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TIM International Senza Limiti 30 Limited Edition disponibile al costo di 9,99 euro al mese

di Roberto F.

A partire da oggi 29 luglio 2019 i nuovi clienti TIM con codice fiscale straniero potranno attivare la nuova versione dell'offerta TIM International Senza Limiti 30 Limited Edition.

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La nuova TIM International Senza Limiti aggiunge 10 GB senza aumenti di prezzo

di Paolo Giorgetti

TIM lancia una nuova versione di TIM International Senza Limiti: l'offerta, dedicata agli utenti con codice fiscale straniero, include ora 40 GB di Internet, minuti illimitati in Italia, 300 minuti verso alcuni Paesi e chat senza limiti.

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Autostrada: limite a 150 km/h, proposta la sperimentazione per un anno

di Raffaele Dambra

Autostrada limite 150 km/h

Si è discusso a lungo nei mesi scorsi sull’opportunità di portare il limite di velocità in autostrada a 150 km/h. La proposta, partita da sponda leghista, non ha poi trovato posto nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, soprattutto per l’opposizione degli alleati di Governo del Movimento 5 Stelle e in particolare del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Finita qui? Neanche per sogno: la Lega sta infatti per tornare alla carica con una nuova mozione per innalzare i limiti di velocità sulle autostrade in Italia a 150 km/h.

LIMITI IN AUTOSTRADA A 150 KM/H: NUOVA PROPOSTA

Ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Il Tempo l’On. Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. La stessa che ha dato l’ok alle modifiche al Codice della Strada, su cui adesso devono pronunciarsi le due aule del Parlamento. Pur ritenendosi molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua commissione, il deputato leghista ha dichiarato che l’idea di alzare in autostrada il limite a 150 km/h non è affatto tramontata. Anzi, l’esclusione dal pacchetto di modifiche al CdS potrebbe favorire un iter persino più veloce.

AUTOSTRADA, LIMITE A 150 KM/H: SPERIMENTAZIONE DI UN ANNO

“La norma sui limiti in autostrada a 150 km/h non è stata inserita per una diversità di vedute col M5S”, ha confermato Morelli, “su alcuni argomenti abbiamo dovuto fare un passo indietro noi e su altri l’hanno fatto loro. Ma intendo presentare al più presto un ordine del giorno alla Camera per avviare una sperimentazione della durata di un anno su alcune tratte autostradali. Per poi alla fine vedere su quali arterie sia possibile applicare l’innalzamento dei limiti a 150 km/h”. Insomma, l’On. Morelli non si è ancora arreso sulla questione dei 150 in autostrada, chissà cosa ne pensano gli alleati pentastellati…

LIMITI DI VELOCITÀ A 150 KM/H: COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA

Ricordiamo che la proposta originaria di Morelli, bocciata in Commissione Trasporti, prevedeva l’aumento dei limiti di velocità non su tutta la rete ma solo sulle autostrade a tre corsie più quella di emergenza, con asfalto drenante e monitorate dai tutor. Il fatto curioso è che il limite di 150 km/h è già contemplato Codice della Strada. L’art. 142 dispone infatti che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali. Sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio”.

IL PARADOSSO DELL’ATTUALE NORMA SUI 150 KM/H IN AUTOSTRADA

Solo che, per ironia della sorte, nessuna concessionaria autostradale italiana ha mai applicato in pieno questa parte dell’articolo. Questo perché nessun tratto della rete possiede tutti i requisiti richiesti dal Codice.

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A 50 km/h un pedone investito ha il 15% di probabilità di sopravvivere

di Donato D'Ambrosi

Pedoni distratti dallo smartphone

Se tutti gli utenti della strada, inclusi i pedoni seguissero le regole e il buonsenso sicuramente ci sarebbero meno incidenti, feriti e morti. Ma così non è e in molte zone, soprattutto nei pressi dei centri e delle scuole, i limiti di velocità a 30 km/h sono uno standard. Perché proprio 30 km/h e non 50 km/h? Uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che lega la velocità di impatto all’investimento di un pedone dice che oltre questa velocità la probabilità di morte aumenta esponenzialmente. Ecco quanto rischia un pedone quando non si rispettano i limiti e quali sono le regole per i pedoni da ricordare per muoversi senza correre inutili rischi.

30 KM/H POSSONO SALVARE LA VITA

Da 60 km/h in poi un pedone investito da un’auto ha mediamente pochissime probabilità di sopravvivere. E’ chiaro che tutto dipende da una smisurata serie di fattori, ma i più importanti individuati in un test non recente della World Health Organization sono la velocità dell’auto, la velocità di reazione del conducente e la distanza tra l’auto e il pedone nel momento in cui il conducente inizia a frenare. Guidare a 30 km/h spesso può sembrare snervante soprattutto a chi ha fretta. Ma secondo lo studio un conducente che guida a 30 km/h e si accorge di un pedone, percorre 21 metri mentre agisce e 9 metri mentre frena. Basta fare un’addizione banale per capire che mediamente servono 30 metri circa per riuscire a fermarsi senza investire un pedone. Il che si traduce in una probabilità del 90% di sopravvivenza per il pedone.

A 70 KM /H SI MUORE PIU’ FACILMENTE

Dall’infografica è curioso, ma non nuovo, ricordare come al crescere della velocità non aumenta solo la distanza di arresto dell’auto. Anche la distanza che percorre l’auto mentre il conducente realizza cosa fare si mantiene sempre più alta della distanza di frenata. A un certo punto (da 70 km/h) serve meno spazio per reagire che quello per fermare l’auto davanti a un pedone. Peccato però che a 70 km/h se non si riesce ad evitare il pedone, le sue probabilità di sopravvivenza sono dello 0%. Una velocità chiaramente illegale in città, ma un limite molto frequente nelle zone extraurbane dove i pedoni sono più a rischio.

LE REGOLE PER I PEDONI PER NON FARSI INVESTIRE

Piuttosto che stare a discutere sull’efficacia e la legittimità di un limite di velocità a 30 km/h, vogliamo soffermarci sulle regole che soprattutto i pedoni molto spesso sottovalutano esponendosi a inutili rischi. E’ quanto l’articolo 190 del CdS prescrive assimilando le disposizioni dell’art.20 nella Convenzione di Vienna del 1968 sulla circolazione stradale. Ecco le regole per i pedoni da ricordare:

– Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

– Quando non ci sono attraversamenti pedonali, o sono oltre 100 metri, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

– È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali

– È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata

– I pedoni che si accingono ad attraversare in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

– È vietato ai pedoni attraversare passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

– Inoltre è sempre buona norma, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o quando piove indossare abiti chiari o se si pratica jogging casacche ad alta visibilità evitando di isolarsi dai veicoli in strada con entrambe le cuffiette nelle orecchie.

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Auto diesel: i limiti alla circolazione previsti fino al 2030

di Redazione

Auto diesel limiti alla circolazione

La ‘guerra al diesel’ dichiarata dalle istituzioni europee è già iniziata e procede spedita fino all’obiettivo finale da raggiungere nei prossimi anni: la totale eliminazione delle vetture diesel dalle strade, a vantaggio di veicoli dalle emissioni potenzialmente meno inquinanti. Anche l’Italia sta facendo la sua parte e infatti già da qualche tempo le auto diesel devono rispettare severi limiti alla circolazione, calendarizzati da oggi fino al 2030. Non è probabilmente un caso che a giugno 2019, per la prima volta da tempo immemore, nella classifica delle auto più vendute in Italia i modelli alimentati a benzina abbiano superato quelli a gasolio. Segno che buona parte degli italiani si sta già pian piano adeguando alla futura (e neanche troppo lontana) cancellazione delle auto diesel.

AUTO DIESEL: LIMITI ATTUALI

Attualmente in Italia ci sono già diversi limiti alla circolazione di auto diesel. Il caso più significativo riguarda Milano, dove dallo scorso 25 febbraio nell’area urbana è stata istituita la cosiddetta ‘Area B’, che prevede il blocco, nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30, delle auto più inquinanti. In particolare sono escluse le auto Euro 0 benzina ed Euro 0, 1, 2, 3 diesel senza FAP (per tutti gli altri tipi di vetture coinvolte vi rimandiamo alla nostra guida sulla Area B di Milano). A Roma invece, i limiti per le auto diesel sono circoscritti a due diverse zone. All’interno della ‘Fascia Verde’ è vietato in modo permanente dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi infrasettimanali, l’accesso ad autoveicoli Euro 0 benzina e diesel, Euro 1 benzina e diesel ed Euro 2 diesel; in caso si superamento dei limiti di inquinamento dell’aria le restrizioni vengono estese ad altri tipi di veicoli. Sempre a Roma, nella ZTL ‘Anello ferroviario’ sono interdetti tutti i veicoli già esclusi dalla Fascia Verde e gli Euro 2 benzina.

AUTO DIESEL: LIMITI IN VIGORE DALL’AUTUNNO 2019

Dal 1° ottobre 2019 i limiti alla circolazione nella Area B di Milano riguarderanno pure le auto Euro 4 diesel senza FAP; auto Euro 3 e 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione > 0,0045 g/km; le auto Euro 4 diesel con FAP di serie e senza valore nel campo V.5 carta circolazione (in assenza di valore nel campo V.5, è possibile dimostrare la conformità alla disciplina di Area B attraverso il certificato di omologazione rilasciato dalla casa produttrice del veicolo); e le auto Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo il 31 dicembre 2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4. A Roma dal 1° novembre 2019 nella ZTL ‘Anello ferroviario’ non potranno entrare pure i veicoli Euro 3 diesel.

AUTO DIESEL: NUOVI LIMITI PREVISTI DAL 2020 AL 2022

Nel volgere di tre anni succederanno un bel po’ di cose. A Milano, per esempio, il 1° ottobre 2020 saranno escluse dall’Area B anche le auto Euro 1 benzina. Ma la maggiore sforbiciata avverrà dal 1° ottobre 2022 quando dovranno farsi da parte le auto Euro 2 benzina; auto Euro 3 e 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione <= 0,0045 g/km; auto Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato entro il 31 dicembre 2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4; e auto Euro 5 diesel. Quindi comprare oggi a Milano una vettura diesel Euro 5 (ce ne sono tantissime in vendita) vuol dire poterla usare senza problemi solo fino al 2022, poi inizieranno le difficoltà.

AUTO DIESEL: FUTURI LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE FINO AL 2030

Se da oggi ad allora non ci saranno modifiche a quanto già stabilito, l’anno 2025 segnerà l’inizio della fine delle auto diesel in Italia. La rivoluzione partirà da Milano ma vedrete che in breve tempo si propagherà in tutto il Paese. Dal 1° ottobre 2025, oltre al fermo delle Euro 3 benzina, Area B non permetterà più l’ingresso alle auto Euro 6 diesel leggeri A-B-C acquistate dopo il 31 dicembre 2018, cioè dopo che erano stati comunicati gli step di limitazione alle circolazione (per la serie: noi ti avevamo avvisato che le diesel sarebbero presto sparite, ma tu non ci hai dato ascolto e ora sono problemi tuoi). Nel 2028 entreranno invece nel mirino le auto Euro 4 benzina e le auto Euro 6 diesel leggeri A-B-C acquistati entro il 31/12/2018. E poi il gran finale del 2030, quando saranno messe al bando le oggi nuovissime auto Euro 6 diesel D_TEMP e auto Euro 6 diesel D, le ultime vetture al gasolio a poter circolare a Milano e in Italia. Ma andrà davvero così?

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Tasso alcolemico nei paesi esteri: differenze con l’Italia

di Redazione

Tasso alcolemico nei paesi esteri

In previsione di una vacanza in auto in un’altra nazione, è cosa buona e giusta informarsi sui limiti del tasso alcolemico nei paesi esteri e le differenze con la normativa italiana. Se da noi il valore limite alla guida è di 0,5 g/litro, superando il quale si rischiano le severe sanzioni previste dagli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada, altrove la situazione è ben diversa e la soglia può essere più tollerante (come nel Regno Unito e a Malta) o addirittura più stringente.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO IN ITALIA

Prima di riportare i limiti del tasso di alcolemia negli altri paesi, riepiloghiamo velocemente quelli attualmente in vigore in Italia. Come detto, il valore limite legale è di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Le sanzioni variano a seconda dei casi: per esempio se la quantità di alcol rilevata nel sangue è superiore a 0,5 g/l ma inferiore a 0,8 g/l si viene puniti con un’ammenda da 500 a 2000 euro, la sospensione patente da 3 a 6 mesi e la perdita di 10 punti sulla patente stessa. Se invece la quantità di alcol arriva fino a 1,5 g/l la multa sale da 800 a 3.200 euro, la sospensione della patente da 6 mesi a un anno e scatta pure l’arresto fino a 6 mesi. Per un quadro completo delle sanzioni in Italia con tutte le possibilità previste dal CdS vi rimandiamo agli articoli precedentemente citati.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO NEI PAESI EUROPEI

Ogni nazione dell’Unione Europea, e non solo, ha i propri limiti di tasso alcolemico. Naturalmente sono previste numerose eccezioni e altrettanti casi particolari, come del resto anche in Italia. Per esempio i limiti dei neopatentati e dei conducenti professionali sono spesso diversi (generalmente più severi). Consigliamo quindi, prima di mettersi in viaggio, di studiare con molta attenzione la normativa del Paese che si vuole visitare. Detto ciò, ecco i limiti in vigore nei 28 paesi membri dell’UE + Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Russia e Svizzera, relativi ai conducenti standard:

Austria: 0,49 g/l;
Belgio: 0,5 g/l;
Bulgaria: 0,0 g/l;
Cipro: 0,5 g/l;
Croazia: 0,5 g/l;
Danimarca: 0,5 g/l;
Estonia: 0,2 g/l;
Finlandia: 0,22 mg/l;
Francia: 0,5 g/l;
Germania: 0,5 g/l;
Grecia: 0,5 g/l;
Irlanda: 0,5 g/l;
Islanda: 0,5 g/l;
Italia: 0,5 g/l;
Lettonia: 0,5 g/l;
Liechtenstein: 0,8 g/l;
Lituania: 0,4 g/l;
Lussemburgo: 0,5 g/l;
Malta: 0,8 g/l;
Norvegia: 0,2 g/l;
Olanda: 0,5 g/l;
Polonia: 0,2 g/l;
Portogallo: 0,5 g/l;
Regno Unito: 0,8 g/l;
Repubblica Ceca: 0,0 g/l;
Romania: 0,0 g/l;
Russia: 0,3 g/l;
Slovacchia: 0,0 g/l;
Slovenia: 0,5 g/l;
Spagna: 0,5 g/l;
Svezia: 0,2 g/l;
Svizzera: 0,5 g/l;
Ungheria: 0,0 g/l.

I più attenti avranno certamente notato che in alcuni paesi, in particolare dell’est Europa, vige la tolleranza zero sull’alcol alla guida. Questi paesi sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. Attenzione, quindi, se si circola da quelle parti.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO NEGLI STATI UNITI, CANADA E ALTRI PAESI NON EUROPEI

Quanti sognano un viaggio on the road sulle larghissime strade nordamericane? Tanti vero? Occhio però a non superare i limiti del tasso alcolemico, perché le sanzioni sono particolarmente pesanti. Nelle righe seguenti riportiamo la soglia che viene applicata in alcune nazioni non UE molto frequentate dai viaggiatori italiani, con il consiglio di informarsi più nel dettaglio sulle norme in vigore nel paese di destinazione dato che potrebbero esserci ulteriori restrizioni. Limiti per i conducenti standard:

Australia: 0,5 g/l;
Canada: 0,8 g/l;
Giappone: 0,3 g/l;
India: 0,0 g/l;
Messico: 0,8 g/l;
Thailandia: 0,5 g/l;
Stati Uniti: 0,8 g/l.

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Autovelox: multa valida anche se si superano di poco i limiti

di Redazione

Autovelox multa

Tra molti automobilisti circola la leggenda metropolitana secondo cui se si viene beccati a viaggiare oltre i limiti dall’autovelox, la multa scatta solo nel caso di evidente superamento dei suddetti limiti. In altri termini, il controllo elettronico della velocità tollererebbe le infrazioni leggere. Ebbene, ci spiace deluderli ma non è così. Anche la Cassazione ha ribadito che il superamento pure minimo del limite di velocità non esclude affatto l’applicazione di una sanzione.

L’INFRAZIONE DEL CONDUCENTE

La Suprema Corte si è espressa sull’argomento con la recente ordinanza n. 12629 del 13/05/2019, di cui ne ha dato notizia il portale di risorse legali avvocatoandreani.it. Il caso in questione riguardava un’automobilista che aveva ricevuto un verbale per violazione dell’art. 142, comma 8 del Codice della Strada, rilevata con autovelox. Tale articolo, ricordiamolo, dispone che “chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674”.

LA SENTENZA A SORPRESA DEL GIUDICE DI PACE

Nonostante l’evidente infrazione il conducente aveva fatto ricorso al Giudice di Pace, ritenendo che, data l’esiguità della velocità in eccesso (26 km/h oltre il limite di 50 km/h) e le circostanze di tempo e luogo (ovvero orario con traffico scarso e strada ampia e rettilinea), il superamento dei limiti non aveva posto concretamente in pericolo il bene protetto, e cioè l’incolumità pubblica e privata. Per la serie: ok, stavo andando più veloce del dovuto ma sulla strada non c’era nessuno ed era pure bella larga, perciò chiudete un occhio. E il Giudice di Pace l’occhio l’aveva sorprendentemente chiuso, accogliendo il ricorso e cancellando la sanzione!

IL RICORSO DEL COMUNE

Il Comune interessato però non ci stava e ricorreva a sua volta in Cassazione, contestando il riconoscimento, da parte del giudice, della buona fede del trasgressore, a fronte della presunzione di colpa gravante sul predetto. E contestando pure la mancanza di prova degli elementi ‘positivi’ idonei a superare tale presunzione.

IL RIBALTAMENTO DELLA CASSAZIONE: LE MOTIVAZIONI

Contestazione pienamente accolta dalla Corte di Cassazione: la multa con autovelox è valida anche se si superano di poco i limiti. Sconfessando la sentenza del Giudice di Pace, la Suprema Corte ha infatti osservato che per la configurabilità dell’illecito amministrativo è necessaria e sufficiente la coscienza e volontà della condotta attiva o omissiva, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo; inoltre la norma pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso. Riservando poi a questi l’onere di provare di aver agito senza colpa; ma soprattutto possono esserci cause di esclusione della responsabilità amministrativa solo quando sussistano elementi positivi idonei a ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta. E risulti poi che il trasgressore abbia fatto tutto quanto possibile per conformarsi al precetto di legge.

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Codice della Strada 2019: le novità del testo base

di Redazione

Lega e Movimento 5 Stelle sarebbero vicini all’accordo sul testo base del nuovo Codice della Strada 2019, per lo meno sui punti cardine. Resta soltanto la distanza sui limiti di velocità in autostrada, che il partito di Salvini vorrebbe portare a 150 km/h (a certe condizioni) contro il parere degli alleati di Governo. Se ne discuterà ancora e del resto il tempo non manca. La Commissione Trasporti della Camera licenzierà infatti il testo definitivo tra una decina di giorni, prima dell’inizio dell’iter parlamentare ai primi di maggio.

LIMITE DI VELOCITÀ IN AUTOSTRADA A 150 KM/H?

Vediamo dunque quali sono le più importanti modifiche al Codice della Strada che saranno poste al vaglio del Parlamento. Dicevamo dell’innalzamento dei limiti di velocità in autostrada, ancora oggetto di discussione all’interno della maggioranza. La Lega insiste per portare il limite da 130 a 150 km/h, almeno a livello sperimentale. La novità, ha precisato il relatore Donina, verrebbe introdotta solo nei tratti con almeno tre corsie più quella di emergenza, dotati di asfalto drenante e monitorati dai tutor. Riducendo quindi il campo all’A1 Milano-Napoli e all’A4 Torino-Trieste, e neppure nella loro interezza. M5S e MIT (che fa capo al pentastellato Toninelli) però nicchiano, adducendo motivi di sicurezza. Vedremo chi la spunterà.

IN AUTOSTRADA ANCHE GLI SCOOTER 125 CC

L’altra grande novità in ballo con la riforma del Codice della Strada riguarda la circolazione di scooter 125 cc in autostrada, purché guidati da maggiorenni. Nel caso di approvazione l’Italia si allineerebbe agli altri paesi dell’UE, che già prevedono l’ingresso in autostrada (e tangenziale) delle moto di quella cilindrata. Si sta valutando inoltre se estendere l’accesso alle moto elettriche.

CODICE DELLA STRADA 2019: ALTRE NOVITÀ

Per il resto, sembrano ormai sicuri il raddoppio delle sanzioni per chi viaggia senza assicurazione Rc auto (visto che non si riescono ad attivare i controlli automatici), il divieto di sovraccarichi per i trasporti eccezionali, l’abolizione della tassa di possesso per le auto storiche e lo stop all’obbligo dei fari anabbaglianti di giorno sulle strade extraurbane. Il Codice della Strada 2019 inasprirà pure le multe per chi guida con il cellulare in mano: ammenda pecuniaria da 422 a 1697 euro e sospensione della patente da una settimana a trenta giorni, che aumenterà da uno a tre mesi in caso di reiterazione.

LA DECISIONE SULLE BICI CONTROMANO

Pare infine certo che il nuovo Codice della Strada delegherà quasi completamente alle amministrazioni locali la regolamentazione del traffico delle biciclette, compresa la delicata questione della circolazione contromano. Questo perché, giustamente, le bici hanno un diverso peso sulla mobilità urbana a seconda della città.

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Google Maps: indicazioni sui limiti di velocità, solo negli USA

di Andrea Genovese

Google Maps è uno dei principali servizi di navigazione più popolare, ma presenta ancora alcune lacune per rendere il servizio “perfetto”, come la visualizzazione dei limiti di velocità durante il percorso.

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