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Ieri — 26 Marzo 2019RSS feeds

Europa, più diritti per i consumatori

di Filippo Vendrame

Il Parlamento Europeo rafforza i diritti dei consumatori online e offline. Il Parlamento ha, infatti, approvato nuove regole per proteggere più efficacemente i consumatori che acquistano un prodotto online, in negozio, o che scaricano musica e giochi. Le nuove norme, sui contenuti digitali e sulla vendita di beni, armonizzano i principali diritti contrattuali, come i rimedi messi a disposizione dei consumatori e le modalità per il loro esercizio.

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Cambio dell’ora, addio dal 2021

di Filippo Vendrame

Il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno in cui ci sarà in Europa il cambio stagionale dell’ora. Il Parlamento Europeo ha infatti votato per fissare al 2021 questo storico cambiamento nelle abitudini dei cittadini europei. Secondo la risoluzione legislativa approvata dai deputati, i Paesi europei che decideranno di mantenere l’ora legale sposteranno le lancette degli orologi l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021. I Paesi che preferiranno mantenere l’ora solare, invece, adegueranno l’ultima volta i loro orologi l’ultima domenica di ottobre 2021.

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Copyright, Parlamento Europeo approva la riforma

di Candido Romano

Il Parlamento Europeo ha approvato la controversa riforma del copyright con le nuove regole sul diritto d’autore a Strasburgo. I voti sono suddivisi in questo modo: 348 sì, 274 no e 36 astenuti. A poco sono servite le proteste di alcune realtà come ad esempio Wikipedia (anche se è esclusa dalla riforma): la nuova direttiva aggiorna le regole in Europa, con nuove norme che mirano a salvaguardare la libertà di espressione, consentendo ai creatori di contenuti ed editori di trattare coi giganti del web.

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Meno recentiRSS feeds

No, l’Unione Europea non vieterà il 5G di Huawei

di Antonino Caffo

L’Unione europea non impedirà agli operatori mobili degli stati membri di utilizzare le apparecchiature di Huawei nelle loro infrastrutture di rete.

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Google, terza multa UE per AdSense in arrivo

di Marco Locatelli

Giusto un paio di mesi fa avevamo scritto che Google rischiava di ricevere la terza multa da parte dell’Unione Europea per via di un utilizzo non corretto della piattaforma pubblicitaria Google AdSense. Stando a quanto riporta Reuters, sembra che la Commissione Europea – dopo le indagini del caso – sia ora pronta a riscuotere quella multa.

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Mercato auto Europa: -1% con 1,15 milioni di immatricolazioni a febbraio

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto Europa fa i conti con le immatricolazioni in diminuzione anche a febbraio 2019. Secondo il report ANFIA su dati ACEA (l’associazione europea dei Costruttori), tra i maggiori Paesi in cui si vendono più auto, quelle diesel continuano a diminuire in Italia (-21%) e Spagna (-29%). Una diminuzione significativa rispetto alla media europea (-13%) e al trend inverso della Germania, dove invece la vendita di auto diesel è cresciuta del +3% rispetto a febbraio 2018. Ecco il quadro generale del mercato Europa visto attraverso le immatricolazioni auto dei 5 maggiori mercati di Spagna, Italia, Francia, Regno Unito e Germania.

LA SPAGNA PERDE L’8,8% DI IMMATRICOLAZIONI

Rispetto a quanto succede in Italia – leggi qui le immatricolazioni di febbraio, nel mercato auto Europa la Spagna registra il minor calo di vendite di tutti i principali mercati: -8,8% di immatricolazioni. Solo 100.701 immatricolazioni auto che sono per la maggiore auto a benzina (60%). Sebbene con una quota del 10%, le auto ibride (elettriche e a gas) ed elettriche registrano un picco di crescita importante: +128% le auto elettriche; +24,5%  le ibride plug-in; +89% le ibride a gas; +31% le ibride elettriche-benzina.

LA FRANCIA MANTIENE IL 34% DI DIESEL

In Francia c’è un’inversione di tendenza a febbraio 2019 rispetto al mese dell’anno scorso: il mercato riguadagna il +2,1% di immatricolazioni, con un totale di 172.438 auto vendute. In Francia le vendite di auto diesel calano del -11%, fermandosi al 34% delle immatricolazioni. Di conseguenza le auto a benzina vendute si fermano al 58% in volume ma guadagnano il 5% rispetto allo scorso anno. Le auto ad alimentazione alternativa sono solo il 6,7% delle quote totali ma meglio che nel Regno Unito. Le auto elettriche sono aumentate del +46%, le auto ibride tradizionali del +1%, mentre le ibride Plug-in del +7%.

GERMANIA, BOOM DI AUTO A GPL

In Germania il mercato dell’auto si riprende più di tutti a febbraio 2019: le auto immatricolate sono aumentate del +2,7%. A un ripresa delle vendite di auto diesel (+3%) corrisponde un calo delle vendite di auto a benzina del -2,5%. Ma il vero boom riguarda le vendite di auto a GPL (+95% rispetto al 2018) rispetto a un calo del 68% di auto a metano. Anche in Germania, le vendite di auto elettriche aumentano del +82%, le ibride +83%, mentre calano le ibride Plug-in del -14%.

NEL REGNO UNITO IL 65% DI IMMATRICOLAZIONI A BENZINA

Anche il mercato inglese si riprende timidamente il +1,4% di immatricolazioni con un totale di 81.969 auto nel mercato auto Europa. Anche nel Regno Unito le auto diesel scendono sotto la quota di vendite del 30% a fronte di un recupero delle auto a benzina che costituiscono il 65% di vendite a febbraio. Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano ancora quote molto basse (2,6% del totale), ma le vendite sono in ascesa per le elettriche (+106%), per le ibride (+33%), per le ibride Plug-in (+15%).

IL BILANCIO DEI COSTRUTTORI IN EUROPA

Tra i principali Gruppi automobilistici di Costruttori, sono pochi quelli che registrano un segno positivo nel cumulativo delle immatricolazioni tra i vari brand rispetto al mese di febbraio 2018. PSA Group cresce del +1% trainato da Citroen. Renault Group deve il +0,3% ai numeri positivi di Lada. Daimler fa +5,6% dalla media di Mercedes (+4,6%) e Smart (+9,1%). Poi ci sono Volvo Car Corp. (+7,6%) e Mitsubishi (+29,1%). Guarda tutti i dati nel pdf scaricabile qui sotto.

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Infiniti dà addio all’Europa: le auto che produrrà fino al 2020

di Redazione

Infiniti, il marchio premium di Nissan, ha deciso di ritirarsi dal mercato europeo entro il 2020. Scelta difficile per una Casa che nel 2008 è entrata in Europa con l’intenzione di farsi strada tra i marchi più blasonati come: Bmw, Audi e Mercedes. Il piano di riorganizzazione, annunciato in questi giorni dalla Casa giapponese, però, non lascia dubbi sul futuro del brand: Infiniti investirà la maggior parte delle proprie risorse in Cina e negli Stati Uniti, due mercati in cui le vendite non hanno subito rallentamenti. Secondo la Jato Dynamics, società che fornisce analisi e ricerche di mercato nel settore automotive, le vendite di Infiniti sui mercati del Vecchio Continente sono invece dimezzate dal 2017 e il 2018, passando da 12.408 a 6.246 unità.

UNA GAMMA ARTICOLATA

Eppure l’attuale offerta, che resterà a listino fino al momento dell’addio, è varia. Va dalle stradali Q30, Q50, Q60 e Q70, rispettivamente una compatta, una media, una coupé e un’ammiraglia, ai SUV QX30 e QX70, il primo con una lunghezza di 4,43 metri, il secondo di 4,87. A queste si aggiungerà presto anche la nuova “media” a baricentro rialzato: la QX50, attesa nel corso dell’anno. Ma in un mercato sempre più affollato, la Casa ha fatto difficoltà a trovare il giusto spazio, schiacciata anche da nuovi player di prestigio che hanno altrettanto ampliato i modelli in vendita. Viene da pensare ad esempio a Porsche o Jaguar, che hanno spinto forte tra i SUV.

NUOVI MODELLI PER USA E CINA

Il piano di riorganizzazione di Infiniti inizierà a metà di quest’anno, quando nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, verrà interrotta la produzione delle due compatte: Infiniti Q30 e QX30. A questo, nel 2020, si aggiungerà lo stop nell’importazione in Europa della berlina media Q50, della coupé Q60, della berlina grande Q70 e del SUV QX70. Infiniti userà questi due anni, 2019 e 2020, per distaccarsi completamente dal mercato europeo e per riorganizzare le forze per una strategia mirata sul mercato americano, con nuovi SUV attesi per il 2021, e sul mercato cinese, con cinque nuovi modelli nei prossimi cinque anni. Infiniti cambierà anche strategia a livello di alimentazioni, stoppando la vendita entro il 2021 del diesel e spostando l’attenzione sull’elettrificazione, come dimostra il prototipo QX Inspiration.

IL FUTURO SARÀ ELETTRICO

Al Salone di Detroit di inizio 2019, Infiniti ha presentato la concept QX Inspiration, SUV elettrico e futuristico che anticipa il pensiero e lo stile dei prossimi modelli della Casa giapponese. Progettato su una nuova piattaforma completamente dedicata ai nuovi modelli elettrificati, la QX Inspiration è spinta da due motori elettrici posizionati uno per asse. Cambia anche il design, che grazie all’assenza del motore termico permette di diminuire gli sbalzi e accorciare il cofano. Anche negli interni troviamo un’impronta futuristica, con gli schermi del sistema multimediale che si posizionano lungo tutta la plancia centrale e con il volante, a metà tra la cloche di un aereo e il volante di una F1. A questo si aggiungono materiali di pregio e diversi colori di illuminazione interna ispirati alla primavera giapponese. La QX Inspiration potrebbe sbarcare sul mercato USA tra il 2021 e il 2022.

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Auto e Cybersecurity: 5 minacce che si stanno diffondendo in Europa

di Donato D'Ambrosi

Le auto connesse si stanno diffondendo sempre di più anche in Europa ma il vantaggio della connettività nell’uso e nella manutenzione espone il fianco ai rischi della Cybersecurity. Se ne sente parlare spesso in giro, ma poi chi c’è dietro questi attacchi informatici è complicato saperlo. Negli ultimi anni però anche in Europa si sono moltiplicate le minacce e gli attacchi soprattutto nel settore automotive. Secondo il rapporto di una delle maggiori società esperte in Sicurezza informatica, le minacce alla Cybersecurity dell’automotive provengono per lo più da Cina, Corea del Nord e Vietnam. Vediamo nel dettaglio di quali minacce si tratta e cosa sperano di ottenere gli hacker attaccando i sistemi informatici dei Costruttori auto.

CONCORRENZA SLEALE

E’ il motivo principale per cui spesso avvengono attacchi “State Sponsored” come li definisce FireEye, cioè attacchi mirati a sottrarre informazioni sensibili nel settore industriale. Il motivo – come spiega l’azienda – è dettato dalla necessità di concorrere in maniera aggressiva su un mercato che richiede soluzioni tecnologiche sempre nuove. Cina, Corea del Nord e gruppi riconducibili al Vietnam sarebbero i maggiori attori di spionaggio industriale con l’obiettivo di rubare dati sulle attività di ricerca delle aziende, e dettagli sullo sviluppo di tecnologie e sulla proprietà intellettuale da convertire in un vantaggio economico.

VEICOLI AUTONOMI AD USO MILITARE

Spesso si pensa che le forze armate degli Stati abbiano risorse smisurate per lo sviluppo di applicazioni non ad uso civile da destinare alla difesa o all’attacco. E’ vero, e per questo motivo i Costruttori che svolgono test di guida autonoma sono sorvegliati speciali. Se questo non basta si passa al cyber spionaggio contro l’industria automotive per carpire gli sviluppi raggiunti dal settore. In altri ambiti non si può escludere che gli attacchi siano anche finalizzati ad appropriarsi di tecnologie fondamentali per le auto connesse, la guida autonoma e l’intelligenza artificiale.

STABILIMENTI PRODUTTIVI CONGELATI

Quando si parla di attacchi all’industria auto si è portati a pensare agli hacker che entrano nelle auto senza forzare le porte, e invece sembrerebbe che anche gli stabilimenti produttivi siano punti sensibili. “Sono state prese di mira anche le imprese più piccole,che fanno parte della catena di approvvigionamento dei grandi produttori,  – spiega FireEye – in quanto sono spesso percepite dagli attaccanti come un bersaglio più facile”. L’attacco informatico in questo caso avrebbe lo scopo di rubare dati critici o compromettere l’attività produttiva.

AUTO CONNESSE PIU’ COLPITE

E con le auto connesse arriviamo ad una delle minacce informatiche più preoccupanti e conosciute anche dai consumatori. Il rischio che un hacker prenda il controllo dell’auto a distanza, infatti, potrebbe non avere il solo scopo di sottrarre l’auto per rubarla, ma anche per provocare danni. In pratica usare un’auto come un’arma mentre il conducente è a bordo. Ecco perché sono nati i Proof-Of-Concept, cioè strumenti in grado di verificare ed evidenziare le falle nei sistemi Keyless – l’apertura senza chiavi – di cui molte auto sono dotate.

LA GUIDA AUTONOMA ANCORA COMPLESSA Possono sembrare simili alle auto connesse, ma in realtà gli attacchi informatici alle auto a guida autonoma, comportano un rischio ancora basso secondo gli esperti di Cybersecurity. Il motivo principale è che l’attività industriale attorno alle auto driverless è ancora debole e limitata alla ricerca. Ma non per questo da sottovalutare: ad oggi infatti le minacce sarebbero riuscite ad invalidare sistemi di riconoscimento della segnaletica stradale e altri sensori. Ma è prevista un’intensificazione degli attacchi proporzionale al lancio sul mercato delle prime auto a guida autonoma. Il motivo è semplice e segue gli stessi criteri dello spionaggio industriale.

COMPUTER E SMARTPHONE A RISCHIO

L’attacco più frequente e che ha colpito già una miriade di aziende negli ultimi mesi è il l’attacco ransomware – un malware che inibisce gli accessi all’utente sul dispositivo infettato. Lo scopo in questo caso è chiedere un riscatto monetario per poter riprendere possesso del sistema. E non pensate che smartphone e pc personali siano i soli colpiti, poiché l’attacco più epidemico recente  – noto come ransomwareWannaCry – avvenuto nell’estate 2017 ha messo ko tutti i sistemi basati su sistema operativo Windows. Immaginate solo per un istante di essere a bordo di un’auto che non ha neppure volante e pedali. Come vi sentireste?

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Nuova etichetta pneumatici UE: includerà anche le prestazioni invernali

di Donato D'Ambrosi

L’Europa sta per introdurre interessanti novità con la nuova etichetta sugli pneumatici che, tra le altre disposizioni, diventa a misura di pneumatici invernali e da ghiaccio. Si rinnova così l’etichetta energetica che ora colma l’ultimo spazio bianco in basso con nuove icone che danno indicazioni sulle performance invernali delle gomme. Tra le proposte avanzate dal Consiglio europeo delle Nazioni Unite ci sono anche novità sugli pneumatici ricostruiti e indicazioni sull’esposizione dell’etichetta anche per le vendite online. Ma vediamo come è fatta la nuova etichetta per pneumatici estivi e invernali.

LE PROPOSTE AL VAGLIO DEL PARLAMENTO EU Le novità sull’etichetta degli pneumatici per gomme invernali, ricostruite e vendute online sono contenute nelle proposte che il Consiglio europeo sottopone al Parlamento con il fascicolo 6695/19. In altre parole, la delegazione ha chiesto l’introduzione di una serie di variazioni tecniche che spingere i costruttori di pneumatici a sviluppare gomme sempre più efficienti. D’altro canto la nuova etichetta energetica punta anche a informare in modo più completo i consumatori che fino ad oggi trovano solo le caratteristiche “standard” di gomme estive e invernali, scopri in questo video le differenze. La proposta punta ad estendere anche alle gomme ricostruite il regolamento in vigore, ma solo quando sarà sviluppato un metodo di prova adeguato.

I SIMBOLI DA NEVE E GHIACCIO Quanto invece alla nuova etichetta, dovrà indicare chiaramente in basso, in aggiunta alle altre caratteristiche, anche se lo pneumatico è adatto alla guida su neve e ghiaccio. Attenzione, poiché mentre per “frenata sul bagnato”, “consumo carburante” e “rumorosità” troveremo un valore in lettere o decibel, l’attitudine della gomma alla guida su neve e ghiaccio sarà indicata solo da uno dei due simboli o entrambi come mostra la figura in basso. I Costruttori di pneumatici autocertificheranno le prestazioni su neve se nei test la gomma rispetta il valore minimo dell’indice di aderenza in conformità all’allegato 7 del regolamento UNECE n.117. In tal caso lo pneumatico riporterà sull’etichetta la montagnetta a 3 punte 3PMSF (simbolo n.11) indicante che può essere usato in “condizioni di neve estreme”. Per quanto riguarda le prestazioni su ghiaccio, invece, i Costruttori dovranno attenersi per i test a quanto dispone la norma ISO 19447. Se lo pneumatico rispetterà il valore minimo di aderenza stabilito dalla suddetta norma riporterà in etichetta il simbolo n.10 del triangolo ghiacciato con vertice in basso, che classifica la gomma appunto come “pneumatico da ghiaccio”.

LE PRESTAZIONI DA USATE MANCANO La nuova etichetta energetica degli pneumatici estivi e invernali potrà essere adottata da fornitori e rivenditori online nella pubblicità come informazione annidata. In particolare si stabilisce anche la facoltà (ma non l’obbligo) per le autorità nazionali di effettuare ulteriori verifiche comparando le informazioni riportate in etichetta e quelle trasmesse dai fornitori. Ma questa eventualità si manifesterebbe solo qualora vi fossero motivi di ritenere che un fornitore non abbia garantito la precisione dell’etichetta (es. segnalazioni all’Antitrust o test indipendenti). Insomma, un’etichetta che  – per quanto sarà sempre indicativa e autocertificata dai produttori, si arricchisce di altre utili informazioni. Resta invece una proposta inevasa l’indicazione sulle prestazioni degli pneumatici da usati. Un punto su cui Michelin ha fondato la sua compagna per dimostrare che cambiare le gomme a 3 millimetri è uno spreco inutile, come spiega in questo video.

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Ue, ancora fake news su Facebook, Google e Twitter

di Candido Romano

Arriva una nuova batosta dall’Unione europea per Facebook, Google e Twitter: non sono state in grado di rispettare gli impegni per combattere il dilagare della disinformazione, tutto questo a tre mesi dalle elezioni europee. A dirlo è stato la stessa Commissione europea, online ci sono ancora troppe notizie false. Le grandi società tecnologiche e gli organismi commerciali che rappresentano l’industria pubblicitaria hanno aderito ad un codice di condotta volontario in ottobre per affrontare la diffusione di notizie false, con l’obiettivo di allontanare una legislazione più pesante.

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Microsoft, hacker contro le istituzioni europee

di Filippo Vendrame

Microsoft ha scoperto che istituzioni democratiche, think tank e organizzazioni no profit in Europa sono state tutte vittime di hacker. Proprio per questo, il gigante del software ha deciso di offrire una soluzione di cyber security per proteggere i Paesi europei da questi attacchi informatici. Questa scoperta arriva in un momento molto delicato per l’Europa. Tra pochi mesi, infatti, si terranno le elezioni europee dal cui esito dipenderà la linea politica che prenderà il Vecchio Continente nei prossimi anni. Questo spiega il perchè si stiano intensificando questi attacchi che puntano ad indebolire le istituzioni.

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Imballaggi alimentari biologici, la soluzione UE per ridurre rifiuti e spreco di cibo

di Alessandro Crea
La via europea alla riduzione dei rifiuti e degli sprechi alimentari passa per lo sviluppo di imballaggi alimentari biologici, compostabili, biodegradabili o riciclabili e dotati di sensori in grado di monitorare lo stato di conservazione dei cibi, assicurandone la qualità e prolungandone la data di scadenza.‎ Il progetto BIOSMART, co-finanziato dall’Unione europea e da gruppi […]

Mobilità: dal 2022 frenata automatica obbligatoria

di Filippo Vendrame

Buone notizie sul fronte della mobilità in automobile. L’Unione Europea ha deciso di mettere un nuovo punto fermo per la sicurezza delle autovetture. A partire dal 2022, tutte le auto di nuova omologazione dovranno disporre di serie di un sistema di frenata automatica di emergenza. Trattasi di una soluzione molto importante per la sicurezza sulle strade visto che permette di frenare automaticamente l’auto in presenza di ostacoli come i pedoni qualora chi guidi non se ne accorga in tempo. Una piattaforma di sicurezza già esistente su molti modelli oggi come optional ma che quindi diventerà obbligatoria nel 2022 per le nuove omologazioni.

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Smartphone in Europa, un terzo sono cinesi

di Luca Colantuoni

Canalys ha pubblicato i dati relativi alle consegne di smartphone in Europa nel quarto trimestre 2018. Come ha rilevato IDC per quanto riguarda le consegne mondiali, i produttori cinesi sono gli unici con percentuali positive. Nel Vecchio Continente hanno raggiunto un market share del 32%. Ciò significa che un terzo degli smartphone sono prodotti da Huawei, Xiaomi, OnePlus e Oppo.

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Copyright, l’Europa trova l’intesa

di Filippo Vendrame

Parlamento, Consiglio e Commissione Europea hanno trovato un accordo sulla tanto discussa e contestata riforma del Copyright. L’accordo, però, sta già facendo discutere in quanto l’impianto dei tanto osteggiati articoli 11 e 13 non è stato cambiato, nonostante un grande lavoro di mediazione portato avanti da alcune forze politiche. Gli articoli 11 e 13 che secondo alcuni rischiano di creare più danni che benefici sono anche noti come “link tax” e “upload filter“.

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La NASA si sta preparando per andare su Europa, la luna ghiacciata di Giove

di Elena Re Garbagnati

Si è parlato a lungo di Europa, la luna ghiacciata di Giove che potrebbe potenzialmente ospitare la vita. Gli scienziati della ANSA hanno prospettato più volte l’ipotesi di andare ad analizzarla nel dettaglio, con una missione conosciuta con il nome di Clipper.

Sembrerebbe che la prospettiva ora sia più vicina, con una ipotesi di lancio schedulata per il 2023. Una volta raggiunto il sistema di Giove dovrebbe effettuare circa 40 passaggi ravvicinati, fino a una distanza di 25 chilometri dalla superficie. Un’idea simile a quella di Cassini con Saturno, di cui si replicherà anche il passaggio fra i pennacchi di vapore per analizzarne la composizione. L’obiettivo è raccogliere informazioni sulla geologia e la composizione sia della crosta ghiacciata sia dell’oceano sottostante.

Prima di poter iniziare a lavorare alla costruzione del veicolo spaziale, il progetto deve incassare l’ok alla revisione finale. Appurato che una missione di questo tipo potrebbe fare luce su moltissimi interrogativi a cui attualmente gli scienziati non hanno risposta, è da tenere in conto che, ammesso che ci sia, qualsiasi forma di vita non sarebbe in superficie, ma sarebbe nascosta negli oceani interni.

Le sfide da affrontare sono molte. Prima di tutto la pianificazione delle traiettorie, da cui dipenderà il successo della missione, ossia la qualità e la quantità di dati che verranno raccolti. Gli scienziati stanno elaborando una serie di opzioni al fine di selezionare quelle con il miglior potenziale scientifico globale. Punto di domanda poi sul razzo che porterà in orbita la missione. Se lo Space Launch System o il Falcon Heavy di SpaceX.

Open Fiber vuole lo switch-off del rame nel 2025

di Filippo Vendrame

Open Fiber vuole che l’Europa programmi uno switch-off delle reti in rame. La richiesta è stata presentata da Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber, a Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Europea ed a Margrethe Vestager, titolare dell’Antitrust dell’Unione Europea. Open Fiber, dunque, chiede che l’Unione Europea adotti per la fibra ottica un modello molto simile a quello tenuto con il digitale terrestre.

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L’Europa vuole la Luna: missione entro il 2025

di Candido Romano

L’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, vuole la Luna. L’Europa si affianca quindi a Cina e Stati Uniti in una rinvigorita corsa allo spazio, in particolare verso il nostro satellite. Ci sono diversi segnali importanti a sostegno: la compagnia francese ArianeGroup ha firmato infatti un contratto di un anno con l’ESA per studiare la possibilità di preparare una missione scientifica entro il 2025, con lo scopo di estrarre risorse dalla Luna come la regolite.

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Google, SERP vuote con la riforma del copyright UE

di Marco Locatelli

Continua la campagna di contrasto di Google nei confronti dell’Articolo 11 della nuova direttiva sul diritto d’autore dell’Unione Europea. Dopo l’inserzione pubblicitaria pubblicata sui più importanti quotidiani del mondo (anche in Italia) pochi giorni fa, ora il colosso di Mountain View condivide delle schermate per mostrare come apparirebbero alcunirisultati sul popolare motore di ricerca in seguito alla ricerca delle ultime notizie qualora l’Articolo 11 dovesse entrare in vigore.

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Airlander, l’ibrido tra dirigibile e aereo che solcherà i cieli di domani

di Valerio Porcu
L’Airlander 10, il velivolo che ibrida dirigibile e aeroplano, andrà in pensione dopo solo sei voli di test. L’azienda che lo ha inventato, HAV (Hybrid Air Vehicles), continuerà però a lavorare su un nuovo prototipo, che potrebbe essere pronto a solcare i cieli già tra qualche anno. Con l’intenzione esplicita di realizzare qualcosa di vendibile, […]
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