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Google ARCore 1.7 aggiunge l’API Augmented Faces per i selfie AR e la nuova app Elements per sviluppatori

di Gerardo Orlandin

Google ARCore, l’applicazione di Big G dedicata alla realtà aumentata, si è aggiornata alla versione 1.7. L'ultima versione per sviluppatori presenta oggi una nuova API Augmented Faces per i selfie AR e un'app ARCore Elements per l'apprendimento dei principi di base.

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Intel Core i9-9980HK, il processore di punta dei futuri portatili gaming?

di Manolo De Agostini
Intel ha pubblicato un documento in cui svela i nomi dei futuri processori Core di nona generazione della serie H, quelli destinati al segmento dei portatili con un alto livello prestazionale, in genere usati per giocare o lavorare in modo pesante. La lista indica diverse soluzioni che vanno dai Core i5 fino alle proposte di punta […]

RTX 2060 a 280 euro, troppo bello per essere vero

di Manolo De Agostini
Chi stanotte e in parte anche stamane si aggirava in cerca di hardware su Amazon Italia, a un certo punto avrà strabuzzato gli occhi. Core i9-9900K a 350 euro e tantissime RTX 2060 a 280 euro. Un ribasso dei prezzi improvviso da parte di Nvidia e Intel? Magari! Stavamo già per comprare schede video a […]

Il Core i9-9990XE comprato all’asta? È costato 2600 euro

di Manolo De Agostini
Emergono sempre più informazioni sul Core i9-9990XE, la CPU a 14 core e alta frequenza che Intel vende esclusivamente agli assemblatori di sistemi che hanno scelto di partecipare a un’asta online a numero chiuso. Di conseguenza l’utenza comune non potrà mai mettere le mani su questo processore, se non acquistando un sistema completo da chi […]

CPU Intel, lo spazio sicuro SGX come strumento per le infezioni

di Manolo De Agostini
I ricercatori Michael Schwarz, Samuel Weiser e Daniel Gruss (quest’ultimo già coinvolto nelle ricerche sull’attacco Spectre) della Graz University of Technology hanno trovato un modo per eseguire codice maligno su sistemi con CPU Intel in modo tale da impedire agli antivirus di analizzare il malware. Per farlo hanno sfruttato Intel SGX (Software Guard eXtensions), una […]

Guida all’acquisto della CPU

di Tom's Hardware
Conoscere le specifiche dettagliate di un processore e leggere le recensioni è un buon modo per farsi un’idea su cosa acquistare. Non tutti hanno però il tempo di fare ricerche approfondite, quindi in questa guida vi suggeriamo quali sono i processori da acquistare in base al caso d’uso e al rapporto tra prezzo e prestazioni. […]

Core i9-9990XE, primi test per la CPU Intel “per pochi”

di Manolo De Agostini
Primi test per il Core i9-9990XE, il processore disponibile solo all’interno di computer preassemblati presso gli integratori che hanno scelto di partecipare a un’asta online a numero chiuso indetta da Intel. Come spiegato nelle scorse settimane, si tratta di una CPU con 14 core e 28 thread che opera di base a 4 GHz, ma […]

CPU vendute in Germania a gennaio, Intel recupera ma AMD continua a farla da padrona

di Marco Pedrani
L’eshop tedesco Mindfactory ha rilasciato un nuovo report relativo ai dati di vendita delle CPU nei mesi di dicembre e gennaio. Le cose non sono cambiate poi molto rispetto allo scenario che vi avevamo presentato lo scorso novembre: lo shortage produttivo di Intel continua a farsi sentire e AMD continua a vendere grandi quantità di […]

Nuovi Intel Core di nona generazione, la pasta termica pronta a tornare?

di Manolo De Agostini
Con i primi tre modelli della famiglia Core di nona generazione (9900K, 9700K e 9600K), Intel ha introdotto soluzioni con moltiplicatore sbloccato e soprattutto con saldatura tra il die e l’heatspreader, in modo da assicurare una migliore dissipazione del calore e garantire non solo frequenze Turbo Boost più alte e durature, ma anche maggiore margine […]

Recensione Lenovo ThinkPad P72, la workstation ideale per chi lavora con software CAD

di Marco Pedrani
ThinkPad P72 è la nuova creatura di Lenovo che punta a definire un nuovo standard nel mondo delle workstation portatili. Gode della certificazione ISV per la maggior parte dei software CAD esistenti, e l’abbiamo testata con in mente quello che sarebbe il suo uso professionale. Oggi vi raccontiamo com’è andata. Design e materiali P72 presenta […]

Google ARCore supporta i Samsung Galaxy J5 e Galaxy J5 Pro

di Roberto F.

Si allunga l'elenco degli smartphone supportati dalla piattaforma Google ARCore con l'aggiunta dei Samsung Galaxy J5 e Galaxy J5 Pro

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Creare il miglior PC gaming per Resident Evil 2 Remake, test e consigli

di Marco Pedrani

Resident Evil 2 Remake è arrivato da pochi giorni e siamo sicuri che molti di voi non vedono l’ora di rigiocare un titolo che ha indubbiamente segnato diverse generazioni. Noi lo abbiamo provato a lungo, e oggi siamo qui per raccontarvi quali sono – visti i risultati dei nostri test – le configurazioni per giocarlo al meglio, sia che via accontentiate del 1080p a 30 fps sia che vogliate godervelo in 4K a 60 frame al secondo.

Nell’articolo abbiamo indicato solo i componenti principali che incidono sulle prestazioni. Per facilitarvi la vita abbiamo riportato anche alcune configurazioni già pronte, ma se volete potete cambiare dei componenti, anche in base alla disponibilità. L’importante è che processore, scheda video e quantitativo di RAM rimangano quelli consigliati.

Giocare in Full HD

Per giocare a questa risoluzione, se ci si accontenta dei 30 fps, non serve hardware particolarmente potente: le nostre configurazioni con processore Intel Pentium o AMD Athlon GE, abbinati a GTX 1050, ci hanno permesso di mantenere il framerate stabile. Un Ryzen 3 1200 o un Intel Core i3 assicurano prestazioni ancora migliori, e se abbinati a RX 570 o GTX 1050 Ti permettono di giocare a 60 fps, cosa che permette di giocare ancora meglio.

Nonostante con questa configurazione si raggiungano i 60 fps, per avere prestazioni ottimali e scongiurare ogni possibile calo di frame ci sentiamo di consigliarvi schede video leggermente migliori, come RX 580 o GTX 1060.

Full HD 30 FPS  Full HD 60 FPS – configurazione minima Full HD 60 FPS – configurazione consigliata
CPU AMD Athlon 240GE / Intel Pentium G5400 Intel Core i3-8100 / AMD Ryzen 3 1200 Intel Core i3-8100 / AMD Ryzen 3 1200
Scheda madre AMD B450 / Intel B360 AMD B450 / Intel B360 AMD B450 / Intel B360
Scheda grafica Nvidia GeForce GTX 1050 AMD Radeon RX 570 8GB / Nvidia GeForce GTX 1050 Ti AMD Radeon RX 580 8GB / Nvidia GeForce GTX 1060 6GB
Memoria RAM 8 GB DDR4 8 GB DDR4 8 GB DDR4
SSD 500 GB 500 GB 500 GB
Alimentatore 450 watt 500 watt 500 watt
Case Cooler Master MasterBox TD500L  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500

Giocare in Quad HD

Per il 1440p la configurazione minima consiste in 8 GB di RAM, processore Ryzen 5 o Core i5 e scheda video RX 580 o GTX 1060. Insomma, basta un processore leggermente più potente e potrete passare dal Full HD al QHD.

Quad HD 60 FPS – configurazione minima Quad HD 60 fps – configurazione consigliata
CPU Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600 Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600
Scheda madre AMD B450 / Intel B360 AMD B450 / Intel B360
Scheda grafica AMD Radeon RX 580 8GB / Nvidia GeForce GTX 1060 6GB Nvidia GeForce GTX 1070 Ti / Nvidia GeForce RTX 2060
Memoria RAM 8 GB DDR4 16 GB DDR4
SSD 500 GB 500 GB
Alimentatore 600 watt 600 watt
Case  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500

Ma perché configurazione minima allora?  Semplice, perché mantenendo i dettagli alti il frame rate oscillerà fra i 50 e i 60 fps. Per i 60 fps stabili dovrete abbassare i dettagli (ma ve lo sconsigliamo) oppure usare una GTX 1070 Ti o una RTX 2060, sempre abbinata ad una delle due CPU indicate in precedenza. È consigliabile anche passare a 16 GB di RAM.

Giocare in 4K

Per il 4K una configurazione con 1070 Ti o 2060 non vi porterà oltre i 40 / 45 fps se volete mantenere i dettagli alti, quindi per raggiungere i fantomatici 60 fps sarà necessaria una scheda video più potente, come una GTX 1080 Ti o una RTX 2080.

Per quanto riguarda la RAM vi basteranno sempre 8 GB, mentre per la CPU Ryzen 7 o Core i7 sono opzionali, in quanto Ryzen 5 e Core i5 svolgono egregiamente il loro compito. Non l’abbiamo ancora menzionata, ma ovviamente anche una RTX 2080 Ti vi permette di giocare in tranquillità in 4K 60 fps.

4K 30 FPS 4K 60 FPS – configurazione consigliata 4K 60+ FPS – configurazione top
CPU Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600 Intel Core i5-8400 / AMD Ryzen 5 2600 AMD Ryzen 7 2700X / Intel Core i9-9900K
Scheda madre AMD B450 / Intel B360 Intel B360 o H370 / AMD X470 Intel Z390 / AMD X470
Scheda video Nvidia GeForce GTX 1070 Ti / Nvidia GeForce RTX 2060AMD Radeon RX Vega 64 Nvidia GeForce GTX 1080 Ti / Nvidia GeForce RTX 2080 Nvidia GeForce RTX 2080 Ti
Memoria RAM 16 GB DDR4 16 GB DDR4 16 GB DDR4
SSD 500 GB 500 GB 500 GB
Alimentatore 600 watt 650 watt 750 watt
Case  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500  Cooler Master MasterBox K500

Conclusioni

In Resident Evil 2 Remake è possibile selezionare quattro diversi livelli di prestazioni: configurazione massima, priorità alla grafica, configurazione bilanciata e priorità alle prestazioni. Possiamo vedere queste quattro opzioni come la classica scala di dettaglio selezionabile in altri giochi: massimo, alto, medio e basso.

Nelle varie prove e con le diverse configurazioni che vi abbiamo consigliato ovviamente abbassando il dettaglio si ottengono prestazioni migliori, ad esempio impostando la modalità prestazioni è possibile, con una tra 1070 Ti, 2060 e Vega 64, raggiungere i 60 fps anche in 4K oppure giocare a 144 fps in 1080p.

Non crediamo però che sia un compromesso accettabile, soprattutto quando si gioca in 1440p o in 4K: a quelle risoluzioni la qualità grafica fa la differenza e ha davvero poco senso giocare in QHD ma con i dettagli al minimo.

Se state valutando l’acquisto di una RTX 2060, magari per affacciarvi al mondo del ray tracing, su AK Informatica trovate un bundle di Inno3D grazie al quale avrete in regalo un titolo tra Anthem o Battlefield V.

Intel, un nuovo impianto per produrre processori in Israele. 11 miliardi sul piatto

di Manolo De Agostini

Il ministro delle Finanze israeliano, Moshe Kahlon, ha annunciato che Intel investirà 10,9 miliardi di dollari in un nuovo impianto per la produzione di chip in Israele. Si tratta dell’ennesimo investimento nel paese del Medio Oriente, dopo i 5 miliardi che Intel si è impegnata a spendere entro il 2020 per aggiornare l’impianto esistente di Kiryat Gat (Fab 28).

“I vertici di Intel ci hanno informato della decisione di investire altri 10,9 miliardi di dollari in Israele, una decisione senza precedenti che dovrebbe portare migliaia di posti di lavoro nel sud del paese”, ha affermato Kahlon senza aggiungere altri dettagli.

Dipendenti Intel dell'impianto produttivo D1D/D1X di Hillsboro, Oregon.

Secondo il sito israeliano Globe, per l’investimento Intel riceverà una sovvenzione pari al 10%, ossia oltre 1 miliardo di dollari, più del doppio di quanto ottenuto per l’espansione dell’attuale impianto di Kiryat Gat.

Intel, stando al quotidiano, starebbe già preparando l’infrastruttura per il nuovo sito di produzione. Lo scorso dicembre Intel ha annunciato un piano pluriennale di espansione dei siti produttivi situati in Oregon, Irlanda e Israele. Oltre ai progetti in Medio Oriente, la casa di Santa Clara avrebbe intenzione di avviare i lavori per la creazione di una terza sezione del suo impianto di Hilsboro, noto come D1X, entro la fine di giugno.

L’obiettivo di Intel è aumentare la capacità produttiva in vista della produzione a 10 e soprattutto 7 nanometri, in modo da lasciarsi alle spalle anni di produzione a 14 nanometri culminati con un eccesso di domanda che ha portato Intel in questi mesi a prediligere la produzione di processori Xeon e Core di fascia alta, creando una situazione di carenza (shortage), che dovrebbe essere superata in modo definitivo nel terzo trimestre di quest’anno.

Intel Core i9-9900T avvistato in Giappone: in arrivo una CPU a 8 core a basso consumo?

di Marco Pedrani

Qualche giorno fa sulla pagina giapponese di Yahoo! Auctions è apparsa un’asta molto interessante: l’oggetto in vendita era infatti un misterioso processore Intel Coffe Lake Refresh, identificato come Core i9-9900T.

Il suffisso “T” identifica una variante a basso consumo dell’attuale Core i9-9900K, CPU ammiraglia della linea desktop di Intel. Il venditore indica che il processore è un engineering sample, e dalle foto lo vediamo installato su una scheda madre ASRock H310M-HDV/M.2.

Sempre dalle foto è possibile notare sull’IHS il codice identificativo “QQC0” e la frequenza base, pari a 1,7 GHz. Secondo altri dettagli presenti sulla pagina relativa all’asta il presunto I9-9900T sarebbe in grado di raggiungere i 3,8 GHz in boost. Le altre specifiche dovrebbero essere identiche a quelle del Core i9-9900K: 8 core / 16 thread, 16 MB di cache L3 e supporto a memorie DDR4-2666.

Se volessimo fare qualche supposizione, essendo una variante a basso consumo è probabile che il processore abbia un TDP non superiore ai 35 W. Inoltre è poco probabile che quei 3,8 GHz in boost siano su tutti i core, crediamo piuttosto che si riferiscano alla frequenza massima raggiungibile quando solo uno o due core sono attivi e che il turbo su tutti gli otto core si fermi a 3,3 GHz.

Per quanto riguarda il prezzo, il venditore ha fatto partire l’asta da 35 mila Yen, circa 280 euro. Sarebbe lecito pensare che questa variante costerà meno rispetto al fratello maggiore 9900K, ma se pensiamo che Intel ha messo a listino il 9900KF (un i9-9900K con grafica integrata disabilitata) a 499 dollari – lo stesso prezzo del 9900K – non possiamo esserne così sicuri.

Come detto comunque queste sono tutte supposizioni e vanno prese con le dovute precauzioni. Anche se il chipset H310 supporta i nuovi Intel core i9, quello messo in vendita potrebbe, per assurdo, essere anche un nuovo modello di Pentium, altra CPU dotata di socket LGA1151 e perfettamente compatibile con questo chipset. A questo punto non ci resta che aspettare altre indiscrezioni o un eventuale annuncio da parte di Intel.

Creare il miglior PC Gaming per Battlefield V, test e consigli

di Marco Pedrani

È passato qualche mese dall’articolo su Monster Hunter: World, ma non ci siamo dimenticati di voi: oggi vediamo quali sono le configurazioni ideali per giocare a Battlefield V. Prima di procedere però, alcune spiegazioni. Abbiamo assemblato tre PC di fasce di prezzo e prestazioni differenti, quelle più vendute e richieste, per vedere come si comportano i vari giochi. L’obiettivo è ricercare le configurazioni migliori per differenti esigenze prestazionali e anche economiche. Di seguito potete vedere come sono composti i tre PC che per semplicità abbiamo definito “economico”, “medio” e “fascia alta”:

CPU Scheda Grafica Memoria RAM SSD
PC economico AMD Ryzen 3 1200 Nvidia GTX 1050 8 GB DDR4
PC medio Intel Core i5-8400 Nvidia GTX 1060 6GB 8 GB DDR4
PC fascia alta AMD Ryzen 7 2700 Nvidia GTX 1070 Ti 8 GB DDR4

Abbiamo indicato solo i componenti che incidono sulle prestazioni. È bene inoltre specificare che queste configurazioni sono state ideate per essere “intercambiabili”, ovvero dove c’è il Ryzen 3 1200 può esservi un Core i3-8100, data la differenza prestazionale contenuta.

Nel corso dell’articolo trovate anche alcuni grafici, che servono come riferimento visivo di massima delle prestazioni del sistema a una data impostazione di gioco.

Una premessa

Come saprete le RTX sono ormai sul mercato da un po’ e di recente è arrivata anche la 2060. Sebbene le schede abbiano iniziato a diffondersi, le “vecchie” GTX sono ancora di gran lunga le più diffuse e sono davvero pochi i giochi in cui il ray tracing è presente e supportato a dovere. Abbiamo quindi deciso, per questo e altri test, di mantenere nelle nostre configurazioni di prova le GPU di vecchia generazione e di testare Battlefield V senza ray tracing, ma in futuro inevitabilmente le RTX sostituiranno – almeno in parte – le GTX che usiamo attualmente.

Giocare in Full HD 60 fps

Per cercare di giocare a questa risoluzione siamo partiti a testare con la configurazione media, composta da un processore Core i5-8400, una GTX 1060 6GB, 8 GB di RAM e SSD. Anche con i dettagli al massimo le prestazioni sono tali da permetterci di giocare a 60 / 70 fps, tuttavia il framerate non è molto stabile: per andare sul sicuro vi conviene abbassare leggermente i dettagli ed impostarli su alto anziché ultra.

Con la configurazione di fascia bassa (PC economico) in cui i componenti principali sono un Ryzen 3 1200 e una GTX 1050 2 GB, giocare in Full HD si è dimostrato più complesso del previsto. Impostando i dettagli ad ultra ci siamo attestati intorno ai 30 fps.

Portando i dettagli grafici a livello medio il titolo diventa giocabile, quindi si arriva ai 60 fps, ma anche qui il framerate è altalenante. È chiaramente possibile impostare tutto al minimo oppure addirittura scendere di risoluzione, ma forse la scelta migliore è optare per una configurazione di fascia media con una GTX 1060, oppure anche una RX 570 o RX 580/590 di AMD.

Giocare a 1440p 60 fps   

In Battlefield V le differenze di prestazioni tra il FHD e il QHD non sono poi così marcate. Con la configurazione di fascia media, i 60 fps a 1440p con dettagli massimi sono purtroppo irraggiungibili, ci si ferma intorno ai 40 fps. Abbassando i dettagli a medio/basso si riescono invece a raggiungere i 60 fps in maniera abbastanza stabile, anche usando una 1060.

Con la configurazione di fascia alta invece a 1440p e dettagli massimi registriamo un frame rate sempre stabile intorno ai 60 fps. Lo stesso risultato si ottiene facilmente anche con una 1080 Ti oppure con le più recenti RTX 2070 e 2060. Abbassando il livello di dettaglio con una di queste quattro schede è possibile anche raggiungere i 100 fps, ma non essendo mai stabili (sarete sempre tra gli 80 e i 100) forse non ne vale troppo la pena.

Giocare in 4K 60 fps

Per il nostro test in 4K abbiamo usato il PC di fascia alta, il sistema con Ryzen 7 2700, con una GTX 1070 Ti, 8 GB di RAM e un SSD. A questa risoluzione e dettagli massimi Battlefield V si ferma tra i 30 e i 40 FPS a seconda dello scenario, risultando quindi sì giocabile ma non molto godibile.

Abbassando invece il livello di dettaglio e impostandolo a medio-basso, è possibile raggiungere i 60 fps anche in 4K. L’impatto grafico è però piuttosto evidente e Battleflied 5 non è un titolo che brilla per stabilità del framerate, quindi non vi consigliamo questa impostazione. Per questo sistema forse il miglior compromesso sta nel mezzo.

Dato che la GTX 1070 Ti si è dimostrata insufficiente per giocare in 4K al top, vi consigliamo di acquistare almeno una scheda come la GTX 1080 Ti o simile (RTX 2080), anche se per spazzare via qualsivoglia problema prestazionale la RTX 2080 Ti sarebbe la scelta migliore – per ora è l’unica scheda video in commercio a garantire prestazioni 4K soddisfacenti con grafica al top.

Cosa abbiamo imparato

La prova di Battlefield V su tre differenti sistemi, a risoluzioni e dettagli diversi, ci ha fatto capire che per giocare in Full HD con impostazioni alte è necessario dotarsi almeno di un computer con Core i5 e GTX 1060 6GB oppure un sistema analogo, che può essere anche un Ryzen 3 con una GTX 1070.

La risoluzione 1440p richiede una dotazione hardware migliore, e per quanto riguarda la scheda video si deve puntare almeno alla GTX 1070 Ti / 1080. Se volete superare i 60 fps con una di queste due schede video, abbassare i dettagli ad alto non inficia molto la qualità grafica del titolo ma vi permette di giocare stabilmente tra gli 80 e i 100 fps. Per giocare in 4K in modo accettabile è evidente che serve un computer potente, con una scheda video che abbia almeno la potenza di una GTX 1080 Ti.

Il consiglio per il processore è di non andare oltre un Ryzen 3/5 o un Core i5, ma se usate diverse applicazioni in background, come i software di chat vocale, e volete giocare a risoluzioni elevate come il 4K, allora forse fareste bene a puntare a qualcosa di più. Per quanto riguarda la RAM, 8 GB sono sufficienti, ma di nuovo se usate tanti software in background forse è meglio puntare ai 16 GB.

In questo articolo ci siamo concentrati nel raggiungere i 60 fps, ma parlando più in generale tutte le schede nel range RTX 2060 – 2070 (compresa la vecchia generazione) sono quelle che si adattano meglio alle varie esigenze: vi permettono infatti di raggiungere un frame rate tra gli 80 e i 100 fps abbassando il livello di dettaglio a 1440p, oppure di giocare in FHD a 144 Hz. se però volete combinare 144 Hz e QHD, vi servirà una 2080.

Infine una nota sulla 2060: è una buona scelta se siete alla ricerca di una nuova scheda video, offre prestazioni equivalenti a quelle della nostra configurazione di fascia alta e in FHD con un livello di dettaglio alto vi permette anche di giocare con il ray tracing attivo mantenendo un framerate accettabile.

Configurazioni consigliate

Per facilitarvi nella scelta del computer per Battlefield V, vi suggeriamo di seguito alcune configurazioni utili per giocare alle impostazioni che desiderate. Per i diversi componenti vi indichiamo modelli specifici, ma potete cambiarli a vostro piacimento, dato che potreste avere preferenze diverse per motherboard, case, alimentatore e RAM. Le nostre rimangono semplici indicazioni di massima.

Full HD e 60 FPS – dettaglio alto
CPU Intel Core i3-8100
AMD Ryzen 3 1200
Scheda Madre Chipset B450
Intel B360
Scheda Grafica AMD Radeon RX 580 8GB
Nvidia GeForce GTX 1060 6GB
Memoria RAM 8 GB DDR4
SSD 500 GB
Alimentatore 500 watt
Case Cooler Master MasterBox K500

 

1440p e 60 FPS – dettaglio alto
CPU Intel Core i5-8400
AMD Ryzen 5 2600
Scheda Madre Chipset B450
Intel B360
Scheda Grafica Nvidia GeForce GTX 1070 Ti
AMD Radeon RX Vega 64
Memoria RAM 8 GB DDR4
SSD 500 GB
Alimentatore 600 watt
Case Cooler Master MasterBox K500

 

Per vostra comodità potete vedere la versione video di questo articolo:

Intel, l’espansione dei siti produttivi sta per partire

di Manolo De Agostini

Lo scorso dicembre Intel ha annunciato un piano pluriennale di espansione dei siti produttivi situati in Oregon, Irlanda e Israele in risposta anzitutto alle necessità future e in secondo luogo agli investitori, spiazzati dall’attuale incapacità di produrre CPU nei tempi e nelle quantità imposte dal mercato.

In base alle ultime indiscrezioni pubblicate dal quotidiano locale Oregonlive, l’azienda di Santa Clara avrebbe intenzione di avviare i lavori per la creazione di una terza sezione del suo impianto di Hilsboro, noto come D1X, entro la fine di giugno.

Le voci raccolte dal quotidiano non sono però concordi, tra chi ritiene il progetto pronto a prendere il via e chi crede dipenda in parte dalle prospettive economiche mondiali. D’altronde se l’economia dovesse rallentare bruscamente, la domanda di chip potrebbe contrarsi rendendo l’espansione produttiva un parziale autogoal.

Secondo persone dell’industria delle costruzioni, Intel ritiene che serviranno almeno 18 mesi per creare la nuova sezione, a cui si aggiungeranno diversi mesi per l’installazione dei macchinari. Non è chiaro al momento se il nuovo impianto produrrà chip a 10 nanometri oppure se vi realizzerà i futuri processori a 7 nanometri con tecnologia EUV (litografia all’ultravioletto estremo).

A questa espansione si aggiunge il via libera ottenuto nelle scorse settimane dalla commissione finanze del parlamento israeliano per espandere lo stabilimento produttivo di Kiryat Gat, anche noto come Fab 28. Intel investirà 5 miliardi di dollari entro il 2020 e Israele le garantirà un sussidio di 185,5 milioni di dollari alla condizione che l’azienda assuma 250 nuovi dipendenti e spenda 560 milioni di dollari all’anno con venditori o rivenditori locali.

MSI parla dalle carenza di CPU Intel e spiega perché non ha puntato (ancora) su AMD

di Manolo De Agostini

Dal primo gennaio MSI ha un nuovo amministratore delegato, Charles Chiang, un veterano dell’azienda che ha lavorato come vicepresidente esecutivo per le piattaforme desktop e ha ricoperto alcuni ruoli nell’ambito della ricerca e sviluppo. Nel corso di un’intervista con i colleghi di Tom’s Hardware USA, Chiang ha parlato di alcuni dei temi di più stretta attualità, dalla carenza di chip Intel all’uso delle soluzioni di AMD, dalla competizione crescente con le altre aziende fino alla guerra commerciale che vede Stati Uniti e Cina alla prova di forza.

Per quanto riguarda i ben noti problemi di Intel nel tenere il passo della domanda di mercato con la produzione di microprocessori, Chiang ha spiegato che MSI è riuscita a ottenere un numero sufficiente di CPU per tutti i propri sistemi, siano essi portatili o desktop, malgrado Intel abbia fissato delle priorità nell’evadere gli ordini: prima i chip per datacenter e notebook, e infine le CPU desktop.

“Siamo concentrati sui prodotti di fascia alta e abbiamo la priorità nella fornitura di CPU”, ha affermato il dirigente. “Intel dice a tutti che ha la priorità di fornire chip di fascia alta. [Dicono] ‘iniziamo prima dai datacenter, poi passiamo al settore mobile e in ultimo i chip desktop’. Così forniscono prima i processori H Core i9 e i7, poi le soluzioni U e successivamente tocca ai desktop”.

Intel ha dichiarato più volte di aver dato priorità alla produzione di CPU Xeon e Core di fascia alta, ma l’azienda non ha confermato o smentito la scelta di produrre prima i chip mobile di quelli desktop. Malgrado MSI non abbia faticato troppo a ottenere i chip per i propri sistemi, la scarsità di CPU a basso costo ha avuto un effetto negativo sulle vendite delle schede madre dell’azienda.

“Se questa carenza di CPU ha colpito MSI, devo dire che è avvenuto sul fronte delle motherboard e ci ha colpito duramente”, ha confessato Chiang, aggiungendo che la scelta di Intel di ritornare alla produzione a 22 nanometri per i chipset ha creato confusione tra i partner. “Per le schede madre è stato davvero critico lo scorso anno. Hanno un problema con i 14 nanometri. Perciò Intel è ritornata ai 22 nanometri e ha continuato a cambiare la propria roadmap. Non abbiamo un’immagine chiara della loro offerta”. A risentirne non solo la fascia bassa, ma anche quella alta, con le vendite di schede madre Z390 sotto le attese a causa della priorità molto bassa data alla produzione dei chip desktop.

Fortunatamente secondo Chiang il peggio è alle spalle e la produzione sta aumentando grazie agli investimenti fatti da Intel. Ciò però non significa che tutto tornerà alla normalità nel breve periodo, anzi la carenza di chip durerà almeno fino all’ultimo trimestre dell’anno. “Il Q1 è ancora una sfida. Nel Q2 andrà meglio, nel Q3 decisamente meglio e nel Q4 penso non sarà più un problema. In generale il periodo peggiore per la fornitura di CPU Intel è stato superato”. I problemi produttivi di Intel hanno aperto una finestra di opportunità per la rivale AMD in ambito desktop, tanto che MSI ha venduto molte più schede madre per le CPU AMD.

“Tutti sanno che le CPU Ryzen sono disponibili e AMD ha guadagnato molte quote di mercato a causa dello shortage di Intel. Dato che Intel non ha ritenuto prioritario fornire CPU Pentium, Celeron, di fascia bassa e media, questo ha permesso ad AMD di aumentare la propria quota di mercato sui desktop. Perciò stiamo facendo molto bene sul fronte AMD. Abbiamo una grande fetta di mercato di motherboard AMD, il che turba molto Intel“, ha affermato Chiang aggiungendo, “ma dico loro (Intel, ndr) che una volta risolto il problema vedremo come potremo recuperare la loro quota”.

Sempre in tema AMD, Chiang ha spiegato che l’azienda è reticente nell’usare le sue CPU in notebook e desktop per tre ragioni principali:

  • Sperimentazione: MSI è una società più piccola di altre e non può permettersi di sperimentare con piattaforme diverse in questo momento. “Dico sempre che non siamo abbastanza grandi da rendere le cose troppo complicate”, ha dichiarato Chiang citando tutte le diverse serie di portatili gaming MSI, dalla serie GT di fascia alta a quella budget GL, sottolineando che la lineup è già piuttosto complessa. Ha inoltre asserito che, dato l’interesse di MSI nell’ottimizzare l’esperienza utente, scegliere AMD aggiungerebbe un ulteriore livello di complessità.
  • Brutte esperienze passate: MSI ha usato le CPU AMD nei propri sistemi in passato, ma a quanto pare ha avuto una brutta esperienza. “In quel momento i loro prodotti non erano così buoni e il loro supporto non era soddisfacente”, ha detto Chiang.
  • Il rapporto con Intel: Chiang ha affermato che dato il forte supporto da parte di Intel durante lo shortage, sarebbe imbarazzante dire a Intel di aver scelto di uscire con un prodotto con tecnologia AMD. “È molto difficile per noi dirgli ‘ehi, non vogliamo usare Intel al 100%’, perché ci hanno dato un supporto molto buono”. Chiang, tuttavia, non ha fatto menzione di pressioni da parte di Intel a lui o all’azienda.

Timori a parte, Chiang ha spiegato che sta considerando molto attentamente l’uso delle CPU AMD nel prossimo futuro. “So che Ryzen e Ryzen Mobile stanno per cambiare le carte in tavola. Continuiamo a valutarli, ma non abbiamo un piano o una data specifica su quando faremo qualcosa con AMD”.

Parlando invece della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, Chiang ha detto che MSI ha subito l’impatto dalle tariffe imposte da Trump sui beni elettronici provenienti dalla Cina, con un aumento dei prezzi tra il 5% e il 10%. Il CEO ritiene però che i consumatori che acquistano o costruiscono un nuovo PC ad alcuni anni di distanza probabilmente non noteranno la differenza.

“Quante volte le persone comprano un portatile? Quanto spesso acquistano un desktop o un monitor, che sia gaming o meno? Forse ogni due, tre o quattro anni. Quindi la loro precedente [esperienza] di acquisto è forse di tre, quattro anni fa. Perciò se si aggiunge il 5/10% non ne subiscono l’impatto”. A patire di più secondo il dirigente sono le grandi aziende che acquistano nuovi computer ogni anno.

Alcuni produttori stanno trasferendo la loro produzione fuori dalla Cina in paesi come il Vietnam, la Tailandia e Taiwan, ma Chiang si è detto riluttante a investire molto capitale nel tentativo di risolvere un problema tariffario che potrebbe finire in ogni momento.

Per quanto concerne i piani di crescita di MSI, il CEO ha dichiarato che non intende cambiare troppo il focus dell’azienda sul gaming e il mercato prosumer / professionale. “In termini economici non possiamo competere con le aziende più grandi, ma abbiamo visto che i consumatori richiedono quel tipo di prodotti ad alte prestazioni che sono il nostro cuore. Siamo molto bravi in questo”, ha spiegato.

“Abbiamo iniziato con il gaming circa cinque o sei anni fa e continuiamo a crescere ogni anno. Ci chiediamo sempre qual è la prossima area in cui possiamo espanderci. Sicuramente non è quella dei PC economici o business. Lo scorso anno pensavamo a cosa offrire al pubblico prosumer e ai creatori di contenuti e abbiamo parlato con Nvidia e Intel. Ed è così che abbiamo la serie Prestige“.

Chiang crede così tanto nella nuova serie che secondo lui potrebbe riuscire a sottrarre pubblico ad Apple. “Vogliamo creare un ecosistema di prodotti Prestige. Possiamo ottenere una buona esperienza utente e forse dirottare l’1/2% di utenti Apple su di noi. Per noi quello sarebbe già un grande mercato”.

Intel pensiona i bundle Core+, l’accoppiata CPU e Optane Memory non ha sfondato

di Manolo De Agostini

Ad aprile dello scorso anno Intel espandeva la gamma di CPU Core di ottava generazione (Coffee Lake), introducendo contestualmente il nuovo brand Core+, pensato per identificare i PC e alcuni bundle che mettevano insieme un processore Core e un modulo Optane.

L’obiettivo dichiarato era quello di espandere l’uso della tecnologia di caching Optane Memory basata sulla velocissima memoria 3D XPoint, sfruttando il volano delle nuove CPU.

In base però a un documento pubblicato nelle scorse ore della stessa azienda, l’offerta Core+ sparirà dal mercato nei prossimi mesi a causa della mancanza di domanda. Insomma, obiettivo fallito. In base a quanto scritto nel documento, i clienti potranno fare ordini per i bundle Core+ fino al 30 settembre, con le ultime consegne che saranno evase entro il 27 dicembre.

Intel ha portato in commercio tre offerte, tutte composte da un modulo Optane Memory da 16 GB affiancato rispettivamente a un Core i7-8700, Core i5-8500 e 8400. I tempi dell’addio sono lunghi, ma se guardiamo l’Italia l’offerta Core+ è ormai introvabile, segno che tanto i consumatori quanto i rivenditori preferiscono acquistare e vendere le CPU Core e Optane Memory in modo distinto.

Un dato di fatto certificato da Intel, che a PC World ha spiegato come i bundle Core+ in ambito desktop non abbiano sfondato, mentre nel settore notebook non ci saranno cambiamenti, anche se in quel caso poco importa, perché in fin dei conti si tratta di un accordo tra Intel e il produttore del dispositivo, più che una proposta diretta al consumatore.

Francamente questo “flop” non stupisce. Da una parte molti utenti desktop vedono poco valore aggiunto in Optane Memory, che accelera le prestazioni di un hard disk in modo evidente, ma non quelle di un SSD di ultimissima generazione. Tanti consumatori usano l’hard disk come mero archivio e accelerarne le prestazioni, per quanto non faccia mai male, non è cruciale. Per molti le prestazioni di un SSD M.2 NVMe di fascia alta sono più che sufficienti per velocizzare il sistema operativo e i software d’uso più comune, senza contare che il prezzo degli SSD è in costante discesa.

Molti inoltre non amano inserire nel PC un componente hardware in più, con la possibilità che insorgano problemi d’interfacciamento nella “catena” dell’archiviazione. Infine a decretare lo scarso successo di questi bundle non possiamo dimenticare il prezzo: piuttosto che proporre l’accoppiata a un prezzo un po’ più basso della somma dei singoli acquisti, rendendola così più appetibile, Intel ha optato per vendere i bundle a prezzo pieno, senza scontare uno o l’altro componente.

Asus aggiorna le schede madre Z390: arriva il supporto a 128 GB di RAM

di Marco Pedrani

Tutti i processori Intel Core della serie 9000 sono in grado di supportare fino a 128 GB di memoria RAM, e abbiamo visto come i produttori si stiano adeguando aggiornando le proprie schede madre. La prima è stata MSI, oggi è il turno di Asus.

L’azienda taiwanese ha annunciato che tutte le sue schede madre dotate di chipset Z390 supporteranno i nuovi moduli da 32 GB, arrivando così ad un totale di 128 GB installabili. Finora per avere tutta questa RAM era necessario acquistare schede madre pensate per processori HEDT e dotate di otto slot DIMM, quindi la scelta di Intel di aggiornare il Memory Reference Code (MRC) e abilitare il supporto alle nuove memorie sarà sicuramente apprezzata dagli appassionati.

L’aggiornamento in questione arriverà per tutte le schede tramite una nuova versione del BIOS nel corso delle prossime settimane, ma per alcuni modelli selezionati è già disponibile. Per sapere se siete tra i fortunati, vi basterà consultare il sito di Asus.

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