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Weekend in montagna: i controlli alle gomme prima di partire

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Autostrade per l’Italia mette in sicurezza 587 gallerie

di Raffaele Dambra

Autostrade per l'Italia

Dopo lo scoop secondo cui centinaia di gallerie poste sulla rete autostradale italiana non sarebbero a norma, e probabilmente anche per lanciare un segnale di ‘buona volontà’ in vista della delicata decisione sulla possibile revoca della concessione, Autostrade per l’Italia ha annunciato imponenti controlli su ben 587 gallerie per un investimento complessivo di circa 70 milioni di euro. Ad oggi ne sono già state monitorate 135secondo i migliori standard del settore e utilizzando le più avanzate tecnologie disponibili sul mercato”.

AUTOSTRADE PER L’ITALIA: IL PIANO DEI CONTROLLI DELLE GALLERIE

La prima fase del piano di sorveglianza, avviata a gennaio, è svolta da un consorzio di società esterne specializzate in attività di monitoraggio delle infrastrutture. Le ispezioni sono state pianificate partendo dalle gallerie più datate, realizzate prima degli anni ‘80, e costruite senza impermeabilizzazione. Questa fase prevede una prima ispezione per esaminare nel dettaglio lo stato del calcestruzzo, verificare le canaline posizionate e l’ancoraggio degli impianti (come ventilatori, telecamere, portacavi, ecc.). Sulla base dei primi riscontri effettuati, qualora necessario, vengono immediatamente effettuati gli interventi di ripristino. Le ispezioni e le verifiche preliminari di tutte le gallerie saranno concluse entro metà marzo 2020.

GALLERIE AUTOSTRADE: MONITORATE CON GEORADAR E LASER SCANNER

Sulla base degli esiti delle prime analisi, parte successivamente, su ognuna delle 587 gallerie, una seconda fase di controlli per approfondire maggiormente lo stato e le condizioni di ogni infrastruttura. Si procede, innanzitutto, con un intervento preparatorio che prevede il lavaggio della calotta delle gallerie; poi si prosegue effettuando rilievi in profondità attraverso anche l’utilizzo di tecnologie come il georadar (una vera e propria ‘radiografia’ che individua eventuali difetti non visibili a occhio) e il laser scanner (che, tra le altre cose, permette di individuare con assoluta precisione la presenza di punti umidi) per mezzo delle quali i progettisti hanno ben chiari i punti su cui porre la massima attenzione nelle successive fasi e su cui procedere con eventuali indagini specifiche di approfondimento. Una volta conclusa l’analisi strumentale, si procede a una nuova ispezione visiva e acustica delle gallerie, con percussione manuale del rivestimento.

AUTOSTRADE PER L’ITALIA: CONTROLLO DELLE GALLERIE SOLO DI NOTTE

Questa seconda fase di monitoraggio approfondito sarà conclusa entro la fine del 2020. Autostrade per l’Italia assicura che tutti i controlli effettuati, e i relativi interventi di manutenzione, consentiranno di attuare un radicale piano di ammodernamento complessivo del sistema galleristico della rete, con risorse già preventivate. Ovviamente per limitare al massimo gli effetti sul traffico, gli interventi si svolgono prevalentemente durante l’orario notturno, interrompendo la viabilità dalle 22:00 alle 6:00. Come detto, fino a questo momento si sono fatte verifiche preliminari su 135 gallerie, prevedendo in diversi casi anche le successive attività di lavaggio, controllo con georadar, marcatura e caratterizzazione dei calcestruzzi.

LE GALLERIE DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA SOTTOPOSTE A MONITORAGGIO

ASPI ha comunicato infine anche il posizionamento delle 587 gallerie oggetto dei controlli:
– 285 gallerie sulla direzione di Tronco di Genova;
– 17 gallerie sulla direzione di Tronco di Milano;
– 10 gallerie sulla direzione di Tronco di Bologna;
– 113 gallerie sulla direzione di Tronco di Firenze;
– 10 gallerie sulla direzione di Tronco di Fiano Romano;
– 30 gallerie sulla direzione di Tronco di Cassino;
– 70 gallerie sulla direzione di Tronco di Pescara;
– 52 gallerie sulla direzione di Tronco di Udine.

AUTOSTRADE PER L’ITALIA: I CONTROLLI SOLO DOPO I RILIEVI DEL MINISTERO?

Ovviamente plaudiamo all’iniziativa di Autostrade per l’Italia che ha attivato il monitoraggio su 587 gallerie. C’è però il sospetto, come abbiamo scritto all’inizio, che questa improvvisa solerzia sia derivata anche (o soprattutto?) dalla severa relazione diffusa lo scorso mese di novembre dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’organo tecnico del Ministero delle Infrastrutture, secondo cui 200 gallerie della rete autostradale italiana, delle quali 105 gestite da ASPI, non rispettavano i criteri della direttiva europea 2004/54 (che fissa requisiti molto rigidi in termini di sicurezza), risultando quindi non a norma. La relazione si chiudeva con l’intimazione a mettersi in regola quanto prima (i gestori avrebbero dovuto in realtà farlo entro l’aprile 2019). E a porre in atto tutte le misure necessarie per ridurre al minimo i rischi durante il transito nelle gallerie sotto osservazione. Autostrade per l’Italia aveva risposto precisando che gli adeguamenti alla normativa UE non riguardavano in alcun modo la sicurezza strutturale delle gallerie, assicurando comunque di aver già iniziato i lavori necessari (qui la risposta completa della concessionaria). Insomma, l’ennesima dimostrazione che per ottenere qualche risultato bisogna pungolare l’interlocutore. E pungolarlo bene.

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Multa divieto di sosta: a Milano scattano i controlli “automatici”

di Donato D'Ambrosi

Strisce blu regolamento ticket scaduto multe

Le auto in sosta selvaggia a Milano o con irregolarità nel pagamento del grattino virtuale non sfuggiranno più alla multa per divieto di sosta. E’ entrato in servizio attivo il sistema Occhio di Aquila, una telecamera in dotazione all’Azienda Trasporti Milanesi, che passa la tappeto tutte le auto nelle strisce blu. Un controllo inflessibile dell’occhio elettronico che non si lascerà sfuggire nessuna targa, anche quelle digitate male al parcometro.

L’AUTO CHE FARA’ I CONTROLLI ELETTRONICI NELLE STRISCE BLU

Controlli più veloci e con meno personale a piedi renderanno più efficienti i controlli delle auto in sosta nelle strisce blu. E’ quanto l’Atm ha reso noto annunciando l’attivazione di un’auto di servizio di colore bianco con tanto di avviso “controllo sosta” e telecamera sul tetto. L’occhio elettronico passerà al setaccio tutte le targhe delle auto parcheggiate nelle aree in gestione all’ATM per scovare quelle che non hanno pagato la sosta.

NIENTE PIU’ GRATTINO SUL CRUSCOTTO NELLE STRISCE BLU

Con la dematerializzazione del grattino di carta, non bisogna più esporre il tagliando sul cruscotto con il vantaggio di poter gestire il pagamento e il tempo della sosta anche tramite App a Milano. Questa innovazione ha comportato un adeguamento anche per tutti gli utenti che continueranno a pagare la sosta al parcometro. Per farlo però sarà fondamentale e obbligatorio, digitare correttamente anche la targa sulla tastiera. La targa inserita nell’App o sulla tastiera del parcometro finisce nel database cui è collegato il sistema Occhio d’Aquila e in base al quale segnala se un’auto è in sosta regolare oppure no.

PERMESSI DISABILI E TARGHE SCAGLIATE A RISCHIO MULTA

Il sistema Occhio d’Aquila è pressoché simile allo Street control dei vigili urbani contro le auto ferme in doppia fila, nella foto sopra. Il vantaggio per l’azienda sta nel fatto che non dovrà dotare gli ausiliari a piedi di un numero importante di palmari per il controllo delle targhe. D’altro canto però rischiano di finire nella rete della telecamera contro la sosta irregolare anche gli automobilisti che inseriscono una targa sbagliata nel parcometro. Intanto però pare che il sistema non sia ancora a regime anche con i permessi per diversamente abili. In questi casi continuerà ad essere necessario il controllo degli ausiliari per accertare la regolarità del permesso.

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Autostrade e Ponti: i nuovi controlli passano a una società internazionale

di Donato D'Ambrosi

Viadotti autostrade

Autostrade per l’Italia annuncia un nuovo modello di monitoraggio delle infrastrutture che sarà nelle mani di una società di risalto internazionale. Ad annunciarlo è il nuovo amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi succeduto a Giovanni Castellucci. L’AD di Autostrade ha informato il Consiglio di Amministrazione della Società che le attività di monitoraggio e sorveglianza sulle opere d’arte saranno affidate “a una primaria società del settore di livello internazionale, la cui selezione è già stata avviata”. La rilevanza della notizia è ancora maggiore se si pensa che la SPEA Engineering, cui erano affidati i controlli sulle infrastrutture e i viadotti, è una controllata della stessa famiglia Benetton che ha in mano le concessioni autostradali.

I CONTROLLI AI PONTI NON SI FARANNO PIU’ “IN FAMIGLIA“

Si prospetta una svolta epocale entro la fine dell’anno, quando sarà conclusa l’attività di verifica e su tutte le 1943 opere d’arte della rete di Autostrade per l’Italia. L’attività di ispezione iniziata a ottobre 2018 e svolta da società di ingegneria esterne al Gruppo. La notizia dell’affidamento dei controlli a una società diversa da SPEA Engineering sembrerebbe legata alle accuse di insabbiamento delle verifiche sulla sicurezza dei ponti e dei viadotti, come riporta il Fatto Quotidiano.

CONTROLLI A PONTI E VIADOTTI PIU’ EFFICIENTI

L’attività di monitoraggio affidata alla nuova società sarà effettuata con un nuovo modello che permetta controlli più efficienti. L’AD ha informato il CdA che Autostrade per l’Italia sta sviluppando operativamente dal mese di maggio 2019 un innovativo sistema digitale. La nota ufficiale ASPI promette di  “consentire la più efficiente gestione del patrimonio infrastrutturale, dalla fase di ispezione fisica fino al completamento delle attività di manutenzione”.

I COSTI DEL PIANO DI CONTROLLI SULLE AUTOSTRADE

L’AD ha inoltre illustrato al Consiglio di Amministrazione il piano, avviato già a inizio 2019, finalizzato a dare un significativo impulso ai lavori su ponti e viadotti della rete autostradale, dimezzando i tempi di intervento. Il piano prevede risorse per oltre 360 milioni di euro e più di 350 interventi sulle opere d’arte di tutta la rete gestita da Autostrade per l’Italia. Tale importo si va ad aggiungere al programma di manutenzione e investimenti in corso sulla rete di ASPI.

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Michelin: continua l’impegno per la sicurezza e l’ambiente

di Donato D'Ambrosi

Qual è il momento giusto per cambiare le gomme? Sicuramente non tutti sanno che tra gomme nuove e usate lo spessore del battistrada è fondamentale, ma non serve a nulla cambiarle troppo presto. Lo abbiamo verificato noi stessi in una sessione di test. E’ chiaro che la scelta di pneumatici efficienti e la manutenzione sono fattori imprescindibili. Ma quanti sanno realmente come sfruttare nel modo migliore gli pneumatici? Non molti automobilisti, ecco perché Michelin lancia iniziative per la sicurezza di guida come “Check&Go”. La campagna di controlli su strada per informare correttamente i consumatori sulla sicurezza degli pneumatici.

QUANTO PESANO LE GOMME SULL’AMBIENTE

Informare gli automobilisti sugli aspetti legati alla sicurezza di guida e all’ambiente che derivano dal corretto uso degli pneumatici è un impegno sempre più centrale per Michelin. Un uso corretto e consapevole, sostituendo gli pneumatici a 1,6mm anziché a 3mm, permetterebbe di evitare lo smaltimento di 128 milioni di pneumatici all’anno in Europa. Inoltre si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 6,6 milioni di tonnellate, con un risparmio per gli automobilisti europei fino a 6,9 miliardi di euro ogni anno. Sono i dati che Michelin ha preso in prestito dallo studio Ernst&Young intitolato “Pas de fatalité à l’obsolescence programmée” sull’influenza del cambio prematuro degli pneumatici. Il video qui sotto spiega ancora meglio perché è inutile cambiare le gomme a 3 mm.

I CONTROLLI GRATUITI SULL’USURA DEGLI PNEUMATICI

Check&Go” è l’iniziativa ideata da Michelin per promuovere la cultura della sicurezza stradale, offrendo agli automobilisti in 20 città italiane un controllo gratuito sull’usura degli pneumatici. Per farlo in modo scientifico anche fuori da un’officina i tecnici hanno scansionato il battistrada delle gomme di 1300 auto con uno strumento laser. A dispetto di quanto si possa pensare, oltre il 6% dei veicoli circolava con pneumatici con un battistrada residuo inferiore a 2 mm, e il 16% con un battistrada inferiore a 3 mm e/o usure anomale. Inoltre, il 55% degli automobilisti ha dichiarato di non conoscere quale fosse il limite legale di usura.

SCELTA DELLE GOMME SICURE ANCHE DA USATE

A dimostrazione del fatto che sulle performance degli pneumatici da usurati c’è ancora tanta confusione, ben oltre quanto impone la legge. Ne è ulteriore conferma anche il fatto che fin dall’acquisto gli automobilisti sono orientati attraverso l’etichetta europea con le sole indicazioni delle gomme da nuove. Ecco perché Michelin è favorevole a test regolamentati su pneumatici usurati che permettano agli automobilisti di fare una scelta basata anche sulle performance fino al limite di utilizzo consentito dalla legge.

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Droga-test al volante: oltre l’80% dei conducenti mente ai controlli

di Donato D'Ambrosi

Mentire ai controlli su strada dopo aver assunto droghe o medicinali che provocano effetti sull’attenzione al volante non è una buona strategia. Anche perché se si viene sottoposti al droga test si rischia grosso. Farsi scoprire al volante sotto effetto di droghe significa perdere la patente e avviare un iter molto lungo sulla disintossicazione. Negli USA però un esperimento su 7 mila volontari ha dimostrato che chi assume droga o medicinali contenenti oppiacei mente anche nell’anonimato.

DROGA TEST ANONIMO NEGLI USA

Il sondaggio dell’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) è stato realizzato per confrontare le statistiche nazionali con il reale numero di conducenti che ha assunto droga o farmaci nelle ultime 24 ore. La cosa sorprendente è che negli USA anche quando l’assunzione è tollerata c’è una profonda discrepanza tra le risposte degli intervistati e i risultati anonimi dei campioni di sangue e saliva analizzati. “Anche se ci aspettavamo che il consumo di droga fosse sottostimato – spiega Angela Eichelberger, ricercatrice IIHS – è stato sorprendente quanto i risultati fossero incoerenti da un anno all’altro”.

USO DI COCAINA, MARIJUANA E OPPIACEI AL VOLANTE

Per raccogliere risultati, i ricercatori sono assistiti dalla polizia per fermare in sicurezza i conducenti, ai quali viene chiesto di partecipare in forma anonima. I conducenti risultati positivi al droga test non sono stati perseguiti ma gli è stato fornito un mezzo alternativo per tornare a casa. Negli ultimi due sondaggi (2007 e 2014) i ricercatori dell’IIHS hanno raccolto dati di 7 mila automobilisti in 300 località. La ricerca più recente si è concentrata sull’uso di cannabis, oppioidi, cocaina, antidepressivi e benzodiazepine (quindi Valium e Xanax). Meno di 1 intervistato su 5 risultato positivo all’assunzione di cocaina ha riferito di averla consumata nelle ultime 24 ore.

I FARMACI PESANTI PREOCCUPANO MENO CHI GUIDA

L’uso di Marijuana a scopo terapeutico è permesso in Italia e in 31 Stati USA, tuttavia guidare non è consentito se l’assunzione è avvenuta poche ore prima di mettersi al volante. Infatti il numero di conducenti che ha ammesso l’uso di cannabis entro le 24 ore è salito dal 25 al 40%. L’assunzione di farmaci crea meno preoccupazioni ai conducenti anche se gli effetti sulla guida possono essere ugualmente limitanti. Oltre il 40% per gli oppioidi e oltre il 70% per gli antidepressivi ha ammesso l’assunzione, anche se poi le percentuali di positività sono risultate più basse. “Le discrepanze potrebbero indicare che i conducenti si sono sbagliati su quando hanno assunto il farmaco sul tipo di farmaco” ha dichiarato Eichelberger. Analogamente il crescente numero di consumatori di marijuana richiede un impegno maggiore della autorità sulla comprensione dei rischi reali della cannabis al volante.

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Crollo Ponte Morandi: finti controlli e documenti falsificati

di Raffaele Dambra

Crollo Ponte Morandi

Il filone parallelo dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi di Genova ha permesso di individuare gravi anomalie nei controlli su altre infrastrutture autostradali, per le quali saranno chiamati a rispondere alcuni dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e Spea Engineering, la società che si occupa del monitoraggio e dei controlli sull’intera rete. Dalle indagini sarebbero infatti emerse falsificazioni e omissioni concordate, finalizzate a occultare agli ispettori del MIT elementi rilevanti sulla condizione dei manufatti e il loro stato di conservazione. Che altrimenti avrebbero comportato una verifica globale dell’opera e altre misure precauzionali (compresa la chiusura).

INCHIESTA SUI VIADOTTI AUTOSTRADALI: LE MISURE CAUTELARI ESEGUITE

Dopo la tragedia di Genova, che ha causato 43 morti, alcuni tecnici di Autostrade e Spea avrebbero quindi continuato a falsificare i risultati delle misurazioni sullo stato di salute di alcuni viadotti autostradali, in particolare il ‘Pacetti’ sulla A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e il ‘Paolillo’ sulla A16 Napoli-Canosa. È questa la teoria del pubblico ministero Walter Cotugno, che ha portato a nove misure cautelari eseguite stamane dai militari della Guardia di Finanza, su ordine del gip di Genova Angela Nutini, con l’accusa di falso. I provvedimenti eseguiti consistono in tre arresti domiciliari e sei misure interdittive dal pubblico servizio e dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali a favore di soggetti pubblici o privati, con contestuali perquisizioni negli uffici dei soggetti colpiti. Altre sei persone risulterebbero indagate a piede libero.

IL CROLLO DEL PONTE MORANDI NON È SERVITO A NULLA?

Nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza per illustrare l’operazione, si legge che nell’ambito dell’attività scaturita dall’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi “sono emersi numerosi elementi indiziari a carico dei nove dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea in ordine a una presunta attività di falso, relativa alle relazioni concernenti le condizioni e le criticità di ulteriori viadotti autostradali, per le quali la Procura di Genova ha aperto un nuovo procedimento penale […] I successivi approfondimenti effettuati hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza in ordine ad atti pubblici redatti da pubblici ufficiali ed afferenti alle attività di controllo sui viadotti Pecetti (A26) e Paolillo (A16), reiterati anche successivamente alla strage del 14 agosto 2018”.

LA RISPOSTA DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA

Poco dopo la notizia degli arresti e delle misure interdittive a danno anche di dirigenti e tecnici dell’azienda, Autostrade per l’Italia ha emesso una nota stampa in cui ha confermato la totale sicurezza dei viadotti Pecetti e Paolillo, precisando che “in nessun caso è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di questi e altri viadotti oggetto di indagine”. Tra l’altro alla verifica delle infrastrutture avrebbero preso parte anche società esterne specializzate in tale tipo di monitoraggi, oltre che i competenti uffici ispettivi del MIT. Sulla scorta delle informazioni che potrà assumere e approfondire prossimamente, Autostrade per l’Italia non ha escluso di poter attivare ulteriori azioni a propria tutela, restando a disposizione degli organi inquirenti.

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