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Come vi avevamo anticipato in quello che era il primo capitolo di serie dedicata al Re dei Kaiju, i mostri giapponesi, eccoci nuovamente  a parlare del successo generato da Godzilla film del 1954 con protagonista l’omonimo rettile gigante spara raggi atomici, dei suoi tanti nemici, delle sue battaglie e della sua trasformazione da mostro distruttore […]

Japan Art: Takashi Murakami tra Pop Art e Superflat

di Valentina Testa
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I doni di Edo – Koichi Masahara: La recensione

di Daniele Rea
La Bao Publishing è una casa editrice che nel giro di pochi anni, si è guadagnata un posto di rilievo nell’editoria italiana grazie ad catalogo che punta alla qualità e che scommette su autori giovani e talentuosi. Da Aprile del 2019 Bao ha lanciato il marchio Aiken, dedicato ai manga, e proprio in questa collana […]

Haha No Hi, la Festa della Mamma in Giappone

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Dopo aver visto come festeggiano i giapponesi il giorno di Natale, e come celebrano la giornata degli innamorati, San Valentino, è il momento di scoprire cosa fanno per la Festa della Mamma. L’origine della festa in Giappone La seconda domenica di maggio, in Giappone, così come in Italia e in molti altri Paesi del mondo, si […]

Ghibli Museum: un tour virtuale per sbirciare all’interno del museo giapponese

di Rossana Barbagallo
Ghibli Museum, il museo dedicato alle opere del celebre Studio Ghibli, apre le porte ai fan con i suoi tour virtuali, finché la struttura è chiusa al pubblico a causa dell’attuale emergenza sanitaria. Il Ghibli Museum è un luogo magico in cui l’immaginario dei film realizzati dallo Studio Ghibli prende forma, dando vita alle ambientazioni […]

Japan Art: Miki Katoh, l’artista giapponese che fonde estetica orientale e linguaggio occidentale

di Valentina Testa
Miki Katoh è un’artista e illustratrice giapponese di Saitama che ha studiato presso la Joshibi University of Art and Design e che crea delle meravigliose opere in cui rielabora l’arte tradizionale nipponica in chiave contemporanea. La passione di Katoh per le xilografie ukiyo-e del periodo Edo, che l’artista considera un ideale di bellezza immortale, è nata proprio […]

LG Style3 è il nuovo smartphone di fascia media con Snapdragon 845

di Biagio Petronaci
LG ha appena ufficializzato in Giappone un nuovo smartphone di fascia media, ovvero Style3. Il dispositivo è molto particolare, in quanto include un processore top di gamma di qualche anno fa. Troviamo quindi un display OLED da 6,1 pollici e risoluzione QHD+ (1440p+). La fotocamera frontale da 8 MP è collocata in una tacca molto […]

I Fari automatici diventano obbligatori in Giappone da aprile 2020

di Donato D'Ambrosi

Dal 2020 i fari automatici diventano obbligatori in Giappone: troppi incidenti stradali dopo il tramonto e conducenti distratti alla guida

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Manga Izakaya #06: l’omuraisu da Gokinjo Monogatari

di Valentina Testa
Il mese scorso abbiamo imparato a cucinare i takoyaki con Sunako di Perfect Girl Evolution, ricordate? Oggi invece ci immergiamo nel mondo creativo e colorato di Gokinjo Monogatari, conosciuto in Italia con il nome di Cortili del Cuore. A cucinare sarà Mikako, la protagonista, che preparerà l’omuraisu per Yūsuke, come ringraziamento per averla accompagnata a casa […]

Japan Art: Roadside Lights, i malinconici distributori automatici di Eiji Ohashi

di Valentina Testa
Eiji Ohashi, classe 1955, è un artista e un fotografo originario della parte settentrionale del Giappone, la più fredda e nevosa: l’Hokkaido. Affascinato da sempre dai paesaggi desolati e solitari, l’artista ha avviato un progetto che ha chiamato “Roadside Lights“, una raccolta di  immagini di distributori automatici incontrati e immortalati lungo le strade di tutto […]

Samsung Galaxy S20+ 5G: arriva la versione speciale dedicata alle Olimpiadi di Tokyo

di Biagio Petronaci
Samsung ha deciso di realizzare Galaxy S20+ 5G Olympic Edition, una versione del dispositivo di fascia alta pensata appositamente per i Giochi Olimpici di Tokyo. Il brand coreano è uno storico partner delle Olimpiadi e ha spesso realizzato dei prodotti in edizione speciale, consegnati agli atleti. Questa volta, invece, lo smartphone sarà acquistabile anche dai […]

Subaru Impreza WRX elaborata 317 CV con preparazione

di redazione

Questa Subaru Impreza WRX è stata elaborata con 317 CV grazie alla preparazione tuning del tuner GMC Racing.

Subaru Impreza WRX tuning carrozzeria

Non sono poi così vistose le modifiche estetiche della Subaru Impreza WRX del 1998, se escludiamo il paraurti anteriore della versione VTR Limited Rally 22B del 1999 con apertura per l’aspirazione e l’enorme presa d’aria al centro del cofano motore, l’altro aspetto che si nota forse meno è la verniciatura delle minigonne e degli specchi nel classico azzurro metallizzato originale del modello.

Spiccano anche le ruote in lega Fondmetal Evo Corse da 17” con canale da 7,5”, che allargano quanto basta la carreggiata, equipaggiate con i non meglio identificati pneumatici Orion made in Serbia nella misura 215/40 R17.

Subaru Impreza WRX - posteriore
Subaru Impreza WRX – posteriore

Subaru Impreza WRX tuning motore

Il cuore della preparazione dell’Impreza WRX è tutto nel propulsore: il 4 cilindri boxer sovralimentato di 2.000 cc, oggetto di una rivisitazione completa da parte di GMC Racing. Innanzitutto la cilindrata è elevata a 2.122 cc modificando sia l’alesaggio (92,5 mm) che la corsa (79 mm), realizzando un albero motore speciale dal pieno e utilizzando bielle ad H rovesciata con bronzine trimetalliche ACL e pistoni stampati con canne in ghisa L.A.Sleave.

La lavorazione delle testate consiste nella lucidatura e raccordatura dei condotti, nell’adozione di valvole Supertech maggiorate di 1 mm e nell’utilizzo di guarnizioni forzate, serrando teste, banco e bielle con bulloni speciali ARP. L’alimentazione è a due bancate in parallelo, con collettori della Impreza STI e turbina TD04 maggiorata anch’essa della STI, presa d’aria dell’aspirazione nel paraurti e filtro a pannello in carbonio. La pompa elettrica della benzina è una Aeromotive 340, mentre la pompa dell’olio è una Spec-C.

Subaru Impreza WRX - motore
Subaru Impreza WRX – motore

Scheda tecnica tuning Subaru Impreza WRX

  • Estetica
  • Presa d’aria dinamica in vetroresina sul cofano
  • Paraurti anteriore del modello Rally Limited 22B con prese d’aria aspirazione
  • Verniciatura minigonne in tinta
  • Interni
  • Volante a calice con personalizzazione nome
  • Motore
  • Incremento cilindrata a 2.122 cc (alesaggio 92,5 mm e corsa 79 mm)
  • Albero motore ricavato dal pieno
  • Bielle ad H rovesciata
  • Bronzine trimetalliche ACL
  • Pistoni stampati
  • Canne L.A.Sleave in ghisa
  • Assi a camme riprofilati
  • Valvole aspirazione e scarico Supertech + 1 mm
  • Molle valvola Supertech
  • Lavorazione testate (lucidatura e raccordatura condotti)
  • Bulloni teste e banco ARP
  • Alimentazione con 2 bancate in parallelo
  • Aspirazione con filtro a pannello in carbonio
  • Pompa benzina Aeromotive 340 lt
  • Turbo TD04 maggiorato di derivazione Impreza STI
  • Intercoler Impreza STI con raffreddamento esterno ad acqua e serbatoio da 56 litri nel baule
  • Pompa olio Spec-C
  • Collettori di scarico GMC Racing con wastegate esterna 38 MVS
  • Scarico in acciaio da 63,5 mm con 1 terminale silenziato
  • Elettronica modificata con regolazione centralina e controllo parametri attraverso FC Commander sul cruscotto
  • Trasmissione
  • Volano di derivazione Impreza STI
  • Frizione monodisco in acciaio con spingidisco rinforzato
  • Cambio a 6 marce della STI
  • Trazione integrale permanente con differenziale autobloccante STi
  • Assetto
  • Retrotreno multilink di derivazione Impreza STI
  • Ammortizzatori ST regolabili
  • Molle e barre della STI
  • Barra duomi GMC in titanio a 3 punti di ancoraggio
  • Barra duomi posteriore GMC in titanio a 2 punti di ancoraggio
  • Freni
  • Dischi anteriori Brembo d. 320 mm con pinze a 4 pompanti
  • Dischi posteriori Impreza STi
  • Ruote
  • Cerchi in lega Fondmetal Evo Corse 7,5Jx17”
  • Pneumatici 215/40 R17

Cerca la Subaru Impreza nell’usato su newsauto.it

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Subaru Impreza WRX by GMC Racing è su Elaborare 256.

Subaru Impreza WRX - Elaborare 256
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Cover Elaborare n. 256 Gennaio 2020
Cover Elaborare n. 256 Gennaio 2020

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Le migliori auto del 2019: troppi problemi ai diesel in Giappone

di Donato D'Ambrosi

La qualità delle auto migliora costantemente anche se tra le migliori auto del 2019 le marche e i modelli migliori non si distinguono per i motori diesel, le trasmissioni o la connettività. Dalla classifica 2019 di JD Power i problemi alle motorizzazioni a gasolio non passano inosservate, nonostante la maggiore diffusione di auto a idrogeno e ibride a benzina. In testa alle auto migliori del 2019 c’è Lexus con 42 problemi ogni 100 auto vendute in Giappone. Ecco quali sono le auto migliori per marca e segmento secondo la classifica 2019.

LE AUTO MIGLIORI HANNO MENO PROBLEMI DI CONNETTIVITA’

I problemi di connettività dei sistemi infotainment sono presi molto seriamente in Giappone, dove dal 2018 ad oggi sono aumentati su gran parte dei modelli venduti. Anche i problemi di avaria alle trasmissioni e ai sistemi di post trattamento dei gas di scarico sono stati al centro delle lamentele dei clienti delle Case in Giappone. Per valutare le migliori auto del 2019 JD Power ha intervistato come di consueto, poco meno di 21 mila proprietari di nuove auto. Tutte le auto dovevano essere in possesso fa almeno 36-57 mesi e per ognuna sono stati valutati i reclami fatti al Costruttore negli ultimi 12 mesi. L’affidabilità complessiva delle migliori auto si basa su una valutazione di 177 problemi specifici. In media la connettività è stata percepita dai clienti come un fattore importante della qualità, “anche se non sempre è legata alla qualità reale dell’auto” spiega Atsushi Kawahashi, Senior Director della divisione Automotive di JD Power.

LE MARCHE GIAPPONESI IN TESTA ALLE AUTO MIGLIORI

Le migliori auto del 2019 per Marca, sulla base delle valutazioni nelle 8 categorie vedono in testa solo Lexus e Toyota confermano la loro posizione rispetto all’anno precedente. Secondo JD Power infatti l’affidabilità complessiva delle auto in Giappone migliora lentamente. Solo 10 Marche hanno mantenuto la continuità nei progressi della qualità percepita dai clienti. Globalmente i problemi relativi a motore e cambio sono in minori rispetto al 2018 (10,7 ogni 100 auto invece di 11,8 PP100) ma aumentano da 18,5 a 24PP100 i problemi ai motori diesel.

I MODELLI DI AUTO MIGLIORI PER SEGMENTO IN GIAPPONE

Tra le auto migliori del 2019 per segmento, nessuna appartiene a un Costruttore straniero: Audi, nella classifica è all’8^ posto con 82 problemi ogni 100 auto (la media è 72PP100). La minicar (o Keycar) più diffusa in Giappone che si distingue è la Suzuki Lapin. Tra le auto migliori compatte, la Toyota Passo ha il punteggio più alto (ma bisogna considerare che è la gemella della Daihatsu Boon). Tra le migliori auto medie del 2019 in Giappone, troviamo anche un modello noto e diffuso in Europa: la Toyota Prius. In testa alle auto preferite dai giapponesi per la qualità c’è anche la Honda Freed, un minivan per il mercato locale che troverebbe ben pochi estimatori sul mercato europeo.

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Toyota più sicure con pedoni: l’auto impedirà le partenze involontarie

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota decide di mettere letteralmente un freno agli incidenti che coinvolgono i pedoni. Il colosso giapponese ha annunciato l’arrivo di una nuova funzione che eviterà i sinistri causati dalla confusione tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno. In questo modo se un pedone, o un ostacolo inanimato, si trova davanti al veicolo mentre il conducente schiaccia il pedale sbagliato, l’auto non si sposterà di un millimetro. L’innovazione dovrebbe raggiungere tutta la gamma globale di Toyota ed i primi modelli che ne saranno provvisti arriveranno entro la fine dell’anno. Si partirà dalle Toyota Prius ed Aqua, molto popolari tra i conducenti anziani. L’azienda afferma che il nuovo acceleratore intelligente, oltre ad evitare incidenti con pedoni e ostacoli sventerà minacce anche ai danni dei ciclisti. Vediamo come funziona e quali sono i vantaggi di questa soluzione.

NUOVA FUNZIONALITÀ

Toyota ha in programma l’introduzione di una nuova funzionalità volta a prevenire incidenti causati da scambi involontari tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno. La tecnologia impedirà una risposta del motore in caso di errore umano o nel caso in cui ci sia una persona davanti al veicolo. In questo modo si eviterà un’accelerazione improvvisa dalla natura imprevista e pericolosa. Secondo le fonti che riportano la notizia il dispositivo potrebbe essere introdotto prima della fine dell’anno anche su veicoli che sono già stati venduti ai clienti. Va detto infatti che sono ad oggi disponibili sul mercato dispositivi di sicurezza retrofit. Anche questi sono in grado di impedire un’accelerazione involontaria dell’auto se questa è causata dalla pressione del pedale sbagliato. Nei fatti, però, molti funzionano solo quando i sensori rilevano un ostacolo come un muro o un’altra automobile che procede nella direzione in cui il veicolo sta viaggiando.

SICUREZZA AL CENTRO

La nuova funzione di Toyota rallenterà gradualmente il veicolo quando l’acceleratore viene premuto improvvisamente anche se non ci sono ostacoli fisici davanti all’auto. L’assistente arriverà per prima sui modelli ibridi Prius e Aqua, che sono molto popolari tra i conducenti anziani, per poi raggiungere tutta la gamma. Se tecnicamente non è difficile immaginare un meccanismo che riduce la velocità in tutti questi casi, molti costruttori hanno preferito lasciar stare. Alcuni temono che non si abbia una risposta pronta nel caso in cui sia necessaria una rapida accelerazione, come nei cambi di corsia. Come detto Toyota offrirà il sistema anche in retrofit per le vetture già in possesso dei suoi clienti e per questo pensa ad un prezzo competitivo. Il marchio giapponese vuole così evitare i numerosi incidenti dovuti a questo tipo di distrazioni e frequenti tra gli anziani.

IL RISCHIO INCIDENTI

Secondo Toyota la sua tecnologia sarà funzionale anche per prevenire incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti. La decisione del brand potrebbe spingere altri produttori a fare una scelta simile. Del resto il mese scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti giapponese, ha chiesto a Toyota e ad altre sette case automobilistiche, di intervenire sulla questione. L’improvvisa accelerazione causata dalla pressione involontaria dell’acceleratore avrebbe causato 17 incidenti su un totale di 149. Protagonisti dei sinistri conducenti di età pari o superiore ai 75 anni. Va detto che per le Autorità giapponesi si tratta di numeri preoccupanti perché riguardano il solo periodo da gennaio a giugno di quest’anno. Insomma a conti fatti l’11% degli impatti avvenuti negli ultimi sei mesi è attribuibile ad errori tra il pedale dell’acceleratore e quello del freno.

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Toyota: le auto connesse prevedono la manutenzione stradale negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota presenta gli sviluppi delle sue auto connesse. Le vetture in strada comunicheranno i dati raccolti da videocamere e sensori alle autorità locali che potranno fare interventi mirati di manutenzione. Grazie alle informazioni dalla strada sarà possibile agire in modo preciso e tempestivo per ripristinare le condizioni di sicurezza del manto stradale. Per Toyota questa nuova tecnologia permetterà anche alle piccole amministrazioni territori di far quadrare i bilanci tenendo sempre al centro la sicurezza degli utenti della strada. Il risultato sarà presto tangibile nei termini di un minor numero di incidenti e conseguenti benefici sui tempi di percorrenza. Questo tipo di sistemi sfrutta i vantaggi delle connessioni dati ultraveloci che aumentano il numero dei dati scambiabili tagliando i tempi necessari all’operazione. Diamo uno sguardo ai dettagli dei piani Toyota per l’auto connessa.

SICUREZZA E MANUTENZIONE

Toyota Mobility Foundation ha deciso di lavorare insieme con la città di Akaiwa, la prefettura di Okayama e la Okayama University ad una conferenza sulle auto connesse. Si tratterà di una occasione importante per discutere sui vantaggi di queste tecnologie che avranno risvolti positivi anche sulla manutenzione delle strade. Attualmente le amministrazioni locali di tutto il mondo individuano i tratti che necessitano della manutenzione stradale sulla base delle osservazioni raccolte nel pattugliamento del territorio. Eppure il buono stato delle strade è determinante per la sicurezza prevenendo gli incidenti e garantendo via di fuga efficaci in caso di calamità naturali. Di recente alcune di queste hanno causato danni alle infrastrutture in Giappone mettendo a dura prova i limitati budget locali. Le tecnologie Toyota legate all’auto connessa aiuteranno il governo dei territori ad accedere a dati ed immagini raccolte dalle videocamere dei veicoli per avere informazioni sulle condizioni delle arterie di collegamento.

OCCHIO AL TERRITORIO

La presenza di risorse finanziarie limitate, unita alle calamità naturali, impedisce alla maggior parte dei decisori di tutto il mondo di prestare la dovuta attenzione alla manutenzione delle infrastrutture. Come detto queste limitazioni finanziarie stanno per essere superate grazie alla tecnologia. In occasione della conferenza di Akaiwa City, Toyota presenterà sviluppo di un nuovo ecosistema sostenibile e a basso costo per la manutenzione delle strade. La svolta sarà possibile grazie alla combinazione e allo scambio dei dati provenienti delle auto connesse con quelli ottenuti dalle videocamere degli stessi. In questo modo si ridurrano i tempi di individuazione e, conseguentemente, di risoluzione dei problemi delle infrastrutture stradali. Attualmente, sono identificabili solo i dissesti del fondo stradale ma presto dovrebbero essere riconoscibili anche ulteriori problemi come alberi caduti e segnali stradali danneggiati. Insomma non uno ma molti occhi vigili a controllo della sicurezza del territorio.

GLI SVILUPPI

Secondo Toyota questi dispositivi tech porteranno vantaggi, oltre che alla sicurezza del traffico, anche ai tempi di percorrenza riducendo la congestioni. Raccogliere immagini dalle videocamere installate sui veicoli sarà solo il primo passo. Per Toyota sarà presto possibile collezionare anche i dati provenienti dalle infrastrutture esistenti come ponti, impianti idraulici e fognature. La Toyota Mobility Foundation opera dal 2014 per sostenere lo sviluppo di una società più mobile e connessa. La Fondazione mira a supportare sistemi di mobilità che coniughino lo sguardo a tecnologia, sicurezza e ambiente. In questa direzione lavora con università, Governi, organizzazioni senza scopo di lucro per affrontare problemi e sfide in tutto il mondo. Ecco allora che si guarda all’auto connessa ed autonoma ma anche al trasporto urbano e alle nuove forme di mobilità personale.

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I 4 Paesi dove si investe di più per produrre auto migliori

di Donato D'Ambrosi

Per comprendere quanto sia importante il settore automotive in Europa basta guardare agli investimenti che i Paesi fanno in diversi settori. Quello delle auto è tra gli ingranaggi più grandi che in Europa muovono l’economia. La Cina che begli ultimi anni ha imposto accordi con le Case costruttrici per poter produrre in Cina è molto lontana dai 57,4 miliardi che investe l’Europa. Ma ha un ritmo di crescita che supera Giappone e USA. Ecco quali sono i Paesi che fanno più ricerca e sviluppo nel settore automotive e dove invece investono più soldi per l’innovazione industriale.

QUANTO SI SPENDE NEL MONDO PER L’R&D AUTOMOTIVE

Dal più recente report dell’ACEA (Associazione Europea Costruttori di Auto) le case automobilistiche e i fornitori europei hanno aumentato gli investimenti in R&D del +6,7%, raggiungendo il massimo storico di 57,4 miliardi nel 2017. Questo rende il settore automobilistico responsabile del 28% della spesa totale dell’UE per la ricerca e lo sviluppo. Gli investimenti nell’innovazione automotive è più lenta in Giappone (-1,1% rispetto al 2016) e negli USA (-9,2% rispetto al 2016). Poi c’è la Cina che seppur al di sotto dei 10 miliardi di euro, 5,7 per l’esattezza, ha messo in atto quasi la stessa crescita dell’Europa (+5,9%). Bisogna anche dire però che negli USA ci sono tantissime Startup, molte più che in Italia, che si concentrano sull’IT e l’IoT, oltre che lo sviluppo hardware e software per la guida autonoma.

I PAESI CHE INVESTONO DI PIU’ E IN COSA

I diversi Paesi di riferimento però differenziano gli investimenti in settori strategici che per l’Europa e il Giappone sono sicuramente l’Automotive. Lo si intuisce anche dal numero di brevetti depositati. Mentre gli USA investono molto su Biotecnologie e Industrie farmaceutiche; Hardware; Software. C’è un segnale che tra le righe non va sottovalutato, oltre alla crescita degli investimenti nel settore automotive della Cina, che riguarda la quota generica “Altre industrie” come si vede nel grafico qui sopra. L’Europa dal suo canto ha i tecnici, progettisti e inventori più brillanti di tutti: oltre la metà dei brevetti automotive sono in Europa!

LA GERMANIA IN TESTA PER NUMERO DI BREVETTI

Il 53% dei brevetti depositati in ambito automotive nel 2018 sono europei, circa il doppio rispetto al Giappone (27,6%) e circa 5 volte quelli USA (11,9%). La Cina che negli ultimi anni ha dato ampie dimostrazioni di saper prendere spunti dalla concorrenza occidentale si ferma ad appena 1,8%. Secondo l’Ufficio Europeo dei Brevetti, la Germania è in assoluto il Paese europeo più attivo (2988 brevetti depositati), seguita da Francia (980), Svezia (444), Italia (403) e Regno Unito (340).

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Monet: i Costruttori giapponesi si alleano sulla guida autonoma

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota riunisce tutti i costruttori auto giapponesi attorno al suo progetto a guida autonoma. Il brand ha comunicato che Daihatsu, Isuzu, Mazda, Subaru e Suzuki hanno aderito alla sua joint-venture Monet Tecnologies. Il peso all’interno della compagine vede prevalere Toyota e Softbank che detengono una quota di circa il 35% ciascuno. Staccati, e di molto, gli altri brand dell’auto che si limitano a controllare un 2% ciascuno del progetto a guida autonoma. Gli esperti ritengono che la piattaforma driveless Monet si basi sul concept Toyota e-Palette che aveva esordito nel 2018 al CES di Las Vegas. L’idea sarebbe quella di un mezzo per la mobilità condivisa che permetta di coniugare il trasporto di persone e quello di cose. La notizia della joint-venture tutta al giapponese arriva nel momento in cui 11 costruttori automotive annunciano di voler unire le forze. I dettagli.

UNITI SI VINCE

Lo scorso ottobre, Toyota e SoftBank hanno annunciato la creazione di una joint venture denominata Monet Technologies. Il progetto cerca di combinare l’uso dei big data e l’auto a guida autonoma con l’intento di creare un nuovo ecosistema di mobilità. Monet si concretizza in grande stile. Cinque case automobilistiche giapponesi decidono di puntare sul progetto affiancando Toyota e SoftBank. Il gruppo comprende Daihatsu, Isuzu, Mazda, Subaru e Suzuki. Ciascuna società investirà circa 57 milioni di yen, l’equivalente di 530.000 dollari. Il nuovo assetto societario prevede che ciascuna casa automobilistica riceverà in cambio una partecipazione al 2% nella società. Da parte loro SoftBank e Toyota hanno entrambi una quota del 35% nel progetto a guida autonoma. La restante quota del 20%, è divisa tra due OEM giapponesi. Si tratta di Honda e Hino, una sussidiaria Toyota, che da marzo hanno ciascuna il 10%.

LE QUOTE

L’obiettivo di Monet è quello di costruire un’auto a guida autonoma da impiegare in diversi ambiti dal trasporto di persone alla logistica. In concreto il gruppo giapponese vuole sfidare i big del settore come Lyft e Uber offrendo la mobilità driveless al grande pubblico. Gli analisti ritengono che lo sviluppo di Monet sia in fase avanzata. La joint-venture potrebbe utilizzare un veicolo simile al concept di e-Palette che Toyota ha mostrato al CES 2018. Monet fa base in Giappone, ma spera di espandersi in altri paesi a partire dal 2020. La solidità del progetto è confermata dal fatto che alcune delle aziende coinvolte hanno già operato insieme in passato. Toyota, Mazda, Subaru e Suzuki sono già legate, a vario titolo, da accordi di ricerca e sviluppo. Subaru, per esempio, co-svilupperà una nuova piattaforma per veicoli elettrici con Toyota, mentre Mazda e Toyota stanno collaborando ad una joint-venture negli Stati Uniti.

LE SFIDE

Mentre in Giappone si uniscono le forze per la guida autonoma i marchi occidentali non restano a guardare. Continuano le ricerche globali sull’auto senza conducente e ben 11 protagonisti della corsa hanno annunciano un accordo di collaborazione. Da oggi Aptiv, Audi, Baidu, BMW, Continental, Daimler, Fiat Chrysler Automobiles, Here, Infineon, Intel e Volkswagen lavoreranno insieme. Questi marchi hanno messo nero su bianco i loro obiettivi nel campo della guida autonoma in un vero e proprio manifesto di intenti. Il testo, intitolato “Safety First for Automated Driving”, descrive i principi che guideranno lo sviluppo comune. I marchi lavoreranno insieme al collaudo e alla convalida di veicoli autonomi sicuri. Anche in questo caso tra i grandi assenti ci sono Uber, Waymo, Cruise e Tesla che scelgono di chiamarsi fuori e proseguire per la loro strada.

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