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Ieri — 21 Agosto 2019RSS feeds

Il 5G? Ma se in Italia manca ancora il 4G!

di Antonino Caffo
Il Nord Italia corre, in termini di connessione mobile, più veloce del Sud? Si ma per un motivo fondamentale: le aree rurali del nostro paese, lungo tutta la penisola, soffrono ancora di un certo digital divide. Questo è quanto afferma una recente ricerca di Opensignal, secondo cui a distinugere il settentrione dal centro e meridione […]
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Incubo fatturazione elettronica? SAP Document Compliance parla italiano

di Antonino Caffo
SAP Document Compliance è il progetto con cui SAP cambia nome alla sua suite per la creazione e la gestione di fatture elettroniche, conformi agli standard dell’Agenzia delle Entrate. Come sappiamo, dopo il settore pubblico, anche per i rapporti B2B viene emesso un documento con caratteristiche specifiche, la FatturaPA, che poggia sul Sistema di Interscambio […]

Incidenti stradali 2018: – 1,6% di morti ma crescono in autostrada

di Donato D'Ambrosi

I dati degli incidenti stradali in Italia per l’anno 2018 diffusi da ACI raccontano una riduzione di incidenti e vittime promettente. Ma anche un aumento delle morti in autostrada e tra giovani e anziani. Un trend che tra il 2018 e il 2019 ha invertito il segno: secondo i dati anticipati dalla Polizia infatti le vittime sono in aumento del +7%. Anche se si tratta di dati parziali, quelli del 2019, mostrano chiaramente come il bilancio delle vittime e degli incidenti stradali in Italia sia fortemente fluttuante e mutevole. Vediamo nel 2018 cosa è cambiato per età delle vittime, utenti della strada e luogo dove avvengono gli incidenti.

CHI E’ STATO COINVOLTO DI PIU’ NEGLI INCIDENTI NEL 2018

Secondo il rapporto ACI-ISTAT, nel 2018 il 50% delle vittime stradali sono ancora gli utenti deboli, tra cui soprattutto gli anziani tra 70 e 74 anni (+22% rispetto al 2017. Più a rischio sulle strade però anche i giovani tra 15 e 24 anni (413 morti: 12,4% del totale). Gli uomini che hanno perso la vita in incidenti stradali sono tra 40-44 (200 morti), 20-24 (197) e 55-59anni (194). Le donne invece maggiormente coinvolte sono tra 70 e 84 anni (179). Nel 2018 sono state registrate 9 vittime in meno tra 0 e 14 anni (34 rispetto ai 43 del 2018). Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti nel 2018, è maggiore il numero di vittime tra i 40 e i 49 anni (21%), tra i giovani da 20 a 29 anni (19%) e gli anziani (8% con età 70 anni e più).

DOVE SONO AVVENUTI PIU’ INCIDENTI

Nel 2018 è diminuito il numero di incidenti in città (126.701; -2,9%) e sulle autostrade (9.372; -0,2%), mentre è aumentato sulle strade extraurbane (36.271; +3,4%). In città e in autostrada sono diminuiti anche i feriti (169.573 e 15.440 rispetto a 174.612 e 15.844 del 2017, pari a -2,9 e -2,5%). Ma il trend è inverso se si considerano i morti registrati: sono cresciuti (+10,5%) sulle autostrade (incluse le vittime di Genova del crollo del Ponte Morandi) e sono diminuite nei centri abitati (-4,4%) e sulle strade extraurbane (-1,2%).

LE CAUSE MAGGIORI DEGLI INCIDENTI IN CITTA’, AUTOSTRADE ED EXTRAURBANE

Cambiano i numeri rispetto agli anni passati ma non le cause che provocano incidenti e vittime in Italia. Anche nel 2018, le prime tre cause di incidente sono la distrazione, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e l’eccesso di velocità. Tra le altre cause più rilevanti sono numericamente maggiori la mancata distanza di sicurezza (20.443, 9,2%) e le manovre irregolari (15.192, 6,9%). Meno numerose ma non meno determinanti sono scorrettezze verso il pedone (7.243, 3,3%) o del pedone (7.021, 3,2%), buche o ostacoli accidentali (6.753, 3,1%). In città le prime cause di incidente sono il mancato rispetto della precedenza o semafori (17%) e la guida distratta (14,9%). Sulle strade extraurbane invece nel 2018 la guida distratta o indecisa (20,1%), la velocità troppo elevata (14%) e la mancata distanza di sicurezza (13,8%) sono state le cause più rilevanti di incidenti stradali registrati.

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L’Italia che non ti aspetti: è boom di imprese cybersec

di Antonino Caffo
Certo, un conto è parlare di cybersecurity e un altro metterla in pratica. Però il dato che emerge dall’ultima rilevazione di Unioncamere fa ben sperare: un boom per le imprese  che si occupano di sicurezza informatica nel nostro paese. Tra la fine del 2017 e i primi tre mesi del 2019 le aziende nostrane del […]

Le 10 auto elettriche più cercate dagli italiani sul web nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Tra i carburanti preferiti dagli italiani, il diesel è di gran lunga in vantaggio rispetto a benzina e carburanti alternativi, ma da gennaio 2019 è esplosa la ricerca delle auto elettriche online. Lo rivela un’indagine sulle ricerche degli utenti online in fatto di carburanti che stila anche la classifica delle 10 auto elettriche più cercate su internet. Sarà sorprendente scoprire come l’auto più venduta non è quella più desiderata e che quelle più esclusive ma meno alla portata di tutti accendono più interesse.

A GENNAIO 2019 90 MILA RICERCHE ELETTRICHE

Il numero di ricerche medie mensili di auto elettriche e ibride online è molto inferiore rispetto ai carburanti più diffusi. Lo rivela l’indagine SEMrush che pone il diesel e biodiesel in testa ai carburanti più cercati dagli italiani (ma anche in Spagna, Francia, Giappone e Svezia) con un criterio basato su 11 chiavi di ricerca. Il fatto che a gennaio 2019 ci sia stato un picco di 90 mila ricerche sulle auto elettriche è un segnale che l’approccio degli utenti verso la mobilità alternativa sta cambiando. E’ anche per questo che abbiamo realizzato la prima indagine in Italia sui costi reali di manutenzione delle 10 auto elettriche e ibride più vendute in Europa.

LE 10 AUTO ELETTRICHE PIU’ CERCATE DAGLI ITALIANI

Nonostante i numeri di vendite siano ancora marginali e iniqui rispetto alle quote di benzina e diesel, gli italiani sono sempre più interessati alle auto elettriche e ibride. Complice forse anche il bonus di incentivi statali fino al 2021, ecco quali sono le 10 auto elettriche più cercate dagli italiani:

1.Hyundai Kona EV
2.Tesla Model 3
3.BMW i8
4.Tesla Model S
5.BMW i3
6.Tesla Model X
7.Renault ZOE
8.Nissan Leaf
9.Hyundai Ioniq EV
10.Tesla Roadster

IL DIESEL PERDE VENDITE SOLO SUL NUOVO

Non è una novità se le ricerche online sulle auto diesel hanno tenuto banco negli ultimi anni, con una media di quasi 50 mila clic al mese negli ultimi 3 anni. Le auto a benzina, nonostante stiano ribaltando le quote delle immatricolazioni di auto rispetto alle diesel, sono solo al terzo posto. Con una media di poco superiore a 11 mila ricerche al mese, negli ultimi 3 anni, la parola benzina è anche quella più diffusa e universale. E’ infatti del +81,7% la crescita dei volumi di ricerca negli ultimi 3 anni. Il picco massimo di ricerche relative ai carburanti fossili è attribuibile al periodo di ottobre 2018, quando l’Europa ha imposto le nuove etichette carburanti.

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DevOps? Spesso sono solo chiacchiere

di Antonino Caffo
Non è un segreto: l’adozione della metodologia DevOps permette di ottenere molti benefici a livello di business, ma la comunicazione tra il dipartimento di IT security e quello dedicato allo sviluppo software deve migliorare. Lo afferma una recente ricerca Trend Micro, che ha analizzato le attitudini nei confronti dei DevOps di 1.310 decisori IT in […]

L’auto più cercata sul web è italiana: 6 su 10 hanno gli ADAS

di Antonio Elia Migliozzi

Il mercato dell’auto in Italia non gode di buona salute. A pesare sugli acquisti di auto c’è la grande incertezza che circola tra gli automobilisti frastornati da ecobonus e ecotassa ed incerti sul futuro dei motori tradizionali. Una ricerca conferma la crescente attenzione degli italiani per SUV e crossover ma anche il desiderio di fare scelte sempre più green. Su internet le ricerche di auto ibride rappresentano il 9,2% del totale mentre quelle di auto elettriche il 7,8%. Attenzione anche alla sicurezza con l’incremento delle configurazioni che riguardano le vetture fornite di sistemi di assistenza attiva alla guida. Eppure quando si tratta di mettere mano al portafoglio i consumatori si confermano decisamente prudenti mettendo da parte l’interesse per i SUV, l’ambiente e anche la sicurezza. Ecco allora confermato il successo della Fiat Panda che tiene saldamente il comando delle classifiche di configurazione e vendita. Vediamo tutti i dettagli di questa interessante ricerca.

MERCATO INCERTO

Il primo semestre del 2019 conferma una grande incertezza per quanto riguarda il mercato dell’auto in Italia. Il calo delle vendite si lega a molti fattori che vanno dalla confusione su ecotassa ed ecobonus fino al blocco dei diesel. DriveK conferma con un’indagine la grande concretezza degli italiani alle prese con la scelta dell’auto nuova. Quando si tratta di cercare la prossima automobile i consumatori puntano a vetture che conoscono bene e, per la prima volta negli ultimi tre anni, l’auto più cercata è anche quella più venduta. Regina indiscussa delle classifiche è la Fiat Panda che conquista sia la classifica delle auto più immatricolate che quella delle più ricercate e configurate sul web. La citycar batte anche i SUV, che nelle rilevazioni precedenti rappresentavano il sogno degli italiani. La ricerca ha preso a riferimento un campione di circa 100.000 ricerche organiche effettuate dagli italiani nel primo semestre 2019.

OCCHIO AI PREZZI

Nei fatti emerge una doppia classifica, dominata per metà dalle utilitarie e per metà dai SUV. L’attenzione al portafoglio è il fattore decisivo quando si cerca l’auto nuova, spazio alla concretezza già nelle prime fasi di selezione. Scorrendo la classifica delle ricerche dopo Fiat Panda troviamo Dacia Duster e Citroën C3. Anche in questi casi il prezzo di listino e i volumi sono contenuti. Quarto posto per il primo SUV della classifica la Hyundai Tucson, che precede l’intramontabile Lancia Ypsilon e la Dacia Sandero. La top ten delle auto più richieste si chiude quindi con una serie di veicoli di segmento superiore: Jeep Renegade, Peugeot 3008, Jeep Compass, l’auto più costosa tra quelle in classifica, e Hyundai Kona. Novità anche sul fronte delle alimentazioni con gli automobilisti italiani che sono sempre più interessati alle vetture green. Il 52% delle ricerche riguarda i motori benzina con il diesel scende al 26%.

VORREI MA NON POSSO

Crescono le ricerche riguardo alle auto ibride, al 9,2% del totale, e quelle delle elettriche al 7,8%. Eppure nello stesso periodo le immatricolazioni di auto ibride rappresentavano il 5,3% e quelle di auto elettriche solo lo 0,50% del totale. Insomma gli italiani vorrebbero un’auto “pulita” ma non la posso acquistare. Fiat si conferma il brand più ricercato e configurato al 13% seguono Dacia al 9% e Hyundai 8%. Commenta Tommaso Carboni di MotorK, società che controlla DriveK: “Il fatto che sempre più italiani ricorrano al web per scegliere e configurare la propria auto nuova ci permette di avere un quadro chiaro di come si stiano orientando i loro gusti e le esigenze. L’attenzione al budget è tale da convincere molti utenti a scendere a compromessi con altre caratteristiche, prima fra tutte la sicurezza. 4 delle 10 auto più configurate sul web, infatti, sono sprovviste di sistemi avanzati di sicurezza alla guida“.

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Garanzia Europa vs Italia per iPhone: le differenze

di Valentino Viscito
Molti possessori di iPhone o futuri possessori si interrogano su quali sono le differenze fra un prodotto con garanzia Italia e uno con garanzia Europa. In questo articolo vi parleremo di quali sono le differenze leggi di più...

Le 10 auto a km 0 più vendute nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si pensa all’auto nuova in tanti non scartano l’ipotesi km 0. Si tratta delle tante vetture praticamente nuove che affollano i piazzali delle concessionarie e con le quali si possono fare veri e propri affari. Un portale online ha stilato la classifica delle 10 auto a km 0 vendute più velocemente nel corso degli ultimi 60 giorni. La ricerca premia la Dacia Duster che si afferma con il suo mix di prezzo conveniente e formato crossover. Secondo posto per la Jeep Compass che, nonostante il prezzo medio da vero SUV premium, convince gli italiani. Chiude il podio la Renault Clio complice l’attesa per l’arrivo nelle concessionarie della nuova generazione. A scorrere la lista dei 10 modelli in classifica stupisce l’assenza di vetture a marchio Fiat da sempre sostenitrice della strategia del km 0. Diamo uno sguardo dettagliato ai numeri.

OCCASIONI A KM 0

In un mercato sempre più in affanno come quello italiano capita che un’auto su tre venga immatricolata negli ultimi tre giorni del mese. A fare volume ci pensano le auto “km 0” che sono immatricolate a nome delle varie concessionarie per poi essere rivendute con ai clienti con forti sconti. Si tratta infatti di vetture ufficialmente usate perché chi le compra di fatto è il secondo proprietario. Questa politica consente di liberare i piazzali delle fabbriche, alleggerendo il processo produttivo e, soprattutto, dona respiro ai bilanci mensili dei marchi portando un segno positivo. Va detto però che il valore di questo usato molto giovane è molto basso perché la concorrenza tra le km 0 è davvero serrata. Il portale online Autouncle.it ci offre la classifica delle auto km 0 del 2018 vendute in meno giorni.

SUV E CROSSOVER

Quello delle vetture a km 0 è un mercato principalmente italiano visto che nelle altre nazioni il fenomeno è molto raro se non del tutto assente. Eppure è facile fare degli affari. Scorrendo la classifica i tempi medi di vendita di una km 0 vanno dai 50 giorni della prima ai circa 80 dell’ultima. Nella “top 10” c’è solo un’auto appartenente al gruppo FCA ed è strano visto che è stata proprio Fiat la prima casa ad aprire a questo mercato in Italia. Nei fatti emerge una certa omogeneità tra i segmenti delle vetture presenti in classifica: si va dal SUV, all’utilitaria passando per la berlina. Primo posto per la Dacia Duster, il crossover del gruppo Renault conferma la formula vincente dell’ottimo rapporto qualità prezzo. Secondo posto per il SUV Jeep Compass la cui seconda serie è stata presentata nel 2017, ed costruito sul pianale della Renegade.

IL PREZZO CONTA

Chiude il podio la Renault Clio che, presentata nel 1990 come erede della R5, ha portato nel segmento B tecnologie di fascia superiore. Quarto posto per la VW Tiguan che piace nonostante il prezzo medio elevato. Dopo quasi 10 anni di carriera la Tiguan si affianca alla T-Cross, Tuareg e T-Roc, quinta a metà classifica. Sesto e settimo posto rispettivamente per le due francesi Renault Megane e Citroën C3. Si piazza ottava la Jeep Renegade, che conferma il suo successo dopo che lo scorso mese è riuscita a soffiare alla Lancia Ypsilon il secondo posto tra le auto nuove più vendute in Italia. Non a caso è la prima auto in classifica per esemplari venduti. Nono posto per l’Alfa Romeo Stelvio, primo SUV del biscione che paga il prezzo medio più alto rispetto alle altre auto di questa top 10. Ultima, a conferma che il prezzo basso non è tutto, la più economica tra tutte ovvero la citycar VW up!.

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City Hunter debutta su Mediaset a settembre!

di Roberto Tavecchia
City Hunter, il popolare anime crime ispirato all’omonimo manga di Tsukasa Hojo, diventato un cult tra la fine degli anni “90 e gli anni 2000 su reti private come Italia7, si prepara al grande ritorno in TV sulle reti Mediaset dal prossimo autunno, in prima serata. La conferma arriva direttamente dai palinsesti televisivi della prossima […]

Netflix annuncia Zero: storie di giovani ragazzi neri italiani (con superpoteri)

di Roberto Tavecchia
Senza famiglia, senza cittadinanza, senza speranze, ma con un superpotere: questo è Zero, la terza serie TV originale Netflix prodotta in Italia e tratta da “Non ho mai avuto la mia età”, l’ultimo romanzo di Antonio Dikele Distefano. Dopo la violenza criminale, corrotta e senza morale di Suburra, e la prostituzione minorile di Baby, Netflix […]

Eolo soffia sui ricavi del primo trimestre 2019

di Antonino Caffo
Eolo, nome conosciuto (non solo in positivo), nel panorama del fixed wireless ultra broadband nostrano, ha annunciato i risultati economici preliminari relativi all’esercizio chiuso al 31 marzo 2019. Il gruppo ha dunque portato a casa ricavi pari a 127 milioni di euro, in crescita del 27% rispetto al precedente esercizio. Grazie agli investimenti nel corso […]

Il Portale Vendite Pubbliche ha un problema di privacy

di Antonino Caffo
Il Porta Vendite Pubbliche è una piattaforma dove il Ministero della Giustizia carica i documenti relativi a procedimenti di espropriazione forzata. Il brutto della questione è che questi finiscono sul cosiddetto PvP senza alcuna forma di anonimizzazione. Basterebbe infatti una ricerca in chiaro su Google per dare risultati che puntano proprio al sito, facilmente raggiungibili […]

Web, cloud, SaaS: questo è l’ERP Agevole di SB Italia

di Antonino Caffo
SB Italia ha presentato Agevole, un ERP di nuova generazione che mira a semplificare l’adozione dei gestionali anche da parte di quelle imprese che ancora mancano di strumenti idonei alla trasformazione digitale. In che modo? Tramite un’interfaccia web, nativa cloud, fruibile in modalità SaaS, accessibile da tutti i device, anche in mobilità. Come ci ha […]

Incidente con testimone: il 55% di chi assiste si rifiuta di testimoniare

di Donato D'Ambrosi

In caso di incidente stradale il più delle volte è la testimonianza di chi ha assistito al fatto a chiarire una dinamica poco precisa. Il problema però è che in Italia oltre la metà dei testimoni si defila, ufficialmente non per omertà ma per varie ragioni. A dirlo è un’indagine italiana sulla propensione degli italiani a dare la propria testimonianza dopo aver assistito a un incidente stradale.

PERCHE’ MOLTI NON TESTIMONIANO

Secondo un’intervista commissionata da Facile.it l’equivalente di 24 milioni di italiani si rifiutano di collaborare con le autorità quando assistono a un incidente. Si tratta del 55,7% che dopo aver assistito a un sinistro fanno il possibile per sottrarsi dall’onere morale (e legale) di dire la verità. Guardando però il report del sondaggio nel dettaglio, i numeri cambiano quando si tratta di feriti o pedoni. Secondo l’analisi, il 42% degli intervistati ha evitato di testimoniare perché riteneva inutile o non necessario lasciare i propri riferimenti. Più di 1 su cinque afferma che nessuno glielo ha chiesto. Molti altri invece perché c’erano già altri testimoni (13,1%) o perché erano già intervenute le autorità (6%). C’è poi chi dice di non aver visto abbastanza (10,7%), non potersi fermarsi (5,5%) o non voler correre rischi o avere fastidi dopo (3,2%).

I TESTIMONI DEI PEDONI NON SI FANNO INDIETRO

Tra quelli che invece hanno risposto positivamente alla disponibilità di testimoniare dopo un incidente, in testa alle motivazioni c’è il senso civico (36,3%). Il 7% lo fa invece perché gli è stato esplicitamente richiesto mentre solo l’1% degli intervistati è convinto sia un obbligo del codice della strada. Se nell’incidente ci sono solo danni alle auto, il 63,7% dichiara di allontanarsi senza lasciare i dati. Se invece sono rimaste coinvolte anche persone, il 39,9% se ne va senza dare il proprio contributo alla ricostruzione della dinamica. Per fortuna la tendenza a farsi i fatti propri diminuisce quando vengono coinvolti in incidenti pedoni o ciclisti: il 67,4% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di essersi fermato per dare una mano. Di fronte a un incidente con uno scooter, una bici o una moto invece scende al 50% il popolo di testimoni che restano là e danno i propri riferimenti.

GLI ANZIANI E LE DONNE TESTIMONIANO MENO

Dall’indagine è emerso che gli uomini sono la componente maggiormente coinvolta nelle testimonianze: il 58% delle donne se ne è andato senza dare i propri dati contro il 53,3% del campione maschile. Tra i 60 e i 74 anni rientrano gli italiani che collaborano meno spesso con le autorità: il 39,2% degli intervistati lascia i propri contatti. Nell’indagine è emerso anche un dato importante, sebbene derivante da dichiarazioni degli intervistati. Il 62,5% dei testimoni disponibili a raccontare l’accaduto non siano poi mai stati contattati dalle autorità o da chi era coinvolto nell’incidente.

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Furti auto a noleggio in crescita: +36% con una media di 4 al giorno

di Antonio Elia Migliozzi

Crescono i furti ai danni dei veicoli a noleggio. Nel 2018 sono stati rubati quasi 1.600 mezzi a noleggio con una media preoccupanti di oltre 4 al giorno. Primato negativo per Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia dove si concentra il 90% dei reati. Danni importanti agli operatori del settore per oltre 10 milioni di euro, e rischi concreti per la futura operatività. Si tratta di cifre preoccupanti con l’Italia maglia nera in Europa e un vistoso +36% dei furti rispetto al 2018. Questo scenario si aggiunge allo scetticismo che circola nel settore del noleggio con le previsioni negative riguardo al futuro del turismo in Italia. Con le presenze straniere in calo il noleggio a breve termine si prepara ad affrontare un periodo complesso. Vediamo tutti i numeri sui furti delle vetture a noleggio diffusi dall’ANIASA.

NOLEGGIO E FURTI

Nel solo 2018 i furti di veicoli noleggiati a breve termine hanno raggiunto quota 1.600. Un trend preoccupante ed in crescita con oltre 4 veicoli al giorno. Notevole il danno d’immagine ed economico per gli operatori del settore già alle prese con uno scenario complesso. Il bottino dei furti supera i 10 milioni di euro. Maglia nera per 5 regioni a maggiore rischio; Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia. Si tratta di regioni strategiche per l’offerta turistica italiana ma i grandi operatori nazionali e non del noleggio a breve termine stanno ripensando la loro presenza. I furti mettono seriamente a rischio l’operatività del comparto nonostante le società di autonoleggio, negli ultimi anni, siano corse ai ripari. Le aziende hanno scelto di proteggere la propria flotta con dispositivi telematici GPS per continuare a garantire la mobilità ad aziende e turisti.

TREND IN CRESCITA

Negli ultimi 6 anni i recuperi dei veicoli rubati sono passati dal 18% al 49%. Insomma un bilancio negativo quello tracciato dall’analisi elaborata da ANIASA, l’Associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Dopo quattro anni di costante diminuzione nel 2018 i furti hanno ripreso a colpire le società di autonoleggio. Il furto del veicolo ha due conseguenze. Intanto la perdita economica pari al valore del bene sottratto, ma anche il mancato ricavo dovuto all’impossibilità di noleggiare il mezzo. A questo si aggiungono le pratiche amministrative e burocratiche del caso. Succede spesso che i turisti in vacanza vengano anche sottratti i bagagli lasciati nell’auto con tutti i disagi del caso. Nel 2018 gli operatori di noleggio hanno registrato 1.594 furti di veicoli contro i 1.173 del 2017 (+36%).

ITALIA MAGLIA NERA

I furti del 2018 si portano dietro un danno economico da 10,2 milioni di euro contro i 7,8 del 2017, per un incremento del 32% in soli 12 mesi. Per le aziende si tratta di una vera piaga ma la buona notizia arriva dalla decisa crescita del tasso di recupero dei veicoli rubati. Come detto c’è stato un aumento e si è passati dal 46% del 2017 al 49% del 2018 contro la media nazionale del 43%. Numeri positivi se pensiamo che solo 6 anni fa il tasso di recupero era fermo al 18%. Oggi gran parte dei recuperi avviene nelle 48 ore successive al furto, trascorse le quali le possibilità di rientrare in possesso del bene si riducono “al lumicino”. Giuseppe Benincasa, Segretario Generale di ANIASA, ha commentato i dai affermando che sono: “In controtendenza rispetto al trend generale dei furti a livello nazionale, da anni in costante calo”.

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Partire con l’auto elettrica: i consigli per vacanze senza imprevisti

di Antonio Elia Migliozzi

Arrivano le vacanze estive e per molti saranno le prime in compagnia di un’auto elettrica. Il Touring Club Svizzero (TCS) propone una guida su come evitare sorprese quando si parte al volante di un EV. Nel 2019 le vendite di auto elettriche sono in forte crescita (+130%), questo significa che nel mondo su 10 vetture vendute una è a batteria. Attenzione però all’ansia da ricarica. Il test del TCS conferma che in Italia è impossibile ricaricare la propria auto elettrica in autostrada. Questo significa che il viaggio deve essere organizzato nel dettaglio per individuare in anticipo le colonnine di ricarica subito fuori dai caselli autostradali. In generale le infrastrutture di ricarica si stanno diffondendo sia in Italia che in Francia ed è facile trovare una colonnina libera. Il numero delle auto elettriche è ancora esiguo ma le cose potrebbero cambiare presto.

VACANZE AL MARE

Considerata la crescita delle immatricolazioni delle auto elettriche, il Touring Club Svizzero (TCS) ha fatto un test specifico. Interessate dalla prova località di mare in Costa Azzurra e in Toscana. Nonostante il successo commerciale le auto elettriche continuano ad avere limitazioni oggettive. A causa dell’autonomia limitata e della rete di stazioni di ricarica non così estesa è importante organizzare i dettagli del viaggio prima di partire. I due viaggi prova del TCS dimostrano che è possibile percorrere lunghe tratte anche all’estero alla guida delle ultime auto elettrice. Per evitare di avere a che fare con tanti fornitori diversi e relative carte per la ricarica, il TCS ha scelto Nextcharge. L’azienda non gestisce delle proprie stazioni di ricarica ma ha concluso contratti di partenariato con vari fornitori e offre l’accesso ad una fitta rete di stazioni di ricarica.

PIANIFICARE IL VIAGGIO

Nel corso del suo test il TCS ha evidenziato l’impossibilità di ricaricare le auto elettriche sulle autostrade italiane. Nel pianificare l’itinerario in Toscana, vista l’assenza di colonnine di ricarica rapida nelle aree di servizio, è stata necessaria una dettagliata organizzazione. Bisogna infatti abbandonare l’autostrada e di conseguenza pagare il pedaggio per procedere alla ricarica. Diversa la situazione in Francia. Qui ci sono colonnine di ricarica rapida anche nelle aree di servizio delle autostrade.Vista l’assenza di partnership tra i fornitori svizzeri e quelli locali i tester hanno usato il servizio Chargemap. Questa azienda gestisce anche delle colonnine di ricarica proprie ma ha stretto accordi con altri fornitori. In questo caso serve una carta di ricarica che costa 20 euro (una tantum) e arriva a casa una settimana dopo l’ordine. Contrariamente al modello italiano, il pagamento avviene a posteriori attraverso fattura.

DETTAGLI IMPORTANTI

La prova del TCS conferma che la vacanza con un’auto elettrica è assolutamente possibile. Importante però pianificare il percorso prevedendo delle soste per la ricarica ogni 35/50 minuti, fermandosi per acquisti o visite. Le infrastrutture di ricarica, in Italia e in Francia, sono sempre più diffuse e, tenuto conto del numero ancora esiguo di auto elettriche, le colonnine sono quasi sempre libere. In futuro però le cose potrebbero cambiare ma si spera che cresca anche la rete di rifornimento. Secondo il TCS conviene seguire la regola del 20/80%. Ci si ferma quando l’autonomia dell’auto elettrica scende al 20%. Con questa carica si raggiunge anche la colonnina di ricarica rapida successiva nel caso in cui la prima non funzioni. Nell’auto elettrica il processo di ricarica dal 20% all’80% richiede infatti quasi lo stesso tempo che dall’80% al 100%. Ecco allora che si guadagna anche tempo ricaricando la batteria soltanto all’80%.

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3 PLAY Special 360, 119,99 euro all’anno per 360 GB su 4G, minuti illimitati e 2400 SMS

di Dario D'Elia
PLAY Special 360 è una nuova tariffa di 3 Italia che rompe un po’ gli schemi proponendo un contratto annuale da 119,99 euro. Sì, si paga immediatamente una cifra consistente per avere diritto a minuti illimitati, 2400 SMS verso tutti i numeri nazionali e 360 GB di traffico dati su rete 4G LTE. La buona […]

Estate 2019: il 57% degli italiani farà le vacanze in auto

di Donato D'Ambrosi

Gli italiani sono tra gli automobilisti più oppressi dal traffico eppure non rinunciano all’auto per passarci le vacanze. È quanto emerge da un sondaggio sull’estate 2019 tra gli italiani che partiranno per le vacanze: il 57,3% degli italiani userà l’auto per andare in vacanza. Ecco le mete più gettonate in programma o desiderate gli italiani per l’estate 2019.

PARTENZA INTELLIGENTE MA SENZA STRESS

Gli italiani non vogliono slegarsi dalle tradizioni, anche se il campione intervistato da un noto portale di compravendita auto non sembra così rappresentativo. Tra i 500 automobilisti che hanno parlato delle vacanze 2019, il 57% viaggerà in auto e per il 59% la partenza intelligente resta una valida strategia. Partire presto quindi ma non prima dell’alba e poi solo il 53,3% la utilizzerà per più giorni consecutivi. Tra quelli che hanno già programmato online la vacanza, il 17,8% lo ha fatto per noleggiare un’auto. Gli italiani che hanno già deciso dove andare, propende in oltre il 60% dei casi per il mare e dalle location preferite si capisce perché.

IN VIAGGIO NON DIVIDONO IL VOLANTE

Solo il 27% degli intervistati vorrebbe il cambio alla guida, contro il 62,4% che preferisce restare al volante per tutto il viaggio. Un’abitudine che non aiuta sicuramente ad affrontare il viaggio in relax e al massimo della sicurezza se non si fanno frequenti soste e la meta è lontana. A tal proposito il sondaggio rivela che il 21,8% del campione programma una sosta ogni due ore (bravi!), il 25,9% ogni tre e solo il 22% valuta di non fermarsi mai. Attenzione poiché uno studio rivela che guidare stanchi equivale a mettersi al volante ubriachi.

QUANTO SPENDEREBBERO E DOVE

Il 34% degli intervistati percorrerà meno di 500 Km e i costi per benzina, gas o diesel saranno compresi tra i 50 e i 150 euro per almeno il 39,1%. Il 31,3% passerà le vacanze in Hotel o in un B&B e il 26% spenderà tra i 500 e i 1000 euro per tutte le vacanze estive 2019. Il 65,8% è a favore della vacanza on the road; tra le mete più desiderate la Route66 negli USA (un intramontabile desiderio per il 27,4%), la Costiera Amalfitana in Campania (13,6%) e le Colline Senesi (12,6%). Ecco le 10 cose da non dimenticare per una vacanza senza imprevisti.

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