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Ieri — 19 Giugno 2019RSS feeds

Ricerca, tre italiani under 30 tra i talenti europei del futuro

di Alessandro Crea
Cloud, intelligenza artificiale e collaborazione a distanza. Sanità, agricoltura e musica: con i loro progetti su questi temi in discipline così diverse, Agnese Sbrollini, Luca Coviello e Enrico Pietrocola sono stati premiati questa settimana da Géant, la rete europea della ricerca. Si tratta di un riconoscimento internazionale per l’attività dei tre ricercatori italiani under 30 […]
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Sale da tavola nell’oceano di Europa, la luna ghiacciata di Giove?

di Elena Re Garbagnati
L’enorme oceano sotto alla crosta ghiacciata di Europa, la luna di Giove, potrebbe essere simile ai mari della Terra. Lo suggerisce un nuovo studio, secondo cui il Telescopio Spaziale Hubble avrebbe rilevato la probabile presenza di cloruro di sodio (NaCl) sulla superficie ghiacciata di Europa. Il NaCl è lo stesso composto del sale da tavola, […]

Car-to-X, al lavoro su un nuovo standard europeo

di Redazione

La sicurezza attiva e passiva degli utenti della strada è oggi di fondamentale importanza. Diversi brand automobilistici sono attualmente al lavoro insieme alle autorità di alcuni stati europei. Lo scopo? trovare uno standard comune per la trasmissione sul traffico e sulla sicurezza. Al progetto stanno partecipando Daimler, BMW, Ford e Volvo. Insieme a queste, HERE Technologies, Tom Tom. Oltre alle autorità di trasporto di sei paesi europei. La sperimentazione partirà già nel prossimo mese di luglio.

IL PROGETTO

Il progetto per ora è solo in una fase sperimentale. Prevede diversi test sulla possibilità di trasmettere dati e informazioni. Tutti relativi a situazioni pericolose su strada, utilizzando la tecnologia Car-to- X. I partner di questo progetto pilota hanno firmato un memorandum d’intesa (MoU) a Eindhoven, nei Paesi Bassi. La fase di test, che dovrebbe durare dodici mesi, verrà avviata dal primo giorno di luglio. E prevede l’avvio dei test nei Paesi Bassi. A prendere parte al progetto saranno anche Germania, Spagna, Finlandia, Lussemburgo e Svezia.

I POSSIBILI SVILUPPI

Daimler, già in passato, aveva gettato le basi per l’utilizzo di questa tecnologia. I nuovi veicoli che verranno prodotti sono già pronti per poter condividere e scambiare dati con gli altri utenti della strada. La sicurezza stradale potrà fare passi in avanti se la tecnologia Car-to-X verrà impiegata in larga scala. E se la condivisione potrà essere gratuita. Il grande passo avanti dell’iniziativa sta nel fatto che, fino ad oggi, non si era riusciti a creare una squadra di collaborazione così numerosa e altisonante. In sostanza, ogni veicolo connesso potrà non solo comunicare attraverso un apposito standard appunto, un eventuale pericolo alle altre auto. Ma avvisare anche le infrastrutture. Queste, a loro volta, potranno mettere al corrente del pericolo un più grande numero di automobilisti.

IL PUNTO DI VISTA DI DAIMLER

“La comunicazione Car-to-X ha il potenziale per migliorare significativamente la sicurezza sulle strade. – Ha detto Sajjad Khan,Vice president of digital vehicle and mobility in Mercedes-Benz -. Con questo progetto stiamo innalzando i precedenti approcci ad un nuovo livello. Per la prima volta abbiamo a bordo numerosi partner altamente capaci ed efficaci. In modo che i messaggi di avvertimento possano raggiungere un gran numero di utenti della strada praticamente in tempo reale. Questo può salvare molte vite”.

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200 navi da crociera inquinano 20 volte più di tutte le auto d’Europa

di Redazione

Mentre in Europa si decide il futuro delle auto sempre meno inquinanti, le navi da crociera stazionano indisturbate nei porti emettendo in navigazione anche 20 volte la quantità delle auto circolanti (10 volte relativamente ai soli ossidi di zolfo). Lo rivela il rapporto di Transport&Environment sull’inquinamento nei porti europei confrontando le auto circolanti con le emissioni dei giganti del mare attraccati nelle città portuali. La classifica italiana vede Venezia, davanti a Civitavecchia e Napoli tra i porti in cui le emissioni di ossidi di zolfo sono arrivati a 28 tonnellate nel 2017.

203 NAVI EMETTONO PIU’ DI 260 MILIONI DI AUTO

Tra le 50 città più inquinate d’Europa per le emissioni delle ciminiere da turismo marittimo, quelle più afflitte dalle emissioni delle navi da crociera sono Barcellona, Palma de Majorca e Venezia. Dal bilancio di T&E viene fuori che nel 2017 203 navi da crociera che hanno solcato le acque d’Europa hanno emesso in totale 62 mila tonnellate di ossidi di zolfo, 155 mila tonnellate di ossidi di azoto, 10 mila tonnellate di polveri sottili e più di 10 tonnellate di CO2. L’equivalente –  per quanto riguarda gli ossidi di zolfo – di quanto emetterebbero i 260 milioni di auto circolanti in Europa, ma moltiplicato per 20.

IL BILANCIO DI SOx IN ITALIA

Dall’immagine qui sopra ripresa dal rapporto di T&E, Spagna, Italia e Norvegia sono anche i Paesi con il più alto livello di ossidi di azoto. Riguardo all’Italia in particolare è Venezia la città con il cielo più denso di ossidi di zolfo proveniente da navi da crociera. I dati che riportiamo di seguito provengono dall’analisi di T&E che ha seguito le rotte delle imbarcazioni ciclopiche tramite il tracciamento satellitare e quindi hanno fatto una stima delle emissioni in ogni punto delle tratte, porti compresi. A Venezia (prima in Italia e terza in Europa), ad esempio, 68 grandi navi da crociera emettono 27,5 tonnellate di ossidi di zolfo durante 8.000 ore in porto a motori accesi.  A Civitavecchia stazionano 76 imbarcazioni per 5.466 ore l’anno, che emettono quasi 22,3 tonnellate di ossidi di zolfo. L’equivalente di 55 volte la quantità di SOx emessa dalle 33.591 auto circolanti in città. Qui sotto il grafico mostra quali solo le città portuali italiane più inquinate.

L’EUROPA È DIVISA IN DUE SULLE POLITICHE AMBIENTALISTE

Ampliando invece il focus sull’Europa, il confronto tra le emissioni delle navi da crociera e quelle delle auto circolanti in città è impietoso per Spagna e Italia, mentre la Norvegia è presumibilmente influenzata dal parco circolante tendenzialmente elettrico nelle città. Dallo studio di T&E consultabile nel dettaglio qui, emerge, come abbiamo spiegato anche su SicurAUTO.it che in Europa esiste una legislazione in poco ferrea in fatto di emissioni marittime. Lo testimonia ancora una volta il fatto che – come riporta T&M – 4 delle 5 città portuali più inquinate sono nel Mediterraneo. Questo perché l’Europa settentrionale ha implementato la Sulphur Emission control area, che prevede limiti al tenore di zolfo nei carburanti, e predisporrà un controllo più restrittivo alle navi in transito per i mari del Nord. Tutto questo chiaramente non porterebbe a niente altro che sensibilizzare e incentivare i Governi e le Autorità portuali all’installazione di colonnine di alimentazione elettrica nei porti ma anche a sgravi per l’adozione di sistemi di alimentazione a gas che possano evitare l’utilizzo dei motori accesi in banchina per molte ore. Altrimenti il sacrificio di chi lascia l’auto a casa nei giorni dei blocchi del traffico servirà a poco senza una politica eco compatibile più integrata.

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ADAS più affidabili se il conducente è distratto: il test europeo

di Donato D'Ambrosi

Le auto a guida autonoma sono fatte di ADAS, i sistemi di assistenza alla guida che messi insieme permettono un livello di controllo automatizzato crescente. Prima che le auto siano abbastanza affidabili da poter guidare da sole è agli ADAS che si fa affidamento per migliorare la sicurezza stradale. Il progetto europeo ADAS and ME punta infatti a studiare i fattori che possono creare disturbo al volante e in quali contesti l’intervento degli ADAS può impedire situazioni di rischio. Vediamo perché 10 Paesi europei hanno scelto di studiare le influenze degli ADAS con un test europeo che durerà fino al 2020.

10 PAESI IMPEGNATI PER LO SVILUPPO DELLA GUIDA AUTONOMA

Indipendentemente dal tipo di veicolo che guidi, ogni tanto subirai qualche distrazione“, afferma Anna Anund, coordinatrice del progetto ADASANDME di VTI, l’Istituto nazionale svedese per i trasporti e le strade. “La nostra sfida è di restituire il controllo a un guidatore che è stato sotto controllo solo se il conducente è in grado di subentrare al sistema automatico.” È la sintesi del progetto europeo Adas and Me coordinato dalla Svezia che vede coinvolti Germania, Grecia, Italia, Svizzera, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Irlanda, Belgio.

QUANTO E’ ATTENDIBILE IL CONTROLLO DELL’ATTENZIONE?

Attualmente i sistemi di guida assistita di livello 2 prevedono che il conducente abbia costantemente le mani sul volante. Se questo non avviene l’auto interviene in modi diversi, lanciano un’allerta, disabilitando il sistema automatizzato o anche fermando l’auto in maniera controllata a margine della strada. Non sempre però tra la distrazione del conducente e l’effetto del segnale di mantenere l’attenzione sulla strada c’è sintonia. Come abbiamo visto nei test della guida semi autonoma Euro NCAP, spesso basta solo sfiorare il volante o premere un pulsante per illudere l’auto. Questo può generare una percezione falsata del sistema di guida semiautonoma. Ecco perché il progetto congiunto del costo di 9,6 miliardi di euro si focalizzerà su:

– disattenzione del conducente in autotrasporti a lungo raggio;

– ansia da autonomia delle auto elettriche;

– transizioni di automazione fluide e sicure in auto;

– manovre di emergenza in auto per quando un guidatore non reagisce;

– disattenzione del guidatore quando si percorrono lunghi tragitti in moto;

– svenimento di motociclisti sulle motociclette;

– automazione del trasporto / scarico passeggeri per autobus.

LO SCOPO DEL PROGETTO

Le interfacce uomo-macchina dei sistemi ADAS saranno valutate con una gamma veicoli (2 auto, 1 camion, 2 PTW e 1 bus) guidati da volontari, su strade reali, per verificare che possano rilevare con precisione quando il guidatore non è in grado di guidare in sicurezza e prendere il controllo dell’auto. Il risultato finale permetterà lo sviluppo di interfacce più affidabili nel riconoscimento dei livelli di attenzione del guidatore con livelli autonomi da 1 a 4.

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Radio DAB, l’obbligo italiano sulle auto in fine serie fa sprecare soldi

di Donato D'Ambrosi

Dal 2020 tutte le auto nuove avranno di serie la radio digitale DAB, lo prevede una direttiva europea che l’Italia ha voluto recepire in modo meno blando di come ci ha abituati. Non solo le auto, ma anche i veicoli commerciali nuovi potrebbero avere di serie la radio digitale DAB. Un obbligo che unanimemente vede in disaccordo le associazioni dei Concessionari italiani e dei Costruttori italiani ed esteri. Vediamo perché.

L’EMENDAMENTO SUGLI AUTOCARRI CON IL DAB+

L’Italia nel recepire la Direttiva EU 2018/1972 che regolamenta la transizione al DAB a livello europeo rischia di mettere a rischio ancora una volta il settore auto – secondo le Associazioni di categoria. Con il decreto Sblocca cantieri in discussione infatti si starebbe lavorando a una bozza che estenderebbe l’obbligo della radio digitale DAB non solo alle auto ma anche a tutti i veicoli N. Il condizionale è dovuto a un’indiscrezione che ANFIA – UNRAE – FEDERAUTO denunciano auspicando che non vada in porto. La direttiva EU infatti prevede che solo le auto nuove vendute a partire dal 2020 siano in grado di ricevere frequenze in Digital Audio Broadcasting.

L’ITALIA PIU’ ZELANTE CHE MAI

Mentre ANFIA, UNRAE e Federauto si oppongono all’interpretazione italiana di coinvolgere con un emendamento anche i veicoli omologati come N, praticamente gli autocarri. Il motivo è dovuto già alla mancanza di una deroga per le auto in fine serie, quelle che sono già uscite dalle fabbriche o sono in attesa di essere vendute. Per queste infatti dovrà essere previsto un adeguamento. “L’eventuale approvazione dell’emendamento e la mancata approvazione della deroga per le vetture di fine serie rischiano di dare un ennesimo colpo a questo settore che è stanco di essere definito strategico, e rimanere sempre inascoltato e tartassato da nuove imposte, obblighi e vincoli regolamentari.”

OCCHIO AI VENDITORI FURBI

Bisogna infatti ricordare che, come spiegato qui, il DAB+ non impedirà la ricezione delle frequenze FM sui vecchi sistemi. Agli automobilisti sarà concesso di aggiornare l’autoradio con un piccolo decoder o cambiare totalmente l’apparato con uno DAB+. Mentre i rivenditori e le concessionarie dovranno in qualche modo aggiornare le auto che non anticipavano il DAB+ come hanno fatto altri Costruttori. Questo, al di là dei costi di adeguamento, si prevede porterà a una svalutazione, sebbene marginale delle auto in stock o aprirà a un margine di trattativa cliente-venditore. Sempre che qualche venditore furbo non proverà ad alzare i prezzi di vendita per scaricare il costo del DAB+ sui consumatori.

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La sicurezza di un’auto importa più dell’ecologia: il sondaggio in Europa

di Antonio Elia Migliozzi

Sicurezza, tecnologia e rispetto dell’ambiente sono al primo posto quando si cerca l’auto nuova. Un sondaggio mette a fuoco gli interessi degli automobilisti europei. In cima alle richieste troviamo la sicurezza. Questa, per fortuna, è diventata la priorità assoluta per i consumatori che sono disposti anche a sborsare soldi per le dotazioni di maggior rilievo. Interessante anche la fiducia nei confronti della guida autonoma. Dai numeri del sondaggio il 28% degli intervistati esprime chiaramente un atteggiamento positivo verso l’auto senza conducente mentre l’Italia è in prima linea. Il 46% degli italiani è a favore dell’auto driveless. Addirittura tra gli europei che non hanno un’auto emerge che il 40% è favorevole a questa tecnologia. Analizziamo questo e altri numeri interessanti.

L’AUTO DEL FUTURO

Un sondaggio commissionato da Fareucia Clarion Electronics a Yougov mette a fuoco temi di grande importanza nel settore automotive. La ricerca è stata condotta su un campione di residenti in Francia, Regno Unito, Germania e Italia. In tutti i quattro gli Stati Ue la sicurezza dell’auto è di assoluta importanza. In Italia, Germania e Francia il 36% degli intervistati la mette al primo posto, mentre nel Regno Unito il 47% ne sostiene l’importanza. Grande entusiasmo per i sistemi di sicurezza capaci di prevedere le situazioni di pericolo. L’intelligenza artificiale e tutti i dispositivi correlati sono una priorità in Francia per il 56%, in Germania 50%, in Italia 48% mentre nel Regno Unito al 45%. Gli automobilisti europei apprezzano anche l’auto connessa che scambia dati con gli altri veicoli e l’ambiente circostante.

TECNOLOGIA E INCERTEZZE

I francesi e gli italiani sono i più predisposti ad accettare l’arrivo delle auto connesse. A più di 8 italiani su 10 piace l’idea di un’auto connessa (83%) e tale opinione è condivisa dalla grande maggioranza dei francesi (71%). Diversa la situazione dell’auto a guida autonoma. Il 28% degli europei intervistati esprime fiducia mentre l’Italia è in prima linea con il 46% a favore. Interessante il fatto che il 40% di chi non possiede un’auto è aperto verso questa innovazione. In generale per gli automobilisti europei l’auto del futuro deve soprattutto garantire una maggiore sicurezza. In questo si nota una scarsa conoscenza dei sistemi di assistenza alla guida già disponibili sul mercato. “Piuttosto che parlare di una rivoluzione delle auto, siamo impegnati a lavorare sulla loro evoluzione. La tecnologia messa a disposizione ha valore solo se conosciuta, compresa, accettata e utilizzata” spiega Sébastien Brame di Faurecia Clarion Electronics.

SOSTENIBILITA’ AL CENTRO

Il sondaggio conferma anche la crescente importanza dei temi ambientali tra gli automobilisti europei. Ne parla il 30% degli italiani, il 24% di francesi e tedeschi e il 23% degli inglesi. Eppure quando si parla di impatto ambientale delle auto appena il 14% dei driver intervistati ne parla. L’auto deve essere innanzitutto e soprattutto economica. L’economicità è ancor più importante per le giovani generazioni. Va detto che gli italiani, in ogni fascia d’età, antepongono la sicurezza (36%), all’ecologia (30%). “Dal sondaggio emerge che l’ecosostenibilità è importante per chi non possiede un’auto (34% rispetto al 22% dei proprietari di auto)” sintetizza Sébastien Brame. Quanto al carsharing solo il 7% degli intervistati italiani lo indica tra le tre più importanti caratteristiche dell’auto del futuro. In generale gli entusiasti non superano l’8-9% anche nelle grandi città del nostro paese.

IL COMFORT

Altro aspetto analizzato il comfort. Il 12% degli italiani ha dichiarato che la propria auto dovrebbe essere comoda come casa, mentre per il 18% gli interni dovrebbero adattarsi alle esigenze del conducente. Il comfort pertanto si posiziona quindi dietro la sicurezza e l’ecosostenibilità. Allo stesso tempo, in Italia il 54% degli automobilisti accoglierebbe con entusiasmo l’idea di stare in auto sentendosi come a casa propria. Una grande percentuale degli intervistati, il 32%, ha dichiarato di non avere alcuna opinione sull’argomento. “Gli interni del futuro richiederanno tempo per prendere forma. Ma sarà necessario più di un approccio focalizzato solo sui sedili, ad esempio: anche il comfort sarà intelligente, il posto di guida diventerà l’elemento pensante che gestisce e ottimizza l’esperienza dell’utente dell’auto fin nei più piccoli dettagli” chiude Sébastien Brame.

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WhatsApp, la funzionalità Pagamenti in arrivo in Europa

di Christian Mazza
WhatsApp si appresta a lanciare la nuova funzione Pagamenti anche in Europa. A parlarne è il Financial Times, il quale riferisce l’assunzione di 100 nuovi dipendenti per le sedi di Londra e Dublino, in grado di ottimizzare e velocizzare i tempi di lancio della nuova feature anche nel Vecchio Continente. Focalizzandoci su quella che dovrebbe […]

Settimana mondiale della sicurezza stradale: ecco cosa è cambiato in 16 anni

di Donato D'Ambrosi

La settimana mondiale della sicurezza stradale delle Nazioni Unite è un momento di riflessione ma anche di valutazione di quello che ha funzionato di più e quello che invece bisogna migliorare per arrivare al traguardo della VisionZero. Negli ultimi 16 anni l’Europa ha ridotto notevolmente il numero di vittime in incidenti stradali, ma in circolazione ci sono il 23% di auto in più. Ecco perché non servono solo auto sicure ma anche guidatori sicuri.

50% DI MORTI IN MENO

I numeri di vittime da incidenti stradali in Europa dal 2001 al 2017 sono diminuite del 50%, secondo i dati riportati da RoadSafetyFacts. Ma l’aumento del parco auto circolante in continua espansione impone una contromisura che non si affidi solo ai sistemi di assistenza alla guida. Infatti si è passati da 54900 vittime del 2001 a 25300 decessi nel 2017 sulle strade d’Europa. Sicuramente la riduzione dei morti del 50% è un traguardo importante da sottolineare nella settimana mondiale della sicurezza stradale, tuttavia bisogna guardare all’influenza del parco auto circolante. Nello stesso periodo le auto circolanti in Europa sono aumentate da circa 200 milioni a 260 milioni e l’errore umano è rimasto una delle principali criticità legate alla causa degli incidenti.

54 MILIARDI DI EURO L’ANNO PER LA SICUREZZA DELLE AUTO

Non si fa altro che parlare della guida totalmente autonoma e della capacità di azzerare gli incidenti stradali quando sarà una realtà tangibile. Ma oggi in Europa è concesso solo il livello 2 e nel frattempo la media di morti sulle strade è scesa a 49 per milione di abitanti. Ancora troppi ma meno della media globale di 174 vittime per milione di abitanti. L’industria automobilistica investe ogni anno 54 miliardi di euro per migliorare la sicurezza attiva e passiva dei veicoli. Le norme in continua evoluzione colmano quel gap tra i Costruttori più attivi e quelli più lenti. Dal 2020 ad esempio saranno obbligatori l’AEB e altri sistemi di sicurezza sulle auto nuove.

IL GUIDATORE E’ FONDAMENTALE PER QUESTO CAMBIAMENTO

Si può insegnare a un’auto a frenare davanti a un ostacolo, a prevedere un incidente e limitarne le conseguenze, ma non si può evitare fisicamente che il conducente si distragga. L’errore umano è la causa ancora del 90% degli incidenti stradali. Quando il rispetto dei limiti e delle regole del CDS, la prevenzione e la concentrazione vengono meno si vanifica anche il lavoro di chi mette in campo una soluzione affinché le strade non siano un campo minato. Pensaci la prossima volta che sali in auto e squilla il cellulare, ma non soltanto nella settimana mondiale della sicurezza stradale.

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I 20 Paesi più pronti alla guida autonoma, l’Italia non c’è

di Donato D'Ambrosi

Secondo la società globale di consulenza KPMG l’Europa è tra i continenti più avanti nello sviluppo di auto a guida autonoma. Nonostante le leggi in giro per il mondo non permettono di avere ancora in strada auto che guidano da sole, l’Autonomous Readiness Index dà un interessante fotografia dello stato dell’arte nel mondo.

PAESI BASSI IN TESTA

Se da un lato l’Europa viene eletta da KPMG come migliore concentrazione tecnologica per l’autonomous Driving, l’Italia non è neppure tra i primi 20 Paesi. In testa invece c’è l’Olanda poiché “l’ecosistema olandese per i veicoli autonomi è di gran lunga migliore” ha spiegato Stijn de Groen, manager di  KPMG. L’Olanda infatti è stata valutata come migliore Paese in grado di investire nelle future opportunità dell’IoT (Internet Of Things). Ma è anche il Paese che sperimenta parcheggi autonomi negli aeroporti e nei porti e investe in sperimentazioni di flotte di camion senza con conducente. A questo poi si aggiunge un’attenzione all’adeguamento delle infrastrutture alla mobilità autonoma, secondo la valutazione di KPMG.

SINGAPORE RICONOSCE LA GUIDA AUTONOMANEL SUO CDS

Singapore invece è al secondo posto della classifica per la maggiore attenzione allo sviluppo legislativo sulle auto a guida autonoma. La città-stato ha infatti introdotto un emendamento specifico sulle sperimentazioni di auto a guida autonoma nel suo regolamento per la Circolazione stradale (Road Traffic Act). Come pochi altri Paesi infatti riconosce la funzione di auto e sistema a guida autonoma senza il controllo fisico o il diretto monitoraggio dell’uomo. Inoltre a Singapore si sta lavorando all’implementazione di infrastrutture adeguate alle auto a guida autonoma. Parallelamente anche il parco auto vede una crescita maggiore di veicoli tecnologicamente più evoluti.

NORVEGIA PRIMA SOLO NELLE AUTO ELETTRICHE

La Norvegia chiude il podio dei Paesi più sviluppati nelle sperimentazioni di auto a guida autonoma. In realtà KPMG colloca la Norvegia al secondo posto per innovazione e al settimo tra i paesi più attivi alla regolamentazione della guida autonoma. Ma la Norvegia ha dalla sua un altro primato che indissolubilmente sarà legato alla guida autonoma: le vendite di auto elettriche. Un primato che per morfologia del territorio, densità demografica ed età del parco circolante è più facile da portare a casa. All’ottavo posto KPMG colloca invece la Germania, Paese dove si collocano le principali aziende di componentistica auto. A metà classifica invece c’è il Giappone, tra i primi Paesi ad ospitare i test a guida autonoma su strade pubbliche.

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Le 10 città dove si può morire per le emissioni auto in Europa

di Antonio Elia Migliozzi

L’aria nelle città è sempre più inquinata. I numeri di una ricerca confermano un trend preoccupante. Morire per colpa dell’inquinamento accade soprattutto in alcune aree urbane. Sono tutte in Europa le 10 città con i maggiori decessi da inquinamento ogni 100.000 abitanti. Preoccupa il primato di tutto italiano con Milano e Torino. La relazione dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) esamina il modo in cui i trasporti causano l’inquinamento atmosferico. Le cattive condizioni dell’aria provocano malattie e quindi decessi. Va detto che le emissioni prodotte dalle auto contribuiscono a questo quadro ma non sono l’unica causa dell’inquinamento. Vediamo i dettagli.

RISCHIO INQUINAMENTO

L’International Council on Clean Transportation (ICCT) esamina il rapporto tra la qualità dell’aria e i decessi tra il 2010 e il 2015. Come riporta Transport & Environment l’uso dei veicoli diesel ha peggiorato le cose. Secondo l’ICCT negli ultimi decenni la crescita dei mezzi diesel ha portato ad un aumento dei decessi. La relazione accusa i veicoli diesel di aver “contribuito maggiormente all’inquinamento e al numero di malattie associate“. Nel dettaglio si punta il dito contro i tempi lunghi per le nuove norme anti-inquinamento. In questo è molto dura la critica dell’ICCT nei confronti dell’Europa. I limiti delle emissioni di NOx non sarebbero sufficientemente elevati e le case auto potrebbero ancora facilmente violarli. Insomma l’invito ai 28 Stati Ue è a lavorare meglio ed insieme.

INTERVENTI NORMATIVI

L’ICCT sottolinea l’importanza di sviluppare gli standard sul tema delle emissioni auto. Tra i suoi suggerimenti c’è l’adozione globale di standard più rigidi e l’applicazione di un turnover della flotta auto. Evidente che un parco auto molto vecchio come quello italiano impiega decenni per togliere dalla strada una tecnologia obsoleta. È noto da anni che le emissioni prodotte dai trasporti, in particolare il traffico, causano una cattiva qualità dell’aria. Nel 2017, l’inquinamento atmosferico ha provocato quasi 3,5 milioni di morti premature. Queste sono distribuite tra ictus, malattie cardiache, cancro ai polmoni, diabete, difficoltà respiratorie e altri disturbi. Puntare il dito contro le emissioni delle auto di ultima generazione potrebbe essere sbagliato. La tecnologia ha fatto negli anni importanti passi avanti.

DINAMICA GLOBALE

Lo studio dell’ICCT realizza una fotografia globale dell’impatto dell’inquinamento sulla salute umana. Tra il 2010 e il 2015 la crescita del traffico ha compensato i progressi tecnologici nella riduzione delle emissioni. La percentuale globale di morti premature causate dalle emissioni auto è rimasta invariata. Questo nonostante la riduzione delle emissioni nei paesi sviluppati. Come conferma la mappa sulle 10 città più inquinate gli Stati europei devono fare molto. L’Italia occupa il primo e il secondo posto in classifica con Torino e Milano. Non meglio la Germania con Stoccarda, Berlino e Colonia tra le prime 10. Secondo l’ICCT le economie del G20 devono lavorare insieme. Qui si registra l’84% della mortalità causata dai trasporti nel 2015. Necessario allora puntare sul trasporto pubblico. Le città devono investire nella mobilità condivisa per ridurre le emissioni inquinanti delle auto.

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Immatricolazioni auto in calo in Europa: -10% a marzo

di Redazione

Secondo i dati diffusi dall’ACEA (l’associazione dei costruttori europei) nel complesso dei Paesi dell’UE,  in Europa le immatricolazioni di autoveicoli nel terzo mese dell’anno sono in calo del 3,6%  rispetto a marzo 2018. Il mercato italiano guida questo andamento sfavorevole chiudendo a -9,6%. Con Il trend negativo registrato anche nei mesi di gennaio e febbraio, il primo trimestre 2019 termina con una variazione negativa del 3,2% rispetto al 2018.

MERCATO ITALIANO IN CRISI

La legge di bilancio con l’Ecobonus non è riuscita ad invertire la rotta, anzi. Nel mercato italiano, le immatricolazioni nel mese di marzo si fermano a 193.662 unità con un calo del 9,6% rispetto l’anno precedente. Considerando invece il primo trimestre del 2019, le unità vendute risultano 537.289 con un andamento negativo del 6,5% rispetto all’anno precedente.

DIESEL IN FORTE CALO

La variazione più rilevante è il crollo del 25% nelle immatricolazioni in Europa delle auto Diesel. Complici gli scandali sulla contraffazione delle emissioni, la demonizzazione da parte dei comuni e le leggi sempre più restrittive sulle emissioni di sostanze nocive per l’ambiente, l’alimentazione a gasolio registra una forte flessione delle immatricolazioni dovuta ad un calo nelle vendite/richieste. Un -17% nel mese di marzo e un -16,6% nel primo trimestre nei maggiori mercati esclusa la Germania, dove si registra una crescita, per il terzo mese consecutivo, del 2,7%. Secondo la European Environment Agency, la diminuzione nelle vendite delle auto Diesel ha portato dal 2017 un aumento dello 0,4% delle emissioni medie di CO2. Aumento dovuto a maggiori emissioni delle auto a benzina su cui si è orientata parte della clientela.

GERMANIA IN CONTROTENDENZA

Se come abbiamo detto la chiusura del primo trimestre risulta negativa, il mercato tedesco mantiene lo stesso trend del 2018. Con 880.092 unità vendute registra una variazione del +0,2%. Secondo l’Associazione tedesca dell’industria automotive VDA si tratta dei volumi più alti in un primo trimestre dal 2000. Anche gli ordini in entrata sono aumentati del 7%, con risultati positivi soprattutto a gennaio e febbraio.

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Ford lancia anche in Europa le chiavi che non si fanno clonare

di Redazione

Ford si concentra sulle chiavi di accensione con sistema keyless. Il perchè è legato all’aumento di furti d’auto in Europa. In particolare di quelle dotate di tecnologia keyless. Per arginare questo problema, Ford ha lanciato sul mercato europeo un nuovo sistema. Questo dovrebbe impedire ai ladri di intercettare il segnale tra chiavi e veicolo, creando una copia della chiave d’accesso.

FURTI DI AUTO IN AUMENTO

Secondo i dati forniti dalla RAC, azienda britannica di servizi automobilistici, i furti di auto in Inghilterra e Galles sono aumentati nel 2017 quasi del 30%. Sono passati da 65.783 vetture rubate a 85.688. Questo è dovuto alla facilità con cui si possono reperire gli strumenti per clonare le chiavi wireless usate dalle più moderne auto prodotte, che possono essere facilmente acquistati via internet. Questi dispositivi intercettano il segnale inviato dalla chiave all’auto e ne creano una copia. Questa può poi essere usata dal ladro per aprire e avviare la vettura.

LA NUOVA TECNOLOGIA DI FORD

Per far fronte a questo crescente problema, Ford doterà i suoi prodotti di chiavi wireless con nuovi sistemi di sicurezza. Il nuovo modello di chiave è dotato di un sensore di movimento che rileva se il dispositivo si è mosso per più di 40 secondi. Se non lo fa, il portachiavi viene messo in modalità stand-by. Questo dovrebbe impedirgli di entrare in contatto con gli strumenti clonanti usati dai ladri. Inoltre, il veicolo si aprirà solamente se il segnale arriverà da un punto entro i due metri di distanza da esso. Col tempo si vedrà se l’introduzione di queste nuove tecnologie con cui la casa statunitense spera di arginare il fenomeno dei furti funzionerà efficacemente.

INSTALLABILE ANCHE SU AUTO GIÀ IN CIRCOLO

Questo nuovo dispositivo di sicurezza, di cui saranno dotati i nuovi modelli keyless del marchio, è installabile anche sull’ultima generazione prodotta di Ford Fiesta e Ford Focus, le due auto più vendute dalla Casa americana nel Vecchio Continente. Secondo lo specialista in sicurezza della Ford Simon Hurr “La disponibilità online di dispositivi che non dovrebbero stare nelle mani del grande pubblico è stata per lungo tempo un problema per Ford, per la nostra industria e per chi combatte il crimine”. “Questa è una grande notizia per i proprietari e per l’industria automobilistica” ha aggiunto Richard Billyhead, CTO del Thatcham Research “ C’è una nota debolezza nei sistemi keyless e noi siamo felici che Ford abbia trovato una risposta semplice ma efficace per i suoi modelli più venduti”.

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Sicurezza stradale, gli ADAS obbligatori dal 2022

di Filippo Vendrame

Le nuove tecnologie di assistenza alla guida possono rendere le strade molto più sicure. Nel maggio 2018 la Commissione Europea aveva proposto di rendere obbligatori alcuni sistemi di aiuto alla guida (ADAS). Trattasi dei sistemi che riducono il pericoloso angolo cieco di autocarri e autobus e le tecnologie che avvertono il conducente in caso di sonnolenza o distrazione.

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La qualità delle auto cambia tra i vari Paesi, ma l’UE ha le mani legate

di Donato D'Ambrosi

Ricordate la storiella che le Fiat – per citarne una caso – destinate alla Germania erano meglio accessoriate e rifinite di quelle vendute in Italia? Se da un lato le dotazioni devono rispondere ancora oggi ad ovvi motivi di domanda, la differente qualità costruttiva è invece qualcosa di diverso. Non tutti infatti lo sanno, ma oggi comprare un’auto nuova in un Paese (sbagliato) dell’Unione Europea può rivelarsi un raggiro bello e buono. Il problema della differente qualità delle auto vendute all’interno dell’UE è stato sollevato da un interrogazione sottoposta alla Commissione EU. Il problema non è di poco conto se si pensa che la qualità percepita del Brand dai potenziali acquirenti – come la sicurezza delle autoè una forte leva che condiziona l’acquisto di un modello o un altro.

QUANDO LA QUALITA’ DIPENDE DAI MATERIALI

L’ interrogazione E-00616118 degli eurodeputati Emil Radev e Andrey Novakov del 6 dicembre 2018 ha portato a conoscenza della Commissione EU di doppi standard qualitativi applicati dai Costruttori di auto. E questo a pensarci bene è normale finché restando all’interno delle specifiche costruttive, la differente qualità è influenzata dall’approvvigionamento dei materiali in un’area geografica specifica. Tutt’altro riguarda invece la qualità variabile in funzione del Paese EU in cui è destinata l’auto. In questo caso si potrebbe ipotizzare a un potenziale raggiro. La Commissione Europea questo lo sa, ma non ha alcun potere se le caratteristiche non riguardano ambiente e sicurezza.

DUE PESI E DUE MISURE DEL MARKETING

La risposta chiarificatrice della Commissione EU non si è fatta attendere troppo: il 18 marzo 2019 c’è stata la replica da parte della referente della Commissione EU, Bienkowska. La risposta dice che: “La normativa UE armonizza i requisiti per l’omologazione di nuovi tipi di veicoli, sistemi, componenti e unità tecniche separate. La legislazione europea sull’omologazione prevede i requisiti minimi di prestazione in materia di sicurezza e protezione dell’ambiente. Questa legislazione non impedisce ai produttori di andare oltre i minimi requisiti di prestazione per determinati mercati.”. In sostanza quindi può essere plausibile (e lecito) acquistare un’auto di qualità differente, finché questa variabilità non è pilotata ai danni dei consumatori o per trarne un vantaggio commerciale.

DOVE SI VENDONO LE AUTO MIGLIORI?

E qui entra in gioco la giurisdizione degli organi di sorveglianza per i diritti dei consumatori cui la Commissione EU delega l’attività di controllo. Si legge nella risposta agli europarlamentari sulla qualità variabile delle auto in Europa che, nell’ambito dell’iniziativa “New Deal for Consumers”, la Commissione ha proposto di chiarire la direttiva sulle pratiche commerciali sleali.  Lo scopo è quello di individuare le pratiche commerciali che riguardano la vendita di prodotti identici in tutti gli Stati membri con  composizione o le caratteristiche significativamente diverse. Proprio perché possono rientrare nel campo di applicazione delle norme della direttiva sulle pratiche ingannevoli. “La Commissione però non ha poteri di esecuzione diretta nel settore della protezione dei consumatori. Spetta quindi alle autorità Antitrust competenti degli Stati membri tutelare i consumatori, comprese le norme derivanti dal diritto dell’UE”. La domanda scontata sarebbe: dove è meglio comprare un’auto? Non si sa, anche perché questo svelerebbe pratiche poco trasparenti dei Costruttori. Ma forse siamo molto vicini a scoprirlo. Intanto leggi qui la guida sull’importazione auto dall’estero.

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Europa, più diritti per i consumatori

di Filippo Vendrame

Il Parlamento Europeo rafforza i diritti dei consumatori online e offline. Il Parlamento ha, infatti, approvato nuove regole per proteggere più efficacemente i consumatori che acquistano un prodotto online, in negozio, o che scaricano musica e giochi. Le nuove norme, sui contenuti digitali e sulla vendita di beni, armonizzano i principali diritti contrattuali, come i rimedi messi a disposizione dei consumatori e le modalità per il loro esercizio.

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Cambio dell’ora, addio dal 2021

di Filippo Vendrame

Il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno in cui ci sarà in Europa il cambio stagionale dell’ora. Il Parlamento Europeo ha infatti votato per fissare al 2021 questo storico cambiamento nelle abitudini dei cittadini europei. Secondo la risoluzione legislativa approvata dai deputati, i Paesi europei che decideranno di mantenere l’ora legale sposteranno le lancette degli orologi l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021. I Paesi che preferiranno mantenere l’ora solare, invece, adegueranno l’ultima volta i loro orologi l’ultima domenica di ottobre 2021.

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Copyright, Parlamento Europeo approva la riforma

di Candido Romano

Il Parlamento Europeo ha approvato la controversa riforma del copyright con le nuove regole sul diritto d’autore a Strasburgo. I voti sono suddivisi in questo modo: 348 sì, 274 no e 36 astenuti. A poco sono servite le proteste di alcune realtà come ad esempio Wikipedia (anche se è esclusa dalla riforma): la nuova direttiva aggiorna le regole in Europa, con nuove norme che mirano a salvaguardare la libertà di espressione, consentendo ai creatori di contenuti ed editori di trattare coi giganti del web.

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No, l’Unione Europea non vieterà il 5G di Huawei

di Antonino Caffo

L’Unione europea non impedirà agli operatori mobili degli stati membri di utilizzare le apparecchiature di Huawei nelle loro infrastrutture di rete.

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Google, terza multa UE per AdSense in arrivo

di Marco Locatelli

Giusto un paio di mesi fa avevamo scritto che Google rischiava di ricevere la terza multa da parte dell’Unione Europea per via di un utilizzo non corretto della piattaforma pubblicitaria Google AdSense. Stando a quanto riporta Reuters, sembra che la Commissione Europea – dopo le indagini del caso – sia ora pronta a riscuotere quella multa.

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