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Oggi — 24 Aprile 2019RSS feeds

Tesla: già su strada il nuovo chip per la guida autonoma di livello 5

di Redazione

Sono almeno due anni che Elon Musk afferma che la vera guida autonoma sarà possibile solo quando sul mercato ci sarà un processore pensato appositamente per lo scopo. E non era un segreto che Tesla stessa stesse lavorando al progetto dal 2017. Oggi il numero 1 della Tesla annuncia che quel chip è realtà. Anzi, è già in strada.

SEI MILIARDI DI TRANSISTOR

Musk lo ha definito il miglior chip al mondo. Tecnicamente si tratta di un quadratino di silicone da 2,6 centimetri di lato che contiene sei miliardi di transistor. La Casa americana dichiara che il nuovo prodotto, sviluppato in oltre tre anni di lavoro e prodotto dalla Samsung, ha prestazioni ventuno volte superiori dei chip Nvidia utilizzati fino ad oggi e adottati anche da altre Case automobilistiche.

36 TRILIONI DI OPERAZIONI AL SECONDO

Con una potenza di calcolo così elevata, i nuovi processori per la guida autonoma di Tesla saranno in grado di analizzare ogni situazione molto più velocemente e, allo stesso tempo, saranno in grado di prendere la decisione corretta dopo aver confrontato una serie infinita di dati provenienti dalle telecamere e i sensori che sono già attualmente a bordo delle vetture della Casa californiana. Addirittura, riesce a compiere 36 trilioni di operazioni al secondo.

UN PROCESSORE A DUE CERVELLI

La nuova centralina per la guida autonoma di Tesla, addirittura, si compone di due di questi nuovi chip, che lavorano in maniera indipendente. Questo per due motivi. Prima di tutto perché il confronto dei dati raccolti da entrambi permetterebbe di verificare la correttezza dei processi di analisi, e poi perché in caso di malfunzionamento di uno dei due chip, l’altro sarebbe comunque in grado di gestire una guida autonoma di livello 5 senza rischi per i passeggeri.

GIÀ SULLE AUTO

Nella recente conferenza stampa in cui Musk ha annunciato le caratteristiche del nuovo chip, è stato svelato anche che questa nuova tecnologia è già presente sui modelli in produzione. In particolare, il nuovo chip è disponibile sulle Tesla Model S e Model X da un mese ormai, mentre da dieci giorni a questa parte lo si trova anche sulla Model 3. Su queste auto, grazie al nuovo chip, sarà possibile attivare una guida autonoma di livello 5 non appena la legislazione lo consentirà. Il nuovo sistema, che sostituisce l’attuale Autopilot, è stato definito Full Self Driving.

L'articolo Tesla: già su strada il nuovo chip per la guida autonoma di livello 5 proviene da SicurAUTO.it.

Ieri — 23 Aprile 2019RSS feeds

Consiglio acquisto auto ibride fino a 40.000 euro

di Redazione

Proseguono le guide di SicurAUTO.it dedicate all’acquisto di automobili a basso impatto ambientale: dopo le auto ibride fino a 30.000 euro e le vetture Gpl con budget di 12.000 euro, stavolta tocca alle auto ibride acquistabili con una disponibilità di circa 40.000 euro (il range è tra 35 e 45.000 euro). Il ventaglio di proposte è interessante e include suv, berline e hatchback, sia con sistemi plug-in che ricaricabili durante la marcia. Il livello tecnologico dei modelli presentati è molto alto. Guida aggiornata al 23 aprile 2019.

PERCHÉ SCEGLIERE L’IBRIDO

La tecnologia ibrida è sempre più alla portata di parecchi portafogli e offre vantaggi innegabili. A costi di esercizio relativamente bassi, rapportati alla categoria delle vetture, unisce prestazioni decisamente vivaci, consumi ridotti ed emissioni rispettose dell’ambiente. Va inoltre aggiunta la possibilità di marciare con la sola trazione elettrica nei centri urbani, nel massimo silenzio e in assenza di vibrazioni. Quando è richiesta potenza si sfruttano invece i propulsori termici, ai quali si aggiunge, in base alle modalità di funzionamento, la spinta di quelli elettrici.

LE AGEVOLAZIONI DI TIPO ECONOMICO E FISCALE

Possedere un’auto ibrida permette di godere di alcuni vantaggi di ordine fiscale ed economico. In molte regioni italiane sono previste agevolazioni sul pagamento del bollo auto, l’accesso a tariffe ridotte o addirittura gratuito alle zone a traffico limitato e perfino l’esenzione dal ticket per il parcheggio nelle aree delimitate dalle cosiddette strisce blu. Per quanto riguarda invece l’Ecobonus 2019 – 2021, il doppio limite della misura (emissioni sotto i 70 g/km e costo massimo di 61 mila euro) ha escluso quasi tutti i modelli full-hybrid. Possono invece godere dell’incentivo diverse auto ibride plug-in: 1.550 euro oppure 2.500 euro se si rottama contestualmente una vettura inquinante.

BMW SERIE 2 ACTIVE TOURER

Nel 2018 è uscita la nuova versione della BMW Serie 2 Active Tourer, la multispazio tedesca lunga 435 cm con 5 posti, 5 porte e un bagagliaio dalla capacità minima di 468 litri. Identificata dalla sigla 225xe, è disponibile anche in 6 versioni dotate di motore ibrido plug-in con prezzi che variano da 38.550 a 44.350 euro, tutti soggetti a Ecobonus. La top di gamma 225xe iPerformance Luxury ha un propulsore da 1499 cm3, 224 CV/165 kW e cambio automatico, viaggia fino a 202 km/h ed emette appena 52 g/km. È stata testata da Euro NCAP e le sono state assegnate 5 stelle (qui la scheda del crash test 2014 con i risultati completi e il video),

FORD MONDEO 4 PORTE

Arrivata sul mercato italiano nel 2019, la nuova Ford Mondeo 4 porte ha portato una ventata di freschezza nel segmento delle berline 3 volumi, mettendo sul tavolo due versioni ibride molto performanti. La 2.0 187cv Hybrid ecvT Auto Tit. Bus. da 36.050 euro e la 2.0 187cv Hybrid ecvT Auto Vignale da 44.350 euro. Proprio la top di gamma, lunga 486 cm, con 5 posti e un bagagliaio da 383 litri, dispone di un propulsore ibrido da 1999 cm3 di cilindrata e 187 CV/138 kW di potenza, raggiunge i 187 km/h, emette 113 g/km e consuma 4,8 l/100 km. Nel crash test di Euro NCAP del 2014 Ford Mondeo ha ottenuto 5/5 (qui la scheda completa con risultati e video)

FORD MONDEO WAGON

Per chi cerca maggiore spazio è uscita quest’anno pure la nuova Ford Mondeo Wagon, con bagagliaio ampliato fino a una capienza minima di 500 litri e massima di 1630 litri, con schienale reclinato. La carrozzeria è invece lunga 487 cm, quanto la berlina. Il motore ibrido della Mondeo Wagon è montato sulla versione 2.0 187cv Hybrid ecvT Auto Titanium Business, in vendita a 37.300 euro. Ottimi sia i dati delle emissioni (101 g/km) che del consumo combinato (4,4 l/100 km).

HONDA CR-V

Il nuovo modello del suv giapponese Honda CR-V è uscito in Italia nel 2018. Il pregio maggiore di questa vettura è sicuramente lo spazio, sfruttato davvero molto bene in relazione alle dimensioni esterne, sia nell’abitacolo che nel vano bagagli. Sono disponibili ben quattro versioni ibride del nuovo CR-V, con prezzi di listino compresi tra 36.750 e 41.500 euro. Top di gamma è il 2.0 Hev Lifestyle Navi eCVT AWD, con motore ibrido da 184 CV/135 kW, 180 km/h di velocità massima, 126 g/km di emissioni e 7,3 l/100 km di consumi. Nel 2019 Honda CR-V ha ottenuto il punteggio massimo di 5 stelle nel crash test Euro NCAP (qui la scheda del crash test con risultati e video)

HYUNDAI IONIQ

Risposta sudcoreana alle tante proposte a basse emissioni della concorrente nipponica Toyota, la berlina 2 volumi Hyundai Ioniq è offerta in versione ibrida, ibrida plug-in e persino elettrica. Lunga 447 cm e con bagagliaio da 550 litri, risponde perfettamente alle normali esigenze di spazio di una famiglia. In questa sede vi presentiamo l’ottima Ioniq 1.6 Plug-In Hybrid 6DCT Style, con propulsore da 141 CV/104 kW, 178 km/h di velocità massima e appena 26 g/km di emissioni di CO2, dato che consente alla Ioniq di rientrare nel range dell’Ecobonus 2019. Quindi il prezzo di listino di 37.650 euro si può abbassare di qualche migliaio di euro. Nel 2016 il crash test della Hyundai Ioniq ha dato l’eccellente risultato di 5 stelle su 5.

HYUNDAI TUCSON

Il suv Hyundai Tucson è stato rinnovato nel 2018 e offre adesso 448 cm di lunghezza, 5 porte, 5 comodi posti e un bagagliaio da 513 litri. Oltre allo spazio Hyundai ha pensato anche all’ambiente realizzando quattro versioni con propulsore ibrido, in vendita da 36.150 a 40.500 euro. Il modello ibrido più accattivante di tutti è senz’altro il 2.0 CRDi 48V 4wd A/T 185cv Exellence, che può volare fino a 201 km/h senza sparare nell’aria non più di 145 g/km di CO2. L’ultimo crash test della Hyundai Tucson, datato 2015, ha dato come risultato 5/5.

KIA NIRO PHEV

In vendita sul mercato italiano dal 2017, il moderno crossover Kia Niro Phev è tra le automobili più richieste del brand sudcoreano. Spaziosa con i suoi 435 cm di lunghezza, buon bagagliaio (si parte da 324 litri), è disponibile pure nella versione 1.6 PHEV GDI DCT con motore ibrido plug-in da 141 CV/104 kW. Dichiara 172 km/h di velocità massima, 5,2 l/100 km di consumi ed emissioni di CO2 che non superano 29 g/km (ok Ecobonus). Nel 2016 Euro NCAP ha testato Kia Niro assegnandole 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi e il video).

KIA OPTIMA PHEV

Altro giro, altra proposta made in South Korea: stavolta parliamo dell’innovativa berlina 3 volumi Kia Oprima Phev, la cui ultima versione risale al 2016. Con i suoi 485 cm di lunghezza non si può certo dire che non sia spaziosa, mentre il bagagliaio che parte da 307 litri è un po’ meno generoso. Scucendo 44.000 bigliettoni, rientrando quindi per un pelo nel nostro budget, si può acquistare la versione 2.0 GDi P-HEV Plug-in Hybrid auto da 205 CV/151 kW. Con appena 37 g/km l’Optima Phev rientra tra i modelli beneficiari dell’Ecobonus 2019 – 2021. Euro NCAP ha testato la sicurezza di Kia Optima con un crash test nel 2015: risultato 5/5.

KIA SPORTAGE

Uscita con una nuova versione nel 2018, il suv Kia Sportage è un’automobile tagliata su misura per le famiglie, con lo spazio a disposizione dei passeggeri decisamente aumentato (si viaggia molto comodi in quattro) e il bagagliaio da 480 litri più capiente. Ci sono due modelli con motore ibrido: il 2.0 CRDI Mild Hybrid Energy Auto 4WD che costa 36.000 euro e il 2.0 CRDI Mild Hybrid GT Line Auto 4WD in vendita invece a 38.500 euro. Montano entrambi un propulsore da 185 CV/136 kW con cambio automatico, consumano 5,7 l/100 km ed emettono 149 g/km di CO2. Il crash test di Kia Sportage by Euro NCAP ha ottenuto nel 2015 il risultato di 5 stelle.

LEXUS CT HYBRID

La nuova Lexus CT Hybrid è una grintosa ed elegante berlina 2 volumi dalle medie dimensioni (435 cm di lunghezza e con bagagliaio da 375 litri). Il pezzo forte della gamma è probabilmente la versione ibrida 200h F Sport, in vendita a 37.400 euro. Monta un propulsore da 1798 cm3 di cilindrata e 136 CV/100 KW di potenza, raggiunge i 180 km/h, consuma 4,4 litri ogni 100 km ed emette 101 g/km di CO2. Niente Ecobonus quindi, ma c’eravamo quasi… L’ultimo crash test della Lexus CT risale al 2011 con il punteggio massimo di 5/5 (qui la scheda completa con i dettagli e il video).

LEXUS IS HYBRID

La berlina sportiva del luxury brand giapponese è lunga 468 cm, ha 5 posti e 4 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 450 litri. La Lexus IS Hybrid è equipaggiata con un sistema ibrido composto da un 4 cilindri a ciclo Atkinson da 2.5 litri e 181 cavalli, abbinato ad un propulsore elettrico da 105 kW. La potenza complessiva è perciò di 223 cavalli, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,81 l/100 km con 109 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 41.300 euro per l’allestimento 300h Business e giunge ai 43.200 del 300h Executive. Nel 2013 Euro NCAP ha testato la IS 300h assegnandole le 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

LEXUS UX

Disponibile dal 2018 anche in Italia, Lexus UX è il nuovo suv compatto della casa giapponese. Lo spazio a bordo risulta forse un po’ penalizzato (lo stesso bagagliaio non supera i 320 litri), ma la qualità delle finiture è assolutamente all’altezza delle aspettative del marchio. Sono in vendita ben 5 versioni con motore ibrido: Hybrid Executive 2WD e Hybrid Business da 37.900 euro, Hybrid Executive 4WD da 39.900 euro, Hybrid Premuium 2WD da 40.900 euro e Hybrid Premium 4WD da 42.900 euro. Il top di gamma è dotato di 1987 cm3 e 184 CV e raggiunge 177 km/h. I valori dichiarati di consumi ed emissioni sono rispettivamente a 4,5 l/100 km e 103 g/km.

MERCEDES CLASSE C

Con il recente restyling la berlina 3 volumi Mercedes Classe C (468 cm, 5 posti e 5 porte) ha ricevuto un corposo aggiornamento a livello estetico e non solo. Adesso, infatti, dispone pure di una versione ibrida, la C200 Executive Auto EQ-Boost, che costa non pochissimo (43.482 euro) ma offre davvero tanto. Per esempio un propulsore da 1497 cm3 di cilindrata e 184 CV/135 kW di potenza, che potrebbe toccare in teoria la velocità massima di 239 km/h, e che dichiara di consumare appena 6,0 litri/100 km con emissioni non superiori a 136 g/km di CO2. Nel 2011 il crash test della Mercedes Classe C a cura di Euro NCAP è andato alla grande: 5/5 (qui scheda completa e video del crash test).

MERCEDES CLASSE C STATION WAGON

La nuova Classe C ha pure il modello Station Wagon per chi necessita di (tanto) spazio supplementare. Il bagagliaio, infatti, parte da 490 litri, incluso il doppiofondo, ma reclinando lo schienale supera abbondantemente la capacità di 1.510 litri. Il motore della versione ibrida C200 Executive Auto EQ-Boost ha 1.497 cm3 di cilindrata e 184 CV/135 kW di potenza che consentono alla vetture di toccare 235 km/h. Il consumo combinato è di 6,2 l/100 km, le emissioni di CO2 sono 142 g/km.

MINI COUNTRYMAN

Si tratta della seconda generazione del crossover Mini Countryman, che ha mantenuto la stessa impronta della prima aumentando però le dimensioni fino ad attestarsi sui 429 cm (da 410). C’è quindi più spazio nell’abitacolo, mentre il bagagliaio può contenere fino a 450 litri. La meccanica è la stessa della berlina. In questa guida però ci stiamo occupando esclusivamente di modelli ibridi e la Countryman ne offre ben tre: Cooper S E ALL4 automatica da 39.300 euro, Cooper S E ALL4 Hype automatica da 42.900 euro, Cooper S E ALL4 Business automatica da 44.100 euro. Prendendo in esame proprio quest’ultimo, scopriamo che monta un propulsore ibrido plug-in da 224 CV/165 kW e 1.499 cm3, con emissioni ferme a 55 g/km (scatta l’Ecobonus). Euro NCAP ha testato Mini Countryman nel 2017 assegnandogli le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

TOYOTA PRIUS PLUG-IN HYBRID

Nella nostra guida con i consigli per l’acquisto di auto ibride con budget sui 40.000 euro non poteva mancare la Toyota Prius Plug-In Hybrid, uno dei modelli ibridi più venduti in Italia. Lunga 465 cm, quanto la Prius+ a 7 posti e più di 11 rispetto alle altre versioni della berlina 2 volumi, la Plug-In accoglie comodamente quattro persone e vanta un bagagliaio da 360 litri di capienza. Il motore da 1.798 cm3 e 122 CV/90 kW può spingere la vettura fino a 162 km/h. Le emissioni i fermano a 28 g/km. Prezzo di listino 41.800 euro, da limare con l’Ecobonus. Il più recente crash test Euro NCAP della Toyota Prius è del 2016 e ha dato come risultato 5 stelle su 5.

TOYOTA PRIUS+

La Toyota Prius+ è lunga 464 cm, ha 7 posti e 5 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 200 litri. È disponibile negli allestimenti 1.8 H ECVT Active, Lounge e Style, che montano tutti un sistema ibrido composto da un propulsore termico da 1.8 litri e 99 cavalli abbinato a un motore elettrico da 100 kW. La potenza del sistema Hybrid Sinergy Drive è pari a 136 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9 l/100 km con 112 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 33.000 euro. Euro NCAP ha testato il modello di riferimento nel 2016 assegnandogli le 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

TOYOTA RAV4

Con la nuova generazione uscita da noi nel 2018 la gamma del suv Toyota Rav4 è diventata totalmente ibrida. Lo spazio è più o meno il medesimo della generazione precedente (lunghezza 460 cm, altezza 168, appena un paio di centimetri in più), mentre il bagagliaio ha guadagnato una trentina di litri per un totale di oltre 550. Sono disponibili 5 versioni, con prezzi che variano da 37.050 a 43.450 euro. Se prendiamo in esame la 2.5 HV 222v E-CVT Lounge 4WD, scopriamo che raggiunge i 180 km/h, consuma 4,6 l/100 km ed emette 105 g/km di CO2. Nel 2013 il crash test di Toyota Rav4 effettuato da Euro NCAP è andato molto bene: 5 stelle.

L'articolo Consiglio acquisto auto ibride fino a 40.000 euro proviene da SicurAUTO.it.

Guida autonoma: faremo il doppio dei viaggi in auto secondo uno studio

di Antonio Elia Migliozzi

La guida autonoma porterà vantaggi concreti. Secondo una ricerca svolta dall’Università del Michigan i veicoli driveless porteranno un notevole risparmio di tempo e denaro. Secondo lo studio il tempo libero in auto rappresenta il primo motivo per cui i clienti potrebbero scegliere questa tecnologia. La fiducia nei confronti della guida autonoma porterà le famiglie a spostarsi di più con questi veicoli. Dai numeri si parla di un aumento medio del tempo in viaggio tra il 2 e il 47% che andrebbe a compensare i risparmi energetici. Vediamo perché l’auto driveless, complici i minori costi per gli spostamenti, rischia di produrre un effetto boomerang.

VANTAGGI AUTONOMI

Come sappiamo che le auto a guida autonoma promettono di migliorare la vita su strada. Rendere le strade più sicure è solo uno dei vantaggi potenziali di queste tecnologie. Secondo molti ci sarà più tempo per rilassarsi ma anche una riduzione dell’inquinamento. Eppure un recente studio dimostra che i benefici delle auto driveless potrebbero non essere così grandi come pensiamo. Secondo i ricercatori dell’Università del Michigan la guida autonoma porterà su strada mezzi più efficienti e comodi al punto da produrre effetti collaterali. Lo studio pubblicato sulla rivista Applied Energy, sottolinea che la fiducia nei confronti della tecnologia porterà gli uomini ad un maggior desiderio di mobilità. Samuel Stolper e i suoi colleghi hanno esaminato i dati sul comportamento di viaggio evidenziando un “effetto rimbalzo”.

PIANIFICAZIONE DEL VIAGGIO

Il viaggio a guida autonoma potrebbe aumentare l’esigenza di mobilità. In futuro non ci si dovrà preoccupare di prestare attenzione alla strada mi si potrà trascorrere il tempo in auto a leggere, guardare film o lavorare. Quello pubblicato dall’Università del Michigan è il primo studio al mondo a mettere a confronto efficienza energetica e risparmi in termini di tempo. Un risparmio di tempo percepito del 38% o superiore potrebbe essere sufficiente per incoraggiare le persone a scegliere un’auto a guida autonoma. Ecco allora che per questi veicoli, prosegue la ricerca, devono essere fissati obiettivi di efficienza energetica molto più elevati rispetto alle auto standard. Nei fatti se la guida autonoma renderà i tragitti in auto più economici e più divertenti si viaggerà di più. Per questo motivo anche nel futuro le nostre città potrebbero continuare a soffrire a causa del traffico.

IL TEMPO E’ DENARO

Secondo i ricercatori le famiglie trascorreranno tra il 2 e il 47% di tempo in più nelle loro auto. Insomma non saremo impegnati alla guida ma passeremo comunque molto tempo per strada. Algoritmi, software e sensori ci porteranno da A a B ma è importante anche conoscere l’impatto che questo nuovo tipo di veicolo avrà sulla società e sull’ambiente. I ricercatori sottolineano i vantaggi della guida autonoma in fatto di “sicurezza, efficienza energetica e utilizzo del tempo”. Nei fatti ci sarà un aumento netto del consumo di energia complessivo e un potenziale maggiore inquinamento. La guida autonoma produrrebbe un effetto boomerang con un aumento netto del consumo di energia e potenzialmente anche dei prezzi. Insomma mentre prosegue la corsa mondiale all’auto driveless ci si inizia ad interrogare anche sui possibili aspetti negativi di questa rivoluzione.

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Guida autonoma: il test del Pilot Assist su Volvo V60

di Donato D'Ambrosi

La guida semi autonoma e quella assistita sono due tecnologie per certi versi sovrapponibili e su molti modelli di auto fraintese dai conducenti. Euro NCAP ha per questo messo alla prova le reali capacità dei sistemi di assistenza in tipiche situazioni di traffico reale o di emergenza. Nel video qui sotto, ad esempio, la Volvo V60 con Pilot Assist si distanzia un po’ dalle attese. Tanto da “scivolare” su prove superate con più disinvoltura da sistemi di guida semi autonoma di modelli meno premium e costosi.

IMPOSSIBILE CONFONDERLO

Dopo aver testato Ford Focus, DS7 Crossback, BMW Serie 5, Hyundai Nexo, Mercedes Classe C, Nissan Leaf e Toyota Corolla è la volta del sistema Pilot Assist su Volvo V60. Un sistema che secondo Eur NCAP non espone gli utilizzatori al rischio di confonderlo per un pilota automatico. Durante il suo funzionamento il City Safety interviene in maniera abbastanza variabile, come si vede nel video sotto. Il guidatore è costantemente richiamato a mettere le mani sul volante, come prevede la legge. Se non lo fa il sistema Pilot Assist si disattiva ma non porta l’auto in una situazione di arresto controllato. Tuttavia i tecnici hanno verificato che basta sfiorare il volante per far credere al sistema di aver ripreso il controllo dello sterzo.

A VELOCITA’ AUTOSTRADALI E’ MEGLIO NON DISTRARSI

L’esito delle prove di guida semi autonoma ha messo alla luce performance in bianco e nero per il Pilot Assist della Volvo V60. Nelle prove di frenata di emergenza con ostacolo fermo, altre auto hanno dimostrato di essere più autonome della Volvo V60. Se l’ACC (Adaptive Cruise Control) è impostato a 50 km/h, il City Safety riconosce un’auto ferma davanti e frena evitando l’impatto. Se la velocità aumenta a 80 e 130 km/h, solo l’intervento del guidatore può evitare una collisione. La Volvo V60 si limita in entrambi i casi a un tentativo per ridurre le conseguenze di un possibile incidente.

NEL TRAFFICO L’ASSISTENZA E’ LIMITATA

Simili criticità emergono nelle prove di guida semi autonoma con un ostacolo in movimento davanti alla Volvo V60. Quando l’ACC è impostato a 100 km/h e davanti si presenta un’auto in lento movimento (20 km/h), il City Safety interviene correttamente. Diverso è il caso in cui, come avviene spesso nel traffico lento e veloce, un’auto davanti cambia corsia all’improvviso. Euro NCAP ha replicato queste situazioni nei test Cut-in (l’auto davanti si immette nella corsia) e Cut-out (l’auto davanti si sposta scoprendo un ostacolo fermo). Il sistema Pilot Assist della Volvo V60 in test non riesce a fare altro che lanciare un “warning” al conducente che deve intervenire per prendere in mano la situazione.

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Consiglio acquisto auto 7 posti: budget fino a 35.000 euro

di Redazione

Le guide di SicurAUTO.it continuano con i consigli per l’acquisto di auto 7 posti con budget intorno a 35.000 euro (diciamo in un range compreso tra 30 mila e 38 mila, se volete spendere di meno vi rimandiamo alla guida fino a 25.000 euro). Le automobili a sette posti sono particolarmente apprezzate da chi viaggia con una famiglia numerosa. Ma trovano felice utilizzo anche come autovetture per impiego professionale, utilizzate ad esempio nei transfer autostradali. Guida aggiornata al 18 aprile 2019.

AUTO 7 POSTI: SCEGLIERE IN BASE ALLE ESIGENZE

Chi pensa di acquistare un’auto a 7 posti necessita evidentemente di spazi superiori alla media degli altri automobilisti. Oggi il mercato offre varie tipologie di automobile (monovolume, station wagon, suv e crossover) che dispongono di una terza fila di sedili; In numerosi modelli quest’ultima è frazionabile e ripiegabile a filo del pianale, facendo così recuperare spazio nel bagagliaio. Ricordiamo infatti che le auto 7 posti solitamente non hanno un bagagliaio particolarmente capiente, proprio perché parte dello spazio è sacrificato in favore della terza fila.

AUTO 7 POSTI: LA PROVA SU STRADA

Trattandosi di una particolare tipologia di vetture, è obbligatoria una accurata prova su strada per valutarne il comportamento a pieno carico. Così come è opportuno far provare ai passeggeri i posti aggiuntivi. Bisogna poi prendere consapevolezza della reale capacità di carico del modello, se risulta sufficiente alle esigenze di un viaggio e se diventa necessario integrare lo spazio con un box portaoggetti sul tetto (leggi i 10 controlli da effettuare prima di partire per le vacanze). La prova su strada è importante anche per saggiare le doti della motorizzazione scelta, verificandone l’idoneità al nostro stile di guida e alle nostre abitudini. Ma ora bando alle ciance e spazio alle nostra lista di 12 auto a 7 posti da guardare e valutare.

BMW SERIE 2 GRAN TOURER

Versione allungata della monovolume Active Tourer, la BMW Serie 2 Gran Tourer ne mantiene gran parte delle caratteristiche a parte qualche lieve modifica alla carrozzeria e alle linee esterne, oltre alla possibilità di avere una terza fila di sedili portando il numero di posti totali a 7. Nel 2018 è uscito un nuovo modello della Serie 2 Gran Tourer. I prezzi variano dai 28.900 euro della versione base ai 47.850 della luxury full optional. Noi, più modestamente, vi presentiamo la 218d xDrive con cambio automatico, che rientra per un soffio nel nostro budget. Motore 150 CV, cilindrata 2.0, velocità massima 205 km/h, emissioni 127 g/km e consumi dichiarati di 4,8 litri per 100 km. Prezzo di listino 38.000 euro.

CITROEN GRAND C4 SPACETOURER

La monovolume Citroen Grand C4 SpaceTourer è l’erede della Picasso, di cui ha praticamente ereditato quasi tutto, a parte appunto il nome. Nell’allestimento a 7 posti il bagagliaio contiene soli 130 litri, altrimenti può spingersi fino a 645 litri, oppure a 704 spostando in avanti i sedili della seconda fila. La Grand C4 SpaceTourer è disponibile in una miriade di versioni con prezzi che spaziano da 27.050 a 37.000 euro. La più performante è la BlueHDi 160 S&S EAT8 Shine: motore diesel da 163 CV, velocità massima 210 km/h, 123 g/km di emissioni e consumo dichiarato di 4,7 l/100 Km. Nel 2013 il crash test della Citroen Grand C4 Picasso/SpaceTourer ha totalizzato 5/5.

FORD GALAXY

Questa proposta di auto a 7 posti dell’ovale blu è lunga 480 cm, ha 5 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 300 litri. Nella versione base 1.5 EcoBoost 160cv S&S Business è equipaggiata con un 4 cilindri turbo benzina da 1.5 litri e 160 cavalli, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 7,5 l/100 km con 170 g/km di CO2, quindi a rischio ecotassa. Il prezzo di listino parte da 37.750 euro. La Ford Galaxy ha già superato i vent’anni di carriera ed è giunta oggi alla terza generazione. Recentemente è stata sottoposta a un restyling che ha riguardato alcune modifiche estetiche e l’adeguamento all’attuale family feeling del marchio. La monovolume americana, grazie al Fold Flat System, offre la possibilità di abbattere la seconda e la terza fila di sedili e ottenere un pianale piatto e regolare, innalzando notevolmente la capacità di carico. È stata testata da Euro NCAP nel 2015 e ha conseguito le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video).

FORD GRAND TOURNEO CONNECT

Ford Grand Tourneo Connect rappresenta la versione monovolume a 7 posti del veicolo commerciale Transit Connect, dal quale riprende il design e le motorizzazioni. La versione 1.5 TDCi 120 CV 7 posti Titanium Auto, in vendita dal 2019 anche in Italia, è dotata di cambio automatico. Monta poi un propulsore diesel da 120 CV e 1.5 litri e ha una velocità massima di 170 km/h. Per quanto riguarda consumi ed emissioni, dichiara rispettivamente 5,2 l/100 Km e 135 g/km. Prezzo di listino: 31.750 euro, tutto sommato contenuto per quanto offre. Nel 2018 EuroNCAP ha effettuato il crash test della Ford Tourneo Connect: risultato 4/5 (qui scheda, video e foto).

FORD S-MAX

Altra proposta del marchio americano. La Ford S-Max è lunga 480 cm, ha fino a 7 posti e 5 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 285 litri. Nella versione base 2.0 EcoBlue 120cv S&S Business 7p è equipaggiata con un 4 cilindri turbo diesel da 2.0 litri e 120 cavalli, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 l/100 km e 134 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 36.500 euro. Considerata come una monovolume sportiva, la S-Max è stata recentemente rinnovata sulla base della Ford Mondeo. Offerta con un ricco assortimento di motorizzazioni, è proposta anche in versione a trazione integrale a gestione elettronica. E’ stata testata da Euro NCAP nel 2015 ottenendo le 5 Stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video),

KIA CARENS

La Kia Carens è una monovolume di fascia media prodotta dal 1999 e giunta nel frattempo alla quarta generazione. Caratterizzata nella parte posteriore da tre pratici sedili scorrevoli al posto del sedile unico, è dotata pure di due strapuntini estraibili dal baule per viaggiare in 7 (in quest’ultimo caso i 536 litri di bagagliaio disponibili si riducono a 103). La versione 1.7 CRDi 141cv Platinum DCT con cambio automatico è in vendita a 31.000 euro. Viaggia a 189 km/h di velocità massima, emette 135 g/km di CO2 e consuma 5,2 l/100 km. Qui c’è la scheda, con punteggi e video, del crash test della Kia Carens di EuroNCAP.

OPEL ZAFIRA

L’Opel Zafira è una monovolume di fascia medio-alta. Sottoposta a un deciso restyling nel 2016, soprattutto per quanto riguarda frontale e calandra. Offre 7 posti disponibili con terza fila di sedili di serie, abitacolo piuttosto spazioso e confortevole e tetto panoramico. A seconda dell’allestimento può costare da 28.200 a 38.350 euro. La nostra versione di riferimento è appunto la top di gamma 2.0 CDTI 170cv Innovation AT6, con motore diesel che spinge la vettura fino a 211 km/h, consumando 7,0 l/100 Km ed emettendo 183 g/km (ahi ahi l’ecotassa). Nel 2011 l’Opel Zafira ha preso 5/5 nel crash test EuroNCAP, ecco scheda e video.

RENAULT GRAND SCENIC

Presentata al Salone di Ginevra del 2016, la Renault Grand Scenic è la versione allungata e a 7 posti della monovolume francese giunta ormai alla quarta generazione. Disponibile in innumerevoli allestimenti e versioni anche a prezzi molto competitivi per la categoria. In questa sede vi presentiamo Grand Scenic 1.7 DCI 88KW Blue Initiale Paris. Presenta motore diesel da 120 CV, 195 km/h di velocità massima, emissioni di CO2 a 129 g/km e 4,9 l/100 km di consumi dichiarati. In vendita a 37.250 euro. Il crash test di Renault Grand Scenic (scheda e video) è vecchio del 2009 ma è valso 5/5.

SKODA KODIAQ

La Skoda Kodiaq è un suv della casa automobilistica ceca del gruppo Volkswagen. Su richiesta dell’acquirente, si può equipaggiare con due sedili supplementari per formare una terza fila di sedili e raggiungere così i 7 posti, con riduzione della capienza del bagagliaio a 835 litri. Disponibile negli allestimenti Ambition, Executive e Style. La potente versione 2.0 TDI SCR 7TECH DSG monta un propulsore diesel da 150 CV, raggiunge i 198 km/h, emette 131 g/km di CO2 e consuma 5,0 litri in 100 Km. Prezzo di listino 37.160 euro. Nel 2017 la Skoda Kodiaq ha ottenuto 5/5 nel crash test EuroNCAP, qui la scheda con il video.

SSANGYONG RODIUS

Proposta sul mercato italiano a partire dal 2013, la SsangYong Rodius è una vettura a metà strada fra una monovolume e un suv, lunga addirittura più di cinque metri. Ovviamente con tanto spazio a disposizione ospita fino a 7 passeggeri comodi comodi, e in alcune versioni in vendita esclusivamente all’estero addirittura 9! Eccezionale la capacità del bagagliaio, variabile fra gli 875 e i 1975 litri in relazione ai posti in uso. Disponibile sia con cambio manuale che automatico a seconda del modello. Il top di gamma della Rodius è la 2.2 Classy Pelle 7p Smart Audio 4WD Aut., non troppo generosa in termini di consumi (8,0 l/100 km) ed emissioni di CO2 (210 g/km). Costa 36.250 euro, ma occhio all’ecotassa.

TOYOTA PRIUS+

Unica proposta ibrida di questa guida con i consigli per l’acquisto di auto 7 posti, la Toyota Prius+ è lunga 465 cm, ha 7 posti e 5 porte e dispone di un bagagliaio dalla capacità minima di 200 litri. È disponibile con un’unica motorizzazione: un sistema ibrido composto da un propulsore a ciclo Atkinson da 1.8 litri e 99 cavalli abbinato a un motore elettrico da 60 kw. La potenza del sistema Hybrid Sinergy Drive è pari a 136 cavalli. Il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9 l/100 km con 112 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 33.000 euro. Apprezzata per la sua economia d’esercizio, la versione a 7 posti offre una dotazione di serie piuttosto completa con tanti accessori disponibili. Gli schienali della terza fila di sedili sono abbattibili nella configurazione 50:50, permettendo di sfruttare a piacimento il bagagliaio. Euro NCAP ha testato il modello di riferimento nel 2009 assegnandogli le 5 Stelle nel crash test (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video)

VOLKSWAGEN TOURAN

La storica monovolume compatta Volkswagen Touran (in produzione dal 2003 e giunta alla seconda serie) può ospitare fino a 7 passeggeri. Offre di serie per tutti gli allestimenti il controllo dell’arretramento in salita, il cruise control con differenziale autobloccante, l’avviso anti-colpo di sonno e lo sterzo ad assistenza variabile. Tra le motorizzazioni proposte ce n’è una sola a benzina, 1.2 TSI da 110 CV, affiancata dalle versioni diesel 1.6 TDI da 110 CV e 2.0 TDI da 150 o 190 C. A seconda della versione e dell’allestimento, il prezzo oscilla tra 28.950 e 38.600 euro. Nel 2015 punteggio massimo di 5/5 per il crash test di Volkswagen Touran (video e scheda completa).

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Le aziende che hanno investito di più nella guida autonoma di Uber

di Antonio Elia Migliozzi

Uber incuriosisce il mercato. Secondo gli analisti l’azienda potrebbe uscire rafforzata dalla quotazione in borsa. Ecco allora che secondo i media americani Toyota si prepara ad aumentare gli investimenti in Uber. Lo scorso anno il costruttore giapponese era entrato nel capitale della società di ridesharing ben 500 milioni di dollari. Ecco allora che la nuova tranche di finanziamenti arriverà, oltre che da Toyota, anche da Denso e Softbank. La vendita di una quota di minoranza aiuterebbe Uber a ridurre le pesanti perdite dello scorso anno. Vediamo perché l’IPO Uber si conferma una delle più attese negli ultimi anni.

 

UBER IN AFFARI

Uber si prepara a firmare un accordo per vendere una partecipazione di minoranza. Nel dettaglio l’azienda vuole cedere una quota della sua unità ATG. Per capirci si tratta del ramo aziendale che sta lavorando da anni alla guida autonoma. Conferme alla notizia arrivano anche dal Wall Street Journal che l’aveva data in anteprima. Per Uber non si tratta di una novità perché già gode di soci importanti. La giapponese Softbank e la casa automobilistica Toyota insieme al fornitore di ricambi Denso sono pronti a spendere 1 miliardo di dollari. La somma farebbe schizzare il valore dell’unità ATG di Uber a quota 7,25 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno Toyota ha investito 500 milioni di dollari in Uber. Ora gli analisti ritengono che Denso dovrebbe potrebbe coprire i due terzi di tale cifra, mentre Softbank partecipare per 333 milioni.

CHI ENTRA

L’accordo consentirebbe a Uber di mantenere il controllo operativo di ATG riducendo al tempo stesso i costi. Il nuovo consiglio di amministrazione dell’unità per la guida autonoma di Uber avrà sei seggi controllati da Uber e altri due da Toyota e Softbank. Va detto che il nuovo investimento da 1 miliardo è ora al vaglio del Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti. Si tratta di un passaggio necessario per valutare eventuali rischi di sicurezza nazionale. Secondo il Wall Street Journal la società lavorerà con Toyota e Denso per lo sviluppo di una nuova flotta a guida autonoma. In attesa della quotazione in borsa la valutazione di Uber è di 100 miliardi di dollari. Anche se alcune stime dicono che è più vicina ai 70 o 80 miliardi. Va detto che a febbraio Uber ha fatto sapere di aver perso, nel 2018, 1,8 miliardi di dollari.

CORSA AUTONOMA

La divisione per la guida autonoma di Uber, è una macchina mangia soldi. L’azienda ha dichiarato di bruciare ben 20 milioni di dollari al mese per sviluppare le tecnologie driveless. Lo sforzo è necessario per stare al passo con i concorrenti, tra cui la divisione Cruise di GM, Waymo di Google e Lyft. Uber aveva promesso decine di migliaia di veicoli autonomi operativi in 13 città entro il 2022 ma forse servirà più tempo. I test sono partiti a San Francisco nel novembre 2016. L’incidente del marzo 2018 con la morte di un pedone in Arizona ha bloccato per quasi un anno le sue operazioni su strada. Toyota potrebbe aiutare Uber a riprendere il suo programma guida autonomo consapevole del fatto che l’azienda americana ha fatto sempre progressi da sola.

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Tesla: ecco come le nostre auto guideranno meglio di voi

di Andrea Riviera
Le auto di Tesla guideranno meglio delle persone entro la fine del 2019. A dirlo è il CEO di Tesla, Elon Musk, che in un intervista con il ricercatore Lex Fridman ha detto: “Penso che le Tesla impareranno a guidare meglio delle persone molto velocemente, forse già entro la fine dell’anno” ha poi specificato “Se […]

Cuphead, La Guida Completa

di Andrea Maiellano
Cuphead è uno dei titoli più apprezzati degli ultimi anni: uscito inizialmente come esclusiva per Xbox One, è riuscito nell’arduo compito di appassionare tutti i giocatori del mondo, combinando un comparto artistico accattivante e peculiare a un gameplay impegnativo, stratificato e appagante. Nell’ultimo direct tenuto da Nintendo, il colosso dei videogiochi ha annunciato una partnership […]

Guida autonoma in Cina: Aptiv apre un centro di ricerca sul Livello 4

di Antonio Elia Migliozzi

La società tech Aptiv ha annunciato la sua espansione in Cina. Aptiv ha fatto sapere che inizierà a svolgere operazioni in Asia per testare la sua tecnologia per la guida autonoma. La scelta della Cina non è casuale. Secondo gli analisti nel paese, entro il 2040, verranno percorsi due terzi delle miglia a guida autonoma del mondo. Aptiv lavora da tempo insieme al servizio di ridesharing Lyft e ha già effettuato 40.000 corse driveless a pagamento nell’area di Las Vegas. Dal 2017 la città di Pechino ha aperto le strade pubbliche ai test per la guida autonoma. Ad oggi sono 56 i veicoli coinvolti che appartengono ad 8 aziende diverse. Nel 2018 questa flotta ha portato a termine test su complessivi 150.000km e quest’anno promette di fare molto di più. Vediamo perché la scelta di Aptiv non poteva che cadere sulla Cina.

SVILUPPI TECH

Aptiv è un’azienda tech attiva negli Stati Uniti e impegnata da anni nello sviluppo di software per la guida autonoma. L’azienda sta aprendo un centro di ricerca per la mobilità autonoma a Shanghai per concentrarsi sullo sviluppo e l’impiego della sua tecnologia sulle strade pubbliche. La Cina sarà il quinto hub di attività per Aptiv. Ad oggi sono in corso operazioni di sulle auto autonome a Boston, Las Vegas, Pittsburgh e Singapore. In questo quadro la Cina è forse il suo obiettivo più ambizioso. Aptiv non ha mai svolto operazioni in Cina, ma ha contatti con il paese sin dalla sua nascita nel 1993. Nel corso di un’intervista a TechCrunch il presidente di Aptiv, Karl Iagnemma, ha chiarito: “Secondo un recente studio di McKinsey entro il 2040 il paese ospiterà i due terzi delle miglia autonome percorse nel mondo e sarà un’opportunità di mobilità per trilioni di dollari“. 

CINA AL CENTRO

Nel 2017 Pechino è stata la prima città in Cina a consentire test a guida autonoma sulle strade pubbliche. Lo scorso anno ben 56 veicoli di otto società diverse hanno effettuato test per oltre 150.000 chilometri nella capitale. Le autorità di Pechino hanno anche aperto un centro di ricerca governativo per catalizzare gli investimenti e stimolare la ricerca. Il report sulle attività svolte non spiega, però, nel dettaglio a che punto siano le ricerche. Ad esempio non si capisce la frequenza con cui gli esseri umani sono dovuti intervenire. E’ comunque probabile che Aptiv si accordi con una società già attiva in Cina. L’individuazione di un partner valido è stata la chiave dei test autonomi di Aptiv a Singapore. Qui Aptiv ha lavorato con nuTonomy, startup automobilistica per poi acquistarla insieme al suo progetto di robotaxi.

MODELLO GLOBALE

Aptiv è anche interessata ad approfondire lo studio della mappatura. Sappiamo bene che radar e telecamere non possono da soli guidare le vetture autonome. L’azienda dovrà certamente pensare a nuovi tipi di partnership per la Cina. A differenza degli Stati Uniti, infatti, in Cina ci sono delle restrizioni e ben precise relative alla raccolta dei dati. Temi come la proprietà intellettuale e la creazione di dati cartografici ad alta risoluzione sono strettamente controllati dalle autorità statali. Aptiv potrebbe allora essere “costretta” a stringere accordi con realtà cinesi per rispettare queste regole. Tra i nomi che circolano c’è quello di Baidu. Al momento il colosso cinese Baidu, ha sviluppato la sua piattaforma di guida autonoma Apollo. I test coinvolgono 45 veicoli totali che hanno coperto circa 140.000 km. Aptiv ha confermato che effettuerà test driveless sulle strade pubbliche cinesi entro la seconda metà del 2019.

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“Auto senza conducente? Le abbiamo sopravvalutate”, afferma il CEO di Ford.

di Simone Lelli
Jim Hackett, CEO di Ford, ha fatto mettere i piedi per terra a molte persone entusiaste dell’auto senza conducente, affermando che il primo veicolo che uscirà avrà seri limiti: Abbiamo sopravvalutato le auto senza conducente. Queste auto, almeno le prime, saranno sicuramente limitate e con problemi. L’azienda ha investito ben 4 miliardi di dollari sullo […]

Guida autonoma: il test del Safety Sense su Toyota Corolla

di Donato D'Ambrosi

Euro NCAP ha messo alla prova i sistemi di assistenza alla guida della Toyota Corolla in situazioni di emergenza dopo Ford Focus, DS7 Crossback, BMW Serie 5, Hyundai Nexo, Mercedes Classe C e Nissan Leaf. La valutazione del rischio di eccessiva fiducia del guidatore nella guida autonoma è sempre più attenzionato negli ultimi anni. Ecco perché i tecnici dell’Euro NCAP hanno scandagliato il sistema Safety Sense anche in questo senso. Ecco le valutazioni e nel video sotto come si comporta realmente la guida assistita Safety Sense su Toyota Corolla in situazioni improvvise ed impreviste.

NON LASCIA SPAZIO AI FRAINTENDIMENTI

Il rischio che il conducente sopravvaluti le capacità di guida autonoma del sistema Safety Sense sono molto basse secondo Euro NCAP. Il sistema di assistenza alla guida della nuova Toyota Corolla infatti si basa fondamentalmente su ACC (Adaptive Cruise Control) ed LTA (Lane Trace Assist). Ne il nome ne le indicazioni sul manuale inducono il conducente in errore, che oltretutto è chiamato a rispettare l’obbligo di tenere le mani sul volante. In caso contrario il conducente viene avvertito di rimettere le mani sul volante. Allarme che può silenziare però anche con una leggera sterzata.

TEST A BASSA VELOCITA’ SUPERATI

Dal punto di vista funzionale, il Safety Sense si dimostra molto efficace nell’assistenza al guidatore, ma solo nelle prove di guida longitudinali con auto ferma o lenta. La prova infatti dell’ACC a 50 km/h è superata brillantemente: la Toyota Corolla rallenta fino a fermarsi appena rileva l’ostacolo. Se si alza la velocità dell’ACC a 80 km/h e 130 km/h, il Safety Sense allerta solo il guidatore del rischio di collisione ma non interviene. Va meglio invece se l’auto che precede la Corolla (con ACC attivo a 100 km/h) si muove lenta (a 20 km/h nella prova). In questo caso l’ACC interviene efficacemente fino a portarsi a una distanza minima di sicurezza.

MENO EFFICACE SE LA VELOCITA’ AUMENTA

La stessa variabilità di intervento del Safety Sense comporta un alto livello di attenzione alla guida nei test in cui è messo alla prova l’AEB. L’Autonomous Emergency Breaking infatti interviene in modo molto diretto ed efficace quando l’auto che precede (a 50 km/h, 5 più della Corolla), frena improvvisamente. Anche il risultato del Cut-in (quando un’auto a 50 km/h si immette improvvisamente sulla corsia della Toyota Corolla, a 70 km/h) mostra un corretto intervento dell’AEB nel video qui sopra. Diverso invece è il caso in cui l’auto che precede la Toyota Corolla nasconde un’altra auto ferma più avanti (Cut-out). In questo caso il Safety Sense della Toyota Corolla può fare veramente poco e solo l’intervento del guidatore riesce ad evitare l’impatto.

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Consiglio acquisto auto elettrica: budget fino a 40.000 euro

di Redazione

Dopo ibride e Gpl, continuano le guide di SicurAUTO.it dedicate alle vetture ecologiche. Stavolta tocca ai consigli per l’acquisto di un’auto elettrica con budget fino a 40.000 euro. Com’è noto i veicoli a trazione elettrica non sono esattamente a buon mercato, ma grazie all’Ecobonus auto 2019 – 2021 si possono ottenere sconti importanti: 4 mila euro (oppure 6 mila se in contemporanea si rottama un’auto inquinante) sul prezzo di listino di una vettura con emissioni da 0 a 20 g/km di CO2 e costo non superiore a 61 mila euro Iva inclusa, limiti in cui rientrano tutte le auto elettriche di questa guida. Inoltre l’Ecobonus è cumulabile con gli incentivi regionali e provinciali già in vigore: ciò vuol dire che sommando le due promozioni si può ottenere un maxi sconto fino a 11 mila euro! Guida aggiornata al 16 aprile 2019.

I PARAMETRI DA VALUTARE PER L’ACQUISTO DI UN’AUTO ELETTRICA

Cosa bisogna valutare nell’acquisto di un’auto elettrica? Tutto sommato valgono le stesse analisi che si fanno per una vettura tradizionale, ma bisogna aggiungere l’aspetto relativo all’autonomia e alla ricarica delle batterie. Attualmente il range di percorrenza massima è ancora inferiore rispetto a quello di una vettura a motore termico. Inoltre l’autonomia dipende in maniera sensibile dallo stile di guida e dall’utilizzo di servizi di bordo assetati di energia come il climatizzatore. Per la ricarica casalinga bisogna disporre di un box o di un posto auto che abbia vicina una presa di corrente, oppure utilizzare le colonnine pubbliche.

BATTERIE A NOLEGGIO E RETE DI RICARICA

Alcune case costruttrici, al fine di ridurre i prezzi di listino delle auto elettriche e incentivarne la diffusione, propongono il noleggio della batteria. A fronte del pagamento di un canone mensile, la cui cifra dipende dalla durata del contratto e dal chilometraggio presunto, l’utente può utilizzare la batteria con la serenità di poterla sostituire in caso di guasto o al termine del suo ciclo vitale. Per quanto riguarda la ricerca di punti di ricarica sulla rete stradale, molte automobili elettriche dispongono di apposite funzioni installate nel sistema di infotainment, grazie alle quali rintracciare la stazione di servizio più vicina. Si tratta di funzioni molto utili per la pianificazione di viaggi e spostamenti lunghi.

Ma adesso passiamo ai nostri consigli per l’acquisto di un’auto elettrica con budget fino a 40 mila euro. I prezzi inseriti sono quelli di listino senza Ecobonus e altri sconti, che vanno quindi calcolati a parte. Abbiamo selezionato 15 vetture in stretto ordine alfabetico.

BMW I3 AUTOMATIC 120 AH

Auto elettrica a trazione posteriore, la BMW i3 è una berlina 2 volumi dalle dimensioni ridotte (lo stesso bagagliaio contiene appena 260 litri, comunque espandibili) adatta soprattutto agli spostamenti in città. Sono disponibili tre versioni della i3. L’unica che rientra nel nostro budget (con le altre si sfora un po’) è la BMW i3 Automatic 120 AH che costa 40.100 euro. Questo modello ha un motore bello potente da 170 CV/125 kW, monta una batteria agli ioni di litio da 42,2 kWh, dichiara 150 km/h di velocità massima e un’autonomia di 260 km. La ricarica completa richiede 15 ore a 220 V. Scheda e video del crash test di BMW i3 del 2013, con risultato 4/5, sono disponibili qui.

CITROEN C-ZERO

Lunga appena 347 centimetri e larga 147, la Citroen C-Zero è una citycar elettrica che si destreggia abilmente nel traffico cittadino. L’unico allestimento disponibile è il Full Electric Seduction in vendita a 30.891 euro, con motore da 67 CV/49 kW, batteria agli ioni di litio con 14,5 kWh di capacità, velocità massima di 130 km/h e autonomia dichiarata di 150 km. La ricarica può essere effettuata tramite normali prese domestiche da 220 V in un lasso di tempo che va dalle 6 alle 11 ore a seconda dell’amperaggio. Qui potete leggere la scheda e guardare il video del crash test della Citroen C-Zero del 2011 (4/5).

CITROEN E-MEHARI

La Citroen E-Mehari è una curiosa cabriolet elettrica arrivata da poco sul mercato italiano ma che ha già riscosso un discreto interesse, soprattutto per il suo aspetto stiloso e vintage. Sono in vendita due versioni, la Soft Top da 27.300 euro e la Hard Top da 28.200 euro. Entrambe dotate di un propulsore elettrico da 68 CV/50 kW e batteria con capacità di 30 kWh, ricaricabile in 13 ore a una normale presa domestica. Per la E-Mehari Citroen ha dichiarato una velocità massima di 110 km/h e un’autonomia di 195 km. Qui la scheda con foto e video del crash test EuroNCAP della Citroen E-Mehari.

DS 3 CROSSBACK

Il marchio francese DS Automobiles propone quest’anno una costosa ma interessante versione elettrica del nuovo compatto e lussuoso crossover urbano DS 3 Crossback. I due allestimenti con alimentazione elettrica sono E-TENSE So Chic che costa 39.600 euro ed E-TENSE Performance Line in vendita a 40.800 euro. Entrambi dotati di un motore da 136 CV/100 kW, montano una batteria agli ioni di litio da 50 kWh, viaggiano fino a 150 km/h e garantiscono un’autonomia di 320 km. Davvero niente male, considerando gli standard delle vetture elettriche. E la ricarica? DS assicura che servono non più di 8 ore con una presa monofase.

HYUNDAI IONIQ

Dalla Corea del Sud ecco la Hyundai Ioniq nei due allestimenti Comfort (38.150 euro) e Style (40.300 euro). Berlina 2 volumi spaziosa e accogliente, mette a disposizione dei passeggeri un buon bagagliaio da 550 litri. La Ioniq monta su entrambe le versioni un motore elettrico da 120 CV/88 kW, dispone di una batteria agli ioni di litio da 28 kWh, dichiara 165 km/h di velocità massima e un’autonomia di 280 km. Per la ricarica completa ci vogliono 12 ore a 220 V. Nel 2016 il crash test della Hyundai Ioniq ha dato l’eccellente risultato di 5 stelle su 5.

HYUNDAI KONA ELECTRIC

La nuova Hyundai Kona Electric è un crossover in vendita in Italia dal 2018 al prezzo competitivo di 37.500 euro per la versione EV XPrime 39 kWh. La più potente EV XPrime 64 kWh costa 42.500 euro e sfora un po’ il nostro budget (ma con l’Ecobonus ci rientriamo). In questa scheda ci occupiamo soltanto della prima, rivelandovi che gli interni sono spaziosi e che il bagagliaio, con i suoi 322 litri di capacità espandibili a 1114, fa il suo dovere. Per quanto riguarda invece gli aspetti tecnici, la Kona Electric 39 kWh monta un propulsore da 136 CV/100 kW e una batteria agli ioni di litio da 39 kWh, con velocità massima di 155 km/h e un’eccellente autonomia di circa 312 km. La ricarica è però un po’ lenta. Nel 2017 la Hyundai Kona ha ottenuto 5 stelle al crash test EuroNCAP.

KIA SOUL ECO-ELECTRIC

Kia Soul Eco-Electric (qui la nostra prova su strada) è il crossover con motore elettrico della casa sudcoreana in cui trovano comodamente posto cinque persone. Che però devono farsi bastare un bagagliaio di soli 281 litri, espandibili. Non è troppo economica, 37.000 euro per l’unico allestimento You Soul, ma è ben equipaggiata con un propulsore a trazione anteriore da 110 CV/81 kW e batteria da 27 kWh che richiede un tempo di ricarica di circa 5 ore con un impianto a 120 V. La velocità massima dichiarata è di 145 km/h, l’autonomia di oltre 210 km. Nel 2014 il crash test di Kia Soul Eco-Electric by EuroNCAP ha ricevuto un punteggio di 4/5.

MITSUBISHI I-MIEV

Dal punto di vista prettamente economico la Mitsubishi i-MiEV è una delle citycar elettriche più interessanti sul mercato italiano, dato che si può portare a casa con “soli” 29.900 euro, riducibili di qualche migliaio con Ecobonus e altri possibili sconti. Indicata soprattutto per l’uso cittadino viste le dimensioni e le prestazioni non certo da top, la i-MiEV è equipaggiata con un motore da 67 CV/49 kW, monta batterie da 16 kWh, ha una velocità massima di 130 km/h e un’autonomia di 160 km. La ricarica si fa alla presa di corrente in un massimo di sei ore. Nel 2011 il crash test della Mitsubishi i-MiEV a cura di EuroNCAP ha avuto come esito 4/5.

NISSAN LEAF

Ci sono ben sei allestimenti dell’auto elettrica Nissan Leaf: Visia Plus, Enel Edition, Acenta, Business, N-Connecta e Tekna (qui la nostra prova su strada), con prezzi di listino che variano da 34.370 a 41.330 euro, senza contare l’Ecobonus. Berlina 2 volumi con 5 porte e 5 comodi posti, la Leaf dispone pure di un capiente bagagliaio da 435 litri. Motore da 150 CV/110 kW, batteria agli ioni di litio da 40 kWh, dichiara 144 km/h di velocità massima e un’autonomia di 378 km. Per la ricarica completa sono necessarie 16 ore a 220 V e 3kW. La Nissan Leaf ha ottenuto un punteggio di 5/5 nel crash test EuroNCAP del 2018 (qui la scheda con i risultati completi e il video).

PEUGEOT ION

Altra citycar elettrica francese su cui viaggiano più o meno comodamente quattro persone, senza però esagerare con i bagagli (solo 166 litri di capacità, comunque espandibili). In vendita a 28.301 euro nell’unico allestimento Active, Peugeot iOn monta un propulsore a trazione posteriore da 67 CV/49 kW e batterie da 14,5 kWh (per ricaricarle ci vogliono 6 ore a 220 V). Velocità massima di 130 km/h e 150 km d’autonomia dichiarati. Insomma, non allontanatevi troppo! Nel crash test Euro NCAP del 2011 la Peugeot iOn ha ottenuto 4 stelle su 5.

PEUGEOT PARTNER TEPEE 5 PORTE

La rivale di Fiat Doblò e Renault Kangoo si chiama Peugeot Partner Tepee, una multispazio che dal 2017 vanta pure una versione Full Electric Active in vendita a 33 mila euro, che con l’Ecobonus 2019 e altre promozioni possono scendere e di parecchio. La Partner Tepee 5 Porte è equipaggiata con un motore elettrico da 67 CV/49 kW. Dispone inoltre di una batteria agli ioni di litio da 22,5 kWh, dichiara 110 km/h di velocità massima e un’autonomia di 170 km. Per la ricarica completa della batteria ci vogliono 15 ore a 220 V. Nel 2014 il vecchio modello della Peugeot Partner ha ottenuto un discreto punteggio di 3/5 ai crash test EuroNCAP.

RENAULT ZOE

Utilitaria elettrica della casa francese, la Renault Zoe (qui la nostra prova su strada) è lunga più o meno quanto la Clio ma decisamente più alta. È comunque abbastanza comoda e sui sedili posteriori si possono sedere comodamente tre persone. Oppure nessuna se decidete di sacrificare la seconda fila per ampliare il bagagliaio da 338 a 1225 litri. La Renault Zoe è offerta in ben otto versioni: Life R90 Flex, Life Q90 Flex, Intens R110 Flex, Intens Q90 Flex, Life R90, Life Q90, Intens R110 e Intens Q90. A seconda dell’allestimento cambiano i prezzi (si va da 26.100 a 36.500 euro) e le caratteristiche del motore elettrico (le più potenti sono le Intens R110 che montano un propulsore da 108 CV/80 kW). Nel 2013 Reanault Zoe ha ottenuto 5/5 nel crash test EuroNCAP, qui la scheda completa con dati, foto e video.

SMART EQ FORFOUR

Nella Smart EQ Forfour ci entrano senza problemi quattro persone e con il motore elettrico a trazione posteriore da 82 CV/60 kW vanno un po’ dappertutto, non temendo Ztl o altre limitazioni di sorta. Basta non chiedere miracoli al modesto bagagliaio da 185 litri. Sono disponibili ben 9 allestimenti della EQ Forfour, con prezzo di listino che oscilla da 24.748 a 33.973 euro. Per il resto la vettura dispone di una batteria da 17,6 kWh, viaggia a 130 km/h di velocità massima e ha un’autonomia di circa 155 km. Per l’80% della ricarica sono necessarie 6 ore da una presa domestica. La Smart Forfour ha ottenuto 4/5 nel crash test del 2014 (qui scheda e video completi).

SMART EQ FORTWO COUPÈ E CABRIO

Uscita nel 2018, la Smart EQ Fortwo è una citycar elettrica a trazione posteriore perfetta per l’uso cittadino. Anche perché fra tanti pregi, come la maneggevolezza e la facilità di parcheggio, non si può dire che l’autonomia sia proprio il suo forte. Il prezzo di listino della Smart Fortwo elettrica varia a seconda dei 10 allestimenti proposti. Parte dai 24.198 euro della EQ 60kW Youngster e arriva ai 33.414 euro della EQ 60kW Nightsky Prime. Il motore ha una potenza di 82 CV/60 kW, la batteria agli ioni di litio una capacità di 17,6 kWh, mentre velocità massima e autonomia sono rispettivamente di 130 km/h e di 160 km. Per l’80% della ricarica sono necessarie 6 ore da una presa domestica. Tutti gli allestimenti della Smart EQ Fortwo sono disponibili pure in versione cabrio. Nel 2014 il crash test ha dato come risultato 4/5. Qui c’è la nostra prova su strada della Smart EQ Fortwo elettrica.

VOLKSWAGEN E-GOLF

La Volkswagen e-Golf con i suoi 40.650 euro di prezzo di listino rientra per un soffio nel nostro budget. Ma con l’Ecobonus 2019 ed eventuali altri sconti potete portarla a casa a un costo nettamente inferiore. La versione elettrica della berlina 2 volumi tedesca ha un motore da 136 CV/100 kW. Monta poi una batteria agli ioni di litio da 35,8 kWh, dichiara 150 km/h di velocità massima e un’autonomia di 300 km. La ricarica completa richiede 17 ore a 220 V e 2,3 kWh. Il bagagliaio di media grandezza contiene fino a 341 litri, discreto per la categoria. L’ultimo crash test EuroNCAP della VW Golf risale al 2012 e ha ottenuto 5 stelle.

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Guida autonoma: le mappe HD risolveranno tanti problemi

di Antonio Elia Migliozzi

L’auto a guida autonoma non ha bisogno soltanto di sensori. Gli studi si concentrano sull’importanza di una mappatura capillare del territorio per aiutare i sistemi hardware a lavorare meglio. In questa direzione i costruttori auto hanno scelto di allearsi per formare il consorzio di ricerca comune Here. Al centro delle operazioni lo sviluppo di mappe in HD capaci di raccogliere miliardi di informazioni dettagliate. La sfida di Here è anche quella di tenere aggiornate tutti i dati raccolti su strada. Le infrastrutture cambiano e molte arterie, anche a distanza di poco tempo, potrebbero non funzionare allo stesso modo. Nord America ed Europa occidentale hanno la maggiore copertura ma anche il Medio Oriente e il Sud-est asiatico sono sempre meglio documentati. Vediamo perché il consorzio di ricerca Here è un asset strategico nella corsa alla guida autonoma.

MAPPATURA CAPILLARE

Le auto autonome si avvicinano a grandi passi, almeno nelle parole dei brand che lavorano al loro sviluppo. Attualmente ci sono test in corso in tutto il mondo, ma restano da risolvere ancora diverse sfide prima che possano diventare di vederle su strada. In questa dinamica le mappe in alta definizione saranno essenziali per guidare in sicurezza. Molte case automobilistiche stanno lavorando alla mappatura, anche utilizzando diversi fornitori tech. Here Technologies è il consorzio di ricerca che vuole mappare accuratamente il mondo in preparazione della futura guida driveless. Here è di proprietà dei principali costruttori automobilistici tedeschi; BMW, Audi e Daimler. I tre colossi, nonostante siano rivali, stanno lavorando insieme per tagliare i costi e velocizzare la ricerca. Le mappe 2.0 saranno tanto accurate da fornire alle auto autonome i dati necessari per prendere decisioni in modo sicuro.

IL CONSORZIO

Fino a qualche anno fa c’era scetticismo tra le case automobilistiche sul fatto che le mappe HD sarebbero effettivamente necessarie per le auto autonome. L’idea era che i sensori della macchina potessero essere sufficienti ma ormai tutti i principali brand hanno cambiato idea. Il lavoro di Here è iniziato con Daimler nel 2013 con la fornitura di elementi cartografici per il sistema di navigazione di bordo. Oggi l’auto driveless ha bisogno di capire con assoluta precisione la sua posizione e il contesto che la circonda. Costruire qualsiasi mappa HD è una sfida. In particolare c’è anche il problema di tenerla costantemente aggiornata a causa dei cambiamenti dell’ecosistema stradale nel tempo. Il lavoro di Here ha combinato due metodi. Da un lato quello tradizionale con l’uso di fonti aeree, come aerei, droni e satelliti ma dall’altro le sorgenti terrestri con una flotta di auto appositamente costruite.

ECOSISTEMA DIALOGANTE

Tutti i dati raccolti dalle varie fonti vengono classificati e aggregati per costruire una mappa. In questo modo Here Technologies promette di superare imprecisioni ed errori. Il lavoro si concentra su una mappa globale in HD per creare un asset strategico sulla strada per la guida autonoma. Mappare il mondo è anche una sfida politica. Servono permessi ed autorizzazioni sempre diversi e non è sempre facile ottenerli. Per risolvere questo problema,il consorzio ha pensato a OneMap Alliance. Ad esempio, in Cina, si deve avere una licenza governativa per mappare le strade e creare modelli geospaziali. Ecco allora la partnership con NavInfo per garantire che la mappa stradale della Cina sia in linea con lo standard fissato da Here per i dati da lei direttamente raccolti. Insomma se l’hardware sbaglia a tenere l’auto a guida autonoma sulla strada giusta potrebbero essere le mappe in HD.

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Smartphone senza notch: i migliori da comprare

di Leonardo Zannini
In questa guida costantemente aggiornata vi parleremo dei migliori smartphone senza notch presenti sul mercato. Da quando è stato introdotto da Apple sull’iPhone X, il notch è stato sicuramente un trend tra i produttori, anche leggi di più...

La prima auto a guida autonoma di Huawei potrebbe venir presentata allo Shanghai Auto Show

di Lorenzo Spada
Huawei auto a guida autonoma

Che Huawei non sia un’azienda legata a un solo mercato della tecnologia moderna lo sappiamo benissimo, grazie alla sua presenza nel mercato degli smartphone, delle infrastrutture di rete, dei wearable, dei laptop e probabilmente fra non molto delle Smart TV. Tuttavia, mai avremmo pensato che potesse approdare anche nel mondo delle automobili. Stando però a […]

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Guida autonoma: il test dell’Autopilot su Tesla Model S

di Donato D'Ambrosi

L’Autopilot Tesla è uno dei sistemi più discussi degli ultimi anni, è stato bloccato e poi riabilitato. In alcuni Paesi anche vietato. Euro NCAP ha messo alla prova quanto realmente è autonomo l’Autopilot della Tesla Model S in una situazione di emergenza. Nel video qui sotto, messo alle strette in situazioni tipicamente urbane l’Autopilot mostra qualche limite. In tutte le altre prove si mostra affidabile, e questo è un rischio secondo Euro NCAP per la percezione del guidatore verso il sistema Autopilot.

L’AUTOPILOT ORA HA DUE LIVELLI

L’Autopilot Tesla nasce per sostituire totalmente il conducente alla guida e risolvere tutte le criticità legate all’errore umano. Ma questo obiettivo ha ben presto presentato i limiti di un sistema non ancora maturo. Nel tempo è stato aggiornato, bloccato, riabilitato e testato. Al punto che definirlo semplicemente Autopilot può indurre confusione, poiché il sistema disponibile anche sulla Tesla Model 3 si è sdoppiato. C’è una parte che si occupa della guida assistita (l’Autopilot che gestisce sterzo e freni sostanzialmente). Mentre una versione più evoluta di Guida totalmente autonoma parcheggia anche l’auto da sola e la riporta al proprietario con un clic.

IL RISCHIO DI FIDARSI TROPPO E’ ALTO

Euro NCAP ha messo alla prova la versione semi- autonoma dell’Autopilot, anche se non siamo in grado di dirvi quale release. Guardando il video sotto ci si rende conto come il sistema di assistenza alla guida sia tra i più riusciti rispetto a quelli delle altre Case. Questo però, oltre ai limiti emersi nei test di Cut-in e Cut-out, espone al rischio che i guidatore si fidi troppo del sistema. Per rispettare l’obbligo di tenere le mani sul volante Tesla ha abilitato la funzione “one-strike-you-are-out”. Significa che se il guidatore non mette le mani sul volante, l’Autopilot si disabilita per tutta la durata del viaggio. Ecco come si comporta realmente il sistema di assistenza alla guida Tesla nei test Euro NCAP.

NELLE PROVE LONGITUDINALI E’ PROMOSSA

Finché l’auto si trova nei contesti di guida autostradali ed extraurbani testati da Euro NCAP l’Autopilot dimostra di poter intervenire efficacemente in situazioni di emergenza. Quando infatti l’Adaptive Cruise Control è impostato a 50, 80 o 130 km/h, il complesso sistema di telecamere individua sempre l’auto ferma davanti. L’AEB si attiva senza richiedere alcun intervento al conducente. La stessa efficacia è verificata se davanti alla Tesla si trova un’auto in panne che procede a bassa velocità. Nelle varie prove a 20vs100 km/h, 60vs130 km/h e 50vs55 km/h con la Tesla sempre più veloce dell’altra auto, l’Autopilot interviene in modo risolutivo.

NON SEMPRE PRONTA AGLI IMPREVISTI

Nei test di Cut-in e Cut-out invece i sistemi di assistenza alla guida Tesla mostrano i loro limiti, come molte altre auto testate da Euro NCAP. Nel test Cut-in, un’auto più lenta si inserisce davanti alla Tesla Model S e l’AEB è chiamato a intervenire. Quando la differenza di velocità è 10vs50 km/h, il conducente della Tesla riceve solo un warning ed è costretto a sterzare. Se la velocità aumenta (80vs130 km/h) l’AEB interviene correttamente. Più complesso è invece il test del Cut-out, in cui un’auto lenta davanti alla Tesla si sposta all’improvviso e cela un ostacolo fermo davanti. In questi casi nonostante la miriade di sensori e telecamere (la Model S ne ha più di tutte le auto) se la differenza di velocità è 80vs90 km/h parte solo il warning di impatto. Invece a velocità più basse (50vs70km/h) il sistema di assistenza Autopilot ha il tempo utile per accorgersi dell’auto ferma.

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Aiways U7 ION: come l’intelligenza artificiale migliora il comfort a bordo

di Redazione

La giovane casa automobilistica cinese Aiways svelerà lunedì la sua nuova concept U7 ION. Un’auto 100% elettrica che si propone di rivoluzionare la mobilità del futuro. Si tratta della seconda del suo genere ad essere presentata dal marchio di Shanghai, che a marzo aveva rivelato in anteprima mondiale al Salone di Ginevra il Suv medio U5.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE A BORDO

La nuova U7 ION non è una semplice auto elettrica. Secondo la compagnia cinese infatti, la vettura propone soluzioni per l’assistenza a bordo mai viste prima, che saranno gestite da un’intelligenza artificiale interamente controllabile da un touchscreen. Ancora poco si sa del motore, di cui ci si può fare un’idea guardando alla U5, alimentata grazie a un sistema di guida elettrica integrato. Quest’ultimo ha il suo cuore in una batteria ad alta densità con un sistema di controllo della temperatura che ne allunga la vita.

IL “QUARTO SPAZIO”

I servizi gestiti dall’intelligenza artificiale si uniscono all’avveniristico design degli interni, per creare quello che Aiways definisce come il “quarto spazio”. Oltre a quelle della famiglia, del lavoro e dello svago, il marchio si propone di creare infatti una nuova dimensione per la vita dei suoi clienti. Un quarto spazio appunto, in cui ci si può rifugiare dal mondo esterno pur restando sempre connessi grazie ai servizi dell’IA del veicolo. Per raggiungere questo obiettivo, l’interno del veicolo sarà altamente personalizzabile, in modo da far sentire i passeggeri ancor di più a loro agio e nel “loro” mondo.

AMA LA TUA GUIDA

Con la nuova concept U7 ION, Aiways punta a realizzare la promessa insita nel suo stesso marchio offrendo ai suoi clienti un’esperienza unica. Lo slogan “Love Your Drive”, “ama la tua guida” è del resto la traduzione in inglese del nome della casa. In cinese, infatti, 爱 [ai] significa proprio “amare”. Il Consulente Capo di Arte e Design di Aiways, Ken Okuyama, ha dichiarato: “La concept U7 ION porta Aiways alla prossima tappa cruciale nel suo cammino di scoperta. Con questa concept mostriamo al mondo la nostra visione per la prossima generazione della mobilità. Che sarà più intelligente, più efficiente e più in sintonia con le nostre vite indaffarate”. L’auto sarà presentata a Shanghai in uno spazio appositamente realizzato da Aiways per ricreare un ambiente urbano. In questo modo si esaltano le caratteristiche della vettura in quello che dovrebbe essere il suo ambiente naturale.

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Auto robot senza conducente: in Florida si vota per i test autonomi

di Donato D'Ambrosi

La proposta di legge avanzata in Florida potrebbe spianare la strada a Uber e Lyft nei test di guida autonoma senza conducente. Lo prevede  – almeno nelle intenzioni – una proposta depositata da Jason Fischer, membro del Partito Repubblicano che impugna la legge sull’obbligo del collaudatore a bordo. Un’idea non del tutto nuova e che in tempi recenti si è scontrata con i danni collaterali delle auto a guida autonoma nei test Uber. Eppure ci sono statistiche sulla pericolosità dell’uomo al volante che darebbero ragione a Fischer.

LA LEGGE CHE UBER E LYFT ASPETTAVANO

Anche la guida autonoma, come tutte le altre lotte di partito, è diventata una leva politica. Jason Fischer vuole  rendere la Florida il primo Stato ad autorizzare test senza conducente su strade pubbliche. Il che potrebbe anche dividere l’opinione pubblica ma raccoglierebbe sicuramente il consenso di chi come Uber ha tirato i remi in barca dopo l’incidente. La commissione Affari interni della Camera ha approvato il disegno di legge Fischer che passa al voto in Parlamento.

PROPOSTE CONTROVERSE

Nella stessa sessione è stata presentata una proposta di legge che bandisce gli SMS alla guida e inasprisce le leggi contro le distrazioni alla guida. Mentre fa discutere dopo l’incidente Uber il disegno che autorizzerebbe  il conducente di un’auto a guida autonoma a guardare la televisione o distrarsi se è attivato il pilota automatico. E a chi solleva perplessità sulla sicurezza stradale e sull’affidabilità dei sistemi di guida autonomi senza conducente, Fischer risponde per le rime.

L’UOMO E’ PIU’ PERICOLOSO DELLE AUTO ROBOT

Secondo il politico ingegnere, la fallibilità dei sistemi a guida autonoma è notevolmente minore rispetto a quella dell’essere umano. La tesi è suffragata dai numeri citati da Fischer sugli incidenti stradali in Florida, che sarebbero attribuibili nel 94% dei casi ad errore umano. “La Florida è ampiamente riconosciuta come uno dei leader della nazione nella politica dei veicoli a guida autonoma”. Spiega Fischer “Dobbiamo rivedere le leggi vigenti che regolano la circolazione dei veicoli a motore, che non prevedevano auto senza conducente quando sono state scritte“. Intanto la proposta di legge è passata all’unanimità in Senato prima di approdare alla Camera. E’ prevedibile quindi che otterrà l’ok definitivo in Parlamento. Mentre in Italia solo Torino ha dato dimostrazioni di interesse verso i test di auto a guida autonoma, con imprevisto.

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Guida autonoma: al PoliMi il primo corso di Etica delle Tecnologie

di Donato D'Ambrosi

Cosa spinge un uomo a fare la scelta più giusta? Forse il buon senso, l’etica, la morale. Tutte caratteristiche non tangibili che saranno richieste alle auto a guida autonoma. Ma le auto a guida autonoma sapranno ragionare come l’essere umano e avere una loro etica? Questa è la domanda che negli ultimi anni ha riguardato le auto a guida autonoma pronte a passare dai test al servizio pubblico. In caso di emergenza cosa deve fare un’auto a guida autonoma? In base a cosa deciderà se proteggere i suoi occupanti più delle persone all’esterno dell’auto? Molte di queste domande potrebbero trovare già risposta nel primo corso di Etica delle Tecnologie del Politecnico di Milano.

LO STUDIO SULL’ETICA DEI ROBOT INTELLIGENTI

Il mondo accademico inizia a guardare con più interesse la guida autonoma, sia dal punto di vista tecnico che legale-etico. L’annuncio infatti del primo corso Ethics for Technology rivolto a studenti di ingegneria del Politecnico di Milano, segue quello di FCA a Modena. Come dovranno essere programmate le auto robot è un’incognita non ancora chiarita. Anche perché lo sviluppo tecnologico delle auto a guida autonoma ha fatto passi da gigante rispetto invece all’iter burocratico insabbiato sulle responsabilità legali.

LA GUIDA AUTONOMA DEVE INTERPRETARE LE ALTRE AUTO

Le future figure professionali avranno a che fare con macchine senzienti il cui comportamento va previsto, addestrato e corretto. E’ il motivo per cui in ogni parte del mondo è aumentata esponenzialmente l’attività di test delle auto robot in scenari diversi. I test cercano di colmare con lunghi collaudi l’imprevedibilità del traffico stradale e allenare i super computer a gestire situazioni sempre nuove. Finché tutte le auto non saranno autonome la convivenza tra robot e conducenti e pedoni in carne ed ossa è il limite maggiore. Tant’è che si stanno sviluppando linguaggi di comunicazione luminosi per non lasciare spazio all’interpretazione di una manovra delle auto a guida autonoma.

L’ALGORITMO DELLA PRIORITA’

Cosa succederà in una situazione di emergenza sembra un tassello del puzzle ancora da incastrare dopo l’incidente mortale nei test Uber. Se un conducente in carne ed ossa potrebbe improvvisare nelle manovre per evitare un incidente, un super computer è fatto per calcolare. Ma in base a quale ratio deciderà quali manovre fare in una situazione complessa? Sarà meglio non fare nulla o proteggere prima di ogni cosa l’incolumità dei passeggeri a bordo? Al di là della fiducia che gli utenti possono riporre nella tecnologia, sono sempre le incognite a preoccupare di più.

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L’auto del futuro? il 41% degli italiani la vuole ibrida

di Redazione

Come sarà l’auto del futuro? Facile rispondere a questa domanda: sarà elettrica, iperconnessa e a guida autonoma. Ma come vogliono gli italiani l’auto del futuro? Rispondere a questo quesito ha delle incognite in più. La famosa società di consulenza Deloitte, e più precisamente la propria divisione “automotive”, ha realizzato un’indagine per capirne di più. Lo studio si è basato sui dati raccolti intervistando oltre 20.000 automobilisti provenienti da 17 Paesi di tutto il mondo. Italiani inclusi.

PRIMI PER L’ELETTRIFICAZIONE

Il primo dato che balza all’occhio riguarda l’apprezzamento degli italiani verso le auto ibride o elettriche. Ben il 41% degli intervistati del nostro Paese spera che in futuro le auto sia elettrificate. Da questo punto di vista, siamo i primi in Europa. Solo Cina e Giappone, rispettivamente con un 46% e un 44%, hanno una preferenza più spiccata verso questo tipo di alimentazione. Gli Usa, al contrario, non vanno oltre un modesto 22%.

IL DOMANI SARÀ CONNESSO

Parlando invece di tecnologie inerenti l’infotainment, lo studio ha voluto capire come si distribuisce geograficamente la propensione a pagare un sovrapprezzo per avere accesso a una maggiore connettività a bordo. Anche da questo punto di vista, gli italiani hanno mostrato di essere tra i maggiori estimatori delle auto connesse (60% delle preferenze). Si sono piazzati prima di Stati Uniti (47%), Regno Unito (45%), Francia (36%) e Germania (35%). Addirittura, nel 72% dei casi si sono detti propensi a pagare di più per avere maggiore connettività a bordo. Curioso notare che, sempre parlando di automobilisti del Belpaese, questi siano i meno preoccupati di dover fornire i propri dati personali ai dispositivi connessi presenti a bordo delle auto. E lo stesso vale per il rischio di hackeraggio.

LA GUIDA AUTONOMA CONTINUA A FAR PAURA

Ormai è assodato: le auto a guida autonoma sono viste con diffidenza. Le iniziative per combatterla non mancano. I dati raccolti dall’indagine in oggetto hanno mostrato che il 29% degli italiani continua a ritenere le auto che si guidano da sole non sicure. L’opinione nasce, nel 53% degli intervistati, a seguito delle notizie degli incidenti in cui le auto a guida autonoma sono state coinvolte. Per questo motivo, il 63% dei “nostri” intervistati ritiene necessario un controllo serrato da parte di governi e istituzioni. Restando in tema guida autonoma, la fiducia nei veicoli prodotti da Case automobilistiche tradizionali è calata dal 51% al 36%, mentre quella verso le auto prodotte da aziende che operano nel campo della tecnologia è salita leggermente passando dal 26% al 30%.

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