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Come vedere il GP di Formula 1 di Francia 2019 in Streaming e TV

di Lorenzo Spada
GP di Formula 1 di Francia 2019

Il campionato di Formula 1 2019 torna nel week-end ad emozionare tutti i tifosi. Per l’ottava gara, si farà tappa in Francia e, vista la posizione geografica del luogo, per noi italiani gli orari saranno molto comodi. Scopri come vedere il GP di Formula 1 di Francia 2019 in Streaming e TV con la nostra guida di approfondimento. GLI ORARI […]

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Trismegistus: The Ultimate Formula chi sarà l’alchimista più forte?

di Mabelle Sasso
Board & Dice ha annunciato lo sviluppo e il successivo lancio sul mercato del gioco strategico Trismegistus: The Ultimate Formula, dei game designer italiani Daniele Tascini e Federico Pierlorenzi. Leggi anche: The Potion,: la recensione. Sfide fra alchimisti per “grandi e piccini” Nella storia e nella leggenda gli alchimisti sono sempre stati impegnati in una […]

Come vedere il GP di Formula 1 del Canada 2019 in Streaming e TV

di Lorenzo Spada
Come vedere il GP di Formula 1 del Canada 2019 in Streaming e TV (1)

Il campionato di Formula 1 2019 torna nel week-end ad emozionare tutti i tifosi. Per la settima gara, si farà tappa in Canada e, vista la posizione geografica del luogo, per noi italiani gli orari sarebbero potuti essere più comodi (gli eventi si svolgeranno di pomeriggio e di sera). Scopri come vedere il GP di Formula 1 del Canada 2019 […]

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Come vedere il GP di Formula 1 a Monaco 2019 in Streaming e TV

di Lorenzo Spada
GP di Formula 1 a Monaco 2019

Il campionato di Formula 1 2019 torna nel week-end ad emozionare tutti i tifosi. Per la sesta gara, si farà tappa a Monaco (il GP più glamour di tutti) e, vista la posizione geografica del luogo, per noi italiani gli orari sono molto comodi. Scopri come vedere il GP di Formula 1 a Monaco 2019 in Streaming e TV con la nostra […]

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Niki Lauda è morto: la F1 piange la sua leggenda

di Valerio Nebuloni
È morto all’eta di 70 anni Niki Lauda, leggendario pilota di F1 che tra gli anni settanta e ottanta ha conquistato tre titoli mondiali, per poi dedicarsi a varie attività imprenditoriali. Così rende noto la famiglia, che comunica il suo decesso durante la giornata di ieri. L’uomo era ricoverato da mesi in una clinica svizzera. […]

Come vedere il GP di Formula 1 in Spagna 2019 in Streaming e TV

di Lorenzo Spada
Come vedere il GP di Formula 1 in Spagna 2019 in Streaming e TV

Il campionato di Formula 1 2019 torna nel week-end ad emozionare tutti i tifosi. Per la quinta gara, si farà tappa in Spagna e, vista la posizione geografica del luogo, per noi italiani gli orari sono molto comodi. Scopri come vedere il GP di Formula 1 in Spagna 2019 in Streaming e TV con la nostra guida di approfondimento. GLI ORARI […]

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Morte Ayrton Senna: com’é cambiata la sicurezza in F1 in 25 anni?

di Valerio Boni

Anche uno spettatore non attento ai regolamenti si sarà accorto che dal 2018 c’è un elemento in più sulle auto di Formula 1: si chiama Halo (nella foto di copertina), ed è una speciale protezione posizionata intorno al casco del pilota. Quella che in italiano è stata ribattezzata aureola è stata introdotta con lo scopo di evitare che i detriti generati in caso di un incidente possano ferire chi è alla guida dell’auto. Questo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei dispositivi di sicurezza che hanno contribuito a rendere sempre più protettive le vetture. Un processo che ha subito un’ulteriore accelerazione dopo il tragico incidente che 25 anni fa costò la vita ad Ayrton Senna.

LA TRAGEDIA DI IMOLA

Era il 1994, e le strutture erano già progettate per assorbire gli urti in caso di uscita di strada, ma la rottura del piantone dello sterzo sul circuito di Imola risultò fatale al talento brasiliano. La drammaticità dell’evento, che nello stesso weekend costò la vita anche a Roland Ratzenberger in un urto durante le prove, contribuì a cercare nuove soluzioni di prevenzione, sfruttando le tecnologie più innovative a disposizione.

GLI ANNI DEI PIONIERI

Negli anni Novanta le Formula 1 erano già relativamente sicure, decisamente molto di più rispetto all’era pionieristica, tra il 1950 e il 1980, quando il rischio di assistere a un gran premio dagli esiti tragici era altissimo. Dopo l’epoca empirica di Nuvolari, in cui il massimo livello di sicurezza era costituito da una polo e una cuffia in pelle, si cominciò a pensare ai piloti dopo il 1970. In quella stagione Jochen Rindt morì durante le prove del GP di Monza e negli anni seguenti la GPDA (Grand Prix Drivers’ Association) fece sentire la sua voce.

PROTETTI DAL FUOCO

L’associazione dei piloti, presieduta da Jackie Stewart, richiese e ottenne l’adozione obbligatoria delle cinture di sicurezza, del casco integrale e della tuta ignifuga. In seguito arrivarono anche i guard rail e le chicane sulle piste più veloci. Non fu del tutto risolto il problema della sicurezza, ma almeno queste misure contribuirono a salvare Niki Lauda dal rogo della sua vettura al Nürburgring, nel 1976. La vera svolta iniziò qualche anno più tardi, quando Colin Chapman inventò le auto monoscocca, prive di un telaio convenzionale poi ricoperto con una carrozzeria. Una soluzione che ha consentito di aumentare la rigidezza, e allo stesso tempo di ridurre i pesi.

CRASH TEST SEMPRE PIÙ SEVERI

Il passo successivo è rappresentato dall’avvento dei crash test, introdotti nel 1985, con lo scopo di verificare in laboratorio la resistenza delle cellule in caso di impatto. Erano i primi tentativi, che imponevano tra l’altro che in caso di collisione la pedaliera non dovesse arretrare più di 15 centimetri. Le prove divennero più severe a partire dal 1992, con l’obiettivo di contrastare la tendenza di alcuni costruttori di alleggerire in modo esasperato le scocche delle auto da gara, indebolendole.

TECNOLOGIE IN EVOLUZIONE

Stagione dopo stagione i requisiti sono stati aggiornati, aumentando i pesi che l’abitacolo deve reggere in caso di ribaltamento. I primi test erano effettuati a velocità di 40 km/h, e la parte laterale doveva reggere un carico di 1.170 kg. Oggi le prove previste sono 13, e la stessa resistenza laterale prevede due test, rispettivamente di 2.550 e 3.061 kg per almeno 30 secondi, con una deformazione massima di 1 mm.

PREVENZIONE E ABBIGLIAMENTO

Ma il lavoro sulla sicurezza procede da sempre in più direzioni. Dal 2003, per esempio, è diventato obbligatorio l’uso del dispositivo HANS (Head and Neck Safety) poggiato sulle spalle del pilota e agganciato al casco. Il suo ruolo è quello di limitare gli spostamenti della testa in caso di impatto, riducendo il rischio di lesioni della colonna cervicale. Ci sono poi gli elementi imbottiti ai lati dell’abitacolo, per assorbire l’energia in caso di impatto e proteggere il pilota dai detriti provenienti lateralmente.

PREVENZIONE NON SOLO SULLE AUTO

L’evoluzione non ha coinvolto solo le auto, nulla è lasciato al caso. I caschi sono quindi costruiti in fibra di carbonio, aramide e polietilene e pesano solo 1,25 kg. Tute, sottotute e guanti, inoltre, sono realizzate in particolare materiale ignifugo in grado di resistere alle fiamme fino a 11 secondi. Senza dimenticare le cinture di sicurezza, che possono resistere a un carico di 1,5 tonnellate.

AYRTON SENNA E IL LIBRO DI TERRUZZI

La concomitanza con il triste evento riporta d’attualità il volume “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna“, scritto nel 2014 dal giornalista Giorgio Terruzzi, vincitore del Premio Bancarella. Nel libro chiarisce l’autore – fine analista della Formula 1 per le reti Mediaset – l’aspetto della sicurezza non è affrontato direttamente, ma in quell’ultima notte prima della gara Senna era molto preoccupato. Il libro è acquistabile a questo link.

UNA GARA DA CANCELLARE

Aveva percepito la gravità della situazione, era stata ventilata l’ipotesi di non correre quella gara, perché Imola non era assolutamente sicura. Aveva un asfalto sconnesso e quel muro in prossimità della curva del Tamburello non si poteva spostare. Ma Ayrton non era l’unico a essere in pensiero sulla linea di partenza. Era già morto Ratzemberger e tutti i piloti non erano sereni, lo si percepiva chiaramente».

IL MESTIERE DEL PILOTA

Tuttavia la gara partì con le conseguenze che conosciamo, e da lì iniziò un nuovo periodo nero per la Formula 1. «In partenza ci fu un incidente e i detriti finirono in tribuna ferendo alcuni spettatori. Poi fu il la volta dell’impatto di Wendingler a Montecarlo pochi giorni dopo, e ancora quello di Montermini in Spagna. Si sentiva la necessità di aumentare la sicurezza. Anche se i tempi in cui i pedali erano davanti alle sospensioni, in posizione esposta agli urti, sembravano lontani. E in effetti le auto cominciarono a cambiare».

UN SOLO OBIETTIVO: VINCERE

Oggi è possibile dire che cosa avrebbe potuto salvare il brasiliano? «È difficile, forse un piantone di sterzo più robusto, forse un asfalto migliore, certamente una pista con spazi di fuga sicuri. Però è impossibile stabilirlo con precisione. Come non lo si può fare per tutti gli altri piloti che hanno perso la vita in una corsa automobilistica. Tuttavia non bisogna dimenticare che la Formula 1 è uno sport estremo, in cui la ricerca del limite è costante, per tutti. Per chi corre, per chi costruisce; i piloti lo sanno, ma non per questo si tirano indietro. Quando scendono in pista, l’unico pensiero è quello di vincere la corsa».

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Tesla Roadster sfida la Ferrari Formula 1, il risultato della simulazione è incredibile

di Simone Lelli
Certo, si parla di una simulazione, ma secondo voi chi vincerebbe un duello di accelerazione tra una Ferrari Formula 1 e una Tesla Roadster? Nella realtà il risultato dovrebbe essere il medesimo, certo, solo per quanto riguarda l’accelerazione e grazie al diverso propulsore; la vettura da F1 non avrebbe eguali nel misto. Ma in questo […]

Come vedere il GP di Formula 1 in Azerbaijan 2019 in Streaming e TV

di Lorenzo Spada
GP DI FORMULA 1 IN Azerbaijan 2019

Il campionato di Formula 1 2019 torna nel week-end ad emozionare tutti i tifosi. Per la quarta gara, si farà tappa in Azerbaijan e, vista la posizione geografica del luogo, per noi italiani gli orari sono molto comodi. Scopri come vedere il GP di Formula 1 in Azerbaijan 2019 in Streaming e TV con la nostra guida di approfondimento. GLI ORARI […]

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La Formula E a Roma, anticipo dell’automotive che verrà?

di Nicodemo Angì

Il Weekend della Formula E a Roma è stato all’insegna dello sport e di un’innovazione che è più vicina alle vetture di serie di quanto non appaia. Il lato sportivo è stato intenso, grazie a delle monoposto che, anche se non rombanti, sono dinamicissime! Il weekend romano, dove SicurAUTO.it è stato presente, ha posto in evidenza le auto elettriche e anche le ibride, messe dalle Case lungo le strade dell’EUR usate come showroom. Le ibride sono già diverse, come costituzione e “abitudini”, dalle automobili classiche, ma i cambiamenti veri deriveranno dall’arrivo delle elettriche a batteria.

DIVERSITÀ E PARALLELISMI

Il Roma ePrix 2019 è stato una svolta nella svolta: se la premiére per la Capitale (guarda il video del circuito) c’è stata nel 2018, quest’anno Roma ha visto in gara le Generation 2. Si tratta di automobili più carenate, appariscenti e, soprattutto, più potenti delle Gen 1 che hanno corso i primi 4 campionati. I kW di potenza non sono moltissimi: 200 in gara, con 25 kW temporanei in più durante l’attack mode, e 250 in prova, circa 340 CV. L’Audi SQ5 TDI Mild Hybrid, per esempio, ha 347 Cv ma la purissima anima racing delle Formula E viene fuori nello scatto breve. Le Gen 2 accelerano da 0 a 100 km/h in circa 2,8 secondi, un valore sovrapponibile a quello delle Formula 1. La prontezza dell’elettrico e l’assetto danno questa dinamicità, che troviamo, “in miniatura”, anche nella Smart EQ fortwo che abbiamo potuto provare per le strade dell’EUR.

COMPONENTI “QUASI” NORMALI

Le analogie fra le Formula E e le stradali riguardano anche gli pneumatici su cerchi da 18”, un diametro usato sulle auto di serie. Le gomme monotipo Michelin hanno il battistrada scolpito e una mescola non estrema che le rende usabili anche in caso di pioggia. I piloti non le hanno cambiate, quindi, durante il piovoso Gran Premio di Roma, come non l’avrebbero fatto gli automobilisti “normali”. Ricordiamo che per contenere i costi, e rendere anche più dinamica la battaglia tra i team, i telai sono tutti uguali, fatti da Dallara. L’hardware dell’impianto frenante è Brembo, integrabile eventualmente con un sistema By-Wire al posteriore per armonizzare la frenata rigenerativa e quella classica, e le batterie sono McLaren. Piuttosto “terrestri” anche le batterie, che erogano al massimo 54 kWh di “carburante” anche se hanno una capacità superiore. Niente di eccezionale, quindi, se pensiamo che la Nissan Leaf 2018 ha 40 kWh e la versione e+ 3.zero arriva a 62 kWh. L’efficienza delle Formula E viste a Roma è comunque tipicamente elettrica, e quindi alta, come dimostrato da un semplice calcolo.

EFFICIENZA RACING

La gara è durata 26 giri di un circuito lungo 2,84 km, per un totale di 73,84 km. Il vincitore ha tagliato il traguardo con meno del 2% di energia rimanente e ha quindi usato 53 kWh. Secondo l’EPA un gallone di benzina contiene 33,7 kWh e quindi in gara è stata consumata l’energia contenuta in 1,57 galloni. La monoposto del vincitore ha “bruciato” l’equivalente energetico di 5,94 litri di benzina per fare 73,84 km: la media è quindi 12,42 km/litro. Niente male per una gara corsa ad una media di 47 km/h nonostante le 21 curve di un impegnativo circuito cittadino. Un altro elemento che ci prefigura un futuro diverso è la semplicità dei box, ricchi di computer più che di utensili vista la meccanica molto semplice.

Foto di DanieleSpata (@cinicodippiu)

INFRASTRUTTURE ESSENZIALI

La vicinanza alla serie attraversa anche la trasmissione: l’anno scorso qualcuno usava un cambio a 2/3 marce ma quest’anno sembrano esserci solo monomarcia. Un aspetto che ha destato qualche polemica sui social è stata poi la presenza di gruppi elettrogeni per la ricarica delle Formula E. In realtà i gruppi diesel servivano per gli stand degli espositori, come si sarebbe fatto in qualsiasi fiera. Le monoposto venivano invece caricate con gruppi speciali prodotti dall’inglese Aquafuel e alimentati con glicerina ricavata da biomasse e quindi non fossile. La scelta dei gruppi elettrogeni era quasi obbligata perché un’eventuale default della rete (quella di Roma non è modenissima) avrebbe mandato a monte la gara. La riflessione però c’è e tiene conto che le monoposto sono soltanto 22 ma quando le elettriche saranno migliaia le reti dovranno essere intelligenti. Questo servirà anche a gestire le batterie delle elettriche per alimentare la casa e poi, quando esse saranno molte, anche le città. Nota finale: a parte lo stridore delle gomme la corsa è stata silenziosa, un anticipo di come potrebbero essere le città quando le elettriche saranno la maggioranza.

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La programmazione di Europa League, SuperBike, Formula 1 e MotoGP su TV8 tra l’11 e il 14 aprile

di Lorenzo Spada
Gli eventi di Formula 1, MotoGP e SuperBike in diretta su TV8

Come sicuramente saprete, Sky sta sfruttando i Diritti TV della MotoGP, della Formula 1, della Superbike e dell’Europa League per far crescere il canale TV8, al momento l’unico in chiaro presente sul Digitale Terrestre oltre a SkyTG24. A questo proposito, tra l’11 e il 14 aprile 2019 si andranno a concentrare una serie di eventi per 19 ore […]

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Come vedere il GP di Formula 1 in Cina 2019 in Streaming e TV

di Lorenzo Spada
Come vedere il GP di Formula 1 in Cina 2019 in Streaming e TV

Il campionato di Formula 1 2019 torna nel week-end ad emozionare tutti i tifosi. Per la terza gara, si farà tappa in Cina e, vista la posizione geografica del luogo, per noi italiani gli orari non sono molto comodi. Scopri come vedere il GP di Formula 1 in Cina 2019 in Streaming e TV con la nostra guida di approfondimento. GLI […]

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Arriva la prima monoposto totalmente elettrica di Mercedes-Benz

di Simone Lelli
Mercedes-Benz ha rivelato la sua prima auto da corsa monoposto totalmente elettrica: parliamo della EQ Silver Arrow 01, vettura che parteciperà al prossimo campionato di Formula E (fine 2019). Mercedes-Benz annunciò il suo ingresso nella competizione nel 2017, e quest’anno lo farà prendendo sotto la sua ala il team HWA Racelab (con il quale hanno […]

Studenti Università elaborazione monoposto competizione Formula SAE

di redazione

Tra gli eventi racing la Formula SAE riserva un fascino tutto particolare. Si tratta di è una competizione tra università di tutto il mondo, con team di studenti che progettano e costruiscono una monoposto con la quale scendere in pista. Il test in pista di Elaborare ha riguardato la UC22, una monoposto tutta pepe completamente ideata e assemblata da un’affiatata squadra di studenti dell’Università Federico II di Napoli. La Formula SAE è dunque una gara di intelligenza progettuale e talento operativo di stampo ingegneristico, perché tutto nasce con il progetto di un’auto più performante possibile, e sta acquisendo fama e importanza sempre crescenti, con tappe in vari continenti, con sponsor e centinaia di migliaia di Euro che gettano le basi per la carriera degli ingegneri del futuro. Gli stessi brand automobilistici, infatti, hanno cominciato ad affacciarsi a questo mondo, favorendone un maggior sviluppo per poi raccogliere i frutti con un massiccio scouting: la tappa italiana del Campionato è organizzata in associazione con FCA e Dallara, quest’ultima di casa a Varano de’ Melegari dove si svolge fisicamente l’evento.

Come nasce una monoposto della Formula SAE

Ogni team che partecipa alla Formula SAE deve sottostare ad un regolamento che da un lato offre spunti per realizzare l’auto, mentre dall’altro impone dei vincoli da rispettare, sia per il progetto di una vetttura “combustion” sia per quello di una “electric”; le due categorie finora possibili, alle quali si è aggiunta recentemente quella delle “auto a guida autonoma”. Il passo della vettura, ad esempio, ha un valore massimo e uno minimo consentiti, così come l’aspirazione deve avere un diametro massimo di 20 mm all’ingresso dell’airbox, con il corpo farfallato obbligatoriamente posto a monte di quest’ultimo.

Come si svolgono le gare Formula SAE

A differenza di quanto siamo abituati a vedere nelle gare di Formula 1, con le vetture schierate in pista contemporaneamente, gli eventi della Formula SAE dono divisi in due parti: una statica e una dinamica. La statica comprende la Business Presentation, il Design Event e il Cost Event.
Finalmente in pista – Sono quattro le prove da superare nel senso più completo del termine: Acceleration, Skid Pad, Autocross ed Endurance.

I test in circuito

La pista è il terreno di battaglia ideale della UC22 del team UniNa Corse. Il race test in vista della gara di Formula SAE si è svolto sul Circuito del Sele di Battipaglia per raccogliere informazioni per il team e per voi!

Scheda tuning monoposto UC22

Telaio: tubolare in acciaio
Dimensioni: lunghezza 2.850 mm senza aerokit/ 3.000 mm con aerokit, larghezza 1.170 mm, passo 1.545 mm
Peso in ordine di marcia: 275 kg
Sospensioni: sistema pull road anteriore e posteriore con barre antirollio
Pneumatici e cerchi: Pirelli slick 180/530, cerchi OZ Racing 13”
Motore: Honda Hornet CB600-F, 4 cilindri in linea con mappatura centralina dedicata e airbox artigianale
Rapporto di compressione: 12:1
Alimentazione: benzina Ron 98
Potenza e coppia: 60 KW a 10.000 g/m, 70 Nm a 8.000 g/m
Trazione: posteriore
Raffreddamento: radiatore singolo
Impianto frenante: pinze freno racing a 4 pistoncini con dischi flottanti forati
Elettronica: elettronica progettata con schede ST. Display touchscreen multifunzione con LED cambiata e personalizzazione con logo del team
Ergonomia e sicurezza: sedile in carbonio modellato sul pilota, con cinture di sicurezza a 6 punti
Costo: 300.000 Euro circa

Date stagione 2018 Eventi ufficiali SAE e tassa di iscrizione

Formula SAE Michigan, USA: 9-12 Maggio 2018, 2.250$
Formula SAE Lincoln, USA: 20-23 Giugno 2018, 2.250$
Formula SAE Electric Nebraska, USA: 20-23 Giugno 2018, 2.250$
Formula SAE Australasia, Australia: 6-9 Dicembre 2018, 4.100€ (circa)
Formula SAE Brazil, Brazil: 29 Novembre-3 Dicembre 2018, 3.400$ (circa)
Formula SAE Italy: 11-15 Luglio 2018, 1.580€
Formula Student United Kingdom: 11-15 Luglio 2018, 2.500€ (circa)
Formula Student Austria: 29 Luglio-2 Agosto 2018, 1.200€ (circa)
Formula Student Germany: 6-12 Agosto 2018, 1.000€
Formula Student Japan: 4-8 Settembre 2018, 850€ (circa)

Elenco Team Università partecipanti alla Formula SAE 2018

Unipg Racing Team – Università di Perugia
Squadra Corse – Politecnico di Torino
Fast Charge – Università di Roma “La Sapienza” (team elettrico)
Firenze Race Team – Università di Firenze
Unical Reparto Corse – Università della Calabria
Race UP Team – Università di Padova
Dynamis PRC – Politecnico di Milano
UniPR Racing Team – Università di Parma
Salento Racing Team – Università del Salento
E-Team Squadra Corse – Università di Pisa
UniBo Motorsport – Università di Bologna
Scuderia Tor Vergata – Università di Roma “Tor Vergata”
Polimarche Racing Team – Università Politecnica delle Marche
UniBS Motorsport – Università degli Studi di Brescia
More Modena Racing – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Poliba Corse – Politecnico di Bari
Sapienza Corse – Università di Roma “La Sapienza” (Team Combustion)
E-agle Trento Racing Team – Università degli Studi di Trento

L’articolo completo sulla Formula SAE e tutte le università italiane che vi partecipano è su Elaborare 237 in edicola nel mese di aprile 2018.

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Manicotti Samco by Andreani Group

di redazione

Samco è il marchio leader mondiale nella produzione di tubazioni in silicone per il motorsport, scelto dai più importanti team della Formula 1, del WRC, della Moto GP e del Mondiale motocross grazie alla qualità e alle performance superiori, alla più ampia gamma prodotti e alla disponibilità di numerosissime varianti di colore.
I prodotti Samco, interamente realizzati a mano nei reparti produttivi di Pontyclun nel sud del Galles, si distinguono dai prodotti della concorrenza per l’utilizzo esclusivo di materiali dai più elevati standard qualitativi in grado di garantire una maggiore resistenza alla rottura, all’usura e al calore, restituendo una migliore stabilità dei flussi, una riduzione delle temperature di esercizio e un’affidabilità superiore.
Le performance Samco sono oggi ancora più accessibili, Andreani Group ha infatti definito un nuovo posizionamento di prezzo che rende i prodotti Samco molto più competitivi rispetto al passato. tutta la gamma è diosponibile on line sul sito www.andreanigroup.com
Info: Tel. 0721/20921

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Ayrton Senna da Silva – Tribute – la vita la morte

di Giovanni Mancini

ayrton_senna

Ayrton SennaAyrton Senna da Silva (San Paolo, 21 marzo 1960 – Bologna, 1º maggio 1994) ricordiamolo in questo anniversario della sua tragica scomparsa sul circuito di Imola. Aveva detto: "Su questa terra si comincia nascendo e si finisce morendo: sono i due poli della nostra parabola" a cena con C. Grandini nello stesso week-end dove parlava ossessionatamente della morte. Ecco quando scriveva Carlo Grandini sul 'Corriere della Sera' il 3 maggio 1994: "Una sera di primavera del 1991, l'epilogo d'una giornata di intense prove tecniche che Ayrton Senna aveva sostenuto a Imola. Cenammo insieme. Si poteva parlare alla precisa condizione da lui posta: niente interviste, semmai ‘uno scambio di pensieri’. Ma su che cosa? "Su qualunque cosa. Per esempio sulla vita e sulla morte", disse. L'idea della morte proposta dal più grande dei piloti: il nostro normale senso del pudore cadeva di fronte all'offerta che non ci aspettavamo. Il mento sorretto da una mano, gli occhi puntati all'infinito, come sempre gli capitava nei momenti di meditazione, lesse così, cantilenando in italiano il suo brasiliano, la pagina traumatica del romanzo che doveva tenere scritta nel cervello e nel cuore. "Non vedo perché si debba sempre discutere di tutto meno che della morte. Su questa terra - diceva Ayrton Senna - si comincia nascendo e si finisce morendo: sono i due poli della nostra parabola. L'importante per me è non sapere dove e quando morirò, l'importante per lei è non sapere dove e quando morirà. Ma, vede, io credo di avere un vantaggio su di lei: per il mestiere che faccio, ho una confidenza con la morte che lei non ha. Da anni mi sembra d'incontrarla tutti i giorni, perché tutti i giorni la metto in conto e ho quindi una specie di confidenza. Non si stupisca: mi sembra quasi un'amica. Non mi fa paura. Ma ogni volta che parlo con Dio, che un giorno me la presenterà ufficialmente, appena di questo lo prego: fallo subito e bene. Un’ipotesi mi terrorizza: di farmi male, di finire il mio tempo bloccato a letto o in carrozzella. Regazzoni e Williams sono due eroi. Io non sono un eroe…” Leggi altri articoli su Ayrton Senna link QUI VIDEO AYRTON SENNA TRIBUTE http://www.youtube.com/watch?v=_5H7ajHlkHk IMOLA 1° MAGGIO Curva del Tamburello 1994 https://www.youtube.com/watch?v=uiLubadXiK4 ayrton-senna-tamburello-imola-1994
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