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Oggi — 22 Marzo 2019RSS feeds

Huawei Mate 30: più potenza e autonomia grazie al Kirin 985?

di Lucia Massaro
Huawei potrebbe utilizzare la litografia ultravioletta estrema (EUV) per il suo prossimo processore Kirin 985. Questa nuova tecnologia sfrutta la luce per posizionare, in modo più preciso, i transitor e altre componenti su un wafer di silicio. Questo porterà a un aumento del 20% della densità dei transitor che si tradurrà in un aumento della […]
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Honor View 20, ecco come utilizzare il sensore a infrarossi

di Saverio Alloggio
La continua riduzione delle cornici e, conseguentemente, delle dimensioni in ambito smartphone sta spingendo i produttori a eliminare progressivamente alcuni componenti. Recentemente a farne le spese è stato soprattutto il jack audio da 3.5 mm, essendoci la possibilità di sfruttarne le medesime funzionalità attraverso la porta USB-C mediante l’utilizzo di un adattatore. Discorso analogo per […]

Huawei P30 Pro, e se fosse lui il re della prima parte del 2019?

di Saverio Alloggio
Con il Mobile World Congress ormai alle spalle, e in attesa di vedere sul mercato le tecnologie che hanno dominato l’edizione 2019 (5G e smartphone pieghevoli), la palla passa a Huawei. L’azienda cinese ha monopolizzato mediaticamente la fiera spagnola grazie al Mate X, e a fine mese si prepara a svelare la nuova gamma P30. […]

Huawei conferma: “Abbiamo un sistema operativo pronto se non potremo più utilizzare Android”

di Lucia Massaro
Richard Yu – CEO di Huawei – ha dichiarato in un’intervista al sito tedesco Welt che l’azienda ha un piano B nel caso in cui Google decidesse di negare l’accesso ad Android. La soluzione sarebbe un sistema operativo già pronto da utilizzare nei suoi dispositivi qualora fosse necessario. Una possibilità che si è fatta strada […]

Honor 10 Lite, un battery phone in dimensioni compatte

di Saverio Alloggio
La durata delle batterie è ancora oggi uno dei grandi punti deboli del mondo smartphone. L’avanzamento tecnologico che ha riguardato processori, display e fotocamere ha inevitabilmente impattato sull’autonomia. Sono pochi sul mercato i dispositivi che riescono a concludere agevolmente la giornata lavorativa senza dover convivere con prese elettriche e powerbank. Uno di questi è certamente […]

Honor View 20 recensione: un top con una super autonomia, peccato per il prezzo

di Saverio Alloggio
Honor View 20 è, allo stato attuale, lo smartphone top di gamma con la migliore autonomia sul mercato. In alcuni ambiti non riesce a raggiungere i mostri sacri del settore (vedi il comparto fotografico rispetto a Mate 20 Pro e Pixel 3 XL), ma è certamente il miglior dispositivo mai realizzato dall’azienda cinese in questo […]

Huawei P30: presentazione a Parigi a fine marzo?

di Lucia Massaro
Mentre Huawei sfrutterà la vetrina del Mobile World Congress per mostrare al mondo il suo smartphone pieghevole 5G, dovremo aspettare ancora un po’ per vedere i successori del P20. La sezione polacca dell’azienda cinese avrebbe fornito dettagli interessanti all’interno di un comunicato stampa, affermando che “a fine marzo Huawei presenterà a Parigi gli ultimi smartphone […]

Recensione Honor 10 Lite, difficile batterlo a 239 euro

di Saverio Alloggio

Servono 239 euro per acquistare Honor 10 Lite, nuovo smartphone di fascia media dell’azienda cinese. Arrivato in Italia a inizio gennaio, è certamente uno dei dispositivi da battere in questo segmento: display ampio (6,21 pollici) e con una buona resa, comparto fotografico più che convincente, autonomia di ottimo livello e un design che strizza l’occhio ai più giovani.

C’è qualche sbavatura, come la presenza della porta micro-USB anziché USB-C, oppure il Wi-Fi mono banda, oltre a qualche piccola incertezza in termini prestazionali. Nulla però che comprometta l’esperienza utente finale, per uno smartphone con il quale Honor punta ad attaccare il dominio instaurato di Xiaomi con i dispositivi della serie Redmi.

Design e display, due elementi complementari

Fino a qualche anno fa, poter parlare di “buona ergonomia” in relazione a uno smartphone con schermo da oltre 6 pollici era abbastanza utopico. Honor 10 Lite, in tal senso, rappresenta la perfetta evoluzione dei dispositivi mobili. L’ampio display da 6,21 pollici, grazie al rapporto di forma in 19.5:9 e alle cornici ridotte, non crea alcun problema in termini di trasportabilità.

Lo smartphone si tiene bene tra le mani, la scocca è realizzata in vetro e complessivamente la sensazione è quella di una costruzione decisamente solida. La doppia curvatura laterale della back cover agevola la presa, il peso di 162 grammi lo rende comodo da portare con sé tutti i giorni. La sporgenza della dual-camera posteriore è trascurabile, i pulsanti di volume e accensione  si raggiungono perfettamente con le dita, così come il sensore biometrico posizionato sul retro, sempre preciso e veloce nello sblocco.

Il notch a goccia (per cui molto discreto) ospita solo la fotocamera anteriore da ben 24 Megapixel, e farà la gioia di chi non ama molto questo particolare estetico. La colorazione ritratta nelle immagini è quella Blue, ma Honor 10 Lite viene venduto anche nelle varianti cromatiche Black e Sky Blue, quest’ultima sicuramente la più particolare. In ogni caso, non si sente l’esigenza di utilizzare una cover, nonostante questa sia inclusa nella confezione di vendita.

Di buon livello il display, considerando la fascia di prezzo. La risoluzione di 1.080 x 2.340 pixel consente di godere appieno la fruizione di buona parte dei contenuti. La luminosità non è elevatissima ma comunque più che adeguata per garantire una buona visibilità in tutte le condizioni, anche all’aperto. Convincenti gli angoli di visuale così come la resa cromatica, mentre il notch può essere nascosto via software.

È possibile intervenire manualmente sul temperatura e colore del pannello. La tecnologia utilizzata è quella IPS LCD, con pregi e difetti che abbiamo ormai imparato ampiamente a conoscere. Come già detto, considerando i 239 euro di listino, si tratta di un display assolutamente soddisfacente, con il vantaggio di mettere a disposizione una diagonale da ben 6,21 pollici.

Prestazioni con qualche sbavatura, autonomia vero punto di forza

Il cuore pulsante di Honor 10 Lite è il processore Kirin 710, che abbiamo già avuto modo di apprezzare a bordo di tanti altri smartphone (come il Mate 20 Lite di Huawei o il View 10 Lite della stessa Honor). In questo caso è affiancato a 3 Gigabyte di RAM che, come visto nel P Smart 2019, sono probabilmente un po’ risicati. Di tanto in tanto infatti è possibile notare qualche rallentamento, soprattutto quando il dispositivo viene messo sotto stress.

Nulla che comprometta l’esperienza utente, ma non ci sono dubbi sul fatto che questa piattaforma hardware possa potenzialmente rendere di più. Non è escluso dunque che Honor possa intervenire con qualche aggiornamento software. Tutto questo comunque non compromette l’autonomia, che è certamente uno dei punti di forza di questo smartphone, grazie a un’ottimo lavoro di ottimizzazione dei consumi.

Sotto la scocca c’è una batteria da 3.400 mAh, per cui sulla carta non estremamente capiente. A fronte di 32 ore lontani dalla presa elettrica con quasi 4 ore di schermo acceso, siamo arrivati a sera con ancora l’8% di carica che, con i dovuti accorgimenti, avrebbe garantito altre 4 ore di accensione. Facebook e Instagram sono state le due app che hanno consumato più energia, come spesso accade, ma in questa giornata tipo abbiamo effettuato anche 2 ore di telefonate, circa mezz’ora di gaming e ricevuto centinaia di notifiche dalle app di messaggistica istantanea, oltre che avere 3 account mail in push per lavoro.

Davvero niente male per un prodotto che offre comunque un’ottima ergonomia, a differenza di quanto avviene in alcuni casi con i più classici “battery phone”. Peccato per la presenza della micro-USB per la ricarica, scelta ormai anacronistica nel 2019, mentre la connettività è buona: LTE fino a 600 Mbps, Bluetooth 4.2, NFC. Da sottolineare la presenza della radio FM e del jack audio da 3.5 mm. A bordo c’è, di default, Android 9 personalizzato con la EMUI 9.

Buone notizie dal comparto fotografico, coadiuvato dall’intelligenza artificiale. Sul retro c’è un sensore principale da 13 Megapixel con obiettivo f/1.8 accoppiato a un secondo sensore da 2 Megapixel f/2.4 per la profondità di campo. La resa generale è assolutamente in linea con la fascia di prezzo, le immagini in diurna sono convincenti, mentre in notturna subentra una certa perdita di dettaglio. L’AI consente però di ottenere quel qualcosa in più in termini di contrasto che può fare la differenza per la condivisione social.

Discorso analogo per la fotocamera frontale da 24 megapixel ƒ/2.0. È una delle migliori in questo segmento per scattare selfie, pur soffrendo in notturna. Non manca l’effetto bokeh che viene tutto sommato ben gestito dal software. È comunque possibile disattivare in post produzione l’intelligenza artificiale, magari nel caso si voglia ottenere un’immagine con una resa cromatica più naturale. I video sono discreti e possono essere registrati fino alla risoluzione Full-HD a 60 FPS.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

Chi ha a disposizione un budget non superiore ai 250 euro, deve senza dubbio prendere in considerazione, tra le varie scelte, questo Honor 10 Lite. La concorrenza, specie da parte di Xiaomi, è certamente agguerrita, ma questa soluzione dell’azienda cinese offre un’esperienza utente completa, con la combinazione tra ergonomia e autonomia non così facile da trovare in altri dispositivi.

È dunque lo smartphone ideale per chi è alla ricerca di un dispositivo maneggevole senza però voler convivere quotidianamente con il carica batterie o con i powerbank nel corso delle giornate, il tutto senza rinunciare a un ampio schermo e a un comparto fotografico ideale per la condivisione sui social.

Huawei, nuovi dettagli su P30, P30 Pro e P30 Lite

di Christian Mazza

Arrivano nuove indiscrezioni riguardanti tre nuovi smartphone Huawei. Stando alle nuove certificazioni della CEE, i codici VOG-L29, ELE-L29 e MAR-LX1M non sarebbero che gli identificativi della nuova line-up P30, così come riportato da un’autorevole testata giornalistica russa.

In questa particolare occasione, Mobiltelefon ha voluto porre il proprio focus sulle denominazioni in codice dei tre nuovi dispostivi, avanzando l’ipotesi che i prossimi P30, P30 Pro e P30 Lite possano utilizzare nomi ispirati a tre importanti riviste di moda: VOG-L29 (Vogue) per P30 Pro, ELE-L29 (ELLE) per P30 e MAR-LX1M (Marie Claire) per P30 Lite.

Lo scorso dicembre un giornalista specializzato israeliano è stato il primo a condividere alcuni render del prossimo top di gamma del colosso di Shenzen, fornendo inoltre alcune informazioni sulla presenza di una tripla fotocamera posteriore e ad anticipare che P30 avesse il nome in codice di ELLE.

Due indizi fanno un prova e la cosa viene confermata da un’indiscrezione apparsa qualche giorno fa sul portale GSMArena, dove un commentatore anonimo aveva rivelato che la nomenclatura Vogue sarebbe stata utilizzata per il prossimo device di punta di Huawei, P30 Pro. Quadro che si completa con un’ulteriore indiscrezione lanciata dalla stessa Mobiltelefon parlando di P30 Lite, il quale nome dovrebbe essere con ogni probabilità Marie Claire.

Emergono poi altri dettagli riguardanti le schede tecniche dei tre dispositivi con P30 e P30 Pro che potrebbero essere alimentati dai chipset Kirin 980 e presentare pannelli OLED con scanner di impronte digitali posizionati sotto il display. Ovviamente, tutte le indiscrezioni riportate sono da prendere con le pinze, quale migliore occasione del Mobile World Congress per saperne di più?

Il Huawei P20 è attualmente in offerta su Amazon con oltre 150 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

Huawei presenterà lo smartphone pieghevole 5G al MWC 2019, con il modem Balong 5000

di Irven Zanolla

Nel corso di un evento tenutosi oggi a Pechino, Richard Yu ha presentato il nuovo modem 5G Balong 5000, che sarà usato dallo smartphone pieghevole di Huawei che vedremo al MWC 2019.

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Honor View 20: disponibile in Italia a 699,90 euro, la nostra anteprima da Parigi

di Lucia Massaro

Honor View 20 è stato annunciato poco fa in Europa all’interno di un evento organizzato a Parigi. Con questo smartphone, il brand cinese rinnova la propria linea premium anticipando quelle che saranno le tendenze dell’anno e rivolgendo – come sempre – una grande attenzione al design. Lievitano i prezzi rispetto al passato (la versione top tocca i 699 euro), comunque più bassi rispetto ai brand “più noti” ma che lo mettono in diretta competizione con gli Xiaomi di fascia alta e con OnePlus.

Abbiamo avuto modo di testare questo Honor View 20 a margine dell’evento di presentazione. La prima sensazione è quella di avere tra le mani uno smartphone raffinato e ben costruito. Partiamo subito con una delle novità più importanti: il foro sul display. L’azienda è riuscita a raggiungere un elevato rapporto screen-to-body grazie alla scelta di integrare la fotocamera frontale da 25 Megapixel all’interno di un piccolo buco di 4,5 mm posto sulla parte alta dello schermo.

A tal proposito, il pannello IPS LCD da 6,4 pollici ci è sembrato di alto livello così come la visibilità. Non siamo certamente ai livelli dei display OLED ma nel complesso è assolutamente convincente. La fruibilità dei contenuti multimediali sembra non essere pregiudicata dalla presenza del foro ma è un aspetto che potrà essere approfondito solo in fase di test.

Abbiamo realizzato qualche scatto – che potete vedere all’interno dell’articolo – e la qualità ci è sembrata davvero elevata nonostante le difficili condizioni di luce. Discorso analogo per la fotocamera posteriore da 48 Megapixel coadiuvata dal sensore TOF 3D. In ogni caso, è troppo presto poter esprimere un giudizio definitivo, per il quale vi rimandiamo alla recensione completa che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Difficile comunque che possa deludere data la presenza a bordo del Kirin 980 di Huawei che, sfruttando gli algoritmi di intelligenza artificiale e la doppia rete neurale, è in grado di migliorare la qualità delle foto aumentando il livello di dettagli e ottimizzando i parametri di scatto. A proposito della piattaforma hardware, a un primo e rapido utilizzo Honor View 20 ci è sembrato fluido e scattante, merito probabilmente degli 8 Gigabyte di RAM e dell’ottimizzazione software con Magic UI 2.0. Anche in questo caso, si tratta di una prima impressione e le prestazioni potranno essere valutate approfonditamente nell’utilizzo quotidiano.

Non delude dal punto di vista del design. La back cover è realizzata in vetro e per la texture che ricrea la V sfumata è stata utilizzata la nanolitografia. L’effetto ricreato è davvero molto particolare. Lo smartphone non risulta scivoloso. Le cornici estremamente ridotte sembrano sufficienti a evitare tocchi involontari. Difficile utilizzarlo con una sola mano a causa delle dimensioni importanti. In tal senso, parliamo di 156,9 x 75,4 x 8,1 mm per 180 grammi di peso.

Honor View 20 è già disponibile in Italia sullo store online (raggiungibile a questo link) e nelle principali catene di elettronica nella sola versione con 8GB di RAM e 256 GB di memoria interna e nelle varianti cromatiche Midnight Black e Phantom Blue. Lo smartphone è acquistabile a 699,90 euro, un prezzo che – seppur mantenendosi al di sotto di quelli imposti dai marchi più blasonati – è lievitato rispetto alla generazione precedente. In questo modo, si scontrerà certamente con Xiaomi e OnePlus, che propongono ugualmente prodotti top a cifre anche inferiori.

In ogni caso, le prime sensazioni sono assolutamente positive. Vedremo se Honor View 20 riuscirà a conquistare il mercato grazie alle caratteristiche tecniche, riprese in buona parte dal Mate 20 Pro di Huawei, posizionato però a 1.099 euro. Le intenzioni dell’azienda sono chiare. Dopo aver annunciato una crescita su base annua del 170% nei mercati esteri, Honor intende continuare su questa strada per entrare a far parte della lista dei principali produttori di smartphone al mondo.

Honor View 10 Lite è uno dei migliori smartphone per chi ha un budget non superiore ai 270 euro. È disponibile all’acquisto sullo store ufficiale, lo trovate a questo link.

Honor View 20: segui con Tom’s la live per il lancio europeo

di Saverio Alloggio

Per partecipare all’esclusiva di lancio di Honor View 20, vi basterà collegarvi domani – 22 gennaio – sulla homepage di Tom’s, a partire dalle 17:00.

Honor View 20 è ufficialmente tra noi. Con un evento organizzato ad hoc a Parigi, lo smartphone verrà lanciato a livello globale dopo il suo annuncio in Cina lo scorso 26 dicembre. L’ultima creatura dell’azienda cinese si presenta con una scheda tecnica da top di gamma e con un design davvero particolare grazie al foro sul display. Un elemento destinato a diventare un trend in questo 2019.

Partiamo dalla parte frontale che è stata completamente ridisegnata rispetto al predecessore Honor View 10. Il display è IPS LCD da 6,4 pollici con risoluzione Full-HD+ (2310 X 1080 pixel) e rapporto di schermo di 19,25:9. In questo caso, il produttore cinese ha ridotto le cornici abbandonando anche il notch e scegliendo di integrare la fotocamera frontale da 25 Megapixel (con obiettivo f/2.0) all’interno di un foro sul display del diametro di soli 4,5 mm. In questo modo, è stato raggiunto il 91,82% di rapporto screen-to-body.

Il foro è stato posizionato sul lato alto sinistro e girando lo smartphone in posizione orizzontale si ha davvero la sensazione di avere un dispositivo quasi totalmente borderless. Tuttavia, in fase di recensione, sarà interessante capire se questo foro possa risultare un impedimento nella fruizione dei contenuti multimediali.

Le novità non mancano nemmeno per il comparto fotografico. Sulla parte posteriore c’è un sensore Sony IMX586 da ben 48 Megapixel e obiettivo f/1.8, coadiuvato da un sensore TOF 3D, che dovrebbe essere in grado di ricreare un migliore effetto bokeh (fondo sfocato) e immagini tridimensionali. Inoltre, grazie alla tecnologia denominata Pixel Binning che combina 4 pixel in 1, la risoluzione verrà ridotta a 12 Megapixel per garantire foto più luminose in condizioni di scarsa luminosità.

La fotocamera utilizza gli algoritmi di intelligenza artificiale di cui è dotato il processore Kirin 980, che abbiamo già avuto modo di apprezzare in altri dispositivi come il Mate 20 Pro. Nel caso del View è accoppiato a 6 o 8 Gigabyte di RAM e 128 o 256 Gigabyte di memoria interna non espandibile. La piattaforma software è affidata ad Android 9 Pie personalizzato con l’interfaccia grafica MagicUI 2.0, che mette a disposizione tantissime opzioni di personalizzazione.

La scocca è realizzata in vetro con una particolare texture sul retro, che ricrea delle linee a forma di V visibili tramite i soliti giochi di luce a cui ci ha ormai abituati Honor. Gli angoli sono arrotondati e le dimensioni generali sono pari a 156,9 x 75,4 x 8,1 mm per 180 grammi di peso. I materiali utilizzati, unitamente al sistema di raffreddamento a liquido, dovrebbero garantire una perfetta dissipazione del calore.

La batteria è più capiente rispetto al predecessore. Ci sono infatti ben 4.000 mAh con supporto alla ricarica rapida Super Charge (da o% a 50% in 30 minuti). Completa la connettività: WiFi dual-band ac, Bluetooth 5.0, A-GPS a doppia frequenza, NFC, porta USB-C e jack audio da 3,5 mm. Manca un secondo altoparlante stereo e non ci sono certificazioni di impermeabilità.

Attendiamo comunicazioni ufficiali in merito ai prezzi per l’Europa. La strategia del produttore cinese dovrebbe comunque rimanere la medesima, ovvero puntare sul rapporto qualità/prezzo. Honor View 20 sarà comunque disponibile nelle varianti cromatiche Sapphire Blue, Midnight Black e Phantom Blue, come sempre pensate per intercettare i gusti di un’ampia fetta di utenti, incluso il pubblico femminile.

Honor View 10 Lite è uno dei migliori smartphone per chi ha un budget non superiore ai 270 euro. È disponibile all’acquisto sullo store ufficiale, lo trovate a questo link.

Il Qualcomm Snapdragon 855 batte tutti su AnTuTu, iPhone XS compreso

di Angelo Falcone

Il Qualcomm Snapdragon 855, processore dei prossimi top di gamma, è comparso su AnTuTu e ha fatto segnare un punteggio senza tempo, battuto iPhone XS.

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Snapdragon 855, i primi test sul campo: al top nel mondo Android, ma il Kirin 980 è lì

di Saverio Alloggio

Dopo la presentazione di inizio dicembre, lo Snapdragon 855 di Qualcomm si prepara a caratterizzare buona parte degli smartphone Android di fascia alta nel 2019. Negli scorsi giorni l’azienda di San Diego ha consentito alle testate internazionali di poter testare sul campo questo nuovo processore, e oggi sono stati pubblicati i primi verdetti. Tra i più completi c’è certamente il report di Anandtech.

Il noto portale statunitense ha effettuato dei confronti rispetto allo Snapdragon 845, predecessore dell’855, e al Kirin 980 di Huawei, ovvero quello che sarà il principale rivale del SoC Qualcomm. Da un punto di vista squisitamente tecnico, la nuova soluzione del gigante di San Diego condivide molti aspetti con quella dell’azienda cinese: processo produttivo a 7 nm, CPU suddivisa in 3 cluster, utilizzo dei più recenti core di ARM, ovvero i Cortex-A76.

Le novità rispetto allo Snapdragon 845 sono notevoli. L’855 supporta le memorie LPDDR4X e le fotocamere singole fino a 48 Megapixel, il che suggerisce come il comparto fotografico sarà uno degli aspetti al centro dell’attenzione nel mercato smartphone per il 2019. Inoltre, Qualcomm parla di un aumento prestazionale del 20% in ambito grafico e del 45% nella potenza di calcolo, in confronto ovviamente alla precedente generazione.

I risultati nei benchmark sembrano effettivamente confermare queste previsioni. Lo staff di Anandtech ha ottenuto con lo Snapdragon 855 360.000 punti su AnTuTu e 11.200 punti in multi core su Geekbench (3.500 in single core). Risultati comunque molto vicini a quelli del Kirin 980 di Huawei, con un maggiore vantaggio del SoC Qualcomm nel test di AnTuTu (280.000 punti per il SoC dell’azienda cinese).

Di contro però, il Kirin 980 è risultato più performante nei test che, in qualche modo, simulano l’utilizzo quotidiano, come quelli relativi alla navigazione web. In tal senso comunque occorre ricordare come il processore di Huawei sia già installato a bordo di smartphone effettivamente commercializzati, mentre lo Snapdragon 855 è stato provato a bordo di prototipi. Insomma, aspetti su cui bisognerà ritornare più in là, come sempre avviene con i benchmark.

Le premesse sembrano essere dunque positive. Tra l’altro, la nuova GPU Adreno 640, oltre a garantire prestazioni di alto livello, sembra avere un impatto energetico decisamente ridotto rispetto al passato. Un vantaggio che potrebbe riflettersi in maniera importante sull’autonomia. Attendiamo i primi dispositivi con a bordo lo Snapdragon 855 per tirare le somme, e il primo potrebbe essere proprio la versione statunitense del Galaxy S10, in arrivo il 20 febbraio.

Il Galaxy S9, nella colorazione Black, è in offerta su Amazon con uno sconto di 250 euro rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

Recensione Huawei P Smart 2019: prezzo ok e bel design, prestazioni da migliorare

di Saverio Alloggio

P Smart 2019 è l’ennesimo smartphone ben riuscito da parte di Huawei nella fascia di prezzo compresa tra i 200 e i 300 euro. In Italia è stato posizionato a 249 euro, una cifra coerente con quanto offerto: un design ricercato con notch a goccia e colorazioni della scocca particolari; uno schermo ampio che offre una buona esperienza di visione; un comparto fotografico che non sfigura nel segmento in questione; un’autonomia soddisfacente.

Allo stato attuale l’aspetto meno convincente sono le prestazioni. Da questo punto di vista i 3 Gigabyte di RAM cominciano probabilmente a essere un po’ risicati, ma sono convinto che molto dipenda dall’ottimizzazione software. Il processore del P Smart 2019 è infatti il Kirin 710, che abbiamo avuto modo di apprezzare in altri dispositivi come il Mate 20 Lite, dove però è assistito da 4 Gigabyte di RAM. Un aspetto su cui, quasi sicuramente, Huawei potrà intervenire con successivi aggiornamenti.

Design e display, due punti di forza

Quello ritratto nelle immagini è un P Smart 2019 nella colorazione Aurora Blue. Sulla back cover l’effetto sfumato è di grande impatto, gli angoli arrotondati contribuiscono a esaltare la sensazione di continuità delle linee e il resto lo fa la parte frontale: cornici ridotte e notch superiore a goccia (ospita solo la fotocamera anteriore da 8 Megapixel), per cui dalle dimensioni molto discrete.

La scocca è realizzata in policarbonato, ma questo non impedisce allo smartphone di restituire una sensazione di assoluta solidità. Si impugna bene ed è poco scivoloso, per cui non si sente la necessità di utilizzare una cover. Non è utopistico pensare di utilizzarlo con una sola mano, i pulsanti fisici (volume e accensione) si raggiungono perfettamente con le dita, così come il sensore per le impronte digitali posizionato sul retro (sempre preciso).

Può comunque essere sbloccato anche con il riconoscimento del volto, che però non ha a disposizione i sensori avanzati visti, ad esempio, sul Mate 20 Pro della stessa Huawei, bensì utilizza solo la fotocamera anteriore: funziona sorprendentemente bene in diurna, meno in notturna. La back cover trattiene un po’ troppo le impronte, mentre la sporgenza della dual-camera posteriore è davvero ridotta all’osso. Il peso di 160 grammi lo rende comodo da trasportare.

Sulla parte anteriore è incastonato un ampio schermo da 6,21 pollici, realizzato con tecnologia IPS LCD e caratterizzato da risoluzione di 1.080 x 2.340 pixel. Considerando la fascia di prezzo, è un pannello che garantisce davvero un’ottima resa: si vede bene all’aperto, gli angoli di visuale sono buoni così come la luminosità, le cornici ridotte e il notch a goccia contribuiscono a migliorare la sensazione di “immersione” quando si visiona un contenuto.

L’aspetto meno convincente di questo pannello è la resa cromatica, con le tonalità nere che virano un po’ al grigio. Nulla di grave comunque, una caratteristica che tra l’altro è molto comune trovare in questo segmento. In generale comunque si tratta di uno di quei display in grado di stupire positivamente dal vivo, un asso nella manica da giocare rispetto ai diretti concorrenti.

Prestazioni altalenanti, comparto fotografico divertente

Il Kirin 710 è un processore con CPU octa-core (quad-core 2.2 GHz Cortex-A73 + quad-core 1.7 GHz Cortex-A53), in questo caso affiancato da 3 Gigabyte di RAM e dalla GPU Mali-G51. Come detto in apertura, si tratta di un SoC che abbiamo già avuto modo di apprezzare in altri smartphone, sia a marchio Huawei che Honor. A bordo del P Smart 2019 però ho notato qualche rallentamento di troppo, specie nelle animazioni di sistema.

Intendiamoci, nulla che comprometta l’esperienza utente, ma non ci sono dubbi sul fatto che questa piattaforma hardware possa potenzialmente rendere di più. Probabilmente i 3 Gigabyte di RAM cominciano a essere risicati nel 2019, ma sono abbastanza convinto che molto dipenda dall’ottimizzazione software, con Huawei che quasi sicuramente interverrà con successivi aggiornamenti.

In ogni caso, il P Smart 2019 rimane comunque uno smartphone piacevole da utilizzare nella quotidianità, anche quando viene messo particolarmente sotto stress durante le sessioni di gaming. Tra l’altro, il Kirin 710 si è confermato un processore con un’ottima gestione del calore: praticamente impossibile percepire un surriscaldamento dalla scocca di questo smartphone.

Menzione di merito per la presenza, nativa, di Android 9, tra l’altro personalizzato con l’ultima versione dell’interfaccia grafica di Huawei, ovvero la EMUI 9. Abbiamo ormai imparato a conoscere le funzionalità e le possibilità di personalizzazione offerte dall’azienda cinese, tutte presenti anche nel P Smart 2019. Aspetti che fanno la differenza soprattutto nel comparto fotografico.

La fotocamera frontale è da 8 Megapixel, scatta buone fotografie in diurna mentre soffre di più in notturna. Non mancano però funzionalità come la modalità ritratto e gli effetti garantiti dall’intelligenza artificiale, che possono essere disattivati anche in post produzione. Discorso analogo per la dual-camera posteriore, con sensore principale da 13 Megapixel f/2.2 accoppiato a un secondo sensore da 2 Megapixel f/2.4 utilizzato essenzialmente per la profondità di campo.

Anche qui subentra una certa perdita di dettaglio in notturna, che però viene nettamente compensata utilizzando la modalità notte, in grado davvero di fare la differenza. La messa a fuoco sulle macro non è particolarmente efficace, ma in generale c’è davvero da divertirsi con tutte le possibilità offerte dal software. Decisamente piacevoli le fotografie in diurna, mentre i video vengono girati fino alla risoluzione Full-HD a 60 fps, e sono nella media.

In tutto questo, l’autonomia non delude. La batteria da 3.400 mAh consente di arrivare a sera (attorno a mezzanotte) con circa il 15% di carica residua a fronte di 3:30 di schermo acceso. Un buon risultato, con il quale difficilmente si riesce a coprire due giorni, ma che comunque non vi farà sentire la necessità di ricaricare lo smartphone nel corso della giornata, a meno di utilizzi particolarmente stressanti.

Purtroppo però la ricarica della batteria è affidata alla porta micro-USB anziché USB-C, una scelta quasi anacronistica a inizio 2019. L’altoparlante di sistema è posizionato in basso e garantisce una resa nella media, con un buon volume. C’è il jack audio da 3.5 mm, una presenza che personalmente apprezzo sempre, non manca l’NFC. P Smart 2019 è inoltre uno smartphone dual-SIM, a patto di rinunciare all’espansione di memoria (64 Gigabyte di storage interno).

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

I rivali più agguerriti di questo P Smart 2019 saranno probabilmente i nuovi Redmi Note 7 e Note 7 Pro di Xiaomi, senza dimenticare altri modelli della stessa Huawei e di Honor (pensiamo al View 10 Lite). La scelta di puntare soprattutto sul design e sul display però può certamente rivelarsi vincente in questa fascia di prezzo, consentendo di intercettare le esigenze di un ampio segmento di utenti.

Tra l’altro i 249 euro richiesti di listino sono destinati anche a scendere nel corso dei mesi, rendendolo ancora più interessante (per chi lo acquista entro il 10 febbraio Huawei ha previsto degli omaggi, trovate tutti i dettagli a questo link). Insomma, si tratta di uno smartphone che offre ciò che è lecito attendersi a queste cifre, garantendo un’esperienza utente assolutamente soddisfacente. Ideale per chi bada all’aspetto estetico e necessita di un display ampio e con una buona resa.

Huawei P Smart 2019, Kirin 710 e 3 GB di RAM a 249 euro

di Saverio Alloggio
Huawei ha alzato il sipario sul P Smart 2019. Si tratta del nuovo smartphone Android dell’azienda cinese pensato per la fascia di prezzo compresa tra i 200 e i 300 euro. Arriva in Italia infatti a 249 euro ed è già disponibile all’acquisto. Segno evidente di come si voglia giocare d’anticipo rispetto ai diretti concorrenti, […]

Honor View 20 ufficiale: Kirin 980, foro sullo schermo e fotocamera da 48MP

di Lucia Massaro

Dopo essere stato preannunciato qualche giorno fa, oggi Honor View 20 è stato ufficialmente presentato durante un evento in Cina a cui farà seguito il lancio globale il prossimo 22 Gennaio a Parigi. Lo smartphone segue tutte le ultime tendenze sia estetiche che tecniche, presentandosi con una scheda tecnica da vero top di gamma.

Partiamo dal comparto fotografico. Honor View 20 è il primo a montare posteriormente una fotocamera da 48 Megapixel. Si tratta di un sensore Sony IMX586 accoppiato a un sensore TOF 3D che permette di catturare maggiori dettagli così come la scansione tridimensionale dei soggetti inquadrati. Grazie alla combinazione dei pixel, si potrà raggiungere una risoluzione di 12 Megapixel in notturna. Non mancano le novità nemmeno per quanto riguarda la fotocamera anteriore.

L’azienda cinese, infatti, ha abbandonato il notch per abbracciare quella che sarà la nuova moda del 2019: il buco sullo schermo. Il display IPS LCD da 6,4 pollici con rapporto di schermo di 19,25:9 presenta un foro sullo schermo di soli 4,5 mm che ospita la camera frontale da 25 Megapixel. In questo modo, è stato raggiunto un elevato rapporto screen-to-body pari al 91,82%.

Per il resto, Honor View 20 è completissimo. Il cuore pulsante – come previsto – è il processore Kirin 980 accoppiato a 6 0 8 GB di RAM e 128 o 256 GB di storage espandibile. La piattaforma software è affidata all’ultima versione Android 9 Pie con l’interfaccia grafica personalizzata EMUI 9.0. Supporta la modalità desktop di Huawei in modo che possa essere utilizzato come se fosse un PC se collegato a un monitor.

Non manca il sensore biometrico posizionato sul retro, la porta USB-C e il jack audio da 3,5 mm. È in grado di supportare il posizionamento GPS a doppia frequenza L1 e L5. Sotto la scocca una capiente batteria da 4.000 mAh con SuperCharge per la ricarica rapida. Honor View 20 arriva nella colorazione rossa, blu e nera con gli immancabili giochi di luce che stavolta ricreano anche una V a richiamare il nome dello smartphone.

In Cina, le vendite partiranno il 28 Dicembre con prezzi che vanno da 2.999 yuan (381 euro circa) per la variante con 6 GB di RAM e 128 GB di storage fino a 3.499 yuan (445 euro circa) per la configurazione da 8/128 GB. La variante top da 8/256 GB – denominata Moschino Edition – costerà 3.999 yuan (508 euro circa). Per i prezzi e la disponibilità nel nostro Paese dovremo attendere la presentazione parigina del 22 Gennaio.

Honor View 10 è attualmente disponibile su Amazon con 70 euro di sconto rispetto al prezzo di listino. Lo trovate a questo link. 

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Il flagship Kirin 990 punterà ad alte prestazioni unite a efficienza energetica

di Paolo Giorgetti

Il SoC HiSilicon Kirin 990 dovrebbe puntare ad alte prestazioni senza dimenticarsi dell'efficienza energetica: ecco le ultime sul prossimo chipset top di gamma di Huawei.

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