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di Raffaele Dambra

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Come prendere i mezzi pubblici nella Fase 2 dal 18 maggio: le linee guida aggiornate del Ministero dei Trasporti per viaggiare sicuri durante l'emergenza Coronavirus

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Intel potrebbe acquisire Moovit per 1 miliardo di dollari

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Micro Colibrì: arriva un nuovo monopattino “ultra leggero”

di Rossana Barbagallo
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Sciopero trasporti 3 febbraio 2020: le città e le fasce orarie

di Donato D'Ambrosi

Sciopero dei trasporti pubblici indetto in molte città per il 3 febbraio 2020: lo sciopero trasporto viaggiatori è stato confermato da molte sigle sindacali. Mentre a Roma l’Atac ha revocato lo sciopero dei mezzi pubblici, a Napoli e Latina i trasporti pubblici sono garantiti solo in alcune fasce orarie.

SCIOPERO TRASPORTI A ROMA E BLOCCO CIRCOLAZIONE

Scongiurato lo sciopero dei mezzi pubblici a Roma, la restrizione al traffico che il Comune aveva previsto come misura cautelare invece resta. Proprio mentre il sindacato S.L.M Fast Confsal comunicava la revoca dello sciopero trasporti pubblici su invito del Prefetto, il Comune deliberava il giro di vite ai veicoli e motocicli in Zona Fascia Verde. Con l’ordinanza n.26 del 2 febbraio 2020, il sindaco di Roma, ha disposto la limitazione dei veicoli più inquinanti nella Z.T.L. “Fascia Verde”, dalle ore 7.30 alle ore 20.30. Restano fermi:
– ciclomotori e motoveicoli “PRE-EURO 1” ed “EURO 1”, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi;
autoveicoli alimentati a benzina “EURO 2”.

LE FASCE ORARIE GARANTITE A NAPOLI CON LO SCIOPERO MEZZI PUBBLICI

Lo sciopero trasporti pubblici a Napoli annunciato dalla società ANM e proclamato dalle sigle OO.SS.  USB, ORSA e FAISA CONFAIL riguarda lo stop di autobus, Metropolitana e Funicolare. L’Azienda Napoletana Mobilità spiega i motivi dello sciopero con la necessità di una “migliore gestione del personale e  il rispetto di norme per la tutela della salute dei lavoratori”. Lo sciopero dei mezzi pubblici a Napoli garantirà comunque il servizio nelle seguenti modalità:

– Linee bus: il servizio è garantito dalle ore 5:30 alle ore 8:30 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Le ultime partenze vengono effettuate 30 minuti prima dell’inizio dello sciopero e riprendono circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero.

– Metro Linea 1: la fascia di garanzia del mattino prevede prima corsa da Colli Aminei alle ore 6.46, da Garibaldi alle ore 7.20 e ultima corsa da Colli Aminei alle ore 9.16 e da Garibaldi alle ore 9.20. Il servizio riprende a copertura della fascia pomeridiana di garanzia con la prima corsa da Colli Aminei delle ore 17.16 e da Garibaldi alle ore 17.50 e ultima partenza da Colli Aminei alle ore 19.46 e da Garibaldi alle ore 19.50.

– Funicolari Centrale, Chiaia, Montesanto e Mergellina: l’ultima corsa garantita su tutti gli impianti al mattino alle ore 9.20. La fascia pomeridiana di garanzia inizia invece con la prima corsa delle ore 17.00 e ultima corsa delle ore 19.50.

SCIOPERO TRASPORTI A LATINA

Lo sciopero dei mezzi di trasporto pubblico a Latina di 24 ore per il 3 febbraio 2020  è stato annunciato dalla società CSC mobilità. L’azienda assicura comunque che il servizio di trasporto viaggiatori sarà garantito nelle fasce orarie dalle 6:30 alle 9:30 e dalle 13:30 alle 16:30.

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Il mercato dei veicoli industriali al palo: -10,2% a ottobre 2019

di Donato D'Ambrosi

Le immatricolazioni dei veicoli industriali costantemente in calo (-10,2% gli autocarri a ottobre) sono la cartina al tornasole di un’economia ferma. Lo rivelano i dati dell’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) sulle immatricolazioni di autocarri superiori a 3,5 tonnellate e autobus.

I NUMERI DEL MERCATO DEI MEZZI INDUSTRIALI

Ad ottobre 2019, sono stati rilasciati 1.901 libretti di circolazione di nuovi autocarri (-10,2% rispetto ad ottobre 2019) e 1.118 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti, ovvero con portata superiore a 3.500 kg (-11,8%), suddivisi in 104 rimorchi (-1,9%) e 1.014 semirimorchi (-12,7%). Entrambi i comparti confermano un trend negativo nei primi dieci mesi del 2019: 19.866 libretti di circolazione di nuovi autocarri, il 6,9% in meno del periodo gennaio-ottobre 2018, e 12.314 libretti di circolazione di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti (-7,8% rispetto a gennaio-ottobre 2018), così ripartiti: 1.179 rimorchi (-6,4%) e 11.135 semirimorchi (-7,9%).

TRAFFICO IN AUMENTO MA CON GLI STESSI MEZZI INVECCHIATI

La riduzione delle vendite di veicoli industriali non è figlia di un traffico di mezzi pesanti ridotto, anzi. Le flessioni della produzione nazionale dipendono dalla crescita congelata dell’economia Per contro, il traffico autostradale dei veicoli pesanti in milioni di veicoli/km risulta in aumento del +2% nei primi 8 mesi del 2019. Guardando alla produzione nel settore delle costruzioni che impatta sul settore dell’autotrasporto, nei primi 8 mesi del 2019, l’indice mostra un aumento tendenziale del +3,1%. Clicca sulla tabella qui sotto per vederla a tutta larghezza.

IMMATRICOLAZIONI MEZZI PESANTI PER PESO

Secondo le classi di peso, da inizio anno registrano volumi in crescita gli autocarri con peso superiore a 5.000 kg fino a 8.000 kg (+5%). Importante, invece, la flessione dei trattori stradali: -14% nei primi 10 mesi del 2019. Da inizio anno, sono stati rilasciati 823 libretti di circolazione di autocarri alimentati a GNL (Gas Naturale Liquefatto) e 347 a CNG (Gas Naturale Compresso). Per i veicoli trainati la flessione è più contenuta per i marchi nazionali (-4,9%) e più significativa per i marchi esteri (-9,7%). Al contrario del mercato autocarri, i rimorchi e semirimorchi registrano volumi in calo nelle regioni del Nord Italia (-16%) e volumi in aumento nelle regioni del Sud-Isole (+3,6%).

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Bonus mobilità 2019: 1.500 € di sconti su mezzi pubblici e car sharing

di Raffaele Dambra

Bonus mobilità 2019

Alla fine, dopo l’annuncio e il successivo rinvio, pare proprio che nel Dl Clima ci sarà anche il Bonus Mobilità 2019, la misura che permetterà di ricevere 1.500 euro da usare per abbonarsi ai mezzi pubblici o al car sharing a chi rottamerà un’auto inquinante (ma lo sconto non sarà per tutti, tra poco dettaglieremo meglio). Lo ha anticipato l’Ansa, che ha avuto modo di visionare la nuova bozza del Decreto Clima voluto dal Ministero dell’Ambiente per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane.

CHE COS’È IL BONUS MOBILITÀ 2019-2021

Rispetto alla prima proposta, che prevedeva sconti per 2.000 euro, il bonus a disposizione per ciascun beneficiario scenderà dunque a 1.500 euro. Ma sarà disponibile fin da subito, appena dopo l’entrata in vigore del decreto, e durerà per un triennio, fino al 2021. La dotazione prevista in questo scampolo di 2019 sarà di 5 milioni di euro, poi saranno messi a disposizione 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

COME FUNZIONA IL BONUS MOBILITÀ

Come spiegavamo inizialmente, non tutti i cittadini italiani potranno accedere al Fondo Buono Mobilità, altrimenti detto Bonus Mobilità. Il sostegno sarà infatti riservato solo ai residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione UE per eccesso di smog (l’elenco completo sarà diffuso insieme alla versione definitiva del Dl Clima). Per accedervi sarà necessario rottamare entro il 31 dicembre 2021 un’autovettura omologata fino alla classe Euro 4. Il bonus di 1.500 euro si potrà utilizzare, entro tre anni, per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e per l’abbonamento ai servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte (quindi, in teoria, non solo car sharing ma anche scooter, bici e monopattini). Il Sole 24 Ore precisa che il bonus mobilità 2019 non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini dell’Isee.

BONUS MOBILITÀ ANCHE PER I CONVIVENTI DEI BENEFICIARI

Restiamo ovviamente in attesa del testo ufficiale del Decreto Clima per scoprire ulteriori e più precisi dettagli sulla misura, che in ogni caso si preannuncia piuttosto interessante. Tra le altre cose sembra che i beneficiari potranno acquistare un abbonamento ai mezzi pubblici o al car sharing anche a favore di un convivente. Previsto inoltre l’avvio di un programma strategico, da attuare entro un quinquennio, per il rinnovo integrale dei mezzi di trasporto pubblico locale con mezzi a basso o nullo impatto ambientale, e la promozione del trasporto scolastico sostenibile con uno stanziamento di 20 milioni di euro.

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Ambulanze e Codice della Strada: le sanzioni per chi ostacola il passaggio

di Raffaele Dambra

Ambulanze e Codice della Strada

Come sono regolate le ambulanze nel Codice della Strada? Per le automobili è prassi comune, quando nel traffico si sente la sirena di un mezzo di soccorso, fare in modo di lasciar libero il passaggio. Rallentando e accostando, per non ostacolarne la marcia. Anzi, più che una prassi è proprio una disposizione di legge, disciplinata dal comma 3 dell’articolo 177 del Codice della Strada, secondo cui “chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di soccorso […] appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l’obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi”. Chi trasgredisce tale comando non soltanto commette un’azione scorretta dal punto di vista etico, perché mette in pericolo il buon esito dell’intervento di soccorso. Ma rischia una sanzione pecuniaria e persino una denuncia penale.

PASSAGGIO DELLE AMBULANZE: LE SANZIONI DEL CODICE DELLA STRADA

Ma andiamo per gradi. Innanzitutto il Codice della Strada (art. 177 comma 5) dispone che chi impedisce od ostacola il passaggio di un’ambulanza o di un altro mezzo di soccorso “è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168”. La multa riguarda pure l’automobilista che approfitta del varco apertosi nel traffico per far passare l’ambulanza; e quello che si mette in scia avvantaggiandosi nella progressione di marcia. A pensarci bene, però, una sanzione da 41 a 168 euro non è poi così pesante. Ma, come anticipavamo, le conseguenze per chi ostacola il passaggio di “autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, di protezione civile e delle autoambulanze” possono essere decisamente peggiori.

OSTACOLARE IL PASSAGGIO DELL’AMBULANZA: CONSEGUENZE PENALI

In certi casi infatti se un veicolo ostacola la marcia di un’ambulanza i giudici possono riscontrare l’ipotesi di ben quattro reati penali. ‘Violenza privata’ (articolo 610 del Codice Penale), ‘Interruzione di pubblico servizio’ (art. 340 c.p.), ‘Lesioni colpose’ (art. 590 c.p.) e ‘Omicidio colposo’ (art. 589 c.p.). Il primo può per esempio verificarsi se un automobilista parcheggia la propria vettura dinanzi a un fabbricato bloccando il passaggio e impedendo l’accesso di un altro mezzo. L’interruzione di pubblico servizio si realizza invece in caso di interruzione o turbamento della regolarità di un servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, come appunto il passaggio di un ambulanza a sirene spiegate. Le ipotesi di lesioni od omicidio colposo possono infine determinarsi se, ostacolando o impedendo a un’ambulanza di passare, ritardando così i soccorsi, ne derivino gravi o fatali conseguenze per i feriti o malati a bordo. Perciò è meglio ricordarsi che la precedenza alle ambulanze si deve dare sempre.

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Mercato mezzi pesanti a +35%: vendite in aumento a giugno 2019

di Donato D'Ambrosi

Il mercato di veicoli industriali, mezzi pesanti e commerciali oltre 3,5t continua anche a giugno 2019 a rafforzarsi. Le immatricolazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono aumentate del 34,9%. Un andamento energico che non si può non confrontare con lo stallo delle vendite di auto nuove nel 2019. Ma occhio, se le vendite di veicoli pesanti nuovi sono andate bene nella prima metà dell’anno, l’UNRAE (L’associazione dei Rappresentati Autoveicoli Esteri) prevede un’inversione di tendenza. Questo creerà ulteriori margini per il mercato dell’usato dei veicoli industriali che cresce sempre di più sulle piattaforme online.

+35% LE VENDITE DEI VEICOLI INDUSTRIALI OLTRE 3,5 T

Il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE ha elaborato una stima del mercato dei veicoli industriali oltre le 3,5 t sui dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel mese di giugno 2019 il mercato fibrilla con +34,9% sullo stesso mese del 2018. Le immatricolazioni salgono a 3.270 unità rispetto alle 2.424 di giugno 2018. Il dato consolidato per il primo semestre del 2019 si conferma con una crescita di +0,8% (14.085 unità rispetto alle 13.969 dello stesso periodo 2018).

I MEZZI PESANTI OLTRE 16T CRESCONO DI PIU’ A GIUGNO

Nel comparto dei veicoli pesanti con massa totale superiore a 16 t l’incremento di giugno 2019 rispetto al 2018 è stato del +42,7% (2.700 verso 1.892 unità). Anche nel comparto oltre 16t la stima del primo semestre torna in positivo con +0,8% (11.514 immatricolazioni rispetto alle 11.424). Per quanto positivo nel primo semestre “il risultato consolidato annuale per il 2019 sarà comunque negativo, realisticamente intorno al -5% rispetto al 2018” ha commentato Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE.

L’OBBLIGO DEL CRONOTACHIGRAFO HA DROGATO LE VENDITE

Il motivo di queste previsioni nefaste risiede nell’effetto dell’obbligo del cronotachigrafo digitale. “Lo abbiamo detto nella convinzione che alcune scadenze normative, quale l’entrata in vigore – dal 15 giugno 2019 – dell’obbligo del cronotachigrafo intelligente sul nuovo immatricolato, avrebbe condotto ad un anticipo di ordini”. Continua Fenoglio. “Dobbiamo segnalare come il settore dell’autotrasporto continui a rivelare un formidabile potenziale di occupazione, di fronte alla carenza di addetti, stimabile in 15.000 autisti e 5.000 meccanici specializzati nei prossimi anni.

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Le auto più vecchie d’Europa hanno oltre 17 anni e circolano in Polonia

di Donato D'Ambrosi

Pedaggi autostradali

Il parco auto circolante italiano è sicuramente tra i più vecchi d’Europa ad invecchiare non sono solo i veicoli privati per il trasporto passeggeri ma anche quelli commerciali leggeri e pesanti. Tra tutti i 27 Paesi, se si considera la sola età anagrafica media delle auto iscritte nei pubblici registri al 2017, la Polonia è il fanalino di coda. Almeno secondo il rapporto ACEA (l’Associazione Europea dei Costruttori di Auto), ma non bisogna lasciarsi offuscare dalla media, perché i Paesi in cui le auto sono più giovani sono anche quelli in cui il mercato è piatto e cresce sempre meno.

L’ECONOMIA CRESCE MENO DOVE LE AUTO SONO PIU’ GIOVANI

Si rimane un po’ sorpresi a guardare il rapporto dell’ACEA sull’età media del parco circolante in Europa, che vede la Polonia (con oltre 17 anni) in netto svantaggio. Non va peggio ad altri Paesi dell’est come Ungheria, Romani, Lituania e via dicendo. Ma non ci fa certo bella figura neppure l’Italia che per poco supera la media europea di 11,1 anni di età. Se si guarda con più attenzione alle singole realtà locali ci si accorge che in molti Paesi la crescita economica corre a una velocità totalmente diversa. Ed è proprio il caso della Polonia, che nello stesso periodo 2017 vs 2016, ha registrato una crescita del mercato auto nuove maggiore (dati UNARE) di Paesi come il Belgio, il Lussemburgo e il Regno Unito con un’età media del circolante sotto i 10 anni. Segno evidente e tangibile visitando la Polonia, che nelle città metropolitane l’economia è pulsante, ma magri nelle zone più rurali si percepisce ancora l’effetto del post comunismo.

MEZZI LEGGERI PIU’ VECCHI DELLE AUTO, MA NON SEMPRE

L’età media delle auto circolanti però non dovrebbe preoccupare più di quella dei mezzi da lavoro che invecchiano inesorabilmente come le altre. E il rinnovamento di veicoli utilizzati per lavoro segue a piè pari l’andamento dell’economia di un Paese: se l’economia gira e magari lo Stato sovvenziona, le aziende sono più spinte ad investire in nuovi strumenti. Ma non accade esattamente questo ad esempio in Grecia, il Paese con il parco di veicoli commerciali leggeri più vecchio d’Europa (oltre 17 anni), seguito da Polonia (16,4 anni) e Romania (15,3 anni). L’Italia invece si ferma a 12,4 anni, comunque più dell’età media europea di 12 anni dei veicoli commerciali leggeri.

IN GRECIA I TIR HANNO QUASI 19 ANNI IN MEDIA

I veicoli commerciali pesanti costano anche di più di quelli per il trasporto leggero, costano di più e quindi è facile aspettarsi un’età media maggiore visto che l’ammortamento è più lungo. Lo si capisce dall’età media in Europa dei mezzi pesanti a 12 anni. Ma non è uno standard per tutti. Accade sicuramente in Grecia (parco più vecchio con 18,9 anni), in Estonia, Italia e Croazia tra gli altri Paesi. Mentre in molti altri i mezzi pesanti hanno un’età media anche inferiore a quella delle auto. Ad esempio in Francia, Austria, Slovenia, Ungheria, Germania e ad altri Paesi dove leggi, efficienza e burocrazia sono, magari, ruote ben oliate di un meccanismo economico che nella sua complessità funziona a dovere.

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Google Maps ci dirà anche quanto sono affollati i mezzi pubblici

di Niccolò Proietti Savina

È un periodo di grandi aggiornamenti per Google Maps. La novità di cui vi parliamo oggi riguarda l’aggiunta di informazioni su quanto il treno o l’autobus che abbiamo intenzione di prendere sia affollato.

(...)
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