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Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto: la proposta di PSA

di Raffaele Dambra

Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto

In Italia il parco auto è indubbiamente vecchio e sarebbe da ‘ringiovanire’ incentivando gli automobilisti a disfarsi delle vetture più datate sostituendole con altre più nuove e meno inquinanti. Cosa che in effetti si sta già cercando di fare con l’Ecobonus 2019-2021 e con i vari contributi regionali per la rottamazione. Ma per Gaetano Thorel, direttore generale di PSA Groupe Italia (il gruppo a cui appartengono Peugeot, Citroen, DS, Opel e Vauxhall), si potrebbe tentare una via alternativa aumentando l’importo del bollo auto per i mezzi fino a Euro 3, in modo da reperire ulteriori fondi necessari per l’acquisto di auto elettriche nuove oppure Euro 5 ed Euro 6 usate. “Così da agevolare quei consumatori con minore capacità d’acquisto”, ha specificato il manager.

NO A NUOVI INCENTIVI AUTO MA MIGLIORARE QUELLI GIÀ ESISTENTI

La proposta è partita nel corso del No Smog Mobility 2019 di Palermo, che ha premiato il Gruppo PSA con il Green Prix per le soluzioni proposte a favore della mobilità sostenibile. “Non è il caso di pensare a nuovi incentivi auto, ma bisogna far funzionare meglio quelli che già ci sono”, ha detto Thorel, “L’Ecobonus per esempio esiste già e tutto sommato va bene. Andrebbe però aumentato il budget, per me insufficiente, e ampliata la platea di beneficiari”.

AUMENTO BOLLO EURO 3 PER INCENTIVARE L’ACQUISTO DI AUTO ECOLOGICHE

E come? Ecco l’idea: “Se c’è un problema di risorse, si potrebbe risolvere aumentando il bollo per le auto da Euro 3 in giù. Le maggiori entrate si utilizzerebbero in due modi: 1) per incentivare ancor di più l’acquisto di vetture elettriche o ibride plug-in nuove; 2) per favorire l’acquisto di auto Euro 5 o Euro 6 usate. Quest’ultima misura faciliterebbe i consumatori meno abbienti, che magari non possono permettersi un’auto elettrica anche con gli incentivi. Ma passare da una Euro 0, 1, 2 o 3 a una Euro 5 o 6, anche se usata, segnerebbe già un bel passo avanti sul piano ambientale. Tra le prime e le altre la differenza di emissioni è di circa il 95%”. Sono senza dubbio proposte interessanti, resta ovviamente da valutarne la fattibilità.

ELIMINARE LA CONFUSIONE TRA INCENTIVI STATALI E CONTRIBUTI REGIONALI

Gaetano Thorel di PSA ha infine puntato l’indice sulla, secondo lui, confusionaria differenza di programmi fra il Governo e le amministrazioni locali in materia di modalità ed erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. “È una situazione che genera grande confusione fra la visione governativa e quella degli enti locali, visto che ogni Regione e ogni Comune fa i suoi bandi per gli incentivi, con parametri diversi. Inoltre il Governo dovrebbe fornire la scala di riferimento per l’ibridizzazione, con delle etichette chiare per i consumatori sulle emissioni e sui consumi, sul modello degli elettrodomestici”.

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Dieselgate: altri guai per le emissioni di Daimler, FCA e Volkswagen

di Redazione

Il dieselgate scoppiato a settembre 2015 fa ancora danni alle Case. A distanza di quattro anni dall’esplosione dello scandalo emissioni, in fatto di diesel nuovi guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Se non in modo diretto, comunque a livello d’immagine. Cominciamo da Daimler: la procura di Stoccarda ha appioppato una multa di 870 milioni di euro al gruppo tedesco (che include Mercedes). Così si chiude un’indagine avviata dalle autorità tedesche: era stata individuata la violazione delle funzioni di vigilanza. Il dipartimento di certificazione del gruppo non aveva operato bene. 

DIESEL DAIMLER: NESSUN RICORSO

Semplice l’accusa per i pubblici ministeri: le violazioni hanno consentito alla Mercedes di ottenere le autorizzazioni ufficiali per i veicoli diesel, nonostante le emissioni di ossido di azoto non rispettassero i requisiti normativi. La Daimler non presenterà ricorso: obiettivo, chiudere l’indagine e qualsiasi altro procedimento a suo carico. In parallelo, proseguono le indagini interne: si vuole capire se c’è stata manipolazione del software di controllo dei motori diesel.

FCA: DIRIGENTE IN ARRESTO

Emanuele Palma, un dirigente senior di Fiat Chrysler Automobiles, in arresto negli Stati Uniti. Provvedimento che fa seguito alle indagini del Dipartimento di giustizia sulle emissioni dei veicoli diesel. L’accusa è “reato di cospirazione”: ha ingannato le autorità di controllo, i clienti e il mercato sulle emissioni dei mezzi oggetto dell’inchiesta. In tutto questo, FCA ha avviato una verifica degli atti accusatori: c’è la piena collaborazione del gruppo con le autorità inquirenti. In passato, ha già chiuso in via stragiudiziale (ossia non in tribunale) il contenzioso con il Dipartimento. Non ammette di essere colpevole, però ha pagato 800 milioni di dollari per chiudere la causa civile: nel mirino, i software illegali su 100.000 veicoli Ram e Jeep coi diesel V-6 3.0. 

VOLKSWAGEN: ANCORA TSUNAMI DIESELGATE

Si diceva sul diesel, guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Tutto è nato proprio da VW nel 2015. Ora, due top manager, Herbert Diess e Hans Dieter Poetsch, rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, sono sotto la lente della procura di Braunschweig. La procura della città della Bassa Sassonia ha avviato una causa contro Diess, Poetsch e l’ex amministratore delegato Martin Winterkorn per presunta manipolazione del mercato. Avrebbero informato in ritardo gli investitori delle possibili conseguenze economiche del dieselgate: per l’accusa, i tre erano conoscenza dei problemi prima del famigerato settembre 2015. Per adesso, VW ha confermato i due top manager.

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Ufficiale: Seat Code è la divisione che lavorerà alla connettività delle auto

di Antonio Elia Migliozzi

Seat ha annunciato la creazione di una apposita struttura per guidare la trasformazione digitale. Al centro del nuovo Seat Code un team di esperti chiamati sviluppare e mettere in pratica concetti molto importanti come connettività e digitalizzazione. Accanto a questo hub ci sarà una squadra composta da esperti internazionali attivi nel settore IT guidati da Sebastian Grams. Uomo di fiducia del gruppo Volkswagen ha lavorato per anni in Audi dove ha ricoperto varie posizioni di responsabilità nello sviluppo tecnico. Come ha specificato il Presidente di Seat Luca de Meo, il controllo del software deve diventare una “competenza funzionale” per il brand, e per questo è di importanza vitale. Vediamo i progetti Seat nel campo dell’Information Technology applicata al settore dell’auto.

NUOVA STRUTTURA IT

In occasione Mobile World Congress 2019 Seat ha annunciato la creazione di un centro di sviluppo software. La nuova divisione si chiamerà Code (Center of Digital Excellence) e guiderà la trasformazione digitale del brand. Seat Code sarà un hub tecnologico al servizio di tutto il gruppo Volkswagen. Attenzione quindi alla trasformazione digitale dell’azienda ma anche ad accrescere l’efficienza dei processi attraverso la digitalizzazione. In questo senso Seat, già dai prossimi anni, mira a studiare e implementare nuovi modelli di business incentrati su mobilità 2.0, connettività e digitalizzazione. La società ha inoltre annunciato la creazione della sua nuova struttura IT, e la nomina di Sebastian Grams nuovo Cio di Seat. Accanto a lui ci sarà Carlos Buenosvinos in funzione di Cto. Per migliorare il coordinamento il team del Metropolis: Lab sarà integrato nel nuovo centro per continuare a sviluppare soluzioni innovative nel settore mobilità.

IL TEAM

Sebastian Grams ha sottolineato: Seat: Code conferma l’impegno dell’azienda a diventare un punto di riferimento per la digitalizzazione dei veicoli e per lo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità”. La scelta di Sebastian Grams non è casuale. A 39 anni vanta due lauree in ingegneria industriale e un dottorato di ricerca presso l’Università di Karlsruhe. Grams ha alle spalle una carriera nel gruppo Volkswagen e in Audi ha ricoperto varie posizioni di responsabilità in settori legati alla tecnologia dell’informazione e allo sviluppo tecnico. Da gennaio 2019 fa anche parte del team di gestione del Metropolis: Lab di casa Seat. New entry è invece Carlos Buenosvinos, 36 anni, laureato in ingegneria informatica avanzata presso il Politecnico della Catalogna (UPC) che si unià al team Seat portando la sua esperienza nel settore tecnologico. Fino allo scorso aprile è stato vicepresidente di XING, il Linkedin tedesco, incarico che ha ricoperto per tre anni.

NUOVI SPECIALISTI

Carlos Buenosvinos guiderà la nuova divisione Code e gestirà un team composto da oltre 100 specialisti dello sviluppo software. Va detto che il processo di selezione per identificare questi nuovi profili digitali è ancora attivo. L’obiettivo è quello di mettere insieme una squadra in grado di fare dell’unità Code un centro di riferimento mondiale per lo sviluppo di software applicati al settore della mobilità. Luca de Meo, Presidente di Seat ha commentato l’operazione: “Se vogliamo trasformarci da produttore di automobili in una società di mobilità e impegnarci nell’industria 4.0, dobbiamo fare del software una competenza fondamentale”. Come precisato dallo stesso de Meo il nuovo centro di ricerca sarà situato a Barcellona confermando l’impegno di Seat nel voler rendere la città una degli hotspot globali della digitalizzazione. Seat rimarca il suo legame con la città catalana ma come detto la divisione Code sarà al servizio del gruppo Volkswagen nella sua interezza.

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Seat testa la consegna di ricambi con i droni in 15 minuti

di Antonio Elia Migliozzi

L’industria 4.0 rappresenta una sfida importante anche per il settore dell’auto. Da parte loro Seat e il Grupo Sesé hanno scelto realizzare un collegamento via drone tra i loro impianti. In questo modo si potrà aumentare l’efficienza e la flessibilità nello stabilimento Seat di Martorell tagliando i tempi di approvvigionamento dei ricambi. Si tratta ancora di un test ma è comunque un punto di partenza importante perché, per la prima volta in Spagna, due società scelgono i droni per scambiarsi materiali. A regime il servizio garantirà la consegna dei ricambi in soli 15 minuti. La scelta di partire con i test arriva nel momento in cui Seat da il via alla produzione del nuovo cambio MQ281 con la capacità massima annuale di produzione fissata a 450.000 unità. Vediamo come cambia l’automotive nell’industria 4.0.


PRODUZIONE TECH

Lo stabilimento Seat di Martorell sarà il primo impianto spagnolo a ricevere componenti tramite un drone. Il servizio collega il centro logistico del Grupo Sesé ad Abrera con lo stabilimento di Martorell consegnando ricambi tra i due impianti di produzione. Si lavora alla consegna di volanti e airbag alle linee di assemblaggio Seat tenendo sotto controllo la sicurezza. Il progetto pilota è in corso sotto la supervisione dell’Agenzia spagnola per la sicurezza e la sicurezza aerea (AESA) che ha accordato a Seat una fase sperimentale con diversi voli al giorno. L’arrivo dei droni migliorerà la flessibilità delle linee di produzione con consegne veloci. In questo modo si potrà coprire la distanza di poco più di due chilometri che separa le due strutture in appena 15 minuti. Un taglio significativo ai tempi rispetto agli attuali 90 minuti necessari, ma anche alle emissioni visto che si evita l’uso dei camion. Questa innovazione è parte dell’impegno di Seat nel campo dell’Industry 4.0.

INNOVAZIONE AL QUADRATO

Seat sta affrontando un ambizioso processo di trasformazione volto a rendere lo stabilimento produttivo di Martorell più intelligente, digitalizzato e connesso. La consegna con droni permette anche una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al trasporto su gomma. Seat ha anche fatto sapere che per la ricarica dei droni utilizzerà energia proveniente da fonti rinnovabili. Christian Vollmer, resposnsabile Produzione e Logistica di Seat: “Il volo dei droni è il primo passo verso la trasformazione della catena di fornitura nel settore automobilistico. La consegna con i droni rivoluzionerà la logistica e ridurrà i tempi di consegna dell’80%”. Per arrivare ad uno stabilimento intelligente tutte le attività di produzione devono essere parte di un ambiente digitale. Seat, come parte del gruppo Volkswagen, sta sviluppando e applicando strumenti e soluzioni digitali per produrre vetture in modo più efficiente, flessibile e agile.

INDUSTRIA 4.0

Tra gli esempi di questa trasformazione messa in campo da Seat troviamo la pianificazione della catena di approvvigionamento attraverso strumenti di simulazione. Previsto anche l’utilizzo di sistemi intelligenti di picking e di navigazione autonoma all’interno dei siti produttivi. Seat ha anche introdotto strumenti che sfruttano big data e intelligenza artificiale per monitorare in tempo reale le principali strutture e infrastrutture della catena di fornitura. L’innovazione dei processi logistici è valsa di recente a Seat un premio nella categoria digitalizzazione della supply chain dall’International Logistics Exhibition (SIL). In questo quadrio Seat Componentes ha avviato di recente la produzione del nuovo cambio MQ281 del gruppo Volkswagen. Questa nuova trasmissione a sei marce sarà utilizzata da Seat, Volkswagen, Audi e Skoda e prodotta in 450.000 unità all’anno. Ad oggi Seat assembla il cambio MQ200 e, nel solo 2018, ne ha sfornati quasi 700.000 esemplari.

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Fusione FCA-Renault: il governo francese detta le condizioni

di Redazione

Risale a lunedì scorso la proposta avanzata da FCA di una “fusione tra eguali”, un 50-50, con il gruppo Renault. Oggi la discussione entra nel vivo, con il ministro dell’Economia francese Le Maire che detta le sue condizioni per una possibile fusione dei due colossi.

LE GARANZIE RICHIESTE DAL GOVERNO FRANCESE

Lo Stato transalpino è il maggiore azionista di Renault. Detiene il 15% delle quote e proprio per questo motivo il progetto non può prescindere dall’approvazione del governo francese. Il Ministro Le Maire ha avanzato numerose richieste. La sede operativa del gruppo dovrà essere a Parigi. Il governo francese dovrà avere un posto riservato nel Cda del futuro colosso. E gli azionisti di Renault avranno un dividendo straordinario assicurato. Oltre a queste condizioni, Parigi esige quattro garanzie. Il rispetto della collaborazione Renault-Nissan. La tutela dei posti di lavoro e degli stabilimenti. Una governance equilibrata e la partecipazione del futuro gruppo al progetto europeo sulle batterie elettriche.

L’INCOGNITA NISSAN

La possibile fusione ha già messo in stato di allerta i partner nipponici della casa francese, Nissan e Mitsubishi. Il Ceo di Nissan Hiroto Saikawa ha dichiarato che il progetto, se andasse in porto, «altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Ciò richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault». Questo analizzando i rapporti contrattuali esistenti per proteggere gli interessi della Casa giapponese. Sempre Saikawa ha però aggiunto che la fusione rappresenterebbe una grande opportunità di crescita per entrambe le entità dell’alleanza franco-giapponese. «Credo che la potenziale aggiunta di FCA come nuovo membro dell’Alleanza potrebbe ampliare il campo di gioco per la collaborazione. Oltre a creare nuove opportunità per ulteriori sinergie».

I DUBBI DEGLI ESPERTI

Molti sono i dubbi sollevati da analisti ed esperti riguardo al progetto. C’è chi sostiene che il gruppo italo-americano trarrebbe troppi vantaggi da una fusione a queste condizioni. Per esempio, FCA avrebbe accesso al know-how acquisito da Renault nel campo delle auto elettriche. Un fiore all’occhiello del gruppo d’Oltralpe. Altri ritengono che la fusione creerebbe problemi di governance, come già è successo per Essilor-Luxottica. Altri ancora, sindacati in primis, si preoccupano per i possibili tagli al personale e chiusure di stabilimenti. Anche se sia Renault che FCA hanno garantito che in caso di fusione non ci saranno conseguenze per i dipendenti. Nonostante le perplessità, FCA ha già reso noto che l’offerta è “prendere o lasciare”: 50-50. A John Elkann la presidenza del futuro gruppo e Jean Dominique Senard (n°1 di Renault) come capo esecutivo. La proposta sarà discussa da Renault durante il Cda convocato per martedì prossimo.

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Peugeot compra Jaguar? I motivi di un matrimonio anglo-francese

di Valerio Boni

L’esperienza con Opel, tornata all’utile in un solo esercizio, dopo 20 anni di perdite, potrebbe essere riproposta con i marchi Jaguar e Land Rover. La cura di Carlos Tavares, il numero uno portoghese del Gruppo PSA è stata efficace. In pochi avrebbero scommesso su risultati simili, ma il miracolo è ormai consolidato. I francesi hanno quindi dimostrato di avere le idee chiare quando si tratta di lavorare su marchi generalisti, e ora vorrebbero alzare il tiro.

INTERESSE CONFERMATO
Nel corso di un’intervista alla rivista Autocar India, il presidente e CEO del Gruppo franco-tedesco ha infatti dichiarato di essere interessato a rilevare i marchi Jaguar e Land Rover. Senza che al momento siano stati presi contatti ufficiali con Tata, dal 2008 proprietaria dei due marchi. L’obiettivo sarebbe quello di entrare in modo più diretto nel segmento premium. Dove PSA è attualmente presente con il brand DS, in costante, ma lenta crescita.

UN PESO PER TATA MOTORS
Disporre di una gamma già pronta e affermata favorirebbe il raggiungimento degli obiettivi annunciati. Questi prevedono entro il 2021 un ulteriore sviluppo di Citroën, Ds, Opel e Peugeot, con un incremento di utili del 15%. Tata Motors non ha mai annunciato l’intenzione di cedere i due marchi inglesi, tuttavia un nuovo passaggio di mano potrebbe essere indotto dagli ultimi risultati finanziari. L’esercizio 2018 si è infatti chiuso con una perdita pesante: 3,54 miliardi di euro.

A CACCIA DI NUOVI CLIENTI
A pesare non è l’assenza di modelli, le gamme sono le migliori di sempre, ma si fanno sentire la contrazione delle richieste di quel genere di veicoli sul mercato cinese. Elemento al quale si aggiunge il calo, almeno momentaneo, di richieste di motorizzazioni diesel, che si fa sentire soprattutto all’interno dei listini Land Rover. L’acquisizione è allettante non solo per il fatto che PSA potrebbe consolidare la sue reputazione di azienda in grado di risollevare aziende in crisi. Di fatto allargherebbe l’acquisizione di nuovi clienti entrando in segmenti presidiati dai tedeschi, dove fino a oggi Citroën e Peugeot non hanno mai ottenuto i risultati sperati. Una scorciatoia che potrebbe rendere più agevole la crescita di DS.

SENZA FRETTA
L’interesse per il Gruppo JLR è una delle opzioni di Tavares, ma non è l’unica. La notizia è confermata, ma PSA non ha alcuna fretta di concludere nuove acquisizioni. Queste arriveranno solo nel caso in cui non rappresentino una distrazione per l’alleanza. Ciò significa che potrebbero essere prese in considerazioni anche altre opportunità, qualora presentassero un potenziale in linea con gli obiettivi dei francesi. Qualora si concludesse l’affare, per Land Rover si tratterebbe di un ennesimo cambio di proprietà, dopo quelli che già l’hanno vista entrare nelle orbite di Ford, BMW e Honda, prima di trovare un decennio di tranquillità e sviluppo sotto la gestione indiana di Tata Motors.

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PSA: Peugeot Boxer e Citroën Jumper, da oggi anche elettrici

di Redazione

Al Commercial Vehicle Show di Birmingham, il Gruppo PSA ha presentato in anteprima le nuove versioni elettriche di Peugeot Boxer e Citroën Jumper. Il gruppo francese, leader nel segmento dei veicoli commerciali leggeri in Europa, ancora una volta, afferma la sua volontà di puntare sull’elettrificazione della gamma.

DUE LIVELLI DI AUTONOMIA

Peugeot Boxer elettrico e Citroën Jumper elettrico, saranno prodotti nel sito di Sevel in Val di Sangro. Successivamente elettrificati e omologati dal partner BD AUTO. Verranno offerti sul mercato con due livelli di autonomia differenti a seconda della versione. Per le lunghezze L1 e L2, l’autonomia sarà di 225 km secondo il ciclo NEDC. Mentre per le lunghezze L3 e L4, si alzerà a 270 km, sempre considerando il ciclo NEDC.

LA STRATEGIA PUSH TO PASS

Il Direttore della Business Unit dei veicoli commerciali del Gruppo PSA, Philippe Narbeburu sottolinea il piano strategico: “In coerenza con il nostro piano strategico Push to Pass, proseguiamo l’elettrificazione di tutta la nostra gamma. Questa nuova offerta è un elemento competitivo maggiore per i nostri Brand in un segmento molto concorrenziale come quello dei Veicoli Commerciali Leggeri. Si tratta di un’opportunità per rinforzare la nostra leadership in Europa rispondendo alla necessità zero emissioni senza rinunciare alle prestazioni e alle tipologie di utilizzo dei nostri clienti professionali“.

PSA IN LINEA CON IL PROTOCOLLO WLTP

A partire dal 1 settembre 2019, il Gruppo PSA avrà tutte le risorse per superare la nuova scadenza Euro 6 che incorpora il protocollo WLTP applicabile ai veicoli commerciali leggeri. Tutto questo grazie ai numerosi investimenti mirati sulla tecnologia come: SCR “Selective Catalytic Reduction” e il filtro anti particolato per i motori a benzina, che hanno messo il Gruppo francese in una buona posizione nei confronti delle nuove politiche legate ad emissioni e consumi.

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Tuning, cosa è?

di redazione

Tuning – Cosa è Il tuning? Cosa intende con la parola tuning? Con il termine tuning si indicano quelle operazioni di personalizzazione attraverso la modifica (elaborazione) di un veicolo a 2, 3 o 4 ruote (tuning moto, tuning auto) che grazie al tuning diventa “personalizzato ed unico” rispetto alla configurazione originale standard prodotta in serie dalle case automobilistiche (o motociclistica) sulle nuove auto.

Con il tuning si interviene su diversi parti dell’auto come sulla carrozzeria, sui motori, sugli impianti audio di mezzi più recenti: c’è chi restaura e fa tuning su vetture d’epoca ma anche chi lo applica nelle competizioni.
Il tuning è comprende anche un mondo di appassionati che con l’attività correlata fa anche girare l’economia italiana.

Tuning Peugeot 308 GTi top car elaborazione tuning tedesco 310 CV
Un bel tuning auto

STORIA DEL TUNING – Quale è la sua storia? Qualcuno afferma che il tuning (dall’inglese to tune, regolare, accordare, mettere a punto) sia originario degli Stati Uniti d’America negli anni sessanta con le Hot rod, le T-bucket e le Lowrider. Ma questo è in parte vero perché in realtà da noi in Italia gia negli anni 50/60 si iniziava a fare tuning elaborando le auto utilizzando: spesso si usa anche il termine “truccare”,  “auto truccata” per dire appunto auto elaborata nel motore o altri particolari. 

Alcuni marchi automobilistici come, ad esempio, Abarth, hanno deciso di dedicarsi alle trasformazioni sulle auto con una strategia di marketing decisa per avvicinarsi al pubblico giovane, evidenziando la caratteristica della “preparazione”, vero DNA del marchio. 

Tuning freni, motore, assetto, hi-fi, carrozzeria (estetico)

  1. Tuning modifiche meccaniche motore, impianto frenante, assetto e scarico.
  2. Tuning modifiche estetiche alla carrozzeria o parti di essa
  3. Modifiche all’impianto elettrico e di illuminazione
  4. Modifiche all’impianto audio
  5. Modifiche agli interni

Raduni Tuning Club Auto FebbraioTuning estetico – Per tuning estetico si intende l’elaborazione della vettura o di altro veicolo sulla carrozzeria oppure comprendere anche l’interno del veicolo. La sostituzione dei cerchi originali con altri solitamente in lega leggera, rientra sia in ambito estetico ma anche meccanico. Qui rientra anche l’uso di distanziali, che hanno lo scopo di aumentare l’escursione l’ET del cerchio per spostarlo verso l’esterno.

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Tuning carrozzeria (esterno)

ll tuning della carrozzeria delle automobili avviene con l’aggiunta o di accessori e kit  quali “minigonne”, alettoni posteriori, spoiler, appendici sottoparaurti anteriori o posteriori, prese d’aria sul cofano e/o sul tettuccio, l’allargamento dei parafanghi o il rimodellamento della carrozzeria al fine di allargare passaruota o modificare la sagoma dei paraurti. 

Poi ci sono interventi più soft come la riverniciatura parziale o totale del veicolo, la pellicolatura (wrapping), l’oscuramento dei cristalli e la sostituzione dei gruppi ottici anteriori e posteriori. Con il wrapping si riveste l’auto con una particolare pellicola che permette facilmente di cambiare il colore, protegge la vernice originale. Questa tecnica può anche essere utilizzata per rivestire il mezzo (sia esso moto, auto, camion, scooter ecc.) con disegni o loghi di sponsor.

int  e audio  (21)Tuning abitacolo (estetico) 

Questo tuning estetico riguarda gli interni. Modifiche tipiche in questo senso riguardano la strumentazione interna (plancia del cruscotto, indicatori aggiuntivi, carputers), la sostituzione di volante, pomello e cuffia del cambio, pedaliere, leva e cuffia del freno a mano, sostituzione dei sedili o rivestimento degli stessi, luci interne e riverniciatura del cruscotto e dei pannelli di rivestimento interni.

Tuning Meccanico

Gli interventi di tuning meccanico possono riguardare vari componenti del veicolo. In genere si divide tuning per:

  1. motore e impianto di scarico
  2. impianto frenante e sulle ruote
  3. sospensioni e telaio

TUNING MOTORE – Gli interventi al motore e al sistema di scarico possono leggeri o pesanti radicali. Si va dalla semplice sostituzione del silenziatore o del filtro dell’aria con altro di tipo sportivo fino a spingersi ad interventi più importanti come la sostituzione degli alberi a camme, riduzione del rapporto di compressione con la spianatura della testata, installazione di valvole aspirazione e scarico maggiorate, modifica della frizione, del cambio, aggiunta di sistemi di sovralimentazione, rimappature della centralina del veicolo.Opel-Kadett-tuning-motore
TUNING FRENI – Le modifiche all’impianto frenante riguardano il montaggio di dischi freno di diametro maggiore,  in leghe più resistenti e nella sostituzione di pinze maggiorate con numero di pistoni maggiore e pastiglie di derivazione sportiva. Con la modifica di questo tipo si garantiscono prestazioni più elevate di frenatura, spazi di arresto minori e freni mtm_ssresistenza maggiore nelle condizioni di uso gravoso come in pista nei track day.

Gli interventi sulle sospensioni hanno lo scopo di “abbassare” e “irrigidire” il veicolo, aumentandone cosi la tenuta di strada e la stabilità, specialmente in curva. Possono riguardare solo le molle, o estendersi anche all’ammortizzatore, il quale può avere taratura fissa, regolabile (con la possibilità di regolare l’altezza a piacimento con interventi sull’ammortizzatore stesso) o sistemi estremi che consentono di modificare elettronicamente i parametri di altezza e taratura dall’interno dell’abitacolo.

Vanno inoltre segnalate le cosiddette sospensioni idrauliche, che si possono estendere in maniera molto evidente causando l’innalzamento o l’abbassamento di parte del veicolo, con escursioni anche di parecchi centimetri da terra, il cui utilizzo è confinato a scopi prettamente estetici.

TUNING CAR AUDIO – È il tuning praticato dai cultori del car audio hi-fi quelli che amano le prestazioni dell’impianto audio della vettura: si va dall’adozione di amplificatori, altoparlanti dedicati alle varie frequenze (tweeter, midrange, woofer e subwoofer), sorgente autoradio di qualità e un crossover in grado di separare le varie frequenze sonore e destinarle ai vari altoparlanti. Nelle preparazioni più estreme, si arriva a modificare completamente l’assetto del vano portabagagli, installandovi tutto il materiale sopracitato, con l’aggiunta di luci al Neon o Led ottenendo un effetto stroboscopico in grado di operare in sincrono con la musica.

Negli ultimi anni ha preso piede anche l’utilizzo di sorgenti dotate di lettore DVD incorporato, e ancor più recentemente l’utilizzo di schermi supplementari situati anche nel baule o in altre zone dell’auto, come per esempio dietro i poggiatesta , al posto della plafoniera d’illuminazione dell’abitacolo.
Tuning Audio Spl sql

Raduni e altre manifestazioni tuning – Numerosi sono gli eventi tuning in italia come il My Special Car (che non esiste più), l’Elaborare Day, l’Automoracing, il Roma Tuning Show, gli Speedday di Monza ed altri. Spesso in questi raduni si svolgono vere e proprie competizioni, nelle quali si valutano i veicoli suddivisi in categorie tra cui: audio, estetica, scarico (inteso come rumorosità dell’impianto di scarico) e preparazioni meccaniche.

GARE TUNING

Nelle gare di tuning (solitamente statiche) ci sono 3 categorie dove si gareggia: soft tuning, hard tuning e extreme che definiscono anche il livello di importanza di una elaborazione. 
SOFT TUNING in questa categoria rientrano modifiche meno appariscenti ed interventi non invasivi con montaggio di kit estetici after market che non stravolgono la vettura.
HARD TUNING è la categoria dove ci sono le elaborazioni più complete sulla carrozzeria con lavorazioni artigianali come la resinatura dei componenti estetici, verniciature particolari o anche quando si montano vertical doors);
EXTREME TUNING  comprende le “Super Car” con vistosi allargamenti della carrozzeria, verniciature multi colore molto particolari, sostituzione complete di motori (“trapianto del motore”) e modifiche spettacolari.

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Tuning assetto tuning-elaborazione/assetto-modifica-soluzioni-applicazioni

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– Tuning Pneumatici e gomme categoria/pneumatici-gomme

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Leggi anche
– Tuning estetico modifiche di carrozzeria – Cosa è il tuning estetico?  link QUI
– Tuning Hi-Fi Car – Cosa è il tuning audio? link QUI
– Tuning MECCANICO – Cosa è il tuning meccanico link QUI
– TUNING cosa è in generale link QUI

Insomma avrai capito che “tuning” significa elaborare, modicare, “truccare” l’auto al fine di adeguarla ai propri gusti o alle proprie specifiche esigenze. Qualcuno definisce “tuning” quella passione per l’auto che ci porta a modificare, elaborare, personalizzare, truccare, variare, trasformare il nostro mezzo meccanico (auto, moto, scooter, camion, fuoristrada) per migliorarlo, correggere i difetti, rettificare, perfezionare e rifinire.

La modifica/personalizzazione che riguarda sia l’aspetto prestazionale (influisce quindi inevitabilmente sulla meccanica del motore o dell’assetto) sia estetica (riguarda la carrozzeria) è effettuata o da operatori del settore, meccanici qualificati (elaboratori, preparatori) o con il fai date dagli appassionati nel box di casa.

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Cerchi in lega vintage 17″ Escort e Sierra Cosworth OZ

di Paolo Turco

Cerchi in lega per Cosworth: arrivano gli OZ con nuove misure omologate per Ford Escort Cosworth  e Ford Sierra Cosworth. Sono i “Rally Racing” e “SuperturismoLM”

Dopo le bellissime ruote per la Delta Integrale arriva sempre dalla OZ una proposta interessante per i possessori Cosworth: sono i cerchi in lega Rally Racing, look vintage, simbolo dei Rally mondiali anni ’80 e ’90, e i cerchi Superturismo LM ora omologati NAD in 17” rispettivamente per Ford Escort Cosworth ed Sierra Cosworth.

Cerchi Rally Racing omologati per Ford Escorth Cosworth OZ

Arriva un nuovo gruppo ruota omologato NAD con una misura omologata sui cerchi Rally Racing per Ford Escort Cosworth della misura 8×17” 4×108 ET 35 con possibilità di installare un pneumatico associato 235/40R17, grazie alla omologazione NAD 

Cerchi SuperturismoLM omologati per Ford Sierra Cosworth

Un nuova misura di cerchio arriva anche per la Sierra Cosworth con i cerchi Superturismo LM che con l’omologazione NAD è possibile installare nella misura 7,5×17” 4×108 ET 40 con un pneumatico associato 225/35 R17.
La meccanica della Sierra Cosworth garantiva adrenalina, prestazioni e guida di traverso, mentre l’estetica era caratterizzata dall’alettone a coda di balena che la fece soprannominare “pinnone”. Solo qualche anno più tardi, la Ford Escort Cosworth ne ha seguito le orme: bassa, larga, passaruota muscolosi e ancora una volta un mega alettone sul posteriore.

Queste ruote sono disponibili presso la rete vendita di OZ Racing.
OZ Racing – Tel. 049/9423001 – www.ozracing.com

L'articolo Cerchi in lega vintage 17″ Escort e Sierra Cosworth OZ proviene da ELABORARE.

Wheels Design Contest Alcar Elaborare

di redazione

Alcar-Elaborare-cerchio-primo-classificato

Progettare cerchi per auto dal disegno innovativo. E' quanto hanno realizzato 72 designers, con oltre 100 progetti di ruote nel contest organizzato dalla rivista ELABORARE insieme alla ALCAR.

Si è concluso da pochi giorni il grande Contest promosso da Alcar Italia ed il mensile specializzato Elaborare, dedicato alla progettazione di cerchi in lega per auto dal disegno innovativo. Dal mese di maggio dello scorso anno attraverso le pagine della rivista ed il suo frequentatissimo sito web www.elaborare.com, è stato veicolato il Contest che si è concluso il 31 dicembre con l’arrivo delle ultime proposte stilistiche: ha visto la partecipazione di 72 designers appassionati di auto sportive. In totale sono stati realizzati oltre 100 progetti originali, trasferiti su carta o su file dai concorrenti per valorizzare l’idea di un “cerchio ideale”, magari da mettere in produzione e commercializzare in tutto il mondo. Un sfida difficile da sostenere, considerando che l’industria di settore sforna ogni anno moltissimi cerchi in lega innovativi sia nella forma sia nelle soluzioni tecniche adottate per andare incontro ai gusti degli automobilisti nel mercato dell’aftermarket, ma agevolmente superata da quasi tutti i concorrenti del Contest, che hanno prodotto disegni fortemente ispirati ed, in alcuni casi, decisamente all’avanguardia. Alcar Contest | COME FUNZIONA - Scopri di più QUI Alcar Contest | CLASSIFICA - Primo classificato – Pasquale Orsolino di Bologna – ha modernizzato un classico multi razze degli anni ’90 introducendo un doppio cerchio interno di collegamento tra le razze stesse, con un look grintoso e adattabile a molte vetture sportive di ultima generazione. 1-Pasquale-OrsolinoAlcar-Elaborare-cerchio-primo-classificato

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Il cerchio di Antonio Bonacci di Decollatura (CZ), lineare e pulito nel design, è stato proposto in diverse varianti di colore, per una perfetta adattabilità alle nuove citycar dai colori sgargianti. Ha conquistato il secondo posto nel Contest. 2-Antonio-Bonacci

2-grey-whiteAlcar-Elaborare-cerchio-secondo-classificato-----------------

I due cerchi di Andrea Arcidiacono, residente a Briosco (MB) molto tecnici e bellissimi, sono ai piedi del podio, che avrebbero potuto scalare se la sporgenza delle razze fosse stata minore di quella proposta, considerando le tolleranze ammesse dal CDS nell’allargamento di carreggiata. Ma si tratta di disegni splendidi, che hanno ampiamente meritato il terzo posto nel Contest. 3-Andrea-ArcidiaconoAlcar-Elaborare-cerchio-terzo-classificato3-bDa notare che la classifica è stata redatta dalla Direzione del Reparto Progettazione&Design di ALCAR Austria, che dopo aver valutato tutti i progetti pervenuti in redazione ed inoltrati dall’Italia ha deciso di premiare i più meritevoli con un tour in Azienda di due giorni per il vincitore assoluto, un treno di cerchi in lega per il secondo classificato ed un navigatore Tom-Tom per il terzo. Alcar Italia | ELABORARE - Con questa iniziativa, che ha fatto sicuramente emergere la passione per le auto abbinata alla capacità di produrre disegni di alto livello da parte dei lettori di Elaborare, si consolida ulteriormente la partnership della rivista con Alcar Italia, filiale della famosa multinazionale produttrice dei cerchi con i marchi AEZ, Dotz, Dezent ed< Enzo, distribuiti e apprezzati in tutto il mondo per la qualità ed il design. Una partnership che proseguirà negli “Elaborare Days”, maxi raduni di auto sportive negli autodromi italiani (primo evento: Autodromo di Modena, 9 aprile) che vedrà le vetture dotate di cerchi Alcar protagoniste assolute in pista e nel paddock. Alcar Contest Elaborare 2017

Alcar Contest Wheels disegna una ruota

di redazione

Alcar Contest

Un contest "disegna un cerchio" con Elaborare ed Alcar. Alcar Italia, filiale italiana della multinazionale austriaca produttrice di ruote e produttore dei marchi cerchi in lega AEZ, DOTZ, DEZENT e ENZO, ha voluto insieme alla rivista Elaborare lanciare l'Alcar contest; un emozionante concorso che prevede da parte dei partecipanti la realizzazione di progetti di ruote in lega dal design originale ma possibilmente realizzabili. L‘iniziativa si propone di far avvicinare  giovani e appassionati a questo bellissimo e settore, facendone conoscere anche aspetti non proprio noti a tutti come quello della  realizzazione e produzione del cerchio in lega. Su Elaborare febbraio 2017 un estratto del Contest e le foto dei vincitori e quelle e i disegni più creativi e rappresentativi ricevuti in redazione.Alcar Contest Alcar Contest COME PARTECIPARE - Disegna un cerchio in lega dal design totalmente originale sul supporto che preferisci (carta, lucido, formato elettronico, ecc.) e spediscilo per posta o alla mail: alcarcontest@elaborare.org in formato digitale entro e non oltre il 30 dicembre 2016 Indica le tue generalità e i recapiti, allegando il file con il disegno del tuo cerchio ideale, una foto personale e - se posseduta - della tua vettura, indicandone marca/modello/ anno ed eventuali modifiche effettuate. In sede di valutazione verrà pertanto premiato non solo l’aspetto creativo ma anche la conoscenza tecnica del prodotto che deve rispettare  requisiti estetici e di sicurezza. I progetti verranno giudicati da una giuria formata da giornalisti della testata, dalla Direzione di Alcar Italia e dal suo Reparto R&D che sceglierà entro il 20 gennaio 2017 i tre migliori disegni pervenuti e che ne decreterà il vincitore assoluto. VIAGGIO IN GERMANIA - Il primo premio dei tre in palio prevede la visita alla sede Alcar Leichtmetallräder in Germania per conoscere la fabbrica nei suoi diversi processi di produzione. Precisamente Siegburg capoluogo del circondario del Rhein-Sieg-Kreis, situata sulla riva dei fiumi Sieg e Agger, è posta a 10 chilometri da Bonn e a 26 chilometri da Colonia.Siegburg Germania  

DS3 test con ruote Mak e pneumatici Yokohama

di redazione

DS3 test Mak e Yokohama

Sulla pista dell'Isam di Anagni, l'ottavo step di elaborazione sulla DS3 ha visto  il test con ruote MAK e pneumatici Yokohama insieme all'assetto regolabile Öhlins. Già con i Bilstein ci eravamo resi conto che occorrevano pneumatici dal profilo prestazionale più elevato, necessità divenuta impellente per tirare fuori il meglio dall’assetto Öhlins. Non volevamo un pneumatico semislick, ma uno sportivo abbastanza estremo. Alla nostra richiesta, lo staff di Yokohama Italia ci ha risposto inviando un treno di Advan Neova AD08. Lontano dai pregi e dai difetti di un semislick puro (di fatto omologato per uso stradale, ma da tenere in garage appena piovono due gocce d’acqua) è la risposta Yokohama a chi cerca un buon compromesso tra uso stradale sportivo e qualche capatina in pista. Per i cerchi, invece, la scelta è caduta sugli splendidi MAK Antibes 4 Black Mirror, la cui finitura nera lucida alternata all’alluminio satinato si sposa alla perfezione con il dualismo cromatico nero/giallo della DS3. Montaggio - Presso il nostro consueto punto d’installazione di fiducia, la Ferretti Gomme di Roma, abbiamo provveduto ad accoppiare cerchi e pneumatici. Una volta equilibrati, le ruote sono state installate sulla vettura e gonfiate alle pressioni previste dal libretto. (...) DS3 Test MAK Yokohama Hot Lap con Pierluigi Mancini - Queste gomme sono state provate in abbinamento all’assetto Öhlins. Già dalle prime curve ho potuto riscontrare l’eccellente trazione che sono in grado di assicurare. Ottima la tenuta della spalla anche in condizioni di impiego estreme. Forse è stata sbagliata la pressione di gonfiaggio, troppo alta all’avantreno: dopo il Time Attack, infatti, la temperatura dei battistrada anteriori era molto più elevata dei posteriori. (...) L'articolo completo con il test delle ruote Mak, pneumatici Yokohama e assetto regolabile Öhlins sulla DS3 è su Elaborare 214. ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI

Cover Elaborare 214

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