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Ieri — 28 Febbraio 2020RSS feeds

Etilometro in auto obbligatorio: regole e multe per chi guida in Francia

di Donato D'Ambrosi

Per guidare in Francia bisogna avere l’etilometro in auto per legge: le regole e multe per chi guida in Francia

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Precedenza pedoni: sulle strisce le auto costose si fermano meno

di Donato D'Ambrosi

Investimento sulle strisce

Uno studio USA sulla precedenza dei pedoni ha dimostrato come cambia il comportamento degli automobilisti sulle strisce in base al sesso dei pedoni e al costo auto

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Parcheggio con strisce: come “funzionano” i vari colori?

di Redazione

Strisce bianche, blu, gialle, ma anche rosse e verdi: scopriamo a cosa servono e cosa cambia tra i colori delle strisce da parcheggio

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Cinture di sicurezza: l’esenzione va esibita subito

di Raffaele Dambra

Cinture di sicurezza

Occhio se si dispone di un certificato medico che esonera dall'uso delle cinture di sicurezza: l'esenzione va esibita subito altrimenti scatta la multa

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Revisione auto Sospesa o da Ripetere: cosa cambia?

di Donato D'Ambrosi

Due situazioni frequenti che si possono verificare durante la revisione dell'auto, ecco cosa significa e cosa fare con la revisione auto sospesa o da ripetere

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Allarme antiabbandono: come trasportare più di due bambini in auto

di Donato D'Ambrosi

L’allarme antiabbandono in auto è obbligatorio, ma a pochi giorni dalla partenza dei controlli su strada e delle multe, c’è ancora poca chiarezza su come trasportare più di due bambini con un sistema antiabbandono. Quali sono gli allarmi antiabbandono per trasportare più bambini contemporaneamente in auto? Con gli allarmi antiabbandono in commercio si possono trasportare 3 o anche quattro bambini? Vediamo come fare per trasportare più di due bambini in auto con gli allarmi antiabbandono e cosa bisogna sapere.

TRASPORTARE PIU’ DI DUE BAMBINI CON GLI ALLARMI ANTIABBANDONO

A distanza di pochi giorni dalla partenza delle multe (segnatevi la data del 6 marzo 2020), quasi tutti i dubbi sono stati chiariti sull’obbligo dell’allarme antiabbandono in auto e sulla pericolosità del Bluetooth. Tranne il trasporto di più bambini. Una situazione meno frequente in auto è il trasporto di più di due bambini nei seggiolini, ma anche se con qualche limitazione, alcune auto permettono di trasportare più di 2 seggiolini insieme. Ma come bisogna organizzarsi con i dispositivi antiabbandono e più bambini in auto? Dopo aver testato 4 allarmi antiabbandono nel video in basso, oggi vogliamo rispondere anche a una domanda più frequente di quanto sembri. Trasportare più di due bambini in auto con un solo dispositivo è possibile? Ovviamente no, ma vi spieghiamo come fare e cosa cambia tra gli allarmi senza smartphone, con e senza App.

ALLARME ANTIABBANDONO E APP: QUANTI DISPOSITIVI SI POSSONO COLLEGARE

La possibilità di trasportare più di due bambini in auto con i sistemi di allarme è un’eventualità già considerata dai produttori di allarmi che si collegano esclusivamente all’App. Normalmente tramite l’App si possono controllare più dispositivi, anche 4 in media (nel caso di Tippy SpartPad), 3 per l’App di Chicco Easytech nella versione attuale. Ma è sempre meglio sincerarsi di quanti dispositivi può controllare l’App da un solo smartpohone. Una delle recenti novità sono i dispositivi con tracker portachiavi, forse i più versatili. Ne parliamo qui con la recensione dell’allarme antiabbandono MyMi.

TRASPORTARE PIU’ DI DUE BAMBINI CON L’ALLARME REMMY

Un caso a se riguarda poi gli allarmi antiabbandono con filo, una tipologia che punta tutto sulla semplicità di funzionamento, come il Remmy. Trasportare più di due bambini con Remmy richiede una valutazione preventiva. Nel caso dei dispositivi con App infatti basta acquistare semplicemente un nuovo allarme e associarlo all’App. L’allarme Remmy per 3 o 4 bambini invece va ordinata all’azienda. La differenza rispetto al Remmy singolo o doppio sta nel numero di sensori controllabili (3 o 4) e nei maggiori tempi d’attesa. L’azienda però ci ha assicurato che dalla prenotazione all’evasione dell’ordine passano circa 10 giorni. Rispetto al Remmy singolo, il costo dell’allarme antiabbandono per trasportare più bambini è di circa 129 euro (Triplo) e 159 euro (Quadruplo).

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Coronavirus: regole e sanzioni per gli automobilisti nella Zona rossa

di Raffaele Dambra

Previsioni traffico estate 2019

Il Decreto legge n. 6 del 23 febbraio 2020 con le misure urgenti per contenere l’espandersi in Italia del Coronavirus, contiene anche alcune regole (e le relative sanzioni) per gli automobilisti che si muovono all’interno della cosiddetta Zona rossa, di cui fanno parte i 10 Comuni lombardi (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini, tutti nel lodigiano) e l’unico veneto (Vo’, in provincia di Padova) nei quali si sono sviluppati i due maggiori focolai del contagio. Regole che andrebbero ovviamente rispettate con estremo scrupolo, ma che invece alcuni residenti starebbero bellamente (e facilmente) aggirando, come riporta un articolo di Repubblica…

CORONAVIRUS: REGOLE E SANZIONI PREVISTE NEL DECRETO

Il decreto n. 6 del Governo ha imposto tra le altre cose il divieto di allontanamento dai Comuni della Zona rossa da parte di tutti gli individui comunque presenti negli stessi, nonché il divieto di accesso. In più ha disposto la sospensione dei viaggi di istruzione in Italia o all’estero organizzati dalle istituzioni scolastiche, la sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, terrestre, ferroviario, nelle acque interne e pubblico locale, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili. E infine la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal Comune o dall’area indicata. Pertanto, facendola breve, da questi 11 Comuni non si può né entrare e né uscire. Per i trasgressori, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, si applicano le disposizioni dell’art. 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro.

AUTOMOBILISTI DELLA ZONA ROSSA AGGIRANO LE MISURE RESTRITTIVE

Peccato però che, come spesso accade, in Italia valga la regole del ‘fatta la legge, trovato l’inganno’. A Codogno, Casalpusterlengo e in tutti gli altri Comuni interessati, le principali strade che consentono l’uscita e l’accesso sono presidiate dalle Forze dell’ordine. Ma, come riporta il sito di Repubblica, numerosi automobilisti stanno violando il blocco percorrendo stradine secondarie di campagna che permettono di raggiungere i paesi limitrofi al di fuori della Zona rossa, e che non sono soggette ad alcun controllo. “Tra cascine e campagna, le vie di fuga non si contano”, si legge infatti su Repubblica, “Guidando tra i campi si raggiungono e si lasciano senza problemi Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpusterlengo. I posti di blocco effettivamente in funzione sono solo 15 sui 42 accessi principali all’area”. Insomma, bene ma non benissimo. Ovviamente, pur comprendendo gli estremi disagi a cui sono sottoposti i residenti nei Comuni interessati, invitiamo tutti a rispettare le disposizioni del decreto. Anche per non incorrere nelle sanzioni previste.

CORONAVIRUS: NORME PER GLI AUTOMOBILISTI

Da notare che il decreto del Governo non vieta la libera circolazione di veicoli privati all’interno della Zona rossa, con riferimento a coloro che sono già all’interno. Così come al momento non sono previste particolari limitazioni per gli automobilisti delle Zone gialle, ovvero le altre zone d’Italia in cui sono stati accertati casi di positività al Covid-19. Inutile sottolineare che la situazione potrebbe cambiare radicalmente, in un senso o nell’altro, in base all’evolversi del contagio. Naturalmente tutti gli automobilisti sono invitati a seguire il ‘decalogo’ diffuso dal Ministero della Salute per prevenire il contagio da Coronavirus (cliccare sull’immagine per visualizzarlo in formato più grande):

NUMERI VERDI REGIONALI DA CHIAMARE IN CASO DI NECESSITÀ

Chiudiamo riportando i numeri verdi regionali dedicati alle popolazioni dei territori dove si sono verificati i focolai di Coronavirus. Ricordando che per tutti sono anche attivi i numeri nazionali 112 e 1500.
Lombardia: 800 89 45 45 (riservato ai cittadini che risiedono nei 10 Comuni lombardi della Zona rossa che accusano sintomi influenzali);
Piemonte: 800 333 444 (per richieste di chiarimenti o per ricevere segnalazioni di cittadini che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori);
Veneto: 800 46 23 40 (per le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti ma che non hanno alcun sintomo; o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria);
Emilia Romagna: 800 033 033 (per le persone che vogliono informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti);
Toscana: 055.5454777 (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli), 050.954444 (Pisa, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Viareggio), 800.579579 (Arezzo, Grosseto, Siena). Questi numeri delle ASL locali sono riservati ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19. E alle persone che negli ultimi 14 giorni sono rientrate in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate all’epidemia; o da zone sottoposte a quarantena in Lombardia e in Veneto.
Alto-Adige: 800 75 17 51 (per chi ha febbre o tosse ed è tornato dalla Cina da meno di 14 giorni);
Lazio: numero verde 800 118 800.

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Multe autovelox: dopo 10 anni arriva il Decreto su come impiegarle

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

Un provvedimento atteso da ben 10 anni e che adesso, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, vede finalmente la luce. Parliamo del decreto attuativo della Legge n. 120 del 2010 riguardante le “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità”, che obbliga gli enti locali a rendicontare in modo puntuale l’impiego delle risorse derivanti dalle sanzioni inflitte a chi viola i suddetti limiti, così come previsto dal Codice della Strada. Un iter indubbiamente molto (troppo) lungo ma che, come ricorda anche l’ASAPS, dovrebbe portare a una maggiore trasparenza su quanto Comuni e Province realizzano annualmente con le risorse in entrata nel bilancio annuale.

PROVENTI MULTE AUTOVELOX: COSA PREVEDE IL CODICE DELLA STRADA

La già citata Legge n. 120 del 2010 ha modificato gli articoli 142 e 208 CdS predisponendo tra le altre cose (142 comma 12-bis) che i proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, attraverso l’impiego di apparecchi, dispositivi o mezzi tecnici di controllo anche a distanza, vengano attribuiti, in misura pari al 50% ciascuno, all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento e all’ente da cui dipende l’organo accertatore, escludendo da tale provvedimento le sole strade in concessione (p.es. le autostrade). Inoltre gli enti devono destinare i proventi delle multe con l’autovelox alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali (142 12-ter), e trasmettere al MIT una dettagliata relazione sull’uso dei proventi entro il 31 maggio di ogni anno (142 12-quater).

MULTE AUTOVELOX: DOPO 10 ANNI ECCO IL DECRETO

Peccato però che la legge sia rimasta in una sorta di limbo per 10 anni, mancando, a causa di innumerevoli problemi e ritardi, un decreto attuativo che la rendesse effettiva. E così molti Comuni e Province, non tutti per fortuna, hanno continuato a gestire ‘allegramente’ i proventi delle multe, destinandoli a finalità diverse (di solito per coprire buchi di bilancio) dalla manutenzione e dalla messa in sicurezza delle strade. Adesso però il decreto, emanato il 30 dicembre 2019 e pubblicato in G.U. lo scorso 20 febbraio 2020, è diventato realtà e già da quest’anno gli enti locali saranno chiamati a spiegare per filo e per segno come hanno impiegato le ingenti somme derivanti dalle multe. Utilizzando un apposito modello (Scarica PDF in basso), da trasmettere poi al Ministero, su cui riporteranno l’esatta destinazione dei proventi delle sanzioni, suddivisi per tipologia di intervento.

PROVENTI MULTE AUTOVELOX: OBBLIGHI DI COMUNI E PROVINCE

Il decreto attuativo recante “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocitàsi può leggere integralmente qui. In questa sede ci limitiamo a ricordare che gli enti locali devono trasmettere per via informatica al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dell’Interno, entro e non oltre la data del 31 maggio di ogni anno, un rapporto relativo al periodo intercorrente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno precedente in cui indicare i dati relativi ai proventi di propria spettanza. Tra le altre cose la relazione deve riportare l’entità dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie e le informazioni dettagliate relative alla loro destinazione.

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Cellulare alla guida: la Polizia USA ricorre a regole e multe estreme

di Donato D'Ambrosi

Cellulare in auto come usarlo mentre si guida

La Polizia del Massachusetts dichiara letteralmente guerra alle distrazioni al volante e al cellulare alla guida. Dal 1 aprile non ci saranno scuse per gli automobilisti sorpresi ad usare il cellulare alla guida dell’auto, dagli agenti in strada. Ecco tutte le novità, le multe salate e le eccezioni all’uso dello smartphone alla guida dal 1 aprile 2020.

FINO A 18 ANNI NESSUNA ECCEZIONE SUL CELLULARE ALLA GUIDA

Quanto sono commisurati o eccessivi i provvedimenti della Polizia del Massachusetts è difficile dirlo, di certo non si può che fare un plauso ad ogni tentativo di migliorare la sicurezza stradale. Anche al costo di apparire eccessivamente proibizionisti, se si considera che il divieto di usare il cellulare alla guida è assoluto per chi ha meno di 18 anni di età. Gli incidenti mortali in Massachusetts sono cresciuti più del doppio del tasso nazionale (+12,8% dal 2015 al 2016). Lo ha annunciato in una conferenza stampa la Polizia del Massachusetts e per quanto possa sembrare una novità lontana, fa capire quanta determinazione ci sia nelle autorità per contrastare gli incidenti causati da distrazioni al volante. Guidare con il cellulare in mano è un’abitudine di oltre il 50% degli italiani che rischiano una multa da 161 euro, se contestata istantaneamente dall’agente di polizia (art.173 CdS).

COME USARE IL CELLULARE ALLA GUIDA EVITANDO LA MULTA

Un grosso limite, quello della contestazione immediata, che negli USA hanno pensato di colmare dispiegando dozzine di pattuglie aggiuntive già da febbraio. Il divieto e le multe per guida con il cellulare in mano, dà seguito alla legge firmata dal governatore Charlie Baker contro le distrazioni alla guida. Fino al 30  marzo 2020  ci saranno solo avvisi da parte degli agenti, per abituare gli automobilisti alle nuove restrittive sull’uso corretto del cellulare in auto. Guidare utilizzando uno smartphone sarà permesso solo installando un supporto accanto al volante. Per i minori di 18 anni invece non sarà necessario, visto che la legge non permette alcun tipo di utilizzo come invece per i guidatori esperti. Ai conducenti esperti invece sarà permesso un solo “tap” o toccare il display una sola volta per rispondere in vivavoce.

LE MULTE PER USO DEL CELLULARE ALLA GUIDA E GLI AUMENTI ASSICURAZIONE  

Non sarà permesso invece l’utilizzo del cellulare incolonnati nel traffico o al semaforo. Chi violerà le regole fino al 30 marzo 2020 si beccherà solo un richiamo ufficiale. Dal 1 aprile 2020 invece la multa per uso del cellulare alla guida sarà di 100 dollari per la prima violazione. Se la stessa persona viene sorpresa di nuovo la seconda multa sarà di 250 dollari e di 500 dollari dalla terza in poi. Ma non solo, dalla seconda multa, la persona fermata ha anche l’obbligo di seguire un corso formativo. Mentre dalla terza multa in poi le Compagnie assicurative potranno fare leva sulle infrazioni per aumentare il costo dell’assicurazione auto.

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Lenovo, sconti su Thinkpad X e Yoga C740 e C940 con questo codice esclusivo

di Raffaele Giasi
Se siete alla ricerca di un prezzo d’occasione per acquistare il vostro nuovo notebook allora smettete di cercare! Il team di Tom’s, in collaborazione con Lenovo, ha deciso di offrirvi un’ottima occasione per acquistare a prezzo scontato uno dei notebook Thinkpad X, Yoga C740 e C940! Come? Semplicemente grazie all’utilizzo di un comodo codice sconto da […]

Patente digitale: in Polonia i documenti in auto non serviranno più

di Donato D'Ambrosi

La patente digitale come la dematerializzazione dei documenti da tenere in auto è uno dei programmi di cui si parla da tempo anche in Italia. La Polonia però è tra i Paesi che stanno attivamente approvando i controlli su strada della Polizia tramite lo smartphone che conterrà la Patente digitale e altri documenti di identità. Ecco cosa cambierà con la patente digitale e in che modo la Polonia si è preparata alla Patente digitale.

LA PATENTE DIGITALE COME ALTRI DOCUMENTI DI IDENTITA’ E DELL’AUTO

In Polonia la patente digitale attende solo l’approvazione del Governo e poi potrà essere ufficialmente  dematerializzata come avviene già per la carta d’identità e il libretto di circolazione dell’auto. In caso di controlli infatti la Polizia può accedere al database per risalire ai dati dell’auto e del proprietario. Nulla di tecnologicamente più evoluto di quanto sarebbe già nelle disponibilità anche delle forze dell’ordine in Italia. Quello che invece è tecnologicamente legato alla patente digitale in Polonia, è l’applicazione ufficiale del Governo “mObywatel”. Lo smartphone potrà memorizzare la patente di guida e tramite lo stesso si potrà mostrare il documento in caso di richiesta di un pubblico ufficiale.  

I DOCUMENTI AUTO OBBLIGATORI IN ITALIA

Quante volte vi è successo di dimenticare a casa la patente o i documenti da tenere in auto? Ad oggi l’unica innovazione ai documenti dell’auto da esibire riguarda solo l’esposizione del tagliando dell’assicurazione. Una situazione che ha generato non poco caos, ed è per questo che tanti automobilisti continuano ad esibirlo sul parabrezza. In realtà le forze dell’ordine sono già in grado di controllare nel database se l’assicurazione è attiva oppure no. Ma resta valido l’obbligo di mostrare il Certificato di assicurazione, il Libretto dell’auto e la Patente di guida (o equivalente/integrativa licenza a condurre il veicolo).

DIMENTICARE LA PATENTE A CASA: MULTA E OBBLIGO DI VISIONE

Dimenticare a casa la patente o il libretto di circolazione dell’auto, secondo l’art.180 del CdS, può costare una multa da 42 a 173 euro, con l’obbligo di esibire comunque i documenti presso gli uffici di polizia. Se ci si dimentica di portare i documenti auto in caserma per mostrane l’effettiva validità, la multa cresce fino a un importo da  431 a 1.734 euro. Un rischio che se la patente e il libretto dell’auto fossero digitali o non obbligatori in auto semplificherebbe non poco la vita degli automobilisti. Intanto che la legge si adegui alla tecnologia, Google ha annunciato che entro la fine del 2020 il nuovo sistema operativo Android avrà una funzionalità di Identity Credential. Lo smartphone potrà memorizzare la patente digitale, la carta d’identità e i documenti dell’auto, ma prima occorre una legge che ne approvi la dematerializzazione.

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Si può guardare la TV in auto?

di Raffaele Dambra

Si può guardare la TV in auto

Come rispondere alla domanda “si può guardare la TV in auto”? Ok, in teoria non ci sarebbe nessuna necessità di vedere la televisione anche durante un tragitto in auto, eppure molti lo fanno. E rispetto al passato è diventato pure più semplice, perché per guardare la TV in macchina non è più necessario dotarsi di mini televisori o lettori dvd portatili, ma sono più che sufficienti dispositivi di uso ormai comune come smartphone, tablet e notebook, insieme a una buona connessione dati.

SI PUÒ GUARDARE LA TV IN AUTO? LA NORMATIVA

La normativa di riferimento sull’utilizzo della TV a bordo di un’auto è l’articolo 173 comma 2 del Codice della Strada, lo stesso che regolamenta l’uso dei telefonini alla guida. In effetti il CdS, in attesa di futuri quanto necessari aggiornamenti, raggruppa con un’unica terminologia tutti gli apparecchi radio-televisivi e telefonici, disponendo per essi le stesse prescrizioni e le medesime sanzioni. In particolare l’art. 173 comma 2 vieta “al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore […] Consentendogli invece “l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare” purché conservi una “adeguata capacità uditiva ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani”. Il mancato rispetto di tali disposizioni comporta una multa da 165 a 661 euro.

IL CONDUCENTE NON PUÒ GUARDARE LA TV IN MACCHINA

Quindi il conducente non può guardare la TV in macchina (e ci mancherebbe altro!), così come non può distrarsi con l’uso del cellulare o di un altro dispositivo simile. Inoltre, poiché il conducente è tenuto durante la guida a “conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza” (articolo 141 comma 2 CdS), non deve neppure deconcentrarsi ‘sbirciando’, anche saltuariamente, una TV o un qualsiasi altro strumento di diffusione video nella disponibilità del passeggero sedutogli a fianco sul sedile anteriore. Ovviamente questi divieti si riferiscono al veicolo in movimento, dato che nulla impedisce al guidatore di vedere la TV o di maneggiare un telefonino in un’auto regolarmente in sosta e a motore spento, senza ovviamente disturbare la quiete pubblica con il volume troppo alto.

I PASSEGGERI POSSONO GUARDARE LA TV IN AUTO?

Contrariamente al conducente, i passeggeri hanno piena libertà di guardare la TV in auto, utilizzando dispositivi mobili o fissi (per esempio alcuni modelli hanno i monitor posizionati sui poggiatesta dei sedili anteriori, per essere visti dai passeggeri seduti su quelli posteriori). Anzi nei lunghi viaggi in auto con i bambini, TV, lettori dvd portatili, tablet e smartphone risultano utilissimi per farli un po’ svagare rendendogli il tragitto meno noioso. L’unica raccomandazione per gli altri occupanti dell’auto consiste nel tenere il volume a livelli accettabili per non distrarre il guidatore. Inoltre, per riprendere quanto scritto nel precedente paragrafo, al passeggero seduto sul sedile anteriore si raccomanda una certa prudenza nell’utilizzo di un dispositivo video, perché potrebbe (anche involontariamente) attirare su di esso l’attenzione del guidatore. Con conseguenze molto pericolose.

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Zero incidenti mortali con pedoni ad Helsinki nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Il 2019 segna un traguardo importante per la sicurezza dei pedoni ad Helsinki: nessun pedone è stato ucciso in un incidente stradale. Un risultato mai raggiunto secondo i registri sugli incidenti in Finlandia dal 1960. Risultati che incoraggiano le autorità finlandesi a fare meglio anche sulle statistiche meno positive degli incidenti stradali. Vediamo come sono riusciti a raggiungere questo eccellente risultato.

ZERO PEDONI MORTI AD HELSINKI, MAI IN 60 ANNI

Il numero di incidenti mortali ad Helsinki è diminuito costantemente negli ultimi decenni, grazie alle misure adottate per migliorare la sicurezza sulle strade Finlandesi. Da una media di 20-30 vittime per incidenti stradali l’anno tra il 1980-90 si è passati a circa 7 morti in media l’anno nel 2010. “Il miglioramento della sicurezza del traffico è la somma di diversi fattori”, spiega Jussi Yli-Seppälä, Ingegnere Responsabile del Traffico a Helsinki.  La sicurezza del traffico è aumentata grazie al miglioramento dell’ambiente stradale, all’aumento del controllo del traffico, allo sviluppo di misure e tecnologie per la sicurezza dei veicoli e allo sviluppo di servizi di soccorso. Anche la riduzione dei limiti di velocità è stata un fattore chiave”.

COME E’ CAMBIATA LA SICUREZZA STRADALE AD HELSINKI

Tra il 2018 e il 2019 Helsinki ha abbassato a 30 km/h il limite di velocità nelle aree residenziali, 40 km/h nel centro città e 50 km/h fuori dai centri abitati. Sulla base degli incidenti stradali rilevati dalla Polizia finlandese, per la prima volta dal 1960 non ci sono state vittime ad Helsinki tra i pedoni. Per questo alcuni esperti hanno spinto a ricordare che, se si abbassano i limiti di velocità, il numero di pedoni uccisi di abbassa drasticamente. Se però si guardano le diverse categorie di utenti della strada, i bilanci continuano a sporcarsi di sangue. Nel 2019, tre persone sono morte ad Helsinki a causa di incidenti stradali: un automobilista e due motociclisti. Secondo le statistiche è il miglior bilancio negli incidenti stradali (se si esclude il 2016).

I PEDONI CHE RESTANO FERITI NEGLI INCIDENTI NON REGISTRATI

Nel 2019 oltre 400 persone sono rimaste ferite in incidenti stradali non mortali e di questi, 80 erano pedoni. Va considerato poi che le statistiche della Polizia finlandese potrebbero essere alterate dalle rilevazioni dei soli incidenti stradali che coinvolgono pedoni e veicoli. Il più delle volte se un pedone scivola non viene registrato come un incidente stradale. Anche per questo nei piani delle autorità locali è prevista l’installazione di 70 nuove telecamere per il controllo del traffico e modifiche agli attraversamenti pedonali nei punti della città ritenuti più pericolosi.

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Clacson al semaforo: chi suona sconta una penitenza in India

di Donato D'Ambrosi

Suonare il clacson al semaforo quando scatta il verde è un simbolo di tutte le città congestionate, strumento che ai limiti (e oltre) delle regole serve agli automobilisti per comunicare tra loro. Più è sregolata la circolazione stradale, più è frequente l’uso del clacson, al punto da creare rischi per la sicurezza stradale ed eccessivo inquinamento acustico. Forse tra le città più trafficate, Mumbai (India) ha trovato la soluzione all’abuso del clacson al semaforo, con una penitenza ideata dalla Polizia.

SUONARE IL CLACSON IN CITTA’ E AL SEMAFORO E’ VIETATO

L’uso del clacson nel centro abitato è vietato, salvo casi di estrema necessità previsti dall’art. 156 CdS. Peccato che, a meno di una contestazione immediata da parte di un agente di polizia sul posto, usare il clacson è di uso e costume in molte città del mondo. Il più delle volte, anche in Italia, il clacson al semaforo viene suonato per spingere l’auto prima della fila a partire appena scatta il verde. Tanto che, per il timore di bloccare la fila e perdere tempo, in molti neppure spengono l’auto (se invece c’è lo Start&Stop, fa tutto da sola). Ci sono molte altre città però dove il clacson è usato come dispositivo salvavita di emergenza per evitare incidenti, che considerando la densità dei veicoli sono all’ordine del giorno.

L’ESPERIMENTO INDIANO CONTRO IL CLACSON AL SEMAFORO

A Mumbai però la Polizia ha sperimentato un trucco per dissuadere i conducenti a suonare il clacson al semaforo, e non con una multa. Nel video virale che si vede qui sotto Pranaya Ashok, portavoce della Polizia indiana spiega che “Questo è quello che volevamo dire: suonare il clacson o fare rumore non sposta il traffico. Il traffico impiega il suo tempo per spostarsi, ok?”

CLACSON AL SEMAFORO, IN INDIA ALLUNGA L’ATTESA

L’esperimento “Honk More Wait More” (più suoni, più aspetti) ha suscitato l’ilarità tra i cittadini di Mumbai ma anche l’interesse delle autorità a diffonderlo in altre località dell’India. Il sistema funziona così: se in prossimità del semaforo i clacson dei veicoli superano la soglia di rumore rilevata da una sonda acustica, il countdown del rosso si azzera e aumenta. E le facce dei conducenti indiani nel video qui sopra, sorpresi dall’attesa infinita, spiega quanto sia radicata nella guida urbana l’abitudine di suonare il clacson. “Il clacson è un’azione brutta e indisciplinata“, ha concluso Ashok. “Irrita le orecchie di una persona normale”. E voi cosa fate quando scatta il verde al semaforo?

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46 pedoni investiti in un mese: quasi la metà per alcol o droga al volante

di Donato D'Ambrosi

Pedoni regole per attraversare la strada

Sono 46 i pedoni investiti in Italia dall’inizio dell’anno secondo i dati del nuovo osservatorio sulla sicurezza dei pedoni annunciato dall’ASAPS. Le persone investite nel 2020 sono vittime quasi in un caso su due di conducenti sotto effetto di alcol o droga o pirati della strada. Ecco tutti i numeri sulla sicurezza di chi attraversa sulle strisce o cammina a piedi in strada nell’iniziativa che punta a sensibilizzare la sicurezza dei pedoni investiti in Italia.

PEDONI INVESTITI E VITTIME DELLA STRADA

L’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale) ha annunciato il nuovo “Osservatorio Pedoni” che riporta tutti gli incidenti stradali con pedoni e i numeri dei pedoni investiti in Italia. Basato sui rilievi delle Forze di Polizia e delle Polizie locali, l’Osservatorio Pedoni fa il primo bilancio sulle persone investite e uccise in Italia. “Con il nuovo Osservatorio vogliamo rilanciare il tema della tutela dei pedoni sulle strade.  Afferma Giordano Biserni Presidente ASAPS “Serve una maggiore consapevolezza di quello che accade e comunicarlo mensilmente può portare l’opinione pubblica a riflettere e a modificare i propri comportamenti.

QUANTI PEDONI SONO STATI UCCISI IN ITALIA A GENNAIO 2020

I primi numeri del 2020 sui pedoni investiti in Italia nel 2020 non sono ottimistici, sebbene inferiori, almeno per ora, rispetto ai dati del 2018. Come riporta l’ASAPS, almeno una ventina di persone investite a gennaio sarebbero in prognosi riservata e ricoverate in codice rosso. I dati certi invece riguardano 46 pedoni uccisi in strada dal 1 gennaio al 31 gennaio 2020, 26 uomini e 20 donne di cui 32 cittadini italiani e 14 pedoni di nazionalità straniera. La necessità di maggiore sicurezza dei pedoni e per i pedoni non fa distinzione di età: tra le vittime più giovani e quelle più anziane ci passano 68 anni. I pedoni più giovani investiti a gennaio 2020 sono due tedeschi di 21 anni, tra le 7 vittime dell’incidente stradale provocato in provincia di Bolzano da un conducente ubriaco.

PEDONI INVESTITI IN ITALIA, I DETTAGLI SU VEICOLI E REGIONI

I dettagli statistici sui pedoni investiti in Italia a gennaio 2020 vedono sempre più frequente l’alterazione psico-fisica del conducente. 11 pedoni sarebbero stati uccisi da conducenti in stato di “ebbrezza alcolica”, 2 pedoni vittime di conducenti sotto effetto di droghe. In 6 incidenti l’investitore è fuggito e in 1 caso l’investitore era un neo-patentato. Le auto si confermano il tipo di veicolo più coinvolto negli incidenti con pedoni (39 investimenti), seguito da autocarri (2 pedoni investiti) e 1 pedone ucciso da un autobus urbano. La stima non tiene conto dei casi di pirateria in cui non è stato possibile risalire al veicolo guidato dall’investitore. Tra le regioni invece il Lazio è terreno di gioco più svantaggioso per la sicurezza dei pedoni: 10 persone investite e uccise in 1 mese. La provincia autonoma di Bolzano conta 7 morti; 3 pedoni morti in Veneto e in Emilia Romagna; 2 pedoni vittime in Sardegna, Piemonte, Puglia e Molise; 1 vittima in Lombardia, Liguria, Calabria, Umbria, Sicilia, Basilicata, Campania.

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Cellulare alla guida: il 55% degli italiani lo usa scorrettamente

di Raffaele Dambra

Cellulare alla guida contestazione immediata

Le recenti statistiche impongono nuove e ancor più drastiche misure nei confronti di chi maneggia il cellulare alla guida di un’auto. Misure che in realtà sarebbero pronte già dallo scorso anno, nell’ambito della mini riforma del Codice della Strada (inasprimento delle sanzioni pecuniarie + sospensione della patente già dalla prima infrazione), ma che sono rimaste ben chiuse in un cassetto e probabilmente ci resteranno chissà per quanto, o forse per sempre. Problemi di coperture economiche, dicono. E mentre i nostri politici tentennano, l’uso scorretto dello smartphone risulta essere sempre di più tra le maggiori cause degli incidenti stradali. Anche per l’indisciplina di oltre la metà degli automobilisti italiani…

CELLULARE ALLA GUIDA: ITALIANI INDISCIPLINATI

Ne ha parlato il blog sulla sicurezza stradale Patente Sospesa, che ha realizzato uno studio sul fenomeno del cellulare alla guida, dal titolo ‘Italiani, auto e smartphone’, per sottolineare la necessità di un rapido adeguamento normativo e sollevare l’attenzione sui quei comportamenti al volante di un’auto che costituiscono pericolo mortale per tutti i conducenti. L’indagine ha preso in esame 3.700 automobilisti in Italia alla guida di vetture private, osservandone le abitudini durante la sosta al semaforo. Ebbene, il quadro che ne è emerso non è tra i più confortanti, visto che il 55,2% degli automobilisti coinvolti nella ricerca, quindi più della metà, è stato pizzicato mentre usava lo smartphone in modo non conforme al Codice della Strada, con una percentuale più alta di donne (58,5%).

SMARTPHONE AL VOLANTE: SICILIA E SARDEGNA LE PEGGIORI

Tra le regioni, Sicilia e Sardegna sono risultate le peggiori in assoluto, con ben 3/4 del campione (76,3%) beccato in difetto, seguite da Puglia, Basilicata e Calabria, dove si è registrata la più alta percentuale di donne scorrette, l’82,4%. Male anche la Campania, con una percentuale di trasgressori, il 72% (più o meno equamente divisi tra uomini e donne), nettamente superiore alla media nazionale. Il Lazio invece, con il 56,7%, è risultata la regione più in linea con la media generale, mantenendo lo stesso andamento pure a Roma (anche qui le guidatrici, con il 67,3%, più indisciplinate rispetto ai colleghi maschi, fermi al 51,3%).

CELLULARE IN AUTO: MILANO LA CITTÀ PIÙ CORRETTA

Numeri migliori in Lombardia (esclusa Milano) con ‘solo’ il 52% di conducenti sorpresi a usare lo smartphone contro le regole, ed Emilia Romagna con il 50%. Ma ancora meglio hanno fatto Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria, tre regioni in cui finalmente i guidatori che usano lo smartphone in modo corretto sono risultati in maggioranza rispetto agli indisciplinati, sia tra le donne, sia tra gli uomini. Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia si sono presi la seconda piazza tra gli utilizzatori più virtuosi, mentre al primo posto si è classificata… Milano! Gli analisti di Patente Sospesa hanno infatti estrapolato di proposito il dato del capoluogo lombardo perché la città, in termini assoluti, ha fatto segnare addirittura il 60,7% di conducenti ligi alle regole del Codice della Strada circa l’uso del telefonino in auto. Che dire, complimenti agli automobilisti milanesi!

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Brexit: assicurazione e documenti per guidare e viaggiare in UK dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Autoscuole sciopero

Con la Brexit non sono solo sparite le bandiere dell’Unione europea dai palazzi del potere nel Regno Unito, si apre una nuova fase in cui viaggiare in Inghilterra e guidare in UK sarà diverso. Ecco come cambierà e quali documenti saranno necessari nel Regno Unito per viaggiatori e automobilisti con patente europea.

LA PATENTE PER GUIDARE L’AUTO IN UK DOPO LA BREXIT

Gli inglesi aspettavano questo momento da un pezzo, la Brexit però richiederà una fase di transizione in cui i grandi cambiamenti seguiranno agli accordi che il Regno Unito stringerà con i vari Paesi. Chi si trova a guidare l’auto in Inghilterra dal 1 febbraio 2020 quali documenti deve avere con se? Rispetto ai documenti necessari per guidare l’auto all’estero cambia poco e niente. Chiunque sia in possesso di una patente europea potrà guidare nel Regno Unito senza la necessità di avere una licenza di guida internazionale. Come ricorda Facile.it, solo dal 2021 potranno essere introdotte delle restrizioni frammentate in base ai rapporti con la Gran Bretagna.

L’ASSICURAZIONE AUTO OBBLIGATORIA IN UK DOPO LA BREXIT

Cosa cambia per l’assicurazione auto se si guida nel territorio inglese? E’ forse la domanda che la maggior parte degli automobilisti si farà. Dopo la Brexit, è sufficiente che l’auto sia coperta da RC auto obbligatoria e poterlo dimostrare in caso di controlli. E’ fondamentale portare con se la Carta Verde (o Carta Internazionale di assicurazione). E’ quel documento che accompagna il Contratto di assicurazione in cui sono riportati i dati dell’auto, del contraente e il periodo di validità. La Carta Verde riporta anche i Paesi in cui è valida la copertura assicurativa ed eventuali esclusioni.

DOCUMENTI E ASSICURAZIONE SANITARIA, COSA CAMBIA CON LA BREXIT

E se invece viaggio come passeggero in auto o con altro mezzo nel Regno Unito è necessario il passaporto dopo la Brexit? Secondo le autorità britanniche non ci saranno variazioni sui documenti necessari per entrare in UK entro il 2020. Chi possiede una carta di identità in corso di validità (sia cartacea che in formato tessera elettronica) o un passaporto. La sola carta d’identità potrebbe non essere più valida dal 2021, ma per ora non è ancora stata presa in esame questa eventualità dal governo inglese. Con la Brexit, diventerà argomento di trattative anche l’assistenza sanitaria per i viaggiatori che si spostano all’interno degli Stati dell’Unione Europea, di cui chiaramente il Regno Unito non fa più parte. Almeno per il 2020, i cittadini italiani in viaggio in Gran Bretagna che dovessero necessitare di cure mediche possono esibire la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM).

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Autoradio ad alto volume, la Cassazione conferma: è reato

di Raffaele Dambra

Autoradio ad alto volume

Siete tra coloro che amano ascoltare l’autoradio ad alto volume, ‘a palla’ come si dice in gergo? Se la risposta è sì state attenti a non esagerare con i decibel perché rischiate di commettere un reato. Lo ha confermato la Corte di Cassazione attraverso una recentissima sentenza, la n. 2685/2020, con cui tra l’altro ha chiarito che per accertare il reato di ‘disturbo del riposo e delle occupazioni delle persone’ non servono necessariamente denunce o accertamenti tecnici, ma è sufficiente la testimonianza diretta di un operatore delle Forze dell’ordine.

AUTORADIO AD ALTO VOLUME: COSA PREVEDE IL CODICE PENALE

Per l’art. 659 del Codice Penalechiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309,00 euro”. Alla luce di ciò il conducente di un’auto era stato chiamato a comparire davanti a un giudice per aver circolato in un’area urbana durante le ore serali con l’autoradio accesa, diffondendo musica a un volume molto alto e comunque superiore alla soglia delle normale tollerabilità. Dopo i primi gradi di giudizio che avevano dato esiti contrastanti, la vicenda è giunta in Cassazione che ha stabilito la colpevolezza del conducente.

AUTORADIO A PALLA: PER CONTESTARE IL REATO BASTA LA TESTIMONIANZA DI UN AGENTE

In particolare la Suprema Corte ha rigettato le motivazioni del giudice di merito che in primo grado aveva assolto l’uomo, precisando che in casi del genere per procedere con la contestazione del reato basta la deposizione dell’ufficiale di polizia giudiziaria che ha proceduto al sequestro dell’autoradio, avendo rilevato di persona come i rumori prodotti dalla cassa acustica si sentissero già a debita distanza e fossero tali da far suonare persino gli allarmi delle altre vetture in sosta. Dal punto di vista giuridico non risulta quindi corretta la decisione del giudice di primo grado, che aveva negato la violazione dell’art. 659 c.p. facendo riferimento all’assenza di denunce per disturbo al riposo delle persone e alla mancanza di un qualsivoglia accertamento per verificare il superamento del limite di normale tollerabilità dell’emissione sonora.

AUTORADIO AD ALTO VOLUME: QUANDO DIVENTA REATO

Per la Cassazione, però, queste due azioni non sono necessarie. Infatti, per accertare l’effettivo disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone mediante l’abuso di strumenti sonori, non serve che l’offesa raggiunga soggetti determinati (e che procedano quindi con la denuncia), ma è sufficiente la sua idoneità a disturbare un numero indeterminato di individui. Inoltre l’accertamento dell’idoneità delle emissioni sonore nel recare disturbo è una valutazione rimessa all’apprezzamento del giudice, che pertanto non è obbligato a ricorrere ad accertamenti di tipo tecnico potendo fondare il proprio convincimento sulla base di dati fattuali (come la testimonianza dell’ufficiale di polizia giudiziaria) suscettibili di giudizio e sintomatici dell’esistenza di un fenomeno oggettivamente disturbante.

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Vignetta Svizzera 2020: costo, multa e validità

di Donato D'Ambrosi

Dal 1° febbraio scatta l’obbligo della Vignetta Svizzera 2020, la vignetta rossa autostradale da attaccare al parabrezza dell’auto rimuovendo la vignetta scaduta. Ecco quanto costa la vignetta Svizzera 2020, le multe e alcuni consigli utili su come rimuovere la Vignetta scaduta dal parabrezza in modo facile.

NUOVA VIGNETTA SVIZZERA DAL 1 FEBBRAIO 2020

La Vignetta Svizzera è un appuntamento che gli automobilisti “frontalieri” non possono dimenticare. Chi viene sorpreso a guidare in autostrada senza vignetta in Svizzera rischia una multa che è 5 volte il costo della vignetta. Lo ricorda il TCS (Touring Club Svizzero) che ci aiuta a fare chiarezza su alcuni aspetti della vignetta autostradale: quanto vale la vignetta, dove va applicata la vignetta Svizzera e su quali autostrade è obbligatoria la vignetta? E visto che in strada si vedono circolare molte auto con il parabrezza tappezzato di vignette scadute vi daremo anche qualche consiglio su come rimuovere l’adesivo dal vetro.

VIGNETTA SVIZZERA 2020: COSTO, MULTA E VALIDITÀ

Intanto vediamo di capire quali auto e veicoli hanno l’obbligo della vignetta in Svizzera, dove si può comprare la vignetta e qual è la multa senza Vignetta in autostrada. Dal 1 febbraio 2020 scatta l’obbligo della Vignetta Svizzera 2020, che si riconosce per il colore rosso e ha validità fino al 31 gennaio 2021. Dovranno esporla tutte le auto e i veicoli con e senza rimorchio fino a una massa di 3,5 tonnellate che circolano autostrade e strade nazionali del 2° ordine (clicca la mappa sotto). La Vignetta autostradale Svizzera si può acquistare negli uffici postali, presso le stazioni di servizio e i punti TCS a un costo di 40 franchi (circa 37 euro). Chi viene sorpreso dalla Polizia svizzera senza vignetta valida sul parabrezza, la multa è di 200 franchi oltre al costo della vignetta (220 euro). La legge impone di applicare la vignetta in un punto ben visibile del parabrezza e in modo permanente.

APPLICARE LA VIGNETTA AUTOSTRADALE E TOGLIERE LA VIGNETTA SCADUTA

Se vi state chiedendo: posso usare la vignetta autostradale Svizzera su due auto? La risposta è negativa. Non ci sono vincoli sull’applicazione della Vignetta autostradale, l’importante è che sia ben visibile ai controlli della Polizia. Per questo vi consigliamo di attaccare la vignetta nell’angolo in alto a sinistra del parabrezza, lato conducente. E’ obbligatorio rimuovere la vignetta scaduta dal parabrezza? La legge  non impone di dover togliere le vecchie vignette, ma la Polizia potrebbe fare una multa se le vignette limitano la visuale del guidatore. Idem se la Polizia si accorge che la vignetta è stata attaccata in modo non permanente al parabrezza. Per rimuovere la vecchia vignetta autostradale, vi consigliamo di aiutarvi con un raschietto di plastica iniziando dal bordo, dopo aver scaldato l’adesivo vecchio con un asciugacapelli. Poi potrete pulire i residui di colla con acetone per unghie facendo attenzione a non gocciolare su tessuti e parti in plastica dell’abitacolo.

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Rinnovo patente anziani: la tecnologia in auto “supera” i test medici

di Donato D'Ambrosi

Il rinnovo patente oltre una certa età non è sempre scontato per i conducenti anziani. In caso di particolari deficit, si può rinnovare la patente solo in commissione medica e spesso la revisione della patente non viene superata. Un’indagine inglese ha dimostrato che i sistemi di assistenza alla guida possono garantire maggiore sicurezza delle visite mediche al rinnovo della patente.

IL RINNOVO DELLA PATENTE E I REQUISITI PSICO-FISICI

Lo studio diffuso dalla Fondazione RAC, ha messo in risalto l’energia, la capacità di coordinamento e l’attenzione che serve alla guida di un’auto. Tutte caratteristiche che evidentemente si riducono con l’età, fino al punto che nei conducenti anziani il rinnovo della patente oltre i 70 anni, richiede procedure specifiche. “la maggior parte dei guidatori più anziani ha un record di sicurezza invidiabile” ha spiegato la dott.ssa Julie Gandolfi di Driving Research Ltd. Gli anziani, secondo l’indagine condotta in UK, sono molto abili in media ad autoregolarsi alla guida. “Uno dei problemi maggiori è che è impossibile definire il momento in cui le persone diventano ‘guidatore anziani’ perché invecchiamo a ritmi diversi”.

I TEST PER IL RINNOVO DELLA PATENTE IN GIAPPONE

Il resoconto dell’indagine sulla sicurezza degli anziani al volante sottolinea che per quanto approfonditi, non esistono test per il rinnovo della patente che possano garantire al 100% la sicurezza degli anziani alla guida. Al contrario – sostiene la RAC – le prove internazionali mostrano che è estremamente difficile escogitare un sistema di test di massa che possa portare ampi miglioramenti alla sicurezza stradale. In Giappone ad esempio, il rinnovo patente oltre i 70 anni avviene solo con il superamento di:
– Una lettura
– Test attitudinali che coinvolgono la guida del simulatore, controlli del campo visivo e capacità di vista notturna
– Un colloquio
– Un esame di guida su strada.

Ma nonostante questo non sono dimostrabili miglioramenti nella sicurezza di guida degli anziani legati al numero degli incidenti in cui sono coinvolti.

L’ ASSISTENZA ALLA GUIDA HA EFFETTI SULLA SICUREZZA DEGLI ANZIANI

Mai prima d’ora i conducenti più anziani avevano accesso a tanta tecnologia per l’assistenza alla guida in auto. Spiega Julie Gandolfi – Sebbene le prime preoccupazioni degli anziani sono la mancanza di familiarità tecnologica”. Un rapporto del 2016 della Task Force Older Drivers dice che una persona di 80 anni al volante rischia la vita 10 volte di più rispetto una tra i 40 e i 49 anni. “Solo un’adeguata formazione di guida (come i corsi di guida sicura per anziani o semplificazioni della tecnologia da parte dei Costruttori, ndr) può offrire significativi vantaggi in termini di sicurezza e contribuire a prolungare la guida sicura verso l’età avanzata.”

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