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Huawei Mate 20 Pro conquista la vetta nella classifica di DxOMark

di Lucia Massaro

Il Mate 20 Pro continua a essere oggetto di test. Questa volta è stato analizzato da DxOMark – il portale di benchmark che valuta la qualità fotografica dei dispositivi – ottenendo una media di 109 punti. Un risultato che lo porta sul gradino più alto della classifica insieme al fratello P20 Pro.

Nello specifico, il punteggio totale rappresenta una media tra i punti ottenuti per gli scatti (114) e quelli raggiunti per i video (97). Una qualità che abbiamo avuto modo di provare con mano e che ci ha portato – nella nostra recensione – a definire il Mate 20 Pro come il miglior smartphone in ambito fotografico, soprattutto in notturna.

Il comparto fotografico di Mate 20 Pro è composto da una tripla fotocamera posteriore con sensore principale da 40 MP coadiuvato da uno grandangolare da 20 MP e da un teleobiettivo da 8MP che supporto lo zoom ottico 5X. Frontalmente, una fotocamera da 24MP.

Il portale esalta in particolar modo l’esposizione, la resa cromatica, la messa a fuoco automatica e la riduzione del rumore durante la registrazione video.Un po’ meno precisi sono stati invece gli scatti con effetto bokeh che seppur di buon livello sembrano essere leggermente inferiori rispetto al già citato P20 Pro. Infatti, la modalità ritratto è l’elemento che ha ottenuto il punteggio più basso (60).

In ogni caso, Huawei ha fatto centro sul comparto fotografico. La prova è la presenza dei due top di gamma della casa cinese che occupano il primo posto in classifica. Le cose potrebbero ulteriormente migliorare con l’arrivo del P30 Pro – che dovrebbe avere ben 4 fotocamere con zoom ottico 10X.

Huawei Mate 20 Pro è disponibile all’acquisto attraverso Amazon con una cover in omaggio. Lo trovate a questo link.

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Mate 20 e Mate 20 Pro, la produttività con i top di gamma Huawei – Il comparto fotografico

di Tom's Hardware

Torniamo a occuparci della produttività con il Mate 20 e Mate 20 Pro. Nelle scorse settimane abbiamo analizzato la modalità Proiezione Facile degli smartphone Huawei applicata a vari ambiti di utilizzo: dalla scrittura all’editing fotografico, fino ad arrivare al montaggio video. In questo articolo invece ci soffermeremo sulle capacità fotografiche di questi due dispositivi, in grado di fare la differenza in alcuni ambiti professionali.

Siamo in compagnia del Mate 20 e del Mate 20 Pro ormai da un paio di mesi, più o meno dalla loro presentazione avvenuta a metà ottobre. Nel frattempo abbiamo partecipato a diversi eventi e conferenze in giro per il mondo, l’ultima in ordine temporale alle Hawaii. Come sempre accade in queste occasioni, la nostra esigenza è stata quella di avere a disposizione degli smartphone in grado di realizzare degli scatti convincenti in condizioni estremamente variegate: dalle macro su altri dispositivi alle immagini nelle sale conferenze al buio, fino ad arrivare ai veri e propri video.

Spesso ci si chiede a cosa possa servire integrare più di un sensore fotografico nelle fotocamere degli smartphone, e tutti questi ambiti di utilizzo sono la risposta. Da un punto di vista hardware, Huawei ha mantenuto su entrambi gli smartphone la configurazione con tre sensori posteriori – disposti a quadrato con il flash – ma questa volta ha eliminato quello in bianco e nero sostituendolo con uno grandangolare.

Nel Mate 20 Pro c’è dunque il principale da 40 Megapixel e un obiettivo f/1.8 accoppiato al secondario da 8 Megapixel con teleobiettivo f/2.4 (l’unico con stabilizzatore ottico). Il terzo è da 20 Megapixel con obiettivo f/2.2 e ottica grandangolare. Il comparto fotografico posteriore del Mate 20 rimane sempre a tre sensori, ma cambiano le risoluzioni: 12 Megapixel con obiettivo f/1.8, teleobiettivo da 8 Megapixel f/2.4 e ottica grandangolare da 16 Megapixel f/2.2.

In entrambi i casi la parte fotografica è coadiuvata dagli algoritmi di intelligenza artificiale, su cui Huawei ha compiuto un eccellente lavoro. La logica è quella di poter fornire agli utenti un sistema in grado di scattare autonomamente delle immagini convincenti a prescindere dalle condizioni ambientali, senza dover intervenire manualmente.

Concretamente, cosa vuol dire tutto questo? Immaginate l’evento di presentazione di uno smartphone, in cui abbiamo la necessita di scattare al volo le fotografie al dispositivo senza perdere tempo in impostazioni e settaggi vari. O ancora, la più classica delle conferenze in cui ci si ritrova al buio a dover fotografare una sorgente luminosa (i LED wall su cui vengono mostrate le immagini), spesso posizionati in maniera non ottimale.

Ecco dunque giungere in soccorso le funzionalità pensate da Huawei. Il Mate 20 Pro, ad esempio, è in grado di realizzare delle macro con messa a fuoco ad appena 2.5 cm, una possibilità che può fare la differenza nel mostrare i piccoli dettagli della scocca di un dispositivo. C’è poi il sensore grandangolare, che torna utilissimo qualora sorga la necessità di inquadrare una porzione di scena maggiore senza potersi fisicamente allontanare (cosa che accade spessissimo durante le conferenze), senza dimenticare la capacità automatica di tirare fuori scatti convincenti anche al buio.

Nella galleria fotografica potete osservare una serie di immagini realizzate proprio con il Mate 20 e Mate 20 Pro nelle condizioni più disparate. Avevamo già avuto modo di tessere le lodi del comparto fotografico di questi due smartphone in sede di recensione, impressioni che sono state confermate nell’utilizzo prolungato in questi mesi. Poco da dire, Huawei ha compiuto un ottimo lavoro, facendo ulteriormente evolvere quanto di buono già visto a bordo del P20 Pro.

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Memoria Photo Gallery Pro permette di navigare attraverso le foto preferite in modo rapido, semplice e organizzato

di Gerardo Orlandin

Memoria Photo Gallery Pro è un'applicazione che offre una galleria fotografica in stile Material Design che permette di navigare attraverso le foto preferite in modo rapido, semplice e organizzato. L'applicazione mette a disposizione un caveau crittografato per archiviare in sicurezza le foto sensibili e accedervi solo attraverso Memoria con il PIN, la password o con l'impronta digitale.

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Mate 20 e Mate 20 Pro: la produttività con i top di gamma Huawei – L’editing fotografico

di Tom's Hardware

Dopo la prima puntata, in cui vi abbiamo mostrato le potenzialità produttive del Mate 20 e Mate 20 Pro grazie alla modalità “Proiezione Facile”, oggi riportiamo l’attenzione sugli attuali smartphone top di gamma Huawei. Abbiamo infatti pensato di sfruttare queste funzionalità per operazioni ancora più complesse rispetto a quella di scrittura degli articoli: oggi ci occuperemo infatti dell’editing fotografico.

Si tratta di un ambito – quello fotografico appunto – su cui entrambi gli smartphone sono particolarmente focalizzati. Nella nostra recensione abbiamo definito il Mate 20 Pro come uno dei migliori dispositivi per scattare fotografie, specie in notturna, grazie soprattutto ai tre sensori posteriori coadiuvati dagli algoritmi di intelligenza artificiale.

La questione dell’editing è però più complessa. In questo caso infatti gli smartphone si scontrano inevitabilmente con il loro form factor e modalità di interazione: i display sono troppo piccoli e il touch screen decisamente scomodo per effettuare un foto ritocco un po’ più professionale, magari per chi svolge determinate professioni o per chi con i social ci lavora. Ed è proprio in quest’ottica che arriva in aiuto la modalità Proiezione Facile.

Accesso alla modalità Proiezione Facile

La procedura è davvero intuitiva, praticamente non necessita di passaggi in quanto viene gestito tutto in automatico dal software. La prima volta che si utilizza, sullo smartphone vengono visualizzate le schermate che potete osservare nella galleria sottostante, in cui semplicemente viene illustrato il funzionamento. In buona sostanza, l’unica operazione da compiere è quella di posizionare il monitor esterno (o anche un televisore) sull’uscita HDMI a cui è stato collegato il Mate 20 o Mate 20 Pro.

Mate 20 Pro a sinistra, Mate 20 a destra

Discorso differente nel caso in cui si voglia utilizzare la modalità Proiezione Facile wireless, senza dunque l’utilizzo del cavetto, sfruttando lo standard Miracast. Come detto in apertura, occorre un monitor esterno o un televisore compatibile con questo protocollo. Nel caso si abbia a disposizione, basterà seguire la procedura sottostante.

  1. Recarsi nelle impostazioni
  2. Selezionare la voce “Connessione dispositivo”
  3. Selezionare la voce “Proiezione facile”
  4. Abilitare l’opzione “Proiezione wireless” e selezionare la sorgente esterna che comparirà subito sotto

Completato l’accesso, a prescindere che venga eseguito con il cavetto o wireless, ci si ritroverà di fronte alla schermata che vedete ritratta nell’immagine: una barra degli strumenti sulla parte bassa, con a destra alcune informazioni (Wi-Fi, ricezione, percentuale batteria ecc…) e a sinistra il pulsante per accedere alle varie applicazioni installate sul Mate 20 o Mate 20 Pro; due colonne di programmi, che poi sono quelli che ci si ritroverà a utilizzare più spesso in questa modalità. Insomma, almeno graficamente, un sistema operativo desktop.

L’utilizzo dei software di ritocco fotografico

Sfruttando la possibilità di collegare wireless mouse e tastiera, capite bene come l’editing delle fotografie diventi un’esperienza decisamente più appagante, anche perché si ha a disposizione uno schermo esterno con una diagonale molto ampia. Mate 20 e Mate 20 Pro hanno a disposizione un’applicazione di foto ritocco integrata direttamente nella galleria.

Si tratta di un servizio completo per un editing basilare. Oltre alla possibilità di aggiungere una serie di filtri agli scatti, consente anche di intervenire sulla messa a fuoco e su tutta una serie di parametri come luminosità, contrasto, saturazione, nitidezza, ombre e tonalità. Non manca ovviamente la possibilità di ritagliare e ruotare le immagini a piacimento, a seconda delle esigenze.

Abbiamo pensato però di spingerci oltre, installando sui due smartphone l’intera suite mobile di Photoshop: da Sketch a Express passando per Mix, fino ad arrivare a Fix. Applicazioni che, pur non offrendo tutte le funzionalità presenti sulle controparti desktop, consentono comunque di effettuare un editing fotografico sui dispositivi mobili decisamente completo, quasi professionale sapendo ben utilizzare gli strumenti a disposizione.

Occorre inoltre sottolineare un aspetto importante. Nessuna delle applicazioni della suite di Photoshop è ottimizzata per Proiezione Facile, come del resto viene chiarito con un messaggio a schermo a ogni avvio. Nonostante questo però, non abbiamo riscontrato bug o criticità di sorta, riuscendo tranquillamente a utilizzarle tutte nella modalità in questione. L’unica che – di fatto – non funziona in quanto non riesce a caricare le immagini dall’archivio è Lightroom CC.

Poter utilizzare mouse e tastiera esterni fa davvero la differenza con la suite di Photoshop. Le funzionalità sono ben note, ma la possibilità di sfruttare un sistema di input fisico in abbinata a un monitor esterno mette a disposizione dell’utente un’esperienza completamente diversa da quella a cui ci hanno abituati gli smartphone. E poi, nel caso specifico del Mate 20 e Mate 20 Pro, tutto è sostenuto da una piattaforma hardware che convince anche in questo contesto.

Il Kirin 980 non va praticamente mai in difficoltà. Le temperature rimangono al di sotto dei 50° centigradi anche dopo un utilizzo prolungato della modalità Proiezione Facile, senza dunque far percepire mai calore dalla scocca posteriore degli smartphone. I due core ad alte prestazioni raggiungono i 2,26 GHz solo quando viene richiesta particolare potenza, e riescono a mantenere la frequenza in maniera costante. I 2 GB di RAM in meno del Mate 20 si percepiscono solo in pochi frangenti.

Insomma, l’esperienza di editing fotografico con la modalità Proiezione Facile è un qualcosa di profondamente differente rispetto alla semplice possibilità di collegare un monitor esterno allo smartphone. La speranza è che Huawei continui a lavorare per ampliare il numero di applicazioni che la supportano ufficialmente, in quanto anche con la suite di Photoshop è possibile notare, in alcuni casi, una non perfetta visualizzazione degli elementi a display. Nulla comunque che comprometta la produttività.

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L'articolo Mate 20 e Mate 20 Pro: la produttività con i top di gamma Huawei – L’editing fotografico proviene da Tom's Hardware.

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