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L’Advanced Mobile Location può salvarci la vita e sarà obbligatoria nell’UE entro il 2020

di Paolo Giorgetti

L'Advanced Mobile Location, o AML, è un sistema di localizzazione avanzata che può risultare molto utile in casi di emergenza: diventerà obbligatorio entro il 2020 in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea.

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Sicurezza stradale: nel 2018 in UE solo l’1% di vittime in meno del 2017

di Redazione

Sicurezza stradale 2018 UE

Negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti per migliorare la sicurezza stradale ma ancora non basta. I dati UE del 2018 sul numero degli incidenti nei 28 paesi membri dicono infatti che i decessi sono diminuiti appena dell’1% nell’ultimo anno e del 21% dal 2010. Sia chiaro che ogni vittima in meno rappresenta comunque un successo, ma a inizio decennio la Commissione Europea si era data come obiettivo quello di dimezzare le morti sulle strade entro il 2020, e a due anni dalla deadline sembra ben lontana dal raggiungerlo.

NEL 2018 PIÙ DI 25 MILA MORTI PER INCIDENTI NELL’UE

Nel 2018 le vittime per incidente stradale nei paesi dell’UE sono state circa 25.100, in pratica 49 per ogni milione di abitanti. E 135 mila feriti. Ci sono nazioni virtuose ampiamente sotto media, come Regno Unito (che però a breve dovrebbe uscire dalla statistica), in cui si contano appena 28 morti per milione di abitanti, Danimarca (30), Irlanda (31), Svezia (32), Malta (38), Germania e Spagna (entrambe 39). E altre, quasi tutte dell’Europa dell’est, che sono ancora lontane dagli standard minimi di sicurezza stradale richiesti dalla UE. In Romania, per esempio, nel 2018 ci sono stati 96 decessi per milione di abitanti, in Bulgaria 88, in Lettonia 78, in Croazia 77 e in Polonia 76.

L’ITALIA IN MEDIA CON I NUMERI EUROPEI

E da noi? Quanti morti per incidente stradale ci sono stati in Italia nel 2018? Premesso che i dati non sono completi e rappresentano soltanto una stima, seppur attendibile, come spesso ci accade siamo a metà del guado con 55 morti per milione di abitanti. Leggermente sopra la media europea di 49 ma tutto sommato in linea con i numeri dell’Unione. Nel 2010 i morti sulle strade italiane erano stati 70 per milione di abitanti, 56 nel 2017. Un lento miglioramento proprio come nell’intera UE, ma si può e si deve fare di più.

DALLA GRECIA I MAGGIORI PROGRESSI IN FATTO DI SICUREZZA STRADALE

Tra il 2010 e il 2018 i paesi che hanno fatto i maggiori progressi, diminuendo sensibilmente il numero di vittime per incidenti stradali, sono stati Grecia (-45%), Lituania (-43%), Portogallo (-35%) e Slovenia (-34%). Viceversa Malta (+38%), Svezia (+22%) e Lussemburgo (+13%) sono gli unici ad aver peggiorato il loro dato. Ma, come abbiamo visto, maltesi e svedesi restano abbondantemente sotto media.

SICUREZZA STRADALE NELL’UE: NUOVE MISURE PER IL FUTURO

Commentando le statistiche sulla sicurezza stradale nel 2018 in UE, il commissario europeo ai trasporti Violeta Bulc ha detto di aver accolto con soddisfazione il calo dei sinistri, ma che il numero rimane inaccettabile. Per questo nuove misure sono state messe in atto, e altre lo saranno nel prossimo futuro, per migliorare la sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture. Ad esempio entro il 2021 sulle auto di nuova immatricolazione si dovranno obbligatoriamente installare almeno 11 tra i maggiori sistemi avanzati di assistenza alla guida, tra cui la frenata automatica di emergenza e l’intelligent speed assistance per aiutare i conducenti a rispettare i limiti di velocità. Sognando di portare a zero, o quasi, il numero di vittime per incidente entro il 2050.

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C’è anche l’Italia tra i Paesi che non hanno approvato la normativa sui diritti d’autore

di Irven Zanolla

C'è anche l'Italia tra i Paesi che hanno detto no alla nuova normativa sul copyright, che ha comunque ottenuto l'approvazione di 19 stati membri.

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Wi-fi in auto: l’Europa boccia lo standard e punta alla connettività V2X

di Donato D'Ambrosi

Il Wi-Fi in auto è sempre più diffuso tra le dotazioni di molti Costruttori, un cambiamento che in Commissione Europea ha richiesto chiare direttive. L’idea di definire uno standard per la connettività basata sul Wi-fi però è stata fermamente contrastata da un comitato di europarlamentari. Il motivo sarebbe legato a possibili favoritismi a pochi Costruttori e rischi per la crescita economica. Mentre montano le polemiche sulla clausola che fermerebbe l’innovazione della tecnologia basata su 5G e V2X, il voto è rimandato al 17 aprile.

QUALI COSTRUTTORI SONO FAVOREVOLI A WiFi E V2X

Dietro la decisione di stabilire uno standard sulla connettività auto sta montando un caso che pone possibili rischi per la concorrenza agguerrita tra i Costruttori. Non è un segreto che su auto connesse ed elettriche i maggiori operatori di IT (Information Technology) e i Costruttori stiano sgomitando per accaparrarsi il posto migliore. E la proposta di stabilire uno standard sul Wi-Fi, con la clausola di compatibilità retroattiva delle tecnologie, ha fatto scattare l’allarme. Un gruppo di parlamentari ha infatti votato contro la proposta della Commissione Europea definendo questa clausola come un aiuto per Volkswagen e Renault. Mentre si troverebbero in svantaggio Daimler, Ford, PSA Group e gli altri che puntano sulla connettività 5G-V2X.

DIFFERENZE TRA ITS 5G E 5G-V2X

Per capire meglio la querelle a Bruxelles sulla proposta dello standard del WiFi capiamo cosa cambia tra ITS 5G e 5G-V2X. ITS 5G si basa sul progetto USA Wireless Access in Vehicular Environments e sullo standard preesistente 802.11 del wifi che usiamo anche a casa. Le potenzialità sono notevoli in applicazioni di connettività V2V (Vehicle to Vehicle). Peccato che questa tecnologia vada in concorrenza con il 5G-V2X che si basa lo stesso sullo standard 802.11 ma ha delle limitazioni. La tecnologia 5G-V2X invece è quella che più sta riscuotendo interesse della ricerca che vede Europa e USA in testa nel 2018.

FUORI DALL?EUROPA SI PUNTA SU V2X

La preferenza del 5G-V2X contrariamente alla proposta della Commissione Europea, permetterebbe di definire una rotta comune anche nei confronti di USA e Cina. Senza considerare che – secondo i produttori della tecnologia – il 5G-V2X avrebbe anche un consumo inferiore e una minore latenza. La Commissione per i Trasporti al Parlamento EU ha espresso un parere contrario sostenendo che la clausola di adeguamento bloccherebbe l’innovazione della connettività. Sulla proposta della Commissione riguardo al WiFi si voterà il prossimo 17 aprile. Mentre il gruppo di europarlamentari pro 5G-V2X continuerà a schierarsi contro il rischio di minare la crescita economica dell’UE basata sul 5G.

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La UE vuole uno sviluppo etico dell’intelligenza artificiale

di Lorenzo Spada
Unine Europea film e serie TV europa catalogo

Lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale applicate ai molti ambiti della tecnologia moderna (come la medicina e la sicurezza) è inarrestabile ma, attraverso il lancio di linee guide, l’Unione Europea vuole che il tutto avvenga nel massimo rispetto dell’etica. Secondo l’Unione Europea, le intelligenze artificiali dovrebbero aderire ai principi etici di base del rispetto […]

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L’Europa investe 573 milioni di euro in Italia per lo sviluppo della banda ultralarga

di Lorenzo Spada
Banda ultralarga fibra ottica FTTH

A investire sullo sviluppo della banda ultralarga in Italia non sono solo Infratel e Open Fiber. La Commissione Europea infatti ha appena stanziato 573 milioni di euro in Italia per lo sviluppo della banda ultralarga. In particolare, per lo sviluppo e la cablatura in fibra ottica nei comuni in cui non è ancora presente (7000 comuni, […]

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L’Unione Europea chiede a Valve (per lo store di Steam) e a 5 editori di eliminare il geo-blocking all’interno degli Stati membri

di Lorenzo Spada

La Commissione Europea (CE) sta esaminando in che modo i videogiochi per PC sono acquistati e venduti negli Stati membri dell’UE. Rilasciando una comunicazione ufficiale indirizzata a Valve, il cui portale Steam è il più grande negozio per giochi per PC nel mondo, e a cinque editori di giochi – Bandai Namco, Capcom, Focus Home, […]

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Italia libera di scegliere se adottare il cambio stagionale da ora legale ad ora solare o meno

di Lorenzo Spada
Ora solare

Era il luglio 2018 quando la UE pubblicò un sondaggio in cui si chiedeva ai cittadini di dare un proprio giudizio sulla necessità o meno dell’ora solare e dell’ora legale. Ebbene, attraverso l’approvazione da parte del Parlamento UE dell’emendamento proposto dal Parlamento UE, dal 2021 gli stati membri saranno liberi di scegliere di abolire il cambio stagionale […]

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La qualità delle auto cambia tra i vari Paesi, ma l’UE ha le mani legate

di Donato D'Ambrosi

Ricordate la storiella che le Fiat – per citarne una caso – destinate alla Germania erano meglio accessoriate e rifinite di quelle vendute in Italia? Se da un lato le dotazioni devono rispondere ancora oggi ad ovvi motivi di domanda, la differente qualità costruttiva è invece qualcosa di diverso. Non tutti infatti lo sanno, ma oggi comprare un’auto nuova in un Paese (sbagliato) dell’Unione Europea può rivelarsi un raggiro bello e buono. Il problema della differente qualità delle auto vendute all’interno dell’UE è stato sollevato da un interrogazione sottoposta alla Commissione EU. Il problema non è di poco conto se si pensa che la qualità percepita del Brand dai potenziali acquirenti – come la sicurezza delle autoè una forte leva che condiziona l’acquisto di un modello o un altro.

QUANDO LA QUALITA’ DIPENDE DAI MATERIALI

L’ interrogazione E-00616118 degli eurodeputati Emil Radev e Andrey Novakov del 6 dicembre 2018 ha portato a conoscenza della Commissione EU di doppi standard qualitativi applicati dai Costruttori di auto. E questo a pensarci bene è normale finché restando all’interno delle specifiche costruttive, la differente qualità è influenzata dall’approvvigionamento dei materiali in un’area geografica specifica. Tutt’altro riguarda invece la qualità variabile in funzione del Paese EU in cui è destinata l’auto. In questo caso si potrebbe ipotizzare a un potenziale raggiro. La Commissione Europea questo lo sa, ma non ha alcun potere se le caratteristiche non riguardano ambiente e sicurezza.

DUE PESI E DUE MISURE DEL MARKETING

La risposta chiarificatrice della Commissione EU non si è fatta attendere troppo: il 18 marzo 2019 c’è stata la replica da parte della referente della Commissione EU, Bienkowska. La risposta dice che: “La normativa UE armonizza i requisiti per l’omologazione di nuovi tipi di veicoli, sistemi, componenti e unità tecniche separate. La legislazione europea sull’omologazione prevede i requisiti minimi di prestazione in materia di sicurezza e protezione dell’ambiente. Questa legislazione non impedisce ai produttori di andare oltre i minimi requisiti di prestazione per determinati mercati.”. In sostanza quindi può essere plausibile (e lecito) acquistare un’auto di qualità differente, finché questa variabilità non è pilotata ai danni dei consumatori o per trarne un vantaggio commerciale.

DOVE SI VENDONO LE AUTO MIGLIORI?

E qui entra in gioco la giurisdizione degli organi di sorveglianza per i diritti dei consumatori cui la Commissione EU delega l’attività di controllo. Si legge nella risposta agli europarlamentari sulla qualità variabile delle auto in Europa che, nell’ambito dell’iniziativa “New Deal for Consumers”, la Commissione ha proposto di chiarire la direttiva sulle pratiche commerciali sleali.  Lo scopo è quello di individuare le pratiche commerciali che riguardano la vendita di prodotti identici in tutti gli Stati membri con  composizione o le caratteristiche significativamente diverse. Proprio perché possono rientrare nel campo di applicazione delle norme della direttiva sulle pratiche ingannevoli. “La Commissione però non ha poteri di esecuzione diretta nel settore della protezione dei consumatori. Spetta quindi alle autorità Antitrust competenti degli Stati membri tutelare i consumatori, comprese le norme derivanti dal diritto dell’UE”. La domanda scontata sarebbe: dove è meglio comprare un’auto? Non si sa, anche perché questo svelerebbe pratiche poco trasparenti dei Costruttori. Ma forse siamo molto vicini a scoprirlo. Intanto leggi qui la guida sull’importazione auto dall’estero.

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Il Parlamento UE dà più garanzie agli acquirenti di beni fisici e contenuti digitali

di Paolo Giorgetti

Il Parlamento europeo ha approvato due nuove norme che forniranno maggiori garanzie ai consumatori che acquisteranno beni fisici o contenuti digitali, sia online sia nei negozi: vediamo quali sono i principali cambiamenti.

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Cambio dell’ora, addio dal 2021

di Filippo Vendrame

Il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno in cui ci sarà in Europa il cambio stagionale dell’ora. Il Parlamento Europeo ha infatti votato per fissare al 2021 questo storico cambiamento nelle abitudini dei cittadini europei. Secondo la risoluzione legislativa approvata dai deputati, i Paesi europei che decideranno di mantenere l’ora legale sposteranno le lancette degli orologi l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021. I Paesi che preferiranno mantenere l’ora solare, invece, adegueranno l’ultima volta i loro orologi l’ultima domenica di ottobre 2021.

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Google multata nuovamente dall’Unione Europea

di Antonino Caffo

Google è stata colpita con una terza, pesante ammenda, da parte dell’antitrust dell’Unione Europea. Questa volta la cifra è di 1,49 miliardi di euro, inflitta per aver abusato del monopolio di ricerca nell’ambito delle iniziative di AdSense. Secondo l’organo continentale, dal 2006 Big G avrebbe venduto ad aziende ed enti la possibilità di piazzare nei loro siti il suo famoso box di ricerca, offrendo pubblicità mirata ma anche vietando che ai clienti di includere motori di ricerca rivali tra le proprie pagine.

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Google riceve una nuova multa dalla Commissione Europea, per 1,49 miliardi di dollari

di Irven Zanolla

Dalla Commissione Europea arriva una nuova tegola per Google, multata di 1,49 miliardi di dollari in relazione alla gestione di Ricerca Google.

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L’UE vota per la sicurezza informatica

di Antonino Caffo

Il Parlamento Europeo ha adottato in via definitiva una legge sulla sicurezza informatica con 586 voti favorevoli, 44 contrari e 36 astensioni. Si tratta del primo schema di certificazione a livello continentale che vuole garantire che i prodotti, i processi e i servizi venduti nell’UE soddisfino gli standard di sicurezza informatica.

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Telepass a breve compatbile in tutta Europa grazie alla normativa appena provata dalla UE

di Lorenzo Spada
Telepass

Il Parlamento Europeo a Strasburgo ha approvato le misure sul sistema di telepedaggio unico per le autostrade dei paesi dell’Unione Europea. L’approvazione è avvenuta on 536 voti a favore, 53 contrari e 17 astensioni. Si tratta di un passo in avanti molto importante dal punto di vista comunitario, anche se per adesso il tutto verrà applicato solo per gli […]

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5G, l’Unione Europea vuole dire no ai cinesi

di Filippo Vendrame

L’Unione Europea starebbe prendendo in considerazione una serie di misure che avrebbero l’effetto di impedire l’utilizzo delle infrastrutture di Huawei e di altri brand cinesi per la creazione delle reti 5G all’interno dei Paesi membri. L’indiscrezione arriva da Reuters che cita quattro differenti funzionari dell’Unione Europea. Gli echi del caso Huawei in America si starebbero iniziando quindi a sentire anche in Europa. Come noto, il Governo americano ha accusato la società di essere occhi ed orecchie del Governo cinese.

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Commissione UE, banda da 3.6 GHz al 5G

di Filippo Vendrame

La Commissione Europea punta a voler armonizzare lo spettro delle frequenze del 5G e a favorire lo sviluppo di questa tecnologia. Proprio per questo ha stabilito che la banda da 3.6 GHz debba essere utilizzata all’interno di tutto il territorio europeo per le reti di quinta generazione. I Paesi membri avranno tempo sino al 31 dicembre del 2020 per mettere a disposizione degli operatori la banda assegnata dalla Commissione Europea. Tuttavia, gli operatori, in virtù del principio della neutralità tecnologica, potranno utilizzare questo spettro radio anche per altri servizi.

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Alla UE serve una nuova web tax entro marzo

di Antonino Caffo

L’Unione Europea sembra pronta a chiudere un accordo per una nuova tassa sulle società tecnologiche, come Amazon, Facebook e Google. In un’intervista sul Journal du Dimanche, Bruno Le Maire, rappresentante francese a Bruxelles, ha affermato la presenza di un consenso di massima, nonostante l’esitazione di alcuni paesi.

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UE, multa da 570 milioni a MasterCard

di Filippo Vendrame

L’Antitrust europeo ha comminato una pesantissima multa di 570 milioni di euro a MasterCard per abuso di posizione dominante. Come evidenziato all’interno di un comunicato stampa della Commissione Europea, MasterCard avrebbe limitato la possibilità per i commercianti di beneficiare delle migliori condizioni offerte dalle banche all’interno del mercato unico, in violazione delle norme antitrust dell’UE.

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UE, la legge sul copyright respinta da 11 paesi

di Antonino Caffo

La nuova normativa europea sul copyright, meglio conosciuta come “Copyright Directive”, ha un futuro sempre più incerto dopo che l’Unione Europea ha dovuto sospendere i negoziati e il voto atteso per oggi, 21 gennaio 2019. Il motivo? Ben 11 paesi, tra cui l’Italia, hanno respinto la proposta finale presentata dalla commissione.

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