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Lotteria degli scontrini, cos’è e come funziona

di Francesco Caputo
La recente Legge di Bilancio 2020 introduce una serie di novità, ma tra queste spicca la cosiddetta “Lotteria degli Scontrini”, un’iniziativa fortemente voluta dal Governo per contrastare con più forza legislativa l’evasione fiscale. In altre parole, si tratta di un’idea che permetterà da un lato di diffondere quanto più possibile il registratore elettronico e dall’altro […]

Bonus mobilità: fino a 500 euro per biciclette e monopattini elettrici!

di Francesco Caputo
Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “Decreto Rilancio”, un decreto legge che prevede l’erogazione di 55 miliardi di euro per famiglie e imprese (e non solo). La nuova delibera (precisamente all’Art. 205) contiene un pacchetto di misure per la mobilità sostenibile, che consente di ottenere un bonus mobilità da un fondo da 120 […]

Decreto Rilancio: 4 milioni all’industria italiana dei videogiochi?

di Yuri Polverino
Nella serata di ieri il Premier Giuseppe Conte ha tenuta  una conferenza stampa utile ad illustrare le manovre legate al Decreto Rilancio, il provvedimento del Governo che si pone come obbiettivo quello di aiutare aziende, famiglie e lavoratori. Nel testo di questo decreto (non ancora pubblicato) dovrebbe esserci anche una parte dedicata all’industria dei videogiochi. […]

Decreto Cura Italia, AGCM dice no allo stop della portabilità

di Lucia Massaro
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) si dice contraria al blocco della portabilità telefonica fino al 18 maggio. Si tratta di una delle proposte di modifica del Decreto Cura Italia con l’obiettivo di ridurre al minimo tutti gli spostamenti per le attività ritenute non necessarie. Con un comunicato ufficiale disponibile sul sito, l’AGCM […]

Decreto Cura Italia: TIM porta la fibra ottica fino a 200 Mbps in molti altri comuni

di Lucia Massaro
TIM ha accelerato lo sviluppo della banda ultra-larga avviando un piano che già da oggi rende disponibili i collegamenti in fibra ottica nelle “aree bianche” di moltissimi comuni italiani. L’iniziativa rientra nell’ambito del Decreto Cura Italia che – nell’articolo 82 – chiede agli operatori telefonici di adottare tempestive iniziative atte a potenziare le infrastrutture di […]

Decreto Cura Italia: Vodafone punta al potenziamento delle reti a banda larga

di Lucia Massaro
L’emergenza Coronavirus ha posto tutti davanti a una grandissima sfida. Ogni settore è stato messo in discussione, evidenziando punti di forza e di debolezza. La chiusura forzata in casa per adempiere alle misure previste dal DPCM 11 marzo 2020 ha portato a un aumento incredibile del traffico dati, sottolineando così un aspetto cruciale della società […]

Pneumatici Fuori Uso: firmato il Decreto sul riciclo della gomma

di Donato D'Ambrosi

Il Decreto sul riciclo della gomma da Pneumatici Fuori Uso introduce condizioni e standard di qualità con la denominazione di “gomma vulcanizzata granulare”

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Decreto “Tutti a Casa” ma quanto ci costa lo smart working? Risponde SosTariffe.it

di Antonino Caffo
Smart working e smart learning: sono queste le soluzioni attuate da molte aziende, scuole e Università, chiuse in tutta Italia fino al 3 aprile, a fronte delle restrizioni imposte per contenere la diffusione del Coronavirus. Ma passare più ore in casa, in orari nei quali si è in genere sul posto di lavoro o a […]

Coronavirus: il decreto di sospensione del pagamento di Tasse e IVA

di Donato D'Ambrosi

Superbollo auto fino a euro 3

Il Governo emana il decreto di sospensione del pagamento di Tasse e IVA per l’emergenza Coronavirus: come funziona e per quali regioni scatta l’esenzione tributaria

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Multe autovelox: dopo 10 anni arriva il Decreto su come impiegarle

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

Un provvedimento atteso da ben 10 anni e che adesso, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, vede finalmente la luce. Parliamo del decreto attuativo della Legge n. 120 del 2010 riguardante le “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità”, che obbliga gli enti locali a rendicontare in modo puntuale l’impiego delle risorse derivanti dalle sanzioni inflitte a chi viola i suddetti limiti, così come previsto dal Codice della Strada. Un iter indubbiamente molto (troppo) lungo ma che, come ricorda anche l’ASAPS, dovrebbe portare a una maggiore trasparenza su quanto Comuni e Province realizzano annualmente con le risorse in entrata nel bilancio annuale.

PROVENTI MULTE AUTOVELOX: COSA PREVEDE IL CODICE DELLA STRADA

La già citata Legge n. 120 del 2010 ha modificato gli articoli 142 e 208 CdS predisponendo tra le altre cose (142 comma 12-bis) che i proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, attraverso l’impiego di apparecchi, dispositivi o mezzi tecnici di controllo anche a distanza, vengano attribuiti, in misura pari al 50% ciascuno, all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento e all’ente da cui dipende l’organo accertatore, escludendo da tale provvedimento le sole strade in concessione (p.es. le autostrade). Inoltre gli enti devono destinare i proventi delle multe con l’autovelox alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali (142 12-ter), e trasmettere al MIT una dettagliata relazione sull’uso dei proventi entro il 31 maggio di ogni anno (142 12-quater).

MULTE AUTOVELOX: DOPO 10 ANNI ECCO IL DECRETO

Peccato però che la legge sia rimasta in una sorta di limbo per 10 anni, mancando, a causa di innumerevoli problemi e ritardi, un decreto attuativo che la rendesse effettiva. E così molti Comuni e Province, non tutti per fortuna, hanno continuato a gestire ‘allegramente’ i proventi delle multe, destinandoli a finalità diverse (di solito per coprire buchi di bilancio) dalla manutenzione e dalla messa in sicurezza delle strade. Adesso però il decreto, emanato il 30 dicembre 2019 e pubblicato in G.U. lo scorso 20 febbraio 2020, è diventato realtà e già da quest’anno gli enti locali saranno chiamati a spiegare per filo e per segno come hanno impiegato le ingenti somme derivanti dalle multe. Utilizzando un apposito modello (Scarica PDF in basso), da trasmettere poi al Ministero, su cui riporteranno l’esatta destinazione dei proventi delle sanzioni, suddivisi per tipologia di intervento.

PROVENTI MULTE AUTOVELOX: OBBLIGHI DI COMUNI E PROVINCE

Il decreto attuativo recante “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocitàsi può leggere integralmente qui. In questa sede ci limitiamo a ricordare che gli enti locali devono trasmettere per via informatica al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dell’Interno, entro e non oltre la data del 31 maggio di ogni anno, un rapporto relativo al periodo intercorrente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno precedente in cui indicare i dati relativi ai proventi di propria spettanza. Tra le altre cose la relazione deve riportare l’entità dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie e le informazioni dettagliate relative alla loro destinazione.

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Coronavirus: sospesi gli alcoltest su strada. Il testo del Decreto

di Raffaele Dambra

Coronavirus

Il propagarsi nelle ultime ore del Coronavirus in Italia ha costretto le Autorità a mettere in atto provvedimenti straordinari per limitare il contagio. Proprio ieri sera il Governo ha adottato un decreto legge con le misure di contenimento dell’epidemia nelle aree focolaio in Lombardia e Veneto, che prevede numerose restrizioni anche per quanto riguarda gli spostamenti delle persone e la circolazione dei mezzi. Ma le disposizioni contro il diffondersi del virus riguardano anche altri ambiti (ad esempio sospensione degli etilometri), proviamo a fare il punto della situazione.

CORONAVIRUS: ALCOL TEST SOSPESI IN LOMBARDIA

Per esempio SicurAUTO.it ha avuto l’opportunità di leggere una nota integrale della Polstrada di Varese con oggetto ‘Emergenza Coronavirus’, emessa sabato 21 febbraio 2020, in cui di dispone “a seguito dei recenti contagi in regione Lombardia, la sospensione di tutti gli accertamenti correlati all’uso delle apparecchiature etilometriche e per sostanze psicotrope. […] E che le pattuglie d’istituto siano esclusivamente di viabilità limitando il più possibile il contatto con l’utenza”. È possibile che il provvedimento possa essere presto adottato anche da altre regioni e che le fonti ufficiali provino ad evitare che la notizia si diffonda per evitare che la gente ne approfitti. Ovviamente riportiamo la nota di Polstrada non per incentivare comportamenti illeciti alla guida (“Tanto non lo fanno l’alcoltest…”) ma per descrivere la situazione d’emergenza venutasi a creare, anche per gli agenti per strada. Anzi ne approfittiamo per invitare tutti gli automobilisti a un comportamento ancor più responsabile del solito e ricordiamo che si rischiano sempre le sanzioni amministrative anche se l’etilometro non viene fatto.

Paragrafo aggiornato il 24 febbraio 2019.

CORONAVIRUS: PRECAUZIONI PER CHI EFFETTUA I CONTROLLI

Ad ogni modo il Ministero dell’Interno ha rilasciato un vademecum per le forze di polizia (Prot. 850/A.P.1- 1596 del 22 febbraio 2020) al fine di ridurre al minimo il pericolo di eventuali contagi. Tra le varie disposizioni si raccomanda che nei servizi di controllo del territorio, come quelli svolti dalla Polizia Stradale e Ferroviaria, in cui generalmente si verifica il contatto diretto con soggetti non immediatamente identificabili, il personale operante debba essere dotato di guanti e maschere facciali FFP3 da utilizzare nel caso in cui si verifichino concrete condizioni di rischio.

CORONAVIRUS IN ITALIA: LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE DEI TRENI

Passiamo adesso alle limitazioni che riguardano la circolazione. Nella zona del focolaio in Lombardia è stato disposto lo stop alle fermate dei treni nei paesi dell’area. Pertanto a partire da sabato 22 febbraio i treni non si fermano nelle stazioni di Codogno, Maleo e Casalpusterlengo. E restano chiuse pure le relative biglietterie. Più in particolare, i treni della linea Milano-Piacenza e della linea Mantova-Cremona-Milano continuano a viaggiare regolarmente senza però effettuare la fermata a Codogno e a Casalpusterlengo; mentre il servizio è totalmente sospeso sulle linee locali Pavia-Codogno e Cremona-Codogno. Il provvedimento rimarrà in vigore fino a nuova comunicazione da parte delle Autorità.

CORONAVIRUS IL TESTO UFFICIALE DECRETO LEGGE URGENTE

Riportiamo infine il testo integrale del decreto legge (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 febbraio 2019) con le misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza Coronavirus emanato al termine del Consiglio dei Ministri di sabato 22 febbraio. Ricordiamo che allo stato attuale i cosiddetti ‘Comuni focolaio’ sono 11. Di cui 10 in Lombardia (Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano). E 1 in Veneto (Vò Euganeo).

– Articolo 1

Allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie, nei Comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio di virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionale all’evolversi della situazione epidemiologica.

Tra le misure possono essere adottate anche le seguenti:

a) divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel comune o nell’area;
b) divieto di accesso al Comune o all’area interessata;
c) sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in un luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso. Anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;
d) sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado. Nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, salvo le attività formative svolte a distanza;

e) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero e gratuito a tali istituti e luoghi;
f) sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero;
g) sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;

h) applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusa;
i) previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zona a rischio epidemiologico, come identificate dall’OMS, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio. Che provvede poi a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
j) chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, 146. Ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità;

k) previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale
l) limitazione all’accesso o sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, marittimo, ferroviario su rete nazionale o di trasporto pubblico locale. Salvo specifiche deroghe previste dal provvedimento di cui all’articolo 3;
m) sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza;
n) sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel Comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal Comune o dall’area indicata, salvo specifiche deroghe.

– Articolo 2

Le autorità competenti hanno la facoltà di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia anche fuori dai casi di cui all’articolo 1, comma 1.

– Articolo 3

[omissis]

Il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. (“Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro”).
Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia. E, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

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Sconto abbonamento bus: nella bozza la rottamazione auto fino a Euro 3

di Redazione

Incentivi e rottamazione auto non di proprietà

Ecorottamazione: la bozza di decreto clima fa un passo avanti. L’ultimo aggiornamento prevede un bonus di 1.500 euro per acquistare abbonamenti al trasporto pubblico o servizi di sharing mobility elettrica. Ne ha diritto chi rottama un’auto da Euro 0 a Euro 3. Al contempo serve un secondo requisito: vivere in un città soggetta a procedura di infrazione Ue per lo smog: Torino, Milano e Roma, per esempio. È necessario non comprare un’auto nuova, entro il 31 dicembre 2020. Chi sgarra, e acquista una macchina dopo la rottamazione, perde il diritto al bonus: occorre capire se pagherà anche una sorta di multa.

ECOROTTAMAZIONE E BONUS: QUANTI SOLDI

La dotazione messa a disposizione dal ministero dell’Ambiente è di 125 milioni per il 2020 e 2021. Più 5 milioni per il 2019, ossia per quel che resta del 2019. Chi ne ha diritto deve usare l’ecobonus entro i successivi tre anni: la regola vale per il proprietario dell’auto rottamata, nonché per i suoi familiari conviventi. Come si evince dal certificato di residenza. Importante: il bonus non costituisce reddito imponibile. Pertanto, sono soldi che non incidono sul reddito, non è una fonte di guadagno tassata dallo Stato.

BONUS PER CHI ROTTAMA UNA MOTO

Invece, chi vive in una città molto inquinata e rottama una moto fino alla classe Euro 2 (Euro 3 a due tempi) ha diritto all’ecobonus di 500 euro per i mezzi pubblici o per la mobilità condivisa elettrica. Da spendere in tre anni. Tutto rientra nel “Programma sperimentale buono mobilità” rivolto ai residenti dei Comuni a rischio multa europea. Sempre in tema di mobilità sostenibile, il ministero stanzia 40 milioni di euro per finanziare progetti “verdi”: creare corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale che possono essere presentati da uno o più Comuni (con oltre 100.000 abitanti) sulla cui testa pende la spada di Damocle europea. Più 20 milioni di euro per implementare il trasporto scolastico (elementari e medie) con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a Euro 6.

ACCISE GASOLIO IN AUMENTO: SE NE PARLA

In parallelo, al ministero so discute se mettere nel decreto clima anche un aumento delle accise del gasolio. Oggi, le tasse sul diesel sono inferiori rispetto a quelle della benzina. Dopo la rivoluzione dieselgate del settembre 2015, che ha spinto le Case automobilistiche a indirizzarsi verso l’elettrico (imitando Tesla), questo trattamento di favore per il gasolio pare non avere più senso. Per questo, un giorno, alla pompa l’automobilista potrà avere i prezzi di benzina e gasolio simili: le differenze? Solo per i costi industriali, non per le accise. Sarebbe un altro colpo contro i motori diesel, con le vendite di auto a gasolio che stanno già crollando in Italia e nel mondo intero.

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Allarme seggiolini: il decreto attuativo che fa partire l’obbligo

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini antiabbandono legge

L’obbligo dell’allarme seggiolini in auto sarà operativo: arriva infatti il decreto attuativo che avvia la norma alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’obbligo dell’allarme antiabbandono bambini modifica l’articolo 172 del Codice della Strada sull’uso di cinture di sicurezza e seggiolini per bambini. Con la firma del decreto attuativo che renderà obbligatorio l’allarme bambini in auto, il Ministero dei Trasporti anticipa anche lo studio di incentivi fiscali all’acquisto dei dispositivi antiabbandono.

IL DECRETO ATTUATIVO SULL’ALLARME ANTIABBANDONO

Presto, ma non prestissimo, scatterà l’obbligo di allarme seggiolini in auto: significa che se in auto viaggia un bambino fino a 4 anni, il seggiolino dovrà avere un sistema antiabbandono. Dell’allarme seggiolini se ne parlava già da tempo, ma mancava il decreto attuativo a delineare i contorni operativi della norma. Ora si conoscono meglio le date, ma come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore, non bisogna affannarsi a comprare un allarme seggiolino a caso.

DATE E TEMPI PER ACQUISTARE L’ALLARME SEGGIOLINI AUTO

Il decreto infatti entrerà in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma l’obbligo di montare un allarme antiabbandono per bambini scatterà con tempi più ragionevoli. Sostanzialmente tutti gli operatori e i produttori dovranno avere il tempo di adeguarsi alle disposizioni di legge. Dalla pubblicazione in Gazzetta si presume che sarà obbligatorio montare un allarme antiabbandono in auto dal 2020. Dopo 120 giorni dall’entrata in vigore del Decreto ministeriale i seggiolini che trasportano bambini fino a 4 anni dovranno avere anche un allarme collegato.

CARATTERISTICHE DELL’ALLARME SEGGIOLINI AUTO

La nota del Ministero dei Trasporti anticipa anche che sull’acquisto dell’allarme seggiolini in auto saranno definiti incentivi tramite sgravi fiscali. Attenzione però, poiché chi ha già acquistato un nuovo seggiolino da poco non dovrà comprarne un altro. Una delle caratteristiche che deve avere l’allarme seggiolini in auto è la sua adattabilità in retrofit a tutti i seggiolini per i quali vale l’obbligo. Se invece siete ancora nella fase dell’acquisto seggiolino auto, ecco alcuni video interessanti che spiegano perché è importante investire sulla sicurezza dei bambini in auto.

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Bonus trasporto pubblico 2019: 2 mila euro a chi rottama un’auto inquinante

di Redazione

Il bonus trasporto pubblico 2019 è una misura nella bozza di decreto ambiente per chi rottama un’auto vecchia. Esattamente, è il decreto “per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”. Si tratta di un bonus auto rottamazione da 2.000 euro a chi rottama un’auto vecchia senza comprarne una nuova. Chi ne ha diritto, se il decreto verrà approvato? Chi vive in metropoli molto inquinate. E che hanno contribuito a far prendere una decisione all’Unione europea: c’è il rischio di multa di un miliardo di euro all’Italia per troppo smog. Ossia Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia e Reggio Calabria. Per il bonus, occorre rottamare un’auto da Euro 0 (più precisamente le pre Euro 1) a Euro 4.

IL BONUS TRASPORTO PUBBLICO COME CREDITO DI IMPOSTA

Il bonus di 2.000 euro è un credito di imposta. Può essere utilizzato entro i successivi cinque anni per abbonamenti al trasporto pubblico locale, per i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici e per quelli a zero emissioni. Non è un bonus per comprare un’altra auto più moderna e meno inquinante. È quindi una misura diversa dal passato, quando lo Stato stabiliva uno sconto per la rottamazione a favore dell’acquisto: se rottami hai l’abbonamento al bus.

COME USARE IL BONUS PER IL TRASPORTO PUBBLICO

Ci sono altri soggetti che hanno diritto al bonus auto rottamazione da 2.000 euro nel decreto ambiente: i titolari di licenza di trasporto pubblico di piazza, e gli autotrasportatori operanti nelle città metropolitane. Per tutti vale un principio: bonus revocato se il beneficiario, o un familiare convivente, provveda all’acquisto, al leasing o al noleggio a lungo termine di un’auto non a basse emissioni entro i due anni successivi. In parallelo, il governo pensa a ridurre le agevolazioni a favore del gasolio: oggi sul diesel le accise sono più leggere che sulla benzina; domani potrebbe non essere più così. In più, l’esecutivo pensa a ridurre le agevolazioni per le auto aziendali in fringe benefit.

I BONUS PER LE ELETTRICHE CHE CI SONO ORA

Se il bonus auto rottamazione da 2.000 euro nel decreto ambiente diverrà realtà, si sommerà all’incentivo per le elettriche che già esiste. Destinatario dei contributi è chi acquista veicoli di categoria M1 destinati al trasporto di persone, con almeno quattro ruote e al massimo otto posti a sedere (oltre al sedile del conducente), con i seguenti requisiti: devono essere nuovi, produrre emissioni di CO2 non superiori a 70 g/km, venire acquistati e immatricolati in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, avere un prezzo sotto i 50.000 senza Iva. A seconda che ci sia o no una rottamazione e di quante sono le emissioni di CO2 dell’auto nuova, il bonus va da 1.500 a 6.000 euro. In più, ci sono bonus per le moto elettriche.

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Assicurazione auto a 18 anni: quanto costa a Milano, Roma e Napoli

di Donato D'Ambrosi

Quanto si paga di assicurazione a 18 anni con il Decreto Bersani? E’ una domanda che molti si fanno visto che il regalo più gettonato al compimento dei 18 anni e al conseguimento del diploma è l’auto acquistata da mamma e papà. Una scorciatoia ben nota da tempo per non partire dall’ultima classe è il Decreto Bersani, ma il costo dell’assicurazione varia molto in base alle città. Un’indagine rivela che nonostante i benefici fiscali a Napoli l’assicurazione costa a 18enne sempre più di Roma e Milano, con o senza il Decreto Bersani.

IL DECRETO BERSANI

Un’indagine di SOSTariffe.it rivela quanto nel 2019 a un neopatentato, che spesso è anche 18enne, assicurare l’auto per la prima volta con o senza decreto Bersani. Dall’indagine viene fuori che a prescindere dai benefici a influenzare notevolmente il costo dell’assicurazione è sempre la città. Bisogna però ricordare che il Decreto Bersani permette di sfruttare la stessa classe di merito di un familiare convivente, ma con il bonus-malus maturato non si trasferisce anche la tariffa. La tariffa e la classe di merito sono infatti distinte e il più delle volte quando si sfrutta il Decreto Bersani viene applicata la tariffa meno vantaggiosa equivalente a una specifica classe di merito. Che comunque dovrebbe essere più economica rispetto a una 14esima classe. Ma questo – secondo l’indagine – non succede a Napoli.

ASSICURAZIONE 18ENNE SENZA DECRETO BERSANI

Un 18enne che a Roma vuole assicurare per la prima volta un’auto deve fare bene i conti e cercare di sfruttare la classe di merito di un familiare. E’ qui infatti che la differenza maggiore pesa di più senza l’agevolazione: il costo medio parte da 956 euro e arriva anche a 3500 euro. Un costo più alto di Milano dove invece le tariffe medie partono da 653 euro e si fermano a 3150 euro, ma con un risparmio lievemente minore applicando Bersani. Se si confronta il costo medio massimo dell’assicurazione auto a Napoli per un 18enne (3527 euro) ci si rende conto che in fin dei conti non è poi così distante da Roma e Milano. Il discorso cambia se invece si mettono a confronto le tariffe medie minime (2200 euro).

ASSICURAZIONE 18ENNE CON DECRETO BERSANI

Usufruendo del Decreto Bersani l’assicurazione auto di un 18enne di Milano invece costa in media da 172 a 2647 euro in meno: il costo può variare da 481 a 1549 euro. A Roma le tariffe aumentano proporzionalmente ma con un risparmio medio stimato da 184 a 2748 euro. Assicurare a Roma un’auto con il Decreto Bersani, in base alla classe di merito può costare infatti da 752 a 1964 euro. A Napoli assicurare un’auto con il Decreto Bersani può costare quanto sottoscrivere il contratto a Milano senza agevolazione. Il prezzo medio più basso preventivato dall’indagine a Napoli è di 1532 euro, con un vantaggio che può variare da 669 a 1995 euro in base alla classe di merito e all’applicazione del Decreto Bersani.

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