni);
– sull’A8 Milano-Varese (una postazione);
– A30 che collega Caserta a Salerno (una postazione).

Invece nell’immagine in basso c’è la mappa completa dei tutor SICVe.

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Auto elettriche e SUV: perché il costo dell’assicurazione è più alto

di Antonio Elia Migliozzi

Le auto elettriche ed i SUV sono chiamati a rappresentare un trend emergente nelle vendite auto. Se da parte loro i SUV sono già in vetta alle classifiche, le elettriche arrancano ma per gli analisti siamo vicini ad una svolta. Una compagnia assicurativa ha svolto una ricerca per capire come queste tipologie di veicoli sono chiamati ad influenzare la sicurezza sulle nostre strade. Dai numeri si capisce che le elettriche e i SUV avrebbero il 40% di probabilità in più di provocare incidenti rispetto alle altre auto. Questo probabilmente perché i loro conducenti si stanno ancora abituando ad un nuovo stile di guida. Nel caso delle elettriche la loro rapida accelerazione potrebbe mettere nei guai gli automobilisti chiamati a gestire una coppia praticamente istantanea. Vediamo come cambiano le assicurazioni con l’arrivo di crossover e auto green.

RISCHI A CONFRONTO

I numeri raccolti dalla compagnia di assicurazioni AXA aiutano a tracciare un quadro della sicurezza su strada. Nei fatti i tassi complessivi di incidenti che riguardano i veicoli elettrici sono pressoché identici a quelli delle auto alimentate a motore a combustione. Secondo i dati provenienti dalle richieste di risarcimento in Svizzera i veicoli compatti alimentati a batteria presentano tassi di incidentalità inferiori a tutti gli altri. Va detto che le cose cambiano, ed in peggio, se si volge lo sguardo al segmento delle auto elettriche di lusso e dei SUV. In entrambi i casi il numero dei sinistri cresce del 40% con possibili conseguenze a cascata per tutti gli automobilisti. Va detto che i ricercatori escluso per ora rincari delle polizze delle auto elettriche perché è ancora dubbio il fatto che presentino una maggiore pericolosità. Serviranno quindi ulteriori verifiche per capirne di più.

STILE DI GUIDA

Le auto elettriche accelerano molto più rapidamente delle altre, il che significa che i conducenti possono facilmente ritrovarsi ad andare più veloci del previsto. Dal sondaggio di AXA la metà degli automobilisti che guidano un EV ha dichiarato di aver dovuto adeguare la propria guida alle nuove caratteristiche di accelerazione e frenata. Mentre per i motori a combustione interna, anche con una potenza elevata, sono necessari diversi secondi per raggiungere la massima accelerazione le elettriche tagliano i tempi offrendo tutta la coppia subito. Le vendite di auto elettriche sono in aumento grazie all’espansione dell’infrastruttura di ricarica e alla riduzione dei prezzi di acquisto. A guardare bene se lo scorso anno i veicoli a batteria rappresentavano meno dell’1% delle auto su strada in Svizzera e Germania, oggi sono l’1,8% delle vendite in Svizzera. In Svizzera oggi si arriva al 6,6% del mercato se  si considerano nel calcolo anche i motori ibridi.

QUESTIONE DI ABITUDINE

Le auto a batteria sono soggette agli stessi crash test e hanno le stesse caratteristiche di sicurezza attiva e passiva che abbiamo sino ad oggi imparato a conoscere. Bisogna però ricordare che quando si ha a che fare con un incidente che coinvolge una elettrica servono attenzioni particolari. Preoccupa che molti, anche tra i soccorritori, non sappiano come intervenire. Importante assicurarsi che il motore elettrico sia spento. Questa operazione potrebbe essere complessa perché, a differenza di un motore a combustione interna, il motore elettrico non fa rumore. Va detto che nel caso di gravi incidenti, le powetrain elettriche che gestiscono la corrente ad alta tensione si spengono automaticamente. Eppure le batterie danneggiate possono prendere fuoco fino a 48 ore dopo un incidente, rendendo più difficile gestire le conseguenze di un sinistro. AXA ha comunque smentito gli studi americani secondo cui le elettriche causerebbero più incidenti con pedoni o ciclisti.

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Android Q non avrà il nome di un dolce: Sarà semplicemente Android 10

di Niccolò Proietti Savina

Finisce un’era in quel di Mountain View: Sin da Android 1.5 Cupcake ogni versione del SO di Google aveva avuto il nome di un dolce, ma da Android Q non sarà più così.

(...)
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Targa auto scolorita: i costi e l’obbligo di cambiarla dopo 10 anni negli USA

di Donato D'Ambrosi

Se la tua auto, come tante, ha superato la soglia dei 10 anni, con ogni probabilità ha anche la targa scolorita con i numeri che non si leggono bene. Cosa bisogna fare se la targa è illeggibile? Beh, sicuramente non si può ritoccare a mano con un pennarello come è prassi comune. Se la targa della tua auto è deteriorata e non si legge, il Codice della Strada, impone la sostituzione della targa per deterioramento. La realtà dei fatti è che in pochi sono disposti a sostenere un costo per cambiare le targhe auto scolorite e deteriorate. A New York hanno escogitato un modo più efficace per obbligare gli automobilisti a cambiare le targhe più vecchie e scolorite.

L’OBBLIGO DI CAMBIARE LA TARGA DOPO 10 ANNI DAL 2020

Cambiare una targa illeggibile è obbligatorio e se si incappa nei controlli della Polizia si rischia anche il fermo amministrativo. Se la targa della tua auto si è deteriorata e vuoi sapere come cambiarla e quanto costa ne parliamo qui. Come avrai visto però cambiare le targhe auto deteriorate ha un costo molto maggiore rispetto alla trovata americana. Nello Stato di New York infatti è possibile personalizzare anche le targhe scegliendo tra diverse grafiche disponibili. Visto che in pochi cambiano le targhe quando diventano illeggibili, a New York hanno offerto la possibilità ai residenti di votare la nuova grafica. La scelta della nuova grafica introdurrà dalla primavera 2020 anche l’obbligo di cambiare le targhe che hanno oltre 10 anni, al costo di 25 dollari l’una.

QUANTO COSTA CAMBIARE LA TARGA PERSONALIZZATA

L’idea chiaramente ha diviso l’opinione pubblica, tra chi sostiene che la municipalità abbia bisogno di fare cassa e chi invece sostiene l’iniziativa. A pesare di più sul costo per cambiare una targa scolorita sarà la possibilità di personalizzarla per la seconda volta. In pratica se si vuole conservare il numero già registrato e rinnovare solo la targa bisognerà aggiungere 20 dollari al costo di base. Questo balzello non va giù a chi ha speso già dei soldi per registrare la targa auto personalizzata che deve rinnovare. E di targhe, come in Europa, ne devono essere applicate due, una davanti e una dietro, diversamente da come accade in altri pochi Stati USA (solo dietro).

LA GARANZIA DI 5 ANNI SULLE TARGHE SCOLORITE

Te lo stai chiedendo sicuramente: perché solo le targhe delle auto recenti si rovinano molto prima? Basta guardare molti veicoli anche d’epoca o degli anni 80-90 per scorgere targhe con piccole crepe, ma non totalmente illeggibili come quelle moderne. Sicuramente molto dipende dall’azione abrasiva e dai saponi aggressivi degli autolavaggi rapidi e automatici, sempre più diffusi nelle città. Ma può dipendere anche dalla qualità dei materiali utilizzati nella produzione delle targhe. Non a caso proprio l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel 2002 (circ. MIT Prot. MOT6/ 1098/60G1) hanno dovuto sostituire gratis le targhe auto con evidenti difetti e deterioramento prematuro. A tal proposito dovete ricordare che le targhe dell’auto sono coperte da garanzia contro il deterioramento per 5 anni. Se la targa si scolorisce entro 5 anni dall’immatricolazione la sostituzione attraverso la Motorizzazione sarà gratuita, dopo sarà a carico del consumatore.

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