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Ieri — 19 Febbraio 2020RSS feeds

Le auto più vendute in Europa sono sempre più ibride, elettriche e a gas

di Donato D'Ambrosi

Le auto più vendute in Europa mostrano forti segnali di cambiamento. A gennaio 2020 il mercato perde oltre il 7% rispetto all’anno precedente (oltre 1,13 milioni di immatricolazioni), ma le ibride ed elettriche ribaltano il paradigma dell’auto nuova. Tra i 5 mercati maggiori le auto più vendute perdono consensi con le motorizzazioni a gasolio, di più in UK (-33%). Esplodono letteralmente le vendite di auto ad alimentazione alternativa, con i motori a benzina in testa per quote di vendite. Ecco le marche di auto più vendute in Europa e quale alimentazione potrebbe avere la vostra prossima auto.

AUTO NUOVE DIESEL IN EUROPA: L’ITALIA NE VENDE DI PIU’

Il mercato delle auto nuove supera gennaio 2020 in un forte clima di incertezza, per lo più dovuto al condizionamento economico della Brexit, secondo Paolo Scudieri, presidente di ANFIA. L’associazione della Filiera industriale italiana riporta un bilancio che, tra le cadute generalizzate di immatricolazioni, mostra l’ascesa delle auto ad alimentazione alternativa. Tra i 5 maggiori mercati (Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia) che coprono il 68% delle immatricolazioni di auto in Europa, il diesel perde consensi ovunque. Tra i 5 major market, l’Italia è il Paese che a gennaio 2020 ha venduto più auto diesel (33%), a fronte di un aumento collettivo di auto ibride, elettriche e a gas.

AUTO IBRIDE ED ELETTRICHE, CRESCONO LE IMMATRICOLAZIONI IN EUROPA

Tra le auto più vendute in Europa si rafforza la crescita di auto elettriche: agli strabilianti trend a 3 cifre, si associa anche un aumento delle quote, comunque marginale. Le auto nuove elettriche e ibride aumentano rispettivamente in Italia (+546%; +278%), Spagna (+172% e 2% in quota; +55% e 13% in quota), Francia (+258% e 8% in quota; +49% e 9% in quota), Germania (+61% e 3% in quota; +50% e 12% in quota) e UK (+300% e 6% in quota; +21% e 13% in quota).

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA PER MARCA

In questo contesto è facile immaginare che tra le auto più vendute in Europa ci siano le marche che hanno a listino una maggiore offerta con le alimentazioni più vendute. In realtà il segno meno tocca un po’ quasi tutti i Gruppi di Costruttori: Volkswagen (-0,1%), PSA (-14%), Renault (-16,4%), Hyundai (-3,9%) ed FCA (-6,4%). Al contrario invece Toyota Group (+10%) e BMW Group (+3,8%) sono gli unici Costruttori con una crescita media dei vari marchi a gennaio 2020.

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Gli USA avvertono gli alleati: non avvicinatevi a Huawei

di Alessandro Matthia Celli

Al Munich Security Conference (MSC), tenutosi venerdì a Monaco di Baviera, la portavoce della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha messo in guardia le nazioni dall’intraprendere affari con il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei e ha invitato tutte le nazioni presenti a cooperare con gli Stati Uniti allo sviluppo di una rete globale 5G.

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© alessandromatthiacelli for Androidiani.com, 2020. | Permalink |

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Il report di SolarWinds sulla redditività dei servizi gestiti

di Antonino Caffo
SolarWinds, che fornisce software di gestione IT a livello globale, ha reso noti i risultati del suo report “2019 Trends in Managed Services”, che analizza lo stato di salute dei servizi gestiti e le forze che influenzano il mercato in Nord America ed Europa. In partnership con The 2112 Group, lo studio annuale permette di […]

Auto più affidabili 2020: giapponesi al top, Tesla ed FCA ultime

di Donato D'Ambrosi

riparazione-e-manutenzione-dei veicoli

Le auto più affidabili del 2020 secondo un’indagine sono giapponesi, in testa alla Classifica Europa 2020 di 38 Marche sull’affidabilità e i costi di manutenzione auto. Se ti stai chiedendo qual è l’auto più affidabile del 2020 da poter comprare, 43 mila consumatori in Europa hanno dato un punteggio sulla soddisfazione dell’auto, la manutenzione e riparazione dei guasti. E in questo Tesla, Land Rover, Lancia e Fiat non vantano un ottimo riconoscimento tra le Case auto più affidabili. Ecco cosa si rompe di più sulle auto vendute in Europa.

L’INDAGINE SULL’AFFIDABILITÀ DELLE AUTO IN EUROPA 2020

Forse non molti comprano l’auto nuova chiedendosi quanti difetti ha, con quale frequenza va riparata o quanto costa la manutenzione. L’indagine di Altroconsumo, assieme ad altre associazioni per i diritti dei consumatori in Francia, Belgio, Spagna e Portogallo ha risposto proprio a queste domande. L’indagine sulle auto più affidabili del 2020 ha coinvolto 43 automobilisti in Europa, di cui 13 mila solo in Italia. A questi è stato chiesto quante volte l’auto è tornata in officina e quanto è costato il tagliando di manutenzione. Il L’affidabilità delle auto è stata valutata incrociando l’età, il numero di chilometri percorsi e i guasti lamentati dal proprietario, differenziati in base alla gravità.

LA CLASSIFICA DELLE AUTO PIU’ AFFIDABILI 2020 E I PROBLEMI PIU’ FREQUENTI

Tra le Case auto più affidabili del 2020, il punteggio più alto in classifica va a Lexus, subito seguita da Porsche, che ha un punteggio più alto di soddisfazione clienti. La classifica sull’affidabilità e la soddisfazione in Europa, assegna alle Case auto migliori un punteggio di almeno 91 e 81, rispettivamente. Nelle ultime posizioni ci sono Tesla, afflitta da numerosi difetti anche negli USA, Fiat, Lancia e Land Rover, sebbene a distanza di pochi punti dalle Case auto migliori 2020. I guasti più frequenti alle auto in Europa sono di natura elettrica all’impianto (maggiori per Alfa Romeo, Citroen, Fiat, Lancia, Opel, Renault, Seat e Chevrolet). Il problema meccanico più diffuso invece riguarda i freni (Citroen, Fiat, Lancia, Opel e Volvo). Le avarie elettroniche sul funzionamento del motore sono al terzo posto per frequenza (di più per le auto Alfa Romeo, Chevrolet, Opel e Seat). Clicca sulle immagini qui sotto per vedere i risultati dell’indagine a tutta larghezza.

COSTI MANUTENZIONE DELLE AUTO PIU’ AFFIDABILI 2020

L’indagine sulle auto più affidabili del 2020 ha messo in primo piano anche la soddisfazione dei consumatori sul servizio ricevuto e sui costi di manutenzione. Come è emerso anche dall’indagine di SicurAUTO.it sui costi di manutenzione delle auto ibride ed elettriche, le auto ibride sono spesso più convenienti delle equivalenti a benzina. Un vantaggio che sul costo medio annuale di manutenzione rilevato dall’indagine vede Toyota (230 euro), davanti a Suzuki (240 euro) e Dacia (250 euro). Ultima anche nella valutazione sul costo medio della manutenzione auto è Land Rover, con 550 euro, dietro Volvo (400 euro) e Audi (450 euro).

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Garanzia 12 mesi o 24 mesi: facciamo chiarezza

di Emmanuel Caronna
Quando compriamo uno smartphone, un elettrodomestico o qualsiasi oggetto di di valore, il nostro primo pensiero è “ma la garanzia? Quanto dura? Cosa comprende?”. Riguardo a questo ampio discorso bisogna fare chiarezza perché la situazione leggi di più...

LG porterà in Europa prevalentemente top di gamma compatibili con il 5G

di Biagio Petronaci
LG starebbe cercando di risollevare la propria situazione per quanto riguarda gli smartphone: in Europa potrebbero arrivare prevalentemente dispositivi 5G di alta qualità. L’obiettivo della società sarebbe quello di differenziare i prodotti commercializzati in ogni singolo stato, così da poter studiare delle tecniche appropriate. Il 2020 potrebbe essere l’anno della crescita per la divisione mobile […]

Auto ibride 2020: la guerra di prezzi per sfuggire alle multe UE

di Donato D'Ambrosi

Auto elettriche Germania

Comprare un’auto ibrida nel 2020 potrebbe essere l’occasione da non perdere sfruttando l’effetto dei limiti UE sulle emissioni di CO2. Nei prossimi due anni infatti i Costruttori si contenderanno le vendite di auto ibride in una feroce guerra di prezzi al ribasso. Ecco secondo gli analisti quanto saranno disposti a perdere i Costruttori auto pur di sfuggire alle multe UE sulla CO2.

AUTO IBRIDE NEL 2020: PERCHE’ RISCHIANO I COSTRUTTORI

Perdere (soldi) o pagare (una multa, anche salata): sarà questo il bivio al quale si troveranno dal 2020 le Case auto in vista delle emissioni di CO2 medie imposte dall’Unione europea. Entro il 2022 i veicoli venduti dai Costruttori dovranno emettere in media meno di 95 g/km di CO2 per non pagare sanzioni. Le regole valgono anche per il Regno Unito almeno fino al 1 gennaio 2021. Per evitare multe i Costruttori hanno due potenziali possibilità: la prima, acquistare crediti verdi, come FCA ha fatto da Tesla assicurandosi una media pulita almeno fino al 2021. Una sorta di polizza assicurativa almeno finché le vendite di auto ibride Plug-in, quelle che hanno il maggiore potenziale e minore peso sulla bilancia della CO2, decolleranno sul serio. E arriviamo al piano B dei Costruttori che già hanno già pronti in listino modelli ibridi Plug-in: farsi una concorrenza spietata in una guerra di prezzi per portare a casa il maggior numero di vendite entro il 2022.

QUANTO PERDERANNO I COSTRUTTORI CON LE AUTO IBRIDE DAL 2020

Secondo gli analisti di UBS, le Case auto saranno disposte a perdere fino a 8,4 miliardi di euro dai profitti della vendita di auto ibride. Una previsione fondata se si legge quanto hanno speso le Case auto negli investimenti di ricerca e sviluppo degli ultimi 10 anni. Secondo quanto riporta The Guardian, le Case auto più agguerrite in questa lotta di prezzi al ribasso saranno Daimler, Renault, Fiat-Chrysler e Jaguar Land Rover. Il Costruttore inglese di proprietà di Tata Motors è alle prese con costi di 179 milioni di sterline, necessità di aumentare i tagli dei costi e anche le vendite di auto ibride (dopo aver puntato molto sulla Jaguar I-Pace elettrica).

LE AUTO IBRIDE INQUINANO DI PIU’ SE NON VENGONO RICARICATE

Questa proiezione però secondo gli ecologisti di Transport&Environment non porterà a una riduzione delle emissioni di CO2 con la massiccia diffusione delle auto ibride Plug-in. “Nell’uso reale (delle auto ibride Plug-in, ndr), le loro emissioni sono spesso due o tre volte più elevate” ha dichiarato Julia Poliscanova di T&E commentando i risultati dell’indagine sugli automobilisti che guidano auto ibride Plug-in e ricaricano la batteria durante le soste. “Molti utenti aziendali non hanno mai utilizzato i loro cavi di ricarica. Se gli ibridi plug-in non vengono caricati, possono emettere più CO2 perché un motore più piccolo tira più peso e funziona in modo meno efficiente”.

DAL 2035 IL DIVIETO DI VENDERE AUTO IBRIDE IN UK

Un segnale forte arriva proprio dal Regno Unito, dove Londra è stata (ed è) emblema europeo dello smog, come riporta la BBC. Il primo ministro inglese Boris Johnson ha annunciato di voler anticipare dal 2040 al 2035 il divieto di vendere auto nuove a benzina, diesel e ibride. Secondo gli esperti, infatti, se il dieto partisse dal 2040, il Regno Unito mancherebbe già sulla carta l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 da trasporto entro il 2050.

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Telepass con Iban estero: da marzo 2020 attivo online per tutti i Paesi UE

di Donato D'Ambrosi

Telepass cosa fare se la sbarra non si alza

Pagare il pedaggio autostradale e usare il Telepass con Iban estero è stata una deludente sorpresa per gli automobilisti che hanno provato a richiedere un Telepass con un conto corrente estero. Dopo l’istruttoria avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato però sono arrivate alcune novità già dal dicembre 2019. Ecco come e cosa cambierà per i clienti Telepass che hanno un conto in una banca dell’Unione europea.

DOMICILIAZIONE TELEPASS CON IBAN ESTERO, LE ANOMALIE RILEVATE

La società Telepass spa ha risolto una carenza obiettata dall’Antitrust nell’istruttoria avvia a settembre 2019. In pratica gli automobilisti titolari di un conto in una banca non italiana si vedevano impossibilitati ad attivare un Telepass. L’addebito automatico del pedaggio autostradale con Telepass non era possibile se il richiedente aveva un Iban estero collegato a un conto corrente presso un istituto di credito estero. Le indagini dell’Antitrust sono scattate dopo le segnalazioni ricevute a novembre 2018, sulle quali l’Autorità Garante ha ipotizzato la violazione dell’articolo 9 del Regolamento (UE) n. 260/2012 e dell’articolo 5 del Regolamento (UE) n. 2018/302.

ADDEBITO PEDAGGIO CON TELEPASS SU CONTO ESTERO

Punto chiave dell’attività investigativa dell’Antitrust è il fatto che un operatore “non può, nell’ambito di mezzi di pagamento dallo stesso accettati, applicare condizioni diverse a un’operazione di pagamento per motivi connessi (…) all’ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all’interno dell’Unione”. Questo si considera valido secondo l’Antitrust “se l’operazione di pagamento è effettuata tramite una transazione elettronica mediante bonifico, addebito diretto o uno strumento di pagamento basato su carta avente lo stesso marchio di pagamento e appartenente alla stessa categoria (…)”.

RICHIESTA TELEPASS CON IBAN ESTERO ANCHE ONLINE

Le indagini dell’Antitrust hanno permesso di definire una serie di impegni da parte di Telepass spa che già dl 16 dicembre 2019 ha risolto le lacune sull’attivazione del Telepass con Iban estero presso i Punto Blu, dando prova di 26 contratti erogati. A partire dal 16 marzo 2020, saranno accolte le richieste di domiciliazione su IBAN estero già in occasione della sottoscrizione del contratto anche online. “Per il periodo che va dal 16 dicembre 2019 al 16 marzo 2020 è stata sviluppata una funzionalità dedicata ai canali digitali.  I clienti interessati possono sottoscrivere subito la domiciliazione del pagamento del pedaggio Telepass con Iban estero, recandosi in un Punto Blu” come riporta l’Antitrust assumendo gli impegni di  Telepass spa.

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Brexit e automotive: Paesi e Costruttori nel divorzio Europa-Regno Unito

di Donato D'Ambrosi

La Brexit ha il lasciapassare dell’UE: dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito non fa più parte dell’Unione europea. Il divorzio Europa-Regno Unito tanto voluto e combattuto a Bruxelles è solo l’inizio di una fase della Brexit automotive con molti Paesi e Costruttori auto. Ecco quali Paesi dipendono dalle auto prodotte in UK.

DIVORZIO EUROPA-REGNO UNITO, BREXIT E AUTOMOTIVE

Brexit e automotive saranno un una patata bollente per l’occupazione nel Regno Unito dal 1° febbraio 2020. Se da un lato il primo ministro inglese Boris Johnson ha portato avanti con caparbietà l’uscita dall’Unione europea, dall’altro i numeri sulla produzione di auto in UK richiederanno intense trattative con i Paesi che importano più auto proprio dal Regno Unito. Secondo l’SMMT (l’associazione dei produttori inglesi) la produzione automotive per esportazione è scesa del 14% nel 2019, tornando ai volumi bassi del 2010 (1,27 milioni di veicoli). Un alert che pesa non poco se l’81% delle auto prodotte in UK sono destinate all’estero, in maggioranza proprio all’Europa da cui il Regno Unito ha voluto separarsi.

OLTRE LA BREXIT AUTOMOTIVE, I PAESI CHE IMPORTANO AUTO PRODOTTE IN UK

La produzione di auto nel Regno Unito assicura ogni anno occupazione per circa 6 miliardi di sterline che in assenza di un accordo di libero scambio tra Regno Unito ed Europa si dovranno cercare altrove. Fondi che potrebbero essere coperti dal mancato riconoscimento della Brexit-Tax all’UE. Perché è così importante un accordo tra Europa e Regno Unito sull’automotive? Perché dei veicoli prodotti nel Regno Unito nel 2019 (1,3 milioni), il 54,8% viene esportato in Europa. Oltre all’Europa il Regno Unito dovrà continuare ad avere buoni rapporti anche con gli USA (dove esporta il 18,9% di autoveicoli) e la Cina (5,3% di export automotive). Nella foto di copertina ci sono gli altri Paesi nel mondo che importano auto dal Regno Unito.

BREXIT AUTOMOTIVE: LE AUTO PRODOTTE IN UK ED ESPORTATE ALL’ESTERO

Tra le auto prodotte in UK che potrebbero risentire maggiormente degli effetti della Brexit dal 2020, ci sono Jaguar Land Rover, Nissan, Mini, Toyota e Honda. Tra questi solo la Toyota Corolla nel 2019 ha fatto registrare una crescita produttiva del 15% circa, mentre per gli altri Costruttori in UK i numeri produttivi sono tutti in calo. Jaguar Land Rover, in 4 posizioni tra i 10 modelli più esportati, è tra i Costruttori premium, non proprio di nicchia. La Nissan Qashqai, in testa alla Top10 dell’export, si posiziona su una fascia di prezzo inferiore su cui un’eventuale tassa di importazione avrà riflessi inevitabili.

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Le 20 auto elettriche e ibride Plug-in più vendute al mondo nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Quante auto elettriche e ibride Plug-in sono state vendute nel 2019? Tante o poche a seconda di come le correnti di pensiero vorranno leggere i numeri delle 20 auto elettriche e ibride ricaricabili più vendute al mondo nel 2019. Nel 2019 per ogni Tesla Model S, sono state vendute 10 Tesla Model 3.

LE 20 AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PIU’ VENDUTE NEL 2019

Non poteva che esserci una Tesla in testa alla classifica delle auto elettriche più vendute al mondo nel 2019, ma non una Tesla qualsiasi, bensì la Tesla Model 3. Nel 2019 – secondo i dati di Ev-Volumes e diffusi da CleanTechnica, sono state vendute oltre 220 mila Tesla Model 3. Magari saranno anche poche rispetto ai volumi che fa la Fiat Panda solo in Italia (in media circa 10 mila unità al mese) ma con la produzione in Cina e in Europa, il paradigma è già invertito. Di certo gli ecobonus giocano un ruolo importante nell’acquisto di un’auto elettrica o ibrida più popolare. A livello globale però, nella classifica delle 20 auto elettriche e ibride più vendute che riportiamo qui sotto, sono molto vicini modelli che delta sul prezzo d’acquisto importante (es. eGolf e Tesla Model X).

IN CINA SI VENDONO PIU’ AUTO ELETTRICHE E IBRIDE AL MONDO

Nel primo semestre 2019, sono state vendute complessivamente 1,13 milioni di veicoli elettrici. Tra il 2018 e il 2019 però proprio la Tesla Model 3 ha contribuito ad invertire le quote tra auto elettriche e ibride vendute. Tra i Paesi che nel primo semestre 2019 hanno assorbito il maggior numero di auto elettriche e ibride al mondo, la Cina (56%), supera Europa (23%) e USA-Canada (17%). Secondo i dati Jato, la Tesla Model 3 non è solo l’elettrica più venduta al mondo ma anche l’auto che ha avuto la maggiore crescita in Europa a dicembre 2019. Tanto da mettersi alle spalle modelli di massa come la Dacia Duster e la Nissan Qashqai. Clicca qui sotto per vedere a tutta larghezza la classifica delle auto elettriche (in grassetto) e ibride più vendute al mondo.

LE AUTO ELETTRICHE E IBRIDE IN EUROPA

In Europa le immatricolazioni di auto elettriche e ibride sono pari a 173.200 unità nel primo semestre nel 2019, l’84% in più rispetto al volume registrato nel primo semestre del 2018 (fonte Jato). La crescita del mercato delle auto elettriche però non è accreditabile solo alla Tesla Model 3, secondo Jato sarebbe avvenuta lo stesso senza Tesla (ma a +46%). Renault Zoe, BMW i3 e Volkwagen e-Golf sono tra le auto elettriche che avrebbero dato una spinta altrettanto importante al mercato in Europa.

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Le 5 auto usate più cercate online in Europa nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Auto cointestata

Se in Italia la Fiat Panda è l’auto preferita degli italiani, sia da nuova sia tra le auto usate, in Europa le preferenze variano non solo in base alla marca, ma anche alla tipologia di auto. Si scopre così che tra le 5 auto usate più cercate online in Europa, la Volkswagen Golf, scalzata dalla Fiat Panda in Italia nel 2019, è ancora l’auto più desiderata dagli automobilisti europei. Ecco le 5 auto usate migliori online in Europa nel 2019.

L’INDAGINE SULLE 5 MIGLIORI AUTO USATE ONLINE

L’indagine sulle 5 auto usate più vendute online in Europa nel 2019 viene fuori da una ricerca condotta sui siti di annunci online affiliati a un noto portale di vendita di auto usate. L’indagine sulle auto usate più cercate online in Europa si basa sul numero di pagine viste e sugli annunci di auto usate di un determinato modello in 5 paesi. Si scopre così qual è l’auto usata migliore secondo gli automobilisti in Italia, Canada, Danimarca, Germania e Inghilterra tra gennaio e novembre 2019.

LA GOLF E’ PREFERITA TRA LE 5 MIGLIORI AUTO USATE ONLINE

La Volkswagen Golf è l’auto usata più cercata dagli automobilisti europei. La Germania ha una naturale predilezione per le auto tedesche: nei primi posti delle ricerche ci sono proprio la Volkswagen Golf, l’Audi A6, l’Audi A4 e l’Audi A3. Rispetto all’Italia, dove la Fiat Panda, auto più ricercata si attesta su un costo medio di 11.933 euro, la Volkswagen Golf arriva a 17.611 euro. Nel Regno Unito la auto risulta tra le più ricercate ma con un costo medio di 4.644 euro. Sul Podio inglese seguono a ruota la BMW 3 Series e la Opel Corsa.  Tutte con un prezzo medio più basso rispetto a quello delle altre auto usate online ai primi posti delle classifiche europee, rispettivamente 4.644 euro, 4.694 euro e 2.617 euro.

LE 5 AUTO USATE PIU’ CERCATE IN EUROPA: SINTESI PER PAESE

Anche in Danimarca la Volkswagen Golf è l’auto usata più cercata online con Volkswagen Passat e Audi A6 a seguito. E’ la Honda invece, la Civic che spopola in Canada dove tra le auto più ricercate si trovano anche la Ford F150 e la Bmw Serie 3. Il resto della classifica canadese è però caratterizzata dai pick-up. Rispetto alla ricerca condotta su specifici brand automobilistici il Canada premia l’americana Ford, l’Italia sposa la Fiat e il Regno Unito premia l’Opel mentre restano fedeli alla Volkswagen Germania e Danimarca.

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Pneumatici auto: i 5 Paesi dove si vendono più gomme in Europa

di Donato D'Ambrosi

La classifica dei Paesi dove si vendono più pneumatici auto vede in testa la Germania, che ha superato l’Italia anche in altri settori. I dati ufficiali sui Paesi dove si vendono più gomme vengono dall’associazione europea di Produttori di pneumatici che ha diffuso il bilancio delle vendite in Europa nel 2019.Ecco quali gomme si vendono di più in Italia e i Paesi d’Europa dove il mercato delle gomme è più forte per alcune tipologie di veicoli.

PNEUMATICI AUTO IN EUROPA: 4 SU 10 SONO GOMME INVERNALI

Il bilancio sulle vendite di pneumatici auto in Europa nel 2019 non è esaltante, secondo i dati Dell’ETRMA (l’associazione europea di produttori di pneumatici). Nel 2019 infatti il numero di gomme di ricambio vendute in Europa è diminuito in tutti i settori: tra gli pneumatici auto destinati al primo equipaggiamento, al ricambio, sia tra le gomme invernali che le gomme estive. Nel 2019 sono state vendute quasi 219 milioni di gomme nuove di ricambio, per auto, SUV e veicoli leggeri. Tra le gomme vendute in Europa il 58% sono estive, mentre la restante quota sono pneumatici invernali e gomme quattro stagioni.

I 5 PAESI PIU’ FORTI NELLA VENDITA DI PNEUMATICI AUTO IN EUROPA

Tra i Paesi che nel 2019 hanno venduto più pneumatici auto di ricambio, la Germania è di gran lunga il mercato principale, con circa 20 milioni di pneumatici più della Francia. L’Italia è al terzo posto tra i Paesi d’Europa per vendite di gomme auto (supera appena 20 milioni di pneumatici auto venduti, in calo rispetto al 2018). Poi ci sono il Regno Unito e la Spagna. L’Italia fino al 2017 in testa alla classifica dei Paesi per vendite di pneumatici moto, nel 2019 si conferma al secondo posto dopo la Germania (entrambe a circa 2 milioni di gomme vendute). Il mercato delle gomme per moto e scooter è curiosamente l’unico settore che nel 2019 ha fatto registrare un incremento delle vendite di pneumatici del +2%. Clicca sulle immagini sotto per vederle a tutta larghezza.

OLTRE GLI PNEUMATICI AUTO, LE IMPORTAZIONI IN EUROPA DA COREA E CINA

La Turchia è il Paese principale per vendita di pneumatici Truck (circa 1,7 milioni di gomme), seguita da Germania, Italia, Regno Unito e Francia. Le vendite di gomme per autocarro e autobus sono quelle che maggiormente hanno subito il dumping dalla Cina. Un fenomeno che l’UE ha cercato di contrastare con i dazi sulle importazioni di pneumatici, lasciando però spazio ad altri Paesi. “Le importazioni dalla Cina sono state almeno in parte sostituite da importazioni da altri paesi, ha spiegato Fazilet Cinaralp, Segretario Generale ETRMA,  in particolare il Sud-est asiatico (+170% nel 2019) e Corea del Sud (+ 117% nel 2018 e + 7% nel 2019)”.

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Le auto più vendute in Europa a dicembre 2019

di Donato D'Ambrosi

Le auto più vendute in Europa a dicembre 2019 sono del gruppo Volkswagen, ma con inaspettati cambiamenti nella classifica europea dei Costruttori. Il mercato auto 2019 si chiude tutto sommato positivamente (+21,4%), ma con immatricolazioni auto in crescita solo per Francia, Italia e Germania. Ecco chi ha venduto più auto a dicembre e quali sono le marche di auto più vendute nel 2019.

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA, I 5 MAJOR MARKET

Dal bilancio delle immatricolazioni auto 2019 di ANFIA sui dati ACEA (l’associazione europea dei costruttori automotive) l’industria auto chiude l’anno in positivo. Nei principali maggiori mercati (75% immatricolazioni) solo Spagna (-4,8%) e Regno Unito (-2,4%) registrano un calo di vendite in tutto il 2019. Così come il trend delle vendite di auto diesel è in continua discesa: -13,2% rispetto al 2018 e una quota al 32%. La contrazione delle vendite è a due cifre in Spagna (-26%), Italia (-22%), Regno Unito (-22%) e Francia (-11%). Mentre cresce in Germania (+3,7%), la quota di auto diesel è ai minimi in Regno Unito e in Spagna, mentre l’Italia è il Paese con il maggior numero di auto nuove diesel (39,8% nel 2019).

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA PER ALIMENTAZIONE

“Tutti i Paesi dell’area UE-EFTA hanno chiuso il mese con il segno positivo eccetto la Norvegia (-9,7%) e con l’impennata delle immatricolazioni in particolare Svezia (+109%) e Olanda (+113%)” ha dichiarato Roberto Scuderi Presidente ANFIA. Tra le auto più vendute in Europa a dicembre 2019 per alimentazione, le vendite di auto a benzina raggiungono il 49% (+32%). Le auto diesel vendute a dicembre 2019 in Europa del 40%, la più bassa degli ultimi 18 anni. Le auto ad alimentazione alternativa valgono il 15,7% del mercato (+19%): le auto elettriche crescono del +113%, quelle ibride Plug-in del +41,5%. Clicca sull’immagine sotto per vederla a tutta larghezza.

LE MARCHE DI AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA A DICEMBRE 2019

Le marche di auto italiane hanno registrato, in Europa, 69.431 immatricolazioni a dicembre 2019 (+13,8%), con Fiat (+25,4%) e Alfa Romeo (+1%) in ripresa. Tra le auto più vendute a dicembre 2019, il Gruppo Volkswagen mantiene la testa (+21%), seguito da PSA (-2%), Renault (+23,1%), Hyundai (+18%) e BMW (+16,4%). Le marche di auto con una crescita maggiore dei volumi sono Smart (+126%), Alpine (+90%) e Mazda (+73%).

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Vendite smartphone: l’Europa registra la più alta crescita durante il Q3

di Biagio Petronaci
Il mercato degli smartphone continua a crescere. Quello europeo, in particolare, ha regalato non poche soddisfazioni ai produttori. Secondo l’analisi condotta da Canalys, in Europa, durante il terzo trimestre del 2019, si sarebbe registrato un aumento delle vendite di smartphone dell’8%, contro il 6% dell’Asia Pacifica. In modo particolare, non si può che evidenziare l’ottimo […]

Mercato auto Europa: +9% con il diesel in ripresa

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto in Europa ad ottobre 2019 mette a segno il primo pareggio del 2019: quasi +9% di auto vendute con una crescita nei primi 5 Paesi di riferimento. Com’è accaduto anche in Italia, le auto vendute recuperano sulla stagnazione del 2018 provocata dal Wltp. E’ la dimostrazione che le nuove norme creano effetti a lungo termine da cui però anche la Germania sembra uscirne con una ripresa delle immatricolazioni di auto diesel.

L’EUROPA SI E’ SCROLLATA DALL’EFFETTO WLTP

Nell’area UE+Efta le immatricolazioni di auto nuove sono state 1.214.989 con una crescita complessiva dell’8,6%, secondo i dati anticipati dal Centro Studi Promotor. Crescono le vendite auto nuove in tutti i paesi tranne che a Cipro. Il risultato di ottobre è dovuto ancora all’entrata in vigore del nuovo standard di omologazione WLTP, che scatenò le immatricolazioni anticipate per sfuggire agli standard di omologazione più severi. Ovviamente ne hanno risentito le vendite dei mesi successivi: sui piazzali delle concessionarie c’erano poi già abbastanza auto a km 0 da smaltire, oltre a quelle cedute alle società di noleggio.

IL MERCATO AUTO IN UK TIENE I REMI IN BARCA

I 5 maggiori mercati d’Europa sono i più rappresentativi della salute economica del settore poiché coprono il 71,4% delle immatricolazioni. Germania, Spagna, Francia e Italia chiudono tutti in positivo, ad esclusione del Regno Unito, alle prese anche con la Brexit. La sola Germania mette a segno a ottobre una crescita del 12,7%, seguita dalla Francia (+8,7%), l’Italia (+6,7%) e la Spagna (+6,3%). Il Regno Unito paga un calo di vendite auto dall’inizio del 2019 di -2,9% e -6,7% ad ottobre 2019.

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA AD OTTOBRE 2019

Tra le marche di auto più vendute in Europa ad ottobre 2019 Seat e Skoda trainano il Gruppo Volkswagen che chiude con +30% di immatricolazioni. FCA recupera rispetto ad ottobre 2018 (+2,5%) ma fa i conti con un calo di immatricolazioni nel 2019 (-9,2%) e di quota mercato (al 6,1%). Renault e Toyota crescono del +12,7%, Ford attesta le vendite a +3,5%, mentre Hyundai, BMW e Daimler seguono il gruppo di testa al di sotto del +2%.

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Nuova etichetta energetica Pneumatici: cosa cambia dal 2021

di Donato D'Ambrosi

La nuova etichetta energetica degli pneumatici partirà dal 2021 e integrerà nuove indicazioni per aiutare i consumatori nella scelta delle gomme. L’accordo è stato raggiunto da Commissione europea, Consiglio e Parlamento europeo sull’introduzione dei nuovi standard. L’etichetta pneumatici cambia esteticamente, ma all’insegna dell’efficienza degli pneumatici invernali. Ecco i nuovi aggiornamenti e le novità che coinvolgeranno anche i mezzi pesanti con l’etichetta energetica degli pneumatici.

ETICHETTA ENERGETICA PNEUMATICI: COM’E’ OGGI

Oggi l’etichetta energetica pneumatici include sostanzialmente 3 parametri fondamentali: l’efficienza in termini di consumo carburante, la frenata su bagnato e la rumorosità esterna. Questi parametri identificabili esteticamente con i simboli dell’etichetta qui sotto, rappresentano l’efficienza delle gomme in modo molto simile a quella degli elettrodomestici. C’è chi pensa che una lettera vale l’altra e che in fin dei conti è meglio risparmiare subito sul costo di acquisto di gomme più economiche al posto di quelle più efficienti. Secondo i dati della Commissione UE tra il 2014 e il 2017 il consumo di energia nel trasporto su strada è aumentato del 5,6%. La sola resistenza al rotolamento degli pneumatici rappresenta il 20-30% del consumo di carburante di un veicolo. Passando da una gomma con resistenza al rotolamento “C” a una con lettere “A” si possono risparmiare circa 110 litri di benzina in 40 000 km.

ETICHETTA ENERGETICA PNEUMATICI: COME SARA’ DAL 2021

L’etichetta energetica dal 2021 cambia, riportando anche indicazioni sull’efficienza delle gomme invernali. Il 13 novembre 2019 è stato raggiunto un accordo politico su un nuovo regolamento per l’etichettatura degli pneumatici. Dal maggio 2021 in poi la nuova etichetta energetica introdurrà l’opzione di un pittogramma per neve e/o ghiaccio accanto a quello della rumorosità (immagine sotto). La novità si basa su una proposta della Commissione del maggio 2018. Il testo del nuovo regolamento deve prima essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo e convalidato in tutte le lingue dell’UE prima che possa essere formalmente adottato.

IN FUTURO ANCHE L’USURA DELLE GOMME IN ETICHETTA

Da quando è stata introdotta l’etichetta energetica per gli pneumatici, i consumatori possono acquistare gli pneumatici senza basarsi esclusivamente sul prezzo. Chiaramente ogni produttore fa in modo da ottenere il punteggio più alto possibile nel test interni. Ecco perché i test sugli pneumatici degli enti indipendenti danno sempre una visione globale delle migliori gomme in commercio. Oggi però l’etichetta degli pneumatici continuerà a basarsi sulle performance delle gomme da nuove, mentre Michelin spinge sulla valutazione delle performance delle gomme anche da usate da inserire nella futura etichetta. Un campo dove il Costruttore francese può sfoderare la tecnologia Long Lasting Performance. Il video del test sull’usura qui sotto mostra di cosa si tratta.

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Alcolock in Europa obbligatorio: i Paesi che già lo adottano

di Donato D'Ambrosi

In Europa ci sono ancora troppe differenze tra i limiti di alcol ammessi alla guida, un grosso problema soprattutto quando ci si sposta per lavoro o per piacere. Si passa facilmente da 0 a 0,8 g/l di alcol nel sangue con tolleranza zero solo per i conducenti professionisti e i neopatentati. Una situazione che secondo  l’ETSC va risolta imponendo che chi si mette al volante non deve bere nulla. Questa regola vale già in tutti i Paesi dove l’alcolock è in fase sperimentale. Ecco i Paesi dove il motore si blocca se il sistema rileva che il conducente ha bevuto.

LIMITI ALCOL VARIABILI IN EUROPA E RISCHIO SICUREZZA

L’alcolock è un dispositivo collegato all’accensione del motore che soprattutto sui veicoli commerciali pesanti è diventato uno standard nazionale di alcuni Paesi UE. In pratica se il conducente ha bevuto anche un bicchiere di vino il motore non si avvia. Nonostante la sempre maggiore diffusione dell’alcolock anche i conducenti professionisti speso e volentieri vengono sorpresi al volante oltre il limite di legge. E’ il motivo per cui la posizione comunitaria è l’inasprimento delle sanzioni e la tolleranza zero verso chi infrange la legge. Ed è qui che punta l’European Transport Safety Council, spingere l’UE ad adottare anche il limite di 0 g/l di alcol per tutti i conducenti. Senza alcuna eccezione per i neopatentati, i conducenti esperti o professionisti.

ALCOLOCK OBBLIGATORIO: I PAESI UE DOVE C’E’ GIA’

In Europa sono solo 17 i Paesi dove l’alcolock è equipaggiato sui veicoli oppure lo sarà a breve. La Svezia ha adottato volontariamente l’obbligo dell’alcolock sui veicoli per il trasporto pubblico con obbligo di riabilitazione per chi viene sorpreso a bere al volante. La Finlandia, come la Svezia, ha introdotto spontaneamente l’obbligo dell’alcolock sui veicoli commerciali e scuolabus. In Polonia, Danimarca, Austria, Belgio, Francia, Regno Unito, Portogallo e Germania l’alcolock è presente su tutti i mezzi commerciali pesanti. Tra i Paesi dell’Unione Europea, l’Irlanda, la Germania, la Slovenia, Lettoni, Estonia e la Spagna stanno definendo norme ad hoc sull’uso dell’alcolock, mentre l’Italia è nella fase sperimentale dell’obbligo. Tra i Paesi in cui bisogna soffiare nell’alcolock per partire, la Lituania ha annunciato l’obbligo volontario che dal 2020 sui veicoli commerciali.

PERCHE’ LA TOLLERANZA ZERO DI ALCOL AL VOLANTE

Attraversando l’Europa un guidatore non professionista ma esperto, magari in viaggio con la famiglia può trovarsi sopra o sotto il limite di legge se fermato dalla polizia per un controllo. Il problema sollevato dall’ETSC, non è tanto sapere qual è il limite di 0,1 – 0,2 – 0,3 g/l e così via in giro per l’Europa. Ma capire qual è il valore di alcol nel sangue per ogni conducente tale da non alterare il suo stato fisico. Qualcosa che le stime non possono chiarire in quanto il tempo di smaltimento dell’alcol varia da persona a persona in base a una serie di fattori troppo variabili come spiega il video qui sotto.

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Auto nuove in Europa: +14% delle vendite a settembre 2019

di Donato D'Ambrosi

Il mercato auto in Europa dà segnali di ripresa con +14,4% delle vendite di auto nuove rispetto a settembre 2018. Le immatricolazioni a settembre 2019 in Europa si sono fermate a 1.285.494 auto vendute, un numero che non dice molto sulla stabilità del settore. Ma secondo le associazioni di categoria non bisogna illudersi: le auto vendute a settembre 2019 vengono confrontate con un mese del 2018 in cui il Wltp ha frenato le immatricolazioni. Ecco qual è il reale stato di salute del mercato auto in Europa con i 5 maggiori mercati in cui si vendono oltre il 70% di vetture.

VENDITE AUTO NUOVE IN EUROPA A SETTEMBRE 2019

Le anticipazioni sui numeri del mercato auto in Europa vengono dal Centro Studi Promotor. Dall’inizio del 2019 nell’area UE+Efta sono state immatricolate 12.115.927 autovetture con un calo dell’1,6% rispetto al dato dello stesso periodo del 2018. Il mercato europeo dell’auto non è quindi in buona saluta come lascerebbe pensare il dato di settembre, ma è in sostanziale stagnazione. Lo conferma il fatto che su 31 mercati nazionali, 16 sono in calo mentre gli altri sono in crescita. Ma di questi soltanto quattro piccoli mercati crescono con tassi a due cifre (Lituania, Romania, Grecia e Ungheria).

AUTO VENDUTE NEI 5 MAGGIORI MERCATI EUROPEI

Anche le vendite auto in Europa relative ai 5 maggiori mercati rappresentativi (Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Francia) non fanno numeri significativi (in calo del -1,2%). In Germania le ragioni della tenuta del mercato vanno ricercate soprattutto nella sostanziale stabilità dell’economia di questo paese (che tuttavia accusa qualche difficoltà) e nel fatto che dalla domanda di vetture diesel, dopo un crollo che aveva portato la loro quota a scendere fino al 32%, vengono segnali di ripresa. Il secondo dei cinque grandi mercati, quello del Regno Unito, è invece in calo del 2,5% essenzialmente per le incertezze legate alla Brexit. Difficoltà maggiori si registrano in Spagna (-7,4%), mentre Francia e Italia accusano contrazioni contenute tra l’1 e il 2%.

LE MARCHE DI AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA

Secondo i dati ACEA (associazione dei Costruttori europei) le vendite a settembre 2019 sono in crescita per tutti i maggiori Costruttori di auto. In testa resta Volkswagen (+46,8%, in calo del -1,2% da gennaio 2019), seguita dal gruppo Renault (+27,8% e -2,4% da inizio 2019). Il podio si chiude con il gruppo FCA che cresce del +12,8% ma perde il 10% nel cumulato. Con una crescita di vendite in Europa inferiore al 10% ci sono PSA (+4,3%), Hyundai e Daimler (+6%), Ford (+8,5%) e Toyota (+6,7%).

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Vittime della strada: le province più vicine al traguardo Europa 2020

di Donato D'Ambrosi

Nella classifica delle province più sicure si distinguono quelle vicine al traguardo Europa 2020: 5 in particolare hanno ridotto il numero delle vittime della strada in modo esemplare. Il numero di incidenti stradali in Italia nel 2018 è molto variabile tra province e città. La classifica elaborata sui dati ACI premia le province di Agrigento, Barletta-Andria-Trani, L’Aquila, Campobasso, Taranto e Terni che hanno ridotto del 50% le vittime da incidenti stradali nel 2018 rispetto al 2010. Ci sono però molte altre province vicine all’obiettivo Europa 2020 e altre invece con incidenti stradali in aumento.

CITTA’ E PROVINCE CON MENO VITTIME STRADALI

Il report delle vittime stradali nel 2018 conta un numero di morti pari a 3.334 e 242.919 feriti in 172.553 incidenti stradali gravi. Questi dati però celano anche un aspetto di cui si parla poco e riguarda le province che hanno già superato il traguardo Europa 2020 riguardo le vittime della strada. La classifica delle province più virtuose nella riduzione delle vittime da incidenti vede in testa Barletta-Andria-Trani (-66%), L’Aquila e Campobasso (-52%), Taranto (-51%) e Terni (-50%). Sono questi i posti d’Italia che rispetto al 2010 hanno raggiunto il traguardo europeo (o l’hanno superato), a fronte di una riduzione media delle vittime della strada in Italia del -19%.

DOVE LE VITTIME DELLA STRADA SONO IN AUMENTO

Le province che ancora non hanno raggiunto l’obiettivo Europa 2020 ma hanno messo in atto best practice per la riduzione dei morti stradali sono Modena e Foggia (-18), Cuneo e Trapani (-16). Il numero di vittime della strada nelle province di Asti, Caserta e Taranto è diminuito invece solo di 15. Le province con un numero di vittime stradali in aumento invece vedono Genova in testa (+37) a causa del crollo del ponte Morandi. Anche Bari (+24) e Brescia (+22) seguono un progresso mancato nel miglioramento della sicurezza stradale.

CLASSIFICA DELLE PROVINCE PER INDICE DI MORTALITÀ

La media di incidenti stradali gravi in Italia nel 2018 è di 472 incidenti, 9 morti e 665 feriti. Numeri che tradotti in incidi di mortalità vedono il sud della Sardegna in testa ai luoghi d’Italia con più vittime (6,5 ogni 100 abitanti). L’indice di mortalità non è alto anche Vibo Valentia (6,2), Vercelli (6), Benevento (5,3) e Catanzaro (5,1) rispetto alla media di vittime stradali in Italia di 1,9 ogni 100 abitanti.   

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12 Paesi UE si accordano per la sicurezza stradale, l’Italia non c’è

di Donato D'Ambrosi

Troppe differenze nei progressi della sicurezza stradale in Europa hanno spinto 12 Paesi ad unire le forze per un piano comune che riguarda infrastrutture, pedoni e limiti di velocità. Il collettivo dei Paesi europei che condivideranno il know how sulla sicurezza stradale dei rispettivi Stati è coordinato dall’ETSC (European Transport Safety Council). Ma per quanto anche l’Italia dia spesso segnali di interesse al miglioramento della sicurezza stradale, non figura tra i Paesi che hanno siglato l’accordo.

SICUREZZA STRADALE IN EUROPA: BENE, MA LENTA

Nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione europea 12 Paesi si sono accordati per condividere le migliori pratiche che hanno portato al miglioramento della sicurezza stradale. Da un lato – secondo l’ETSC – le strade europee sono tra le più sicure al mondo e ci sono stati notevoli progressi nella sicurezza stradale degli ultimi 10 anni. Dall’altro però il numero di decessi nel 2018 per incidenti stradali in Europa è diminuito solo dell’1% rispetto al 2017. Poi c’è la variabilità con cui hanno effetto i provvedimenti dei singoli Stati europei sulla sicurezza stradale: “Vi sono importanti differenze tra diversi Stati membri dell’UE” spiega l’ETSC in una nota.

IL PROGETTO EUROPEO PER LA SICUREZZA NEI 12 PAESI

L’accordo tra i 12 Paesi dell’Unione europea mira proprio a colmare questa variabilità, uniformando strategie e provvedimenti nella direzione di quelli più efficaci. Il progetto coinvolge Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. Per i prossimi 3 anni gli esperti di ogni Paese metteranno sullo stesso tavolo le idee su limiti di velocità, costruzione di infrastrutture sicure e miglioramento della sicurezza di pedoni e ciclisti in città.

L’EUROPA CHE FA RETE PER LA SICUREZZA STRADALE

Il progetto tra i 12 Paesi europei che hanno unito le forze per migliorare la sicurezza stradale si fonda sull’obiettivo comunitario di riduzione del 50% degli incidenti mortali sulle strade tra il 2020 e il 2030. “Questo progetto mira a dimostrare l’efficacia delle politiche di sicurezza stradale nel mondo reale, ha dichiarato Antonio Avenoso, Direttore esecutivo ETSC. Riuniremo gli esperti in modo che possano aiutarsi a vicenda per capire come ottenere risultati simili nei propri Paesi”.

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