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Ieri — 21 Gennaio 2020RSS feeds

Come scegliere la bicicletta elettrica migliore

di Salvo Vosal
bici elettrica

La bici elettrica è diventata un mezzo di trasporto sempre più diffuso, il suo successo non dovrebbe sorprendere, è un mezzo molto pratico ed economico per spostarsi in città e con sforzo quasi nullo. In questo articolo vedremo quali sono i parametri e gli aspetti da tenere in considerazione per acquistare la bici elettrica migliore […]

Come scegliere la bicicletta elettrica migliore

Catene da neve: 5 errori da non fare per salvarsi la pelle

di Donato D'Ambrosi

Montare le catene da neve è tra le cose più importanti che un automobilista dovrebbe essere in grado di fare. L’improvvisazione quando si guida su una strada con l’obbligo di catene da neve può essere molto pericolosa. Se non sapete come montare le catene da neve, trovate qui la guida sulla scelta e il montaggio. Oggi però vogliamo approfondire gli errori da non fare quando si montano le catene da neve e darvi quei consigli che meno frequentemente si trovano sul libretto di istruzioni.

1.MONTARE LE CATENE DA NEVE IN UN POSTO QUALSIASI

La decisione di montare le catene da neve si prende quasi sempre all’improvviso, quando le condizioni dell’asfalto e la neve che si deposita diventano più preoccupanti. Il primo errore quando si montano le catene da neve è fermarsi in un punto qualsiasi o dopo una curva e sul ciglio della strada. Anche se voi avete già percorso la curva, potreste sorprendere le altre auto in arrivo e innescare situazioni di rischio. Piuttosto, evitate di fermarvi lungo la strada, su strade in pendenza e cercate di rendervi visibili il più possibile.

2.MONTARE LE CATENE DA NEVE DOVE POSSONO TRAVOLGERVI

Montare le catene da neve richiede più tempo e maggiore impegno rispetto alle prove andate a buon fine nel garage di casa. Ricordate che il fattore maggiore di rischio sono gli altri veicoli in circolazione che potrebbero travolgervi mentre montate le catene. Sarebbe più indicato preferire uno spazio ampio e piano dove non ci sono auto in circolazione, come una stazione di carburante o il parcheggio di un supermercato. In ogni caso posizionate sempre l’auto in modo che non sia di intralcio, sia visibile ma che ci sia sempre qualcosa a proteggervi (es. alberi, delimitatori, pali della luce e altro).

3.MONTARE LE CATENE DA NEVE SENZA GUANTI

Se sporcarvi le mani non vi spaventa quando cambiate una gomma forata, sappiate che nel montare le catene da neve farete i conti con il gelo. Dimenticare dei guanti spessi ma comodi può essere un grosso problema: proteggete le mani dal freddo e dall’acqua per essere più concentrati nel montaggio delle catene da neve. Senza guanti le dita si intorpidiranno presto e se il montaggio non riesce al primo colpo tutto sarà più difficile.

4.MONTARE LE CATENE DA NEVE IN EQUILIBRIO

Prima di chinarvi a montare le catene da neve posizionate qualcosa a terra e inginocchiatevi sulla gamba più comoda. Mentre l’altra gamba poggia sul piede e vi aiuterà ad essere stabili e in caso di emergenza ad alzarvi velocemente e allontanarvi. Restando accovacciati e sospesi mentre montate le catene da neve i muscoli delle gambe saranno in tensione per tutto il tempo. Se preferite potete procurarvi delle ginocchiere di gomma, altrimenti anche un paio di tappetini saranno sufficienti.

5.MONTARE LE CATENE DA NEVE ALLA CIECA

Quando ci si imbatte in come montare le catene da neve, ben pochi si preoccupano anche di come poi andrà fatto il procedimento inverso. La parte più facile del montaggio rischia di diventare quella più complessa in fase di smontaggio delle catene da neve. Il consiglio da non dimenticare è individuare un punto del cerchio (esempio la valvola di gonfiaggio) in corrispondenza della quale si andrà a chiudere la catena che poi finisce dietro il cerchio. Così facendo non dovrete cercare a tentoni dove si trova l’aggancio e non sarete costretti a spostare di diversi metri l’auto, magari senza accorgervi di essere finiti sulla carreggiata.

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Black Friday 2019: 5 accessori auto utili da non perdere

di Donato D'Ambrosi

Il Black Friday 2019 è iniziato e molti automobilisti ne approfitteranno per farsi o fare un regalo in largo anticipo. Ecco alcuni consigli per riuscire a distinguere le finte offerte dalle vere occasioni del Black Friday. Cosa si può comprare durante la settimana del Black Friday 2019? Ecco 5 accessori auto per il confort, il fai da te e la sicurezza di viaggio più utili da non farsi mancare.

QUANTO DURA IL BLACK FRIDAY 2019

Il Black Friday è una tradizionale ricorrenza USA che si è diffusa nel mondo negli ultimi decenni. Ma perché si chiama Black Friday? Il Black Friday è il venerdì seguente il giorno del Ringraziamento negli USA. Per i negozi scandisce l’avvio del periodo si shopping sfrenato prenatalizio, per molti altri solo il traffico “nero” congestionato per la caccia ai regali. Il Black Friday 2019 in Italia va dal 22 al 29 novembre 2019, e anticipa il Cyber Monday. Il lunedì successivo alla settimana del Black Friday infatti si ripetono le offerte dedicate esclusivamente alle vendite online, quest’anno il Cyber Monday cadrà il 2 dicembre.

I CONSIGLI PER GLI ACQUISTI NEL BLACK FRIDAY

Come distinguo le offerte reali del Black Friday da quelle finte come i saldi stagionali? Una delle regole chiave è conoscere esattamente il valore del prodotto che volete acquistare. In questo modo saprete sempre se state pagando il giusto prezzo scontato a prescindere dal canale di vendita. Confrontate sempre più venditori poiché gli sconti sono sempre arbitrari: uno sconto basso potrebbe essere più conveniente se applicato allo stesso prodotto che parte da un prezzo inferiore. E’ per questo che Amazon ha maturato una certa credibilità e trasparenza: per ogni prodotto viene mostrato chiaramente il prezzo originale e scontato nel Black Friday. Cosa poso comprare durante il Black Friday? Qualunque cosa. Tradizionalmente durante le offerte del Black Friday si punta ad ottenere lo sconto maggiore, quindi ai prodotti che durante l’anno costano di più.

GLI ACCESSORI AUTO DA NON PERDERE CON IL BLACK FRIDAY 2019

Tra gli accessori auto più utili da non farsi scappare durante il Black Friday 2019 ci sono quelli per il fai da te, per la sicurezza dei passeggeri in viaggio e per le emergenze. I seggiolini auto per bimbi sono sicuramente un utile regalo per la sicurezza dei più piccoli, che durante il Black Friday si possono acquistare anche al 50% in meno. Accertatevi però che sia tra i seggiolini più sicuri dei test e che sia iSize. Due accessori utili soprattutto d’inverno che si possono acquistare o regalare con il Black Friday sono i caricabatterie auto e gli avviatori di emergenza per la batteria scarica. Per gli amanti del fai da te e i maniaci della pulizia un kit di chiavi assortite e un aspirapolvere  auto di buona qualità son l’acquisto ideale per approfittare degli sconti del Black Friday in modo intelligente.

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Gomme invernali obbligatorie: le ordinanze neve 2019 – 2020

di Donato D'Ambrosi

Oggi scatta l’obbligo delle gomme invernali su autostrade e strade extraurbane: si circola solo con pneumatici invernali o catene da neve a bordo. Per molte regioni d’Italia non è una novità, mentre in alcune province le temperature rigide hanno fatto scattare l’obbligo delle gomme invernali attraverso ordinanze comunali.  Ecco l’elenco aggiornato delle ordinanze neve 2019 – 2020 e i consigli per mettersi in viaggio in sicurezza con gli pneumatici giusti.

PNEUMATICI INVERNALI, QUELLI OBBLIGATORI

Come ogni anno, facciamo chiarezza sull’obbligo delle gomme invernali che è scattato in anticipo in alcune regioni, mentre in altre sarà vigente nelle prossime settimane. Quali gomme si possono montare per rispettare l’ordinanza neve? Secondo il Codice della Strada, le gomme invernali obbligatorie dal 15 novembre devono avere sul fianco la marcatura M+S. Come abbiamo più volte spiegato però la sola marcatura M+S (Mud+Snow) non è sufficiente a garantire la migliore sicurezza nella guida su asfalto freddo. Il motivo è che negli anni i Costruttori hanno sviluppato mescole sempre più performanti che migliorano l’aderenza al di sotto dei 7 °C. Questo vale soprattutto per le gomme invernali, ma anche per i più recenti pneumatici quattro stagioni che hanno il simbolo della montagna e del fiocco di neve (3PMSF). La scelta tra le gomme invernali e le gomme quattro stagioni dipende da una serie di valutazioni che spieghiamo nel video qui sotto. Per tutti gli altri che guidano solo nei weekend su strade soggette alle ordinanze sono più indicate le catene da neve da tenere a bordo.

LE ORDINANZE NEVE AGGIORNATE AL 2019 – 2020

Le ordinanze neve 2019 – 2020 più recenti vedono l’obbligo di pneumatici invernali in Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria e Marche.

-L’Aquila da 17 novembre 2019 al 19 aprile 2020
-Provincia di Como (su strade extraurbane) da 15 novembre 2019 a 15 aprile 2020
-Provincia di Rimini (su strade extraurbane) da 15 novembre 2019 a 15 aprile 2020
-Provincia di Savona (su strade extraurbane) da 15 novembre 2019 a 15 aprile 2020
-Provincia di Ancona (su strade extraurbane) da 15 novembre 2019 a 15 aprile 2020
-Provincia di Fermo (su strade extraurbane) da 15 novembre 2019 a 31 marzo 2020

L’elenco aggiornato delle ordinanze neve 2019 – 2020 è consultabile qui.

I CONSIGLI PER L’INVERNO E LE GOMME INVERNALI

Le ordinanze prescrivono inizio e scadenza dell’obbligo di equipaggiarsi delle gomme invernali (o catene) ma non di smontarle dopo la scadenza dell’obbligo. E’ importante ricordare che gli pneumatici invernali legalmente si possono utilizzare tutto l’anno anche se sono meno sicuri in estate. E’ obbligato a smontare le gomme invernali entro il 15 maggio solo chi monta pneumatici con codice di velocità inferiore al libretto dell’auto (non meno di Q). Anche se può essere scontato per molti, le gomme invernali vanno su tutte e 4 le ruote a differenza delle catene, solo sulle ruote motrici. Chiariamo uno dei dubbi più frequenti di chi guida un’auto a trazione integrale alle prese con le catene: le catene su un’auto 4×4 vanno su tutte le ruote. Se però avete a disposizione solo una coppia di catene è meglio montarle sulle ruote anteriori così da avere un miglior controllo dell’auto. Per tutte le altre curiosità e informazioni vi rimandiamo alle guide per l’inverno qui sotto.

Migliori pneumatici invernali 2019 – 2020
Catene da neve: guida alla scelta e al montaggio
Gomme invernali dal 15 novembre: cosa rischia chi guida senza pneumatici invernali
Pressione pneumatici invernali: perché le gomme si sgonfiano col freddo
Test gomme quattro stagioni 2019 – 2020
Test pneumatici invernali SUV: le migliori gomme del 2019
Gli accessori auto più utili per l’inverno da tenere nel bagagliaio

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Guida sotto la pioggia: 5 errori da non fare con l’allerta meteo

di Donato D'Ambrosi

Guidare l’auto sotto la pioggia comporta già di per sé molti rischi, farlo con l’allerta meteo in corso richiede ancora più attenzioni al volante.  La pioggia è la causa più frequente di strade allagate, esondazioni e circolazione in tilt in molte città. Fare a meno dell’auto e chiudersi in casa quando l’allerta meteo diventa di colore rosso sarebbe la cosa più sensata. Ma chi è costretto a guidare l’auto sotto un forte temporale cosa deve sapere? Ecco i 10 errori più comuni e i consigli da seguire alla guida dell’auto con allerta meteo.

1.VEDERE E FARSI VEDERE SOTTO LA PIOGGIA

Nei giorni di forti piogge diventa fondamentale assicurarsi che i tergicristalli e tutte le luci siano funzionanti, ancora di più se monta l’allerta meteo. Accendete tutte le luci (frecce di emergenza incluse) e fate il giro dell’auto prima di uscire dal garage per un check. Una pioggia di forte intensità è come un muro che limita il campo visivo del conducente e l’efficacia delle luci anteriori e posteriori. Accendere i fendinebbia in questi casi è prescritto dal Codice della Strada perché servono a farsi vedere dalle altre auto. Per aiutare il climatizzatore a disappannare i vetri vi consigliamo di pulirli all’interno con un detergente di quelli casalinghi. Anche gli accessori auto per l’inverno da tenere nel bagagliaio possono tornare utili. Restate informati sullo stato dell’allerta tramite le pagine ufficiali (anche facebook) delle autorità locali e e della protezione civile.

2.LA PIOGGIA NASCONDE LE BUCHE

Uno dei miti più diffusi quando si guida su una strada allagata è entrarci a forte velocità per non spegnere il motore. Non c’è cosa più sbagliata e pericolosa, primo perché se l’auto che viene di fronte fa lo stesso ci si becca l’onda di ritorno. Secondo perché tutto ciò che sta sotto il livello dell’acqua può fare danni ancora più grossi. Bastano pochi centimetri d’acqua per nascondere un ramo spezzato (rischio foratura) o peggio ancora una buca (danni maggiori al gruppo ruota). Se l’allerta meteo è in corso è consigliabile evitare di imbattersi in strade molto allagate, stare lontani dai sottopassaggi e transitare a bassa velocità sulle strade da guadare.

3.I PERICOLI DELL’ASFALTO CHE NON DRENA LA PIOGGIA

Su molte strade più recenti viene utilizzato un asfalto più drenante per limitare l’accumulo di acqua e ridurre il rischio di aquaplaning, ma non su tutte. A prescindere dal tipo di asfalto si possono ridurre i rischi di incidente riducendo la velocità (in autostrada a 110 km/h e sulle strade extraurbane principali a 90 km/h per legge). Se l’asfalto è drenante, appare opaco in superficie e grossolano nell’aspetto (foto sotto). Se l’asfalto non è drenante (aspetto lucido e “si illumina” al passaggio delle auto) e le gomme sono abbastanza vecchie, meglio fare manovre morbide e graduali.

4.CON LA STRADA BAGNATA LE GOMME DEVONO ESSERE A POSTO

Guidare l’auto durante l’allerta meteo per pioggia senza ricordare quando avete controllato le gomme è uno dei pericoli più frequenti. Spessore del battistrada e corretta pressione sono i fondamentali controlli da fare. In inverno infatti la pressione delle gomme scende più velocemente e un battistrada ridotto, richiede frenate dolci per non innescare l’aquaplaning. E’ vero che i controlli elettronici di sicurezza aiutano, ma perché correre il rischio?

5.IN CASO DI PANNE SU STRADA ALLAGATA

Trovarsi bloccati su una strada allagata è comunque un’eventualità che può capitare. Se il livello dell’acqua si avvicina ai fari e l’intensità della pioggia aumenta è forte la tentazione di scappare fuori dall’abitacolo. Piuttosto che uscire dall’auto, meglio restare al sicuro con il tetto sulla testa e chiamare i numeri di emergenza di Vigili del Fuoco, Carabinieri o Polizia. La calma e il sangue freddo vi serviranno per non fare scelte avventate andando incontro a rischi maggiori. Piuttosto aiutatevi con Google Maps per dare precise indicazioni su dove siete.

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Incidente auto e dolore al collo: 4 consigli per evitare il colpo di frusta

di Donato D'Ambrosi

Le conseguenze di un incidente auto anche banale, oltre ai danni al veicolo, si manifestano fin da subito con forti dolori al collo legati al colpo di frusta. Piuttosto che affrontare le problematiche post incidente oggi vogliamo proporvi alcuni consigli che ogni automobilista dovrebbe conoscere e adottare al volante. Evitare i rischi di un colpo di frusta e quindi i dolori al collo in caso d’incidente è molto semplice, basta dedicare qualche minuto a se stessi prima di partire.

1.LA POSIZIONE DEL SEDILE PREVIENE I DOLORI AL COLLO

Siamo d’accordo sul fatto che condividere l’auto in famiglia comporta continue discussioni sugli oggetti lasciati in giro, la pulizia e l’ordine nel bagagliaio. Ma il primo consiglio per evitare dolori al collo e alla schiena anche se non si viene coinvolti in un incidente è regolare correttamente la distanza e l’inclinazione dello schienale. Non si potrà certo farne una colpa agli altri conducenti della famiglia se hanno una corporatura diversa. Quindi assieme ai retrovisori regolate anche lo schienale e la seduta in modo che stendendo in avanti il braccio, il polso arrivi sulla sommità del volante.

2.IL COLPO DI FRUSTA E L’ALTEZZA DEL POGGIATESTA

L’inclinazione ottimale dello schienale dell’auto per guidatori e passeggeri non può essere casuale e votata esclusivamente al confort. Per evitare dolori al collo e le conseguenze di un colpo di frusta non si può guidare semi distesi come dal dentista o protratti in avanti come alla tastiera di un pc. L’inclinazione dello schienale e la regolazione lombare devono permettervi di sentire con la nuca la parte centrale del poggiatesta. L’altezza del poggiatesta va regolata in modo che il poggiatesta sia allineato alla testa dell’occupante, come mostra la foto di copertina. Questo in particolare serve alle persone di statura maggiore della media.

3.POGGIATESTA POSTERIORI E COLPO DI FRUSTA

Il colpo di frusta è una conseguenza post incidente che può interessare sia i passeggeri anteriori che quelli posteriori. Questo rischio però trova spesso scarse misure di prevenzione soprattutto nelle utilitarie più economiche e diffuse in città. In città è statisticamente più facile essere coinvolti in un tamponamento posteriore eppure i poggiatesta posteriori sono un optional che su alcuni allestimenti d’accesso neppure si possono avere (Vedi la Fiat Panda 1.2 Pop). Meglio investire qualche soldo anche nella sicurezza dei passeggeri posteriori.

4.POGGIATESTA ATTIVI CONTRO IL COLPO DI FRUSTA

E’ vero che quando si decide l’acquisto di un’utilitaria molto spesso è il budget ad attirare l’ago della bilancia. Tuttavia se volete evitare davvero le conseguenze del colpo di frusta vi consigliamo di non sottovalutare le auto che hanno i poggiatesta attivi. Sono un dispositivo sempre più diffuso anche sulle utilitarie, in particolare ai posti anteriori, che hanno un peso importante anche nella valutazione dei crash test. Per prevenire i dolori al collo di chi soffre di cervicale sono indispensabili la telecamera posteriore e i sensori di parcheggio. Ma anche mettendo in conto la possibilità di un colpo di frusta in un banale tamponamento da città ci si mette al riparo al meglio da evitabili dolori al collo.

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Goodyear presenta UltraGrip 9+, migliora la durata degli pneumatici invernali

di Donato D'Ambrosi

Scegliere i migliori pneumatici invernali prima che inizi l’obbligo con le ordinanze invernali è la strategia di chi investe sulla sicurezza di guida piuttosto che cercare una marca di gomme qualsiasi a prezzo stracciato. Se la temperatura scende stabilmente sotto i 10 °C montare le gomme invernali diventa fondamentale al di là delle ordinanze sulle gomme o le catene da neve. Se si guida un’auto ad alte prestazioni poi, montare le gomme invernali giuste permette anche di risparmiare soldi sulla durata delle gomme nel tempo. Con l’inverno alle porte Goodyear ha rinnovato completamente la gamma di pneumatici invernali con le UltraGrip9+, dalle utilitarie alle sportive, ecco come migliorano frenata e durata su ghiaccio.

PNEUMATICI INVERNALI GOODYEAR 2019

Gli pneumatici invernali Goodyear UltraGrip Performance+ migliorano le prestazioni sulle auto sportive, nella guida su asciutto e bagnato, grazie a due tecnologie. La Traction Protect Technology sfrutta una mescola contenente resina che migliora l’elasticità e il ripristino della forma dello pneumatico e migliora l’aderenza in frenata. La Winter Grip Technology, invece, consiste in un nuovo mix di mescole che forniscono una maggiore elasticità della gomma a bassa temperatura su neve e ghiaccio.

DURATA MIGLIORATA DEGLI PNEUMATICI INVERNALI

Con la nuova gamma UltraGrip 9+, Goodyear ottimizza la durata delle gomme invernali. La tecnologia Mileage Plus protegge il pneumatico dalle rotture e dal distacco di pezzi di gomma provocati dalle avverse condizioni stradali. Analogamente alle altre gomme invernali, la Winter Grip Technology assicura un’aderenza migliorata su neve e ghiaccio.

PNEUMATICI INVERNALI PER VAN

La sicurezza degli pneumatici invernali non esclude anche i mezzi da lavoro, dove peso e dimensioni richiedono abilità e dotazioni all’altezza. Con miglioramenti del disegno del battistrada e delle mescole della gomma, il nuovo Goodyear UltraGrip Cargo per i veicoli commerciali è pensato per migliorare le performance ma contenere anche i costi di utilizzo. L’introduzione di UltraGrip Performance+ sarà graduale, con più dell’60% delle misure disponibili già da settembre così come tutte le misure di UltraGrip 9+ e UltraGrip Cargo.

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Uber: il Consiglio di Stato conferma i limiti, ora si va al Tar

di Raffaele Dambra

Uber

Nuova pronunciamento negativo per Uber: il Consiglio di Stato non ha sospeso l’efficacia della Circolare Interpretativa del decreto di riforma del settore NCC, come invece aveva chiesto l’azienda americana. Restano così in vigore le norme restrittive decise lo scorso mese di gennaio con il DDL Semplificazioni, che impongono severi paletti a chi svolge il servizio di Noleggio Con Conducente (categoria di cui fanno parte gli autisti Uber). Come iniziare e terminare il servizio sempre presso la propria rimessa, o compilare il foglio di servizio anche dopo le prenotazioni online. La partita comunque non è affatto chiusa, dato che il Consiglio di Stato ha soltanto negato la sospensione del decreto rinviando la decisione nel merito al Tar del Lazio, che si esprimerà nelle prossime settimane.

UBER: STOP DAL CONSIGLIO DI STATO, LA SODDISFAZIONE DEI TASSISTI

Ovviamente le rappresentanze sindacali dei tassisti, grandi avversari di Uber, hanno commentato con favore la pronuncia del Consiglio di Stato di non accogliere la richiesta di sospensiva delle norme che regolano il settore NCC, auspicando nel contempo la necessità di una riforma che disciplini in modo chiaro e netto l’operato delle piattaforme tecnologiche, introducendo per esempio nuove misure contro l’evasione fiscale. “Speriamo si possa far pagare regolarmente le tasse ai grandi operatori digitali”, è il commento unanime dei sindacati dei taxi. “Che stanno disarticolando il settore del trasporto pubblico non in linea e più in generale il mondo del lavoro, tutti puntualmente con sede legale in Paesi con un sistema fiscale più vantaggioso”.

UBER, L’AZIENDA GUARDA AVANTI: “FIDUCIOSI NELL’INTERVENTO SUL MERITO DA PARTE DEL TAR”

Contrariamente alle attese, l’azienda Uber ha reagito positivamente alla decisione del Consiglio di Stato di negare la sospensione del decreto di riforma del settore NCC, sottolineando che “l’ordinanza, sollecitando un intervento sul merito da parte del Tar del Lazio, ha dato un ulteriore segnale che l’Italia necessita di una riforma organica della mobilità”. Intanto il Codacons si è schierato apertamente dalla parte di Uber, commentando che qualsiasi limite al settore NCC rappresenta un danno per gli utenti: “La decisione del Consiglio di Stato contrasta nettamente con il nuovo mercato aperto alle tecnologie moderne e con le esigenze dei consumatori, che chiedono più scelta e tariffe più basse”.

LA LUNGA ODISSEA DI UBER IN ITALIA

Approdata in Italia nel 2013 dopo il successo negli USA e in tanti altri posti, l’app del trasporto condiviso Uber prometteva di rivoluzionare il mondo della mobilità urbana, ma ha dovuto fare i conti con enormi difficoltà burocratiche e soprattutto con l’ostilità dei tassisti e della politica, limitando di fatto il proprio sviluppo nel nostro Paese (ma problemi ne ha incontrati un po’ ovunque). La prima mazzata per Uber è giunta nel 2015 con la sentenza del Tribunale di Milano che ha bloccato il servizio UberPop, accogliendo la denuncia dei tassisti per ‘concorrenza sleale’. Sentenza i cui effetti sono tutt’ora validi, visto che oggi in Italia è attivo soltanto il (costoso) servizio UberBlack, che consente il noleggio tramite app di una berlina nera con conducente professionista. Com’è noto UberBlack deve rispettare le rigide norme che regolano il settore NCC, acuite maggiormente dopo le recenti disposizioni.

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Distruggidocumenti: quale comprare

di Giuseppe Testa
Distruggidocumenti - guida acquisto

Hai la tendenza a portarti il lavoro a casa e stampi molti documenti sensibili che contengono dati personali o aziendali e che non vorresti mai buttare direttamente del cestino della carta? In questi casi, invece di distruggere i fogli a mano puoi farti aiutare da una distruggidocumenti elettrica, ottima sia per l’utilizzo casalingo che professionale. […]

Distruggidocumenti: quale comprare

4 consigli per evitare una multa al Photored con una guida intelligente

di Donato D'Ambrosi

La multa del Photored per passaggio con il rosso è piuttosto frequente nelle grandi città. Ma piuttosto che rassegnarsi al rischio di prendere la multa ci sono ottime possibilità di evitarla. Con questo non intendiamo evitare di pagarla, ma seguire dei semplici consigli pratici per non incappare nel passaggio col rosso e nella sanzione inevitabile. E’ vero, a volte il Comune non rende le cose semplici. Ad esempio, qual è la durata minima del giallo? Se la linea di arresto è cancellata, la multa del Photored è valida? Ecco alcuni consigli per evitare una multa al Photored.

LA DURATA DEL GIALLO AL SEMAFORO

Il Photored è l’incubo degli automobilisti che devono conviverci in molte città. Ma qual è l’incomprensione maggiore legata alla multa col passaggio col rosso? Sicuramente la durata del giallo al Photored, che secondo il parere del Ministero dei Trasporti deve essere di 3-4 secondi. Ma come funziona il Photored? Sulla carta come un normale semaforo con i 3 colori rosso (passano solo i soccorritori), verde (via libera) e giallo (dipende dalla distanza). Il problema della multa non nasce col rosso quando scatta la foto, ma nel momento in cui il giallo diventa rosso. La Cassazione (vedi sentenza 27348/2014) infatti ha chiarito che i 4 secondi del MIT non sono una regola fissa, ma sufficienti. In sostanza è il Comune che stabilisce la durata del giallo in base alle caratteristiche della strada. So già cosa state pensando: ma come? Chi irroga la multa personalizza anche le regole per poter multare?

4 CONSIGLI PER EVITARE MULTE AL PHOTORED

L’unica certezza è che quando il giallo è acceso bisogna prestare molta attenzione. Allora come si può evitare una multa del Photored se la durata del giallo è variabile? Ecco 4 consigli che si basano fondamentalmente su come comportarsi nei pressi di un semaforo con la telecamera:

– Se ti stai avvicinando a un semaforo con Photored sii pronto a rallentare gradualmente evitando manovre improvvise dell’ultimo secondo. In questo modo anche chi ti segue dietro eviterà di tamponarti poiché potrebbe avere gli occhi puntati solo sul semaforo.
– Se il giallo è già acceso quando sopraggiungi c’è una sola cosa sensata da fare, fermarsi e attendere il verde per ripartire. Accelerare per tirare la volata fino a superare la linea di arresto porterà a una multa certa.
– Se il giallo si accende nell’istante in cui stai per perdere il contatto visivo con il semaforo bisogna attraversare l’incrocio senza indugiare ma con la dovuta cautela.
– La linea di arresto non è un traguardo, quindi per essere sicuri di evitare la multa bisogna fermarsi prima di essa. Il tentativo fare retromarcia dopo averla superata non serve a nulla.

SULLA LINEA CON LE RUOTE ANTERORI, E’ VALIDA LA MULTA?

Se supero la linea di arresto solo con le ruote anteriori mentre c’è il rosso, la multa è valida? E’ il dubbio più frequente quando ci si accorge del rosso e si frena all’ultimo secondo. Il Codice della Stada, art. 41 stabilisce in modo perentorio che: “Durante il periodo di accensione delle luci rosse (…) i veicoli non devono superare la striscia di arresto. In mancanza di tale striscia, i veicoli non devono impegnare l’eventuale area di intersezione, né l’attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni”.

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SicurAUTO.it va in vacanza: ci rivediamo il 19 agosto!

di Donato D'Ambrosi

L’estate 2019 è bella che iniziata e secondo un recente sondaggio oltre 8 italiani su 10 useranno e stanno usando l’auto per andare in vacanza verso spiagge, montagne, laghi. Vale ancora la pena svegliarsi la mattina presto per la famigerata partenza intelligente? Dopo aver controllato se tutto quello che serve in vacanza è nella valigia, hai controllato di avere anche gli oggetti che non devono mancare in viaggio? E se i bambini più piccoli viaggiano per la prima volta in auto, quali sono gli errori da evitare? Se il cane impazzisce dalla voglia di viaggiare con la testa di fuori cosa bisogna fare? Ecco alcune domande che troveranno risposta nelle utili guide qui sotto. Anche per la Redazione di SicurAUTO.it è arrivato il momento di staccare la spina, ricaricarci e tornare pronti da voi con notizie sempre aggiornate, curiosità sul mondo delle auto e guide. Quindi vi auguriamo buone vacanze con i nostri migliori consigli. Con tutti voi ci rivediamo dopo la pausa estiva, il 19 agosto. Intanto non fatevi sorprendere dagli imprevisti in viaggio: ecco le cose più importanti che dovete sapere.

DOVE ANDRANNO GLI ITALIANI IN VACANZA

Secondo una recente indagine, un italiano su due (49%) partirà ad agosto e tra chi ha già deciso la destinazione, per l’81% l’auto ha un ruolo principale nel viaggio: tra questi, il 73% partirà direttamente con la propria macchina o con quella di altri compagni, mentre l’8% opterà per un’auto a noleggio (qui sotto trovi le dritte per risparmiare senza farti fregare dalla fretta). Le mete più gettonate sono in Italia, che batte l’Europa e l’extra-Europa con il 79% delle preferenze; quasi la metà del campione è diretto verso le spiagge di Calabria (13%), Sardegna e Puglia (entrambe al 10%) e Sicilia (8%). Tra le località di montagna scelte dal 16% dei vacanzieri su quattro ruote spicca il Trentino-Alto Adige (47%), mentre è Firenze la più gettonata delle città d’arte, visitate dal 5%. Roma, Milano e Firenze sono le 3 città italiane tra le 35 mete mondiali più visitate durante le vacanze.

Buone vacanze a tutti e Arrivederci al 19 agosto!

Ricordate di allacciare le cinture davanti e dietro e sistemare i bambini negli appositi seggiolini per auto 😉

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Animali in auto, come trasportarli in tutta sicurezza

15 errori da non fare con il noleggio auto

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5 cose da non fare in auto durante una tromba d’aria

di Donato D'Ambrosi

Il clima mediterraneo non ci espone a trombe d’aria e tornado con la stessa frequenza cui sono abituati gli americani. E forse è proprio che ci espone al rischio di farsi trovare impreparati, soprattutto se si è fuori casa, magari in auto. Quando il vortice d’aria è dirompente l’improvvisazione non è una buona strategia e ci sono poche cose da poter fare per mettersi in salvo. Ecco gli errori da non fare e i consigli degli esperti del National Oceanic and Atmospheric Administration Storm Prediction Center.

1 AVVICINARSI PER SCATTARE FOTO

A meno che non ambite al premio Pulitzer per la fotografia più pericolosa dell’anno, improvvisarsi fotoreporter non è per niente consigliabile. Quindi qualsiasi tentativo di seguire la tromba d’aria credendo che sia a distanza di sicurezza è da evitare. Il motivo molto semplice è che la traiettoria con cui si muove il vortice d’aria non è prevedibile senza le giuste conoscenze in materia, così come la velocità e la forza possono cambiare in pochi attimi in base ciò che la tromba d’aria trova davanti. Meglio provare ad allontanarsi il più possibile nella direzione opposta, possibilmente in auto.

2 ABBANDONARE L’AUTO

Oltre a perdere la possibilità di spostarsi più velocemente che a piedi, abbandonare l’auto è sicuramente l’ultima cosa da fare quando si è in prossimità di una tromba d’aria. Il motivo più semplice è che a meno di avere a disposizione un riparo migliore, l’auto può proteggere da piccoli oggetti volanti. Poi lasciare l’auto per strada la trasformerà in un oggetto in preda al ciclone che potrà anche sollevarla e scagliarla ovunque. Meglio abbandonare l’auto solo in casi di estrema necessità per mettersi in salvo.

3 PROTEGGERSI NEI SOTTOPASSAGGI

Sostare con l’auto o a piedi in un sottopasso è tra le cose più pericolose da fare, anche se apparentemente sembra la scelta più sensata per ripararsi dalla furia del ciclone. I luoghi posti al di sotto del livello stradale sono statisticamente quelli che in caso di uragano e tempesta si allagano prima, meglio quindi cercare di allontanarsi il più possibile dalla zona della tromba d’aria.

4 SOSTARE SOTTO PONTI E CAVALCAVIA

Un cavalcavia è quanto di più simile al tetto di una casa e rassicurante, ma a prescindere dalla sua solidità gli esperti sconsigliano di cercare riparo sotto ai ponti. Il motivo è che quando il vortice d’aria incontra uno spazio “forzato” si ha un effetto accelerante. Anche in questo caso quindi è consigliabile continuare a guidare fino a trovare un riparo più sicuro.

5 CAMMINARE IN STRADA A LUNGO

Il rischio di venire colpiti da oggetti volanti è alto, anche se il ciclone d’aria non è vicino, quando ci si muove fuori dall’auto. Se è vero che un albero cadente può fare danni a un pedone quanto a un’auto, se si scende dall’auto per impossibilità a proseguire in sicurezza meglio rifugiarsi prima possibile. Evitare luoghi che possono sembrare già fragili e preferire strutture robuste e più grandi, stando lontani dalle finestre e proteggendosi il volto in caso di rottura dei vetri.

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Parcheggiare in aeroporto: 5 consigli per risparmiare soldi e tempo

di Donato D'Ambrosi

Parcheggiare l’auto in aeroporto è per molti viaggiatori una necessità inevitabile che in caso di parcheggio per più giorni impone quantomeno la ricerca di un servizio economico. Non sempre chi va in aeroporto può conciliare ad esempio l’orario del volo con la disponibilità dei mezzi pubblici. Così come non è sempre conveniente farsi accompagnare da un taxi piuttosto che andare con la propria auto e parcheggiare in aeroporto. A differenza di quanto si crede il parcheggio economico agli aeroporti non è un mito, basta solo saperlo cercare e seguire pochi e semplici consigli per poter risparmiare soldi.

1.PROGRAMMARE LA SOSTA

Salvo dover partire all’istante per un incontro di lavoro dell’ultimo minuto, i voli sono nella maggior parte dei casi programmati. Si sa quando si parte e quando si arriva, con la dovuta approssimazione legata a possibili ritardi. Ecco, se sapete questo avete già nelle mani una grande possibilità di risparmiare soldi: basta prenotare un parcheggio all’aeroporto.

2.IL PREVENTIVO ONLINE

Se sapete già di volervi spostare in auto, prendetevi del tempo qualche giorno prima della partenza alla ricerca del parcheggio più economico in zona aeroporto, ma valutate con attenzione quanto è distante dal Terminal. Cercate le recensioni di altri automobilisti che di recente hanno parcheggiato nello stesso posto. La possibilità di calcolare un preventivo online inserendo l’orario e il giorno di arrivo e ripartenza in auto, vi permette di pianificare senza stress il viaggio.

3.COPERTO O SCOPERTO, MEGLIO VIDEO SORVEGLIATO

Il parcheggio negli aeroporti che sono attaccati al Terminal, coperti e sorvegliati sono in media quelli più costosi. Se pensate di poter fare a meno di un tetto sull’auto avrete già più margine di risparmio, ma non lesinate sulla sicurezza del posto. Se le recensioni non ispirano fiducia e il posto è abbastanza isolato meglio cercare qualche altro parcheggio.

4.LA NAVETTA GRATIS HA I SUOI ORARI

La navetta è un servizio sempre più diffuso soprattutto nei parcheggi più distanti rispetto all’aeroporto che hanno tariffe molto vantaggiose. Ma dovete mettere in conto che quando il servizio è gratuito potrebbe non combaciare con i vostri orari di volo e atterraggio. Meglio chiedere chiarimenti telefonando direttamente alla direzione del parcheggio dell’aeroporto.

5.PRENOTARE ONLINE

Trovato il parcheggio che soddisfa le vostre esigenze di viaggio non aspettate il giorno stesso per presentarvi all’ingresso a mani vuote: prenotate in anticipo. Prenotare in anticipo un parcheggio all’aeroporto, vicino o lontano che sia, permette sempre di risparmiare. Rispetto al pagamento in contanti alla cassa lo sconto diventa importante soprattutto se la sosta dura più giorni. La cosa fondamentale da ricordare è portarsi dietro il PIN per accedere al parcheggio secondo le modalità fornite in fase di prenotazione. Oltre allo sconto, pagare in anticipo fa risparmiare anche la fila che si forma alle casse automatiche all’atterraggio dei voli più frequenti.

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5 cibi da evitare prima di mettersi alla guida

di Donato D'Ambrosi

Mangiare in modo smisurato prima di mettersi alla guida è pericoloso tanto quanto partire a stomaco vuoto. Ma non tutti sanno che stare al volante per diverse ore richiede ugualmente energia oltre che riposo: tra 1000 e 1350 kcal al giorno. Per evitare di sovraccaricare l’apparato digerente e i colpi di sonno al volante bisognerebbe evitare alcuni cibi calorici ma anche carboidrati e ortaggi acidi. Ecco i consigli dell’esperto su cosa mangiare prima e durante il viaggio.

QUANTA ENERGIA SI BRUCIA ALLA GUIDA

Molto dipende dalle abitudini quotidiane a tavola, per questo è importante sapere che se ci si mette al volante, l’ideale è non ingurgitare oltre 2500 kcal circa ma neppure solo con un caffè. “Non ci si deve mai mettere al volante a stomaco vuoto, perché si può soffrire di bassi livelli di zucchero nel sangue e vertigini” Spiega la Dott.ssa Mari Carmen López del centro medico SEAT – “Inoltre, i morsi della fame diminuiscono la capacità di attenzione mentre la mente è su altre cose”. Al contrario, pasti abbondanti provocano sonnolenza, dolori addominali, bruciore di stomaco e gas, tutti sintomi che alterano la capacità di concentrazione. Dopo pranzo, ad esempio, è stato dimostrato che l’attenzione diminuisce del 10%. “Fare soste frequenti, mangiare piccole quantità e, dopo il pasto principale, camminare per 15 minuti o fare un pisolino per schiarirsi le idee“. Ma cosa è meglio evitare quando di guida per diverse ore?

I CIBI DA EVITARE IN VIAGGIO

Gli alimenti da evitare sono cibi fritti, fritti in pastella, piccanti e salse che possono compromettere una guida sicura. Al volante è anche meglio evitare riso, fagioli e pasta. Poiché la guida è un’attività che non richiede un apporto calorico significativo, è meglio non mangiare troppi carboidrati perché causano gonfiore. Inoltre, si digeriscono facilmente e fanno sentire di nuovo affamati. Mangiare troppi frutti acidi, cipolle e pomodori, anche se sono sani, provoca indigestione acida, quindi è meglio evitarli se si guida per una giornata intera. Le bevande energetiche durante la guida sono assolutamente sconsigliabili.

COSA MANGIARE IN VIAGGIO

Oltre 2 caffè o tè si rischia di diventare nervosi, ma poi è sempre soggettiva la cosa. Idratarsi bevendo acqua, succo di frutta e qualche bevanda analcolica permette di stare più concentrati al volante. Prima di mettersi in viaggio conta anche cosa si mette di solido nello stomaco. Qualche idea per restare leggeri la fornisce la Dott.ssa López con i consigli sui cibi da preferire prima e durante il viaggio.

Colazione

– Due fette di pane tostato con prosciutto cotto o formaggio
– Pezzo di frutta
– Caffè o tè

Spuntino

– Panino vegetariano e acqua

Pranzo

– Insalata
– Carne o pesce alla griglia o arrosto
– Frutta
– Acqua e caffè o tè

Spuntino pomeridiano

– Frutta, yogurt e acqua

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10 consigli per non farsi rubare l’auto in vacanza

di Antonio Elia Migliozzi

Tornano ad aumentare i furti di auto in Italia. Nel 2018, dopo 5 anni all’insegna di un trend in calo, i furti di auto salgono del 5,2% rispetto al 2017. Sono stati ben 105.239 i veicoli presi di mira dai ladri che hanno poi cercato di far perdere le loro tracce smembrando le auto o cercando di spedirle all’interno di cointainer. Le moderne tecnologie di tracciamento satellitare ci possono essere di grande aiuto per recuperare i veicoli sottratti che spesso lasciano il paese di provenienza in tempi davvero brevi. Oltre alla tempestività di intervento resa possibile dagli ultimi strumenti di contrasto ai furti in commercio, è il caso di dare uno sguardo a 10 consigli che possono evitare brutte sorprese, soprattutto in vacanza. A volta bastano piccole attenzioni come chiudere completamente i finestrini dell’auto o non lasciare oggetti di valore a vista per scongiurare spiacevoli sorprese. Vediamo come contrastare i furti di auto nella consapevolezza che, dopo le prime 48 ore, sarà molto difficile recuperare l’auto sottratta.

TREND PREOCCUPANTE

Torna a crescere il numero dei furti di automobili in Italia. A guardare i dati del Ministero dell’Interno la situazione è pesante. Nel corso del 2018 i ladri si sono impossessati di 105.239 mezzi, erano 99.987 nel 2017. Il trend parla di un +5,2% nel 2018. A peggiorare le cose c’è stato anche un calo dei ritrovamenti. Nel 2018 il 40% dei veicoli sottratti è stato poi ritrovato ma nel 2016 la soglia era a quota 44% e nel 2017 addirittura al 53%. Lo scorso anno oltre 64.000 vetture sono sparite nel nulla lasciando per sempre i legittimi proprietari. Oggi, oltre alle tipologie tradizionali di furti, si sono affiancate quelle hi-tech. In questi casi i ladri sono in grado di forzare accendere un’auto anche in meno di 60 secondi. D’estate, a facilitare la vita dei ladri, ci pensa la distrazione degli automobilisti dovuta al caldo o al clima vacanziero.

I 10 CONSIGLI

LoJack, società specializzata nei sistemi di rilevamento e recupero di auto rubate, ha messo a punto un vademecum di 10 consigli per evitare brutte sorprese. Tra le dritte ci sono indicazioni che potrebbero sembrare banali ma che potrebbero fare la differenza:

1. Mai lasciare l’auto accesa e con le chiavi inserite, nemmeno per pochi secondi.

2. In estate ricordati, prima di lasciare l’auto, di chiudere i finestrini e il tettuccio. Anche un piccolo margine potrebbe aiutare i ladri a introdursi nell’abitacolo.

3. Di notte è il caso di evitare la sosta dell’auto in parcheggi isolati o incustoditi. Per una sosta tranquilla si possono usare hardware e software che tracciano l’auto e lanciano un allarme se la vettura esce da una determinata area.

4. Se in estate capita di usare poco l’auto è bene verificarne con frequenza la presenza nel luogo in cui la si era parcheggiata l’ultima volta.

5. Se si parcheggia in una zona che non si conosce verificare a terra la presenza di frammenti di vetro. Questi ci confermano che la zona è a rischio furto o vandalismo.

6. Evitare di parcheggiare sempre nello stesso posto, in modo da scongiurare che il ladro possa pianificare al meglio il furto.

7. Attenzione alle truffe. I ladri fingono spesso un incidente per costringere i guidatori, soprattutto donne e anziani, a fermarsi e a scendere dall’auto.

8. In autogrill o nel parcheggio di un centro commerciale controlla sempre la chiusura delle portiere. Un ladro, appostato nelle vicinanze, potrebbe disturbare il segnale del telecomando dell’auto con un jammer per poi entrare indisturbato nel veicolo.

9. Una un antifurto meccanico o un sistema a radiofrequenza. Questi ultimi raddoppiano la possibilità di recuperare la vettura sottratta.

10. Metti la chiave della vettura in un “card protector” che ne impedisca la clonazione e eviti che i ladri possano amplificarne il segnale a distanza.

TRUCCHI UTILI

Fattore determinante per sventare i furti è la tempestività. Denunciare a poca distanza dal fatto l’eventuale furto accresce la possibilità di ritrovare la vettura anche perché, secondo le statistiche di LoJack dopo 48 ore le speranze di ritrovare il mezzo si riducono drasticamente. L’attenzione dei ladri potrebbe essere attirata da oggetti di valore all’interno del mezzo. Importante mettere sempre al riparo da sguardi indesiderati portafogli, borse, zaini e valigie. Attenzione anche a smartphone, navigatori e autoradio estraibili che potrebbero far gola a qualche balordo. Ricordiamoci comunque che sono molto diffusi anche i furti di singole componenti delle auto. Infotainment originali, specchietti esterni, sedili e cerchi in lega possono fruttare comunque un bel gruzzolo ai ladri. Insomma dopo questa carrellata di consigli cerchiamo di mettere in pratica qualche attenzione in più evitando, però, che l’ansia da furto ci rovini le vacanze estive.

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4 consigli per rendere connessa e smart un’auto in aftermarket

di Donato D'Ambrosi

Si parla tanto di auto connesse, quelle che preoccupano i Costruttori più delle auto elettriche. Ma l’accezione del termine “connessa” si presta anche alle funzionalità smart che rendono un’auto capace di comunicare con dispositivi e accessori aftermarket. Finché è il Costruttore dell’auto a garantire che l’auto connessa a un server blindato sia sicura allora dormiamo sonni tranquilli. Ma cosa succede se si installano in auto dispositivi e accessori che comunicano in rete o con device per l’accesso a informazioni che riguardano l’auto? Una ricerca ha voluto approfondire questo aspetto della cybersecurity aftermarket e ha identificato le regole base da seguire per evitare rischi di cyber attack.

L’INDAGINE SUI DISPOSITIVI CONNESSI AFTERMARKET

I ricercatori di Kaspersky si sono proposti di scoprire se i report sulla sicurezza dei dispositivi IoT (Internet of Things) incidono in qualche modo sui produttori di dispositivi smart per l’automotive. Hanno selezionato in modo casuale diversi dispositivi che hanno analizzato. Sono stati testati uno strumento di diagnostica OBD dongle simile a questo che abbiamo provato, un sistema TPMS per gli pneumatici, uno smart alarm, un localizzatore GPS e una dashcam controllata tramite app. I dispositivi testati si sono dimostrati sicuri ma non senza qualche criticità.

I PUNTI DEBOLI DEI SISTEMI SMART IN AUTO

Sono state riscontrate possibilità di accedere da remoto ai dati relativi alla dinamica di guida, manipolare i segnali provenienti dal TPMS o aprire le portiere dell’auto. Secondo i ricercatori però non porterebbero a vantaggi evidenti e immediati per i criminali informatici. Ecco come difendersi quando si rende smart e connessa un’auto non nuova con dispositivi aftermarket.

I CONSIGLI PER PROTEGGERSI DAGLI ATTACCHI

 

1.Nel momento in cui si decide di rendere più smart una parte della propria auto è bene considerare i rischi legati alla sicurezza. Se il dispositivo ha qualcosa a che fare con la telemetria dell’auto o ha accesso al suo “cervello” forse vale la pena pensarci bene prima di implementarlo.

2.Prima di acquistare un dispositivo cercare sul web notizie su eventuali vulnerabilità. È probabile che il dispositivo sia già stato esaminato dai ricercatori e questo consentirebbe di scoprire se sono state riscontrate criticità o se sono state rilasciate delle patch.

3.Non sempre è una buona idea comprare i prodotti più recenti rilasciati sul mercato. Oltre ai bug standard che spesso si trovano nei nuovi prodotti, i dispositivi nuovi potrebbero avere problemi di sicurezza che non sono stati ancora scoperti dai ricercatori. Con questa premessa, la scelta migliore è quella di acquistare prodotti che hanno già diversi aggiornamenti software.

4.Tenere sempre in considerazione la sicurezza legata alla “dimensione mobile” del dispositivo, specialmente se si possiede un dispositivo Android. Le app sono spesso d’aiuto e semplificano la vita, ma se uno smartphone è infettato da un malware, può avere conseguenze anche sul funzionamento e l’uso dell’auto.

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Vacanze coi fiocchi 2019: la sicurezza stradale passa per la cura dell’auto

di Donato D'Ambrosi

Vacanze coi fiocchi compie 20 anni, la campagna di sicurezza stradale del Centro Antartide che SicurAUTO.it sostiene nelle sue iniziative estive da tempo. L’edizione 2019 è accompagnata come sempre dal simbolo della sicurezza in viaggio con il personaggio di Snoopy al volante. La campagna della sicurezza stradale Vacanze coi Fiocchi punta come ogni anno a sensibilizzare sui pericoli della strada che si amplificano nel periodo estivo. Tra le varie iniziative, la consegna di opuscoli informativi agli automobilisti, una campagna social e la presenza ai caselli delle autostrade per consigliare gli automobilisti in viaggio.

20 ANNI DI SICUREZZA STRADALE

La campagna nazionale per la sicurezza sulle strade delle vacanze promossa dal Centro Antartide nasceva nel 1999 per contrastare il picco di vittime della strada che accompagna i grandi esodi estivi. Un dato che, per quanto migliorato nel tempo, resta ancora attuale. Quest’anno le attività ruotano attorno al tema della cura (per sé stessi, per gli altri viaggiatori e per il proprio veicolo) come modalità per promuovere la sicurezza. A raccontarlo ancora una volta centinaia di aderenti in tutta Italia, tra amministrazioni locali, autostrade, associazioni e media, con l’abituale collaborazione di testimonial d’eccezione come Piero Angela, Patrizio Roversi, Tessa Gelisio e il campione di nuoto Marco Orsi.

LA SICUREZZA STRADALE RACCONTATA DA PIERO ANGELA

È lo storico testimonial Piero Angela, attivo per Vacanze coi Fiocchi fin dalla prima edizione, ad aprire i materiali della campagna 2019: “Quest’anno siamo arrivati alla ventesima edizione di “Vacanze coi fiocchi”, forse la campagna sulla sicurezza stradale più longeva del nostro paese. Vent’anni di un impegno che nasce, oggi come due decenni fa, da uno sguardo ai dati sull’incidentalità ancora drammatici soprattutto nei mesi estivi in cui tanti italiani si mettono in viaggio per le vacanze”. Una celebrazione, quindi, che non ha il sapore di festa dato che, per citare un’espressione cara alla campagna, “molta strada resta ancora da fare”.

GLI INCIDENTI STRADALI AUMENTANO NELLE VACANZE

I mesi estivi infatti, a partire da luglio, sono ancora quelli in cui si registra il più alto numero di incidenti sulle strade poiché in questo periodo più spesso ci mettiamo in auto. I morti in strada da giugno a settembre sono più di 1.200, un numero pari ai passeggeri di un traghetto, che scompaiono nel giro dell’estate.  Inoltre, se per il 2018 le vittime sembrano essere in calo, -2% (stima preliminare in attesa dei dati di ACI e Istat) – le sole registrazioni di Stradale e Carabinieri per i primi mesi del 2019 sono allarmanti:  +6,7% in più per le vittime e +5,6% per gli incidenti dall’esito fatale. Lontani dall’obiettivo UE di una riduzione del 50% delle vittime entro il 2020.

VACANZE COI FIOCCHI 2019, DOVE

Il materiale informativo come ogni anno sarà distribuito su tutto il territorio nazionale, in particolare negli snodi della rete autostradale. L’edizione Vacanze coi Fiocchi 2019 ricorda che per viaggiare in sicurezza occorre “prendersi cura”: cura di sé stessi – stando attenti a mettersi alla guida nelle migliori condizioni. Prendersi cura degli altri passeggeri, ad esempio facendo allacciare le cinture e usando il seggiolino per i bambini, cura del proprio veicolo e degli altri utenti della strada attraverso il rispetto delle regole. La campagna Vacanze coi Fiocchi sarà divulgata attraverso diversi canali, diffondendo spot radiofonici, manifesti con l’immagine tradizionale di Snoopy e il pieghevole, distribuito in più di 25.000 copie. Sarà possibile incontrare i sostenitori della campagna e ricevere l’opuscolo con i consigli per viaggiare in sicurezza nei Comuni della penisola aderenti e sulla rete autostradale italiana, tra caselli, aree di servizio, punti Blu e aree di cortesia.

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Campanelli, prese e serrature per una casa domotica

di Giuseppe Testa
Campanelli e serrature Domotica e casa Intelligente

La domotica è quel ramo della tecnologia in cui gran parte degli elettrodomestici e dei dispositivi di casa sono connessi ad Internet (tramite wifi e o cavo di rete) e possono essere controllati a distanza quando si è in un’altra stanza oppure fuori casa, utilizzando delle app o siti con accesso remoto. Portare la vera […]

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15 errori da non fare con il noleggio auto

di Redazione

Con l’approssimarsi delle vacanze estive molti italiani stanno pianificando come trascorrere le proprie ferie e stanno prenotando alloggi, case vacanza, spostamenti con traghetti o aerei e auto a noleggio. Ma quali sono gli errori più frequenti da non fare con il noleggio auto? Molto spesso non si conoscono o la fretta espone a rischi di cui si viene a conoscenza solo mesi dopo, con richieste di rimborso dalla società di noleggio. Oggi il noleggio auto è decisamente più a portata di tutti, ormai sdoganato da costoso servizio per uomini d’affari (leggi dove noleggiare un’auto di lusso a Roma) è divenuta una pratica molto diffusa per chi viaggia anche per piacere. Soprattutto se si viaggia in posti esotici o in isole, dove spesso si noleggia l’auto da piccole imprese locali, bisogna tenere gli occhi aperti e conoscere alcune basilari regole per affittare una vettura e non rischiare di vedersi prosciugare il conto per risarcimenti o penali. Traendo ispirazione dalla guida al noleggio pubblicata dall’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con ANIASA scopriamo quali sono gli errori da non commettere con il noleggio auto.

1 SAPPIAMO REALMENTE CHI CI STA NOLEGGIANDO L’AUTO?

Presi dall’eccitazione dell’imminente partenza per le vacanze o solleticati da un prezzo stracciato per il noleggio può verificarsi la temibile evenienza dell’acquisto compulsivo, ma sappiamo chi c’è dietro quell’offerta irresistibile? Verifichiamo sempre se stiamo noleggiando da una compagnia di rent a car o se si tratta di un broker o di un’altra realtà. Sicuramente una grande compagnia può, generalmente, offrire un supporto di livello e maggiori garanzie (Se vuoi approffondire con tante altre informazioni sul noleggio in Italia leggi qui la guida SicurAUTO.it).

 

2 NOLEGGIO TUTTO INCLUSO O A PARTIRE DA…

Nella fase di definizione della pratica di noleggio, sia che essa si svolga online o al desk del noleggiatore, è fondamentale sapere oltre alla vettura quali servizi e optional sono eventualmente inclusi. Se abbiamo necessità di un navigatore o di un seggiolino per bambini potremmo dover pagare un supplemento, facendo lievitare non poco il costo del noleggio.

3 ASSICURAZIONE, MA NO COSA VUOI CHE SUCCEDA

Spesso quando si acquista un servizio, magari per fare economia, si sceglie di risparmiare sulle garanzie accessorie e sulle assicurazioni. Nel caso del noleggio la mancanza di una copertura adeguata potrebbe rivelarsi estremamente onerosa in caso di danni da risarcire. È inoltre consigliato di verificare la presenza di eventuali franchigie sull’assicurazione e farsele quantificare (Scopri tutto sulle assicurazioni per le auto a noleggio, leggi qui).

4 PAGAMENTI E IMPORTI A SORPRESA

Un altro fondamentale aspetto del noleggio è il pagamento del servizio e la cauzione che, salvo rari casi, sarà trattenuta dal noleggiatore. Al fine di non avere sorprese amare è importante informarsi sulle modalità di pagamento e sull’importo e le modalità di restituzione della cauzione. Solitamente viene riservato un plafond sulla carta di credito a titolo di deposito cauzionale, questo sarà rimborsato per intero se l’auto viene restituita integra.

5 SORVOLARE SU DETTAGLI DELLA PRENOTAZIONE

Se la prenotazione dell’auto a noleggio avviene online nella maggior parte dei casi si riceve una mail che documenta tutti i dettagli del servizio acquistato. Bisogna leggere con attenzione tutte le specifiche del noleggio ed è buona norma stamparne una copia, o salvarla sullo smartphone, da avere al seguito durante tutta la durata del noleggio.

6 RITIRO FRETTOLOSO DELL’AUTO A NOLEGGIO

Il momento del ritiro dell’auto segna per certi versi l’inizio della vacanza e quindi è la tentazione di sbrigare frettolosamente questa pratica può essere tanta. Si tratta in realtà di un momento delicato e fondamentale del noleggio, è importante controllare sia l’esterno che l’interno dell’auto in cerca di danni preesistenti e, qualora se ne riscontrino, bisogna segnalarli subito al noleggiatore. Fare delle foto se qualcosa non ci convince del tutto può tornare senz’altro utile.

7 POCA ATTENZIONE ALLA DOTAZIONE DI BORDO

Quando noleggiamo un’auto questa comprende una determinata dotazione di bordo, di solito specificata nel contratto o nella famosa mail con i dettagli del servizio. Al momento del ritiro della vettura bisogna controllare che questa dotazione sia presente e che sia efficiente. Quindi va controllata ad esempio la presenza dei documenti, del triangolo, della ruota di scorta e degli attrezzi, dell’eventuale kit di riparazione e montaggio. È buona norma controllare anche lo stato delle gomme, queste devono essere in ottime condizioni e non presentare bozzi o rigonfiamenti sulla spalla.

8 PATENTE E CARTA DI CREDITO, È TUTTO IN REGOLA?

Per noleggiare un auto i documenti indispensabili sono la patente di guida e la carta di credito, quest’ultima non deve essere di tipo ricaricabile. Bisogna controllare la scadenza della patente, il documento deve necessariamente essere valido; allo stesso modo va verificata l’eventuale data di scadenza della carta di credito questa, inoltre, deve avere plafond sufficiente a coprire la cauzione (Se noleggi un’auto all’estero leggi qui cosa sapere per non commettere errori).

9 PECCARE DI PRESUNZIONE

Se l’automobile che abbiamo appena noleggiato è un modello con il quale non avete familiarità, se ad esempio dispone di un cambio automatico di ultima generazione ma non lo abbiamo mai utilizzato, è sempre bene chiedere spiegazioni agli addetti che consegnano le vetture. Il personale è infatti tenuto a fornire tutte le spiegazioni del caso.

10 GUASTI O INCIDENTI, SAPPIAMO CHI CHIAMARE?

Sempre al momento del ritiro è opportuno farsi specificare dagli incaricati del noleggio chi contattare qualora dovesse verificarsi un guasto, un incidente stradale o un altro problema. Annotare e mettere bene in vista questi numeri e magari farli segnare sulla rubrica dello smartphone a qualcuno dei passeggeri.

11 RICONSEGNA DA NON PRENDERE ALLA LEGGERA

Nei contratti di noleggio auto sono ben specificati il luogo, il giorno e l’ora per effettuare la consegna del veicolo. Bisogna attenersi a queste indicazioni e ricordarsi di controllare che non vi siano danni sull’auto. Avvenuta la consegna è importante farsi rilasciare una ricevuta che lo attesti.

12 IL CARBURANTE NON È GRATIS

Quando viene ritirata un’automobile a noleggio questa viene fornita con una precisa quantità di carburante, la medesima quantità deve essere presente al momento della consegna a fine noleggio. La penale per chi non si attiene a questa regola è solitamente esosa ed è bene farsi annotare nella ricevuta lo stato del serbatoio al momento della consegna (Scopri come noleggiare a basso costo e non prendere fregature).

13 CONSEGNA NELLE ORE NOTTURNE, OCCHI APERTI

Se dovesse verificarsi l’evenienza di una consegna del veicolo in tarda serata o di notte e magari si lascia l’auto al parcheggio, depositando le chiavi in un’apposita cassetta, è opportuno fare delle foto accurate dell’auto; le immagini serviranno a contestare eventuali reclami e richieste di risarcimento danni non dovuti.

14 DIMENTICARE LA CAUZIONE

Quando si riceve la fattura del noleggio bisogna accertarsi che la somma stanziata per il deposito cauzionale venga svincolata. Ci si può rivolgere alla società emittente della propria carta di credito qualora lo sblocco non avvenga automaticamente.

15 ATTENTI FINO ALLA FINE

Alla fine del noleggio potrebbero giungere addebiti imprevisti da parte del noleggiatore, prima di pagare è bene accertarsi di cosa si tratta e chiedere dati e giustificativi delle somme richieste. Qualora quanto fornito non dovesse acclarare e legittimare le richieste ci si può difendere contestando gli addebiti, ovviamente per iscritto.

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Come trainare auto elettriche e ibride: la guida completa

di Donato D'Ambrosi

Quante volte vi siete trovati a dover trainare o essere trainati da un’auto? Molte probabilmente. Ma trainare un’auto elettrica non è così semplice come collegare una fune visibili, mettere in folle, levare il freno a mano e via. Il traino di un’auto elettrica (o ibrida) richiede la conoscenza di informazioni specifiche per evitare rischi alle persone ma soprattutto danni all’auto elettrica da trainare. Ecco come fare con le indicazioni di alcuni Costruttori di auto elettriche.

TRAINARE UN’AUTO ELETTRICA SOLO SUL CARROATTREZZI

Intanto bisogna precisare che non c’è un modo univoco per trainare un’auto elettrica, a meno di richiedere l’intervento di un carroattrezzi con pianale. E’ questo il modo più sicuro per trasportare un’auto elettrica senza rischi, e nel caso della Renault ZOE è anche l’unico ammesso dal Costruttore. Ma badate bene che in caso di guasti, anche l’operatore del carroattrezzi che interviene deve essere preparato e avere l’abilitazione CEI 11-27 o  PES-PAV; leggi qui di cosa si tratta. Per legge vi ricordiamo, a prescindere dalle auto elettriche che è permesso il traino di un’auto solo con carroattrezzi in autostrada o quando il traino avviene con solo due ruote appoggiate a terra. E’ chiaro che non serve necessariamente chiamare un carroattrezzi per spostare semplicemente un’auto elettrica che è rimasta con la batteria scarica o non ha fatto incidenti. Ma un’auto elettrica si può trainare come un’auto normale, legata a un qualsiasi mezzo di soccorso? Dipende dai casi che vediamo qui sotto.

TRAINARE UN’AUTO ELETTRICA CON IL CARROATTREZZI

Assodato che il metodo più sicuro per trainare un’auto è sollevarla su un carroattrezzi con pianale, alcuni Costruttori permettono anche il traino senza pianale. Tesla ad esempio in alternativa al pianale consiglia l’uso dei pattini per evitare che le ruote tocchino a terra. I clienti che hanno le sospensioni pneumatiche però devono ricordarsi di attivare la funzione Jack, altrimenti l’auto-livellamento potrebbe allentare le cinghie di sicurezza. Per tutti gli altri clienti Tesla Model S invece è raccomandata l’attivazione della funzione Tow per evitare che si attivi da sola la modalità Park nelle fasi di carico e traino. Lo stesso vale per la Hyundai Kona EV che può essere trainata solo su carroattrezzi o carrelli sotto le ruote. Ma per fortuna non sempre è così per tutte le auto.

PERCHE’ TRAINARE UN’ELETTRICA E’ COMPLICATO

Il motivo per cui i Costruttori sconsigliano di trainare un’auto elettrica con le ruote a contatto con la strada è che un motore elettrico può funzionare anche al contrario. Nel senso che quando è alimentato dalla batteria HV fa girare le ruote, ma in modo inverso però il motore può generare elettricità proprio come una dinamo. Questo, come si legge praticamente in tutti i manuali d’uso delle auto elettriche può creare molti rischi, di incendio e di danneggiamento del sistema elettrico, del motore e del sistema frenante per il recupero di energia. Ecco perché leggendo sul manuale della Nissan Leaf le uniche ruote che possono toccare la strada durante il traino sono quelle posteriori, in alternativa a trainare l’auto su carroattrezzi con pianale.

TRAINARE SI, MA FINO A 30 KM/H E PER 30 KM

La Citroën C-Zero, l’unica auto elettrica a cambiare freni a 60 mila km (scopri tutti i costi reali di manutenzione delle auto elettriche e ibride nell’indagine di SicurAUTO.it) la fa molto più facile. In caso di traino bisogna ricordare alcune raccomandazioni di Citroën e la C-Zero si può trainare quasi come un’auto tradizionale. Chiaramente come per le atre auto bisogna limitare il rischio di produrre correnti pericolose. Per questo Citroën consiglia di mettere il veicolo in “Ready”, togliere il freno a mano dopo aver collegato l’auto al mezzo di soccorso ma soprattutto non superare la velocità di 30 km/h con le ruote a contatto della strada e trainare l’auto elettrica non oltre 30 km. Vi sarete resi conto come il modo più sicuro per sapere come trainare correttamente l’auto è ricorrere a un carroattrezzi, ma per ogni dubbio aprite il libretto di uso e capirete se sono concesse deroghe e come fare.

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