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Fiat lancia la megarottamazione: fino a 6 mila euro di sconto solo nei weekend

di Antonio Elia Migliozzi

Fiat saluta maggio con una nuova promozione. In arrivo sconti fino a 6.000 euro per chi si reca in concessionaria per rottamare la propria auto o, se autorizzati, anche quella altrui. In occasione di tutti i weekend di maggio le concessionarie Fiat resteranno aperte per offrire vantaggi su tutta la gamma. Applicando i ribassi ai modelli a listino Panda sarà offerta a partire da 7.600 euro mentre Tipo da 11.500 euro. In entrambi i casi i prezzi scontati sono riferiti alle vetture disponibili in pronta consegna. Fiat punta sulla rottamazione per conservare la sua posizione all’interno del mercato italiano. Nella top 5 delle vetture più vendute ad aprile 2019 troviamo infatti solo auto del gruppo Fca.

ROTTAMAZIONE CONVENIENTE

Al via la megarottamazione di Fiat che promette di aiutare i clienti nella scelta dell’auto nuova con uno sconto dedicato. La nuova campagna consentirà di rottamare la propria vecchia auto a condizioni interessanti. Per la prima volta, infatti, all’incentivo può accedere chiunque in quanto non è necessario che il cliente sia proprietario del veicolo da rottamare. Inoltre non sarà necessario avere un rapporto di parentela con l’intestatario dell’auto che si presenta in rottamazione. Insomma Fiat offre questa opportunità davvero a tutti, basterà trovare un veicolo da rottamare. Assolutamente necessario il consenso all’operazione da parte del legittimo proprietario. Con questa nuova campagna Fca vuole promuovere il rinnovamento del parco circolante in Italia. Notoriamente le auto sulle strade italine sono tra le più anziane d’Europa e questo a svantaggio della sicurezza stradale e dell’impatto ambientale.

VANTAGGI IN GAMMA

Nel dettaglio, grazie alla megarottamazione è possibile scegliere la gamma Panda in pronta consegna a partire da 7.600 euro. Quanto alla Tipo, sempre in pronta consegna, questa è proposta a partire da 11.500 euro. Va precisato che entrambe le offerte riguardano i finanziamenti. Parlando della Panda, ad esempio, è previsto anticipo 0 e 61 rate mensili da 122,00 euro con Tan fisso al 6,45% e Taeg al 9,93%. Relativamente al resto della gamma la rottamazione Fiat promette offerte anche per la 500L, con listino a partire da 12.700 euro, e per il crossover 500X, a partire da 15.500 euro. Sarà possibile rottamare l’auto a prezzi vantaggiosi per tutto il mese di maggio. Nel dettaglio Fiat ha organizzato tre porte aperte previsti nei fine settimana del; 11/12 – 18/19 – 25/26 maggio.

NUMERI DI PESO

La nuova offerta di Fiat dedicata si accompagna alla promozione dedicata ai professionisti con partita Iva. Prosegue infatti l’iniziativa “Bonus Lavoro” per attrarre la clientela business verso i modelli Alfa Romeo, Jeep, Fiat, Lancia, Abarth e Fiat Professional. In questo caso si avrà un vantaggio economico fisso da applicare al prezzo di listino. Su Alfa Romeo Stelvio il bonus raggiunge i 9.000 euro per gli esemplari in pronta consegna. Sconti anche per Fiat 500X e Fiat Tipo, pari a 5.500 euro, e sul SUV Jeep Renegade che beneficia di un bonus di 7.000 euro. Per saperne di più sul “Bonus Lavoro” Fiat ha creato un apposito portale dove è possibile visionare nel dettaglio lo sconto relativo ad ogni modello. Inseriti i dati necessari e configurato il modello il sistema genera un codice da portare in concessionaria per finalizzare l’acquisto.

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Tesla FCA: alla fine Fiat-Chrysler paga 1,8 miliardi per i crediti puliti

di Donato D'Ambrosi

FCA metterà in cassaforte i crediti Tesla per evitare la multa sulle emissioni di CO2 in Europa e USA al prezzo ufficiale di 1,8 miliardi di euro. Lo riporta il Financial Times nonostante ci fosse un velo di mistero su quanto Fiat-Chrysler fosse disposta a pagare per limare lo sforamento delle emissioni medie di CO2.

ACCORDO FCA TESLA SENZA SEGRETI

La Jeep Renagade ibrida arriverà nel 2020, ma fino ad allora FCA dovrà ricorrere ai crediti verdi della sovraproduzione “pulita” di altri Costruttori. L’Europa infatti permette di utilizzare degli “ammortizzatori” ecologici che premiano le Case con il maggior numero di produzione a zero emissioni. Tesla in questo è tra i più lungimiranti e infatti FCA non è il primo acquirente in assoluto. Del resto a FCA, secondo i dati FT, conviene investire quasi 2 miliardi di euro almeno fino al 2021, da cui dovrebbe rientrare nei limiti con la gamma elettrificata. Fino al 2020 circa l’80% di crediti serviranno a rientrare nel limite di 95 gr/km di CO2, mentre dal 202 al 2021 l’aliquota di conformità extra necessaria scenderà al 15%.

LE VENDITE MONDIALI DI AUTO IN CALO

L’accordo tra FCA e Tesla è stato diffuso già qualche mese fa, tenendo riservati i dettagli dello scambio di crediti che ora non ha più riserve. Ma arriva in un trimestre che per Fiat-Chrysler non sembrerebbe dei migliori in termini di vendite. FCA ha infatti dichiarato un utile netto diminuito del 47% rispetto al trimestre 2018. Tutto secondo le aspettative, secondo il nuovo AD Mike Manley, che si possono quantificare in vendite scese a 1 milione di auto in tutto il mondo.

LE PENALI SULLE EMISSIONI DELLE JEEP E RAM

Intanto FCA aprirà la cassa anche risolvere i problemi meno recenti con le emissioni di CO2 delle Jeep USA. Secondo quanto pattuito con le autorità USA in California, FCA ha accettato di pagare 800 milioni di dollari per chiudere la classa action sulle emissioni di vari modelli. Nonostante all’atto pratico non c’è stata alcuna prova di illecito, secondo FCA, ogni proprietario e locatario delle auto coinvolte otterrà un indennizzo da 3000 a 1000 dollari. La parte rimanente (circa 500 milioni di dollari) saranno corrisposte per le penali richieste dai diversi enti USA per il presunto software sulle Jeep Grand Cherokee e RAM 1500 3.0 diesel.

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FCA, dal 2019 i primi servizi on demand per auto connesse

di Antonio Elia Migliozzi

Fca vuole rinnovare il suo sistema di infotainment. In questa direzione il brand ha scelto di avviare una collaborazione con Google e Harman. L’idea è portare a bordo ella nuova gamma un ecosistema digitale connesso in rete che metta le vetture al passo dei più moderni smartphone. Sotto alcuni punti di vista la scelta di Fca non è casuale. Il marchio ha fornito una imponente flotta di Chrysler Pacifica per i test a guida autonoma della controllata di Google Wyamo. Tra la fine del 2019 ed il 2022 vedremo su strada la nuova interfaccia utente che utilizzerà la tecnologia cloud di Harman e le potenzialità di rete offerte dalla più recente tecnologia 5G. Diamo uno sguardo ai dettagli.

POTENZA GOOGLE

Negli ultimi anni Fiat Chrysler ha continuato a concentrarsi sul potenziamento della sua gamma prodotto mentre gli altri brand hanno lavorato su elettrificazione e connettività. A partire dai prossimi mesi, però, le cose cambieranno. La piattaforma Uconnect è pronta ad un upgrade radicale per adattarsi al futuro della mobilità. Nei giorni scorsi Fca ha annunciato lavorerà con Harman e Google per sviluppare i suoi nuovi servizi legati all’auto connessa. In arrivo un “ecosistema” digitale che verrà lanciato nella seconda metà del 2019 ed entro il 2022 farà parte di tutti i nuovi veicoli FCA a livello globale. Ruolo importante per la piattaforma cloud Harman Ignite che fungerà da base per i servizi offerti da Fca ai clienti. Il sistema partirà dalla connettività 4G tenendo presente l’imminente “evoluzione verso il 5G“. Il è evidente che il ruolo del settore tech in campo automotive non è più marginale.

INFOTAINMENT TUTTO NUOVO

Il nuovo sistema di infotainment connesso di Fca coprirà tutti i servizi su cui lavorano già molte case automotive. Si potrà trovare l’area di servizio più vicina o la colonnina di ricarica libera ma ci sarà anche la manutenzione predittiva e gli aggiornamenti via internet. Quanto alla mobilità elettrica Fca vuole colmare il ritardo rispetto ai rivali e la nuova piattaforma Google permetterà di accelerare il lavoro. Il sistema dovrebbe anche essere in grado di supportare la comunicazione tra veicolo e infrastruttura V2X. La prossima versione dell’infotainment Uconnect sfutterà Android aumentando la relazione tra auto e smartphone. Fiat-Chrysler intende promuovere anche modelli alternativi di mobilità. Arrivano allora a bordo assicurazioni basate sull’utilizzo del mezzo, noleggio a lungo e breve termine e car sharing peer-to-peer.

LA PROSPETTIVA

Se la partnership tra Fca e Google potrebbe evocare quella tra Volvo e “big G” ci sono alcune differenze. Anche Volvo utilizzerà il sistema operativo Android OS sul prossimo crossover elettrificato Polestar 2. Eppure mentre Volvo avrà accesso a Google Maps, all’assistente vocale di Google e ad altre app e servizi, il prossimo sistema di FCA non avrà nessuno di questi elementi aggiuntivi. “Selezionando leader del settore come Google, stiamo facendo un uso efficiente e responsabile del capitale per fornire soluzioni tecnologiche avanzate ai nostri clienti” ha commentato Harald Wester di Fca. Insomma non è chiaro quale sarà il primo modello del brand dotato del nuovo sistema Uconnect ma qualcuno parla della nuova Fiat 500. In particolare si pensa alla prossima gamma di veicoli elettrificati che Fca ha in programma di lanciare a partire dal 2020.

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FCA pagherà Tesla centinaia di milioni di euro per evitare di essere multata

di Simone Lelli
Quando si dice un matrimonio di convenienza: secondo le leggi legate alle emissioni di CO2, FCA potrebbe rischiare di sforare il limite e pagare una salatissima “multa”. La soluzione che il board di FCA ha deciso di intraprendere è quella di pagare Tesla per dei “crediti emissioni”, il tutto grazie ad una legge europea che […]

Tesla: i crediti sulla CO2 saranno il vero business delle auto elettriche?

di Valerio Boni

È di questi giorni la notizia dell’accordo di Fiat-Chrysler con Tesla per l’acquisto di crediti “verdi”. Un’operazione che il Financial Times ha stimato in diverse centinaia di milioni di euro. FCA pagherà così l’azienda di Elon Musk per trasferire virtualmente le auto elettriche americane nei listini insieme alla gamma composta da tra l’altro da Panda, 500 e Renegade. L’obiettivo è semplice, abbassare il livello medio di emissioni di CO2 che l’Unione Europea ha fissato in 95 g/km per il 2020. Un limite fisicamente irraggiungibile intervenendo sulla produzione in un solo anno. Stabilire chi otterrà maggiori vantaggi da questa operazione non è semplice. Se da una parte il Gruppo Fiat eviterà pesanti sanzioni, per Tesla l’accordo contribuirà a portare un po’ di ossigeno in un periodo non certo facile.

AZIONI IN ALTALENA

Gli occhi degli analisti finanziari sono sempre più puntati su quello che è senza dubbio il marchio automotive più innovativo e creativo del nuovo secolo. Ma la rivoluzione ha un ritmo altalenante, e i risultati non sono sempre quelli programmati e annunciati. Per capirlo è sufficiente osservare l’andamento del titolo, che ha perso quasi il 7 per cento negli ultimi 12 mesi. Ed è in calo del 19 per cento dall’inizio del 2019. L’emorragia per gli azionisti si è arrestata grazie all’operazione con FCA. Tuttavia pesa un bilancio del 2018 in rosso di 976 milioni di dollari, nonostante i ricavi siano passati da 11,7 miliardi del 2017 a 21,4.

UN TWEET COME UN BOOMERANG

Bisogna inoltre considerare che alla chiusura del primo trimestre, per il quale mancano naturalmente i dati consolidati, appare improbabile che Tesla riesca a immatricolare entro la fine dell’anno le 400.000 vetture annunciate. Per la verità a complicare ulteriormente le cose contribuiscono anche le dichiarazioni di Musk, come il tweet che con toni trionfalistici annunciava a inizio 2019. «Tesla ha costruito zero auto nel 2011, ma ne produrrà circa 500 mila nel 2019».

CLIENTI IN RIVOLTA

Le difficoltà non sono concentrate su un unico elemento di crisi, sono più comparti che contribuiscono a complicare le cose. Compreso l’annuncio della riduzione del prezzo di listino della “economica” Model 3, l’auto ideata per arrivare una volta a regime ad avere un prezzo di listino negli Stati Uniti di 35.000 dollari. Tesla ha tagliato due volte la quotazione, prima di 2.000 dollari per compensare la riduzione degli incentivi pubblici per l’acquisto di un veicolo elettrico. Successivamente di altri 1.100 euro, fino ad arrivare alla soglia di 42.900 dollari. Invece di essere accolta con entusiasmo, l’iniziativa ha suscitato la rivolta dei clienti. Preoccupati dal fatto che in questo modo la tenuta del valore residuo fosse inesorabilmente minata.

ARRIVANO GLI ALLESTIMENTI BASE

La partenza della raccolta degli ordini dell’attesa versione base della Model 3 da 35.000 dollari è quindi in parcheggio. Anche se in realtà il risultato non sarà ottenuto con un ribasso incondizionato, ma il risultato di una strategia ottenuta con una serie di rinunce per il cliente. Come i sedili regolabili manualmente, tessuto al posto della pelle, o lo stereo di livello base. Una parte non indifferente del risparmio deriverà anche dal progressivo abbandono degli store, puntando tutto sugli ordini online.

INDISPENSABILE PRODURRE IN CINA

Tutto ciò va nella direzione di un taglio previsto del 6 per cento dei prezzi di tutta la gamma non solo sul mercato interno, ma su tutti, Italia compresa. Al momento non sembra che le strategie risultino efficaci, soprattutto dopo che il mix di consegne è stato spostato su Europa e Cina nel momento sbagliato. Le voci che si rincorrono sulla guerra commerciale sui dazi, voluta da Donald Trump, infatti, non aiuta. Al punto che le uniche speranze di tornare a livelli significativi di vendita tornano a essere quelle dell’apertura di un sito produttivo in Cina. Con l’obiettivo di aggirare eventuali dazi di ritorsione e di ottenere prezzi sensibilmente più bassi per quel mercato.

ITALIA SPECCHIO DEL MONDO

L’Italia è ben lontana dall’essere un mercato strategico per Tesla, visti i numeri ancora del tutto marginali di tutto il comparto elettrico. Tuttavia le immatricolazioni seguono, almeno in termini percentuali l’andamento globale. Le Model 3 sono balzate al comando della classifica del 2019, arrivando a superare nel mese e nel trimestre i livelli della Nissan Leaf con 312 esemplari venduti. Un risultato che è stato ottenuto a discapito delle più costose, e di conseguenza remunerative per la Casa, Model X e Model S. A marzo le X sono passate dalle 28 immatricolazioni del 2018 alle 19 di oggi, mentre le S sono scese da 49 a 18.

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FCA compra i crediti da Tesla ed evita la multa sulle emissioni in Europa

di Donato D'Ambrosi

I limiti di emissioni di CO2 dal 2020 sono lo spauracchio di tutti i Costruttori a digiuno di auto ibride. Così stringenti da destabilizzare pericolosamente il mercato, secondo le previsioni degli ultimi mesi. L’accordo tra Tesla ed FCA invece mostra come alla fine dei giochi un modo per evitare le maxi multe per aver sforato i limiti di emissioni di CO2 si trova sempre. A guadagnarci ora non saranno solo i Costruttori con legami di parentela ma anche Gruppi che non hanno alcuna partnership. Insomma, le auto elettriche saranno il vero business che permetterà la compravendita di crediti beffando la Commissione Europea con una regola valida nell’UE.

QUANTO VALGONO I CREDITI SULLA CO2

La notizia riportata dal Financial Times nei giorni scorsi parla di un “pool” aperto, il primo autentico accordo di compravendita di crediti tra Costruttori estranei. Certo, c’è anche l’accordo più velato tra Mazda e Toyota (detiene una quota della prima), ma non fa scalpore come quello tra Tesla e FCA. Non è ancora chiaro quanto FCA pagherà a Tesla per miscelare il valore di emissioni medie del Gruppo Fiat-Chrysler con quello a zero emissioni di Tesla. Le indiscrezioni avanzano ipotesi di centinaia di milioni di dollari. E c’è da crederci anche perché da queste cessioni Tesla avrebbe già tratto succulenti profitti negli ultimi due anni, come riporta il FT. Nel 2018 la vendita di crediti sulle emissioni di CO2 ha portato un gruzzoletto di oltre 103 milioni di dollari. Nel 2017 sarebbe stato incassato addirittura più del doppio da Tesla: quasi 280 milioni di dollari.

LA MEDIA TRA COSTRUTTORI PARENTI

Prima di questo accordo le regole EU permettevano ai Costruttori appartenenti a uno stesso Gruppo di rientrare nei limiti di emissioni con un medione fatto tra i tutti i Brand. Così, ad esempio, Volkswagen – al di là del dieselgate – è riuscita a tenere una media pulita dell’intero Gruppo fatto di 12 marche diverse. Lo stesso per BMW che ha mescolato le emissioni di Rolls Royce, BMW e Mini, tenendo a listino auto da zero a oltre 350 g/km di CO2. E con la possibilità di accordi più ampi tra i Costruttori si crea un cuscinetto che risolve i timori dei Costruttori. Tesla dalla sua ha molto da guadagnarci, considerando anche la sua situazione finanziaria. Ma ci guadagnano anche tutti i Costruttori che hanno programmato il lancio di modelli ibridi dal 2020, come appunto FCA.

LA LEGGE E L’INGANNO

Secondo i dati riportati dal FT, Fiat Chrysler avrebbe rischiato una multa da 2 miliardi di euro nel 2021 a causa di una media di emissioni di 6,7 grammi di CO2/km oltre il limite. Per capirci, l’anno scorso le emissioni medie delle auto FCA, sempre secondo FT, sono state di 123 g/km con il rischio elevato di sforare i futuri limiti, secondo gli analisti. Mentre dal 2020 sarà in vigore il limite a 95 g/km di CO2, anno in cui la maggior parte dei Costruttori senza una storia con le auto elettriche correranno grossi rischi per l’incertezza delle vendite. Questa proiezione allora potrebbe ribaltare totalmente la situazione finanziaria di molti Costruttori più green. Mentre altri continueranno a trarre profitti dando al mercato quello che chiede, con il benestare di chi fa le leggi e l’inganno contemporaneamente. Poi saranno i Costruttori auto a scegliere da che parte stare.

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Nissan potrebbe fondersi con Dodge e Jeep

di Simone Lelli
Durante il periodo di gestione di Sergio Marchionne del gruppo FCA, c’era la voglia e l’intenzione di fare una fusione con un altro grande brand di autovetture. Tra i tanti, spiccava General Motors, ma purtroppo – vuoi per la mentalità dell’epoca, vuoi per la voglia di mantenere il proprio interesse e non guardare al quadro […]

Volkswagen non è interessata a FCA, ma si avvicina a Ford

di Simone Lelli
Herbert Diess, CEO di Volkswagen, ha chiarito subito la loro posizione verso FCA: l’azienda non è interessata a nessuno dei loro marchi, affermando che le loro priorità sono altre in questo momento. Ricordiamo come fino a qualche mese fa girassero voci su una possibile aggregazione tra le due, andando ad aggiungersi con il già citato […]

Renault-Nissan, fusione e poi caccia a FCA?

di Redazione

L’alleanza tra Renault e Nissan che dura ormai da circa 20 anni e che di recente ha accolto anche Mitsubishi, potrebbe trasformarsi in una vera e propria fusione. Secondo un’indiscrezione comparsa sul Financial Times, la Casa francese starebbe rivalutando l’ipotesi, precedentemente accantonata, di una fusione completa con Nissan da realizzare con l’obiettivo di diventare il primo polo automobilistico al mondo anche tramite altre acquisizioni.

I RAPPORTI INTERNI

L’accordo originario risale al 1999. In un periodo di crisi finanziaria per Nissan Motor, il colosso francese ne aveva acquistato una parte mettendo a capo della neonata alleanza Carlos Ghosn, con l’obiettivo di riorganizzare la struttura dell’azienda e creare sinergie e progetti condivisi dalle due aziende. Con il recente ingresso di Mitsubishi Motors nell’alleanza, il gruppo franco-giapponese è riuscito a raggiungere una posizione di vertice nel mercato mondiale dell’auto, raggiungendo nel primo semestre 2017 il primato per volumi produttivi davanti a colossi del calibro di Volkswagen e Toyota.

LE NUOVE STRATEGIE DI RENAULT

Dopo l’arresto di Carlos Ghosn, avvenuto a Tokyo lo scorso novembre a seguito delle accuse per reati fiscali, l’atteggiamento di Renault sembra essere cambiato. L’arrivo del nuovo amministratore delegato Jean-Dominique Senard  e il nuovo comitato esecutivo sembrano aver migliorato ancora i rapporti fra le due Case al punto che la fusione, prima sempre esclusa, ora potrebbe diventare finalmente realtà. Renault punta forte in quella direzione e sta cercando di riattivare la trattativa per arrivare a definire l’operazione entro 12 mesi. Sarebbe soltanto l’inizio perché una volta conclusa la trattativa con la Casa giapponese pare ci sia in programma di tentare di instaurarne almeno un’altra per l’acquisizione di un ulteriore produttore automobilistico in modo da aumentare il proprio business e consolidare l’egemonia.

FCA NEL MIRINO? 

Sempre secondo quanto riportato dal Financial Times, il nome caldo sarebbe quello del gruppo FCA, guidato da John Elkann. E’ risaputo che la Casa italo-americana, da qualche anno a questa parte, si sia mossa alla ricerca di nuovi partner per crescere e rafforzare la propria importanza sul mercato, instaurando dialoghi con vari gruppi tra cui PSA, anche se per ora senza esito. Per questo motivo non è da escludere che i primi originali contatti intercorsi tra Ghosn e i vertici di FCA possano essere ripresi portando ad una possibile nuova alleanza o addirittura all’acquisizione del gruppo italo-americano. A rigore, non sarebbe da escludersi nemmeno l’ipotesi di un maggiore coinvolgimento con il Gruppo Daimler, con il quale è in atto da una decina di anni un’intensa collaborazione tecnica.

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L’alleanza tra FCA e PSA porterebbe alla nascita di un colosso

di Simone Lelli
È bastato vedere quell’intesa e quella collaborazione dopo l’apertura del Salone di Ginevra tra Mike Manley (AD di FCA) e Carlos Tavares (AD di PSA) per iniziare a fantasticare su una possibile alleanza tra i due marchi. Però le voci diventano sempre più tangibili, e Robert Peugeot aggiunge il carico dando, secondo Les Echos, il […]

FCA, 900 mila auto sono oltre i limiti EPA. Il richiamo negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si parla di emissioni ai costruttori di auto si drizzano i capelli. Questa volta tocca ad Fca che si trova costretta a richiamare circa 900.000 auto per colpa di un superamento dei limiti previsti dalla normativa Usa sulle vetture benzina. Il colosso dell’auto ci ha tenuto a precisare che non è stata elevata, dalle autorità americane, alcuna multa a suo carico ma che si prenderà cura dei modelli coinvolti. Da canto suo l’Autorità ambientale americana EPA ha fatto sapere che procede nelle indagini perché convinta che la lista di modelli non conformi non sia ancora completa. Fca si trova di nuovo nell’occhio del ciclone dopo che lo scorso gennaio era emersa una problematica simile su alcuni modelli diesel. Vediamo i dettagli delle indagini.

EMISSIONI BENZINA

Fiat Chrysler Automobiles ha fatto sapere che procederà al richiamo di ben 862.520 veicoli a benzina negli Stati Uniti. Si tratta di auto che non soddisfano gli standard in materia di emissioni previsti dalla normativa vigente negli Stati Uniti. Il richiamo è stato motivato dagli esiti negativi delle indagini sulle emissioni svolte dall’EPA (Environmental Protection Agency). L’Agenzia americana per la tutela ambientale EPA, ha comunque affermato che continuerà a indagare su altri veicoli prodotti da Fiat Chrysler perché questi sono potenzialmente non conformi alla normativa vigente. Insomma una bella grana per Fca che già fa i conti con i numeri impressionati di questa campagna di richiamo il cui bilancio, come anticipato dalle autorità Usa, potrebbe anche aggravarsi aprendo la strada a richiami futuri (Leggi le novità FCA al Salone di Ginevra 2019).

I MODELLI

Al momento il richiamo include diversi modelli a marchio Fca; si parte dai Dodge Journey prodotti dal 2011 al 2016, si passa alle Chrysler 200 e Dodge Avenger datati 2011 e si prosegue con i Dodge Caliber prodotti dal 2011 al 2012. Richiamo anche per Jeep i SUV Compass e Patriot usciti dalle linee di produzione tra il 2011 ed il 2016. Fiat Chrysler ha voluto precisare che il richiamo disposto dall’EPA non ha implicazioni in termini di sicurezza e non sono state emesse a suo carico multe per la violazione. Pare che il problema sia stato scoperto dalla stessa Fca durante test di routine sulle emissioni. Il problema è stato poi segnalato dal brand all’agenzia. Da Fca si è fatto sapere che sono stati contattati, già a partire dal mese scorso, i proprietari dei mezzi interessati per informarli delle riparazioni necessarie, che saranno effettuate gratuitamente (Leggi le novità Jeep al Salone di Ginevra 2019). L’EPA ha dato merito ad Fca di aver tenuto una condotta cristallina sul caso.

IL PIANO

Nel frattempo i proprietari delle auto coinvolte potranno continuare a guidare i loro veicoli. Del resto il gran numero di mezzi coinvolti impone l’acquisto di componenti di ricambio sufficienti; nel dettaglio si parla del convertitore catalitico del veicolo. Perciò questo richiamo verrà implementato in più fasi durante tutto il 2019. Insomma una nuova grana per Fca che a gennaio ha patteggiato negli Usa una multa da 800 milioni di dollari. In quel caso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e lo Stato della California avevano imputato ad Fca l’uso di software illegali per falsare le emissioni dei diesel Ram e Jeep.

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Fiat 120: Fca anticipa la futura Panda ibrida al Salone di Ginevra 2019

di Redazione

Il Salone di Ginevra 2019 riserva sempre molte sorprese. In quest'edizione le novità sono arrivate anche da FCA, che dopo aver presentato il nuovo suv-coupè con l'Alfa Romeo Tonale, ha svelato il nuovo concept della Fiat 120, che sostituirà in futuro il progetto Panda, fermo nello sviluppo da ormai 5 anni. Fiat, che aveva già lanciato in produzione un modello di Panda elettrico, la Panda Elettra, tra il 1990 e il 1998, prova così a colmare le distanze in termini di propulsione elettrica con le altre Case automobilistiche. Il nome celebra il 120esimo anniversario di Fiat, che potrebbe segnare un punto di svolta o un nuovo punto di inizio per la Casa torinese nella nuova concezione di auto elettrica.

IL CONCETTO 4U DI FIAT La Fiat Concept 120 si basa su un progetto modulabile e altamente personalizzabile. Sarà prodotta in una sola livrea che, attraverso il programma 4U, potrà essere personalizzata scegliendo tra 4 tettucci, 4 copriruota, 4 paraurti e 4 pellicole esterne. Non solo, il veicolo è aggiornabile in base ad ogni desiderio e volontà dell'acquirente, dalla configurazione degli interni al range di autonomia garantito dalle batterie. Parliamo di una nuova concezione di acquistodove la possibilità di modificare la vettura liberamente e a proprio piacimento in qualsiasi momento dona al progetto un livello di personalizzazione quasi infinito. Il Design italiano della Fiat 120 contiene il concetto “less is more”della Casa torinese, con l'eliminazione di sistemi complessi e concentrando l'attenzione sull'automobilista, sull'ambiente e al DNA del marchio in termini di valori.

LA TECNOLOGIA IN TUTTO E PER TUTTO Il quadro strumenti può essere scelto in due varianti. Nella prima, perfetta per i clienti più giovani, lo smartphone diventa il cuore del sistema di infotainment e, abbinato allo schermo da 10″, può essere agganciato alla plancia centrale per essere utilizzato in tutte le sue funzionalità come navigazione, musica e servizi di messaggistica. Nella seconda versione, più tradizionale, è possibile scegliere il quadro strumenti “Lingotto”, un dispositivo Full Digital da 20″. Il supporto del display, il cui design rievoca lo storico stabilimento Fiat di Torino, contiene al suo interno funzionalità HMI di sicurezza e assistenza alla guida come il sistema Blind Spot Alerte lo stato di carica della batteria. Il pannello fotovoltaico integrato nel tetto dell'autopuò fornire fino a 50 watt di potenza che possono essere utilizzati sia per mantenere ventilato l'abitacolo quando si è parcheggiati sia per alimentare l'innovativo display digitale presente sul retro della vettura. Display che potrà mostrare qualsiasi tipo di scritta quando la vettura è parcheggiata.

L'ELETTRIFICAZIONE A BATTERIE MODULARI Anche se non sono disponibili particolari specifiche per quanto riguarda le potenze del motore, la trazione della Fiat 120 sarà molto probabilmente solo elettrica. La personalizzazione di quest' auto viene dimostrata anche dalla possibilità di modulare il sistema di batterie. Di serie, la Fiat 120 offre una batteria con un'autonomia di 100 km. All'occorrenza, è possibile acquistare o noleggiare fino ad altre 3 batterie da 100 km di autonomia, facilmente installabili grazie alle guide scorrevoli su cui vengono appoggiate. Se non dovessero bastare i 400 km di autonomia raggiunti, sotto il sedile, è possibile aggiungere una quarta batteria, che può essere tolta direttamente dall'automobilista e ricaricata direttamente presso l'abitazione, raggiungendo i 500 km di guida senza ricarica. Resta aggiornato su tutte le novità dal Salone di Ginevra 2019.

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Jeep Renegade e Compass esordiscono al Salone di Ginevra 2019 in versione ibride plug-in

di Lorenzo Spada
Jeep Renegade e Jeep Compass ibrido plug-in

Approfittando della fiera mondiale che si sta tenendo a Ginevra, Jeep ha tolto il velo su alcuni nuovi modelli che danno un taglio netto con il passato. Jeep Renegade e Jeep Compass di nuova generazione infatti sfruttano la tecnologia ibrida plug-in (PHEV), diventando versioni ecosostenibili degli attuali modelli. Non si tratta di auto elettriche, per cui l’autonomia che garantisce il […]

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Ecco la Centoventi Concept, prototipo su cui si baserà la futura Fiat Panda

di Lorenzo Spada
Centoventi Concept progetto Fiat Panda

Dopo la chiusura definitiva dei progetti futuri legati alla Fiat Punto, in molti temevano che anche un altro storico modello del gruppo come la Fiat Panda potesse essere arrivato al capolinea. Tuttavia, al Salone di Ginevra 2019, il gruppo FCA ha presentato, in anteprima, il nuovo prototipo Centoventi Concept. Esso è destinato ad evolversi nella nuova generazione di […]

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Alfa Romeo: Stelvio e Giulia diventeranno ibride entro il 2019

di Nicolò Guccione
La produzione e le vendite del Biscione sono in calo, di conseguenza il Gruppo FCA ha messo in programma numerose novità per gli stabilimenti di produzione, legati al nuovo piano industriale. In particolar modo per Cassino, dove si trova la catena di montaggio di Stelvio, Giulia e Giulietta, le novità riguardano le nuove versioni plug-in ibride […]

Alfa Romeo: Al salone di Ginevra FCA ci farà diverse sorprese

di Nicolò Guccione
Manca ormai poco al Salone di Ginevra (4-5-6 Marzo, noi ci saremo) e come sempre ci aspettiamo di vedere tante cose interessanti. Tra le grandi novità al salone quest’anno ci sarà Ferrari che presenterà la prima delle cinque nuove sportive del 2019 ed FCA con i suoi brand, come Alfa Romeo. La novità più importante […]

Maserati Alfieri: nel 2020 partirà la produzione a Modena

di Nicolò Guccione
Harald J. Wester, CEO di Maserati S.p.A, ha confermato ai sindacati e alle autorità modenesi l’imminente arrivo della Maserati Alfieri.  Lo storico impianto produttivo Maserati a Modena, dalla prima metà del 2020 sarà il luogo dove nasceranno i primi esemplari di preserie della nuova sportiva Maserati. Verrà prodotta sia in versione Coupé che in versione Cabriolet, due […]
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