Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

PlayStation Plus vs Games With Gold gennaio 2019

di Massimo Costante

È stato un anno importante quello appena trascorso per il mondo dei videogiochi e questo 2019 non sarà da meno. Microsoft, Sony e Nintendo hanno ormai saturato un mercato che offre sempre il massimo su ogni piattaforma e in ogni genere, ma c’è una legge che rimarrà per sempre immutata: con l’avanzare della tecnologia vengono incrementate le possibilità di esplorare territori ancora inesplorati.

Anche se il debutto della prossima generazione di console è ancora lontano, PS5 e Xbox Scarlett stanno già facendo discutere intere community di appassionati, con congetture su probabili cross-play tra le due piattaforme e molto altro che non potrete mai perdere monitorando le nostre pagine di Game Division.

Come avrete visto nella precedente e ultima puntata di questa rubrica del 2018,  il verdetto annuale si è espresso con un incredibile pareggio dei due servizi in abbonamento, ma con l’anno nuovo si volta pagina e si sa che… chi ben incomincia è già a metà dell’opera. Chi avrà l’offerta migliore di questo freddo gennaio?

L'articolo PlayStation Plus vs Games With Gold gennaio 2019 proviene da Tom's Hardware.

Golden Globes 2019: tutti i vincitori e il trionfo per Bohemian Rhapsody

di Raffaele Giasi

Dopo la precedente edizione, ancora segnata dallo scandalo del #metoo che ha coinvolto tutta Hollywood, ed i cui echi sono ancora fortissimi su tutto lo show business, l’edizione 2019 dei Golden Globes si è svolta ieri sera all’insegna dell’integrazione, della parità dei diritti e, soprattutto, del politically correct.

Si dice spesso che i Golden Globes siano un’anticamera della notte degli Oscar, sia per la rosa dei papabili vincitori delle ambite statuette che per i temi che vengono normalmente affrontati. E in effetti è proprio citando la questione relativa i Tweet omofobi dell’attore Kevin Hart, vecchi di moltisismi anni, ma comunque costatigli la conduzione dei prossimi Oscar, che la serata ha preso il via tramite il tipico monologo ad opera dei presentatori –  quest’anno l’attrice Sandra Oh e il comico Adam Samberg. Ieri hanno scherzato sul fatto che fossero probabilmente gli unici due ad Hollywood a non aver ancora offeso nessuno (e dunque meritevoli di condurre la premiazione).

La stessa conduttrice si è poi portata a casa una statuetta come “Migliore Attrice in una serie drammatica” per il suo ruolo nel serial “Killing Eve”, arrivata in Italia lo scorso ottobre in esclusiva per TIMision, mentre il corrispettivo maschile del premio è andato all’attore Darren Criss per la sua straordinaria interpretazione in “L’assassinio di Gianni Versace”, titolo della seconda stagione dell’antologica “American Crime Story”.

Opening Monologue | The Golden Globe Awards

"You fools are all about to get ROASTED!" Andy Samberg & Sandra Oh's opening monologue was the perfect start to the Golden Globes.

Publiée par Golden Globes sur Dimanche 6 janvier 2019

Al di là delle battute, questa edizione si è contraddistinta per la volontà di trasmettere un messaggio di integrazione e di accoglienza, con una premiazione che ha messo in evidenza più che mai la complessità e la ricchezza del cinema afroamericano.

Curioso, ma forse non è un caso, che a vincere sia stato uno dei film più “politically correct” degli ultimi anni, ovvero quel Bohemian Rhapsody che ha consacrato l’istrionico trasformismo dell’attore Rami Malek, ai più noto per l’ottima interpretazione nel serial Mr. Robot, ed oggi acclamato come uno straordinario caratterista nei panni del genio musicale di Freddie Mercury. Il film per altro è stato premiato come “Miglior film drammatico”.

Rami Malek Wins Best Performance by an Actor in a Motion Picture | The Golden Globe Awards

Rami Malek wins Best Performance by an Actor in a Motion Picture for Bohemian Rhapsody at The Golden Globes. Watch his grateful and humbling acceptance speech here!

Publiée par Golden Globes sur Dimanche 6 janvier 2019

Malek, dunque, porta a casa anche la statuetta come “Miglior Attore in un film drammatico”, un premio che l’artista ha dedicato ai Queen, a Freddie e che ha certamente stupito molti dei presenti in sala, che davano per favorito un’altro film musicale, ovvero “A Star is Born”, con protagonista Lady Gaga e Bradley Cooper – che è comunque riuscito a portare a casa una statuetta, quella per la migliore canzone, “Shallow”, ritirato da Gaga e dal produttore Mark Ronson, insieme ad Anthony Rossomando e Andrew Wyatt. Visibilmente commossa, Lady Gaga ne ha approfittato per ricordare quanto sia difficile per una star della musica essere presa sul serio come attrice, dedicando il premio a Bradley Cooper, la cui sintonia sul set è stata espressa più e più volte dalla musicista, tanto da diventare un meme ben noto in rete. La canzone, per inciso, è questa:

Chiudendo il giro di boa relativo al mondo della musica, per il secondo anno di fila Justin Hurwitz si porta a casa la statuetta per la miglior colonna sonora.

Dopo il successo dello straordinario musical La La Land, Hurwitz surclassa sé stesso musicando First Man, film bellissimo e profondo che corona per la seconda volta la straordinaria collaborazione tra il compositore e il regista Damien Chazelle.

Grande commozione anche per l’attrice Glenn Close, al suo terzo Golden Globe, che si conferma una delle più amate star del cinema e della tv americana, portandosi a casa la statuetta di “Migliore Attrice in un film drammatico”

Glenn Close Reacts to Best Actress Win for The Wife

Glenn Close reacts to her #GoldenGlobes Best Actress win for her understated and "quiet" performance in The Wife!

Publiée par Golden Globes sur Dimanche 6 janvier 2019

Il premio per la la migliore commedia se l’è invece aggiudicato “Green Book” commedia di Peter Farrelly (più noto per la serie Scemo & più scemo) che intasca anche la statuetta per la migliore sceneggiatura.

Interpretato da Viggo Mortensen e lo straordinario talento di Mahershala Ali, prossimamente protagonista della terza, attesa, stagione di True detective, il film racconta la storia vera tra un buttafuori italoamericano ed un pianista afromaericano nel bel mezzo dell’America degli anni ’70.

Una storia di black humor, apertamente anti-razzista, che ha consacrato Ali anche come “Miglior attore non protagonista in un film”, evidenziando tutto il talento di un attore che, non a caso, si era già portato un Oscar a casa, sempre come “Miglior attore non protagonista”, grazie allo straordinario Moonlight, e diventando il primo attore musulmano ad essere consacrato alla storia del cinema americano.

Mahershala Ali's First Reaction After Winning at the 76th Golden Globe Awards

Mahershala Ali gives his first reaction to the HFPA after winning onstage at the #GoldenGlobes for Best Performance by an Actor in a Supporting Role in Any Motion Picture.

Publiée par Golden Globes sur Dimanche 6 janvier 2019

Migliore attrice non protagonista è invece l’attrice e regista Regina King, che si porta a casa l’ambito premio grazie alla sua interpretazione in “Se la strada potesse parlare”, confermando l’ottimo occhio di Barry Jenkins (regista di Moonlight per l’appunto) per la scelta del cast delle proprie pellicole.

Altro grande successo della serata, lo straordinario “Roma”, del doppio Premio Oscar Alfonso Cuaròn, che si porta a casa non solo la statuetta di “Miglior film in lingua straniera”, ma consacra anche Cuaròn con il premio per la migliore regia, come del resto aveva già fatto la critica sottolineando – come se servisse ribadirlo – quanto straordinario sia stato il lavoro del regista messicano, che per altro ha scelto di portare il film in sala solo brevemente, preferendo poi una distribuzione tramite Netflix dove, per altro, il film è già disponibile.

Grande emozione per i premi alla carriera, con la novità di quest’anno di un premio pensato per celebrare le star della televisione. E così se dal 1952 il premio alla carriera per i meriti al cinema è stato intitolato a Cecil B. DeMille, da quest’anno il medesimo premio ma relativo alla tv è dedicato a Carol Burnett, grande mattatrice della televisione americana già dal 1967 con il suo The Carol Burnett Show, e già inserita nel 1985 nella Television Hall of Fame.

Carol Burnett Award for Lifetime Achievement in Television | The Golden Globe Awards

Carol Burnett accepts a llifetime achievement award for her career in Television. Named in her honor, she takes the #GoldenGlobes stage to share words of inspiration and wisdom as she reflects on the weight of the moment, the medium, and the memories.

Publiée par Golden Globes sur Dimanche 6 janvier 2019

Il premio alla carriera cinematografica va invece al sempre straordinario Jeff Bridges, che ritirando il premio si è speso in un discorso emozionato e toccante, che ha piacevolmente impressionato il pubblico in sala e non solo. Vi lasciamo al video della premiazione dell’attore, che per altro a fine 2019 spegnerà le sue settanta candeline, per poi proporvi una lista completa dei premi con relativi vincitori.

Cecil B. DeMille Award | The Golden Globe Awards

Jeff Bridges receives the Cecil B. DeMille Award at The Golden Globes for his genre-spanning work in entertainment.

Publiée par Golden Globes sur Dimanche 6 janvier 2019

Miglior film drammatico
Bohemian Rhapsody

Miglior attore in un film drammatico
Rami Malek – Bohemian Rhapsody

Miglior attrice in un film drammatico
Glenn Close  – The Wife

Miglior film o commedia musicale
Green Book

Miglior attrice in una commedia o in un film musicale
Olivia Colman – La favorita

Miglior miniserie o film per la tv
L’assassinio di Gianni Versace

Miglior serie tv comedy
Il metodo Kominsky

Miglior attrice in una serie tv comedy
Rachel Brosnahan – The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior regista
Alfonso Cuarón – Roma

Miglior attore in una miniserie
Darren Criss – L’assassinio di Gianni Versace

Miglior film in lingua straniera
Roma

Miglior attore in un film musical o in una commedia
Christian Bale- Vice, L’uomo nell’ombra

Miglior sceneggiatura
Peter Farrelly, Nick Vallelonga, Brian Currie – Green Book

Miglior attore non protagonista in un film
Mahershala Ali – Green Book

Miglior attrice in una serie drammatica
Sandra Oh – Killing Eve

Miglior attrice non protagonista in un film
Regina King – Se la strada potesse parlare

Miglior canzone originale
Shallow – A Star Is Born

Miglior colonna sonora originale
Justin Hurwitz – First Man

Miglior attore non protagonista in limited series, serial tv e film per la tv
Ben Wishaw

Miglior serie tv drammatica
The Americans

Miglior attore in serie tv drammatica
Richard Madden – Bodyguard

Miglior cartoon
Spider-Man: Un nuovo universo

Miglior attore in serie tv musical o commedia
Michael Douglas – Il metodo Kominsky

L'articolo Golden Globes 2019: tutti i vincitori e il trionfo per Bohemian Rhapsody proviene da Tom's Hardware.

Xbox Games With Gold: ecco i giochi gratis di gennaio 2019

di Nicola Armondi

Come ogni mese, Major Nelson ci informa su quali saranno i giochi gratis in arrivo a gennaio 2019 con Games With Gold per i membri Xbox Live Gold. Due di questi saranno per Xbox One e due saranno per Xbox 360: ovviamente sarà possibile giocarli sull’ultima console di casa Microsoft grazie alla retrocompatibilità.

Su Xbox One, i membri Xbox Live Gold potranno scaricare Celeste senza costi aggiuntivi durante l’intero mese di gennaio. Inoltre, dal 16 gennaio al 15 febbraio avranno accesso al WRC 6 FIA World Rally Championship.

Su Xbox 360, a partire dal primo gennaio fino al 15, sarà disponibile Lara Croft e il Guardiano della Luce. Dal 16 gennaio fino alla fine del mese, invece, si potrà fare il download di Far Cry 2, sempre senza costi aggiuntivi. Diteci, cosa ne pensate dell’offerta del prossimo mese? È di vostro interesse?

Per poter giocare a questi quattro giochi, dovete possedere un’Xbox One, meglio ancora se in bundle con l’abbonamento Xbox Live Gold!

L'articolo Xbox Games With Gold: ecco i giochi gratis di gennaio 2019 proviene da Tom's Hardware.

Sunny Cove e una nuova roadmap, Intel svela il futuro dei suoi microprocessori

di Manolo De Agostini

Intel ha presentato una nuova roadmap in fatto di architetture x86 e annunciato la microarchitettura Sunny Cove nel corso dell’Architecture Day che si è tenuto a Santa Clara nelle scorse ore. Come noto, il dominio dell’azienda sul mercato dei chip si è sempre basato sulla duplice leadership sul fronte delle architetture e dei processi produttivi.

In poche parole, con il progredire delle architetture si passava a processi produttivi più avanzati, capaci di migliorare ulteriormente il quadro generale, soprattutto i consumi. Quell’approccio ha iniziato a prestare il fianco quando Intel ha incontrato evidenti problemi di messa a punto del suo processo produttivo a 10 nanometri.

Anziché portare sul mercato nuove architetture, l’azienda è stata costretta ad affidarsi ai 14 nanometri per ben quattro anni di fila, rifinendo costantemente il processo produttivo tramite versioni indicate da un “+”. Ogni nuova versione dei 14 nanometri ha permesso a Intel di aumentare le frequenze e così le prestazioni, passando da 4,2 a 5,1 GHz. Questi miglioramenti hanno garantito fino al 70% di prestazioni in più dal debutto dei 14 nanometri nel 2014 a oggi, ma l’assenza di una nuova microarchitettura, che solitamente migliora il throughput IPC (istruzioni per ciclo di clock) del processore, ha rallentato i progressi.

Dopo aver imparato una dura lezione, resa ancora più difficile da digerire dal ritorno alla competitività di AMD, Intel ha iniziato a progettare nuove architetture che possano essere realizzate con più processi produttivi. Questo le consentirà comunque di offrire soluzioni più avanzate anche se incontrerà ostacoli nel cammino volto a un costante rimpicciolimento dei transistor.

Sunny Cove è la prima microarchitettura che può essere usata su diversi processi produttivi, e anche se Intel ha dichiarato che il nuovo core debutterà con i 10 nanometri, non è certo che arriverà con i chip Ice Lake. In linea con le nuove specifiche di progettazione, Intel ci ha anche detto che selezionerà differenti processi produttivi per prodotti diversi in base alle necessità del segmento. È un approccio simili a quello dei produttori di terze parti TSMC e Globalfoundries, e significa che Intel può scegliere di usare Sunny Cove anche per processori a 14 nanometri.

Intel, la roadmap dei core x86

Intel di solito usa gli stessi nomi sia per le architetture che per i processori. Perciò i processori Skylake sono basati su architettura Skylake, i processori Kaby Lake su architettura Kaby Lake e così via. Quel vecchio paradigma è però destinato a cambiare ora che Intel ha scelto di disaccoppiare le proprie architetture dai prodotti finali. Di conseguenza ecco debuttare una nuova roadmap specifica per i core x86.

Intel ha presentato la nuova roadmap sia per la gamma Core che quella Atom. Come sempre la serie Core comprende chip ad alte prestazioni, mentre gli Atom servono il segmento a basso consumo. Sunny Cove debutterà nel 2019, offrendo maggiori prestazioni nei compiti single-thread, un nuovo instruction set architecture (ISA) e un progetto pensato per la scalabilità. Willow Cove seguirà con una migliorata gerarchia della cache, funzionalità di sicurezza e ottimizzazioni ai transistor. La microarchitettura Golden Cove debutterà nel 2021 garantendo ancora più prestazioni single-thread, prestazioni con carichi di intelligenza artificiale, miglioramenti legati al networking e nuove funzionalità di sicurezza. La gamma Atom riceverà miglioramenti a ritmi meno serrati, con Tremont che debutterà nel 2019 e Gracemont nel 2021. ‘Next’ Mont arriverà prima del 2023.

Intel ha in serbo miglioramenti prestazionali generali, ma vuole compiere progressi anche in quei casi d’uso specializzati come IA, crittografia e carichi di compressione e decompressione.

Ricordando Skylake

Prima di approfondire la nuova architettura Sunny Cove, Intel ci ha ricordato le fondamenta dell’architettura Skylake, alla base dei processori Skylake, Kaby Lake, Coffee Lake e Cascade Lake che ci hanno accompagnato negli ultimi anni – e in parte ci accompagneranno ancora. Il design (a sinistra) processa operazioni tramite due reservation stations (RS), gestire sette operazioni simultaneamente e spingerle verso integer (INT), vector (VEC), store data e address generation units (AGU).

Migliorare ogni livello della pipeline

La nuova microarchitettura Sunny Cove vede miglioramenti a ogni livello della pipeline. I passi avanti chiave al front end includono buffer più ampi per reorder, load e store, insieme a reservation stations più capienti. Ciò consente al processore di esaminare più in profondità l’insieme delle istruzioni in entrata per trovare operazioni indipendenti tra loro ma che possono essere eseguite simultaneamente. Le operazioni sono poi eseguite in parallelo per migliorare l’IPC.

Intel ha aumentato la cache dati L1 da 32 kb a 42 kb (+50%). Anche la cache L2 è più grande, ma la capacità è legata a ogni specifico tipo di prodotto – se il chip è destinato ai desktop oppure ai server, insomma. Intel ha inoltre espanso la micro-op cache (uop) e il translation lookaside buffer (TLB) di secondo livello.

Maggiore parallelismo

Un aspetto chiave per migliorare le prestazioni è aumentare il parallelismo. Ciò inizia con il buffer più profondo e le reservation station già descritte, ma richiede anche più execution unit per elaborare le operazioni.

Intel passa da un’allocazione four-wide a una five-wide per consentire alla porzione in-order della pipeline (front end) di alimentare la porzione out-of-order (back end) più rapidamente. Intel ha inoltre aumentato il numero di execution unit per gestire 10 operazioni per ciclo – dalle otto di Skylake. L’unità Store Data può ora processare due operazioni store data per ogni ciclo (in passato solo una). L’address generation unit (AGU) può ora inoltre gestire due load e due store per ogni ciclo. Questi miglioramenti sono necessari per pareggiare il bandwidth maggiore dalla cache L1 dati più capiente, che ora fa due letture e altrettante scritture ogni ciclo. Intel ha inoltre modificato il progetto dei sotto blocchi nelle execution unit per permettere il rimescolamento dei dati all’interno dei registri.

Più intelligente

Intel ha spiegato che aumentare la dimensione dei buffer e il numero di execution unit richiede una gestione algoritmica intelligente per avere un bilanciamento tra le prestazioni e i consumi. Tutto questo vuol dire in soldoni una maggiore precisione nella branch prediction e la riduzione della latenza sotto carico. L’effetto netto è un “rilevante” aumento dell’IPC. Intel non ha fornito valori specifici, ma ha promesso che condividerà maggiori informazioni con l’approssimarsi del debutto sul mercato.

Specializzazione

Intel ha inoltre progettato Sunny Cove per casi d’uso specifici come crittografia, IA e carichi di compressione / decompressione. L’azienda ha centrato questi obiettivi creando nuove istruzioni e funzionalità per migliorare le prestazioni.

Capacità di memoria in espansione

Intel ha aumentato anche la quantità di memoria che il processore può indirizzare, un aspetto fondamentale dato il suo obiettivo di aumentare la capacità di memoria con le DIMM Optane DC Persistent Memory. I veloci moduli di memoria Optane forniscono fino a 512 GB di memoria indirizzabile per DIMM, il che significa che la capacità di memoria “esploderà” non appena un maggior numero di datacenter adotterà la tecnologia.

Sunny Cove passa a una struttura di paging a 5 livelli – dai quattro delle architetture precedenti. Questo aumenta lo spazio d’indirizzamento virtuale fino a 57 bit e lo spazio d’indirizzamento fisico fino a 52 bit, il che significa che supporta fino a 4 petabyte di memoria, rispetto ai 64 TB di Skylake.

Il nuovo corso di Intel e “One API”

Sunny Cove è un progetto innovativo e sembra promettente, ma come sempre non conosceremo i veri benefici se non quando testeremo i processori in laboratorio. La nuova visione di Intel di disaccoppiare il progetto delle architetture dai processi produttivi è un passo avanti concreto che migliorerà la competitività dell’azienda in futuro. Di certo Intel non può permettersi un altro periodo di stagnazione come quello che abbiamo visto – e vediamo tuttora – nel passaggio dai 14 ai 10 nanometri.

I produttori di terze parti si sono dimostrati concorrenti formidabili per Intel. TSMC sta producendo a 7 nanometri, con il risultato che AMD, Apple, Qualcomm e Nvidia hanno o avranno presto chip a 7 nanometri. Queste aziende lavorano insieme a TSMC per portare i loro progetti sul mercato, il che significa che Intel non è in competizione con una sola azienda, ma con diversi colossi nella progettazione di chip.

Intel ha intenzione di sconfiggere i suoi rivali sfruttando la sua ampia gamma di prodotti, ma per farlo ha bisogno anche di una parte software molto robusta. Intel sta lavorando su “One API”, progettata per semplificare la programmazione per acceleratori di AI, GPU, CPU e FPGA. Il software segue la filosofia del “nessun transistor deve essere lasciato indietro” e, dato l’obiettivo, è fondamentale.

Il nuovo software metterà a disposizione librerie unificate che consentiranno alle applicazioni di spostarsi senza problemi tra i diversi tipi di hardware di casa Intel. In caso di successo, potrebbe essere un fattore chiave di differenziazione che altre aziende non saranno in grado di eguagliare, almeno non in maniera così vasta.

Ice Lake

Durante l’incontro Intel ha mostrato un chip Ice Lake per datacenter prodotto a 10 nanometri. Purtroppo l’azienda non ha voluto condividere alcun dettaglio.

L'articolo Sunny Cove e una nuova roadmap, Intel svela il futuro dei suoi microprocessori proviene da Tom's Hardware.

PlayStation Plus vs Games With Gold dicembre 2018

di Massimo Costante

Il 2018 è stato un anno davvero eccezionale per i videogiochi, con una moltitudine di novità, tanti giochi da scoprire e altrettanti da attendere. Gli abbonati dei servizi Sony e Microsoft hanno avuto un’ottima galleria di titoli con cui poter giocare in questi dodici mesi e dicembre chiude in bellezza la rassegna annuale.

Il mese scorso ci ha fatto assistere alla vittoria di Microsoft grazie alla presenza nei Games With Gold di Battlefield 1 e il primo indimenticabile Assassin’s Creed. Sony aveva presentato nella sua artiglieria una base altrettanto devastante con Yakuza Kiwami e Bulletstorm: Full Clip Edition… immaginate la difficoltà della nostra scelta.

È stato un anno piuttosto impegnativo per entrambe le due case produttrici, con esclusive, acquisizioni e preparativi per la prossima generazione di console che sembra ormai sotto gli occhi di tutti con una possibile PS5 e Xbox Scarlett. Eppure, i due competitor hanno dimostrato di voler dare sempre il meglio anche nei loro servizi in abbonamento di PlayStation Plus e Live Gold, con scontri mensili sempre più agguerriti. Ma chi è riuscito a dare il meglio in tutto l’anno?

Passando in rassegna tutti questi mesi con la nostra rubrica PlayStation Plus vs Games With Gold, abbiamo assistito a 4 vittorie della Instant Game Collection di Sony, mentre contiamo cinque vittorie per Games With Gold di Microsoft e due pareggi. La nostra rubrica si è dimostrata un valido indicatore per questo genere di servizi, monitorando mese dopo mese la qualità dei giochi offerti e, qualche volta, i frutti delle richieste di entrambe le community spesso accolte dalle due compagnie.

Manca ancora un mese per chiudere l’anno. Infatti, questo dicembre potrà decretare la supremazia di Microsoft – seppur di un solo punto di scarto – o consolidare quell’equilibrio che abbiamo visto nel corso dell’anno. Siete pronti a scoprire il vincitore del 2018 e, ovviamente, i giochi gratuiti di questo mese?

L'articolo PlayStation Plus vs Games With Gold dicembre 2018 proviene da Tom's Hardware.

PlayStation Plus vs Games With Gold novembre 2018

di Massimo Costante

Il mese di novembre ha segnato l’arrivo delle piogge, dei pomeriggi e di quelle serate da passare a casa al caldo…in compagnia della nostra console preferita. E cosa c’è di meglio di un bel po’ di giochi gratis? Se siete iscritti a PlayStation Plus o a Live Gold è giunto il momento di scoprire quali sono i giochi migliori.

Nel mese precedente abbiamo assistito al pareggio dei due contendenti, ma quando ci si ferma o si arretra, nella nostra rubrica abbiamo imparato che uno dei due concorrenti sta prendendo la rincorsa. In ogni caso, il pari merito non è sinonimo di scarsa qualità, quindi se non avete ancora scaricato i titoli del mese precedente dove segnaliamo Friday the 13th: The Game per il mondo PlayStation, e il grande Hitman: Blood Money per Xbox, affrettatevi prima di tuffarvi nelle nuove sfide che vi sono state riservate per questo mese.

Adesso fuoco alle polveri e vediamo cosa ci aspetta…

L'articolo PlayStation Plus vs Games With Gold novembre 2018 proviene da Tom's Hardware.

40 anni di Goldrake, un gran anniversario a Lucca Comics & Games!

di Francesco Caputo

Sono passati esattamente quarant’anni dalla prima messa in onda di Ufo Robot Goldrake. Dopo tutti questi anni siamo ancora a omaggiare uno degli anime che ha ottenuto più successo in Italia, nonostante alcuni scontri con genitori preoccupati.

L’ascesa di questo personaggio è stata coadiuvata dalla commercializzazione di moltissimi di giocattoli e accessori per la scuola. Al momento sono in vendita le raccolte che racchiudono tutti gli episodi della serie.

Lame rotanti, alabarda spaziale!

La domanda che echeggia nelle menti di molti appassionati è la seguente: perché proprio Goldrake ha riscosso un successo del genere? A distanza di anni, però, è possibile capire quali sono stati le principali caratteristiche che hanno appunto permesso a questa personaggio di raggiungere risultati così positivi.

Fra tutti troviamo l’aspetto principe degli anime, rappresentato dalla lotta continua tra il bene e il male. Rispetto ad altre produzioni inoltre, gli sceneggiatori di Goldrake si sono soffermati sulla caratterizzazione dei nemici, donandogli loro dei “sentimenti umani”. Quest’ultima particolarità ha permesso a Goldrake di avvicinarsi sempre più al pubblico del tempo.

L’impatto mediatico, inoltre, divenne così crescente grazie alla sua trama spaziale, consentendo alle vecchie generazione di adolescenti di sognare l’ignoto e, forse, sempre nuovi traguardi da raggiungere.

La storia di Goldrake si scontrò con il giudizio e le perplessità degli adulti del tempo perché non riuscivano a concepire questa opera giapponese. Stando alle testimonianze, le motivazioni erano apparentemente semplici perché i genitori temevano che i propri figli potessero replicare la violenza in pubblico.

L’evento a Lucca Comics & Games

Durante la prestigiosa manifestazione toscana – chiamata Lucca Comics and Games – gli organizzatori hanno voluto omaggiare il quarantesimo anniversario di Goldrake con un evento dedicato a questo personaggio.

Per l’occasione è stato invitato Maurizio Natalini che, in un incontro dalla durata di un ora e mezzo circa, ha ripercorso la storia televisiva del robot creato da Go Nagai attraverso video, immagini e racconti.

Il percorso intrapreso nella Cappella Guinigi di Lucca permetteva di conoscere alcuni segreti di questo grande mito. Si trattava appunto di un evento più che raro per i veri appassionati di questo iconico mito della storia dell’animazione giapponese. Quali ricordi custodite di Goldrake?

Se siete interessati, potete acquistare Ufo Robot Goldrake #01 a un prezzo speciale! Cosa aspettate?

L'articolo 40 anni di Goldrake, un gran anniversario a Lucca Comics & Games! proviene da Tom's Hardware.

❌