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Tesla Model 3 si schianta: la scatola nera scagiona l’Autopilot inserito

di Redazione

Lo scorso primo marzo si è verificato il terzo incidente mortale legato all’uso dell’Autopilot di Tesla. È accaduto a una Model 3. L’incidente è avvenuto a Delray Beach, in Florida, e ha causato la morte del conducente dell’auto, che si è andato a schiantare contro il rimorchio di un camion. Il rapporto dell’Agenzia per la Sicurezza dei Trasporti Nazionali statunitense (NTSB) ha analizzato i dati della scatola nera del veicolo elettrico. La relazione rivela che il conducente ha azionato il pilota automatico 10 secondi prima dell’incidente. Meno di 8 secondi prima della collisione, l’uomo alla guida ha tolto le mani dal volante. Il veicolo procedeva a 109 km/h in un tratto di autostrada con limite a 89 km/h. Né l’autista né l’auto hanno attuato una manovra per evitare l’impatto. La vettura è finita così sotto il rimorchio del camion.

I PRECEDENTI

Ci sono due precedenti simili a quanto accaduto a marzo in Florida. Il primo risale al maggio 2016, quando una Tesla Model S con pilota automatico inserito si schiantò con un trattore, finendoci sotto e distruggendo anche in quel caso il tettuccio, con conseguente morte del conducente. Il secondo si è verificato nel marzo 2018 a Mountain View, California. Anche in quel caso l’Autopilot, dopo essere stato inserito, ha più volte chiesto al conducente di rimettere le mani al volante, richieste rimaste ignorate. Questo ha causato la collisione, fatale per il guidatore.

NUOVE PREOCCUPAZIONI PER L’AUTOPILOT

Il recente incidente rinnova una serie di questioni riguardanti l’utilizzo e la sicurezza della guida autonoma. Infatti, seppure il sistema può condurre i veicoli per estesi periodi di tempo, non può ancora prescindere dall’intervento umano. Tesla si è quindi difesa sostenendo che la compagnia consiglia sempre ai conducenti di tenere le mani sul volante anche con l’Autopilot inserito. Dice inoltre che il sistema stesso avvisa l’autista quando stacca le mani dal volante. Nella dichiarazione a seguito dell’accaduto si legge: “I conducenti di Tesla hanno percorso più di un miliardo di miglia con l’Autopilot inserito. I nostri dati mostrano che, quando usato correttamente da un guidatore pronto a riprendere il controllo in ogni momento, i conducenti aiutati dall’Autopilot sono più sicuri di quelli che guidano senza assistenza”.

LA REAZIONE DEGLI ENTI PER LA SICUREZZA

David Friedman, ex funzionario dell’Amministrazione Nazionale per la Sicurezza del Traffico Autostradale (NHTSA), è di parere contrastante. Ha detto infatti che “Tesla deve limitare l’Autopilot in modo che possa essere usato in sicurezza e installare un sistema molto più efficace per verificare il coinvolgimento del conducente”. L’NHTSA sta quindi investigando sull’incidente di Delray Beach. Ha dichiarato che sta “attentamente valutando tutti i dati disponibili e pubblicherà ogni conclusione riguardante l’indagine”.

 

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Carlos Peralta afferma: “Non sono il possessore della Koenigsegg incidentata”

di Simone Lelli
Per chi non fosse rimasto aggiornato, qualche giorno fa in Messico è stata distrutta in un incidente una Koenigsegg CCXR Special One, auto del costo di 1,57 milioni di dollari, mentre viaggiava ad una velocità superiore ai limiti su Paseo de la Reforma. Subito la gente ha iniziato a fantasticare su chi potesse essere “l’incidentato”, […]

Cina: finisce in un fiume con la Model S e accusa Tesla

di Redazione

Brutta disavventura per il proprietario di una Tesla Model S. Mentre si trovava in prossimità di una stazione di ricarica Supercharger lo sfortunato driver si è ritrovato in un fiume. Sebbene la dinamica dei fatti sia tutta da chiarire, il driver – dal canto suo – non ha dubbi e punta il dito contro Tesla. Secondo il proprietario la vettura lo avrebbe sorpreso con una accellerazione imprevistae non desiderata che lo ha catapultato in acqua. Fortunatamente l’incidente ha avuto conseguenze soltanto materiali data la scarsa profondità delle acque ma sarebbe potuta andare decisamente peggio. Cerchiamo di capire cosa potrebbe essere accaduto.

DINAMICA DA CHIARIRE Il proprietario di una Tesla Model S si è schiantato con il suo veicolo in un fiume vicino ad una stazione di ricarica Supercharger in Cina. Secondo il conducente la sua vettura avrebbe accelerato da sola facendolo finire a tutta velocità nelle acque. L’incidente, verificatosi mercoledì scorso, nel distretto di Qingpu vicino Shanghai riapre il dibattito sulla sicurezza delle auto elettriche del brand californiano. Xiao Chen ha riferito ai media che stava entrando nella stazione di Supercharger per effettuare la carica della vettura quando il mezzo avrebbe accelerato senza controllo. Per fortuna le acque del fiume non erano profonde e sia l’uomo che sua moglie se la sono cavata senza ferite. Insomma nonostante l’uomo affermi di aver ripetutamente frenato, la sua Model S ha divelto una recinzione e si è immersa nel vicino fiume.

SOLO DANNI MATERIALI Come detto data la scarsa profondità delle acque sia il guidatore che il passeggero sono stati in grado di lasciare il mezzo da soli. Negli ultimi anni numerosi veicoli Tesla sono stati coinvolti in presunti eventi di accelerazione non intenzionale, che avrebbero visto i veicoli aumentare la velocità senza che vi fosse stato alcun input da parte del conducente. In tutti i casi sono stati aperte indagini per capire se si sia trattato di malfunzionamenti o, più semplicemente, di un errore del conducente (Leggi Tesla lo sconto beffa online scatena l’ira dei clienti). Eppure sono molte circostanze simili hanno visto il brand automotive scagionato dalle accuse essendo sempre stata accertata la responsabilità dei conducenti. Insomma i supposti problemi tecnici non hanno trovato conferme nelle indagini svolte successivamente al fine di accertare le cause degli incidenti imputati a Tesla.

Meanwhile in China, Tesla owner accidentally drives Model S into the river at the Supercharger Station. local media coverage? (Part 3)#Tesla #TeslaChina #TeslaCrash #China $TSLA #特斯拉 pic.twitter.com/6nA2ASxKJa

— JayinShanghai (@ShanghaiJayin) March 6, 2019

ERRORE UMANO? Per ragioni che possiamo facilmente immaginare è sempre difficile ammettere un proprio errore in una situazione tanto incresciosa (Leggi Tesla come Amazon venderà solo online). Eppure un recente rapporto redatto dall’Amministrazione americana per la sicurezza del traffico stradale (NHTSA), ha rilevato che l’Autopilot di Tesla non solo è pericoloso, ma potrebbe effettivamente aver aumentato il numero di incidenti stradali. Il rapporto è nato a seguito di un incidente del 2016 che aveva visto una Tesla Model S tamponare un rimorchioprovocando la morte del conducente. La crescente sensibilità dell’opinione pubblica sul tema sicurezzaha spinto Tesla a replicare in modo perentorio alle accuse dell’NHTSA affermando che la ricerca non sarebbe stata condotta in modo accurato. Nei fatti lo stesso Musk, fondatore di Tesla, ha voluto chiarire che negli ultimi annile vendite del brand non hanno fatto che salire mentre, al contrario, il numero di incidenti è crollato.

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Ayrton Senna da Silva – Tribute – la vita la morte

di Giovanni Mancini

ayrton_senna

Ayrton SennaAyrton Senna da Silva (San Paolo, 21 marzo 1960 – Bologna, 1º maggio 1994) ricordiamolo in questo anniversario della sua tragica scomparsa sul circuito di Imola. Aveva detto: "Su questa terra si comincia nascendo e si finisce morendo: sono i due poli della nostra parabola" a cena con C. Grandini nello stesso week-end dove parlava ossessionatamente della morte. Ecco quando scriveva Carlo Grandini sul 'Corriere della Sera' il 3 maggio 1994: "Una sera di primavera del 1991, l'epilogo d'una giornata di intense prove tecniche che Ayrton Senna aveva sostenuto a Imola. Cenammo insieme. Si poteva parlare alla precisa condizione da lui posta: niente interviste, semmai ‘uno scambio di pensieri’. Ma su che cosa? "Su qualunque cosa. Per esempio sulla vita e sulla morte", disse. L'idea della morte proposta dal più grande dei piloti: il nostro normale senso del pudore cadeva di fronte all'offerta che non ci aspettavamo. Il mento sorretto da una mano, gli occhi puntati all'infinito, come sempre gli capitava nei momenti di meditazione, lesse così, cantilenando in italiano il suo brasiliano, la pagina traumatica del romanzo che doveva tenere scritta nel cervello e nel cuore. "Non vedo perché si debba sempre discutere di tutto meno che della morte. Su questa terra - diceva Ayrton Senna - si comincia nascendo e si finisce morendo: sono i due poli della nostra parabola. L'importante per me è non sapere dove e quando morirò, l'importante per lei è non sapere dove e quando morirà. Ma, vede, io credo di avere un vantaggio su di lei: per il mestiere che faccio, ho una confidenza con la morte che lei non ha. Da anni mi sembra d'incontrarla tutti i giorni, perché tutti i giorni la metto in conto e ho quindi una specie di confidenza. Non si stupisca: mi sembra quasi un'amica. Non mi fa paura. Ma ogni volta che parlo con Dio, che un giorno me la presenterà ufficialmente, appena di questo lo prego: fallo subito e bene. Un’ipotesi mi terrorizza: di farmi male, di finire il mio tempo bloccato a letto o in carrozzella. Regazzoni e Williams sono due eroi. Io non sono un eroe…” Leggi altri articoli su Ayrton Senna link QUI VIDEO AYRTON SENNA TRIBUTE http://www.youtube.com/watch?v=_5H7ajHlkHk IMOLA 1° MAGGIO Curva del Tamburello 1994 https://www.youtube.com/watch?v=uiLubadXiK4 ayrton-senna-tamburello-imola-1994
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