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Honor View 20: disponibile in Italia a 699,90 euro, la nostra anteprima da Parigi

di Lucia Massaro

Honor View 20 è stato annunciato poco fa in Europa all’interno di un evento organizzato a Parigi. Con questo smartphone, il brand cinese rinnova la propria linea premium anticipando quelle che saranno le tendenze dell’anno e rivolgendo – come sempre – una grande attenzione al design. Lievitano i prezzi rispetto al passato (la versione top tocca i 699 euro), comunque più bassi rispetto ai brand “più noti” ma che lo mettono in diretta competizione con gli Xiaomi di fascia alta e con OnePlus.

Abbiamo avuto modo di testare questo Honor View 20 a margine dell’evento di presentazione. La prima sensazione è quella di avere tra le mani uno smartphone raffinato e ben costruito. Partiamo subito con una delle novità più importanti: il foro sul display. L’azienda è riuscita a raggiungere un elevato rapporto screen-to-body grazie alla scelta di integrare la fotocamera frontale da 25 Megapixel all’interno di un piccolo buco di 4,5 mm posto sulla parte alta dello schermo.

A tal proposito, il pannello IPS LCD da 6,4 pollici ci è sembrato di alto livello così come la visibilità. Non siamo certamente ai livelli dei display OLED ma nel complesso è assolutamente convincente. La fruibilità dei contenuti multimediali sembra non essere pregiudicata dalla presenza del foro ma è un aspetto che potrà essere approfondito solo in fase di test.

Abbiamo realizzato qualche scatto – che potete vedere all’interno dell’articolo – e la qualità ci è sembrata davvero elevata nonostante le difficili condizioni di luce. Discorso analogo per la fotocamera posteriore da 48 Megapixel coadiuvata dal sensore TOF 3D. In ogni caso, è troppo presto poter esprimere un giudizio definitivo, per il quale vi rimandiamo alla recensione completa che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Difficile comunque che possa deludere data la presenza a bordo del Kirin 980 di Huawei che, sfruttando gli algoritmi di intelligenza artificiale e la doppia rete neurale, è in grado di migliorare la qualità delle foto aumentando il livello di dettagli e ottimizzando i parametri di scatto. A proposito della piattaforma hardware, a un primo e rapido utilizzo Honor View 20 ci è sembrato fluido e scattante, merito probabilmente degli 8 Gigabyte di RAM e dell’ottimizzazione software con Magic UI 2.0. Anche in questo caso, si tratta di una prima impressione e le prestazioni potranno essere valutate approfonditamente nell’utilizzo quotidiano.

Non delude dal punto di vista del design. La back cover è realizzata in vetro e per la texture che ricrea la V sfumata è stata utilizzata la nanolitografia. L’effetto ricreato è davvero molto particolare. Lo smartphone non risulta scivoloso. Le cornici estremamente ridotte sembrano sufficienti a evitare tocchi involontari. Difficile utilizzarlo con una sola mano a causa delle dimensioni importanti. In tal senso, parliamo di 156,9 x 75,4 x 8,1 mm per 180 grammi di peso.

Honor View 20 è già disponibile in Italia sullo store online (raggiungibile a questo link) e nelle principali catene di elettronica nella sola versione con 8GB di RAM e 256 GB di memoria interna e nelle varianti cromatiche Midnight Black e Phantom Blue. Lo smartphone è acquistabile a 699,90 euro, un prezzo che – seppur mantenendosi al di sotto di quelli imposti dai marchi più blasonati – è lievitato rispetto alla generazione precedente. In questo modo, si scontrerà certamente con Xiaomi e OnePlus, che propongono ugualmente prodotti top a cifre anche inferiori.

In ogni caso, le prime sensazioni sono assolutamente positive. Vedremo se Honor View 20 riuscirà a conquistare il mercato grazie alle caratteristiche tecniche, riprese in buona parte dal Mate 20 Pro di Huawei, posizionato però a 1.099 euro. Le intenzioni dell’azienda sono chiare. Dopo aver annunciato una crescita su base annua del 170% nei mercati esteri, Honor intende continuare su questa strada per entrare a far parte della lista dei principali produttori di smartphone al mondo.

Honor View 10 Lite è uno dei migliori smartphone per chi ha un budget non superiore ai 270 euro. È disponibile all’acquisto sullo store ufficiale, lo trovate a questo link.

Honor View 20: segui con Tom’s la live per il lancio europeo

di Saverio Alloggio

Per partecipare all’esclusiva di lancio di Honor View 20, vi basterà collegarvi domani – 22 gennaio – sulla homepage di Tom’s, a partire dalle 17:00.

Honor View 20 è ufficialmente tra noi. Con un evento organizzato ad hoc a Parigi, lo smartphone verrà lanciato a livello globale dopo il suo annuncio in Cina lo scorso 26 dicembre. L’ultima creatura dell’azienda cinese si presenta con una scheda tecnica da top di gamma e con un design davvero particolare grazie al foro sul display. Un elemento destinato a diventare un trend in questo 2019.

Partiamo dalla parte frontale che è stata completamente ridisegnata rispetto al predecessore Honor View 10. Il display è IPS LCD da 6,4 pollici con risoluzione Full-HD+ (2310 X 1080 pixel) e rapporto di schermo di 19,25:9. In questo caso, il produttore cinese ha ridotto le cornici abbandonando anche il notch e scegliendo di integrare la fotocamera frontale da 25 Megapixel (con obiettivo f/2.0) all’interno di un foro sul display del diametro di soli 4,5 mm. In questo modo, è stato raggiunto il 91,82% di rapporto screen-to-body.

Il foro è stato posizionato sul lato alto sinistro e girando lo smartphone in posizione orizzontale si ha davvero la sensazione di avere un dispositivo quasi totalmente borderless. Tuttavia, in fase di recensione, sarà interessante capire se questo foro possa risultare un impedimento nella fruizione dei contenuti multimediali.

Le novità non mancano nemmeno per il comparto fotografico. Sulla parte posteriore c’è un sensore Sony IMX586 da ben 48 Megapixel e obiettivo f/1.8, coadiuvato da un sensore TOF 3D, che dovrebbe essere in grado di ricreare un migliore effetto bokeh (fondo sfocato) e immagini tridimensionali. Inoltre, grazie alla tecnologia denominata Pixel Binning che combina 4 pixel in 1, la risoluzione verrà ridotta a 12 Megapixel per garantire foto più luminose in condizioni di scarsa luminosità.

La fotocamera utilizza gli algoritmi di intelligenza artificiale di cui è dotato il processore Kirin 980, che abbiamo già avuto modo di apprezzare in altri dispositivi come il Mate 20 Pro. Nel caso del View è accoppiato a 6 o 8 Gigabyte di RAM e 128 o 256 Gigabyte di memoria interna non espandibile. La piattaforma software è affidata ad Android 9 Pie personalizzato con l’interfaccia grafica MagicUI 2.0, che mette a disposizione tantissime opzioni di personalizzazione.

La scocca è realizzata in vetro con una particolare texture sul retro, che ricrea delle linee a forma di V visibili tramite i soliti giochi di luce a cui ci ha ormai abituati Honor. Gli angoli sono arrotondati e le dimensioni generali sono pari a 156,9 x 75,4 x 8,1 mm per 180 grammi di peso. I materiali utilizzati, unitamente al sistema di raffreddamento a liquido, dovrebbero garantire una perfetta dissipazione del calore.

La batteria è più capiente rispetto al predecessore. Ci sono infatti ben 4.000 mAh con supporto alla ricarica rapida Super Charge (da o% a 50% in 30 minuti). Completa la connettività: WiFi dual-band ac, Bluetooth 5.0, A-GPS a doppia frequenza, NFC, porta USB-C e jack audio da 3,5 mm. Manca un secondo altoparlante stereo e non ci sono certificazioni di impermeabilità.

Attendiamo comunicazioni ufficiali in merito ai prezzi per l’Europa. La strategia del produttore cinese dovrebbe comunque rimanere la medesima, ovvero puntare sul rapporto qualità/prezzo. Honor View 20 sarà comunque disponibile nelle varianti cromatiche Sapphire Blue, Midnight Black e Phantom Blue, come sempre pensate per intercettare i gusti di un’ampia fetta di utenti, incluso il pubblico femminile.

Honor View 10 Lite è uno dei migliori smartphone per chi ha un budget non superiore ai 270 euro. È disponibile all’acquisto sullo store ufficiale, lo trovate a questo link.

Il Qualcomm Snapdragon 855 batte tutti su AnTuTu, iPhone XS compreso

di Angelo Falcone

Il Qualcomm Snapdragon 855, processore dei prossimi top di gamma, è comparso su AnTuTu e ha fatto segnare un punteggio senza tempo, battuto iPhone XS.

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Snapdragon 855, i primi test sul campo: al top nel mondo Android, ma il Kirin 980 è lì

di Saverio Alloggio

Dopo la presentazione di inizio dicembre, lo Snapdragon 855 di Qualcomm si prepara a caratterizzare buona parte degli smartphone Android di fascia alta nel 2019. Negli scorsi giorni l’azienda di San Diego ha consentito alle testate internazionali di poter testare sul campo questo nuovo processore, e oggi sono stati pubblicati i primi verdetti. Tra i più completi c’è certamente il report di Anandtech.

Il noto portale statunitense ha effettuato dei confronti rispetto allo Snapdragon 845, predecessore dell’855, e al Kirin 980 di Huawei, ovvero quello che sarà il principale rivale del SoC Qualcomm. Da un punto di vista squisitamente tecnico, la nuova soluzione del gigante di San Diego condivide molti aspetti con quella dell’azienda cinese: processo produttivo a 7 nm, CPU suddivisa in 3 cluster, utilizzo dei più recenti core di ARM, ovvero i Cortex-A76.

Le novità rispetto allo Snapdragon 845 sono notevoli. L’855 supporta le memorie LPDDR4X e le fotocamere singole fino a 48 Megapixel, il che suggerisce come il comparto fotografico sarà uno degli aspetti al centro dell’attenzione nel mercato smartphone per il 2019. Inoltre, Qualcomm parla di un aumento prestazionale del 20% in ambito grafico e del 45% nella potenza di calcolo, in confronto ovviamente alla precedente generazione.

I risultati nei benchmark sembrano effettivamente confermare queste previsioni. Lo staff di Anandtech ha ottenuto con lo Snapdragon 855 360.000 punti su AnTuTu e 11.200 punti in multi core su Geekbench (3.500 in single core). Risultati comunque molto vicini a quelli del Kirin 980 di Huawei, con un maggiore vantaggio del SoC Qualcomm nel test di AnTuTu (280.000 punti per il SoC dell’azienda cinese).

Di contro però, il Kirin 980 è risultato più performante nei test che, in qualche modo, simulano l’utilizzo quotidiano, come quelli relativi alla navigazione web. In tal senso comunque occorre ricordare come il processore di Huawei sia già installato a bordo di smartphone effettivamente commercializzati, mentre lo Snapdragon 855 è stato provato a bordo di prototipi. Insomma, aspetti su cui bisognerà ritornare più in là, come sempre avviene con i benchmark.

Le premesse sembrano essere dunque positive. Tra l’altro, la nuova GPU Adreno 640, oltre a garantire prestazioni di alto livello, sembra avere un impatto energetico decisamente ridotto rispetto al passato. Un vantaggio che potrebbe riflettersi in maniera importante sull’autonomia. Attendiamo i primi dispositivi con a bordo lo Snapdragon 855 per tirare le somme, e il primo potrebbe essere proprio la versione statunitense del Galaxy S10, in arrivo il 20 febbraio.

Il Galaxy S9, nella colorazione Black, è in offerta su Amazon con uno sconto di 250 euro rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

Recensione Huawei P Smart 2019: prezzo ok e bel design, prestazioni da migliorare

di Saverio Alloggio

P Smart 2019 è l’ennesimo smartphone ben riuscito da parte di Huawei nella fascia di prezzo compresa tra i 200 e i 300 euro. In Italia è stato posizionato a 249 euro, una cifra coerente con quanto offerto: un design ricercato con notch a goccia e colorazioni della scocca particolari; uno schermo ampio che offre una buona esperienza di visione; un comparto fotografico che non sfigura nel segmento in questione; un’autonomia soddisfacente.

Allo stato attuale l’aspetto meno convincente sono le prestazioni. Da questo punto di vista i 3 Gigabyte di RAM cominciano probabilmente a essere un po’ risicati, ma sono convinto che molto dipenda dall’ottimizzazione software. Il processore del P Smart 2019 è infatti il Kirin 710, che abbiamo avuto modo di apprezzare in altri dispositivi come il Mate 20 Lite, dove però è assistito da 4 Gigabyte di RAM. Un aspetto su cui, quasi sicuramente, Huawei potrà intervenire con successivi aggiornamenti.

Design e display, due punti di forza

Quello ritratto nelle immagini è un P Smart 2019 nella colorazione Aurora Blue. Sulla back cover l’effetto sfumato è di grande impatto, gli angoli arrotondati contribuiscono a esaltare la sensazione di continuità delle linee e il resto lo fa la parte frontale: cornici ridotte e notch superiore a goccia (ospita solo la fotocamera anteriore da 8 Megapixel), per cui dalle dimensioni molto discrete.

La scocca è realizzata in policarbonato, ma questo non impedisce allo smartphone di restituire una sensazione di assoluta solidità. Si impugna bene ed è poco scivoloso, per cui non si sente la necessità di utilizzare una cover. Non è utopistico pensare di utilizzarlo con una sola mano, i pulsanti fisici (volume e accensione) si raggiungono perfettamente con le dita, così come il sensore per le impronte digitali posizionato sul retro (sempre preciso).

Può comunque essere sbloccato anche con il riconoscimento del volto, che però non ha a disposizione i sensori avanzati visti, ad esempio, sul Mate 20 Pro della stessa Huawei, bensì utilizza solo la fotocamera anteriore: funziona sorprendentemente bene in diurna, meno in notturna. La back cover trattiene un po’ troppo le impronte, mentre la sporgenza della dual-camera posteriore è davvero ridotta all’osso. Il peso di 160 grammi lo rende comodo da trasportare.

Sulla parte anteriore è incastonato un ampio schermo da 6,21 pollici, realizzato con tecnologia IPS LCD e caratterizzato da risoluzione di 1.080 x 2.340 pixel. Considerando la fascia di prezzo, è un pannello che garantisce davvero un’ottima resa: si vede bene all’aperto, gli angoli di visuale sono buoni così come la luminosità, le cornici ridotte e il notch a goccia contribuiscono a migliorare la sensazione di “immersione” quando si visiona un contenuto.

L’aspetto meno convincente di questo pannello è la resa cromatica, con le tonalità nere che virano un po’ al grigio. Nulla di grave comunque, una caratteristica che tra l’altro è molto comune trovare in questo segmento. In generale comunque si tratta di uno di quei display in grado di stupire positivamente dal vivo, un asso nella manica da giocare rispetto ai diretti concorrenti.

Prestazioni altalenanti, comparto fotografico divertente

Il Kirin 710 è un processore con CPU octa-core (quad-core 2.2 GHz Cortex-A73 + quad-core 1.7 GHz Cortex-A53), in questo caso affiancato da 3 Gigabyte di RAM e dalla GPU Mali-G51. Come detto in apertura, si tratta di un SoC che abbiamo già avuto modo di apprezzare in altri smartphone, sia a marchio Huawei che Honor. A bordo del P Smart 2019 però ho notato qualche rallentamento di troppo, specie nelle animazioni di sistema.

Intendiamoci, nulla che comprometta l’esperienza utente, ma non ci sono dubbi sul fatto che questa piattaforma hardware possa potenzialmente rendere di più. Probabilmente i 3 Gigabyte di RAM cominciano a essere risicati nel 2019, ma sono abbastanza convinto che molto dipenda dall’ottimizzazione software, con Huawei che quasi sicuramente interverrà con successivi aggiornamenti.

In ogni caso, il P Smart 2019 rimane comunque uno smartphone piacevole da utilizzare nella quotidianità, anche quando viene messo particolarmente sotto stress durante le sessioni di gaming. Tra l’altro, il Kirin 710 si è confermato un processore con un’ottima gestione del calore: praticamente impossibile percepire un surriscaldamento dalla scocca di questo smartphone.

Menzione di merito per la presenza, nativa, di Android 9, tra l’altro personalizzato con l’ultima versione dell’interfaccia grafica di Huawei, ovvero la EMUI 9. Abbiamo ormai imparato a conoscere le funzionalità e le possibilità di personalizzazione offerte dall’azienda cinese, tutte presenti anche nel P Smart 2019. Aspetti che fanno la differenza soprattutto nel comparto fotografico.

La fotocamera frontale è da 8 Megapixel, scatta buone fotografie in diurna mentre soffre di più in notturna. Non mancano però funzionalità come la modalità ritratto e gli effetti garantiti dall’intelligenza artificiale, che possono essere disattivati anche in post produzione. Discorso analogo per la dual-camera posteriore, con sensore principale da 13 Megapixel f/2.2 accoppiato a un secondo sensore da 2 Megapixel f/2.4 utilizzato essenzialmente per la profondità di campo.

Anche qui subentra una certa perdita di dettaglio in notturna, che però viene nettamente compensata utilizzando la modalità notte, in grado davvero di fare la differenza. La messa a fuoco sulle macro non è particolarmente efficace, ma in generale c’è davvero da divertirsi con tutte le possibilità offerte dal software. Decisamente piacevoli le fotografie in diurna, mentre i video vengono girati fino alla risoluzione Full-HD a 60 fps, e sono nella media.

In tutto questo, l’autonomia non delude. La batteria da 3.400 mAh consente di arrivare a sera (attorno a mezzanotte) con circa il 15% di carica residua a fronte di 3:30 di schermo acceso. Un buon risultato, con il quale difficilmente si riesce a coprire due giorni, ma che comunque non vi farà sentire la necessità di ricaricare lo smartphone nel corso della giornata, a meno di utilizzi particolarmente stressanti.

Purtroppo però la ricarica della batteria è affidata alla porta micro-USB anziché USB-C, una scelta quasi anacronistica a inizio 2019. L’altoparlante di sistema è posizionato in basso e garantisce una resa nella media, con un buon volume. C’è il jack audio da 3.5 mm, una presenza che personalmente apprezzo sempre, non manca l’NFC. P Smart 2019 è inoltre uno smartphone dual-SIM, a patto di rinunciare all’espansione di memoria (64 Gigabyte di storage interno).

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

I rivali più agguerriti di questo P Smart 2019 saranno probabilmente i nuovi Redmi Note 7 e Note 7 Pro di Xiaomi, senza dimenticare altri modelli della stessa Huawei e di Honor (pensiamo al View 10 Lite). La scelta di puntare soprattutto sul design e sul display però può certamente rivelarsi vincente in questa fascia di prezzo, consentendo di intercettare le esigenze di un ampio segmento di utenti.

Tra l’altro i 249 euro richiesti di listino sono destinati anche a scendere nel corso dei mesi, rendendolo ancora più interessante (per chi lo acquista entro il 10 febbraio Huawei ha previsto degli omaggi, trovate tutti i dettagli a questo link). Insomma, si tratta di uno smartphone che offre ciò che è lecito attendersi a queste cifre, garantendo un’esperienza utente assolutamente soddisfacente. Ideale per chi bada all’aspetto estetico e necessita di un display ampio e con una buona resa.

Huawei P Smart 2019, Kirin 710 e 3 GB di RAM a 249 euro

di Saverio Alloggio
Huawei ha alzato il sipario sul P Smart 2019. Si tratta del nuovo smartphone Android dell’azienda cinese pensato per la fascia di prezzo compresa tra i 200 e i 300 euro. Arriva in Italia infatti a 249 euro ed è già disponibile all’acquisto. Segno evidente di come si voglia giocare d’anticipo rispetto ai diretti concorrenti, […]

Honor View 20 ufficiale: Kirin 980, foro sullo schermo e fotocamera da 48MP

di Lucia Massaro

Dopo essere stato preannunciato qualche giorno fa, oggi Honor View 20 è stato ufficialmente presentato durante un evento in Cina a cui farà seguito il lancio globale il prossimo 22 Gennaio a Parigi. Lo smartphone segue tutte le ultime tendenze sia estetiche che tecniche, presentandosi con una scheda tecnica da vero top di gamma.

Partiamo dal comparto fotografico. Honor View 20 è il primo a montare posteriormente una fotocamera da 48 Megapixel. Si tratta di un sensore Sony IMX586 accoppiato a un sensore TOF 3D che permette di catturare maggiori dettagli così come la scansione tridimensionale dei soggetti inquadrati. Grazie alla combinazione dei pixel, si potrà raggiungere una risoluzione di 12 Megapixel in notturna. Non mancano le novità nemmeno per quanto riguarda la fotocamera anteriore.

L’azienda cinese, infatti, ha abbandonato il notch per abbracciare quella che sarà la nuova moda del 2019: il buco sullo schermo. Il display IPS LCD da 6,4 pollici con rapporto di schermo di 19,25:9 presenta un foro sullo schermo di soli 4,5 mm che ospita la camera frontale da 25 Megapixel. In questo modo, è stato raggiunto un elevato rapporto screen-to-body pari al 91,82%.

Per il resto, Honor View 20 è completissimo. Il cuore pulsante – come previsto – è il processore Kirin 980 accoppiato a 6 0 8 GB di RAM e 128 o 256 GB di storage espandibile. La piattaforma software è affidata all’ultima versione Android 9 Pie con l’interfaccia grafica personalizzata EMUI 9.0. Supporta la modalità desktop di Huawei in modo che possa essere utilizzato come se fosse un PC se collegato a un monitor.

Non manca il sensore biometrico posizionato sul retro, la porta USB-C e il jack audio da 3,5 mm. È in grado di supportare il posizionamento GPS a doppia frequenza L1 e L5. Sotto la scocca una capiente batteria da 4.000 mAh con SuperCharge per la ricarica rapida. Honor View 20 arriva nella colorazione rossa, blu e nera con gli immancabili giochi di luce che stavolta ricreano anche una V a richiamare il nome dello smartphone.

In Cina, le vendite partiranno il 28 Dicembre con prezzi che vanno da 2.999 yuan (381 euro circa) per la variante con 6 GB di RAM e 128 GB di storage fino a 3.499 yuan (445 euro circa) per la configurazione da 8/128 GB. La variante top da 8/256 GB – denominata Moschino Edition – costerà 3.999 yuan (508 euro circa). Per i prezzi e la disponibilità nel nostro Paese dovremo attendere la presentazione parigina del 22 Gennaio.

Honor View 10 è attualmente disponibile su Amazon con 70 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link. 

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Il flagship Kirin 990 punterà ad alte prestazioni unite a efficienza energetica

di Paolo Giorgetti

Il SoC HiSilicon Kirin 990 dovrebbe puntare ad alte prestazioni senza dimenticarsi dell'efficienza energetica: ecco le ultime sul prossimo chipset top di gamma di Huawei.

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Huawei P30 Pro: Kirin 985 e quattro fotocamere con zoom ottico 10x?

di Lucia Massaro

Tra pochi giorni saremo nel 2019, un anno che dovrebbe essere denso di interessanti cambiamenti e tendenze in ambito mobile. Tra le novità più attese c’è senza dubbio la serie P di Huawei, che includerà P30 e P30 Pro. Le aspettative sono molto alte dopo il grande successo – soprattutto in ambito fotografico – del predecessore. Ed ecco che cominciano a circolare le prime indiscrezioni proprio sul comparto fotografico.

Alcune immagini apparse online mostrano il design del P30 Pro rivelando una configurazione con ben quattro fotocamere posteriori – sviluppate sempre con il produttore Leica – posizionate in modo diverso rispetto al P20 Pro. Infatti, in unico alloggiamento è presente il primo sensore a cui fanno seguito il flash LED con PDAF e le altre due lenti. L’ultimo, invece, è separato dal blocco principale.

Secondo XDA Developers, solo le prime tre fotocamere servirebbero per lo scatto, mentre la quarta TOF (time of flight) sarebbe dedicata alla messa a fuoco e alla modellazione dei volti 3D. Uno dei tre sensori sarebbe un teleobiettivo con zoom ottico 10x. Il P30, invece, si fermerebbe a tre sensori con un teleobiettivo con zoom ottico 5x.

Per quanto riguarda il pannello frontale, Huawei P30 Pro abbandona il notch rettangolare per ospitare il più discreto a goccia. In questo modo, si raggiungerebbe un rapporto screen-to-body più elevato. Inoltre, la stessa fonte rivela che il prossimo top di gamma dell’azienda cinese potrebbe integrare un nuovo SoC che si chiamerebbe Kirin 985. Data la nomenclatura, dovrebbe trattarsi semplicemente di un upgrade del precedente Kirin 980.

Che possa integrare il supporto 5G? Difficile a dirsi dato che non c’è nessuna comunicazione ufficiale per il momento. Lo scopriremo sicuramente nelle prossime settimane e soprattutto in occasione della presentazione che avverrà presumibilmente a marzo 2019.

Huawei P20 Pro è attualmente in offerta attraverso Amazon con quasi 300 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

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Kirin 985 potrebbe essere il processore di Huawei P30

di Roberto F.

Stando a quanto rivelato da Mishal Rahman, editor di XDA Developers, il prossimo chipset di Huawei si chiamerà Kirin 985. Ecco cosa sappiamo al riguardo

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Honor View 20: fotocamera da 48 MP e foro sullo schermo per ospitare la fotocamera

di Lucia Massaro

In un evento organizzato a Hong Kong, Honor anticipa il suo prossimo top di gamma rivelando alcune caratteristiche. View 20 sarà il primo smartphone ad avere la fotocamera posteriore con sensore da 48 Megapixel, mentre quella anteriore sarà incastonata all’interno di un foro nel display.

Honor View 20 adotta un sensore Sony IMX586 in grado di ricreare immagini con un’elevata risoluzione. In situazioni ben illuminate la risoluzione elevata dovrebbe fare la differenza, al buio – invece – si farà affidamento all’interpolazione dei pixel per ottenere scatti luminosi raggiungendo una risoluzione di 12 Megapixel.

Il comparto fotografico potrà contare – inoltre – sugli algoritmi di intelligenza artificiale potenziati dalla doppia unità di elaborazione neurale (NPU) e dai due processori dedicati all’elaborazione delle immagini (ISP) del processore Kirin 980, lo stesso di Huawei Mate 20 Pro. Frontalmente, invece, è stato completamente eliminato il notch in favore di un foro di 4,5 mm che integra un sensore da 25 MP. In questo modo, il produttore cinese è riuscito a raggiungere un rapporto screen-to-body molto vicino al 100%.

Lo schermo è stato definito Full-View Display 3.0. Infine, Honor ha annunciato Link Turbo, una funzionalità che, basata sull’intelligenza artificiale, è in grado di analizzare la potenza del segnale di rete per offrire all’utente la soluzione più veloce tra Wi-Fi e 4G. Inoltre, consente il download simultaneo le due reti assicurando la massima velocità e la minore latenza.

Le caratteristiche si esauriscono qui per il momento. Scopriremo l’intera scheda nel corso della presentazione ufficiale che avverrà il 26 Dicembre a Pechino, mentre il lancio globale è previsto per il 22 Gennaio a Parigi.

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Kirin OS: Huawei ufficialmente al lavoro su un sistema operativo proprietario

di Lucia Massaro

Huawei sembra al lavoro per creare un proprio sistema operativo. Non è la prima volta che ne sentiamo parlare ma oggi arriva una conferma ufficiale. Il vice presidente della divisione prodotti – Bruce Lee – in un post sul social network cinese Weibo ha spiegato che l’OS è in fase di sviluppo.

Le motivazioni che hanno spinto l’azienda cinese a questo progetto tanto ambizioso quanto rischioso possono essere diverse. La più importante riguarda senza dubbio la volontà di volersi salvaguardare da ripercussioni e da azioni protezionistiche da parte del governo guidato da Donald Trump. Gli Stati Uniti, infatti, si sono mostrati più volte diffidenti nei confronti di Huawei accusata di spiare gli utenti occidentali per passare informazioni ai servizi segreti cinesi. Tra l’altro, la situazione tra USA e Cina rischia di precipitare proprio a causa di una notizia di qualche ora fa che vede coinvolta Meng Wanzhou – figlia del fondatore dell’azienda – arrestata in Canada per presunte violazioni alle sanzioni Usa contro l’Iran.

Recentemente, sarebbe stato anche chiesto agli alleati di non permettere al colosso di Shenzhen di implementare le reti 5G. La Nuova Zelanda, per esempio, ha vietato al principale operatore nazionale Spark di impiegare apparecchiature Huawei per lo sviluppo della rete 5G. il pensiero va subito al caso ZTE che a causa dell’embargo USA è stata sull’orlo del fallimento. Senza dimenticare il Defense Authorization Act con cui si impedisce alle agenzie governative statunitensi di acquistare apparecchiature provenienti da aziende cinesi.

In un contesto del genere, ha senso per il produttore cinese avere una valida alternativa in quanto grandi aziende come Google potrebbero seguire la stessa strada imposta da Trump. Anche se Android è open source – quindi non soggetto alle limitazioni dettate da un ipotetico blocco – la situazione cambia per i servizi di Google Play e dunque di tutte le app al suo interno. Infatti, il problema di un terzo sistema operativo è di trovare sviluppatori pronti a collaborare e ad adattare i propri prodotti al nuovo ecosistema.

In tal senso – come già detto in apertura – si tratta di un progetto ad alto rischio in quanto gli sviluppatori potrebbero non essere disposti a sostenere e a collaborare con Huawei. Basti pensare al fallimento del sistema operativo di Windows. D’altro canto, però, in caso di embargo Huawei non avrebbe davvero altra scelta.

Honor 10 è disponibile attualmente sul sito ufficiale con 100 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

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Kirin 980 domina ancora la classifica di AnTuTu degli smartphone più potenti, anche a novembre

di Tommaso

Gli smartphone di Huawei con processore Kirin 980 dominano ancora la classifica di AnTuTu degli smartphone più potenti del mese di novembre.

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Modem 5G e possibile debutto nel primo trimestre 2019 per HiSilicon Kirin 990

di Irven Zanolla

Potrebbe debuttare già nel primo trimestre del prossimo anno il nuovo SoC HiSilicon Kirin 990 di Huawei, con modem 5G e consumi ridotti.

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Huawei Mate 20 Pro mette tutti in riga nella classifica AnTuTu di ottobre

di Vincenzo

AnTuTu ha pubblicato la top 10 di ottobre degli smartphone Android più performanti, che vede primeggiare Huawei Mate 20 Pro con il suo Kirin 980.

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Secondo Huawei, il suo Kirin 980 sarà migliore dell’A12 Bionic di Apple

di Federico Gambarelli

Continua la sfida tra Huawei ed Apple. Dopo aver ringraziato la casa di Cupertino per “non aver cambiato nulla” sui suoi nuovi device, il manufacturer cinese lancia il suo ultimo chipset Kirin 980 promettendo prestazioni superiori rispetto all’A12 Bionic della mela morsicata.

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IFA 2018: Huawei svela il nuovo processore Kirin 980 e non solo

di Niccolò Proietti Savina

Huawei non poteva certo mancare l’appuntamento con IFA 2018. Ecco a voi alcune delle novità presentate dal produttore cinese, tra cui il nuovo SoC Kirin 980.

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