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Cellulare in auto: dal 1 luglio 2020 il divieto si estende negli USA

di Donato D'Ambrosi

Cellulare alla guida

Negli USA parlare al cellulare in auto ha regole molto differenti: ecco dove e come dal 1 luglio si estende il divieto con limiti e strane eccezioni

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Multe salate in Francia se si modifica la bici elettrica

di Simone Lelli
La bici elettrica, veicolo a due ruote che fa uso di un motore elettrico per sfrecciare in città, non potrà sfrecciare più di tanto in Francia. Che ci debbano essere multe se viene infranta una legge sono più che d’accordo, ma ciò che si è raggiunto nel paese della Torre Eiffel è un po’ esagerato. […]

Guidare in Austria: limiti, norme e consigli per evitare multe

di Redazione

In Austria non si sorpassano gli scuolabus alla fermata, ma pochi lo sanno: ecco i limiti, norme e consigli per evitare multe se vi trovate a guidare in Austria

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Allarme antiabbandono bambini: ecco come saranno i controlli su strada

di Donato D'Ambrosi

Abbiamo chiesto alla Polizia Stradale come saranno i controlli su strada per l’Allarme Antiabbandono bambini: ecco tutte le cose da sapere per evitare una multa

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Cellulare alla guida: la Polizia USA ricorre a regole e multe estreme

di Donato D'Ambrosi

Cellulare in auto come usarlo mentre si guida

La Polizia del Massachusetts dichiara letteralmente guerra alle distrazioni al volante e al cellulare alla guida. Dal 1 aprile non ci saranno scuse per gli automobilisti sorpresi ad usare il cellulare alla guida dell’auto, dagli agenti in strada. Ecco tutte le novità, le multe salate e le eccezioni all’uso dello smartphone alla guida dal 1 aprile 2020.

FINO A 18 ANNI NESSUNA ECCEZIONE SUL CELLULARE ALLA GUIDA

Quanto sono commisurati o eccessivi i provvedimenti della Polizia del Massachusetts è difficile dirlo, di certo non si può che fare un plauso ad ogni tentativo di migliorare la sicurezza stradale. Anche al costo di apparire eccessivamente proibizionisti, se si considera che il divieto di usare il cellulare alla guida è assoluto per chi ha meno di 18 anni di età. Gli incidenti mortali in Massachusetts sono cresciuti più del doppio del tasso nazionale (+12,8% dal 2015 al 2016). Lo ha annunciato in una conferenza stampa la Polizia del Massachusetts e per quanto possa sembrare una novità lontana, fa capire quanta determinazione ci sia nelle autorità per contrastare gli incidenti causati da distrazioni al volante. Guidare con il cellulare in mano è un’abitudine di oltre il 50% degli italiani che rischiano una multa da 161 euro, se contestata istantaneamente dall’agente di polizia (art.173 CdS).

COME USARE IL CELLULARE ALLA GUIDA EVITANDO LA MULTA

Un grosso limite, quello della contestazione immediata, che negli USA hanno pensato di colmare dispiegando dozzine di pattuglie aggiuntive già da febbraio. Il divieto e le multe per guida con il cellulare in mano, dà seguito alla legge firmata dal governatore Charlie Baker contro le distrazioni alla guida. Fino al 30  marzo 2020  ci saranno solo avvisi da parte degli agenti, per abituare gli automobilisti alle nuove restrittive sull’uso corretto del cellulare in auto. Guidare utilizzando uno smartphone sarà permesso solo installando un supporto accanto al volante. Per i minori di 18 anni invece non sarà necessario, visto che la legge non permette alcun tipo di utilizzo come invece per i guidatori esperti. Ai conducenti esperti invece sarà permesso un solo “tap” o toccare il display una sola volta per rispondere in vivavoce.

LE MULTE PER USO DEL CELLULARE ALLA GUIDA E GLI AUMENTI ASSICURAZIONE  

Non sarà permesso invece l’utilizzo del cellulare incolonnati nel traffico o al semaforo. Chi violerà le regole fino al 30 marzo 2020 si beccherà solo un richiamo ufficiale. Dal 1 aprile 2020 invece la multa per uso del cellulare alla guida sarà di 100 dollari per la prima violazione. Se la stessa persona viene sorpresa di nuovo la seconda multa sarà di 250 dollari e di 500 dollari dalla terza in poi. Ma non solo, dalla seconda multa, la persona fermata ha anche l’obbligo di seguire un corso formativo. Mentre dalla terza multa in poi le Compagnie assicurative potranno fare leva sulle infrazioni per aumentare il costo dell’assicurazione auto.

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10 errori da non fare se è scaduta la revisione auto

di Redazione

Non è raro che un’automobilista dimentichi la scadenza della revisione auto del proprio mezzo e se a ricordarlo sono le Autorità, durante un controllo di routine su strada, sono dolori! Vediamo come non dimenticare di fare la revisione auto e soprattutto quali errori non fare se ci ritroviamo con la revisione scaduta.

1.PROMEMORIA FAI DA TE DELLA REVISIONE

Le scadenze da ricordare per un contribuente/automobilista sono tante e tenerle tutte a mente comporta il rischio di dimenticarne qualcuna. Se siete avvezzi all’uso di smartphone e tablet potrete impostare dei promemoria, ma nel caso si guastasse o lo si smarrisse (a meno di non fare dei backup) si perderanno le scadenze. La scadenza si evince dalla carta di circolazione.

2.SCADENZA DELLA REVISIONE NOTIFICATA DALLE ISTITUZIONI

Il Portale dell’Automobilista, gestito dal Dipartimento Trasporti del MIT, offre ai suoi iscritti un servizio di notifica multicanale delle scadenze della patente di guida e della revisione. La notifica avviene tramite messaggio SMS o email, per fruire del servizio è sufficiente registrarsi al Portale (Qui il link diretto al Portale dell’Automobilista).

3.QUANDO VA FATTA LA REVISIONE AUTO

Secondo il Decreto n.408 del Ministero dei Trasporti la prima revisione di un’auto va effettuata dopo 4 anni dalla sua prima immatricolazione e successivamente ogni 2 anni. I mezzi con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate sono invece sottoposti a revisione annuale (Leggi i controlli da fare prima della revisione).

4.LA REALE SCADENZA DELLA REVISIONE

Per comprendere quale sia il termine ultimo ed effettuare in tempo utile la revisione è necessario conoscere mese e anno di immatricolazione della vettura. Se ad esempio l’auto è stata immatricolata il 15 gennaio 2016 il termine ultimo per revisionarla è il 31 gennaio 2020. Le successive vanno effettuate, dopo due anni, entro il mese nel quale si è effettuata la precedente revisione.

5.REVISIONE AUTO PRESSO GLI UFFICI DELLA MOTORIZZAZIONE

La revisione può essere effettuata presso uno degli uffici della Motorizzazione Civile presenti sul territorio nazionale. È necessario effettuare un pagamento di 45.00 euro sul c/c 9001, compilare il modulo MC 2100 (Sia il modulo che il prestampato per il pagamento sono distribuiti negli uffici della Motorizzazione) e prenotare la revisione della vettura.

6.LA PRENOTAZIONE NON SOSTITUISCE LA REVISIONE

Se la vettura ha già la revisione scaduta non è possibile circolare anche se è stata effettuata la prenotazione. Il foglio di prenotazione permette di circolare soltanto il giorno fissato per la revisione, ovviamente per raggiungere la Motorizzazione.

7.REVISIONE AUTO PRESSO LE OFFICINE AUTORIZZATE

Se si sceglie di effettuare la revisione presso una delle officine autorizzate, oltre 8.000 sul territorio nazionale, basta recarsi alla più vicina ed effettuare l’operazione. Il costo in questo caso è di 66.80 euro. Le officine autorizzate sono collegate in tempo reale al CED della Motorizzazione e trasmettono l’esito della revisione.

8.REVISIONE AUTO OLTRE I TERMINI

Qualora ci si dovesse accorgere che la revisione è abbondantemente scaduta è ovviamente opportuno mettere in regola vettura. Nonostante l’irregolarità non vengono applicate sanzioni retroattive, se la revisione è superata si tornerà a circolare in regola.

9.MULTA PER AUTO SENZA REVISIONE

Se in occasione di un controllo di routine viene accertata la revisione scaduta si può essere multati con una sanzione che va da 159,00 a 639,00 euro. Inoltre il veicolo viene sospeso dalla circolazione fino a quando non viene effettuata la revisione, ovviamente con esito positivo. Se l’infrazione è accertata in autostrada viene applicato anche il fermo amministrativo e il ritiro della carta di circolazione, la quale verrà restituita dopo la prenotazione della revisione. Se la revisione non è stata effettuata per più scadenze la sanzione può essere raddoppiata.

10.MANCATA REVISIONE E RIVALSA ASSICURAZIONE

Se un’auto coinvolta in un incidente stradale dovesse risultare con la revisione scaduta, la compagnia assicurativa potrebbe rivalersi sul contraente addebitandogli le somme dei risarcimenti pagati agli altri soggetti coinvolti nel sinistro.

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FCA si accorda con il Fisco italiano sulla multa da 1,3 miliardi di euro

di Donato D'Ambrosi

FCA esce senza conseguenze dalla vicenda che vedeva il Gruppo al centro dell’indagine del Fisco italiano per dichiarazioni non veritiere. Per alcuni mesi si è ipotizzata la concreta possibilità che Fiat-Chrysler dovesse pagare una multa da 1,3 miliardi di euro. Un fascicolo che FCA ha archiviato dopo l’accordo con l’Agenzie delle Entrate che ha tenuto conto dei reali vantaggi finanziari scaturiti.

LE CONTESTAZIONI DEL FISCO E LA MULTA AD FCA

La multa da oltre 1 miliardo di euro che pendeva su FCA è legata al periodo in cui Fiat Spa ha cambiato denominazione diventando Fiat-Chrysler Automobiles. Secondo l’Agenzia delle Entrate, FCA aveva sottostimato il reale valore di Chrysler, in seguito all’assorbimento dei marchi Jeep, Dodge e RAM. Una discrepanza che, a fronte dei 7,5 miliardi di euro dichiarati da FCA, era sotto di 5 miliardi di euro secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate. Il Fisco italiano ha così aperto un’indagine amministrativa dopo il trasferimento della sede legale di FCA in Olanda e della sede fiscale in Regno Unito per omesso versamento della Exit Tax nell’importo esatto. La tassa è infatti prevista dal 1995 per tutte le aziende che spostano la residenza dall’Italia all’estero.

L’ACCORDO TRA L’AGENZIA DELLE ENTRATE ED FCA

Inizialmente si era ipotizzato anche che FCA potesse patteggiare una riduzione della “multa” di 1 miliardo di euro a circa un terzo di quanto richiesto dal Fisco. Secondo quanto annunciato all’assemblea degli azionisti commentando i risultati finanziari del 2019, Richard Palmer, Chief Financial Officer FCA, ha dichiarato: “Abbiamo chiuso l’accordo senza alcun obbligo di versamento in contanti o sanzioni”. L’accordo non avrebbe alcun impatto sul conto economico e sul bilancio, secondo Palmer che spiega: “abbiamo ancora sostanziali perdite in Italia che ci restano dal punto di vista fiscale dopo questo accordo”.

FCA E I RISULTATI FINANZIARI 2019

Il 2019 è stato definito “storico” dall’AD Mike Manley per il futuro di FCA e i riferimenti sono tutti sull’accordo con PSA che dovrebbe concludersi tra fine 2020 e inizio 2021. I risultati finanziari di Fiat-Chrysler del 2019 invece parlano di un utile in calo del 19% (2,7 miliardi di euro) e -2% di ricavi (poco meno di 109 miliardi di euro). Alla chiusura dell’esercizio 2019 pesano la riduzione delle vendite globali del 9%: in totale sono usciti dalle fabbriche FCA 4,4 milioni di veicoli. Un bilancio rafforzato dai risultati dell’ultimo trimestre che confermano comunque quanto FCA sia trainante dagli USA, quanto basta per rassicurare gli azionisti sui target confermati per il 2020.

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Vignetta Svizzera 2020: costo, multa e validità

di Donato D'Ambrosi

Dal 1° febbraio scatta l’obbligo della Vignetta Svizzera 2020, la vignetta rossa autostradale da attaccare al parabrezza dell’auto rimuovendo la vignetta scaduta. Ecco quanto costa la vignetta Svizzera 2020, le multe e alcuni consigli utili su come rimuovere la Vignetta scaduta dal parabrezza in modo facile.

NUOVA VIGNETTA SVIZZERA DAL 1 FEBBRAIO 2020

La Vignetta Svizzera è un appuntamento che gli automobilisti “frontalieri” non possono dimenticare. Chi viene sorpreso a guidare in autostrada senza vignetta in Svizzera rischia una multa che è 5 volte il costo della vignetta. Lo ricorda il TCS (Touring Club Svizzero) che ci aiuta a fare chiarezza su alcuni aspetti della vignetta autostradale: quanto vale la vignetta, dove va applicata la vignetta Svizzera e su quali autostrade è obbligatoria la vignetta? E visto che in strada si vedono circolare molte auto con il parabrezza tappezzato di vignette scadute vi daremo anche qualche consiglio su come rimuovere l’adesivo dal vetro.

VIGNETTA SVIZZERA 2020: COSTO, MULTA E VALIDITÀ

Intanto vediamo di capire quali auto e veicoli hanno l’obbligo della vignetta in Svizzera, dove si può comprare la vignetta e qual è la multa senza Vignetta in autostrada. Dal 1 febbraio 2020 scatta l’obbligo della Vignetta Svizzera 2020, che si riconosce per il colore rosso e ha validità fino al 31 gennaio 2021. Dovranno esporla tutte le auto e i veicoli con e senza rimorchio fino a una massa di 3,5 tonnellate che circolano autostrade e strade nazionali del 2° ordine (clicca la mappa sotto). La Vignetta autostradale Svizzera si può acquistare negli uffici postali, presso le stazioni di servizio e i punti TCS a un costo di 40 franchi (circa 37 euro). Chi viene sorpreso dalla Polizia svizzera senza vignetta valida sul parabrezza, la multa è di 200 franchi oltre al costo della vignetta (220 euro). La legge impone di applicare la vignetta in un punto ben visibile del parabrezza e in modo permanente.

APPLICARE LA VIGNETTA AUTOSTRADALE E TOGLIERE LA VIGNETTA SCADUTA

Se vi state chiedendo: posso usare la vignetta autostradale Svizzera su due auto? La risposta è negativa. Non ci sono vincoli sull’applicazione della Vignetta autostradale, l’importante è che sia ben visibile ai controlli della Polizia. Per questo vi consigliamo di attaccare la vignetta nell’angolo in alto a sinistra del parabrezza, lato conducente. E’ obbligatorio rimuovere la vignetta scaduta dal parabrezza? La legge  non impone di dover togliere le vecchie vignette, ma la Polizia potrebbe fare una multa se le vignette limitano la visuale del guidatore. Idem se la Polizia si accorge che la vignetta è stata attaccata in modo non permanente al parabrezza. Per rimuovere la vecchia vignetta autostradale, vi consigliamo di aiutarvi con un raschietto di plastica iniziando dal bordo, dopo aver scaldato l’adesivo vecchio con un asciugacapelli. Poi potrete pulire i residui di colla con acetone per unghie facendo attenzione a non gocciolare su tessuti e parti in plastica dell’abitacolo.

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Blocchi Auto Diesel Euro 5 in Germania: città, multe ed eccezioni

di Donato D'Ambrosi

Blocco traffico per smog

I blocchi auto diesel euro 5 in Germania non hanno trovato facile approvazione tra gli automobilisti che hanno ignorato i divieti in molte città. Nel 2019 sono state irrogate 15 mila multe per divieti alla circolazione di auto diesel in Germania. In molti casi gli automobilisti erano impreparati sui Blocchi alle auto diesel attivi in molte città e zone extraurbane. Ecco le città in Germania dove le auto diesel Euro 5 non possono circolare e le eccezioni.

BLOCCHI AUTO DIESEL IN GERMANIA

Secondo i dati dell’ADAC (l’Automobile Club Tedesco), nel 2019 i blocchi alle auto diesel sono costati 1,6 milioni di euro agli automobilisti. Le multe per i divieti alla circolazione delle auto diesel da Euro 0 a Euro 5 sono scattate in molte città: Amburgo, Berlino, Darmstadt e Stoccarda per prime. Altrove invece sono in corso di definizione divieti alla circolazione per le auto diesel da Euro 0 a Euro 5 con eccezioni in diverse città della Germania. Ecco la mappa delle principali città in Germania dove le auto diesel non possono circolare in base alla Classe antinquinamento.

BLOCCHI AUTO DIESEL A STOCCARDA: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Da aprile 2019 a Stoccarda è scattato il divieto alla circolazione delle auto diesel fino a Euro 4: una novità che ha comportato 650 mila controlli. Di questi – secondo l’ufficio di regolamentazione del traffico – circa 6700 non avrebbero dovuto circolare nelle ZTL, ma oltre la metà rientravano nelle eccezioni ai blocchi. A Stoccarda chi viene sorpreso da una telecamera del traffico è sottoposto alle verifiche ambientali che hanno accertato già oltre 2800 multe agli automobilisti. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Stoccarda.

– Quando: dal 1 gennaio 2019 per gli stranieri, dal 1 aprile 2019 per residenti a Stoccarda;
– Quali auto: Auto e camion diesel fino a Euro 4;
– Dove: nell’intera area della città;
– Multa: 108,5 euro;
– Esenzioni: consegna, servizi di emergenza, assistenza a persone con disabilità.

BLOCCHI AUTO DIESEL A DARMSTADT: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Dall’inizio di giugno 2019 al 15 dicembre 2019, 12.137 conducenti di auto e camion hanno violato i blocchi auto diesel a Darmstadt. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Darmstadt.

– Quando: dal 1 giugno 2019;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5 e benzina Euro 1-2;
– Dove: Hügelstrasse e Heinrichstrasse;
– Multa: 108,5 euro;
– Esenzioni: Ambulanza, raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade, artigiani locali.

BLOCCHI AUTO DIESEL AD AMBURGO: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Già dal 2018 i blocchi al traffico per le auto diesel ad Amburgo hanno penalizzato 151 automobilisti. Un numero relativamente maggiore nel 2019 con 246 multe per i Blocchi alle auto diesel ad Amburgo. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel ad Amburgo.

– Quando: dal 1 giugno 2018;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5
– Dove: Max-Brauer-Allee per autoveicoli, camion e altri veicoli – Julius-Leber-Straße e Holstenstraße) e Stresemannstraße per autoveicoli oltre 3,5 t;
– Multa: 25 euro (auto) o 75 euro (camion);
– Esenzioni: residenti, servizi di emergenza, commercianti.

BLOCCHI AUTO DIESEL A BERLINO: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

I blocchi alle auto diesel a Berlino non sono verificati automaticamente tramite le telecamere del traffico, come in altre città della Germania. Da quando sono scattati i divieti alla circolazione di auto diesel a Berlino infatti i controlli sono affidati alle pattuglie in strada, al momento quindi non è possibile tracciare un numero più precisato di multe irrogate. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Berlino.

– Quando: da ottobre 2019;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5;
– Dove: Leipziger Strasse, Brückenstrasse, Reinhardtstrasse, Alt-Moabit, Friedrichstrasse, Stromstrasse, Hermannstrasse, Silbersteinstrasse;
– Multa: 20 euro (auto), 25 euro (veicoli con rimorchi o autobus) o 75 euro (camion);
– Esenzioni: Residenti, impiegati, artigiani, assistenza medica.

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Dieselgate Volkswagen: la più pesante multa milionaria in Canada

di Donato D'Ambrosi

Una multa che mette la parola fine al dieselgate Volkswagen, almeno in Canada, tra i tanti processi giudiziari sparsi per il mondo. Una delle tante sanzioni che hanno portato a 30 miliardi di dollari il costo del trucco sui motori diesel Volkswagen. La prima così alta però che il Canada abbia mai inflitto per questioni ambientali è la multa a Volkswagen da quasi 200 milioni di dollari.

DIESELGATE VOLKSWAGEN, LA SECONDA MULTA IN CANADA

I pubblici ministeri di un tribunale canadese hanno chiesto una multa da 196 milioni di dollari USA (258 milioni di dollari in valuta canadese). E’ quanto un giudice ha approvato nel processo in cui Volkswagen si è dichiarata colpevole di aver importato in Canada le auto diesel con il software furbo per truccare le emissioni. Secondo quanto riporta Reuters, Volkswagen è la prima azienda a pagare una multa così alta mai irrogata dalle autorità. Al centro delle accuse ci sarebbero 60 violazioni del Canadian Environmental Protection Act e accuse di aver fornito informazioni non veritiere.

LA MULTA VOLKSWAGEN PER IL DIESELGATE PIU’ ALTA PER CRIMINI AMBIENTALI

In Canada il dieselgate Volkswagen riguarda 128 mila auto importate in violazione degli standard sulle emissioni. La multa da 196 milioni di dollari in Canada è in proporzioni iniqua rispetto ai 1,8 miliardi di dollari USA che Volkswagen avrebbe messo in conto per rimborsare o riparare le auto diesel. E la seconda multa in Canada a Volkswagen per il dieselgate, dopo quella da 13 milioni di dollari dell’Antitrust canadese. “E’ una multa senza precedenti in Canada.  Ha dichiarato il procuratore canadese Tom Lemon – È 26 volte più grande della più alta ammenda ambientale federale mai imposta”.

IL CASO POLACCO PRECEDE LA MULTA VOLKSWAGEN IN CANADA

La più recente multa inflitta a Volkswagen prima del Canada in territorio europeo – secondo Reuters – proviene dalla Polonia. L’equivalente del nostro Antitrust in Polonia, UOKiK, ha chiesto 120 milioni di zloty (31,4 milioni di dollari) a Volkswagen come risarcimento per aver ingannato i clienti sulle emissioni dei motori diesel. Secondo Volkswagen però la multa per il dieselgate in Canada è la prova di voler fare ammenda e costruire un futuro nuovo. “L’ammenda verrà utilizzata per sostenere progetti ambientali a livello nazionale e nelle province di tutto il paese” avrebbe dichiarato Volkswagen ufficialmente.

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Multa divieto di sosta: a Milano scattano i controlli “automatici”

di Donato D'Ambrosi

Strisce blu regolamento ticket scaduto multe

Le auto in sosta selvaggia a Milano o con irregolarità nel pagamento del grattino virtuale non sfuggiranno più alla multa per divieto di sosta. E’ entrato in servizio attivo il sistema Occhio di Aquila, una telecamera in dotazione all’Azienda Trasporti Milanesi, che passa la tappeto tutte le auto nelle strisce blu. Un controllo inflessibile dell’occhio elettronico che non si lascerà sfuggire nessuna targa, anche quelle digitate male al parcometro.

L’AUTO CHE FARA’ I CONTROLLI ELETTRONICI NELLE STRISCE BLU

Controlli più veloci e con meno personale a piedi renderanno più efficienti i controlli delle auto in sosta nelle strisce blu. E’ quanto l’Atm ha reso noto annunciando l’attivazione di un’auto di servizio di colore bianco con tanto di avviso “controllo sosta” e telecamera sul tetto. L’occhio elettronico passerà al setaccio tutte le targhe delle auto parcheggiate nelle aree in gestione all’ATM per scovare quelle che non hanno pagato la sosta.

NIENTE PIU’ GRATTINO SUL CRUSCOTTO NELLE STRISCE BLU

Con la dematerializzazione del grattino di carta, non bisogna più esporre il tagliando sul cruscotto con il vantaggio di poter gestire il pagamento e il tempo della sosta anche tramite App a Milano. Questa innovazione ha comportato un adeguamento anche per tutti gli utenti che continueranno a pagare la sosta al parcometro. Per farlo però sarà fondamentale e obbligatorio, digitare correttamente anche la targa sulla tastiera. La targa inserita nell’App o sulla tastiera del parcometro finisce nel database cui è collegato il sistema Occhio d’Aquila e in base al quale segnala se un’auto è in sosta regolare oppure no.

PERMESSI DISABILI E TARGHE SCAGLIATE A RISCHIO MULTA

Il sistema Occhio d’Aquila è pressoché simile allo Street control dei vigili urbani contro le auto ferme in doppia fila, nella foto sopra. Il vantaggio per l’azienda sta nel fatto che non dovrà dotare gli ausiliari a piedi di un numero importante di palmari per il controllo delle targhe. D’altro canto però rischiano di finire nella rete della telecamera contro la sosta irregolare anche gli automobilisti che inseriscono una targa sbagliata nel parcometro. Intanto però pare che il sistema non sia ancora a regime anche con i permessi per diversamente abili. In questi casi continuerà ad essere necessario il controllo degli ausiliari per accertare la regolarità del permesso.

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L’allarme seggiolini slitta al 1 marzo 2020: cosa fare in caso di multa

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

L’obbligo dell’allarme seggiolini bimbi è tecnicamente in vigore non senza punti in sospeso da chiarire su incentivi, controlli e le multe. Proprio per questo il Governo è al lavoro su un emendamento che farebbe slittare al 1 marzo 2020 l’allarme antiabbandono obbligatorio e le multe per chi non ha un dispositivo conforme in auto. Intanto però, come già abbiamo spiegato l’obbligo è sulla carta partito e finché non sarà approvato l’emendamento alla Manovra 2020, le multe sono tutt’altro che esorcizzate. Ecco cosa succederà con lo stop e cosa fare in caso di multa anticipata per l’obbligo dell’allarme antiabbandono.

I PUNTI DA CHIARIRE SULL’ALLARME SEGGIOLINI OBBLIGATORIO

I punti che dovrà chiarire l’emendamento alla legge finanziaria sono molti, ma finché non sarà approvata tutto resta com’è sull’obbligo dell’allarme seggiolino. Il motivo semplice è che non si sa ancora in che forma l’emendamento congelerà le multe e farà chiarezza sui nodi legati a incentivi e controlli. Da un lato gli incentivi di 30 euro sono stati varati ma non si sa con quali modalità di erogazione perché manca un decreto attuativo. Dall’altro l’obbligo è diventato vigente (ancora prima degli incentivi) ma né gli automobilisti né i produttori sono pronti a questa partenza anticipata. E’ bastato qualche giorno e l’insurrezione delle associazioni dei consumatori per mettere un freno all’exploit del Ministero dell’Interno sull’obbligo dell’allarme antiabbandono. Intanto leggi qui come stanno realmente le cose sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino se si monta un dispositivo antiabbandono universale.

DA QUANDO E’ VALIDA LA MULTA PER L’ALLARME ANTIABBANDONO

Bisogna fare bene attenzione a non lasciarsi illudere dagli annunci dell’ultima ora: nonostante l’emendamento in arrivo le multe sull’allarme seggiolino bimbi sono per ora valide. A chi si chiede da quando partono le multe se non si ha l’allarme seggiolino in auto? Il MIT risponde: “Dal 7 novembre.” E poi precisa “Il governo sta lavorando per posticipare al primo marzo 2020 l’avvio delle multe per i non provvisti del dispositivo”. Perché finché non ci sarà una legge che annulla il precedente provvedimento, gli accertatori devono attenersi a quanto è in vigore. E qui si apre un’altra voragine normativa che speriamo l’emendamento potrà chiarire: quella dei controlli su strada. Con la circolare del Ministero dell’Interno si dava formalmente avvio ai controlli e alle multe sull’obbligo del seggiolino con allarme antiabbandono.

I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO E IL RICORSO IN CASO DI MULTA

Ma con ogni probabilità gli stessi organi di polizia demandati ai controlli si troveranno a dover far finta di nulla. In primis perché gli allarmi seggiolino auto non devono essere omologati, ma conformi alla legge. Questo significa che l’agente non dovrà limitarsi a verificare la presenza di una marcatura di omologazione, come ad esempio avviene per il seggiolino stesso o il casco da moto. A un posto di controllo, gli agenti dovranno controllare che il dispositivo funzioni secondo le specifiche tecnico-costruttive che il Produttore dichiara di rispettare, se non si accontentano del Certificato di Conformità (un pezzo di carta). Questo groviglio però lascia arbitrarietà nei controlli e il rischio di multa finché non sarà approvato l’emendamento che fa slittare l’obbligo dell’allarme seggiolino. Ecco perché in caso di multa per allarme seggiolini antiabbandono, è probabile che il ricorso al Giudice di pace sarà accettato, almeno finché non sarà tutto più chiaro, presumibilmente entro la fine dell’anno.

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Multa cellulare alla guida: in UK l’autovelox è anti-distrazioni

di Donato D'Ambrosi

Anche nel Regno Unito come in Italia l’uso del cellulare alla guida è tra le infrazioni più spinose da combattere. In UK però hanno messo in campo, sebbene in via sperimentale, un autovelox che fotografa i conducenti distratti che smanettano con lo smartphone. Tra parlare e messaggiare c’è poca differenza in termini di distrazioni al volante, ecco perché i legislatori pensano di inserire nella norma il concetto di “mani libere”.

LE TELECAMERE IN GRAND BRETAGNA CONTRO LE DISTRAZIONI AL VOLANTE

La Gran Bretagna è sulla strada giusta o almeno meglio che in Italia: chi viene sorpreso a guidare con il cellulare tra le mani perde 6 punti e viene multato di 200 sterline. Per arrivare a questo però sono stati messi in campo degli autovelox anti-cellulari. Funzionano esattamente come i radar per la velocità ma programmati per riconoscere se il conducente ha le mani impegnate. Fino a pochi giorni fa si poteva contestare la multa dicendo di non usare lo smartphone per telefonare. Mentre da alcuni giorni, come riporta il DailyMail, il cellulare è off limits per chi guida un’auto nel Regno Unito.

IN AUSTRALIA 100 MILA DISTRATTI IN 6 MESI DAL CELLULARE

Da un’indagine del RAC (l’equivalente dell’ACI) è emerso che che il 35% dei conducenti di età inferiore ai 25 anni – e il 17% dei conducenti in totale – ha ammesso di distogliere lo sguardo dalla strada per controllare messaggi. Da là è nata la sperimentazione delle telecamere sulle autostrade gestite da Highway England. Un test analogo è stato condotto in Australia e ha immortalato 100 mila conducenti in 6 mesi distratti dal cellulare alla guida. Il caso più eclatante è quello in foto: il passeggero teneva il volate al conducente che scriveva un messaggio. Allucinante!

CELLULARE ALLA GUIDA E LIMITI DELLA LEGGE

Il problema è che nonostante le multe per uso del cellulare alla guida, molte di queste sono state impugnate e i ricorsi accolti per assenza della “comunicazione interattiva”. Significa che tutti gli automobilisti sorpresi con il cellulare tra le mani l’hanno fatta franca perché non stavano parlando con nessuno. Motivo per cui il Dipartimento dei Trasporti inglese sta spingendo affinché la legge non sia strettamente legata al cellulare ma a un concetto più ampio di mani libere alla guida. La modifica dovrebbe arrivare entro la prossima primavera.

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Monopattini elettrici come scooter: prime multe senza casco e targa

di Donato D'Ambrosi

Monopattini elettrici regole

I monopattini elettrici a Torino sono finiti al centro di polemiche legate alle multe irrogate dai vigili a spensierati cittadini sul monopattino. Le multe per guida su monopattini possono essere molto care, ma con la sperimentazione della micro-mobilità elettrica alle porte, si è generato un grande caos. Cerchiamo di capire perché a Torino sono fioccate multe a chi andava in monopattino senza casco e senza patente.

LE MULTE A CHI VA IN MONOPATTINO A TORINO

Il caso delle multe senza casco sui monopattini elettrici è esploso solo dopo l’ultima sanzione ad un giovane studente nigeriano bloccato dai vigili di Torino su monopattino elettrico. In realtà i vigili di Torino avevano già nei giorni precedenti fatto tabula rasa dei monopattini elettrici guidati per le strade in modo inappropriato. Ma allora è legale oppure no andare in monopattino elettrico? La domanda nasce dalle contestazioni dei vigili al giovane fermato sul monopattino elettrico. Le sanzioni di oltre 6 mila euro, per guida contromano senza patente di un veicolo motorizzato non immatricolato. Una multa poi ridotta a poco più di mille euro ma che non fa chiarezza sulla circolazione dei monopattini elettrici a Tornino.

MONOPATTINI ELETTRICI MULTATI IN ANTICIPO

La posizione della Polizia municipale è chiara: si può andare in monopattino elettrico ma solo rispettando le regole. Regole però che sulla base della sperimentazione della micromobilità dovrebbero partire da novembre 2019. L’intento quindi sembrerebbe quello di lanciare un segnale forte a chi ha deciso di andare in giro in monopattino o lo farà nei prossimi giorni. Perché se è vero che è legale andare in giro in monopattino, ma si potrà farlo solo ed esclusivamente nelle aree individuate dal Comune.

MONOPATTINI ELETTRICI E DIRETTIVE POCO CHIARE

Il Comune di Torino ha infatti stabilito delle regole sia per i privati che decidono di andare in monopattino, sia per le società di noleggio monopattini elettrici. Nonostante questo però non bisogna certo puntare il dito contro gli accertatori che interpretano i dettami di un decreto poco chiaro. Proprio il limite di velocità per monopattini elettrici e similari di 6 km/h (in area pedonale) è impossibile da rilevare ma è stato contestato al giovane nigeriano. C’è la contestazione della circolazione di veicolo a motore non immatricolato mentre poi il decreto cita “dispositivi”. E’ chiaro che servirebbe una circolare chiarificatrice del Ministero dell’Interno che metta gli organi di polizia nelle condizioni di vigilare senza eccessi e interpretazioni.

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Accendere i fendinebbia: come e quando per evitare una multa

di Donato D'Ambrosi

Usare i fendinebbia è indispensabile in molte località dove l’alto tasso di umidità non permette di vedere in sicurezza la strada in alcuni momenti della giornata. Poiché accendere impropriamente i fendinebbia anteriori o posteriori crea disturbo agli altri conducenti, non sono rare le multe per abuso di dispositivi di illuminazione. Come e quando bisogna accendere i fendinebbia? Ecco cosa dice la legge e come accorgersi se ci sono o meno le condizioni per poter usare gli antinebbia anteriori o i retronebbia in sicurezza.

FENDINEBBIA ANTERIORI E POSTERIORI, IL CDS E LA MULTA

L’utilizzo corretto dei fendinebbia non è sempre chiaro a chi abita in località dove la nebbia è un evento raro. Ma attenzione, poiché il termine “fendinebbia” non ne limita l’utilizzo al solo caso in cui la visibilità sia compromessa a causa della nebbia. Allo stesso modo il solo motivo per cui l’auto ne è dotata non autorizza indiscriminatamente all’accensione dei fendinebbia solo per vedere meglio. E’ tutto stabilito dall’art.153 del Codice della Strada sull’ “Uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi”. Ci limitiamo però all’analisi del solo caso relativo ai fendinebbia sulle automobili. INtanto ricordate che chi viene sorpreso a guidare con i fendinebbia senza motivo, rischia una multa da 41 a 168 euro.

QUANDO ACCENDERE I FENDINEBBIA ANTERIORI

Intanto bisogna distinguere, come recita la legge, l’accensione dei fendinebbia anteriori da quella dei fendinebbia posteriori. Non è detto infatti che se si presenta la necessità di usare i fendinebbia anteriori automaticamente vanno accesi anche i retronebbia. Vediamo i singoli casi. L’accensione dei fendinebbia anteriori ormai presenti su tutti gli allestimenti medio-alti come elemento di design, è vincolata all’accensione delle luci di posizione o anabbaglianti. Si possono usare i fendinebbia anteriori anche di giorno, purché la visibilità di guida sia ridotta a causa di nebbia, fumo, foschia, nevicata in atto, pioggia intensa. Tutti i casi insomma in cui l’uso dei fari anabbaglianti e abbaglianti non aumenta la sicurezza.

QUANDO ACCENDERE I FENDINEBBIA POSTERIORI (RETRONEBBIA)

Se basta del fumo, nebbia, una pioggia intensa o neve per accendere i fendinebbia anteriori senza rischiare una multa, per i retronebbia bisogna fare una valutazione più approfondita. Secondo il Codice della Strada, infatti, i retronebbia (che servono ad aiutare gli altri conducenti a vedere meglio la nostra auto), vanno accesi quando per le stesse cause già citate, la visibilità è inferiore a 50 metri. Come si capisce se la visibilità è inferiore a 50 metri? Per capire se serve accendere anche i fendinebbia posteriori, bisogna guardare i delineatori di margine (se presenti) sulla carreggiata. Questi sono normalmente posizionati a una distanza di 50 metri sui tratti rettilinei. Se all’altezza del delineatore più vicino non si riesce a vedere il paletto successivo, vuol dire che è meglio accendere anche i retronebbia per farsi notare meglio dalle auto che seguono. Se viaggiate all’estero, ricordate sempre di controllare i regolamenti nazionali anche per quello che riguarda l’accensione dei fendinebbia soprattutto d’inverno.

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Multa per motore acceso in sosta: 7 su 10 sono d’accordo

di Donato D'Ambrosi

Tenere il motore acceso con l’auto in sosta è una delle situazioni vietate dal Codice della Strada, come parcheggiare l’auto con il finestrino abbassato. Molti non lo sanno ma sono passibili di multa: sia in estate che d’inverno è facile lasciare l’auto in sosta con i passeggeri all’interno e il clima o il riscaldamento accessi. La multa per motore acceso in sosta è un modo per fare cassa, ma secondo un’indagine inglese, oltre il 72% degli automobilisti è favorevole.

IL DIVIETO DI TENERE L’AUTO ACCESA

In Italia la sosta con motore acceso è vietata dall’articolo 157 del Codice della Strada, quando lo scopo è tenere acceso il condizionatore d’aria. Qualcosa che in molti quando ricevono la multa per auto in sosta con qualche passeggero a bordo stentano ad accettare. Eppure in Gran Bretagna, dove l’inquinamento (soprattutto a Londra è preoccupante) le posizioni sono nette tra gli automobilisti. Un’indagine del Royal Automobil Club ha infatti chiesto a 2130 automobilisti cosa ne pensano del divieto di sosta con motore acceso.

A FAVORE O CONTRO LA MULTA PER SOSTA CON AUTO ACCESA

C’è una buona percentuale di automobilisti che predica bene e razzola male anche in Gran Bretagna quando si parla di emissioni e divieti. Secondo un’indagine del RAC però almeno il 72% degli intervistati è d’accordo all’applicazione della multa per sosta con motore acceso. Di questi però il 44% dice che sarebbe corretto avvertire il conducente prima e poi irrogare la multa in caso di rifiuto. Il 26% degli intervistati invece ha affermato che gli automobilisti che lasciano i motori accesi dovrebbero essere solo avvisati di spegnerli. Mentre il 2% pensa che le multe dovrebbero essere emesse senza alcun preavviso. Quando però gli automobilisti credono di poter rinunciare al climatizzatore e spegnere il motore in sosta?

I LUOGHI DOVE E’ PIU’ IMPORTANTE SPEGNERE L’AUTO

La consapevolezza del divieto di tenere il motore acceso cambia a seconda del luogo dove avviene la sosta con motore acceso. Per il 64% è importante spegnere il motore dell’auto in sosta fuori dalle scuole. Il 62% trova che siam importante farlo quando ci si ferma sulla carreggiata, il 53% fuori da un negozio o in un parcheggio urbano. Il 29% degli intervistati dal RAC invece crede di non voler mai spegnere l’auto in sosta indipendentemente dal tempo della sosta breve o lunga. Bisogna però chiarire che ci sono casi in cui fermarsi un secondo per far scendere un passeggero costituisce la fermata. Mentre se ci si ferma a fare una commissione in un negozio, lasciando i passeggeri in auto che reclamano fresco o tepore, allora la multa per sosta con motore acceso è dietro l’angolo. Tutto chiaramente sta alla probabilità di essere scoperti dalla polizia che pattuglia le strade, ma se vogliamo anche alla sensibilità verso l’ambiente o il proprio portafoglio.

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Dieselgate Audi: il richiamo non funziona in Germania, ultimatum della KBA

di Donato D'Ambrosi

Audi è in ritardo con il richiamo dieselgate: in Germania sembra non funzionare come dovrebbe e la KBA lancia l’ultimatum. Cosa succede ai clienti che ignorano il richiamo è sicuramente meno pesante della multa minacciata dalla Motorizzazione tedesca. Secondo la KBA Audi ha pochi giorni di tempo per richiamare tutte le auto con motori V6 e V8 diesel. Intanto Audi dice che è tutto sotto controllo.

LA MULTA DELLA KBA PER LE AUDI V6 E V8 NON RICHIAMATE

Il richiamo delle Audi V6 e V8 TDI in Germania è osservato da vicino dalla KBA. Secondo quanto riportato da Reuters, la KBA è pronta a comminare una multa per ogni auto con il software illegale. Mancano solo pochi giorni alla scadenza del 26 settembre. Se non rispettato il termine dell’aggiornamento dei motori V6 e V8 diesel Euro5 ed Euro6 porterà a una sanzione di 25 mila euro per auto. Un rischio che Audi avrebbe allontanato tramite le dichiarazioni di un suo portavoce parlando del richiamo volontario legato ai motori diesel.

L’ACCUSA DEL RICHIAMO INGESTIBILE DALLA GERMANIA

Da una recente stima del Ministero dei Trasporti tedesco circa 127 mila Audi V6 e V8 avrebbero ancora il software illegale di controllo delle emissioni. Circa 78 mila Audi Euro6 in Germania sono ancora equipaggiate con il defeat device. Il richiamo Audi di queste auto sembra non funzionare. Almeno è quanto una pubblicazione del giornale tedesco Bild am Sonntag sostiene dicendo che Audi non riesce a gestire l’aggiornamento.

AUDI: IL RICHIAMO DEI MOTORI DIESEL NEI TERMINI

La smentita Audi, tramite un suo portavoce, non si è fatta attendere: sembrerebbe che Audi stia completando l’aggiornamento dell’8% delle Audi non ancora richiamate. Le auto diesel con motori Euro 6 V6 e V8 fanno parte del mega richiamo volontario di 850 mila veicoli. L’intervento urgente avrebbe dovuto scongiurare proprio il rischio di multe “migliorando le emissioni di NOx in ambito urbano”. Mercedes e Renault avevano fatto la stessa cosa richiamando le auto, ma gli effetti della modifica ai motori Volkswagen diesel 1.2, 1.6 e 2.0 non sono piaciuti a tutti i clienti. E questo ha sicuramente influenzato la decisione anche dei clienti proprietari della auto V6 e V8. Staremo a vedere come Audi riuscirà a portare in officina anche i clienti più scettici sull’aggiornamento “anti-dieslegate”.

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Strisce blu: regolamento, ticket scaduto e multe, cosa c’è da sapere

di Redazione

Strisce blu regolamento ticket scaduto multe

Strisce blu: ecco un’espressione che gli automobilisti proprio non digeriscono. Perché la associano a un continuo esborso di denaro a favore dei Comuni. Che a loro volta, in base al Codice della Strada (articolo 7, comma 8), hanno tutto il diritto di creare zone di parcheggio a pagamento in determinate aree. In particolare, le strisce blu sono ammesse nelle vicinanze o dinanzi a parcheggi non a pagamento. Questo vincolo, però, non contempla le aree pedonali, le zone a traffico limitato (ZTL) e quelle di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dagli stessi Comuni, nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico. Fatta questa premessa, proviamo ad approfondire alcuni aspetti rilevanti delle strisce blu – regolamento, ticket e multe – soffermandoci su alcune questioni controverse.

STRISCE BLU: A COSA SERVONO (ALMENO IN TEORIA)

Sulla carta, le strisce blu aumentano la disponibilità di parcheggi, grazie alla rotazione della sosta che si determina con il pagamento della tariffa. Stimando una rotazione media di 2 ore nell’arco della giornata, 8.000 stalli blu equivalgono a 35.000 posti auto. La rotazione della sosta riduce la sosta passiva: cioè le auto parcheggiate per molto tempo nello stesso posto, facendo inoltre calare di circa il 30% il traffico itinerante alla ricerca dei stalli di sosta. Le strisce blu, dovrebbero anche limitare il fenomeno dei parcheggi in doppia e tripla fila. Così, alla fine, si avrebbe un beneficio sia per la circolazione sia per l’aria che respiriamo in città. Senza contare che le strisce blu dovrebbero erodere spazi al parcheggio abusivo. Ma tra la teoria e la pratica… di solito ci stanno le cattive abitudini degli automobilisti italiani. Con i risultati che sappiamo.

STRISCE BLU, REGOLAMENTO: LE AREE DI PARTICOLARE RILEVANZA URBANISTICA

Prima contraddizione che riguarda gli stalli a pagamento. Perché i Comuni, anno dopo anno, aumentano il numero di strisce blu in periferia, pure in assenza di particolari necessità? Perché individuano ‘aree di particolare rilevanza urbanistica’ anche in zone lontano dal centro. Ma è possibile, si domanderà qualcuno, che nelle periferie delle nostre città esistano così tante aree di particolare rilevanza urbanistica? Il fatto è che spesso sono gli stessi Comuni a individuare quelle aree rilevanti, affidando il compito a una società esterna di consulenza, pagata dall’ente locale stesso, che puntualmente consegna la certificazione chiave al Comune di turno. Quindi sì, l’area in questione è di particolare rilevanza urbanistica e perciò le strisce blu sono legittime. Voi ci credete?

STRISCE BLU, LE DIRETTIVE DEL MINISTERO SONO VALIDE?

L’articolo 7, comma 1 lettera F, del Codice della Strada, dà ai Comuni il potere di stabilire le tariffe e le condizioni della sosta a pagamento in conformità alle direttive del MIT. Siccome queste direttive non sono mai state emanate, c’è chi ritiene che tutti i provvedimenti comunali siano fuorilegge. In realtà, le direttive non sono più necessarie, anzi il Ministero oggi non può emanarle: il Codice le aveva previste già nel 1992, mentre la riforma costituzionale del 2001 ha dato ai Comuni piena autonomia su come determinare le proprie entrate, incluse quelle della sosta su strisce blu. Inoltre, le direttive, per loro natura, sono atti propulsivi, cioè esortazioni a chi ne è destinatario. Non bloccano quindi l’applicazione di una regola che la legge prevede. Insomma, sono solo dei ‘consigli’.

STRISCE BLU, LA QUESTIONE DELLA CARREGGIATA

Secondo l’articolo 7 comma 6, del Codice della Strada, le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata, e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico. E qui nasce un’altra questione. In base a una prima tesi, l’espressione ‘fuori della carreggiata’, utilizzata nella definizione di parcheggio dal CdS, deve essere intesa così: il parcheggio va collocato fuori del flusso della circolazione, e non necessariamente fuori della sede stradale. Infatti, la carreggiata è prima definita dal Codice la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli, non comprendendo le eventuali aree destinate alla sosta collocate a lato della carreggiata. Poi però lo stesso Codice precisa che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.

PARCHEGGIO E FASCIA DI SOSTA LATERALE

Di conseguenza alcune false credenze costruite attorno a questa definizione sono destituite di ogni fondamento (come già scrivevamo in un articolo di qualche anno fa circa il presunto scoop delle Iene sull’illegittimità delle strisce blu). Non è vero, infatti, che la norma riguardi solo i parcheggi a pagamento, perché il comma 6 dell’articolo 7 del CdS non fa distinzione con quelli gratuiti. La fascia di sosta laterale è la parte della strada adiacente alla carreggiata, separata da questa mediante striscia di margine discontinua e comprendente la fila degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra. E il parcheggio è l’area o infrastruttura posta fuori dalla carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli. Dunque, non è vero che a bordo strada non si possa parcheggiare o mettere le zone blu. Semplicemente, quello spazio non si chiama ‘parcheggio’ bensì ‘fascia di sosta laterale’.

STRISCE BLU: TICKET E MULTA

Chiudiamo questa disamina sul regolamento delle strisce blu parlando brevemente di ticket e multe. Una nota del 2015 del Ministero dei Trasporti aveva ribadito quanto già stabilito in precedenza. E cioè che chi lasciava scadere il ticket del parcheggio sulle strisce blu non poteva essere punito con una multa, ma doveva soltanto integrare il pagamento in proporzione alla durata effettiva della sosta. Orientamento seguito a lungo ma che è stato superato dalle più recenti sentenze della Corte di Cassazione. La Suprema Corte, ponendosi in contrasto con la stessa nota del Ministero, ha stabilito infatti che qualora si accerti che la sosta si è prolungata oltre il tempo consentito, cioè oltre l’orario indicato nel ticket per il quale è stata pagata la tariffa, è legittima l’applicazione di una sanzione. ‘Linea dure’ confermata anche dalla Corte dei Conti, secondo cui la mancata contestazione della sanzione pecuniaria da parte dell’ausiliario del traffico, nel momento in cui è accertata la sosta del veicolo senza ticket o con tagliando esposto scaduto, configura un’ipotesi di danno erariale per il Comune, rappresentato dal mancato incasso dei proventi della sanzione. La multa prevista per chi viola la normativa è di 41 euro.

N.B. Articolo originale pubblicato il 26 marzo 2014, aggiornato il 10 settembre 2019.

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4 consigli per evitare una multa al Photored con una guida intelligente

di Donato D'Ambrosi

La multa del Photored per passaggio con il rosso è piuttosto frequente nelle grandi città. Ma piuttosto che rassegnarsi al rischio di prendere la multa ci sono ottime possibilità di evitarla. Con questo non intendiamo evitare di pagarla, ma seguire dei semplici consigli pratici per non incappare nel passaggio col rosso e nella sanzione inevitabile. E’ vero, a volte il Comune non rende le cose semplici. Ad esempio, qual è la durata minima del giallo? Se la linea di arresto è cancellata, la multa del Photored è valida? Ecco alcuni consigli per evitare una multa al Photored.

LA DURATA DEL GIALLO AL SEMAFORO

Il Photored è l’incubo degli automobilisti che devono conviverci in molte città. Ma qual è l’incomprensione maggiore legata alla multa col passaggio col rosso? Sicuramente la durata del giallo al Photored, che secondo il parere del Ministero dei Trasporti deve essere di 3-4 secondi. Ma come funziona il Photored? Sulla carta come un normale semaforo con i 3 colori rosso (passano solo i soccorritori), verde (via libera) e giallo (dipende dalla distanza). Il problema della multa non nasce col rosso quando scatta la foto, ma nel momento in cui il giallo diventa rosso. La Cassazione (vedi sentenza 27348/2014) infatti ha chiarito che i 4 secondi del MIT non sono una regola fissa, ma sufficienti. In sostanza è il Comune che stabilisce la durata del giallo in base alle caratteristiche della strada. So già cosa state pensando: ma come? Chi irroga la multa personalizza anche le regole per poter multare?

4 CONSIGLI PER EVITARE MULTE AL PHOTORED

L’unica certezza è che quando il giallo è acceso bisogna prestare molta attenzione. Allora come si può evitare una multa del Photored se la durata del giallo è variabile? Ecco 4 consigli che si basano fondamentalmente su come comportarsi nei pressi di un semaforo con la telecamera:

– Se ti stai avvicinando a un semaforo con Photored sii pronto a rallentare gradualmente evitando manovre improvvise dell’ultimo secondo. In questo modo anche chi ti segue dietro eviterà di tamponarti poiché potrebbe avere gli occhi puntati solo sul semaforo.
– Se il giallo è già acceso quando sopraggiungi c’è una sola cosa sensata da fare, fermarsi e attendere il verde per ripartire. Accelerare per tirare la volata fino a superare la linea di arresto porterà a una multa certa.
– Se il giallo si accende nell’istante in cui stai per perdere il contatto visivo con il semaforo bisogna attraversare l’incrocio senza indugiare ma con la dovuta cautela.
– La linea di arresto non è un traguardo, quindi per essere sicuri di evitare la multa bisogna fermarsi prima di essa. Il tentativo fare retromarcia dopo averla superata non serve a nulla.

SULLA LINEA CON LE RUOTE ANTERORI, E’ VALIDA LA MULTA?

Se supero la linea di arresto solo con le ruote anteriori mentre c’è il rosso, la multa è valida? E’ il dubbio più frequente quando ci si accorge del rosso e si frena all’ultimo secondo. Il Codice della Stada, art. 41 stabilisce in modo perentorio che: “Durante il periodo di accensione delle luci rosse (…) i veicoli non devono superare la striscia di arresto. In mancanza di tale striscia, i veicoli non devono impegnare l’eventuale area di intersezione, né l’attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni”.

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A Dubai è vietato parcheggiare l’auto sporca in strada

di Donato D'Ambrosi

Dubai è per molti il paradiso delle supercar, ce n’è una ad ogni angolo, e per il turismo sono considerate una vera attrazione. Anche per questo la Municipalità della capitale degli Emirati Arabi Uniti ha imposto il divieto di parcheggiare auto sporche. Il motivo è molto semplice: il decoro della città non può essere minato da veicoli trascurati e impolverati. Chi viene sorpreso paga una multa ben più alta di quanto sarebbe costato lavare l’auto.

PERCHE’ DUBAI CE L’HA CON LE AUTO SPORCHE

In una città dove anche la polizia pattuglia in Lamborghini, Bentley, Ferrari e AMG i limiti si sfumano facilmente e anche il buonsenso si presta ad ampie interpretazioni. E il divieto che a Dubai impone di parcheggiare in strade pubbliche solo auto pulite può esserne una prova. Un’autentica sfida se si considera che equivale a chiedere a un fornaio di non sporcarsi di farina. La morfologia di Dubai, con le sue dune sabbiose e le non rare tempeste di sabbia fa la fortuna degli autolavaggi nella capitale.

NON LAVARE L’AUTO PUO’ COSTARE 120 EURO

Lavare l’auto in Italia, in base alle dimensioni, alla tecnica e alla città può variare da 15 ai 50 euro e chi ha spazio a casa non rinuncia a lavare l’auto in fai da te. Chiaramente chi possiede una supercar a Dubai non si sogna neppure di guidarla tutta impolverata, ma la città è popolata anche da auto più democratiche: i fuoristrada. Sembrerebbe indirizzata proprio a questa categoria di utenti l’obbligo di lavare l’auto. Chi infrange la prescrizione rischia una multa da 500 Dirham, che equivalgono a circa 120 euro.

LA MULTA A DUBAI E LA CONFISCA DELL’AUTO

Per spiegare meglio come viene applicato l’obbligo di parcheggiare in strada un’auto in buone condizioni, bisogna dire che gli ispettori trattano allo stresso modo polvere e importanti danni alle auto. Se viene individuata un’auto fortemente danneggiata o sporca che fa pensare a un possibile abbandono del veicolo viene attaccato sul parabrezza un adesivo. Se il proprietario non provvede a pulire o spostare l’auto entro alcuni giorni l’auto viene rimossa e per riaverla bisogna pagare una multa di rimozione. Se il proprietario non si presenta l’auto viene messa all’asta. Una pratica piuttosto comune negli Emirati Arabi, dove centinaia di supercar aspettano il loro destino dopo essere abbandonate da evasori fiscali in fuga.

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