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Microsoft Edge supporterà le estensioni di Chrome

di Filippo Vendrame

Il nuovo browser Edge basato su Chromium supporterà nativamente anche le estensioni di Chrome. La conferma arriva direttamente da Kyle Alden di Microsoft all’interno di Reddit. La notizia ufficiale che Microsoft avrebbe rivoluzionato il suo nuovo browser abbracciando la piattaforma su cui si poggia anche Chrome aveva scatenato moltissime domande sul suo futuro. Una delle più gettonate riguardava il possibile supporto alle estensioni di Chrome. La casa di Redmond ha voluto subito soddisfare la curiosità dei suoi utenti confermando la volontà di supportare le estensioni che hanno fatto la fortuna del browser di Google.

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Edge con Chromium, le preoccupazioni di Mozilla

di Luca Colantuoni

Microsoft ha confermato le indiscrezioni che circolavano da qualche giorno. Edge verrà aggiornato per sfruttare il codice di Chromium, il browser open source da cui deriva Google Chrome. L’azienda di Mountain View abbandonerà quindi lo sviluppo del motore di rendering EdgeHTML e adotterà Blink. Il CEO di Mozilla, Chris Beard, ha espresso le sue preoccupazioni sul futuro del settore.

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Microsoft Edge nel 2019 sarà ufficialmente basato su Chromium e arriverà anche su Mac

di Lorenzo Spada
Microsoft Edge

Confermando quando vi abbiamo anticipato nei giorni passati, Microsoft Edge nel 2019 subirà una rivoluzione totale, modificando non solo il proprio motore di rendering ma anche il codice sorgente su cui si baserà. Il browser web infatti nel 2019 si baserà su Chromium, lo stesso codice sorgente su cui si basa Google Chrome. Come novità […]

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Microsoft Edge abbraccia Chromium

di Filippo Vendrame

Microsoft Edge abbraccia ufficialmente Chromium. Joe Belfiore ha confermato le speculazioni dei giorni scorsi che vedevano la casa di Redmond intenzionata a rivoluzionare il suo browser. All’interno di un lungo comunicato, il gigante del software evidenzia che uno degli obiettivi di questo nuovo progetto è quello di offrire un’esperienza web migliore, garantendo una migliore compatibilità web per i clienti e riducendo, contestualmente, la frammentazione delle piattaforme web per gli sviluppatori.

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Microsoft Edge s’inchina a Google Chrome e passa a Chromium. Arriverà anche su macOS

di Manolo De Agostini

Microsoft ha confermato le voci degli ultimi giorni, annunciando che ricostruirà il browser Microsoft Edge sulle fondamenta open-source di Chromium, le stesse da cui nascono altri browser popolari come Google Chrome. La nuova versione di Edge dovrebbe arrivare nel corso del 2019, preceduta da alcune beta, e al momento non esistono build pubbliche sperimentali del nuovo browser su cui mettere le mani.

La casa di Redmond ha sottolineato che il nuovo Edge arriverà non solo su Windows 10, ma anche Windows 7, Windows 8/8.1 e macOS. Non sarà quindi più un’esclusiva di Windows 10 come l’attuale versione. “Vogliamo rendere l’esperienza sul Web migliore per molti tipi di pubblico”, ha affermato Joe Belfiore, vicepresidente corporate di Windows. “Le persone che usano Microsoft Edge (e potenzialmente altri browser) sperimenteranno una migliore compatibilità con tutti i siti Web, ottenendo al contempo una maggiore durata della batteria e l’integrazione hardware su tutti i tipi di dispositivi Windows”.

Perché Microsoft ha deciso di cambiare il cuore del proprio browser? Semplice, perché i miglioramenti tecnologici a EdgeHTML, il suo engine proprietario, non tengono il passo di quelli della concorrenza, ma soprattutto perché Google Chrome è diventato in un certo senso il nuovo “Internet Explorer”, il browser dominante, e quindi la comunità degli sviluppatori ottimizza i propri servizi principalmente per il suo motore.

Di conseguenza le attuali versioni di Edge manifestano problemi di compatibilità con alcuni servizi web, cosa che frustra tanto i consumatori tradizionali quanto le imprese, pubblico sensibile per Microsoft. E quindi se non puoi battere il tuo nemico, fattelo amico. Stando a quanto dichiarato, Edge diventerà un browser scaricabile e questo consentirà di aggiornarlo più frequentemente. Non sono state promesse tempistiche in proposito, ma di certo non sarà più legato in modo indissolubile alla distribuzione dei major update di Windows 10.

Al di là dei vantaggi per Edge, l’apporto di Microsoft allo sviluppo di Chromium non potrà che essere utile al progetto, permettendo al motore di Chrome di funzionare ancora meglio su Windows. Infatti ogni “commit” a Chromium per migliorare Edge si riverbererà anche su Chrome.

“Se fai parte della community open source che sviluppa i browser, ti invitiamo a collaborare con noi mentre costruiamo il futuro di Microsoft Edge e contribuiamo al progetto Chromium”, ha affermato Belfiore. “Siamo entusiasti di avere l’opportunità di essere una parte ancora più attiva di questa community e portare avanti le migliori soluzioni di Microsoft per continuare a rendere il Web migliore per tutti”.

Il passaggio a Chromium non significa che Edge e Chrome saranno identici. Microsoft continuerà comunque a differenziarsi, integrando soluzioni diverse da quelle di Google nel proprio browser. Pensiamo ad esempio all’integrazione di servizi come Cortana e Bing.

La mossa della casa di Redmond è stata accolta con gioia da Google. “Chrome è stato un sostenitore del web aperto sin dal suo inizio e diamo il benvenuto a Microsoft nella comunità dei collaboratori di Chromium”, ha dichiarato un portavoce di Google. “Non vediamo l’ora di collaborare con Microsoft e la comunità degli standard web per far progredire il Web aperto, supportare la scelta dell’utente e offrire esperienze di navigazione eccezionali”.

Biasimo invece da Mozilla. “Questa mossa aumenta l’importanza del ruolo di Mozilla come unica scelta indipendente”, ha affermato un portavoce. “Non accetteremo che l’implementazione del Web di Google sia l’unica opzione che i consumatori devono avere. Ecco perché abbiamo creato Firefox e perché lotteremo sempre per un vero web aperto”.

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Come usare il dizionario di Microsoft Edge in Windows 10 October 2018 Update

di Marco Fiore

Con Windows 10 October 2018 Update sono arrivate molte novità anche per Microsoft Edge, tra cui il nuovo dizionario che cerca in automatico le definizioni delle parole evidenziate. Il nuovo dizionario di Microsoft Edge La nuova funzionalità è integrata di default in Microsoft Edge; rispetto a quanto visto su Google Chrome, il dizionario di Edge […]

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Fix crash Microsoft Edge in October 2018 Update con scheda grafica NVIDIA

di Filippo Molinini

Sono disponibili nuovi driver con il fix per il crash di Microsoft Edge in Windows 10 October 2018 Update se si utilizza una scheda grafica di NVIDIA. Fix crash Microsoft Edge con scheda grafica NVIDIA Il crash di Microsoft Edge si verifica quando si riproduce un video in Windows 10 17763.134, l’ultimo aggiornamento cumulativo pubblico per October 2018 […]

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Microsoft pronta a “copiare” Google Chrome? Un browser basato su Chromiun in arrivo

di Manolo De Agostini

Il browser Edge come lo conosciamo potrebbe avere i giorni contati. Letteralmente. Nel corso di questa settimana Microsoft dovrebbe annunciare infatti un nuovo browser, basato su Chromium, come Google Chrome e altri come Brave, Opera e Amazon Silk.

Il progetto, nome in codice Anaheim, affonderebbe le sue radici nella crescente frustrazione all’interno dell’azienda per i problemi di compatibilità con gli standard del web di Edge e del suo motore EdgeHTML, creato oltre tre anni fa per sostituire il vetusto Internet Explorer.

Invece di ripartire totalmente da zero, Microsoft avrebbe deciso di appoggiarsi a fondamenta solide, su un motore di rendering su cui ormai tutti gli sviluppatori ottimizzano i propri siti, dato che Chrome è il browser più popolare del mondo, grazie all’integrazione su Android e la disponibilità su PC e Mac.

Nonostante Microsoft abbia per lungo tempo vantato le virtù del suo motore di rendering, l’amara realtà è che il progetto non ha sfondato. Vedremo se l’adozione di Chromium porterà a un cambio di rotta.

Intanto in rete si parla anche di un altro progetto di Microsoft, chiamato Windows Lite, o solamente Lite. Si tratterebbe dell’ennesimo tentativo della casa di Redmond di rendere il sistema operativo un prodotto più leggero e meno complesso, dopo Windows RT e Windows 10 S (evoluto poi in una modalità di Windows 10). Secondo Brad Sams, il nuovo sistema operativo sarebbe basato su Windows Core OS e avrebbe l’obiettivo di competere con Google Chrome OS.

Secondo le indiscrezioni, Lite dovrebbe consentire il funzionamento delle sole app UWP (Universal Windows Platform) e PWA (Progressive Web Apps) ed eliminare molte parti di codice datate, il che lo renderebbe più leggero e veloce. Non è chiaro se ciò significhi la fine dei software Win32, che se ospitati sul Windows Store possono comunque girare su Windows 10 in modalità S.

Quanto al nome, Windows Lite, non si esclude che si tratti solo di un nome in codice. Al debutto potrebbe chiamarsi solo Lite, segnando un possibile e progressivo abbandono del marchio Windows. O forse solo un esperimento in tal senso, per saggiare la risposta del pubblico. Sta di fatto che Microsoft starebbe davvero analizzando il destino del marchio Windows, almeno per questo progetto.

Lite non dovrebbe arrivare negli ambienti business, e non sarà acquistabile singolarmente, bensì sarebbe a disposizione solo degli OEM, che dovrebbero preinstallarlo sui loro dispositivi. Tra questi vi sarebbe anche un prodotto della casa di Redmond atteso per il prossimo anno, un dispositivo pieghevole chiamato (in codice) “Centaurus“. Ne sapremo sicuramente di più nel corso della BUILD 2019, la conferenza per gli sviluppatori che si terrà all’incirca a metà anno in quel di Seattle.

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Microsoft potrebbe sostituire Edge con un browser web basato su Chromium

di Lorenzo Spada
Microsoft Edge

Sempre legato alla vicenda di Windows Lite e della concorrenza con Chrome OS, abbiamo scoperto che Microsoft starebbe lavorando a un browser web nuovo di zecca che vedrebbe la sua fondazione nel codice sorgente di Chromium. In altre parole, si verrebbe a creare un browser web di Microsoft avente la stessa base di Google Chrome, […]

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Addio Edge, Microsoft passa a un browser basato su Chromium

di Filippo Molinini

I numeri parlano chiaro: Microsoft Edge non è di certo un successo. Ecco perché l’azienda sembrerebbe ora interessata alla creazione di un nuovo browser per Windows 10. AGGIORNAMENTO | Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, Microsoft ha ufficializzato la notizia che Microsoft Edge passerà alla piattaforma Chromium abbandonando EdgeHTML. Sono in arrivo inoltre una versione […]

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Microsoft lavora ad un browser basato su Chromium

di Filippo Vendrame

Microsoft starebbe lavorando per sostituire il suo browser Edge con un nuovo browser basato su Chromium. Il browser Microsoft Edge ha riscosso poco successo dal suo debutto su Windows 10 nel 2015. Realizzato da zero con un nuovo motore di rendering noto come EdgeHTML, Microsoft Edge è stato progettato per essere veloce, leggero e sicuro. Tuttavia, i suoi molti problemi iniziali ne hanno limitato la diffusione.

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Ford Edge si rinnova, SUV connesso e sicuro

di Candido Romano

Ford ha presentato la nuova generazione di Edge, il SUV full size pensato per l’Europa, il più avanzato tecnologicamente dell’Ovale Blu. Presenti infatti diverse tecnologie di assistenza alla guida, con sistemi di telecamere e sensori compresi nel Ford Co-Pilot360 come l’Adaptive Cruise Control Stop&Go, il Lane Centering Assist, il Post Collision Braking e l’Evasive Steering Assist. A bordo anche il modem integrato FordPass Connect per la connettività in movimento, il pad di ricarica wireless, il SYNC 3 con touchscreen da 8’’ e il sistema audio premium B&O da 1.000 watt.

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Samsung Galaxy S7 e S7 edge stanno ricevendo le patch di novembre

di Paolo Giorgetti

Samsung Galaxy S7 e S7 edge stanno ricevendo in Europa e in Italia un nuovo aggiornamento software che include le patch di sicurezza di novembre 2018. Si parte dai brand Vodafone.

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Cyclonis Password Manager, il tool gratis e sicuro per gestire le password dei siti web

di Alexandre Milli

È ormai nota l’importanza di avere delle buone password, complesse e uniche per tutti i propri account di servizi web. Il problema sorge quando bisogna ricordarle tutte e un gestore di password come Cyclonis può fare comodo – specialmente se gratis. Cyclonis Password Manager Perché installare Cyclonis Password Manager? Questo gestore delle password non vi aiuterà […]

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Login e password sono superati, con Windows Hello basta un’impronta per fare tutto

di Valerio Porcu

Qualche giorno fa Microsoft ha introdotto la possibilità di accedere all’account senza password, usando Windows Hello (impronta o riconoscimento facciale) o chiavi hardware come la FIDO2. Un annuncio che fa seguito a quanto comunicato dall’azienda lo scorso aprile. Nel caso di Microsoft parliamo di 800 milioni di account, ma non si tratta solo di Microsoft.

Oltre a Microsoft Edge infatti anche Chrome e Firefox sono pienamente compatibili con il protocollo WebAuthn, e probabilmente presto lo sarà anche Safari – si tratta di un progetto con molti partner importanti. La speranza è quella di raggiungere in fretta un futuro senza password, che sia anche un futuro più sicuro.

Accesso con la password: i rischi

Quando visitate un sito e dovete inserire username e password, usate la tastiera. Qui abbiamo un primo punto di rischio: esistono malware che possono spiare cosa scrivete e mandarlo a qualcun altro, un criminale che potrebbe usare i vostri dati. Sono i keylogger, e ne esistono per tutti i sistemi operativi.

Un software di sicurezza, volgarmente detto antivirus, può proteggervi da questo primo problema – spesso lo fanno con una tastiera a schermo da usare con il mouse. Superato questo problema la password viene inviata al sito web. Qui c’è il secondo problema: il passaggio dell’informazione potrebbe non essere sicuro, qualcuno potrebbe intercettare e rubare il dato. La contromisura più comune è l’uso di connessioni HTTPS. Se la connessione non è sicura, il browser lo segnala con un messaggio.

Una chiavetta FIDO

Poi la vostra password arriva a destinazione. Il sito la riceve, la confronta con quella memorizzata e se è corretta vi fa entrare. Tutto a posto? Nemmeno per sogno: un sito sicuro non dovrebbe nemmeno averla la vostra password memorizzata, ma solo una sua conversione in hash.

Già, la password non dovrebbe nemmeno lasciare il vostro computer, ma essere “digerita” da un sistema sicuro ancora prima. Non è quello che succede, tant’è che ogni tanto c’è qualche servizio online a cui vengono rubati i dati di decine di migliaia di persone, password comprese. Purtroppo non c’è modo di sapere se il sito a cui vi state registrando tratta le vostre password con la massima cura oppure no – lo scoprire solo nel malaugurato caso di data breach. Allo stato attuale, dunque, dobbiamo fidarci.

2FA: efficace ma scomoda

Two Factors Authentication. Quanto detto finora lascia intendere che il rischio di vedersi rubati i dati è piuttosto alto – ragion per cui non dovremmo mai usare la stessa password su più di un sito. L’autenticazione in due fattori è una valida contromisura: oltre a utente/password è necessario un secondo dato, generato da un’applicazione per smartphone molto robusta.

Solo il legittimo proprietario dell’account può avere accesso a questo codice, e quindi anche in caso di furto l’account resta protetto. A meno che non vi abbiano rubato il telefono su cui è installata l’applicazione, e che il telefono stesso non sia protetto da un codice o impronta digitale.

La 2FA è una buona soluzione ma si diffonde lentamente, troppo lentamente. Un po’ perché molti ancora non sanno che esiste, e un po’ perché è scomoda. Bisogna comunque mettere nome e password, poi bisogna tirare fuori il telefono e inserire un ulteriore codice. Il risultato? Google ha aggiunto la 2FA nel 2011, e a gennaio 2018 solo il 10% dei suoi utenti la usava. Praticamente nessuno.

Vivere senza password

Tramite Windows Hello o altri sistemi è invece possibile abbandonare la password e accedere con l’impronta digitale, il riconoscimento facciale o hardware dedicato – chiavette USB come la FIDO2 per esempio. L’autenticazione biometrica si può, in effetti, ingannare con soluzioni specifiche – si può persino stampare una falsa impronta digitale – ma allo stato attuale delle cose è comunque un sistema preferibile.

Grazie al protocollo WebAuthn infatti ci si mette al riparo da tutti i pericoli esposti sopra. In primo luogo perché l’impronta o l’analisi del volto non lasceranno mai il vostro computer (o smartphone). Questa informazione viene infatti elaborata localmente in una porzione protetta della memoria (come il chip T2 di Apple o la piattaforma TPM).

Molti credono che usando il sensore si regali l’impronta a Microsoft, Apple o altri. Non è così: questa informazione non lascia mai il dispositivo e resta sempre sotto il vostro controllo.

In altre parole: si posa il dito sul sensore, e il sistema lo trasforma in un codice alfanumerico univoco. È questo codice che viene spedito, usando un sistema di autenticazione a doppia chiave. Ogni utente, quindi ognuno di noi, ha due chiavi. Quella pubblica, in quanto tale, è nota a tutti e serve a identificarci. Quella privata invece è segreta e serve a sbloccare le informazioni.

WebAuthn è proprio ciò che rende questo sistema funzionale ed ergonomico. Noi facciamo un gesto semplice, posare il dito sul sensore o inserire una chiavetta USB, e il computer genera per noi la chiave privata – usando meccanismi molto sicuri e difficili da violare.

Lettore di impronte USB

Quando vogliamo entrare su un sito, diciamo Facebook, dovremo scaricare una micro applicazione (tipicamente in JavaScript) per completare l’operazione. Ma nemmeno quest’applicazione avrà accesso alla chiave privata, in sostanza perché il sistema non si fida di lei. Questo programma è semplicemente l’intermediario tra il computer e il sito a cui vogliamo accedere. Ciò che accade è piuttosto complicato ma si può riassumere in questo modo: l’app richiede di risolvere un complesso sistema matematico, e voi “accettate la sfida” posando il dito. L’elaborazione corretta della vostra impronta è la soluzione del problema.

Perché WebAuthn può aumentare la sicurezza di tutti noi

WebAuthn rende quindi possibile usare questi sistemi di autenticazione praticamente ovunque, e ciò è possibile grazie a CTAP (Client to Authenticator Protocol) un protocollo che stabilisce in che modo deve avvenire la comunicazione sicura.

Il potenziale sta nel fatto che è un sistema più comodo rispetto a mettere nome utente e password. Dove il sistema F2A ha faticato ad imporsi, WebAuthn ha invece il potenziale per diffondersi rapidamente tanto su desktop quanto su mobile. Proprio perché le persone potrebbero preferire accedere mettendo il dito sul sensore che inserendo la loro password. Si eliminano diverse seccature, come il doversi ricordare la password o il doverla affidare a un sito di cui non possiamo fidarci pienamente.

Non solo, l’incremento di sicurezza (potenziale) è dato anche dal fatto che così facendo molti (troppi) smetteranno di usare password troppo semplici o ripetute. Una cattiva abitudine che solo pochissimi di noi hanno perso.

Un altro vantaggio notevole è che ci si mette al riparo dal phishing: se anche qualcuno dovesse indurvi a registrarvi su un sito falso, non avrà in mano dati utili – mentre oggi la vittima finisce per cedere la propria password, che poi viene riutilizzata per rubare dati.

Chi ha un notebook recente, con videocamere a infrarossi o sensore di impronte digitali, può iniziare a sperimentare la novità con Microsoft Edge e gli account Microsoft. Ma il colosso di Redmond è solo una tra le grandi aziende che ha messo in moto questo cambiamento: nell’arco di pochi mesi, sarà diffuso capillarmente.

Non è perfetto ma è meglio

Usare una password complessa e univoca, insieme a un sistema 2FA, è in teoria ancora la protezione più solida di cui vi possiate dotare. Ma è una protezione accettabile (e usata) solo da persone disposte ad affrontare lo sforzo necessario.

L’autenticazione biometrica è intrinsecamente più debole, ma se tutti la usassero potremmo contrastare con efficacia i numerosi casi di data breach di cui vi abbiamo raccontato in questi ultimi anni. Avremmo meno vittime in casi come questi, e questo è senza dubbio uno scenario auspicabile. E chi desidera la maggiore sicurezza possibile, dopotutto, potrà continuare a usare il sistema che preferisce. Con la serenità di sapere che anche clienti e fornitori hanno fatto un passo in più nella giusta direzione.

Lo sapevi che puoi aggiungere il lettore di impronte digitali al tuo computer? Costano molto poco.

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Microsoft Edge per Android si aggiorna e diventa più smart

di Roberto F.

Il team di Microsoft Edge per Android ha rilasciato un nuovo aggiornamento di questo browser, che arriva così alla versione 42.0.0.280

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Come eliminare le password salvate

di Alessio Salome
La maggior parte dei browser più famosi permettono di salvare le password per accedere in un secondo momento a servizi online, siti e social network senza reinserire tutto ogni volta. Anche se può sembrare una leggi di più...

Come fare il login sui siti senza inserire password con Windows Hello

di Alexandre Milli

Come preannunciato a luglio, con Windows 10 October 2018 Update è arrivato il supporto al login sui siti che richiedono il Microsoft Account con Windows Hello e le chiavette FIDO. Login con Windows Hello su Microsoft Edge Microsoft ha annunciato ieri la possibilità di autenticarsi con il Microsoft Account senza la necessità di inserire password, […]

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Samsung Galaxy S6, S6 edge e S6 edge Plus si aggiornano con le patch di ottobre

di Paolo Giorgetti

Samsung non si dimentica di Galaxy S6, Galaxy S6 edge e Galaxy S6 edge Plus e rilascia in Italia un nuovo aggiornamento software con le patch di sicurezza di ottobre 2018.

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