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Auto in leasing: il bollo è solo a carico dell’utilizzatore

di Raffaele Dambra

Importante specifica della Consulta sulle auto in leasing: il bollo è solo a carico dell'utilizzatore, con responsabilità esclusiva confermata anche prima del 2016

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Leasing auto e noleggio a lungo termine: un flop per le Case auto

di Donato D'Ambrosi

Il Leasing auto non fa per i Costruttori di veicoli, a dirlo è un’analisi statunitense sull’andamento del noleggio a lungo termine offerto dai canali ufficiali delle Case auto. Un resoconto che rivela perché il leasing auto ufficiale è sempre meno accattivante, mentre è un business fiorente per gli operatori specializzati nel noleggio auto a lungo termine.

IL COSTO TRA UN’AUTO IN ABBONAMENTO E IL LEASING AUTO

Scegliere se comprare un’auto nuova o prendere un’auto con il noleggio a lungo termine, è una valutazione  che si fa tirando le somme tra costi, valore e benefici. Ma l’equazione sembra non funzionare negli USA secondo un’analisi di JD Power riportata da Ward’sAuto. Ford e Cadillac avrebbero già ridimensionato i servizi di leasing. Mentre prendere un’auto a noleggio direttamente dalle Case auto appare svantaggioso agli occhi dei clienti. Secondo i dati del report il canone dell’abbonamento Volvo Care parte da 700 dollari al mese (450 euro in Italia ma con la XC40). Prendere la stessa auto in leasing costerebbe 399 dollari o anche meno. Lo stesso vale per gli abbonamenti BMW Access e Daimler Collection: circa 1000 dollari a fronte di un canone di leasing medio di 420-320 dollari.

COMPRARE UN’AUTO DI PROPRIETA’ O NOLEGGIARLA

A quanto pare la strategia di proporre il leasing auto ufficiale credendo che l’auto non sia più un retaggio culturale legato all’indipendenza e al benessere è stato un errore di valutazione. Secondo JD Power i nuovi patentati dell’ultimo decennio, la generazione Y, è ancora fortemente legata a costumi e modelli della generazione precedente. Lo stesso vale per la scelta e l’uso dell’auto nuova piuttosto che delle forme di mobilità alternative. L’auto nuova di proprietà, per il suo autentico significato quindi è poco compatibile al modello USA.

NOLEGGIARE UN’AUTO A LUNGO TERMINE O CAMBIARLA SPESSO, GLI EFFETTI ALLA GUIDA

C’è poi un’altra importante criticità legata al rapporto tra il consumatore e l’auto. Qualcosa che percepiamo ogni volta quando si sale su un’auto per la prima volta: capire dove sono pulsanti e manopole durante la guida. “La memoria muscolare associata alla ricerca di una qualsiasi delle dozzine di controlli per impostare la temperatura, riprodurre musica e regolare le impostazioni del sedile e degli specchietti va ben oltre il nostro comfort: migliora la sicurezza dei consumatori e la sicurezza sulla strada.” E su queste valutazioni molto spesso i consumatori sono più inclini ad acquistare o noleggiare un’auto dello stesso modello o della stessa marca.

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Guida in stato di ebbrezza: l’auto in leasing non va confiscata

di Raffaele Dambra

Alcoltest non attendibile

Un’auto in leasing non può subire la confisca per guida in stato di ebbrezza. Può essere però applicato il raddoppio della sospensione della patente. È quanto emerso dalla sentenza n. 38579 della Corte di Cassazione depositata il 18/09/2019. Che non ha ravvisato gli estremi per applicare il riconosciuto principio di diritto secondo cui la ‘appartenenza’ del veicolo a persona estranea al reato non va intesa come proprietà o intestazione nei pubblici registri. Ma come effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: QUANDO SI APPLICA IL RADDOPPIO DELLA SOSPENSIONE DELLA PATENTE

La Suprema Corte è stata chiamata a decidere sul caso di un uomo fermato per guida in stato di ebbrezza mentre era al volante di un’auto intestata a una società di leasing di cui è socio. Condannato dai giudici di merito (anche) alla pena della durata doppia della sospensione della patente (“Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata”, articolo 186 comma 2 lettera C del CdS), l’uomo era ricorso in Cassazione sostenendo l’illegittimità della sanzione accessoria, visto che l’auto era di proprietà di una società di leasing della quale egli stesso è socio. Di conseguenza la vettura era a tutti gli effetti anche sua. Mentre per il Codice della Strada, come abbiamo visto, il raddoppio della sanzione dev’essere applicato solo “se il veicolo appartiene a persona estranea al reato”.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA CON UN’AUTO INTESTATA A UNA SOCIETÀ DI CUI SI È SOCI

Tuttavia, come riporta il portale giuridico Altalex, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso, ha evidenziato alcuni aspetti molto importanti. La circostanza che il conducente sanzionato facesse abitualmente uso dell’auto della società di leasing anche per scopi personali, non toglie che l’intestazione della proprietà del veicolo fosse comunque in capo alla società e non all’uomo. Di conseguenza non può ritenersi sussistente il requisito costituito dall’effettivo e concreto dominio sulla cosa, tale da integrare l’elemento dell’appartenenza. Inoltre la nozione di ‘persona estranea al reato’ richiamata dall’art. 186 CdS implica che si tratti di un soggetto distinto dall’imputato, senza alcun ruolo nella vicenda illecita. Proprio come la società proprietaria del veicolo, che costituisce un soggetto non coincidente con l’imputato, anche se quest’ultimo è socio della stessa. E non gli si può dunque attribuire alcun ruolo nella commissione del reato.

RADDOPPIO DELLA SOSPENSIONE SÌ, CONFISCA DELL’AUTO NO

Allo stesso tempo non si è proceduto alla confisca dell’auto in leasing a tutela degli altri soci che sarebbero stati ingiustamente danneggiati. Sempre il pluricitato art. 186 CdS ricorda infatti che “è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato”. Curiosamente, quindi, se il conducente sanzionato fosse stato riconosciuto proprietario dell’auto della società, come sperava per vedersi cancellare la durata doppia della sospensione della patente, avrebbe subito la confisca del veicolo.

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Mercedes spia i clienti? Nella rete i clienti “distratti” delle auto in leasing

di Donato D'Ambrosi

Spesso l’auto è il caveau perfetto per trovare riservatezza, privacy e riparo da occhi e orecchie indiscreti, ma a quanto pare non se si tratta di una Mercedes in leasing. E’ l’accusa di spionaggio lanciata a Mercedes-Benz di cui parla il tabloid inglese The Sun. Mercedes sarebbe infatti in combutta con gli ufficiali giudiziari ai quali rivela la posizione dell’auto quando il cliente diventa un “cattivo pagatore”. Il caso è esploso nel Regno Unito poiché Mercedes controlla circa l’80% dei contratti di leasing auto, secondo il giornale inglese. A quanto pare però la pratica di presunto spionaggio attraverso i sensori montati sull’auto è ai limiti della legge sulla privacy ma più di qua che di là.

L’ACCUSA DI VIOLAZIONE DELLA PRIVACY A MERCEDES

Secondo Mercedes tutto avviene alla luce del sole o quasi, visto che i clienti dovrebbero essere a conoscenza di quello che accade se non pagano il canone dell’auto presa in leasing. Ma la realtà dei fatti è che la stragrande maggioranza dei clienti non immaginerebbe mai di potersi ritrovare l’ufficiale giudiziario nello specchietto retrovisore in qualunque momento, in caso di problemi con i pagamenti. E invece è proprio quello che succede in base agli accordi contrattuali che Mercedes-Benz stipula con i suoi clienti, a quanto pare a loro sprovveduta insaputa.

UNA CONDOTTA SINGOLARE

Mercedes dal canto suo avrebbe ammesso che “in casi estremi” può localizzare l’auto di un cliente e comunicare la posizione all’organo incaricato di recuperare il credito. Nulla però che avrebbe a che vedere con funzioni di antifurto satellitare o con il servizio Mercedes Me, solamente un modo per ricordarti fin dalla stipula del contratto di pagare il canone del leasing. Un approccio singolare, come riporta The Sun, visto che BMW, Jaguar Land Rover e Volkswagen avrebbero dichiarato di non effettuare questo genere di tracciamento dei clienti. Ma perché Mercedes, incalzata da Associazioni di consumatori e autorità, ritiene di essere nel giusto? E’ presto spiegato.

LA REPLICA DI MERCEDES ALLE ACCUSE

Secondo Mercedes-Benz, ogni cliente sarebbe informato sul trattamento dei dati tracciati tramite l’elettronica dell’auto se vengono meno gli impegni sottoscritti. Molti accusano il Costruttore di mimetizzare un’importante clausola, restrittiva della privacy dei consumatori, all’interno del contratto che molto spesso si firma senza neppure leggere. Mercedes però assicura che la condizione di poter comunicare la posizione dell’auto è informata al cliente tramite una postilla in neretto prima della firma. Ora al di là di quanto sia realmente evidente questa postilla e della liceità di poter comunicare i dati dei clienti a un soggetto terzo, si concretizzano i dubbi che abbiamo anticipato in questo approfondimento sulle auto connesse e la funzione dei Neutral Server: di chi sono i dati e chi ha diritto a farne ciò che vuole? Mercedes ha dimostrato che è solo l’inizio e che prima di firmare un contratto è bene leggerlo dalla prima all’ultima pagina.

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