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Ecobonus auto 2020: la soglia delle emissioni scende da 70 a 60 g/km

di Raffaele Dambra

Ecobonus auto 2020

Cambiano leggermente i termini per accedere ai benefici dell’Ecobonus auto 2020, la misura governativa, in vigore già dallo scorso anno e prevista in teoria pure per il 2021 (salvo cambiamenti), creata per incentivare l’acquisto di vetture ecologiche e la rottamazione di mezzi inquinanti. La soglia limite di emissioni di CO2 per accedere al contributo di 2.500 euro scenderà infatti dagli attuali 70 g/km a 60 g/km. Una riduzione che però in termini pratici non dovrebbe produrre particolari effetti, almeno per il momento, e tra poco spiegheremo perché.

ECOBONUS AUTO 2020: COSA CAMBIA CON LA MODIFICA DELLA SOGLIA LIMITE

A proporre la modifica, già approvata dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera (ma per diventare effettiva dovrà passare l’esame dell’Aula), è stato il deputato dei 5 Stelle Giuseppe Chiazzese con un emendamento al decreto Milleproroghe. Ma cosa cambia nel concreto? Attualmente l’Ecobonus per le auto prevede un incentivo di 4.000 euro per chi acquista una vettura con emissioni fino a 20 g/km (che diventano 6.000 se c’è contestuale rottamazione di un’auto da Euro 0 a Euro 4); e uno di 1.500 euro per l’acquisto di una vettura con emissioni comprese tra 21 e 70 g/km (che diventano 2.500 con la rottamazione). In linea di massima, quindi, il primo contributo riguarda le auto elettriche, che hanno emissioni praticamente pari a zero, e il secondo le ibride plug-in. Di conseguenza, abbassando la soglia limite delle plug-in da 70 a 60 g/km, si spera di orientare il mercato verso vetture sempre meno impattanti, come quelle 100% elettriche.

MODIFICA ECOBONUS AUTO 2020: EFFETTI PRATICI QUASI NULLI

Tuttavia, come spiega un articolo giustamente sferzante di Quattroruote, l’abbassamento della soglia rischia di non avere alcun effetto sul mercato. Dato che nessun modello a listino tra quelli che hanno diritto all’Ecobonus (prezzo di listino non superiore a 50.000 euro + Iva) dichiara emissioni comprese tra 61 e 70 g/km. Pertanto in termini pratici non cambierà assolutamente nulla! Forse, sottolinea sempre Quattroruote, si tratta di una mossa per evitare in prospettiva un precoce esaurimento dei fondi disponibili, visto che la spinta delle aziende automobilistiche sull’alimentazione a basse emissioni potrebbe determinare un aumento della domanda per questa tipologia di vetture. Infatti a gennaio 2020 sono state immatricolate in Italia 1.341 ibride plug-in, quasi quattro volte in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

ECOBONUS AUTO 2020: I FONDI NON UTILIZZATI SONO DESTINATI ALL’ANNO SUCCESSIVO

L’emendamento a firma dell’on. Chiazzese prevede anche che le risorse destinate agli incentivi (70 milioni di euro nel 2020), ma non spese nell’anno corrente, siano assicurate per l’anno successivo. Inoltre tutte le somme recuperate dal maggior costo delle auto più inquinanti saranno utilizzate per incentivare l’acquisto di auto ibride ed elettriche. Consentendo perciò di usare completamente la leva fiscale al fine di incoraggiare investimenti ecosostenibili.

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Auto elettriche: la Germania raddoppia gli incentivi fino al 2025

di Raffaele Dambra

Auto elettriche Germania

La Germania non lascia ma… raddoppia gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, aumentando le risorse a disposizione ed estendendo il bonus fino al 2025. Il governo di Angela Merkel ha messo nero su bianco l’accordo raggiunto qualche settimana fa con le aziende automobilistiche tedesche, che si faranno ancora carico del 50% del contributo, nella speranza di tagliare l’ambizioso traguardo di circa 700 mila nuove immatricolazioni di vetture elettriche nei prossimi cinque anni.

INCENTIVI AUTO GERMANIA: CONTENTI SIA GLI UTENTI CHE I COSTRUTTORI

Il segnale lanciato dalla Germania è molto forte perché gli ultimi incentivi sull’elettrico sono andati meno bene del previsto (nei primi 10 mesi del 2019 si sono vendute soltanto 53.000 vetture a zero emissioni, appena l’1,8% del mercato auto) e c’era il rischio di un ridimensionamento della misura. Ma poiché il futuro va inequivocabilmente in direzione delle auto a batterie e non si torna più indietro, si è saggiamente deciso di ‘aumentare la dose’ dei contributi portandoli a livelli molto più interessanti per l’utenza. Con sommo sollievo anche dei marchi di casa, che contano di aumentare le vendite delle vetture elettriche per evitare le severe sanzioni che dal 2020 colpiranno i costruttori che non riusciranno a contenere le emissioni medie della propria flotta entro i limiti UE.

AUTO ELETTRICHE: GLI INCENTIVI IN GERMANIA FINO AL 2025

Vediamo dunque in cosa consistono i nuovi incentivi per le auto elettriche in Germania, in vigore fino al 2025. Finora Berlino e il settore auto avevano messo a disposizione 600 milioni di euro a testa. Ma adesso il contributo statale sale a 2 miliardi di euro. Che si traduce in un aumento del bonus dagli attuali 4.000 a ben 6.000 euro (+50%) per chi acquista un’auto elettrica fino a 40 mila euro di listino; e da 4.000 a 5.000 euro (+25%) per chi compra modelli più costosi, fino a 65.000 euro. Previsti incentivi anche per le ibride plug-in (3.000 euro).

GERMANIA: INCENTIVI ANCHE PER NUOVI PUNTI DI RICARICA

E non è finita qui. In previsione di una maggior diffusione delle auto elettriche si rende necessario aumentare anche i punti di ricarica. Il governo federale tedesco investirà quindi oltre 3 miliardi di euro fino al 2023 per realizzare nuove stazioni di ricarica distribuite capillarmente nel Paese. Con l’obiettivo finale di avere circa 1 milione di colonnine entro il 2030 (adesso quelle pubbliche sono 21.000). Stanziati, inoltre, anche 50 milioni di euro per l’installazione di wallbox private.

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Incentivi auto elettriche 2020: la guida regione per regione

di Raffaele Dambra

Incentivi auto elettriche 2020

Non sono pochi gli automobilisti che potranno accedere agli incentivi auto elettriche 2020 erogati da diverse regioni, con la possibilità di cumularli all’Ecobonus statale in vigore per altri due anni e usufruire quindi di uno sconto sull’acquisto che nel migliore dei casi supera agevolmente i 10 mila euro. Insomma, sembra proprio questo il momento migliore per comprare una vettura elettrica, ibrida o comunque a basse emissioni, sfruttando le tante agevolazioni che mirano a favorire una mobilità più sostenibile. Vediamo perciò quali sono gli incentivi regionali a cui è già possibile aderire, tenendo presente che nei prossimi mesi ne potrebbero arrivare altri ancora (e noi saremo ovviamente pronti a fornirvi tutti i dettagli).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 VALLE D’AOSTA

In Valle d’Aosta gli incentivi riguardano l’acquisto di auto elettriche e a basse emissioni fino a un massimo di 70 g/km di CO2. Il contributo è concesso sia sui veicoli nuovi che usati (ma solo se comprati presso concessionari), anche in leasing o a noleggio. In alternativa alle auto si possono acquistare biciclette a pedalata assistita e i dispositivi della micromobilità elettrica, come per esempio i monopattini. Sono a disposizione fino a 6 mila euro per i privati, fino a 10 mila euro per le aziende che non effettuano trasporto passeggeri e fino a 15 mila euro per le imprese del trasporto persone. L’incentivo può aumentare fino al 20% in caso di contestuale rottamazione di una vecchia auto da Euro 0 a Euro 4. Le domande per i mezzi acquistati nel 2019 (valide anche per gli acquisti già effettuati), si possono presentare dal 13 novembre 2019 al 31 marzo 2020. Le domande per gli acquisti fatti nel 2020, vanno invece presentate dal 1° gennaio al 21 ottobre 2020.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 LOMBARDIA

Dal 15 ottobre 2019 e fino al 30 settembre 2020, salvo esaurimento anticipato delle risorse, i residenti in Lombardia possono accedere a robusti incentivi per sostituire le autovetture inquinanti con veicoli a basse emissioni, nuovi o usati. Il contributo, a fondo perduto, viene erogato soltanto se l’acquisto della nuova vettura è accompagnato dalla radiazione di un veicolo inquinante (fino a Euro 2 se benzina e fino a Euro 5 se diesel). Più basse sono le emissioni delle auto acquistate, più alto è il valore dell’incentivo. Si parte da 2 mila euro per l’acquisto di una vettura fino a 130 g/km di CO2; e si arriva a ben 8 mila euro per chi compra un’auto elettrica a emissioni zero. Incentivi auto 2020 in Lombardia (fino a 20 mila euro) sono a disposizione anche per le micro, piccole e medie imprese della regione.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 TRENTINO ALTO ADIGE

Nonostante la particolare struttura amministrativa della regione Trentino Alto Adige, gli incentivi auto elettriche 2020 nelle due province autonome di Trento e di Bolzano sono praticamente simili. In entrambi i casi, infatti, l’agevolazione riguarda l’acquisto di auto ecologiche e ammonta a: 4 mila euro se si compra un’auto elettrica; 2 mila per una vettura ibrida plug-in, senza obbligo di rottamazione. Le misure, aperte sia ai cittadini privati che agli enti pubblici e alle imprese, sono strutturali, quindi senza scadenza (almeno fino a nuovo ordine).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 FRIULI VENEZIA GIULIA

In Friuli Venezia Giulia gli incentivi sono destinati a chi rottama un veicolo a benzina o a gasolio da Euro 0 a Euro 4. E, contestualmente, acquista un’autovettura elettrica, ibrida o bifuel benzina/metano adibita a uso privato. L’auto da acquistare dev’essere nuova, oppure usata o a km zero ma immatricolata da non più di due anni. Acquistando una vettura nuova o a km zero il contributo ammonta a 3.000 euro per le bifuel, a 4.000 per le ibride e a 5.000 per le elettriche; comprando invece una vettura usata il contributo scende rispettivamente a 1.500, 2.000 e 2.500 euro. L’auto da rottamare può essere intestata al soggetto richiedente o a un familiare convivente. Gli incentivi in Friuli sono disponibili già dallo scorso mese di settembre e fino ad esaurimento fondi.

N.B. Aggiorneremo costantemente quest’elenco non appena comunicheranno nuovi incentivi auto elettriche 2020 dalle stesse o da altre regioni italiane.

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Incentivi Valle d’Aosta: altri 7 milioni per auto e bici elettriche

di Raffaele Dambra

Incentivi Valle d'Aosta

In arrivo nuovi incentivi in Valle d’Aosta a sostegno della mobilità ecosostenibile. Il governo regionale ha dato infatti il via libera al contributo di 7 milioni di euro per tre anni a favore dei residenti e delle imprese valdostane che vogliono sostituire una vecchia auto inquinante con un veicolo a zero o a basse emissioni (max 70 g/km di CO2), oppure con una bici o un monopattino elettrico. Il provvedimento, già approvato dalle commissioni competenti a inizio novembre 2019, sarà pienamente in vigore dopo la delibera attuativa della giunta, attesa a breve.

INCENTIVI VALLE D’AOSTA: FINO A 6 MILA EURO PER UN’AUTO ELETTRICA

I nuovi incentivi auto 2019 della Valle d’Aosta prevedono un contributo che non può superare il 25% della spesa ammissibile, così suddiviso: fino a 6 mila euro a veicolo per i privati (costo massimo di acquisto: 60 mila euro); fino a 10 mila euro a veicolo per le aziende che non effettuano trasporto passeggeri; fino a 15 mila euro per le imprese specializzate nel trasporto persone. Le agevolazioni valgono sia per i veicoli nuovi che per quelli usati (ma solo se acquistati in concessionaria), nonché per le auto in leasing e a noleggio a lungo termine. In questi ultimi due casi il contributo può salire fino al 35% del valore contrattuale riferito ai primi tre anni del contratto, per un importo comunque non superiore a 6 mila euro per vettura.

INCENTIVI AUTO VALLE D’AOSTA: MAGGIORI CONTRIBUTI CON LA ROTTAMAZIONE

Gli incentivi auto in Valle d’Aosta saranno validi per le vetture acquistate a partire dal 1° gennaio 2019. E si potranno cumulare con altre agevolazioni di questo tipo, statali o europee, come ad esempio l’Ecobonus 2019-2021, portando così l’importo potenziale del contributo a ben 12 mila euro per veicolo. Inoltre, rottamando una vecchia auto si potrà ottenere un incentivo extra variabile dal 5% (per chi rottama una Euro 4) al 20% (per una Euro 0). I veicoli elettrici nuovi, immatricolati da quest’anno, godranno pure dell’esenzione del bollo auto per un ulteriore triennio.

INCENTIVI IN VALLE D’AOSTA: AGEVOLAZIONI ANCHE PER BICI ELETTRICHE

La regione Valle d’Aosta ha pensato anche a coloro che vogliono dire definitivamente addio alle automobili scegliendo altri mezzi ancor più ecosostenibili. Ci sono infatti incentivi per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita (fino al 50% della spesa ammissibile per un massimo di 700 euro) e di mezzi della micromobilità elettrica come monopattini, hoverboard, segway e dispositivi simili (anche in questo caso fino al 50% della spesa ammissibile ma per un massimo di 300 euro). Per bici e monopattini elettrici i contributi saranno validi solo per i mezzi acquistati dopo l’entrata in vigore del provvedimento. E, dulcis in fundo, c’è anche una quota a fondo perduto fino a 1000 euro per l’acquisto e l’installazione di stazioni di ricarica domestiche per veicoli elettrici, oltre a contributi fino a 15 mila euro per rinnovare il parco veicoli di proprietà pubblica.

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Agevolazioni acquisto auto ecologiche 2019 in Friuli e Trentino

di Raffaele Dambra

Agevolazioni acquisto auto ecologiche 2019 in Friuli e Trentino

Sono ancora disponibili interessanti agevolazioni per l’acquisto di auto ecologiche nel 2019 in Friuli e Trentino Alto Adige (o Südtirol se preferite). Le regioni del nord est sono tra le più virtuose nell’incentivare la sostituzione di vecchi veicoli inquinanti con vetture a basse o a zero emissioni, e i cittadini privati residenti in questi territori ne stanno approfittando con entusiasmo, avendo tra l’altro la possibilità di cumulare i contributi regionali con altri incentivi, tra cui l’Ecobonus 2019-2021.

AGEVOLAZIONI ACQUISTO AUTO ECOLOGICHE 2019 IN FRIULI VENEZIA GIULIA

In Friuli Venezia Giulia le agevolazioni sono destinate alla rottamazione di un veicolo a benzina o a gasolio da Euro 0 a Euro 4. E il conseguente acquisto di un’autovettura elettrica, ibrida o bifuel benzina/metano adibita a uso privato. L’auto da acquistare dev’essere nuova, oppure usata o a km zero ma immatricolata da non più di due anni. I beneficiari sono i cittadini residenti in Friuli Venezia Giulia al momento della domanda. Se si acquista una vettura nuova o a km zero il contributo ammonta a 3.000 euro per le bifuel, a 4.000 per le ibride e a 5.000 per le elettriche; se si acquista invece una vettura usata il contributo scende rispettivamente a 1.500, 2.000 e 2.500 euro. L’auto da rottamare può essere intestata al soggetto richiedente o a un familiare convivente. Gli incentivi in Friuli, cumulabili con altri contributi, sono disponibili già dallo scorso settembre 2019 e fino all’esaurimento dei fondi. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al portale della Regione.

INCENTIVI AUTO 2019 NELLA PROVINCIA DI TRENTO

In Trentino, o sarebbe meglio dire nella provincia autonoma di Trento, sono attualmente a disposizione incentivi per l’acquisto di auto elettriche, moto elettriche ed e-bike e per l’installazione di stazioni di ricarica, destinati a persone fisiche, imprese ed enti locali. Per i dettagli di ciascun contributo consultate la pagina dell’APIAE di Trento; mentre per quanto riguarda le sole agevolazioni per l’acquisto di auto ecologiche riservate ai privati residenti sul territorio, gli incentivi ammontano a 4.000 euro se si compra un’auto elettrica e a 2.000 per una vettura ibrida plug-in, senza obbligo di rottamazione. Entrambi sono cumulabili con l’Ecobonus nazionale.

AGEVOLAZIONI ACQUISTO AUTO ECOLOGICHE 2019 IN PROVINCIA DI BOLZANO

Nella provincia autonoma di Bolzano, denominata pure Alto Adige o Südtirol, le agevolazioni per l’acquisto di autoveicoli elettrici e ibridi plug-in nuovi sono a favore di privati, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, oppure di associazioni e altre organizzazioni che non svolgono attività imprenditoriale. I cittadini residenti possono ottenere un contributo di 4.000 euro sul prezzo d’acquisto di un’auto elettrica pura o di 2.000 per un’ibrida plug-in. A cui si aggiungono 5 anni di esenzione dal bollo auto, mentre in seguito si pagherà soltanto il 22,5%. Disponibile anche un incentivo fino a 1.000 euro per la stazione di ricarica a casa. Per altre informazioni c’è il portale istituzionale.

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Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto: la proposta di PSA

di Raffaele Dambra

Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto

In Italia il parco auto è indubbiamente vecchio e sarebbe da ‘ringiovanire’ incentivando gli automobilisti a disfarsi delle vetture più datate sostituendole con altre più nuove e meno inquinanti. Cosa che in effetti si sta già cercando di fare con l’Ecobonus 2019-2021 e con i vari contributi regionali per la rottamazione. Ma per Gaetano Thorel, direttore generale di PSA Groupe Italia (il gruppo a cui appartengono Peugeot, Citroen, DS, Opel e Vauxhall), si potrebbe tentare una via alternativa aumentando l’importo del bollo auto per i mezzi fino a Euro 3, in modo da reperire ulteriori fondi necessari per l’acquisto di auto elettriche nuove oppure Euro 5 ed Euro 6 usate. “Così da agevolare quei consumatori con minore capacità d’acquisto”, ha specificato il manager.

NO A NUOVI INCENTIVI AUTO MA MIGLIORARE QUELLI GIÀ ESISTENTI

La proposta è partita nel corso del No Smog Mobility 2019 di Palermo, che ha premiato il Gruppo PSA con il Green Prix per le soluzioni proposte a favore della mobilità sostenibile. “Non è il caso di pensare a nuovi incentivi auto, ma bisogna far funzionare meglio quelli che già ci sono”, ha detto Thorel, “L’Ecobonus per esempio esiste già e tutto sommato va bene. Andrebbe però aumentato il budget, per me insufficiente, e ampliata la platea di beneficiari”.

AUMENTO BOLLO EURO 3 PER INCENTIVARE L’ACQUISTO DI AUTO ECOLOGICHE

E come? Ecco l’idea: “Se c’è un problema di risorse, si potrebbe risolvere aumentando il bollo per le auto da Euro 3 in giù. Le maggiori entrate si utilizzerebbero in due modi: 1) per incentivare ancor di più l’acquisto di vetture elettriche o ibride plug-in nuove; 2) per favorire l’acquisto di auto Euro 5 o Euro 6 usate. Quest’ultima misura faciliterebbe i consumatori meno abbienti, che magari non possono permettersi un’auto elettrica anche con gli incentivi. Ma passare da una Euro 0, 1, 2 o 3 a una Euro 5 o 6, anche se usata, segnerebbe già un bel passo avanti sul piano ambientale. Tra le prime e le altre la differenza di emissioni è di circa il 95%”. Sono senza dubbio proposte interessanti, resta ovviamente da valutarne la fattibilità.

ELIMINARE LA CONFUSIONE TRA INCENTIVI STATALI E CONTRIBUTI REGIONALI

Gaetano Thorel di PSA ha infine puntato l’indice sulla, secondo lui, confusionaria differenza di programmi fra il Governo e le amministrazioni locali in materia di modalità ed erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. “È una situazione che genera grande confusione fra la visione governativa e quella degli enti locali, visto che ogni Regione e ogni Comune fa i suoi bandi per gli incentivi, con parametri diversi. Inoltre il Governo dovrebbe fornire la scala di riferimento per l’ibridizzazione, con delle etichette chiare per i consumatori sulle emissioni e sui consumi, sul modello degli elettrodomestici”.

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Dispositivi anti abbandono, solo 30 euro di bonus: è polemica

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

Al termine di un lunghissimo iter non privo di intoppi, la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono è diventata finalmente realtà e sarà pienamente operativa a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Coloro che trasportano in auto bambini di età inferiore a 4 anni dovranno dunque dotarsi di un congegno che segnala la presenza a bordo di un bebè, anche a motore spento, così da scongiurare nuovi drammatici casi di bimbi ‘dimenticati’ in auto (l’ultimo a Catania meno di un mese fa) e morti a causa del caldo soffocante sprigionatosi nella vettura. Ovviamente questo dispositivo ha un costo, che graverà inevitabilmente sulle tasche delle famiglie che hanno uno o più bambini piccoli. Per questo la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, nell’annunciare il varo della norma, aveva assicurato che nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 si sarebbe trovato il modo di inserire un bonus per alleggerire la spesa necessaria all’acquisto dei sistemi anti abbandono. Cosa che in effetti è stata fatta. Ma l’importo del bonus, invero piuttosto esiguo, ha deluso le aspettative di molti.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME RICHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

In attesa di comprendere le modalità di erogazione del bonus, che saranno disciplinate da un nuovo provvedimento atteso nelle prossime settimane, vediamo quali sono le caratteristiche principali del contributo di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono. Il governo ha stanziato 16,1 milioni di euro per il biennio 2019-2020 (15,1 milioni per il 2019 e 1 milione per il 2020) e il bonus si potrà richiedere per ciascun allarme acquistato. Quindi, in teoria, le famiglie che hanno più di un figlio sotto i 4 anni potranno accedere a più contributi. Il provvedimento con le modalità attuative dovrà chiarire sia come sarà elargito il bonus (sconto sul prezzo di listino o detrazione fiscale?); e soprattutto a chi sarà elargito. Facendo un rapido calcolo sembra infatti che i fondi stanziati non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste. Per cui è probabile che saranno stilati criteri di precedenza in base per esempio al reddito oppure al numero di bambini presenti nella medesima famiglia. Lo scopriremo presto.

“30 EURO DI BONUS PER I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO? È UN’ELEMOSINA”

Il bonus di appena 30 euro per i dispositivi anti abbandono obbligatori rappresenta una vera e propria elemosina di cui potranno beneficiare solo pochi fortunati”, ha dichiarato intanto il Codacons criticando aspramente la misura del governo. “Con soli 16,1 milioni di euro stanziati potranno accedere al contributo circa 540 mila persone. Quando in Italia, secondo i dati Istat, risiedono circa 1.860.000 bambini di età fino a 4 anni. Significa che il bonus andrà a meno di un bambino su tre. Mentre tutte le altre famiglie saranno escluse e dovranno pagare di tasca propria e integralmente il seggiolino anti abbandono obbligatorio”. Forti perplessità anche da parte di Altroconsumo (“Come verranno gestite le richieste? Si rischia di premiare solo i più veloci perché la copertura non è sufficiente per tutti i bimbi”). E dall’Asaps, associazione sostenitori e amici della Polstrada: “Pur essendo d’accordo con il provvedimento, riteniamo che l’importo del bonus sia piuttosto limitato rispetto ai costi del dispositivo anti abbandono (da 50 a 100 euro circa, a seconda del modello). E si poteva prevedere anche una riduzione dell’Iva”.

QUANDO SARANNO OBBLIGATORI I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

L’obbligo reale di dotarsi dei dispositivi anti abbandono (ovvero il giorno in cui inizieranno a fioccare le multe da 81 a 326 euro per gli inadempienti, più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della stessa in caso di recidiva entro due anni) partirà presumibilmente nei primi mesi del 2020. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 117/2018, che dovrebbe avvenire a brevissimo, la norma sarà effettiva dopo i canonici 15 giorni di ‘vacatio legis’. Ma quasi certamente ne saranno necessari altri 60 o forse 90 per permettere a produttori e consumatori di adeguarsi. In tal caso sarà emanata una speciale circolare della Polizia, già preannunciata dalla ministra De Micheli. Quindi, facendo due conti, l’obbligo dovrebbe scattare a febbraio 2020 o giù di lì. Contestualmente saranno stabiliti i criteri per chiedere e ottenere il bonus di 30 euro.

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Incentivi auto ecologiche Emilia-Romagna: nuovo bando ottobre 2019

di Raffaele Dambra

Incentivi auto ecologiche Emilia-Romagna

È stato appena avviato un nuovo bando regionale, il terzo da febbraio di quest’anno, che prevede incentivi per l’acquisto di auto ecologiche in Emilia-Romagna nel mese di ottobre 2019. Sono a disposizione 485 mila euro per i privati cittadini emiliano-romagnoli che intendono rottamare una vettura inquinante sostituendola con un’altra decisamente più green. Il contributo regionale è di 3 mila o 2 mila euro a veicolo, fino a esaurimento fondi.

INCENTIVI EMILIA-ROMAGNA OTTOBRE 2019: I REQUISITI

In particolare, possono accedere agli incentivi i residenti in regione che rottamano auto alimentate a benzina fino a Euro 2 oppure auto diesel fino a Euro 4 e acquistano contestualmente vetture nuove con basse o zero emissioni. L’incentivo regionale è di 3 mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi e di 2 mila per chi compra automobili a metano o Gpl. Le domande possono essere presentate fino al 29 ottobre 2019, senza alcun vincolo legato al reddito o all’Isee dell’interessato. Non serve nemmeno la certezza dello sconto ulteriore del 15% sul prezzo di listino del modello base praticato dalle case produttrici, previsto dal Protocollo di intesa siglato nel 2018 tra Regione Emilia-Romagna, Anfia, Unrae e Federauto. E si considerano automaticamente acquisite le richieste pervenute nell’ambito della precedente edizione del bando per le quali i rivenditori non lo abbiano applicato.

INCENTIVI AUTO ECOLOGICHE EMILIA-ROMAGNA: ELETTRICHE, IBRIDE, METANO E GPL

I contributi sono a disposizione anche di chi ha già rottamato una vettura inquinante dal 1° gennaio 2019 e non ha ancora provveduto a sostituirla con una più ecologica. Il veicolo da rottamare può essere sia un’autovettura di proprietà che un mezzo intestato a un’altra persona, purché quest’ultima abbia dato il consenso e sia anch’essa residente in Emilia-Romagna. Come detto, oltre alle auto elettriche concorrono all’ottenimento del bonus le auto ibride (benzina/elettrica), a metano (mono e bifuel benzina) e Gpl (mono e bifuel/benzina), ma devono essere almeno Euro 6. È ammesso il cumulo con gli incentivi dell’Ecobonus 2019-2021 voluto dal Governo Conte I.

LA PROCEDURA PER ACCEDERE AGLI INCENTIVI

La procedura per accedere agli incentivi auto ecologiche dell’Emilia Romagna dev’essere eseguita esclusivamente online collegandosi nella sezione dedicata del portale della Regione e usando le credenziali informatiche. Il 29 ottobre 2019 è la data ultima per prenotare il contributo, poi entro il 31 dello stesso mese si deve inviare l’ordine di acquisto della nuova vettura ed entro il 30 aprile 2020 è prevista la rendicontazione attraverso un applicativo regionale.

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Acquisto auto elettrica: dove conviene di più in Europa

di Donato D'Ambrosi

Comprare un’auto elettrica è più conveniente con gli incentivi, ma non in tutti i Paesi d’Europa è possibile. Ecco una panoramica dettagliata dei Paesi in cui l’acquisto dell’auto elettrica con lo sconto è più vantaggioso, fino a 10 mila euro. Se state pensando di acquistare un’auto usata all’estero, ricordate che in alcuni Paesi l’IVA da versare può azzerare il vantaggio economico. Intanto bisogna subito dire che tra i Paesi dell’UE solo 12 hanno attivato incentivi all’acquisto di auto elettriche, come in Italia.

I PAESI CON IL PIU’ BASSO NUMERO DI VENDITE ELETTRICHE

Nella maggior parte dell’Europa invece vengono applicati sgravi fiscali legati alla proprietà delle auto elettriche. Secondo i dati dell’ACEA (l’associazione europea costruttori di auto) gli incentivi hanno effetti sulla quota di vendite di auto elettriche, più bassa dove non ci sono sgravi. Polonia (0,2%), Lituania (0,4%), Estonia (0,5%) sono i Paesi che hanno attivato politiche meno attive per le auto elettriche. Ecco dove è più conveniente acquistare un’auto elettrica confrontando anche il reddito pro-capite in Europa. Un dettaglio che negli USA aveva scatenato polemiche accese: nella maggior parte dei casi chi aveva accesso agli sgravi poteva tranquillamente permettersi l’acquisto dell’auto elettrica senza sconto.

INCENTIVI IN ITALIA SULLE AUTO ELETTRICHE

In Italia le vendite di auto elettriche sono in costante aumento, ma rappresentano sempre comunque lo 0,5% del mercato. A fronte di un reddito pro-capite di 29.000 euro, si può avere uno sconto sull’acquisto dell’auto elettrica di 6000 euro per auto che emettono fino a 20 g/km di CO2. Di contro, le auto che emettono oltre 250 g/km di CO2 pagano una tassa fino a 2500 euro.

L’ACQUISTO DELL’AUTO ELETTRICA IN SPAGNA

In Spagna comprare un’auto a basse emissioni (o qualsiasi altro veicolo) permette di usufruire di diversi sconti. Ogni auto elettrica, fuel-cell o ibrida plug-in, è coperta da uno sconto fino a 5500 euro. L’incentivo sale a 6000 euro per furgoni, 8000 euro per VAN e 15000 euro per veicoli pesanti. Con un reddito pro-capite in Spagna di 26.200 euro.

ACQUISTARE L’AUTO ELETTRICA IN FRANCIA

In Francia la quota di vendite di auto elettriche è 2,1% e in media ogni abitante ha un reddito di 36200 euro. Come in Italia, ci sono bonus e malus sull’acquisto di auto a basse emissioni o più inquinanti. Sull’acquisto di un’auto elettrica nuova l’incentivo in Francia è di 6 mila euro fino a 20 g/km di CO2. Lo sconto scende a 5 mila euro per auto ibride nuove o semi-nuove. Le auto fino a 117 g/km di CO2 non vengono penalizzate.

QUALI SCONTI SULLE AUTO ELETTRICHE IN IRLANDA

In Irlanda il reddito pro-capite è 63.400 euro e le quote di vendita di auto elettriche sono l’1,6%. Ciononostante l’acquisto di un’auto elettrica in Irlanda beneficia di un incentivo di 5 mila euro.

GLI INCENTIVI A ZERO EMISSIONI SULLE AUTO IN UK

Nel Regno Unito (ante Brexit) si vendono il 2,5% di auto elettriche e il reddito pro-capite è 37.600 euro. Gli incentivi governativi in Gran Bretagna coprono fino al 35% del prezzo di acquisto per un’auto elettrica e fino al 20% il prezzo di un VAN a batterie.

ACQUISTARE UN’AUTO ELETTRICA IN BELGIO

In Belgio non ci sono veri e propri sconti sull’acquisto di auto elettriche ma incentivi finanziari. Ciononostante le quote di vendite sono del 2,4% con un reddito pro-capite di 39.600 euro

GLI SCONTI IN GERMANIA SULL’ACQUISTO DI AUTO ELETTRICHE

In Germania comprare un’auto elettrificata permette di avere diversi incentivi: uno sconto di 4 mila euro sulle auto a batteria e fuel cell o di 3 mila euro sulle auto ibride.

QUANTO SI RISPARMIA SUL PREZZO DELLE EV IN SVEZIA

In Svezia la quota di vendite di auto elettriche è 8%, ma non è solo lo sconto a spingere le vendite di auto a basse emissioni soprattutto nei centri urbani. Gli incentivi sull’acquisto di un’auto elettrica in Svezia infatti sono di circa 5500 euro (60 mila corone svedesi) o poco più di 900 euro per le auto ibride fino a 60 g/km di CO2.

IN FINLANDIA GLI INCENTIVI SONO TRA I PIU’ BASSI

In Finlandia si può comprare un’auto elettrica nuova con uno sconto di 2 mila euro, ma solo per valori fino a 50 mila euro. Un bonus piuttosto equilibrato se si pensa che il reddito pro-capite è 4 volte maggiore di quello più basso tra i 12 Paesi.

QUALI INCENTIVI ELETTRICI IN AUSTRIA

L’acquisto di un’auto elettrica in Austria concede uno sconto fino a 3 mila euro o 1550 euro per un’auto ibrida plug-in. Con quote di vendite del 2,5% in Austria si stima un reddito pro-capite di 43.600 euro.

LO SCONTO IN SLOVENIA FINO A 7500 EURO

La Slovenia è il secondo Paese europeo con il più alto incentivo sull’acquisto di un’auto elettrica. Nonostante una quota di vendite dello 0,9%, il reddito pro-capite di 22.400 euro sembra più in linea con gli sconti. L’incentivo in Slovenia è di 7500 euro sulle auto elettriche, 4500 euro su VAN elettrici o ibridi e 3 mila euro su quadricicli leggeri elettrici.

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Bonus mobilità 2019: 1.500 € di sconti su mezzi pubblici e car sharing

di Raffaele Dambra

Bonus mobilità 2019

Alla fine, dopo l’annuncio e il successivo rinvio, pare proprio che nel Dl Clima ci sarà anche il Bonus Mobilità 2019, la misura che permetterà di ricevere 1.500 euro da usare per abbonarsi ai mezzi pubblici o al car sharing a chi rottamerà un’auto inquinante (ma lo sconto non sarà per tutti, tra poco dettaglieremo meglio). Lo ha anticipato l’Ansa, che ha avuto modo di visionare la nuova bozza del Decreto Clima voluto dal Ministero dell’Ambiente per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane.

CHE COS’È IL BONUS MOBILITÀ 2019-2021

Rispetto alla prima proposta, che prevedeva sconti per 2.000 euro, il bonus a disposizione per ciascun beneficiario scenderà dunque a 1.500 euro. Ma sarà disponibile fin da subito, appena dopo l’entrata in vigore del decreto, e durerà per un triennio, fino al 2021. La dotazione prevista in questo scampolo di 2019 sarà di 5 milioni di euro, poi saranno messi a disposizione 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

COME FUNZIONA IL BONUS MOBILITÀ

Come spiegavamo inizialmente, non tutti i cittadini italiani potranno accedere al Fondo Buono Mobilità, altrimenti detto Bonus Mobilità. Il sostegno sarà infatti riservato solo ai residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione UE per eccesso di smog (l’elenco completo sarà diffuso insieme alla versione definitiva del Dl Clima). Per accedervi sarà necessario rottamare entro il 31 dicembre 2021 un’autovettura omologata fino alla classe Euro 4. Il bonus di 1.500 euro si potrà utilizzare, entro tre anni, per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e per l’abbonamento ai servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte (quindi, in teoria, non solo car sharing ma anche scooter, bici e monopattini). Il Sole 24 Ore precisa che il bonus mobilità 2019 non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini dell’Isee.

BONUS MOBILITÀ ANCHE PER I CONVIVENTI DEI BENEFICIARI

Restiamo ovviamente in attesa del testo ufficiale del Decreto Clima per scoprire ulteriori e più precisi dettagli sulla misura, che in ogni caso si preannuncia piuttosto interessante. Tra le altre cose sembra che i beneficiari potranno acquistare un abbonamento ai mezzi pubblici o al car sharing anche a favore di un convivente. Previsto inoltre l’avvio di un programma strategico, da attuare entro un quinquennio, per il rinnovo integrale dei mezzi di trasporto pubblico locale con mezzi a basso o nullo impatto ambientale, e la promozione del trasporto scolastico sostenibile con uno stanziamento di 20 milioni di euro.

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Incentivi auto elettriche 2019 per i Comuni della Sardegna

di Raffaele Dambra

Incentivi auto elettriche 2019

Continua la politica di sviluppo verso una mobilità più ecosostenibile. E così dopo l’Ecobonus statale 2019-2021 e gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche in Lombardia e Veneto, la Regione Sardegna ha da poco pubblicato un bando da 1.600.000 euro a sostegno della sostituzione di veicoli a motore termico con vetture a emissioni zero. I destinatari del bando, che si può scaricare integralmente cliccando sul tasto rosso Scarica PDF in fondo all’articolo, sono i singoli Comuni della Sardegna, tranne quelli che hanno già beneficiato di precedenti contributi nell’ambito dell’Accordo di Programma per lo sviluppo della mobilità elettrica regionale. Ogni Comune può presentare una sola domanda per un’auto elettrica.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE SARDEGNA: COME ACCEDERE AL CONTRIBUTO

Il finanziamento della Regione Sardegna consiste in un contributo a fondo perduto nella misura del 100% delle spese ammissibili ed effettivamente sostenute, fino a un massimo di 40.000 euro per ciascun veicolo elettrico. Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni purché in misura non superiore all’intero valore del costo della vettura. Come già accennato, per accedere agli incentivi auto elettriche 2019 in Sardegna è necessaria la contestuale rottamazione di un veicolo a trazione termica intestato da almeno 12 mesi al Comune beneficiario, appartenente alle categoria euro 0, euro 1, euro 2 o euro 3. Per quanto riguarda invece le caratteristiche dei veicoli da acquistare, devono essere nuovi, full electric, con potenza massima maggiore di 40 kW e almeno 120 km di autonomia, minimo 4 posti a sedere e destinati a una percorrenza annua di non meno di 2.000 km.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE SARDEGNA: PUNTI DI RICARICA

Entro i termini per la rendicontazione dell’intervento, ogni Comune interessato è tenuto tra le altre cose a installare a proprie spese un’infrastruttura di ricarica a uso pubblico. Oppure ad acquistare una wall box per la ricarica del veicolo elettrico preso con gli incentivi, il cui importo deve essere quantificato e indicato nella domanda di finanziamento.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2019 IN SARDEGNA: TERMINI DELLA DOMANDA

La domanda di accesso agli incentivi auto elettriche 2019 per i Comuni della Sardegna può essere presentata dalle ore 9:00 del 1° ottobre 2019 fino alle 14:00 del 3 dicembre 2019, utilizzando esclusivamente il sistema informativo per la gestione del processo di erogazione e sostegno della Regione Sardegna (SIPES), accessibile tramite il portale istituzionale dell’isola. Il soggetto richiedente deve obbligatoriamente disporre di una casella email PEC e della firma elettronica digitale in corso di validità.

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Punti di ricarica auto elettriche: nuovi incentivi 2019 in Puglia

di Raffaele Dambra

Punti di ricarica auto elettriche nuovi incentivi 2019 Puglia

Nei primi cinque mesi del 2019 la vendita di auto elettriche e ibride in Puglia è aumentata del +86,2%. E a rafforzare la svolta green del tacco d’Italia arrivano adesso gli incentivi regionali per supportare la diffusione di punti di ricarica domestici. Sul bollettino ufficiale n. 87 della Regione Puglia è stato infatti pubblicato l’avviso pubblico per l’assegnazione di “Contributi per l’acquisto e l’installazione di punti di ricarica domestica per veicoli elettrici alimentati da fonte rinnovabile”, a favore di privati cittadini e condomini pugliesi (residenti).

INCENTIVI PUNTI DI RICARICA AUTO ELETTRICHE: LA DOTAZIONE PER I CITTADINI PUGLIESI

La dotazione finanziaria complessiva degli incentivi per i punti di ricarica in Puglia è di 50.000 euro, mentre per ciascun intervento si può ricevere al massimo 1.500 euro (cumulabili con eventuali altri incentivi comunitari, statali, regionali e provinciali). Il contributo è concesso esclusivamente a chi già possiede o sta per comprare un’auto elettrica (o ai condomini in cui risultino uno o più residenti che siano proprietari di una vettura elettrica), anche in leasing o in comodato d’uso, e l’istanza è ammessa per l’acquisto e l’installazione di un solo punto di ricarica domestica.

SPESE AMMISSIBILI CON GLI INCENTIVI PER I PUNTI DI RICARICA

In particolare, sono ammissibili le seguenti spese: acquisto del punto di ricarica domestica (wall box/colonnina); prestazione professionale relativa alla progettazione del punto di ricarica domestica; installazione di punti di ricarica domestica; piccoli interventi edilizi finalizzati all’installazione del punto di ricarica; adeguamento della potenza per garantire l’allacciamento del punto di ricarica domestica o per l’eventuale installazione del contatore dedicato; IVA, se risulta non detraibile. I punti di ricarica devono ovviamente rispettare le severe direttive antincendio dei Vigili del Fuoco.

DATA DI SCADENZA DEGLI INCENTIVI PER I PUNTI D RICARICA IN PUGLIA

Gli interessati possono già inoltrare la domanda di finanziamento fino alla scadenza fissata alle ore 13:00 del giorno 8 novembre 2019. Le proposte devono essere presentate in plico chiuso con la documentazione completa in formato cartaceo, e consegnate a mano presso gli uffici della Regione Puglia – Sezione Mobilità Sostenibile e Vigilanza TPL, via Gentile 52 (4° piano, Plesso B) Bari, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria dalle 9 alle 13. Ulteriori informazioni, con il bando completo e i dettagli della documentazione richiesta, sono disponibili sul sito istituzionale della Regione Puglia, sezione Amministrazione Trasparente.

PUGLIA E MOBILITÀ SOSTENIBILE: È IN ATTO UN CAMBIO DI MENTALITÀ

“La Puglia è sempre più impegnata nella promozione della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico, in particolare nelle aree urbane”, ha dichiarato l’assessore regionale alla mobilità sostenibile Giovanni Giannini. “Sebbene l’importo del finanziamento non sia particolarmente cospicuo, questa iniziativa rientra nelle politiche regionali di incentivazione verso forme alternative di trasporto meno inquinanti da tempo messe in campo. E i dati incoraggianti sulle immatricolazioni di auto ecologiche testimoniano un sicuro cambio di mentalità”.

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Incentivi auto 2019 in Lombardia e Veneto per l’acquisto di vetture ecologiche

di Raffaele Dambra

Incentivi auto 2019 in Lombardia e Veneto

Continuano le proposte delle regioni italiane per tutelare la qualità dell’aria e la salute dei cittadini. Tra le varie iniziative messe in atto, le regioni Lombardia e Veneto hanno istituito nuovi incentivi auto 2019 per l’acquisto di vetture ecologiche e la contemporanea rottamazione di veicoli inquinanti. Entrambe le misure sono cumulabili con l’Ecobonus del Governo, per cui nei prossimi mesi comprare auto elettriche o comunque a basse emissioni potrebbe risultare quanto mai conveniente.

INCENTIVI AUTO 2019 IN LOMBARDIA PER PRIVATI CITTADINI

Con le due delibere approvate di recente dalla Giunta regionale della Lombardia, sono stati stanziati per il periodo 2019-2020 26,5 milioni di euro destinati ai privati cittadini e alle imprese che vogliono rinnovare il parco macchine optando per modelli meno inquinanti. In particolare, la nuova misura di incentivi auto 2019 dedicata ai cittadini lombardi, già in vigore dallo scorso 2 agosto, consiste in un contributo a fondo perduto che varia (da 2.000 a 8.000 euro) in base alle emissioni della vettura acquistata e prevede le seguenti specifiche:

– radiazione per demolizione di un’autovettura a benzina fino a Euro 2 incluso o diesel fino a Euro 5 incluso;
– acquisto, anche in leasing, di un’autovettura di nuova immatricolazione oppure usata in grado di garantire basse emissioni di inquinanti;
– applicazione da parte del venditore di uno sconto di almeno il 12% sul prezzo di listino del modello base, al netto di eventuali allestimenti opzionali;
– cumulabilità con altri incentivi diversi dalla presente misura.

Nella seguente immagine è riportata l’entità degli incentivi basata sui valori di emissione degli inquinanti PM10, NOx e CO2.

INCENTIVI AUTO 2019 IN LOMBARDIA PER LE IMPRESE

Come anticipavamo, gli incentivi auto 2019 in Lombardia riguardano anche le micro, piccole e medie imprese aventi sede operativa nella regione. Demolendo o esportando all’estero un veicolo benzina fino a euro 2 incluso o diesel fino a Euro 5 incluso e acquistando, anche nella forma del leasing finanziario, un veicolo di categoria M1, M2, M3, N1, N2 o N3 poco inquinante, si può accedere a un contributo a fondo perduto in base alla categoria della vettura acquistata (più basse sono le emissioni, più alto è il contributo). Attenzione: per gli incentivi auto alle imprese non è prevista la cumulabilità con altri aiuti pubblici concessi per gli stessi costi ammissibili. Ulteriori informazioni sugli incentivi auto 2019 in Lombardia sono disponibili qui.

INCENTIVI AUTO 2019 IN VENETO: 3.500 EURO A PERSONA

Incentivi auto 2019 anche in Veneto, dove la Giunta regionale ha deliberato un nuovo bando mettendo a disposizione 500.000 euro a favore di chi vorrà sostituire la propria vecchia auto con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione. Gli incentivi, fino a 3.500 euro a persona, saranno differenti in funzione delle effettive emissioni e stabiliti in base a specifici protocolli. Si potranno ottenere rottamando autovetture appartenenti alle classi emissive benzina Euro 0 Euro 1 Euro 2, gasolio Euro 0, Euro 1 Euro 2 ed Euro 3 Euro 4, bifuel Euro 0 Euro 1 Euro 2. Per stabilire la graduatoria dei potenziali beneficiari (in caso di superamento dei fondi stanziati) si terrà conto della loro situazione economica, prevedendo una priorità per le fasce di reddito più basse. Il bando sarà pubblicato a breve sul sito del BUR Veneto, le domande dovranno pervenire entro il 15 ottobre 2019.

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BMW: il tribunale europeo nega gli incentivi per le auto elettriche

di Donato D'Ambrosi

Quella degli incentivi per l’ampliamento delle attività industriali di BMW in Germania è diventato un caso comunitario. Ma nonostante l’appello del Costruttore al Tribunale europeo, l’assegnazione dei fondi per l’ampliamento della produzione di auto elettriche e ibride a Lipsia sfuma. Va a segno la stoccata della Commissione europea che si era opposta con una limitazione agli aiuti di Stato per BMW su un progetto che in Germania orientale avrebbe apportato 800 nuovi posti di lavori.

LA CORTE EUROPEA BOCCIA IL RICORSO BMW

La vicenda di BMW sulla concessione degli aiuti statali non è nuova ma con la pronuncia della Corte di giustizia europea aggiunge un nuovo capitolo. Come riporta Reuters, il più alto grado di giustizia del Tribunale europeo ha confermato il niet della Commissione europea. Se non per BMW si consolida l’incompatibilità del piano con le regole del mercato interno. Sarebbero queste infatti le primordiali motivazioni con cui la Commissione europea ha negato il finanziamento statale a BMW per un importo superiore a 17 milioni di euro. E’ curioso ricordare come proprio di recente BMW si sia espressa senza mezze parole sulle criticità dell’elettrico in Europa.

UE: 45 MILIONI DI EURO SONO TROPPI

La Germania aveva previsto un piano di incentivi per la crescita industriale da corrispondere a BMW per 45 milioni di euro. Ma nel 2017 si era già opposta la Commissione europea stabilendo che “qualsiasi importo superiore a 17 milioni di euro era incompatibile con le regole del mercato interno”. BMW ovviamente non ha ceduto, sostenendo che fossero stati commessi degli errori nelle valutazioni del costo del progetto, ricorrendo al Tribunale dell’Unione europea e poi alla Corte di giustizia. Ma in entrambi i casi il ricorso è stato bocciato.

IL PIANO BMW A LIPSIA

Il piano di sviluppo BMW prevedeva in origine l’ampliamento di 2 linee produttive per altrettanti modelli ibridi ed elettrici. Un progetto che avrebbe portato 800 nuovi posti di lavoro in uno degli stabilimenti del Gruppo più avanzati al mondo. Lo stabilimento BMW di Lipsia è uno dei più moderni e sostenibili al mondo. Ogni giorno vengono prodotte fino a 860 auto tra Serie 1 e 2. E’ qui che BMW assembla le auto con telaio in fibra di carbonio e alimentazioni alternative: la BMW i3 (da settembre 2013) e la BMW i8 (da maggio 2014). L’energia verde per la produzione di queste auto è fornita da quattro turbine eoliche sul posto. Ma queste credenziali non sono bastate a ribaltare il parere della Commissione UE.

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Tutti gli incentivi per le auto elettriche presenti in Europa

di Redazione

Incentivi auto elettriche europa

In vista degli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 che l’Unione Europea vorrebbe raggiungere entro il 2030, tutti i 28 paesi membri hanno disposto agevolazioni e incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Con la speranza (forse irrealizzabile, di certo molto ambiziosa) di portare la quota mercato al 15% nel 2025 e al 30% proprio nel 2030. Ora siamo a meno dell’1% e ci sarà dunque da rimboccarsi le maniche, ma intanto scopriamo tutti gli incentivi per le auto elettriche presenti in Europa (e, giacché ci siamo, tante cose utili da sapere sulla loro manutenzione).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE IN ITALIA

Cominciamo ovviamente dall’Italia dove ormai anche i sassi sanno dell’Ecobonus voluto dal Governo (a dire il vero solo da una parte del Governo) per incentivare la diffusione delle auto 100% elettriche o comunque a ridotte emissioni. Valido fino al 2021 salvo esaurimento fondi, l’Ecobonus 2019 – 2021 prevede uno sconto da 4.000 a 6.000 euro per l’acquisto di una vettura con emissioni inferiori a 20 g/km, e da 1.500 a 2.500 euro se le emissioni sono comprese tra 20 e 70 g/km. Il prezzo di listino dell’auto da acquistare non deve superare 50.000 euro + Iva. Contestualmente è stata introdotta un’Ecotassa che scatta se si compra un’automobile con livello di emissioni di CO2 superiore a 160 g/km. Sono previste ulteriori agevolazioni a carattere regionale (esenzione del bollo auto e altri sconti).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE IN GERMANIA

In Germania ci sono più auto elettriche che altrove in Europa, ma nonostante questo difficilmente (anzi a questo punto è quasi impossibile) si realizzerà l’obiettivo strombazzato nel 2010 da Angela Merkel di avere 1 milione di auto elettriche in circolazione sulle strade tedesche entro un decennio. Manca infatti soltanto un anno e le auto a zero emissioni sono poco più di 100.000… Comunque gli incentivi continuano e gli automobilisti tedeschi hanno a disposizione 4.000 euro per l’acquisto di vetture elettriche e 3.000 per le ibride plug-in.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE NEL REGNO UNITO

Il Regno Unito presto non farà più parte dell’Unione Europea, ammesso che la Brexit venga portata davvero a termine, ma è tra le nazioni più virtuose come numero di incentivi per le auto elettriche. Anche se lo scorso autunno c’è stata una sforbiciata. Oggi è previsto comunque un ottimo sconto del 35% sul prezzo di listino (fino a un massimo di 3.500 sterline) per l’acquisto di un’automobile elettrica a emissioni zero e un’autonomia di almeno 112 km. Per i furgoni elettrici la riduzione è del 20% per un massimo di 8.000 euro.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE IN FRANCIA

Anche gli incentivi auto elettriche in Francia risultano piuttosto appetibili. Ai cugini d’Oltralpe è riservato uno sconto fino a 6.000 euro per acquistare veicoli con emissioni di CO2 inferiori a 20 g/km, con ulteriore incentivo fino a 5.000 euro se contestualmente si rottama un veicolo diesel con più di 11 anni di vita. Analogamente all’Italia è prevista un’ecotassa molto pesante rivolta agli acquirenti di veicoli che emettono più di 117 g/ km di CO2. Le regioni sono inoltre libere di stabilire altre riduzioni e agevolazioni sia sulla vendita che sulla tassa automobilistica.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE IN SPAGNA

Nel 2017 il Governo spagnolo ha messo sul piatto 20 milioni di euro in incentivi statali per supportare la mobilità green, e la misura è tutt’ora in vigore. Si possono ottenere fino a 5.500 euro per le auto a basse o a zero emissioni, fino a 6.000 per i furgoni, fino a 8.000 per i veicoli classificati M2 e N2 e fino a 15.000 per i veicoli M3 e N3. Il piano governativo prevede poi un secondo incentivo di 1.000 euro erogato direttamente dai concessionari o dai costruttori.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE NEL RESTO D’EUROPA

Per tutti gli altri incentivi di auto elettriche in Europa vi rimandiamo alla lista completa Paese per Paese, aggiornata al 2019 e pubblicata dall’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association). Potete scaricarla gratis in formato pdf cliccando sul pulsante rosso in basso Scarica PDF. Attualmente, ultimi dati di maggio, la quota di mercato delle auto elettriche in Europa è ancora soltanto dello 0,6%.

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Auto ecologiche: vendite in aumento, l’Ecobonus funziona?

di Redazione

Auto ecologiche vendite

È ancora presto per giudicare correttamente gli effetti della misura voluta dal Governo, ma nel primo mese di piena attuazione dell’Ecobonus 2019 – 2021 le vendite delle auto ecologiche (elettriche e ibride plug-in) hanno subito una forte impennata, portando il settore a livelli mai raggiunti in precedenza. Per lo meno in Italia.

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PLUG-IN AD APRILE 2019

Lo ha reso noto l’ANFIA, Associazione nazionale filiera industria automobilistica, in un focus sul mercato italiano delle auto. Ad aprile 2019 sono state vendute 1.200 vetture elettriche e 536 ibride plug-in, per una quota di mercato pari all’1%. Numeri ancora relativamente bassi, ok, ma l’anno scorso nello stesso mese le immatricolazioni di auto elettriche in Italia erano state circa 260. L’aumento è evidente. Ed estendendo il dato ai primi quattro mesi di quest’anno le vendite di veicoli elettrici a batteria risultano quasi raddoppiati, da 1.200 a 2.350.

L’IMPENNATA NELLE VENDITE DELLE AUTO RICARICABILI COMMERCIALI

I privati hanno contribuito a questo piccolo boom ad aprile delle auto ecologiche per il 34% del totale (589 vetture, da aprile 2018 a febbraio 2019 la media era stata di 140 al mese). Il restante 66%, per un totale di 1.147 autovetture, è frutto invece delle vendite di auto ricaricabili commerciali, con un significativo apporto dal noleggio (540 unità) e dal leasing (237). La provincia che ha immatricolato più auto ecologiche nel mese di aprile 2019 è stata Firenze. Mentre Trento domina la classifica da inizio anno. Per la cronaca, le auto elettriche più vendute in Italia ad aprile sono state Renault Zoe, Nissan Leaf, Smart Fortwo e Tesla Model 3.

ECOBONUS 2019 – 2019: PRIME RISORSE PIÙ CHE DIMEZZATE

Dunque l’Ecobonus 2019 – 2021 sta funzionando? Ripetiamo: per un primo bilancio veramente attendibile è meglio aspettare qualche altro mese. Ma è indubbio che dall’8 aprile, data di pubblicazione del decreto attuativo, le prenotazioni dei contributi abbiano prodotto già un dimezzamento delle risorse stanziate dal MISE per la prima tranche del provvedimento. E questo nonostante tra i concessionari regni ancora un po’ di confusione sulla corretta applicazione dell’Ecobonus, come da una nostra recente indagine.

A RILENTO GLI INCENTIVI ROTTAMAZIONE MOTO

In particolare, alla data di oggi sono rimasti poco più di 8 milioni di euro sui 20 milioni a disposizione nella fase sperimentale di 120 giorni. Davvero niente male (ricordiamo che complessivamente ci sono 60 milioni di euro per il 2019 e 70 milioni per il 2020 e il 2021 per l’acquisto di autovetture con emissioni fino a 70 g/km). Decisamente più a rilento, invece, la richiesta di incentivi per moto e ciclomotori della medesima tipologia. Finora, infatti, si sono utilizzati poco meno di 200 mila euro su 10 milioni disponibili entro il 31 dicembre 2019. Ma ci aggiorniamo tra qualche mese per un quadro più completo.

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Incentivi e rottamazione auto non di proprietà: quando e come è possibile?

di Redazione

Incentivi e rottamazione auto non di proprietà

Si possono ottenere incentivi con la rottamazione di un’auto non di proprietà, ossia intestata a un’altra persona? È una domanda che sta girando parecchio soprattutto dopo la recente introduzione dell’Ecobonus 2019 – 2021, che offre la possibilità di accedere a contributi per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni. E poiché l’importo di tali contributi aumenta se contestualmente all’acquisto si rottama una vettura inquinante, molti si stanno chiedendo se per assicurarsi gli incentivi sia assolutamente necessario demolire un’auto di proprietà. O se si possa rottamare anche il veicolo di un altro intestatario (ovviamente con il suo consenso).

ECOBONUS 2019: SI PUÒ ROTTAMARE UN’AUTO NON DI PROPRIETÀ?

La risposta alla domanda è nei requisiti di accesso agli incentivi dell’Ecobonus. Il veicolo da dare in rottamazione deve essere intestato, da almeno 12 mesi, all’acquirente o a uno dei familiari conviventi alla stessa data. L’auto da rottamare per usufruire dell’Ecobonus, quindi, non deve essere intestata per forza alla persona che acquista la vettura nuova, ma anche a un familiare che convive nella stessa casa. L’unica condizione richiesta è che, alla data di acquisto, la convivenza duri da almeno 12 mesi. Per esempio dopo un anno di matrimonio il marito può rottamare l’auto intestata alla moglie, e viceversa. Per dimostrare che l’altro intestatario faccia davvero parte del nucleo familiare, è sufficiente presentare un’autocertificazione dello stato di famiglia.

INCENTIVI E ROTTAMAZIONE AUTO NON DI PROPRIETÀ: È POSSIBILE?

Ma a prescindere dall’Ecobonus 2019 – 2021, c’è una norma generale che regola la possibilità di ottenere incentivi con la rottamazione di auto non di proprietà? In realtà no e fino a oggi le singole case automobilistiche e i concessionari hanno sempre deciso in base alle rispettive politiche aziendali. Abbiamo però constatato che di solito (ma non è una regola fissa) le promozioni attuate dai concessionari hanno maglie un po’ più larghe rispetto alle case madri. E in qualche caso possono pure prevedere la rottamazione di auto intestate ad altri, ma sempre con dei limiti.

IL CASO DELLA MEGAROTTAMAZIONE FIAT

Tuttavia ciò che abbiamo appena scritto viene clamorosamente ribaltato dalla nuovissima MegaRottamazione Fiat, che consente di cambiare la propria vecchia auto a condizioni che il marchio torinese ha giustamente definito straordinarie, o quanto meno insolite. Per la prima volta infatti, per accedere all’incentivo non è necessario che l’acquirente sia anche l’intestatario del veicolo da rottamare. O che abbia qualche vincolo di parentela con lui. Basta trovare una qualsiasi automobile da rottamare e che l’effettivo proprietario sia d’accordo (con tanto di autorizzazione scritta). L’iniziativa è valida fino al 31 maggio 2019 e qualcosa ci dice che presto sarà copiata da molti altri marchi. Insomma, stiamo andando verso la libera rottamazione delle auto non di proprietà.

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