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Guida autonoma: negli USA il 71% è preoccupato dagli incidenti

di Antonio Elia Migliozzi

Il settore automotive si apre alla rivoluzione tecnologica più importante della sua storia. La guida autonoma e connessa rappresenta una sfida per tutti i costruttori ma restano davvero tante incognite senza risposta. Ecco che uno studio mette in luce che il 71% degli automobilisti intervistati non ha alcun interesse a salire a bordo di un veicolo a guida autonoma e si dice spaventato. A pesare in negativo sono stati gli incidenti che hanno coinvolto acune vetture in fase di test; tristemente noto quello che ha visto un mezzo Uber investire ed uccidere un pedone negli Usa. Eppure, prosegue l’AAA, è tutta questione di fiducia perché il 68% dei driver che ha guidato con l’aiuto degli ultimi ADAS ha maggiore propensione a fidarsi di queste funzionalità rispetto ai conducenti che non le possiedono. Vediamo i dettagli.

QUESTIONE DI DIFFIDENZA

Il sondaggio svolto dall’istituto di ricerca AAA ha rilevato che il 71% delle persone ha paura di viaggiare a bordo di veicoli completamente autonomi. I dati indicano che il sentimento generale non è ancora tornato ai livelli precedenti agli incidenti che hanno coinvolto alcuni veicoli in fase di test; prima era “solo” il 63% a manifestare timori. Secondo lo studio la chiave per aiutare i consumatori a sentirsi maggiormente a proprio agio sui veicoli a guida completamente autonoma sarà il contatto vero con le auto autonome pronte per il commercio. Secondo Greg Brannon, direttore del dipartimento Automotive Engineering presso l’AAA “Avere l’opportunità di interagire con la tecnologia dei veicoli parzialmente o completamente automatizzata contribuirà a rimuovere alcuni dei dubbi che i consumatori hanno e ad aprire la porta per una maggiore accettazione” (Leggi Seat punta sul futuro 5G).

IL SONDAGGIO

L’esperienza sembra, infatti, giocare un ruolo chiave nell’impatto delle nuove tecnologie sul mercato. Oggi molte auto circolanti sono dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida, i cosiddetti ADAS, il cui funzionamento si lega a molte tecnologie che vederemo sui veicoli completamente autonomi. Il recente sondaggio AAA ha rivelato che un’interazione regolare con gli ultimi sistemi ADAS come l’assistenza al mantenimento di corsia, il cruise control adattivo, la frenata automatica di emergenza ed il parcheggio automatizzato migliorano significativamente il livello di fiducia del consumatore medio. In media, i conducenti che hanno una di queste quattro tecnologie sulla propria auto hanno circa il 68% di probabilità in più di fidarsi di queste funzionalità rispetto ai conducenti che non le possiedono. Dallo studio emerge che gli americani sono ricettivi all’idea della tecnologia dei veicoli automatici in applicazioni più limitate. Circa la metà, parliamo del 53%, si trova a proprio agio con le forme di trasporto a bassa velocità e a breve distanza, mentre “solo” il 44% vede i buon occhio mezzi completamente autonomi per la consegna di cibo o pacchi. Sul trasporto persone solamente uno su cinque è favorevole alla guida autonoma (Leggi big data una risorsa ancora inesplorata).

I TIMORI

“Nonostante le paure ancora alte, lo studio AAA mostra anche che gli americani sono disposti a compiere piccoli passi verso l’integrazione di questo tipo di tecnologia nelle loro vite, ha continuato Brannon, il quale si dice comunque certo che “L’esposizione pratica in ambienti più controllati e a basso rischio accoppiati a un’educazione più forte giocherà un ruolo chiave nell’attenuare i timori riguardo alle auto a guida autonoma”. Attualmente, più della metà degli americani (55%) pensa che entro il 2029, la maggior parte delle auto avrà la capacità di guidare da sola. Insomma questo sondaggio, condotto a gennaio 2019 su un campione di 1.008 soggetti dai 18 anni in su, ci restituisce uno spaccato vero dell’opinione pubblica in uno dei paesi maggiormente esposto nel settore. Sarà veramente questione di tempo e fiducia? Non resta che aspettare.

L'articolo Guida autonoma: negli USA il 71% è preoccupato dagli incidenti proviene da SicurAUTO.it.

I 5 lavori “digitali” che saranno più richiesti nel settore auto

di Antonio Elia Migliozzi

Che il settore dell’auto sia alle prese con un cambiamento di rotta epocale è ormai evidente a tutti. Ecco allora che nel trambusto del cambiamento si aprono spiragli interessanti per una serie di nuove figure lavorative pronte all’inserimento in azienda. Il mondo del digital porta tutta la filiera, dalla casa madre alle concessionarie, a dover ripensare le relazioni reciproche e le dinamiche di comunicazione con il cliente. Spazio quindi al custumer advisor, automotive digital manager e agli stessi influencer chiamati a catalizzare le informazioni. Insomma orizzonti nuovi che presuppongono conoscenze specifiche e dettagliate della materia e, magari, una passione per il settore dell’auto. Ecco tutte le nuove figure.

AUTOMOTIVE AL BIVIO

Il digitale sta radicalmente cambiando le nostre vite. Tutto nel mondo in cui viviamo è influenzato da dinamiche che spesso ci sfuggono ma che passano attraverso internet e nuovi media. Tutti questi canali creano nei consumatori nuove esigenze e nuovi bisogni, a cui le aziende sono chiamate a rispondere. Non è da meno il settore settore automotive sebbene, come dimostra l’ultima ricerca condotta dalla società di consulenza MotorK, resti ancora molto da fare. La forte settorialità che contraddistingue da sempre questo ambito richiede uno specifico approccio ai problemi e figure specializzate nel settore. Ecco allora che per il futuro le opportunità lavorative non mancheranno. Come precisano dal team di ricerca, il 75% dei concessionari italiani ha dichiarato di voler aumentare il numero di persone impiegate nell’area web e digital all’interno della propria azienda (Leggi le novità di FCA al Salone dell’auto di Ginevra).

LE NUOVE FIGURE

Vediamo allora quali saranno le mansioni più richieste nel settore automotive. Partiamo dal Customer Advisor che si rende sempre più necessario vista l’importanza ricoperta dalla scelta dell’auto nuova. Un consulente super partes è chiamato a supportare tutto il processo decisionale dei clienti in maniera discreta e competente. A cominciare dalla scelta del modello, passando per gli aspetti finanziari del caso, l’advisor si occupa anche dell’assistenza post vendita. Si tratta di un lavoro da remoto che, tramite telefono, email e chat, risponde alle esigenze dei clienti. Altra figura emergente è quella dell’Automotive Digital Manager. Quest’ultimo opera all’interno della concessionaria e coordina tutti i processi digitali e le persone che li seguono. Si tratta di un vero esperto digitale che, specializzato nel settore automotive, possiede competenze certificate per svolgere funzioni manageriali legate allo sviluppo dei progetti web e digital (Leggi auto nuova le donne più preparate degli uomini).

ULTERIORI MARGINI

Come era prevedibile entra in classifica anche il Car Influencer. Qui si unisce la passione per i motori alla forte presenza nei social network. L’influencer costruisce uno storytelling attorno all’auto, raccontando agli utenti le ultime tendenze nel mondo dei motori, chiarendo tutti i dubbi più comuni tra i suoi utenti più attenti. Ruolo importante anche quello del BDC manager. Qui parliamo del responsabile del Business Development Center, ovvero del team che presso la concessionaria si occupa di comunicare con il cliente durante il processo di acquisto. Si tratta di un ruolo nevralgico che ruota attorno alla fidelizzazione del cliente. Ultima opportunità emergente è quella dello Small Data Analyst. Già da oggi le concessionarie più avanzate sfruttano i big data per svolgere un follow-up delle proprie attività. In questo modo sarà possibile creare modelli predittivi capaci di migliorare il servizio e ottimizzare le risorse a disposizione.

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