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Oggi — 28 Gennaio 2020RSS feeds

Ztl Genova: mappa, orari e parcheggi

di Raffaele Dambra

Ztl Genova mappa orari parcheggi

Andiamo alla scoperta delle Ztl di Genova con mappa, orari, posizione dei parcheggi e altre informazioni utili a beneficio degli utenti. Create per tutelare le aree ad alto valore urbanistico del capoluogo ligure, le zone a traffico limitato di Genova sono attualmente otto e precisamente: Centro Storico, Boccadasse, Bolzaneto, Castelletto, Molo, Nervi, Rivarolo e Vernazzola. Le Ztl sono sempre in funzione (tranne Castelletto che è solo notturna), hanno regole abbastanza comuni e sono accessibili soltanto ai veicoli muniti di regolare permesso (in primis i residenti, ma anche altre categorie). Cliccate sulle mappe per visualizzarle in formato più grande.

ZTL GENOVA: CENTRO STORICO

La Ztl di Genova ‘Centro Storico’ ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco della giornata. Solo in occasione di particolari situazioni di traffico o per rilevanti ricorrenze di interesse della città, con motivato provvedimento può essere consentita limitazione diversa per taluni giorni ed orari. La Ztl Centro Storico è suddivisa in cinque settori e i controlli sono posti ai seguenti varchi: via del Campo, vico Giannini, piazza della Raibetta, via San Giorgio, via Ravasco, via di Porta Soprana, via Garibaldi, via Cairoli, via Lomellini, vico delle Camelie e mura delle Grazie.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-centro-storico/

ZTL GENOVA: BOCCADASSE

La Ztl di Genova ‘Boccadasse’ ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco della giornata, salvo deroghe. Le strade che fanno parte di questa Ztl sono via Boccadasse (tratto da via Dodero a piazza Nettuno), piazza Nettuno, via Aurora, piazza E. Bassano, via N. Dodero, via della Casa. Hanno inoltre diritto di ottenere il permesso di accesso i residenti di via Boccadasse (tratto da via Caprera a via N. Dodero), via della Scalinata, via al Capo di Santa Chiara.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-boccadasse/

ZTL GENOVA: BOLZANETO

La Ztl di Genova ‘Bolzaneto’, delimitata da via A. Oldoini, via R. Bonghi (tratto da via O. Doria a via N.S. Della Neve), via N.S. della Neve (tratto da via R. Bonghi a via Bolzaneto), via C. Stuparich (tratto da via T. Ponsella a via C. Reta), via F. Bettini (tratto da via N.S. della Neve a piazza R. Rissotto), via A. Gianuè e via G.A. Canzio, ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco delle 24 ore.
Possono accedervi, sostando negli spazi a essi riservati, i veicoli merci il cui peso complessivo a pieno carico risulti inferiore a 3,5 tonnellate, dalle 6:30 alle 11:00 per il tempo necessario a svolgere operazioni di carico e scarico merci.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-bolzaneto/

ZTL GENOVA: CASTELLETTO

La Ztl di Genova ‘Castelletto’ ha validità in tutti i giorni dell’anno dalle ore 21:00 alle ore 6:00. Si tratta pertanto di una zona a traffico limitato attiva soltanto nelle ore serali e notturne. L’area della Ztl è delimitata da spianata di Castelletto, via C. Crosa di Vergagni e via Gaetano Colombo. Hanno comunque diritto al tagliando Ztl anche i residenti di salita di S. Gerolamo civici dal 2 al 16, salita alla spianata di Castelletto civici dal 9 al 30, salita dell’Acquidotto civici dall’1 al 6, salita della Torretta civico 6, belvedere Montaldo civici dall’1 al 5.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-castelletto/

ZTL GENOVA: MOLO

La Ztl di Genova ‘Molo’ ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco delle 24 ore, salvo deroghe particolari. I confini della Ztl sono via del Molo e adiacente piazza San Marco, piazzetta Porta del Molo, mura del Molo, mura della Malapaga, prosecuzione del confine lungo una linea ideale che congiunge mura della Malapaga e piazza Cavour passando per le sezioni terminali di vico chiuso Gelsa e vico Lavatoi (entrambi compresi all’interno dell’area), Piazza Cavour (esclusa).
L’accesso alla Ztl Molo è consentito alle categorie di veicoli aventi massa a pieno carico non superiore a 2,5 tonnellate e larghezza non superiore ai 2,10 metri.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-molo/

ZTL GENOVA: NERVI

La Ztl di Genova ‘Nervi’ ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco delle 24 ore, salvo deroghe per particolari situazioni di traffico o per rilevanti ricorrenze di interesse della città. È delimitata da via Gazzolo (tratto dal civico 14 rosso all’incrocio con via Caboto), via Caboto e Via Ganduccio (esclusa l’area del porticciolo in cui vige il divieto di transito), via Provana di Leyni (tratto compreso tra via Caboto e via Lega Navale). Nello specifico sono ricompresi nel tratto di strada di cui sopra i civici pari neri, dal 4 a fine numerazione; pari rossi, dal 4 a fine numerazione; dispari neri, dal 17 a fine numerazione; dispari rossi, dal 7C a fine numerazione.

Oltre alle persone dotate di regolare permesso, nella Ztl di Nervi possono accedere – al costo giornaliero di 11 euro, mensile di 20 euro, semestrale di 30 euro e annuale di 54 euro – gli affiliati a soggetti con sede nella Ztl (associazioni, cooperative, club, scuole) legati all’attività canoistica al fine del trasporto dei natanti; i soggetti affidatari dell’area demaniale marittima, in concessione al comune di Genova; i soggetti con necessità di accesso allo scalo pubblico per il trasporto della propria imbarcazione o natante.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-nervi/

ZTL GENOVA: RIVAROLO

La Ztl di Genova ‘Rivarolo’ ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco delle 24 ore, salvo deroghe. I confini sono via G. Rasori (tratto da via Jori a via Piccone), via Piccone (tratto da via Rasori a via Umberto Pace), via Umberto Pace, via T.M. Canepari (tratto da via Umberto Pace a via G. Jori), via G. Jori (tratto da via T.M. Canepari a via G. Rasori). Pur essendo interne a tale perimetro, rimangono escluse dalla Ztl Rivarolo via E. Dandolo e via Pongoli.
Possono accedere alla Ztl, sostando negli spazi a essi riservati, i veicoli merci il cui peso complessivo a pieno carico è inferiore a 3,5 tonnellate, alle 07:30 alle 11:30 per il tempo necessario a svolgere operazioni di carico e scarico merci.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-rivarolo/

ZTL GENOVA: VERNAZZOLA

La Ztl di Genova ‘Vernazzola’ ha validità in tutti i giorni dell’anno e nell’intero arco delle 24 ore, salvo deroghe. La Ztl è delimitata da via Argonauti, piazza Vernazzola, via Chighizola (nel tratto compreso tra via Argonauti e piazza Vernazzola), via Icaro, via Urania, vico chiuso Vernazzola e via Vernazzola.
I veicoli merci possono accedere all’interno dell’area sostando negli appositi settori per brevi operazioni di carico e scarico.

Ulteriori informazioni: https://genovaparcheggi.com/ztl-vernazzola/

ZTL GENOVA: PERMESSI E DEROGHE

L’accesso alle Ztl di Genova è consentito a numerose categorie tramite permessi e deroghe. Le principali le riportiamo più in basso, cliccate invece su questo link per accedere al file completo (formato.ods, aprire con Excel o simili) che contiene la descrizione di tutte le categorie che possono chiedere l’accesso alle varie Ztl, l’informativa con gli indirizzi a cui rivolgersi, gli eventuali costi e i moduli per la richiesta.

Residenti;
Dimoranti o alloggianti;
Possessori parcheggio privato;
Assistenza familiare;
Servizi di pubblico soccorso;
Forse dell’ordine;
Forze Armate;
Taxi e noleggio con conducente;
Veicoli del car sharing;
Invalidi permanenti e temporanei con contrassegno;
Medici visita domiciliare;
Esercenti professioni sanitarie;
Attività con sede all’interno della Ztl;
Clienti alberghi, autorimesse, autofficine.

Le auto elettriche possono accedere alle Ztl di Genova tutti i giorni, in qualsiasi orario e gratuitamente, con obbligo però di richiedere l’apposito contrassegno e di registrare la targa per le Ztl telecontrollate. Si precisa inoltre che la tipologia dei permessi rilasciati dal comune di Genova varia a seconda della classe di inquinamento dei veicoli. N.B. mappe, tranne Ztl Bolzaneto, tratte dal sito Accessibilità Centri Storici.

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Autostrada A26 chiusa al traffico: i percorsi alternativi per Genova Porto

di Donato D'Ambrosi

La procura di Genova ha ordinato la chiusura dell’Autostrada A26 tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone. Una misura adottata nella tarda serata di ieri per fare luce sulle situazioni di sicurezza dei viadotti dopo lo scandalo deli report edulcorati sui controlli dei ponti. Genova almeno fino alla riapertura su unica carreggiata annunciata entro oggi martedì 26 novembre resta spaccata a metà, con la principale arteria che collega il porto di Genova al resto d’Italia. Intanto ecco i percorsi alternativi all’Autostrada A26 per raggiungere il porto di Genova.

IN ITALIA L’80% DELLE FRANE EUROPEE

La frana nella foto sotto che ha abbattuto il viadotto della Madonna del Monte sull’A6 ha fatto scattare la chiusura del tratto di Autostrada sull’A26. La procura ha infatti evidenziato “gravi ammaloramenti” delle condizioni dei viadotti Fado in direzione Alessandria e Pecetti direzione Ventimiglia e per consentire le verifiche tecniche la circolazione è stata interdetta. Secondo Francesco Peduto, presidente Consiglio nazionale dei geologi, intervistato da Il Sole 24 Ore, “in Italia si verificano l’80% delle frane in Europa”. Ecco perché rivestono un ruolo cruciale i controlli e le verifiche tecniche per prevenire le conseguenze di smottamenti idrogeologici. Verifiche finite al centro dell’inchiesta sui rapporti alterati delle verifiche dei viadotti. Tant’è che ASPI ha annunciato che la manutenzione e il controllo dell’infrastruttura sarà affidato a una società di rilievo internazionale al posto della Spea Engineering “di famiglia”.

I PERCORSI ALTERNATIVI ALL’A26 CHIUSA AL TRAFFICO

I percorsi alternativi per i veicoli leggeri e fino a 7,5 tonnellate (esclusi gli autobus) sono:
– dalla A10 verso l’A26, uscire a Prà e proseguire fino a Masone tramite la SP 456 del Turchino;
– dalla A26 all’A10 effettuare il percorso inverso.

Per i veicoli pesanti oltre 7,5 tonnellate  e gli autobus sono previsti questi percorsi alternativi:

– dalla A10 verso l’A26 percorrere la A7 Milano-Genova;
– dalla A26 all’A10, obbligo di deviazione sulla Diramazione Predosa Bettole, dalla quale, con fermo temporaneo e progressivo deflusso, sarà possibile procedere verso Genova lungo la A7.

Potranno proseguire fino a Masone i soli mezzi pesanti con destinazione di scarico o carico nella zona collegata a tale svincolo.

RIAPERTURA A META’ E TRAFFICO CONGESTIONATO

Autostrade per l’Italia ha fatto sapere che “Entro le ore 12 di oggi, martedì 26 novembre 2019, riprenderà in entrambe le direzioni di marcia la circolazione. Nel corso della notte, la Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia ha realizzato uno scambio di carreggiata per garantire una corsia di scorrimento per senso di marcia.” In questo modo il gestore punta a limitare i danni all’economia di una Genova paralizzata denunciati dal governatore della Liguria Giovanni Toti. Una sola corsia per senso di marcia dovrebbe permettere le verifiche d’urgenza e ripristinare i collegamenti tra Piemonte e Liguria verso il porto di Genova.

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Parte il 26 novembre Smau Genova 2019

di Antonino Caffo
Il Roadshow Smau farà tappa martedì 26 novembre in Liguria per la terza edizione di Smau Genova. Realizzato in collaborazione con la Regione Liguria, FILSE e Liguria International, l’evento sarà l’occasione per mettere in connessione imprese, startup, player del digitale, soggetti intermedi e attori della pubblica amministrazione, per condividere esperienze di innovazione e favorire la […]

Porto Antico di Genova, un faro sul futuro grazie al 5G di Fastweb e Ericsson

di Alessandro Crea
Il progetto Genova 5G entra nel vivo: oggi presso Eataly Genova, in area porto antico, si è tenuto l’evento di presentazione dei risultati della prima fase di sperimentazione della tecnologia 5G. Il progetto vede protagonisti il Comune di Genova, il Porto Antico di Genova, Fastweb e Ericsson, con la collaborazione di Leonardo e di CNR […]

Crollo Ponte Morandi: finti controlli e documenti falsificati

di Raffaele Dambra

Crollo Ponte Morandi

Il filone parallelo dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi di Genova ha permesso di individuare gravi anomalie nei controlli su altre infrastrutture autostradali, per le quali saranno chiamati a rispondere alcuni dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e Spea Engineering, la società che si occupa del monitoraggio e dei controlli sull’intera rete. Dalle indagini sarebbero infatti emerse falsificazioni e omissioni concordate, finalizzate a occultare agli ispettori del MIT elementi rilevanti sulla condizione dei manufatti e il loro stato di conservazione. Che altrimenti avrebbero comportato una verifica globale dell’opera e altre misure precauzionali (compresa la chiusura).

INCHIESTA SUI VIADOTTI AUTOSTRADALI: LE MISURE CAUTELARI ESEGUITE

Dopo la tragedia di Genova, che ha causato 43 morti, alcuni tecnici di Autostrade e Spea avrebbero quindi continuato a falsificare i risultati delle misurazioni sullo stato di salute di alcuni viadotti autostradali, in particolare il ‘Pacetti’ sulla A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e il ‘Paolillo’ sulla A16 Napoli-Canosa. È questa la teoria del pubblico ministero Walter Cotugno, che ha portato a nove misure cautelari eseguite stamane dai militari della Guardia di Finanza, su ordine del gip di Genova Angela Nutini, con l’accusa di falso. I provvedimenti eseguiti consistono in tre arresti domiciliari e sei misure interdittive dal pubblico servizio e dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali a favore di soggetti pubblici o privati, con contestuali perquisizioni negli uffici dei soggetti colpiti. Altre sei persone risulterebbero indagate a piede libero.

IL CROLLO DEL PONTE MORANDI NON È SERVITO A NULLA?

Nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza per illustrare l’operazione, si legge che nell’ambito dell’attività scaturita dall’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi “sono emersi numerosi elementi indiziari a carico dei nove dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea in ordine a una presunta attività di falso, relativa alle relazioni concernenti le condizioni e le criticità di ulteriori viadotti autostradali, per le quali la Procura di Genova ha aperto un nuovo procedimento penale […] I successivi approfondimenti effettuati hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza in ordine ad atti pubblici redatti da pubblici ufficiali ed afferenti alle attività di controllo sui viadotti Pecetti (A26) e Paolillo (A16), reiterati anche successivamente alla strage del 14 agosto 2018”.

LA RISPOSTA DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA

Poco dopo la notizia degli arresti e delle misure interdittive a danno anche di dirigenti e tecnici dell’azienda, Autostrade per l’Italia ha emesso una nota stampa in cui ha confermato la totale sicurezza dei viadotti Pecetti e Paolillo, precisando che “in nessun caso è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di questi e altri viadotti oggetto di indagine”. Tra l’altro alla verifica delle infrastrutture avrebbero preso parte anche società esterne specializzate in tale tipo di monitoraggi, oltre che i competenti uffici ispettivi del MIT. Sulla scorta delle informazioni che potrà assumere e approfondire prossimamente, Autostrade per l’Italia non ha escluso di poter attivare ulteriori azioni a propria tutela, restando a disposizione degli organi inquirenti.

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Ponte Genova: per il Gip, il crollo causato da ferro inesistente o “mobile”

di Donato D'Ambrosi

E’ ufficiale: il crollo del ponte Morandi è avvenuto per il cedimento dei ferri spaventosamente corrosi. Il Gip Nutini sulla base delle perizie tecniche degli ingegneri nominati dal tribunale ha desunto che l’ultimo intervento manutentivo risale a 25 anni fa. L’analisi dei pezzi di calcestruzzo crollato e delle parti del ponte non staccate ha chiuso il cerchio sulle cause che hanno provocato il cedimento.

FERRI CORROSI FINO AL 100%

Corrosione, assenza di interventi efficaci e difformità di realizzazione rispetto progetto dell’ingegnere Morandi sono gli indizi nelle mani del Gip Angela Nutini. Secondo la relazione dei periti, il 68% dei trefoli primari e l’85% di quelli più esterni, avevano una riduzione di sezione tra il 50% e il 100%. I trefoli sono in pratica funi d’acciaio composte da più cavi d’acciaio opportunamente intrecciate. Conseguenza probabile di un inefficace impedimento alle infiltrazioni, visto che dalle analisi di laboratorio il calcestruzzo era “inquinato” da sali e umidità.

CALCESTRUZZO UMIDO E DEGRADATO

Per la procura di Genova potrebbe essere determinante la perizia sul reperto che per primo avrebbe ceduto: l’ancoraggio dei tiranti sulle antenne lato sud. Secondo i periti i trefoli erano in “uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri“. L’esecuzione dei lavori originari poi è un’altra criticità emersa dalla relazione, con evidenti difformità di progetto che avrebbero contribuito al crollo.

IL COMMENTO DI AUTOSTRADE

L’imperfetta realizzazione delle guaine di cemento dei trefoli ne permetterebbe addirittura l’estrazione a mano. L’ossidazione rilevata anche nei trefoli secondari delle guaine è un fattore di causa effetto diretto sulla sicurezza della struttura, secondo la perizia. Ma ASPI non ci sta e sostiene che: “l’eventuale presenza di una percentuale ridottissima di trefoli corrosi fino al 100% non può in alcun modo aver avuto effetti sulla tenuta complessiva del Ponte.” E ancora “la relazione dei periti del GIP, nonostante evidenzi difetti costruttivi e condizioni di degrado compatibili con l’età dell’opera, viene letta in queste ore enfatizzando solo alcuni aspetti di degrado che non possono avere alcun nesso causale con il crollo del Ponte.

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Ponte Morandi: il video segretato che mostra la verità sul crollo

di Donato D'Ambrosi

A quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi a Genova, finalmente si può vedere la verità sul cedimento nel video inizialmente sequestrato dalla Guardia di Finanza. Il segretamento delle immagini riprese da un’azienda di materiale edile era stato disposto dalla Procura per non influenzare le indagini e le testimonianze delle persone interrogate. Le immagini scioccanti che mostra il video qui sotto contengono una serie di elementi analizzati da periti e inquirenti per ricostruire la dinamica del crollo.

LE RIPRESE SCOTTANTI PER LA MAGISTRATURA

Il video su cui la Procura di Genova ha disposto il “dissequestro” è l’unico che fin dalle prime ore successive al crollo del Ponte Morandi era stato ritenuto rilevante ai fini delle indagini. E’ questo il motivo noto che ha portato ha inserire tra le prove top secret le riprese del circuito di sorveglianza dell’azienda Ferrometal di Genova. Un annuncio poco gradito ai giornalisti e ai familiari delle vittime, i primi a reclamare la verità sul crollo per dovere di cronaca (i primi) e dare una motivazione al dolore delle perdite (i secondi).

IL SEQUESTRO DEL VIDEO

Il video ripreso dalle telecamere della Ferrometal era stato sequestrato dai militari della Guardi di Finanza su disposizione dei PM Walter Cotugno e Massimo Terrile. Un tentativo per limitare gli episodi di sciacallaggio mediatico ma soprattutto preservare il più possibile l’attendibilità dei testimoni. Qualcosa che, come era prevedibile, ha scatenato la carica dei complottisti e il web è stato inondato da video con ricostruzioni variamente credibili e fondate.

LO STRALLO SI SBRICIOLA E L’IMPALCATO COLLASSA

Il 1 luglio la Procura ha dato l’ok alla diffusione del video pubblicato dalla Guardia di Finanza. Nelle immagini terribili qui sopra si vede chiaramente la sequenza del crollo del Ponte Morandi. Il cedimento del pilone numero 9 segue in pochi istanti lo sgretolamento dello strallo (il tirante in cemento precompresso, invenzione dell’ingegnere Riccardo Morandi) soprastante l’impalcato. L’analisi del video porterà probabilmente a dare un valore anche alle raffiche di vento che si sono intensificate in quei terribili minuti. AI familiari delle 43 vittime probabilmente interessa poco sapere se sia colpa dell’impalcato, dello strallo o del sovraccarico. Probabilmente l’assurdo di un crollo del ponte che terrorizzava chi ci passava sotto o sopra non si cancellerà facilmente trovando un colpevole. Si può sperare solo che chi è demandato al collaudo, manutenzione e sorveglianza faccia il suo lavoro riportando alla mente le immagini terribili del crollo del Ponte Morandi per evitare altre tragedie.

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