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Auto elettriche FCA: la soluzione all’ansia da ricarica premiata al PoliTO

di Donato D'Ambrosi

La ricarica delle auto elettriche FCA è stata al centro di un contest al Politecnico di Torino. La fase finale della competizione tra studenti lanciata da FCA al Politecnico di Torino si è svolta presso le Officine Abarth di Fiat-Chrysler a Torino. Tra le soluzioni proposte dagli studenti del PoliTO, la giuria ne ha premiata una che (forse) sarà di ispirazione per combattere l’ansia da ricarica sulle auto elettriche FCA.

LA COMPETIZIONE SULLE AUTO ELETTRICHE FCA

FCA ha richiesto agli studenti di proporre soluzioni innovative per ottimizzare il sistema di ricarica delle batterie delle auto elettriche. L’obiettivo era incrementarne la potenza e preservarne la durata nel tempo. I 30 partecipanti da ingegneria meccanica, meccatronica, elettrica, elettronica, automotive e gestionale hanno lavorato 3 mesi al progetto presentato lo scorso weekend a Torino. Suddivisi in cinque team multidisciplinari le varie idee si sono sviluppate su un sistema integrato per identificare la percentuale di ricarica ottimale della batteria in funzione della guida. E’ stato dato ampio peso anche a costo di ricarica, potenza richiesta e valutazione sulla vita utile della batteria. Leggi qui delle Fiat Panda e Fiat 500 Hybrid in vendita dal 2020.

LA SOLUZIONE ALL’ANSIA DA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE

Tra i cinque lavori proposti, la giuria composta da esperti e tecnici di FCA ha scelto il progetto del team InFusion su una soluzione innovativa per ridurre gli effetti dell’ansia da ricarica delle auto elettriche. La giuria ha scelto di premiarli per la complessità del problema, per l’unicità del progetto proposto e per la qualità della presentazione.

FCA LAVORA ALLA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE CON E-MOBILITY

La sfida – che per la prima volta rientra nell’offerta formativa del PoliTO – è stata portata avanti in collaborazione con il Contamination Lab Innovation Kitchen (CLIK). Nello spazio del Politecnico gli studenti possono sperimentare competenze in un ambiente che promuovere la creatività. “Così si confrontano con sfide tecnologiche concrete, legate a reali dinamiche industriali” spiega FCA. Il contest mostra anche come FCA abbia recuperato terreno nella ricerca migliorare la capacità delle batterie e velocizzare i tempi di ricarica con la divisione e-Mobility.

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Il premier Conte agli stabilimenti FCA di Melfi: “Bisogna lavorare sull’idrogeno”

di Valentina Acri
La visita agli stabilimenti FCA di Melfi in occasione dell’Assemblea Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) è stato uno degli appuntamenti in agenda per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella giornata di ieri. Il settore dell’automotive è inevitabilmente in continua trasformazione. Tra le realtà di oggi e il futuro ci saranno sicuramente altre innovazioni […]

General Motors fa causa ad FCA: Marchionne al centro delle accuse

di Donato D'Ambrosi

FCA accusata da General Motors di aver addolcito i rapporti con i sindacati USA e favorire la sua posizione nel rinnovo del contratto di lavoro. E’ l’accusa pesante che General Motors ha mosso nei confronti di Fiat – Chrysler. Al centro delle presunte tangenti ci sarebbe proprio l’ex AD Sergio Marchionne, scomparso nel 2018. Ecco come stanno le cose e l’effetto delle accuse di General Motors sull’avviata trattativa di fusione tra FCA e PSA.

IL PRESUNTO PIANO DOPO LA PROPOSTA DI FUSIONE RIFIUTATA

General Motors non ha risparmiato colpi, accusando FCA di aver pagato tangenti nell’ambito delle trattative tra l’UAW (United Auto Workers). La principale organizzazione sindacale americana dei metalmeccanici sta trattando nuove condizioni contrattuali proprio con Ford, GM ed FCA. La causa intentata da General Motors si fonderebbe su una serie di elementi maturati in seguito al rifiuto di General Motors a fondersi con FCA nel 2015. General Motors infatti sostiene che alcuni ex dirigenti FCA (dichiaratisi colpevoli in un’indagine UAW) avrebbero pagato tangenti ai sindacati per indebolire GM. L’accusa di Genral Motors non ha solo fatto il giuro del mondo, ma ha anche avuto un effetto in borsa (-3,9% a Piazza Affari).

GLI AIUTI A FCA DALL’UAW SECONDO GENERAL MOTORS

I vantaggi che FCA avrebbe ottenuto corrompendo funzionari dell’UAW sarebbero – secondo General Motors, una precisa strategia pilotata dall’ex AD Marchionne. L’UAW avrebbe infatti appoggiato FCA nell’adozione di contratti a tempo determinato e lavoratori di secondo livello, meno retribuiti rispetto a General Motors. Il supporto dell’UAW secondo le accuse avrebbe anche permesso a Fiat-Chrysler di risollevare le sorti dello stabilimento a Toledo dove si produce la Jeep Wrangler. Questi vantaggi concessi a FCA avrebbero creato dei costi del lavoro maggiorati di miliardi di dollari a General Motors.

COSA RISCHIA FCA NELLA CAUSA DI GENERAL MOTORS

Nonostante tutto però General Motors sarebbe intenzionata a restituire il maltolto solo ad FCA, escludendo dalla causa legale l’UAW. Dal canto suo FCA si è dichiarata estranea alle accuse ma soprattutto sorpresa dalle tempistiche di un’accusa così grave. “FCA è convinta che le accuse mosse da General Motors non siano altro che un tentativo senza basi di distogliere l’attenzione dalle sfide proprie di quella società. (…) Ciò comprende il suo piano di fondersi con PSA, che per parte sua ha completato con successo il risanamento delle attività europee che ha recentemente acquistato dalla General Motors.”. Come riporta Auto Reuters, secondo la legge anticorruzione Federal Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, FCA rischia di dover pagare il triplo dei danni economici eventualmente accertati oltre a spese legali, interessi e altre sanzioni.

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Black Friday 2019: le offerte FCA durano fino al 2 dicembre

di Donato D'Ambrosi

E’ partito il conto alla rovescia del Black Friday 2019, tanto che FCA Bank ha annunciato in anteprima le offerte sul noleggio auto. Lo sconto per l’evento più atteso dell’anno vale il 25% su tutte le offerte di noleggio auto Leasys su Amazon. Ecco come e quando scatta il Black Friday 2019 di FCA Bank e il noleggio Leasys.

GLI SCONTI DEL BLACK FRIDAY A NOLEGGIO

Per il Black Friday 2019 FCA Bank ha programmato degli sconti che arrivano finao al 25% sulle offerte Leasysy su Amazon. La promozione FCA dura dal 29 novembre al 2 dicembre 2019, con eventi anche live presso alcuni store Amazon Xmas a Milano. Solo nei giorni della promozione Black Friday 2019, Leasys (operatore controllato da FCA Bank) applicherà uno sconto sull’iscrizione al primo abbonamento che permette di noleggiare l’auto. Il costo scende da 199 euro a 149 euro per Leasys CarCloud 500 e da 249 euro a 179 euro per Leasys CarCloud Renegade e Compass.

COME USARE I VOUCHER DEL BLACK FRIDAY FCA

L’abbonamento non ha vincoli temporali e il cliente può entrare  e uscire in ogni momento. Per usufruire del servizio è sufficiente pagare l’iscrizione una tantum su Amazon per il CarCloud 500 e per CarCloud Renegade e Compass. Dopodichè inserire il codice di iscrizione su www.carcloud.leasys.com e scegliere tra i 2 pacchetti attualmente disponibili (interscambiabili tra di loro) che comprendono 7 modelli diversi:

– Leasys CarCloud 500: a 249 euro al mese, che comprende i modelli 500, 500X, 500L, 500L Wagon, 500L Cross

– Leasys CarCloud Renegade e Compass: a 349 euro al mese, che comprende i modelli Jeep Renegade e Jeep Compass.

GLI SCONTI FCA DAL BLACK FRIDAY AL CYBER MONDAY 2019

Gli sconti sono riservati anche al noleggio settimanale e weekend, nei giorni che intercorrono tra il Black Friday e il Cyber Monday (2 dicembre 2019). Il costo per una settimana di utilizzo di una Renegade o di una Compass è di 109 euro anziché 149 euro. Per la formula weekend dal sabato alla domenica, 36 euro anziché 49 euro. Tutte le offerte short term includono: IVA 22%, Km illimitati, Copertura danni, Copertura furto, Tasse Aeroportuali. Nessun limite al numero di voucher utilizzabili a nome della stessa persona.

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FCA-PSA, la fusione porterà alla rinascita della Fiat Punto?

di Valentina Acri
Continuano le novità in seguito all’ufficializzazione dell’accordo che porterà alla fusione di Fiat Chrysler e Groupe PSA. Solamente pochi giorni fa, Fiat Chrysler Automobiles ha accennato di voler abbandonare il segmento delle citycar mettendo dunque a rischio il futuro della Panda. Decisione “giustificata” dall’azienda per gli onerosi aumenti dei costi di produzione legati alle nuove […]

Fiat, la fusione con Peugeot ucciderà la Panda?

di Valentina Acri
In seguito all’accordo di fusione FCA-PSA avvenuto nei giorni scorsi, continuano le “rimodulazioni” da parte del gruppo automobilistico. Fiat Chrysler Automobiles prevede di abbandonare il segmento delle citycar a causa dell’eccessivo aumento dei costi di produzione dovuti al nuovo piano normativo dell’UE per la riduzione delle emissioni di CO2, mettendo a repentaglio il futuro della […]

Leasys di FCA Bank presente al Fleet Europe Summit 2019

di Simone Lelli
Oggi e domani, presso l’Estoril Congress Center in Portogallo, si terrà il Fleet Europe Summit, evento dedicato completamente alle flotte auto e alla mobilità promosso da Nexus Communication. L’azienda Leasys, controllata da FCA Bank, partecipa per la terza volta a questo evento ed è pronta a portare i suoi prodotti – dedicati a privati, liberi […]

Fiat con PSA: addio Nuova Panda, costerebbe troppo per FCA

di Donato D'Ambrosi

Con la fusione FCA – PSA, è già tempo di programmare gli obiettivi in Europa e Fiat potrebbe dover dire addio alle citycar. Fiat Panda, Fiat 500 e Lancia Ypsilon sono i modelli di ingresso del gruppo Fiat – Chrysler che potrebbero fare la stessa fine della Fiat Punto pensionata in anticipo da Marchionne. E’ quanto si può dedurre dalle parole del CEO Mike Manley che ha guardato al futuro di Fiat in Europa. FCA sarà sempre più orientata verso modelli che garantiscono migliori profitti a causa di costi di produzione sempre più alti.

FIAT PANDA e 500 COSTANO TROPPO

Le auto piccole, quelle preferite da donne, neopatentate e che trainano il mercato tramite gli autonoleggi non saranno più nei listini Fiat in Europa. Non è chiaro quando, ma il pensionamento delle citycar Fiat si legge nelle parole dell’AD Manley agli analisti a fine ottobre, come riporta Autonews. D’altronde si è sempre saputo che sulle auto piccole i costruttori hanno margini di profitto basati su grandi volumi. Margini che si sono sempre più ristretti con l’inasprimento delle norme ambientali (il diesel è sparito sia dalla Fiat Panda che dalla Fiat 500 con l’Euro 6D TEMP). Un effetto che nonostante l’ibrido a GPL e a Metano ha contratto le vendite della 500 (-9% H1 2019) più che della Fiat Panda (+9% H1 2019).

UNA NUOVA PROBABILE FIAT PUNTO CONDIVISA CON PSA

Al posto delle citycar FCA prevede di riportare in produzione un segmento B lasciato vuoto dalla Fiat Punto che per lo stesso motivo fu pensionata. I numeri di vendite non erano abbastanza importanti da giustificare dei costi di sviluppo di un nuovo modello di Punto, secondo Marchionne. Ora Manley ripensa a quella Fiat 500 a 5 porte di cui si è parlato a più riprese, a una Panda di proporzioni diverse o a una nuova Fiat Punto. I nomi chiaramente sono solo un dettaglio, perché sottopelle saranno diverse, magari con nuove piattaforme provenienti dalle sinergie con PSA. Basta pensare ad esempio alla CMP di PSA condivisa tra Opel Corsa F, DS3 Crossback e la nuova Peugeot 208 II.

FCA SENZA CITYCAR COME ALTRI COSTRUTTORI

Una mission che per dovrà rivitalizzare i numeri di vendite in Europa dove FCA è meno forte di PSA e la rete dovrà fare del suo meglio. Fiat è da sempre riconosciuta per la convenienza delle auto compatte “facili”, perfette per chi è alle prime armi o per districarsi in città. Ma le dinamiche del mercato cambiano e paradossalmente Fiat è uno dei pochi costruttori che vende ancora citycar in Europa. Opel ha già fermato da tempo la Karl e l’Adam. Ford non importerà più la Ka+ a 5 porte dopo aver cancellato la Ka 3 porte e sarebbero in dubbio anche le 3 gemelle Seat Mii, Volkswagen up! e Skoda Citigo per il prossimo futuro.

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Fusione FCA-PSA: rimodulazione della gamma Alfa Romeo

di Valentina Acri
Arrivano importanti novità a seguito del nuovo accordo che ha portato alla fusione FCA-PSA: dal 2022 Alfa Romeo amplierà la sua gamma di veicoli con un Suv compatto con motorizzazione ibrida PHEV. Via invece le sportive, tra cui Giulietta, GTV, 4C e 8C. La decisione di eliminare le sportive dalla gamma di veicoli prevista per […]

Fusione FCA-PSA, è ufficiale il via libera

di Valentina Acri
Fiat Chrysler (FCA) e Groupe PSA hanno ufficialmente annunciato la loro fusione grazie all’accordo portato a termine nelle scorse ore. Un’intesa dunque che porta alla nascita di un gruppo dal valore di 50 miliardi di dollari, con a capo il presidente John Elkann e Carlos Tavares in funzione di CEO. Come ben sappiamo, non è la […]

FCA e PSA: i numeri ufficiali del nuovo Gruppo

di Donato D'Ambrosi

Le trattative sulla fusione tra FCA e PSA sono andate avanti a ritmo serrato, e salvo altri impedimenti i Gruppi Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA lavoreranno fianco a fianco sotto lo stesso segno. La neonata capogruppo sarà divisa al 50% e permetterà a Fiat-Chrysler e Peugeot-Citroen di vendere quasi 9 milioni di auto l’anno nel mondo. Ecco tutti i numeri della fusione tra FCA e PSA appena ufficializzati.

I VANTAGGI DELLA FUSIONE TRA FCA E PSA

L’esperienza Renault ha fatto scuola, così a tempo di record sono state delineate le dimensioni di quello che si prepara ad essere il quarto costruttore auto al mondo. Le discussioni sulla fusione tra FCA e PSA sono ancora in corso ma non dovrebbero esserci ostacoli alla fumata bianca. FCA e PSA lavoreranno congiuntamente a mobilità connessa, elettrificata, condivisa e autonoma. Sul piatto entrambi i partner metteranno la rispettiva solidità in Nord America e America Latina (FCA) e in Europa (PSA). A capo della capogruppo ci saranno, Carlos Tavares (Amministratore Delegato) e John Elkann (Presidente).

IL GRUPPO FCA-PSA AL 50% CON LA FUSIONE

La fusione tra FCA e PSA avverrà sotto una capogruppo olandese e con una struttura del consiglio di amministrazione al 50% tra i due partner. 5 membri del consiglio di amministrazione sarebbero nominati da FCA (incluso John Elkann in qualità di Presidente) e cinque da Groupe PSA. Il mandato di Carlo Tavares come membro del CDA avrà una durata iniziale di 5 anni. Un anno prima, cioè dopo 4 anni dalla fusione, si prevede sarà raggiunto l’80% delle sinergie.

QUANTE AUTO E RICAVI NASCERANNO DA FCA E PSA

Le sinergie annuali previste avranno un valore di 3,7 miliardi di euro unendo i segmenti luxury, premium, veicoli passeggeri, SUV, truck e veicoli commerciali leggeri. Il costo “una tantum” delle sinergie sarà invece di 2,8 miliardi di euro. Quel che è certo, almeno per ora, è che con la fusione FCA e PSA non saranno chiusi stabilimenti. L’obiettivo sarà raggiungere un numero di 8,7 milioni di veicoli venduti nel mondo con 170 miliardi di euro di ricavi e 11 miliardi di euro di utile (nel 2018 PSA ne ha venduti quasi 4 milioni con +7%; FCA ha immatricolato 4,8 milioni di auto).

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Fusione FCA e PSA: i dettagli dell’accordo

di Donato D'Ambrosi

Fiat-Chrysler e PSA sono ufficialmente in trattativa per una possibile fusione: c’è la conferma ufficiale da parte di FCA e del Gruppo Peugeot-Citroen. Con la fusione di FCA e PSA si creerebbe un mega gruppo di proporzioni simili alla naufragata unione tra Fiat e Renault. Il motivo per cui i più grandi Gruppi e Costruttori auto vanno alla ricerca di partner è confermato da Carlo Tavares, presidente di PSA (vedi prossimo paragrafo). Intanto si avvicendano le ipotesi e i dettagli dell’accordo tra PSA ed FCA, una fusione ricca di opportunità ma anche impedimenti politici.

PERCHE’ UNA FUSIONE TRA FCA E PSA

Renault al posto di PSA: il matrimonio con FCA è come un puzzle dalle tessere mancanti, dove per completare l’opera bisogna condividere tecnologie ed opportunità. La potenziale fusione tra FCA e PSA creerebbe un gruppo globale da 50 miliardi di dollari, secondo le stime. E a chi si chiede “perché FCA è così ostinata a cercare un partner?” risponde Tavares facendo capire che l’interesse ad unirsi è generalizzato. “I prossimi anni saranno di caos” riferendosi alle criticità legate all’elettrificazione e alle norme ambientali. Sicuramente hanno poco in comune Renault e PSA, se non i vantaggi che trarrebbe FCA dalla fusione, e la presenza del Governo francese.

FCA E PSA INSIEME PER DIVENTARE GLOBALI

Con la fusione FCA-PSA entrambi i gruppi metterebbero sul piatto opportunità e tecnologie che mancano all’altro. Il posizionamento di mercato, ad esempio è una di queste, con FCA molto forte negli USA e il Gruppo Renault invece imponente in Europa, Cina e altri Paesi. Non a caso PSA ha salvato Opel nel 2018 dal rischio di fallimento. E proprio da quanto condiviso con Opel, FCA potrebbe trarre maggiori benefici in termini di prodotto.

CASA C’E’ DIETRO L’UNIONE TRA FCA E PEUGEOT-CITROEN

La principale preoccupazione dei Costruttori è l’elettrificazione, sostenibile in buona parte con piattaforme modulari e personalizzabili. Qualcosa che Volkswagen, Toyota, Mercedes ed altri stanno già facendo mentre FCA lavora sul fronte dell’ibridizzazione dei modelli già in listino. Dal matrimonio tra PSA e FCA, Fiat-Chrysler potrebbe ricevere in dote una piattaforma modulare per auto compatte (CMP, per versioni termiche ed elettriche) e per veicoli di segmento superiore (EMP). Esattamente i segmenti annunciati nel piano 2019-2022. Le trattative sono aperte con FCA che quasi per scaramanzia si limita a confermare le voci: “sono in corso discussioni intese a creare un Gruppo tra i leader mondiali della mobilità”. C’è da sperare che stavolta la partecipazione al 14% dello Stato francese (praticamente simile a quella in Renault) non rompa le uova nel paniere.

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Auto elettriche FCA: l’assemblaggio delle batterie dal 2020 in Italia

di Donato D'Ambrosi

Le auto elettriche FCA sono ormai nei piani industriali Fiat-Chrysler per gli stabilimenti italiani. E con la nuova Fiat 500 elettrica anche i moduli batterie saranno assemblati in Italia. La novità è stata annunciata ufficialmente da una nota ufficiale FCA. Ecco dove e quanto costerà l’assemblaggio delle batterie elettriche negli stabilimenti FCA in Italia.

COSTO PER LE BATTERIE ASSEMBLATE IN ITALIA

Si chiamerà Battery Hub il progetto Fiat-Chrysler che riguarda l’assemblaggio delle batterie per auto elettriche in Italia. Ma non si faranno solo batterie a Mirafiori poiché il polo dell’elettrificazione dei modelli Fiat-Chrysler a batterie sarà impiegato anche per la prototipazione e la sperimentazione. Per l’assemblaggio delle batterie per le auto 100% elettriche FCA ha previsto di investire inizialmente 50 milioni di euro. E’ una tranche del mega piano di investimenti da 5 miliardi di euro che FCA ha annunciato da tempo per rafforzare l’attività degli stabilimenti in Italia.

DOVE SARANNO ASSEMBLATE LE BATTERIE PER AUTO ELETTRICHE

Non ci sono molti dettagli sull’assemblaggio delle batterie FCA in Italia, tuttavia si può ipotizzare che il processo sarà altamente automatizzato. Comau, che fa parte proprio del gruppo FCA, è partner di spicco nella progettazione del Battery Hub a Mirafiori. All’interno di uno stabilimento dedicato interamente ai moduli batterie per auto elettriche Comau contribuirà con il suo know how sugli assemblaggi. Molto più della semplice movimentazione quindi che potrebbe avere su una linea automatizzata.

12 NUOVE AUTO ELETTRICHE FIAT-CHRYSLER

E qui torna alla mente il progetto di Elon Musk: realizzare una Gigafactory totalmente automatizzata per l’assemblaggio delle batterie. Ci ha provato con la Tesla Model 3 salvo poi dover ridimensionare il livello di automazione per le troppe criticità del progetto. Con l’assemblaggio delle batterie si amplia così il piano disegnato attorno alla Fiat 500 elettrica. Dal secondo trimestre 2020 circa 1.200 persone saranno dedicate alla produzione della Fiat 500e con una capacità produttiva di 80.000 unità l’anno. Alcune settimane fa, FCA ha inoltre annunciato che le nuove GranTurismo e GranCabrio saranno i primi modelli Maserati ad adottare soluzioni 100% elettriche prodotte nel polo produttivo di Torino.

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FCA Bank presenta Leasys CarCloud, ora l’auto si può avere in abbonamento

di Alessandro Crea
Leasys CarCloud è un’innovativa formula di abbonamento automotive di FCA Bank, ispirata alla subscription economy, la nuova frontiera della mobilità. Quella privata in particolare costituisce uno degli aspetti più problematici della contemporaneità e non solo per le difficoltà nella viabilità e il traffico che inquina l’ambiente e ci tiene prigionieri per una gran parte del […]

Carta di credito FCA Bank: come funziona, quali vantaggi e costi

di Donato D'Ambrosi

FCA Bank ha presentato le carte di credito ufficiali Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Jeep, Fiat Professional con buoni sconto e vantaggi cliente. Il nuovo metodo di pagamento è legato al Club FCA Bank, un modo per affiliare i soci che ricevono uno sconto su acquisto, noleggio e gadget in base ai pagamenti con le carte di credito FCA Bank. Ecco vantaggi e costi delle carte di credito FCA, quanto si risparmia realmente sugli acquisti e come funzionano le carte Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Jeep.

IL CANONE E I COSTI DI UNA CARTA DI CREDITO FCA

Le carte di credito FCA Bank del circuito Visa sono 5 e tutte diverse ma solo nell’estetica, perché poi i costi e le condizioni sono uguali per tutte. Il modo per personalizzare la carta di credito in base ai modelli Fiat, Alfa Romeo, Jeep e Lancia posseduti. Cosa cambia rispetto a una carta di credito tradizionale? Il meccanismo di bonus in funzione della spesa è sicuramente uno dei più accattivanti, ma vediamo come funziona più avanti. Intanto bisogna dire che come tutte le carte di credito, le carte FCA hanno un canone di 35 euro l’anno, gratuito solo per il primo anno.

GLI SCONTI SU FINANZIAMENTI E NOLEGGIO CON LE CARTE FCA BANK

Quali vantaggi ha l’intestatario della carta di credito FCA Bank? Sull’acquisto di un’auto nuova, la carta FCA Bank permette di avere uno sconto fino a 300 euro per le spese d’istruttoria su un finanziamento o leasing FCA Bank. Lo sconto scende a 150 euro se invece viene richiesto un prestito personale che non ha nulla a che vedere con acquisto e noleggio auto. In caso di noleggio auto con Leasys Rent si può avere uno sconto del 15% sul canone e il deposito cauzionale ridotto del 50%. Queste condizioni per le carte FCA Bank valgono da 1 giorno a 12 mesi di noleggio utilizzando il codice sconto reperibile sul Club FCA Bank. C’è poi anche la possibilità di personalizzare la rata, come fanno molti altri istituti di credito. La banca online di FCA fa scegliere una soglia da 100 a 1900 euro, rimodulabili più volte a scatti di 50 euro fino alle ore 13 dell’ultimo giorno del mese.

COME FUNZIONA LA PROMOZIONE FCA BANK

E’ chiaro che l’iniziativa di FCA Bank è incentivare l’attivazione delle carte di credito e il loro utilizzo, per questo motivo c’è la promozione FCA sulle carte di credito del gruppo. L’attivazione di una carta di credito FCA Bank include un bonus di spesa di 50 euro che aumentano in base alla spesa e diminuiscono quando si acquistano prodotti sul sito Club FCA Bank. Ma attenzione, poiché l’accumulo dei punti e la loro validità va dal 20/11/2018 al 31/12/2020. Il meccanismo di accredito dei punti è di 1 euro di sconto ogni 10 euro di transazione (esclusi i costi di transazione e commissioni). Facciamo un esempio. Se il pagamento con la carta di credito FCA Bank di un qualsiasi acquisto corrisponde a 9,99 euro non si matura nessun bonus. Se invece si acquista qualcosa del valore di 19,99 euro, si accumula 1 euro di sconto.

I BONUS SU ACQUISTO E PAGAMENTI CON CARTA FCA BANK

Cosa si può acquistare con i buoni FCA Bank e con quali pagamenti si ottengono i buoni? Intanto bisogna chiarire che esclusi i costi di transazione (verificateli prima di sottoscrivere il contratto) qualsiasi pagamento contribuisce a maturare bonus con le carte di credito FCA Bank. Quindi anche il pagamento di una bolletta di casa, l’addebito con RID, l’acquisto nei negozi o il pagamento di acquisti online fa accumulare buoni spesa. Chiaramente in caso di rimborso emesso dalla carta, il bonus maturato corrispondente sarà detratto. Quanto si risparmia realmente con le carte di credito FAC Bank? Dipende molto dall’oggetto in vendita sul sito Club FCA Bank. In generale comunque gli sconti vanno dall’1% al 90% rispetto al prezzo di vendita. Per usufruire dello sconto non è obbligatorio pagare con la carta di credito FCA Bank ma si può corrispondere la differenza tra il prezzo e lo sconto con qualsiasi altro metodo di pagamento tra i più diffusi.

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FCA, multa da 40 milioni di dollari per vendite gonfiate negli USA

di Redazione

A FCA, multa da 40 milioni di dollari per vendite gonfiate negli USA. Infatti, il gruppo Fiat Chrysler Automobiles e la sua filiale americana hanno raggiunto un accordo con la SEC (l’organo statunitense di controllo dei mercati finanziari). Obiettivo: chiudere l’indagine sulla rendicontazione dei dati di vendita mensili. FCA paga e mette fine alla vicenda nata nel gennaio 2016.  

FCA, VENDITE GONFIATE NEGLI USA: L’ORIGINE

Dove nasce la multa da 40 milioni di dollari a FCA per vendite gonfiate negli USA? Tre anni fa, due concessionari della Ed Napleton Automotive accusano Fiat Chrysler Automobiles di aver falsificato per anni la documentazione mensile sui risultati delle attività commerciali. FCA respinge le accuse, e garantisce la piena collaborazione alle autorità americane. Così da risolvere il caso. Intanto, da gennaio 2016, il gruppo fa controlli più serrati e rivede le procedure di rendicontazione.

INDAGINE SEC SUI NUMERI

Da gennaio 2016 la SEC indaga sui numeri che FCA ha diffuso tra il 2012 e il 2016. Ci sono problemi in effetti: i comunicati riportavano “erroneamente i dati sulla commercializzazione dei nuovi veicoli“. C’è “una striscia ininterrotta di crescita delle vendite mensili da un anno all’altro”. Possibile? “In realtà la serie positiva si era fermata nel settembre del 2013”. Per la SEC, FCA ha gonfiato i risultati delle vendite, pagando i concessionari. In modo che questi segnalassero dati falsi. E mantenessero un database di vendite effettive ma non dichiarate. Da qui cui l’azienda attingeva se le vendite fossero state basse.

STATI UNITI: QUALE LEGGE SULLE VENDITE

La multa da 40 milioni di dollari a FCA per vendite gonfiate negli USA è per la violazione di norme precise. Primo: il Securities Act del 1933. Secondo: il Securities Exchange Act del 1934. Terzo: gli obblighi di legge in materia di rendicontazione contabile e controlli interni. L’accusa della SEC è perentoria: FCA ha ingannato gli investitori sul numero di nuove auto vendute ogni mese negli USA. Vale la pena ripetere: FCA paga, ma non ammette colpe. È la linea tenuta anche per la vicenda diesel. Tutto finito? No. Occhio: il responsabile commerciale FCA, Reid Bigland, a giugno 2019 fatto denuncia contro FCA. Oggetto della denuncia: il modo in cui FCA ha trattato Bigland mentre la SEC indagava. In sintesi, Bigland dice che FCA lo ha trasformato in capro espiatorio. Su questo fronte, partita aperta.

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Maserati: il piano dettagliato con nuovi modelli ibridi ed elettrici

di Donato D'Ambrosi

La conferma del piano di investimenti FCA su Maserati arriva a distanza di poche ora dal traguardo di produzione della Ghibli in 100 mila esemplari. Con un’iniezione di finanziamenti, FCA conferma l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Ecco quali sono i modelli Maserati su cui gli stabilimenti Modena, Cassino e Torino. I modelli previsti dal piano FCA su Maserati rappresentano il punto tecnologico di svolta: ibridi, elettrici e con guida autonoma. Ecco tutti i numeri e modelli del piano Maserati in Italia.

INVESTIMENTI FCA SU ELETTRIFICAZIONE E GUIDA AUTONOMA

I nuovi modelli Maserati saranno costruiti sempre interamente in Italia, ma con il piano FCA al 2021, arrivano i powertrain ibridi ed elettrici. E’ la principale novità annunciata da Maserati con il piano di investimenti a Modena, Cassino, Grugliasco e Mirafiori: tutte le auto saranno equipaggiate con tecnologia ibrida o elettrica a batterie. Una svolta non obbligata, visto che gli obiettivi sulla CO2 per i Costruttori dipendono dal numero di veicoli venduti. Un’altra novità riguarderà la guida assistita e autonoma: i modelli nuovi o quelli esistenti avranno sistemi di guida autonoma livello SAE 2+ e livello SAE 3. Non si tratta solo di mantenere la carreggiata, come fanno già molti modelli di auto, ma poter prendere il controllo dell’auto se il conducente dovesse avere un malore.

I NUOVI MODELLI MASERATI COSTRUITI IN ITALIA

La Maserati Ghibli sarà il primo modello ibrido del marchio che nel 2020 arriverà sul mercato con tecnologia ibrida. Un modello che ha segnato la ripresa della Maserati ma che negli ultimi mesi era più apprezzato in USA e Cina che in Italia. Tra i nuovi modelli Maserati arriverà prima una supersportiva (anche elettrica) nel 2020, presumibilmente la Alfieri prodotta a Modena. Dal 2021 invece a Cassino saranno completate le prime pre-serie del nuovo SUV di segmento D: la nuova linea di produzione costerà 800 milioni di euro e sarà iniziata nel primo trimestre 2020.  A Torino dove FCA sta investendo 800 milioni di euro saranno costruite le Maserati GranTurismo e GranCabrio, entrambe completamente elettriche.

NON SOLO NUOVI MODELLI NEL PIANO MASERATI

Il piano FCA va oltre i nuovi modelli Maserati Made in Italy poiché sarà dato ampio spazio alla personalizzazione dei modelli. All’interno dello stabilimento di Modena sarà creato un laboratorio di personalizzazione ad hoc. Sempre a Modena, inoltre, è già iniziata la costruzione di una linea di verniciatura con tecnologie innovative a basso impatto ambientale. I clienti Maserati potranno assistere alla fase di verniciatura della propria auto.

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Dieselgate: altri guai per le emissioni di Daimler, FCA e Volkswagen

di Redazione

Il dieselgate scoppiato a settembre 2015 fa ancora danni alle Case. A distanza di quattro anni dall’esplosione dello scandalo emissioni, in fatto di diesel nuovi guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Se non in modo diretto, comunque a livello d’immagine. Cominciamo da Daimler: la procura di Stoccarda ha appioppato una multa di 870 milioni di euro al gruppo tedesco (che include Mercedes). Così si chiude un’indagine avviata dalle autorità tedesche: era stata individuata la violazione delle funzioni di vigilanza. Il dipartimento di certificazione del gruppo non aveva operato bene. 

DIESEL DAIMLER: NESSUN RICORSO

Semplice l’accusa per i pubblici ministeri: le violazioni hanno consentito alla Mercedes di ottenere le autorizzazioni ufficiali per i veicoli diesel, nonostante le emissioni di ossido di azoto non rispettassero i requisiti normativi. La Daimler non presenterà ricorso: obiettivo, chiudere l’indagine e qualsiasi altro procedimento a suo carico. In parallelo, proseguono le indagini interne: si vuole capire se c’è stata manipolazione del software di controllo dei motori diesel.

FCA: DIRIGENTE IN ARRESTO

Emanuele Palma, un dirigente senior di Fiat Chrysler Automobiles, in arresto negli Stati Uniti. Provvedimento che fa seguito alle indagini del Dipartimento di giustizia sulle emissioni dei veicoli diesel. L’accusa è “reato di cospirazione”: ha ingannato le autorità di controllo, i clienti e il mercato sulle emissioni dei mezzi oggetto dell’inchiesta. In tutto questo, FCA ha avviato una verifica degli atti accusatori: c’è la piena collaborazione del gruppo con le autorità inquirenti. In passato, ha già chiuso in via stragiudiziale (ossia non in tribunale) il contenzioso con il Dipartimento. Non ammette di essere colpevole, però ha pagato 800 milioni di dollari per chiudere la causa civile: nel mirino, i software illegali su 100.000 veicoli Ram e Jeep coi diesel V-6 3.0. 

VOLKSWAGEN: ANCORA TSUNAMI DIESELGATE

Si diceva sul diesel, guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Tutto è nato proprio da VW nel 2015. Ora, due top manager, Herbert Diess e Hans Dieter Poetsch, rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, sono sotto la lente della procura di Braunschweig. La procura della città della Bassa Sassonia ha avviato una causa contro Diess, Poetsch e l’ex amministratore delegato Martin Winterkorn per presunta manipolazione del mercato. Avrebbero informato in ritardo gli investitori delle possibili conseguenze economiche del dieselgate: per l’accusa, i tre erano conoscenza dei problemi prima del famigerato settembre 2015. Per adesso, VW ha confermato i due top manager.

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Volkswagen e FCA a caccia di Tesla?

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen sarebbe pronta ad acquistare una partecipazione societaria in Tesla. Alla vigilia del lancio della nuova gamma di vetture 100% elettriche ID, la rivelazione della rivista tedesca Manager Magazin suona quasi profetica. Secondo questa indiscrezione di stampa il Ceo di Volkswagen, Erbert Diess, avrebbe intrapreso contatti con la casa californiana per mettere le mani sull’immenso know-how nel campo della mobilità elettrica. Eppure lo scoop sembra durato poco visto che a mezzo di una nota ufficiale VW smentisce esplicitamente ogni indiscrezione bollandola come fantasiosa e non rispondente al vero. Sicuramente negli scorsi mesi Volkswagen aveva messo mano al capitolo alleanze stringendo un ampio accordo con Ford che, partito dai van, abbraccia anche le auto green. Vediamo perché per case automobilistiche del calibro di Volkswagen ed FCA gli accordi industriali sono determinanti.

GIOCO DI ALLEANZE

La rivista tedesca Manager Magazin sostiene che il Ceo di Volkswagen, Herbert Diess è interessato ad acquisire una quota di Tesla. “Diess entrerebbe subito in Tesla se potesse”, ha detto la rivista citando quale fonte diretta uno dei top manager di casa VW. Citando le fonti dell’azienda, la rivista ha riferito che Diess ritiene che Volkswagen potrebbe trarre profitto dalle competenze acquisite da Tesla nel campo delle batterie e dei software. Un ostacolo all’accordo sarebbe rappresentato dalla mancanza di intesa tra le famiglie che controllano il colosso tedesco, i Piech e i Porsche. Secondo la fonte dello scoop un banchiere vicino a VW avrebbe dichiarato che Diess vorrebbe lavorare con gli sviluppatori software che operano in Tesla ma finanziare l’operazione resterebbe un problema. Persone vicine a Volkswagen avrebbero valutato l’azienda americana circa 30 miliardi di dollari e per questo non sarebbe facile rintracciare una tale somma nel medio periodo.

LA SMENTITA

Peccato che il rumor sia durato poche ore con un portavoce di Volkswagen che ha definito senza fondamento la notizia. Nonostante la piccata smentita non è di certo sorprendente vedere una casa automobilistica come VW possa mostrare interesse per Tesla. La tecnologia del marchio pioniere della mobilità elettrica conta una serie di brevetti da primato soprattutto nel campo delle batterie. Del resto Volkswagen è in piena transizione con il suo portafoglio modelli che guarda all’elettrificazione in chiave ibrida ed elettrica. Lo scorso maggio sono stati aperti i preordini della ID.3 la prima auto a batteria di seconda generazione il cui solco sarà presto seguito da molti altri prodotti a zero emissioni. Insomma per ora niente Tesla con VW che ha scelto Ford. Oltre allo sviluppo congiunto di pick-up e furgoni destinati al mercato europeo, Volkswagen e Ford collaboreranno nel campo della mobilità elettrica, autonoma e connessa.

IN CASA FCA

Con il settore dell’auto che si apre a sfide complesse come la mobilità elettrica ed autonoma i brand dell’auto devono ripensare i loro modelli di business. Anche FCA è alla ricerca di un alleato con il quale condividere tecnologie e costi di sviluppo. Nei mesi scorsi si era parlato di Renault e la fusione da 33 miliardi di euro potrebbe non essere tramontata. Secondo il Sole 24 ore, per trovare la quadra, Renault potrebbe dimezzare la sua partecipazione in Nissan. Questo al fine di ottenere il sostegno della società giapponese ad entrare nel capitale del lingotto. Renault-FCA controllerebbero insieme marchi come Dacia, Jeep, Alfa Romeo, RAM, Chrysler, Maserati e Lancia. A questi si aggiungerebbero Nissan, Mitsubishi e Infiniti legate ai francesi di Renault da una serie di accordi di alleanza. La maxi fusione darebbe vita al più grande costruttore automobilistico del mondo con circa 15 milioni di auto vendute all’anno.

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Nanoleaf Canvas, illuminazione smart e di design | Recensione

di Federico Cinque

Negli ultimi anni Nanoleaf ha fatto parlare molto di sé grazie ai suoi pannelli LED, una soluzione versatile e di design per illuminare e arredare la propria casa o ufficio. Al modello Aurora si aggiungono ora i Canvas, che con la loro forma squadrata ci suggeriscono numerose composizioni interessanti.

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