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Guida in stato di ebbrezza: l’auto in leasing non va confiscata

di Raffaele Dambra

Alcoltest non attendibile

Un’auto in leasing non può subire la confisca per guida in stato di ebbrezza. Può essere però applicato il raddoppio della sospensione della patente. È quanto emerso dalla sentenza n. 38579 della Corte di Cassazione depositata il 18/09/2019. Che non ha ravvisato gli estremi per applicare il riconosciuto principio di diritto secondo cui la ‘appartenenza’ del veicolo a persona estranea al reato non va intesa come proprietà o intestazione nei pubblici registri. Ma come effettivo e concreto dominio sulla cosa, che può assumere la forma del possesso o della detenzione, purché non occasionali.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: QUANDO SI APPLICA IL RADDOPPIO DELLA SOSPENSIONE DELLA PATENTE

La Suprema Corte è stata chiamata a decidere sul caso di un uomo fermato per guida in stato di ebbrezza mentre era al volante di un’auto intestata a una società di leasing di cui è socio. Condannato dai giudici di merito (anche) alla pena della durata doppia della sospensione della patente (“Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata”, articolo 186 comma 2 lettera C del CdS), l’uomo era ricorso in Cassazione sostenendo l’illegittimità della sanzione accessoria, visto che l’auto era di proprietà di una società di leasing della quale egli stesso è socio. Di conseguenza la vettura era a tutti gli effetti anche sua. Mentre per il Codice della Strada, come abbiamo visto, il raddoppio della sanzione dev’essere applicato solo “se il veicolo appartiene a persona estranea al reato”.

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA CON UN’AUTO INTESTATA A UNA SOCIETÀ DI CUI SI È SOCI

Tuttavia, come riporta il portale giuridico Altalex, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso, ha evidenziato alcuni aspetti molto importanti. La circostanza che il conducente sanzionato facesse abitualmente uso dell’auto della società di leasing anche per scopi personali, non toglie che l’intestazione della proprietà del veicolo fosse comunque in capo alla società e non all’uomo. Di conseguenza non può ritenersi sussistente il requisito costituito dall’effettivo e concreto dominio sulla cosa, tale da integrare l’elemento dell’appartenenza. Inoltre la nozione di ‘persona estranea al reato’ richiamata dall’art. 186 CdS implica che si tratti di un soggetto distinto dall’imputato, senza alcun ruolo nella vicenda illecita. Proprio come la società proprietaria del veicolo, che costituisce un soggetto non coincidente con l’imputato, anche se quest’ultimo è socio della stessa. E non gli si può dunque attribuire alcun ruolo nella commissione del reato.

RADDOPPIO DELLA SOSPENSIONE SÌ, CONFISCA DELL’AUTO NO

Allo stesso tempo non si è proceduto alla confisca dell’auto in leasing a tutela degli altri soci che sarebbero stati ingiustamente danneggiati. Sempre il pluricitato art. 186 CdS ricorda infatti che “è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato”. Curiosamente, quindi, se il conducente sanzionato fosse stato riconosciuto proprietario dell’auto della società, come sperava per vedersi cancellare la durata doppia della sospensione della patente, avrebbe subito la confisca del veicolo.

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Mercedes spia i clienti? Nella rete i clienti “distratti” delle auto in leasing

di Donato D'Ambrosi

Spesso l’auto è il caveau perfetto per trovare riservatezza, privacy e riparo da occhi e orecchie indiscreti, ma a quanto pare non se si tratta di una Mercedes in leasing. E’ l’accusa di spionaggio lanciata a Mercedes-Benz di cui parla il tabloid inglese The Sun. Mercedes sarebbe infatti in combutta con gli ufficiali giudiziari ai quali rivela la posizione dell’auto quando il cliente diventa un “cattivo pagatore”. Il caso è esploso nel Regno Unito poiché Mercedes controlla circa l’80% dei contratti di leasing auto, secondo il giornale inglese. A quanto pare però la pratica di presunto spionaggio attraverso i sensori montati sull’auto è ai limiti della legge sulla privacy ma più di qua che di là.

L’ACCUSA DI VIOLAZIONE DELLA PRIVACY A MERCEDES

Secondo Mercedes tutto avviene alla luce del sole o quasi, visto che i clienti dovrebbero essere a conoscenza di quello che accade se non pagano il canone dell’auto presa in leasing. Ma la realtà dei fatti è che la stragrande maggioranza dei clienti non immaginerebbe mai di potersi ritrovare l’ufficiale giudiziario nello specchietto retrovisore in qualunque momento, in caso di problemi con i pagamenti. E invece è proprio quello che succede in base agli accordi contrattuali che Mercedes-Benz stipula con i suoi clienti, a quanto pare a loro sprovveduta insaputa.

UNA CONDOTTA SINGOLARE

Mercedes dal canto suo avrebbe ammesso che “in casi estremi” può localizzare l’auto di un cliente e comunicare la posizione all’organo incaricato di recuperare il credito. Nulla però che avrebbe a che vedere con funzioni di antifurto satellitare o con il servizio Mercedes Me, solamente un modo per ricordarti fin dalla stipula del contratto di pagare il canone del leasing. Un approccio singolare, come riporta The Sun, visto che BMW, Jaguar Land Rover e Volkswagen avrebbero dichiarato di non effettuare questo genere di tracciamento dei clienti. Ma perché Mercedes, incalzata da Associazioni di consumatori e autorità, ritiene di essere nel giusto? E’ presto spiegato.

LA REPLICA DI MERCEDES ALLE ACCUSE

Secondo Mercedes-Benz, ogni cliente sarebbe informato sul trattamento dei dati tracciati tramite l’elettronica dell’auto se vengono meno gli impegni sottoscritti. Molti accusano il Costruttore di mimetizzare un’importante clausola, restrittiva della privacy dei consumatori, all’interno del contratto che molto spesso si firma senza neppure leggere. Mercedes però assicura che la condizione di poter comunicare la posizione dell’auto è informata al cliente tramite una postilla in neretto prima della firma. Ora al di là di quanto sia realmente evidente questa postilla e della liceità di poter comunicare i dati dei clienti a un soggetto terzo, si concretizzano i dubbi che abbiamo anticipato in questo approfondimento sulle auto connesse e la funzione dei Neutral Server: di chi sono i dati e chi ha diritto a farne ciò che vuole? Mercedes ha dimostrato che è solo l’inizio e che prima di firmare un contratto è bene leggerlo dalla prima all’ultima pagina.

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Alfa Romeo Giulietta: prima la noleggi poi la condividi con U-Go

di Redazione

Alfa Romeo ha presentato la nuova Giulietta Model Year 2019 che esalta ancora di più le tradizionali caratteristiche della vettura, ma punta ad anticipare le tendenze soprattutto nella formula di utilizzo: da ora è infatti possibile, per chi sceglie il noleggio in leasing, ricorrere al sistema U-Go by Leasys per affittare la sua auto ad altri utenti, creando un virtuoso sistema di car sharing privato.

MOBILITÀ DEL FUTURO CON U-GO BY LEASYS

La più grande novità sta nel sistema U-Go by Leasys, che lancia per la prima volta in Europa un modello di car sharing privato. Chi prenderà la Giulietta MY19 a noleggio in leasing (diventando così “U-Go Player”) potrà subaffittarla a terzi (gli “U-Go User”) nei momenti di inutilizzo, contenendo i costi del canone mensile. Il servizio è molto semplice: l’U-Go Player indica le fasce orarie di disponibilità dell’auto sulla Leasys App o sul sito del sistema. Qui, gli U-Go User possono scegliere e affittare la vettura che meglio risponde alle loro esigenze. Le tariffe sono decise direttamente dallo U-Go Player, che concorda con lo User anche le modalità di pagamento e di ritiro/consegna del veicolo. Il sistema di mobilità condivisa privata U-Go è stato lanciato da poco in Italia ma verrà esportato in altri paesi europei (Spagna, Francia, Regno Unito) entro settembre 2019.

LEASING BEFREE

La nuova Giulietta si potrà prendere a noleggio tramite un pacchetto leasing offerto dalla Leasys, società controllata dal gruppo FCA. Il pacchetto si chiama BeFree ed è stato scelto dal 40% dei clienti che hanno affittato un auto in Italia dal 2016. L’offerta BeFree propone due prodotti. Il BeFree Light ha un canone mensile fisso di 399 euro che include noleggio per 48 mesi e 60.000 km, assicurazione RCA, assistenza stradale, servizio di infomobilità I-Care, tassa di proprietà e Leasys App. Il BeFree Plus con 100 euro in più aggiunge, ai servizi già disponibili col pacchetto base, assistenza ordinaria e straordinaria, copertura furto e incendio e servizio di riparazione danni. Entrambe le opzioni inoltre non prevedono anticipi da versare oltre al canone mensile e sono gestibili in toto dall’applicazione Leasys App.

ANCORA PIÙ PERSONALIZZAZIONI

La nuova Giulietta MY19 propone una personalizzazione ancora più elevata. La gamma prevede sei allestimenti: Giulietta, Giulietta Business, Giulietta Sport, Giulietta Super, Giulietta Veloce e l’edizione speciale Giulietta Super Launch Edition. Questi si possono abbinare a differenti motori, dal turbobenzina 1.4 da 120 CV ai Multijet 1.6 da 120 CV e 2.0 da 170 CV. Entrambi i Diesel sono disponibili con cambio a doppia frizione Alfa TCT. Disponibili tutte le dotazioni e gli optional delle precedenti serie di Giulietta. Tra questi,  il sistema di infotainment Uconnect Radio Nav con schermo touch da 6,5 pollici o l’impianto frenante maggiorato Brembo.

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