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Huawei, OnePlus, Xiaomi e Realme: garanzia estesa per il Coronavirus

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Giornata del Consumatore: il 15 marzo festeggiamo una conquista importante

di Donato D'Ambrosi

Vi spieghiamo perché è importante festeggiare la Giornata del Consumatore: una conquista importante per i diritti dei consumatori in tutto il mondo

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

10 errori da non fare quando si porta l’auto in officina

di Redazione

Prima o poi qualunque automobilista sarà obbligato a portare l’auto in in officina per effettuare un tagliando di manutenzione ordinaria,o straordinaria che sia, alla propria vettura. Spesso ci si rivolge ad un meccanico di fiducia, paragonabile al medico curante, al quale si affida storicamente la manutenzione delle auto di tutta la famiglia. Magari si tratta davvero di una persona fidata, ma i tempi sono cambiati, il mercato dei ricambi è sempre più assortito e la possibilità di risparmiare sulla manutenzione auto può spingere a clamorosi errori di valutazione. Vediamo quali sono gli errori da non commettere quando si porta l’auto in officina e come far valere i propri diritti qualora questi venissero messi in discussione.

1.AUTO IN OFFICINA E GARANZIA

Se la nostra auto gode ancora della garanzia ufficiale non siamo più “costretti” a rivolgerci presso la rete della Casa costruttrice per effettuare manutenzione ordinaria. Grazie al regolamento europeo 1400/2002 e alla successiva revisione con il regolamento 461/2010, è possibile rivolgersi a officine indipendenti senza perdere la garanzia ufficiale a patto, ovviamente, che vengano rispettate precise condizioni. Questo agevola ad esempio chi vive in zone non servite da una determinata marca e chi vuole risparmiare, dato che spesso i prezzi praticati dalla rete ufficiale sono sensibilmente più alti rispetto a quelli praticati dai riparatori indipendenti (Leggi manutenzione presso officine private per le auto nuove).

 

2.L’IMPORTANZA DI FARE PIU’ PREVENTIVI

Se l’auto ci ha lasciati in panne e magari siamo in una situazione di necessità può capitare di essere costretti a rivolgersi a un’officina auto qualsiasi e, nel bene e nel male, accettare prezzi e condizioni. Ma se l’intervento che necessitiamo lo permette è sempre opportuno valutare più preventivi di autoriparatori, facendosi specificare tipologia e marchi dei ricambi che intendono utilizzare. Un preventivo vago e sommario, al quale magari corrisponde comunque un intervento effettuato a regola d’arte, potrebbe lasciare intendere l’impiego di ricambi non originali; pertanto è bene accertarsene per potere valutare correttamente la cifra richiesta.

3.INTERVENTI APPROVATI SULL’AUTO IN OFFICINA

Qualora lasciaste l’auto in officina in attesa del preventivo per la riparazione, sappiate che è un vostro diritto poter rifiutare l’intervento, magari se il preventivo non vi convince o avete semplicemente cambiato idea. L’intervento deve essere sempre autorizzato dal cliente con l’accettazione del preventivo. Ovviamente se per redigere il preventivo il riparatore ha dovuto smontare parti dell’auto è possibile che questi vi richieda il pagamento della manodopera impiegata.

4. LA FATTURA PER LE RIPARAZIONI AUTO IN OFFICINA

Al momento di pagare il conto in officina, la tentazione di rinunciare alla fattura a fronte di uno sconto finale, può essere forte. Sorvolando sugli ovvi motivi fiscali, per i quali è necessario emettere la fattura, essa rappresenta uno strumento per far valere i diritti del consumatore. Con la fattura in mano possiamo far valere la garanzia sui ricambi, qualora questi vengano forniti dal riparatore, e sull’intervento qualora questo dovesse rivelarsi eseguito in maniera non corretta. In fattura devono essere specificati i singoli ricambi impiegati e il loro prezzo unitario, come spiega il video qui sotto.

5.I RICAMBI AUTO COMPRATI ONLINE

Internet offre una scelta impressionante di pezzi di ricambio a prezzi spesso vantaggiosi e non è un mistero che molti autoriparatori si rivolgano al web per i propri approvvigionamenti. Anche i privati possono acquistare da sé i ricambi godendo di sconti consistenti, ma bisogna essere davvero certi di cosa si sta acquistando. Giungere in officina con un ricambio errato è una perdita di tempo e denaro sia per l’automobilista che per l’autoriparatore. Molti rivenditori online richiedono una copia del libretto di circolazione per verificare la compatibilità del ricambio ed è bene approfittare di questo servizio.

6.PORTARE I RICAMBI AUTO IN OFFICINA

Nel caso in cui si decidesse a comprare i ricambi necessari all’intervento da soliè opportuno sapere qualcosa in merito alla garanzia. In questo caso il riparatore sarà responsabile soltanto della qualità della prestazione d’opera e non dei ricambi installati. Quindi qualora i ricambi dovessero rivelarsi difettosi non è possibile addebitare alcunché al meccanico.

7.RICAMBI USATI, MA CON LA GARANZIA DEL MECCANICO

A volte, in baso al costo dei ricambi nuovi, l’autoriparatore propone ricambi rigenerati, si tratta di pezzi usati che dovrebbero essere stati sottoposti a revisione e ripristino. Qualora i ricambi rigenerati venissero forniti dal meccanico è opportuno sapere che anche questi godono della garanzia prevista per i ricambi nuovi. Con il consenso del proprietario dell’auto è eventualmente possibile ridurre a 1 anno la garanzia, ma, secondo il Codice di Consumo, non vi si può rinunciare (Leggi la garanzia negli interventi meccanici).

8.LA PROVA IN OFFICINA PRIMA DI PAGARE LE RIPARAZIONI

Quando si ritira l’auto in officina dopo una riparazione è sempre consigliato provare su strada l’auto e sincerarsi che tutto sia a posto, specie se la riparazione ha riguardato organi meccanici. La prova, magari con il meccanico a fianco, permette eventualmente di contestare subito l’intervento e non avere magari spiacevoli sorprese dopo aver lasciato l’officina.

9.I VECCHI RICAMBI PER LE RIPARAZIONI AUTO COSTOSE

Quando un intervento meccanico richiede la sostituzione di pezzi di ricambio è buona norma far vedere al cliente i vecchi pezzi smontati dall’auto. Solitamente i riparatori mettono da parte i vecchi ricambi proprio per mostrarli al cliente, ma se questo non dovesse avvenire è opportuno richiederlo al meccanico che deve provvedere.

10.FAR VALERE I PROPRI DIRITTI ANCHE IN OFFICINA

Se nonostante le precauzioni avete comunque vissuto una brutta avventura in officina e non siete soddisfatti dell’intervento è possibile far valere i propri diritti. Ci si può rivolgere alle associazioni dei consumatori, richiedendo eventualmente anche l’assistenza di un legale o rivolgersi direttamente ad un avvocato di fiducia per trovare una soluzione o richiedere un risarcimento. In questi casi è indispensabile avere in mano preventivi e fatture degli interventi effettuati (Leggi come contestare un intervento non sodddisfacente).

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Garanzia 12 mesi o 24 mesi: facciamo chiarezza

di Emmanuel Caronna
Quando compriamo uno smartphone, un elettrodomestico o qualsiasi oggetto di di valore, il nostro primo pensiero è “ma la garanzia? Quanto dura? Cosa comprende?”. Riguardo a questo ampio discorso bisogna fare chiarezza perché la situazione leggi di più...

Auto usate certificate Hyundai: arriva la formula soddisfatto o restituisci

di Donato D'Ambrosi

Attorno alle auto usate sta montando sempre di più l’interesse dei Costruttori auto che rimettono in vendita auto usate con la garanzia sui chilometri. La vera novità però riguarda la possibilità di restituire l’auto usata acquistata se non rispecchia le aspettative iniziali. La clausola soddisfatti o rimborsati sulle auto usate ha azzerato il rischio di acquistare un’auto usata con chilometri scalati.

L’AUTO USATA SENZA RISCHI

Si chiama Hyundai Promise il servizio di certificazione e ripristino delle auto usate in vendita per poter garantire lo stato d’usura e i chilometri percorsi. È l’espressione ufficiale della Casa coreana di quanto racchiude la nostra guida all’acquisto dell’auto usata. Ma oltre ai controlli – eseguiti da personale tecnico – c’è anche la garanzia che quell’auto non è stata ringiovanita. Un aspetto non di poco conto se si considera che il certificato di revisione ha dato una stretta ai contachilometri scalati, ma escludendo le auto che hanno meno di 4 anni.

LE AUTO USATE CERTIFICATE

Su tutte le auto usate certificate Hyundai Promise, verranno eseguiti 100 controlli prima di rimettere in vendita un’auto che può essere sia del Gruppo Hyundai sia di qualsiasi altra marca. Questo servizio rappresenta una valida opportunità per chi ha intenzione di acquistare un’auto ibrida o elettrica usata con chilometri certificati. In seguito ai controlli vengono ripristinate e sostituite tutte le parti ritenute non idonee con ricambi originali. L’esito dei controlli, lo stato di usura e la certificazione dei chilometri sono tutti riportati in un rapporto che accompagna l’auto usata certificata alla vendita.

GARANZIA AUTO USATA HYUNDAI

La garanzia sull’auto usata Hyundai Promise dipende dall’età e dai km percorsi. Le auto usate certificate fino a 5 anni e 120 mila km percorsi saranno coperte da una garanzia da 2 a 5 anni. Non male considerando che la Garanzia Ufficiale del Costruttore è di 5 anni con chilometri illimitati. Le auto usate che hanno tra 5 e 8 anni di vita e fino a 160 mila km saranno coperte da 1 a 2 anni di garanzia a seconda dei casi. Scende a 1 anno di garanzia solo la copertura per le auto usate certificate di altre marche fino a 8 anni e meno di 160 mila chilometri.

PERMUTA AUTO USATA QUANDO E COME

Le auto usate del programma Hyundai Promise si possono acquistare anche dando in permuta un’altra auto. E se la nuova auto usata certificata non soddisfa l’acquirente può restituirle dandola in permuta per un’altra auto che abbia lo stesso valore. L’opzione “Soddisfatto o Sostituisci” vale solo entro 1 mese dall’acquisto e se l’auto certificata ha percorso meno di 1000 km. Il programma partirà prima in alcune concessionarie Hyundai per poter essere esteso a tutta la rete in Italia entro il 2020.

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Differenza garanzia commerciale e garanzia legale

di Aggregator

La garanzia offerta dai produttori non è sempre di due anni. Cerchiamo di capire meglio la normativa europea. Quando acquistiamo un computer o un televisore ultimo modello, di norma pensiamo di poter godere di una garanzia di due anni e quindi di avere due anni di tranquillità – ferma restando la scocciatura di non poter usare il nostro amato acquisto per il periodo di tempo, più o meno lungo, necessario per l’eventuale riparazione. La realtà, però, è diversa. Molti produttori concedono due anni di garanzia, altri solo uno. Fra gli ultimi rientrano anche alcuni big del settore hi-tech, come Apple e Sony (che offre un solo anno sulla Playstation 3).

La garanzia detta convenzionale o commerciale viene solitamente offerta dal produttore del bene (negli esempi che abbiamo fatto, Apple e Sony), che s’impegna direttamente a riparare e/o sostituire il bene o suoi componenti entro un determinato periodo, purché i difetti non siano stati causati dalla condotta dell’acquirente (ad esempio perché ha fatto cadere la console oppure perché il telefono cellulare è caduto in acqua). Se il televisore di cui abbiamo detto cessa di funzionare o manifesta altre problematiche durante il periodo di validità della garanzia commerciale, allora il produttore provvederà, di norma, a ripararlo o sostituirlo. Anche un difetto sopravvenuto darà all’acquirente la possibilità di ottenere la riparazione o la sostituzione del bene acquistato (purché il guasto non sia stato una conseguenza di un uso scorretto da parte dell’acquirente stesso!).

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Premesso che quando viene venduto un bene trova applicazione anche la disciplina del codice civile in tema di contratto di vendita, assume una fondamentale importanza, per i nostri scopi, la celebre garanzia biennale (spesso confusa con quella commerciale). Tale garanzia è quella oggi prevista dal Codice del consumo, che opera se il bene acquistato presenta un difetto di conformità.

Il difetto di conformità sussiste quando il bene non è conforme a quanto pattuito nel contratto di vendita. Tale difetto, però, deve sussistere ab origine: dunque, anche se il guasto si verifica successivamente, la causa del guasto non deve essere sopravvenuta. Come vedremo, provare che il difetto sia insito nel bene può essere però un compito molto arduo.

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