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Multa cellulare alla guida: in UK l’autovelox è anti-distrazioni

di Donato D'Ambrosi

Anche nel Regno Unito come in Italia l’uso del cellulare alla guida è tra le infrazioni più spinose da combattere. In UK però hanno messo in campo, sebbene in via sperimentale, un autovelox che fotografa i conducenti distratti che smanettano con lo smartphone. Tra parlare e messaggiare c’è poca differenza in termini di distrazioni al volante, ecco perché i legislatori pensano di inserire nella norma il concetto di “mani libere”.

LE TELECAMERE IN GRAND BRETAGNA CONTRO LE DISTRAZIONI AL VOLANTE

La Gran Bretagna è sulla strada giusta o almeno meglio che in Italia: chi viene sorpreso a guidare con il cellulare tra le mani perde 6 punti e viene multato di 200 sterline. Per arrivare a questo però sono stati messi in campo degli autovelox anti-cellulari. Funzionano esattamente come i radar per la velocità ma programmati per riconoscere se il conducente ha le mani impegnate. Fino a pochi giorni fa si poteva contestare la multa dicendo di non usare lo smartphone per telefonare. Mentre da alcuni giorni, come riporta il DailyMail, il cellulare è off limits per chi guida un’auto nel Regno Unito.

IN AUSTRALIA 100 MILA DISTRATTI IN 6 MESI DAL CELLULARE

Da un’indagine del RAC (l’equivalente dell’ACI) è emerso che che il 35% dei conducenti di età inferiore ai 25 anni – e il 17% dei conducenti in totale – ha ammesso di distogliere lo sguardo dalla strada per controllare messaggi. Da là è nata la sperimentazione delle telecamere sulle autostrade gestite da Highway England. Un test analogo è stato condotto in Australia e ha immortalato 100 mila conducenti in 6 mesi distratti dal cellulare alla guida. Il caso più eclatante è quello in foto: il passeggero teneva il volate al conducente che scriveva un messaggio. Allucinante!

CELLULARE ALLA GUIDA E LIMITI DELLA LEGGE

Il problema è che nonostante le multe per uso del cellulare alla guida, molte di queste sono state impugnate e i ricorsi accolti per assenza della “comunicazione interattiva”. Significa che tutti gli automobilisti sorpresi con il cellulare tra le mani l’hanno fatta franca perché non stavano parlando con nessuno. Motivo per cui il Dipartimento dei Trasporti inglese sta spingendo affinché la legge non sia strettamente legata al cellulare ma a un concetto più ampio di mani libere alla guida. La modifica dovrebbe arrivare entro la prossima primavera.

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Distrazioni alla guida e in strada: i graffiti a terra che possono salvarti la vita

di Donato D'Ambrosi

Le distrazioni al volante sono la principale causa di incidenti stradali, ma anche chi si distrae con il cellulare mentre attraversa corre enormi rischi. Riprendendo il claim “Non fare #LaCosaPiùStupida”, già protagonista di una campagna di video online con i The Jackal, Linear torna a sensibilizzare gli automobilisti sul tema della distrazione alla guida. Tramite graffiti ecologici, messaggi d’impatto contro la distrazione al volante sono stati posizionati sui marciapiedi di Milano e Torino.

COSA SIGNIFICANO I GRAFFITI A MILANO E TORINO

I graffiti sono nelle vicinanze di ostacoli urbani come alberi, muretti e lampioni, nei quali un passante, se distratto dal proprio dispositivo mobile, potrebbe urtare. I messaggi invitano alla prudenza e colpiscono l’attenzione grazie all’utilizzo di font spezzati come se avessero subìto un incidente.

MENO DISTRAZIONI AL VOLANTE = SCONTI AMAZON

La compagnia di assicurazioni propone l’app Linear BestDriver, gratuita per clienti e non clienti (su Android e iOS). L’app premia – con Buoni Regalo Amazon.it – il comportamento virtuoso dei guidatori, per abituarli a mantenerlo nel tempo e a diventare dei “BestDriver”, cioè automobilisti più attenti e consapevoli. Il meccanismo dell’app è molto semplice: resta attiva in background e durante i viaggi in auto, rileva come distrazione i tap sullo schermo e le chiamate senza vivavoce o bluetooth.

UTENTI TROPPO DISTRATTI DENTRO E FUORI DALLE AUTO

Creare consapevolezza sui rischi della distrazione alla guida: questo è l’impegno sociale di Linear che mette a disposizione le tecnologie per combattere il rischiosissimo e diffuso fenomeno che causa oltre 35.000 incidenti ogni anno. Tenere gli occhi sulla strada è un obbligo anche per i pedoni distratti dal cellulare. Una delle regole basilari quando si attraversa la strada è infatti mantenere il contatto visivo con i conducenti delle auto, non con gli amici in chat.

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App anti-distrazioni al volante: solo il 20% dei conducenti le usa

di Donato D'Ambrosi

La distrazione al volante è la prima causa di incidenti stradali, e lo smartphone è tra i fattori scatenanti di un fenomeno in crescita. Negli anni sono state sviluppate funzioni e app dedicate per limitare la connettività quando il conducente è alla guida. Una soluzione molto apprezzata dagli utenti, ma poco usata in auto, almeno secondo un’indagine dell’IIHS. L’Insurance Institute for Highway Safety ha infatti scoperto che solo 1 proprietario su 5 di smartphone si impegna ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare distrazioni alla guida.

UNA FUNZIONE UTILE PER 3 SU 4

L’IIHS ha condotto un sondaggio telefonico su un campione di 800 intervistati dai 18 anni in su, tutti frequenti utilizzatori di smarthpone. Almeno la metà degli intervistati utilizza un iPhone in grado di silenziare automaticamente le telefonate durante la guida. Mentre l’altra metà ha dichiarato di usare uno smartphone Android o un iPhone antecedente alla versione 6. La maggior parte delle persone (3 su 4) ha riconosciuto che la possibilità di non distrarsi alla guida con il blocco automatico delle telefonate è molto utile, ma poi solo 1 su 5 attiva la funzione anti-distrazione al volante intenzionalmente.

NOT DISTURB DALL’IPHONE 6 E iOS11

Prima di addentrarci nei risultati dell’indagine dell’IIHS facciamo chiarezza sulla funzione anti-distrazione dei più recenti iPhone. Lo stesso vale per i più moderni Android o comunque per la possibilità di connettere il cellulare con il kit vivavoce integrato o il sistema d’infotainment dell’auto. Per quanto riguarda Apple, dall’iPhone 6 in poi e comunque dal rilascio dell’aggiornamento iOS11, gli iPhone possono limitare le distrazioni del conducente durante la guida. Tutto risolto? Proprio no, poiché chiaramente, quando si scarica l’aggiornamento l’utente ha la facoltà di accettare l’attivazione automatico del blocco quando è alla guida o “non ora”. Spuntando “non ora” dovrà poi abilitare manualmente la funzione ogni volta che sale in auto. 1 intervistato su 4 ha dichiarato di non aver attivato il blocco automatico delle chiamate perché “preoccupati di perdere importanti notifiche o perché non consapevoli che l’app fosse in modalità manuale”.

QUANTI LA USANO SU SMARTPHONE MENO RECENTI

Il 19% dei conducenti con smartphone Androidi o iPhone più vecchi che hanno un blocco di sicurezza si riduce della metà di quelli che lo usano davvero in auto. Solo circa la metà di questo gruppo lo attiva per tutto il tempo di guida o per la maggior parte del tragitto. “Anche se i proprietari di smartphone non si affrettano a utilizzare le app di blocco, sembrano aperti ai promemoria che li invitano a farlo.” Afferma Ian Reagan, coautore dello studio e ricercatore presso l’IIHS. “Le richieste periodiche di Apple potrebbero aumentare l’uso della modalità automatica ‘Not disturb’ durante la guida e contribuire a frenare almeno una delle cause di distrazione del conducente.”

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L’Infotainment in auto distrae gli over50 più dei giovani

di Donato D'Ambrosi

La distrazione in auto è la prima causa degli incidenti stradali in Italia, ma non sempre proviene da fattori “esterni” all’auto. Le auto diventano sempre più tecnologiche e connesse con infotainment evoluti ma gli automobilisti continueranno a guidare come hanno sempre fatto. Questa tendenza espone le persone di età più avanzata al maggiore rischio di distrarsi con le funzioni di connettività al volante. Un’indagine della Fondazione AAA negli Stati Uniti d’America mette in risalto la comodità dei sistemi infotainment attivi ma anche la loro sicurezza.

QUANTO SONO SICURI I SISTEMI INFOTAINMENT PIU’ RECENTI?

Secondo lo studio condotto dalla fondazione AAA, i conducenti più anziani (55-75 anni) tolgono gli occhi dalla strada in media per oltre 8 secondi in più rispetto ai conducenti più giovani (21-36 anni). Questa finestra di guida cieca si ripete quando eseguono compiti apparentemente semplici come programmare il navigatore o sintonizzare la radio utilizzando l’infotainment a bordo. L’indagine ha coinvolto 128 conducenti di età compresa tra 21-36 e 55-75 anni a bordo di 6 veicoli prodotti nel 2018. La Fondazione AAA ha collaborato con i ricercatori dell’Università dello Utah per testare la richiesta visiva e cognitiva creata dai sistemi di infotainment sui partecipanti.

IL TEST SUI SISTEMI INFOTAINMENT

I ricercatori hanno scoperto che i sistemi infotainment creano distrazioni potenzialmente non sicure per tutti i conducenti. Il rischio per la sicurezza di guida però aumenta in media negli adulti e anziani, che hanno impiegato più tempo (4,7-8,6 secondi) per completare le azioni richieste. In tutte le diverse prove, come mostra la tabella sotto, c’è un tempo maggiore richiesto per la composizione di una chiamata, la digitazione di un testo, l’impostazione della radio e del navigatore. Chiaramente tutte operazioni che andrebbero fatte senza staccare le mani dal volante mentre si guida e preferibilmente ad auto ferma.

LE MAGGIORI DIFFICOLTA’ DEGLI ANZIANI

Le difficoltà maggiori emerse hanno riguardato proprio le operazioni che richiedevano comandi vocali e l’accesso a menù articolati. In queste situazioni il contatto visivo del guidatore verso la plancia anziché con la strada è stato molto frequente. Per l’AAA però non è un problema di età e affinità con le nuove tecnologie quanto di progettazione dei sistemi di infotainment. Entro il 2030, più di uno su cinque conducenti sulle strade USA avrà oltre 65 anni. Con gli anziani che diventano il gruppo demografico in più rapida crescita negli Stati Uniti, trovare i modi per progettare la tecnologia per migliorare il loro comfort e sicurezza è fondamentale secondo l’AAA.

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Guida autonoma Livello 2: il 50% degli automobilisti rischia la vita

di Donato D'Ambrosi

Ci si mette poco a dire “guida autonoma” e molto meno dei nomi più fantasiosi e equivocabili che i Costruttori danno ai sistemi di assistenza alla guida. Tutto questo genera una gran confusione negli automobilisti che spesso non sanno di guidare un’auto che ha sistemi di assistenza alla guida di Livello 2. Questo significa che rispetto all’idea di sedersi su un’auto con la guida autonoma totale (non ancora contemplata dalle norme UE) ci passano molti errori al volante e convinzioni sbagliate di potersi distrarre in tutti i modi possibili. Lo ha messo in risalto uno studio dell’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) sull’impatto dei sistemi di assistenza alla guida di Livello 2 sui conducenti. Ecco cosa pensano circa 2 mila intervistati dei sistemi Autopilot (Tesla), ProPilot Assist (Nissan), Super Cruise (Cadillac), Driving Assistant Plus (BMW) e Traffic Jam Assist (Audi)

TESLA E’ IL SISTEMA PIU’ AVANZATO MA A RISCHIO

I nomi dei sistemi avanzati di assistenza alla guida influenzano in modo importante la percezione di quello che realmente possono offrire, lo dimostra lo studio IIHS sulla confusione che creano gli ADAS. L’IIHS ha individuato i sistemi di guida autonoma Livello 2 dei maggiori Costruttori e poi ha posto a circa 2 mila automobilisti domande specifiche sui sistemi di assistenza. Quello che ne viene fuori dimostra quanto ci sia ancora poca conoscenza delle tecnologie che possono salvare la vita se usate nel modo giusto. In testa ai sistemi che generano più confusione (o falsa sicurezza) c’è l’Autopilot Tesla che in ogni contesto ha il punteggio più alto. Ma vediamo nel dettaglio su cosa fanno confusione gli automobilisti.

Il 50% CREDE DI AVERE IL PILOTA AUTOMATICO

Alla domanda “Puoi guadare senza tenere le amni sul volante?” Il ProPilot Assist Nissan (33%) viene battuto solo dall’Autopilot Tesla (48%). Segno evidente che la parola “Pilot” induce fortemente a pensare che l’auto abbia un qualche sistema di pilota automatico. Ma non è così poiché tutti i sistemi di guida autonoma Livello 2 (Tesla incluso) impongono di tenere le mani sul volante, tranne per brevi istanti e a determinate condizioni. In caso contrario il sistema è programmato per lanciare un avviso al conducente, disattivare il sistema di assistenza alla guida e in alcuni casi anche accostare l’auto in sicurezza se il conducente ignora gli avvisi. Meno eclatanti sono le altre risposte dei conducenti che reputano sicuri comportamenti pericolosi quando è attivo un sistema di assistenza alla guida, ma altrettanto rischiose. Per fortuna “Dormire” è un’idea meno diffusa, ma la percentuale di falsa sicurezza cresce se si parla di “Guardare un video”, “Scrivere un messaggio” o “Parlare al cellularecome mostra il grafico qui sotto.

I LIVELLI DI GUIDA AUTONOMA DA 0 A 5

A tal proposito è bene ricordare cosa realmente può fare un’auto con i sistemi di assistenza alla guida in base al Livello di automazione e quanto invece spetta al guidatore.

Livello 0: fa tutto il conducente.
Livello 1:             Il sistema automatizzato può aiutare il conducente in una funzione di guida (es. mantenere la distanza di sicurezza e la velocità impostate). Chi guida non può distrarsi. E’ disponibile su veicoli che possono essere acquistati oggi.
Livello 2:             Il sistema automatizzato può aiutare il conducente in diverse funzioni di guida (es. mantenere la distanza di sicurezza e la velocità impostate, frenare o mantenere l’auto in carreggiata). Chi guida non può distrarsi. E’ disponibile su veicoli che possono essere acquistati oggi.
Livello 3:             Il sistema automatizzato può svolgere tutte le attività di guida senza l’intervento del conducente e monitora l’ambiente di guida. Il conducente non può distrarsi perché deve prendere i comandi in caso di guasto del sistema o se a causa delle condizioni del traffico il sistema lo richiede. E’ disponibile su veicoli che possono essere acquistati oggi ma disattivato e limitato a Livello 2 in attesa che sia legale in UE.
Livello 4:             Il sistema automatizzato può condurre l’intera attività di guida senza intervento del guidatore, ma solo in determinate condizioni (ad esempio, bassa velocità o in città) o in luoghi (ad esempio, un centro città). E’ disponibile su veicoli che possono essere acquistati oggi ma disattivato e limitato a Livello 2 in attesa che sia legale in UE.
Livello 5:             Il sistema automatizzato può eseguire l’intera attività di guida senza l’input del conducente in tutte le condizioni. Ad oggi Tesla è l’unico a potersi fregiare di questo vanto, tuttavia come per gli altri casi il sistema è limitato e venduto in versione Beta.

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