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Tutte le novità di Windows 10 May 2019 Update per PC e tablet

di Biagio Catalano

È iniziato il rilascio del settimo grande aggiornamento per Windows 10, installabile da tutti tramite Windows Update. Il pacchetto cumulativo, che arriva con il nome di May 2019 Update (nome in codice 19H1), porta diverse migliorie, correzioni di bug, ma soprattutto nuove funzioni, che si aggiungono a quelle introdotte da Windows 10 November Update, Anniversary […]

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Crescono i gommisti in Italia: +8% in 10 anni

di Antonio Elia Migliozzi

Cresce il numero dei gommisti attivi in Italia. Secondo il rapporto redatto da Federpneus tra il 2009 e il 2018 sale a 6.734 unità la presenza sul territorio. L’espansione del settore deriva dalla crescita del parco circolante alla quale il settore dei gommisti ha dato risposta. Anche l’obbligatorietà delle gomme invernali, prevista per legge su alcuni tratti stradali e autostradali, ha favorito la crescita della rete di assistenza. A leggere i dati emerge che negli ultimi dieci anni la crescita del numero dei gommisti ha interessato gran parte d’Italia. In dieci anni il trend di espansione su base nazionale è stato dell’8%. Eppure ci sono delle differenze significative tra regioni del nostro paese. In particolare la crescita dei gommisti ha superato la media nazionale nelle Isole, con l’11,5%, e al Nord (+9,5%). Vediamo nel dettaglio.

TREND IN CRESCITA

Dal 2009 al 2018 c’è stata una notevole crescita dei gommisti attivi. Il numero delle aziende operative nel mercato italiano degli pneumatici è salito da 6.238 a 6.734 unità. In dieci anni, secondo i dati Cerved, la crescita complessiva è stata dell’8%. Numeri che confermano l’importanza dei gommisti che costituiscono una certezza nel variegato panorama dell’aftermarket automobilistico nazionale. L’elaborazione di Federpneus, l’Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici, aiuta ad interpretare meglio i numeri. Secondo Federpneus vi sono diversi motivi alla base della crescita di questa area di business. In primo luogo bisogna dire che le aziende attive nel settore pneumatici stanno potenziando anno dopo anno la loro organizzazione di assistenza agli automobilisti. Questo perché i gommisti intendono far fronte alle esigenze del parco circolante italiano che è ai primi posti in Europa e nel mondo per densità.

TRASFORMAZIONI TECH

La crescita dei gommisti in Italia si accompagna anche all’aumento della tecnologia applicata al mondo dell’automobile. Gli stessi pneumatici sono sempre più spesso dotati di sensori intelligenti per garantire elevati standard di sicurezza. Secondo Federpneus a pesare sull’espansione della rete dei gommisti in Italia è stata anche l’introduzione della legge n.120/2010 sull’obbligo degli pneumatici invernali. Come sappiamo in determinati periodi dell’anno e in determinate zone, è necessario munirsi di gomme adatte ad affrontare gelo e neve sia in città che fuori. Com’era facilmente prevedibile tale obbligo che visto un incremento della domanda a vantaggio degli istallatori. I gommisti attivi si sono concentrati principalmente in alcune aree d’Italia. In particolare, la crescita è stata maggiore della media nazionale nelle Isole, dove ha toccato l’11,5%, e nel Nord del paese (+9,5%).

NEL DETTAGLIO

Aumentano i gommisti, anche se con un tasso di crescita leggermente inferiore alla media nazionale, anche al Sud (+7,4%), mentre al Centro l’aumento è stato contenuto (+2,9%). Guardando al dettaglio delle regioni Federpneus ci dice che la Liguria la regione dove, tra 2009 e 2018, c’è stato il maggior tasso di crescita (+26,3%). Segue la Campania (+24,5%) e il Molise (+19%). Gommisti in difficoltà in quattro regioni caratterizzate dal segno meno. In particolare le Marche (-2,2%), la Puglia (-13,8%), il Trentino Alto Adige (-16,4%) e la Valle d’Aosta (-27,3%). Quanto alla Lombardia questa si conferma, anche nel 2018, la regione in cui è presente il maggior numero di gommisti attivi, ben 793. Seguono, nell’ordine, la Sicilia con 767 gommisti, la Campania con 661, il Lazio con 635 e l’Emilia Romagna con 576. In totale, queste cinque regioni ospitano quasi la metà di tutte le aziende attive in Italia.

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Il Mercato Europa si ferma a 1.344.863 unità, è -0,5%

di Redazione

Continua la contrazione del mercato dell’auto in Europa. Ancora una volta, seppur di poco, i numeri mostrano il segno negativo davanti alle cifre. Il Vecchio Continente, dopo un 2018 con segno meno,  stenta a dare segnali di ripresa. Ad aprile le immatricolazioni di auto sono state 1.344.863 unità, con un calo dello 0,5% rispetto ad aprile 2018. Nei primi quattro mesi dell’anno il trend negativo è ancora più accentuato. Meno 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I volumi complessivi del mercato nel primo quadrimestre dell’anno hanno raggiunto le 5.491.050 unità.

I CINQUE PAESI DI RIFERIMENTO

Con le loro 953.804 autovetture (-0,4%), Inghilterra, Francia, Italia, Germania e Spagna rappresentano il 71% delle intere immatricolazioni europee. Anche se il mercato della domanda è stato trainato principalmente dai Paesi nuovi membri (EU12), che hanno segnato un netto + 4,6% nel mese, Spagna (+2,6%), Italia (+1,5%) e Francia (+0,4%) hanno portato l’asticella verso valori positivi, ancora al ribasso invece le immatricolazioni nel Regno Unito (-4,1%) e in Germania (-1,1%), dove a segnare il passo sono anche le motorizzazioni Diesel.

CONTINUA IL SEGNO MENO PER I DIESEL

Sembra a dir poco inesorabile la caduta delle vetture alimentate a gasolio. Spagna (-24%) e Italia (-22%) sono le nazioni dove la contrazione delle immatricolazioni è stata maggiore. A seguire, Francia (-17%) e Regno Unito (-9%). La Germania, per la prima volta nel 2019, mostra il segno meno tra le immatricolazioni di auto a gasolio (-0,9%). Nei cinque maggiori mercati europei, ad aprile, la caduta media è stata del 13%, con circa 50.000 immatricolazioni in meno. Occorre ricordare che la flessione della richiesta di vetture a gasolio è iniziata nel 2017.

L’ANALISI DEL MERCATO NAZIONALE

In Italia, le vetture immatricolate ad aprile sono state 174.412 con un +1,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Come detto precedentemente, il calo delle vendite del Diesel è stato davvero consistente. Le immatricolazioni a gasolio ormai rappresentano il 40% del totale, le vendite di auto a benzina risultano essere al 45% di quota. Le vetture Diesel sembrano tenere solo sull’usato. In crescita con un trend molto positivo sono le auto ad alimentazione alternativa. Si attestano al 14,7%, di cui l’1% sono elettriche o ibride plug-in. Solo ad aprile hanno toccato quota 1.736 unità vendute, di cui 589 riservate al mercato dei privati. Si tratta di una cifra, probabilmente sostenuta dall’introduzione dell’Ecobonus, pari ad un terzo delle auto acquistate nell’intero 2018.

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I 10 pickup usati più venduti in Italia

di Antonio Elia Migliozzi

In Europa le vendite dei pickup non viaggiano i ritmi sostenuti. Nell’era di SUV e crossover non sono tanti gli automobilisti che si mettono alla guida di un pickup spesso per le dimensioni e i prezzi. Eppure, classifiche alla mano, il gradimento per questo tipo di veicoli sale anche in Europa. Ecco allora che una classifica ci aiuta a individuare gli affari migliori nel campo dell’usato. Tra i pick-up il Mitsubishi L200 si conferma il quello più desiderato in Italia. Secondo posto per il Ford Ranger e terzo per il Fiat Strada. Sparito dal mercato da qualche anno lo Strada risulta il mezzo più economico tra quelli della ricerca. Interessante notare come sia stato sostituito dal Fullback sviluppato sulla base del Mitusbishi L200. In fondo alla classifica troviamo i mezzi più costosi poco appetibili per gli amanti dell’usato. Diamo uno sguardo nel dettaglio.

PICKUP IN ITALIA

L’auto usata si confermata trainante nel mercato automotive italiano. Ecco allora che il portale Autouncle.it ha stilano una nuova classifica che indaga questo mondo e guarda al segmento dei pickup. Si tratta sicuramente non sono una tipologia di veicoli molto diffusi nel mercato italiano a differenza di altri contesti come quello Usa. Va detto che negli ultimi anni diversi brand dell’auto hanno mostrato particolare attenzione al settore lanciando nuovi modelli. Vediamo allora i 10 pickup usati più venduti negli ultimi 60 giorni sul portale online. Al primo posto in Italia troviamo il Mitsubishi L200. Secondo posto in classifica per il più amato in Europa, il Ford Ranger. La casa dell’ovale blu è già prima assoluta negli Stati Uniti con la sua serie F. Il pickup più economico è il Fiat Strada, quarto, che promette di essere adatto ai lavoratori anche per i suoi bassi costi di gestione.

GIAPPONE FORTE
Fuori dal podio nella classifica dei pickup usati più desiderati per il Toyota HiLux il cui debutto sul mercato risale addirittura al 1968. Giunto alla sua ottava generazione, l’Hilux ha venduto quasi 20 milioni di esemplari in mezzo secolo. Quinto posto per Isuzu D-Max che oggi è alla sua terza generazione ed è ancora più grande nelle dimensioni e promette di aver alzato il livello della qualità. In fondo alla classifica si trovano i pickup ideali per chi dispone di un budget più importante. Scorrendo la classifica troviamo l’americana Dodge con il suo iconico RAM al sesto posto. Da notare il fatto che con l’ingresso di Dodge in Fca i suoi pickup hanno iniziato ad essere presenti nell’usato italiano. Settimo posto per il tedesco Volkswagen Amarok che propone un compromesso tra tech e capacità fuori strada. Fiat Fullback, derivato dalla Mitsubishi L200 si piazza ottavo.

BASSA CLASSIFICA

A scorrere la lista dei pickup usati il più costoso tra i primi 10 è sicuramente il Mercedes-Benz X250. Questo veicolo è il risultato della collaborazione con il gruppo Nissan-Renault. All’esterno, infatti, si colgono dettagli tipici di altri modelli delle case come Nissan Navara e Renault Alaskan. L’abitacolo, invece, presenta caratteristiche tipiche della stella come le bocchette di ispirazione aeronautica e il grande il monitor del sistema di infotainment. Hanno invece ben 80 anni sulle spalle i pick up Nissan, ma sembrano non sentirli. Il Nissan Navara si piazza decimo ed è il discendente di una lunga tradizione iniziata con la storica Datsun Model 13 Truck del 1934. Insomma i pickup piacciono sempre di più anche nel nostro paese. Si tratta della scelta vincente per chi cerca un mezzo capiente e capace di raggiungere anche i luoghi più remoti.

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Suzuki è il brand più apprezzato tra i concessionari

di Antonio Elia Migliozzi

La soddisfazione dei clienti non è meno importante di quella dei dealer. Ecco allora che il premio Dealerstat rinnova anche quest’anno l’attenzione nei confronti della rete di vendita. Suzuki è il marchio automobilistico più apprezzato dai concessionari italiani e soffia il primato ai tedeschi di Porsche. Completa il podio il terzo posto Mercedes-Benz. La motivazione della rete di vendita rappresenta infatti la chiave per il successo commerciale dei brand e il loro radicamento sui territori. In questa direzione attenzione anche alla propensione dei concessionari verso l’innovazione. Oltre la metà dei dealer si è detto pronto a cambiamenti e Toyota viene indicato come il marchio più impegnato. Vediamo tutti i dettagli.

GIAPPONE IN TESTA

Il mercato dell’auto vive trasformazioni rilevanti. In questa dimensione le concessionarie sono la cinghia di trasmissione del cambiamento dalla casa madre ai clienti. La giapponese Suzuki supera Porsche e vince il Dealerstat 2019. L’indagine di Quintegia sul grado di soddisfazione dei concessionari nel rapporto con le case automobilistiche certifica la fine dei 2 anni di dominio Porsche. La ricerca ha coinvolto 32 marchi automotive ed è stata presentata a Verona fiere nel corso dell’Automotive Dealer Day. Terzo posto per un altro brand tedesco, Mercedes-Benz dimostra la sua solidità e recupera ben 7 posizioni. Scorrendo la top 10 troviamo, nell’ordine, Toyota, Bmw, Volvo, Ford, Mini, Kia e Land Rover. Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia, ha commentato: Dal 1980 ad oggi la crescita del marchio Suzuki in Italia ha coinciso con la crescita della sua rete”. Negli ultimi 6 anni i volumi di vendita di Suzuki sono saliti del 200%.

LA RETE DI VENDITA

Nalli precisa anche il ruolo dei dealer: “Crediamo che il rapporto tra i nostri concessionari e Suzuki Italia si rifletta interamente sulla qualità della relazione degli stessi concessionari con il cliente.” Insomma la soddisfazione della rete di vendita per comunicare meglio il prodotto ai consumatori. Il manager di Quintegia Alberto Bet ha detto: “Negli ultimi anni sta crescendo il livello generale di soddisfazione nei confronti delle case automobilistiche. In virtù anche di una maggior fiducia non solo sul prodotto (3,56 in una scala da 1 a 5), ma anche sulla formazione (3,49) e sui servizi finanziari (3,44).” L’Automotive Dealer Day si conferma l’occasione per fare il punto sul settore auto. Nato nel 2003 è arrivato lo scorso anno alla sua 16esima edizione che ha coinvolto il 60% dei concessionari italiani. Il confronto tra case automobilistiche e concessionari è ancor più importante viste le sfide della situazione attuale del mercato.

ONDA DI INNOVAZIONE

Attenzione anche al grado di innovazione delle concessionarie italiane. Si tratta di un’esigenza sentita dagli imprenditori con oltre la metà dei dealer pronti a investire entro i prossimi 3 anni. Anche qui un marchio giapponese davanti a tutti. Toyota, con l’85% delle segnalazioni, è considerato il brand a maggior propensione innovativa. Seguono Volvo, Bmw, Lexus e Audi, con quote oltre il 60%. La rilevazione ha coinvolto il 60% dei concessionari italiani e tra i marchi made in Italy solo Jeep, ultima, è presente nella top 20. Per quanto riguarda i brand premium, la prima è Bmw al 5° posto mentre Volvo è al 6° posto. Tra le aree di minor soddisfazione, le vendite ai clienti business (valutazione a 2,78), i margini di profitto (2,80) e gli standard richiesti dalle case (2,98). La valutazione complessiva evidenzia maggiore ottimismo delle concessionarie che passa da 3,23 dello scorso anno al 3,32 di quest’anno.

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Auto elettrica: solo il 28% degli italiani la comprerebbe per ZTL e blocchi

di Antonio Elia Migliozzi

Cambiano le scelte degli italiani in materia di alimentazione auto. Uno studio rivela l’aumento dei consensi per l’ibrido che si piazza al primo posto. Consapevoli dell’importanza di fare una scelta rivolta al futuro i driver italiani guardano all’elettrificazione. E se per la maggioranza è ancora presto per mettere in garage una vettura 100% elettrica i motori ibridi incassano un consenso unanime. L’auto ibrida si sceglie principalmente per la tutela dell’ambiente (53%) ma seguono anche le esigenze di viabilità e i risparmi nella gestione. In generale crollano le motorizzazioni tradizionali con gli italiani che preferiscono le auto benzina alle diesel. Male il gas che occupa il fondo classifica nel gradimento, ultimi due posti rispettivamente per Gpl e metano. Vediamo i dettagli.

IBRIDO AL PRIMO POSTO

In occasione dell’Automotive Dealer Day di quest’anno Quintegia anticipa i dati emersi nel suo report annuale sulla mobilità in Italia. Nel dettaglio gli italiani sono pronti all’elettrificazione ma con riserva. Se l’ibrido mette d’accordo quasi tutti attorno alle auto elettriche ci sono ancora dubbi. Le auto elettrificate, quindi ibrido ed elettrico, si confermano l’oggetto del desiderio per il 63% degli automobilisti. Ci sono ancora preoccupazioni legate alla mobilità elettrica in particolare nell’immediato futuro. Lo studio ha indagato un campione di oltre 3.000 driver italiani che hanno comprato un’auto nuova o a km 0 negli ultimi 2 anni. Si tratta di persone interessate all’acquisto, entro il 2019, di un’altra vettura. Nei fatti 6 italiani su 10 dicono di essere intenzionati ad acquistare un’auto elettrica. Il dato somma il 48% di “probabilmente sì” al 15% dei “certamente sì”.

L’AUTO DEL FUTURO

Quando si fissa il termine di acquisto a 6 mesi i “sì” scendono al 31,2% con un 44% di indecisi. Quasi la metà cerca ulteriori informazioni per concludere l’acquisto dell’auto. Quintegia ha poi guardato alle motivazioni per cui si compra un’auto elettrificata. Tra gli italiani il rispetto dell’ambiente è la motivazione più diffusa (53%) seguita dalla considerazione che “è l’auto del futuro” (43%). Stranamente le ragioni più pratiche sono in bassa classifica. Tra queste la viabilità con i problemi di Ztl e blocchi del traffico è al 28% e il risparmio al 22%. Interessante l’attenzione degli italiani al bollo auto con il 12% che lo cita direttamente. Circa 1 consumatore su 4 esclude l’acquisto di un’auto elettrica nei prossimi 6 mesi. Il motivo è che ci sono questioni irrisolte come l’autonomia ridotta (48%) e la scarsità di colonnine di ricarica (33%). Inoltre per il 28% non sono affidabili.

ALIMENTAZIONI A CONFRONTO

In generale il prezzo elevato rispetto rispetto alle motorizzazioni tradizionali (26%) frena le scelte elettrificate degli italiani. Come detto a risolvere i dubbi sull’elettrico ci pensano le auto ibride. Queste motorizzazioni sono in testa all’elenco con 3 italiani su 4 che si dicono probabilmente (55%) o certamente (20%) intenzionati all’acquisto. Per quanto riguarda i motori tradizionali, la benzina è presa in considerazione da più della metà del campione (56%). Male il diesel che registra un 36% degli italiani schierato sul “certamente no” all’acquisto. Il diesel rimane una possibilità solo per 4 italiani su 10 (41%), con picchi di gradimento al 63% tra gli acquirenti di marchi premium. Chiude la classifica il gas auto. Ultimo il metano con un “no secco” all’acquisto al 47% e il “probabilmente no” al 28%. Quanto al Gpl i valori di gradimento sono rispettivamente al 43% e 25%.

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Auto nuova a rate: nel 2018 +7,6% di finanziamenti

di Antonio Elia Migliozzi

L’auto continua ad essere al centro dei desideri degli italiani. Il credito è ancora uno strumento importante per gli automobilisti che vogliono cambiare auto. Nel 2018 sono stati erogati ben 17 miliari di euro con una crescita del 7,7% rispetto al 2017. La ricerca Compass mette in evidenza anche il comportamento degli italiani in relazione all’acquisto dell’auto. In generale si tende a cambiare vettura superati i sette anni (77%) e i giovani, invece che rivolgersi al nuovo, guardano all’usato. Cresce l’attenzione nei confronti dell’ambiente. Sebbene la quota di mercato delle auto ad alimentazione alternativa (GPL, metano, elettriche ed ibride) sia inferiore al 10% il 71% degli intervistati è propenso all’acquisto di un’auto ibrida. Diamo uno sguardo ai dettagli.

IL SETTORE DEL CREDITO

In Italia crescono i finanziamenti erogati nel settore della mobilità. Nel 2018 sono stati circa 17 i miliardi erogati dagli istituti di credito in favore degli italiani con un aumento del +7,7% rispetto al 2017. Il credito al consumo si conferma determinante per le vendite tanto che l’80% degli acquirenti avrebbe rinunciato o rimandato l’acquisto se non avesse ricevuto un finanziamento. L’Osservatorio Compass fa il punto della situazione e delinea i trend per il futuro. Nel 2018 la media degli importi finanziati tramite venditori convenzionati per l’acquisto dell’auto è stato di 14.401€ (+4% sul 2017) per il nuovo e di 11.296€ (+3,9%) per l’usato. Luigi Pace, Direttore Marketing e Customer Management di Compass, ha precisato: “L’auto viene utilizzata quotidianamente dall’80% degli italiani e rappresenta ancora uno status simbolo per tanti. Quanto emerso dall’Osservatorio ci porta ad essere ottimisti sul futuro del mercato dell’auto in generale.”

NUMERI ALLA MANO

La mobilità si conferma al centro degli interessi degli italiani. Il 90% degli intervistati dichiara di utilizzare l’auto quotidianamente con una media di circa 1 ora al giorno. Quando si sceglie un’auto si valutano attentamente i costi di utilizzo e gestione. I giovani si concentrano sull’estetica di più che sulla sicurezza. In generale gran parte gli italiani tende a cambiare l’auto superati i sette anni (77%), con un intervistato su quattro intenzionato a farlo il più tardi possibile. Il 55% degli intervistati preferisce una vettura nuova non solo quando si tratta dell’auto principale o unica. L’acquisto dell’auto usata è la scelta del 31% mentre le vetture a km 0 lo sono per il 10% del campione. Quanto ai giovani italiani il 45% del target tra i 18 e 30 anni sceglie prevalentemente un’auto usata. Il 39% prende un’auto nuova mentre il 7% una a km 0.

IL RICHIAMO DEL FUTURO

Il risparmio (68%) è il motivo principale che spinge a orientarsi sull’usato. L’80% degli intervistati conosce il noleggio a lungo termine ma solo il 15% degli automobilisti ne è convinto. Cresce l’attenzione degli italiani verso l’ambiente. Le auto ad alimentazione alternativa (GPL, metano, elettriche ed ibride) sono ancora inferiori al 10% del parco auto circolante ma in forte crescita. Il 71% degli intervistati è propenso, infatti, all’acquisto di un’auto ibrida. Ampiamente superata l’auto elettrica, con solo il 39% degli italiani che si dice convinto di acquistarne una. Quanto alla tecnologia la guida autonoma è l’innovazione più attesa, il 46% degli italiani si dice interessato. Nell’attesa grande richiesta per i sistemi di aiuto al parcheggio (45%). Le tecnologie di connessione dedicate a smartphone e tablet sono un “must have” per il 42% dei driver mentre l’accensione senza chiave lo è per il 40%.

IL TREND

Dalla ricerca Compass emerge grande fiducia per il futuro del mercato. Nel complesso il 38% dei convenzionati (il 31% nel settore auto) si attende un aumento delle vendite nei prossimi mesi del 2019. Il 45% prevede invece una sostanziale stabilità del proprio giro d’affari. Per intercettare meglio le esigenze degli italiani il 45% dei dealer ha in programma dei progetti per sviluppare la propria attività commerciale. In questo caso preferenza per la ristrutturazione o l’ampliamento dello spazio di vendita (21%). Nei fatti un italiano su due è soddisfatto della condizione della propria famiglia. Resta bassa la percentuale di chi si attende un miglioramento nel corso dei prossimi 12 mesi (33%). Molti italiani scelgono di non rinunciare ai propri sogni nel cassetto con il 34% che vorrebbe fare un viaggio importante e il 29% che vorrebbe acquistare un nuovo veicolo.

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Sony Xperia 1: su Amazon Italia dal 5 giugno a 972€ [già disponibile in prenotazione]

di Alessandro Signori

Il top di gamma della casa giapponese, visto ormai tre mesi fa al Mobile World Congress, è finalmente disponibile in prenotazione, in Italia, tramite Amazon, il quale rivela anche data di uscita e prezzo.(...)
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Sharing Mobility: perché in Italia continueremo a guidare troppe auto

di Donato D'Ambrosi

Il mondo automotive si prepara alla più grande trasformazione tecnologica con le auto elettriche, connesse e autonome. Intanto come viene percepita l’attuale mobilità nelle principali città italiane? Un giorno non tanto lontano saranno sempre meno le auto di proprietà, poiché la sharing economy avrà il sopravvento. Ma a pensarci bene già oggi gli italiani potrebbero lasciare a casa l’auto e muoversi con mezzi alternativi, almeno sulla carta. Un interessante sondaggio rivela che in media solo 1 italiano su 4 è soddisfatto della mobilità nella propria città.

LA MOBILITA’ TRA MILANO E ROMA

Un’indagine condotta da Nielsen per conto di AutoScout24 rivela le aspettative dai trend di cambiamento, la percezione attuale della mobilità degli italiani e la visione del futuro. Cosa cambierà nel rapporto tra gli italiani e l’auto in ragione dell’esigenza di mobilità soddisfatta oggi dalle grandi città? Tra Milano e Roma c’è un grande divario con il 41% di insoddisfatti nella capitale e l’11% nella metropoli lombarda. Per il 95% degli intervistati l’attuale sistema di Trasporto Pubblico non è adeguato ad accompagnare l’addio all’auto di proprietà. In media solo l’8% in Italia apprezza il TPL (con punte del 25% a Milano), mentre per il 60% l’auto è più affidabile. Se 1 italiano su 2 pensa che ci siano pochi mezzi e poco puntuali, a Milano l’esigenza di evitare il traffico e le ZTL spinge a un maggior uso del TPL.

COME CAMBIANO O DOVREBBERO CAMBIARE LE CITTA’

In media solo il 20% preferisce muoversi a piedi e sicuramente non è la quota interessata all’arrivo dei taxi a guida autonoma. La visione delle città del futuro attraverso gli occhi degli italiani – secondo l’indagine – prevede l’aumento dell’uso di bici e spazi pedonali per il 60%. Il 40% confida nell’aumento di spazi aperti e modalità di spostamento alternative, ma non c’è molta fiducia nella riduzione del traffico. Solo il 33% pensa che con le smart cities il problema del traffico diminuirà, mentre per il 64% sarà inevitabile una mobilità provata e pubblica connessa al Wi-Fi. Uno dei più grandi nodi sulla tecnologia V2X.

GLI ITALIANI SONO POSSESSIVI

Secondo quanto emerge dall’indagine, non ci libereremo facilmente di almeno un’auto in garage, vuoi per la conformazione geografica e infrastrutturale dell’Italia. Ma anche per l’associazione dell’auto di proprietà a un bene indispensabile per l’indipendenza personale e familiare. L’80% ritiene che nei prossimi 10 anni avrà ancora un’auto di proprietà (il 92% tra 18-24 anni contro il 72% dei genitori più attempati). Il 71% degli intervistati dice che sceglierà un’auto ibrida (a Milano il 75%, a Roma il 65%), il 58% una elettrica, il 41% andrà a GPL, il 37% a metano e il 32% sui veicoli a benzina. Riguardo ai diesel l’opinione pubblica accumula solo il 27% delle preferenze, anche se i dati del numero di auto usate vendute dicono il contrario. A Milano solo 1 su 10 è convinto che comprerà un’auto nuova a gasolio, complice anche l’annunciata Area B limitata nel 2030 per i veicoli oggi più puliti. Mentre in Europa la sicurezza di un’auto viene molto prima dell’ecologia, purché sia utile a salvare la vita.

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Il numero delle linee PosteMobile sale a 4.224.000 nel primo trimestre 2019

di Gerardo Orlandin

PosteMobile, l’operatore mobile virtuale del Gruppo Poste Italiane, oggi ha comunicato i risultati finanziari del primo trimestre 2019, i quali dimostrano una crescita anche nei primi tre mesi di quest'anno. Il numero di linee PosteMobile sale a 4.224.000 rispetto a 4.1 milioni a fine 2018, tuttavia il dato comprende sia le SIM PosteMobile (su rete Wind Tre) che quelle abbinate al servizio PosteMobile Casa che si appoggiano invece alla rete Vodafone.

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Xiaomi festeggia un anno in Italia con l’apertura di 3 nuovi store

di Alessandro Signori

L’azienda cinese, ad un anno esatto dall’apertura del primo store italiano, annuncia un mese ricco di eventi per la community del nostro paese con l’apertura di 3 nuovi negozi ufficiali. (...)
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RC Auto: nel primo trimestre 2019 prezzi in calo del 2,7%

di Redazione

Secondo uno studio dell’Osservatorio RC Auto di Facile.it, il costo per assicurare la propria auto in Italia è diminuito. Analizzando i primi tre mesi dell’anno, i premi medi sono calati del 2,7% in meno rispetto a gennaio 2019. Paragonando invece i prezzi con quelli di marzo 2018, che si aggiravano in media sui 573,84 euro ad assicurazione, il calo è ancora maggiore raggiungendo una differenza del 5,5%.

TREND POSITIVO, TRANNE PER DUE REGIONI

Se sul territorio nazionale il trend è positivo, la Campania e la Puglia segnano un andamento inverso con un aumento delle tariffe. Al Sud non è la prima volta che si registra questo trend. In Campania si registra un aumento dell’1,4%, mentre in Puglia gli automobilisti hanno dovuto affrontare un aumento dei prezzi dello 0,7%. Considerando invece le regioni che hanno registrato i migliori risultati dall’inizio dell’anno, troviamo al primo posto la Valle d’Aosta con un -10,5%, seguita dall’Abruzzo -7,15% e il Veneto con un calo del 5,4%.

LA CAMPANIA CON I PREZZI PIÙ ALTI

Non solo un aumento percentuale dall’inizio dell’anno ma anche il prezzo più alto. In Campania, nel mese di marzo 2019, l’assicurazione di un veicolo a quattro ruote costava in media 935,57 euro, circa il 73% in più rispetto alla media nazionale. Considerando che il costo medio a marzo 2018 aveva superato la soglia dei 1.000 euro, gli automobilisti campani possono ben sperare per i prossimi mesi. Unica vera e propria consolazione rimane il calo dell’1,2% del prezzo medio rispetto a gennaio 2019.

LE GARANZIE ACCESSORIE

Per quanto riguarda le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti troviamo al primo posto l’assistenza stradale con il 45% del totale. Percentuale che supera il 70% in regioni come la Puglia, l’Abruzzo e la Campania. Le altre garanzie più richieste a livello nazionale sono la copertura infortuni conducente (16%), la tutela legale (15%) e la garanzia furto incendio, scelta dal 13% dei contraenti.

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A cosa giocano gli Italiani? Risponde Andrea Angiolino

di Anna Benedetto
A che gioco giocano gli Italiani? In un momento di grande ripresa del gioco di società, da tavolo e di ruolo, in cui autori italiani pubblicano con successo all’estero e in cui i titoli sul mercato sono tanti che neppure gli appassionati riescono a provarli tutti… a cosa giochiamo di più noi Italiani?   Senza […]

Optional auto 2019: Park Assist irrinunciabile per il 30% degli italiani

di Redazione

Sicurezza sì, ma iniziando dalle situazioni più ”pratiche” come il parcheggio. Questo l’orientamento che emerge a proposito delle preferenze degli italiani in materia di optional secondo le statistiche diffuse dal portale automotive DriveK.  Primo tra gli accessori più richiesti in fase di ordine troviamo ancora, come un anno fa, l’assistenza al parcheggio, voluta da quasi il 30% degli acquirenti. Al secondo posto il navigatore satellitare (25%), che soddisfa un altro bisogno, quello di non smarrire la strada o non perdere troppo tempo a cercarla. Infine, al terzo posto c’è l’antifurto, garanzia a cui oltre un italiano su 5 (21%) non vuol rinunciare.

ADAS SOTTOTONO

Alcuni sondaggi del 2015 e nel 2018 hanno confermato che gli incidenti sono la peggior paura degli italiani dopo i furti in casa. Eppure, i moderni sistemi sicurezza attiva che dovrebbero evitare più direttamente le collisioni (in parte già obbligatori), non sono proprio alle prime posizioni. Il Safety Pack, termine generico che il più delle volte include ADAS di ultima generazione come assistenti al mantenimento della corsia, lettori di segnaletica ecc…, sono al 13° posto con appena il 7% delle richieste.

PRIMA LA BRUTTA STAGIONE

Vero, le tecnologie più recenti sono optional ancora relativamente costosi soprattutto sulle auto di categoria inferiore e, viceversa, di serie su molti modelli di classe superiore. Ciò non toglie però che molto prima di questi, per l’esattezza al 7° posto, la graduatoria veda ancora il Winter Pack, ossia gli accessori per la brutta stagione come getti lavavetri e sedili riscaldati, lavafari ecc…. A questi va tuttora 15% delle preferenze.

CRUISE CONTROL, POCHE RICHIESTE

Stranamente alle ultime posizioni, quasi a pari merito con il Safety Pack, c’è il regolatore di velocità: la statistica non precisa se parliamo di quello attivo, con mantenimento della distanza di sicurezza (che a volta fa parte del Safety Pack stesso) o di quello di base con cui molti italiani ancora non hanno familiarizzato. Agli ultimi posti troviamo anche le fanalerie di sicurezza come fendinebbia e proiettori a Led.

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Immatricolazioni auto in calo in Europa: -10% a marzo

di Redazione

Secondo i dati diffusi dall’ACEA (l’associazione dei costruttori europei) nel complesso dei Paesi dell’UE,  in Europa le immatricolazioni di autoveicoli nel terzo mese dell’anno sono in calo del 3,6%  rispetto a marzo 2018. Il mercato italiano guida questo andamento sfavorevole chiudendo a -9,6%. Con Il trend negativo registrato anche nei mesi di gennaio e febbraio, il primo trimestre 2019 termina con una variazione negativa del 3,2% rispetto al 2018.

MERCATO ITALIANO IN CRISI

La legge di bilancio con l’Ecobonus non è riuscita ad invertire la rotta, anzi. Nel mercato italiano, le immatricolazioni nel mese di marzo si fermano a 193.662 unità con un calo del 9,6% rispetto l’anno precedente. Considerando invece il primo trimestre del 2019, le unità vendute risultano 537.289 con un andamento negativo del 6,5% rispetto all’anno precedente.

DIESEL IN FORTE CALO

La variazione più rilevante è il crollo del 25% nelle immatricolazioni in Europa delle auto Diesel. Complici gli scandali sulla contraffazione delle emissioni, la demonizzazione da parte dei comuni e le leggi sempre più restrittive sulle emissioni di sostanze nocive per l’ambiente, l’alimentazione a gasolio registra una forte flessione delle immatricolazioni dovuta ad un calo nelle vendite/richieste. Un -17% nel mese di marzo e un -16,6% nel primo trimestre nei maggiori mercati esclusa la Germania, dove si registra una crescita, per il terzo mese consecutivo, del 2,7%. Secondo la European Environment Agency, la diminuzione nelle vendite delle auto Diesel ha portato dal 2017 un aumento dello 0,4% delle emissioni medie di CO2. Aumento dovuto a maggiori emissioni delle auto a benzina su cui si è orientata parte della clientela.

GERMANIA IN CONTROTENDENZA

Se come abbiamo detto la chiusura del primo trimestre risulta negativa, il mercato tedesco mantiene lo stesso trend del 2018. Con 880.092 unità vendute registra una variazione del +0,2%. Secondo l’Associazione tedesca dell’industria automotive VDA si tratta dei volumi più alti in un primo trimestre dal 2000. Anche gli ordini in entrata sono aumentati del 7%, con risultati positivi soprattutto a gennaio e febbraio.

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Docety, la startup da 2 milioni di Euro che non esiste

di Valerio Porcu
Docety è una piattaforma nata di recente e ha come obiettivo quello di ripensare la didattica online mettendo l’accento sul rapporto umano, l’interazione e la qualità. La startup, che esiste nonostante sia in Molise (nota regione immaginaria), è stata fondata da Nicola Palmieri, Mario Palladino (gli youtuber Redez e Synergo di Quei Due Sul Server) […]

Iotty, l’interruttore davvero smart bello da vedere

di Tom's Hardware
Gli interruttori smart sono delle piccole meraviglie che ci permettono di dare un tocco super hi-tech alla nostra casa e, finalmente, è arrivato un prodotto che è anche bello da vedere. Siamo nel 2019 e l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre case. Abbiamo assistenti digitali sugli smartphone e nelle stanze di casa nostra, ma cosa […]

Mercedes CLA 2019: partono i preordini in Italia da 33 mila euro

di Antonio Elia Migliozzi

Partono gli ordini in Italia per la nuova Mercedes-Benz CLA. La seconda generazione della berlina dal look coupé aveva fato il suo esordio in occasione del CES di Las Vegas. Il design non è stato stravolto ma affilato e migliorato per integrare tante tecnologie ereditate direttamente dalla Classe S. Il listino in Italia parte da 33.610 euro per il diesel 180d da 115CV fino ad arrivare alla top di gamma la CLA 250 da 224CV a quota 44.700 euro. Non manca la trazione integrale 4 Matic che, per CLA 220 e CLA 250, è un optional da 2.260 euro. La vettura è offerta al mercato in 4 allestimenti; Executive, Business, Sport e Premium. Per chi cerca qualcosa in più dal punto di vista estetico si possono scegliere i pacchetti estetici Amg Line. Diamo uno sguardo ai dettagli.

IL LISTINO

Mercedes-Benz CLA arriva in Italia con listino a partire da 33.610 euro. Sono disponibili cinque motorizzazioni tra benzina e diesel. Assente quindi, almeno per ora, l’ibrido e l’elettrico che troviamo solo sul SUV EQC. Tutti i motori hanno di serie trazione anteriore e cambio automatico. Il diesel apre la gamma con la CLA 180d da 116 CV al prezzo di 33.610 euro. Esordio per due versioni del nuovo motore turbo a benzina 1.3 sviluppato insieme al gruppo Renault: sulla CLA 180 da 136 CV a 35.020 euro e sulla CLA 200 da 163 CV a 38.340 euro. Il 2.0 turbo a benzina equipaggia la CLA 220 da 190 CV e listino da 41.600 euro la 250 da 224 CV che parte da 44.700 euro. Queste ultime due motorizzazioni top di gamma possono essere arricchite con il sistema di trazione integrale 4Matic da 2.260 euro.

ALLESTIMENTI E DOTAZIONI

Nuova Mercedes-Benz CLA è proposta al lancio in quattro allestimenti, ovvero Executive, Business, Sport e Premium. I cerchi di lega da 16″, il sistema multimediale MBUX con retrocamera, il cruise control, la frenata d’emergenza e il mantenimento della corsia sono di serie su tutte. Dal canto suo la versione Business costa 1.230 euro in più ma ha il volante sportivo con paddle per la cambiata, il clima automatico e i sedili in pelle sintetica. Non manca la connettività Android Auto e Apple CarPlay. Sulla CLA Sport troviamo anche i fari anteriori a matrice Led e i cerchi da 18″, mentre l’allestimento top di gamma Premium include anche il navigatore satellitare con aggiornamenti live, e i pacchetti estetici AMG Line. Su CLA è presente l’ultima generazione del sistema per la connettività di bordo MBUX che include i comandi gestuali.

LA TECNOLOGIA

A bordo della nuova Mercedes-Benz CLA ci sono i più recenti sistemi compresa la guida semi autonoma. Telecamere e radar controllano la strada fino a 500 metri di distanza potendo rimediare a piccole distrazioni del driver. Troviamo anche l’Active Brake Assist che può aiutare a mitigare o evitare le collisioni posteriori con veicoli più lenti o fermi ma anche con pedoni e ciclisti. Il Pre-Safe Plus, inoltre, prepara i passeggeri a un possibile impatto inevitabile. L’Active Lane Keeping Assist, invece, è in grado di avvertire il guidatore mediante vibrazioni del volante quando il veicolo esce involontariamente dalla sua corsia di marcia a velocità comprese da 60 km/h. Ulteriore accessorio sono i fari LED Multibeam si orientano per adattarsi alle condizioni climatiche e di illuminazione.

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Italian Tech Week, uno sguardo sul futuro a Torino dal 25 al 28 giugno

di Alessandro Crea
L’Italian Tech Week è una serie di eventi che dal 25 al 28 giugno 2019 riunirà a Torino le eccellenze italiane ed europee impegnate a costruire il futuro del business e della società. ITW è un progetto non profit promosso da Camera di commercio di Torino, Club degli Investitori, Compagnia di Sanpaolo, Fondazione CRT, Fondazione […]

Carta di Identità Elettronica, contro le liste di attesa adesso si caricano online dati e foto

di Pino Bruno
La Carta di Identità Elettronica (CIE) è ormai decollata. Ce l’hanno in tasca già 8.603.182 italiani e quasi tutti i comuni – 7638 su 7915 – sono attrezzati per rilasciarla. Bastano pochi minuti allo sportello e poi la CIE arriva a casa in una settimana, dopo essere stata stampata dal Poligrafico e Zecca dello Stato. […]
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