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In arrivo il nuovo smartphone Motorola One Fusion+

di Alessandro Matthia Celli

Ad aprile, Motorola ha presentato Edge e Edge +, segnando il ritorno del marchio Lenovo con smartphone di punta. Entrambi i dispositivi hanno gli ultimi processori Qualcomm annunciati a dicembre, multi fotocamere, batterie di grandi dimensioni e display OLED curvi a 90Hz.

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Motorola One Fusion+ arriverà a giugno: ecco le specifiche tecniche

di Biagio Petronaci
Motorola One Fusion+ è apparso su YouTube Device Report: lo smartphone di fascia media potrebbe quindi essere quasi pronto per la presentazione ufficiale. Di questo device ne avevamo già parlato qualche settimana fa, ma ora il lancio sembra essere molto vicino. YouTube Device Report è una schermata della piattaforma in cui è possibile scoprire le […]

Motorola One Fusion+ in arrivo a giugno con queste caratteristiche

di Roberto F.

Nelle scorse ore si YouTube Device Report è stata aggiunta la scheda dedicata a Motorola One Fusion+. Ecco le sue principali feature

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Motorola arricchisce la fascia media: in arrivo One Fusion e One Fusion+?

di Biagio Petronaci
Motorola potrebbe presto presentare altri due smartphone di fascia media: One Fusion e One Fusion+. A diffondere quella che per il momento è solo un’indiscrezione è stato il noto leaker Evan Blass, che ha anche ipotizzato un possibile periodo per il lancio. Secondo quanto riportato dall’esperto, i due device dovrebbero arrivare nel mercato entro la […]

James Gunn consiglia dei film d’azione da guardare in quarantena

di Lorenzo Ferrero
Anche buona parte dei cittadini statunitensi è costretta a casa a causa dell’emergenza sanitaria in corso, incluso lo scrittore e regista de “I Guardiani della Galassia” James Gunn, che ha deciso di stillare una lista dei migliori film d’azione da vedere per passare il tempo mentre si è nelle proprie abitazioni. Leggi anche: Guardiani della Galassia: […]

General Motors fa causa ad FCA: Marchionne al centro delle accuse

di Donato D'Ambrosi

FCA accusata da General Motors di aver addolcito i rapporti con i sindacati USA e favorire la sua posizione nel rinnovo del contratto di lavoro. E’ l’accusa pesante che General Motors ha mosso nei confronti di Fiat – Chrysler. Al centro delle presunte tangenti ci sarebbe proprio l’ex AD Sergio Marchionne, scomparso nel 2018. Ecco come stanno le cose e l’effetto delle accuse di General Motors sull’avviata trattativa di fusione tra FCA e PSA.

IL PRESUNTO PIANO DOPO LA PROPOSTA DI FUSIONE RIFIUTATA

General Motors non ha risparmiato colpi, accusando FCA di aver pagato tangenti nell’ambito delle trattative tra l’UAW (United Auto Workers). La principale organizzazione sindacale americana dei metalmeccanici sta trattando nuove condizioni contrattuali proprio con Ford, GM ed FCA. La causa intentata da General Motors si fonderebbe su una serie di elementi maturati in seguito al rifiuto di General Motors a fondersi con FCA nel 2015. General Motors infatti sostiene che alcuni ex dirigenti FCA (dichiaratisi colpevoli in un’indagine UAW) avrebbero pagato tangenti ai sindacati per indebolire GM. L’accusa di Genral Motors non ha solo fatto il giuro del mondo, ma ha anche avuto un effetto in borsa (-3,9% a Piazza Affari).

GLI AIUTI A FCA DALL’UAW SECONDO GENERAL MOTORS

I vantaggi che FCA avrebbe ottenuto corrompendo funzionari dell’UAW sarebbero – secondo General Motors, una precisa strategia pilotata dall’ex AD Marchionne. L’UAW avrebbe infatti appoggiato FCA nell’adozione di contratti a tempo determinato e lavoratori di secondo livello, meno retribuiti rispetto a General Motors. Il supporto dell’UAW secondo le accuse avrebbe anche permesso a Fiat-Chrysler di risollevare le sorti dello stabilimento a Toledo dove si produce la Jeep Wrangler. Questi vantaggi concessi a FCA avrebbero creato dei costi del lavoro maggiorati di miliardi di dollari a General Motors.

COSA RISCHIA FCA NELLA CAUSA DI GENERAL MOTORS

Nonostante tutto però General Motors sarebbe intenzionata a restituire il maltolto solo ad FCA, escludendo dalla causa legale l’UAW. Dal canto suo FCA si è dichiarata estranea alle accuse ma soprattutto sorpresa dalle tempistiche di un’accusa così grave. “FCA è convinta che le accuse mosse da General Motors non siano altro che un tentativo senza basi di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società. (…) Ciò comprende il suo piano di fondersi con PSA, che per parte sua ha completato con successo il risanamento delle attività europee che ha recentemente acquistato dalla General Motors.”. Come riporta Auto Reuters, secondo la legge anticorruzione Federal Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, FCA rischia di dover pagare il triplo dei danni economici eventualmente accertati oltre a spese legali, interessi e altre sanzioni.

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FCA e PSA: i numeri ufficiali del nuovo Gruppo

di Donato D'Ambrosi

Le trattative sulla fusione tra FCA e PSA sono andate avanti a ritmo serrato, e salvo altri impedimenti i Gruppi Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA lavoreranno fianco a fianco sotto lo stesso segno. La neonata capogruppo sarà divisa al 50% e permetterà a Fiat-Chrysler e Peugeot-Citroen di vendere quasi 9 milioni di auto l’anno nel mondo. Ecco tutti i numeri della fusione tra FCA e PSA appena ufficializzati.

I VANTAGGI DELLA FUSIONE TRA FCA E PSA

L’esperienza Renault ha fatto scuola, così a tempo di record sono state delineate le dimensioni di quello che si prepara ad essere il quarto costruttore auto al mondo. Le discussioni sulla fusione tra FCA e PSA sono ancora in corso ma non dovrebbero esserci ostacoli alla fumata bianca. FCA e PSA lavoreranno congiuntamente a mobilità connessa, elettrificata, condivisa e autonoma. Sul piatto entrambi i partner metteranno la rispettiva solidità in Nord America e America Latina (FCA) e in Europa (PSA). A capo della capogruppo ci saranno, Carlos Tavares (Amministratore Delegato) e John Elkann (Presidente).

IL GRUPPO FCA-PSA AL 50% CON LA FUSIONE

La fusione tra FCA e PSA avverrà sotto una capogruppo olandese e con una struttura del consiglio di amministrazione al 50% tra i due partner. 5 membri del consiglio di amministrazione sarebbero nominati da FCA (incluso John Elkann in qualità di Presidente) e cinque da Groupe PSA. Il mandato di Carlo Tavares come membro del CDA avrà una durata iniziale di 5 anni. Un anno prima, cioè dopo 4 anni dalla fusione, si prevede sarà raggiunto l’80% delle sinergie.

QUANTE AUTO E RICAVI NASCERANNO DA FCA E PSA

Le sinergie annuali previste avranno un valore di 3,7 miliardi di euro unendo i segmenti luxury, premium, veicoli passeggeri, SUV, truck e veicoli commerciali leggeri. Il costo “una tantum” delle sinergie sarà invece di 2,8 miliardi di euro. Quel che è certo, almeno per ora, è che con la fusione FCA e PSA non saranno chiusi stabilimenti. L’obiettivo sarà raggiungere un numero di 8,7 milioni di veicoli venduti nel mondo con 170 miliardi di euro di ricavi e 11 miliardi di euro di utile (nel 2018 PSA ne ha venduti quasi 4 milioni con +7%; FCA ha immatricolato 4,8 milioni di auto).

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Fusione FCA e PSA: i dettagli dell’accordo

di Donato D'Ambrosi

Fiat-Chrysler e PSA sono ufficialmente in trattativa per una possibile fusione: c’è la conferma ufficiale da parte di FCA e del Gruppo Peugeot-Citroen. Con la fusione di FCA e PSA si creerebbe un mega gruppo di proporzioni simili alla naufragata unione tra Fiat e Renault. Il motivo per cui i più grandi Gruppi e Costruttori auto vanno alla ricerca di partner è confermato da Carlo Tavares, presidente di PSA (vedi prossimo paragrafo). Intanto si avvicendano le ipotesi e i dettagli dell’accordo tra PSA ed FCA, una fusione ricca di opportunità ma anche impedimenti politici.

PERCHE’ UNA FUSIONE TRA FCA E PSA

Renault al posto di PSA: il matrimonio con FCA è come un puzzle dalle tessere mancanti, dove per completare l’opera bisogna condividere tecnologie ed opportunità. La potenziale fusione tra FCA e PSA creerebbe un gruppo globale da 50 miliardi di dollari, secondo le stime. E a chi si chiede “perché FCA è così ostinata a cercare un partner?” risponde Tavares facendo capire che l’interesse ad unirsi è generalizzato. “I prossimi anni saranno di caos” riferendosi alle criticità legate all’elettrificazione e alle norme ambientali. Sicuramente hanno poco in comune Renault e PSA, se non i vantaggi che trarrebbe FCA dalla fusione, e la presenza del Governo francese.

FCA E PSA INSIEME PER DIVENTARE GLOBALI

Con la fusione FCA-PSA entrambi i gruppi metterebbero sul piatto opportunità e tecnologie che mancano all’altro. Il posizionamento di mercato, ad esempio è una di queste, con FCA molto forte negli USA e il Gruppo Renault invece imponente in Europa, Cina e altri Paesi. Non a caso PSA ha salvato Opel nel 2018 dal rischio di fallimento. E proprio da quanto condiviso con Opel, FCA potrebbe trarre maggiori benefici in termini di prodotto.

CASA C’E’ DIETRO L’UNIONE TRA FCA E PEUGEOT-CITROEN

La principale preoccupazione dei Costruttori è l’elettrificazione, sostenibile in buona parte con piattaforme modulari e personalizzabili. Qualcosa che Volkswagen, Toyota, Mercedes ed altri stanno già facendo mentre FCA lavora sul fronte dell’ibridizzazione dei modelli già in listino. Dal matrimonio tra PSA e FCA, Fiat-Chrysler potrebbe ricevere in dote una piattaforma modulare per auto compatte (CMP, per versioni termiche ed elettriche) e per veicoli di segmento superiore (EMP). Esattamente i segmenti annunciati nel piano 2019-2022. Le trattative sono aperte con FCA che quasi per scaramanzia si limita a confermare le voci: “sono in corso discussioni intese a creare un Gruppo tra i leader mondiali della mobilità”. C’è da sperare che stavolta la partecipazione al 14% dello Stato francese (praticamente simile a quella in Renault) non rompa le uova nel paniere.

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