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Ieri — 23 Marzo 2019RSS feeds

Le previsioni sbagliate sulle auto elettriche smentite dalle vendite

di Valerio Boni

Le auto elettriche non sono una novità, i primi modelli prodotti da Case importanti risalgono ai primi anni Novanta, vale a dire dalle “seconde” domeniche a piedi, quelle introdotte dopo l’austerity degli anni Settanta. Da allora ogni anno sembrava essere quello buono per la svolta, invece le statistiche confermano che alla fine del 2011 le immatricolazioni in Italia si erano fermate a quota 307 veicoli, con una quota dello 0,02 per cento. All’inizio la responsabilità era attribuita alla tecnologia utilizzata per le batterie e pareva che il passaggio da quelle più tradizionali a quelle al Nichel-metallo idruro, in uso fino al 2016 avrebbe dato un impulso al mercato. Invece le vendite si sono mantenute su livelli percentuali inferiori allo 0,1 per cento, con il secondo zero dopo la virgala sparito solo alla fine del 2017, dopo un 2016 che è risultato addirittura in contrazione. Qualcosa è cambiato con la diffusione della tecnologia al litio e il 2018 può essere classificato come l’anno dei record con 4.996 auto elettriche vendute, ed è prevedibile che i bonus introdotti (ma ancora tutti da scoprire) possano dare un ulteriore impulso nella stagione appena iniziata. Anche in questo caso, però, la prudenza è sempre d’obbligo visto che alcuni limiti oggettivi restano, a cominciare dai prezzi, non alla portata di tutti.

TECNOLOGIE SECRETATE DAI COSTRUTTORI

Gli annunci non rispettati in termini di volumi di vendita non sono tuttavia gli unici legati al settore dei veicoli elettrici, che più di altri si prestano al sensazionalismo che deriva dall’aspettativa di una tecnologia tutta da scoprire, e in buona parte ancora da costruire. Ultima in ordine di tempo è la notizia che Anton Piëch, nipote di Ferdinand che per 13 anni ha guidato il Gruppo Volkswagen (nonché discendente della dinastia dei Porsche) abbia presentato all’ultimo Salone di Ginevra un’auto elettrica sportiva che si ricarica all’80 per cento in 4 minuti e 40 secondi, assicurando un’autonomia di 500 km, ha fatto il giro del mondo. Della tecnologia utilizzata per ottenere questo risultato non è stato detto molto, si è semplicemente parlato di un dispositivo di raffreddamento ad aria delle batterie, più leggero di quelli a liquido e in grado di evitare il surriscaldamento in fase di ricarica.

L’IMBUTO DELLE AUTO ELETTRICHE

Vuol dire che un piccolo costruttore ha risolto tutti i problemi tipici delle auto elettriche, che in questo modo sono perfettamente allineate a quelle convenzionali? Risulta piuttosto difficile da credere, vista la totale assenza di informazioni. Sembra più verosimile che questa notizia vada ad aggiungersi alle numerose bufale o verità nascoste che da sempre avvolgono il mondo dell’automotive a “emissioni zero”. Purtroppo si tratta di un costume diffuso: non si prendono in considerazione i reali e tangibili progressi delle tecnologie convenzionali, mentre si prende per buono tutto quello che fa parte di una tecnologia alla quale è stata concessa un’apertura di credito sulla fiducia. I tempi di ricarica dei veicoli elettrici sono direttamente proporzionali alla capacità delle batterie, dalle quali dipende l’autonomia, a sua volta legata al peso complessivo del veicolo. I limiti da superare sono da ricercare nell’imbuto che l’energia elettrica deve superare per passare dalla rete all’accumulatore, molto più stretto di quello che per esempio devono superare GPL o metano per rifornire i veicoli bifuel. Se si aumenta la potenza delle colonnine andando ben oltre quella della rete domestica i tempi (ma non certo i costi) si riducono, ma al momento eguagliare la durata di un pieno di benzina o gasolio rimane un’utopia.

TEMPI DI RICARICA PIU’ IMPEGNATIVI

La testimonianza più chiara è quella che arriva da Tesla, un costruttore che ha fatto dell’elettrico la sua crociata. Si dice che una Model S si possa ricaricare in mezz’ora, ma l’informazione completa è questa: in 30 minuti circa si può rigenerare un’autonomia prossima ai 270 km, ma soltanto utilizzando le colonnine dedicate Testla Supercharger 120 kW. Altrimenti le tempistiche corrette sono ben diverse, servono più di 6 ore con un collegamento a una presa da 16A alimentata a 400 V, che salgono a 19 ore utilizzando una connessione a 16A e 230V, per arrivare a circa 30 ore usando una normale presa di corrente casalinga, da 10A e 230V.

LA RICARICA IN FRENATA

Quelle relative alle ricariche non sono le uniche verità da prendere con le pinze in questo mondo ancora tutto da scoprire. Del tutto aleatorie sono le dichiarazioni dei costruttori in materia di consumi, e di conseguenza di autonomie. Lo scandalo legato ai trucchi impiegati in fase di omologazione delle auto tradizionali per rientrare nei limiti sempre più severi in termini di emissioni inquinanti o climalteranti ha portato a nuovi metodi di rilevamento, più in linea con l’uso quotidiano di un veicolo. Le auto elettriche rappresentano ancora un’eccezione, e i valori dichiarati sono praticamente impossibili da replicare nella guida reale. Perché i veicoli di questa categoria richiedono uno stile di guida dedicato, riducendo al minimo l’uso dei freni. Infatti è vero che in fase di arresto si rigeneri energia, ma le quantità prodotte sono sensibilmente più basse di quelle sprecate per raggiungere un’andatura superiore a quella realmente necessaria. Senza dimenticare che l’utilizzo di ogni servizio elettrico influisce direttamente sui consumi. La stessa cosa avviene anche con un’auto a benzina, ma gli effetti sono meno tangibili perché se l’autonomia si riduce è molto più facile trovare un distributore di carburante che una colonnina di ricarica.

PRESUNTA SOSTENIBILITA’

Tra le verità parziali in tema di elettrico c’è il discorso relativo all’impatto ambientale, che è dato per appurato sia pari a zero. La totale assenza di emissioni dirette è reale sono il movimento, rispetto a una vettura con motore a scoppio, è il perché è evidente, le auto a batteria non hanno un impianto di scarico. Se però si risale alla fonte si scopre che le emissioni più prossime allo zero possono essere quelle ottenute dalla produzione di elettricità tramite pale eoliche o con turbine idroelettriche. Ma la realtà è ben diversa esolo in Europa più del 40 per cento dell’energia proviene da combustibili fossili, e mentre la richiesta cresce del 16 per cento, i volumi della corrente derivante da energie rinnovabili scende del 2,8 per cento. Per non parlare della Cina, dove la quasi totalità è fornita da centrali a carbone. Ciò significa che una ricarica può costare molto più in termini di CO2 o di polveri sottili liberate nell’aria di quanto possa fare un’auto diesel Euro 6 di ultima generazione che copra la stessa distanza.

IL BOOM DELLE BATTERIE DA SMALTIRE

Ci sono poi le ipotesi legate allo smaltimento delle batterie arrivate a fine vita, un problema che si presenterà quando la diffusione delle auto elettriche raggiungerà livelli superiori a quelli attuali. Che nell’ultimo anno sono cresciuti di circa 5.000 unità, vale a dire meno di quanto le auto “normali” crescano mediamente in un solo giorno in Italia. Si parla di progetti che consentano di riutilizzare i pacchi di accumulatori per immagazzinare energia prodotta durante il giorno dai pannelli solari delle case, per dare vita una volta a regime a un sistema di connessione e interscambio tra abitazioni e mezzi di trasporto. Ma proprio perché si tratta di ipotesi sono soluzioni ancora allo stato sperimentale, e attualmente non disponibili.

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Meno recentiRSS feeds

Auto usate: gli italiani hanno speso 7 mila euro in più nel 2018

di Redazione

Non è una novità che in momenti di crisi molti automobilisti scelgano di rivolgersi al mercato delle auto usate piuttosto che impegnarsi nell’acquisto di un modello nuovo. Forse colpisce di più ora, con le restrizioni alla circolazione che toccano in modo sempre più massiccio anche auto relativamente recenti spingendo verso quelle più fresche ed “ecologiche”. Sta di fatto però che secondo i dati raccolti ed elaborati da Unrae, l’associazione dei rappresentanti delle case estere, tra il 2017 e il 2018 si è registrato un incremento dei passaggi di proprietà del 4,3%, che in volumi significa 5.567.570 trasferimenti contro 5.337.851.

TANTE KM0

Scendendo nello specifico, il dato 2018 va bilanciato tenendo conto della sovrabbondanza di km0 immessi sul mercato l’anno precedente. Nel 2017, infatti, il record di autoimmatricolazioni da parte dei dealer (più che raddoppiate rispetto all’anno precedente) aveva contribuito a portare il mercato a quasi 2 milioni di vetture, ma ingrassato le fila di auto destinate ad essere rivendute “di seconda mano” anche se di fatto nuove.

SPESA IN AUMENTO

Complessivamente, il mercato usato ha generato nel 2018 un giro d’affari di 21,6 miliardi di euro, oltre il 10% in più rispetto al 2017 quando il volume aveva toccato quota 19,6 miliardi. Tuttavia, in questo dato influisce non poco l’aumento dell’importo medio del passaggi di proprietà, che si attesta poco sopra i 7mila euro. Dunque, più scambi per vetture, si presume, più recenti o di livello superiore e dunque più costose, che hanno portato a un innalzamento del prezzo medio.

MENO TRATTATIVE PRIVATE

L’altro dato che emerge dalle statistiche è la diminuzione dei passaggi di proprietà da privato a privato che sono scesi da oltre il 46% al 44,6%, perdendo due punti e il primato di formula favorita. Questo è andato all’acquisto presso rivenditori e concessionarie, formula che è salita a poco meno del 47%, mentre la quota relativa all’acquisto di km0 è salita al 7,6%, con un incremento decisamente notevole di 1,5 punti.

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Kia Ceed: prima immagine del crossover

di Redazione

Prosegue il percorso di crescita della gamma della Kia Ceed. Partita dalle più tradizionali varianti a due volumi e station wagon, già da ora può contare sull’inedita versione shooting brake denominata ProCeed che ha recentemente fatto il suo debutto commerciale. Ma le novità non si fermano qui e nel corso dell’anno, più precisamente nel corso della stagione autunnale, il produttore coreano presenterà anche un’inedita variante crossover del suo modello di medie dimensioni, oggi anticipato da un bozzetto che ne svela, almeno in parte, le linee.

PRESENZA OBBLIGATORIA

La scelta di declinare la Ceed anche in una versione a “ruote alte” è dettata dall’importanza di essere presente in uno dei segmenti in più forte espansione in questo momento. Suv e crossover, infatti, rappresentano oggi il 40% delle vendite nel nostro Paese. Questo tipo di carrozzeria, infatti, più che ad una reale necessità di mobilità, risponde a un gusto estetico dettato da un fenomeno sociale e di moda che negli ultimi anni si è fatto sempre più forte.

POSSIBILI FORME DA COUPÈ

Partendo dall’unico bozzetto rilasciato, non è facile intuire quelle che saranno le linee della nuova Kia Ceed Crossover. Tuttavia, è possibile, ipotizzare quella che sarà in generale la forma della carrozzeria. Osservando con attenzione il disegno, infatti, è possibile notare come la parte posteriore della vettura abbia una linea che ricorda in maniera piuttosto esplicita quella di una coupé, con il tetto che scende in maniera progressiva verso il basso, unito a un montante C massiccio. La forma del lunotto, invece, ricorda quello in uso sulla ProCeed, che dona all’insieme un piacevole tocco dinamico.

ANCHE MILD-HYBRID?

Difficile fare ipotesi su quello che potrebbe essere il powertrain della vettura. Molto probabilmente, sotto il cofano della futura Kia Ceed in variante crossover troveremo molti dei propulsori in uso sul resto della gamma Ceed. Come il 1.4 T-GDi a benzina da 140 CV o il 1.6 CRDi a gasolio da 136 CV. Non è da escludere anche il debutto di una versione del mild-hybrid proprio sul 1.6 turbodiesel, come si è visto l’anno scorso nel corso del Salone di Parigi. Attualmente, infatti, questo tipo di soluzione è in uso unicamente sulla Sportage con il motore 2.0 CRDi. Ereditati dall’attuale gamma Ceed saranno anche i vari sistemi di sicurezza, che assicurano una guida autonoma di livello due grazie a sistemi come, ad esempio, il cruise control adattivo e il Lane Following Assist

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Skoda: il 2018 è da record per vendite e fatturato

di Francesco Giorgi

Oltre 1,2 milioni di autovetture consegnate; 17,3 mld di euro di fatturato; elevati valori di redditività; e per il futuro, anche grazie a notevoli investimenti, c’è l’attenzione ai programmi di elettrificazione.

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Ford: il futuro in Michigan tra auto autonoma e elettrica

di Antonio Elia Migliozzi

Ford accellera nei piani di elettrificazione della sua gamma. Il colosso americano dell’auto ha fatto sapere che intende puntare sullo stabilimento in Michigan per rilanciare il programma EV. Al centro dei piani il nuovo crossover elettrico ispirato dalla mitica muscle car Mustang. Ford prevede di creare fino a 900 nuovi posti di lavoro entro il 2023. Questo sarà necessario per costruire un veicolo completamente elettrico e intensificare gli sforzi verso la guida autonoma. In arrivo anche un nuovo sito di produzione dedicato. Nel dettaglio il brand è anche alla ricerca di alleati strategici per avanzare nel campo della guida driveless. Insomma dopo gli annunciati tagli in Europa pare che il rilancio dell’offerta atteso dagli investitori sia dietro l’angolo.

USA AL CENTRO

Ford sta implementando il suo stabilimento in Michigan per ospitare lo sviluppo e la produzione dei suoi futuri veicoli autonomi. Il brand riallinea alcune fabbriche per concentrarsi sulla sua futura linea di auto elettriche. In arrivo anche un nuova struttura, prevista per i prossimi due anni, dove lavorare ai nuovi modelli ibridi e alla tecnologia di guida autonoma. Insomma Ford si prepara a coniugare mobilità autonoma e emissioni zero. Ford, dal canto suo, non ha fornito informazioni ufficiali su entità economica e logistica dei nuovi investimenti. Joe Hinrichs, Presidente delle operazioni globali della Ford ha fatto sapere che “Useremo il centro di produzione per aggiornare gli interni e aggiungere la tecnologia che i clienti vorranno per la guida autonoma (Leggi ecco le nuove app connesse per Sync3).

I PROGETTI

Il nuovo sito di produzione per i veicoli autonomi fa parte di un investimento da 900 milioni di dollari che Ford annunciato nel 2017. L’idea è ristrutturare il suo centro di produzione nel Michigan. In definitiva il brand prevede di creare fino a 900 nuovi posti di lavoro entro il 2023. Ciò include l’aggiunta di un secondo turno di lavoro, entro il 2023, nello stabilimento di assemblaggio di Flat Rock sempre in Michigan. Quest’ultimo sarà impiegato per costruire un veicolo completamente elettrico che l’azienda deve ancora annunciare. Ford accellera di elettrificazione della sua gamma. L’idea è anche quella di un SUV elettrico su base Mustang atteso al debutto il prossimo anno. Quest’ultimo, in barba a Trump, sarà costruito in Messico. Un modello elettrico è atteso per il 2023 e fa parte del piano per l’aumento delle vendite di veicoli a zero emissioni. .

DINAMICA GLOBALE

Lo sviluppo di Ford di veicoli elettrici ed autonomi è al centro del piano del Ceo Jim Hackett per la riscossa della casa automobilistica. Da quando è diventato amministratore delegato nel 2017, Hackett è stato criticato dagli analisti perché si è mosso troppo lentamente per riposizionare Ford. Ecco allora che Ford accellera nei piani di elettrificazione della sua gamma. All’inizio di quest’anno, Ford ha annunciato una partnership con Volkswagen per condividere i costi di sviluppo di veicoli autonomi ed EV (Leggi tutto sulla nuova Fiesta ST). Insomma anche Ford è consapevole dell’enormità delle sfide che attendono il settore automotive. I clienti chiedono ai brand guida autonoma, connessa e anche green.

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Toyota e Suzuki: scambio di competenze per il futuro

di Valerio Verdone

Motori ibridi e due veicoli sulla piattaforma di Rav4 e Corolla Wagon per Suzuki mezzi per l’India e l’Africa per la Toyota.

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Gamma Audi, si rinnovano i motori di berline e station wagon

di Redazione

La famiglia dei modelli berlina e station wagon di casa Audi si rinnova con l’introduzione di nuovi motori chiamati ad alimentare la gamma dei modelli A del produttore dei Quattro Anelli. A partire dalla A4, fino ad arrivare alla A8. Accanto ai nuovi propulsori arrivano anche i nuovi pacchetti Innovative Assistant e Innovative Complete, che arricchiscono la dotazione tecnologica e di sicurezza delle A6 e A7 Sportback.

NOVITÀ MILD-HYBRID

La principale novità sul fronte propulsori è rappresentata dal debutto del nuovo 3.0 TFSI disponibile per A6, sia berlina, sia station wagon, A7 e A8. Il nuovo propulsore a sei cilindri è accreditato di una potenza massima di 340 CV e di una coppia di 500 Nm e rappresenta l’ennesimo approccio di Audi al mondo dell’ibridazione. L’unità, infatti, è dotata di un sistema mild-hybrid con una rete di bordo a 48 Volt costituito da una batteria agli ioni di litio e da un alternatore con funzione di starter azionato a cinghia, collegato all’albero motore. Questo è in grado di recuperare fino a 12 kW. Inoltre, la funzione start/stop si attiva già a partire da 22 km/h, contribuendo a contenere i consumi e le emissioni. Sempre a proposito di A6, debutta anche il nuovo 2.0 TDI MHEV con sistema mild-hybrid da 12 Volt. Questo, con i suoi 163 CV, rappresenta il nuovo propulsore di accesso alla gamma.

3.0 RINNOVATO

Novità anche per le più piccole A4 e A5 che vedono l’introduzione di una variante aggiornata del V6 3.0 TDI, ora disponibile nelle varianti da 231 CV e 500 Nm di coppia e da 286 CV e 620 Nm, entrambe abbinate alla trazione integrale quattro e al cambio automatico a otto rapporti. Per la A4 allroad, poi, arriva il nuovo 2.0 TFSI da 245 CV con sistema mild-hybrid da 12 Volt. L’unità di due litri si affianca al 2.0 TDI da 190 CV già da tempo a listino.

TECNOLOGICHE E SICURE

Per le A6 e A7, infine, sono disponibili i due nuovi pacchetti Innovative Assistant e Innovative Complete, proposti rispettivamente a 5.750 euro e 8.750 euro. Sul fronte tecnologico il primo include il sistema d’infotainment MMI Plus con MMI Touch Response e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e l’Audi Virtual Cockpit (che ha debuttato nel 2015 con la TT). Sul fronte sicurezza, invece, spicca l’Audi Pre sense basic, il pacchetto di assistenza Tour con assistente adattivo alla guida e alla svolta e i fari Led Matrix. Il pacchetto Innovative Complete, invece, aggiunge anche l’asse posteriore sterzante e l’assetto adattivo con ammortizzatori a controllo elettronico sui modelli alimentati da motori a quattro cilindri e sospensioni pneumatiche per i sei cilindri.

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Mercedes GLC Coupé: più sicura e connessa con il restyling

di Redazione

Si aggiorna la variante sportiva del SUV medio della Casa della Stella. L’edizione 2019 della Mercedes GLC Coupé sorprende non tanto per le linee, sostanzialmente invariate rispetto alla versione precedente, quanto per i nuovi sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida. A questi si aggiungono il sistema di infotainment di ultima generazione “Hey Mercedes” e dei nuovi inediti motori. Esternamente cambiano solo alcuni dettagli. Dietro, gli scarichi e il fregio del paraurti, mentre nella parte anteriore le prese d’aria più grandi, le nuove luci led diurne e una diversa slitta paracolpi nel fascione paraurti.

ARRIVA IL SISTEMA “HEY MERCEDES”

Le principali innovazioni della rinnovata Mercedes GLC Coupé si riscontrano soprattutto negli interni e nelle dotazioni. La Casa tedesca aggiorna il SUV sportivo fornendolo del sistema multimediale Mbux, dotato di svariate funzioni di assistenza alla guida a comando vocale. Il dispositivo è dotato anche del moderno navigatore con realtà aumentata, che indica la direzione da seguire sovrapponendo le frecce direzionali all’immagine in tempo reale della strada presente sullo schermo. A questo riguardo, la Mercedes GLC Coupé ne ha due: uno da 12”3 per la strumentazione e uno da 7”, o da 10”25 come optional, quello sulla consolle centrale. Con il nuovo sistema di infotainment scompare la rotella tra i sedili anteriori. Lascia il posto a un nuovo touchpad, dove si possono tracciare con le dita cifre e lettere, per comporre un numero o scrivere un indirizzo.

GUIDA DA SOLA IN COLONNA

La nuova Mercedes GLC Coupé è dotata di cruise control adatttivo con funzione automatica di guida in colonna. Permette di viaggiare nel traffico senza intervento del conducente grazie all’interazione del dispositivo con il navigatore Gps connesso in rete. Sul nuovo volante, inoltre, è presente un comando a sfioramento che attiva una funzione per adeguare la distanza di sicurezza. Così si può tarare il cruise control in base alle proprie preferenze.

ANCHE CON SOSPENSIONI ATTIVE

Sulla Mercedes GLC Coupé sono presenti anche i sistemi di frenata di emergenza e il parcheggio semi-automatico, che aiuta il conducente nelle manovre. La nuova Mercedes GLC Coupé potrà inoltre montare l’assetto regolabile Dynamic Body Control, che varia il molleggio delle ruote in base alle condizioni di viaggio (velocità, guida, fondo stradale). È abbinabile alle sospensioni pneumatiche Air Body Control.

NUOVI MOTORI IBRIDI

La nuova versione della Mercedes GLC Coupé monta moderni motori a 4 cilindri di 2,0 litri di cilindrata, benzina o Diesel, dotati di serie la trazione integrale 4Matic e cambio automatico a 9 marce. Nelle versioni Mercedes GLC Coupé 200 (da 197 CV) e 300 (da 258 CV) il motore benzina 2.0 è abbinato da un motore elettrico da 13,6 CV. Questo recupera energia in frenata e ricarica una batteria da 48 Volt. Il sistema ibrido taglia le emissioni e i consumi e, stando ai valori omologati, garantisce una media sul misto di 13,5 km/l. Le versioni Mercedes GLC Coupé 200d (da 163 CV), 220d (da 194 CV) e 300d (da 245 CV) montano invece il motore a gasolio da due litri che modifica soltanto gli step di potenza erogata

 

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PSA e FCA: la famiglia Peugeot sostiene la fusione e il titolo vola in borsa

di Francesco Donnici

La possibile fusione tra i due colossi dell’auto ha ricevuto anche l’appoggio di Robert Peugeot amministratore delegato della holding di famiglia FFP.

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Xiaomi: nel 2018 fatturato in aumento del 52,6%, volano le vendite internazionali

di Lucia Massaro
Nella giornata di ieri, Xiaomi ha reso noti i risultati finanziari dell’anno fiscale 2018. L’azienda cinese ha registrato un aumento del fatturato del 52,6% rispetto all’anno precedente, pari a 174,9 miliardi di yuan (circa 26,1 miliardi di dollari). Il produttore di Shenzhen ha beneficiato dell’espansione internazionale con i ricavi internazionali che rappresentano il 40% delle […]

Ford Fiesta ST: novità hitech per i clienti sportivi

di Redazione

Su molte auto ormai non é raro trovare pulsanti che attivano specifici programmi per aumentare le prestazioni. Incidono sulla potenza, sulla prontezza del motore e del cambio e anche il comportamento dello sterzo e del telaio. Nessuno però aveva ancora pensato di farlo tramite lo smartphone. L’idea è degli specialisti di Mountune, azienda poco nota ai più ma conosciuta dagli appassionati di auto elaborate, in particolare Ford. Sì, perché sono già diversi anni che questa factory californiana offre kit per elaborare le auto dell’Ovale Blu, in particolare Ford Fiesta ST e Ford Focus ST e RS, approvati dalla Casa che oltre a confermare la garanzia anche per le vetture così modificate su alcuni mercati arriva ad offre i kit direttamente come optional.

UN’INIEZIONE DI POTENZA

La nuova proposta di Mountune per la Fiesta ST si concentra unicamente sul motore, rinvigorendo senza esagerare la già ragguardevole potenza del 1.5 Ecoboost. Si tratta, lo ricordiamo, del primo 3 cilindri utilizzato per un modello ad alte prestazioni (a meno di non rispolverare centre piccole fuoriserie giapponesi degli Anni ’90…). L’intervento di Mountune porta così la Ford Fiesta ST dai 200 CV standard a 225 e incrementa la coppia di 55 Nm per un valore massimo di 340 Nm.

CENTRALINA ORIGINALE

Per attivare il tuning non occorre nemmeno sostituire la centralina, che rimane quella di serie: il kit, del costo di 770 euro, include un filtro e un cassetto di aspirazione specifici che sono la parte “hardware” della preparazione. C’è poi una chiave OBD da connettere alla presa per la diagnosi che modifica i parametri di gestione del motore.

LO “SWITCH” TRAMITE APP

La particolarità è questa: il profilo che incrementa le prestazioni, si attiva tramite smartphone, collegato via bluetooth alla chiave OBD, utilizzando l’app mTune SmartFlash disponibile per Android e iOs. La sua interfaccia consente di passare dalla mappatura di serie (identificata come “Stock Performance”) a quella potenziata chiamata semplicemente “Performance”. In più c’è un terzo profilo “AntiTheft”, che permette di immobilizzare l’auto in caso di furto. Il kit è disponibile anche in una variante “base” priva dei componenti sostitutivi per il sistema di aspirazione.

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Peugeot: la Casa del Leone alla conquista degli USA

di Francesco Donnici

La Casa Francese si prepara al grande ritorno negli USA dopo un’assenza di quasi 30 anni.

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Auto nuova diesel: il 71% degli italiani indecisi sull’acquisto

di Antonio Elia Migliozzi

Il mercato dell’auto è alle prese con incertezze trasversali. Sempre più consumatori non sanno come orientarsi nella scelta dell’auto nuova. A pesare sul diesel i toni propagandistici con i quali si è criminalizzata questa motorizzazione. Insomma i temi sul banco sono tanti e l’edizione di quest’anno del Forum Automotive ha volto mettere a fuoco alcuni aspetti importanti. Presentati anche i numeri di un sondaggio che mettono nero su bianco la particolarità del momento; solo il 16% degli italiani dichiara di sentirsi completamente sicuro della propria scelta in relazione al livello di inquinamento prodotto dai motori diesel e benzina. A pesare anche i forti dubbi sul futuro valore di rivendita dell’auto appena messa in garage. Vediamo tutti i dettagli.

CARA AUTO NUOVA

Gli italiani sono alle prese con incertezze trasversali nella scelta dell’auto sono nuova. Emergono forti incertezze nel mercato complici le paventate limitazioni alla circolazione delle vetture a gasolio. Ecco allora che le possibilità di accesso a incentivi per l’acquisto di vetture elettriche grazie all’Ecobonus e le campagne di demonizzazione del diesel, alimentano un diffuso senso di disorientamento che rallenta il mercato. L’osservatorio OntheMove di Doxa ha messo nero su bianco i dati grazie ad un nuovo sondaggio; il 71% degli intervistati non si sente più sicuro ad acquistare un’auto a gasolio perché teme i blocchi imposti dai Comuni e il 68% ha timore che i brand dell’auto ne possano interrompere a breve la produzione. Insomma temi decisamente caldi sul banco dell’edizione di quest’anno del Forum Automotive (Leggi Ecobonus ed Ecotassa quanto costa l’assicurazione).

INCERTEZZA TRASVERSALE

Il mercato italiano, come del resto quello europeo, è alle prese con incertezze trasversali. Questo contesto accresce l’appeal per le auto con motorizzazione GPL, le elettriche e le ibride. Eppure per il diesel c’è qualche speranza perché, secondo il 69% degli interpellati, comprare un’auto diesel può ancora essere un’ottima scelta quanti macinano molti chilometri. Solo il 16% degli italiani dichiara di sentirsi completamente sicuro della propria scelta in relazione al livello di inquinamento prodotto dai motori diesel e benzina. Nel dettaglio, rispettivamente, il 19% e il 20% degli acquirenti hanno forti dubbi sul futuro valore di rivendita dell’auto appena immatricolata (Leggi i dati del mercato auto a febbraio 2019). L’incertezza sul prezzo, questa volta di acquisto, coinvolge anche le vetture con GPL, le elettriche e le ibride. Questo accade probabilmente perché il funzionamento dell’Ecobonus non è del tutto chiaro.

MEGLIO SE INFORMATI

Aumentano anche i dubbi sulla possibilità di “sopravvivenza” anche dei diesel di nuova generazione. Ciò nonostante il 13% di italiani intervistati è ancora fermamente convinto che continueranno a circolare per lungo tempo. In un contesto di incertezza trasversale come quello attuale, spopolano falsi miti e interpretazioni strampalate del futuro. Ecco allora che crescono i numeri dell’ibrido che per il 29% degli italiani è indicato come la scelta futura più probabile. Ecco allora che diventa cruciale il ruolo dell’informazione. Se il 52% dei consumatori dichiara esplicitamente di sentirsi “disorientato”, il 70% degli italiani sostiene di avere bisogno di più informazioni di quelle che possiede per scegliere l’auto giusta. Barbara Galli, BU Director di Doxa commenta “Ci troviamo di fronte a cittadini affamati di rassicurazioni, che si rivolgono a tutte le fonti possibili per raccogliere elementi su cui fondare le proprie decisioni. Decisioni con un impatto economico e psicologico di rilievo. L’analisi del search di Google mostra trend in forte crescita delle ricerche online relative a ibrido ed elettrico, con picchi in corrispondenza agli annunci di possibili dismissione del diesel”.

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Xiaomi guida il mercato degli indossabili in Cina, davanti a Huawei e Apple

di Gerardo Orlandin

Recentemente IDC ha annunciato i dati del quarto trimestre 2018 relativi al mercato cinese dei dispositivi indossabili, il quale evidenzia che le spedizioni sono state 22,69 milioni di unità con un incremento del 30,4%. I primi cinque produttori nel mercato globale della Cina sono occupati da Xiaomi con 5,328 milioni di unità e una quota di mercato del 23,5%, Huawei al secondo posto con 4,388 milioni di unità pari al 19,4% del mercato, seguita da Apple con 2,29 milioni di unità pari al 10,1%, BBK e Music.

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Citroën C3 Origins: una serie speciale per i cento anni della Casa

di Redazione

Per i suoi cento anni Citroën ha avviato una serie di festeggiamenti in grande stile. Ha ad esempio reso omaggio alla propria tradizione durante l’ultima edizione di Retromobile, prestigiosa kermesse parigina dedicata alle auto d’epoca. Presenta ora le edizioni limitate Origins, che si caratterizzano per un look esclusivo e una ricca dotazione di serie. Saranno proposte su vari modelli in base al mercato. In Italia tocca alla C3, l’auto più venduta dal marchio: dal suo lancio nel 2016 ne sono state vendute 530.000, di cui 92.000 solo nel nostro Paese.

ELEGANTE E CON DETTAGLI IN BRONZO

La nuova Citroën C3 si è sempre distinta per le numerose possibilità di personalizzazione. Sulle Origins questo aspetto viene esaltato da 36 combinazioni possibili per gli esterni. Ci sono 4 tinte per gli esterni (Polar White, Platinum Grey, Steel Grey e Night Black), abbinate al tetto nero (sul quale si può applicare una specifica decorazione centrale). Quattro, come per le altre, gli ambienti interni. La nuova gamma si caratterizza inoltre per i numerosi dettagli esterni bronzei. Con questa finitura sono realizzate le calotte degli specchietti retrovisori decorate da bande cromate e le inedite finiture per il portellone e le portiere posteriori. In bronzo sono anche i profili dei fendinebbia e degli Airbump. Inoltre, la vettura è dotata di cerchi in lega da 17” Cross Black. Per quanto riguarda gli interni, la Casa transalpina propone un rivestimento in Chiné grigio con ricami dorati e una plancia in Tep Mistral, accompagnata dal volante in pelle.

FRENATA D’EMERGENZA E DRIVER ATTENTION ALERT

La Citroën C3 Origins nasce sull’allestimento Shine, il più ricco già presente a listino. Alle dotazioni classiche delle Shine, tra cui si annoverano il sistema di infotainment Touch Pad con touchscreen da 7” e i sensori di parcheggio posteriori, se ne aggiungono molte altre. Sulla Origins ci sono gli alzacristalli posteriori elettrici, la telecamera di retromarcia, i vetri posteriori e il lunotto oscurati e il tetto panoramico in vetro. La C3 Origins disporrà anche del Citroën Connect Box (con Park SOS e assistenza) e del Citroën Connect Nav, di un retrovisore elettrocromatico e di gruppi ottici con abbaglianti automatici. A livello di sicurezza, l’edizione speciale è fornita dei sistemi Active Safety Break con avviso di rischio di collisione e Driver Attention Alert.

A PARTIRE DA 17.300 EURO

La Citroën C3 Origins è offerta con i motori benzina 1.2 PureTech da 82 e 110 CV (con quest’ultimo che, in opzione, può essere abbinato al cambio automatico Eat a 6 rapporti) e con il 1.5 Diesel BlueHDi da 100 CV. I prezzi variano da 17.200 euro per il benzina 82 cavalli a 20.150 euro per quello benzina 110 cavalli con cambio automatico (la stessa motorizzazione, con cambio manuale costa 18.750 euro. La versione a gasolio, invece, costa 20.150 euro.

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Tesla: ecco la Model Y, il SUV da 7 posti a meno di 40 mila dollari

di Redazione

Tesla sì, Tesla no: la Casa automobilistica di Elon Musk non lascia indifferenti. Anzi, divide in grandi sostenitori e altrettanto grandi detrattori. Lasciamo da parte gli schieramenti, e lasciamo da parte anche le contrastanti considerazioni sull’effettiva situazione finanziaria e le elucubrazioni grado di attendibilità delle dichiarazioni del visionario Musk. Concentriamoci sui fatti. Dopo la Model 3, continua l’espansione commerciale di Tesla con un secondo modello dal costo più accessibile. È un SUV da circa 4,5 metri di lunghezza e si chiama Model Y, annunciato in anteprima pochi giorni fa, e sarà in vendita a partire dal 2020. È stato lanciato ieri nel Design Studio californiano di Palo Alto dallo stesso Musk, che ha definito la Model Y la nuova punta di diamante di Tesla, visto che nelle previsioni questo solo modello dovrebbe superare i volumi di vendita fatti registrare complessivamente da Model S, X e 3.

QUATTRO POWERTRAIN DISPONIBILI

Tesla non si è accontentata di presentare un unico modello di Model Y. L’auto sarà offerta in quattro diverse versioni: Standard Range, Long Range, Dual Motor AWD e Performance. Non usciranno tutti insieme: il loro debutto sarà scaglionato. La prima versione che verrà messa in vendita sarà la Long Range, attesa per l’autunno 2020, che partirà da un prezzo di listino di circa 47.000 dollari (più caro sarà il listino in Italia, i cui dettagli ancora non sono disponibili). Sarà accompagnata sul mercato dalla Dual Motor AWD, con due motori elettrici e trazione integrale (per un prezzo base di 51.000 dollari) e della Performance (60.000 dollari). Bisognerà aspettare la primavera del 2021 per l’allestimento più economico, la Standard Range, che partirà da un prezzo di listino negli Usa pari a 49.000 dollari.

L’AUTONOMIA VARIA TRA 370 E 480 KM

Scendendo nel dettaglio, i quattro modelli si differenziano soprattutto su quello delle prestazioni, che di poco differiscono da quelle della berlina Model 3. La Model Y Standard Range, a trazione posteriore e con un’autonomia dichiarata di 370 km, promette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 5”9 e una velocità massima di 193 km/h. La Long Range, sempre con due ruote motrici, promette prestazioni migliori: 0-100 km/h in 5,5 secondi, velocità di punta a 209 km/h e 483 km di autonomia. Gli apici si raggiungono però con le ultime due versioni, entrambe a trazione integrale: la Model Y Dual Motor AWD toccherà i 217 km/h, autonomia di 450 km, 0-100 km/h in 4,8 secondi; la Performance, che già nel nome dichiara la propria indole. Sarà la più rapida, con una velocità massima di 240 km/h, 0-100 km/h in poco più di 3,5 secondi e un’autonomia identica a quella della Dual Motor AWD.

IMPARENTATA CON LA MODEL 3

La Model Y mostra la parentela con la Model 3 anche nell’aspetto. Variano le proporzioni (la Y è più lunga e più alta) ma restano tutti gli stilemi che caratterizzano la produzione Tesla recente. Dentro la Model Y presenta un abitacolo praticamente identico a quello già visto sulla berlina compatta. Salendo a bordo si nota subito il touchscreen da 15″ al centro della plancia, con il quale si governa la vettura in ogni sua funzione. Internamente, la differenza principale dalla Model 3 è rappresentata dalla possibilità di installare la terza fila di sedili. La diversa forma del tetto, infatti, garantisce la possibilità di offrire una configurazione a sette posti. Anche lo stile degli esterni ricalca fondamentalmente quello del precedente modello.

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Mercato auto Europa: -1% con 1,15 milioni di immatricolazioni a febbraio

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto Europa fa i conti con le immatricolazioni in diminuzione anche a febbraio 2019. Secondo il report ANFIA su dati ACEA (l’associazione europea dei Costruttori), tra i maggiori Paesi in cui si vendono più auto, quelle diesel continuano a diminuire in Italia (-21%) e Spagna (-29%). Una diminuzione significativa rispetto alla media europea (-13%) e al trend inverso della Germania, dove invece la vendita di auto diesel è cresciuta del +3% rispetto a febbraio 2018. Ecco il quadro generale del mercato Europa visto attraverso le immatricolazioni auto dei 5 maggiori mercati di Spagna, Italia, Francia, Regno Unito e Germania.

LA SPAGNA PERDE L’8,8% DI IMMATRICOLAZIONI

Rispetto a quanto succede in Italia – leggi qui le immatricolazioni di febbraio, nel mercato auto Europa la Spagna registra il minor calo di vendite di tutti i principali mercati: -8,8% di immatricolazioni. Solo 100.701 immatricolazioni auto che sono per la maggiore auto a benzina (60%). Sebbene con una quota del 10%, le auto ibride (elettriche e a gas) ed elettriche registrano un picco di crescita importante: +128% le auto elettriche; +24,5%  le ibride plug-in; +89% le ibride a gas; +31% le ibride elettriche-benzina.

LA FRANCIA MANTIENE IL 34% DI DIESEL

In Francia c’è un’inversione di tendenza a febbraio 2019 rispetto al mese dell’anno scorso: il mercato riguadagna il +2,1% di immatricolazioni, con un totale di 172.438 auto vendute. In Francia le vendite di auto diesel calano del -11%, fermandosi al 34% delle immatricolazioni. Di conseguenza le auto a benzina vendute si fermano al 58% in volume ma guadagnano il 5% rispetto allo scorso anno. Le auto ad alimentazione alternativa sono solo il 6,7% delle quote totali ma meglio che nel Regno Unito. Le auto elettriche sono aumentate del +46%, le auto ibride tradizionali del +1%, mentre le ibride Plug-in del +7%.

GERMANIA, BOOM DI AUTO A GPL

In Germania il mercato dell’auto si riprende più di tutti a febbraio 2019: le auto immatricolate sono aumentate del +2,7%. A un ripresa delle vendite di auto diesel (+3%) corrisponde un calo delle vendite di auto a benzina del -2,5%. Ma il vero boom riguarda le vendite di auto a GPL (+95% rispetto al 2018) rispetto a un calo del 68% di auto a metano. Anche in Germania, le vendite di auto elettriche aumentano del +82%, le ibride +83%, mentre calano le ibride Plug-in del -14%.

NEL REGNO UNITO IL 65% DI IMMATRICOLAZIONI A BENZINA

Anche il mercato inglese si riprende timidamente il +1,4% di immatricolazioni con un totale di 81.969 auto nel mercato auto Europa. Anche nel Regno Unito le auto diesel scendono sotto la quota di vendite del 30% a fronte di un recupero delle auto a benzina che costituiscono il 65% di vendite a febbraio. Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano ancora quote molto basse (2,6% del totale), ma le vendite sono in ascesa per le elettriche (+106%), per le ibride (+33%), per le ibride Plug-in (+15%).

IL BILANCIO DEI COSTRUTTORI IN EUROPA

Tra i principali Gruppi automobilistici di Costruttori, sono pochi quelli che registrano un segno positivo nel cumulativo delle immatricolazioni tra i vari brand rispetto al mese di febbraio 2018. PSA Group cresce del +1% trainato da Citroen. Renault Group deve il +0,3% ai numeri positivi di Lada. Daimler fa +5,6% dalla media di Mercedes (+4,6%) e Smart (+9,1%). Poi ci sono Volvo Car Corp. (+7,6%) e Mitsubishi (+29,1%). Guarda tutti i dati nel pdf scaricabile qui sotto.

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Dacia presenta la versione speciale Techroad con nuovo 1.3 TCe

di Redazione

Il successo del marchio Dacia è sotto gli occhi di tutti. Il brand romeno, da quando è stato lanciato in Italia da Renault, che ne detiene la proprietà, è costantemente cresciuto e ha raggiunto oggi il 3% della quota del mercato italiano. Trainata soprattutto dalla Duster e dalla Sandero, la Casa di Pitesti ha conquistato consensi grazie a modelli razionali e concreti, che si sono da sempre distinti per un ottimo rapporto tra i contenuti offerti e il prezzo di vendita. Oggi Dacia compie un passo in avanti notevole e presenta l’inedita versione Techroad che viene resa disponibile su tutti i modelli in commercio, dalla Duster alla Sandero Stepway passando per Logan MCV, Lodgy e Dokker. Si caratterizza per un look ricercato e per la ricca dotazione di serie.

UN TOCCO DI SPORTIVITÀ NON GUASTA

Esteticamente le versioni Techroad si riconoscono per la carrozzeria in Rosso Fusion o, in alternativa, in Grigio Magnete. Alla verniciatura aggiungono calotte dei retrovisori nere con inserti rossi, cerchi in lega con finitura diamantata – da 16” su Sandero, Lodgy, Logan e Dokker, da 17” su Duster – e, solo sulla Duster e sulla Sandero Stepway, di una decal con scritta Techroad sulla fiancata. Salendo a bordo, le Dacia Techroad presentano rivestimenti specifici per i sedili e inserti in Rosso Vulcano.

UNA DOTAZIONE AL TOP

A livello di dotazione, le versioni Techroad si piazzano al top dell’offerta Dacia e offrono, di serie, una buona quantità di dispositivi. Si va dalla Keyless Entry al sistema di infotainment Media Nav Evolution con touchscreen da 7” con compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, di sensori di parcheggio e telecamera posteriore. A richiesta si può scegliere anche il climatizzatore automatico al posto di quello manuale.

ANCHE PER DACIA È L’ORA DEL 1.3 TCE

Con l’arrivo della serie speciale Techroad, Dacia introduce a listino anche i motori di ultima generazione frutto della collaborazione dell’Alleanza (Nissan-Renault-Mitsubishi) con Daimler. Si tratta del 1.3 TCe, un quattro cilindri turbo-benzina dotato di filtro anti particolato. Sulla Duster è disponibile nelle varianti di potenza da 130 o 150 CV, mentre su Lodgy e Dokker solo nella versione da 130 CV.

A BENZINA, DIESEL E ANCHE GPL

I modelli della serie speciale Techroad sono disponibili con motori benzina, Diesel e anche Gpl. In generale, rispetto alle altre versioni a listino dotate di pari accessori, offrono un vantaggio per il cliente di circa 300 euro. La Sandero Stepway Techroad ha un prezzo di partenza di 12.450 euro; la Duster Techroad parte da 16.350 euro; la Logan MCV Techroad parte da 14.000 euro; la Lodgy Techroad parte da 14.300 euro; la Dokker Techroad parte da 13.900 euro. In concomitanza con la presentazione delle Dacia Techroad, la Casa ha anche introdotto una nuova formula di finanziamento a 60 mesi che permette di entrare in possesso di una vettura Dacia a partire da 3 euro al giorno di spesa (è il caso della Sandero).

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Infiniti dà addio all’Europa: le auto che produrrà fino al 2020

di Redazione

Infiniti, il marchio premium di Nissan, ha deciso di ritirarsi dal mercato europeo entro il 2020. Scelta difficile per una Casa che nel 2008 è entrata in Europa con l’intenzione di farsi strada tra i marchi più blasonati come: Bmw, Audi e Mercedes. Il piano di riorganizzazione, annunciato in questi giorni dalla Casa giapponese, però, non lascia dubbi sul futuro del brand: Infiniti investirà la maggior parte delle proprie risorse in Cina e negli Stati Uniti, due mercati in cui le vendite non hanno subito rallentamenti. Secondo la Jato Dynamics, società che fornisce analisi e ricerche di mercato nel settore automotive, le vendite di Infiniti sui mercati del Vecchio Continente sono invece dimezzate dal 2017 e il 2018, passando da 12.408 a 6.246 unità.

UNA GAMMA ARTICOLATA

Eppure l’attuale offerta, che resterà a listino fino al momento dell’addio, è varia. Va dalle stradali Q30, Q50, Q60 e Q70, rispettivamente una compatta, una media, una coupé e un’ammiraglia, ai SUV QX30 e QX70, il primo con una lunghezza di 4,43 metri, il secondo di 4,87. A queste si aggiungerà presto anche la nuova “media” a baricentro rialzato: la QX50, attesa nel corso dell’anno. Ma in un mercato sempre più affollato, la Casa ha fatto difficoltà a trovare il giusto spazio, schiacciata anche da nuovi player di prestigio che hanno altrettanto ampliato i modelli in vendita. Viene da pensare ad esempio a Porsche o Jaguar, che hanno spinto forte tra i SUV.

NUOVI MODELLI PER USA E CINA

Il piano di riorganizzazione di Infiniti inizierà a metà di quest’anno, quando nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, verrà interrotta la produzione delle due compatte: Infiniti Q30 e QX30. A questo, nel 2020, si aggiungerà lo stop nell’importazione in Europa della berlina media Q50, della coupé Q60, della berlina grande Q70 e del SUV QX70. Infiniti userà questi due anni, 2019 e 2020, per distaccarsi completamente dal mercato europeo e per riorganizzare le forze per una strategia mirata sul mercato americano, con nuovi SUV attesi per il 2021, e sul mercato cinese, con cinque nuovi modelli nei prossimi cinque anni. Infiniti cambierà anche strategia a livello di alimentazioni, stoppando la vendita entro il 2021 del diesel e spostando l’attenzione sull’elettrificazione, come dimostra il prototipo QX Inspiration.

IL FUTURO SARÀ ELETTRICO

Al Salone di Detroit di inizio 2019, Infiniti ha presentato la concept QX Inspiration, SUV elettrico e futuristico che anticipa il pensiero e lo stile dei prossimi modelli della Casa giapponese. Progettato su una nuova piattaforma completamente dedicata ai nuovi modelli elettrificati, la QX Inspiration è spinta da due motori elettrici posizionati uno per asse. Cambia anche il design, che grazie all’assenza del motore termico permette di diminuire gli sbalzi e accorciare il cofano. Anche negli interni troviamo un’impronta futuristica, con gli schermi del sistema multimediale che si posizionano lungo tutta la plancia centrale e con il volante, a metà tra la cloche di un aereo e il volante di una F1. A questo si aggiungono materiali di pregio e diversi colori di illuminazione interna ispirati alla primavera giapponese. La QX Inspiration potrebbe sbarcare sul mercato USA tra il 2021 e il 2022.

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Volkswagen: 70 modelli in 10 anni. I dettagli dalla conferenza annuale

di Redazione

Quando Volkswagen fa qualcosa, la fa in grande. Ormai dovremmo essere abituati. Ma alla conferenza annuale tenuta a Wolfsburg Herbert Diess, amministratore delegato del gruppo dallo scorso 13 aprile, ha alzato ulteriormente l’asticella annunciando un piano industriale ancor più ambizioso di quello mostrato qualche mese fa secondo cui Volkswagen avrebbe prodotto 50 nuovi modelli in dieci anni. Ad oggi, quel numero, è salito a 70.

IL FUTURO DÀ LA SCOSSA

Con la previsione di settanta nuove vetture in dieci anni, Diess ha confermato che i modelli elettrici giocheranno un ruolo di primissimo piano. Addirittura, le auto costruite sulle piattaforme “elettrificate”, dalla MEB già presentata in avanti, saranno 22 milioni da qui al 2028. Per ottenere questo risultato il gruppo tedesco lancerà l’offensiva a zero emissioni su tutti i fronti, dalle categorie premium, dove alla Audi e-tron si affiancherà presto la Porsche Taycan, a quelle più popolari, dove presto debutteranno i modelli siglati ID, ma anche le nuove auto a marchio Seat e Skoda.

LA MEB SARÀ IN VENDITA

Con la nuova strategia industriale, Volkswagen ha calcolato che ridurrà del 30% le emissioni di CO2 entro il 2025. Per raggiungere i volumi commerciali prefissati, che vedono le auto elettriche rappresentare il 40% delle vendite entro il 2030, il gruppo sosterrà investimenti di 30 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Ma per rientrare almeno parzialmente degli ingenti costi della conversione elettrica della produzione ha annunciato anche che venderà la piattaforma MEB ad altri costruttori.

INFRASTRUTTURE A SOSTEGNO DELLE EV

Non solo modelli elettrici, nelle strategie Volkswagen. Per facilitare la diffusione di vetture a basso impatto ambientale, infatti, il gruppo di Wolfsburg ha dichiarato che investirà anche nei propri stabilimenti, adottando metodi produttivi più efficienti dal punto di vista del dispendio energetico, e nelle infrastrutture, con l‘installazione di 3.500 punti di ricarica dislocati presso i parcheggi dei propri dipendenti e nelle vicinanze delle proprie concessionarie.

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