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Oggi — 19 Febbraio 2019RSS feeds

RTX 2080 Ti ArcticStorm, Zotac mette il TU102 sotto liquido

di Manolo De Agostini
Zotac ha annunciato la nuova GeForce RTX 2080 Ti ArcticStorm (ZT-T20810K-30P), una scheda video che si rivolge agli appassionati che desiderano mettere la scheda video sotto raffreddamento a liquido. La Zotac RTX 2080 Ti ArcticStorm è dotata un sottosistema di alimentazione con 16+4 fasi e ritroviamo anche PowerBoost, il chip di controllo che ha il […]
Ieri — 18 Febbraio 2019RSS feeds

Metro Exodus provato con ray tracing e DLSS

di Manolo De Agostini
Dopo Battlefield V, che nei giorni scorsi ha guadagnato il supporto al DLSS, ecco il secondo gioco a supportare le tecnologie cardine dell’offerta Nvidia GeForce RTX, Metro Exodus. Il titolo edito da Deep Silver e sviluppato da 4A Games è incidentalmente il primo a supportare al day one le due tecnologie che dovrebbero far spiccare […]

GTX 1660 Ti, le ultime indiscrezioni a pochi giorni dal debutto

di Manolo De Agostini
Ormai è molto difficile per le aziende mantenere la segretezza assoluta sui propri piani e il settore dell’hardware non fa eccezione. Da tempo sappiamo che Nvidia sta lavorando sulla quinta scheda video consumer basata sull’architettura Turing, la GTX 1660 Ti. La nuova proposta debutterà tra pochi giorni, il 22 febbraio, ed è importante per almeno […]
Meno recentiRSS feeds

DLSS, Nvidia parla della qualità e dei prossimi miglioramenti

di Manolo De Agostini
Andrew Edelsten, Technical Director of Deep Learning di Nvidia, ha fatto un “primo punto” sul Deep Learning Super Sampling (DLSS), la tecnologia di Nvidia che punta a offrire, affidandosi all’intelligenza artificiale, una qualità grafica ottenibile con altre tecniche di anti-aliasing, ma con un impatto prestazionale inferiore. Il DLSS è approdato recentemente in Battlefield V e […]

Nvidia, i conti non tornano nel quarto trimestre, ma l’anno è da record

di Manolo De Agostini
Nvidia ha presentato i risultati del quarto trimestre fiscale 2019 e, come da previsioni dopo il profit warning lanciato nello scorse settimane, il fatturato si è fermato a 2,2 miliardi di dollari, in calo del 24% (706 milioni) sullo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto ha raggiunto 567 milioni, mentre quello operativo ha toccato […]

Jump Force Recensione

di Francesco Caputo
Con una rocambolesca presentazione al precedente E3 di Los Angeles, Jump Force ha fatto fin da subito breccia nel cuore degli appassionati. Tuttavia, con il passare dei mesi e delle prove sul campo, l’attesa è stata praticamente tradita dai numerosi problemi ai server di gioco e soprattutto da un gameplay poco incline ai tecnicismi dei […]

Battlefield V con DLSS provato. Come cambiano le prestazioni

di Manolo De Agostini
Nelle scorse ore Nvidia ha pubblicato i driver GeForce 418.91 WQHL, introducendo il supporto DLSS in Battlefield V e abilitando il ray tracing e il DLSS in Metro Exodus. Salgono così a due i giochi con supporto alle due tecnologie usabili solo dalle schede GeForce RTX, ma altri ne arriveranno nei prossimi mesi. Nei prossimi giorni […]

Scheda video: guida all’acquisto

di Tom's Hardware
La scheda video è un componente fondamentale se volete realizzarvi un PC gaming. Per questo motivo fare l’acquisto giusto è importante se volete assicurarvi ore di divertimento senza pensieri. Ci sono tante schede video sul mercato, quindi non è facile scegliere. Per questo abbiamo stilato una guida con alcuni consigli per andare a “botta sicura” […]

Jump Force, ecco i requisiti della versione PC

di Marco Pedrani
A pochi giorni dall’uscita di Jump Force (in arrivo il prossimo 15 febbraio) Bandai Namco ha rivelato i requisiti minimi e consigliati per la versione PC del titolo. Jump Force è un videogioco nato per omaggiare il cinquantesimo anniversario del Weekly Shonen Jump, una rivista che raccoglie le più importanti produzione del mondo anime e […]

3DMark Port Royal, il benchmark per il ray tracing guadagna Nvidia DLSS

di Manolo De Agostini
Il benchmark 3DMark Port Royal guadagna il supporto a Nvidia DLSS. Port Royal è il test che consente di testare le prestazioni delle schede con il rendering ibrido, dato che contempla un misto di rasterizzazione e ray tracing per riflessi e ombre. Al momento gira solo con le GeForce RTX. Il Deep Learning Super Sampling […]

GeForce RTX 2060 anche in versione TUF (The Ultimate Force) per Asus

di Manolo De Agostini
Asus ha ampliato la sua offerta di schede video GeForce RTX 2060 con due prodotti della linea The Ultimate Force (TUF). I due modelli si chiamano Asus TUF GeForce RTX 2060 (TUF-RTX2060-6G-GAMING) e Asus TUF GeForce RTX 2060 OC edition (TUF-RTX2060-O6G-GAMING) e fanno dell’affidabilità e della compatibilità il loro punto forte, oltre ad assicurare prestazioni […]

Jump Force, abbiamo provato il titolo di Bandai Namco

di Francesco Caputo
Jump Force è un videogioco che vuole omaggiare il cinquantesimo anniversario del Weekly Shonen Jump, rivista che raccoglie le migliori produzioni del mondo degli anime e manga. Questo titolo, infatti, racchiude al suo interno un roster formato dai personaggi provenienti da Dragon Ball, Naruto, One Piece, Saint Seiya e tanti altri. In vista del debutto […]

“G-Sync Compatible”, la nostra esperienza. Qual è la vostra?

di Manolo De Agostini

All’inizio del mese Nvidia ha annunciato la compatibilità del G-Sync con i monitor Adaptive Sync (FreeSync). L’azienda statunitense ha dichiarato di aver testato 400 monitor, ma di aver riscontrato che solo 12 si possono definire “G-Sync Compatible”.

Eppure, tutti possono provare ad attivare il G-Sync sui monitor FreeSync, provando così a sincronizzare refresh rate e frame rate sui monitor FreeSync con le schede GeForce più recenti – Pascal e Turing (serie 10 e 20). L’obiettivo è sempre il solito: ridurre o eliminare stuttering, tearing e mitigare l’input lag.

I driver pubblicati il 15 gennaio hanno introdotto uno switch dedicato nel pannello di controllo dei driver Nvidia, permettendo così a tutti di testare la funzionalità. Non è possibile provare tutti i monitor in commercio, ma ci siamo dotati di tre schermi per fare una nostra prova sul campo.

Come monitor G-Sync Compatible certificato da Nvidia abbiamo usato un AOC G2590FX, come monitor FreeSyc “non compatibile” un MSI MAG271CR e infine abbiamo usato un monitor G-Sync (un Acer XB252Q) solo a scopo di verifica. Prendetela quindi come una nostra esperienza d’uso, che serve soprattutto per parlare di questa recente novità e aprire una discussione con voi nell’area dei commenti. Fateci quindi sapere che scheda video GeForce avete, il monitor FreeSync in vostro possesso e qual è la vostra esperienza. Tutto funziona a dovere o avete dovuto disabilitare l’opzione per l’insorgere di qualche problema? Fateci sapere.

Parliamo ora di quanto abbiamo riscontrato noi. Per prima cosa abbiamo provato il monitor MSI, che nelle scorse ore l’azienda taiwanese – in base a suoi test interni – ha definito “G-Sync Compatible”. Durante la nostra prova, che si è svolta con una RTX 2060 e alcuni giochi come Monster Hunter, Shadow of the Tomb Raider e altri, oltre alla demo Pendulum creata da Nvidia proprio per testare il G-Sync, il monitor si è comportato egregiamente. Possiamo confermare che MSI dice il vero e il suo schermo (parliamo solo per il modello che abbiamo provato ovviamente) si comporta correttamente.

Per assurdo abbiamo avuto problemi con lo schermo AOC dichiarato da Nvidia come “compatibile”. Attivando l’opzione G-Sync, il monitor ha evidenziato uno strano artefatto, che proviamo a mostrarvi in questo breve filmato (qui sopra), anche se dal vivo vi assicuriamo essere ancora più fastidioso. È come se il pannello sia lento e non riesca ad abbinare refresh e frame rate, sfocando il pendolo in movimento.

Oltre a questa Demo, il problema si è riconfermato anche durante le nostre prove su Monster Hunter: World e Shadow of the Tomb Raider. Qui di seguito vi lasciamo anche un piccolo estratto di Monster Hunter, dove si può notare una sorta di “blur” anche se, come nel caso precedente, il video non riproduce esattamente l’artefatto.

Purtroppo è difficile mostrarvi come si manifesta realmente questo “difetto” a causa della velocità di aggiornamento del pannello, ben superiore rispetto al framerate che siamo in grado di registrare con la nostra camera o con un qualunque smartphone a nostra disposizione. Crediamo però che i video (soprattutto nel caso del Pandolum) rendano abbastanza bene l’idea.

Alcuni utenti online, su forum di discussione come Reddit, hanno manifestato problemi simili legati a questo monitor AOC. La cosa divertente è che a un certo punto il problema è sparito senza fare nulla (nessun cambio di impostazione nei driver, OSD o aggiornamento firmware). Abbiamo così scoperto che talvolta, modificando il refresh del monitor e poi reimpostando i 144 Hz, il problema scompariva. Meglio ancora, alla fine ci siamo accorti che bastava spegnere e accendere lo schermo.

La nostra esperienza, insieme a quanto letto online, ci lascia comunque buone sensazioni sul funzionamento del G-Sync sui monitor Adaptive Sync, soprattutto su un display con un pannello ed elettronica più recenti come quello di MSI. Come scritto più sopra, non possiamo trarre conclusioni sull’intera gamma di combinazioni di schede GeForce e monitor FreeSync, perciò non prendete la nostra esperienza come esaustiva. Vi rilanciamo quindi la domanda: qual è vostra esperienza sul campo con la vostra combinazione di scheda e monitor? Fatecelo sapere nei commenti.

Creare il miglior PC gaming per Resident Evil 2 Remake, test e consigli

di Marco Pedrani

Resident Evil 2 Remake è arrivato da pochi giorni e siamo sicuri che molti di voi non vedono l’ora di rigiocare un titolo che ha indubbiamente segnato diverse generazioni. Noi lo abbiamo provato a lungo, e oggi siamo qui per raccontarvi quali sono – visti i risultati dei nostri test – le configurazioni per giocarlo al meglio, sia che via accontentiate del 1080p a 30 fps sia che vogliate godervelo in 4K a 60 frame al secondo.

Nell’articolo abbiamo indicato solo i componenti principali che incidono sulle prestazioni. Per facilitarvi la vita abbiamo riportato anche alcune configurazioni già pronte, ma se volete potete cambiare dei componenti, anche in base alla disponibilità. L’importante è che processore, scheda video e quantitativo di RAM rimangano quelli consigliati.

Giocare in Full HD

Per giocare a questa risoluzione, se ci si accontenta dei 30 fps, non serve hardware particolarmente potente: le nostre configurazioni con processore Intel Pentium o AMD Athlon GE, abbinati a GTX 1050, ci hanno permesso di mantenere il framerate stabile. Un Ryzen 3 1200 o un Intel Core i3 assicurano prestazioni ancora migliori, e se abbinati a RX 570 o GTX 1050 Ti permettono di giocare a 60 fps, cosa che permette di giocare ancora meglio.

Nonostante con questa configurazione si raggiungano i 60 fps, per avere prestazioni ottimali e scongiurare ogni possibile calo di frame ci sentiamo di consigliarvi schede video leggermente migliori, come RX 580 o GTX 1060.

Full HD 30 FPS  Full HD 60 FPS – configurazione minima Full HD 60 FPS – configurazione consigliata
CPU AMD Athlon 240GE / Intel Pentium G5400 Intel Core i3-8100 / AMD Ryzen 3 1200 Intel Core i3-8100 / AMD Ryzen 3 1200
Scheda madre AMD B450 / Intel B360 AMD B450 / Intel B360 AMD B450 / Intel B360
Scheda grafica Nvidia GeForce GTX 1050 AMD Radeon RX 570 8GB / Nvidia GeForce GTX 1050 Ti AMD Radeon RX 580 8GB / Nvidia GeForce GTX 1060 6GB
Memoria RAM 8 GB DDR4 8 GB DDR4 8 GB DDR4
SSD 500 GB 500 GB 500 GB
Alimentatore 450 watt 500 watt 500 watt
Case Cooler Master MasterBox TD500L  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500

Giocare in Quad HD

Per il 1440p la configurazione minima consiste in 8 GB di RAM, processore Ryzen 5 o Core i5 e scheda video RX 580 o GTX 1060. Insomma, basta un processore leggermente più potente e potrete passare dal Full HD al QHD.

Quad HD 60 FPS – configurazione minima Quad HD 60 fps – configurazione consigliata
CPU Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600 Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600
Scheda madre AMD B450 / Intel B360 AMD B450 / Intel B360
Scheda grafica AMD Radeon RX 580 8GB / Nvidia GeForce GTX 1060 6GB Nvidia GeForce GTX 1070 Ti / Nvidia GeForce RTX 2060
Memoria RAM 8 GB DDR4 16 GB DDR4
SSD 500 GB 500 GB
Alimentatore 600 watt 600 watt
Case  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500

Ma perché configurazione minima allora?  Semplice, perché mantenendo i dettagli alti il frame rate oscillerà fra i 50 e i 60 fps. Per i 60 fps stabili dovrete abbassare i dettagli (ma ve lo sconsigliamo) oppure usare una GTX 1070 Ti o una RTX 2060, sempre abbinata ad una delle due CPU indicate in precedenza. È consigliabile anche passare a 16 GB di RAM.

Giocare in 4K

Per il 4K una configurazione con 1070 Ti o 2060 non vi porterà oltre i 40 / 45 fps se volete mantenere i dettagli alti, quindi per raggiungere i fantomatici 60 fps sarà necessaria una scheda video più potente, come una GTX 1080 Ti o una RTX 2080.

Per quanto riguarda la RAM vi basteranno sempre 8 GB, mentre per la CPU Ryzen 7 o Core i7 sono opzionali, in quanto Ryzen 5 e Core i5 svolgono egregiamente il loro compito. Non l’abbiamo ancora menzionata, ma ovviamente anche una RTX 2080 Ti vi permette di giocare in tranquillità in 4K 60 fps.

4K 30 FPS 4K 60 FPS – configurazione consigliata 4K 60+ FPS – configurazione top
CPU Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600 Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600 AMD Ryzen 7 2700X / Intel Core i9-9900K
Scheda madre AMD B450 / Intel B360 Intel B360 o H370 / AMD X470 Intel Z390 / AMD X470
Scheda video Nvidia GeForce GTX 1070 Ti / Nvidia GeForce RTX 2060AMD Radeon RX Vega 64 Nvidia GeForce GTX 1080 Ti / Nvidia GeForce RTX 2080 Nvidia GeForce RTX 2080 Ti
Memoria RAM 16 GB DDR4 16 GB DDR4 16 GB DDR4
SSD 500 GB 500 GB 500 GB
Alimentatore 600 watt 650 watt 750 watt
Case  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500

Conclusioni

In Resident Evil 2 Remake è possibile selezionare quattro diversi livelli di prestazioni: configurazione massima, priorità alla grafica, configurazione bilanciata e priorità alle prestazioni. Possiamo vedere queste quattro opzioni come la classica scala di dettaglio selezionabile in altri giochi: massimo, alto, medio e basso.

Nelle varie prove e con le diverse configurazioni che vi abbiamo consigliato ovviamente abbassando il dettaglio si ottengono prestazioni migliori, ad esempio impostando la modalità prestazioni è possibile, con una tra 1070 Ti, 2060 e Vega 64, raggiungere i 60 fps anche in 4K oppure giocare a 144 fps in 1080p.

Non crediamo però che sia un compromesso accettabile, soprattutto quando si gioca in 1440p o in 4K: a quelle risoluzioni la qualità grafica fa la differenza e ha davvero poco senso giocare in QHD ma con i dettagli al minimo.

Se state valutando l’acquisto di una RTX 2060, magari per affacciarvi al mondo del ray tracing, su AK Informatica trovate un bundle di Inno3D grazie al quale avrete in regalo un titolo tra Anthem o Battlefield V.

Vendite di schede video GeForce RTX inferiori alle previsioni, ma non solo. Nvidia taglia le stime di fatturato

di Manolo De Agostini

Non siamo ancora all’allarme rosso in casa Nvidia, ma di certo l’azienda dovrà trovare delle contromisure. Il progettista di GPU ha annunciato una revisione delle stime del quarto trimestre fiscale 2019, abbassando le previsioni da 2,7 miliardi a 2,2 miliardi. Un passo indietro di 500 milioni di dollari, legato alle minori vendite di prodotti sul mercato del gaming e quello dei datacenter.

Partiamo dal gaming, due i problemi: il primo è legato alle condizioni macroeconomiche, con un rallentamento mondiale, ma soprattutto della Cina, che ha portato a una minore domanda di GPU gaming da parte dei consumatori. Il secondo, forse più preoccupante, riguarda le vendite “di determinate GPU di fascia alta basate sulla nuova architettura Turing”, inferiori alle previsioni.

A detta dell’azienda, “alcuni consumatori potrebbero aver rimandato i loro acquisti in attesa di prezzi inferiori e ulteriori dimostrazioni della tecnologia RTX nei giochi reali“. Ipotesi del tutto condivisibili: le schede GeForce RTX occupano una fascia di prezzo elevata, con la RTX 2060 a rappresentare la soluzione più appetibile, ma con un listino a partire da 380 euro circa, non è comunque alla portata di tutti. Le altre soluzioni sono ancora più costose e la RTX 2080 Ti sfora facilmente i 1000 euro.

In una lettera agli azionisti, il CEO e presidente di Nvidia, Jen-Hsun Huang, ha spiegato in modo più particolareggiato questa frenata. “Le stime del Q4 fornite a novembre riflettevano l’eccesso di inventario sul canale di GPU di fascia media Pascal come risultato del netto declino di domanda dal mercato delle criptovalute”.

Abbiamo rimandato la produzione pianificata di diversi nuovi prodotti per consentire l’esaurimento dell’inventario in eccesso, cosa che ha portato a stime per il Q4 significativamente inferiori. Nell’uscire dal Q3, stimavamo che l’inventario sul canale sarebbe stato esaurito fortemente entro uno o due trimestri, o tra febbraio e aprile. La nostra visione in tal senso oggi non è cambiata”.

Poi però la Cina ha rallentato e le schede video RTX di fascia alta hanno mantenuto prezzi superiori a quelli consigliati, inducendo i consumatori ad attendere non solo tempi migliori, ma anche l’emergere di giochi con tecnologia ray tracing oltre a Battlefield V.

Per quanto riguarda il fatturato della divisione datacenter, legato alla vendita di schede acceleratrici Tesla, Nvidia fa sapere che nell’ultimo mese del trimestre ha stretto meno accordi del previsto, in quanto i clienti hanno mantenuto un approccio “più cauto” a causa delle condizioni economiche mondiali.

Il quarto trimestre è stato insolitamente turbolento e straordinariamente deludente“, ha commentato Huang. “Per il futuro siamo fiduciosi nelle nostre strategie e nei motori di crescita. Le fondamenta del nostro business sono solide e cosa più chiara che mai, il modello di calcolo accelerato di cui Nvidia è pioniera è il miglior percorso per soddisfare le necessità di calcolo insaziabili del mondo. I mercati che stiamo creando – gaming, design, HPC, AI e veicoli autonomi – sono importanti, in crescita e saranno molto grandi. Abbiamo eccellenti posizioni strategiche in tutti i segmenti“.

Sostanzialmente Huang parla di un fulmine a ciel sereno, ma cerca di tranquillizzare tutti, promettendo una lunga estate di sole dopo il temporale. Sarà il tempo a stabilire se ha ragione oppure no. In arrivo vi sono schede video gaming basate su architettura Turing in fasce di prezzo inferiori alla RTX 2060, mentre sui piani della rivale AMD tutto tace per ora, con le proposte concorrenti Navi che potrebbero arrivare solo nella seconda metà dell’anno in base alle indiscrezioni.

La Radeon VII al debutto il 7 febbraio non dovrebbe rappresentare uno spauracchio, dato il prezzo di vendita. Insomma, potenzialmente Nvidia può tornare a correre, a patto che l’economia mondiale non peggiori ulteriormente – ma quello è fuori dal controllo di qualsiasi azienda.

Oltre alla revisione del fatturato, Nvidia si aspetta che il margine lordo subirà un impatto di circa 120 milioni a causa di un eccesso di DRAM e altri componenti. L’azienda pubblicherà i risultati finanziari del quarto trimestre fiscale 2019 e le previsioni per il Q1 2020 il 14 febbraio.

Questa notizia giunge dopo la trimestrale di Intel, da record ma con stime al di sotto delle previsioni degli analisti. Nel momento in cui scriviamo il titolo Nvidia perde oltre il 15% al Nasdaq, con AMD in calo del 7% e Intel dell’1,5% circa.

Cerchi una GeForce RTX 2060 a un prezzo non troppo alto? Su Eprice c’è una scheda di Manli a 350 euro circa.

Nvidia GeForce RTX 2060 recensione, test della porta d’ingresso al ray tracing

di Manolo De Agostini

La GeForce RTX 2060 è la quarta scheda video basata su architettura Turing di Nvidia. Arriva dopo il trio iniziale – RTX 2080 Ti, 2080 e 2070 – che ha raggiunto il mercato nel quarto trimestre del 2018. È la prima scheda RTX a essere rintracciabile sotto i 400 euro, anche se molti modelli custom si trovano tra i 400 e i 450 euro.

Al momento si tratta della porta d’ingresso per chi vuole avere una scheda video compatibile con il ray tracing e il rendering ibrido dei giochi che ne fanno uso. Al momento stiamo parlando di un unico titolo, Battlefield V, che usa la nuova tecnologia di rendering solo per i riflessi. Ray tracing a parte, la nuova scheda si presenta con prestazioni nei giochi “tradizionali” piuttosto interessanti, che la vedono al livello se non meglio di una GTX 1070 Ti. Prima però di guardare il lato pratico, ovvero le prestazioni, parliamo delle specifiche tecniche della nuova proposta di Nvidia.

La GPU TU106 al centro della RTX 2060

Il core grafico TU106 non è una novità per gli appassionati, in quanto lo ritroviamo a bordo anche della GeForce RTX 2070. La versione del TU106 a bordo della RTX 2060 offre l’83% dei CUDA core, degli RT core e dei Tensor core della RTX 2070, il 75% delle ROPs, del bus di memoria, della memoria GDDR6 e della cache L2. In numeri, il TU106 è composto da tre Graphics Processing Cluster (GPC), ognuno con sei Texture Processing Cluster (TPC).

I TPC integrano due Streaming Multiprocessor (SM), il che porta il numero degli SM a 36 su un TU106 completo, come quello a bordo della RTX 2070. Per la RTX 2060 Nvidia ha disabilitato sei SM, portandoli a 30. Di conseguenza abbiamo 1920 CUDA core (30 SM * 64), 240 Tensor core, 30 RT core e 120 unità texture. Come avrete già avuto modo di capire leggendo gli articoli sulle GeForce RTX precedenti, RT core e Tensor core sono il tratto di novità di questa famiglia di schede. Abbiamo parlato della nuova architettura Turing in questo articolo dedicato, se desiderate approfondire.

Ci sono però altri elementi di differenza tra la RTX 2060 e la RTX 2070. Il bus di memoria, che scende da 256 a 192 bit in virtù di due controller di memoria a 32 bit in meno. Scende anche la memoria stessa, da 8 a 6 GB di GDDR6 a 14 Gbps, per un bandwidth fino a 336 GB/s. Questo dato, a ogni modo, supera quello di una GTX 1070 Ti, e questo ci fa già capire il livello prestazione a cui ha puntato Nvidia.

  GeForce RTX 2060 FE GeForce RTX 2070 FE
GeForce GTX 1060 FE GeForce GTX 1070 FE
Architettura (GPU)
Turing (TU106) Turing (TU106) Pascal (GP106) Pascal (GP104)
CUDA Core
1920 2304 1280 1920
Potenza di picco FP32
6,45 TFLOPS 7,9 TFLOPS 4,4 TFLOPS 6,5 TFLOPS
Tensor Core
240 288
RT Core
30 36
Texture Unit
120 144 80 120
Freq. base 1365 MHz 1410 MHz 1506 MHz 1506 MHz
Freq. GPU Boost
1680 MHz 1710 MHz 1708 MHz 1683 MHz
Memoria
6GB GDDR6 8GB GDDR6 6GB GDDR5 8GB GDDR5
Bus
192-bit 256-bit 192-bit 256-bit
Bandwidth
336 GB/s 448 GB/s 192 GB/s 256 GB/s
ROPs
48 64 48 64
Cache L2
3MB 4MB 1.5MB 2MB
TDP
160W 185W 120W 150W
Transistor
10,8 miliardi 10,8 miliardi 4,4 miliardi 7,2 miliardi
Dimensione die
445 mm² 445 mm² 200 mm² 314 mm²
Supporto SLI
No No No Sì (MIO)

Per la propria Founders Edition della RTX 2060 la casa di Santa Clara ha stabilito una frequenza base di 1365 MHz – contro i 1410 MHz della RTX 2070. La frequenza in GPU Boost sale invece fino a 1680 MHz, contro i 1710 MHz della RTX 2070. Il TDP della scheda è pari a 160 watt, inferiore di 25 watt rispetto alla RTX 2070 ma superiore a quello della GTX 1060 (120 watt) e persino alla GTX 1070 (150 watt).

La disattivazione dei due controller di memoria porta a perdere un paio di partizioni ROPs e due insiemi di cache L2 da 512 KB. Di conseguenza si passa da 64 ROPs e 4 MB di cache L2 del TU106 sulla RTX 2070 a 48 ROPs e 3 MB di cache L2 della RTX 2060. Un elemento in comune è la mancanza del supporto NVLink, necessario per mettere due schede in parallelo.

Il TU106 è la GPU Turing meno complessa tra quelle uscite finora (TU102 e TU104), ma stiamo sempre parlando di un die da 445 mm2 e non meno di 10,8 miliardi di transistor. Per produrre la GPU Nvidia si è affidata al processo produttivo a 12 nanometri FFN di TSMC. Pensate che il GP106 (Pascal) della GTX 1060, che nell’immaginario collettivo è la scheda di vecchia generazione ma stessa fascia della RTX 2060, è un chip da 200 mm2 con 4,4 miliardi di transistor (16 nanometri FinFET).

La lista dei monitor FreeSync di MSI che sono Nvidia G-Sync Compatible

di Manolo De Agostini

Recentemente Nvidia ha “aperto” le porte all’Adaptive Sync, permettendo ai possessori di schede video con GPU Turing e Pascal di attivare il G-Sync sui monitor FreeSync. Ufficialmente l’azienda ha certificato solo 12 monitor come “G-Sync compatible” ma la funzionalità è attivabile anche su tutti gli altri schermi FreeSync sul mercato, ovviamente senza la sicurezza tutto funzioni a dovere.

Non vedendosi nella lista dei produttori con monitor certificati, MSI ha deciso di svolgere i test di compatibilità in proprio e così ha stilato la lista dei suoi monitor G-Sync compatibili. Eccola di seguito – se non c’è il vostro monitor, vuol dire che è ancora in fase di test:

I test sono stati fatti con i modelli di schede video MSI RTX 2070 Ventus 8G, MSI RTX 2080 Ventus 8G e MSI GTX 1080 Gaming 8G. La mossa di Nvidia al CES 2019 ha destato parecchio stupore, dividendo gli appassionati. Abbiamo espresso la nostra opinione in questo articolo:

RenkForce FR500: stampa 3D di alto livello a buon prezzo

di Giancarlo Calzetta

Le stampanti 3D entry level sono ottime per iniziare, ma hanno tanti limiti. Per fare qualcosa di serio bisogna usare macchine più costose, ma ne vale davvero la pena? Analizzando la RenkForce RF500, stampante 3D di fascia semi professionale di Conrad, si capisce quali sono i piccoli, ma importanti accorgimenti che ci permettono di migliorare moltissimi aspetti della stampa 3D.

Ricordiamo che RenkForce è il marchio con il quale l’azienda tedesca Conrad vende la sua linea di stampanti 3D. Per chi non si fosse mai imbattuto nel loro sito, Conrad è un eshop specializzato in componentistica ed elettronica di consumo che vanta anche una propria linea dedicata ai progetti Arduino e una grande passione per robotica ed elettronica in generale. Tra i loro prodotti, abbiamo presentato già la sorella minore della RF500, la RenkForceRF100, che ci fatto capire quanta cura nei dettagli venga impiegata da Conrad nel progettare i suoi prodotti. Allo stesso modo, analizzando la RF500 vedremo subito quali siano le differenze tra una stampante di primo prezzo e una dal costo più elevato.

Una occhiata in generale

La RenkForce RF500 è una stampante 3D semi-professionale. Le dimensioni del piatto di stampa sono di 210 x 135 x 170 mm ed è in grado di usare qualsiasi tipo di filamento con temperature fino a 230 gradi. È dotata di piatto riscaldato regolabile e blocco estrusore di tipo Bowden, ovvero con il motore che spinge il filo montato lontano dall’asse in movimento per renderlo più leggero e ridurre l’inerzia.

Si trova sul sito in doppia versione: in kit da costruire e già assemblata. Noi parleremo di quella già assemblata perché molto più comoda da usare per chi è interessato più all’aspetto produttivo che a quello tecnologico. La RF500 è praticamente già pronta appena tolta dalla scatola: l’unica necessità sarà quella di avvitare il perno porta bobina tramite la chiavetta inclusa. È possibile usare bobine di qualsiasi produttore a patto che il diametro del filamento sia di 1,75mm e tenendo ben presente che è importante usare materiali di qualità e ben conservati.

Questa Renkforce è pensata per utenti esperti e quindi è improntata alla massima libertà d’uso. Monta un firmware Marlin, ben conosciuto e supportato da una vasta community online, e permette di stampare da PC tramite connessione USB (con porta seriale virtuale) o direttamente da SD.

Un accessorio opzionale permette di gestire la stampante tramite connessione IP mentre il firmware standard ne consente l’uso con qualsiasi programma di slicing e stampa. Nella scatola si trovano alcuni strumenti per il montaggio (come la brugola per l’asta porta bobina) e pochi accessori come uno stick di colla per il piano di stampa, anche se noi consigliamo l’uso di carta adesiva per comodità e semplicità di rimozione del modello stampato.

Non ci sono bobine di materiale né sample come nei modelli di fascia più bassa perché gli utenti esperti sanno già cosa usare e hanno già le loro preferenze. La struttura interamente in metallo ha la parte esterna verniciata a polvere, resistente a urti e graffi.

Qualità industriale in molti componenti.

La prima cosa che si nota nella RF500 è l’assenza delle ormai famose barre tonde rettificate sulle quali scorrono gli assi della stampante. In questo prodotto, infatti, vengono usate delle robuste guide a ricircolo di sfere THK sulle quale scorrono i cuscinetti degli assi trascinati da cinghie e motori passo passo.

L’uso di guide a ricircolo di sfere invece delle barre cilindriche permette maggiore velocità, minori vibrazioni e grande silenziosità oltre a una maggiore durata. Le guide vengono usate per tutti e tre gli assi, con il solo asse di altezza che sfrutta un movimento a vite invece che a cinghia. L’asse Y ha una peculiarità importante: pur avendo un solo motore, il movimento è trasmesso a entrambe le guide di scorrimento tramite una barra che monta una doppia puleggia che attiva cinghie su entrambi i lati. In questo modo si evitano flessioni e ritardi che potrebbero generare wobble sugli oggetti prodotti.

Ecco le guide a ricircolo di sfere THK sulle quali scorrono gli assi che permettono maggior silenziosità e grande precisione.

Anche l’estrusore merita una menzione particolare: di tipo bowden, è estremamente leggero, ma stabile grazie alla staffa in alluminio fresato che lo collega alla slitta superiore. Il tubo in teflon che ospita il filamento è contenuto in una guaina che funge da guida anche per tutti i cavi elettrici, formando un corpo unico che reagisce in maniera omogenea alle accelerazioni. Infine, il piatto di stampa è sorretto da un sistema di regolazione fine molto robusto che non perde la taratura neanche dopo aver staccato le stampe più “coriacee”.

L'estrusore è leggerissimo e può stampare qualsiasi filamento. Il tubo in teflon porta il filamento nella camera di fusione senza alcuna indecisione anche durante la fase di sostituzione del materiale.

Dove si vede la vera attenzione di chi sa cosa serve in una macchina da lavoro

Nonostante le caratteristiche tecniche che abbiamo elencato finora siano impressionanti e permettano alla RenkForce RF500 di stampare con grande precisione anche ad alte velocità, la cosa che ci è piaciuta di più di questa stampante 3D è la cura posta nella progettazione delle parti che possono aver bisogno di manutenzione. Tutti i motori sono esterni alla robusta scocca in lamiera di alluminio, così come la quasi tutti i sistemi di trasmissione, con l’unica eccezione di quello dell’asse Z.

Può sembrare una sciocchezza, ma avere tutte le componenti a portata di occhio, prima che di mano, semplifica molto la manutenzione e la risoluzione di eventuali problemi.

Lo stesso vale per i connettori elettrici ed elettronici, così come per la scheda madre, facilmente accessibile sul retro. Tutti i cavi sono fascettati e sistemati in modo da non dare intralcio tanto nelle funzioni di stampa quanto nelle operazioni di manutenzione. Una cosa molto apprezzabile è che tutti i cavi elettrici, nonché l’alimentatore esterno, sono ben dimensionati in relazione alla corrente che devono trasportare, evitando problemi di annerimenti e surriscaldamenti.

Accessori per renderla più flessibile

Sempre sul sito di Conrad, si possono comprare diversi accessori per adattare la RF500 a particolari necessità. Una struttura in plexiglass rende l’ambiente di stampa a temperatura costante durante la lavorazione dei modelli, coprendo anche tutte le parti in movimento e rendendola sicura per l’uso anche in ambienti aperti al pubblico. Per chi non ha un proprio sistema di illuminazione o non voglia fare del “fai da te”, si può comprare una striscia LED già pronta da applicare alla stampante.

La versione in Kit permette a chi vuole costruirsi la propria stampante di assemblarla da zero, pur mantenendo la qualità delle componenti e della progettazione che abbiamo visto. In più, sempre per la versione in kit, esiste una opzione che permette di estendere l’asse di stampa in altezza fino a 50cm.

La versione in kit è più spartana, ma ancora più versatile di quella già assemblata. Tramite un kit aggiuntivo può arrivare a stampare in altezza fino a 50 cm.

Ogni componente che si trova nelle due versioni della stampante, già assemblata e in kit, è disponibile sul sito come pezzo di ricambio, garantendo una lunga durata del prodotto.

In definitiva: un prodotto molto ben pensato

Tirando le somme, la RenkForce RF500 è una stampante molto ben progettata che fa della semplicità di manutenzione, della precisione e della velocità di stampa i suoi punti di forza. Il fatto che monti un firmware Marlin la rende estremamente flessibile, perfettamente compatibile con qualsiasi software di stampa e, per chi sa dove mettere le mani, anche personalizzabile a piacimento.

La scheda madre della RF500 è posizionata sul retro e può esser coperta con una semplice scatolina stampata appositamente. Il fascettamento standard è ben fatto.

Chi vuole un prodotto che si distingua dalla massa delle stampanti economiche troverà nella RF500 un prodotto decisamente all’altezza delle sue aspettative, con un funzionamento affidabile che necessita di manutenzione minima.

 

Roccat presenta le nuove varianti di Taito Control e Sense mousepad

di Nicola Armondi

Roccat inizia il nuovo anno con due mousepad da usare con grande comodità. Uno dei principali desideri dei gamer è avere una bella postazione che sia però al tempo stesso organizzata. Il Taito Control e il Sense mousepad sono già ben conosciuti, offrendo un eccezionale controllo e precisione. Roccat propone quindi le nuove “enormi” varianti di queste due serie: i giocatori avranno accesso all’evoluzione naturale per i mousepad da gaming.

Il primo che Roccat ci presenta è il ROCCAT Taito Control XXL. Il Taito Control è perfetto per chi preferisce una superficie più resistente. Con il giusto compromesso di morbidezza e utilizzando solo i materiali più pregiati, il Taito Control dispone di una consistenza perfetta. Il Taito Control XXL misura 860x330x3.5mm ed è disponibile al prezzo di 39.99€.

Il secondo prodotto invece è ROCCAT Sense Vital Force. Gli ingegneri Roccat hanno creato il Sense mousepad prendendo una superficie ultra morbida e l’hanno lavorata con un rivestimento microcristallino avanzato, per ridurre l’attrito. È perfetto per chi gioca in modo dinamico e aggressivo, sfruttando tutta la lunghezza e la larghezza del mousepad. Il Sense dispone di 2mm di spessore e misura 850x330mm offrendo così ai gamer lo spazio necessario per combattere a grandi velocità, sfrecciando su di esso. Il Sense Vital Vital Force è disponibile al presso di 29.99€.

Diteci, cosa ne pensate dei due prodotti Roccat? Credete sia il momento di fare un upgrade alla vostra postazione da gioco?

Aorus RTX 2070 Gaming Box, la grafica esterna pronta per il ray tracing

di Manolo De Agostini

Se avete un portatile di recente fattura con porta Thunderbolt 3 (40 Gbps), ma le prestazioni della GPU mostrano il fianco, Gigabyte ha la soluzione per voi: Aorus RTX 2070 Gaming Box (GV-N2070IXEB-8GC).

Il nome dice già tutto, si tratta di un box di grafica esterna che permette di usare una scheda video RTX 2070 per avere maggiori prestazioni, tra cui la possibilità di far girare i giochi con tecnologia ray tracing.

Oltre alla scheda video, nell’Aorus RTX 2070 Gaming Box c’è un alimentatore da 450 watt. La GPU è raffreddata da una ventola personalizzata da 130 mm al fine di mantenere buone temperature e prestazioni stabili, oltre che garantire una rumorosità inferiore. La Gaming Box può anche ricaricare il portatile collegato offrendo una potenza di 100 watt.

Nella parte posteriore ci sono tre USB 3.0 e una porta con supporto Quick Charge 3.0. Non mancano inoltre le uscite video, tre DisplayPort, una HDMI e una USB C per VirtualLink. Completa l’offerta l’illuminazione RGB Fusion 2.0 personalizzabile all’interno dello chassis e sincronizzabile con altri prodotti Aorus. Al momento Gigabyte non ha comunicato il prezzo di vendita, ma verosimilmente sarà vicino ai 1000 euro come il precedente box con GTX 1080.

La scheda video meno costosa per essere subito pronti ai nuovi giochi con ray tracing? La RTX 2060, che puoi acquistare su AK Informatica a 399 euro.

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