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San Valentino in Giappone: la festa del cioccolato

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Dopo aver approfondito le usanze del Natale in Giappone, eccoci al momento più romantico dell’anno: San Valentino. Esiste anche nel Paese del Sol Levante? Ovviamente sì, ma come è prevedibile si festeggia diversamente. Niente fiori o regali: solo cioccolato, e solo dalle ragazze verso i ragazzi. E per aumentare la pioggia di cioccolato che cade […]

Maruimichi, l’artista giapponese che fonde cibo e surrealismo

di Valentina Testa
Maruimichi non è un’artista di fama mondiale, né una personalità che a breve toccherà il nostro Paese con un’esposizione personale. Maruimichi è una di quegli artisti, illustratori, disegnatori che riempiono il web di bellezza. Con più di 13.600 follower, l’illustratrice giapponese condivide sul suo profilo Twitter le sue creazioni sempre nuove ma tutte dal gusto surrealista, che abbiano o […]

La Leggenda dei Cinque Anelli – il gioco di ruolo: la recensione

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La Leggenda dei Cinque Anelli – Il Gioco di Ruolo è un GDR carta e penna edito da Fantasy Flight Games e pubblicato in Italia da Need Games!. Si tratta della quinta edizione del gioco di ruolo legato a questo brand, in precedenza pubblicato da Alderac Entertainment Group, ma come vedremo, di fatto ci troviamo […]

Henshin, la recensione del manga sulla cultura giapponese

di Giovanni Arestia
BAO Publishing è sempre stata molto vicina al fumetto nipponico decidendo di privilegiare la qualità alla quantità e Henshin è il primo esempio della nuova collana Aiken. Si tratta, infatti, di una collana di tre opere che viene aperta da questa raccolta di storie realizzata da Ken Niimura, celebre per essere il disegnatore di I […]

Il Giappone pensa già al 6G: in arrivo entro il 2030?

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Mentre i produttori di smartphone lavorano per aumentare i prodotti compatibili con il 5G, qualcuno guarda già oltre e immagina una possibile tecnologia ancora più avanzata. Sanae Takaichi, la ministra degli Interni e delle Comunicazioni del Giappone, ha dichiarato che il 6G potrebbe arrivare già nel 2030. Un piano sicuramente ottimistico, considerando anche che il […]

Subaru Impreza WRX elaborata 317 CV con preparazione

di redazione

Questa Subaru Impreza WRX è stata elaborata con 317 CV grazie alla preparazione tuning del tuner GMC Racing.

Subaru Impreza WRX tuning carrozzeria

Non sono poi così vistose le modifiche estetiche della Subaru Impreza WRX del 1998, se escludiamo il paraurti anteriore della versione VTR Limited Rally 22B del 1999 con apertura per l’aspirazione e l’enorme presa d’aria al centro del cofano motore, l’altro aspetto che si nota forse meno è la verniciatura delle minigonne e degli specchi nel classico azzurro metallizzato originale del modello.

Spiccano anche le ruote in lega Fondmetal Evo Corse da 17” con canale da 7,5”, che allargano quanto basta la carreggiata, equipaggiate con i non meglio identificati pneumatici Orion made in Serbia nella misura 215/40 R17.

Subaru Impreza WRX - posteriore
Subaru Impreza WRX – posteriore

Subaru Impreza WRX tuning motore

Il cuore della preparazione dell’Impreza WRX è tutto nel propulsore: il 4 cilindri boxer sovralimentato di 2.000 cc, oggetto di una rivisitazione completa da parte di GMC Racing. Innanzitutto la cilindrata è elevata a 2.122 cc modificando sia l’alesaggio (92,5 mm) che la corsa (79 mm), realizzando un albero motore speciale dal pieno e utilizzando bielle ad H rovesciata con bronzine trimetalliche ACL e pistoni stampati con canne in ghisa L.A.Sleave.

La lavorazione delle testate consiste nella lucidatura e raccordatura dei condotti, nell’adozione di valvole Supertech maggiorate di 1 mm e nell’utilizzo di guarnizioni forzate, serrando teste, banco e bielle con bulloni speciali ARP. L’alimentazione è a due bancate in parallelo, con collettori della Impreza STI e turbina TD04 maggiorata anch’essa della STI, presa d’aria dell’aspirazione nel paraurti e filtro a pannello in carbonio. La pompa elettrica della benzina è una Aeromotive 340, mentre la pompa dell’olio è una Spec-C.

Subaru Impreza WRX - motore
Subaru Impreza WRX – motore

Scheda tecnica tuning Subaru Impreza WRX

  • Estetica
  • Presa d’aria dinamica in vetroresina sul cofano
  • Paraurti anteriore del modello Rally Limited 22B con prese d’aria aspirazione
  • Verniciatura minigonne in tinta
  • Interni
  • Volante a calice con personalizzazione nome
  • Motore
  • Incremento cilindrata a 2.122 cc (alesaggio 92,5 mm e corsa 79 mm)
  • Albero motore ricavato dal pieno
  • Bielle ad H rovesciata
  • Bronzine trimetalliche ACL
  • Pistoni stampati
  • Canne L.A.Sleave in ghisa
  • Assi a camme riprofilati
  • Valvole aspirazione e scarico Supertech + 1 mm
  • Molle valvola Supertech
  • Lavorazione testate (lucidatura e raccordatura condotti)
  • Bulloni teste e banco ARP
  • Alimentazione con 2 bancate in parallelo
  • Aspirazione con filtro a pannello in carbonio
  • Pompa benzina Aeromotive 340 lt
  • Turbo TD04 maggiorato di derivazione Impreza STI
  • Intercoler Impreza STI con raffreddamento esterno ad acqua e serbatoio da 56 litri nel baule
  • Pompa olio Spec-C
  • Collettori di scarico GMC Racing con wastegate esterna 38 MVS
  • Scarico in acciaio da 63,5 mm con 1 terminale silenziato
  • Elettronica modificata con regolazione centralina e controllo parametri attraverso FC Commander sul cruscotto
  • Trasmissione
  • Volano di derivazione Impreza STI
  • Frizione monodisco in acciaio con spingidisco rinforzato
  • Cambio a 6 marce della STI
  • Trazione integrale permanente con differenziale autobloccante STi
  • Assetto
  • Retrotreno multilink di derivazione Impreza STI
  • Ammortizzatori ST regolabili
  • Molle e barre della STI
  • Barra duomi GMC in titanio a 3 punti di ancoraggio
  • Barra duomi posteriore GMC in titanio a 2 punti di ancoraggio
  • Freni
  • Dischi anteriori Brembo d. 320 mm con pinze a 4 pompanti
  • Dischi posteriori Impreza STi
  • Ruote
  • Cerchi in lega Fondmetal Evo Corse 7,5Jx17”
  • Pneumatici 215/40 R17

Cerca la Subaru Impreza nell’usato su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Subaru Impreza WRX by GMC Racing è su Elaborare 256.

Subaru Impreza WRX - Elaborare 256
Subaru Impreza WRX – Elaborare 256

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Cover Elaborare n. 256 Gennaio 2020
Cover Elaborare n. 256 Gennaio 2020

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Captain Tsubasa compie 40 anni e lancia la rivista ufficiale di Holly e Benji!

di Roberto Tavecchia
Captain Tsubasa è inarrestabile, e partita dopo partita continua a segnare goal nel cuore dei fan giapponesi, al punto da essersi addirittura guadagnato in concomitanza all’anniversario dei suoi 40 anni, una rivista ufficiale dedicata che approfondirà ogni aspetto del ricco mondo calcistico creato da Yoichi Takahashi. Grazie al suo recente remake animato, Holly e Benji […]

Days of Wonder annuncia una Alexa Skill pensata per il gioco Ticket to Ride

di Silvio Colombini
Se c’è un metro oggettivo per stabilire il successo di un prodotto questo è sicuramente la sua capacità di trascendere il suo ambiente originale e riversarsi in luoghi e mezzi completamente nuovi o persino impensabili al momento della sua progettazione. Non stupisce quindi la notizia che questo destino sia toccato ad uno dei giochi che […]

Le migliori auto del 2019: troppi problemi ai diesel in Giappone

di Donato D'Ambrosi

La qualità delle auto migliora costantemente anche se tra le migliori auto del 2019 le marche e i modelli migliori non si distinguono per i motori diesel, le trasmissioni o la connettività. Dalla classifica 2019 di JD Power i problemi alle motorizzazioni a gasolio non passano inosservate, nonostante la maggiore diffusione di auto a idrogeno e ibride a benzina. In testa alle auto migliori del 2019 c’è Lexus con 42 problemi ogni 100 auto vendute in Giappone. Ecco quali sono le auto migliori per marca e segmento secondo la classifica 2019.

LE AUTO MIGLIORI HANNO MENO PROBLEMI DI CONNETTIVITA’

I problemi di connettività dei sistemi infotainment sono presi molto seriamente in Giappone, dove dal 2018 ad oggi sono aumentati su gran parte dei modelli venduti. Anche i problemi di avaria alle trasmissioni e ai sistemi di post trattamento dei gas di scarico sono stati al centro delle lamentele dei clienti delle Case in Giappone. Per valutare le migliori auto del 2019 JD Power ha intervistato come di consueto, poco meno di 21 mila proprietari di nuove auto. Tutte le auto dovevano essere in possesso fa almeno 36-57 mesi e per ognuna sono stati valutati i reclami fatti al Costruttore negli ultimi 12 mesi. L’affidabilità complessiva delle migliori auto si basa su una valutazione di 177 problemi specifici. In media la connettività è stata percepita dai clienti come un fattore importante della qualità, “anche se non sempre è legata alla qualità reale dell’auto” spiega Atsushi Kawahashi, Senior Director della divisione Automotive di JD Power.

LE MARCHE GIAPPONESI IN TESTA ALLE AUTO MIGLIORI

Le migliori auto del 2019 per Marca, sulla base delle valutazioni nelle 8 categorie vedono in testa solo Lexus e Toyota confermano la loro posizione rispetto all’anno precedente. Secondo JD Power infatti l’affidabilità complessiva delle auto in Giappone migliora lentamente. Solo 10 Marche hanno mantenuto la continuità nei progressi della qualità percepita dai clienti. Globalmente i problemi relativi a motore e cambio sono in minori rispetto al 2018 (10,7 ogni 100 auto invece di 11,8 PP100) ma aumentano da 18,5 a 24PP100 i problemi ai motori diesel.

I MODELLI DI AUTO MIGLIORI PER SEGMENTO IN GIAPPONE

Tra le auto migliori del 2019 per segmento, nessuna appartiene a un Costruttore straniero: Audi, nella classifica è all’8^ posto con 82 problemi ogni 100 auto (la media è 72PP100). La minicar (o Keycar) più diffusa in Giappone che si distingue è la Suzuki Lapin. Tra le auto migliori compatte, la Toyota Passo ha il punteggio più alto (ma bisogna considerare che è la gemella della Daihatsu Boon). Tra le migliori auto medie del 2019 in Giappone, troviamo anche un modello noto e diffuso in Europa: la Toyota Prius. In testa alle auto preferite dai giapponesi per la qualità c’è anche la Honda Freed, un minivan per il mercato locale che troverebbe ben pochi estimatori sul mercato europeo.

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Toyota più sicure con pedoni: l’auto impedirà le partenze involontarie

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota decide di mettere letteralmente un freno agli incidenti che coinvolgono i pedoni. Il colosso giapponese ha annunciato l’arrivo di una nuova funzione che eviterà i sinistri causati dalla confusione tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno. In questo modo se un pedone, o un ostacolo inanimato, si trova davanti al veicolo mentre il conducente schiaccia il pedale sbagliato, l’auto non si sposterà di un millimetro. L’innovazione dovrebbe raggiungere tutta la gamma globale di Toyota ed i primi modelli che ne saranno provvisti arriveranno entro la fine dell’anno. Si partirà dalle Toyota Prius ed Aqua, molto popolari tra i conducenti anziani. L’azienda afferma che il nuovo acceleratore intelligente, oltre ad evitare incidenti con pedoni e ostacoli sventerà minacce anche ai danni dei ciclisti. Vediamo come funziona e quali sono i vantaggi di questa soluzione.

NUOVA FUNZIONALITÀ

Toyota ha in programma l’introduzione di una nuova funzionalità volta a prevenire incidenti causati da scambi involontari tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno. La tecnologia impedirà una risposta del motore in caso di errore umano o nel caso in cui ci sia una persona davanti al veicolo. In questo modo si eviterà un’accelerazione improvvisa dalla natura imprevista e pericolosa. Secondo le fonti che riportano la notizia il dispositivo potrebbe essere introdotto prima della fine dell’anno anche su veicoli che sono già stati venduti ai clienti. Va detto infatti che sono ad oggi disponibili sul mercato dispositivi di sicurezza retrofit. Anche questi sono in grado di impedire un’accelerazione involontaria dell’auto se questa è causata dalla pressione del pedale sbagliato. Nei fatti, però, molti funzionano solo quando i sensori rilevano un ostacolo come un muro o un’altra automobile che procede nella direzione in cui il veicolo sta viaggiando.

SICUREZZA AL CENTRO

La nuova funzione di Toyota rallenterà gradualmente il veicolo quando l’acceleratore viene premuto improvvisamente anche se non ci sono ostacoli fisici davanti all’auto. L’assistente arriverà per prima sui modelli ibridi Prius e Aqua, che sono molto popolari tra i conducenti anziani, per poi raggiungere tutta la gamma. Se tecnicamente non è difficile immaginare un meccanismo che riduce la velocità in tutti questi casi, molti costruttori hanno preferito lasciar stare. Alcuni temono che non si abbia una risposta pronta nel caso in cui sia necessaria una rapida accelerazione, come nei cambi di corsia. Come detto Toyota offrirà il sistema anche in retrofit per le vetture già in possesso dei suoi clienti e per questo pensa ad un prezzo competitivo. Il marchio giapponese vuole così evitare i numerosi incidenti dovuti a questo tipo di distrazioni e frequenti tra gli anziani.

IL RISCHIO INCIDENTI

Secondo Toyota la sua tecnologia sarà funzionale anche per prevenire incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti. La decisione del brand potrebbe spingere altri produttori a fare una scelta simile. Del resto il mese scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti giapponese, ha chiesto a Toyota e ad altre sette case automobilistiche, di intervenire sulla questione. L’improvvisa accelerazione causata dalla pressione involontaria dell’acceleratore avrebbe causato 17 incidenti su un totale di 149. Protagonisti dei sinistri conducenti di età pari o superiore ai 75 anni. Va detto che per le Autorità giapponesi si tratta di numeri preoccupanti perché riguardano il solo periodo da gennaio a giugno di quest’anno. Insomma a conti fatti l’11% degli impatti avvenuti negli ultimi sei mesi è attribuibile ad errori tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno.

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Toyota: le auto connesse prevedono la manutenzione stradale negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota presenta gli sviluppi delle sue auto connesse. Le vetture in strada comunicheranno i dati raccolti da videocamere e sensori alle autorità locali che potranno fare interventi mirati di manutenzione. Grazie alle informazioni dalla strada sarà possibile agire in modo preciso e tempestivo per ripristinare le condizioni di sicurezza del manto stradale. Per Toyota questa nuova tecnologia permetterà anche alle piccole amministrazioni territori di far quadrare i bilanci tenendo sempre al centro la sicurezza degli utenti della strada. Il risultato sarà presto tangibile nei termini di un minor numero di incidenti e conseguenti benefici sui tempi di percorrenza. Questo tipo di sistemi sfrutta i vantaggi delle connessioni dati ultraveloci che aumentano il numero dei dati scambiabili tagliando i tempi necessari all’operazione. Diamo uno sguardo ai dettagli dei piani Toyota per l’auto connessa.

SICUREZZA E MANUTENZIONE

Toyota Mobility Foundation ha deciso di lavorare insieme con la città di Akaiwa, la prefettura di Okayama e la Okayama University ad una conferenza sulle auto connesse. Si tratterà di una occasione importante per discutere sui vantaggi di queste tecnologie che avranno risvolti positivi anche sulla manutenzione delle strade. Attualmente le amministrazioni locali di tutto il mondo individuano i tratti che necessitano della manutenzione stradale sulla base delle osservazioni raccolte nel pattugliamento del territorio. Eppure il buono stato delle strade è determinante per la sicurezza prevenendo gli incidenti e garantendo via di fuga efficaci in caso di calamità naturali. Di recente alcune di queste hanno causato danni alle infrastrutture in Giappone mettendo a dura prova i limitati budget locali. Le tecnologie Toyota legate all’auto connessa aiuteranno il governo dei territori ad accedere a dati ed immagini raccolte dalle videocamere dei veicoli per avere informazioni sulle condizioni delle arterie di collegamento.

OCCHIO AL TERRITORIO

La presenza di risorse finanziarie limitate, unita alle calamità naturali, impedisce alla maggior parte dei decisori di tutto il mondo di prestare la dovuta attenzione alla manutenzione delle infrastrutture. Come detto queste limitazioni finanziarie stanno per essere superate grazie alla tecnologia. In occasione della conferenza di Akaiwa City, Toyota presenterà sviluppo di un nuovo ecosistema sostenibile e a basso costo per la manutenzione delle strade. La svolta sarà possibile grazie alla combinazione e allo scambio dei dati provenienti delle auto connesse con quelli ottenuti dalle videocamere degli stessi. In questo modo si ridurrano i tempi di individuazione e, conseguentemente, di risoluzione dei problemi delle infrastrutture stradali. Attualmente, sono identificabili solo i dissesti del fondo stradale ma presto dovrebbero essere riconoscibili anche ulteriori problemi come alberi caduti e segnali stradali danneggiati. Insomma non uno ma molti occhi vigili a controllo della sicurezza del territorio.

GLI SVILUPPI

Secondo Toyota questi dispositivi tech porteranno vantaggi, oltre che alla sicurezza del traffico, anche ai tempi di percorrenza riducendo la congestioni. Raccogliere immagini dalle videocamere installate sui veicoli sarà solo il primo passo. Per Toyota sarà presto possibile collezionare anche i dati provenienti dalle infrastrutture esistenti come ponti, impianti idraulici e fognature. La Toyota Mobility Foundation opera dal 2014 per sostenere lo sviluppo di una società più mobile e connessa. La Fondazione mira a supportare sistemi di mobilità che coniughino lo sguardo a tecnologia, sicurezza e ambiente. In questa direzione lavora con università, Governi, organizzazioni senza scopo di lucro per affrontare problemi e sfide in tutto il mondo. Ecco allora che si guarda all’auto connessa ed autonoma ma anche al trasporto urbano e alle nuove forme di mobilità personale.

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Honda S2000 elaborata 267 CV con preparazione Autech

di redazione

La Honda S2000 elaborata con 267 CV dal tuner Autech è una preparazione made in Salento e si rivela un’auto straordinaria con un motore eccezionale. Splendida da guidare, la Honda S2000 by Autech ha un carattere così spiccato che non guasta anche l’elaborazione estetica, che da ferma può apparire un po’ sopra le righe, ma che al momento giusto serve a caratterizzare una vettura fantastica elaborata con arte e maestria.

Honda S2000 elaborata

Per descrivere la preparazione del prodigioso Honda F20C occorrerebbe un intero numero di Elaborare. La finalità dell’elaborazione era quella di realizzare un motore potentissimo, ma affidabile e fruibile su strada, con un’erogazione corposa per una guida divertente e redditizia anche senza doverlo “scannare” sempre in zona rossa. Il monoblocco di serie è stato rincamiciato con canne Darton in acciaio, in grado di conferire maggiore robustezza ai cilindri.

All’interno di esse scorrono pistoni stampati, realizzati su specifiche del preparatore, connessi a bielle Carrillo Pro H. L’albero motore è rimasto quello di serie, microlucidato ed equilibrato insieme al volano Toda e al complessivo frizione rinforzato. Il tutto è montato su bronzine ACL. La testata, che poggia su una guarnizione rinforzata Tomei, è lavorata in ogni parte (condotti e camere di scoppio) e ottimizzata con l’ausilio del banco prova flussi.

Honda S2000 elaborata 267 CV con preparazione Autech

Honda S2000 modificata

Sulla Honda S2000 modificata il comparto sospensioni, studiato e messo a punto dal proprietario Christian, annovera l’ottimo binomio tra coilover Öhlins Road & Track e boccole rinforzate Powerflex. Quello che per tanti sarebbe un punto di arrivo, per questa S2000 invece è solo la partenza: troviamo infatti le barre duomi anteriore DC e posteriore Cusco, tutte le barre di rinforzo inferiori del telaio, il kit regolazione camber anteriore/posteriore, le barre antirollio da 30 mm Tanabe e numerosi altri dettagli per trasformare la ciclistica di questa vettura in qualcosa di veramente unico.

Honda S2000 tuning

Sulla Honda S2000 con tuning Autech l’abitacolo ha ricevuto numerose “chicche”, tra cui il volante staccabile, molti componenti in carbonio e cubicati nonché l’indispensabile strumentazione aggiuntiva per monitorare i parametri vitali del mostruoso F20C.

Scheda tuning Honda S2000 by Autech

Motore-cambio 16.000€
Monoblocco reincamiciato con Darton dry sleeve by Autech
Pistoni forgiati realizzati su progetto Autech
Bielle Carrillo Pro-H
Albero motore microlucidato ed equilibrato
Bronzine ACL
Guarnizione testa Tomei
Prigionieri testa ARP
Corpi farfallati TWM 52 mm con tromboncini in carbonio
Flauto iniettori e regolatore pressione benzina TWM
Plenum artigianale in VTR
Guarnizione testa/corpi farfallati Hondata
Testata e camere di scoppio lavorate
Alberi a camme Spec B Toda Racing
Molle valvole Toda Racing
Pulegge regolabili Toda Racing
Tendi catena distribuzione Ballade
Piattelli molle valvole in titanio Skunk2
Guidavalvola in bronzo
Valvole di scarico Inconel Supertech
Valvole di aspirazione black nitride Supertech
Collettori di scarico Toda Racing Torque Kun
Impianto di scarico in titanio Litespec
Airbox Mugen
Candele NGK iridium
Volano alleggerito Toda Racing
Frizione Spec Stage 3
Pompa benzina Walbro 255lph
Paratia coppa olio artigianale
Kit pulegge servizi alleggerite
Vaschetta liquido radiatore/vapori olio “dual” integrata Schumck
Termoswitch e termostatica Spoon
Radiatore olio Mocal
Radiatore acqua Mishimoto
Tubazioni radiatore in silicone
Pompa frizione Omnipower
Distanziali semiassi differenziale
Olio motore Motul V300
Olio differenziale Motul
Liquido refrigerante Motul
Olio cambio Honda MTF
Short shifter
Coppia conica 4.44 JS Racing

Elettronica – Strumentazione 2.200€
Centralina motore AEM gen1, mappatura al banco by Autech
Wideband AEM
Serial data stream gauge AEM
Strumento temp. gas di scarico AEM
Strumento temp. olio
Strumento pressione olio
Strumento temp. acqua
Strumento pressione benzina

Sospensioni-Telaio 7.800€
Ammortizzatori Öhlins Road & Track
Kit Silentblock Powerflex
Collari rigidi supporti motore
Collari rigidi supporti differenziale
Ammortizzatore motore
Barra duomi anteriore in titanio DC Sport
X-brace inferiore anteriore Whiteline
Lower bar-sub frame Cusco
Barra duomi posteriore superiore Cusco
Barra inferiore posteriore Ultraracing
Barra inferiore anteriore Cusco
Bracci inferiori posteriore camber regolabili
Front camber joint anteriore superiore regolabile
Front camber joint inferiore
Barre di torsione 30 mm Tanabe
Rigid collar Spoon
Rack rigid bushing Spoon
Ball socket rear /front regolabili
Distanziali anteriori 1,8 cm
Distanziali posteriori
Cerchi OZ Alleggerita 17”
Pneumatici Kumho KU36

Freni 2.000€
Pinze freni anteriori Brembo monoblocco
Dischi anteriori 315 mm CTF su campana in ergal Project Mu
Dischi posteriori 330 mm Ballade
Pastiglie freno anteriori HC + Project Mu
Pastiglie freno posteriori Racing 777 Project Mu
Tubazione freni in kevlar Frentubo
Tubazioni raffreddamento freni
“Brake stopper” pompa freni
Olio freni Motul RBF 660

Allestimento Esterni e Interni 4.000€
Cofano ant. in carbonio con prese d’aria
Cofano posteriore in carbonio
Estrattore posteriore Voltex replica
Specchietti in carbonio Desmofra@libero.it
Side skirt in carbonio
Alettone in carbonio
Paraurti anteriore replica Mugen
Splitter anteriore in carbonio
Winglet anteriori Password JDM
Parafanghi anteriori replica ASM
Overfender Voltex
Maniglie porte in carbonio
Sterzo in carbonio
Sgancio rapido sterzo D1 spec
Consolle centrale in carbonio
Pomello cambio in carbonio
Fari angel eyes
Cubicatura plastiche interne effetto carbonio by Carrozzeria Stefedercar – Surbo (LE)

Honda S2000 elaborata 267 CV con preparazione Autech

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L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti dell’Honda S2000 by Autech è su Elaborare 251.

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Mazda MX-5 NA elaborata 346 CV con preparazione Autech

di redazione

La Mazda MX-5 NA elaborata con 346 CV è una preparazione del tuner Autech che ha avuto un trapianto di motore e cambio, aumento di cubatura e aggiunta della sovralimentazione, oltre all’assetto Ohlins e freni a 6 pompanti, il tutto made in Salento!

Mazda MX-5 NA elaborata

Non sarebbe una preparazione con il punto esclamativo se di fronte ad un tale lavoro sul propulsore non si fosse messo mano anche ad assetto e freni. Il primo è stato semplicemente rivoluzionato con ammortizzatori Öhlins e barre antirollio in primis, contornate da silentblock, barre inferiori telaio e kit duomi (tutto Ultraracing).

Si tratta di un upgrade studiato per massimizzare l’efficienza e con componenti di altissimo livello, che dimostrano ulteriormente quanto studiare un assetto ad hoc sia più importante che spremere altri 20 o 30 CV dal motore, completamente inutili se non sai come scaricarli a terra e tenere la macchina incollata all’asfalto.

Mazda MX-5 NA elaborata 346 CV con preparazione Autech

Mazda MX-5 NA modificata

Sulla Mazda MX-5 NA by Autech è impossibile non accorgersi di rollbar parziale, strumentazione aggiuntiva sulla plancia, volante Nardi e sedili Sparco, ma queste sono solo alcune “chicche” presenti a bordo… mi incuriosiscono non poco i due switch che impostano le mappature del motore.

Scheda tuning Mazda MX-5 NA by Autech

Motore-cambio 18.000€
Swap motore Mazda NB 1.8L con variatore di fase
Pistoni forgiati realizzati su progetto Autech
Bielle forgiate Crower billet I beam
Albero motore microlucidato ed equilibrato
Bronzine ACL
Pompa olio stage 2 Boundary eng.
Guarnizione testa MLS
Prigionieri testa ARP
Valvole di scarico inconel
Guidavalvola in bronzo
Molle valvola Eibach
Condotti testa e camere di scoppio lavorate
Kit turbo BorgWarner EFR6258
Impianto di scarico inox artigianale da 76 mm
Kit intercooler artigianale con massa radiante top feed e giro tubi corto
Aspirazione artigianale con filtro K&N
Paratie coppa olio artigianali
Frizione Clutchmasters FX350
Radiatore olio
Radiatore acqua Mishimoto dual row
Ventole Spal
Iniettori Bosch EV14 525 cc
Pompa benzina DW 265 con impianto elettrico dedicato
Regolatore pressione benzina Fuelab
Cinghia distribuzione Gates in kevlar
Cambio Miata NB 6 marce
Differenziale posteriore con conica 3,6:1 autobloccante OSGiken e supporti rigidi
Supporti motore durezza media
Olio motore Motul 300V

ELETTRONICA – STRUMENTAZIONE 2.200€
Centralina motore Adaptronic, mappatura al banco by Autech con 4 livelli di boost, benzina 95 ottani
Strumento temp. olio Depo
Strumento pressione olio Depo
Strumento pressione turbo Depo
Batteria Gel Odissey

SOSPENSIONI-TELAIO 6.000€
Ammortizzatori Öhlins
Barre antirollio Ultraracing
Kit Silentblock
Kit completo barre inferiori telaio Ultraracing
Barre duomi ant. e post. Ultraracing
Rollbar parziale
Barre laterali abitacolo
Cerchi Rays Gram Light 15”
Pneumatici 225/50 R15 semislick

FRENI 2.000€
Kit anteriore Wilwood 6 pistoncini
Pinze posteriori Miata NB 1.8
Dischi posteriori Pmu
Pastiglie anteriori Carbotech XP10
Pastiglie posteriori Ferodo
Tubi aeronautici
Tubazioni raffreddamento freni
Olio freni Castrol SRF

ALLESTIMENTO ESTERNI ED INTERNI 1.500€
Overfender anteriori e posteriori
Minigonne laterali in VTR
Minigonna anteriore
Paraurti posteriore accorciato
Stripping interni
Cofano posteriore in VTR
Volante Nardi deepcorn
Sgancio rapido D1 spec
Sedili Sparco REV
Cinture 4 punti Toora
Prese aria vano motore integrate a fanaleria

Mazda MX-5 NA elaborata 346 CV con preparazione Autech

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I 4 Paesi dove si investe di più per produrre auto migliori

di Donato D'Ambrosi

Per comprendere quanto sia importante il settore automotive in Europa basta guardare agli investimenti che i Paesi fanno in diversi settori. Quello delle auto è tra gli ingranaggi più grandi che in Europa muovono l’economia. La Cina che begli ultimi anni ha imposto accordi con le Case costruttrici per poter produrre in Cina è molto lontana dai 57,4 miliardi che investe l’Europa. Ma ha un ritmo di crescita che supera Giappone e USA. Ecco quali sono i Paesi che fanno più ricerca e sviluppo nel settore automotive e dove invece investono più soldi per l’innovazione industriale.

QUANTO SI SPENDE NEL MONDO PER L’R&D AUTOMOTIVE

Dal più recente report dell’ACEA (Associazione Europea Costruttori di Auto) le case automobilistiche e i fornitori europei hanno aumentato gli investimenti in R&D del +6,7%, raggiungendo il massimo storico di 57,4 miliardi nel 2017. Questo rende il settore automobilistico responsabile del 28% della spesa totale dell’UE per la ricerca e lo sviluppo. Gli investimenti nell’innovazione automotive è più lenta in Giappone (-1,1% rispetto al 2016) e negli USA (-9,2% rispetto al 2016). Poi c’è la Cina che seppur al di sotto dei 10 miliardi di euro, 5,7 per l’esattezza, ha messo in atto quasi la stessa crescita dell’Europa (+5,9%). Bisogna anche dire però che negli USA ci sono tantissime Startup, molte più che in Italia, che si concentrano sull’IT e l’IoT, oltre che lo sviluppo hardware e software per la guida autonoma.

I PAESI CHE INVESTONO DI PIU’ E IN COSA

I diversi Paesi di riferimento però differenziano gli investimenti in settori strategici che per l’Europa e il Giappone sono sicuramente l’Automotive. Lo si intuisce anche dal numero di brevetti depositati. Mentre gli USA investono molto su Biotecnologie e Industrie farmaceutiche; Hardware; Software. C’è un segnale che tra le righe non va sottovalutato, oltre alla crescita degli investimenti nel settore automotive della Cina, che riguarda la quota generica “Altre industrie” come si vede nel grafico qui sopra. L’Europa dal suo canto ha i tecnici, progettisti e inventori più brillanti di tutti: oltre la metà dei brevetti automotive sono in Europa!

LA GERMANIA IN TESTA PER NUMERO DI BREVETTI

Il 53% dei brevetti depositati in ambito automotive nel 2018 sono europei, circa il doppio rispetto al Giappone (27,6%) e circa 5 volte quelli USA (11,9%). La Cina che negli ultimi anni ha dato ampie dimostrazioni di saper prendere spunti dalla concorrenza occidentale si ferma ad appena 1,8%. Secondo l’Ufficio Europeo dei Brevetti, la Germania è in assoluto il Paese europeo più attivo (2988 brevetti depositati), seguita da Francia (980), Svezia (444), Italia (403) e Regno Unito (340).

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Monet: i Costruttori giapponesi si alleano sulla guida autonoma

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota riunisce tutti i costruttori auto giapponesi attorno al suo progetto a guida autonoma. Il brand ha comunicato che Daihatsu, Isuzu, Mazda, Subaru e Suzuki hanno aderito alla sua joint-venture Monet Tecnologies. Il peso all’interno della compagine vede prevalere Toyota e Softbank che detengono una quota di circa il 35% ciascuno. Staccati, e di molto, gli altri brand dell’auto che si limitano a controllare un 2% ciascuno del progetto a guida autonoma. Gli esperti ritengono che la piattaforma driveless Monet si basi sul concept Toyota e-Palette che aveva esordito nel 2018 al CES di Las Vegas. L’idea sarebbe quella di un mezzo per la mobilità condivisa che permetta di coniugare il trasporto di persone e quello di cose. La notizia della joint-venture tutta al giapponese arriva nel momento in cui 11 costruttori automotive annunciano di voler unire le forze. I dettagli.

UNITI SI VINCE

Lo scorso ottobre, Toyota e SoftBank hanno annunciato la creazione di una joint venture denominata Monet Technologies. Il progetto cerca di combinare l’uso dei big data e l’auto a guida autonoma con l’intento di creare un nuovo ecosistema di mobilità. Monet si concretizza in grande stile. Cinque case automobilistiche giapponesi decidono di puntare sul progetto affiancando Toyota e SoftBank. Il gruppo comprende Daihatsu, Isuzu, Mazda, Subaru e Suzuki. Ciascuna società investirà circa 57 milioni di yen, l’equivalente di 530.000 dollari. Il nuovo assetto societario prevede che ciascuna casa automobilistica riceverà in cambio una partecipazione al 2% nella società. Da parte loro SoftBank e Toyota hanno entrambi una quota del 35% nel progetto a guida autonoma. La restante quota del 20%, è divisa tra due OEM giapponesi. Si tratta di Honda e Hino, una sussidiaria Toyota, che da marzo hanno ciascuna il 10%.

LE QUOTE

L’obiettivo di Monet è quello di costruire un’auto a guida autonoma da impiegare in diversi ambiti dal trasporto di persone alla logistica. In concreto il gruppo giapponese vuole sfidare i big del settore come Lyft e Uber offrendo la mobilità driveless al grande pubblico. Gli analisti ritengono che lo sviluppo di Monet sia in fase avanzata. La joint-venture potrebbe utilizzare un veicolo simile al concept di e-Palette che Toyota ha mostrato al CES 2018. Monet fa base in Giappone, ma spera di espandersi in altri paesi a partire dal 2020. La solidità del progetto è confermata dal fatto che alcune delle aziende coinvolte hanno già operato insieme in passato. Toyota, Mazda, Subaru e Suzuki sono già legate, a vario titolo, da accordi di ricerca e sviluppo. Subaru, per esempio, co-svilupperà una nuova piattaforma per veicoli elettrici con Toyota, mentre Mazda e Toyota stanno collaborando ad una joint-venture negli Stati Uniti.

LE SFIDE

Mentre in Giappone si uniscono le forze per la guida autonoma i marchi occidentali non restano a guardare. Continuano le ricerche globali sull’auto senza conducente e ben 11 protagonisti della corsa hanno annunciano un accordo di collaborazione. Da oggi Aptiv, Audi, Baidu, BMW, Continental, Daimler, Fiat Chrysler Automobiles, Here, Infineon, Intel e Volkswagen lavoreranno insieme. Questi marchi hanno messo nero su bianco i loro obiettivi nel campo della guida autonoma in un vero e proprio manifesto di intenti. Il testo, intitolato “Safety First for Automated Driving”, descrive i principi che guideranno lo sviluppo comune. I marchi lavoreranno insieme al collaudo e alla convalida di veicoli autonomi sicuri. Anche in questo caso tra i grandi assenti ci sono Uber, Waymo, Cruise e Tesla che scelgono di chiamarsi fuori e proseguire per la loro strada.

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La tecnologia Bridgestone previene i terremoti a Tokyo 2020

di Donato D'Ambrosi

Secondo alcune statistiche in Giappone si verificano ogni anno almeno 2 tra i più potenti terremoti su 5 nel mondo. Gli abitanti sono ormai abituati a questi fenomeni naturali, ma chi viene dall’estero no. Ecco perché in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020, Bridgestone ha sviluppato un sistema pneumatico per la sicurezza di chi parteciperà ai giochi. Ecco come funzionano e come sono fatti i cuscinetti di sicurezza Bridgestone che prevengono i danni da terremoti.

PAROLA D’ORDINE, DIVERSIFICARE

Si sa che i più grandi Costruttori di pneumatici hanno una certa attitudine a diversificare i loro core business. E’ così per Michelin, ad esempio, e lo rende ancora più evidente Continental che spazia dall’elettronica ai sensori in modo molto flessibile. Lo stesso accade per Bridgestone che da diversi anni sviluppa soluzioni di isolamento dal suolo. La tecnologia di isolamento sismico è stata utilizzata per tutte le nuove strutture permanenti i Giochi Olimpici e Paralimpici durante Tokyo 2020.

COEM SONO FATTI I CUSCINETTI ANTISISMICI IN GOMMA

Ma come può un cuscinetto sostenere il peso ciclopico di una struttura enorme così come gli pneumatici sostengono il peso dell’auto? I cuscinetti di isolamento sismico sono supporti strutturali flessibili che isolano dal terreno, contribuendo a ridurre la diffusione dello shock sismico e quindi la possibilità di danni in caso di terremoto. Le dimensioni sono comprese tra 60 e 180 cm di diametro e nelle ultime due strutture in fase di completamento saranno installati nel tetto anziché nelle fondamenta. Bridgestone spiega la necessità di questa soluzione perché contribuisce a ridurre il peso esercitato sugli elementi strutturali di supporto del tetto”.

I CUSCINETTI SVILUPPATI DA BRIDGESTONE PER TOKYO 2020

Bridgestone sviluppa e produce sistemi di isolamento sismico in Giappone dal 1984 ma sono utilizzati in diverse strutture sia in Giappone sia fuori. Non a caso ne sono dotati i monumenti storici come la Tokyo Station e il Los Angeles City Hall. La tecnologia antisismica Bridgestone è applicata anche a strutture che gestiscono le emergenze, edifici governativi, ospedali, strutture commerciali e complessi residenziali. Riguardo ai cuscinetti, le cui immagini diffuse da Bridgestone sono state autorizzate dal Bureau of Olympic and Paralympic Games Tokyo 2020 Preparation, sono fatti in base alle applicazioni in gomma naturale contenuta tra piastre di acciaio; in gomma-piombo dove al centro del cuscinetto c’è un connettore di piombo; in gomma scorrevoli elastici su basi costruite con PTFE e Acciaio inossidabile.

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Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

di redazione

Supra reloaded

La Toyota GR Supra elaborata con 340 CV è una preparazione realizzata dal tuner Gazoo Racing, una vettura che è un mito a livello mondiale giunta ora alla V serie e che, grazie al reparto corse Gazoo Racing, vanta ora 340 CV, 500 Nm e un assetto giusto. Dimenticate, quindi, l’imponente Supra degli anni ’90: questa non è stata concepita come un revival di quei tempi ormai lontani, né avrebbe potuto esserlo; piuttosto vuole incarnare la pura essenza di una coupé sportiva dal passo corto, agile, precisa e divertente da guidare.

Toyota Supra elaborata

Sulla Toyota GR Supra V serie come nella quarta generazione, anche se in maniera più contenuta, la forma del cockpit confluisce verso il basso mentre l’head-up display, i quadranti e i paddle sul volante sono immediatamente fruibili dal conducente. Il display multi-informazioni ad alta definizione da 8,8” inserito nel cruscotto è chiaramente visibile dietro il volante rivestito in pelle, con il quadrante tridimensionale del contagiri e quello del cambio collocati centralmente come sulle monoposto. Al centro del cruscotto spicca il display multimediale touch screen che consente al guidatore di accedere a tutte le informazioni riguardanti la macchina.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

Toyota Supra modificata

Come sulla Z4, la consolle centrale della Toyota GR Supra separa chiaramente il lato guida da quello passeggero. I sedili in pelle neri della sportiva giapponese sono caratterizzati da un design molto sportivo e avvolgente con imbottiture laterali che si adatta a tutte le condizioni di guida. I fari adattivi impiegano la tecnologia a LED così come per le luci di coda e per quelle di marcia diurna. I retrovisori (all’esterno e all’interno) sono tutti auto-oscuranti. La vettura è anche dotata di telecamera posteriore e tergicristalli con sensore pioggia. Il bagagliaio ha una capacità massima di 290 litri ampliabile, grazie ad un pannello mobile posizionato sul retro dell’abitacolo.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

Toyota Supra tuning

Sotto al cofano la Toyota GR Supra non ha subìto interventi di tuning ed è rimasta invariata la combinazione del propulsore turbo twin-scroll 6 cilindri in linea che eroga 340 CV e 500 Nm di coppia massima. Questo è abbinato all’iniezione diretta e fasatura variabile delle valvole, in grado di assicurare un livello di coppia ottimale e ridurre al minimo le vibrazioni. Anche se il motore è stato preso in prestito da BMW.

Sulla nuova Toyota GR Supra l’impianto frenante realizzato dal Team Gazoo Racing vanta potenti pinze Brembo a 4 pompanti che spiccano dietro i cerchi in lega da 19”, avvolti da pneumatici Michelin Pilot Super Sport ad alto potere aderente.

Toyota GR Supra elaborata 340 CV con preparazione Gazoo Racing

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Nissan Skyline GT-S R34 preparazione con guida a sinistra by Franco Alosa

di redazione

La preparazione di questa auto speciale Nissan Skyline GT-S R34 con guida a sinistra è stata curata dal tuner specialista Franco Alosa. Il fortunato proprietario di questa meravigliosa sportiva giapponese era inizialmente partito dall’idea di realizzare una BMW M3 E30 turbo; poi, su consiglio del tecnico toscano, ha cambiato progetto e si è lanciato in una di quelle avventure che entrano di diritto nella storia delle preparazioni italiane.

Nissan Skyline GT-S R34 elaborata

La base della Nissan Skyline GT-S R34 elaborata è una Skyline GT-S con motore RB25 a sei cilindri singolo turbo. Franco Alosa è riuscito a elaborare e omologare una Nissan Skyline GT-S R34 che nasceva con guida a destra, trasformandola in guida a sinistra. La presentazione della vettura è avvenuta a Firenze il 28 settembre 2018 durante una serata di beneficenza, organizzata dallo stesso Franco Alosa, per raccogliere fondi da destinare all’associazione The Precious Hands che sta provvedendo alla costruzione di un ospedale in Togo. La Nissan Skyline R34 preparata con guida a sinistra, esposta al pubblico per la prima volta durante questo evento, ha catturato subito l’attenzione degli appassionati.

Nissan Skyline GT-S R34 preparazione by Alosa con guida a sinistra - motore

Nissan Skyline GT-S R34 modificata

Sulla Nissan Skyline GT-S R34 modificata, oltre ad aver spostato il piantone dello sterzo e la pedaliera a sinistra, l’elaborazione ha visto il cruscotto è stato completamente ricostruito e rivestito in Alcantara, tanto da sembrare un’auto uscita così dalla fabbrica. Il propulsore ha subito un potenziamento: ora il sei cilindri RB25 turbo, con le preziose cure del tuner toscano, raggiunge 690 CV. Chi lo conosce sa benissimo che, come base di partenza, non ha nulla a che fare con l’ultraprestazionale e robusto RB26.

Nissan Skyline GT-S R34 preparazione by Alosa con guida a sinistra - gruppo cerchio

Nissan Skyline GT-S R34 tuning

Alosa ha dovuto effettuare un immane lavoro di irrobustimento del basamento per riuscire a garantire la giusta affidabilità a fronte di una potenza di almeno 250 CV oltre il limite strutturale di un RB25 standard. Per tenere a bada tutta la cavalleria della Nissan Skyline GT-S R34 con guida a sinistra, il tuner fiorentino Franco Alosa ha montato dei freni carboceramici di origine Lamborghini con pinze anteriori a 6 pompanti, i cerchi sono dei Vossen da 20″ con pneumatici Michelin Pilot Super Sport e l’assetto è griffato Öhlins.
Info: Franco Alosa Tel. 055/300348

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BMW M2 Widebody by Z-Perfomance top car elaborazione 370 CV

di redazione

La BMW M2 Widebody by Z-Perfomance è una sportiva grintosa, una “bomba” fatta apposta per gli amanti della guida sportiva senza compromessi e con pochi problemi di portafoglio! Un’auto che, da quando è uscita tre anni fa, è diventata uno dei sogni proibiti dei “bimmer” e non solo, ai quali mai sarebbe venuto in mente di estremizzarne il look con una veste color pistacchio pallido e parafanghi widebody rivettati.

BMW M2 Widebody by Z-Perfomance elaborata

La BMW M2 Widebody by Z-Perfomance elaborata ha un allestimento estetico non firmato dal tuner nipponico noto per il look estremo delle proprie realizzazioni, ma è una sorta di imitazione messa in pratica da Zacoe Pereformance. Il kit, totalmente realizzato in carbonio, è composto di otto elementi inerenti i parafanghi anteriori e posteriori, allargati e rivettati in pieno stile Liberty Walk. Ad essi si aggiungono altri componenti relativi a labbro sottoparaurti frontale, minigonne sottoporta, cover specchietti, diffusore posteriore in tre pezzi e alettone di coda.

BMW M2 Widebody by Z-Perfomance modificata

Per rendere almeno più sonora sulla BMW M2 Widebody by Z-Perfomance modificata la voce del 6 cilindri 3 litri turbo da 370 CV ospitato nel vano anteriore si è montato un sistema di scarico Remus cat-back, coadiuvato da un catalizzatore sportivo HJS Motorsport. Altre modifiche al comparto meccanico hanno riguardato l’impiego di un assetto sportivo totalmente regolabile Lowertec HiLOW, mentre i pneumatici adottati sono dei Toyo Proxes Sport nelle misure 265/30 ZR20 all’avantreno e 325/25 ZR20 al retrotreno.

Scheda tuning BMW M2 Widebody by Z-Performance
Motore: sistema di scarico cat-back Remus, catalizzatore sportivo HJS Motorsport a 200 celle

Ruote: Z-Performance “ZP.Forged 6 Super Deep Concave”, ant. 10,5jx20” ET15, post. 12,5jx20” ET11, pneumatici Toyo Proxes Sport ant. 265/30 ZR20, post. 325/25 ZR20

Corpo vettura Esterno: Kit estetico widebody in carbonio Zacoe Performance, wrapping totale verde pistacchio. Interno: finiture e dettagli in carbonio e alcantara, display supplementare da gara

Sospensioni: assetto regolabile Lowertec HiLOW

Prezzo: N.D

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BMW M2 Widebody by Z-Perfomance top car elaborazione 370 CV


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Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team

di redazione

Il test drive sulla pista di Franciacorta a bordo della Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team e guidata dalla 23enne pilota Elena Zaniol è pronta a gareggiare nel Campionato Drift a colpi di traversi, attacchi, twin drift e gomme fumanti!

Nissan 350Z elaborata

Con i suoi 350 CV la Nissan 350Z elaborata dal tuner Daba Drift Team è un progetto entry-level per il drift, dunque con la preparazione base per andare di traverso in sicurezza. In questo senso, anche il propulsore non ha subìto modifiche incredibili. Sostanzialmente il preparatore ha rimappato la centralina, sostituito il radiatore con uno di dimensioni maggiorate e inserito una coppa dell’olio più grande.

Nissan 350Z modificata

I lavori sul cambio originale a sei marce della Nissan 350Z modificata sono stati i più consistenti, soprattutto a livello della frizione. Il volano, infatti, è alleggerito, gli spingidisco sono rinforzati e la stessa frizione è in carboceramica. L’impianto frenante è quello standard per questa versione del 2006 che proviene dal Giappone, ossia Brembo a 4 pistoncini davanti e due dietro. Ovviamente, per evidenti ragioni che riguardano il drift, il freno a mano ora è idraulico a leva lunga. Infine si è proceduto ad eliminare il catalizzatore dallo scarico.

Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team


Scheda intervento tuning Nissan 350Z

Motore
Rimappatura centralina Daba Drift Team
Coppa olio maggiorata
Radiatore maggiorato
Volano frizione alleggerito
Frizione carboceramica
Spingidisco rinforzati
Differenziale autobloccante a 3 vie Tomei
Scarico senza catalizzatore artigianale
Freno a mano idraulico Tecno2

Set-up
Assetto regolabile a ghiera artigianale
Braccetti sospensioni Driftworks
Cerchi da 18” Volk

Pneumatici
Infinity A 225/40 R18
Infinity P 235/40 R18

Interni
Roll-bar Girola
Sedili e cinture a sei punti HRX
Volante racing

Costo totale intervento tuning 20.000 Euro

Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team

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