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Ieri — 24 Febbraio 2020RSS feeds

Morgan Lost: Max Wonder non deve morire, la recensione

di Massimo Costante
Morgan Lost e il ciclo delle Night Novels giunge al quarto episodio con una storia che prosegue in un certo senso la continuity dei personaggi proposti fino adesso e, soprattutto, tormenta ancora di più il nostro Cacciatore in preda ai rimorsi, all’assenza di un figlio mai arrivato e dalla negazione del calore umano tanto agognato. […]
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Studio Supernova: ecco le novità del 2020

di Mabelle Sasso
Studio Supernova annuncia un carico di novità per il 2020. Ad aggiungersi al parco titoli del neonato editore, che ha debuttato in occasione di Lucca Comics & Games 2019 ci saranno: It’s a Wonderful World, Rumble Nation, Lost Expedition, SuperCats e High Society. Le cinque novità saranno lanciate sul mercato nel corso del 2020, a […]

Morgan Lost Night Novels: Il libro dei morti, la recensione

di Massimo Costante
Siamo giunti al terzo episodio delle Night Novels il nuovo ciclo di avventure di Morgan Lost inaugurato lo scorso novembre 2019, e dopo gli scossoni dei primi due albi Il fine ultimo della creazione e Bloody Bunny, questo nuovo capitolo della collana giunto in edicola lo scorso 23 gennaio col titolo de Il libro dei […]

Astra Lost in Space, la recensione del primo volume!

di Francesco Caputo
Lo spazio è infinito, e come tale suscita sempre diverse emozioni contrastanti che crea due distinte fazioni: da un lato abbiamo gli amanti delle avventure, curiosi di sapere cosa si trova al di fuori del nostro caro pianeta; mentre, dall’altro lato, ci sono tutte quelle persone che preferiscono rimanere con i piedi per terra. Purtroppo, […]

Chi è Morgan Lost? Ritratto di un cacciatore di serial killer

di Massimo Costante
Morgan Lost arriva nelle edicole di tutta Italia nel 2015, ma una continua e sensibile evoluzione lo porterà a raccontarsi in molteplici e oscure sfumature, l’ultima di esse la nuova serie Night Novels approdata nelle edicole con un nuovo #1 dallo scorso novembre. Ma chi è il tormentato e tenebroso personaggio ideato da Claudio Chiaverotti? […]

Toyota RAV 4 Hybrid diventa Plug-in: debutto al Salone di Los Angeles 2019

di Donato D'Ambrosi

Toyota presenta la nuova Toyota RAV 4 Hybrid in versione Plug-in al Salone di Los Angeles 2019 recuperando il gap rispetto alle auto concorrenti più elettrificate. Dopo la Toyota Prius Plug-in, anche il SUV più venduto degli ultimi 20 anni potrà circolare a zero emissioni per circa 60 km. Ecco i primi dettagli in anteprima sulla Toyota RAV 4 Hybrid Plug-in che arriverà sul mercato nei prossimi mesi.

TOYOTA RAV 4 PLUG-IN, COS’HA IN COMUNE CON LA HYBRID

La nuova Toyota RAV4 Plug-in Hybrid si posiziona al top della gamma RAV4, il fiore all’occhiello dell’attuale gamma di veicoli ibridi-elettrici. Condivide con la Toyota RAV 4 Hybrid la piattaforma GA-K, il sistema di trazione integrale intelligente AWD-i e il motore benzina Hybrid Dynamic Force da 2,5 litri.

NUOVO MOTORE ELETTRICO E NUOVA BATTERIA SULLA RAV 4 PLUG-IN

Il nuovo propulsore mette a frutto il know how maturato con le due generazioni della Prius Plug-in Hybrid: la potenza del sistema è di 306 CV (225 kW), l’accelerazione 0-100 km/h in 6,2 secondi (dati provvisori). Nella versione Plug-in Hybrid, la Toyota RAV 4 è accreditata dei più bassi livelli di CO2 e i consumi della categoria. E’ quanto Toyota avrebbe rilevato nelle prove di pre-omologazione secondo lo standard WLTP con emissioni di CO2 inferiori ai 30 g/km.

L’AUTONOMIA DELLE NUOVA TOYOTA RAV 4 PLUG-IN HYBRID

L’aumento della potenza rispetto all’attuale Toyota RAV4 Hybrid è ottenuto grazie al nuovo motore elettrico. E’ nuova anche la batteria agli ioni di litio ad alta capacità affiancata da un convertitore boost all’unità di controllo del sistema ibrido. Oltre all’accelerazione migliore la Toyota RAV4 Hybrid avrà anche una maggiore autonomia in modalità esclusivamente elettrica, con consumi ed emissioni pari a zero. L’autonomia prevista (standard WLTP) è di oltre 60 km, maggiore – secondo Toyota –  rispetto ai SUV Plug-in Hybrid della concorrenza. La nuova Toyota RAV4 Hybrid Plug-in arriverà sul mercato nella seconda metà del 2020.

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Volkswagen ID.Space Vizzion: com’è il crossover elettrico in anteprima

di Donato D'Ambrosi

La Volkswagen ID.Space Vizzion è la nuova elettrica svelata in anteprima da Volkswagen che farà il suo debutto al Salone di Los Angeles 2019. Si allarga la famiglia ID che con il SUV gran turismo elettrico dopo il lancio ufficiale della Volkswagen ID.3. Una gamma tutta nuova rispetto alle attuali Volkswagen eUP! E Volkswagen eGolf, che produrla costerebbe addirittura più della ID.3. Ecco com’è realmente la ID.Space Vizzion nelle caratteristiche e le prestazioni ufficializzate da Volkswagen.

L’AUTONOMIA DELLA VOLKSWAGEN ID.SPACE VIZZION

Come tutti i membri della gamma elettrica ID anche la ID. SPACE VIZZION è equipaggiata con un sistema di trazione a zero emissioni. Avrà 5 porte e una batteria agli ioni di litio da 82 kWh (capacità netta 77 kWh) per alimentare un motore elettrico da 205 kW (279 CV) al posteriore. Alla versione standard si aggiungerà una versione con motore elettrico da 102 CV (75 kW) sull’asse anteriore. Le performance aerodinamiche (coefficiente cx 0,24) permettono alla ID. SPACE VIZZION di percorrere fino a 590 chilometri reali (ciclo WLTP), secondo Volkswagen.

GLI INTERNI DIGITALI DELLE VOLKSWAGEN ID

Il prototipo pre-serie è dotato di una plancia completamente digitalizzata: tutte le informazioni relative alla guida sono concentrate in un head-up display a realtà aumentata. Mentre tutte le funzioni online e quelle relative a informazioni, entertainment e comfort, sono raggruppate in un touchscreen da 15,6 pollici. Anche il classico pomello della leva del cambio non esiste più: i rapporti di marcia (D, B, R e N) e la posizione di parcheggio (P) vengono inseriti tramite una levetta sul piantone dello sterzo.

I 7 MODELLI DELLA GAMMA VOLKSWAGEN ID.

La ID. SPACE VIZZION condivide il nome con la ID.VIZZION, il prototipo di berlina presentato al Salone di Ginevra del 2018. Gli esterni e gli interni della ID. SPACE VIZZION nelle foto allegate rappresentano un’anticipazione concreta delle versioni di serie. Alla pari della Passat anche la Volkswagen ID.Space Vizzion avrà una versione wagon chiamata “Variant” che sarà presentata nel 2021. La ID. SPACE VIZZION si aggiunge ai SUV ID. ROOMZZ e ID. CROZZ, la monovolume ID. BUZZ, il Beach-Cruiser ID. BUGGY e il modello compatto ID.3 già in commercio. Restate collegati per scoprire altre interessanti curiosità in occasione del Salone di Los Angeles 2019.

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Incidenti stradali 2018: le strade più pericolose d’Italia nel rapporto ACI

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali strade più pericolose d’Italia

Nel 2018 le strade più pericolose d’Italia, in cui si è verificata la maggior densità di incidenti stradali, sono risultate la penetrazione urbana della A24 Roma-Teramo (nel tratto GRA-Portonaccio), il raccordo autostradale di Reggio Calabria e la Tangenziale Nord di Milano nel tratto in provincia di Monza. È quanto emerso dal rapporto “Localizzazione degli incidenti stradali 2018” diffuso dall’ACI che ha analizzato i 37.228 sinistri avvenuti in Italia lo scorso anno, di cui 1.166 mortali, che hanno causato 1.344 morti e 59.853 feriti.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA 2018: LA MAGGIOR PARTE NEI CENTRI ABITATI

Secondo lo studio dell’Automobile Club d’Italia, 76 incidenti su 100 si sono verificati nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane principali e secondarie. In aumento, però, soltanto il numero delle vittime in autostrada (dato influenzato dalla tragedia del Ponte Morandi) e quello dei sinistri sulle strade extraurbane, tutto il resto è stabile o in diminuzione. Più in generale, prendendo come riferimento l’anno 2010, in otto anni gli incidenti stradali sono calati del 19,4% e i morti del 18,2%. Tuttavia, rispetto al 2017, gli incidenti sono pericolosamente risaliti del +1,5% e i decessi diminuiti soltanto di 1,6 punti percentuale.

LE STRADE PIÙ PERICOLOSE D’ITALIA 2018 SONO LE AUTOSTRADE URBANE

Nelle autostrade urbane avviene la maggiore densità di incidenti, soprattutto a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Ai primi cinque posti delle strade più pericolose d’Italia del 2018, non considerando i 16 incidenti a km sul raccordo dell’A4-Viale Certosa (Milano) a causa del dato poco significativo (solo 8 sinistri in un segmento di 0,5 km), troviamo infatti altrettante autostrade urbane: quelle già citate nel primo paragrafo più la Tangenziale Est di Milano e il Grande Raccordo Anulare di Roma. Per le strade extraurbane il triste primato spetta invece alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, nei tratti in provincia di Monza e di Milano, e alla SS 131 dir Carlo Felice presso Cagliari. L’immagine in basso contiene un elenco più esaustivo delle strade italiane più a rischio.

INCIDENTI IN ITALIA 2018: GLI UTENTI PIÙ VULNERABILI

Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili hanno inciso con una quota assai elevata sul numero dei decessi, anche se in diminuzione rispetto al 2017: nel 2018 il 31% delle vittime, quindi quasi una su tre, è un ciclista, un motociclista o un pedone. I veicoli a due ruote, biciclette comprese, sono rimasti coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. E non a caso l’indice di mortalità di moto e bici è risultato molto più elevato di quello dei veicoli con quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto ai soli 1,3 delle auto. Le strade più pericolose per le due ruote sono state individuate nella SS 1 Aurelia in Liguria, nel Grande Raccordo Anulare di Roma, nella SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli e nella SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona.

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I 17 termini più usati nella guida autonoma e cosa significano

di Donato D'Ambrosi

La guida autonoma è il modo con cui con variabile approssimazioni si indica un’auto in gradi di svolgere una o più funzioni con diversi gradi di difficoltà. Lo abbiamo visto parlando dei diversi livelli di guida autonoma SAE da 0 a 5. Più è alto il livello SAE (Society of Automotive Engineers) più è ampio l’ambiente in cui un’auto con guida autonoma o assistita può muoversi da sola. Ma cosa cambia operativamente tra un’auto a guida assistita e una a guida autonoma? Per rispondere a questa domanda bisogna conoscere i 17 termini più importanti delle funzioni e situazioni in cui si può trovare un’auto a guida autonoma.

IL DDT DELLA GUIDA AUTONOMA

Per Dynamic Driving Task (DDT) si intendono tutte le operazioni funzionali e tattiche del sistema di guida autonoma. In particolare riguarda ciò che l’auto fa rispetto al rilevamento e alla posizione degli ostacoli o alla gestione del movimento longitudinale e trasversale dell’auto. Non controlla però operazioni che riguardano la destinazione di navigazione.

L’ADS DELLA GUIDA AUTONOMA

Il significato di Automated Driving System sta per Sistema di Guida Autonomo e riguarda l’hardware e il software che permettono di eseguire un intero Dynamic Driving Task. L’ADS può avere un determinato livello di automazione stabilito in base di progettazione e arrivare anche a sostituire il conducente.

L’ADSE DELLA GUIDA AUTONOMA

L’Automated Driving System Entity ha a che fare con l’ADS e infatti il significato del termine si riferisce all’entità che è legalmente responsabile dell’ADS. Su questo aspetto ci sono ancora tanti punti da chiarire a livello normativo, ma può essere il Costruttore dell’auto, il conducente o altra entità preposta.

L’ODD DELLA GUIDA AUTONOMA

Il termine ODD nella guida autonoma sta per Operational Design Domain. Riguarda le condizioni statiche e operative nelle quali un Automated Driving System può funzionare senza limiti geografici o temporali.

L’AD NELLA GUIDA AUTONOMA

L’Automated Driving è il termine più comune per indicare il passaggio delle responsabilità dal conducente al sistema ADS durante il Dynamic Driving Task. In questa situazione il sistema di guida autonoma è l’unico responsabile del controllo dell’auto.

L’AD COME VEICOLO A GUIDA AUTONOMA

Con il termine AD si indica anche Automated Vehicle, cioè qualsiasi veicolo con capacità di Automated Driving.

IL DD DELLA GUIDA AUTONOMA

Il Driving Domain della guida autonoma è una macro classe che include i diversi Operational Design Domain in cui può operare un’auto con guida assistita o autonoma. Si riferisce generalmente alle funzionalità di parcheggio, guida in città, extraurbana e in autostrada.

L’UIC DURANTE LA GUIDA AUTONOMA

Per UIC si intende User in Charge, cioè l’utente responsabile del Dynamic Driving Task. Qualcosa che vedremo spesso citare soprattutto da norme e leggi sulla responsabilità.

L’RSF DELLA GUIDA AUTONOMA

Con il termine RSF si intende Relevant System Failure. Quando si verifica un RSF, l’Automated Driving System non è in grado di eseguire correttamente un Dynamic Driving Task. In questi casi il sistema di guida autonoma sarà predisposto per avvertire il conducente e restituirgli i comandi.

L’MRM DURANTE LA GUIDA DI UN’AUTO AUTONOMA

MRM (o MRC) significa Minimum Risk Manoeuvre (o Minimum Risk Condition). E’ ciò che un’auto a guida autonoma è progettata a fare in condizioni di Relevant System Failure o ad esempio in caso di foratura o avaria.

IL DDTF NELLA GUIDA AUTONOMA

Con Dynamic Driving Task Fallback ci si riferisce alla risposta dell’utente responsabile nei casi in cui si verifica un errore del sistema (Relevant System Failure). Allo stesso modo lo User-In-Charge può essere interpellato anche quando il Dynamic Driving Task si trova ad operare fuori dai limiti dell’Operational Design Domain.

L’FMS IN CASO DI AVARIA

FMS significa Failure Mitigation Strategy, cioè la Strategia di Mitigazione degli errori della guida autonoma. Si attua nei casi in cui non è possibile attuare una Minimum Risk Manoeuvre o il conducente (User In Charge) non è in gradi di prendere i comandi in breve tempo. In questi casi l’auto può rallentare, segnalare l’avaria e fermarsi in un posto sicuro, tranne al centro della carreggiata.

LA IIR AL CONDUCENTE

Il termine IIR usato per la guida autonoma significa Initiated Intervention Request: è un avviso che l’auto dà al conducente luminoso o sonoro di eseguire un rapido Dynamic Driving Task Fallback. IN pratica lo richiama all’attenzione perché serve che riprenda il controllo manuale dell’auto.

OC E RC CON LA GUIDA AUTONOMA

I termini OC (Offer & Confirm) e RC (Request & Confirm) indicano il processo esatto con cui l’ADS trasferisce o chiede al conducente il controllo dell’auto. In altre parole è un modo per essere certi che nel passaggio del “timone” dall’ADS al conducente (e al contrario) non ci siano fraintendimenti.

IHR ALLA GUIDA AUTONOMA

IHR significa Initiated Handover Request, e l’azione con cui il conducente fa capire all’ADS di voler riprendere il controllo dell’auto. Spesso basta impugnare il volante con una presa decisa e sterzare impercettibilmente ma dipende dai diversi sistemi di sicurezza.

ST DURANTE LA GUIDA AUTONOMA

Per ST durante la guida autonoma ci si riferisce a Secondary Task, in pratica tutte le attività secondarie che il conducente può svolgere e non fanno parte del Dynamic Driving Task. Con i livelli SAE 2+ attualmente non è consentito svolgere operazioni che distraggono il conducente, come leggere, mangiare o vedere un film. Le attività secondarie fanno parte quindi del prossimo futuro a patto che passino per il sistema infotainment dell’auto. Solo così l’ADS è in grado di richiamare tempestivamente l’attenzione del conducente in caso di Dynamic Driving Task Fallback.

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Nissan produrrà il 15% di auto in meno: l’effetto Ghosn e le azioni in calo

di Redazione

Non sembra essere un bel momento, per Nissan. La Casa nipponica, dopo l’uscita di scena del numero uno Carlos Ghosn, taglierà la produzione del 15% per quest’anno fiscale, che per le aziende giapponesi va da marzo 2019 a marzo 2020. L’operazione, annunciata dal Nikkei, il più importante giornale finanziario del Giappone, rappresenta la più significativa riduzione a livello produttivo dell’ultimo decennio per la Casa. E arriva proprio in un momento in cui cerca di riguadagnare quote di mercato su mercati strategici, come quello statunitense, in cui è in sofferenza.

LE AZIONI TENGONO IL VALORE

Rispetto allo scorso anno, le azioni Nissan quotate alla borsa di Tokyo hanno subito un consistente calo, perdendo oltre il 15%. Da gennaio 2019, però, il titolo tiene e, anzi, mostra deboli segni di ripresa. Pari andamento hanno registrato anche a Wall Street. Proprio quando lo shock dell’arresto di Ghosn, che a fine gennaio si è dimesso da tutte le cariche, arriva questa nuova doccia fredda.

4,6 MILIONI DI AUTO IN UN ANNO

A quanto riportato dal Nikkei, che è il più importante quotidiano economico giapponese, Nissan avrebbe comunicato ai propri fornitori che per l’anno fiscale appena iniziato avrebbe previsto di produrre soltanto 4,6 milioni di auto. Questa mossa, se confermata, avrebbe due conseguenze negative. Potrebbe indebolire l’alleanza con Renault e limerebbe ulteriormente i guadagni che, secondo le previsioni, dovrebbero attestarsi intorno ai 3,58 miliardi di euro: il 22% in meno. Si tratterebbe del peggior risultato economico dal 2013.

IN ATTESA DI CONFERME

Al momento da parte di Nissan non arrivano dichiarazioni ufficiali. Unico commento alle dichiarazioni del Nikkei è arrivato via mail. Nella comunicazione la Casa si è limitata a chiarire che le notizie riportate dal quotidiano finanziario non si basano su annunci o informazioni diramati da Nissan. Ma altri chiarimenti al riguardo non sono stati resi noti. Di certo, per il nuovo consiglio dell’Alleanza, che sarà nominato a breve da Jean-Dominique Senard, Presidente di Renault, Hiroto Saikawa, nuovo CEO di Nissan, Thierry Bolloré, CEO di Renault e Osamu Masuko, CEO di Mitsubishi Motors, ci sarà molto da lavorare. La strada per superare l’era Ghosn, che per quanto sia stato criticato in tempi recenti anche per gli enormi compensi ha fatto crescere la Casa con continuità, non sarà in discesa.

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Nissan Skyline GT Turbo R34 elaborata 562 CV con preparazione Franco Alosa e guida a sinistra

di redazione

La Nissan Skyline GT Turbo R34 con 562 CV elaborata da Franco Alosa, è una preparazione con guida a sinistra e regolarmente omologata.

Nissan Skyline GT Turbo R34 elaborata

La base di partenza di questo folle progetto è una Nissan Skyline GT Turbo R34. E’ bene precisare che la GT Turbo R34 è la versione a trazione posteriore, mentre la GTR R34 è quella dotata di trazione integrale e motore 2,6 litri. Lo stesso Franco Alosa era convinto che il propulsore della GT fosse lo stesso 2600 della GTR, RB26DETT biturbo, ma quando mise il naso nei cilindri del 2,5 RB25DET NEO capì immediatamente che in comune avevano soltanto il fatto di essere dei 6 cilindri in linea.

Nissan Skyline GT Turbo R34 modificata

Il lavoro più importante sulla Nissan Skyline GT Turbo R34 modificata ha riguardato lo spostamento della guida a sinistra, con la difficoltà di non poter sfruttare le parti originali essendo stata prodotta esclusivamente con guida a destra. Alosa ha dovuto davvero fare i salti mortali, anche perché il proprietario desiderava omologarla per l’uso stradale. Si è trattato di un intervento lungo e complesso, che ha richiesto la creazione di numerosi particolari non esistenti e la costruzione ex novo di un cruscotto completo, splendidamente rivestito in alcantara in esatta copia dell’originale.

Nissan Skyline GT Turbo R34 tuning

La conversione di un’auto guida a destra in sinistra non è un’operazione semplice, soprattutto se si desidera effettuare un lavoro pulito e rifinito su una vettura per la quale non esiste una versione LHD in commercio a cui attingere per componenti e ricambi originali. La Nissan Skyline è stata prodotta soltanto con guida a destra; quindi Franco Alosa ha incontrato una miriade di difficoltà nel dover adeguare, modificare e creare nuovi particolari per questo lavoro, tanto più che l’obiettivo finale era ottenere l’omologazione per la circolazione stradale. Pensate a quanti accessori secondari sono collocati in un lato piuttosto che in un altro del vano motore, a seconda di dove è posizionato il volante.

Scheda tuning Nissan Skyline GT Turbo R34
Preparazione motore stroker € 16.000
Frizione bidisco in carbonio ATS € 2.750
Differenziale autobloccante € 1.200  
Kit Öhlins € 8.000 
Kit bracci Cusco con powerflex € 850  
Freni carboceramici € 14.000
Freno a mano idraulico € 450
Cerchi Vossen da 20” € 2.900
Elettronica completa di cablaggio €6.500
Sedili Recaro con staffe €2.500
Tappezzeria in pelle alcantara €3.400
Verniciatura da nera a blu €4.000

Costo totale intervento tuning € 62.550 

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BMW M5 F90 elaborata 705 CV con preparazione Franco Alosa

di redazione

La preparazione della BMW M5 F90 elaborata dal tuner fiorentino Franco Alosa ha visto, dopo un lungo lavoro di sviluppo e al momento primo in assoluto, la riprogrammazione della centralina elettronica originale della BMW M5 F90. Notoriamente la BMW M5 F90 viene equipaggiata con moduli aggiuntivi, che garantiscono un sensibile incremento di potenza senza eliminare però il limitatore di velocità.

BMW M5 F90 modificata

Lavorando sull’elettronica di serie della BMW M5 F90, invece, Franco Alosa ha ottenuto 705 CV e 860 Nm di coppia, con un aumento di ben 105 CV rispetto al propulsore in configurazione originale; poi ha spostato lo speed limiter a 340 km/h. Ovviamente sono stati aggiornati anche gli Sport Displays con i nuovi valori di potenza e coppia. Completa l’elaborazione il terminale di scarico della Eisemann.

Info: Franco Alosa Tel. 055/300348

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OPPO si avvicina al 5G e svela la nuova tecnologia fotografica Zoom 10x Lossless | MWC 2019

di Andrea Genovese

Durante un evento appena terminato, tenutosi a Barcellona in occasione del Mobile World Congress, OPPO ha presentato interessanti sviluppi tecnologici relativi al settore della comunicazione mobile 5G e lo sviluppo di una fotocamera con zoom 10x.

(...)
Continua a leggere OPPO si avvicina al 5G e svela la nuova tecnologia fotografica Zoom 10x Lossless | MWC 2019 su Androidiani.Com


© andreagenovese for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Nissan Skyline GT-S R34 preparazione con guida a sinistra by Franco Alosa

di redazione

La preparazione di questa auto speciale Nissan Skyline GT-S R34 con guida a sinistra è stata curata dal tuner specialista Franco Alosa. Il fortunato proprietario di questa meravigliosa sportiva giapponese era inizialmente partito dall’idea di realizzare una BMW M3 E30 turbo; poi, su consiglio del tecnico toscano, ha cambiato progetto e si è lanciato in una di quelle avventure che entrano di diritto nella storia delle preparazioni italiane.

Nissan Skyline GT-S R34 elaborata

La base della Nissan Skyline GT-S R34 elaborata è una Skyline GT-S con motore RB25 a sei cilindri singolo turbo. Franco Alosa è riuscito a elaborare e omologare una Nissan Skyline GT-S R34 che nasceva con guida a destra, trasformandola in guida a sinistra. La presentazione della vettura è avvenuta a Firenze il 28 settembre 2018 durante una serata di beneficenza, organizzata dallo stesso Franco Alosa, per raccogliere fondi da destinare all’associazione The Precious Hands che sta provvedendo alla costruzione di un ospedale in Togo. La Nissan Skyline R34 preparata con guida a sinistra, esposta al pubblico per la prima volta durante questo evento, ha catturato subito l’attenzione degli appassionati.

Nissan Skyline GT-S R34 preparazione by Alosa con guida a sinistra - motore

Nissan Skyline GT-S R34 modificata

Sulla Nissan Skyline GT-S R34 modificata, oltre ad aver spostato il piantone dello sterzo e la pedaliera a sinistra, l’elaborazione ha visto il cruscotto è stato completamente ricostruito e rivestito in Alcantara, tanto da sembrare un’auto uscita così dalla fabbrica. Il propulsore ha subito un potenziamento: ora il sei cilindri RB25 turbo, con le preziose cure del tuner toscano, raggiunge 690 CV. Chi lo conosce sa benissimo che, come base di partenza, non ha nulla a che fare con l’ultraprestazionale e robusto RB26.

Nissan Skyline GT-S R34 preparazione by Alosa con guida a sinistra - gruppo cerchio

Nissan Skyline GT-S R34 tuning

Alosa ha dovuto effettuare un immane lavoro di irrobustimento del basamento per riuscire a garantire la giusta affidabilità a fronte di una potenza di almeno 250 CV oltre il limite strutturale di un RB25 standard. Per tenere a bada tutta la cavalleria della Nissan Skyline GT-S R34 con guida a sinistra, il tuner fiorentino Franco Alosa ha montato dei freni carboceramici di origine Lamborghini con pinze anteriori a 6 pompanti, i cerchi sono dei Vossen da 20″ con pneumatici Michelin Pilot Super Sport e l’assetto è griffato Öhlins.
Info: Franco Alosa Tel. 055/300348

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Ford Focus RS elaborazione 440 CV

di redazione

La Ford Focus RS è un’auto nata per essere elaborata e Franco Alosa non poteva certo mancare nella lista dei preparatori che si sono cimentati su questa cattivissima 2 volumi. L’intervento di soft tuning comprende lo scarico, sostituito con uno da 76 mm realizzato dallo stesso preparatore toscano, il kit aspirazione Revo, l’intercooler maggiorato e la mappatura della centralina Revo Stage2.
La potenza massima raggiunta dalla Ford Focus RS  in questa configurazione è di 440 CV e 616 Nm di coppia con un’erogazione brutale sin dai bassi regimi.
Info: Tel. 055/300348

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Abarth 695 Biposto elaborazione 220 CV

di redazione

L’Abarth 695 Biposto è la più esclusiva delle “derivate 500” oggi in commercio, grazie anche al suo motore da 190 CV abbinato al cambio ad innesti frontali Bacci. Il preparatore fiorentino Franco Alosa ha sviluppato un kit di potenziamento che, tramite la sostituzione del downpipe e del filtro aria di serie insieme alla riprogrammazione della centralina elettronica, permette al 4 cilindri T-Jet di raggiungere una potenza massima di 220 CV: un risultato molto valido se relazionato alla tipologia di intervento.
Info: Tel. 055/300348 – www.francoalosa.com

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BMW 125d elaborazione 292 CV

di redazione

Questa elaborazione del tuner fiorentino Franco Alosa dà a questa BMW 125d ben 292 CV di potenza! La BMW 125d F20, con 224 CV già di serie, è infatti un’auto divertente da guidare e capace di buone prestazioni. Franco Alosa, per questa brillante vettura, ha messo a punto un kit composto da impianto di scarico completo da 70 mm con catalizzatore metallico 400 celle per DPF, filtro aria sportivo BMC e conseguente riprogrammazione effettuata con il banco prova frenato. In questa configurazione la potenza massima è salita a 292 CV a 4.500 g/m, con una coppia massima di 532 Nm erogati a 2.800 g/m: un ottimo risultato, considerando che non viene minata l’affidabilità del gruppo motore/trasmissione anche nel lungo periodo.
Info: Tel. 055/300348 – www.francoalosa.com

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Porsche 911 elaborazione 478 CV

di redazione

Porsche-911-by-Franco-Alosa

La Porsche 911 elaborata da Franco Alosa conta ora su ben 478 CV! E'infatti una preparazione aspirata di qualità per l’ultima Porsche 911 quella curata dal tuner toscano. Il motore è stato maggiorato a 3,9 litri e dotato del volano leggero della GT3 RS, mentre i collettori di aspirazione arrivano direttamente dalla GT3 RSR. L’impianto di scarico in acciaio è realizzato artigianalmente dal preparatore fiorentino. Completano l’elaborazione il filtro aria K&N e la mappatura al banco prova frenato, che ha permesso di ottenere un picco di potenza di 478 CV a 8.150 g/m e una coppia massima di 453 Nm a 5.130 g/m. Un ottimo risultato per un aspirato con una potenza specifica di oltre 120 CV/litro!
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