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BMW: la svolta saranno i comandi vocali

di Redazione

Nel corso della Milano Digital Week, una cinque giorni dedicata al mondo delle tecnologie e del digitale, BMW ha fatto il punto sul suo attuale sviluppo di moderni sistemi pensati per la mobilità del futuro. Da quelli in auto come i comandi a controllo vocale, a quelli legati al mondo dell’elettrificazione, con una partnership con Daimler e il sistema di ricarica Charge Now, che garantisce la presenza di 2.800 punti di ricarica sul solo territorio Italiano.

PARLARE CON L’AUTO

Nel corso dell’evento “Voice everywhere: il futuro è nei comandi vocali?”, BMW ha analizzato il modo in cui domani ci si interfaccerà con il veicolo durante la guida. Secondo il costruttore bavarese, in futuro l’interazione con l’auto passerà sempre più attraverso i comandi vocali, che già oggi permettono di interfacciarsi con la macchina per mezzo di un linguaggio colloquiale. Niente più formule preimpostate da ripetere a pappagallo, quindi. Lo sviluppo di questa tecnologia, inoltre, permetterà di dialogare con il veicolo in maniera continuativa e dinamica, senza dover ricorrere a frasi di attivazione come oggi accade.

BASTANO I GESTI?

In contrapposizione con la tecnologia dei comandi vocali c’è quella dei comandi gestuali. Già da ora è possibile controllare diverse funzioni del sistema di infotainment semplicemente muovendo una mano davanti allo schermo posizionato al centro della plancia di molti veicoli. Con il movimento circolare di un dito, ad esempio, si può alzare o abbassare il volume, mentre muovendo la mano verso destra o sinistra è possibile passare da una schermata all’altra. Tuttavia, rispetto ai comandi vocali, questa tecnologia potrebbe distrarre maggiormente il conducente. Nel caso in cui il comando impartito non venga recepito dal sistema, infatti, il guidatore sarebbe portato a distogliere lo sguardo dalla strada per azionare il comando manualmente dallo schermo. Senza considerare che per impartire un comando con la mano si è costretti a tenere, anche se pochi istanti, il volante con una sola mano. Azione questa potenzialmente molto pericolosa.

FUTURO ELETTRICO

Secondo BMW, il futuro della mobilità è elettrico. Per questo motivo la Casa dell’Elica ha in atto una partnership con Daimler per l’implementazione delle infrastrutture di ricarica a livello mondiale. Ad oggi, grazie al sistema Charge Now sono disponibili 150.000 punti di ricarica distribuiti in 29 paesi del mondo, con ben l’80% di questi dislocati in Europa. In Italia, invece, le stazioni nelle quali è possibile ricaricare il proprio veicolo elettrico sono 2.800. Di questi, 104 sono a ricarica rapida.

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Auto elettriche Bmw–Daimler: un accordo taglierebbe 7 miliardi di costi

di Antonio Elia Migliozzi

Colpo di scena nelle relazioni tra Mercedes-Benz e BMW. I due colossi dell’auto, dopo aver annunciato nei giorni scorsi l’alleanza sul fronte della mobilità green, tornano a sedersi intorno ad un tavolo per decidere del loro futuro. Le aziende scelgono di approfondire la collaborazione in un settore di grande importanze per l’automotive quale la mobilità elettrica. BMW e Daimler hanno infatti deciso di mettere a sistema i punti di ricarica destinati alle auto elettriche e di realizzarne di nuovi insieme. Sono anche al lavoro per cooperazione su piattaforme EV e prodotti trasversali. Se un tale accordo verrà raggiunto ciascuna casa automobilistica potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro nel settore sviluppo nel corso dei prossimi 7 anni. Vediamo i dettagli.

ACCORDO ELETTRICO

Tradizionalmente rivali BMW e Daimler stanno intensificando le relazioni per collaborare allo sviluppo di piattaforme per veicoli elettrici. Si tratta di informazioni riferite dalla stampa tedesca, Sueddeutsche Zeitung e Auto Bild, hanno infatti cavalcato subito la notizia. I colloqui attuali si stanno concentrando su auto compatte e di medie dimensioni e le piattaforme, che sarebbero state progettate principalmente per l’elettrificazione, potrebbero anche essere adattate per ospitare opzioni di powertrain tradizionali. BMW e Daimler sono già legate da accordi per lo sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida e servizi di mobilità, nonché di un programma congiunto di innovazione. Certo è che una cooperazione sulle piattaforme EV aprirebbe orizzonti ampi e nuovi. Si stima che ciascuna casa automobilistica potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro di costi di sviluppo nel corso nei prossimi 7 anni.

ALLEANZA A TUTTO TONDO

Sia BMW che Mercedes-Benz hanno già investito molto nelle auto elettriche. La divisione BMW i ha creduto nel campo già dal 2013 con la piccola i3. La divisione Smart di Mercedes ha venduto auto elettriche dal 2009 e Daimler sta per lanciare il nuovo SUV EQC (Leggi auto elettrica e pioggia quali sono i rischi). Insomma si tratterebbe di un nuovo tassello che si inserisce in una contingenza di mercato che vede anche i top player tedeschi costretti a fare squadra. Il calo di profitti dovuto alle ricerche sulla mobilità elettrica e alle incertezze dei consumatori sul diesel, impongono un rapido cambio di rotta. La nuova cooperazione tra i due gruppi industriali vuole mettere a sistema il primo un attore globale della mobilità. BMW e Daimler vogliono investire circa un miliardo di euro insieme per ampliare ulteriormente la gamma di servizi condivisi avvicinando una clientela sempre più internazionale.

ULTERIORI ORIZZONTI

BMW e Daimler hanno annunciato nelle settimane scorse la riorganizzazione dei loro nuovi servizi di mobilità con la fusione dei car-sharing DriveNow e car2go. In futuro, Share Now, Free Now, Charge Now, Reach Now e Park Now copriranno numerose altre funzioni per essere sempre più vicini alle esigenze dei driver. Sul fronte delle auto elettriche, Charge Now fornisce l’accesso alla rete di ricarica pubblica più grande e in più rapida crescita in Europa. Attraverso il collegamento intelligente delle joint venture, BMW e Daimler vogliono plasmare la mobilità urbana di oggi e di domani sfruttando le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dai servizi condivisi e dalle crescenti esigenze di mobilità dei clienti finali. Sono inoltre ipotizzabili collaborazioni con altri fornitori e l’acquisizione di start-up o player affermati (Leggi tutti i dettagli sul car sharing condiviso BMW – Daimler).

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Ecco SHARE NOW, car sharing nato dalla fusione di car2go e DriveNow

di Simone Lelli
Si chiama SHARE NOW, si legge leader globale del car sharing a flusso libero. Nato dalla fusione di car2go (con flotte composte da Smart) e DriveNow (dotato di BMW e MINI), il nuovo servizio raggiunge cifre da capogiro con 20.000 veicoli e 30 città coperte (Europa e Nord America). Il passaggio inoltre sarà indolore: tutti […]
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