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Asmodee punta al mercato degli accessori con Gamegenic

di Mabelle Sasso
Asmodee ha rivelato di aver fondato la sua nuova divisione interna chiamata Gamegenic. Lo studio sarà incaricato di sviluppare e produrre accessori, sia su licenza che non, per i giochi Asmodee. Leggi anche: Asmodee Italia: annunciate le novità in uscita per Modena Play 2019 Tra i prodotti che verranno sviluppati da Gamegenic ci saranno tutti quegli […]

Bollo auto: l’esenzione compete solo alle Regioni

di Redazione

bollo auto esenzione

Con la sentenza 122/2019 la Corte Costituzionale ha forse cambiato il destino del bollo auto: sull’esenzione della tassa automobilistica le Regioni possono decidere in piena autonomia. L’unico limite imposto è quello di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dallo Stato, che può essere invece diminuita a piacere. Il che, tradotto in soldoni, significa che ogni Regione, se riesce a rispettare gli equilibri di bilancio, ha in teoria la possibilità di eliminare l’odiata tassa sul possesso del veicolo. O quanto meno di ridimensionarla nei costi.

LA PRONUNCIA DELLA CONSULTA SUL BOLLO AUTO

La nuova pronuncia della Corte Costituzionale è derivata da un contenzioso tra la commissione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia-Romagna riguardo il pagamento del bollo auto per autoveicoli e motoveicoli con anzianità tra i 20 e i 30 anni, classificati d’interesse storico o collezionistico. Ma la sentenza ha una valenza più ampia e può riguardare potenzialmente tutti i veicoli. Nel caso specifico, infatti, la Regione sosteneva che l’esenzione del bollo spettasse solo ai veicoli iscritti ai registri storici riconosciuti dal Codice della Strada, come l’ASI. Tuttavia la Consulta ha ribadito l’incostituzionalità dell’obbligo di iscrizione nei registri. E soprattutto ha precisato che le Regioni, che hanno la competenza sul bollo auto, possono anche stabilirne le eventuali esenzioni. Con la sola accortezza di mantenere la pressione fiscale sotto i limiti fissati dallo Stato.

BOLLO AUTO ED ESENZIONE: GLI EFFETTI SULLE REGIONI

Questa sentenza segna davvero l’inizio della fine del bollo auto? L’esenzione totale, per il momento concessa soltanto ai soggetti con disabilità e a certe categorie di veicoli, sarebbe di sicuro una conquista storica. E alcune Regioni particolarmente virtuose (mettiamoci dentro anche le province autonome di Trento e Bolzano) potrebbero seriamente pensarci. Non dimentichiamo però che il bollo auto rappresenta una fonte di entrate molto redditizia per le amministrazioni regionali (l’11,7% sul totale di imposte e tributi). E che in caso di rinuncia sarebbero costrette a rivolgersi altrove per recuperare i mancati incassi, magari aumentando l’accise sui carburanti. Ipotesi, quest’ultima, che si potrebbe valutare in ogni caso. Significherebbe, infatti, far pagare a ogni automobilista un tributo in base ai km effettivamente percorsi, e non per il sol fatto di possedere una vettura. Incentivando così l’uso dei mezzi pubblici o di veicoli a emissioni sottozero come la bicicletta.

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Presto ordinerete il cibo con Google Assistant, Maps e Ricerca

di Giuseppe Biondo

Google ha annunciato oggi la possibilità, in arrivo tra pochi giorni, di ordinare del cibo a domicilio direttamente da Maps, Assistant e Ricerca

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Honda con CiNet per le reti neurali e l’intelligenza artificiale

di Antonio Elia Migliozzi

Honda annuncia una nuova partnership con il Centro per le reti informatiche e neurali (CiNet). Allo studio una serie di nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per migliorare il confronto tra driver ed auto. L’idea di Honda è quella di dotare la sua prossima gamma di una tecnologia hardware e software di assoluto spessore. Per superare le differenze tra uomo e auto Honda guarda alle neuroscienze. Per questo la collaborazione avviata con CiNet vuole anche capire che tipo di connessione si può creare tra una autovettura ed un robot. Se molti di voi conoscono il robot Honda Asimo ecco allora la conferma che quel tipo di studio sarà sempre più vicino all’auto del futuro. Approfondiamo l’accordo.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Honda presenta una nuova partnership importante per la sua sussidiaria specializzata nei settori ricerca e sviluppo. Il brand giapponese ha annunciato che a partire da questo mese lavorerà insieme al Centro per le reti informatiche e neurali. Si tratta di un Istituto in prima linea a livello internazionale nella ricerca neuroscientifica sugli esseri umani. L’idea di Honda è quella di approfondire i rapporti tra la mobilità e la robotica. CiNet lavora da molti anni sul funzionamento del cervello umano e ha avviato studi anche sull’intelligenza artificiale. Le sue attività ruotano attorno all’Institute of Information and Communications Technology (NICT). Honda vuole creare prodotti e tecnologie migliori guidata dall’idea che “lo scopo della tecnologia è quello di aiutare le persone”. Lo sviluppo della guida autonoma e il passaggio alla mobilità condivisa sono principali sfide per Honda.

UNITA’ DI RICERCA

Alla luce dei cambiamenti della mobilità lo studio degli esseri umani è diventato più importante che mai. Del resto a partire dal 1 aprile 2019, Honda ha fondato l’Innovative Research Excellence. Si tratta di una divisione che sarà responsabile del lavoro a soluzioni nuove per la mobilità e la vita quotidiana delle persone. Questa nuova organizzazione di ricerca avrà un ruolo centrale in Honda proprio perché lavorerà con CiNet sulle relazioni tra gli umani, la mobilità e la robotica. Per essere più chiari, in collaborazione con CiNet, Honda cercherà di capire qualcosa di più sulle neuroscienze. Queste serviranno a sapere come un guidatore possa diventare un tutt’uno con il veicolo su cui viaggia. In questo modo si potrà determinare l’interfaccia ottimale per il collegamento uomo-macchina. Honda e CiNet cercheranno di stabilire degli standard per lo sviluppo di tecnologie di mobilità e robotica più sicure e confortevoli.

LO SVILUPPO

Honda è soprattutto preoccupata dalla sfiducia con la quale spesso l’uomo si avvicina alle macchine. Il ragionamento del brand giapponese è che per arrivare ad un rapporto di fiducia con la tecnologia serva capire i ragionamenti umani. Il CiNet lavora da anni proprio in questo campo. Operativo ad Osaka, in Giappone, appartiene sia all’Istituto Nazionale di Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni che all’Università di Osaka. Honda vuole quindi creare un ponte tra hardware, software e uomo. L’intelligenza artificiale sempre più diffusa nel settore auto potrebbe essere la soluzione migliore. Insomma un lavoro complesso che potrebbe aprire le porte ad una robotica con la quale l’uomo si confronterà sia a casa che in auto. Non è un caso se la relazione cervello-macchina, la misurazione delle funzioni del cervello e la robotica sono tutte legate.

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Strade scolastiche e stalli rosa: le altre novità del Codice della Strada

di Redazione

Strade scolastiche stalli rosa Codice della Strada

Dell’annunciata riforma del Codice della Strada finora si è parlato soprattutto in relazione all’inasprimento delle sanzioni per chi usa lo smartphone alla guida, e alla possibilità per i ciclomotori 125 cc di circolare in autostrada. Ma in realtà il testo base del nuovo Codice contiene tante altre piccole e grandi novità che i conducenti farebbero bene a conoscere, come le strade scolastiche e gli stalli rosa. Per l’entrata in vigore del provvedimento bisognerà comunque attendere il doppio passaggio parlamentare, che peraltro potrebbe portare a modifiche e cancellazioni.

IL CODICE DELLA STRADA 2019 È ANCORA PASSABILE DI MODIFICHE

Il testo della riforma del Codice della Strada, sul quale si possono presentare emendamenti fino al prossimo 3 giugno, è composto da 9 articoli. Detto della lotta senza quartiere alla guida con il cellulare (modifica dell’articolo 173 del CdS) e del via libera su autostrade e tangenziali a scooter e moto 125 guidate da maggiorenni (modifica dell’art. 175), vediamo nei successivi paragrafi quali sono gli altri cambiamenti che saranno presto al vaglio di Camera e Senato.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: CIRCOLAZIONE E SICUREZZA

La proposta di riforma del Codice della Strada ha cancellato l’obbligo di uso diurno delle luci di posizione e degli anabbaglianti. E ha poi introdotto in prossimità delle scuole una nuova tipologia di strada denominata ‘strada scolastica’. Pensata per tutelare scolari e studenti, sarà soggetta a limitazioni della circolazione, per lo meno negli orari di entrata e di uscita, con limiti di velocità a 30 km/h ed eventuale delimitazione di ulteriori zone a traffico limitato nei paraggi. In tema di sicurezza i pedoni avranno maggiori garanzie. In particolare, le auto dovranno dargli la precedenza non più quando hanno iniziato l’attraversamento, come avviene oggi, ma quando si accingono ad attraversare la strada. Inoltre i pedoni avranno sempre la precedenza quando il traffico non è regolato da vigili o semafori. È stata infine regolarizzata la circolazione di pattini, monopattini e skate su itinerari ciclopedonali, aree pedonali e spazi riservati ai pedoni.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: PARCHEGGI E PEDAGGI

Le ambulanze e i veicoli della protezione civile e delle organizzazioni di volontariato saranno esentati dal pagamento del pedaggio autostradale. È un’altra novità prevista nel testo base della riforma del Codice della Strada, alla pari della possibilità per le ambulanze di trasportare un accompagnatore e dell’introduzione di una linea rossa per le aree di sosta dei mezzi di soccorso. Saranno inoltre legittimati i cosiddetti ‘stalli rosa’ per la sosta delle vetture condotte da donne in gravidanza o con bambino fino a 2 anni. Stalli che alcuni comuni comunque già prevedono. Sono state poi introdotte sanzioni più severe per la sosta abusiva sui parcheggi per disabili, sui marciapiedi e sugli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici. E a proposito di mobilità ecosostenibile, i comuni, nel delimitare le Ztl a scopi esclusivamente ambientali, potranno consentirvi il libero accesso alle auto 100% elettriche.

NOVITÀ CODICE DELLA STRADA: NORME PER I CICLISTI

I ciclisti saranno maggiormente tutelati dal Codice della Strada 2019 grazie all’introduzione della linea di arresto agli incroci o ‘casa avanzata’. La linea verrà realizzata almeno tre metri davanti allo stop, tenendo i ciclisti lontani dai gas di scarico. Inserite, inoltre, alcune specifiche sul sorpasso di una bicicletta da parte delle auto. In soldoni, sarà garantita una maggiore distanza laterale di sicurezza che fuori dai centri urbani è quantificata in 1,5 metri.

NUOVO CODICE DELLA STRADA: ACCERTAMENTO DELLE CONDIZIONI PSICOFISICHE DEI CONDUCENTI

Prevista la modifica dell’art. 115 del Codice della Strada con l’aggiunta della seguente disposizione: “l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope può essere dimostrato attraverso accertamenti sulla saliva effettuati, nel rispetto dell’integrità fisica, presso laboratori accreditati, fissi o mobili, che forniscano risultati atti a provarne la presenza nell’organismo”. Leggermente modificato anche l’articolo 187 sulla guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. Ricordiamo per finire che la durata del foglio rosa passerà da sei a dodici mesi.

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Come aggiungere didascalia alle immagini Word

di Giuseppe Castellano
Avete intenzione di descrivere il contenuto di un’immagine su Word attraverso una didascalia, ma non sapete come fare? In questa guida infatti vedremo come aggiungere una didascalia alle immagini su Word, sia sulle versioni successive leggi di più...

Tutte le novità di Windows 10 May 2019 Update per PC e tablet

di Biagio Catalano

È iniziato il rilascio del settimo grande aggiornamento per Windows 10, installabile da tutti tramite Windows Update. Il pacchetto cumulativo, che arriva con il nome di May 2019 Update (nome in codice 19H1), porta diverse migliorie, correzioni di bug, ma soprattutto nuove funzioni, che si aggiungono a quelle introdotte da Windows 10 November Update, Anniversary […]

Puoi leggere l'articolo Tutte le novità di Windows 10 May 2019 Update per PC e tablet in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Seggiolini anti abbandono: l’obbligo 2019 slitta a data da destinarsi

di Redazione

Seggiolini anti abbandono obbligo 2019

Dovremo attendere ancora per i seggiolini anti abbandono. L’obbligo che sarebbe dovuto scattare il 1° luglio 2019 è slittato infatti a data da destinarsi, forse al prossimo novembre. E quindi anche quest’estate correremo il rischio che qualche bambino molto piccolo venga dimenticato in auto con conseguenze pericolosissime per la sua salute.

L’ITER DELLA LEGGE SUI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

Come mai c’è stato questo rinvio? Dopo il sì definitivo del Senato, giunto lo scorso mese di settembre, all’obbligo di utilizzare un “apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino”, il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei dispositivi anti abbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio di quest’anno, con scadenza prevista il 23 aprile. Termine poi ulteriormente prorogato al 22 luglio 2019 per l’alto numero di osservazioni ricevute. Ciò significa che se tutto andrà bene l’obbligo dei seggiolini anti abbandono partirà non prima di novembre 2019. Prima servirà infatti il parere positivo del Consiglio di Stato, seguito dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

COSA FARE IN ATTESA DELL’OBBLIGO

Ovviamente i genitori che vogliano mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per proteggere i propri figli senza aspettare l’obbligo della legge, possono farlo fin da subito procurandosi i sistemi anti abbandono già in commercio. Si tratta per lo più di dispositivi integrati di allarme per alcuni tipi di seggiolini auto; oppure di sensori da montare sugli stessi seggiolini che emettono un segnale prima che il papà o la mamma scendano dall’auto. In ogni caso è consigliabile che tutti sappiano quali sono i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

COSA PREVEDE LA LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

La Legge 117/2018 ha modificato in parte l’art. 172 del Codice della Strada introducendo tra gli altri il comma 1 bis, secondo cui il conducente dei veicoli delle categorie M1 (autovetture fino a 9 posti), N1, N2 e N3, quando trasporta un bambino di età inferiore ai 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, ha l’obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del MIT. In mancanza si applicano le sanzioni previste dal comma 10 del medesimo articolo: multa da 80 euro a 323 euro e, in caso di recidiva entro due anni dalla prima infrazione, sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Ma, ripetiamo: queste sanzioni saranno valide solo quando la legge entrerà in vigore, quindi da novembre 2019 (forse). Al momento non c’è nessuna multa.

CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

La bozza del decreto attuativo del MIT, attualmente sottoposto a consultazione pubblica e perciò (fino al prossimo 22 luglio, come abbiamo visto) ancora sensibile di modifiche, contiene le principali caratteristiche che dovranno avere i dispositivi anti abbandono. È previsto per esempio che tali dispositivi possano essere integrati all’origine nel seggiolino auto per bambini; oppure compresi nelle dotazioni di serie e optional dei veicoli; o del tutto indipendenti sia dai seggiolini che dai veicoli. I dispositivi antiabbandono dovranno poi essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo dovrà attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo.

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Sekiro: uno YouTuber ha sconfitto i boss solo lanciando monete

di Nicola Armondi
Sekiro, ormai lo sappiamo, è un ottimo gioco per chi ama mettersi alla prova con sfide di alta difficoltà. Non mancano però giocatori che non si sentono soddisfatti dal giocare “banalmente” con volante e pedaliera, e cercano quindi modi diversi per mettersi alla prova. Ora, il canale YouTube Tyrannicon ha condiviso una serie di video […]

Codice della strada: due novità in arrivo

di Valentina Acri
Sono state discusse, da parte del governo e del parlamento europeo, due normative per portare alcune modifiche all’attuale codice stradale. Nello specifico, la commissione Trasporti della Camera dei deputati ha varato il testo di legge, che ha come obiettivo quello di introdurre alcune regolamentazioni sui mezzi di trasporto “alternativi”. Il confronto parlamentare per l’approvazione dovrebbe già […]

Autovelox: multa impugnabile se posizionato nel senso opposto

di Redazione

Autovelox multa

State molto attenti se venite pizzicati dall’autovelox. La multa per eccesso di velocità si può impugnare se il dispositivo che ha accertato l’infrazione è posizionato nel senso opposto di marcia, qualora ricorra una specifica condizione. Lo ha stabilito la VI sezione civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza 12309/19 depositata lo scorso 9 maggio. Gli ermellini si sono espressi sul contenzioso riguardante un conducente molisano sanzionato da un autovelox installato dall’altra parte della strada.

AUTOVELOX: MULTA IMPUGNABILE, IL CASO CONTESTATO

Nel caso in oggetto, l’automobilista aveva rimediato una multa per aver superato i limiti di velocità percorrendo una strada del comune di Macchia d’Isernia. Violazione rilevata da un autovelox posizionato sul lato opposto della carreggiata. Il conducente aveva però contestato la sanzione, presentando subito ricorso e vincendo sia davanti al Giudice di Pace che al Tribunale d’Isernia. E adesso gli ha dato ragione pure la Corte di Cassazione, che ha annullato definitivamente la multa.

POSIZIONAMENTO AUTOVELOX: L’INDICAZIONE DEL DECRETO PREFETTIZIO SI DEVE RISPETTARE

In pratica, secondo quanto disposto nel pronunciamento della Suprema Corte, la multa è impugnabile con successo se il decreto prefettizio che ha autorizzato il posizionamento dell’autovelox prevedeva la sua installazione sul senso di marcia opposto a quello in cui è stato effettivamente sistemato. Confermando un orientamento peraltro già espresso nell’ordinanza 23726/18, i giudici di Cassazione hanno infatti precisato che nel decreto prefettizio non è obbligatoria l’indicazione del lato della carreggiata in cui dev’essere sistemato il dispositivo di controllo. Ma qualora sia prevista si deve assolutamente rispettare.

AUTOVELOX: LA MULTA SI PUÒ ANNULLARE PER ‘ILLEGITTIMITÀ DERIVATA’

A chiarire ulteriormente la vicenda, che per chi non mastica quotidianamente il ‘giuridichese’ può sembrare ingarbugliata, è intervenuto il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it. “Le possibilità di successo di un eventuale ricorso”, si legge sul sito, “ci sono nel caso in cui il decreto prefettizio abbia espressamente previsto il posizionamento del dispositivo lungo soltanto un senso di marcia e l’accertamento sia stato effettuato sul senso opposto. Perché difettando l’adozione di uno specifico provvedimento, il verbale di contestazione differita della violazione prevista all’art. 142 del CdS è affetto da illegittimità derivata”.

MULTA AUTOVELOX ANNULLATA: LA MOTIVAZIONE

Quindi, nel caso della multa comminata all’automobilista molisano, l’autovelox che ha accertato l’infrazione era stato posizionato sul lato destro della carreggiata, ma il decreto prefettizio aveva chiaramente indicato di piazzarlo sul lato sinistro. Circostanza, questa, che ha portato all’annullamento della sanzione.

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Tra carsharing e noleggio, il 60% degli italiani vuole l’auto di proprietà

di Antonio Elia Migliozzi

Capire le nuove abitudini degli italiani in materia di auto non è semplice. In occasione dell’appuntamento annuale con l’Automotive Dealer Day di Verona è stato presentato uno studio dettagliato. Sicuramente cresce l’interesse per l’auto in condivisione e per le formule alternative di mobilità. Guardando al carsharing circa la metà del campione (49%) prevede di utilizzare queste formule in futuro. Se l’acquisto rimane la scelta preferita gli italiani sono pronti a considerare anche altre opzioni a partire dal noleggio. In questo caso cresce il disorientamento con il campione che si dichiara scarsamente informato circa le modalità operative. Quando si parla di auto premium il 60% degli italiani valuta le opzioni di abbonamento “all inclusive”. Vediamo tutti i dettagli.

MOBILITA’ INTEGRATA

In Italia l’auto rimane di proprietà ma piace sempre di più la mobilità integrata. E’ quello che risulta dall’annuale studio di Quintegia sulle abitudini degli italiani al volante, realizzato in occasione di Automotive Dealer Day. Il 39% degli intervistati si aspetta un aumento dell’utilizzo di servizi condivisi come noleggio, car sharing e mezzi pubblici. Circa la metà del campione (49%) prevede infatti di utilizzare formule di car sharing in futuro. Questo soprattutto grazie alla crescente diffusione di questo tipo di offerta nelle grandi città. Eppure l’apertura alla mobilità condivisa non sembra mettere in discussione l’auto di proprietà. Questa rimane assolutamente indispensabile per il 46% degli italiani e in particolare per le donne. Proprio loro in più della metà dei casi (51%) si vedono anche nel futuro al volante della propria macchina. Stando all’indagine, solo il 13% degli italiani ha un brand preferito e non ne prenderebbe in considerazione altri.

FORMULE DI ACQUISTO

Tra gli automobilisti italiani il 40% scelgono l’auto sulla base delle caratteristiche del veicolo, a prescindere dal brand. Il 34% sceglie tra un gruppo ristretto di auto mentre il 13% rimane convinto dell’importanza assoluta di un certo marchio. Dovendo decidere tra le diverse modalità di acquisto, prevale il ricorso ai finanziamenti (60%), con il 55% degli italiani che guarda alle formule più tradizionali. Va detto che il 45% prende in considerazione anche modalità più flessibili che permettono di decidere se tenere o cambiare l’auto alla scadenza del contratto. Quanto ai marchi generalisti l’acquisto tradizionale in un’unica soluzione rimane la scelta preferita (41%). Male il leasing che chiude la classifica con il 5% delle preferenze, il noleggio a lungo termine interessa 27% degli automobilisti italiani.

CAPITOLO NOLEGGIO

L’indagine di Quintegia sulle abitudini degli italiani dice che sono circa un terzo (34%) quelli che si dichiarano abbastanza informati sul noleggio a lungo termine. Solo un 10% di consumatori afferma di essere “molto informato” sul noleggio. La fetta più numerosa, al 38%, è quella dei “poco informati” che ne hanno sentito parlare in generale ma non conoscono i dettagli. Va detto che il 18% degli italiani confessa di non saperne nulla. In particolare il livello di informazione aumenta nelle fasce di età più avanzate. Nel dettaglio tra i consumatori premium e per le auto che superano i 30mila euro, il noleggio è prioritario. Proprio in questa fascia il 60% degli italiani valuta i modelli di abbonamento “all inclusive”. In questi casi si ha a disposizione, con un canone fisso, un’auto nuova senza i costi di proprietà. Inclusi tutti i servizi come bollo, assicurazione e manutenzione.

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Google Play Services è stato arrestato: come risolvere

di Alessio Salome
Durante l’utilizzo di un dispositivo Android potrebbe capitare di ottenere il messaggio Google Play Services è stato arrestato. Tale avviso potrebbe far andare in panico gli utenti poco esperti. Noi di ChimeraRevo abbiamo deciso di leggi di più...

ServiceNow presenta il futuro del lavoro

di Tom's Hardware
Knowledge è la convention di ServiceNow che si è tenuta a Las Vegas, un appuntamento dove trovano concretezza le novità che riguardano il mondo dell’innovazione sul lavoro. ServiceNow è un’azienda che abilita flussi digitali per creare esperienze dirompenti di produttività, sia per i dipendenti che per le organizzazioni. Nel corso dell’evento, gli esperti più autorevoli […]

Multe prese all’estero: si possono pagare in Italia?

di Redazione

Multe prese all'estero

Una domanda che riguarda molti automobilisti: le multe prese all’estero si possono pagare in Italia? La risposta è sì, alla luce della direttiva Cross Border, in vigore dal 2016, che ha introdotto il cosiddetto “principio di reciprocità” sul riconoscimento delle sanzioni pecuniarie nei Paesi dell’Unione Europea. Ciò significa che le multe stradali comminate all’estero vengono riscosse come quelle italiane, ed è praticamente impossibile ignorarle (come invece capitava una volta). Lo stesso obbligo vale ovviamente per i conducenti stranieri multati in Italia.

MULTE ALL’ESTERO: LA PROCEDURA

Cerchiamo di capire bene la procedura. In caso di multa presa all’estero senza contestazione immediata, il comando di polizia da cui dipendono gli agenti che hanno accertato la violazione contatta il Punto di Contatto Nazionale (in Italia è il Centro elaborazione dati della Motorizzazione) per risalire, tramite il numero di targa, al nome del proprietario del veicolo sanzionato. Una volta acquisite le generalità, l’autorità di polizia comunica al (presunto) trasgressore gli estremi della multa, riportando nella lingua del paese destinatario tutti i dettagli dell’infrazione. Attenzione: la comunicazione può avvenire anche con posta ordinaria, e non obbligatoriamente con raccomandata, se la legge dello Stato in cui è avvenuta l’infrazione lo prevede.

MULTE ALL’ESTERO: COME PAGARE (E COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA)

Dopo aver ricevuto la multa a casa, il destinatario ha due possibilità. Pagare la sanzione secondo le modalità riportate nell’avviso (di solito il pagamento è online con carta di credito). Oppure fare opposizione, indicandone chiaramente i motivi in un apposito modulo da rispedire al mittente. Se i motivi risultano validi, il procedimento si chiude e la multa viene annullata. Altrimenti, in caso di risposta negativa, la multa si deve pagare. Se il trasgressore (a questo punto non più presunto) decide di fare comunque lo gnorri, l’autorità giudiziaria del Paese in cui si è verificata l’infrazione può inviare il relativo fascicolo alla Corte d’Appello italiana competente, che dà il via alla procedura esecutiva di riscossione (e l’incasso, salvo accordi diversi, va all’erario italiano). In alternativa può lasciare in sospeso la sanzione e applicarla soltanto se il trasgressore ritorna nel Paese. Riservandosi in questo caso di infliggergli misure accessorie anche molto severe.

MULTE ALL’ESTERO: INFRAZIONI PREVISTE

Il sistema d’interscambio tra i Paesi dell’UE dei dati d’immatricolazione dei veicoli è previsto solo in caso di otto specifiche infrazioni stradali. Questo vuol dire che in tutti gli altri casi non si può trasmettere la multa nella nazione del presunto violatore. Le infrazioni previste sono: eccesso di velocità; mancato utilizzo della cintura di sicurezza o del dispositivo per i bambini; mancato arresto al semaforo rosso o altro segnale di stop; guida in stato di ebbrezza; guida sotto influenza di sostanze stupefacenti; mancato utilizzo del casco protettivo (per le moto); circolazione su corsia vietata; uso del cellulare o altri dispositivi durante la guida. Ricordiamo infine che la direttiva Cross Border non contempla sanzioni aggiuntive come la decurtazione dei punti o la sospensione della patente. E inoltre non è valida in Svizzera, paese che non ha aderito al principio di reciprocità sul riconoscimento delle sanzioni pecuniarie.

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Base di ricarica Wireless e Cavo Type-C Lightning: Codici Sconto CHOETECH

di Manuel Baldassarre
Se avete un iPhone, un MacBook o comunque un dispositivo con ricarica wireless, allora quello che stiamo per mostrarvi potrebbe catturare la vostra attenzione. CHOETECH è un brand abbastanza noto nel settore dei dispositivi elettronici, leggi di più...

Cinture di sicurezza posteriori: oltre la metà degli italiani non le allaccia

di Redazione

Gli italiani sono indisciplinati. Almeno, questo emerge da una recente indagine sull’uso delle cinture di sicurezza condotta da mUp Research in collaborazione con Norstat per il sito internet Facile.it. Lo studio ha evidenziato che gli italiani non rispettano le norme sulla sicurezza in auto soprattutto quando sono seduti sui sedili posteriori. Eppure l”uso delle cinture di sicurezza è obbligatorio per tutti gli occupanti del mezzo da 30 anni. A sancirlo è l’articolo 172 del codice della strada. In Italia più di un italiano su due trasgredisce la norma. Precisamente il 55,9%, quando è seduto sui sedili posteriori dell’auto: un dato davvero allarmante. E non è la prima volta che viene rilevato.

LE CINTURE SOLO PER CHI SIEDE DAVANTI

Gli automobilisti sono invece molto disciplinati quando si trovano alla guida o sono seduti sul sedile anteriore. Secondo i risultati dell’indagine, quando si è alla guida, a livello nazionale la percentuale di chi usa la cintura è il 97,1%. I numeri variano a seconda delle zone geografiche. Al Sud e nelle Isole la percentuale scende al 95,4%. L’area più diligente risulta essere invece quella del Nord Est, dove i numeri salgono fino al 98,3%. Le cifre rimangono sostanzialmente invariate anche quando ad essere sotto osservazione è il passeggero. A dichiarare di fare uso della cintura è il 96,5% del campione interpellato per l’indagine.

I PIÙ VIRTUOSI AL NORD EST

I numeri cambiano radicalmente quando ad essere preso in considerazione è il divano posteriore dell’abitacolo. Il fanalino di coda del territorio nazionale continua a essere rappresentato dalle regioni meridionali e insulari. Lì, circa i due terzi della popolazione dichiara di non fare uso delle cinture posteriori. I dati non migliorano molto nemmeno nelle altre zone dello Stivale. I più virtuosi, o forse i meno negligenti, sono ancora una volta gli abitanti del Nord Est. Ben sei persone su dieci asseriscono di usare regolarmente il dispositivo di sicurezza. La percentuale si inverte rispetto al resto dell’Italia, ma purtroppo è ancora lontana da quelli che sono i numeri di chi occupa la parte anteriore dell’abitacolo. È probabile però che tale differenza sia dovuta alla mancanza di informazione circa l’obbligatorietà dell’uso della cintura.

LARGO AI GIOVANI

Stupisce un dato inerente l’età. Di solito, quando si parla di giovani al volante si tende a parlare di una categoria che commette più infrazioni e che è più soggetta a rischio incidenti. Però, quando si parla di cinture posteriori, i giovani dimostrano una maggior conoscenza delle regole. Tra i 18 e i 24 anni, infatti, la percentuale di chi allaccia le cinture posteriori è dei 49,5%. Scende al 42,6 nella fascia 35-50 anni. Stupisce anche il dato inerente il sesso. Se tra gli uomini ad allacciarsi le cinture sono il 46,4% degli intervistati, tra le donne non si va oltre il 41,9%.

MANCANZA DI CONOSCENZA

Il sondaggio è stato proposto anche per comprendere se gli italiani sono a conoscenza della norma che impone l’uso delle cinture di sicurezza posteriori. Ciò che sorprende è che più di un italiano su quattro ritiene che l’uso delle cinture posteriori non sia obbligatorio e il 28,8% dichiara di non sapere se lo sia. Invece lo è anche ad auto ferma. Comparando questi dati con quelli relativi all’uso delle cinture posteriori emerge che all’atto pratico solo 4 su 10 le allacciano e ancor più grave è che una persona su cinque non le ritiene utili. Per giusta informazione la norma recita che il mancato uso delle cinture è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria che va dagli 80 ai 323 euro. E poi c’è un problema di assicurazione, che in caso di incidente potrebbe rivalersi proprio per la mancanza dell’uso corretto delle cinture da parte di tutti gli occupanti.

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OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro: per voi un buono di 10 euro!

di Manuel Baldassarre
Il 14 Maggio 2019 OnePlus ha presentato quello che sembra essere lo smartphone più veloce mai realizzato: il OnePlus 7 ed il OnePlus 7 Pro. Con uno speciale codice sconto però, voi lettori di ChimeraRevo leggi di più...

I ricercatori di Cambridge vogliono ricongelare i poli della Terra

di Elena Re Garbagnati
Gli scienziati di Cambridge, nel Regno Unito, intendono creare un centro di ricerca per sviluppare nuovi modi per riparare il clima della Terra. Studierà approcci radicali, come il ricongelamento dei poli terrestri e la rimozione di CO2 dall’atmosfera. L’iniziativa è la prima del suo genere, fa parte di una serie di inziiative dell’Università di Cambridge […]
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