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Ieri — 1 Aprile 2020RSS feeds

Coronavirus e Case auto: già a rischio 1,1 milioni di posti di lavoro in EU

di Donato D'Ambrosi

La lotta tra Coronavirus e Case auto scuote il mondo automotive: ecco quanti posti di lavoro in Europa sono a rischio per lo stop agli stabilimenti

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Meno recentiRSS feeds

Emissioni di NO2: -50% in Europa con l’emergenza Coronavirus

di Donato D'Ambrosi

Le città senza auto si ripuliscono dalle emissioni di NO2: l’Agenzia Europea per l’Ambiente registra un calo fino a -50% con l’emergenza Coronavirus

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Inquinamento acustico in Europa: oltre il 20% subisce il rumore del traffico

di Donato D'Ambrosi

L'inquinamento acustico in Europa supera i livelli limite sul 20% della popolazione: ecco gli effetti e le cause in un'indagine europea sul rumore ambientale

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Redmi Note 9S è ufficiale: lo smartphone con una batteria da 5.020 mAh arriverà anche in Europa

di Biagio Petronaci
Redmi Note 9S, la versione globale di Redmi Note 9 Pro, è ufficiale. Dopo la presentazione in India di pochi giorni fa, il dispositivo di fascia media arriverà presto anche in altri mercati, tra cui quello europeo. L’azienda ha svelato questo prodotto solo pochi minuti fa durante un evento trasmesso in streaming. Il prezzo contenuto, […]

Auto nuove in Europa: le marche più vendute a febbraio 2020

di Donato D'Ambrosi

Le auto nuove ibride ed elettriche si fanno strada nonostante l’emergenza Covid-19, ecco le marche di auto più vendute a febbraio 2020 in Europa

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Startup e PMI per affrontare l’epidemia di Coronavirus

di Antonino Caffo
La Commissione europea ha ufficialmente chiesto alle startup e alle PMI che fanno parte della UE, di studiare tecnologie e innovazioni che potrebbero aiutare a trattare, testare, monitorare l’epidemia da Coronavirus. Tutto ciò, tramite un prossimo e urgente round di finanziamenti del Consiglio europeo per l’innovazione. La scadenza per le domande da sottoporre al giudizio […]

Google: dipendenti europei, africani e mediorientali restano a casa

di Alessandro Matthia Celli

Poiché l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato COVID-19 una pandemia, Google ha raccomandato a tutti i dipendenti degli uffici in Africa, Europa e Medio Oriente di lavorare in remoto.

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Honor 9X Pro arriverà presto in Europa e costerà 249,90 euro

di Biagio Petronaci
Annunciato il costo di Honor 9X Pro. Questo dispositivo presenta alcune migliorie rispetto a 9X, uscito in Italia lo scorso 22 novembre. Il prezzo di lancio di Honor 9X Pro sarà lo stesso del suo predecessore (quest’ultimo è disponibile all’acquisto su Amazon): 249,90 euro. Il dispositivo arriverà presto in alcuni stati europei, tra cui Francia […]

Blocco auto inquinanti: l’88% degli italiani favorevoli al divieto in città

di Donato D'Ambrosi

L’88% degli italiani favorevoli al blocco delle auto inquinanti in città: più di 1 su 2 favorevole all’aumento del prezzo di prodotti ad elevato impatto di CO2

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Xiaomi Mi 10 arriverà in Europa il 27 marzo 2020

di Biagio Petronaci
La serie Xiaomi Mi 10 arriverà prima del previsto in Europa. Ad annunciarlo è stato lo stesso produttore, con un post pubblicato nel proprio profilo ufficiale di Twitter. L’evento, come precedentemente annunciato, sarà trasmesso online. Dopo l’annullamento del MWC 2020 a causa del Coronavirus, un po’ tutti gli appassionati si chiedevano quando i prossimi top […]

L’Inquinamento preoccupa il 90% degli europei, ma non dà la colpa all’auto

di Donato D'Ambrosi

Un sondaggio europeo rivela quali sono le cause maggiori di inquinamento in Europa e i rimedi secondo 27 mila cittadini

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Le auto più vendute in Europa sono sempre più ibride, elettriche e a gas

di Donato D'Ambrosi

Le auto più vendute in Europa mostrano forti segnali di cambiamento. A gennaio 2020 il mercato perde oltre il 7% rispetto all’anno precedente (oltre 1,13 milioni di immatricolazioni), ma le ibride ed elettriche ribaltano il paradigma dell’auto nuova. Tra i 5 mercati maggiori le auto più vendute perdono consensi con le motorizzazioni a gasolio, di più in UK (-33%). Esplodono letteralmente le vendite di auto ad alimentazione alternativa, con i motori a benzina in testa per quote di vendite. Ecco le marche di auto più vendute in Europa e quale alimentazione potrebbe avere la vostra prossima auto.

AUTO NUOVE DIESEL IN EUROPA: L’ITALIA NE VENDE DI PIU’

Il mercato delle auto nuove supera gennaio 2020 in un forte clima di incertezza, per lo più dovuto al condizionamento economico della Brexit, secondo Paolo Scudieri, presidente di ANFIA. L’associazione della Filiera industriale italiana riporta un bilancio che, tra le cadute generalizzate di immatricolazioni, mostra l’ascesa delle auto ad alimentazione alternativa. Tra i 5 maggiori mercati (Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia) che coprono il 68% delle immatricolazioni di auto in Europa, il diesel perde consensi ovunque. Tra i 5 major market, l’Italia è il Paese che a gennaio 2020 ha venduto più auto diesel (33%), a fronte di un aumento collettivo di auto ibride, elettriche e a gas.

AUTO IBRIDE ED ELETTRICHE, CRESCONO LE IMMATRICOLAZIONI IN EUROPA

Tra le auto più vendute in Europa si rafforza la crescita di auto elettriche: agli strabilianti trend a 3 cifre, si associa anche un aumento delle quote, comunque marginale. Le auto nuove elettriche e ibride aumentano rispettivamente in Italia (+546%; +278%), Spagna (+172% e 2% in quota; +55% e 13% in quota), Francia (+258% e 8% in quota; +49% e 9% in quota), Germania (+61% e 3% in quota; +50% e 12% in quota) e UK (+300% e 6% in quota; +21% e 13% in quota).

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA PER MARCA

In questo contesto è facile immaginare che tra le auto più vendute in Europa ci siano le marche che hanno a listino una maggiore offerta con le alimentazioni più vendute. In realtà il segno meno tocca un po’ quasi tutti i Gruppi di Costruttori: Volkswagen (-0,1%), PSA (-14%), Renault (-16,4%), Hyundai (-3,9%) ed FCA (-6,4%). Al contrario invece Toyota Group (+10%) e BMW Group (+3,8%) sono gli unici Costruttori con una crescita media dei vari marchi a gennaio 2020.

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Gli USA avvertono gli alleati: non avvicinatevi a Huawei

di Alessandro Matthia Celli

Al Munich Security Conference (MSC), tenutosi venerdì a Monaco di Baviera, la portavoce della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha messo in guardia le nazioni dall’intraprendere affari con il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei e ha invitato tutte le nazioni presenti a cooperare con gli Stati Uniti allo sviluppo di una rete globale 5G.

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Il report di SolarWinds sulla redditività dei servizi gestiti

di Antonino Caffo
SolarWinds, che fornisce software di gestione IT a livello globale, ha reso noti i risultati del suo report “2019 Trends in Managed Services”, che analizza lo stato di salute dei servizi gestiti e le forze che influenzano il mercato in Nord America ed Europa. In partnership con The 2112 Group, lo studio annuale permette di […]

Auto più affidabili 2020: giapponesi al top, Tesla ed FCA ultime

di Donato D'Ambrosi

riparazione-e-manutenzione-dei veicoli

Le auto più affidabili del 2020 secondo un’indagine sono giapponesi, in testa alla Classifica Europa 2020 di 38 Marche sull’affidabilità e i costi di manutenzione auto. Se ti stai chiedendo qual è l’auto più affidabile del 2020 da poter comprare, 43 mila consumatori in Europa hanno dato un punteggio sulla soddisfazione dell’auto, la manutenzione e riparazione dei guasti. E in questo Tesla, Land Rover, Lancia e Fiat non vantano un ottimo riconoscimento tra le Case auto più affidabili. Ecco cosa si rompe di più sulle auto vendute in Europa.

L’INDAGINE SULL’AFFIDABILITÀ DELLE AUTO IN EUROPA 2020

Forse non molti comprano l’auto nuova chiedendosi quanti difetti ha, con quale frequenza va riparata o quanto costa la manutenzione. L’indagine di Altroconsumo, assieme ad altre associazioni per i diritti dei consumatori in Francia, Belgio, Spagna e Portogallo ha risposto proprio a queste domande. L’indagine sulle auto più affidabili del 2020 ha coinvolto 43 automobilisti in Europa, di cui 13 mila solo in Italia. A questi è stato chiesto quante volte l’auto è tornata in officina e quanto è costato il tagliando di manutenzione. Il L’affidabilità delle auto è stata valutata incrociando l’età, il numero di chilometri percorsi e i guasti lamentati dal proprietario, differenziati in base alla gravità.

LA CLASSIFICA DELLE AUTO PIU’ AFFIDABILI 2020 E I PROBLEMI PIU’ FREQUENTI

Tra le Case auto più affidabili del 2020, il punteggio più alto in classifica va a Lexus, subito seguita da Porsche, che ha un punteggio più alto di soddisfazione clienti. La classifica sull’affidabilità e la soddisfazione in Europa, assegna alle Case auto migliori un punteggio di almeno 91 e 81, rispettivamente. Nelle ultime posizioni ci sono Tesla, afflitta da numerosi difetti anche negli USA, Fiat, Lancia e Land Rover, sebbene a distanza di pochi punti dalle Case auto migliori 2020. I guasti più frequenti alle auto in Europa sono di natura elettrica all’impianto (maggiori per Alfa Romeo, Citroen, Fiat, Lancia, Opel, Renault, Seat e Chevrolet). Il problema meccanico più diffuso invece riguarda i freni (Citroen, Fiat, Lancia, Opel e Volvo). Le avarie elettroniche sul funzionamento del motore sono al terzo posto per frequenza (di più per le auto Alfa Romeo, Chevrolet, Opel e Seat). Clicca sulle immagini qui sotto per vedere i risultati dell’indagine a tutta larghezza.

COSTI MANUTENZIONE DELLE AUTO PIU’ AFFIDABILI 2020

L’indagine sulle auto più affidabili del 2020 ha messo in primo piano anche la soddisfazione dei consumatori sul servizio ricevuto e sui costi di manutenzione. Come è emerso anche dall’indagine di SicurAUTO.it sui costi di manutenzione delle auto ibride ed elettriche, le auto ibride sono spesso più convenienti delle equivalenti a benzina. Un vantaggio che sul costo medio annuale di manutenzione rilevato dall’indagine vede Toyota (230 euro), davanti a Suzuki (240 euro) e Dacia (250 euro). Ultima anche nella valutazione sul costo medio della manutenzione auto è Land Rover, con 550 euro, dietro Volvo (400 euro) e Audi (450 euro).

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Garanzia 12 mesi o 24 mesi: facciamo chiarezza

di Emmanuel Caronna
Quando compriamo uno smartphone, un elettrodomestico o qualsiasi oggetto di di valore, il nostro primo pensiero è “ma la garanzia? Quanto dura? Cosa comprende?”. Riguardo a questo ampio discorso bisogna fare chiarezza perché la situazione leggi di più...

LG porterà in Europa prevalentemente top di gamma compatibili con il 5G

di Biagio Petronaci
LG starebbe cercando di risollevare la propria situazione per quanto riguarda gli smartphone: in Europa potrebbero arrivare prevalentemente dispositivi 5G di alta qualità. L’obiettivo della società sarebbe quello di differenziare i prodotti commercializzati in ogni singolo stato, così da poter studiare delle tecniche appropriate. Il 2020 potrebbe essere l’anno della crescita per la divisione mobile […]

Auto ibride 2020: la guerra di prezzi per sfuggire alle multe UE

di Donato D'Ambrosi

Auto elettriche Germania

Comprare un’auto ibrida nel 2020 potrebbe essere l’occasione da non perdere sfruttando l’effetto dei limiti UE sulle emissioni di CO2. Nei prossimi due anni infatti i Costruttori si contenderanno le vendite di auto ibride in una feroce guerra di prezzi al ribasso. Ecco secondo gli analisti quanto saranno disposti a perdere i Costruttori auto pur di sfuggire alle multe UE sulla CO2.

AUTO IBRIDE NEL 2020: PERCHE’ RISCHIANO I COSTRUTTORI

Perdere (soldi) o pagare (una multa, anche salata): sarà questo il bivio al quale si troveranno dal 2020 le Case auto in vista delle emissioni di CO2 medie imposte dall’Unione europea. Entro il 2022 i veicoli venduti dai Costruttori dovranno emettere in media meno di 95 g/km di CO2 per non pagare sanzioni. Le regole valgono anche per il Regno Unito almeno fino al 1 gennaio 2021. Per evitare multe i Costruttori hanno due potenziali possibilità: la prima, acquistare crediti verdi, come FCA ha fatto da Tesla assicurandosi una media pulita almeno fino al 2021. Una sorta di polizza assicurativa almeno finché le vendite di auto ibride Plug-in, quelle che hanno il maggiore potenziale e minore peso sulla bilancia della CO2, decolleranno sul serio. E arriviamo al piano B dei Costruttori che già hanno già pronti in listino modelli ibridi Plug-in: farsi una concorrenza spietata in una guerra di prezzi per portare a casa il maggior numero di vendite entro il 2022.

QUANTO PERDERANNO I COSTRUTTORI CON LE AUTO IBRIDE DAL 2020

Secondo gli analisti di UBS, le Case auto saranno disposte a perdere fino a 8,4 miliardi di euro dai profitti della vendita di auto ibride. Una previsione fondata se si legge quanto hanno speso le Case auto negli investimenti di ricerca e sviluppo degli ultimi 10 anni. Secondo quanto riporta The Guardian, le Case auto più agguerrite in questa lotta di prezzi al ribasso saranno Daimler, Renault, Fiat-Chrysler e Jaguar Land Rover. Il Costruttore inglese di proprietà di Tata Motors è alle prese con costi di 179 milioni di sterline, necessità di aumentare i tagli dei costi e anche le vendite di auto ibride (dopo aver puntato molto sulla Jaguar I-Pace elettrica).

LE AUTO IBRIDE INQUINANO DI PIU’ SE NON VENGONO RICARICATE

Questa proiezione però secondo gli ecologisti di Transport&Environment non porterà a una riduzione delle emissioni di CO2 con la massiccia diffusione delle auto ibride Plug-in. “Nell’uso reale (delle auto ibride Plug-in, ndr), le loro emissioni sono spesso due o tre volte più elevate” ha dichiarato Julia Poliscanova di T&E commentando i risultati dell’indagine sugli automobilisti che guidano auto ibride Plug-in e ricaricano la batteria durante le soste. “Molti utenti aziendali non hanno mai utilizzato i loro cavi di ricarica. Se gli ibridi plug-in non vengono caricati, possono emettere più CO2 perché un motore più piccolo tira più peso e funziona in modo meno efficiente”.

DAL 2035 IL DIVIETO DI VENDERE AUTO IBRIDE IN UK

Un segnale forte arriva proprio dal Regno Unito, dove Londra è stata (ed è) emblema europeo dello smog, come riporta la BBC. Il primo ministro inglese Boris Johnson ha annunciato di voler anticipare dal 2040 al 2035 il divieto di vendere auto nuove a benzina, diesel e ibride. Secondo gli esperti, infatti, se il dieto partisse dal 2040, il Regno Unito mancherebbe già sulla carta l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 da trasporto entro il 2050.

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Telepass con Iban estero: da marzo 2020 attivo online per tutti i Paesi UE

di Donato D'Ambrosi

Telepass cosa fare se la sbarra non si alza

Pagare il pedaggio autostradale e usare il Telepass con Iban estero è stata una deludente sorpresa per gli automobilisti che hanno provato a richiedere un Telepass con un conto corrente estero. Dopo l’istruttoria avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato però sono arrivate alcune novità già dal dicembre 2019. Ecco come e cosa cambierà per i clienti Telepass che hanno un conto in una banca dell’Unione europea.

DOMICILIAZIONE TELEPASS CON IBAN ESTERO, LE ANOMALIE RILEVATE

La società Telepass spa ha risolto una carenza obiettata dall’Antitrust nell’istruttoria avvia a settembre 2019. In pratica gli automobilisti titolari di un conto in una banca non italiana si vedevano impossibilitati ad attivare un Telepass. L’addebito automatico del pedaggio autostradale con Telepass non era possibile se il richiedente aveva un Iban estero collegato a un conto corrente presso un istituto di credito estero. Le indagini dell’Antitrust sono scattate dopo le segnalazioni ricevute a novembre 2018, sulle quali l’Autorità Garante ha ipotizzato la violazione dell’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 260/2012 e dell’articolo 5 del Regolamento (UE) n. 2018/302.

ADDEBITO PEDAGGIO CON TELEPASS SU CONTO ESTERO

Punto chiave dell’attività investigativa dell’Antitrust è il fatto che un operatore “non può, nell’ambito di mezzi di pagamento dallo stesso accettati, applicare condizioni diverse a un’operazione di pagamento per motivi connessi (…) all’ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all’interno dell’Unione”. Questo si considera valido secondo l’Antitrust “se l’operazione di pagamento è effettuata tramite una transazione elettronica mediante bonifico, addebito diretto o uno strumento di pagamento basato su carta avente lo stesso marchio di pagamento e appartenente alla stessa categoria (…)”.

RICHIESTA TELEPASS CON IBAN ESTERO ANCHE ONLINE

Le indagini dell’Antitrust hanno permesso di definire una serie di impegni da parte di Telepass spa che già dl 16 dicembre 2019 ha risolto le lacune sull’attivazione del Telepass con Iban estero presso i Punto Blu, dando prova di 26 contratti erogati. A partire dal 16 marzo 2020, saranno accolte le richieste di domiciliazione su IBAN estero già in occasione della sottoscrizione del contratto anche online. “Per il periodo che va dal 16 dicembre 2019 al 16 marzo 2020 è stata sviluppata una funzionalità dedicata ai canali digitali.  I clienti interessati possono sottoscrivere subito la domiciliazione del pagamento del pedaggio Telepass con Iban estero, recandosi in un Punto Blu” come riporta l’Antitrust assumendo gli impegni di  Telepass spa.

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Brexit e automotive: Paesi e Costruttori nel divorzio Europa-Regno Unito

di Donato D'Ambrosi

La Brexit ha il lasciapassare dell’UE: dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito non fa più parte dell’Unione europea. Il divorzio Europa-Regno Unito tanto voluto e combattuto a Bruxelles è solo l’inizio di una fase della Brexit automotive con molti Paesi e Costruttori auto. Ecco quali Paesi dipendono dalle auto prodotte in UK.

DIVORZIO EUROPA-REGNO UNITO, BREXIT E AUTOMOTIVE

Brexit e automotive saranno un una patata bollente per l’occupazione nel Regno Unito dal 1° febbraio 2020. Se da un lato il primo ministro inglese Boris Johnson ha portato avanti con caparbietà l’uscita dall’Unione europea, dall’altro i numeri sulla produzione di auto in UK richiederanno intense trattative con i Paesi che importano più auto proprio dal Regno Unito. Secondo l’SMMT (l’associazione dei produttori inglesi) la produzione automotive per esportazione è scesa del 14% nel 2019, tornando ai volumi bassi del 2010 (1,27 milioni di veicoli). Un alert che pesa non poco se l’81% delle auto prodotte in UK sono destinate all’estero, in maggioranza proprio all’Europa da cui il Regno Unito ha voluto separarsi.

OLTRE LA BREXIT AUTOMOTIVE, I PAESI CHE IMPORTANO AUTO PRODOTTE IN UK

La produzione di auto nel Regno Unito assicura ogni anno occupazione per circa 6 miliardi di sterline che in assenza di un accordo di libero scambio tra Regno Unito ed Europa si dovranno cercare altrove. Fondi che potrebbero essere coperti dal mancato riconoscimento della Brexit-Tax all’UE. Perché è così importante un accordo tra Europa e Regno Unito sull’automotive? Perché dei veicoli prodotti nel Regno Unito nel 2019 (1,3 milioni), il 54,8% viene esportato in Europa. Oltre all’Europa il Regno Unito dovrà continuare ad avere buoni rapporti anche con gli USA (dove esporta il 18,9% di autoveicoli) e la Cina (5,3% di export automotive). Nella foto di copertina ci sono gli altri Paesi nel mondo che importano auto dal Regno Unito.

BREXIT AUTOMOTIVE: LE AUTO PRODOTTE IN UK ED ESPORTATE ALL’ESTERO

Tra le auto prodotte in UK che potrebbero risentire maggiormente degli effetti della Brexit dal 2020, ci sono Jaguar Land Rover, Nissan, Mini, Toyota e Honda. Tra questi solo la Toyota Corolla nel 2019 ha fatto registrare una crescita produttiva del 15% circa, mentre per gli altri Costruttori in UK i numeri produttivi sono tutti in calo. Jaguar Land Rover, in 4 posizioni tra i 10 modelli più esportati, è tra i Costruttori premium, non proprio di nicchia. La Nissan Qashqai, in testa alla Top10 dell’export, si posiziona su una fascia di prezzo inferiore su cui un’eventuale tassa di importazione avrà riflessi inevitabili.

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