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L’auto cambia colore: gli interni digitali saranno il 60% più leggeri

di Donato D'Ambrosi

Jaguar Land Rover ha presentato la tecnologia LESA che combinata ai materiali eco-compatibili renderà le auto ancora più efficienti. Ma la vera novità è che non si sceglierà più un allestimento specifico, abbinato ai sedili perché l’auto cambia colore grazie alla tecnologia stampabile. Jaguar Land Rover ha implementato una tecnologia simile alle TV OLED per ridurre il peso e le dimensioni degli interni. Ecco come funziona il sistema JLR LESA e come gli interni auto cambiano colore.

GLI INTERNI AUTO DEL FUTURO SECONDO JAGUAR LAND ROVER

La sigle LESA sta per Lightweight Electronics in Simplified Architecture, cioè elettronica strutturale che integra anche le componenti di controllo. Cosa c’entra con le auto? Jaguar Land Rover promette di poter produrre display che fanno anche da pannelli della carrozzeria per mostrare le informazioni solo quando servono. I progettisti ringrazieranno e non poco, poiché potranno realizzare superfici molto semplificate e senza pulsanti (ormai già nascosti nei display). Il progetto LESA secondo Jaguar Land Rover si può includere nei sistemi di illuminazione ambientale personalizzabile, i comandi della plancia e volanti riscaldati in tessuto/pelle.

IL DISPLAY PIU’ SOTTILE E LEGGERO

Il circuito elettronico, normalmente collegato a una ECU tradizionale, viene stampato sulla superficie e vengono montati i componenti. Il circuito viene quindi fabbricato con l’elettronica stampata nella struttura. “LESA rappresenta il ​​futuro dell’elettronica dei veicoli” ha dichiarato  Ashutosh Tomar Technical Manager di JLR – “e ci consentirà di progettare e produrre abitacoli innovativi, riducendo al contempo peso e costi durante la produzione”.

COME SONO FATTI GLI INTERNI DIGITALI

Cablaggio, sensori e controllo sono contenuti tutti in materiali non metallici, eliminando la necessità di ulteriore spazio e peso per le centraline di comando dei display. Su un prototipo di pannello di controllo aereo, la tecnologia LESA ha ridotto il peso del 60% e lo spessore da 50 mm a 3,5 mm. La ricerca è stata insignita del premio per l’innovazione dell’Institution of Engineering and Technology (IET) con i giudici che lo hanno definito come “il futuro dell’elettronica nell’auto”.

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Jaguar I-Pace a guida autonoma: i test sulle strade di Dubai

di Donato D'Ambrosi

Dubai è candidata ad essere una delle capitali a guida autonoma e Jaguar sta marcando il territorio con i test della Jaguar I-Pace. I tecnici Jaguar Land Rover hanno testato un prototipo a guida autonoma della Jaguar I-PACE per le strade di Dubai.

IL PROTOTIPO DELLA JAGUAR I-PACE A GUIDA AUTONOMA

L’impegno di Jaguar Land Rover verso un futuro autonomo, connesso, elettrico e condiviso (ACES) è fondamentale per la sua missione Destination Zero, cioè rendere le società più sicure e più sane e l’ambiente più pulito. Il prototipo Jaguar I-PACE (guarda qui quanto costa la manutenzione dei SUV Jaguar) è stato modificato radar e telecamere, insieme a un sistema di rilevamento del semaforo. Anche la velocità e la sterzata del veicolo sono stati controllati autonomamente durante le prove di guida. A supporto dei test è il sistema che seguiva i percorsi da una mappa HD ad alta definizione e mostrava la posizione del percorso e una vista dettagliata degli incroci.

A DUBAI L’ANTEPRIMA DEL FUTURO A GUIDA AUTONOMA

Jaguar Land Rover condivide obiettivi simili al governo di Dubai in termini di mobilità e sostenibilità. Entrambi desideriamo rendere la guida più sicura, liberare il tempo che trascorriamo viaggiando e ridurre l’impatto negativo che il viaggio ha sul nostro pianeta”. Ha spiegato Bruce Robertson AD Jaguar Land Rover MENAP. “Il Dubai World Congress for Self-Driving Transport affronta direttamente queste stesse importanti sfide. Il nostro prototipo Jaguar I-PACE autonomo è la prova positiva degli impressionanti progressi che la nostra azienda e il nostro settore stanno facendo.”

TEST DI GUIDA AUTONOMA SUPERATI ANCHE IN UK

Jaguar Land Rover continua a guidare l’innovazione per Destination Zero attraverso le sue strutture e attraverso i suoi prodotti e servizi. La tecnologia dei veicoli autonomi svolge un ruolo importante nella realizzazione della strategia. Ad oggi, Jaguar Land Rover ha completato i test della tecnologia nel mondo reale su complesse strade nel Regno Unito e continua a collaborare con il mondo accademico per accelerare l’innovazione.

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Jaguar: i rifiuti di plastica diventano materie prime per le nuove auto

di Donato D'Ambrosi

La riduzione della CO2 e l’impatto della plastica sull’ambiente con le iniziative Plastic Free coinvolgono sempre più Costruttori. Dopo Volvo e Ford, Jaguar Land Rover abbraccia la lotta ai rifiuti in plastica immettendoli nel progetto ChemCycling. L’iniziativa JLR punta a trasformare tonnellate di rifiuti domestici in materiali di qualità per la produzione in serie dei modelli Jaguar e Land Rover. Si parte dalla Jaguar I-PACE, l’auto simbolo perfetta per questa iniziativa.

I TEST SUI COMPONENTI DELLA I-PACE IN PLASTICA RICICLATA

La quantità di plastica che finirà nei rifiuti è stimata in 12 milioni di tonnellate a livello globale entro il 2050 (fonte Science Advances) . Oggi però non tutta la plastica può essere riciclata per l’uso in applicazioni automobilistiche. In particolare per quelle parti dei veicoli che devono soddisfare i più severi standard di sicurezza e qualità. Con il progetto pilota ChemCycling Jaguar Land Rover sta sperimentando in sinergia con la società chimica BASF la trasformazione della plastica da rifiuti domestici in un nuovo materiale di alta qualità. E’ quanto si ottiene già con un componente molto importante della Jaguar I-PACE.

COME SI RICICLA LA PLASTICA PER LE AUTO

La plastica di scarto viene trasformata in olio di pirolisi mediante un processo termochimico. Questa materia prima secondaria viene poi immessa nella catena di produzione di BASF in sostituzione delle risorse fossili. Alla fine del processo si ottiene un materiale plastico riciclato uguale per qualità e prestazioni alle materie plastiche “vergini”.  Allo stato attuale Jaguar Land Rover sta testando il materiale per lo stampaggio del telaio frontale della Jaguar I-PACE per verificare che soddisfi gli stessi severi requisiti di sicurezza della parte originale. Jaguar precisa che lo stesso materiale con l’aggiunta di altri ingredienti può essere utilizzato anche per la progettazione di cruscotti e superfici esterne di nuova generazione nei modelli Jaguar e Land Rover.

GLI INTERNI ECO IMPIEGANO GIA’ 53 BOTTIGLIE PER AUTO

Le materie plastiche sono vitali per la produzione automobilistica e hanno dimostrato benefici durante la loro fase di utilizzo, tuttavia, i rifiuti di plastica rimangono una grande sfida globale. – ha spiegato Chris Brown Senior Sustainability Manager JLR – La soluzione a questo problema richiede innovazione e pensiero comune tra regolatori, produttori e fornitori.” Jaguar Land Rover è in attesa di definire l’esito dei test di sicurezza prima di introdurre la materia prima da plastica riciclata nel ciclo produttivo. Intanto però JLR ha già reso disponibile come optional sui modelli Range Rover Velar e sulla Range Rover Evoque dei rivestimenti eco. I rivestimenti ottenuti mescolando lana a filamenti di plastica riciclata permette di recuperare 53 bottiglie per ogni auto.

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Siete guidatori stressati? Jaguar-Land Rover sta sperimentando un’auto che si adatta al vostro umore

di Alessandro Signori

Il gruppo britannico sta sperimentando, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, un’applicazione che, andando a rilevare l’umore del conducente, andrà regolare vari settaggi dell’abitacolo interno, rendendolo più confortevole. (...)
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Jaguar: una nuova tecnologia “cura” lo stress del conducente

di Donato D'Ambrosi

Probabilmente nella guida urbana di tutti i giorni avrà un gran da fare la tecnologia anti stress di Jaguar Land Rover. Ma l’idea è degna di essere approfondita visto che migliora la sicurezza di guida e il benessere a bordo. La soluzione di JLR si basa su una telecamera che monitore il guidatore e se è stressato lo accomoda interagendo con l’abitacolo.

INTERPRETA I SEGNALI DEL VOLTO

Penserete che la tecnologia sperimentale di Jaguar Land Rover ha qualcosa in comune con la cromoterapia, in realtà si basa sul funzionamento di una telecamera puntata sul volto del conducente. L’idea è monitorare lo stato d’animo del guidatore attraverso i parametri biometrici e personalizzare l’abitacolo in base allo stato rilevato. “Possiamo assicurare che i nostri clienti al volante saranno comodi, impegnati e pronti per qualsiasi scenario di guida si presenterà, inclusi i viaggi più monotoni” ha spiegato Steve Iley, Chief Medical Officer.

RIDUCE LO STRESS CON LA MUSICA O IL CLIMA

La telecamera che dovrebbe funzionare in modo molto simile anche per i posti posteriori, interpretata le espressioni facciali del conducente per comprendere il suo stato emotivo. Se il conducente è agitato o stressato, agisce sull’illuminazione dell’abitacolo, sull’impianto infotainment o di climatizzazione per aumentare il livello di confort.

LA RICERCA JAGUAR LAND ROVER

Non bisogna confonderlo con il Driver Condition Monitor, un sistema già disponibile sulle auto Jaguar Land Rover che monitora il livello di attenzione del conducente. Serve in pratica a capire quando il guidatore è stanco e ha bisogno di una pausa. Ma la ricerca JLR per la sicurezza di guida si è focalizzata di recente anche sulla visibilità del conducente, con i montanti trasparenti che svelano tutto ciò che accade negli angoli ciechi e il guidatore non vedrebbe.

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Bmw e Jaguar Land Rover insieme per l’elettrico di domani

di Redazione

BMW e Jaguar Land Rover hanno annunciato che collaboreranno per sviluppare e produrre i motori elettrici del futuro. L’accordo porterà i nuovi propulsori di origine BMW sulla prossima generazione di veicoli 100% elettrici di Jaguar Land Rover. La Casa inglese sembra quindi aver cambiato strategia dopo che, in passato, ha mostrato alcuni prototipi a zero emissioni.

UNA CONDIVISIONE DI TECNOLOGIE

La Joint Venture tra il marchio tedesco e quello britannico (controllato dal gruppo indiano Tata) ha come obiettivo quello di unire le forze per sviluppare unità di propulsione elettrica di nuova generazione. Questa collaborazione prevede uno scambio di conoscenze tecnologiche e industriali. Non cambia nulla a livello societario per le due entità. La decisione è stata presa per concentrare gli investimenti (e quindi dividere la spesa) e accelerare il processo di sviluppo. Il punto di partenza sarà il propulsore elettrico Gen 5 di BMW. Le due Case si propongono di migliorarlo insieme. Uno dei fini è quello di creare un motore che non necessiti di terre rare (proprio come il Gen 5) per il suo funzionamento. In questo modo si ridurrà la dipendenza dei produttori da questi elementi poco disponibili. La stessa strategia è stata avviata da Mercedes.

DEBUTTO NEL 2020 SU iX3

La sede operativa per la riuscita del progetto sarà Monaco, dove un gruppo di esperti BMW e Jaguar Land Rover lavorerà per sviluppare ulteriormente il Gen 5. L’obiettivo è quello di applicare il frutto di questa ricerca già sul nuovo modello di iX3, che uscirà nel 2020. Il team di sviluppo si occuperà anche della messa a punto dei nuovi gruppi elettrici, che saranno prodotti da ciascuna casa nelle proprie strutture produttive. BMW ha ribadito che queste tecnologie innovative sono necessarie e urgenti da una parte per soddisfare le richieste dei clienti, dall’altra per centrare gli obiettivi fissati dalle diverse normative antinquinamento.

LA COLLABORAZIONE CHIAVE DEL SUCCESSO

“L’industria automobilistica sta subendo una forte trasformazione” ha detto Klaus Froehlich, membro del consiglio di amministrazione di BMW con responsabilità per il dipartimento di Ricerca e Sviluppo. “Consideriamo la collaborazione una chiave di successo, anche nel campo dell’elettrificazione” ha aggiunto. “Con Jaguar Land Rover, abbiamo trovato un partner i cui requisiti per la futura generazione di unità elettriche corrispondono in modo significativo alla nostra visione. Insieme potremo soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti abbreviando i tempi di sviluppo e portando più rapidamente veicoli e tecnologie all’avanguardia sul mercato”. Fra le intenzioni di BMW, comunque, non c’è al momento quella di abbandonare i combustibili fossili tradizionali. Piuttosto, di lanciare la strategia di mobilità elettrica in parallelo con lo sviluppo di tecnologie e motori a combustione migliori.

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Da Jaguar Land Rover il volante con i segnali termici

di Redazione

Ecco l’ultima novità di Jaguar Land Rover per aumentare la sicurezza a bordo. Il volante aptico, che varia la sua temperatura per migliorare l’attenzione del conducente.  Ma non è tutto. Lo stesso potrebbe essere utile anche per comunicare determinate informazioni sul percorso. Il tutto senza procurare distrazioni a chi guida.

DISTRAZIONE TRA LE PRINCIPALI CAUSE D’INCIDENTE

Lo sviluppo di questa nuova tecnologia ha l’obiettivo di ridurre gli elementi che possono distrarre il conducente durante la guida. La distrazione è infatti una delle principali cause d’incidente. Responsabile nei soli Stati Uniti del 10% degli incidenti fatali. Per questo motivo, Jaguar Land Rover sta sviluppando questo nuovo volante a segnali termici. Le informazioni normalmente comunicate da spie o assistenti di guida sarebbero trasmesse attraverso la temperatura del volante.

IL VOLANTE APTICO

Jaguar Land Rover sta dunque sviluppando, in collaborazione con la Glasgow University, questo nuovo sistema. Questo comunicherà col conducente variando la temperatura del volante di massimo 6 gradi. La tecnologia può avere varie funzionalità. Dal segnalamento delle svolte in caso di scarsa visibilità. Riscaldando ad esempio solo un lato del volante per indicare la direzione. Fino alla notifica di un basso livello di carburante. L’integrazione del sistema con il navigatore dell’auto permetterà anche di segnalare incroci pericolosi. Oppure punti di interesse. Per ora la tecnologia è solo in fase di studio. Ma i risultati sembrano promettenti. Questi infatti suggeriscono che i feedback termici siano addirittura meno invasivi di quelli sonori o emessi tramite vibrazioni.

MIGLIORARE LA SICUREZZA IN VISTA DELLA GUIDA AUTONOMA

Jaguar Land Rover punta a migliorare sempre più i sistemi di sicurezza. Questo per preparare all’avvento della guida autonoma. Alexandros Mouzakitis, Electrical Research Senior Manager di Jaguar Land Rover, ha dichiarato. “La sicurezza è una priorità assoluta per Jaguar Land Rover. Il nostro impegno è teso al miglioramento continuo dei nostri veicoli grazie ai più recenti sviluppi tecnologici. Il tutto mentre prepariamo il futuro della guida autonoma. Il volante aptico fa parte di questa vision. Perché i segnali termici possono ridurre il tempo in cui lo sguardo del guidatore è distolto dalla strada.” Il volante aptico si inserisce quindi in una già ampia gamma di assistenti di guida e sistemi di sicurezza sviluppati da JLR. Come l’Interactive Driver Display e l’Head-Up Display di nuova generazione.

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Peugeot compra Jaguar? I motivi di un matrimonio anglo-francese

di Valerio Boni

L’esperienza con Opel, tornata all’utile in un solo esercizio, dopo 20 anni di perdite, potrebbe essere riproposta con i marchi Jaguar e Land Rover. La cura di Carlos Tavares, il numero uno portoghese del Gruppo PSA è stata efficace. In pochi avrebbero scommesso su risultati simili, ma il miracolo è ormai consolidato. I francesi hanno quindi dimostrato di avere le idee chiare quando si tratta di lavorare su marchi generalisti, e ora vorrebbero alzare il tiro.

INTERESSE CONFERMATO
Nel corso di un’intervista alla rivista Autocar India, il presidente e CEO del Gruppo franco-tedesco ha infatti dichiarato di essere interessato a rilevare i marchi Jaguar e Land Rover. Senza che al momento siano stati presi contatti ufficiali con Tata, dal 2008 proprietaria dei due marchi. L’obiettivo sarebbe quello di entrare in modo più diretto nel segmento premium. Dove PSA è attualmente presente con il brand DS, in costante, ma lenta crescita.

UN PESO PER TATA MOTORS
Disporre di una gamma già pronta e affermata favorirebbe il raggiungimento degli obiettivi annunciati. Questi prevedono entro il 2021 un ulteriore sviluppo di Citroën, Ds, Opel e Peugeot, con un incremento di utili del 15%. Tata Motors non ha mai annunciato l’intenzione di cedere i due marchi inglesi, tuttavia un nuovo passaggio di mano potrebbe essere indotto dagli ultimi risultati finanziari. L’esercizio 2018 si è infatti chiuso con una perdita pesante: 3,54 miliardi di euro.

A CACCIA DI NUOVI CLIENTI
A pesare non è l’assenza di modelli, le gamme sono le migliori di sempre, ma si fanno sentire la contrazione delle richieste di quel genere di veicoli sul mercato cinese. Elemento al quale si aggiunge il calo, almeno momentaneo, di richieste di motorizzazioni diesel, che si fa sentire soprattutto all’interno dei listini Land Rover. L’acquisizione è allettante non solo per il fatto che PSA potrebbe consolidare la sue reputazione di azienda in grado di risollevare aziende in crisi. Di fatto allargherebbe l’acquisizione di nuovi clienti entrando in segmenti presidiati dai tedeschi, dove fino a oggi Citroën e Peugeot non hanno mai ottenuto i risultati sperati. Una scorciatoia che potrebbe rendere più agevole la crescita di DS.

SENZA FRETTA
L’interesse per il Gruppo JLR è una delle opzioni di Tavares, ma non è l’unica. La notizia è confermata, ma PSA non ha alcuna fretta di concludere nuove acquisizioni. Queste arriveranno solo nel caso in cui non rappresentino una distrazione per l’alleanza. Ciò significa che potrebbero essere prese in considerazioni anche altre opportunità, qualora presentassero un potenziale in linea con gli obiettivi dei francesi. Qualora si concludesse l’affare, per Land Rover si tratterebbe di un ennesimo cambio di proprietà, dopo quelli che già l’hanno vista entrare nelle orbite di Ford, BMW e Honda, prima di trovare un decennio di tranquillità e sviluppo sotto la gestione indiana di Tata Motors.

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Land Rover Discovery_ la Landmark Edition omaggia 30 anni di innovazioni offroad

di Redazione

Land Rover Discovery compie 30 anni. Per festeggiare l’importante anniversario Land Rover lancia la versione speciale Landmark Edition. La nuova edizione della suv inglese, che ha debuttato al Salone di Francoforte nel 1989, è caratterizzata da una ricca dotazione di serie e inediti dettagli estetici.

ESTERNI CON SOLUZIONI INEDITE

L’allestimento SE costituisce la base della nuova Discovery, a cui si somma il Dynamic Pack. L’auto presenta esternamente alcune novità, come il paraurti anteriore, le prese d’aria e le maglie della calandra realizzati in Narvik Black. Una tonalità simile, il Lettering Narvik Black, contraddistingue invece cofano e portellone: quest’ultimo si distingue anche per il disegno del distintivo Landmark. Altri elementi caratterizzanti sono il tetto panoramico fisso, i fendinebbia anteriori e dei nuovi gruppi ottici posteriori, specifici per la nuova edizione. A completare l’allestimento esterno della vettura ci sono i cerchi in lega da 20” e i cristalli Privacy.

NUOVE DOTAZIONI E TRE MOTORIZZAZIONI

Molte le novità presenti anche all’interno dell’abitacolo. La Land Rover Discovery Landmark Edition dispone di tre soluzioni possibili per il colore dei rivestimenti interni in pelle Windsor e bordini a contrasto. La consolle centrale in alluminio spazzolato si caratterizza per le finiture in maglie di titanio e per il sistema audio Meridian da 380 Watt. Passando invece al cuore della vettura, questa è proposta in tre diverse motorizzazioni: la 2.0 benzina da 300 CV e due Diesel, una 2.0 da 240 CV e l’altra 3.0 da 306 CV. Tutte e unità sono abbinate al cambio automatico. cambio automatico.

GIÀ DISPONIBILE IN ITALIA

La Discovery Landmark Edition è già prenotabile anche sul mercato italiano, con un prezzo base a listino di 69.600 euro, e può essere configurata e personalizzata sul sito ufficiale del marchio britannico. Il Vehicle Line Director, Nick Collins, ha dichiarato in occasione del lancio che “La Land Rover Discovery, da trent’anni, è un must dell’avventura e dell’all-terrain. Nella giungla, in montagna o per accompagnare i bimbi a scuola ha sempre soddisfatto ogni aspettativa offrendo la massima capacità all-terrain e la versatilità dei sette posti. La Landmark è un degno tributo a questa inimitabile famiglia di SUV”.

TRENT’ANNI DI INNOVAZIONI

In trent’anni di storia, sono molte le soluzioni tecniche e tecnologiche che hanno fatto il loro debutto proprio grazie alla Discovery. Sulla Serie II del 1998 arrivano le Self Leveling Rear Suspension. Si trattava si sospensioni posteriori autolivellanti. Queste erano dotate di molle ad aria che potevano essere alzate tramite un comando all’interno dell’abitacolo, quando si doveva affrontare un tratto offroad. Ma è con la Serie III, lanciata nel 2004, che sono arrivate le novità più importanti. Su questa generazione debutta il Controllo attivo del rimorchio. Questo monitora i sensori di stabilità dell’auto per capire se il rimorchio non è bilanciato. In tal caso, il sistema interviene automaticamente sui freni per correggere la traiettoria. Tutte nuove sono anche le telecamere perimetrali. Queste permettono di monitorare la strada intorno al veicolo per evitare eventuali ostacoli nella marcia fuoristrada.

PER TUTTI I TERRENI

Ma la soluzione tecnologica più importante introdotta dalla Land Rover Discovery è sicuramente il Terrain Response. Ha fatto il suo esordio sulla terza generazione del modello. Si tratta di un sistema a controllo elettronico che permette al conducente di selezionare diverse modalità di guida in base al terreno sul quale ci si trova a guidare. Ognuna di queste modalità, ottimizza le impostazioni relative a sospensioni, potenza e controllo dello slittamento consentendo all’auto di avere sempre il massimo della trazione in tutte le condizioni. Il Terrain Response ha rappresentato una vera e propria rivoluzione per Land Rover. Oggi, infatti, viene montato (in varie versioni) su tutti i modelli del costruttore inglese.

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Land Rover Defender 2019, si prepara al lancio superando 45 mila test

di Redazione

I test sulla nuova Land Rover Defender 2019  sono alle fasi finali. La Defender 2019 promette di essere il veicolo più robusto e capace mai prodotto dalla casa inglese. Per farlo, affronterà a più di 45 mila test individuali svolti in ogni condizione climatica e ambientale. Il lancio del modello è previsto nel corso dell’anno.

PIÙ DI UN MILIONE DI KM PERCORSI

Il 30 aprile è stato annunciato che l’insieme dei prototipi della nuova Defender 2019 aveva superato gli 1,2 milioni di km percorsi. La data scelta per questo annuncio non è casuale. È il giorno del World Land Rover Day in cui si festeggia l’anniversario del debutto del modello al Salone di Amsterdam del 1948. L’auto ha già affrontato test su svariati tipi di terreno. Dalle curve del Nürburgring alle rocce del Moab. Arrivando anche ai deserti sabbiosi degli Emirati Arabi. La Defender 2019 ha affrontato anche temperature estreme. Comprese tra i +50 gradi del deserto e i -40 gradi dell’Artico. Senza tralasciare le prove ad alta quota, oltre i 3000 metri, sulle Montagne Rocciose del Colorado.

FASE FINALE DEI TEST IN KENYA

Gli ingegneri di Land Rover tuttavia non hanno ancora finito il loro lavoro. La Defender 2019 dovrà completare più di 45.000 test individuali prima del lancio. Per raggiungere questo traguardo, un prototipo verrà messo a disposizione della riserva naturale Borana Conservancy, in Kenya. Qui l’auto, in una caratteristica versione mimetica, affronterà quotidiani test reali. Guaderà fiumi, trainerà pesanti carichi e trasporterà rifornimenti. L’opportunità di sperimentare il modello nel parco africano si è resa possibile grazie all’organizzazione ambientalista Tusk Trust. Ente con cui Land Rover collabora da più di 15 anni.

LA LAND ROVER PIÙ CAPACE MAI PRODOTTA

La nuova Defender 2019 è nata nel Centro Sviluppo Land Rover di Gaydon (UK). Verrà prodotta nella fabbrica di Nitra, in Slovacchia, nel corso dell’anno. “Dopo le prove complete di simulazione e al banco, abbiamo guidato la nuova Defender per 1,2 milioni di chilometri. Su ogni tipo di terreno e in situazioni di clima estremi. Il tutto con l’obiettivo di farne il veicolo Land Rover più robusto e capace mai prodotto”. Queste le parole di Nick Rogers, Director Group Engineering di Jaguar Land Rover.

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