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Bollo auto legato alla CO2: ecco come stanno le cose

di Donato D'Ambrosi

Bollo auto esenzione

L’Italia non è sicuramente tra i Paesi più virtuosi sul controllo delle emissioni di CO2, NOx e particolato nell’aria e a dimostrazione di questo sono i ricorrenti blocchi al traffico e le ecotasse in varie forme. Dopo l’ecotassa sulle auto nuove che emettono da 161 g/km di CO2 si prospetta una nuova tornata di rincari dei costi fissi legati all’auto. Sarebbe però un colpo basso più per le auto a benzina che per le diesel.

PROTOCOLLO ARIA PULITA

La CO2 è ancora una volta al centro delle manovre politiche del Governo con il protocollo Aria Pulita firmato dal Presidente del Consiglio. Al patto – come riporta il Sole 24 Ore – hanno aderito i Ministeri Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, Salute con anche Regioni e Province. Che sarebbero gli enti più di tutti coinvolti qualora i tributi locali dovessero aumentare (ancora) sulla base delle emissioni di CO2.

IL DIESEL SAREBBE FAVORITO

Un protocollo che fa il paio con le dichiarazioni recenti del Ministro dell’ambiente Costa di voler elaborare una proposta legislativa per elaborare un criterio di bonus-malus anche sul bollo auto. Più in generale però l’intesa del Governo si basa sulla limitazione di mezzi più inquinanti per l’agricoltura, l’impiego di combustibili ad alta emissione di particolato e i riscaldamenti civili. Non è ancora chiaro se e come questi provvedimenti colpiranno anche l’auto. Ma provando a fare qualche previsione il diesel che di CO2 ne emette molta meno, ne uscirebbe meno colpito. L’Alfa Stelvio 2.2 diesel 210 cv – ad esempio – emette 127 g/km di CO2 contro i 167 g/km di CO2 della versione benzina 2.0 Turbo 200 cv.

IL BONUS-MALUS DEL BOLLO AUTO

A pensarci bene però il bollo auto prevede già un criterio di calcolo che si basa proprio su quanto è ecologica l’auto. Tutti sanno infatti che l’importo del bollo dipende strettamente da quanti kW sviluppa il motore (e quindi quanto emette a parità di classe antinquinamento) e dalla classe antiquinamento EuroX. Allora non si capirebbe perché ancora una volta si parla di tassa nella tassa. Diversa cosa invece sarebbe introdurre una tassazione a consumo, in modo analogo a come era concepita la Tassa di circolazione. Una proposta di cui si è parlato già in tempi meno recenti, e che ha scatenato le perplessità di chi l’auto la usa per lavoro e macina migliaia di km a settimana.

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Asstel: la 5G non è pericolosa. Insensata la richiesta di blocco

di Dario D'Elia
Asstel, l’associazione di categoria in area TLC di Confindustria, è stata costretta a difendere i progetti di sviluppo 5G dall’azione di alcuni parlamentari che ne hanno chiesto il blocco. Più fonti stampa hanno confermato il coinvolgimento di deputati del M5S e del Gruppo Misto. “Preso atto che Vodafone, dopo aver completato la sua fase sperimentale […]

FCA ritira la proposta a Renault: ecco perché

di Donato D'Ambrosi

FCA fa un passo indietro e si ritira ufficialmente dal tavolo delle trattative sulla fusione con Renault. Una decisione lampo che ha sorpreso sia il suo partner sia il Governo francese (detiene il 15% di Renault) che in queste ultime ore ha fatto la voce grossa. E a poche ore dall’annuncio del ritiro di FCA, sembrerebbe che proprio il pressing delle autorità francesi abbia raffreddato l’interesse del colosso italo-americano sull’alleanza con Renault.

Aggiornamento del 6 giugno 2019 con le dichiarazioni Renault.

L’ANNUNCIO DI FCA A RENAULT

Sembrava tutto deciso – anche se in via ufficiosa – per la fusione tra Renault ed FCA dopo i tavoli di trattative in cui i funzionari governativi francesi hanno imposto la loro linea. Ma dopo due riunioni senza una decisione e un terzo partner (Nissan) che reclamava rassicurazioni, la responsabilità del ripensamento di FCA si annuvola sugli indugi del Governo. Lo si legge nella nota ufficiale di FCA NV che ringraziando il board management Renault-Nissan-Mitsubishi, spiega pubblicamente: “FCA rimane fermamente convinta della convincente e razionale trasformazione di una proposta che è stato ampiamente apprezzato da quando è stato presentato, la struttura e le condizioni di ciò erano attentamente bilanciato per offrire sostanziali benefici a tutte le parti. Tuttavia è diventato chiaro che attualmente non esistono le condizioni politiche in Francia per procedere in tal modo con successo.”

LA REPLICA DI RENAULT

“Il Gruppo Renault esprime il suo rammarico per non poter approfondire la proposta di FCA (Fiat Chrysler Automobiles). Siamo grati a Nissan per l’approccio costruttivo adottato e desideriamo ringraziare FCA per gli sforzi compiuti nonché i membri del Consiglio di Amministrazione di Renault per la fiducia. Riteniamo che questa proposta sia opportuna, per il grande valore industriale e l’attrattiva finanziaria che comporta, creando un leader mondiale del settore automobilistico con sede in Europa. Questa offerta sottolinea altresì l’attrattiva che esercitano Renault e l’Alleanza”

I PALETTI DEL GOVERNO SULL’ALLEANZA

Difficile pensare che si tratti di un bluff per dare una sterzata alla rotta sulle trattative quindi, e un po’ c’era da aspettarselo considerando i paletti del Governo francese sulla fusione tra FCA e Renault. Il maggiore azionista del Costruttore francese ha infatti imposto che la sede operativa del futuro terzo gruppo più grande al mondo fosse in Francia (Parigi) oltre a occupazione e fabbriche. Inoltre il Gruppo nato dal valore di 35 miliardi di euro avrebbe avuto un Amministratore delegato in quota Renault e un membro del consiglio di amministrazione in quota Governo. Tuttavia secondo le dichiarazioni di un funzionario che ha scelto l’anonimato, è stata la lentezza a prendere una decisione in più sedute a raffreddare FCA.

I DUBBI DI NISSAN

Ufficialmente Renault non ha chiuso la porta ma i continui rinvii di una decisione per tranquillizzare anche Nissan probabilmente non hanno disteso le trattative. Nissan infatti, pur non essendo stata coinvolta nella fusione, è un partner Renault di lungo corso. E in quanto tale non ha nascosto attraverso sindacati e funzionari perplessità sulla distribuzione di costi e la condivisione delle tecnologie. Motivo che avrebbe portato il consiglio di amministrazione riunito due volte in poche ore ad un nulla di fatto e con il Ministro delle finanze francese diretto in oriente per discutere con i funzionari giapponesi. Due riunioni senza giungere a una decisione hanno spinto FCA ad alzarsi dal tavolo delle trattative, probabilmente proprio come avrebbe fatto Sergio Marchionne, da sempre sostenitore di grandi fusioni industriali. Ma questo ripensamento dimostra anche i Governi non dovrebbero dettare (e imporre) in modo diretto gli accordi finanziari ma partecipare alle trattative giocando un ruolo esterno.

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Polizia e Zecca dello Stato insieme per il contrasto ai reati informatici

di Dario D'Elia
Polizia di Stato e l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato oggi hanno siglato a Roma un accordo per “la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che hanno per oggetto i sistemi e i servizi informativi” di infrastrutture critiche di interesse nazionale. Il capo della Polizia Franco Gabrielli e l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico Paolo Aielli […]

“Manifesto per la Repubblica Digitale”: obiettivo alfabetizzazione

di Dario D'Elia
Il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Luca Attias oggi ha presentato il “Manifesto per la Repubblica Digitale“. In sede di Forum PA, la manifestazione nazionale dedicata al mondo della Pubblica Amministrazione, Attias ha ufficializzato il “documento rivolto a istituzioni e privati che fissa alcuni principi per diffondere consapevolezza e competenze con l’obiettivo dell’inclusione digitale”. […]

5G, il Governo destina 30 mln di euro alle “case delle tecnologie emergenti”

di Dario D'Elia
Il Governo ha previsto 30 milioni di euro di stanziamento per la “Casa delle tecnologie emergenti” e 15 milioni di euro per “progetti di ricerca e sviluppo” legati alla 5G. Sono questi alcuni degli elementi chiave del decreto 26 marzo 2019, pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, inerente il programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G […]

Dieselgate: anche Ford nel mirino delle autorità americane

di Redazione

C’è un nuovo indagato nel caso Dieselgate, lo scandalo sulle emissioni esploso negli Usa nel 2015. Si tratta di Ford, contro la quale un anno fa è stata presentata negli Stati Uniti una class-action. La Casa è stata accusata di aver manipolato i dati delle emissioni dei suoi veicoli. La giustizia americana sta ora indagando per far luce sull’accaduto. Lo fa in seguito a un avviso della stessa Casa statunitense alla Sec, la commissione di vigilanza dei mercati.

NON HA USATO SOFTWARE COME VW

Nel 2018 la class-action dello studio Hagens Bergman accusava Ford di aver installato un software modificato. Era in grado di falsificare i dati sulle emissioni sui propri veicoli in fase di test. In questo modo avrebbe ingannato le autorità americane e i clienti. Le indagini del Dipartimento di Giustizia americano partono da un’indagine interna avviata dalla stessa Ford a febbraio. La Casa dell’Ovale Blu sta quindi collaborando con la giustizia volontariamente. Lo testimonia il recente deposito di atti presso la Sec. L’azienda ha contattato autonomamente in febbraio sia l’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale, sia la Carb, il dipartimento delle risorse aeree della California. A quel punto sono iniziate le indagini.

PROBLEMI CON I MODELLI DI ANALISI

L’azione del Dipartimento di Giustizia segue quella autonoma di Ford. Già a settembre l’azienda si era accorta di errori nel funzionamento dei modelli di analisi usati nei processi di adeguamento alle normative. I problemi erano stati denunciati da alcuni dipendenti. Quindi il marchio aveva assunto una società esterna per far luce sulla questione. L’indagine interna si è concentrata principalmente sulle specifiche del carico su strada dei veicoli. Quest’ultimo viene stabilito da modelli matematici che vengono confrontati con i dati reali delle prove su strada. Il carico su strada definisce la resistenza specifica dei veicoli durante i test dinamometrici svolti per ottenere le certificazioni. Quindi, un errore nel modello di analisi dello stesso potrebbe avere pesanti conseguenze sui risultati.

CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI

Il vicepresidente Ford Kim Pittel, delegato alla sostenibilità, all’ambiente e alla sicurezza, ha commentato così la notizia. “Ora il nostro obiettivo è portare a termine le nostre indagini e collaborare con gli enti governativi e regolatori”. Dunque, la Casa statunitense non si sbilancia su quelle che potrebbero essere le conseguenze di queste nuove indagini. Ha dichiarato solamente di non poter garantire che non ci saranno effetti negativi rilevanti. Al momento, però, non ha specificato quali saranno e se verranno applicate delle sanzioni.

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A che età si va in pensione? Te lo dice Google Home (nel Regno Unito)

di Dario D'Elia
Verrà un giorno in cui probabilmente per ogni informazione riguardante la pubblica amministrazione o lo Stato domanderemo direttamente a smart speaker Google Home o Amazon Echo basati su interfacce vocali come Google Assistant e Alexa. Il tema non è “se” ma “quando” poiché l’implementazione è ormai alla portata di qualunque realtà strutturata, come conferma il […]

Perché il Bonus cultura 18App (da 500 euro) non include i PC?

di Dario D'Elia
Perché il Bonus Giovani 18app non include la possibilità di acquistare desktop PC o notebook? Se l’è domandato probabilmente anche Davide Rossi, Direttore Generale Aires – l’associazione italiana dei rivenditori. “I personal computer sono strumenti indispensabili per la diffusione della cultura, fondamentale che siano inseriti nel panel dei beni acquistabili”, ha dichiarato Rossi ieri durante […]

“Furbetti del cartellino” addio, presto la verifica biometrica nella PA

di Dario D'Elia
I dipendenti pubblici in futuro potrebbero essere costretti alla verifica biometrica per la registrazione presenze sul posto di lavoro. Ieri la Commissione Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei deputati ha approvato l’articolo 2 del DDL Concretezza che prevede appunto “sistemi di verifica biometrica dell’identità”, quindi eventuali strumenti di riconoscimento impronte o iride, per contrastare […]

5G, adesso il Governo ha il Golden Power per bloccare le forniture cinesi

di Dario D'Elia
Le reti 5G da oggi sono soggette al Golden Power, un potere speciale che consente al Governo di agire a tutela della difesa e sicurezza nazionale sulle infrastrutture strategiche – fra cui quelle di telecomunicazioni. Ieri con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 22/2019, dedicato per lo più al tema Brexit, è entrata […]

Huawei, il Governo pensa al bollino per le reti

di Filippo Vendrame

Il Governo italiano starebbe pensando ad una sorta di bollino per certificare la sicurezza e l’affidabilità di una rete. L’indiscrezione arriva dal Corriere delle Comunicazioni che evidenzia come l’attuale Governo starebbe valutando una sorta di certificazione per mettere in sicurezza le reti. Questo progetto sarebbe la diretta conseguenza del “caso” Huawei con gli americani che accusano l’azienda di essere occhi ed orecchie della Cina.

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Ruote auto: OK a omologazioni e vendita di in aftermarket

di redazione

OZ Racing ruote in lega omologazioni -01

Omologazioni e vendita di ruote sono finalmente una realtà! Il primo ottobre 2015 è infatti una data storica per il mercato del tuning in Italia, che mette fine ad un'attesa durata anni e anni. Dopo rinvii, polemiche a non finire, incontri in Motorizzazione tra produttori e dirigenti del Ministero delle Infrastrutture, il "Decreto Ruote" ora è legge. Nulla sarà come prima, considerando che senza la punzonatura NAD e il relativo numero di autorizzazione stampato sul bordo, non sarà più possibile commercializzare e installare ruote di vecchia fattura. Non basterà più l'omologazione ABE o quella TÜV, mentre per i soli cerchi di sostituzione sarà sufficiente l'omologazione UN/ECE n. 124. Una rivoluzione? Non proprio, visto che da diverso tempo alcuni grandi produttori (O.Z, MAK, Alcar, Fondmetal) si sono già messi in regola e hanno ottenuto la NAD su un gran numero di cerchi a catalogo. Con Assoruote, in effetti, hanno sostanzialmente contribuito alla stesura del D.M. 20, rimasto in gestazione per un paio d'anni, e oggi risultano certamente avvantaggiati nel mantenere le loro posizioni sul mercato. (...) OZ Racing ruote in lega omologazioni Che cosa è il D.M. 20 - Regolamenta un mercato in forte ribasso, ma consente finalmente d’installare sulla propria vettura cerchi e ruote di misura diversa rispetto a quelle indicate sul libretto di circolazione, senza richiedere il Nulla Osta della Casa automobilistica. L'articolo completo con le nuove norme sulle omologazioni e la vendita di ruote auto è su Elaborare 210. ABBONATI ad ELABORARE _link QUI (lo ricevi a casa velocemente!) ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI Cover-Elaborare-210
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