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Sinistri stradali: fissate nuove linee guida per le riparazioni

di Redazione

Sinistri stradali linee guida riparazioni

In un incontro tenutosi nei giorni scorsi al CNEL è stato formalizzato un accordo tra ANIA e alcune associazioni di autoriparatori e consumatori sulle nuove linee guida per le riparazioni dei veicoli in seguito a sinistri stradali. Obiettivo di queste linee guida: ridurre drasticamente i reclami, le lungaggini burocratiche e gli eccessivi contenziosi in occasione dei risarcimenti dei danni da incidenti automobilistici. E come? Garantendo riparazioni a regola d’arte, effettuate in tempi certi e nel rispetto delle condizioni di corretta concorrenza sul mercato, a costi chiari e finalizzate a ridurre le conflittualità. Ma l’accordo non piace a tutti…

LINEE GUIDA PER LE RIPARAZIONI: I FIRMATARI DELL’ACCORDO

L’intesa è stata sottoscritta dall’ANIA, Associazione nazionale delle imprese di assicurazione, con le associazioni degli autoriparatori di Confartigianato, CNA e Casartigiani e le seguenti organizzazioni dei consumatori: Adiconsum; Adoc; Associazione Utenti Servizi Radio Televisivi; Cittadinanzattiva; Codacons; Codici; Federconsumatori; Movimento Difesa del Cittadino; U.di.con. Nella nota diramata al termine dell’incontro si legge che le linee guida per le riparazioni, previste dalla legge 124/2017, puntano a offrire servizi qualificati e trasparenti, eseguiti sulla base di precise procedure di intervento in officina. E fondati inoltre su chiare regole di rendicontazione e di liquidazione del danno.

COSA PREVEDONO LE NUOVE LINEE GUIDA

Più dettagliatamente, le nuove linee guida per le riparazioni dovute a sinistri stradali prevedono che le imprese di autoriparazione aderenti si impegnino d’ora in poi a effettuare gli interventi sui veicoli incidentati seguendo una serie di regole codificate. Regole che spaziano dall’aggiornamento professionale dei meccanici alla sicurezza e alla qualità dei materiali e dei ricambi, fino ai preventivi, ai contratti, alle fatturazioni e alla tracciabilità dell’intervento di riparazione.

SINISTRI STRADALI: IL RISARCIMENTO DANNI SARA PIÙ FACILE DA OTTENERE

“Tutto questo”, prosegue la nota, “è finalizzato ad avere in circolazione veicoli sicuri e, quindi, ad accrescere il livello di sicurezza stradale”. Le linee guida, e questa ci sembra la parte più interessante dell’accordo, promettono anche di semplificare le modalità per ottenere il risarcimento. Il danneggiato potrà infatti far riparare il veicolo dal proprio autoriparatore di fiducia, senza anticipare la spesa. Sarà poi la sua compagnia assicurativa, se accertata la responsabilità del sinistro, a pagare direttamente l’autoriparatore entro 15 giorni dalla ricezione della cessione del credito e della documentazione fiscale attestante l’intervento di riparazione. Le linee guida saranno comunicate a breve dal MISE e le carrozzerie che aderiscono si potranno trovare mediante un’app dedicata.

LINEE GUIDA, CRITICHE DA ALCUNE ASSOCIAZIONI

Tutto bene quindi? Non proprio, dato che si sono già registrate e continuano a registrarsi numerose voci di dissenso all’intesa raggiunta. Per esempio Assoutenti e altre associazioni del CNCU non hanno firmato l’accordo, giudicandolo “fortemente limitativo della concorrenza sul mercato” nonché “totalmente vuoto di contenuti e senza allegati tecnici su materiali e modalità delle riparazioni”. Pesanti critiche anche da Federcarrozzieri, secondo cui le nuove linee guida sulle riparazioni sono prive di ogni contenuto tecnico e celano solo accordi anti-concorrenziali. Insomma, qualcosa ci suggerisce che non sia finita qui.

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Incidenti stradali in Europa, il 46% delle vittime in auto

di Redazione

Ogni anno migliaia di persone perdono la loro vita a causa di incidenti stradali. Sebbene le strade europee siano sempre più sicure, come riportato dalle statistiche, il numero dei morti sulle strade continua essere fonte di grande interesse nelle politiche nazionali ed europee. Tra il 2001 e il 2015 in Europa c’è stata una diminuzione del 57,5% di morti sulle strade, grazie ad un miglior sistema di informazione sociale e ricerca e sviluppo da parte degli enti nazionali e delle Case automobilistiche.

SVEZIA UK E OLANDA I PAESI PIÙ SICURI

Secondo i dati riportati dal Parlamento Europeo nel 2017 ci sono stati 25.300 morti e 135.000 persone gravemente ferite in incidenti stradali. Gli scontri fatali avvengono soprattutto nelle aree rurali con il 55% dei morti, mentre nelle aree urbane la percentuale scende al 37%. Solo l’8% dei morti è causato da incidenti sulle autostrade. I Paesi dell’Unione europea con il minor numero di morti sono la Svezia, il Regno Unito e l’Olanda con un tasso di fatalità minore del 30%. Tra i Paesi peggiori con un tasso di fatalità superiore al 70% troviamo la Romania, la Bulgaria e la Croazia. Questa la situazione in Italia.

ALCUNI DATI NELLO SPECIFICO

Tra i 25.300 morti in incidenti stradali nel 2017, il 76% sono uomini e il 24% donne. Circa il 14% ha un’età compresa tra i 18 e i 24 anni, intervallo di età in cui rientra solo l’8% della popolazione europea. Inoltre, la proporzione delle vittime anziane è aumentata dal 22% del 2010 al 27% nel 2017. Questo è dovuto soprattutto ad un cambio demografico nella regione Europa. Considerando invece il tipo di trasporto che ha causato la morte troviamo le auto con il 46%, a piedi il 21%, le motociclette con il 14% e le biciclette con l’8%.

LA SICUREZZA AL VOLANTE

Per cercare di ridurre ancora di più il numero degli incidenti e aumentare la sicurezza su strada, i membri del Parlamento Europeo hanno stilato un regolamento, in vigore dal 16 aprile. All’interno di quest’ultimo sono presenti alcune caratteristiche che saranno obbligatorie nelle nuove macchine. 30 tecnologie salvavita che dovranno essere presenti sui nuovi modelli a partire da maggio 2022 e da maggio 2024 per i veicoli già in commercio. Tra le principali tecnologie troviamo: sistemi di controllo della velocità, segnali avanzati di pericolo contro la distrazione del conducente, sistemi di controllo della stanchezza con avvertimento acustico e il registratore di eventi per immagazzinare i dati rilevanti prima, durante e dopo un incidente.

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Tesla: nel 2019 1 solo incidente ogni 5 milioni di km con Autopilot

di Donato D'Ambrosi

Tesla afferma che l’Autopilot è diventato più affidabile dei conducenti in carne ed ossa. Nulla di nuovo? E invece si se Musk confronta i dati degli incidenti Tesla con Autopilot nel primo trimestre 2019 con la media nazionale negli USA di incidenti senza Autopilot. Un confronto a dire la verità piuttosto impari se si guarda alla storicità dei dati Tesla sugli incidenti con Autopilot disattivato. Ma è interessante il rumore oggettivo che creano i dati sugli incidenti  mentre Tesla mostra nel video qui sotto quanto è sicura la Guida totalmente autonoma della Tesla Model 3.

L’ERRORE UMANO ANCHE SULLA TESLA

Il rapporto sulla sicurezza divulgato da Tesla relativo al Q1 2019, afferma numericamente che l’Autopilot finito è diventato più affidabile dei conducenti quando il sistema è disabilitato. Il sistema finito nell’occhio del ciclone per alcune imperfezioni, è stato mostrato pubblicamente durante i test di guida totalmente autonoma su una Tesla Model 3 qui sotto. Secondo Tesla il numero di incidenti con l’Autopilot si è ridotto rispetto al trimestre precedente, ma è aumentato quando le Tesla sono guidate dai clienti Tesla. “Nel 1 ° trimestre, abbiamo registrato un incidente per ogni 2,87 milioni di miglia guidate in cui i piloti erano impegnati con il pilota automatico. Per chi guida senza Autopilot, abbiamo registrato un incidente per ogni 1,76 milioni di miglia percorse.”

LE AUTO PIU’ VECCHIE SONO ANCHE PIU’ PERICOLOSE

Musk fa poi un confronto tra i dati Tesla con e senza Autopilot e la media degli incidenti negli USA dell’NHTSA. Il confronto è impietoso e permette al CEO Tesla di suffragare ancora una volta le sue affermazioni sulla sicurezza dell’Autopilot. Ai conducenti Tesla con Autopilot sono accaduti 1 solo incidente ogni circa 5 milioni di chilometri. Invece il rischio aumenta di 6,5 volte se si guida una qualsiasi auto senza Autopilot. Restando in casa Tesla invece quando si spegne l’AUtopilot il rischio di incidente aumenta di circa 4 volte. “In confronto, i dati più recenti di NHTSA mostrano che negli Stati Uniti c’è un incidente ogni 436.000 miglia. ” Non convince invece totalmente il test dell’Autopilot su Tesla Model S fatto da Euro NCAP, presumibilmente su una versione precedente.

NUMERI FORTEMENTE INTERPRETABILI

L’interpretazione dei dati va presa con le pinze, poiché come riporta Teslarati, l’NHTSA conteggia gli incidenti avvenuti. Mentre Tesla ha conteggiato anche gli eventi vicini all’impatto delle sue auto. Inoltre c’è una buona probabilità che gli stessi dati del report Tesla siano influenzati anche dalla stagionalità del rischio (neve, ghiaccio, ecc.). E poi c’è da dire anche che Tesla non ha una storicità sul numero di incidenti senza Autopilot, visto che si è sempre focalizzata sullo sviluppo dell’Autopilot.

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Sicurezza stradale: nel 2018 in UE solo l’1% di vittime in meno del 2017

di Redazione

Sicurezza stradale 2018 UE

Negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti per migliorare la sicurezza stradale ma ancora non basta. I dati UE del 2018 sul numero degli incidenti nei 28 paesi membri dicono infatti che i decessi sono diminuiti appena dell’1% nell’ultimo anno e del 21% dal 2010. Sia chiaro che ogni vittima in meno rappresenta comunque un successo, ma a inizio decennio la Commissione Europea si era data come obiettivo quello di dimezzare le morti sulle strade entro il 2020, e a due anni dalla deadline sembra ben lontana dal raggiungerlo.

NEL 2018 PIÙ DI 25 MILA MORTI PER INCIDENTI NELL’UE

Nel 2018 le vittime per incidente stradale nei paesi dell’UE sono state circa 25.100, in pratica 49 per ogni milione di abitanti. E 135 mila feriti. Ci sono nazioni virtuose ampiamente sotto media, come Regno Unito (che però a breve dovrebbe uscire dalla statistica), in cui si contano appena 28 morti per milione di abitanti, Danimarca (30), Irlanda (31), Svezia (32), Malta (38), Germania e Spagna (entrambe 39). E altre, quasi tutte dell’Europa dell’est, che sono ancora lontane dagli standard minimi di sicurezza stradale richiesti dalla UE. In Romania, per esempio, nel 2018 ci sono stati 96 decessi per milione di abitanti, in Bulgaria 88, in Lettonia 78, in Croazia 77 e in Polonia 76.

L’ITALIA IN MEDIA CON I NUMERI EUROPEI

E da noi? Quanti morti per incidente stradale ci sono stati in Italia nel 2018? Premesso che i dati non sono completi e rappresentano soltanto una stima, seppur attendibile, come spesso ci accade siamo a metà del guado con 55 morti per milione di abitanti. Leggermente sopra la media europea di 49 ma tutto sommato in linea con i numeri dell’Unione. Nel 2010 i morti sulle strade italiane erano stati 70 per milione di abitanti, 56 nel 2017. Un lento miglioramento proprio come nell’intera UE, ma si può e si deve fare di più.

DALLA GRECIA I MAGGIORI PROGRESSI IN FATTO DI SICUREZZA STRADALE

Tra il 2010 e il 2018 i paesi che hanno fatto i maggiori progressi, diminuendo sensibilmente il numero di vittime per incidenti stradali, sono stati Grecia (-45%), Lituania (-43%), Portogallo (-35%) e Slovenia (-34%). Viceversa Malta (+38%), Svezia (+22%) e Lussemburgo (+13%) sono gli unici ad aver peggiorato il loro dato. Ma, come abbiamo visto, maltesi e svedesi restano abbondantemente sotto media.

SICUREZZA STRADALE NELL’UE: NUOVE MISURE PER IL FUTURO

Commentando le statistiche sulla sicurezza stradale nel 2018 in UE, il commissario europeo ai trasporti Violeta Bulc ha detto di aver accolto con soddisfazione il calo dei sinistri, ma che il numero rimane inaccettabile. Per questo nuove misure sono state messe in atto, e altre lo saranno nel prossimo futuro, per migliorare la sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture. Ad esempio entro il 2021 sulle auto di nuova immatricolazione si dovranno obbligatoriamente installare almeno 11 tra i maggiori sistemi avanzati di assistenza alla guida, tra cui la frenata automatica di emergenza e l’intelligent speed assistance per aiutare i conducenti a rispettare i limiti di velocità. Sognando di portare a zero, o quasi, il numero di vittime per incidente entro il 2050.

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USA: aumentare i limiti di velocità ha causato 37.000 morti in più

di Antonio Elia Migliozzi

L’IIHS mette in guardia sui rischi dell’aumento dei limiti di velocità. L’Istituto americano ha condotto una ricerca che mette in relazione l’aumento dei limiti di velocità negli Usa con quello dei morti. Questi sono cresciuti negli ultimi 25 anni, cioè da quando i singoli Stati degli Usa possono stabilire norme autonomamente sui limiti. Si tratta di uno studio che riapre il dibattito sui limiti di velocità. Da un lato i sostenitori dell’aumento sostengono che così ci si pone in linea con la realtà, poiché la maggior parte dei conducenti supera i limiti. Eppure una volta che il limite viene aumentato tutti i conducenti guidano ancora più velocemente. Certo è che molti incidenti non possono essere imputati solo alla guida veloce ma anche ad altre cause. Utilizzo dello smartphone ed esperienza del driver sono concause che possono avere conseguenze drammatiche.

AUMENTANO I MORTI

Negli Usa l’aumento dei limiti di velocità negli ultimi 25 anni è costato quasi 37.000 vite umane. A dirlo è l’Istituto americano per la sicurezza stradale IIHS. Dallo studio emerge che nel solo 2017 sono 1.900 le vittime della strada. L’IIHS richiama l’attenzione sul legame pericoloso tra i pochi minuti di tempo risparmiati guidando velocemente e il rischio di incidenti mortali. Il tema è tanto importante da aver spinto l’Istituto ad organizzare tra il 15 e il 16 aprile un meeting a a Charlottesville, in Virginia. Lo scopo è dare vita a un programma Usa comune sul tema della velocità in auto. Il presidente dell’IIHS David Harkey ha precisato: “Circa 10.000 persone all’anno muoiono in incidenti legati alla velocità. I limiti di velocità ragionevoli hanno un ruolo cruciale, come dimostra il nostro nuovo studio”.

SICUREZZA IN SOFFITTA

Darrin Grondel, direttore della Washington Traffic Safety Commission, ha precisato: “Serve un programma completo per la gestione della velocità che possiamo tradurre in azioni per salvare vite umane”. Negli Usa i limiti massimi di velocità sono stabiliti dai singoli Stati che li hanno aumentati dalla metà degli anni ’90. Ad oggi, 41 Stati hanno limiti di velocità massimi di 115km/h o superiori. Sei Stati hanno un limite di 130km/h mentre in Texas si viaggia a 140km/h su alcune strade. L’IIHS ha scoperto che un aumento di 8 km/h del limite massimo di velocità è associato a un aumento dell’8% del tasso di mortalità sulle autostrade. L’aumento di incidenti è, invece, del 3% su tutte le altre strade. Questa variazione ha portato in 25 anni a 36.760 decessi in più. Di questi 13.638 sulle autostrade e 23.122 su altre strade ordinarie.

DIBATTITO IN CORSO

Di tutte le persone che sono morte sulle strade degli Stati Uniti in 25 anni ben 1.934, cioè il 5%, sarebbero ancora vivi se i limiti di velocità non fossero cambiati dal 1993. Lo studio ha considerato anche variabili sociali come la disoccupazione, età dei driver (età 16-24 anni) e utilizzo della cintura di sicurezza. Anche in Europa non sono pochi gli Stati che hanno voluto prendere decisioni in tema di limiti di velocità stabilendo riduzioni. Del resto la guida veloce porta vantaggi di tempo molto limitati. Guidare a 112 km/h invece che a 105 km/h consente di risparmiare solo un 1 minuto e mezzo in un viaggio di 160 km. Insomma l’invito dell’IIHS è chiaro. Prima di aumentare i limiti di velocità, i legislatori dovrebbero considerare se quel potenziale risparmio di tempo vale il rischio aggiuntivo per le vite umane.

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Vietare gli SMS alla guida ha ridotto gli incidenti del 4% negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Sembra banale ma gli SMS alla guida sono pericolosi. Arriva una ricerca americana che conferma il legame tra il divieto allo smartphone alla guida ed il calo degli incidenti. I messaggi al volate sono vietati sia in Europa e in gran parte degli Stati Uniti trattandosi di una delle principali cause di distrazione. In America nel 2016 sono morte 3.500 persone e ben 391.000 sono state gravemente ferite in incidenti causati da distrazioni al volante. La ricerca conferma che negli Stati americani che hanno vietato gli sms al volante c’è stata una riduzione media del 4% annuo negli ingressi al pronto soccorso. Ecco allora che i divieti, e il relativo rispetto da parte degli automobilisti, possono salvare molte vite incluse quelle di pedoni e ciclisti. Vediamo perché dopo l’alta velocità lo smartphone si conferma principale causa di incidenti.

SMARTPHONE ALLA GUIDA

Il cellulare è ormai da tempo nella lista delle principali cause di distrazione la volante. In base a uno studio americano c’è un legame tra il calo degli ingressi in pronto soccorso ed il divieto agli sms alla guida. Secondo i ricercatori dell’American Journal of Public Health nel 2016, a causa delle distrazioni, i morti sono stati 3.500 mentre i feriti 391.000. Lo studio ha confrontato i dati raccolti tra il 2007 e il 2014 in 16 stati USA: Arizona, Arkansas, California, Kentucky, Maryland, Massachusetts, Nebraska, New Jersey, New Mexico, New York, North Carolina, Rhode Island, Utah, Vermont, Washington e Wisconsin. Tra il 2007 e il 2014 ogni Stato nella lista, tranne l’Arizona, ha vietato i messaggi alla guida. Ad oggi non è ancora chiaro che incidenza abbiano gli sms sulle lesioni minori che richiedono solo trattamenti in pronto soccorso e non un ricovero in ospedale.

LO STUDIO

Dopo l’introduzione dei divieti all’uso dello smartphone alla guida sono stati 1.632 i ricoveri in pronto soccorso. L’American Journal of Public Health ha rilevato che gli Stati americani che vietano gli sms in auto hanno avuto una riduzione dei ricoveri del 4%. Alva Ferdinand, della Texas A & M University School of Public Health, ha commentato: “Mentre le nuove leggi che mirano a frenare la guida distratta possono sembrare troppo rigide, hanno dimostrato di ridurre morti, lesioni gravi e minori a seguito di incidenti automobilistici”. Lo studio non dimostra se o in che modo i divieti agli sms potrebbero aver migliorato il comportamento dei driver. Gli studiosi non hanno dati certi sul numero di ingressi al pronto soccorso dovuti ai messaggi. Certo che la ricerca conferma quanto già sappiamo sulla pericolosità dello smartphone alla guida.

NUOVI SCENARI

Le distrazioni alla guida dovute allo smartphone non sono legate soltanto agli sms. Gli automobilisti dovrebbero assolutamente evitare di utilizzare il cellulare alla guida. Ad esempio anche impostare percorsi GPS, scattare foto e in generale tutte le attività accessibili dal cellulare sono pericolose in viaggio. In questa direzione molti Stati americani prevedono sanzioni anche soltanto per il fatto che gli automobilisti siano sorpresi con il telefono in mano. Dove previste queste misure hanno portato ad un calo dell’8% nel numero di ricoveri in pronto soccorso a seguito di incidenti. Numeri ulteriormente positivi per gli Stati che hanno previsto sanzioni più dure per gli automobilisti alle prime armi. In questi casi la riduzione è stata del 40%. Necessario ricordare che i telefoni cellulari sono solo una delle cause di incidente. Interessante un’altro studio made in Usa che lega l’aumento dei morti alla guida a quello dei limiti di velocità.

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Attenuatori intelligenti: Geronimo allerta i soccorsi in caso di incidente

di Antonio Elia Migliozzi

La sicurezza stradale è molto importante. Sulle strade si continuano a contare morti e feriti. Le statistiche Aci-Istat parlano di un primo semestre del 2018 con una media di 8 morti e 645 feriti al giorno. Insomma un bilancio preoccupante che impone investimenti nelle infrastrutture. SMA Mobilty Road presenta il nuovo “attenuatore 2.0” che attutisce gli impatti ed è anche elemento di sicurezza attiva. Il nuovo dispositivo chiama i soccorsi in caso di incidente ed invia richieste di aiuto. Insomma uno strumento connesso che, grazie a telecamere e NFC, permette anche di ricostruire le dinamiche degli incidenti. Diamo uno sguardo a come la tecnologia può aumentare la sicurezza sulle strade.

SICUREZZA AL CENTRO

La sicurezza stradale rimane un tema importante. Se guardiamo ai numeri in Italia resta ancora molto da fare. Secondo i dati Aci-Istat nel primo semestre del 2018 sono circa 460 gli incidenti che si verificano ogni giorno sulle strade italiane. Questi incidenti sono responsabili di una preoccupante media di 8 morti e 645 feriti al giorno. Per risolvere la situazione, oltre ad una guida più responsabile, sono importanti anche le infrastrutture. Queste devono proteggere gli automobilisti in caso di incidente. In questa direzione SMA Road Safety, lavora alla sicurezza su strada, evitando il pericolo degli ostacoli fissi. Barriere, pilastri e guardrail sulle strade mettono spesso in pericolo molte vite umane (Leggi gli assistenti obbligatori dal 2022 ecco l’accordo europeo).

NOVITA’ IN ARRIVO

Forte la necessità di coniugare al meglio la sicurezza stradale con l’utilizzo delle ultime tecnologie sul mercato. Questo approccio è al centro del dibattito internazionale sul tema della sicurezza sulle strade (Leggi guida contromano ecco come evitarla). Arriva quindi Geronimo, l’impianto di controllo pensato per inviare avvisi istantanei ai soccorritori. I dispositivi SMA sono dotati di questo nuovo strumento che invia richieste di aiuto in tempo reale nel caso di incidenti. Il sistema ha un impianto video che permette agli operatori un’analisi nel dell’urto. La presenza di lettori NFC permette di raccogliere le informazioni utili a ricostruire la storia e le specifiche tecniche del dispositivo. Insomma la smart road prende forma e promette sicurezza a tutto campo. Le tecnologie possono fare la differenza ma devo essere al fianco di strumenti all’altezza.

ATTENUATORI 2.0

Ecco allora che Geronimo funziona come un vero e proprio elemento di sicurezza attiva. L’infrastruttura parla con l’ambiente intorno a lei e scambia dati. Tutto può essere gestito da remoto, compresi i sensori aggiuntivi come quelli per temperatura umidità. La piattaforma permette di monitorare le condizioni d’impiego del dispositivo. Dal livello della batteria ai valori di tensione nel caso di alimentazione da rete elettrica o tramite pannello solare. Il nuovo strumento rispetta la normativa europea EN1317 sulle barriere stradali. Inoltre sono stati svolti molti test per verificarne la solidità. Una delle prove si è svolta con l’impatto di un veicolo a 130 km/h. Nonostante la velocità la barriera ha fermato il veicolo senza danni all’interno dell’abitacolo. Le portiere, infatti, si sono aperte facilmente proteggendo i passeggeri.

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Incidente Defrel: 10 incidenti costosi di calciatori a bordo di supercar

di Donato D'Ambrosi

I calciatori sono idoli dentro e fuori dal campo, ma non sempre esempi da seguire quando si mettono al volante. L’incidente di André Grégoire Defrel è solo l’ultimo esempio di come spesso velocità, imprudenza e non di rado l’alcol delle notti brave abbia come epilogo un incidente stradale a bordo di auto supersportive e per pochi. L’attaccante della Sampdoria, in particolare, si sarebbe schiantato in Corso Europa a Genova nelle scorse notti a bordo della sua Mercedes C63S AMG. Prima di finire la sua carambola, l’auto del calciatore avrebbe fatto parecchi danni ad auto e opere pubbliche. E quando è stato raggiunto dagli agenti la situazione è peggiorata ulteriormente: la Polizia ha infatti accertato che il conducente aveva assunto alcol e che l’auto era priva di revisione. Nessuna conseguenza fisica per il calciatore francese e la sua passeggera, ma Dfrel andrà sicuramente incontro a un iter amministrativo e a un provvedimento sportivo dopo questa vicenda. Dalla classifica di un’indagine di SOSTariffe, non sono pochi i calciatori protagonisti di incidenti a cnhe in stato di ebbrezza. Ecco i 10 incidenti stradali più recenti di calciatori a bordo di auto costose.

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42 mila patenti ritirate nel 2018 dalla Polizia

di Antonio Elia Migliozzi

Tempo di resoconti sullo stato di sicurezza delle strade italiane. Le forze dell’ordine tracciano il bilancio delle azioni condotte nel 2018 ed emergono luci ed ombre. A colpire è certamente il numero delle patenti ritirate; lo scorso anno sono state oltre 42mila. Nei fatti il 2018 ha visto crescere il numero degli incidenti stradali che hanno registrato un preoccupante +1,2%. Se le strade italiane sono meno sicure è sicuramente colpa di cellulari, alcol e droga. Nonostante lo scorso anno siano stati scomputati dalle patenti dei driver italiani oltre 2 milioni di punti per le varie infrazioni, alcuni vizi sono duri a morire. Se la Puglia è maglia rosa alla Lombardia spetta quella nera. Vediamo i dettagli.

NUMERI ALLA MANO Lo scorso anno sono oltre 42.000 le patenti ritirate dalle Autorità di polizia in Italia. I controlli congiunti di Polizia, Carabinieri e Polizia locale non sono comunque riusciti a debellare alcuni annosi vizi degli automobilisti italiani. Utilizzo del cellulare al volante, uso di sostanze stupefacenti o abuso di alcol continuano a rappresentare una seria minaccia al volante, rendendo particolarmente insicure le strade italiane. Ecco allora che l’altrui irresponsabilità mette in serio pericolo la vita di tanti automobilisti onesti e corretti anche per gli automobilisti modello, spesso vittime innocenti dell’incoscienza altrui. All’elevato numero di patenti ritirate si aggiungono i ben 2 milioni di punti sottratti. I numeri, quindi, sono tutt’altro che positivi ma qualche speranza arriva sul fronte sicurezza nel settore automotive (Leggi guida con il cellulare arriva la sospensione immediata della patente).

TREND NEGATIVO Il 2018 ha, purtroppo, fatto registrare un aumento di incidenti rispetto all’anno precedente (+1,2 %) ma a calare è stato il numero delle vittime. Sebbene la riduzione non sia stata significativa ne deve essere attribuito merito anche alle accresciute dotazioni di sicurezza, attiva e passiva, presenti sulle moderne vetture in commercio. A questo seppur timido spiraglio rispetto al passato si aggiungono annosi problemi. Le principali violazioni del codice stradale si confermano le più pericolose alla guida. Uso del cellulare alla guida, assunzione di sostanze stupefacenti e abuso di alcol si confermano difficili da debellare nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione intraprese anche in età scolare (Leggi il 40% degli automobilisti italiani non supererebbe l’esame teorico).

LA CLASSIFICA I dati relativi alle infrazioni del 2018 ci permettono di tracciare anche una cartina dell’Italia al volante. Dal canto loro gli automobilisti pugliesi conquistano il primo posto essendo i più prudenti su strada. Cartina geografica alla mano i meno attenti alla guida sono i driver lombardi. Eppure l’inglorioso primato per la scarsa attenzione al volante è condiviso anche con Lazio e l’Umbria. Purtroppo le cose non vanno molto meglio in Piemonte e Val d’Aosta. Come detto rispetto delle regole e scarsa incidentalità sono valsi agli automobilisti pugliesi il primato nazionale, ma nella categoria dei migliori troviamo, rispettivamente in seconda ed in terza posizione, siciliani ed abruzzesi. Giù dal podio i, e precisamente al quarto posto, i molisani.

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