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Revisione della patente: per il TAR basta una sola infrazione

di Redazione

Revisione della patente

Giustizia sempre più severa con gli automobilisti che mettono a serio rischio la sicurezza altrui. Secondo una recente sentenza del TAR del Piemonte, infatti, per ordinare la revisione della patente di guida è sufficiente una sola infrazione alle norme del Codice della Strada. Ciò nonostante, in linea di principio, una sola violazione non possa costituire, di per sé e indipendentemente da ogni valutazione circa l’idoneità e la capacità di guida del conducente, il presupposto del provvedimento di revisione.

CHE COS’È LA REVISIONE DELLA PATENTE DI GUIDA

Prima di entrare nel merito della questione ricordiamo che, secondo quanto dispone l’articolo 128 del CdS, la revisione della patente consiste nel sottoporre il titolare del documento ad accertamenti medici e/o di idoneità tecnica per verificare se abbia ancora i requisiti psico-fisici e attitudinali richiesti per la guida, oppure quando perde tutti i punti sulla patente. L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità viene comunicato ai competenti uffici per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente. La visita medica è sempre obbligatoria in caso di: guida in stato di ebbrezza grave o sotto l’effetto di stupefacenti; coma di durata superiore alle 48 ore; minorenne che ha commesso infrazioni che comportano la sospensione della patente; a seguito di incidente che ha provocato lesioni gravi a persone.

UNA SOLA INFRAZIONE PER LA REVISIONE DELLA PATENTE: IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR

Quindi, ricapitolando: fino al pronunciamento del TAR del Piemonte, la revisione scattava già alla prima infrazione solo nell’eventualità di episodi molto gravi (soprattutto guida sotto effetto di alcol e/o droghe e sinistri con lesioni gravi). Ma la sentenza numero 667/19, pubblicata lo scorso 5 giugno, ha precisato che in determinati casi non si può escludere che “la natura e le circostanze dell’infrazione siano di per sé inequivocabilmente idonee ad attestare la sussistenza dei presupposti del provvedimento di revisione della licenza di guida”. In altre parole, chi si macchia di una violazione particolarmente deplorevole, anche per la prima volta e senza provocare lesioni ad altre persone, deve sostenere di nuovo l’esame per la patente. Per esempio, nel caso giudicato dal TAR, un’automobilista aveva sorpassato ad alta velocità un altro veicolo su una strada a doppio senso, causando uno scontro con un mezzo che procedeva in senso contrario.

REVISIONE DELLA PATENTE DOPO UNA SOLA INFRAZIONE: IL COMMENTO GIURIDICO

Questo il commento sulla decisione del TAR del Piemonte del portale giuridico dirittoegiustizia.it, riportato dal sito di Repubblica: “Il provvedimento di revisione della patente di guida è legittimo anche se basato solo su una grave infrazione alle regole stradali. Secondo quanto previsto dalla normativa e dagli orientamenti attuali, basta quindi questa singola grave violazione per fare insorgere dubbi concreti sulla persistenza dell’idoneità tecnica dell’automobilista”. Un motivo in più per guidare prudentemente e in tutta sicurezza. Per se stessi e per gli altri.

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Marijuana al volante: il 70% degli americani ne ignora gli effetti

di Antonio Elia Migliozzi

Uno studio AAA mette in guardia sui rischi legati all’uso della marijuana. Si tratta di una sostanza molto diffusa negli Usa. Il 70% degli americani ritiene impossibile che la polizia fermi alla guida un conducente che la abbia assunta. Ben 14,8 milioni di automobilisti hanno dichiarato di mettersi alla guida entro un’ora dall’uso di marijuana. Ancora peggio il fatto che secondo i dati dell’AAA il 7% degli americani si è messo alla guida dopo l’assunzione di una forte dose. Insomma un campanello d’allarme molto serio sul fronte della sicurezza. Basti pensare che dal 2015 il numero di conducenti arrestati per l’uso di marijuana è aumentato del 20%. Vediamo nel dettaglio lo studio firmato AAA.

DROGHE ALLA GUIDA

Uno studio dell’Istituto AAA mette fa luce sul rapporto tra gli americani e la marijuana. Quasi il 70% dei cittadini Usa pensa che sia improbabile che la polizia sorprenda a guidare qualcuno che la ha assunta. Insomma per l’AAA Foundation for Traffic Safety c’è una sostanziale idea di impunità. Circa 14,8 milioni di conducenti hanno dichiarato che negli ultimi 30 giorni si sono messi al volante entro un’ora dall’uso di marijuana. Bisogna sapere che gli effetti di questa droga si verificano solitamente entro le prime quattro ore dall’assunzione. I driver sotto l’effetto della marijuana hanno il doppio delle probabilità di essere coinvolti in un incidente. David Yang, direttore dell’AAA: “La marijuana può modificare in modo significativo i tempi di reazione e compromettere le scelte dell’autista”. Eppure, prosegue Yang: Molti automobilisti non considerano la guida sotto l’effetto della marijuana rischiosa come altri comportamenti come guidare ubriachi o parlare al telefono.

EFFETTI PERICOLOSI

E’ evidente che negli Usa la consapevolezza dei rischi legati alla marijuana alla guida è ancora bassa. Secondo l’AAA il 7% degli americani ha dichiarato di aver provato a guidare dopo aver assunto marijuana. Tra i comportamenti pericolosi dichiarati alla guida c’è l’uso di alcol (1,6%), il sonno (1,7%) e l’uso di farmaci soggetti a prescrizione (3 %). I millennial, quasi il 14%, hanno le maggiori probabilità di guidare entro un’ora dall’uso di marijuana, seguiti dai nati tra 1995 e 2010 (10%). Gli uomini (8%) hanno più probabilità rispetto alle donne (5%) di mettersi alla guida poco dopo aver usato marijuana. Per l’AAA è importante sapere che la marijuana è una droga e come tale ha dei rischi. Jake Nelson, direttore dell’AA Traffic Security and Advocacy. “I funzionari delle forze dell’ordine usano tecnologie più sofisticate per identificare i guidatori sotto l’effetto dalla marijuana”.

I RISCHI

Negli Usa sono attivi programmi come il Advanced Roadside Impaired Driving Enforcement (ARIDE) che valutano e classificano i rischi legati alla guida. L’uso di alcuni farmaci può, ad esempio, ridurre l’attenzione dei driver. Per questo la polizia in tutto il paese è oggi addestrata per riconoscere i rischi. Al momento ci sono più di 95.300 agenti addestrati che pattugliano le strade degli Stati Uniti. Gli agenti riferiscono che la marijuana è la categoria di sostanze che rintracciano più spesso. Dal 2015, il numero di conducenti arrestati per l’uso di marijuana è aumentato del 20% . Ecco allora che l’AAA raccomanda a tutti gli automobilisti di evitare di guidare dopo l’uso della marijuana o di qualsiasi altra droga. Questo serve a scongiurare l’arresto e mantenere le strade sicure. Per l’AAA il fatto che la marijuana sia legale non significa che sia compatibile con la guida.

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Vignetta autostradale Germania: per la Corte UE è illegittima

di Donato D'Ambrosi

La Corte di Giustizia europea ha definito discriminante l’atteggiamento della Germania nell’imporre il pagamento della vignetta autostradale solo agli stranieri. Un provvedimento che oltre a violare il principio della libera circolazione rischia di creare anche pericolose dinamiche commerciali. L’accesso al mercato tedesco per un operatore esterno risulta difatti limitato, così come i servizi ai quali si può accedere solo recandosi in Germania. Tutto questo, secondo la Corte UE con scarse evidenze sulla proporzionalità tra gli introiti della vignetta autostradale per gli utenti stranieri e i costi infrastrutturali.

PERCHÉ’ I TEDESCHI NON PAGANO LA VIGNETTA 

La sentenza della Corte di Giustizia UE n. C-591/17 si pronuncia nuovamente sul pagamento della vignetta autostradale in Germania solo per chi viene da fuori. I cittadini tedeschi infatti, dovrebbero pagarla allo stesso modo, ma sono esentati perché già pagano una tassa automobilistica simile al nostro bollo. La stranezza è che questa esenzione è esattamente pari all’importo del costo della vignetta in Germania (fino a 130 euro in base alla cilindrata e alle emissioni).

LA VIGNETTA E’ UNA BARRIERA ALL’INGRESSO

Inizialmente la Corte UE aveva temporeggiato davanti all’ipotesi di violazione del divieto di discriminazione in base alla nazionalità. Ma poi ha appurato che l’esenzione dal pagamento della vignetta autostradale come compensazione della tassa per le infrastrutture costituisce indirettamente più violazioni. Non solo quella per la libera circolazione a prescindere dalla nazionalità, ma costituisce anche una barriera all’ingresso del mercato tedesco.

I VEICOLI ESENTATI DAL PAGAMENTO DEL PEDAGGIO IN GERMANIA

Costi e servizi, come paventa la Corte UE con la sentenza sulla vignetta in Germania, potrebbe inevitabilmente influenzare anche i costi di beni e servizi. Bisogna anche precisare che esiste una tassazione diversa per gli autocarri tedeschi e stranieri superiori a 7,5 tonnellate attraverso sistema Toll Collect. Mentre molte categorie di veicoli sono esentate dal pagamento, tra cui Autobus, mezzi di soccorso, di emergenza, delle forze di polizia ma anche veicoli CNG e LNG (metano compresso e liquido) fino al 2020 e le auto elettriche (ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1 della legge sulla mobilità elettrica – EmoG).

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Tasso alcolemico nei paesi esteri: differenze con l’Italia

di Redazione

Tasso alcolemico nei paesi esteri

In previsione di una vacanza in auto in un’altra nazione, è cosa buona e giusta informarsi sui limiti del tasso alcolemico nei paesi esteri e le differenze con la normativa italiana. Se da noi il valore limite alla guida è di 0,5 g/litro, superando il quale si rischiano le severe sanzioni previste dagli articoli 186 e 186 bis del Codice della Strada, altrove la situazione è ben diversa e la soglia può essere più tollerante (come nel Regno Unito e a Malta) o addirittura più stringente.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO IN ITALIA

Prima di riportare i limiti del tasso di alcolemia negli altri paesi, riepiloghiamo velocemente quelli attualmente in vigore in Italia. Come detto, il valore limite legale è di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Le sanzioni variano a seconda dei casi: per esempio se la quantità di alcol rilevata nel sangue è superiore a 0,5 g/l ma inferiore a 0,8 g/l si viene puniti con un’ammenda da 500 a 2000 euro, la sospensione patente da 3 a 6 mesi e la perdita di 10 punti sulla patente stessa. Se invece la quantità di alcol arriva fino a 1,5 g/l la multa sale da 800 a 3.200 euro, la sospensione della patente da 6 mesi a un anno e scatta pure l’arresto fino a 6 mesi. Per un quadro completo delle sanzioni in Italia con tutte le possibilità previste dal CdS vi rimandiamo agli articoli precedentemente citati.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO NEI PAESI EUROPEI

Ogni nazione dell’Unione Europea, e non solo, ha i propri limiti di tasso alcolemico. Naturalmente sono previste numerose eccezioni e altrettanti casi particolari, come del resto anche in Italia. Per esempio i limiti dei neopatentati e dei conducenti professionali sono spesso diversi (generalmente più severi). Consigliamo quindi, prima di mettersi in viaggio, di studiare con molta attenzione la normativa del Paese che si vuole visitare. Detto ciò, ecco i limiti in vigore nei 28 paesi membri dell’UE + Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Russia e Svizzera, relativi ai conducenti standard:

Austria: 0,49 g/l;
Belgio: 0,5 g/l;
Bulgaria: 0,0 g/l;
Cipro: 0,5 g/l;
Croazia: 0,5 g/l;
Danimarca: 0,5 g/l;
Estonia: 0,2 g/l;
Finlandia: 0,22 mg/l;
Francia: 0,5 g/l;
Germania: 0,5 g/l;
Grecia: 0,5 g/l;
Irlanda: 0,5 g/l;
Islanda: 0,5 g/l;
Italia: 0,5 g/l;
Lettonia: 0,5 g/l;
Liechtenstein: 0,8 g/l;
Lituania: 0,4 g/l;
Lussemburgo: 0,5 g/l;
Malta: 0,8 g/l;
Norvegia: 0,2 g/l;
Olanda: 0,5 g/l;
Polonia: 0,2 g/l;
Portogallo: 0,5 g/l;
Regno Unito: 0,8 g/l;
Repubblica Ceca: 0,0 g/l;
Romania: 0,0 g/l;
Russia: 0,3 g/l;
Slovacchia: 0,0 g/l;
Slovenia: 0,5 g/l;
Spagna: 0,5 g/l;
Svezia: 0,2 g/l;
Svizzera: 0,5 g/l;
Ungheria: 0,0 g/l.

I più attenti avranno certamente notato che in alcuni paesi, in particolare dell’est Europa, vige la tolleranza zero sull’alcol alla guida. Questi paesi sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. Attenzione, quindi, se si circola da quelle parti.

I LIMITI DEL TASSO ALCOLEMICO NEGLI STATI UNITI, CANADA E ALTRI PAESI NON EUROPEI

Quanti sognano un viaggio on the road sulle larghissime strade nordamericane? Tanti vero? Occhio però a non superare i limiti del tasso alcolemico, perché le sanzioni sono particolarmente pesanti. Nelle righe seguenti riportiamo la soglia che viene applicata in alcune nazioni non UE molto frequentate dai viaggiatori italiani, con il consiglio di informarsi più nel dettaglio sulle norme in vigore nel paese di destinazione dato che potrebbero esserci ulteriori restrizioni. Limiti per i conducenti standard:

Australia: 0,5 g/l;
Canada: 0,8 g/l;
Giappone: 0,3 g/l;
India: 0,0 g/l;
Messico: 0,8 g/l;
Thailandia: 0,5 g/l;
Stati Uniti: 0,8 g/l.

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Tutor autostrade 2019: solo 37 tratte controllate a 1 anno dalla sentenza

di Donato D'Ambrosi

L’estate 2019 sta per entrare nel vivo dei grandi esodi per le vacanze e mentre si programmano gli ultimi dettagli è giusto anche essere preparati sulle tratte dell’autostrada controllate da Tutor. Ecco dove sono attivi i portali del SICVe-PM, il nuovo Tutor che controlla la velocità sulle tratte autostradali.

ARRIVA IL SICVe-PM, MA PIANO

L’attenzione tra qualche giorno sarà tutta sulle previsioni del traffico estivo, che abbiamo anticipato qui. E’ passato un anno dalla disattivazione del Tutor con la sentenza della Corte d’Appello che ha imposto la rimozione ad Autostrade, ma il nuovo sistema SICVe-PM che lo sostituisce è già attivo. Sicuramente non con il dispiegamento di portali annunciato in pompa magna e proprio per questo non bisogna lasciarsi andare sull’acceleratore. Vediamo allora dove e quante tratte sono controllate dai rilevatori del nuovo Tutor, anch’esso sotto indagine. Fin da prima che entrasse in servizio per gli stessi motivi che hanno portato alla rimozione del precedente sistema, il SICVe-PM è al centro di una lotta giuridica per la paternità del brevetto.

LE TRATTE CON NUOVO TUTOR AL 14 MAGGIO 2019

A1

– SAN VITTORE – CASSINO
– CASSINO – PONTECORVO
– COLLEFERRO – VALMONTONE
– ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 – PONZANO ROMANO
– PONZANO ROMANO – MAGLIANO SABINA
– MAGLIANO SABINA – ORTE
– FIRENZUOLA – BADIA
– REGGIO EMILIA – CAMPEGINE
– CAMPEGINE – PARMA
– BADIA – FIRENZUOLA
– ALL. A1 PER ROMA SUD – COLLEFFERRO
– SAN VITTORE – CAIANELLO

A7

– BUSALLA – RONCO SCRIVIA
– RONCO SCRIVIA – ISOLA DEL CANTONE

A10

– CELLE LIGURE – ALBISOLA
– ALBISOLA – CELLE LIGURE

A13

– BOLOGNA INTERPORTO – ALTEDO
– ALTEDO – FERRARA SUD

A14

– FORLI – FAENZA
– FAENZA – ALL. RAVENNA SUD
– VALLE DEL RUBICONE – CESENA
– FAENZA – FORLI
– CESENA – VALLE DEL RUBICONE
– VALLE DEL RUBICONE – RIMINI

A16

– MONTEFORTE – BAIANO
– MONTEFORTE – AVELLINO OVEST

A26

– MASONE – BROGLIO
– MASONE – MASSIMORISSO

A30

– SARNO – PALMA CAMPANIA
– ALLACCIAMENTO A1 PER A30 – NOLA
– SARNO – NOCERA PAGANI

A5

– TRAFORO MONTEBIANCO SUD – TRAFORO MONTEBIANCO NORD
– TRAFORO MONTEBIANCO NORD – TRAFORO MONTEBIANCO SUD

A56

– CAMALDOLI DIR OVEST – VOMERO DIR OVEST
– FUORIGROTTA DIR OVEST – AGNANO DIR OVEST
– AGNANO DIR EST – FUORIGROTTA DIR EST
– ARENELLA DIR EST – CAPODIMONTE DIR EST

1/10 DELLE TRATTE PRECEDENTI  

Rispetto alle circa 20 tratte autostradali dove il SICVe PM ha sostituito il vecchio Tutor oggi si è passati a 37 tratte con i rilevatori di velocità attiva. E’ quanto leggiamo sul portale della Polizia che riporta questi numeri aggiornati al 14 maggio 2019. Facendo due calcolisi può dire che il numero di SICVe-PM attivi è ben lontano dall’essere il grande fratello annunciato a 1 anno di distanza dal rinnovamento del sistema di telecamere. Se si considera che prima della sentenza il vecchio Tutor (nome in codice SICVe) controllava circa 300 tratte contigue, si capisce pure come prima era diventato quasi naturale un diffuso virtuosismo al volante. Mentre col fatto che il SICVe-PM sorveglia un numero di tratte fino a 30 km di lunghezza e più distanziate, il rischio di farsi prendere la mano (o meglio il piede) è alto. Occhio quindi quando vi mettete al volante, siate prudenti e date uno sguardo ai 10 consigli per organizzare un viaggio senza rischi.

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Offerte Amazon Martedì 25: una pioggia di sconti su prodotti AUKEY, portatili, casse, periferiche gaming e tanto altro!

di Giuseppe Spera
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Monopattini elettrici in città: come e dove si possono usare

di Donato D'Ambrosi

Il Decreto firmato dal Ministro Toninelli ha aperto alla circolazione di segway, monopattini, hoverboard elettrici e mezzi di mobilità alternativi simili che fino a prima erano vietati in strada. In realtà circolare in strada pubblica con un monopattino elettrico è tecnicamente ancora vietato. Mentre è concesso dal Decreto ministeriale n.229 del 4 giugno e sarà legale farlo solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma a specifiche condizioni e divieti che possono variare nella sussistenza di città in città. Vediamo allora nel dettaglio come e dove si potrà andare in monopattino su strada pubblica.

DOVE SI POTRA’ ANDARE IN MONOPATTINO

Come ricorda Maurizio Caprino su Il SOle24 Ore, il DM firmato da Toninelli apre a una sperimentazione della micromobilità nelle città che seguirà un iter ben preciso. Significa che scendere in strada e saltare sul monopattino senza avere coscienza delle restrizioni comunali sarà un rischio per molti cittadini soprattutto con l’estate torrida imminente. Il punto di partenza sono le zone esclusive dove si potrà circolare con segway, monopattini e overboard: areepedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili, corsie riservate e zone 30.

ATTENTI AI CARTELLI STRADALI

Praticamente in poche città, quelle con meno barriere architettoniche che inoltre saranno impegnate anche in una campagna di informazione. L’Italia prenda esempio dagli altri Paesi in cui il fenomeno della micromobilità è esploso prima che ci fosse una vera regolamentazione. In molte città europee solo dopo il boom dei monopattini a noleggio le amministrazioni sono corse ai ripari vietando l’abbandono incontrollato dei velocipedi sui marciapiedi o a bordo strada. In Italia, quindi, – scrive Caprino “l’unica cosa determinante per sapere dove si può circolare è la presenza dei segnali: dove essi non ci saranno, circolare sarà ancora vietato come lo è tuttora.

I COMUNI NON SI ASSUMERANNO LA RESPONSABILITA’

E’ molto probabile che la regolamentazione dei mezzi per la micromobilità avverrà più in fretta in città metropolitane o turistiche. Là infatti le amministrazioni sono più interessate a fare ordine ma anche incrementare gli introiti provenienti dai servizi di sharing. Mentre molti altri Comuni potrebbero anche vietare la circolazione di qualsiasi mezzo elettrico diverso da una tradizionale bici. Il motivo è che il Decreto ministeriale delega ovviamente i Comuni alla valutazione dell’idoneità delle strade ad accogliere la nuova micromobilità. E considerando il fenomeno commerciale ci sarebbe da fare i conti con una potenziale ondata di incidenti e feriti. Occhio quindi ai cartelli e alla massima prudenza.

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Bollo auto legato alla CO2: ecco come stanno le cose

di Donato D'Ambrosi

Bollo auto esenzione

L’Italia non è sicuramente tra i Paesi più virtuosi sul controllo delle emissioni di CO2, NOx e particolato nell’aria e a dimostrazione di questo sono i ricorrenti blocchi al traffico e le ecotasse in varie forme. Dopo l’ecotassa sulle auto nuove che emettono da 161 g/km di CO2 si prospetta una nuova tornata di rincari dei costi fissi legati all’auto. Sarebbe però un colpo basso più per le auto a benzina che per le diesel.

PROTOCOLLO ARIA PULITA

La CO2 è ancora una volta al centro delle manovre politiche del Governo con il protocollo Aria Pulita firmato dal Presidente del Consiglio. Al patto – come riporta il Sole 24 Ore – hanno aderito i Ministeri Ambiente, Economia, Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Politiche agricole, Salute con anche Regioni e Province. Che sarebbero gli enti più di tutti coinvolti qualora i tributi locali dovessero aumentare (ancora) sulla base delle emissioni di CO2.

IL DIESEL SAREBBE FAVORITO

Un protocollo che fa il paio con le dichiarazioni recenti del Ministro dell’ambiente Costa di voler elaborare una proposta legislativa per elaborare un criterio di bonus-malus anche sul bollo auto. Più in generale però l’intesa del Governo si basa sulla limitazione di mezzi più inquinanti per l’agricoltura, l’impiego di combustibili ad alta emissione di particolato e i riscaldamenti civili. Non è ancora chiaro se e come questi provvedimenti colpiranno anche l’auto. Ma provando a fare qualche previsione il diesel che di CO2 ne emette molta meno, ne uscirebbe meno colpito. L’Alfa Stelvio 2.2 diesel 210 cv – ad esempio – emette 127 g/km di CO2 contro i 167 g/km di CO2 della versione benzina 2.0 Turbo 200 cv.

IL BONUS-MALUS DEL BOLLO AUTO

A pensarci bene però il bollo auto prevede già un criterio di calcolo che si basa proprio su quanto è ecologica l’auto. Tutti sanno infatti che l’importo del bollo dipende strettamente da quanti kW sviluppa il motore (e quindi quanto emette a parità di classe antinquinamento) e dalla classe antiquinamento EuroX. Allora non si capirebbe perché ancora una volta si parla di tassa nella tassa. Diversa cosa invece sarebbe introdurre una tassazione a consumo, in modo analogo a come era concepita la Tassa di circolazione. Una proposta di cui si è parlato già in tempi meno recenti, e che ha scatenato le perplessità di chi l’auto la usa per lavoro e macina migliaia di km a settimana.

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Automobilisti disabili: in arrivo nuove tutele?

di Redazione

Automobilisti disabili nuove tutele

In arrivo nuove tutele per gli automobilisti disabili e, nel contempo, sanzioni più severe per chi utilizza irregolarmente il contrassegno riservato ai portatori di handicap. Sono questi, infatti, gli aspetti più significativi di un emendamento alla riforma del nuovo Codice della Strada presentato in commissione Trasporti alla Camera dal deputato pentastellato Carlo Ugo De Girolamo, primo firmatario della proposta. L’iter legislativo per l’approvazione definitiva delle modifiche inizierà a breve, quindi per la piena entrata in vigore bisognerà attendere ancora alcuni mesi. Salvo possibili stravolgimenti durante il passaggio in Aula.

LA DEFINIZIONE DI ‘UTENTI VULNERABILI’ NEL NUOVO CODICE DELLA STRADA

Il testo presentato dall’On. De Girolamo introduce nel CdS la definizione di ‘utenti vulnerabili’, che comprende anche i motociclisti. “Vogliamo introdurre un nuovo concetto di mobilità urbana, più sostenibile e sicura”, ha spiegato il deputato del M5S. “A chiunque circoli sulle strade italiane, che sia a piedi o su due ruote, dev’essere garantito il massimo della sicurezza. Tra gli utenti vulnerabili rientrano anche gli automobilisti disabili, per i quali si prevedono tutele specifiche”.

CODICE STRADA, DE GIROLAMO (M5S): PIU' TUTELE PER UTENTI VULNERABILI E SANZIONI DURE PER INCIVILI E "FURBETTI" DEL PASS…

Geplaatst door Carlo de Girolamo op Donderdag 6 juni 2019

SANZIONI PIÙ PESANTI PER CHI OCCUPA GLI SPAZI RISERVATI AI DISABILI

Nel dettaglio, se l’emendamento passerà esattamente come è stato presentato, ci saranno multe sempre più pesanti per chi parcheggia davanti agli scivoli riservati ai disabili. Un atteggiamento scorretto e disonesto che colpisce persone che hanno bisogno vitale di questi spazi, oltre ad averne diritto. Inoltre aumenteranno le sanzioni per gli incivili che posteggiano l’auto negli spazi riservati agli invalidi. E anche per chi utilizza irregolarmente il pass destinato ai portatori di handicap. Abitudine, se così vogliamo chiamarla, molto più radicata di quanto si pensi…

I VEICOLI PER DISABILI POTRANNO PARCHEGGIARE GRATIS SULLE STRISCE BLU

“Proprio così”, ha confermato De Girolamo. “Nel mio emendamento all’articolo 1 del testo sulle modifiche al Codice della Strada è previsto il raddoppio della sanzione amministrativa e un incremento nella detrazione dei punti della patente al fine di prevenire la sosta indebita sugli stalli riservati alle persone disabili, oltre a punire l’abuso e l’uso indebito del contrassegno”. Al contrario, sarà consentito ai veicoli per disabili di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, nel caso in cui non ci siano posti riservati. “Su mia proposta”, ha concluso il deputato, “È prevista anche l’aggiunta di un nuovo tipo di segnale verticale che, integrando la segnaletica esistente, darà agli utenti della strada messaggi di tipo sociale o di sensibilizzazione su questioni di rilievo per la comunità. Tra cui il rispetto degli spazi per i disabili”.

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Fimi X8 SE, il rivale del DJI Mavic Air, in sconto per 24 ore ad un prezzo incredibile [Codice sconto]

di Giuseppe Spera
Non conoscete il drone Fimi X8 SE? Male. E se vi dicessi che lo produce Xiaomi e che da del filo da torcere persino al DJI Mavic Air per il posto di miglior drone economico? leggi di più...

Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento

di Redazione

Doppio senso ciclabile Codice della Strada

C’è anche la norma sul doppio senso ciclabile nella riforma del Codice della Strada. Inizialmente esclusa dal testo base, la proposta di modifica è stata reinserita come emendamento proprio in extremis. E sarà poi discussa nelle prossime settimane insieme all’intero provvedimento per l’eventuale trasformazione in legge. Quindi non c’è ancora nulla di definitivo ma i proponenti sono fiduciosi.

COSA SIGNIFICA DOPPIO SENSO CICLABILE

Il doppio senso ciclabile, definito allo stesso modo ‘senso unico eccetto bici’, prevede che una strada a senso unico per i veicoli a motore possa essere percorsa in entrambi i sensi dalle bici, in una corsia a loro dedicata. In caso di approvazione definitiva non tutte le strade a senso unico saranno interessate dal provvedimento. Il doppio senso ciclabile sarà infatti applicato solo alle strade con velocità moderata, a prescindere dalla larghezza della carreggiata, con corsia ciclabile o senza e all’interno di zone 30 e zone residenziali, dove il traffico dev’essere il più possibile ridotto e disincentivato. Saranno invece escluse le principali arterie di traffico e le strade con limite di velocità a 50 km/h. Per questo motivo è fuorviante parlare di norma che regolarizza la ‘circolazione delle bici contromano’, non è affatto così.

I FIRMATARI DELL’EMENDAMENTO

Il reinserimento dell’emendamento sul doppio senso ciclabile è avvenuto grazie all’efficace lavoro del deputato Diego De Lorenzis del M5S, vicepresidente della XI Commissione Trasporti della Camera e relatore della riforma del Codice della Strada. La prima firmataria è invece l’altra deputata pentastellata Valentina Barzotti. Quest’ultima ha ripreso nei contenuti il testo già presentato dal collega Emanuele Scagliusi e inizialmente escluso dal testo base.

COSA PREVEDE LA NORMA SUL DOPPIO SENSO CICLABILE

L’emendamento è stato ripresentato con una nuova formulazione nell’articolo 182, comma 9-quater del CdS. “All’interno dei centri abitati, ove il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h e contemporaneamente la strada sia classificata di tipo E (strada urbana di quartiere) o F (strada locale) ovvero sia parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possono circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia per tutti gli altri veicoli, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. […] È in ogni caso esclusa la possibilità di consentire la circolazione dei velocipedi in contromano”.

UN IMPORTANTE PASSO VERSO UNA MOBILITÀ SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE

L’iter legislativo è ancora un po’ lungo (bisogna attendere prima la votazione in Commissione e poi in Aula, sia alla Camera che al Senato, sperando che nel frattempo non cada il Governo…) ma un importante passo verso una mobilità più sostenibile si è comunque compiuto, come ha confermato a bikeitalia.it il relatore De Lorenzis. “Sono fiducioso che i tempi siano maturi per approvare questa importante misura che ha già dimostrato di funzionare in tutta Europa”, le sue parole.

L'articolo Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento proviene da SicurAUTO.it.

Autovelox: multa valida anche se si superano di poco i limiti

di Redazione

Autovelox multa

Tra molti automobilisti circola la leggenda metropolitana secondo cui se si viene beccati a viaggiare oltre i limiti dall’autovelox, la multa scatta solo nel caso di evidente superamento dei suddetti limiti. In altri termini, il controllo elettronico della velocità tollererebbe le infrazioni leggere. Ebbene, ci spiace deluderli ma non è così. Anche la Cassazione ha ribadito che il superamento pure minimo del limite di velocità non esclude affatto l’applicazione di una sanzione.

L’INFRAZIONE DEL CONDUCENTE

La Suprema Corte si è espressa sull’argomento con la recente ordinanza n. 12629 del 13/05/2019, di cui ne ha dato notizia il portale di risorse legali avvocatoandreani.it. Il caso in questione riguardava un’automobilista che aveva ricevuto un verbale per violazione dell’art. 142, comma 8 del Codice della Strada, rilevata con autovelox. Tale articolo, ricordiamolo, dispone che “chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674”.

LA SENTENZA A SORPRESA DEL GIUDICE DI PACE

Nonostante l’evidente infrazione il conducente aveva fatto ricorso al Giudice di Pace, ritenendo che, data l’esiguità della velocità in eccesso (26 km/h oltre il limite di 50 km/h) e le circostanze di tempo e luogo (ovvero orario con traffico scarso e strada ampia e rettilinea), il superamento dei limiti non aveva posto concretamente in pericolo il bene protetto, e cioè l’incolumità pubblica e privata. Per la serie: ok, stavo andando più veloce del dovuto ma sulla strada non c’era nessuno ed era pure bella larga, perciò chiudete un occhio. E il Giudice di Pace l’occhio l’aveva sorprendentemente chiuso, accogliendo il ricorso e cancellando la sanzione!

IL RICORSO DEL COMUNE

Il Comune interessato però non ci stava e ricorreva a sua volta in Cassazione, contestando il riconoscimento, da parte del giudice, della buona fede del trasgressore, a fronte della presunzione di colpa gravante sul predetto. E contestando pure la mancanza di prova degli elementi ‘positivi’ idonei a superare tale presunzione.

IL RIBALTAMENTO DELLA CASSAZIONE: LE MOTIVAZIONI

Contestazione pienamente accolta dalla Corte di Cassazione: la multa con autovelox è valida anche se si superano di poco i limiti. Sconfessando la sentenza del Giudice di Pace, la Suprema Corte ha infatti osservato che per la configurabilità dell’illecito amministrativo è necessaria e sufficiente la coscienza e volontà della condotta attiva o omissiva, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo; inoltre la norma pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso. Riservando poi a questi l’onere di provare di aver agito senza colpa; ma soprattutto possono esserci cause di esclusione della responsabilità amministrativa solo quando sussistano elementi positivi idonei a ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta. E risulti poi che il trasgressore abbia fatto tutto quanto possibile per conformarsi al precetto di legge.

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Il prequel de “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown arriva in una serie TV?

di Emanuela Acri
Robert Langdon, professore di Storia dell’Arte, nato dai romanzi dello scrittore statunitense Dan Brown, a quanto pare presto tornerà ad essere protagonista, questa volta, di una nuova serie televisiva. Infatti sembrerebbe che la NBC sia a lavoro per realizzare il prequel de Il Codice Da Vinci. La nuova serie TV si intitolerà Langdon e si baserà sulle vicende […]

Monopattini e hoverboard in città: firmato il decreto sulla micromobilità elettrica

di Redazione

Monopattini e hoverboard in città

Le regole della sperimentazione nelle città italiane della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel, erano note già dallo scorso aprile (ne avevamo parlato anche noi), ma per l’avvio dei test mancava un solo step burocratico. Step che si è compiuto l’altro giorno con la firma del Ministro dei Trasporti Toninelli sul decreto che specifica nel dettaglio le caratteristiche di questi dispositivi e delle aree in cui possono circolare. La sperimentazione prenderà il via già in estate e durerà un anno o al massimo due.

DOVE POSSONO CIRCOLARE MONOPATTINI ELETTRICI, HOVERBOARD, SEGWAY E MONOWHEEL

Il decreto, composto da 7 articoli, stabilisce che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel sono ammessi alla circolazione solo in ambito urbano, previa delibera comunale. Ci sono però alcune differenze tra i vari mezzi. Monowheel e hoverboard sono utilizzabili esclusivamente nelle aree pedonali e a velocità inferiore a 6 km/h. Monopattini e segway possono invece circolare non solo nelle suddette aree pedonali (sempre entro 6 km/h), ma anche su: percorsi pedonali e ciclabili; piste ciclabili in sede propria; zone 30; strade con limite di velocità di 30 km/h, senza però superare mai i 20 km/h. Tutti i dispositivi di micromobilità elettrica devono essere dotati di regolatore di velocità configurabile in funzione dei limiti di velocità previsti.

Questa mattina ho definitivamente firmato il decreto Micromobilità. Questo significa che, come promesso, in tempo per…

Geplaatst door Danilo Toninelli op Dinsdag 4 juni 2019

CARATTERISTICHE DEI MONOPATTINI E DEGLI ALTRI DISPOSITIVI ELETTRICI

Nel decreto sono inoltre riportate minuziosamente le caratteristiche tecniche dei veicoli ammessi alla sperimentazione. Tra le altre cose questi nuovi dispositivi elettrici devono essere dotati di marchio CE, ai sensi della direttiva 2006/42/Ce, e destinati al solo utilizzo in posizione eretta, non essendo previsto il posto a sedere per l’utilizzatore. Per condurli è necessario essere maggiorenni, oppure minorenni ma in possesso della patente di guida AM, quella per i ciclomotori. Non c’è l’obbligo del casco. C’è però il divieto di trasportare passeggeri, nonché di circolare nelle ore serali o comunque in condizioni di scarsa visibilità o di tempo avverso. E a questo proposito, visto che la sicurezza è un tema che ci è caro da sempre, abbiamo testato 7 monopattini elettrici per verificarne l’affidabilità.

COME DEVONO ORGANIZZARSI I COMUNI

I Comuni italiani interessati ad avviare la sperimentazione della micromobilità elettrica devono innanzitutto prevedere un’intensa campagna di informazione sul territorio. Una volta avvisata la cittadinanza della novità, sono tenuti a installare, in corrispondenza dell’inizio del centro abitato, il segnale sperimentale che indica le zone in cui possono circolare monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel. I Comuni intenzionati a istituire servizi di noleggio dei dispositivi in condivisione (Milano si sta già organizzando) devono provvedere a definire aree di sosta per garantire una fruizione funzionale, evitando il possibile intralcio di marciapiedi e aree pedonali. Per i servizi di noleggio è previsto l’obbligo di coperture assicurative.

La versione integrale del Decreto ministeriale sulla micromobilità elettrica è consultabile cliccando sul tasto in basso Scarica PDF.

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Ztl: multa illegittima se la segnaletica è poco visibile

di Redazione

Ztl multa

Avete varcato gli accessi off limits di una Ztl? La multa che vi spetterebbe di diritto potrebbe rivelarsi illegittima se la segnaletica posta all’ingresso dell’area risultasse poco visibile o non idonea. Lo ha confermato una sentenza del Giudice di Pace di Brindisi, rifacendosi ai dettami dell’art. 79 del regolamento d’attuazione del Codice della Strada concernente la visibilità dei segnali stradali.

IL CASO DEI SEGNALI ZTL POCO VISIBILI

Come si legge sul portale giuridico studiocataldi.it, l’organo di giustizia pugliese ha deliberato sulla vicenda di un automobilista brindisino che aveva ricevuto più di 80 verbali per aver transitato, con cadenza giornaliera per circa due mesi, in una zona a traffico limitato della sua città. Appellandosi al Giudice di Pace, l’automobilista super-multato aveva però lamentato l’inidoneità delle caratteristiche dei cartelli stradali posti in prossimità dei varchi Ztl. E alla fine ha avuto ragione, visto che le sanzioni sono state tutte annullate.

ZTL: MULTA NON VALIDA SE SEGNALETICA NON IDONEA

Per il giudice, infatti, “non si può attribuire la responsabilità di un’infrazione se non si dimostra la colpa del conducente”. E nel caso specifico tale colpa è da ritenersi esclusa, poiché il guidatore non si sarebbe accorto della segnaletica in quanto non conforme alle prescrizioni di legge. La normativa prevede infatti che la segnaletica stradale deve sempre essere idonea per dimensionamento, visibilità, leggibilità e posizionamento. E che la violazione di uno solo di questi parametri può provocare l’illegittimità della multa. Per esempio, nella vicenda in questione i cartelli verticali posti all’ingresso della Ztl di Brindisi sono apparsi sottodimensionati, avendo grandezza di 55×55 cm anziché 75×125 o 75×75 cm, risultando quindi poco visibili, specie di sera.

LA SEGNALETICA VERTICALE DEVE RISPETTARE DIMENSIONI E POSIZIONAMENTO

Ma non solo. La segnaletica in esame è apparsa anche ‘diversamente rifrangente’, contravvenendo le prescrizioni del CdS secondo cui “sullo stesso sostegno non devono essere posti segnali con caratteristiche di illuminazione o di rifrangenza differenti fra loro”. Quindi, e qui viene il bello, è stato in realtà il Comune di Brindisi a incorrere in una violazione del già citato art. 79, che tra le altre cose regola la distanza e lo spazio minimo di avvistamento dei segnali di prescrizione. In particolare il Comune ha disatteso la norma che prevede, nel caso di segnale di ingresso in Ztl, uno spazio minimo di avvistamento del cartello di almeno 80 metri affinché sia percepibile dall’automobilista sia di notte che di giorno. In altre parole, i cartelli non solo erano piccoli e inidonei ma pure posizionati male. Tutte circostanze che hanno portato alla cancellazione delle sanzioni.

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Reclami Assicurazione: -8% per l’RC Auto nel 2018

di Donato D'Ambrosi

I reclami dei contratti di assicurazione sono mediamente in calo in tutti i rami nel 2019. Lo rivela l’IVASS (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che conta nel 2018 complessivamente 97.279 reclami ricevuti dalle imprese di assicurazione italiane ed estere operanti in Italia. Il calo maggiore dei reclami riguarda il ramo vita che in proporzione corrisponde anche a un numero nettamente minore di reclami rispetto a RC auto, Furto e Incendio e Altri rischi.

TREND DI DISCESA, MA I NUMERI SONO ANCORA ALTI

Nel 2018 il maggior numero di reclami è stato ricevuto dalle imprese di assicurazione sui rami RC auto. La responsabilità civile infatti ha portato più lamentele di tutti gli altri settori: 45.896 corrispondenti al 47% del totale. Poco meno invece è il totale dei reclami per i danni legati all’auto ma diversi dalla Responsabilità Civile: 35.561 (37% del totale). Sono solo il 16% (15.822) del totale invece i reclami per il rischio sulla vita. Tra i vari rami assicurativi solo i Danni auto (esclusa l’RCA) riporta un aumento medio del +2,5% nel cumulativo tra imprese estere e italiane.

CRESCONO I RECLAMI PER I RISCHI DIVERSI DELLE IMPRESE ESTERE

L’aumento più consistente (+1.035 reclami), interessa le imprese estere per i rami danni diversi dall’ RC auto. L’IVASS evidenzia come questo trend coinvolge in particolare gli operatori Cardif Assurance Risques Divers, AmTrust Underwriters DAC e Chubb International. Alle imprese estere, ma nel comparto vita, è adducibile l’incremento del +6,16% per reclami formulati nei confronti di Cardif Vie (cresciuti del 31% , +263 reclami9.

LE IMPRESE CON PIU’ RECLAMI RCA

I reclami assicurativi nel ramo RC auto sono ancora la più grande fetta del totale, anche se mediamente in diminuzione del -8%, come mostra la tabella. Non mancano le imprese sia italiane sia estere che hanno ricevuto un numero di reclami in aumento. Tra le estere, l’impresa Great Lakes che opera in Italia con il marchio Prima.it ha ricevuto + 204% di reclami rispetto al 2017 (equivalenti a 194 reclami in più). Tra le italiane, tra gli incrementi più importanti in percentuale ed in valore assoluto si rilevano AXA Assicurazioni (+22,4% con + 443 reclami), ITAS Mutua (+61,3%, +303 reclami), DARAG (+195%, +133 reclami), Cattolica (+15%, +227 reclami) ed Amissima (+27%, +223 reclami).

L’ESITO DEI RECLAMI PER RC AUTO

L’esito dei reclami non evidenzia grosse novità rispetto allo scorso anno secondo l’IVASS: i reclami accolti sono stati in totale il 26,5% del totale, quelli transatti il 9,7%, quelli respinti il 52,6%. Il restante 11,2% risultava in fase istruttoria alla fine del semestre. Ecco cosa significano i valori riportati in tabella qui sopra relativa ai soli reclami per RC auto.

– Accolto: l’impresa risolve il reclamo in modo positivo per il reclamante, accogliendone integralmente le ragioni;

Transatto: l’impresa risolve il reclamo con un esito favorevole per il reclamante ma non alle medesime condizioni richieste;

Respinto: l’impresa risolve il reclamo in modo negativo per il reclamante, respingendone le richieste;

In istruttoria: reclami ancora in istruttoria alla fine del semestre.

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Inateck: Codici Sconto su HUB USB, Lampade da Scrivania e Zaino USB

di Giuseppe Spera
Tra le tante offerte che ci passano tra le mani, non potevamo non segnalarvi quelle che ci ha mandato Inateck, un famoso brand di elettronica e dispositivi High Tech che stavolta ci ha fornito tre codici sconto leggi di più...

Notifica multa per posta: tariffe in aumento dal 10 giugno 2019

di Redazione

Notifica multa per posta tariffe

C’è un motivo in più per non infrangere le norme del Codice della Strada. Al danno della sanzione sta per aggiungersi la beffa dell’aumento della tariffa per la notifica della multa via posta ordinaria. A partire dal 10 giugno 2019, in linea con le modifiche apportate di recente alla legge 890/1982 e con le Delibere attuative dell’AGCOM in tema di notifiche a mezzo del servizio postale, varieranno infatti le condizioni di offerta del servizio ‘Atto Giudiziario’ di Poste Italiane.

AUMENTO DELLE TARIFFE DELLA NOTIFICA DEGLI ATTI GIUDIZIARI

In particolare, come riporta anche il sito dell’ASAPS, Poste Italiane aumenterà le tariffe degli atti giudiziari e delle comunicazioni connesse da 6,80 a 9,50 euro (+ 2,70 euro). Di conseguenza le multe per non aver rispettato il Codice della Strada, notificate tramite posta ordinaria, saranno leggermente più salate. L’importo aggiuntivo forfettario di 2,70 euro si riferisce alle spese relative alle Comunicazioni di Avvenuta Notifica (CAN) e di Avvenuto Deposito (CAD). Comunicazioni eventualmente emesse ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 890/1982 e sinora addebitate al momento della restituzione dell’avviso di ricevimento. L’aumento è stato calcolato sulla base dell’effettiva incidenza percentuale di tali comunicazioni sull’insieme complessivo delle notifiche, e sarà applicato agli invii in busta fino a 20 grammi.

NOTIFICA MULTA PER POSTA: NON SI ESCLUDONO NUOVI AUMENTI IN FUTURO

Poste Italiane, nel comunicare la novità, ha specificato che l’importo di 9,50 euro per la notifica multa via posta potrà essere soggetto in futuro a ulteriori revisioni annuali. Ciò accadrà se ci saranno variazioni delle tariffe unitarie o dell’incidenza dell’evento. Ovviamente gli eventuali nuovi importi saranno resi noti con un preavviso di almeno 30 giorni.

L’ALTERNATIVA PEC

Sempre Poste Italiane ha ricordato al pubblico la possibilità di richiedere la restituzione dell’Avviso di Ricevimento dell’Atto Giudiziario tramite PEC. Alternativa pratica e moderna alla restituzione dell’avviso con posta ordinaria. Per attivare questa funzionalità l’utente deve comunicare a Poste Italiane il proprio indirizzo di posta elettronica certificata mediante gli appositi strumenti informatici a disposizione sul sito poste.it. È perciò compito di ogni utente fornire un indirizzo PEC valido, nonché garantire il buon funzionamento della propria casella PEC. In caso di disguidi relativi alla casella sarà comunque messo a disposizione l’originale cartaceo della notifica. Per chi volesse più informazioni sull’argomento, il Codice della Strada regola la “notificazione delle violazioni” con l’articolo 201, suddiviso in ben 5 commi.

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Pedoni distratti dallo smartphone: proposta di legge per multarli

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

Avete presente quelle persone che camminano per strada con lo sguardo perennemente fisso verso lo schermo del telefonino, quasi come in preda a un ipnosi? Ebbene, si prevedono per loro tempi duri se tutto il mondo copierà la proposta di legge dello stato di New York per multare i pedoni distratti dallo smartphone e da altri dispositivi elettronici.

MULTE PER I PEDONI DISTRATTI DALLO SMARTPHONE?

Qui da noi, come probabilmente avrete letto, la riforma del Codice della Strada ha introdotto sanzioni più pesanti per chi utilizza il cellulare alla guida. Ma nella Grande Mela potrebbero andare decisamente oltre, multando anche i pedoni. La proposta, portata avanti già l’anno scorso dal deputato democratico Felix Ortiz, è stata ripresa quest’anno da un suo collega di partito, il senatore John Liu, che vorrebbe farla approvare prima della fine della legislatura. “Molti genitori, preoccupati per l’incolumità dei propri ragazzi, stanno appoggiando la mia iniziativa”, ha spiegato Liu al sito Gothamist.com. “E del resto non ci vedo nulla di strano, è solo buon senso”.

A NEW YORK MOLTI SINISTRI PER LA DISATTENZIONE DEI PEDONI

Il senatore ha snocciolato i dati degli incidenti stradali verificatisi a New York City da gennaio 2018 ad aprile 2019, spiegando che su 58.117 sinistri, ben 17.933 sono stati causati dalla distrazione dei conducenti delle auto. E 1.447, un numero più esiguo ma comunque importante, dalla disattenzione di ciclisti e pedoni. “Nel 2019 le vittime di incidenti stradali sono in aumento rispetto allo stesso periodo del 2018, bisogna quindi intervenire. Ovviamente nessuno nega che gli automobilisti abbiano maggiori responsabilità, ma anche i pedoni devono disciplinarsi. Le persone che scrivono sui loro telefonini mentre attraversano la strada sono un pericolo per se stessi e per gli altri”.

LE SANZIONI SOLO PER I CASI DI POTENZIALE PERICOLO

La proposta di legge per sanzionare i pedoni distratti dallo smartphone o da qualsiasi altro dispositivo elettronico portatile contempla una multa da 25 a 50 dollari per la prima infrazione; fino a 100 per la seconda; e fino a 250 dollari per la terza violazione se commessa entro 18 mesi dalla prima. Ovviamente la sanzione è prevista soltanto per le situazioni di potenziale pericolo, come quando si attraversa la strada guardando il display o digitando sulla tastiera; nessuna ammenda invece per chi cammina parlando al telefono, perché un’azione simile non distoglie l’attenzione.

LA SCELTA CURIOSA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO

Insomma, lo stato di New York potrebbe adottare presto la linea dura verso i pedoni che camminano con la testa prona sul cellulare. Tutto il contrario della provincia di Bolzano, che qualche mese fa ha montato dei cuscinetti morbidi sui cartelli stradali e sui pali della luce per proteggere dal violento impatto i pedoni distratti dallo smartphone

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Abbaglianti addizionali: come montarli in modo legale sulle auto

di Donato D'Ambrosi

Vi sarà sicuramente capitato di incrociare in strada qualche SUV personalizzato con una serie di fari supplementari: si tratta quasi sempre di abbaglianti addizionali. E visto che il nostro Codice della Strada non è molto permissivo in fatto di tuning, nei rari casi in cui qualcosa è permesso – come gli abbaglianti addizionali, merita un approfondimento. OSRAM, che ad Autopromotec 2019, ha presentato tante novità, ci ha aiutato a chiarire come montare gli abbaglianti addizionali senza rischiare una multa.

LE NOVITA’ OSRAM AD AUTOPROMOTEC 2019

Ad Autopromotec 2019 OSRAM ha presentato ufficialmente una serie di novità led per migliorare la sicurezza alla guida e il comfort anche in garage e in officina (per i professionisti). Molti di voi avranno sicuramente già letto degli Indicatori di direzione dinamici per specchietti che abbiamo visto da vicino accanto ai nuovi proiettori LEDriving per Volkswagen Golf e Ford Focus. Una parentesi dedicata agli appassionati di offroad e a chi utilizza l’auto per lavoro è stata riservata anche i nuovi abbaglianti addizionali omologati OSRAM LEDriving a 12 e 24V che illuminano fino a 450 metri. Ecco cosa bisogna sapere per non incorrere in sanzioni o vedersi bocciare l’auto alla revisione.

DOVE SI POSSONO MONTARE GLI ABBAGLIANTI ADDIZIONALI

Intanto tutto quel che riguarda il corretto montaggio degli abbaglianti addizionali è prescritto dal Regolamento ECE R112ci spiega Arnaldo Agnolon Sales Channel Manager OSRAM Automotive Aftermarket. Lo ricorderete per averci accompagnato nei nostri video #SicurEDU sulle Lampade Auto e i LED. Per essere sicuri di non infrangere il Codice della Strada ci sono poche e semplici cose da sapere. Gli abbaglianti addizionali si possono montare sia su auto che su mezzi pesanti, purché siano sempre in numero pari ed ovviamente omologati. Si possono montare max 2 (per le auto) o 4 lampade addizionali simmetriche (per i mezzi pesanti), ma non composizioni di 3 o 5 e devono accendersi assieme agli abbaglianti di serie. La posizione può essere sia sul muso dell’auto sia sul tetto purché orientate frontalmente, quindi con meno vincoli rispetto al montaggio delle lampade DRL aftermarket di cui abbiamo parlato qui. Inoltre, una cosa fondamentale da sapere nella scelta degli abbaglianti addizionali è il Reference Value che non deve superare il 100%.

REFERENCE VALUE: IL LIMITE DI INTENSITÀ DA NON SUPERARE

Come si legge e dove si trova il Reference Value per gli abbaglianti addizionali? Il Reference Value è un numero stampato quasi sempre sui fari anteriori e visibile dal vano motore. L’auto in foto – una Jeep Renegade – ad esempio ha un Ref. Value del 12,5% per ogni lampada abbagliante, quindi in totale fa 25% di Ref. Value di serie. Per montare gli abbaglianti addizionali bisogna sottrarre dal 100% il Ref.Value di serie dell’auto, quindi in questo caso il risultato è 75%. Significa che la coppia (o le coppie) di abbaglianti addizionali che possiamo montare dovranno avere in totale un Ref.Value non superiore al 75%. Il valore del Ref. Value lo leggerete nella scheda del produttore o sulle lampade stesse. Per dare un’indicazione di riferimento, il 100% di Ref.Value equivale all’intensità luminosa di 430.000 candele (cd). Rispettando quanto previsto dal Regolamento ECE R112 “non è necessario aggiornare il libretto di circolazione dopo il montaggio” ci assicura Agnolon.

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