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Ieri — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Samsung svela un pannello OLED 4K HDR da 15,6 pollici per portatili

di Manolo De Agostini

L’annuncio non è arrivato al CES 2019 come da indiscrezioni, ma Samsung Display ha appena confermato di aver messo a punto un pannello OLED da 15,6 pollici con risoluzione UHD (3840 x 2160 pixel) destinato ai notebook di fascia alta che vedremo nei prossimi mesi. La produzione in volumi inizierà infatti a metà febbraio.

Il nuovo pannello OLED 4K di Samsung garantisce una luminosità da 0,0005 a 600 nits e un rapporto di contrasto dinamico pari a 120.000:1. Compatibile con i contenuti HDR (rispetta la nuova specifica DisplayHDR True Black), offre una rappresentazione del nero 200 volte più scura e bianchi due volte più luminosi di un pannello LCD. Il monitor supporta il color gamut DCI-P3 ed emette molta meno luce blu per non affaticare gli occhi.

Secondo Samsung, lo schermo è adatto anche alla visione all’esterno, dove la luce del sole rappresenta un problema. Inoltre le dimensioni e il peso minori consentiranno una migliore trasportabilità dei portatili, nonché grazie alla possibilità di adottare cornici ridotte, di puntare su design sempre più estremi.

Ovviamente bisognerà verificare se Samsung ha trovato la quadra per quanto riguarda alcuni problemi della tecnologia OLED, come il burn-in e una durata di vita non sempre ai massimi livelli. Al momento l’azienda sudcoreana non ha rivelato se ci sono produttori di portatili pronti ad adottare il nuovo pannello, ma probabilmente non mancheranno: diverse aziende hanno annunciato l’arrivo di pannelli 4K OLED su alcuni specifici modelli nei mesi a venire.

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iPhone: nel 2020 tutti con schermo OLED

di Marco Grigis

Apple potrebbe decidere di abbandonare i tradizionali pannelli LCD per i propri smartphone, estendendo l’intera linea ai display OLED. È quanto rende noto il Wall Street Journal, nel sottolineare come questo proposito potrebbe essere realizzato nel 2020, in concomitanza con il lancio degli smartphone abilitati al 5G.

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TV 8K con sorpresa: secondo Sony, è meglio tenerli a distanza

di Giancarlo Calzetta

Per molti di noi, piazzare il televisore in casa è quasi una scelta obbligata. Abbiamo un divano, una parete libera e… facciamo di necessità virtù. Chi può permettersi di scegliere, invece, ha davanti a sé una vagonata di variabili da tenere presenti tra le quali spiccano la distanza dello spettatore dal televisore, la diagonale dello schermo e la sua risoluzione. In particolare, la risoluzione dello schermo ha iniziato a diventare un fattore importante con il quale confrontarsi dall’avvento dell’HD, dato che stravolgeva i parametri in un campo dove la tecnologia era immobile da decenni in termini di risoluzione dello schermo.

Ovviamente i produttori di televisori hanno uno stuolo di ingegneri che studiano ogni aspetto della resa dei propri prodotti, per ottimizzarne la resa e ottenere un vantaggio competitivo sui concorrenti. Così, si sono succeduti innumerevoli studi su quale sia la distanza giusta tra spettatore e schermo per ottenere il miglior effetto realistico e immersivo.

Sui televisori 4K, questa misura corrisponde a una volta e mezza la diagonale del televisore. In questo modo, i pixel sono abbastanza piccoli da non esser notati come “scalettatura” nelle immagini, ma sono ancora abbastanza grandi da migliorare la definizione percepita rispetto a schermi Full HD.

All’ultimo CES, però, abbiamo visto come tutti i produttori stiano preparando la loro linea di televisori 8K e questo ci costringerebbe a rivedere la formula appena citata. Dal momento che la risoluzione degli 8K è 4 volte quelli degli schermi 4K, la distanza a cui piazzare il televisore dovrebbe essere dimezzata.  “Invece” – ci ha svelato Toshiyuki Ohura – “non è così. Quando i pixel diventano così piccoli, entrano in gioco altri fattori che contribuiscono maggiormente a dare una sensazione di realismo dell’immagine”.

Secondo le prove che hanno effettuato su un gran numero di persone, la distanza ottimale a cui piazzare un televisore 8K dal suo spettatore è ancora di 1,5 volte la misura della diagonale. Esattamente come nei 4K. “Avvicinare lo spettatore oltre questa soglia” – continua Ohura – “contribuisce a peggiorare man mano la percezione di realismo, nonostante il fatto che l’occhio umano dovrebbe, invece e in teoria, apprezzare l’aumento di dettaglio. Restando, invece, alla distanza di 1,5 volte la diagonale, la percezione di realismo migliora lo stesso rispetto a un 4K pur senza sfruttare, teoricamente, a pieno la nuova risoluzione”.

Probabilmente, la maggior parte di questa sensazione di perdita di realismo ha a che fare con il campo visivo. Avvicinarsi troppo a un televisore vuol dire non essere più in grado di goderne comodamente di tutta l’immagine ed essere costretti a muovere gli occhio o addirittura la testa più di quanto siamo abituati a fare.

Philips potrebbe lanciare nel 2019 delle TV OLED sotto il muro dei 1.000 euro

di Lorenzo Spada
Philips TV OLED

Nonostante i principali produttori di Smart TV al mondo hanno scelto di sviluppare da se il sistema operativo (Samsung con Tizen e LG con webOS), vi sono diversi importanti produttori come Sony e Philips che fanno affidamento su Android TV. A questo proposito, una nuova indiscrezione emersa in rete india che nel 2019 Philips potrebbe lanciare […]

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Alienware lavora a un monitor gaming 4K OLED da 55 pollici e 120 Hz

di Manolo De Agostini
Al CES di Las Vegas Alienware ha mostrato un nuovo monitor da ben 55 pollici con risoluzione 4K e refresh rate fino a 120 Hz. Caratteristiche che lo rendono interessante non solo per la visione di contenuti come i film, ma anche per giocare. La particolarità, oltre alle dimensioni e all’abbinamento tra risoluzione e frequenza […]

Corsair Capellix, la nuova tecnologia che promette di rivoluzionare il mondo dei led

di Marco Pedrani
Al CES Corsair ha presentato Capellix, una nuova tecnologia che punta a rivoluzionare il mondo dei led offrendo soluzioni il 60% più luminose e che, al contempo, consumano il 40% di energia in meno rispetto agli attuali RGB. Capellix nasce dalla volontà di risolvere un problema: i led tradizionali sono montati su una superficie che […]

Xiaomi annuncia due nuove smart TV e una soundbar, con prezzi aggressivi

di Irven Zanolla

Xiaomi ha lanciato in India due nuove smart TV da 43 e 55 pollici, con Android TV e Patchwall, e Mi Soundbar, prodotti già presentati in Cina e pronti per i mercati internazionali.

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Panasonic GZ2000 è la prima Smart TV OLED 4K compatibile con HDR10+, Dolby Vision, HLG e Dolby Atmos

di Lorenzo Spada
Panasonic GZ2000

Il CES 2019 è un momento speciale per la presentazione di nuove Smart TV, come abbiamo avuto modo di vedere con Samsung, TCL, Hisense ed LG. Abbiamo potuto vedere progressi tecnologici che sembrano fuori dalla portata della gente comune, come gli schermi Micro LED di Samsung o il TV OLED arrotolabile di LG. Pur non […]

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LG, finalmente il TV OLED che si arrotola arriva sul mercato

di Vittorio Pipia

Il nuovo TV OLED di LG con diagonale da 65 pollici che si arrotola, è stato una chimera per circa un anno. La prima volta presentato come prototipo al CES 2018 e poi avvistato in moltissime ferie e manifestazioni internazionali, tra cui anche IFA 2018, sono passati esattamente 365 giorni per poter vedere una versione pronta a essere commercializzata.

Al CES 2019 LG ha infatti portato un modello quasi definitivo, che adotta diverse soluzioni molto avanzate per garantire il corretto funzionamento nell’uso quotidiano. Il nuovo 65 pollici OLED farà parte del brand Signature di LG, che identifica i prodotti top di gamma con un design particolarmente curato dell’azienda sudcoreana. Il funzionamento è concettualmente molto semplice: quando acceso il sottilissimo pannello da 65 pollici con risoluzione 4K HDR fuoriesce dal supporto dedicato, mentre quando spento viene arrotolato al suo interno.

La realizzazione è chiaramente molto più complicata, in quanto bisogna garantire non solo il corretto funzionamento della procedura, ma anche la durabilità sul lungo termine. Gli ingegneri di LG hanno lavorato sodo e garantiscono adesso che il nuovo TV sarà in grado di fuoriuscire e rientrare per 50.000 volte, ovvero circa 13 anni se l’operazione venisse fatta per 10 volte al giorno.

LG aggiungerà inoltre ulteriori opzioni di garanzia, anche se non ha fornito ulteriori dettagli a riguardo.

Al di là del puro aspetto pratico e di un ingombro notevolmente ridotto quando non si usa il televisore, i vantaggi di avere una TV di questo tipo sono molteplici. LG permette infatti di far fuoriuscire non solo l’intero schermo, ma anche porzioni di esso. Può dunque tornare utile far fuoriuscire solo una piccola parte per leggere le notizie o consultare il meteo, oppure poter visualizzare film e serie TV in formato 21:9 a schermo pieno.

Insomma, tanta flessibilità d’uso in più senza rinunciare all’immersività di un pannello OLED con risoluzione 4K HDR che dovrebbe arrivare sul mercato nella seconda metà del 2019. LG non ha ancora comunicato dettagli in merito al prezzo di vendita.

Se volete un televisore curvo per godere di maggiore immersione durante la visione dei vostri contenuti preferiti, questo Samsung da 49 pollici potrebbe fare al caso vostro.

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Sony serie Master, arriva l’8K HDR da 98 pollici e nuovi TV 4K OLED

di Vittorio Pipia

Sony ha ufficialmente presentato i nuovi TV ZG9 e AG9, rispettivamente un 8K LCD e un 4K OLED, al CES di Las Vegas, facenti parti della serie Master, ovvero la linea di televisori top di gamma dell’azienda, in grado di restituire un elevatissimo livello di dettaglio e accuratezza dei colori.

Sony ZG9 8K HDR

Partiamo dal più interessante TV ZG9 extra large, che arriverà con diagonali di 98 e 85 pollici e con risoluzione 8K HDR.  L’azienda giapponese si unisce così agli altri produttori di TV che già a IFA 2018 avevano presentato i loro TV 8K, tra cui Samsung, LG e Sharp.

Il nuovo ZG9 ha quattro volte il numero di pixel, arrivando così a ben 33 milioni di pixel, gestiti dal processore d’immagine X1 Ultimate, lo stesso presente anche sul nuovo AG9 OLED e sui precedenti TV serie Master ZF9 e AF9. Tale cpu, consente al sistema 8K X-Reality PRO di ottimizzare i contenuti a risoluzione inferiore, effettuandone un preciso upscaling senza perdita di dettaglio.

A permettere ciò, la lunga esperienza di Sony nel mercato di videocamere e monitor professionali. Per rendere giustizia a tale risoluzione, sono inoltre state sviluppate tecnologie apposite come il Backlight Master Drive con FullArray local dimming, che consiste nella presenza di LED ultra-densi e controllati in maniera indipendente per garantire un elevato livello di contrasto con luminosità elevata e neri profondi, e X-tended Dynamic Range PRO 8K, che consente invece di gestire l’energia in modo intelligente in modo da poterla sfruttare nelle zone in cui è necessaria maggiore illuminazione.

Il sistema audio è un’evoluzione di quanto abbiamo visto nella nostra recensione dell’AF8 e si basa sulla tecnologia Acoustic Surface Audio. Una tecnologia tale però non può essere adottata su un televisore LCD, in quanto gli strati del pannello sono più spessi e non consentirebbero una resa ideale. Per questo Sony ha sviluppato il sistema Acoustic Multi-Audio, dotando il televisore di ben quattro diffusori nella parte anteriore, posizionati in modo da offrire una spazialità senza precedenti. Tale sistema darà l’impressione che l’audio provenga direttamente dal display. ZG9 è poi dotato della modalità che permette di usare il sistema audio integrato come uno speaker centrale in un sistema surround preesistente. Non manca poi la compatibilità con il Dolby Atmos, che arriverà con un futuro aggiornamento software.

TV OLED Premium AG9

Il nuovo OLED AG9 sarà invece disponibile con diagonale di 77, 65 e 55 pollici e adotta un design minimale e sottile. Come tutti gli OLED, l’angolo di visione e la precisione del contrasto, insieme a una riproduzione dei neri perfetta, contribuiscono a rendere le immagini pienamente immersive e vivide. Anche in questo caso troviamo il processore d’immagine X1 Ultimate, che lavora insieme al Pixel Contrast Booster per perfezionare al massimo i contorni e i dettagli nelle scene con elevata luminosità.

Presente la tecnologia Acoustic Surface Audio+, ormai più che matura e che restituisce una resa sonora di ottima qualità, permettendo di rinunciare facilmente all’acquisto di un sistema audio dedicato a una soundbar e al contempo minimizzando al minimo ingombri e cornici.

Entrambi i nuovi TV di Sony saranno inoltre compatibili con Apple AirPlay 2 e HomeKit, oltre che con i dispositivi Google Home e Amazon Echo, grazie ai quali gli utenti potranno gestire i televisori e riprodurre i contenuti desiderati con l’utilizzo della voce.

Sony non ha diffuso informazioni relativamente a disponibilità e prezzi dei nuovi televisori Master Series.

Se state cercando un TV Oled senza spendere un’esagerazione, l’LG B8 è tra le soluzioni più economiche. La versione da 55 pollici è disponibile su Amazon a 1425 euro tramite questo link

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Samsung, TCL, Hisense e Vizio annunciano tante Smart TV al CES 2019

di Lorenzo Spada
Samsung Smart TV microLED 4K 75 pollici

Il CES 2019 è da considerarsi una fiera dell’elettronica dedicata soprattutto alle Smart TV, dal momento che ne sono state annunciate a bizzeffe. Dopo avervi proposto le novità di LG a tutto OLED col suo modello 8K da 88 pollici e il suo modello arrotolabile, ci concentriamo sulle novità di Samsung, Hisense e TCL. Samsung […]

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LG OLED TV R ufficiale al CES 2019 come il primo Smart TV arrotolabile da 65 pollici

di Lorenzo Spada
LG OLED TV R

Mostrato sotto forma di prototipo l’anno scorso al CES 2018 e ampiamente annunciata da rumor e indiscrezioni, il TV OLED arrotolabile di LG finalmente è disponibile nella sua forma finale. Chiamato LG OLED TV R, è stato presentato ufficialmente al CES 2019. LG ha creato un TV con il display che sembra apparire e scomparire magicamente, […]

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LG presenta al CES 2019 una Smart TV OLED 8K da 88 pollici checon Crystal Sound, Crystal Motion e con supporto AirPlay 2

di Lorenzo Spada
LG TV OLED 8K CES 2019

Il CES 2019 di LG non è stato solo caratterizzato dalla prima TV arrotolabile al mondo. Il colosso coreano infatti ha presentato anche una nuova Smart TV OLED 8K da 88 pollici che, per la prima volta nella sua lineup di sempre, supporta HomeKit e AirPlay 2 di Apple (anche Samsung ha annunciato qualcosa del […]

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Vizio Serie P Quantum X sono probabilmente le migliori Smart TV 4K nel rapporto qualità prezzo

di Lorenzo Spada
Vizio Serie P Quantum X

Dopo un’assenza che durava ormai da ben 4 anni, Vizio è tornata a calcare il palcoscenico del CES annunciando la nuova serie di Smart TV top di gamma denominata Vizio Serie P Quantum X oltre a novità legate alle serie P, M e V. Per gli ultimi 2 anni negli USA è stato considerato il produttore che […]

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HP Spectre X360 15 ufficiale al CES 2019 con display AMOLED

di Lorenzo Spada
HP Spectre X360 15 con display AMOLED

Oltre ad aver presentato due nuovi display di fascia alta (soprattutto quello da 65 pollici da 4999 dollari), HP ha approfittato del CES 2019 per togliere il velo sul nuovo HP Spectre X360 15, ovvero il primo laptop di fascia alta ad essere dotato di un display AMOLED. È bene precisare che non si tratta di […]

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LG a tutto OLED al CES 2019: schermo OLED da 88 pollici che vibra e TV OLED 4K da gaming

di Lorenzo Spada
LG TV OLED flessibile CES 2019

Il CES 2019 è ufficialmente iniziato e non sarebbe un CES senza delle novità legate alle TV. A questo proposito, una delle grandi novità del CES 2019 l’ha portata LG Display con uno schermo OLED flessibile da 88 pollici che sfrutta le vibrazioni dello stesso display per emettere i suoni. Si tratta della stessa tecnologia […]

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LG, debutta al CES 2019 la nuova gamma TV con processori Alpha 9 Gen 2 e AI THINQ

di Vittorio Pipia

LG presenterà al CES 2019 la nuova gamma di TV per il 2019, caratterizzata dalla presenza del nuovo processore Alpha 9 di seconda generazione e dall’intelligenza artificiale AI THINQ, in grado di interfacciarsi con molti servizi – fra cui  Google Home e Amazon Alexa, arrivata ufficialmente l’ottobre scorso.

I prodotti rimangono i classici W9, E9 e C9 per quanto riguarda la serie OLED, con l’introduzione del primo 8K OLED dell’azienda, lo Z9, disponibile con una diagonale di 88 pollici. Quest’ultimo integra una più alta capacità di elaborazione per restituire un’immagine ricca di dettagli, vivida e con un’avanzata tecnologia di upscaling per contenuti a risoluzione minore.

Il nuovo processore Alpha 9 è in grado di riconoscere il tipo di immagine visualizzata, in modo da applicare le corrette impostazioni per la migliore visualizzazione possibile, andando così a regolare le curve di tonalità tenendo in considerazione anche la luminosità ambientale. Ciò è possibile grazie all’integrazione di un sensore di luce che misura il livello di luce, modificando in maniera automatica luminosità, contrasto e saturazione. Anche la gestione dell’HDR e del Dolby Vision traggono vantaggi dal nuovo processore.

Per quanto riguarda il comparto audio LG ha lavorato sul suo algoritmo, in grado di generare un suono surround 5.1 a partire da due canali. La nuova intelligenza artificiale permette ai nuovi televisori di riconoscere il contenuto riprodotto, andando ad agire sull’equalizzazione per enfatizzare le voci in una scena parlata, o i suoni in una di azione. Anche in questo caso è presente la compatibilità con Dolby Atmos, per un’esperienza audio ancora più immersiva.

Tra le grandi novità è presente non solo l’assistente vocale di Google, come già successo con i TV del 2018, ma si aggiunge quest’anno anche Alexa, grazie alla partnership siglata tra Amazon con AI THINQ. Gli utenti potranno così avere una più ampia scelta e dunque maggiore flessibilità d’uso in base alle proprie esigenze.

Tramite il televisore si potranno così ottenere informazioni in merito al meteo, al traffico o gestire altri dispositivi connessi presenti nelle nostre case, come termostati, lampadine ed elettrodomestici di vario tipo.

Il processore Alpha 9 Gen 2 sarà presente anche nel nuovo 75 pollici 8K LCD, con sigla SM99, che arriverà sul mercato durante la prima metà del 2019 con il nome NanoCell TV, in modo da sottolineare in maniera maggiore le diverse tecnologie implementate, tra cui la NanoCell, per una migliore gestione dei colori, NanoAccuracy, che gestisce in maniera ottimale gli angoli di visione, e NanoBezel, che ha permesso di ridurre al minimo l’ingombro causato dalle cornici.

Anche per la serie di TV LCD sarà presente l’intelligenza artificiale AI THINQ. Tra le altre novità, verrà finalmente adottata la nuova porta HDMI 2.1, su tutta la gamma OLED e sui TV NanoCell con AI THINQ, con il supporto ai 120 frame al secondo, che avvantaggerà la visione di contenuti sportivi, azione e gaming.

LG non ha ancora comunicato disponibilità e prezzi effettivi della nuova gamma, ma ne sapremo sicuramente di più subito dopo al CES 2019.

Se state cercando un buon TV OLED a un prezzo contenuto, questo LG B8 da 55 pollici, è proposto su amazon  con il 39% di sconto, a 1399,00 euro, tramite questo link.

L'articolo LG, debutta al CES 2019 la nuova gamma TV con processori Alpha 9 Gen 2 e AI THINQ proviene da Tom's Hardware.

DisplayHDR True Black, la specifica VESA per OLED e microLED

di Manolo De Agostini

La Video Electronics Standards Association (VESA) ha introdotto il nuovo standard DisplayHDR True Black, una variante del DisplayHDR annunciato lo scorso anno. “True Black” è stato ottimizzato per le tecnologie “emissive display”, tra cui i futuri schermi organic light emitting diode (OLED) e microLED.

DisplayHDR True Black copre livelli di nero profondi fino a 100 volte in più della specifica attuale, una gamma dinamica maggiore e un miglioramento di quattro volte nel tempo di salita (rise time) rispetto alla specifica DisplayHDR 1000.

Sugli schermi LCD quello che è considerato nero è in realtà una tonalità di grigio scuro, ovvero è il risultato di una leggera perdita di luce comune a questi display. VESA ha definito la nuova specifica DisplayHDR True Black con i display emissivi in mente per portare il livello di nero permesso fino a 0,0005 cd/m2 – il livello più basso misurabile dai colorimetri.

Per giocatori e cinefili che fruiscono dei contenuti in ambienti con illuminazione soffusa, gli schermi che aderiscono alla nuova specifica della VESA possono fornire un dettaglio delle ombre incredibilmente accurato e un aumento enorme della gamma dinamica – fino a 50 volte a seconda della condizione di luce.

La VESA ha inoltre annunciato l’aggiunta del nuovo livello prestazionale “500” agli standard DisplayHDR e DisplayHDR True Black per rispondere alla necessità di portatili sottili e leggeri con supporto HDR. Il nuovo livello 500 include local dimming e gli stessi requisiti di color gamut, livelli di nero e profondità di bit associati ai livelli 600 e 1000, con un calo “contenuto” della luminanza rispetto al livello 600. “Mentre il livello 500 è ottimizzato per schermi molto piccoli e ultrasottili, si applica a tutte le risoluzioni e dimensioni di schermo, incluse quelle usate nei monitor”.

Finora oltre 35 schermi di nove produttori diversi rispondono alla certificazione DisplayHDR e la VESA si aspetta un andamento simile anche in futuro, persino per gli OLED.

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Lampada da scrivania: le migliori da comprare

di Manuel Baldassarre
Chi passa lunghe ore davanti al PC o semplicemente sopra i libri, sa benissimo quanto sia importante provvedere a creare una giusta illuminazione nella propria postazione. Le lampade da scrivania si sono evolute tantissimo in questi leggi di più...

Recensione Philips HUE Play, lampade stilose pensate per l’intrattenimento

di Vittorio Pipia

La gamma HUE di Philips è stata pioniera nell’ambito dell’illuminazione domotica, riuscendo a fornire in breve tempo una vasta gamma di prodotti facilmente utilizzabili ma soprattutto dal sicuro effetto, compatibili su dispositivi Android e iOS e recentemente anche con l’applicazione su PC. Le HUE Play sono le ultime arrivate, delle lampade dalla forma allungata pensate per essere installate a mo’ di striscia LED, dietro a un monitor, una TV oppure a un mobile.

Un’idea brillante, così come le lampade alla massima intensità luminosa d’altronde. Nella nostra recensione, oltre all’aspetto puramente funzionale, andremo a vedere quali sono le possibilità di configurazione, analizzando non solo le applicazioni fornite da Philips, ma anche alcune alternative di terze parti.

Design e materiali

Philips HUE Play è acquistabile in confezione singola, a un prezzo di 69,99 euro, oppure in confezione doppia, proposta a 129,99 euro. Esiste anche in versione “estensione“, ovvero una confezione che integra la sola lampada senza alimentatore, scelta giustificata dal fatto che le altre due proposte, vengono fornite con un’alimentatore in cui è possibile collegare fino a tre HUE Play.

All’interno del kit con due lampade, sono presenti due supporti in plastica, che permettono di montare le lampade in orizzontale o verticale, degli adesivi 3M rotondi nel caso si volesse montare la lampada a muro o dietro uno schermo, le viti per il montaggio, una chiave a brugola e l’alimentatore, oltre ovviamente alle lampade. Si può scegliere il colore tra bianco e nero.

Qualità degli assemblaggi e materiali sono molto buoni, come accade in tutti i prodotti della linea HUE e l’installazione avviene in pochi secondi. L’aspetto è quello di una piccola barra con dimensioni di 25,3 x 4,3 x 3,8 centimetri.

Per farlo funzionare, come avviene con tutti i prodotti della linea HUE, è necessario il Bridge 2.0, ovvero un dispositivo da collegare al modem che gestisce la connessione di un massimo di 50 dispositivi HUE, tra lampade e accessori. Qualora non lo aveste, sarà da acquistare separatamente a un costo di circa 60 euro.

Applicazione smartphone

L’applicazione Philips HUE, compatibile sia con Android che con iOS, ha visto numerosi aggiornamenti nel corso degli anni che ne hanno non solo migliorato l’interfaccia, ma soprattutto aggiunto numerose nuove funzioni. È suddivisa in quattro pannelli che consentono ognuno di gestire un determinato ambito.

Casa, permette di controllare le singole stanze create, accendendo o spegnendo le luci e gestendone colori e intensità luminosa. Si tratta praticamente di un menù di interruttori a portata di dito.

Tramite il menu Attività, si potranno invece impostare alcune automazioni del sistema. Per esempio accensione e spegnimento automatico in base alla nostra posizione, scelta di un preset al nostro risveglio o prima di addormentarsi, routine personalizzate e infine anche il timer: in quest’ultimo caso, le luci si accenderanno in maniera intermittente allo scadere del tempo, utile se per esempio avete delle HUE in cucina.

Dopodiché abbiamo il menu Esplora, in cui si possono gestire aree di intrattenimento, seguire i tutorial e visionare eventuali novità aggiuntive dopo ogni aggiornamento, mentre dal menu Impostazioni, avremo accesso alla configurazione di luci, stanze e accessori.

Un’applicazione molto semplice da usare e immediata nelle funzioni che, grazie al widget su Android e alla piena compatibilità con Apple HomeKit su dispositivi iOS, permette di controllare tutte le luci direttamente dalla Home dello smartphone o dal pannello notifiche.

Si può usare anche in remoto, per controllare ad esempio l’eventuale accensione o spegnimento delle luci.

Applicazione PC

Philips ha rilasciato l’applicazione HUE Sync, compatibile con PC e Mac nei mesi scorsi. Tale programma, scaricabile da questo sito, consente di gestire una determinata zona di intrattenimento, configurabile a piacere dall’utente, che può comprendere un determinato numero di luci o stanze.

Fatto ciò, ci saranno quattro modalità tra cui scegliere. Scene, permette di applicare determinati preset all’insieme di luci scelto e variarne l’intensità.

Philips Hue Play

Ben più interessanti però le modalità Giochi, Musica e Video. Piccola nota: per poter utilizzare queste modalità di illuminazione dinamica, è necessario che il PC dove installeremo l’applicazione sia collegano al monitor o TV dove vorremmo usufruire di determinati effetti. Non sarà possibile sincronizzare le luci HUE dietro al televisore in salotto se Hue Sync sarà installato sul PC nella nostra camera, ma in tal caso dovremmo collegare il PC, o un altro portatile, tramite HDMI al televisore, oltre che installare Hue Sync su quel dispositivo. È al momento l’unico vero limite di tale impostazione.

La modalità Giochi riesce a variare l’illuminazione in maniera dinamica a seconda sia del suono che di ciò che viene visualizzato a schermo: per esempio, su F1 2018, le luci varieranno in maniera dinamica a seconda del colore del guard rail, del cielo e delle vie di fuga attorno a noi, ma non appena toccheremo un cordolo vibreranno anche. È un’esperienza molto divertente che aumenta sicuramente il senso di immersione.

La modalità Video invece funziona esattamente allo stesso modo delle luci Ambilight sui televisori dell’azienda, mentre quella Musica consente di variare l’illuminazione a seconda della canzone. In questo caso però potremo scegliere uno spettro colori limitato tra i quattro disponibili, a seconda dell’atmosfera che vogliamo creare.

Ovviamente nulla di tutto ciò è necessario nella vita quotidiana, ma poterlo fare, oltre a essere divertente, rende l’ambiente e l’esperienza audio-visiva notevolmente più gradevole. Bisogna vederlo in azione per giudicare.

Intensità e illuminazione

Al di là degli effetti speciali, le Philips HUE Play rimangono pur sempre delle lampade, dunque la domanda è: quanto illuminano? La potenza dichiarata da Philips è di 6 Watt a lampada, con luminosità massima di 600 lumen. Una potenza sufficiente a illuminare piccole stanze e ambienti, sicuramente adatta per luoghi di lavoro, scrivanie e camere da letto, o per creare una luce soffusa.

Il bianco è molto brillante e fedele, e si può variare nella tonalità per avere un bianco più caldo o più freddo a seconda delle preferenze, mentre la restante palette di colori risulta fedele e sempre gradevole, con una riproduzione davvero precisa di tutte le tonalità, anche del verde e del rosso che nelle passate generazioni di prodotti HUE avevano creato qualche problema.

Da segnalare ovviamente la piena compatibilità con gli assistenti vocali Amazon Alexa, Google Home e Siri, tramite i quali si può regolare accensione, spegnimento, intensità e colori. A ciò si aggiunge la grande vastità di applicazioni di terze parti disponibili. Per Windows segnaliamo l’applicazione HueDynamic for HUE, disponibile in versione gratuita e pagamento dal Microsoft Store, mentre per Android HueNotifier, che permette di abbinare a ciascun dispositivo un determinato colore e di accendersi alla ricezione di una notifica, da qualsiasi applicazione.

Conclusioni

Non si tratta sicuramente di un prodotto indispensabile, ma di un vero e proprio capriccio, come il dolce a fine pasto. Seppur non strettamente necessario, assaggiarne anche una piccola porzione può rendere l’intera serata più gradevole.

Consigliamo le Philips HUE Play a chi vuole dare quel tocco in più al proprio setup da gioco, al proprio salotto, o alla propria casa. Discrete e facili da installare, con linee pulite ed eleganti ben si adattano in tanti contesti oltre che a poter essere facilmente nascoste. Certo il prezzo non è propriamente basso, ma è comunque in linea con gli altri prodotti della gamma HUE.

Se volete iniziare a divertirvi con il sistema Philips HUE, consigliamo di acquistare uno dei kit che già integra il Bridge 2.0, come questo composto da tre lampadine colorate, Bridge e telecomando proposto a 158 euro.

L'articolo Recensione Philips HUE Play, lampade stilose pensate per l’intrattenimento proviene da Tom's Hardware.

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