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Multa divieto di sosta: a Milano scattano i controlli “automatici”

di Donato D'Ambrosi

Strisce blu regolamento ticket scaduto multe

Le auto in sosta selvaggia a Milano o con irregolarità nel pagamento del grattino virtuale non sfuggiranno più alla multa per divieto di sosta. E’ entrato in servizio attivo il sistema Occhio di Aquila, una telecamera in dotazione all’Azienda Trasporti Milanesi, che passa la tappeto tutte le auto nelle strisce blu. Un controllo inflessibile dell’occhio elettronico che non si lascerà sfuggire nessuna targa, anche quelle digitate male al parcometro.

L’AUTO CHE FARA’ I CONTROLLI ELETTRONICI NELLE STRISCE BLU

Controlli più veloci e con meno personale a piedi renderanno più efficienti i controlli delle auto in sosta nelle strisce blu. E’ quanto l’Atm ha reso noto annunciando l’attivazione di un’auto di servizio di colore bianco con tanto di avviso “controllo sosta” e telecamera sul tetto. L’occhio elettronico passerà al setaccio tutte le targhe delle auto parcheggiate nelle aree in gestione all’ATM per scovare quelle che non hanno pagato la sosta.

NIENTE PIU’ GRATTINO SUL CRUSCOTTO NELLE STRISCE BLU

Con la dematerializzazione del grattino di carta, non bisogna più esporre il tagliando sul cruscotto con il vantaggio di poter gestire il pagamento e il tempo della sosta anche tramite App a Milano. Questa innovazione ha comportato un adeguamento anche per tutti gli utenti che continueranno a pagare la sosta al parcometro. Per farlo però sarà fondamentale e obbligatorio, digitare correttamente anche la targa sulla tastiera. La targa inserita nell’App o sulla tastiera del parcometro finisce nel database cui è collegato il sistema Occhio d’Aquila e in base al quale segnala se un’auto è in sosta regolare oppure no.

PERMESSI DISABILI E TARGHE SCAGLIATE A RISCHIO MULTA

Il sistema Occhio d’Aquila è pressoché simile allo Street control dei vigili urbani contro le auto ferme in doppia fila, nella foto sopra. Il vantaggio per l’azienda sta nel fatto che non dovrà dotare gli ausiliari a piedi di un numero importante di palmari per il controllo delle targhe. D’altro canto però rischiano di finire nella rete della telecamera contro la sosta irregolare anche gli automobilisti che inseriscono una targa sbagliata nel parcometro. Intanto però pare che il sistema non sia ancora a regime anche con i permessi per diversamente abili. In questi casi continuerà ad essere necessario il controllo degli ausiliari per accertare la regolarità del permesso.

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Autostrade e Ponti: i nuovi controlli passano a una società internazionale

di Donato D'Ambrosi

Viadotti autostrade

Autostrade per l’Italia annuncia un nuovo modello di monitoraggio delle infrastrutture che sarà nelle mani di una società di risalto internazionale. Ad annunciarlo è il nuovo amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi succeduto a Giovanni Castellucci. L’AD di Autostrade ha informato il Consiglio di Amministrazione della Società che le attività di monitoraggio e sorveglianza sulle opere d’arte saranno affidate “a una primaria società del settore di livello internazionale, la cui selezione è già stata avviata”. La rilevanza della notizia è ancora maggiore se si pensa che la SPEA Engineering, cui erano affidati i controlli sulle infrastrutture e i viadotti, è una controllata della stessa famiglia Benetton che ha in mano le concessioni autostradali.

I CONTROLLI AI PONTI NON SI FARANNO PIU’ “IN FAMIGLIA“

Si prospetta una svolta epocale entro la fine dell’anno, quando sarà conclusa l’attività di verifica e su tutte le 1943 opere d’arte della rete di Autostrade per l’Italia. L’attività di ispezione iniziata a ottobre 2018 e svolta da società di ingegneria esterne al Gruppo. La notizia dell’affidamento dei controlli a una società diversa da SPEA Engineering sembrerebbe legata alle accuse di insabbiamento delle verifiche sulla sicurezza dei ponti e dei viadotti, come riporta il Fatto Quotidiano.

CONTROLLI A PONTI E VIADOTTI PIU’ EFFICIENTI

L’attività di monitoraggio affidata alla nuova società sarà effettuata con un nuovo modello che permetta controlli più efficienti. L’AD ha informato il CdA che Autostrade per l’Italia sta sviluppando operativamente dal mese di maggio 2019 un innovativo sistema digitale. La nota ufficiale ASPI promette di  “consentire la più efficiente gestione del patrimonio infrastrutturale, dalla fase di ispezione fisica fino al completamento delle attività di manutenzione”.

I COSTI DEL PIANO DI CONTROLLI SULLE AUTOSTRADE

L’AD ha inoltre illustrato al Consiglio di Amministrazione il piano, avviato già a inizio 2019, finalizzato a dare un significativo impulso ai lavori su ponti e viadotti della rete autostradale, dimezzando i tempi di intervento. Il piano prevede risorse per oltre 360 milioni di euro e più di 350 interventi sulle opere d’arte di tutta la rete gestita da Autostrade per l’Italia. Tale importo si va ad aggiungere al programma di manutenzione e investimenti in corso sulla rete di ASPI.

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Michelin: continua l’impegno per la sicurezza e l’ambiente

di Donato D'Ambrosi

Qual è il momento giusto per cambiare le gomme? Sicuramente non tutti sanno che tra gomme nuove e usate lo spessore del battistrada è fondamentale, ma non serve a nulla cambiarle troppo presto. Lo abbiamo verificato noi stessi in una sessione di test. E’ chiaro che la scelta di pneumatici efficienti e la manutenzione sono fattori imprescindibili. Ma quanti sanno realmente come sfruttare nel modo migliore gli pneumatici? Non molti automobilisti, ecco perché Michelin lancia iniziative per la sicurezza di guida come “Check&Go”. La campagna di controlli su strada per informare correttamente i consumatori sulla sicurezza degli pneumatici.

QUANTO PESANO LE GOMME SULL’AMBIENTE

Informare gli automobilisti sugli aspetti legati alla sicurezza di guida e all’ambiente che derivano dal corretto uso degli pneumatici è un impegno sempre più centrale per Michelin. Un uso corretto e consapevole, sostituendo gli pneumatici a 1,6mm anziché a 3mm, permetterebbe di evitare lo smaltimento di 128 milioni di pneumatici all’anno in Europa. Inoltre si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 6,6 milioni di tonnellate, con un risparmio per gli automobilisti europei fino a 6,9 miliardi di euro ogni anno. Sono i dati che Michelin ha preso in prestito dallo studio Ernst&Young intitolato “Pas de fatalité à l’obsolescence programmée” sull’influenza del cambio prematuro degli pneumatici. Il video qui sotto spiega ancora meglio perché è inutile cambiare le gomme a 3 mm.

I CONTROLLI GRATUITI SULL’USURA DEGLI PNEUMATICI

Check&Go” è l’iniziativa ideata da Michelin per promuovere la cultura della sicurezza stradale, offrendo agli automobilisti in 20 città italiane un controllo gratuito sull’usura degli pneumatici. Per farlo in modo scientifico anche fuori da un’officina i tecnici hanno scansionato il battistrada delle gomme di 1300 auto con uno strumento laser. A dispetto di quanto si possa pensare, oltre il 6% dei veicoli circolava con pneumatici con un battistrada residuo inferiore a 2 mm, e il 16% con un battistrada inferiore a 3 mm e/o usure anomale. Inoltre, il 55% degli automobilisti ha dichiarato di non conoscere quale fosse il limite legale di usura.

SCELTA DELLE GOMME SICURE ANCHE DA USATE

A dimostrazione del fatto che sulle performance degli pneumatici da usurati c’è ancora tanta confusione, ben oltre quanto impone la legge. Ne è ulteriore conferma anche il fatto che fin dall’acquisto gli automobilisti sono orientati attraverso l’etichetta europea con le sole indicazioni delle gomme da nuove. Ecco perché Michelin è favorevole a test regolamentati su pneumatici usurati che permettano agli automobilisti di fare una scelta basata anche sulle performance fino al limite di utilizzo consentito dalla legge.

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Droga-test al volante: oltre l’80% dei conducenti mente ai controlli

di Donato D'Ambrosi

Mentire ai controlli su strada dopo aver assunto droghe o medicinali che provocano effetti sull’attenzione al volante non è una buona strategia. Anche perché se si viene sottoposti al droga test si rischia grosso. Farsi scoprire al volante sotto effetto di droghe significa perdere la patente e avviare un iter molto lungo sulla disintossicazione. Negli USA però un esperimento su 7 mila volontari ha dimostrato che chi assume droga o medicinali contenenti oppiacei mente anche nell’anonimato.

DROGA TEST ANONIMO NEGLI USA

Il sondaggio dell’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) è stato realizzato per confrontare le statistiche nazionali con il reale numero di conducenti che ha assunto droga o farmaci nelle ultime 24 ore. La cosa sorprendente è che negli USA anche quando l’assunzione è tollerata c’è una profonda discrepanza tra le risposte degli intervistati e i risultati anonimi dei campioni di sangue e saliva analizzati. “Anche se ci aspettavamo che il consumo di droga fosse sottostimato – spiega Angela Eichelberger, ricercatrice IIHS – è stato sorprendente quanto i risultati fossero incoerenti da un anno all’altro”.

USO DI COCAINA, MARIJUANA E OPPIACEI AL VOLANTE

Per raccogliere risultati, i ricercatori sono assistiti dalla polizia per fermare in sicurezza i conducenti, ai quali viene chiesto di partecipare in forma anonima. I conducenti risultati positivi al droga test non sono stati perseguiti ma gli è stato fornito un mezzo alternativo per tornare a casa. Negli ultimi due sondaggi (2007 e 2014) i ricercatori dell’IIHS hanno raccolto dati di 7 mila automobilisti in 300 località. La ricerca più recente si è concentrata sull’uso di cannabis, oppioidi, cocaina, antidepressivi e benzodiazepine (quindi Valium e Xanax). Meno di 1 intervistato su 5 risultato positivo all’assunzione di cocaina ha riferito di averla consumata nelle ultime 24 ore.

I FARMACI PESANTI PREOCCUPANO MENO CHI GUIDA

L’uso di Marijuana a scopo terapeutico è permesso in Italia e in 31 Stati USA, tuttavia guidare non è consentito se l’assunzione è avvenuta poche ore prima di mettersi al volante. Infatti il numero di conducenti che ha ammesso l’uso di cannabis entro le 24 ore è salito dal 25 al 40%. L’assunzione di farmaci crea meno preoccupazioni ai conducenti anche se gli effetti sulla guida possono essere ugualmente limitanti. Oltre il 40% per gli oppioidi e oltre il 70% per gli antidepressivi ha ammesso l’assunzione, anche se poi le percentuali di positività sono risultate più basse. “Le discrepanze potrebbero indicare che i conducenti si sono sbagliati su quando hanno assunto il farmaco sul tipo di farmaco” ha dichiarato Eichelberger. Analogamente il crescente numero di consumatori di marijuana richiede un impegno maggiore della autorità sulla comprensione dei rischi reali della cannabis al volante.

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Crollo Ponte Morandi: finti controlli e documenti falsificati

di Raffaele Dambra

Crollo Ponte Morandi

Il filone parallelo dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi di Genova ha permesso di individuare gravi anomalie nei controlli su altre infrastrutture autostradali, per le quali saranno chiamati a rispondere alcuni dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e Spea Engineering, la società che si occupa del monitoraggio e dei controlli sull’intera rete. Dalle indagini sarebbero infatti emerse falsificazioni e omissioni concordate, finalizzate a occultare agli ispettori del MIT elementi rilevanti sulla condizione dei manufatti e il loro stato di conservazione. Che altrimenti avrebbero comportato una verifica globale dell’opera e altre misure precauzionali (compresa la chiusura).

INCHIESTA SUI VIADOTTI AUTOSTRADALI: LE MISURE CAUTELARI ESEGUITE

Dopo la tragedia di Genova, che ha causato 43 morti, alcuni tecnici di Autostrade e Spea avrebbero quindi continuato a falsificare i risultati delle misurazioni sullo stato di salute di alcuni viadotti autostradali, in particolare il ‘Pacetti’ sulla A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e il ‘Paolillo’ sulla A16 Napoli-Canosa. È questa la teoria del pubblico ministero Walter Cotugno, che ha portato a nove misure cautelari eseguite stamane dai militari della Guardia di Finanza, su ordine del gip di Genova Angela Nutini, con l’accusa di falso. I provvedimenti eseguiti consistono in tre arresti domiciliari e sei misure interdittive dal pubblico servizio e dal divieto temporaneo di esercitare attività professionali a favore di soggetti pubblici o privati, con contestuali perquisizioni negli uffici dei soggetti colpiti. Altre sei persone risulterebbero indagate a piede libero.

IL CROLLO DEL PONTE MORANDI NON È SERVITO A NULLA?

Nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza per illustrare l’operazione, si legge che nell’ambito dell’attività scaturita dall’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi “sono emersi numerosi elementi indiziari a carico dei nove dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea in ordine a una presunta attività di falso, relativa alle relazioni concernenti le condizioni e le criticità di ulteriori viadotti autostradali, per le quali la Procura di Genova ha aperto un nuovo procedimento penale […] I successivi approfondimenti effettuati hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza in ordine ad atti pubblici redatti da pubblici ufficiali ed afferenti alle attività di controllo sui viadotti Pecetti (A26) e Paolillo (A16), reiterati anche successivamente alla strage del 14 agosto 2018”.

LA RISPOSTA DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA

Poco dopo la notizia degli arresti e delle misure interdittive a danno anche di dirigenti e tecnici dell’azienda, Autostrade per l’Italia ha emesso una nota stampa in cui ha confermato la totale sicurezza dei viadotti Pecetti e Paolillo, precisando che “in nessun caso è stato riscontrato alcun problema riguardante la sicurezza di questi e altri viadotti oggetto di indagine”. Tra l’altro alla verifica delle infrastrutture avrebbero preso parte anche società esterne specializzate in tale tipo di monitoraggi, oltre che i competenti uffici ispettivi del MIT. Sulla scorta delle informazioni che potrà assumere e approfondire prossimamente, Autostrade per l’Italia non ha escluso di poter attivare ulteriori azioni a propria tutela, restando a disposizione degli organi inquirenti.

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Cellulare alla guida: controlli della polizia in borghese in attesa delle maxi multe

di Raffaele Dambra

Cellulare alla guida controlli

È sempre più lotta senza quartiere contro gli incoscienti che usano il cellulare alla guida, mettendo a rischio la sicurezza di se stessi e degli altri. Già il pacchetto di modifiche al Codice della Strada contiene un significativo inasprimento delle sanzioni per chi si distrae con lo smartphone al volante. Ma nell’attesa dell’approvazione definitiva (serviranno alcuni mesi) si stanno intensificando i controlli della polizia locale in borghese per pizzicare sul fatto il maggior numero di trasgressori.

POLIZIA IN BORGHESE CONTRO I ‘FURBETTI’ DEL TELEFONINO

In provincia di Forlì, per esempio, hanno organizzato un servizio dinamico di pattuglie in ‘abiti civili’, quindi non identificabili dai potenziali violatori, con il compito di reprimere l’utilizzo improprio del cellulare alla guida. “Abbiamo deciso di implementare i consueti controlli relativi alla sicurezza stradale”, hanno dichiarato i vertici della polizia locale dell’Unione della Romagna Forlivese. “utilizzando agenti in borghese che avranno il compito di cogliere sul fatto quegli automobilisti un po’ furbetti che, alla vista della divisa, abbassano lo smartphone rialzandolo subito dopo aver oltrepassato il posto di controllo”.

CELLULARE ALLA GUIDA: CHI RISPETTA LE REGOLE NON DEVE AVER PAURA DEI CONTROLLI

Tattica analoga a Treviso, dove sono iniziati controlli specifici da parte della polizia locale mediante appostamenti svolti non solo con le auto di servizio, perfettamente riconoscibili, ma anche con auto ‘civili’, in giorni e orari diversi. “A volte capita che gli automobilisti non nascondono l’uso del cellulare alla guida neppure di fronte a un veicolo istituzionale delle forze di polizia”, ha riferito sconsolato il comandante della polizia locale trevigiana. “Questo perché c’è ormai l’abitudine di telefonare sempre e comunque, a scapito della concentrazione alla guida che purtroppo è ridotta ai minimi termini. Il nostro obbiettivo comunque resta sempre la prevenzione, per questo stiamo annunciando questi controlli in borghese. Nessuno, se rispetta le regole, deve averne timore”.

LA STRETTA DEL CODICE DELLA STRADA 2019 SULL’USO DEL CELLULARE ALLA GUIDA

L’uso del cellulare alla guida è una pessima abitudine che causa un incidente stradale su quattro, secondo i dati recentemente forniti dalla Polstrada. Ed è sicuramente per questo, come anticipavamo, che si è deciso di correre ai ripari innalzando il livello delle sanzioni già previste dall’art. 173 del Codice della Strada. La proposta, che dovrà passare l’esame dei due rami del Parlamento prima di diventare effettiva, prevede una maxi multa da 422 euro a 1.697 euro per chi utilizza dispositivi mobili durante la guida, con decurtazione di 5 punti e sospensione della patente da sette giorni a due mesi già alla prima infrazione. E se si è recidivi nell’arco di un biennio la sanzione diventa da 644 a 2.588 euro, con sospensione della patente fino a 3 mesi e decurtazione raddoppiata dei punti, da 5 a 10. Ovviamente sarà sempre permesso l’uso del cellulare tramite viva-voce, senza impegnare le mani.

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Certificato Revisione auto: va stampato e dato al cliente?

di Donato D'Ambrosi

Il Certificato di revisione auto entra ufficialmente in vigore, ma ne operatori ne utenti sembrano essere adeguatamente informati su questo certificato. E’ obbligatorio stamparlo? Bisogna darlo al cliente? E poi Cosa succede se il cliente perde o dimentica il Certificato di Revisione in officina? Abbiamo voluto chiarire queste altre curiosità con l’aiuto di Vincenzo Ciliberti, delegato ai rapporti istituzionali di Anara-Confartigianato. Ecco cosa cambia realmente con il Certificato di Revisione, cosa resta immutato e cosa renderebbe più utile un documento voluto da una direttiva europea.

IL CERTIFICATO DI REVISIONE E’ OBBLIGATORIO?

Bisogna stampare e consegnare il Certificato di revisione auto ai clienti? Come ci spiega Ciliberti, la norma è inequivocabile. A decorrere da oggi bisogna consegnare al cliente-utente la stampa che riporta Telaio, numero di targa, chilometri percorsi e scadenza della prossima revisione. Il problema invece nasce da quello che la norma non chiarisce. Alla domanda spontanea del cliente “Cosa devo farci con questo?” non c’è una risposta che l’operatore possa dare e non per sua negligenza. Il decreto ministeriale ha introdotto l’obbligo voluto da una direttiva EU, ma lasciando a metà un provvedimento che così com’è ha una sua utilità relativa. Gli Ispettori tecnici e i Centri di revisione sono ancora in attesa di chiarimenti dal Ministero su quello che devono rispondere ai clienti.

A CHE SERVE IL CERTIFICATO?

Perché da un lato il Ministero non ha definito le funzioni e gli impieghi del Certificato di Revisione (va conservato, esibito ai controlli, mostrato alla successiva revisione?). Dall’altro i contenuti del Certificato di Revisione stabiliti dal Decreto Ministeriale 214/2017, in vigore dal 20 maggio 2018, sono lontani da quelli che vorrebbe la direttiva EU. Si può dire allora in tuta onestà agli automobilisti che il Certificato di Revisione non serve praticamente a niente? Ni. Soprattutto se la percezione che hanno gli automobilisti dall’assenza di linee guida chiare li porta a lasciare tranquillamente il Certificato sulla scrivania del Centro revisioni. La soluzione? E’ nei contenuti, come ci spiega Ciliberti. “Di fronte alle domande legittime dei clienti, l’Ispettore del Centro di revisione è tenuto a dare dei chiarimenti su quella che sembrerebbe una semplice stampa”. Spiega Ciliberti “al di là del pezzo di carta e dell’inchiostro è un costo che grava sull’azienda”.

LE ANOMALIE LIEVI DIMENTICATE

Affinché questo costo possa avere un senso e una sua finalità nel miglioramento della sicurezza stradale però “bisogna riempirlo di contenuti utili anche all’utente- automobilista”. Rispetto agli  altri Paesi europei il nostro Certificato di Revisione infatti ripete solamente le informazioni che si trovano già sul talloncino adesivo attaccato al libretto. Mentre la vera differenza potrebbe farla riportare sul certificato le anomalie “veniali” per le quali l’auto supera a denti stretti la revisione. “Qualche esempio sono gli pneumatici che a 2 millimetri di battistrada superano la revisione, ma sono prossimi al limite di 1,6mm previsto dal CdS” continua Ciliberti. Riportare queste informazioni nel Certificato di Revisione lo renderebbe davvero utile anche a tenere traccia di quello che andrebbe riparato per rendere l’auto sicura ed efficiente al di là della revisione.

LA REVISIONE AUTO BUROCRATICA

Qualcosa che gli Ispettori con senso del dovere fanno già informando verbalmente i clienti se si accorgono che qualcosa richiede una messa a punto. Ma il Certificato sembra andare nella direzione opposta: più carta da gestire e da smaltire, rendendo la revisione auto più burocratica e meno tecnica. Ciliberti non usa mezze parole per spiegare le criticità che affrontano i Centri di revisione auto. Criticità che maturano dopo anni di adeguamenti richiesti ai Centri Prove dal Ministero. Il più recente è il NET2 che ha richiesto investimenti da 4-5 mila euro fino a 30-40 mila euro con lo scopo di contrastare le finte revisioni. Ma che “ha introdotti tempi morti nella procedura che si potrebbero impiegare per operazioni più tecniche e meno amministrative”.

I CONSIGLI APPREZZATI DA POCHI AUTOMOBILISTI

La prova dei fari è uno dei controlli più importanti cui prestiamo attenzione e nell’80% dei casi i fari funzionano male a causa della lampadina montata male dal cliente.” Continua Ciliberti “Così come ispezionare il sottoscocca ha permesso recentemente di rilevare una pericolosa perdita di benzina”. Controlli tecnici e obbligatori previsti dall’articolo 80 del CdS che vengono sempre di più eclissati da procedure amministrative in luogo di una più utile finalità tecnica. Un’auto può superare anche la prova freni con le pastiglie usurate. Ma un controllo del sottoscocca a tubazioni, mozzi e dischi permette di informare il cliente sul reale stato di usura dell’auto. Osservazioni e anomali lievi che per ora solo gli automobilisti più attenti alla sicurezza di guida sembrano apprezzare quando informati a voce dall’Ispettore. Ecco cosa potrebbe rendere davvero utile il Certificato di Revisione auto obbligatorio.

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