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Le 13 innovazioni automotive più curiose del 2020

di Donato D'Ambrosi

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La Ricerca e Sviluppo automotive nascosta nelle auto e rivelata dal premio PACEAward alle 13 innovazioni automotive più curiose del 2020

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Coronavirus: le aziende automotive in Italia chiuse per l’emergenza [AGGIORNATO]

di Donato D'Ambrosi

L’emergenza Coronavirus coinvolge i fornitori dei Costruttori: l'elenco aggiornato delle aziende automotive in Italia chiuse per l’emergenza

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Guida sul bagnato: il sistema Shake legge l’asfalto scivoloso

di Donato D'Ambrosi

Guidare sul bagnato richiede prudenza sempre e comunque, ma ci sono situazioni in cui l’asfalto reso scivoloso da una pioggia temporanea non è visibile subito. Un rischio frequente per le auto più prestazionali su cui Hella in collaborazione con Porsche ha messo una toppa presentando la tecnologia SHAKE che legge la strada e riconosce l’asfalto scivoloso. Ecco come funziona e in che modo lavora con i sistemi di sicurezza e comunica con l’auto.

GUIDA SUL BAGNATO, LA TECNOLOGIA MIGLIORA LA SICUREZZA

La tecnologia Shake consente di rivelare la presenza di umidità sulla superficie stradale e pre-attivare i sistemi di assistenza e di sicurezza. La presenza di umidità sull’asfalto viene controllata con un sensore incorporato nei passaruota anteriori della nuova Porsche 911.  Il sensore Structural Health and Knock Emission (da qui SHAKE) identifica le condizioni stradali rischiose tramite l’umidità e comunica con l’auto, gestendo la funzione Porsche Wet Mode, anch’essa al debutta sulle auto di serie.

COME FUNZIONA IL SENSORE CHE RILEVA L’ASFALTO BAGNATO

L’asfalto bagnato è una delle cause principali di incidenti che i conducenti sottostimano di più “Se dobbiamo prevenire tutto ciò in modo preciso, i conducenti devono essere consapevoli in tempo utile delle condizioni stradali in modo che possano conseguentemente adattare il proprio comportamento” spiega Michael Jaeger, membro dell’executive board della divisione Elettronica. Se il sensore SHAKE rileva l’asfalto bagnato, intensifica l’azione dei sistemi Porsche Stability Management (PSM) e del Porsche Traction Management (PTM).

SISTEMI DI SICUREZZA PIU’ EFFICIENTI PER AUTO A GUIDA AUTONOMA

Intanto il conducente alla guida riceve un avviso che gli comunica il rischio di guida sull’asfalto bagnato consigliando di passare alla Wet Mode. “È un grande vantaggio rispetto a molti sistemi attuali, che avvisano unicamente il conducente quando una situazione critica in presenza di superficie stradale molto bagnata ha già avuto luogo” afferma Jaeger. Il sensore può essere applicato teoricamente anche a scenari di guida autonoma e cambia paradigma sul controllo della strada attraverso pneumatici connessi. “Per determinare l’attrito statico e quindi le distanze di frenata, un’informazione precisa sulle condizioni stradali risulta vitale. E questo è esattamente ciò che il sensore SHAKE può rivelare in modo efficace.

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Case auto: chi investe di più in ricerca e sviluppo?

di Donato D'Ambrosi

Gli investimenti delle Case auto in ricerca e sviluppo sono aumentati del 91% negli ultimi 10 anni, a causa soprattutto delle normative antinquinamento sempre più severe. Secondo una ricerca pubblicata dalla Commissione europea le aziende automotive hanno speso ben 123 miliardi di euro nell’innovazione. Ecco quanto spendono le Case auto in R&D e quali sono le aziende automotive più innovative.

LA CLASSIFICA DELLE CASE AUTO IN RICERCA E SVILUPPO

Nell’ambito di un’indagine di Joint Research la Commissione europea pubblica la classifica delle Case auto che hanno investito di più in Ricerca e Sviluppo. Tra le prime 2500 aziende al mondo che hanno impiegato più risorse nello sviluppo di nuove tecnologie automotive, il Gruppo Volkswagen è al primo posto. Nel 2019 Volkswagen ha investito 13,6 miliardi di euro in R&D, il 3,8% in più rispetto al 2018. Volkswagen Group è seguita da Daimler (9 miliardi), Toyota (8,2 miliardi), Ford (7,2 miliardi) e Bmw (6,9 miliardi). All’interno delle alleanze, Nissan ha investito 4,1 miliardi di euro rispetto a Renault (3,5 miliardi) nell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Nel Gruppo più attuale in vista della fusione con FCA, PSA ha fatto registrare il maggiore aumento di budget investito in R&D (+25% circa).

LE CASE AUTO PIU’ INNOVATIVE PER NUMERO DI BREVETTI NEL 2019

Se si considera la quota di investimenti in rapporto al fatturato però BMW è la Casa auto più impegnata (7,1%) secondo il Quadro di valutazione R&D dell’UE. Seguire invece ci sono per Volkswagen (5,8%), Daimler (5,4%), General Motors e Honda (5,3%), Ford (5,1%). Nel confronto sul numero di brevetti depositati dalle Case auto più innovative del 2019, Toyota è nettamente in testa, con 2344 registrazioni. Al secondo posto c’è il Gruppo Hyundai-Kia con 1.767 brevetti, poi GM (941), Bosch (912), Volkswagen (726), Honda (538), Denso (502) e Nissan (456).

RICERCA E SVILUPPO DEI PRODUTTORI DI COMPONENTISTICA

Dall’indagine della Commissione europea sugli investimenti in Ricerca e Sviluppo emerge anche quanto a dispetto dei Costruttori, i Produttori di componentistica automotive siano altrettanto impegnati nell’innovazione. Bosch in cima alla classifica dei fornitori di componentistica automotive ha investito 6,1 miliardi di euro nel 2019 (7,9% del fatturato 2019 e +4,3% sul 2018). Al secondo posto c’è Denso per investimenti in R&D (3,9 miliardi) sebbene con una quota maggiore (9,3%) sul fatturato. Infine c’è Continental tra le aziende automotive che hanno investito di più in Ricerca e Sviluppo nel 2019: 3,3 miliardi di euro, pari al 7,6% del fatturato 2019.

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7 consigli per risparmiare soldi quando si ripara un PC

di Valentino Viscito
Sfortunatamente i nostri PC molto spesso tendono ad avere diversi problemi e richiedono l’assistenza tecnica per essere riparati. Nonostante tali riparazioni possano sembrare difficili e alquanto complicate, alcune di esse possono essere effettuate dall’utente stesso, leggi di più...

Acquisto auto elettrica o ibrida? I pro e contro da sapere

di Nicodemo Angì

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La rivoluzione elettrica è già fra noi e non pensiamo a costose berline, sportive e SUV a batteria ma alle già conosciute auto ibride. In queste automobili convivono infatti il classico motore a combustione e un powertrain elettrico. Le ibride plug-in hanno persino la presa di ricarica, come le elettriche, ma questa similitudine non deve ingannare: le differenze con le elettriche sono sostanziali. Elettriche e ibride hanno infatti costi e tecnologie molto differenti che è interessante conoscere. Pensiamo all’offerta delle ibride, già ampia e popolata di marchi prestigiosi con un budget fino a qualche decina di migliaia di euro. SicurAUTO.it, per esempio, ha pubblicato i consigli per l’acquisto di auto ibride sotto i 30.000 e sotto i 40.000 euro. Rimanendo entro i 40.000 euro è possibile considerare anche diverse auto elettriche a batteria: quali sono i pro e i contro della scelta?

UNIRE DUE MONDI

Le ibride sono mediamente più economiche delle elettriche comparabili e questo può compensare il minor ecobonus al quale hanno diritto (leggi come prenotarlo). Questo nonostante la loro maggior complicazione meccanica e la spiegazione risiede nelle batterie, ancor oggi molto costose anche se il prezzo per kWh sta scendendo costantemente.  Ma quali possono essere i pro e i contro di un’auto ibrida? Le ibride hanno almeno 2 motori, uno a scoppio e uno o più elettrici, e non è semplice gestire propulsori con caratteristiche così diverse. Ce ne siamo resi conto spiegando le soluzioni tecnologiche indicate dalle sigle P0, P1, P2, P3 e P4. In effetti nel post si parlava con una certa frequenza di innesti e frizioni, necessari per inserire o escludere le diverse unità. Le soluzioni sono molto diverse: Toyota, per esempio, ha inventato il Sinergy Drive: un gruppo epicicloidale che raccorda il motore termico con i 2 elettrici senza bisogno di frizione. La Casa ha anche il Dynamic Force, con un cambio a variazione continua del rapporto (simile a quello degli scooter) e 2 motori elettrici.

COSTI E TECNOLOGIE DIFFERENTI

Per ottenere la trazione integrale, poi, si usa un terzo motore elettrico al retrotreno. Un assale simile sarà usato dalle future PSA e sulla nuova Renault Clio arriveranno powertrain ibridi con cambio a 2 velocità per il motore elettrico. Pensando ai pro e contro delle ibride notiamo che la complessità è quindi alta e la messa a punto implica test approfonditi. Basta pensare che occorre gestire non soltanto il motore elettrico e quello a combustione ma anche l’interazione fra i due e con i freni. Anche la gestione termica non sarà semplice, dato che comprende motori a scoppio, elettrici, magari distanti (al posteriore) e le batterie. Fra i contro dei veicoli ibridi c’è perciò la maggiore complessità che comunque non è detto che vada a detrimento dell’affidabilità. Le ibride sono infatti fra le auto preferite dai tassisti perché si è visto che ci si può “fidare” e hanno una manutenzione non troppo onerosa.

VEDIAMO I PRO E CONTRO

Dobbiamo quindi complimentarci con le Case automobilistiche che riescono a proporre automobili affidabili, anche se complesse, a prezzi non esagerati. In effetti non sembrano esserci grosse lamentele dai costruttori sulla redditività delle ibride, a differenza di quel che accade con le elettriche. Questo, fra parentesi, dimostra quanto sia complicato cambiare una filiera produttiva ormai ben collaudata. Ricordiamo che fra i pro delle auto ibride c’è la guida in città e nell’extraurbano, perché il recupero dell’energia in queste situazioni lavora al meglio. In autostrada la batteria si scarica presto e la velocità praticamente costante non la ricarica. I numerosi componenti possono far salire molto il peso e la complessità (il grafico sotto la confronta per i vari powertrain), un dato sul quale occorre soffermarsi in fase di valutazione.

ACQUISTO UN’AUTO ELETTRICA O IBRIDA?

La Mini Countryman ibrida a trazione integrale, per esempio, pesa quanto la ben più grande Toyota RAV-4. Se volete un confronto fra i costi della manutenzione potete poi leggere l’interessante dossier di SicurAUTO.it. Ma quali sono i pro e contro dell’auto elettrica? Sicuramente l’auto “a batteria” ha un design più lineare: il powertrain è compatto, la trasmissione è ridotta al minimo mentre l’inverter non è certo enorme. Le pesanti batterie possono essere sistemate molto in basso (se il pianale è studiato appositamente) con vantaggi per la posizione del baricentro e l’handling. Anche l’affidabilità promessa è alta, grazie al ridotto numero di componenti, e la gestione dei vari componenti può essere “centralizzata”.

MOLTO PESO MA IN BASSO

Il motore elettrico è infatti molto più “digitale” di quello a scoppio e anche le batterie si gestiscono agevolmente con l’elettronica. Chi sceglie un’elettrica deve sapere che fra i pro e i contro c’è il peso elevato, in rapporto alle dimensioni, e che l’autonomia sarà piuttosto variabile. Se il rendimento è altissimo, la distanza percorribile risente infatti sensibilmente di fattori quali il carico, l’uso del climatizzatore e la temperatura ambiente. Il “rifornimento”, poi, va valutato bene: se si fanno viaggi lunghi occorre pianificarli con attenzione mentre l’impiego quotidiano è molto più gestibile. Se si può ricaricare di notte l’autonomia non sarà mediamente un problema e anche la rete elettrica ringrazierà.

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Ricevitore Bluetooth Aukey BR-C2 per streaming e vivavoce

di Aggregator

Aukey BR-C2 è un ricevitore Bluetooth che porta lo streaming musicale da smartphone/tablet su vecchi stereo e in auto, con tanto di opzione per gestire le telefonate in vivavoce. Buttare il vecchio stereo soltanto perché non ha il Bluetooth è uno spreco. La stessa cosa vale per l’autoradio della macchina: sebbene ancora completamente funzionante, potreste volerla cambiare per comprarne una tecnologicamente avanzata, con Bluetooth, per poter trasmettere la musica in streaming dall’iPhone e gestire le telefonate in vivavoce ascoltando quella dell’interlocutore direttamente dall’impianto stereo dell’automobile. La soluzione a tutto questo esiste e si chiama Aukey BR-C2, un piccolo ricevitore Bluetooth che costa appena 16 euro e porta il Bluetooth a vecchi Stereo e autoradio senza bisogno di cambiarle.

Molto piccolo ( 4,9 x 2,4 x 1 centimetri) e leggero (14 grammi), arriva a casa all’interno di una scatola molto più grande perché in realtà, all’interno, insieme ad esso sono inclusi il manuale utente, il cavo microUSB per la ricarica, il cavo jack-jack da 3,5 mm ed un più piccolo e comodo connettore jack-jack in alluminio. E’ completamente in plastica, gommata per quanto riguarda cassa e tasti (+) e (-), lucida opaca per il tasto Multifunzione, leggermente incavato che, come scopriremo più avanti, è semi-trasparente in quanto al di sotto di esso si trova un indicatore LED. Alla base troviamo il connettore jack, da un lato quello microUSB.

Tutto quello che bisogna fare, dopo averlo tirato fuori dalla scatola, è ricaricarlo. Se totalmente scarico, la ricarica completa avviene in circa 2 ore: nel nostro caso era sufficientemente carico ed abbiamo impiegato solo 15 minuti per far spegnere la luce LED rossa.

A questo punto è sufficiente mantenere la pressione sul tasto Multifunzione per qualche secondo per accendere il dispositivo: la luce LED che prima era rossa, lampeggerà costantemente di blu, simbolo che è in modalità “accoppiamento”. Basterà cercare la sigla del dispositivo tra quelli visibili dalla lista su iPhone per abbinare il telefono in pochi secondi al ricevitore: al termine dell’operazione, la luce blu sarà costantemente accesa e non resterà altro da fare che collegare il cavo jack o il più piccolo connettore all’Aukey, collegandolo successivamente all’ingresso AUX di un vecchio stereo, dell’autoradio o qualsiasi speaker dotato di tale porta.

Fonte Aukey® Ricevitore Bluetooth Auto Audio senza fili, Bluetooth 3.0 Receiver Wireless, Ricevitore Adattatore Portatile per Sistema di Stereo in Auto e Casa, e per Telefono Cellulare con 3,5 mm Jack Audio. (Nero)

Case Mid Tower Corsair Carbide Series SPEC-01

di Aggregator

Il Carbide Series SPEC-01 è la prova che un look elegante, un design intelligente ed una struttura resistente non devono necessariamente essere costosi e che la semplicità non è detto che sia noiosa. Il pacchetto comprende uno stile grintoso, un’enorme finestra sul pannello laterale per poter ammirare i componenti interni ed una ventola d’aspirazione frontale con illuminazione a LED che indirizza l’aria fresca direttamente sulle schede grafiche.

All’interno c’è spazio sufficiente per cinque ventole, e i quattro vani con combinazione disco rigido/SSD rendono l’installazione e l’aggiornamento delle memorie semplici e rapidi. Gli intagli di instradamento dei cavi ti aiutano a ridurre l’ingombro interno e i filtri antipolvere integrati garantiscono una protezione per i componenti interni. Sulla parte frontale, il connettore USB 3.0 garantisce una velocità ad altissime prestazioni dei dispositivi di storage.

Come tutti i Case Corsair, SPEC-01 è progettato per offrire il massimo raffreddamento anche in caso di overclocking, GPU multiple o semplicemente la necessità di una maggiore aerazione. Sono disponibili punti di montaggio per l’installazione fino a cinque ventole, incluse due frontali da 140mm o 120mm, due da 120mm in alto ed una ventola sempre da 120mm nella parte posteriore.

In aggiunta ai due alloggiamenti per unità ottiche standard da 5,25 pollici, ci sono quattro alloggiamenti integrati combo per unità da 3,5/2,5 pollici (dischi rigidi meccanici o unità a stato solido). L’installazione delle unità da 3,5 pollici non necessita di attrezzi e si dispone di fori per l’instradamento dei cavi per creare assemblaggi dall’aspetto gradevole e con una migliore circolazione dell’aria. Senza contare che c’è un apposito intaglio per CPU per consente di aggiornare il sistema di raffreddamento senza dover rimuovere la scheda madre. I filtri delle ventole frontali aiutano a tenere la polvere lontano dalle parti interne e il pannello frontale ha una porta USB 3.0 per prestazioni più veloci di unità flash USB e dischi rigidi portatili.

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Garanzia: 2 anni
Peso: 4.8kg
Colore: Black
Fattore di forma case: Mid-Tower
Dimensioni: 447mm x 200mm x 428mm
Supporto scheda madre nel case: Mini-ITX, MicroATX, ATX
Lunghezza massima GPU: 414mm
Altezza massima dissipatore di calore CPU: 150mm
Lunghezza massima PSU: 230mm
Slot di espansione case: 7
Alloggiamenti per unità case: (x2) 5.25 (x4) Combo 3.5/2.5
Materiali case: Acciaio
Alimentatore case ATX (not included)
Connessioni esterne: (x1) USB 2.0 (x1) USB 3.0 (x1) Cuffie (x1) Micropono
Posizioni di montaggio delle ventole Frontali: (x2) 120/140mm Top: (x2) 120mm Retro: (x1) 120mm
Ventole incluse: (x1) 120mm
Posizioni di montaggio radiatore: retro 120mm
Compatibile con dissipatori di calore a liquido: Corsair H55, H60, H75, H80i

Fonte

Guida all’acquisto del pc in base alle esigenze e budget

di Aggregator

Questa guida ha lo scopo di indizzare gli utenti verso un acquisto più mirato secondo le proprie proprie esigenze, aggirando le trovate puramente di marketing dei produttori che portano a spendere più di quanto sia realmente necessario.

Processori

ProcessoreGli AMD A6-5400K/A8-5600K e i più recenti A6-6400K/A8-6600K sono dei buoni modelli di APU (Accelerated Processing Unit – un chip che integra CPU, GPU, Northbridge, PCIe, controller di memoria) per i budget limitati e chi non può permettersi una buona scheda video dedicata. Sono ottime scelte per HTPC o in generale per chi utilizza il pc per la visione di film oltre che navigare e Office. Tuttavia nei giochi sono molto limitati, non aspettatevi un buon frame rate nemmeno a basse risoluzioni.Molto più performanti sono i nuovi Intel i3. Queste CPU dual core, affiancate ad una buona scheda video dedicata, permettono di giocare ad un buon livello grafico la maggior parte dei giochi. La loro architettura li rende più veloci anche dei quad core AMD, con qualche eccezione per programmi fortemente multithreaded. Tuttavia, rispetto agli AMD scaldano e consumano molto meno, perciò li riteniamo una scelta migliore per l’utente medio.

Per chi ha bisogno di più prestazioni, la scelta ricade senza dubbi sui nuovi Intel i5, che a nostro giudizio sono il miglior acquisto per questo componente. Infatti queste CPU quad core sono in grado di sfruttare a pieno qualsiasi scheda grafica, mantenendo un prezzo ragionevole, il che le rende perfette per qualsiasi pc di fascia medio/alta. Le CPU serie K sono indicate solo per chi vuole overclockare il proprio PC, mentre gli altri farebbero bene a risparmiare scegliendo una versione normale.

Se oltre ai giochi fate un uso intensivo di applicazioni multithreaded, allora la scelta migliore per voi è probabilmente un Intel i7. L’unica differenza rispetto agli Intel i5 consiste nella presenza dell’Hyper-threading che però nei giochi non viene sfruttato.

Schede Madri

Scheda madreLa scelta della scheda madre va fatta prima di tutto in base al socket della CPU. Mentre gli attuali Intel della famiglia Haswell utilizzano tutti il socket LGA 1150, più confusione può esserci in casa AMD in cui coesistono il socket AM3+ (per la maggior parte delle CPU) e il socket FM2 (per le APU).La scelta successiva riguarda il chipset della scheda madre. Nella famiglia Intel troviamo: Z97 – rappresenta il meglio del meglio, ma è relativamente costoso, quindi è consigliato solo a chi overclocka o è interessato a Crossfire/SLI. Inoltre, a differenza del passato, non è necessario avere schede madri di fascia alta per avere buoni risultati in overclock, per cui il nostro suggerimento rimangono Z97 di fascia media come come l’ASUS Z97-A, la GIGABYTE GA-Z97X-GAMING 5 o la MSI Z97-G55 SLI. Vale la pena scegliere modelli superiori solo se si ha bisogno delle features che offrono. Il chipset H97 è la miglior scelta per l’utente medio: con l’eccezione dell’overclock e le limitazioni di banda sul secondo slot PCI-e, offre le stesse features del Z97 ad un prezzo decisamente inferiore. Tra i nostri modelli preferiti ci sono l’ASRock Fatal1ty H97 Performance, l’ASUS H97-PLUS e la MSI H97 GAMING 3.

Sono ancora delle buone scelte i modelli basati su chipset Z87/H87 a condizione di prestare attenzione alla compatibilità con le nuove CPU.

Per quanto riguarda AMD, nei chipset FM2 le differenze fondamentali sono: A55 – non ha supporto nativo per USB 3.0 e SATA 3, supporta RAID 0,1,10. A75 – supporta 4 porte USB 3, 6 porte SATA 3 e RAID 0, 1, 10. A85X – supporta 3 porte USB 3.0, 8 porte SATA 3 e RAID 0,1,5,10. Perciò per chi vuole costruire un PC economico basato su questo socket, noi suggeriamo il chipset A75 presente su schede come la MSI FM2-A75MA, l’ASRock FM2A75M-DGS R2.0 o la Gigabyte GA-F2A75M-D3H. Su socket AM3+ troviamo i chipset 970, 990X e 990FX, tutti con supporto SATA 3, mentre il supporto USB 3 è affidato ad un controller di terze parti. Le differenze principali tra questi socket riguardano le linee PCI-E e la loro distribuzione: 970 – il secondo slot PCI-e è limitato a 4x, perciò è adatto a chi non è interessato ad una configurazione multigpu. 990X – con due schede video installate, i canali PCI-e lavorano a 8x entrambi, pertanto offre un buon supporto a Crossfire/SLI. 990FX – permette di avere due schede operanti a 16x o quattro schede a 8x. Non c’è una differenza concreta di prestazioni tra un sistema 8x/8x ed uno 16x/16x, per cui è indicato soltanto per chi vuole montare più di due schede video.

Memorie RAM

Memoria RAMA differenza del passato, la velocità delle RAM e i timings incidono in modo molto marginale sulle prestazioni reali. La nostra scelta ricade sui modelli DDR3-1600, tranne nei casi in cui la differenza di prezzo con le DDR3-1866 sia minima. Un’eccezione va fatta per le APU: dato che la RAM è utilizzata anche come VRAM, le prestazioni grafiche risentono in modo concreto della velocità delle memorie. In questi casi può essere più conveniente spendere qualcosa in più per delle DDR3-2133 o superiori.Il voltaggio, secondo le specifiche Intel, non deve superare 1.5V. Tuttavia è improbabile che RAM a 1.65v possano arrecare danni a lungo termine, ma per non correre rischi noi consigliamo comunque memorie fino ad un massimo di 1.5V.

Il dual channel non incide molto sulle prestazioni come nel passato, per cui il vantaggio di avere due moduli invece che uno non è così rilevante. In un’ottica di upgrade futuro, può essere più conveniente prendere uno solo modulo, altrimenti un kit da due pezzi resta la scelta migliore.

La quantità minima di RAM consigliata attualmente è di 4 GB per i sistemi di fascia bassa. Alcuni giochi o programmi possono essere più dispendiosi, quindi 8 GB sono la quantità consigliata per l’utilizzo medio. Andare oltre al momento è una spesa eccessiva e non necessaria se non si fa un uso specifico di applicazioni avide di memoria (es. video editing). Non ci sono marche o modelli particolari consigliati, controllate solo che i criteri corrispondano a quello che cercate (quantità, velocità, voltaggio).

Schede Video

Scheda videoScegliere una scheda video è relativamente facile in quanto non è difficile trovare benchmark per quasi ogni modello nei siti specializzati. I fattori di cui tenere conto sono: la risoluzione a cui si vuole giocare, il livello di dettaglio e ovviamente il budget.In linea di massima noi suggeriamo come minimo una scheda della famiglia AMD R7 260 oppure una NVIDIA GTX 750 per avere un discreto livello di dettaglio e fps nei giochi più recenti, e non oltre una GTX 780 o R9 290. Queste due schede permettono di avere un livello molto alto di dettaglio ed un ottimo frame rate anche a 1080p. Modelli superiori sono indicati solo per chi utilizza risoluzioni più alte o sistemi multi-monitor. Nel mezzo troviamo prodotti come le GTX 760 e GTX 770 o le R9 270X e 280X che sono una buona alternativa a prezzi contenuti e probabilmente rappresentano la scelta migliore per la maggior parte degli utenti.

Una volta scelta la scheda, resta da decidere il modello. Alcuni modelli sono uguali alla reference board del produttore (AMD o NVIDIA) e in quei casi non c’è motivo per preferirne uno piuttosto che un altro. A volte i costruttori scelgono di personalizzare le schede con layout, componenti, dissipatori e frequenze diversi. Vale la pena scegliere questi modelli? Dipende dai singoli casi. Un esempio sono le R9 290/290X, due ottime schede video ma con dei dissipatori standard pessimi sia dal punto di vista delle temperature, che del rumore, tanto da sconsigliarne l’acquisto. Le versioni con dissipatori aftermarket risolvono il problema, quindi sono assolutamente consigliate. Non conviene invece spendere di più per scegliere modelli con pochi Mhz di overclock, oppure in quei casi in cui il dissipatore custom non porta vantaggi rispetto a quello reference.

Un’altra domanda che si pongono in molti è se conviene, a parità di spesa, scegliere una singola scheda video più potente piuttosto che due più lente da utilizzare in Crossfire/SLI. Secondo noi la risposta è “No”, con alcune eccezioni. Il motivo principale per cui sconsigliamo l’uso di più schede video è il supporto variabile a seconda dei giochi. Mentre in alcuni il guadagno è netto e le performance sono migliori rispetto alla scheda singola, in altri è quasi totalmente assente. Inoltre anche il supporto driver non è ancora perfetto e vengono riportati spesso casi di micro-stuttering (fenomeno che porta ad avvertire dei piccoli ma fastidiosi scatti nell’immagine nonostante il frame rate sia buono), soprattutto quando si utilizza un sistema Crossfire. Dal punto di vista puramente delle prestazioni, in linea di massima un sistema multi-gpu è conveniente solo nella fascia alta rispetto alla singola scheda più potente.

Alimentatori

AlimentatoreL’alimentatore è il componente più importante e allo stesso tempo sottovalutato da chi ha poca esperienza. Al contrario di quanto cercano di farci credere i produttori, i PC attuali consumano molto meno che in passato, quindi non serve esagerare scegliendo alimentatori con wattaggi esagerati.I PSU calculator spesso sono poco affidabili, tendono infatti a suggerire alimentatori ben al di sopra di quanto realmente necessario. Il fattore fondamentale è la qualità: un buon alimentatore da 500W è meglio di uno da 700W economico. Purtroppo però la qualità è molto variabile, e anche alimentatori dello stesso brand possono essere molto diverse tra loro. L’unico consiglio è quello di documentarsi cercando recensioni per un modello specifico in siti specializzati come ad esempio jonnyguru.com.

Per la scelta del Wattaggio i due componenti fondamentali da considerare sono CPU e soprattutto scheda video. Qualsiasi PC con una APU o scheda video di fascia bassa consumerà molto poco, quindi alimentatori come i Corsair CX430 e la sua versione modulare CX430M sono un best-buy. Buona alternativa economica gli EVGA 500B. Per un PC di fascia medio-alta un 500W di buona qualità è più che sufficiente. Modelli come il SeaSonic G-550 e il gemello Corsair RM550 sono di ottima qualità e offrono una certificazione di efficenza Gold. Per risparmiare qualcosa si può andare su dei Bronze come l’Antec HCG-520M o l’XFX Pro Series 550W.

Se poi non vi sentite sicuri e volete qualche Watt in più allora ci sono il SeaSonic G-650 che è il best buy, l’XFX Pro Series Black Edition 650W o il top per qualità: il SeaSonic SS-660XP2 con certificazione Platinum.

Oltre i 650W è una scelta sensata solo per chi ha configurazioni multigpu. Una scelta economica è l’XFX Pro Series 750W, sia Core Edition (non modulare) che Black Edition (modulare). Se poi si vuole il massimo della qualità allora c’è il Corsair AX760 Platinum. Questa è una breve lista dei modelli che riteniamo validi e consigliamo, ma ce ne sono molti altri. Ricordate: non comprate MAI alimentatori economici, possono causare danni irreversibili agli altri componenti.

Case

CaseNoi non giudichiamo il fattore estetico, in quanto puramente soggettivo. Features importanti da considerare sono:
  • L’aereazione.
  • Il cable management.
  • Lo spazio a disposizione per installare schede video lunghe e dissipatori per CPU alte.
  • La presenza di slot USB 3.0.
  • Il numero e la posizione di ventole installabili.
  • Il supporto al montaggio di radiatori.
  • Sistemi hot swap per hard disk.
  • Sistemi di montaggio tool-less.

La qualità costruttiva anche è molto importante, meglio sempre preferire l’alluminio alla plastica. Purtroppo non è qualcosa facile da giudicare come una CPU o una scheda video, e in molti casi bisogna fidarsi delle recensioni. Un modello economico ma molto buono è sicuramente l’Antec One, di qualità superiore anche a molti case più cari.

Tra i nostri preferiti c’è la serie Corsair Carbide, con vari modelli che coprono diverse fasce di prezzo. Buone alternative nella fascia alta dei mid tower sono l’Antec P280 e il Fractal Design Define R4. Se poi avete spazio a sufficienza potete optare per un full tower di qualità come il Cooler Master HAF X, l’Antec Twelve Hundred V3 o il Fractal Design Define XL R2.

Hard Disk e SSD

Hard disk SSDUn SSD è un acquisto fortemente consigliato in quanto garantisce un grande boost prestazionale del sistema in termini di velocità e reattività, il cui unico difetto è il prezzo elevato rispetto ad un HDD tradizionale. Un SSD da 120/128 Gb dovrebbe essere più che sufficiente per installare l’OS e i programmi più utilizzati, ma se avete bisogno di più spazio, ci sono modelli da 240/256 Gb a prezzi contenuti.I Samsung 850 Pro sono la nostra scelta preferita se il vostro budget lo permette, altrimenti potete trovare altri modelli più economici come i Samsung 840 EVO, i Crucial M550 o MX100. Di recente si stanno diffondendo anche i primi modelli di SSD su slot PCI-e come i Plextor M6e le cui prestazioni vanno oltre il limite del SATA 3, ma hanno un prezzo più elevato che secondo noi non ne raccomanda ancora l’acquisto. Sono comunque il meglio che può offrire il mercato per chi non ha problemi di budget.

HDD: il fattore più importante in un HDD è sicuramente l’affidabilità, che purtroppo non è qualcosa facile da misurare. La maggior parte dei test indica i Western Digital come i più affidabili nel tempo, e sono quindi la nostra prima scelta. La differenza di prestazioni tra la serie Black e la Blue è difficile da percepire nell’uso quotidiano, perciò consigliamo quest’ultima in quanto decisamente più economica. I Green invece sono ottimi dischi per lo storage, da affiancare ad un SSD, mentre non sono i più indicati per installarci programmi. I Seagate Barracuda sono poco meno affidabili (ma ancora buoni), ma hanno prestazioni superiori rispetto ai WD, e sono quindi un’alternativa più che valida.

Continua…

Fonte

Chassis Full Tower Cooler Master Cosmos II

di Aggregator

La nuova generazione del Cosmos, il popolare chassis enthusiast di Cooler Master debutta oggi, nell’anno del 20° anniversario dell’azienda leader nell’universo dei case, delle soluzioni termiche, degli alimentatori, delle periferiche e degli accessori. Incomparabile nello stile del design e nelle caratteristiche tecniche, il Cosmos II è unico nel suo genere: un Ultra Tower con la struttura principale che resta quasi sospesa, un vero punto di riferimento per tutti i case che seguiranno in un prossimo futuro.

La perfezione nel Design
Ispirato alle supercar di lusso, l’esterno del Cosmos II combina elegantemente alluminio di alta qualità, mesh ed acciaio, che ne esaltano la stabilità e la potenza.
Il design ergonomico e lineare è il vero “marchio di fabbrica” del Cosmos sin dal primo modello realizzato ben 5 anni fa. Seguendo lo sitle delle supercar, i pannelli laterali si aprono in maniera quasi automatica premendo delicatamente su un tasto.
Una mascherina a scorrimento in alluminio protegge il pannello di controllo delle ventole, dei LED e del pannellino I/O (che dispone di due porte USB 3.0 che consentono un rapido e semplice accesso a dati o dispositivi esterni, 4 porte USB 2.0, una E-SATA ed Audio In and Out) posizionate nella parte superiore del case unitamente ai drive bays frontali.
Raffreddamento a liquido portato all’ “estremo”.
Nel Cosmos II è possibile installare un radiatore da 360mm posizionabile nella sezione superiore. Rimuovendo le gabbie per hard drive inferiori si ricava uno spazio sufficiente per un radiatore da 240mm e si ricava un accesso diretto all’aria fresca proveniente dall’esterno del case.
Unità di raffreddamento a liquido All-in-one (AIO) da 120mm oppure da 140mm sono compatibili con il porta-ventola posteriore.

Supporto Hardware
Il case ha un’area interna molto spaziosa, piu’ ampia di circa il 20% del suo predecessore Cosmos S, il Cosmos II può contenenere fino a 13 Hard Disks oppure SSD (2 negli X-docks, 5 nei cestelli mediani, 6 nei cestelli inferiori).
Il sistema di fissaggio è antivibrazione, con predisposizione per ventole supplementari dedicate al raffreddamento dei soli hard disk.
Lo spazio interno è sufficiente a supportare 10+1 slot di espansione che consentano di installare sistemi “enthusiast” che includono fino a 4 schede grafiche in configurazione SLI oppure Crossfire SLI.
Lo slot di espansione aggiuntivo consente invece l’installazione di schede PCI, oppure installare altri pannelli di controllo per CCFL e “Cold Cathode lighting”, sistemi di raffreddamento aggiuntivi e molto altro.

Coloro che desiderano realizzare i sistemi più estremi saranno soddisfatti di venire a conoscenza del fatto che la slitta del Cosmos II può tranquillamente ospitare schede madri basate su form factor XL-ATX.
I possessori di Cosmos II saranno orgogliosi del fatto che non dovranno temere il calore: è dotato infatti di raffreddamento eccezionale: una ventola frontale a LED da 200mm, una ventola da 140mm posteriore, una ventola superiore da 120mm e la possibilità di installare due ventole laterali da 120mm, due da 120mm per HDD posizionati inferiormente e nell’area mediana.
Il tutto progettato con lo scopo di ottenere un flusso d’aria ottimale per il raffreddamento di tutti i componenti di un Pc ad alte prestazioni.
Il design interno include il supporto per un alimentatore montato sulla parte inferiore con numerose predisposizioni per il passaggio dei cavi da un’area all’altra così da ottimizzare sia il flusso d’aria sia l’impatto estetico complessivo.
Il pannello frontale ha una struttura a scorrimento verso il basso, rendendo visibili 3 slot da 5 pollici e 1/4 che sormontano due altri slot per hard disk da 3 pollici e 1/2, dotati di chiave di serraggio per il cassettino.
Gestione dei cavi & Storage
Altre caratterisitche peculiari sono rappresentate dal design tool-free (installazione dei componenti senza ausilio di attrezzi), un sistema di gestione dei cavi di alto livello (che include una copertura per cavi), per mantenere l’interno del case sempre ordinato e sicuro.

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Un ampio sistema di ritenzione dell’heat sink del processore è stato inserito nella slitta della scheda madre per fare in modo che possa essere compatibile con la maggior parte dei processori e dei layouts delle schede madri (attualmente sono supportati sia i socket LGA2011 sia gli AMD FM1).

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