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Mytaxi diventa FREE NOW: l’app dei taxy più discussa d’Europa cambia nome

di Donato D'Ambrosi

Cambia nome e anche una parte dell’App mytaxi che tra qualche giorno sarà riconosciuta solo come FREE NOW. Un nuovo marchio per l’applicazione che prenota taxi in tutta Europa della joint ventures tra BMW e Daimler. La novità arriva dopo un periodo di forti scontri tra il servizio di prenotazione mytaxi e i tassisti italiani, tanto Daimler e BMW hanno chiesto l’intervento dell’Antitrust.

LA MOBILITA’ SMART IN TUTTE LE SUE FORME

Questo è un momento molto importante per la nostra azienda, che presenta allo stesso tempo un’enorme opportunità e nuove sfide“, ha dichiarato Eckart Diepenhorst, CEO di mytaxi. “FREE NOW è legato all’idea di libertà di movimento e ciò si traduce nel permettere ai nostri utenti di liberare la mente dallo stress della vita quotidiana”. Chi conosce bene le ultime vicissitudini dello scontro tra mytaxi e i tassisti potrebbe interpretare il significato di FREE NOW anche diversamente. Diepenhorst chiarisce che “per i tassisti significa: <<rilassati: siamo qui per assicurarci di avere abbastanza domanda e business. E lavoreremo sodo per aumentarlo>>”.

PER ORA TAXI E MONOPATTINI ELETTRICI IN 100 PAESI

FREE NOW sarà un host di servizi di mobilità ad ampio raggio, slegandosi dall’unicità del servizio taxi e includerà anche i monopattini elettrici in sharing, in base alla disponibilità e alle leggi dei vari Paesi. In questo modo – spiega l’azienda – i passeggeri avranno possibilità di scegliere tra più opzioni di spostamento attraverso un’unica app. FREE NOW è anche il simbolo dell’ufficialità della fusione dei servizi di mobilità di BMW e Daimler che proviene da una strategia avviata da diverso tempo

FREE NOW IN ITALIA

Il rebranding completo da mytaxi a FREE NOW avverrà entro l’estate e includerà un nuovo look dell’ app e della flotta di auto. Sia i passeggeri che i tassisti (quelli che riescono a superare gli sgambetti delle cooperative) non dovranno installare una nuova app e saranno in grado di utilizzare i servizi offerti da FREE NOW con l’app e l’account già esistenti. In Italia FREE NOW si concentrerà sul servizio taxi e, una volta regolamentato il settore, anche sul servizio di monopattini elettrici in condivisione.

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Daimler: zero emissioni entro il 2039

di Valentina Acri
Il produttore tedesco Daimler punta a vendere solo veicoli con zero emissioni entro il 2039 e plug-in per fare più del 50% delle vendite di auto entro il 2030. La sostenibilità è uno degli elementi chiave della strategia di Daimler e, allo stesso tempo, un punto di riferimento per il successo aziendale. Il futuro presidente del […]

VW, BMW, Daimler accusati di violazione regole delle emissioni Diesel

di Emanuela Acri
Poche ore fa si è scatenata una vera e propria tempesta sulle Case Automobilistiche BMV, Volkswagen e Daimler. Nel mese di marzo, la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti ha citato in giudizio la società Volkswagen e l’ex amministratore delegato Martin Winterkorn, accusandoli di ingannare gli investitori in relazione allo scandalo delle emissioni. La denuncia […]

UE: Daimler, BMW e Volkswagen, un cartello per non limitare le emissioni nocive

di Alessandro Crea
Stamattina i dirigenti di tre importantissimi gruppi automobilistici tedeschi, Daimler (Mercedes e Smart tra gli altri), BMW (Rolls-Royce) e VW (Volkswagen, Audi, Porsche) hanno trovato sulle proprie scrivanie una lettera ufficiale di obiezioni della commissione europea. Secondo quest’ultima infatti tra il 2006 e il 2014 le tre si sarebbero accordate per impedire o comunque rallentare […]

Daimler investe in Torc Robotics: pronta la guida autonoma a prova di maltempo?

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz vuole portare la guida autonoma sui camion. Il brand tedesco, in occasione dello scorso Ces di Las Vegas, aveva svelato la sua gamma truck con il livello 2 di autonomia. Per fare di meglio Daimler ha ufficializzato il suo ingresso in Torc. L’azienda tech con sede in California ha fatto sapere di aver sviluppato un sistema di guida automatica per camion. Con oltre 12 anni di lavoro alle spalle nel settore Torc assicura di poter mettere su strada un sistema quasi del tutto autonomo. La piattaforma porta il livello di autonomia a 4 ed è capace di viaggiare senza problemi anche con il maltempo. Pioggia, nebbia e neve non saranno quindi un ostacolo al truck 2.0 che rinuncia al driver ma aumenta la sicurezza. Vediamo come Daimler vuole mettere a frutto la piattaforma di Torc.

CAMION AUTONOMO

Torc è una azienda tech americana operativa nel settore della guida autonoma. Con sede a Blacksburg, in Virginia, collaborerà con Daimler nello sviluppo di un software avanzato per la guida driverless. Con i suoi 120 dipendenti Torc è riuscita a creare una tecnologia che, secondo l’amministratore delegato di Daimler Trucks Martin Daum, è molto promettente. Sviluppare rapidamente il suo software per la guida autonoma è il primo obiettivo di Mercedes-Benz. Torc Robotics ha, dal canto suo, una notevole esperienza. L’azienda ha collaborato allo sviluppo di tecnologie di auto-guida con Caterpillar nel campo delle applicazioni minerarie e agricole. Al momento il sistema Torc consente ai veicoli di operare a un livello elevato di automazione, noto come livello 4. Lo sviluppo di sistemi senza conducente coinvolge anche aziende della componentistica come ZF che acquista Wabco e punta sulla guida autonoma.

OLTRE IL LIVELLO 2

“Il sistema Torc di livello 4 ha dimostrato di funzionare bene sia per la guida in città che in autostrada in caso di pioggia, neve, nebbia e sole, ha dichiarato soddisfatto Roger Nielsen, Ceo di Daimler Trucks North America. Va detto che al momento i termini finanziari dell’accordo non sono stati resi noti. Torc sarà controllata “a distanza” da Daimler, e l’attuale team di ingegneri lavorerà a stretto contatto con gli sviluppatori di Daimler Trucks. Questo significa che lo sviluppo del software di guida autonoma Asimov continuerà presso lo stabilimento di Blacksburg negli Usa. Allo stesso tempo, Daimler Trucks si concentrerà sull’evoluzione della sua tecnologia di guida automatizzata per l’integrazione sugli autocarri. Si tratta di ricerche attualmente in corso nel sito di sviluppo Daimler a Portland. Se Mercedes punta sulla strada Volvo ha fatto sapere di aver avviato i test di camion autonomi per il lavoro in miniera.

GLI SVILUPPI

Il settore della logistica a guida autonoma corre veloce. Il Tesla Semi verrà sicuramente dotato della funzionalità Autopilot del brand e anche Waymo sta lavorando per i camion autonomi. Daimler offre attualmente un sistema di automazione di livello 2. Questo significa che il mezzo pesante può frenare, accelerare e sterzare automaticamente utilizzando sistemi radar e telecamere. Ovviamente, Daimler raggiungerà il livello 4 per step. L’idea del brand tedesco è quella di creare una rete di partners solidi per il suo progetto. Prima di Torc Mercedes-Benz ha scelto di lavorare con Nvidia su un taxi a guida autonoma basato sull’intelligenza artificiale. Del resto l’esigenza di mobilità accomuna persone e merci e spinge i colossi dell’auto ad allearsi con i giganti tech per non restare indietro.

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Smart: futuro cinese?

di Redazione

Era nell’aria già da qualche tempo: dopo le prime indiscrezioni lanciate dal quotidiano tedesco Handelsblatt, che aveva anticipato le probabili scelte del gruppo Daimler riguardo al marchio Smart con vendita o chiusura dell’attività entro la fine dell’anno, il Financial Times riporta la notizia del probabile accordo con la cinese Geely. Quest’ultima, già proprietaria di Volvo, Lotus e maggior azionista del gruppo Daimler del quale detiene il 9,7%, è in trattativa per l’acquisto del 50% delle quote del marchio Smart. Operazione che potrebbe essere annunciata prima del Salone dell’automobile di Shangai (18-25 aprile).

TROPPI TREND NEGATIVI

Pur essendo il prodotto di più larga diffusione dell’universo Daimler, Il marchio Smart, fondato nel 1996, non è mai riuscito a contribuire in maniera netta in termini di vendite e profitti. Anzi, considerando le stime effettuate da molti analisti del settore auto, in circa due decadi non è mai riuscito a generare utili, portando addirittura perdite di circa 500-700 milioni di euro all’anno. Anche le vendite stanno seguendo un trend negativo. Se si considera il mercato U.S., ad esempio, si è passati da circa 24.622 unità vendute nel 2008 (primo anno di commercializzazione nel continente americano) alle sole 1.276 del 2018. Nel mercato europeo, le vendite si sono attestate a 97.346 unità l’anno scorso, che incidono però solo per il 5% nelle vendite della casa della Stella.

CAMBIO AI VERTICI

L’imminente cambiamento in testa al gruppo Daimler sicuramente può giocare a favore della scelta di cedere metà delle quote Smart. Dopo 13 anni Dieter Zetsche, che aveva sempre puntato e sostenuto Smart, nel settore delle micro/city-car, si appresta a lasciare il posto di amministratore delegato a Ola Kallenius, più scettico sul progetto Smart e con un orientamento ancora più deciso verso l’elettrificazione. I piani per il futuro di Smart sono in parte già definiti visto che il passaggio definitivo all’elettrico è già in essere e sarà concretizzato entro la fine di quest’anno quando dall’attuale gamma spariranno del tutto le versioni con motore endotermico. La cosa avrebbe buon gioco sul mercato cinese, già oggi primo per un numero di veicoli alla spina circolanti.

SMART FOREASE+, UNO SGUARDO AL FUTURO PROSSIMO

La storia del brand proseguirà dunque in modalità elettrica e per fare da preambolo alla prossima generazione, Smart ha presentato al Salone di Ginevra appena concluso la Forease+. Nessuna rivoluzione né stilistica né tecnica, unica differenza con la precedente concept Forease, presentata al Salone di Parigi 2018 per festeggiare i 20 anni del marchio, è la presenza del tetto. La capote di tela è infatti pensata per essere rimossa velocemente e sottolinea lo stile semplice e compatto della city car-elettrica, in cui non sono previsti né i finestrini né il lunotto posteriore.

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BMW: la svolta saranno i comandi vocali

di Redazione

Nel corso della Milano Digital Week, una cinque giorni dedicata al mondo delle tecnologie e del digitale, BMW ha fatto il punto sul suo attuale sviluppo di moderni sistemi pensati per la mobilità del futuro. Da quelli in auto come i comandi a controllo vocale, a quelli legati al mondo dell’elettrificazione, con una partnership con Daimler e il sistema di ricarica Charge Now, che garantisce la presenza di 2.800 punti di ricarica sul solo territorio Italiano.

PARLARE CON L’AUTO

Nel corso dell’evento “Voice everywhere: il futuro è nei comandi vocali?”, BMW ha analizzato il modo in cui domani ci si interfaccerà con il veicolo durante la guida. Secondo il costruttore bavarese, in futuro l’interazione con l’auto passerà sempre più attraverso i comandi vocali, che già oggi permettono di interfacciarsi con la macchina per mezzo di un linguaggio colloquiale. Niente più formule preimpostate da ripetere a pappagallo, quindi. Lo sviluppo di questa tecnologia, inoltre, permetterà di dialogare con il veicolo in maniera continuativa e dinamica, senza dover ricorrere a frasi di attivazione come oggi accade.

BASTANO I GESTI?

In contrapposizione con la tecnologia dei comandi vocali c’è quella dei comandi gestuali. Già da ora è possibile controllare diverse funzioni del sistema di infotainment semplicemente muovendo una mano davanti allo schermo posizionato al centro della plancia di molti veicoli. Con il movimento circolare di un dito, ad esempio, si può alzare o abbassare il volume, mentre muovendo la mano verso destra o sinistra è possibile passare da una schermata all’altra. Tuttavia, rispetto ai comandi vocali, questa tecnologia potrebbe distrarre maggiormente il conducente. Nel caso in cui il comando impartito non venga recepito dal sistema, infatti, il guidatore sarebbe portato a distogliere lo sguardo dalla strada per azionare il comando manualmente dallo schermo. Senza considerare che per impartire un comando con la mano si è costretti a tenere, anche se pochi istanti, il volante con una sola mano. Azione questa potenzialmente molto pericolosa.

FUTURO ELETTRICO

Secondo BMW, il futuro della mobilità è elettrico. Per questo motivo la Casa dell’Elica ha in atto una partnership con Daimler per l’implementazione delle infrastrutture di ricarica a livello mondiale. Ad oggi, grazie al sistema Charge Now sono disponibili 150.000 punti di ricarica distribuiti in 29 paesi del mondo, con ben l’80% di questi dislocati in Europa. In Italia, invece, le stazioni nelle quali è possibile ricaricare il proprio veicolo elettrico sono 2.800. Di questi, 104 sono a ricarica rapida.

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Auto elettriche Bmw–Daimler: un accordo taglierebbe 7 miliardi di costi

di Antonio Elia Migliozzi

Colpo di scena nelle relazioni tra Mercedes-Benz e BMW. I due colossi dell’auto, dopo aver annunciato nei giorni scorsi l’alleanza sul fronte della mobilità green, tornano a sedersi intorno ad un tavolo per decidere del loro futuro. Le aziende scelgono di approfondire la collaborazione in un settore di grande importanze per l’automotive quale la mobilità elettrica. BMW e Daimler hanno infatti deciso di mettere a sistema i punti di ricarica destinati alle auto elettriche e di realizzarne di nuovi insieme. Sono anche al lavoro per cooperazione su piattaforme EV e prodotti trasversali. Se un tale accordo verrà raggiunto ciascuna casa automobilistica potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro nel settore sviluppo nel corso dei prossimi 7 anni. Vediamo i dettagli.

ACCORDO ELETTRICO

Tradizionalmente rivali BMW e Daimler stanno intensificando le relazioni per collaborare allo sviluppo di piattaforme per veicoli elettrici. Si tratta di informazioni riferite dalla stampa tedesca, Sueddeutsche Zeitung e Auto Bild, hanno infatti cavalcato subito la notizia. I colloqui attuali si stanno concentrando su auto compatte e di medie dimensioni e le piattaforme, che sarebbero state progettate principalmente per l’elettrificazione, potrebbero anche essere adattate per ospitare opzioni di powertrain tradizionali. BMW e Daimler sono già legate da accordi per lo sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida e servizi di mobilità, nonché di un programma congiunto di innovazione. Certo è che una cooperazione sulle piattaforme EV aprirebbe orizzonti ampi e nuovi. Si stima che ciascuna casa automobilistica potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro di costi di sviluppo nel corso nei prossimi 7 anni.

ALLEANZA A TUTTO TONDO

Sia BMW che Mercedes-Benz hanno già investito molto nelle auto elettriche. La divisione BMW i ha creduto nel campo già dal 2013 con la piccola i3. La divisione Smart di Mercedes ha venduto auto elettriche dal 2009 e Daimler sta per lanciare il nuovo SUV EQC (Leggi auto elettrica e pioggia quali sono i rischi). Insomma si tratterebbe di un nuovo tassello che si inserisce in una contingenza di mercato che vede anche i top player tedeschi costretti a fare squadra. Il calo di profitti dovuto alle ricerche sulla mobilità elettrica e alle incertezze dei consumatori sul diesel, impongono un rapido cambio di rotta. La nuova cooperazione tra i due gruppi industriali vuole mettere a sistema il primo un attore globale della mobilità. BMW e Daimler vogliono investire circa un miliardo di euro insieme per ampliare ulteriormente la gamma di servizi condivisi avvicinando una clientela sempre più internazionale.

ULTERIORI ORIZZONTI

BMW e Daimler hanno annunciato nelle settimane scorse la riorganizzazione dei loro nuovi servizi di mobilità con la fusione dei car-sharing DriveNow e car2go. In futuro, Share Now, Free Now, Charge Now, Reach Now e Park Now copriranno numerose altre funzioni per essere sempre più vicini alle esigenze dei driver. Sul fronte delle auto elettriche, Charge Now fornisce l’accesso alla rete di ricarica pubblica più grande e in più rapida crescita in Europa. Attraverso il collegamento intelligente delle joint venture, BMW e Daimler vogliono plasmare la mobilità urbana di oggi e di domani sfruttando le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dai servizi condivisi e dalle crescenti esigenze di mobilità dei clienti finali. Sono inoltre ipotizzabili collaborazioni con altri fornitori e l’acquisizione di start-up o player affermati (Leggi tutti i dettagli sul car sharing condiviso BMW – Daimler).

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