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5G, in Europa 140 attacchi alle infrastrutture: UE cerca soluzioni

di Lucia Massaro
Oltre 140 attacchi incendiari alle infrastrutture 5G (o presunte tali) in diversi Paesi europei. Sono questi i dati preoccupanti dichiarati dalle organizzazioni di settore ETNO e GSMA. Le reti di quinta generazione stanno subendo un vero e proprio attacco da parte di chi crede a fake news e alle teorie complottistiche che vedono il nuovo […]

Conversione patente estera conseguita prima dei 18 anni: ok dal MIT

di Raffaele Dambra

Conversione patente estera

La conversione di una patente estera prevede la sostituzione del documento di guida con uno italiano. La procedura è destinata ai conducenti che ottengono la residenza nel nostro Paese provenienti dall’UE, dagli altri paesi SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e dalle nazioni extra-UE che hanno sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia. Si tratta di disposizioni note già da tempo, la novità degli ultimi giorni riguarda invece una circolare del MIT che ha chiarito la problematica relativa alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: LA PROBLEMATICA

Il quesito che si stavano ponendo numerosi uffici della Motorizzazione Civile adibiti alla conversione della patente estera in Italia era infatti il seguente: un documento di guida, poniamo per esempio una patente B per condurre le automobili, conseguito in un Paese estero in età inferiore a quella richiesta dalle nostre leggi (come nel Regno Unito e in Irlanda, dove si può prendere la patente B già a 17 anni), si può convertire in una patente italiana, dove invece l’età minima parte dai 18 anni? In altri termini, un conducente regolarmente patentato a 17 anni perché la normativa del suo Paese lo permette, può ottenere l’equivalente documento di una nazione che al contrario ne richiede 18?

PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: È VALIDA IN ITALIA A CERTE CONDIZIONI

A questo interessante quesito ha risposto il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con la circolare 34454 del 7/11/2019, precisando che “non sussiste alcun impedimento alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana”, a prescindere dalla provenienza (UE, SEE ed extra-UE). Tuttavia è necessario che “alla data di presentazione della domanda, il richiedente abbia compiuto l’età minima richiesta in Italia per l’emissione della specifica categoria di patente da rilasciare e che, ovviamente, non esistano altri motivi ostativi”. In pratica un cittadino irlandese che ha conseguito la patente B nel suo Paese a 17 anni, una volta trasferitosi in Italia può tranquillamente sostituire il documento di guida con uno italiano ma solo dopo aver compiuto 18 anni, l’età minima prevista da noi.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA IN ITALIA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: ALTRE INDICAZIONI

La circolare del MIT ha stabilito inoltre che la data di ‘primo rilascio’ da riportare sul documento di guida italiano resta comunque quella del conseguimento del documento all’estero, anche se a suo tempo il conducente non aveva ancora compiuto l’età minima richiesta in Italia. E che la data di primo rilascio dev’essere ritrascritta sulla patente a ogni sostituzione o cambio. Il Ministero ha comunque puntualizzato che quanto stabilito con la nuova circolare non può automaticamente applicarsi ai casi palesemente incongruenti, ad esempio per richieste di conversione di patente B estera conseguita all’età di 14 o 15 anni. Nell’ipotesi, si dovranno effettuare specifici approfondimenti presso le competenti autorità.

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Autostrade e Ponti: i nuovi controlli passano a una società internazionale

di Donato D'Ambrosi

Viadotti autostrade

Autostrade per l’Italia annuncia un nuovo modello di monitoraggio delle infrastrutture che sarà nelle mani di una società di risalto internazionale. Ad annunciarlo è il nuovo amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi succeduto a Giovanni Castellucci. L’AD di Autostrade ha informato il Consiglio di Amministrazione della Società che le attività di monitoraggio e sorveglianza sulle opere d’arte saranno affidate “a una primaria società del settore di livello internazionale, la cui selezione è già stata avviata”. La rilevanza della notizia è ancora maggiore se si pensa che la SPEA Engineering, cui erano affidati i controlli sulle infrastrutture e i viadotti, è una controllata della stessa famiglia Benetton che ha in mano le concessioni autostradali.

I CONTROLLI AI PONTI NON SI FARANNO PIU’ “IN FAMIGLIA“

Si prospetta una svolta epocale entro la fine dell’anno, quando sarà conclusa l’attività di verifica e su tutte le 1943 opere d’arte della rete di Autostrade per l’Italia. L’attività di ispezione iniziata a ottobre 2018 e svolta da società di ingegneria esterne al Gruppo. La notizia dell’affidamento dei controlli a una società diversa da SPEA Engineering sembrerebbe legata alle accuse di insabbiamento delle verifiche sulla sicurezza dei ponti e dei viadotti, come riporta il Fatto Quotidiano.

CONTROLLI A PONTI E VIADOTTI PIU’ EFFICIENTI

L’attività di monitoraggio affidata alla nuova società sarà effettuata con un nuovo modello che permetta controlli più efficienti. L’AD ha informato il CdA che Autostrade per l’Italia sta sviluppando operativamente dal mese di maggio 2019 un innovativo sistema digitale. La nota ufficiale ASPI promette di  “consentire la più efficiente gestione del patrimonio infrastrutturale, dalla fase di ispezione fisica fino al completamento delle attività di manutenzione”.

I COSTI DEL PIANO DI CONTROLLI SULLE AUTOSTRADE

L’AD ha inoltre illustrato al Consiglio di Amministrazione il piano, avviato già a inizio 2019, finalizzato a dare un significativo impulso ai lavori su ponti e viadotti della rete autostradale, dimezzando i tempi di intervento. Il piano prevede risorse per oltre 360 milioni di euro e più di 350 interventi sulle opere d’arte di tutta la rete gestita da Autostrade per l’Italia. Tale importo si va ad aggiungere al programma di manutenzione e investimenti in corso sulla rete di ASPI.

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Sicurezza stradale: la Lombardia stanzia 10 milioni per opere infrastrutturali

di Raffaele Dambra

sicurezza stradale in Lombardia

Il piano per migliorare la sicurezza stradale in Lombardia prevede la realizzazione di oltre 70 progetti per una spesa che ammonta a circa 25 milioni di euro. Di cui 10 milioni a carico dell’ente Regione Lombardia, il resto distribuito tra i comuni e le province che saranno interessate dai lavori. In particolare i progetti contemplano: a) la creazione o il rifacimento di opere infrastrutturali come rotatorie, attraversamenti pedonali e ciclabili, segnaletica (anche luminosa) e piste e percorsi ciclo-pedonali; b) l’installazione di nuovi semafori, di barriere di sicurezza e di impianti di illuminazione; c) la sistemazione e la messa in sicurezza della sede stradale, delle banchine di fermata di bus, di isole salvagente e dell’arredo urbano specifico per la moderazione del traffico.

MIGLIORARE LE STRADE IN LOMBARDIA PER RIDURRE GLI INCIDENTI

La riduzione del numero di incidenti è un obiettivo importante della Regione Lombardia“, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato. “Obiettivo che perseguiamo anche attraverso la riqualificazione e il miglioramento delle strade lombarde”. Mentre Silvia Pini, assessora alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità, ha rimarcato che “con queste risorse si potranno effettuare interventi strutturali significativi per potenziare la viabilità e la manutenzione delle strade. In un’ottica di prevenzione della sinistrosità e di messa in sicurezza della rete stradale del territorio della Lombardia“.

SICUREZZA STRADALE IN LOMBARDIA: I PROGETTI APPROVATI

Come detto, sono più di 70 i progetti che saranno messi in atto per la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione dell’incidentalità sulle strade lombarde. Così distribuiti:
Provincia di Bergamo: 4 progetti per una spesa totale di 1.862.500 euro, di cui 500.000 dalla Regione;
Provincia di Brescia: 12 progetti per una spesa totale di 3.571.242 euro, di cui 1.371.583 dalla Regione;
– in Provincia di Como: 3 progetti per una spesa totale di oltre 1.000.000 di euro, di cui 450.000 dalla Regione;
Provincia di Cremona: 5 progetti per una spesa totale di 2.216.000 euro, di cui 855.000 dalla Regione;
Provincia di Lecco: 1 progetto per una spesa totale di 208.511 euro, di cui 94.500 dalla Regione;
– in Provincia di Lodi: 4 progetti per una spesa totale di 848.000 euro, di cui circa 360.000 dalla Regione;
Provincia di Mantova: 7 progetti per una spesa totale di 2.350.000 euro, di cui 961.000 dalla Regione;
Provincia di Milano: 10 progetti per una spesa totale di circa 3.800.000 euro, di cui quasi 1.500.000 dalla Regione;
– in Provincia di Monza e Brianza: 8 progetti per una spesa totale di circa 3.360.000 euro, di cui oltre 950.000 dalla Regione;
Provincia di Pavia: 5 progetti per una spesa totale di 1.112.000 euro, di cui circa 500.000 dalla Regione;
Provincia di Sondrio: 4 progetti per una spesa totale di 1.064.000 euro, di cui circa 470.000 dalla Regione;
– in Provincia di Varese: 9 progetti per una spesa totale di quasi 3.300.000 euro, di cui circa 1.230.000 dalla Regione.

Per il dettaglio sulle zone interessate dai progetti vi rimandiamo a questo link.

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